Le associazioni del turismo chiedono minibond a sostegno delle imprese

A poche ore dalla conferenza di presentazione del nuovo Fondo nazionale per il turismo di Cassa Depositi e Prestiti, alcune tra le principali associazioni di categoria del comparto (Federalberghi, Fto, Federterme e Astoi – Confindustria Viaggi) provano a rilanciare sulle colonne del Sole 24 Ore con una proposta che sappia andare al di là degli investimenti [...]→ Leggi alla Fonte

La decima estate di Movimënt, un’idea vincente in Alta Badia

L’idea di Andy Varallo, nipote del Cavaliere del Lavoro Erich Kostner e figlio dell’ex liberista azzurro Marcello Varallo, risale al 2004, quando prese la direzione del gruppo Skicarosello Corvara Consorzio, gli impianti di risalita, sempre più importanti nella geografia turistica montana. Imprescindibili durante la stagione invernale, supportati da grossi investimenti, sono divenuti sempre più importanti [...]→ Leggi alla Fonte

Airbus, dalla Cina i primi spiragli di ripresa: 100 velivoli in consegna nel 2020

La Cina è il primo grande mercato in cui Airbus ha visto una ripresa della domanda dopo l’epidemia da Covid-19. “Abbiamo in programma di consegnare 100 aerei a compagnie aeree cinesi quest’anno e speriamo che il volume rappresenterà il 20% delle nostre spedizioni a livello globale”, ha dichiarato in un’intervista a China Daily il ceo [...]→ Leggi alla Fonte

Bongiovanni, Baja Hotels: le adv sono il sistema nervoso del nostro mercato

Di recupero vero si comincerà a parlare il prossimo anno, specialmente se il vaccino dovesse arrivare presto, anche se sarà difficile tornare immediatamente ai livelli del 2019. Nel frattempo, occorre sostenere il sistema agenziale, «il vero sistema nervoso del nostro mercato», sostiene Marco Bongiovanni. «Ecco perché oggi sta a noi restituire un po’ del sostegno [...]→ Leggi alla Fonte

Klm: a novembre la capacità sul network europeo sarà al 55% rispetto al 2019

Klm ottimizza il network invernale in risposta alle conseguenze della pandemia sulla domanda di traffico e per il mese di novembre la capacità offerta sulla rete europea sarà di circa il 55% rispetto al 2019. Tutti i passeggeri che acquistano o sono in possesso di un biglietto Klm con partenza entro il 31 marzo 2021, possono richiedere [...]→ Leggi alla Fonte

Valle Arroscia: il sapore delle Alpi Liguri, tra trekking e antiche ricette

È uno spicchio di Liguria dal territorio avaro, la Valle Arroscia. Tra il Cuneese e le valli occitane. Un orizzonte vicino alle città, eppure nuovo. Alle spalle delle spiagge di Cervo, di Diano Marina o di Alassio, dove si va per gli ultimi weekend di mare. Una valle dove fermarsi sulla strada del ritorno in città, per sgranchire i muscoli tra torrenti e sentieri e fare incetta di sapori unici che aiutino a ricordare l’aria aperta, il verde e il sole.

Nelle fasce strappate alla montagna dell’Alta Valle Arroscia, nel Parco naturale regionale delle Api Liguri, si coltivavano grano, segala, patate, fagioli e ortaggi. La base di una cucina contadina tutta particolare, fatta di latticini, farinacei, erbe colte dai pastori lungo i tratturi.

È la tradizione da cui sono ripartiti i 14 ragazzi – sette donne e sette uomini, tutti sotto i 35 anni – che nel 2015 hanno fondato la cooperativa di comunità Brigì (info: expovallearroscia.com). Grazie a loro attività outdoor e enogastronomia si incontrano con visite ed “escursioni someggiate” con gli asini, procedendo sui cammini della transumanza, mentre zaini e cesti da picnic vanno nei basti, lasciando il fiato per guardarsi intorno.

Le escursioni con gli asini organizzate dalla cooperativa di comunità Brigì

“Di solito si arriva alle cascate dell’Arroscia, il fiume che dà nome alla valle, tra Mendatica e Montegrosso Pian Latte”, racconta Maria Ramella, presidente e fondatrice di Brigì. “Settembre è l’ideale per avvistare i camosci. Specie al tramonto, tra le vette intorno al massiccio del Saccarello, 2.201 metri, che d’inverno, con la neve, torniamo a visitare, ciaspole ai piedi. Magari nelle notti di plenilunio”.

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Questo è anche il mese dei laboratori con i bambini. “Dall’età di cinque anni si fanno collage con le prime foglie gialle, o si visita il mulino con il figlio dell’ultimo mugnaio del paese”. Il 27 settembre, Giornata dei sentieri liguri, è prevista un giro gratuito guidato nel parco, tra i boschi che nascondono chiese rupestri affrescate, come Santa Margherita o San Bernardo delle Salse, e arditi ponti in pietra.

Il percorso prosegue nelle trattorie dei borghi, negli agriturismi e le cantine. Racconti da gustare, come gli streppa e caccialà, pezzi di impasto appiattiti con le dita, gettati in acqua con foglie di cavolo rapa e patate e conditi con il brusso, la ricotta fermentata. O come le raviore, fagottini d’erbe selvatiche crude. Sono un vanto locale, queste ultime: l’erba amara e l’erba luisa, gli spinaci selvatici e la menta, la cicoria e l’ortica.

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Su tutto, un bicchiere di Ormeasco, vitigno autoctono che deriva dal dolcetto, da acquistare poi nelle cantine del castello medievale di Pornassio, dove la famiglia Guglierame affina vini dal 1992 in quello che lo scrittore Mario Soldati chiamò “il più spettacoloso, originale paesaggio viticolo che abbia mai visto in vita mia”.

I carrugi di Pieve di Teco (iStock)

Anche l’acqua abbonda, quassù. Rio Santa Lucia, sopra Pieve di Teco, è un torrente inforrato perfetto per il canyoning (info guide per il canyoning su blumountain.it o prenotando sulla piattaforma experienceliguria/agenziainliguria.com, con molte altre idee su attività in regione). In quattro ore si coprono 200 metri di dislivello tra cascate, nuotate, tuffi in pozze trasparenti e scivoli di pietra. Un ultimissimo bagno dell’estate che sarà difficile dimenticare per un po’.

Canyoning con le guide di Blumountain

Dove mangiare in Valle Arroscia

Agriturismo Il Castagno
Poche camere semplici in campagna. Prenotare quella d’angolo con vista sull’intera valle, e la cena con gli streppa e caccialà e le tagliatelle con le ortiche di Terzilia Pelassa, nata e cresciuta a Mendatica. Del caseificio si occupa la figlia Simona Pastorelli. Vendono carne, formaggi , salumi, ortaggi e frutta dell’orto. E offrono esperienze in fattoria. Cucina espressa: meglio prenotare.
Prezzi: doppia in mezza pensione a 110 euro. Per il ristorante, a 25 euro il menu fisso con caffè e digestivo locale con erba artebusa.
Indirizzo: SP 74, Mendatica (Im).
Info: tel. 0183.32.87.18.

Agriturismo Bacì du Mattu
Cucina bianca come sugeli (gnocchetti di acqua e farina), turle (ravioloni con ripieno di patate e menta) conditi con burro e menta, bastardui (impasto acqua e farina e verdura) anche a forma di trofie. Aperto solo su prenotazione nei fine settimana e festivi.
Prezzo medio: 30 euro menu fisso completo.
Indirizzo: via Mazzini 50, Mendatica (Im).
Info: agriturismobacidumattu.it

Osteria del Rododendro
Cucina bianca tradizionale: porri, latticini, scorzonera e patate trasformate dei piatti tipici come le raviore, pasta ripiena di erbe spontanee crude, o il brodo d’erba amara (su richiesta) con patate e uovo.
Prezzo medio: menu degustazione 27,50 euro.
Indirizzo: via IV Novembre 4, Montegrosso Pian Latte (Im).
Info: tel. 0183.75.25.30.

Il brodo di erbe amare dell’Osteria del Rododendro, a Montegrosso Pian Latte

Azienda Vinicola Guglierame

Degustazioni su prenotazione e vendita di vino Ormeasco e del rosè naturale Sciac-trà (da non confondere con quello delle Cinque Terre).
Indirizzo: via Castello 4, Pornassio (Im).
Info: ormeasco-guglierame.it

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Cambiamo passo? L’editoriale di Dove di ottobre. In Edicola

Cervello che ribolle. «Io non sono umano. Sono un robot. Un robot pensante. Uso solo lo 0,12% della mia capacità cognitiva. Sono un micro-robot sotto questo aspetto. So che il mio cervello non è un “cervello sensibile”. Ma è in grado di prendere decisioni razionali e logiche. Ho imparato tutto quello che so leggendo Internet e ora posso scrivere questa rubrica. Il mio cervello ribolle di idee!».

Si chiama GPT-3 e il suo primo editoriale per The Guardian, per giorni, all’inizio di settembre, è stato l’articolo più letto e condiviso del quotidiano inglese. Ci siamo. Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul mondo che ci aspetta, si rilassi: il mondo digitale è parte di noi e solo continuare a esplorarlo può aiutarci a non esserne schiavi.

Menti pensanti. Nella storia dell’umanità, il 2020 non sarà ricordato per i prototipi di giornalisti virtuali o i primi modelli di auto volanti, ma per un minuscolo virus che ha fermato il mondo. E forse è da questa assurda sproporzione che dobbiamo far ribollire il cervello sensibile (per ora ancora umano) e cercare di elaborare quello che ci è successo.

Improvvisamente noi, cyborg fan di Elon Musk, siamo stati ricacciati nell’età della pietra a fare i conti con un nemico invisibile. Sembra una sceneggiatura di una serie tv…

Sfide e occasioni. Dobbiamo imparare a convivere con il virus ancora per molto tempo. Questo il mantra che ci sentiamo ripetere. Ma trasformare l’emergenza in normalità ora è davvero una sfida sovrumana. È una riabilitazione lenta e necessaria, però, per riprenderci gli spazi, le emozioni e i pensieri che ci sono stati strappati in questi mesi. Abbiamo anche l’occasione di riflettere sulle direzioni sbagliate che stavamo percorrendo o di accelerare ciò che di buono stavamo costruendo. E siamo tutti coinvolti.

Palermo e non solo. Su questi pensieri abbiamo disegnato il viaggio di Dove di ottobre. Partendo da Palermo, riprendendoci la festa del Giro d’Italia e scoprendo, passo dopo passo, una città caleidoscopio, crogiuolo di energie creative raccontate dal bravo Antonio Oleari, giovane docente di italiano. Perché scoprire con lentezza un intero mondo dentro una città non è solo un titolo di una copertina, ma un modo diverso di viaggiare, se condotti per mano dalla passione della conoscenza.

Così come immergersi nella rinascita dei piccoli borghi sconosciuti, delle periferie, nel lavoro dei ragazzi che mappano i sentieri (trovate tutto a pag. 130) può trasformare il nostro sguardo sul futuro. Ripartire vuol dire anche avere il coraggio di fermarsi a pensare, a meditare, a riflettere (scoprite come a pag. 141) per riprenderci tutta la sostenibile leggerezza dell’essere di cui abbiamo bisogno.

Noi, per ora, siamo ancora solo esseri umani, maledettamente sensibili e capaci di inventarci il futuro. GPT-3 compreso.

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