Ana: dal protocollo CarePromise ai collegamenti attraverso l’hub di Francoforte

Anche in questo momento delicato per tutto il settore Ana conferma il suo legame con il mondo dell’intermediazione e sarà presente alla prossima edizione di Ttg Travel Experience presso lo stand dell’Ente nazionale del turismo giapponese. «Da moltissimi anni partecipiamo a questo appuntamento per il settore del turismo, un’occasione unica di incontro e confronto – [...]→ Leggi alla Fonte

Alpitour: focus sull’Italia. In arrivo un Bravo Club a Sestriere

In attesa che la situazione si evolva, e che magari si aprano i tanto agognati corridoi per le destinazioni meno a rischio, come per esempio le Maldive, Zanzibar e la Repubblica Dominicana, in vista della prossima stagione invernale Alpitour si sta soprattutto concentrando sulla montagna Italia.  «Una novità importante a marchio Bravo Club ci sarà a [...]→ Leggi alla Fonte

Uvet Retail partecipa al prossimo Ttg di Rimini

Uvet Retail, la rete di agenzie di viaggi e consulenti di proprietà del gruppo Uvet parteciperà all’edizione 2020 di TTG Travel Experience. L’evento, tra i più importanti del settore dedicato all’intera filiera del turismo, si terrà a Rimini dal 14 al 16 ottobre. Nel corso dell’appuntamento, Uvet Retail presenterà una duplice proposta di ingaggio. Da [...]→ Leggi alla Fonte

La Spezia, Villa La Contessa rafforza l’offerta e l’accoglienza per gli eventi

Villa La Contessa restaurata nel 2012 è oggi una location per eventi, matrimoni, sfilate. Situata sulle colline di La Spezia, con una splendida vista sul golfo, facilmente raggiungibile, grazie anche al servizio transfert sempre incluso, Villa La Contessa comprende ampie e luminose sale interne, un giardino, una grande terrazza. La Villa, una vera e propria [...]→ Leggi alla Fonte

Crolla la fiducia dei viaggiatori. Patanè: «Riaprire i flussi internazionali»

L’indice di fiducia del viaggiatore italiano calcolato mensilmente da SWG per conto di Confturismo-Confcommercio registra, a settembre, il settimo risultato consecutivo pesantemente al di sotto dei valori pre-Covid: 57 punti (su scala da 0 a 100), 12 in meno rispetto a settembre 2019. Ma non è questo l’unico segnale di allarme. L’indice ha fatto registrare, [...]→ Leggi alla Fonte

Wizz Air Abu Dhabi posticipa il decollo al prossimo 15 novembre

Wizz Air Abu Dhabi ulteriormente posticipato il debutto, che dal 1° ottobre era passato a metà mese e ora viene fissato al prossimo 15 novembre, a causa delle restrizioni di viaggio relative al Covid-19.  All’inizio di settembre la compagnia aveva ricevuto il suo primo Airbus A321neo; il network previsto include le città di Alessandria, Atene, Kutaisi, [...]→ Leggi alla Fonte

Dove mangiare in Slovenia, tra chef stellati e agriturismi

Le terre di confine sono una storia fatta di tante storie. Culture, parole, paesaggi che si intrecciano, ora familiari, ora esotici. Accade arrivando in Slovenia dall’Italia. Tra i boschi delle Alpi Carniche e del Tarvisiano, a due ore e mezzo da Venezia, dove il profumo del mare inizia appena a sparire. Una zona fuori dai soliti percorsi che riapre al turismo all’insegna del buono, dell’ingresso della “nazione emergente dell’enogastronomia” agli ultimi Food and Travel Awards. Nel nome dei vini naturali, dei prodotti d’eccellenza. E dei superchef.
Dove mangiare in Slovenia, dunque?

La prima Guida Michelin della Slovenia: gli chef stellati

Non c’era, fino a questo 2020, una Guida Michelin slovena. Una novità che vale da sola il viaggio, cercando tavole dove la sperimentazione resta ancorata al territorio e la tradizione è a prezzi inconcepibili rispetto ai master chef nostrani. Sei i premiati: cinque con una stella, uno con due. È Hiša Franko, casa di Ana Ros, dove finisce nel piatto tutto il carattere della regione di Posocˇje, proprio al confine italo-sloveno. Si è a un passo da Kobarid, Caporetto, dove, fino a pochi anni fa, si sconfinava solo per il casinò. Hiša Franko non è solo un ristorante, però: vi è possibilità di pernottare nella struttura, grazie a dieci camere matrimoniali arredate con grande cura dei particolari (info: hisafranko.com. Prezzo medio: menu degustazione, 175 euro a persona; doppia b&b da 150 euro al giorno).

La chef Ana Ros nelle cucine dell’Hiša Franko (ph: I feel Slovenia).

Qui il gusto composito di quest’area si avverte ovunque, dal burro con cera d’api sul pane al fieno che accoglie i clienti a tavola. “La cucina della Valle d’Isonzo ha ricette, materie prime, tradizioni rurali che non conoscono frontiere”, spiega Ana Ros. Ecco spezie levantine e insaccati balcanici, raffinatezze asburgiche e zuppe ora di bosco ora di mare, pescando tra oltre 20 cucine regionali ed echi italiani, croati, austriaci.

Dove mangiare in Slovenia: ristoranti e agriturismi

E questo sulle tavole nobili come nelle cantine del vino sloveno, anch’esso seguito e premiato; nei rifugi dove si tramanda la cucina di montagna; nelle taverne, a partire da Hiša Polonka, birreria con cucina della stessa famiglia Ros, dove si assaggia il frico, tipica torta di formaggio. A un passo dallo stellato, è l’osteria gestita dal marito di Ana, Valter. Ottima cucina locale, dal gulasch di cervo al frico, birre e salumi artigianali. (info: facebook.com/hisapolonka. Prezzo medio: 20 euro).

I campi intorno a Hisa Franko (ph: I feel Slovenia)

La nuova guida dell’Alpe Adria Trail, itinerario turistico-escursionistico tra la Carinzia austriaca, la Slovenia e il Friuli (si trova negli info point di PromoTurismoFVG), raccoglie quasi 200 indirizzi di ristoranti e produttori. In quota, ancora in Italia per pochi passi, lo storico rifugio Celso Gilberti, sulla Sella Nevea (a 1.850 metri, si raggiunge facilmente anche in funivia), punta sul locale in formula gourmet in idee come gli gnocchetti di ricotta di malga in brodo d’erba (info:  0433.54.015. Prezzo medio: 30 euro; posti letto con trattamento di mezza pensione, 50 euro).

LEGGI ANCHE: Slovenia green: laghi, grotte ed eco glamping

Poco lontano da Tarvisio, ma già in terra slovena, c’è il gulasch di cervo di Gostilna Jožica. Il ristorante alterna piatti d’autore a una proposta più semplice, pizza compresa. Raccomandati i “piatti della nonna” della tradizione slovena (info: gostilna-jozica.si. Prezzo medio: 25 euro).

Arnie e olivi nel Collio sloveno, a nord di Gorizia, appena oltre il confine (ph: I feel Slovenia).

Si sconfina, quasi senza accorgersene, anche in Austria, per lo speck del Biedermeier Schlöss Lerchenhof, castello-prosciuttificio dove, come spesso capita da queste parti,  si può anche dormire. È un agriturismo tra i fiori. Il loro Gailtaler Speck è prodotto con carne di suini di razza Large White allevati nell’azienda. Calde, tradizionali e con vista le camere (info: lerchenhof.at. Prezzi: doppia b&b da 150 a 200 euro).

Poco oltre le malghe slovene conservano i segreti di formaggi come il Tolminc, appena piccante, o il Mohant, stagionato a pasta molle. Si trovano all’agriturismo Jelincˇic, nella zona di Bovec e vicino all’Isonzo, che alleva pecore autoctone e fa anche ricotte e quark, formaggio fresco tipico del Centro Europa. Questa fattoria è anche campeggio, si può mangiare qualcosa o semplicemente rilassarsi sulle sdraio all’aperto. Info: kmetijajelincic.si

A pochi minuti in linea d’aria da Trieste, Lokev è il più antico prosciuttificio del Carso sloveno. Tappa d’obbligo per fare shopping gourmand con insaccati e altre specialità carsiche a base di carne realizzate con i metodi tradizionali tramandati di generazione in generazione (info: 00386.5.73.18.120)

Una sala di stagionatura del prosciuttificio Lokev

Tre diverse regioni vinicole lavorano intanto su nettari naturali e perle come la vite Žametovka, tra le più antiche in zona, da cui si ottengono pochi chili di uva l’anno, o lo Cvicˇek, vino igp a bassa gradazione prodotto solo in Bassa Carniola. Da cercare nelle cantine di produttori che sono vere glorie locali come Movia (info: movia.si), a Dobrovo v Brdih, o da pionieri come Radikon (info: radikon.it), eroe del vino naturale goriziano. Sempre danzando tra più culture, lingue diverse. Ed è bello così.

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Cicloturismo a Matera e dintorni: alla scoperta delle chiese rupestri e della Murgia Materana

Matera è il suggestivo traguardo, l’8 ottobre, della sesta tappa del Giro d’Italia (con partenza da Castrovillari, in territorio calabro). La capitale europea della cultura del 2019, oggi, è diventata una meta molto ambita dai cicloturisti, esperti e non, che, in mountain bike, amano scoprire un territorio antico e pieno di sorprese.

Se è vero, infatti, che il cuore preistorico di una delle città abitate più antiche del mondo, riconosciuto patrimonio UNESCO fin dal 1993, va visitato a piedi, tra grotte e vicoli tortuosi, è vero anche che chi preferisce inforcare la sua mtb può partire dalla città nuova, pedalando tra i quartieri progettati tra gli anni 50 e 60 per ospitare gli abitanti durante la ristrutturazione dei Sassi, e andare alla scoperta dei dintorni.

Partendo da Matera si raggiunge la Via Appia che attraversa la zona del Parco della Murgia Materana e delle Chiese Rupestri e porta all’altopiano Murgia Timone, le cui grotte terminano a strapiombo sulla Gravina di Matera e sono ben visibili dagli antichi rioni in tufo della Civita. È in quest’area che sorge il primo villaggio trincerato del Neolitico (7000 a.C.) e si trovano tombe dell’età del bronzo (2000 a.C.). Una volta raggiunto il belvedere, da qui, la vista unica sul canyon della Gravina e i Sassi ripagherà di tutte le fatiche. Il sentiero è un single track impervio ma bellissimo. I più allenati, poi, per aumentare la difficoltà e cambiare panorama, possono anche decidere di rientrare a Matera attraversando la zona di Murgecchia, l’altopiano di fronte, oltre il torrente Jesce, con il suo villaggio neolitico da ammirare.

 

Veduta esterna del centro visitatori Jazzo Gattini del Parco della Murgia Materana.

In mountain bike nel Parco della Murgia Materana

Per chi sceglie di pedalare sfidando la natura impervia dei luoghi, ma senza troppi dislivelli, c’è un itinerario cicloturistico guidato, più breve ma ugualmente di grande impatto, nel Parco della Murgia Materana. Curato dal CEA – Centro di Educazione Ambientale di Matera e dal notevole interesse botanico, storico e archeologico, il tour (che include il noleggio della mtb) di circa due ore inizia dal Centro Visite Jazzo Gattini (SS7 Direzione Taranto, km 583) e include la visita agli ipogei e alla neviera di Masseria Radogna, con una degustazione di prodotti tipici.

Sicilia in bicicletta: dall’Etna ad Agrigento, sulle tracce del Giro d’Italia

Metaponto
Metaponto, le Tavole Palatine all’alba. Foto di Roberto Strafella

Dalla collina di Matera fino al Mar Ionio

Dai 400 metri della collina di Matera, si può anche decidere di partire per un percorso ad anello di circa 40 km che dalle colline arriva fino alla valle del fiume Bradano. Nella lunga discesa verso il lago di San Giuliano, Oasi Wwf dalla fitta macchia mediterranea, si incontra anche la Cripta del Peccato Originale, la più antica delle chiese rupestri presenti nel territorio materano. Unico neo: il rientro in sella sarà in crescente salita.

In alternativa, si può decidere di continuare a scendere e, dopo la valle del Bradano, puntare direttamente al mare, passando da Montescaglioso, con la sua Abbazia Benedettina, per arrivare direttamente a Metaponto, sulla costa ionica, e ammirare l’area degli scavi archeologici con reperti che vanno dall’VIII al III secolo a.C. L’itinerario, lungo una cinquantina di chilometri (più eventuali varianti per raggiungere gli abitati di Montescaglioso e Benalda), è solo uno dei molteplici percorsi cicloturistici proposti da Basilicata Turistica.

Parco del Pollino

Il Giardino degli Dei, sulle cime del Pollino

Se, invece, si desidera condividere l’emozione provata dai campioni in corsa per la conquista della maglia rosa nella tappa lucana sul Parco Nazionale del Pollino, le possibilità sono molteplici. Un itinerario perfetto da coprire in sella a una mountain bike, meglio se a pedalata assistita, è quello denominato “Giardino degli Dei”: si snoda per 15 km su una pista forestale in quota sul Colle dell’Impiso, raggiungibile a partire dai centri di San Severino Lucano, Viggianello o Rotonda (gli stessi Comuni toccati dagli atleti del Giro 2020) e imboccando la strada che li collega ai rifugi Visitone e De Gasperi.

Ai ciclisti più allenati, è dedicato un itinerario lungo 73 km, fino a Terranova di Pollino, che parte dal centro agricolo di Policoro, sullo Ionio (dove merita una sosta il Museo Archeologico Nazionale della Siritide, l’area della Lucania centro-meridionale che prende nome dall’antica città di Siris) e si inoltra nel territorio del parco nazionale all’altezza del borgo medievale di Valsinni. Qui, nel XVI secolo, il castello ospitò la poetessa Isabella Morra, alla quale, oggi, è dedicato il parco letterario.

La via dei Calanchi, sulle tracce di Carlo Levi

Un percorso dal panorama mutevole e suggestivo è quello che da Ferrandina porta ad Aliano, sulla via dei Calanchi. Qui si passa dalle morbide colline costellate di ulivi, ai calanchi argillosi che richiamano un paesaggio lunare, fino ai borghi medievali di Stigliano e Cirigliano, per poi scendere in pianura e raggiungere Aliano, il borgo arroccato su un costone d’argilla, raggiungibile con una ripida salita, e circondato da precipizi e anfratti. Sono i luoghi vissuti al confino, durante il regime fascista, da Carlo Levi e raccontati magistralmente nel suo capolavoro “Cristo si è fermato a Eboli”. Ancora oggi, magicamente incontaminati.

Scopri di più su Italia.it

Durante il giro partecipa anche tu al racconto social di Italia.it e delle Regioni italiane con l’hashtag #Italybybike, su FacebookInstagram e Twitter. Un viaggio alla scoperta dei territori attraversati dal Giro d’Italia, delle loro bellezze e degli itinerari cicloturistici. Si parte!

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