Apre a Milano la mostra “Amazing! – 80 anni (e più) di supereroi Marvel”

Apre il 12 settembre a Milano, allo Spazio Wow Museo del fumetto la mostra AMAZING! 80 anni (e più) di supereroi Marvel. Sono passati 80 anni, anzi esattamente 81, da quanto Martin Goodman fondò a New York una rivista a fumetti e la casa editrice che sarebbe diventata la Marvel Comics.

E la mostra inaugura adesso forse perché proprio ora c’è bisogno di eroi. Lo dimostra l’incredibile commozione con cui è stato pianto pochi giorni fa Chadwick Boseman, la star di Black Panther, eroe Marvel creato nel 1966. Hanno ufficialmente salutato il re di Wakanda diverse attrici che sfilavano alla Mostra del cinema di Venezia, mentre il twitter con cui la famiglia ne annunciava la morte ha totalizzato il record di like nella storia del social. E già si parla di costruire un’enorme città-parco per la “pantera nera” in Africa. Intanto, nel 2019, l’ultimo film della saga degli Avengers ha battuto ogni altro record d’incassi nella storia del cinema e gli albi, i videogame, il mer-chandasing e i serial tv ispirati al mondo Marvel impazzano in ogni angolo del pianeta.

Thor in un poster americano del 1970
Thor in un poster americano prodotto da Marvelmania nel 1970

AMAZING! 80 anni (e più) di supereroi Marvel

Sembra giusto allora ricordare oggi che tutto è partito da lì. Dai fumetti. I fumetti di carta, in particolare da quelli che iniziò a ideare a ritmo compulsivo da metà Anni 50 Stan Lee, direttore della Marvel dal 1961 alla morte nel 2018. I Fantastici 4, Hulk, l’Uomo ragno, gli X men sono solo solo alcune delle invenzioni sbocciate dalla sua scrivania a Manhattan: l’universo Marvel oggi conta, secondo gli ultimi calcoli, olte 8mila personaggi. 8mila idee con, alla base, due grandi intuizioni.

Un albo di Capitan America in mostra a Amazing! A MIlano dal 12 settembre 2020
Un albo di Capitan America in mostra a Amazing!

AMAZING! Gli eroi della porta accanto

La prima intuizione fu quella di un universo interdipendente, cangiante e in continua mutazione ed evoluzione, in cui i personaggi di diverse serie interagissero e si incrociassero all’infinito. Crescendo, moltiplicandosi, scontrandosi, perfino morendo.

L’altra fu che tutto in questo universo interagisse più di quanto era capitato fino ad allora con qualsiasi personaggio di una fiction, specie un fumetto per ragazzi, con il mondo reale. Supereroi in guerra in Vietnam, schierati nella Guerra fredda, al servizio di presidenti americani ma anche alle prese con le droghe, negli Anni 60, con il razzismo e il bullismo. Eroi, che quest’anno sono stati messi addirittura in lockdown insieme a noi, nella miniserie della Marvel Heroes at home, vista sui social. Senza dimenticare che in quest’ottantennio i migliori disegnatori, sceneggiatori e inchiostratori del mondo hanno lavorato per il marchi di New York (così come i più grandi registi e attori negli ultimi decenni). Ed ecco perché oggi c’è un po’ di Marvel in ognuno di noi.

Black Panther - Pantera Nera in mostra a AMAZING!
Una tavola originale di Black Panther – Pantera Nera in mostra a AMAZING!

Amazing! Tesori in mostra a Milano

Cosa si vedrà a Milano dal 12 settembre? Il percorso vede otto sezioni per otto decenni di storia della casa editrice. Ognuno con un pannello che racconta gli avvenimenti cardine.

AMAZING! – 80 anni di supereroi Marvel mette in mostra oltre ottanta tavole originali di maestri come Jack Kirby, Steve Ditko, Olivier Coipel, Steve McNiven, John Buscema, Jim Steranko, Neal Adams, John Romita Sr., John Romita Jr., Bill Sienkiewicz, John Byrne, Rob Liefeld, Jim Lee (ma anche italiani come Simone Bianchi e Claudio Castellini). Ecco gli albi originali americani ed e in versione euroepa (a invedere le edicole italiane con i supereroi d’oltreoceano negli Anni 70 era la mitica Editoriale Corno), manifesti, ricordi.

Dalla Fondazione Franco Fossati e da importanti collezionisti arrivano albi fondamentali della storia Marvel nell’edizione originale statunitense. A partire dal Sacro Graal del genere: il primo Spider-Man (in Amazing Fantasy n. 15, del 1962), con autografo di Stan Lee!

Speciali approfondimenti sono poi dedicati alla collaborazione tra Stan Lee (autore) e Jack Kirby (matite, al meglio con l’inchiostratore Joe Sinnot), origine del successo della Marvel.

Una grande grafica mette in ordine cronologico gli avvenimenti fondamentali della casa editrice, correlandoli con la creazione di tutti i maggiori eroi.

Infine, un video racconterà la Marvel fuori dai fumetti, tra disegni animati, televisione, videogiochi e soprattutto cinema.

La mostra sarà visitabile dal 12 settembre 2020 al 6 gennaio 2021 presso WOW SPAZIO FUMETTO – Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata di Milano, in Viale Campania 12. 

Orari: da martedì a venerdì, ore 15:00-19:00; sabato e domenica, ore 15:00-20:00; lunedì chiuso

Info: 02 49524744/45 – museowow.it

Ingresso: 5 euro intero, 3 euro ridotto (fino a 10 anni e oltre 65); Convenzioni e gruppi 4 euro. Tessera WOW-card e Musei Lombardia, gratuito.

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La filosofia e le fiabe: a Modena, Carpi e Sassuolo due festival ricchi di eventi. Ecco i programmi

Festival della filosofia e della fiaba a Modena, guida agli eventi.  Non solo terra di motori roboanti, aceto balsamico, ottimo cibo e calorosa ospitalità. Modena è soprattutto una bellissima città d’arte, con piazza Grande, il Duomo e la torre “Ghirlandina” patrimonio Unesco dal 1997, e culla di grandi eventi culturali che tornano ogni anno. Anche in questo strano 2020, a salutare l’estate – e i mesi passati – con un messaggio di fiducia e di speranza e, perché no, anche di leggerezza. Nel calendario di settembre sono due gli appuntamenti da segnare in agenda: il Festival della fiaba (per un pubblico adulto)  festivaldellafiaba.com e il Festivalfilosofia festivalfilosofia.it. Due occasioni per tornare nell’antica capitale estense e nelle cittadine della sua florida provincia, Carpi e Sassuolo, famose rispettivamente per il distretto della moda e della ceramica.

Festival della filosofia e della fiaba a Modena, guida agli eventi

Il primo evento è a Modena dall’11 al 13 settembre, l’unico Festival della fiaba in Italia pensato per un pubblico adulto. Chi pensa ancora che il mondo delle fiabe sia ‘roba per bambini’ deve ricredersi e partecipare a questo rendez-vous per comprendere che questo genere narrativo si comprende anche attraverso un’indagine intellettuale, antropologica e culturale, ossia un approccio ‘da grandi’. Saranno tre giorni di narrazioni in voce semplice, performance, spettacoli, concerti, momenti dedicati al gusto, talk e tante iniziative dedicate quest’anno al tema della Baba Jaga, ovvero la “Grande Madre”.

Foto Nacchio Brothers

L’edizione numero sette, come quella dello scorso anno, poi, si tiene in uno dei quartieri emergenti della città, il Quartiere 1, o Quartiere Tempio come lo chiamano i modenesi, a ridosso della stazione ferroviaria e vicinissimo al centro storico di Modena.
Una zona eterogenea, multietnica, ‘difficile’, che godeva di cattiva fama fino a poco tempo fa; ora è un luogo in piena evoluzione e fermento creativo, scelto da artisti e artigiani come sede dei loro atelier. Proprio qui qualche anno fa è stato inaugurato il Museo casa Enzo Ferrari e a novembre 2017 è stato aperto il circolo culturale Il Filatoio (via de’ Bonomini 61/63 www.filatoio.com), sede dell’associazione Festival della fiaba  festivaldellafiaba.com, “una casa dove trascorrere un tempo di qualità nutrendo anima e corpo”, scrive Nicoletta Giberti, direttore artistico dell’omonimo festival e di questo spazio dove si mangia, si parla, si legge, si ascolta musica, ispirandosi alla corrente artistica tedesca del filatoio (fine Ottocento).

Foto Tagini

Festival della fiaba a Modena, il programma

Così il quartiere ha iniziato ad animarsi e, durante il festival della fiaba, i suoi laboratori, le gallerie, gli alberghi diventano luoghi di narrazione e di spettacolo. Come lo spazio Progetto Lavoratorio (www.progettolavoratorio.it) che normalmente offre corsi di psicoterapia cognitivo comportamentale, arteterapia e danzaterapia e il prossimo weekend ospiterà un ciclo di conferenze a ingresso gratuito in cui il tema della “Grande Madre” sarà indagato da scrittori, professori e pensatori in diversi aspetti e sfumature. O la stanza 22 dell’Hotel La Pace (www.hotellapacemodena.it), un piccolo hotel a gestione famigliare dove tre volte ogni sera sarà narrata Vassilissa la Bella, fiaba di riferimento dell’edizione 2020. Le fiabe di una volta, infatti, sono le vere protagoniste di ogni edizione del Festival a loro dedicato e quest’anno saranno quelle della tradizione tedesca, norvegese e russa, narrate in voce semplice dal gruppo narratori 2020 in vari luoghi della manifestazione ogni ora e mezza circa. Fra le altre, Cenerentola, Rosa Bianca e Rosa Rossa, Cappuccetto Rosso, Pollicino, il Principe Ranocchio.

Foto Nacchio Brothers

Festival della fiaba a Modena, gli spettacoli

Tra gli spettacoli da non perdere, “Amam”, ovvero madre al contrario. Un percorso di ricerca archeologico-musicale legato al culto della Dea Madre e alla vibrazione del divino femminile che scaturisce dalla Terra. Il progetto, creato in Sardegna attraverso una lunga ricerca nei siti archeologici di dodici Domus de Janas sparse in tutta l’isola, nasce con l’intento di relazionare il corpo – attraverso la danza di Elena Annovi – alla musica generata da strumenti in argilla. È ospitato nello spazio StART60 (start60.it), galleria di arte moderna e contemporanea, falegnameria e restauro di mobili. Altro importante appuntamento, allestito alla falegnameria d’arte Tempo di Recupero, sarà Frankenstein, ossia il Prometeo moderno, a cura di Cajka Teatro d’Avanguardia, con la regia di Riccardo Palmieri. La madre – creatrice e generatrice di vita – si fa da parte e lascia spazio alla volontà dell’uomo di sconfiggere la natura e le leggi che la governano.

Altre location: atelier di scultori e liuterie

A ospitare altri appuntamenti saranno anche l’atelier dello scultore e pittore Andrea Cappucci (andreacapucci.com), la liuteria storica di Michele Notari , lo Studio Loom coworking di Laura Turrini (studioloom.it), il negozio Veronesi Italia (veronesiitaliasrl.com), importatore in esclusiva per l’Italia di Ron Varadero. Poi, ci sono l’Officina di restauro di auto e moto d’epoca El Grippo–Il Capanno (officinaelgrippo.com), la cooperativa di servizi tecnici per lo spettacolo Tempi tecnici (tempitecnici.it), la palestra La Tigre bianca latigrebianca.it.

Ci sarà anche la musica

La musica sarà protagonista nel concerto a due di Valentina Lugli e Alessandra Fogliani, che si esibiranno in “Voci della Grande Madre”. Tra le mostre, merita la personale dell’artista Stefania Gagliano (Stella), che ha realizzato l’immagine simbolo del Festival 2020 e che descrive le sue opere come “tele inchiodate al muro, come faccio di solito. Carboncino e creta la tecnica: una ricerca di nero su nero che mi permetta di andare a scavare sempre più in profondità”. E tra uno spettacolo e l’altro si potranno gustare piatti vegetariani e vegani con prodotti a km zero, biologici e biodinamici alla Caffetteria del Filatoio mentre nel Giardino del circolo, anima pulsante del festival, si curioserà nella bottega di Lu_Ghirò, attenta artigiana dell’antica arte del ricamo, e nella Casina di Alessandra Cussini, custode di un archivio itinerante a cui far arrivare oggetti e memorie.

Per altre Info e programma: www.festivaldellafiaba.com visitmodena.it

Foto Nacchio Brothers

Il Festival della Filosofia a Modena, Carpi, Sassuolo

Il secondo rendez-vous del mese è Festivalfilosofia, in programma dal 18 al 20 settembre con un calendario straordinariamente fitto di appuntamenti a Modena, Carpi e Sassuolo. Un format ormai collaudato e di sicuro successo che propone lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, attività per ragazzi e cene filosofiche. In tre giorni, 42 relatori e 150 appuntamenti tutti gratuiti. È la prima edizione dopo la scomparsa del filosofo e accademico Remo Bodei e l’intero programma del festival 2020 è un grato e commosso omaggio al suo pensiero e alle sue opere sul tema delle macchine.

Lezioni nelle piazze e nei cortili

Piazze e cortili ospiteranno oltre quaranta lezioni magistrali in cui grandi personalità del pensiero filosofico affronteranno le varie declinazioni del tema, facendo emergere le sfide poste dall’innovazione tecnologica e dalle intelligenze artificiali in varie sfere del pensiero e dell’azione, dal lavoro alla salute, dalla politica alla vita di relazione, discutendone le prospettive e le implicazioni sociali ed etiche.

Foto Luca Sandri/ Modenatur

I contenuti e i protagonisti

La 20a edizione conferma lo stretto legame con i maggiori protagonisti del dibattito filosofico e tra i protagonisti ricorrenti, si avrà il piacere di ascoltare Massimo Cacciari e Barbara Carnevali, che fanno parte del Comitato scientifico del festival, Enzo Bianchi che traccerà lo scenario biblico e teologico della condanna al lavoro, Roberto Esposito, Maurizio Ferraris, Umberto Galimberti, Michela Marzano. Stefano Massini tesserà un elogio della vita per ricordare che essa non è solo biologia ma anche relazione sociale, Massimo Recalcati dedicherà una riflessione all’esperienza del distanziamento che ha caratterizzato gli ultimi mesi finendo per modificare le modalità del desiderio mentre Stefano Zamagni richiamerà le differenze tra la conoscenza tacita dell’intelligenza umana e quella codificata delle macchine.

Foto Nacchio Brothers

I debuttanti e i temi

Tra i “debuttanti”, Alessandro Aresu discuterà la questione geopolitica della concorrenza tecnologica, Michele Di Francesco mostrerà che la mente umana ha essa stessa la forma di una rete connettiva ed estesa, in modo prioritario rispetto alle stesse macchine intelligenti, Barbara Henry tratterà dell’autofabbricazione resa possibile dalle tecnologie tra potenziamento riparatore e minaccia distopica. Infine, Mark O’Connell parlerà di tecnoscienze e credenza millenaristica e Jeffrey Schnapp di robot in forma umanoide e in funzione dell’umano. Non mancherà la consueta “lezione dei classici” in cui eminenti studiosi, tra cui Simona Forti ed Emanuela Scribano, commenteranno i testi che, nella storia del pensiero occidentale, hanno costituito modelli o svolte concettuali intorno al tema delle macchine.

Festival della Filosofia di Modena, gli eventi

Se le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, un vasto programma creativo proporrà performance, musica e spettacoli dal vivo. Come quello di venerdì 18 settembre, ore 22, che porterà in Piazza Grande a Modena le atmosfere fantascientifiche dell’intramontabile capolavoro di Stanley Kubrick del 1968. Con “L’Odissea di Kubrick” il grande narratore Federico Buffa introdurrà alla dimensione più futuristica del rapporto tra uomo e macchina. Dall’intelligenza artificiale alla costruzione di automi, un’altra pietra miliare della cinematografia di fantascienza animerà un altro luogo pubblico della città, il chiostro di Palazzo Santa Margherita, dove verrà proiettata la pellicola “Metropolis” (1927) di Fritz Lang nella versione integrale restaurata dalla Cineteca di Bologna, con la preziosa sonorizzazione dal vivo degli artisti del progetto Soundtracks 2020.

Liliana Cavani, cinema e letture a Carpi

Con l’occhiale da lui escogitato, Galileo Galilei rese possibile allargare e prolungare artificialmente la visione naturale dell’uomo fino alle stelle, e non solo. Si inscena così lo scontro moderno tra scienza, cultura e potere. Liliana Cavani, che diresse nel 1968 il fim “Galileo”, discuterà a Carpi, in piazza Martiri, con Francesca Brignoli, del linguaggio del cinema e dei meccanismi del potere in “Cinema: linguaggio del XX secolo” (venerdì 18, ore 22). E, grazie ai materiali e ai contributi video del Fondo Cavani di Carpi, nell’esposizione “Lo sguardo, il potere e la macchina. Il Galileo di Liliana Cavani” si racconta il lavoro della regista nella messa a fuoco della figura dello scienziato, in aggiunta all’esperienza stessa della “macchina-cinema” (Carpi, Palazzo dei Pio – Sala Cervi). Imperdibile anche il reading di Marco Paolini “Le avventure di Numero Primo”, in scena sabato 19 alle ore 22 in Piazza Grande a Modena, che guiderà tra le pagine del romanzo, scritto a quattro mani con Gianfranco Bettin a partire dall’omonimo spettacolo, alternando lettura e riflessioni a voce alta, estratti dallo spettacolo e pensieri sul futuro prossimo, con la storia di uno strano bimbo un po’ Pinocchio e un po’ ET, concepito e “messo al mondo” da un’intelligenza artificiale avanzatissima.

Le iniziative per bambini e ragazzi

Non si contano poi le iniziative per bambini e ragazzi e le oltre venti mostre, tra cui “Ultima perfezione”, una installazione site-specific di Quayola con sculture meccaniche a controllo remoto collocate su una serie di piani di lavoro modulari che trasformano le sale della Palazzina dei Giardini di Modena in un unico palcoscenico.  La mostra, a cura di Daniele De Luigi, apre il 18 settembre 2020 in occasione del festivalfilosofia, dedicato quest’anno al tema “macchine”. Fino al 10 gennaio. www.fmav.org. 

A Carpi una mostra ricostruisce e celebra l’opera di Bernardino Ramazzini (1633-1714), il fondatore della medicina del lavoro. “Prevenire è meglio che curare”,  è il titolo dell’esposizione visitabile fino al 6 gennaio 2020 ai Musei di Palazzo dei Pio, a ricordarci che il rapporto uomo-macchina deve prevedere l’Uomo come soggetto e la Macchina come oggetto. L’esposizione ripercorre la vicenda umana e professionale del medico carpigiano, una delle menti più lucide e rivoluzionarie della storia e della pratica medica, analizzando temi estremamente attuali, come la sicurezza dei luoghi di lavoro e la prevenzione dei rischi professionali e ambientali. A Sassuolo, invece, il confine tra naturale e artificiale prende la forma della simbiosi tra il l’uomo e la macchina nella mostra “Simbiosi. I piloti e l’epopea dell’automobile” con le illustrazioni di Nani Tedeschi.

Foto Modenatur

Il festival a tavola: i menu filosofici

Non c’è festivalfilosofia senza la tradizionale cucina filosofica. Il progetto, nato 20 anni fa da un’idea del filosofo e gourmet Tullio Gregory, propone un percorso gastronomico in otto menu a tema, serviti durante la tre giorni nei ristoranti ed enoteche di Modena, Carpi e Sassuolo che aderiscono all’iniziativa. Tradizione, ironia e buona cucina ispirano anche la “razionsufficiente”, il cestino del festival per pranzare e cenare a soli 5,00 euro. I menu filosofici di questa ventesima edizione interpretano il tema “macchine” con prodotti tipici del territorio per valorizzare la tradizione gastronomica modenese.
Qualche esempio? “Pole position” propone passatelli in brodo, risotto alla salsiccia, tagliatelle al ragù, lasagne verdi, torta di riso. “Svuota il cestino” mette in lista gnocchini fritti e tigelle con lardo, prosciutto di Modena Dop e affettati misti, pollo alla cacciatora, verdure in pinzimonio, salame di cioccolato. “Civiltà pre-industriale” sceglie calzagatti, tortelli di zucca, zucchine ripiene di ricotta, insalata di verdure dell’orto con aceto balsamico tradizionale di Modena, gelato di crema con mirtillo nero dell’Appennino modenese. C’è pure “Il sogno di Icaro”: Risotto con le verze, Arrosti misti di anatra, faraona e galletto, Patate di Montese arrosto, Bensone con vino bianco.

Info e prenotazioni: http://www.festivalfilosofia.it/

 

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