Laghi, valli e monti: il paradiso delle vacanze all’aria aperta è tra il Lago Maggiore e le Alpi piemontesi

Magnifici panorami in cui immergersi camminando o pedalando. Sentieri e ferrate su cui inerpicarsi con scarponcini e bastoni. Acque cristalline in cui tuffarsi d’estate e candide piste innevate sulle quali lanciarsi in inverno. Non manca nulla in questo angolo di Piemonte, che confina con Svizzera e Lombardia: laghi, valli, montagne e parchi da scoprire in una vacanza all’aria aperta, magari invogliati dall’arrivo della primavera.

Facile da raggiungere da ogni parte d’Italia – a circa mezz’ora dall’aeroporto di Milano Malpensa – il Distretto Turistico dei Laghi Monti e Valli è un territorio affascinante, ricco di storia, natura e buona cucina. Si estende dal versante piemontese del Lago Maggiore fino alle Alpi Pennine, su cui svetta il Monte Rosa, e Lepontine. Percorrendolo, si incontrano gli specchi d’acqua del Lago d’Orta e del Lago di Mergozzo e si attraversano le sette valli del territorio dell’Ossola, disposte a foglia d’acero nella piana del fiume Toce, che, più su, con i suoi 143 metri di altezza è considerata uno dei più bei salti dell’arco alpino.

A piedi o in bici intorno al Lago Maggiore 

Il Colosso di Arona, dedicato a San Carlo Borromeo, è situato in una posizione panoramica unica che abbraccia tutto il versante meridionale del lago, fino alla sponda lombarda, dove si erge la medievale Rocca di Angera. Il monumento, alto 35,10 metri, è la seconda statua di rame più alta del mondo, dopo quella della Libertà a New York, che raffiguri un essere umano. Costruito in maniera tale da permettere ai visitatori di entrare (in tempi normali) per fermarsi sulla sua terrazza, o di salire fino alla testa per guardare fuori attraverso le fessure degli occhi del Santo, il “San Carlone”, come lo chiamano affettuosamente gli abitanti, è una tappa obbligata per scoprire, in un colpo d’occhio, le meraviglie del Lago Maggiore.

Tra le colline su due ruote

Poco più a sud, sempre ad Arona, si trova l’ingresso al Parco dei Lagoni di Mercurago, area naturale protetta e primo insediamento palafitticolo rinvenuto in Italia. Inserito dal 2011 nella lista dei Beni Patrimonio dell’umanità dell’Unesco, è uno dei luoghi da non perdere se si ama passeggiare immersi nel verde, osservando il volo degli uccelli migratori attratti dalla presenza delle zone umide, e i cavalli della razza Dormello Olgiata nei ranch della zona.

Se invece è la bicicletta il mezzo preferito, da Arona si può salire verso Stresa seguendo l’Anello Stresa-Arona, oppure si può scegliere il percorso – che è anche uno degli itinerari del Giro d’Italia – che attraversa le colline del Vergante, dove si coltivano i fiori tipici del Lago Maggiore (camelie, rododendri e azalee), e porta fin su in vetta al Mottarone (1492 metri), la montagna detta “dei due laghi” perché posta esattamente tra il Lago Maggiore e il Lago d’Orta. Qui, se d’inverno si scia, durante la bella stagione, oltre a godere di una splendida vista panoramica fino al Monte Rosa, si possono percorrere i sentieri di trekking alla portata di tutti, famiglie comprese, e gustare la Toma del Mottarone o altri prodotti tipici nei rifugi del posto, prima di tornare a Stresa (con la funivia, in auto o in bicicletta) o di deviare verso Baveno, da dove parte la via Ferrata dei Piccassas, così chiamata in ricordo dell’antico mestiere dello scalpellino.

I giardini del Lago Maggiore

Una volta arrivati a Stresa, impensabile non visitare le Isole Borromee: la barocca Isola Bella, con il suo palazzo e i magnifici giardini all’italiana, e la romantica Isola Madre, con il suo parco in stile inglese e la residenza cinquecentesca. Così come vale la pena di ritagliarsi una “pausa caffè con i pavoni” al Parco Pallavicino, villa ottocentesca di stile neoclassico, che ospita, nei 18 ettari del suo giardino, un vera e propria riserva faunistica: 50 specie tra mammiferi e volatili, tra cui anche alcuni esemplari selvatici salvati dalla guardia forestale, accuditi da un team di esperti veterinari.  

Lo stesso benvenuto al visitatore lo danno, più su, a Verbania, i Giardini Botanici di Villa Taranto, definiti “museo di rarità” per le oltre 3 mila piante che disegnano aiuole, prati e terrazze e circondano gli specchi d’acqua. Ci si arriva, via terra, attraversando a piedi o in bicicletta, la Riserva Naturale Speciale di Fondotoce, habitat perfetto, con i suoi canneti, per la nidificazione e lo svernamento di numerose specie di uccelli migratori. Da qui, parte anche la Ciclovia del Toce: un percorso adatto a tutta la famiglia che corre, tra boschi, borghi pittoreschi e prati, lungo l’intera piana fluviale, dal Lago Maggiore, attraverso l’Ossola inferiore e l’Ossola superiore fino a Domodossola.

Itinerari panoramici

Poco sopra Verbania, oltre a visitare il Sacro Monte della Trinità di Ghiffa, uno dei sacri monti alpini inseriti nel 2003 tra i Beni Unesco Patrimonio dell’umanità, dove regalarsi passeggiate vista lago su sentieri adatti ad adulti e bambini, si può intraprendere, in mountain bike l’itinerario Slow Panorama che segue la celebre Linea Cadorna (il sistema difensivo italiano della frontiera Nord, dal 1915) e che permette di ammirare dall’alto la vista a picco sul Lago Maggiore. Tra i tanti percorsi possibili, la cima di Morissolo è un vero e proprio balcone sul lago che si raggiunge tramite un sentiero lungo il quale si visitano le gallerie fortificate della storica Linea.

Da qui, si scende di nuovo verso il lago, diretti a Cannobio o Cannero Riviera, centri turistici ricchi di strutture ricettive attrezzate dove praticare vela, windsurf ma anche nordic walking, oppure ci si inoltra nella Valle Cannobina, ad ammirare lo spettacolo naturale degli orridi creati dalle acque del torrente Cannobino: uno su tutti l’Orrido di Sant’Anna così chiamato per il piccolo Oratorio del 1638 che lo domina. Nella valle si snodano anche sentieri escursionistici come la Strada Borromea, una mulattiera già percorsa da San Carlo Borromeo nel 1574 e oggi transitabile a piedi.

Tra valli e monti, nei parchi naturali

A piedi nella natura incontaminata

A piedi è il modo migliore per conoscere il vicino Parco Nazionale Val Grande, anche perché i 15 mila ettari di quest’area naturale unica in Europa sono accessibili solo durante la bella stagione, attraverso passi e sentieri percorribili con una guida esperta e abilitata. L’attraversamento del parco può durare anche più giorni, ma è possibile dormire in rifugi e bivacchi in mezzo alla natura incontaminata.

Anche nei vicini Parco Naturale dell’Alta Valle Antrona ricco di sorgenti e laghetti, e Parco Naturale Veglia Devero, chiamato anche “piccolo Canada” per la spettacolarità dei suoi paesaggi e dei colori, la presenza umana è modesta, tanto che durante le escursioni è perfino possibile avere un incontro ravvicinato con stambecchi e marmotte. 

Il “ritorno alla civiltà” dopo  questa immersione nella natura è sicuramente a Domodossola, capoluogo ossolano e “Borgo della Cultura”, dove passeggiare tra le testimonianze artistiche del passato rinascimentale e gustare le specialità enogastronomiche della zona (pane nero, la sua versione dolce Crescenzin, gnocchetti all’ossolana, Brisaula Val d’Ossola ma soprattutto il formaggio Bettelmat, da “innaffiare” con il rosso Valli Ossolane DOC) prima di riprendere il cammino verso il Sacro Monte di Domodossola, patrimonio Unesco, o anche sulla via dei Torchi e dei Mulini, itinerario escursionistico lungo antiche strade di pietra che conduce da Villadossola al Sacro Monte Calvario e prosegue – per i più esperti – fino a Bognanco. 

Sulle vette più alte

La Valle Vigezzo, invece, è perfetta per essere percorsa in bici da adulti e bambini, sul circuito cicloturistico Vigezzo in Bici che, da Druogno a Re, attraversa la cosiddetta “Valle dei pittori“, passando per il capoluogo Santa Maria Maggiore. Non mancano, naturalmente, percorsi più impegnativi per ciclisti esperti nelle vicine valli Antigorio-Formazza.

Ed è proprio in alta Valle Formazza che si ammira la maestosa Cascata del Toce. Ci si arriva con percorsi escursionistici o in mountain bike, ma si può godere dello spettacolo della sua massima portata solo per brevi periodi nel corso dell’anno, in quanto le acque del Toce vengono raccolte nel bacino di Morasco, a monte della Cascata.

I borghi della zona sono tutti caratterizzati dalla tipica architettura Walser, ma il più particolare è probabilmente Macugnaga, in Valle Anzasca, storica località turistica e stazione sciistica che è anche punto di partenza per le escursioni sul versante est del Monte Rosa (4.634 metri). Qui si estende l’Oasi Faunistica di Macugnaga, istituita nel 1969, che ha permesso la ripopolazione spontanea degli stambecchi, ma merita una visita anche la Miniera d’oro della Guia (ingresso solo su prenotazione): inattiva dal 1961, racconta, lungo un percorso di circa 1 km e mezzo, il lavoro nella miniera, nella quale è ancora possibile vedere autentici filoni di pirite aurifera.

Chiare, fresche e dolci acque 

Lago di Mergozzo, piccolo paradiso

Da felpa e scarponcini al costume da bagno basta poco, giusto il tempo di arrivare dal Monte Rosa al Lago di Mergozzo. Interdetto alla navigazione delle barche a motore, questo piccolo specchio d’acqua, lungo 2 km e mezzo e profondo al massimo 74 metri, è uno dei più limpidi e incontaminati di tutta Italia, ed è l’ideale non solo per chi ama gli sport acquatici ma anche per chi vuole semplicemente rilassarsi nuotando. Collegato al Lago Maggiore da un canale non navigabile e dalla striscia di terra su cui si estende la Riserva Speciale di Fondotoce, il territorio che circonda il lago può essere scoperto percorrendo le piste ciclabili e i tanti sentieri che si intrecciano nell’area. Come il Sentiero Azzurro, un percorso storico-ambientale che parte da Mergozzo e segue il perimetro del lago fino a risalire, attraverso una mulattiera, il versante orientale del Montorfano.

Lago d’Orta, romanticismo e mountain bike

Azzurro è anche il nome dell’Anello che circonda il Lago d’Orta: copre l’intero perimetro del bacino per ben 40 km ed  è percorribile sia a piedi, sia – per buona parte – in mountain bike. Ma tanti sono anche i sentieri e i percorsi che si snodano all’interno dei borghi e tra i boschi di castagni, fanno tappa ad antiche chiese e santuari e permettono di scoprire il meglio di entrambi i lati di questo lago. Come l’escursione al Santuario della Madonna del Sasso, che si può raggiungere in mountain bike o – se si è ben allenati – a piedi, oppure come la strada che attraversa la Valle Strona (anche questa riservata ai più esperti).

Cantato da Balzac e Montale, il romantico Lago d’Orta ha dato i natali anche a Gianni Rodari che, proprio su queste sponde, a Omegna, nacque un secolo fa. Omegna, che a partire dalla prima metà del Novecento fu importante polo industriale, è il capoluogo del lago e merita di essere visitata con un trekking urbano alla scoperta dei suoi luoghi simbolo, tra cui il Parco della Fantasia, dedicato a Rodari, e il Forum, ex fonderia, ora polo culturale. 

A passo lento va visitata anche Orta San Giulio, per godere dell’atmosfera d’altri tempi che si respira nel borgo, ammirando gli affreschi e il porticato del Palazzo della Comunità, l’elegante Piazza Motta, i palazzi signorili e la Salita della Motta che porta alla quattrocentesca Chiesa dell’Assunta. Basta una mezz’ora di salita, poi, per raggiungere a piedi, dal centro storico del borgo, il Sacro Monte di Orta, complesso monumentale cinquecentesco dedicato a San Francesco d’Assisi, inserito nella lista Unesco dei Beni Patrimonio dell’Umanità.

Prima di imbarcarsi su un battello o su un motoscafo per raggiungere l’incantevole Isola di San Giulio e percorrere in silenzio la Via della Preghiera e della Meditazione che si snoda ai piedi della Basilica di San Giulio e dell’Abbazia Benedettina Mater Ecclesiae, merita una visita anche Legro, frazione di Orta, detta “il paese dei muri dipinti”: qui artisti di tutto il mondo hanno decorato le mura delle abitazioni con scene di film girati sul lago e altri colorati affreschi. 

 

Tutti gli itinerari di trekking adatti a principianti ed esperti, adulti e bambini, si trovano nella guida Slow Trek distribuita presso gli uffici turistici del territorio o scaricabile in versione e-book sui siti distrettolaghi.it e lagomaggiorexperience.it

 

 

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