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Notte europea dei ricercatori: al Museo della scienza di Milano inaugura la nuova Digital Zone YOU&AI

Muoversi nel futuro. Per scoprire come le nuove tecnologie stanno cambiando le nostre vite, tra salute, mobilità e sicurezza. Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia di Milano inaugura la Digital Zone YOU&AI, un’area dedicata all’Intelligenza Artificiale in cui sperimentare in prima persona, grazie alle più innovative tecnologie immersive e interattive disponibili oggi sul mercato, come si vivrà nel 2030 in un’immaginaria metropoli europea.

Per averne un assaggio, nel padiglione aeronavale del museo, si può partecipare alla Notte europea dei ricercatori, in calendario il 24 settembre a Milano e in altre località italiane (e ovviamente europee). La manifestazione, voluta dalla Commissione Europea fin dal 2005, coinvolge ogni anno migliaia di ricercatori e istituzioni di ricerca in tutti i Paesi europei: sono centinaia gli eventi in programma per avvicinare la scienza ai cittadini, tra esperimenti e dimostrazioni scientifiche dal vivo, mostre e visite guidate, conferenze e seminari divulgativi, ma anche spettacoli e concerti.

La nuova Digital Zone YOU&AI nel Museo della Scienza e Tecnologia di Milano

La Digital Zone YOU&AI è l’ultimo progetto tra i tanti avviati dal Museo della Scienza e Tecnologia di Milano. È stato realizzato in collaborazione con il Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione Europea di Ispra e si muove su due piani: da un lato, l’ambiente digitale con visori e attrezzature di ultima generazione allestito nel padiglione aeronavale del museo, dall’altro un calendario di workshop, per coinvolgere e dialogare con il pubblico, dagli adulti ai gruppi di studenti, sul tema dell’AI.

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Sono tre le esperienze da provare. A cominciare da “Che faccia ha l’IA?”: qui un display olografico interattivo presenta i punti di vista di esperti su vari temi come tecnologia, salute, diritti, giustizia sociale ed etica, protezione dei bambini e dei cittadini, arte, filosofia. In “Da che parte stai?” il visitatore si immerge, con l’utilizzo di un visore di realtà mista, in quattro ipotetici scenari futuri dove l’AI è impiegata per svolgere certe funzioni, mentre in “Sai muoverti nel futuro?” un visore di realtà virtuale immersiva trasporta il “viaggiatore” in una metropoli europea immaginaria del 2030.

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Il workshop ha invece l’obiettivo di stimolare la discussione fra i partecipanti e raccogliere le diverse opinioni sul tema dell’intelligenza artificiale, attraverso la metodologia della “thinking routine” e l’uso di sondaggi. E c’è anche modo di sperimentare un algoritmo in grado di distinguere le immagini, approfondendo il tema del riconoscimento facciale. Una tecnologia utile, sempre più diffusa in molti settori della società (banche, scuole, uffici, …) ma che pone interrogativi in campo etico: invasione della privacy, disparità di trattamento fra diversi gruppi di cittadini, accentuazione delle diversità sociali.

“Il progetto che inauguriamo oggi è frutto di una intensa collaborazione tra il Museo e JRC, che condividono l’obiettivo di potenziare il dialogo tra la ricerca e i cittadini, di costruire una cittadinanza scientifica consapevole e critica, di consolidare la fiducia nella ricerca – ha spiegato Fiorenzo Galli, direttore del museo – Proprio la pandemia ci ha mostrato l’importanza della collaborazione tra politica, società e scienza e quanto sia rilevante la partecipazione dei cittadini”.

Info e orari della Digital Zone

La Digital Zone sarà aperta al pubblico nei weekend: 16-17 ottobre, 23-24 ottobre, 6-7 novembre, 13-14 novembre (nell’ambito del Festival Focus Live), 4-5 dicembre, 18-19 dicembre negli orari 10-11, 12-13, 15-16 e 17-18.
Il Workshop sarà aperto al pubblico il 16 ottobre alle ore 10-12 per gli insegnanti in occasione dell’Open day e il 13 e 14 novembre per il pubblico durante Festival Focus Live con orario 14-15 e 16-17.
Il programma dettagliato su: museoscienza.org

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Acetaie Aperte: al via a Modena l’evento che celebra il balsamico

Domenica 26 settembre a Modena e provincia torna Acetaie Aperte. Organizzato dai Consorzi di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP e dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, è uno tra gli eventi annuali più attesi dagli enoturisti alla ricerca di esperienze gustative inedite.

Visite e degustazioni di Aceto Balsamico in purezza o in abbinamento con altri prodotti tipici del territorio. Ai tradizionali percorsi guidati nei locali in cui si produce – con spiegazione dell’intera filiera – si aggiungeranno quelli nei musei del territorio dedicati al pregiato condimento.

E poi molte attività en plein air, tutte in sicurezza, da fare anche in gruppo e con la famiglia.

Acetaie Aperte Modena aceto balsamico

Acetaie Aperte: attività per tutti

Tra le attività per tutti, le visite in vigna, al giardino botanico con vista panoramica sulla valle del Panaro, sul Cimone e sulle Prealpi. O la possibilità di provare l’esperienza della cottura del mosto in paiolo all’aperto.

Per i più piccoli, ma non solo, previste visite in fattoria didattica, nel parco animali, o ancora, la dimostrazione di vendemmia. Spazio, poi, anche alla musica dal vivo e al gioco: dal Balsamiquiz alla Caccia al Tesoro Balsamico, sfruttando le nozioni apprese durante la visita in acetaia per risolvere enigmi e rispondere a quiz balsamici per raggiungere la meta finale.

Modena, città del gusto e del turismo enogastronomico

Al secondo posto tra le mete di turismo enogastronomico più desiderate dai turisti italiani, Modena figura al 13esimo posto nella classifica nazionale delle città più attrattive. A dirlo è il secondo Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2021.

Questo e altri interessanti dati e spunti di riflessione, emergono leggendo il rapporto curato da Roberta Garibaldi – accademica, autrice del Rapporto nonché Presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico.

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I dati del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2021

Secondo i dati del rapporto, l’enoturismo rappresenta una leva competitiva importante per l’economia italiana, soprattutto se guardato nella prospettiva di una ripartenza post-pandemia.

Analizzando, poi, il peso delle realtà regionali nel contesto nazionale, l’Emilia-Romagna è la regione i cui prodotti e tipicità culinarie sono le più note al pubblico. E proprio questo dato elegge la al secondo posto tra le mete di turismo enogastronomico più desiderate dai turisti italiani, con uno share del 14,5%.

Tra le città più attrattive a livello nazionale, nelle prime 15 ci sono ben tre provincie dell’Emilia Romagna: Bologna (seconda), Parma (undicesima) e Modena (tredicesima).

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Sempre nel rapporto, si legge anche che tra i turisti enogastronomici in particolare, ovvero tra coloro che abbiano svolto almeno una vacanza con motivazione primaria l’enogastronomia negli ultimi tre anni, il 13,9% sceglie ancora l’Emilia-Romagna, facendole guadagnare rispetto al 2019 ben tre posizioni: da quinta passa infatti quest’anno a seconda assoluta.

Acetaie Aperte Modena aceto balsamico

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Perché partecipare all’evento Acetaie Aperte 2021

A fare la differenza sono alcuni elementi che caratterizzano l’evento Acetaie Aperte, oggi ritenuti imprescindibili dai turisti del gusto. Tra questi, la sicurezza, prima di tutto, e poi la sostenibilità e la possibilità di rendersi custodi di un turismo virtuoso, capace di creare nuovi equilibri tra ambiente urbano e rurale.

Tutti elementi che si potranno trovare nelle trentatré acetaie che ad oggi hanno aderito all’iniziativa al via domenica 26 settembre.

Informazioni e programmi, modalità di accesso e indirizzi delle singole acetaie sul sito

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La Cappella degli Scrovegni e la fine del tempo. L’editoriale di Dove di ottobre, in edicola

“La Cappella degli Scrovegni fu edificata nel 1300, primo anno giubilare, e Giotto la affrescò in pochi anni; nel 1305 il capolavoro era terminato.(…) Sulle pareti Giotto raffigura storie tratte da Vecchio e Nuovo Testamento in un tripudio di luci e colori, nel quale si mescolano pathos e umanità, forza della fede e senso della storia. Il tutto culmina nella morte e resurrezione di Cristo e nel Giudizio Universale, affresco che occupa per intero la parete di fondo (…). Ma quello che mi ha colpito in maniera particolare sono le due figure in alto, ai lati della grande trifora che si apre sulla parete. Due angeli chiudono la volta stellata, arrotolata come se fosse un sipario. Giotto rappresenta la fine del tempo con un richiamo evidente all’Apocalisse di Giovanni, che racconta di stelle che cadono e cielo che si arrotola. Finisce il breve intervallo del tempo storico e inizia l’eternità (…).

La fine del tempo

La fine del tempo, così ben raffigurata da Giotto, interroga anche noi moderni. Se il tempo ha avuto un’origine, potrebbe avere una fine? La questione si può porre in termini scientifici investigando le ipotesi che sono state fatte sulla fine dell’universo. La fine del tempo potrebbe avvenire, per esempio, se la corsa forsennata dello spazio-tempo a espandersi indefinitamente si interrompesse. Se le galassie, anziché allontanarsi, cominciassero ad avvicinarsi, le interazioni che si creerebbero fra loro le distruggerebbero; comincerebbe un processo al termine del quale finirebbero per conglomerarsi in un insieme di materiale indistinto, fino al momento di far collassare tutta la materia in un punto singolare.

Sarebbe quello che gli scienziati chiamano Big Crunch e, con lo spazio-tempo che rinascerebbe dalle ceneri del precedente. Ma questa visione ciclica, quasi acronica, di un periodico alternarsi di momenti furibondi di espansione e compressione non è supportata dalle osservazioni. Nessun dato ci indica che l’espansione dello spazio-tempo prima rallenterà e poi invertirà la sua corsa. Al contrario, tutto sembra suggerirci che la sua crescita è destinata ad accelerare e diventare via via più prepotente”.

Il viaggio come conoscenza

Quindi? Che succede? Per sapere la fine di questa storia tuffatevi nelle bellissime pagine di Tempo: il sogno di uccidere Chrònos, saggio del noto fisico Guido Tonelli (Feltrinelli, 2021), un viaggio che, spaziando nella filosofia, nell’arte, nella storia e nella letteratura conduce nelle segrete delle scoperte scientifiche con riflessioni sul senso di queste nuove conoscenze. E, come diciamo in DOVE di ottobre, a pagina 129, il vero nemico della scienza è la certezza definitiva. La scienza è ricerca continua, indagine. Guardare un dipinto di Giotto con gli occhi di un fisico è una magia possibile solo se si vive il viaggio come conoscenza. E grazie a libri come quello di Tonelli viene la voglia di immergersi nel Cern di Ginevra o nel Museo della Scienza di Milano. Cresce la tendenza dei viaggi a taglio scientifico, con esperti, studiosi e ricercatori. Non solo per avere risposte, ma per non smettere mai di farsi domande. E di meravigliarsi.

Leggi anche: DOVE di ottobre è in edicola: scopriamo l’Italia d’autunno a piedi, in auto e in barca

Da non perdere a Novembre

Una città che affascina e non smette mai di stupire: ecco Napoli, con il suo centro storico, i quartieri in collina, il mare… Ve la raccontiamo nella Guida “Napoli e Costiera”, con un’ampia sezione dedicata proprio alla Costiera amalfitana e ai suoi borghi-gioiello. Non perdetela in edicola il prossimo mese con il numero di novembre di DOVE.

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La Cappella degli Scrovegni e la fine del tempo. L’editoriale di Dove di ottobre, in edicola

“La Cappella degli Scrovegni fu edificata nel 1300, primo anno giubilare, e Giotto la affrescò in pochi anni; nel 1305 il capolavoro era terminato.(…) Sulle pareti Giotto raffigura storie tratte da Vecchio e Nuovo Testamento in un tripudio di luci e colori, nel quale si mescolano pathos e umanità, forza della fede e senso della storia. Il tutto culmina nella morte e resurrezione di Cristo e nel Giudizio Universale, affresco che occupa per intero la parete di fondo (…). Ma quello che mi ha colpito in maniera particolare sono le due figure in alto, ai lati della grande trifora che si apre sulla parete. Due angeli chiudono la volta stellata, arrotolata come se fosse un sipario. Giotto rappresenta la fine del tempo con un richiamo evidente all’Apocalisse di Giovanni, che racconta di stelle che cadono e cielo che si arrotola. Finisce il breve intervallo del tempo storico e inizia l’eternità (…).

La fine del tempo

La fine del tempo, così ben raffigurata da Giotto, interroga anche noi moderni. Se il tempo ha avuto un’origine, potrebbe avere una fine? La questione si può porre in termini scientifici investigando le ipotesi che sono state fatte sulla fine dell’universo. La fine del tempo potrebbe avvenire, per esempio, se la corsa forsennata dello spazio-tempo a espandersi indefinitamente si interrompesse. Se le galassie, anziché allontanarsi, cominciassero ad avvicinarsi, le interazioni che si creerebbero fra loro le distruggerebbero; comincerebbe un processo al termine del quale finirebbero per conglomerarsi in un insieme di materiale indistinto, fino al momento di far collassare tutta la materia in un punto singolare.

Sarebbe quello che gli scienziati chiamano Big Crunch e, con lo spazio-tempo che rinascerebbe dalle ceneri del precedente. Ma questa visione ciclica, quasi acronica, di un periodico alternarsi di momenti furibondi di espansione e compressione non è supportata dalle osservazioni. Nessun dato ci indica che l’espansione dello spazio-tempo prima rallenterà e poi invertirà la sua corsa. Al contrario, tutto sembra suggerirci che la sua crescita è destinata ad accelerare e diventare via via più prepotente”.

Il viaggio come conoscenza

Quindi? Che succede? Per sapere la fine di questa storia tuffatevi nelle bellissime pagine di Tempo: il sogno di uccidere Chrònos, saggio del noto fisico Guido Tonelli (Feltrinelli, 2021), un viaggio che, spaziando nella filosofia, nell’arte, nella storia e nella letteratura conduce nelle segrete delle scoperte scientifiche con riflessioni sul senso di queste nuove conoscenze. E, come diciamo in DOVE di ottobre, a pagina 129, il vero nemico della scienza è la certezza definitiva. La scienza è ricerca continua, indagine. Guardare un dipinto di Giotto con gli occhi di un fisico è una magia possibile solo se si vive il viaggio come conoscenza. E grazie a libri come quello di Tonelli viene la voglia di immergersi nel Cern di Ginevra o nel Museo della Scienza di Milano. Cresce la tendenza dei viaggi a taglio scientifico, con esperti, studiosi e ricercatori. Non solo per avere risposte, ma per non smettere mai di farsi domande. E di meravigliarsi.

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Da non perdere a Novembre

Una città che affascina e non smette mai di stupire: ecco Napoli, con il suo centro storico, i quartieri in collina, il mare… Ve la raccontiamo nella Guida “Napoli e Costiera”, con un’ampia sezione dedicata proprio alla Costiera amalfitana e ai suoi borghi-gioiello. Non perdetela in edicola il prossimo mese con il numero di novembre di DOVE.

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Green pass e mascherina: ecco le regole per sciare il prossimo inverno

Gli operatori turistici tirano un sospiro di sollievo: la prossima stagione invernale ci sarà, si potrà nuovamente tornare a sciare. A Milano è stato firmato il protocollo che permetterà agli impianti sciistici di riaprire nel rispetto delle normative anti Covid. Nel documento, sottoscritto da Fisi (Federazione Italiana Sport Invernali), Anef (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari), Federfuni Italia, Amsi (Associazione Maestri Sci Italiani) e Colnaz (Collegio Nazionale Maestri), è stabilito l’obbligo di Green pass per accedere agli impianti di risalita nelle località sciistiche, secondo la normativa vigente, ovvero dai 12 anni in su.

Una buona notizia per gli appassionati di sci, a cui si aggiunge anche l’approvazione alla Camera del decreto Green Pass bis, che estende l’obbligo del certificato anche per chi usa impianti di risalita nei comprensori sciistici. Si attende però l’approvazione da parte del Senato entro il 5 ottobre.

Protocollo riapertura impianti sciistici: distanziamento, capienza massima e mascherine

Previsto l’incentivo della vendita online (“il più possibile”) degli skipass, così da limitare gli assembramenti e aiutare le stazioni sciistiche a “meglio gestire gli accessi degli utenti giornalieri e non, in base alle caratteristiche”. La capienza sarà limitata dell’80 per cento negli impianti al chiuso e al 100% sulle seggiovie (la portata è ridotta all’80% se vengono utilizzate con la chiusura delle cupole paravento). All’interno dell’area sciistica, dovranno essere creati dei percorsi che garantiscano il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro ed è prevista la presenza di personale che regoli il flusso per ridurre assembramenti e occasioni di contatto. La mascherina chirurgica (o superiore, FFP2) sarà in ogni caso obbligatoria, sia negli spazi comuni che sugli impianti.

Sugli impianti di risalita sarà obbligatorio l’utilizzo della mascherina chirurgica o superiore. (ph: iStock)

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Dolomiti Superski: al via il 27 novembre

“Sarà una grande sfida per noi, soprattutto dal punto di vista tecnico e organizzativo, ma siamo contenti di avere una prospettiva certa sull’inizio della prossima stagione invernale, che a questo punto pare essere garantita” ha detto Andy Varallo, presidente di Dolomiti Superski. Le prime aperture di impianti e piste sono previste per sabato 27 novembre, per poi andare a pieno regime dal weekend successivo, ovvero dal 4 dicembre in poi – neve e Covid permettendo. 

LEGGI ANCHE: Coronavirus: per sciare in Austria sarà necessario il “Green pass”

Alto Adige: sul ghiacciaio della Valle Senale si scia già

Intanto, si è aperta nei giorni scorsi la stagione sul ghiacciaio della Valle Senales, in Alto Adige: anche qui l’accesso agli impianti è consentito solo se in possesso del “Green pass” dai 12 anni in su (nati nel 2009). La Sellaronda sarà aperta dal 4 dicembre al 10 aprile 2022, mentre il Giro della Grande Guerra aprirà i battenti subito dopo Natale 2021 per chiudere la stagione il 20 marzo 2022. La stagione invernale dovrebbe concludersi a metà aprile 2022. 

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A Dubai apre la ruota panoramica più alta del mondo: una vista mozzafiato da 250 metri

Si chiama Ain Dubai, è alta 250 metri, trasporta fino a 1.750 passeggeri per volta nelle sue 48 capsule a doppio vetro e offre panorami a 360 gradi decisamente mozzafiato: dall’alto si può osservare la splendida costa di Dubai, lo skyline della marina, oltre alle icone più famose della città, tra cui il Burj Al Arab, il Palm Jumeirah e il Burj Khalifa. La ruota panoramica aprirà i battenti il prossimo 21 ottobre, in occasione dell’Expo 2020, in programma dal 1° ottobre 2021 al 31 marzo 2022.

Ain Dubai, la ruota panoramica con cabine ed esperienze personalizzate 

Ain Dubai, che significa “Occhio di Dubai” in arabo, ingloba novemila tonnellate di acciaio, una quantità superiore del 25 percento a quella (di ferro) utilizzata per edificare la Torre Eiffel di Parigi. Alla sua base si trova una zona di intrattenimento con un enorme schermo LED montato sulla ruota. I passeggeri VIP avranno invece l’opportunità di cenare nella loro cabina personale o di prenotare un barman privato che preparerà squisiti cocktail mentre la ruota gira.
Da aperitivi serali, cene, compleanni, matrimoni o anniversari, Ain Dubai offre in tutto 19 esperienze personalizzabili che iniziano con una rotazione di circa 38 minuti, fino a due rotazioni di circa 76 minuti. La ruota sarà in funzione sia di giorno che di notte. 

L’ingresso nell’Emirato per i viaggiatori italiani

La vendita dei biglietti è aperta al pubblico sul sito aindubai.com. Il prezzo per un giro sulla ruota da record parte da 30 euro. Al momento, causa Covid, i passeggeri in arrivo a Dubai con volo diretto dall’Italia devono essere in possesso di un certificato di negatività al test molecolare effettuato entro le 72 ore dall’imbarco.

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Ulteriori informazioni sulle specifiche misure previste per l’ingresso a Dubai (e negli Emirati del Nord) per i cittadini residenti e per i non residenti, sono reperibili a questo link del Consolato Generale d’Italia a Dubai.

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Il festival IT.A.CÀ debutta in Sardegna: escursioni e laboratori all’insegna della sostenibilità

Per la prima volta IT.A.CÀ, il festival di turismo responsabile di cui DOVE è media partner, arriva anche in Sardegna. Dopo l’esordio, per l’estate 2021, in Emilia Romagna, la kermesse riparte in autunno in modalità diffusa, con tappe che si svolgono in contemporanea in tutta Italia, da nord a sud.

Dal Trentino al Salento, passando per le Marche, fino alla Sardegna, il Festival attraversa l’intera penisola con una serie di attività che portano i partecipanti a riappropriarsi del “diritto di respirare”, filo conduttore di questa edizione 2021.

Riparte IT.A.CÀ, il festival del turismo responsabile edizione 2021. Il tema? Tornare a respirare

La prima volta in Sardegna di IT.A.CÀ

Il festival sbarca sull’isola il 24 settembre e qui resta fino al 3 ottobre. L’autunno è anche il periodo più bello per visitare la regione e andare alla scoperta non solo della costa ma anche delle zone interne.

Tra le escursioni proposte da IT.A.CÀ in Ogliastra c’è il Trenino Verde che, con i suoi vagoni d’epoca, accompagna i partecipanti dalla costa di Arbatax fino a Gairo, nell’entroterra, facendo tappa nelle stazioni dei borghi più suggestivi che s’incontrano lungo la strada, ma anche il trekking nel territorio di Lanusei.

Non mancano, convegni, laboratori (tra cui quello di cucina sarda, il 25 settembre a Jerzu) e degustazioni (da non perdere quella dell’olio a Lanusei il 30 settembre) per assaporare lentamente, attraverso tutti i sensi, le meraviglie che questa terra ha da offrire.

Da bloccare in agenda, sabato 2 ottobre, quando si potrà fare l’esperienza unica della Transumanza, seguendo un pastore e il suo gregge, condividendone i pasti e aiutandolo a svolgere i compiti quotidiani, secondo la tradizione.

IT.A.CÀ 2021, le iniziative diffuse

Chi resta “in continente” può seguire tutte le altre iniziative che attraverseranno l’Italia da nord a sud. Così mentre in Trentino, fino al 26 settembre, si “respira la natura” con immersioni nella foresta (a Folgaria e a Tre Ville), pedalate lungo il Brenta e camminate nella notte (a Novaledo), in Lombardia, nell’Oltrepò Pavese, fino al 3 ottobre lo sguardo è rivolto al cielo (con un’escursione guidata all’Osservatorio astronomico di Ca’ del Monte, il 26 settembre), alla terra (con una passeggiata nei vigneti di Montalto Pavese, sempre il 26) e all’essere umano, con appuntamenti legati alla salute (è dedicato al caso Fibronit il convegno di venerdì 24 settembre a Broni), al wellness (da segnare in agenda l’appuntamento Respirare il 2021, di domenica 26 a Salice Terme) e al turismo del benessere (con il convegno di domenica 3 ottobre a Fortunago, inserito nell’elenco dei Borghi più belli d’Italia).

Nel frattempo, nel weekend 24-26 settembre, sui colli di Pesaro Urbino si terrà una tre giorni dedicata al “respiro verde”: è la tappa al Sasso Simone e Simoncello, nella quale si andrà alla scoperta dell’unico parco interregionale in Italia che abbraccia Marche, Emilia Romagna e Toscana.

A ottobre, poi, il festival toccherà anche la Puglia, la Campania, il Piemonte e la Liguria, fermandosi ancora in Lombardia a Brescia. Il calendario con il programma completo delle attività è su festivalitaca.net

Tutti gli eventi si tengono nel pieno rispetto delle norme anti-Covid19

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Ai confini della Terra: la splendida foto del nostro pianeta catturata dalla Stazione spaziale

Tra missioni e esperimenti scientifici a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), il 43enne astronauta francese dell’Esa, Thomas Pesquet, si diletta a scattare foto dalla navicella. Uno dei suoi ultimi scatti realizzati con la sua Nikon D5 dalla Cupola della ISS, pubblicato sul suo profilo Twitter e diventato subito molto popolare, mostra una prospettiva decisamente insolita, quasi surreale, del nostro pianeta. 

Le fasce colorate nella foto: ecco cosa sono

“Una foto notturna dalla Cupola: a volte le luci delle stelle combattono con quelle delle città per chi è la più luminosa e la più bella”, scrive Pesquet, membro della Expedition 65 della NASA, lanciata verso la ISS lo scorso aprile. In un secondo tweet aggiunge: “Le luci delle stelle nel cielo e quelle delle città sulla Terra: se si tratta di un concorso di bellezza e luminosità, sarete voi i giudici!”. La banda arancione intorno alla Terra, spiega l’astronomo Juan Carlos Munoz, è l’emissione di atomi di sodio, circa 90 chilometri sopra la superficie terrestre. Aguzzando la vista si nota anche una piccola fascia colorata di verde, causata dallo stato di eccitazione degli atomi di ossigeno.

GUARDA ANCHE: Terra o Marte? La straordinaria immagine dallo spazio dell’astronauta sulla ISS

La difficile professione del fotografo in orbita

Scattare una foto dalla ISS non è un compito facile, racconta l’astronauta. “Devi stare estremamente fermo con la macchina fotografica in mano, anche perché la Stazione Spaziale si muove così velocemente che ci sarà comunque del movimento”. La ISS viaggia infatti a oltre 27.300 km all’ora e completa un’orbita sopra la Terra ogni 90 minuti circa. 

GUARDA ANCHE: L’aurora boreale vista dallo spazio: uno spettacolo

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Coronavirus: per sciare in Austria sarà necessario il “Green pass”

Per andare a sciare in Austria il prossimo inverno servirà il certificato vaccinale. Lo ha annunciato il governo di Vienna, precisando che gli operatori delle funivie potranno far accedere solo le persone in grado di dimostrare che sono state vaccinate, che hanno fatto di recente un tampone PCR con esito negativo o che sono guarite dal Covid-19: la cosiddetta “3-G Regel”. Gli impianti di risalita potranno essere occupati al 100% – su cabinovie e funivie, i passeggeri dovranno però indossare la mascherina Ffp2, mentre il “Green pass” dovrà essere esibito al momento di acquisto dello skipass. 

Austria: obbligo di Green pass e regole severe per una stagione sicura

L’après ski sarà parificato alla movida e, in caso di aumento di pazienti in terapia intensiva, l’accesso sarà consentito solo ai vaccinati. “Servono regole severe per un inverno sicuro”, hanno ribadito il ministro del Turismo Elisabeth Köstinger e il ministro della Sanità Wolfgang Mückstein. Ricordiamo: l’inverno scorso gli impianti di risalita in Austria erano aperti. 

I comprensori italiani: come e quando partirà la stagione?

Sugli impianti in Austria i passeggeri dovranno indossare la mascherina. (ph: iStock)

E in Italia? Ancora non c’è una regolamentazione chiara in vista della stagione invernale. Che, Covid e neve permettendo, dovrebbe partire con gli ultimi giorni di novembre, dopo 20 mesi di stop. Il Dolomiti Superski si sta organizzando al meglio per affrontare la prossima stagione sciistica e chiede al governo di decidere in fretta: “Dobbiamo capire quando e come partire”.

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Nel frattempo, si è aperta la stagione sul ghiacciaio della Valle Senales, in Alto Adige: l’accesso agli impianti è consentito solo se in possesso del “Green pass” dai 12 anni in su (nati nel 2009). “Vogliamo offrire alle squadre in allenamento, agli sciatori e al nostro staff un contesto il più sicuro possibile. Ecco perché abbiamo deciso di prendere questo provvedimento”, spiega Stefan Hütter, responsabile marketing dell’Alpin Arena Senales.

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Grecia fuori stagione: il paradiso delle vacanze outdoor, a tutto sport

Se amate la natura e lo sport all’aria aperta, la Grecia, con i suoi favolosi scenari, è la meta perfetta per uno scampolo di vacanza indimenticabile, alla fine dell’estate. E se nelle attività outdoor cercate anche un pizzico di adrenalina, sia la Grecia continentale, sia le sue innumerevoli isole, hanno molto da offrire, soprattutto nel periodo autunnale meno affollato, meno caldo e, proprio per questo, più favorevole alle pratiche sportive, comprese quelle un po’ più estreme. Ecco dunque una serie di spunti e proposte per organizzare un weekend dinamico alle Cicladi, nella Penisola Calcidica o altrove, seguendo le proprie passioni, immersi nella natura.

Dal trekking al birdwatching, in Grecia gli sport di terra sono una continua sorpresa

Trekking. La Grecia è il paradiso del trekking. Con un territorio prevalentemente montuoso, gli appassionati hanno una scelta vastissima di escursioni sulla costa o nell’entroterra, che consentono a volte impareggiabili viste a 360 gradi dalla sommità delle isole. I percorsi sono sempre interessanti, perché abbinano spesso alla passeggiata nella natura, più o meno impegnativa, millenni di storia e di cultura, intercettando chiese, castelli e antichi villaggi. Da segnare senz’altro in agenda sono quelli che partono dalle pendici del monte Olimpo, il più alto di tutta la Grecia (2917 metri), e i sentieri che attraversano l’isola di Creta alla volta delle Montagne Bianche o lungo la costa meridionale che si affaccia sul Mar Libico. Fra le occasioni da non perdere anche il Sentiero Aristotele, in Calcidica, 14 km di percorso in mezzo a una ricca vegetazione, sulle orme del padre della filosofia.

Una variante molto corroborante del trekking è quello fluviale, favorito dai 2500 km di vie d’acqua che percorrono il Paese, scorrendo di frequente attraverso gole che contengono cascate e piscine naturali nelle quali è gradevole rinfrescarsi. Una meta molto gettonata è il fiume Voidomatis, con la gola di Vikos, a valle dei villaggi dello Zagori, nella regione montuosa dell’Epiro. Un’altra attrazione a cui è difficile resistere sono le cascate perenni di Panta Vrehei, nella Grecia centrale, che si raggiungono seguendo il corso del Krikelopotamos. Da segnalare anche un’escursione lungo il Neda, il fiume del Peloponneso che prende nome da una dea dell’acqua della mitologia greca: anche qui il percorso termina di fronte a una bellissima cascata.

Roccia. Se sapete arrampicare, il clima mite e la varietà delle situazioni, dalle più accessibili a quelle impegnative, fanno della Grecia una grande palestra di roccia a cielo aperto. Meritano una menzione, in particolare, le falesie calcaree di Leonidio, nel Peloponneso orientale, l’isola di Kalymnos, nel Dodecaneso, con la spettacolare Grande Grotta, e i pilastri rocciosi scolpiti da fiumi preistorici di Meteora, patrimonio dell’umanità Unesco.

Canyoning. Agli escursionisti più avventurosi (e atletici), il territorio offre molte occasioni per praticare il canyoning, o torrentismo: armati di corde e moschettoni si possono affrontare insieme a una guida esperta le rocce verticali, i fiumiciattoli e le cascate di Kissavos, nella prefettura di Larissa, o attraversare la gola di Viniani in Evrytania (Grecia centrale), che unisce bellissimi scenari naturali a elementi dell’architettura e dell’artigianato locali.

Sand Surfing. A Limnos, nell’Egeo nordorientale, è piacevole attraversare a piedi nudi (il mattino presto o nel tardo pomeriggio) il mini deserto dell’isola: sette ettari di dune, quasi prive di vegetazione, che si raggiungono in auto partendo dal villaggio di Katalakko. I surfisti e gli snowboarder possono, invece, cimentarsi con le loro tavole scivolando lungo i pendii sabbiosi e tutti possono terminare l’esperienza con un tuffo purificatore nelle acque di Gomati, la spiaggia più vicina.

Bicicletta. I cicloturisti possono letteralmente scatenarsi, sia sulla terraferma sia sulle isole, provando diversi terreni e gradi di difficoltà, favoriti dal clima prevalentemente secco, che consente di coprire lunghe distanze senza affaticarsi troppo. Le piste ciclabili e i percorsi naturalistici sono innumerevoli, mentre i tour in barca + bici consentono di esplorare ogni giorno un’isola diversa, godendo del paesaggio e dell’ospitalità di ognuna e terminando spesso l’escursione con una bella nuotata.

Tra le esperienze più gettonate troviamo i percorsi in mountain bike tra i villaggi di Zagori, nell’Epiro, e su montagne come il Dirfis, a un paio d’ore d’auto da Atene. Il ciclismo su strada si pratica soprattutto sulla costa del Peloponneso, mentre le combinazioni barca + bici permettono di scoprire le isole ioniche come Itaca, Lefkada e Paxi e le gemme delle Cicladi come Serifos e Sifnos. L’isola greca più ciclabile? È Kos, la terza isola, per dimensioni, del Dodecanneso. Merito tra l’altro della lunga pista ciclabile (13 km) che si estende sul lungomare della capitale (dalla spiaggia di Faros a est fino alla spiaggia di Psalidi a ovest) e in parte la attraversa lungo i viali che collegano alcuni dei principali siti archeologici.

Birdwatching. Per chi ama osservare gli uccelli nel loro habitat naturale, la penisola Calcidica è la scelta numero uno. Da presidiare in particolare le zone umide di Agios Mamas e Sani, dove si incontrano oltre 200 specie di uccelli, molte delle quali rare o in via di estinzione. Tra le più spettacolari le pernici dal collare, i cavalieri d’Italia e i fenicotteri.

A caccia di tartufi. Può forse sembrare una pratica da “pensionati”, ma la caccia al tartufo in Tessaglia, nei pressi delle Meteore, i famosi pinnacoli di roccia sormontati da una serie di antichi monasteri, riserva emozioni e sorprese. A Kalabaka, il Museo di storia naturale organizza escursioni con esperti raccoglitori di funghi che trasmettono la loro passione per la natura e per questi tuberi sotterranei di grande pregio. Guidati dal fiuto dei cani addestrati ad hoc, ci si inoltra nella foresta alla ricerca dei suoi tesori commestibili. A Kalabaka, la giornata si conclude in genere con una pasta (al tartufo) cucinata sul campo e una visita al museo.

Tra le attività in aria e in mare, l’autunno in Grecia è il paradiso per gli sportivi

Parapendio & Paracadutismo. Siete appassionati del volo, nel silenzio? In Calcidica è possibile ammirare il suo territorio dall’alto librandosi liberamente nell’aria con il parapendio e sfruttando le correnti ascensionali con la supervisione di una guida esperta. Per chi ama gli sport estremi, una vacanza in Grecia permette inoltre di praticare la caduta libera con il paracadute presso le zone di lancio a Salonicco, Tebe, Lamia e nei pressi di Atene, dove è possibile accedere anche ad appositi corsi di addestramento. La Federazione Ellenica degli Sport Aerei, membro della FAI (Federazione Aeronautica Internazionale), vanta ottime scuole di paracadutismo a Megara, Salonicco, Lamia, Tebe e Creta. Ai principianti vengono offerti seminari tenuti da istruttori con molti anni di esperienza alle spalle, mentre ai paracadutisti provetti vengono forniti sia l’aeroplano che l’equipaggiamento completo.

Immersioni. Le immersioni subacque (oltre naturalmente allo snorkeling e al surf) sono un must dell’Egeo, che agli appassionati di quest’attività offre acque cristalline, grotte, fondali di ogni tipo e una fauna ancora piuttosto ricca. Numerose le località (20 solo nella Calcidica) dotate di centri diving di buon livello, che supportano i turisti nell’esplorazione sistematica e in sicurezza dei siti più interessanti. Tra le isole vocate a quest’attività ci sono senz’altro Chios, Creta, Kalymnos, Kea, Mykonos, Naxos, Santorini e, sul versante ionico, Zante, Marathonisi e Cefalonia.

Kayak. Un’escursione in kayak da mare (o in canoa) è un modo unico ed ecologico per conoscere da vicino, un po’ alla volta, la costa, una delle più lunghe e frastagliate del mondo, o circumnavigare pagaiando tutte le isole che si riescono a visitare. Per alcune basta un’uscita di un giorno, moltissime offrono la possibilità di avvistare delfini e tartarughe marine, più raramente qualche esemplare di foca monaca. I paesaggi, visti dal mare, sono indimenticabili, ancor più in presenza di siti archeologici come il Tempio di Poseidone a Capo Sounion e il Tempio di Athina Lindos a Rodi. Fra i must di sempre, la pagaiata al tramonto a Santorini e i paesaggi di Sarakiniko, Syrmata e Firopotamos sull’isola di Milos.

Vela. Con uno sviluppo costiero di 16.000 km, compresa la terraferma, e circa 6.000 isole (ma solo 227 sono quelle abitate), la Grecia è la mecca dei velisti, attratti dal clima caldo, dalle acque tranquille e dagli approdi sicuri. Il campionario dei possibili itinerari è pressoché infinito, vento permettendo. Di solito consistono nella traversata da un’isola all’altra, con molta navigazione sotto costa e un certo numero di ancoraggi in rada e bagni ristoratori.

Fra le isole da segnare prima o poi sul diario di bordo ci sono le Ionie (da Itaca a Corfù, da Lefkada a Paxi/Antipaxi), le più amate da famiglie e principianti, le Sporadi (set del film “Mamma Mia”), dove brilla la stella di Alonissos, prima isola greca plastic free, con un bellissimo parco marino, e le Cicladi (con Folegandros, Sifnos e Serifos), battute dai venti di Meltemi che gonfiano le vele in molte andature. E naturalmente il Dodecaneso, con le sue 15 grandi isole e una miriade di piccole e piccolissime, tra cui si celano autentiche meraviglie da scoprire.

Info: visitgreece.gr

Facebook: Visit Greece Italia

 

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