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L’Aquila: la fontana in centro città “zampilla lava”. E la foto diventa subito virale

Tra i tesori della città abruzzese c’è la Fontana Luminosa, costruita nel 1934 dallo scultore Nicola D’Antino. Restaurata più volte, è caratterizzata da due nudi femminili in bronzo che sorreggono la caratteristica conca abruzzese. Si trova al centro di piazza Battaglione Alpini, all’ingresso di corso Vittorio Emanuele II e, quindi, del centro storico della città. Nei giorni scorsi, uno scatto della fontana è diventato “virale” su internet, cliccato e commentato centinaia di migliaia di volte.

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La Fontana Luminosa “infuocata” dai raggi del sole 

L’istantanea della Fontana Luminosa è stata scattata al tramonto e sembra quasi che stia zampillando “fuoco”. In realtà, si tratta di un effetto ottico. A pubblicare l’immagine è stato un utente su Reddit, “Daenel”. Che scrive: “Pur vivendo a L’Aquila, non avevo mai visto questo fenomeno. È stata mia figlia piccola a notare per prima l’illusione, fermandosi a indicare la fontana e dire fuoco. Sebbene “Daenel” avesse solo una “macchina fotografica da quattro soldi” per immortalare l’affascinante momento, intende tornare l’anno prossimo, alla stessa ora, per vedere se riuscirà a scorgere di nuovo l’abbagliante illusione. L’immagine è stata ripresa anche dal portale americano d’informazione scientifica Earthly Mission: “La luce del sole attraverso questa fontana a L’Aquila fa sembrare che quest’ultima stia sputando lava”.

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La Fontana Luminosa: danneggiata dal terremoto e restaurata

iStock

La Fontana Luminosa deve il suo nome ai giochi di luce e colori durante le ore notturne. Le luci della fontana vengono modificate anche per le feste nazionali, gli eventi sportivi o per campagne di sensibilizzazione. Negli anni ha subito numerosi restauri, l’ultimo successivo al terremoto del 6 aprile 2009. È tornata fruibile nel 2016In inverno acquista il massimo fascino quando l’acqua versata dalla conca si gela, formando una scultura cangiante.

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Il boom dei Pass Interrail? Lo spiega Giovanni Arena, travel creator di TikTok e sostenitore dei viaggi in treno

Come in un viaggio indietro nel tempo, la generazione Zeta ha riscoperto il Pass Interrail per viaggiare in Europa in treno. Un fenomeno da analizzare: l’hashtag #interrail conta oggi oltre 90 milioni di visualizzazioni su TikTok, la piattaforma di intrattenimento che ha fatto dei video brevi (da 15 a 60 secondi) la sua forza e dei racconti di viaggio la sua punta di diamante. Basti dire che l’hashtag #tiraccontolitalia lanciato ad aprile 2021, coinvolgendo tutte le regioni italiane, ha generato alla fine dell’anno circa 2 miliardi di visualizzazioni per oltre 35 mila video pubblicati, dedicati al progetto.

Ed è proprio da TikTok che nel 2020 si è levata la prima voce controcorrente a favore del viaggio con il Pass Interrail. Era quella di Giovanni Arena, ventiseienne calabrese di origine, milanese di adozione, che, fresco di laurea magistrale in Psicologia del Marketing, aveva deciso di regalarsi il secondo viaggio Interrail della sua vita (il primo era stato due anni prima nell’Europa dell’Est, in occasione della laurea triennale), questa volta da Milano al Circolo Polare Artico, e di raccontarlo attraverso video quotidiani sulla piattaforma. Il successo è stato sorprendente e immediato. Oggi, Giovanni ha un milione e cento mila follower sul suo profilo e già due libri all’attivo: la guida Benvenuti in economy class e il romanzo Quel treno per Inverness (entrambi per Mondadori), il secondo è diventato la bibbia di chi sceglie di ricalcare le sue orme e partire all’avventura con il Pass Interrail. Si attende il sequel.

Il motivo di questo boom? Lo abbiamo chiesto allo stesso Giovanni, che affianca al suo attuale lavoro in azienda quello di “travel creator“, che sta superando tutti i suoi sogni più grandi: “Viaggiare in treno non vuol dire soltanto scoprire i luoghi ma aiuta la mente a crescere. Le persone hanno bisogno di aprire la mente e il treno, più dell’aereo, aiuta a vedere l’altro come simile. In treno siamo più noi stessi”.

Un approccio psicologico, da studioso, che nasconde un modo di viaggiare curioso e attento al tempo stesso, come ogni reporter di viaggio insegna: “Mi è sempre piaciuto viaggiare in treno, guardare dal finestrino, immergermi nei miei pensieri… quando mi sono laureato mi sono chiesto, come faccio a viaggiare in treno e vedere tanti posti senza spendere troppo? Ho trovato su Internet la notizia del Pass Interrail: non lo conoscevo, non era famoso come oggi. Mi risultava essere l’unico viaggio alla portata dei nostri genitori quando erano giovani e gli aerei costavano tanto. Mi sono detto: non importa, anche se i miei coetanei non lo fanno più, per me è la soluzione migliore per viaggiare”.

Ma guardare dal finestrino e risparmiare non è tutto, spiega Giovanni: “La generazione Zeta tiene molto anche alla sostenibilità. Mi sono informato e ho scoperto che, dopo il viaggio a piedi, quello in treno è il viaggio più sostenibile. Abbiamo poi un amore incondizionato per il vintage: c’è un revival degli oggetti del passato come i vinili, il giradischi, la macchina fotografica usa e getta… e perché non anche il viaggio Interrail?”.

Giovanni Arena, in viaggio con il Pass Interrail © Giovanni Arena

Se si cerca su Google la parola “Interrail”, le domande più cercate sono tre. Le abbiamo girate a Giovanni Arena, massimo esperto del momento:

Quanto costa il biglietto Interrail?
“Esistono diversi pass che dipendono dalla durata del viaggio: da tre giorni a due mesi. Il prezzo medio è di 250/300 euro. Ciascuno può scegliere la sua formula” (info: interrail.eu)

Dove si compra il biglietto?
“Si fa tutto online, il biglietto è digitale. Basta andare sul sito e scegliere il Global Pass che offre ben 40 mila destinazioni in 33 Paesi”. (Chi ha 18 anni si può candidare per il concorso DiscoverEU, che riparte in autunno).

Come funziona il Pass Interrail?
“Il mio consiglio è pianificare il viaggio: aprire la cartina dell’Europa e segnare le città che si vogliono visitare, in sequenza. A quel punto c’è solo da decidere la durata e la formula e ci si può muovere liberamente con i propri tempi e orari, sapendo che al circuito aderiscono tutte le ferrovie dell’Unione Europea”.

Il tragitto più bello in Europa, in treno, per Giovanni è stato quello che l’ha portato a Inverness, nelle Highlands scozzesi (nella foto in alto il viadotto di Glenfinnan), e che ha ispirato il suo romanzo: “Era un periodo difficile per me e quei paesaggi mi hanno dato tanto”.

La prossima meta con Interrail? “Forse le ho fatte tutte”, ammette. E aggiunte: “Per me raccontare i viaggi su TikTok significa trasmettere un’esperienza autentica, senza forzature di stile o ritocchi. Il mio metodo? Parto con l’esplorazione, mi sveglio alle 7, mi lascio ispirare, in base a quello che mi ha colpito e mi è rimasto alla fine della giornata, faccio il montaggio e lo pubblico: ci metto due giorni a preparare ogni video da 60 secondi. Non posso sbagliare, sono accurato nelle mie ricerche, ma posto quello che sento, perché quello che sento è vero”.

Come spieghi tutti questi follower di tutte le età, dai 19 ai 60 anni? “Le persone vogliono prendere, staccare e partire. Dopo due anni ci meritiamo di vederlo questo mondo!”.

 

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@giovanniarena_

 

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Turismo e disabilità, l’Italia non è un paese accessibile: solo 45 Bandiere lilla su 8 mila comuni

Turismo e disabilità: solo 45 comuni italiani su 8 mila (qui la lista completa) sono Bandiera lilla, ovvero sono destinazioni che lavorano per migliorare la propria accessibilità turistica. Un po’ pochi per accogliere anche solo una parte dei 3,1 milioni di italiani che convivono con una qualche disabilità. Ma soprattutto sono destinazioni che rinunciano a grandi affari.

Secondo una stima il mondo del turismo a livello globale perde, ogni anno, circa 142 miliardi di euro e 3,4 milioni di posti di lavoro (fonte: Anna Grazia Laura, presidente dello European Network for Accessible Tourism). E questo accade solo perché non prendono in considerazione le difficoltà motorie e sensoriali e le condizioni di una popolazione che invecchia sempre più.

Turismo e disabilità: il caso della Germania

In Germania, ad esempio, il 37 per cento delle persone con disabilità ha deciso di non intraprendere un viaggio a causa della mancanza di strutture accessibili. Il 48 per cento viaggerebbe più frequentemente se queste fossero disponibili. E il 60 per cento sarebbe disposto a pagare un prezzo più alto per il loro utilizzo.

Secondo i dati forniti da Apmarr, l’Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare, una persona con disabilità è in genere un viaggiatore altospendente, in media, da due a quattro volte di più. Inoltre è abitudinario e quindi facilmente fidelizzabile: ama ritornare più volte nella stessa destinazione, quando la trova accessibile e adatta alle proprie necessità. Soggiorna in alloggi più costosi per esigenze di spazio, igiene e accesso. Spende di più per il noleggio di veicoli e per i servizi di trasporto. Paga di più per lo spazio extra a bordo di un aereo o di altri mezzi di trasporto semplicemente per essere più a proprio agio durante il viaggio.

SCOPRI ANCHE: Croazia d’estate, senza barriere: guida alle mete più belle (e veramente accessibili) del Paese

“L’accessibilità nel turismo è un motore per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità nei Paesi a forte vocazione turistica, dato che gli sforzi vanno a beneficio della società”, afferma Antonella Celano, presidente di Apmarr

“Per migliorare le pratiche di accessibilità, eliminando le principali barriere strutturali (servizi di prenotazione e trasporto, strutture ricettive, comunicazione) e sociali (mancanza di formazione delle imprese e degli operatori del settore turistico e di consapevolezza circa le tematiche dell’accessibilità) occorre pensare a una partecipazione diretta delle persone con disabilità nella stesura di protocolli internazionali”.

LEGGI ANCHE: IT.A.CÀ, dal 16 settembre il festival del turismo responsabile arriva a Bologna. All’insegna dell’inclusività

Una scelta di cuore, ma anche, e soprattutto, di portafoglio. L’Istat stima un aumento del 70% entro il 2035 dei viaggiatori con disabilità, a patto che le esperienze di turismo e tempo libero diventino sempre più accessibili e inclusive. Sulla base di uno studio dell’Università del Surrey, il potenziale del mercato europeo dell’accessibilità per il turismo è stimato in 133 milioni di turisti, tenendo conto di tutte le persone con disabilità e patologie croniche, insieme ai loro compagni di viaggio con entrate potenziali superiori agli 80 miliardi di euro.

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Turismo e disabilità, l’Italia non è un paese accessibile: solo 45 Bandiere lilla su 8 mila comuni

Turismo e disabilità: solo 45 comuni italiani su 8 mila (qui la lista completa) sono Bandiera lilla, ovvero sono destinazioni che lavorano per migliorare la propria accessibilità turistica. Un po’ pochi per accogliere anche solo una parte dei 3,1 milioni di italiani che convivono con una qualche disabilità. Ma soprattutto sono destinazioni che rinunciano a grandi affari.

Secondo una stima il mondo del turismo a livello globale perde, ogni anno, circa 142 miliardi di euro e 3,4 milioni di posti di lavoro (fonte: Anna Grazia Laura, presidente dello European Network for Accessible Tourism). E questo accade solo perché non prendono in considerazione le difficoltà motorie e sensoriali e le condizioni di una popolazione che invecchia sempre più.

Turismo e disabilità: il caso della Germania

In Germania, ad esempio, il 37 per cento delle persone con disabilità ha deciso di non intraprendere un viaggio a causa della mancanza di strutture accessibili. Il 48 per cento viaggerebbe più frequentemente se queste fossero disponibili. E il 60 per cento sarebbe disposto a pagare un prezzo più alto per il loro utilizzo.

Secondo i dati forniti da Apmarr, l’Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare, una persona con disabilità è in genere un viaggiatore altospendente, in media, da due a quattro volte di più. Inoltre è abitudinario e quindi facilmente fidelizzabile: ama ritornare più volte nella stessa destinazione, quando la trova accessibile e adatta alle proprie necessità. Soggiorna in alloggi più costosi per esigenze di spazio, igiene e accesso. Spende di più per il noleggio di veicoli e per i servizi di trasporto. Paga di più per lo spazio extra a bordo di un aereo o di altri mezzi di trasporto semplicemente per essere più a proprio agio durante il viaggio.

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“L’accessibilità nel turismo è un motore per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità nei Paesi a forte vocazione turistica, dato che gli sforzi vanno a beneficio della società”, afferma Antonella Celano, presidente di Apmarr

“Per migliorare le pratiche di accessibilità, eliminando le principali barriere strutturali (servizi di prenotazione e trasporto, strutture ricettive, comunicazione) e sociali (mancanza di formazione delle imprese e degli operatori del settore turistico e di consapevolezza circa le tematiche dell’accessibilità) occorre pensare a una partecipazione diretta delle persone con disabilità nella stesura di protocolli internazionali”.

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Una scelta di cuore, ma anche, e soprattutto, di portafoglio. L’Istat stima un aumento del 70% entro il 2035 dei viaggiatori con disabilità, a patto che le esperienze di turismo e tempo libero diventino sempre più accessibili e inclusive. Sulla base di uno studio dell’Università del Surrey, il potenziale del mercato europeo dell’accessibilità per il turismo è stimato in 133 milioni di turisti, tenendo conto di tutte le persone con disabilità e patologie croniche, insieme ai loro compagni di viaggio con entrate potenziali superiori agli 80 miliardi di euro.

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IT.A.CÀ, dal 16 settembre il festival del turismo responsabile arriva a Bologna. All’insegna dell’inclusività

Turismo sostenibile vuol dire anche turismo di tutti. Ecco perché quest’anno IT.A.CÀ, il festival del turismo responsabile di cui DOVE è partner, ha previsto un programma fruibile davvero da tutti, incluse le persone con disabilità visive, cognitive e motorie. In particolare nella sua “tappa madre”, quella che si svolge dal 16 settembre al 16 ottobre sull’Appennino bolognese e a Bologna città, dove il festival è nato 14 anni fa.

«Insieme alle realtà e alle associazioni del nostro territorio e a quelle istituzioni che hanno scelto di valorizzarci, abbiamo finalmente potuto creare un calendario di eventi e attività pensato appositamente per essere fruito da tutti, persone con disabilità di tipo motorio, cognitivo e/o visivo», spiega Simona Zedda,  responsabile programmazione della Tappa Bologna di IT.A.CÀ. «Questo ci rende molto orgogliosi perché l’inclusività e l’accessibilità di un evento o di un percorso significano rispetto per le persone tutte, e il rispetto è alla base del senso di turismo sostenibile che IT.A.CÀ si impegna a diffondere da sempre».

Un festival per tutti

In particolare sono due i progetti pensati in questa chiave: Sense of Place, che prevede quattro itinerari multisensoriali (due in città, due sull’Appennino) capitanati da guide ipovedenti che faranno scoprire i luoghi anche attraverso l’udito, il tatto, l’olfatto e il gusto; e Nonturismo Bologna. Deviazioni inedite raccontate dagli abitanti, itinerari alla scoperta della città «che non appare in cartolina».

Quest’ultimo progetto, che sarà presentato il 30 settembre alle Serre dei Giardini Margherita insieme alla guida omonima in uscita per la collana editoriale Nonturismo di Ediciclo, ha l’obiettivo di far visitare la città attraverso luoghi e punti di vista di chi la abita, in base a tre diversi itinerari declinati intorno al tema della resistenza: la resistenza della biodiversità nei sentieri periferici; la resistenza dell’abitare dei senza dimora; la resistenza dei piccoli centri culturali.

Leggi anche: Torna IT.A.CÀ, festival del turismo responsabile, per imparare ad “Abitare il futuro”

Appuntamenti classici e sorprese

Non mancheranno gli appuntamenti «classici» delle tappe di IT.A.CÀ: passeggiate, escursioni a piedi, bike tour, degustazioni, e poi ancora laboratori teatrali, convegni, concerti, letture pubbliche, incontri e presentazioni.

Da non perdere, il 28 settembre, il nuovo Trekking dell’altro mondo, al Museo civico del Risorgimento, alla Certosa di Bologna, un suggestivo percorso a tappe multisensoriale e interattivo, i cui dettagli saranno svelati solo all’ultimo momento per non perdere la sorpresa (prenotazione obbligatoria: progettometrozero@gmail.com)

Date, orari e tutti i dettagli delle iniziative sono sul sito festivalitaca.net 

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Estate 2022: nove italiani su dieci faranno le vacanze in Italia. E la Puglia è la “regina d’agosto”

I contagi da coronavirus, l’inflazione, il caro energia e, ovviamente, la crisi politica con le elezioni alle porte, si fanno sentire sulle partenze estive degli italiani. Secondo un’indagine di Confcommercio con l’istituto di statistica Swg, molti italiani andranno in vacanza – 27 milioni, come nel 2019

Estate 2022: vacanze brevi e meno spesa

Si riducono di 3 milioni i viaggi di 7 giorni o più ma aumentano quelli di durata media (3-6 giorni) e soprattutto i mini break secondo l’identikit delle vacanze dell’estate 2022 degli italiani. In calo anche il budget a disposizione per le ferie: scende infatti da 541 euro previsti a giugno a circa 475 euro, e da 1.252 euro a 1.117 euro per i viaggi più lunghi. L’88% di chi parte ha scelto l’Italia mentre il 12% andrà all’estero – per lo più in Europa – soprattutto per vacanze di una settimana o più ad agosto e settembre, dove si registra un picco del 28%

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Estate 2022: il mare batte la montagna

Con il 44% delle preferenze (che diventa il 51% se si considerano solo le vacanze principali di 7 o più giorni), le località di mare restano tra le destinazioni preferite dai connazionali. Segue la montagna, al 15%, valore in linea con lo storico di questa tipologia. E le vacanze nelle città? Specialmente quelle d’arte, e nei piccoli borghi, sommate raggiungono quota 21%

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Estate 2022: la Puglia la più amata

In Italia, la Puglia resta la meta più ambita, seguita dall’Emilia Romagna, dalla Toscana e dalla Sicilia. La Sardegna, probabilmente vittima più di altre regioni del costo dei collegamenti, scende in settima posizione, dalla quarta che occupava un mese fa. Pressoché immutata invece in un mese la hit delle mete estere: primo posto per la Grecia, tallonata dalla Spagna, dalla Francia e dalla Croazia

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Estate 2022: boom per l’agriturismo

Secondo un’indagine di Coldiretti-Noto, invece, durante l’estate 2022 più di 7 italiani su 10 (il 72%) andranno in agriturismo, per trascorrere le proprie vacanze. Spesso, “l’agriturismo viene scelto in abbinamento alla vacanza al mare o in montagna”. In testa alle motivazioni che spingono gli italiani in agriturismo c’è la voglia di contatto con la natura, mentre al secondo posto – secondo Coldiretti – c’è l’enogastronomia con la possibilità di gustare ricette trasmesse da generazioni nelle campagne a base dei prodotti genuini del territorio.

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Estate 2022: le giornate da “bollino nero”, quando non conviene partire 

Il calendario del traffico di Autostrade per l’Italia prevede movimenti più che cospicui per questo agosto: traffico da “bollino rosso” (in uscita dai grandi centri urbani) è previsto la mattina e il pomeriggio di venerdì 5 agosto. La giornata peggiore sarà sabato 6 agosto – giornata da “bollino nero” – con maggiore intensità di traffico soprattutto la mattina. Per quanto riguarda il controesodo, grande traffico con possibili lunghe code è previsto sabato 20 e domenica 21 agosto così come il weekend successivo (27 e 28 agosto). 

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Benessere nella natura? Cercatelo sulle Dolomiti di Brenta (per tutta l’estate e oltre)

La parola d’ordine è benessere nella natura. Tra boschi e valli, cime e laghetti alpini nelle più belle località del Parco Naturale Adamello Brenta.

Le occasioni per ritrovarlo sono tante, e già programmate per tutta l’estate (e oltre) tra Pinzolo e Madonna di Campiglio e nelle altre località della Val Rendena.

Il primo appuntamento è con il Dolomiti Wellness Festival: una settimana di attività guidate da esperti, operatori del benessere e medici, aperte a tutti e gratuite per chi soggiorna in un wellness hotel.

Ma gli appuntamenti in calendario sono diversi e per tutti i gusti, fino a fine settembre.

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Dolomiti Wellness Festival: una settimana di relax, movimento, energia in natura

Attività outdoor, corsi, conferenze e, soprattutto, tante esperienze a diretto contatto con la natura. Per riconnettersi con sé stessi e ritrovare il benessere psicofisico perduto. Insomma, quell’equilibrio di corpo e mente che aiuta chiunque ad affrontare meglio ogni aspetto della quotidianità e, guardando più in là, a vivere meglio.

Fino al 31 luglio, in programma ogni giorno passeggiate a ritmo lento nei boschi, ginnastica dolce e sensoriale, yoga in pineta, momenti dedicati all’ascolto della natura, all’osservazione e (ri)scoperta degli alberi, piante e fiori.

E ancora, Bagni di Natura, cioè trattamenti di benessere e massaggi all’aria aperta, con operatori esperti; incontri di musicoterapia; shiatsu; Tai Chi.

E poi, momenti di formazione e approfondimento sul benessere e sulla salute con medici, life coach, esperti e professionisti.

Il tutto coadiuvato da una guida d’eccezione: la natura, unica e straordinaria, delle Dolomiti di Brenta, Patrimonio dell’Umanità Unesco.

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Come partecipare al Festival

Le attività del Festival sono aperte a tutti e gratuite (con apposito braccialetto) per gli ospiti delle strutture Dolomiti Natural Wellness e i possessori della Dolomeet Card (salvo alcune escursioni su percorsi Dolomiti Natural Wellness e i trattamenti Bagni di Natura in Pineta come indicato sul sito).

Per chi non soggiorna in un hotel aderente all’iniziativa, il braccialetto è ritirabile agli info point del Festival (costo 15 €, gratuito fino ai 12 anni). Info e dettagli sul sito ufficiale.

© Alessandra D’Agostino

Continua l’estate a tutto benessere nelle Dolomiti del Brenta

Dopo il Dolomiti Wellness Festival, continua per tutta l’estate il programma benessere nelle Dolomiti del Brenta. Benessere inteso in senso ampio, in tutte le sue espressioni.

Per chi soggiorna in uno dei Dolomiti Natural Wellness Hotel le attività in natura condotte da operatori del benessere sono prenotabili direttamente in struttura.

Ma altri eventi sportivi e culturali, oltre a gite accompagnate in quota assicurano un’estate ricca di cose da fare per tutti, adulti e bambini, nel Geo Park dell’Adamello Brenta.

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Fountain Bathing, le fontane del benessere

Un abbraccio d’acqua pura con il metodo HOT mind. L’appuntamento è per il 6 e 27 agosto con due sessioni: una mattutina, dalle 10.00 alle 13.00, con brunch a seguire; e una serale, dalle 19.00 alle 21.00, con sauna e spuntino serale a seguire.

Nel corso delle sessioni Andrea Bianchi – autore di libri e punto di riferimento in Italia per il cammino a piedi nudi e ideatore del metodo HOT mind per il benessere psicofisico – spiegherà i benefici e guiderà il gruppo nell’esecuzione di esercizi Kneipp in natura, insieme ad altre pratiche di benessere e meditazione.

Succede a Caderzone Terme, nel Borgo Salute, un centro storico di antiche abitazioni in pietra in Val Rendena, attorno al quale ci sono cinque tra fontane e lavatoi, di fattura secolare realizzata in tonalite, il granito locale, e alimentate da sorgenti di acqua fresca e pura.

Perché a volte i centri benessere più esclusivi si trovano all’aperto, sotto gli occhi di tutti, e sono fatti di ricchezze create dalla natura, in cui abilmente si è inserita la mano dell’uomo (Info QUI).

SCOPRI ANCHE: Forest Bathing: boschi, percorsi, eventi e festival in Italia. Per un’estate di benessere

L’alba (con colazione) in malga

Nelle Dolomiti di Brenta si può anche provare l’esperienza di vedere l’alba in malga, arrivando prima che l’alpeggio prenda vita, al sorgere di un nuovo giorno. Tra i campanacci delle mucche pronte per la mungitura, mentre i malgari iniziano il loro lavoro. Aspettando una gustosissima colazione preparata con i prodotti della malga.

Prenotazione obbligatoria entro le ore 17.00 del giorno precedente all’evento. Info QUI

Madonna di Campiglio Dolomiti Wellness Festival 2022
© Federico Modica

Aperitivo su una spiaggia alpina

In Val di Genova per tutta l’estate l’aperitivo a base di cocktail realizzati con erbe e frutti di montagna è servito in alta quota, lungo torrenti alpini, raggiungibili in mezz’ora di camminata dolce.

È accompagnato da un cestino gourmet stellato e ha come colonna sonora il suono naturale dell’acqua che scorre dalla montagna fino a valle (Info QUI).

LEGGI ANCHE: Le spiagge più belle? Quest’estate sono in montagna

I suoni delle Dolomiti

Ricerca di sé e del proprio benessere attraverso pratiche yoga, di meditazione e riconversione con la natura, ma l’armonia psicofisica si ritrova anche ascoltandone i suoni. Ecco che allora anche quest’estate torna sui palchi naturali delle Dolomiti il festival di musica in quota: i Suoni delle Dolomiti.

Appuntamento dal 22 agosto al 23 settembre con un ricco programma: 16 concerti e una passeggiata in natura per raggiungere le radure dove va in scena lo spettacolo (Programma QUI).

Cinema sotto le stelle

A Tione di Trento, comune tra Pinzolo e Madonna di Campiglio, ogni giovedì il cinema è proiettato sotto le stelle.

Fino alla fine di agosto l’appuntamento è alle 21.15, appena cala il buio. E in caso di maltempo si recupera il venerdì (Programma film QUI).

Caccia alla Traccia

Dedicato a tutti i bambini dai 7 agli 11 anni è l’appuntamento alla Casa della Fauna – Pracul, in Valle di Daone, l’ultima domenica di luglio (31), la prima (7) e la terza di agosto (21).

L’attività condotta da guide esperte insegnerà a riconoscere e interpretare le tracce lasciate dagli animali nell’habitat naturale del parco dell’Adamello Brenta. Cervi e caprioli che convivono con l’orso bruno, lo schivo plantigrado simbolo del Parco. E ancora, più in quota, camosci e stambecchi che pascolano accanto a marmotte e pernici bianche, mentre l’aquila reale e il raro gipeto volano in alto nel cielo. L’attività è gratuita (Info QUI).

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Chiese a porte aperte: l’arte sacra a portata di App

Quante volte vi è capitato di rinunciare alla visita di una chiesa perché le porte erano chiuse? Quanta arte e bellezza vi siete persi per la difficoltà di accedervi? Piccole o grandi che siano, le chiese sono un patrimonio storico e artistico che punteggia il Bel Paese ed è un vero peccato non poterle ammirare e vivere, anche quando sono sperdute nella natura.

A superare la barriera degli orari, creando una vera e propria serratura digitale, è il progetto Chiese a porte aperte. Un unicum in Europa che ha reso visitabili grazie alle tecnologie 28 chiese, cappelle e santuari, sparsi tra Piemonte e Valle d’Aosta. Un mondo di affreschi, architetture e storie, da ammirare in autonomia in ogni giorno dell’anno, senza bisogno di un guardiano che le apra. Basta scaricare gratuitamente l’App Chiese a porte aperte, registrarsi e prenotare giorno e fascia oraria della chiesa che si desidera visitare.

L’iniziativa è ideata dalla Consulta per i beni culturali ecclesiastici del Piemonte e Valle d’Aosta e dalla Fondazione CRT– Cassa di Risparmio di Torino, realizzata con il sostegno della Regione Piemonte, il cofinanziamento dei proprietari dei beni (parrocchie e comuni) e sotto l’alta sorveglianza delle Soprintendenze competenti per territorio.

Sei itinerari di fede dalle Valli Alpine al Canavese

«Quando si va in giro alla ricerca di luoghi belli da visitare è sempre una piacevole sorpresa trovarli aperti. – spiega il Vescovo di Pinerolo, Mons. Derio Olivero -. Ma è ancora più bello essere in possesso della chiave. Arrivi con ampia libertà di orario e sai di poter entrare. È come se quella chiesetta fosse tua. Puoi sempre tornare e rimanere per tutto il tempo necessario. Non è solo l’occasione per una visita; può diventare una sosta dell’anima. Ecco la bellezza di questo progetto. Opere d’arte che si aprono quasi magicamente per te, luoghi dello spirito che ti accolgono in ogni occasione». È questo lo spirito del progetto, che trasforma il visitatore in custode di un patrimonio spesso nascosto, ma finalmente accessibile a tutti.

Tutto è cominciato in via sperimentale nel 2018 con i primi due beni interessati, e oggi si è arrivati a 28 chiese, chiesette e cappelle (entro l’autunno saranno circa 40) disseminate in sei itinerari che attraversano Piemonte e Valle d’Aosta: dalle Valli Alpine a Langhe e Roero, dal Monferrato al Monregalese, dal Pinerolese e Saluzzese fino a Valle d’Aosta e Canavese. Da questa estate i  luoghi di  Chiese a porte  aperte sono fruibili per tutti, anche per le persone con disabilità cognitive e sensoriali.

Piccoli gioielli affrescati 

Queste vere e proprie «serrature» digitali fanno sentire come degli esploratori che aprono scrigni pronti per essere ammirati. Le cappelle sono spesso gioielli nascosti, posti in luoghi naturalistici di grande fascino, da raggiungere con belle escursioni a piedi e in bici.

Nelle Valli Alpine, per esempio, la cinquecentesca Cappella di Notre Dame du Coignet, in località Pian del Sole a Bardonecchia (To) offre un panorama speciale grazie alla sua posizione dominante su di un poggio. Notevoli sono i suoi cicli di affreschi esterni e interni con raffigurazioni di Santi e Virtù e scene di Vita della Vergine. Tra Langhe e Roero, a Mombarcaro (Cn), l’esterno sobrio e spoglio della Cappella di San Rocco cela un interno sorprendente. Sono gli affreschi cinquecenteschi del pittore Antonio Occello da Ceva che raffigura diversi santi come San Rocco, Sant’Antonio abate, San Michele Arcangelo, San Bernardo d’Aosta e San Sebastiano, ma anche la Cavalcata dei Vizi con animali simbolici.

Spostandosi nel Monferrato, si trova un’abbazia come quella di Santa Fede a Cavagnolo (To), che offre un pregevole esempio di arte romanica con portale riccamente decorato da angeli e motivi a viti e grappoli. Molto interessante è la sua struttura architettonica dalle strette navate sormontate da volte a crociera e una volta a botte scandita da archi traversi. Mentre a Pinerolo (To), in quell’angolo di Piemonte dove si incontrano cattolici e valdesi, sorge Santa Maria delle Vigne. La cappella è una delle new entry del progetto e custodisce affreschi del Quattrocento della bottega dei Serra.

Come funziona l’App

Come accedere a tutto questo? Basta scaricare l’App Chiese a porte aperte gratuitamente e registrarsi. Sull’applicazione apparirà l’elenco delle chiese da selezionare con il giorno e l’orario in cui si vuole effettuare la visita (dalle 9 alle 18). Una volta scelto, apparirà sul display una sorta di “biglietto” (tutte le visite sono gratuite) attraverso il quale inquadrare il Qr code posto all’ingresso della chiesa prenotata e aprire la porta.

Ma le sorprese non sono finite. All’interno, mediante un pulsante si seleziona la lingua  (italiano, francese e inglese), e si ascolta un racconto in tre lingue sulla storia degli affreschi, appositamente illuminati con faretti direzionati sui dettagli descritti. E una volta terminata la visita? Non resta che chiudere la porta, come a casa propria.

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Chiese a porte aperte: l’arte sacra a portata di App

Quante volte vi è capitato di rinunciare alla visita di una chiesa perché le porte erano chiuse? Quanta arte e bellezza vi siete persi per la difficoltà di accedervi? Piccole o grandi che siano, le chiese sono un patrimonio storico e artistico che punteggia il Bel Paese ed è un vero peccato non poterle ammirare e vivere, anche quando sono sperdute nella natura.

A superare la barriera degli orari, creando una vera e propria serratura digitale, è il progetto Chiese a porte aperte. Un unicum in Europa che ha reso visitabili grazie alle tecnologie 28 chiese, cappelle e santuari, sparsi tra Piemonte e Valle d’Aosta. Un mondo di affreschi, architetture e storie, da ammirare in autonomia in ogni giorno dell’anno, senza bisogno di un guardiano che le apra. Basta scaricare gratuitamente l’App Chiese a porte aperte, registrarsi e prenotare giorno e fascia oraria della chiesa che si desidera visitare.

L’iniziativa è ideata dalla Consulta per i beni culturali ecclesiastici del Piemonte e Valle d’Aosta e dalla Fondazione CRT– Cassa di Risparmio di Torino, realizzata con il sostegno della Regione Piemonte, il cofinanziamento dei proprietari dei beni (parrocchie e comuni) e sotto l’alta sorveglianza delle Soprintendenze competenti per territorio.

Sei itinerari di fede dalle Valli Alpine al Canavese

«Quando si va in giro alla ricerca di luoghi belli da visitare è sempre una piacevole sorpresa trovarli aperti. – spiega il Vescovo di Pinerolo, Mons. Derio Olivero -. Ma è ancora più bello essere in possesso della chiave. Arrivi con ampia libertà di orario e sai di poter entrare. È come se quella chiesetta fosse tua. Puoi sempre tornare e rimanere per tutto il tempo necessario. Non è solo l’occasione per una visita; può diventare una sosta dell’anima. Ecco la bellezza di questo progetto. Opere d’arte che si aprono quasi magicamente per te, luoghi dello spirito che ti accolgono in ogni occasione». È questo lo spirito del progetto, che trasforma il visitatore in custode di un patrimonio spesso nascosto, ma finalmente accessibile a tutti.

Tutto è cominciato in via sperimentale nel 2018 con i primi due beni interessati, e oggi si è arrivati a 28 chiese, chiesette e cappelle (entro l’autunno saranno circa 40) disseminate in sei itinerari che attraversano Piemonte e Valle d’Aosta: dalle Valli Alpine a Langhe e Roero, dal Monferrato al Monregalese, dal Pinerolese e Saluzzese fino a Valle d’Aosta e Canavese. Da questa estate i  luoghi di  Chiese a porte  aperte sono fruibili per tutti, anche per le persone con disabilità cognitive e sensoriali.

Piccoli gioielli affrescati 

Queste vere e proprie «serrature» digitali fanno sentire come degli esploratori che aprono scrigni pronti per essere ammirati. Le cappelle sono spesso gioielli nascosti, posti in luoghi naturalistici di grande fascino, da raggiungere con belle escursioni a piedi e in bici.

Nelle Valli Alpine, per esempio, la cinquecentesca Cappella di Notre Dame du Coignet, in località Pian del Sole a Bardonecchia (To) offre un panorama speciale grazie alla sua posizione dominante su di un poggio. Notevoli sono i suoi cicli di affreschi esterni e interni con raffigurazioni di Santi e Virtù e scene di Vita della Vergine. Tra Langhe e Roero, a Mombarcaro (Cn), l’esterno sobrio e spoglio della Cappella di San Rocco cela un interno sorprendente. Sono gli affreschi cinquecenteschi del pittore Antonio Occello da Ceva che raffigura diversi santi come San Rocco, Sant’Antonio abate, San Michele Arcangelo, San Bernardo d’Aosta e San Sebastiano, ma anche la Cavalcata dei Vizi con animali simbolici.

Spostandosi nel Monferrato, si trova un’abbazia come quella di Santa Fede a Cavagnolo (To), che offre un pregevole esempio di arte romanica con portale riccamente decorato da angeli e motivi a viti e grappoli. Molto interessante è la sua struttura architettonica dalle strette navate sormontate da volte a crociera e una volta a botte scandita da archi traversi. Mentre a Pinerolo (To), in quell’angolo di Piemonte dove si incontrano cattolici e valdesi, sorge Santa Maria delle Vigne. La cappella è una delle new entry del progetto e custodisce affreschi del Quattrocento della bottega dei Serra.

Come funziona l’App

Come accedere a tutto questo? Basta scaricare l’App Chiese a porte aperte gratuitamente e registrarsi. Sull’applicazione apparirà l’elenco delle chiese da selezionare con il giorno e l’orario in cui si vuole effettuare la visita (dalle 9 alle 18). Una volta scelto, apparirà sul display una sorta di “biglietto” (tutte le visite sono gratuite) attraverso il quale inquadrare il Qr code posto all’ingresso della chiesa prenotata e aprire la porta.

Ma le sorprese non sono finite. All’interno, mediante un pulsante si seleziona la lingua  (italiano, francese e inglese), e si ascolta un racconto in tre lingue sulla storia degli affreschi, appositamente illuminati con faretti direzionati sui dettagli descritti. E una volta terminata la visita? Non resta che chiudere la porta, come a casa propria.

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Cosa cercano i ragazzi nei viaggi? L’editoriale di DOVE di agosto

A Sorrento 130 ragazzi da 60 Paesi nel mondo, nati dal 1997 in poi (la generazione Z) si sono ritrovati i primi di luglio per parlare e disegnare il turismo del futuro.

L’evento, il Global Youth Tourism Summit, organizzato dall’Organizzazione mondiale del Turismo, in collaborazione con il Ministero del Turismo e l’Agenzia Nazionale del Turismo (Enit) ha dato voce alle nuove generazioni (ben due miliardi di ragazzi nel mondo), “i futuri clienti di un mercato”, come ha ricordato il ministro Massimo Garavaglia, “che deve saper rispondere alla richiesta di una nuova domanda”.

Che cosa chiedono i giovani? Un turismo sostenibile, inclusivo e accessibile a tutti. Parole che devono diventare realtà nei programmi degli operatori e dei territori.

Le destinazioni e le attività preferite dai futuri viaggiatori

Curiosi i dati emersi dall’Ufficio Studi Enit sui mercati americani, cinesi, inglesi e tedeschi della generazione Z. Le destinazioni prescelte? Italia, Francia e Spagna, seguite da Germania, Grecia e Regno Unito. Tra le attività preferite, il 75% cerca esperienze enogastronomiche locali, il 67% è attirato dalla conoscenza della cultura urbana, il 62% da appuntamenti culturali e il 56% è interessato alle tradizioni locali.
Quando decidono di viaggiare sono ispirati dal passaparola di amici e parenti (49%), dai siti specializzati (49%) e dai siti ufficiali del turismo (36%), dai trend social (35%) e dagli sconti (29%). I giovani tra i 13 e i 17 anni orientano poi la scelta del viaggio sulla vacanza active (47%) e su quella con attività legate al benessere (52%).

Davvero curioso che a 15 anni ci si preoccupi del benessere… Ma forse no, visto che questi sono i nostri figli, cresciuti con fratelli millennials e genitori boomers. Perché è da noi che è partito il seme del cambiamento e i più giovani stanno ereditando il nostro modo di vedere il viaggio. Ormai lontanissimo da quello della nostra infanzia. Ed è per questa dimensione che Dove continua a cercare risposte ai nuovi bisogni.

In copertina: Vista dall’alto di Khor Najd, la baia più famosa tra le montagne del Musandam, Oman. Foto di Giovanni Tagini/Dove

10 viaggi da fare una volta nella vita

Torniamo in edicola (ma anche sul sito e sui social) ad agosto con il nostro best seller, i “10 viaggi da fare una volta nella vita”, un numero da collezione, arricchito anche dal bellissimo taccuino illustrato dalla fantasia della nostra Simo Capecchi. Per non perdere quell’abilità, tutta umana, di fissare i ricordi in un pensiero scritto a mano e non in una storia volatile di Instagram. Un diario di viaggio così vintage da essere quasi avanguardia, ormai.

Appuntamento a settembre con la DOVE Experience in Toscana

Per noi il senso del viaggio è incontro, scoperta e condivisione della bellezza. E qual miglior appuntamento della prossima Dove Experience? Dal 23 al 25 settembre avremo un’occasione unica per visitare insieme una Toscana insolita, con siti mai visti prima. Perché, anche dietro l’angolo, si nasconde un piccolo grande viaggio da fare una volta nella vita. Tutte le informazioni a questo LINK.

 

In edicola con DOVE questo mese

Oltre al taccuino di DOVE, prezioso compagno dei vostri viaggi, allegata a DOVE troverete questo mese in edicola anche la bellissima cartina I suoni delle Dolomiti, di cui potete vedere un’anteprima qui:

                 

SCOPRI ANCHE: Toscana Experience, i lettori in viaggio con la redazione di DOVE alla scoperta di una regione bellissima

Non perdete il prossimo numero, Settembre 2022

Con il numero di settembre di Dove, in edicola il 26 agosto, troverete in regalo la Guida alla Franciacorta, un viaggio affascinante alla scoperta di un territorio ricco di sorprese, con gli indirizzi delle cantine e i luoghi più suggestivi dove dormire e gustare le specialità locali. In più, una sezione dedicata allo sport e al relax, per soggiorni rigeneranti nella natura.

 

 

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