D’Amico, Sicaniasc: è il momento di puntare sulla tecnologia

C’è un gap tecnologico da colmare nell’hotellerie italiana rispetto alla media europea. E questo è il momento giusto per farlo. Ne è assolutamente convinto Vito D’Amico: “Tutte le crisi vanno viste come degli acceleratori. Le evoluzioni dei mercati, dell’offerta e della domanda sono rapidissime e senza scampo per chi non si adeguerà, che piaccia o no. [...]→ Leggi alla Fonte

Lufthansa accetta gli aiuti. Cederà 24 slot sugli hub di Francoforte e Monaco

Lufthansa ha capitolato e nella riunione del 30 maggio, ha deciso di accettare gli impegni offerti dalla Germania alla Commissione europea per il pacchetto di stabilizzazione negoziato con il Fondo di stabilizzazione economica (WSF) della Repubblica federale di Germania. La portata delle condizioni richieste dal punto di vista della Commissione europea è stata ridotta rispetto [...]→ Leggi alla Fonte

Latam presenta istanza di fallimento volontario (chapter 11) a New York

Latam Airlines ha registrato perdite record di 1.910 milioni di euro nel primo trimestre del 2020, dopo l’inizio di questa settimana ha chiesto di presentare istanza di fallimento o di fallimento volontario in un tribunale di New York. La richiesta di fallimento volontario, o capitolo 11 secondo le normative commerciali statunitensi, consente a Latam di [...]→ Leggi alla Fonte

Sas riprende (gradualmente) le tratte domestiche e internazionali

Sas riprenderà i voli verso diverse destinazioni nazionali e internazionali a giugno, più di due mesi dopo aver cessato qualsiasi attività a causa della pandemia di coronavirus. «Ciò include principalmente voli nazionali in e tra i paesi scandinavi, ma riprenderanno anche i voli da Copenaghen a New York, Chicago e Amsterdam» con una flotta di circa 30 aerei , ha dichiarato [...]→ Leggi alla Fonte

The Residence Tunis: dopo il lockdown le offerte al mercato per la ripresa

La struttura di The Residence by Cenizaro, a Marsa, sulla costa di Tunisi, ha patito il totale confinamento, la chiusura delle frontiere, l’allontanamento sociale, la quarantena forzata. Con 967 casi annunciati alla fine di aprile, il covid-19 ha avuto un impatto importante sulla Tunisia ma, nonostante le difficoltà,  grazie anche agli importanti sforzi sanitari, The [...]→ Leggi alla Fonte

Maldive con The Residence by Cenizaro prenoti oggi e viaggi domani, a tariffa scontata

The Residence by Cenizaro,  catena di resort di lusso, lancia la campagna promozionale “Book now, stay later” con tariffe scontate e pacchetti promozionali senza vincoli di penali in caso di cancellazione che riguarda le strutture del gruppo con base a Singapore. In attesa che vengano allentate le restrizioni, The Residence by Cenizaro propone la sua programmazione [...]→ Leggi alla Fonte

Vacanze green sui Colli Euganei, tra antichi monasteri, sontuose ville e trekking nella natura

Hanno dato i natali a Tito Livio. E accolto celebri scrittori come Francesco Petrarca. Ospitato scienziati come Galileo Galilei e Savonarola. E visto all’opera artisti come Tiepolo. I Colli Euganei, in provincia di Padova, sono molto più di una serie di rilievi (peraltro, tra i più alti della Pianura Padana). Sono un concentrato di natura, storia, arte e cultura di rara bellezza e altrettanto rara suggestione. Forse è per questo che il poeta Percy Bysshe Shelley, tra i principali esponenti del Romanticismo inglese, li ha definiti, nel 1818, “il verde mare senza onde”.

Già, perché i Colli Euganei, con i loro 22mila ettari di superficie movimentata qua e là da un centinaio di alture, ricordano molto una vasta distesa d’acqua punteggiata da varie isole. Difficile resistere al loro fascino. Non è un caso che, già dal Paleolitico, fossero abitati e che, gli Antichi Romani vi avessero messo radici per via dei benefici effetti delle loro acque termali.

Vacanze nel verde tra ville e abbazie medievali

Divenuti nel 1989 il primo Parco Regionale del Veneto, i Colli Euganei offrono, infatti, un’ottima occasione per rilassarsi in mezzo alla natura, complice il clima ideale. Da sempre. Basti pensare che, nel XV e XVI secolo, proprio in quest’area, i Veneziani trovavano ristoro dalle calure della laguna. Un’abitudine testimoniata dalla presenza di dimore sontuose e riccamente decorate, sparpagliate qua e là tra i boschi. Edifici di pregio che, ancora oggi, si possono visitare come Villa Barbarigo a Valsanzibio di Galzignano Terme, con il suo famosissimo giardino, e la rinascimentale Villa dei Vescovi, anticipatrice dell’estetica palladiana.

Ma un tour tra i Colli Euganei che si rispetti, passa anche da antiche abbazie come quella di Praglia, a una dozzina di chilometri da Padova. Un antico monastero benedettino, risalente all’XI e XII secolo e poi ricostruito tra il 1400 e il 1500, ancora oggi custode dei segreti dei monaci che, mille anni fa, coltivavano al suo interno preziose erbe medicinali. Senza dimenticare, nel tragitto, i borghi, alcuni dei quali molto suggestivi. Uno su tutti, Arquà Petrarca, ultimo buen retiro dell’illustre poeta da cui poi ha preso il nome, a cui si aggiungono Este, Monselice e Montagnana con l’imponente Castello di San Zeno.

Villa dei Vescovi, tra le ville più belle dei Colli Euganei (Istockphoto)

Colli Euganei, tra arte e buon cibo

Chi ama l’arte, non resterà deluso con Padova e la sua Cappella degli Scrovegni – all’interno, il celeberrimo ciclo pittorico di Giotto – a una manciata di chilometri e, poco più distanti, Venezia, Verona e Treviso, gioielli invidiati in tutto il mondo. Ma grandi soddisfazioni spettano anche a chi predilige una vacanza attiva grazie a numerosi percorsi ciclistici, sentieri segnati per il trekking e pareti di roccia su cui praticare l’arrampicata.

Amanti del buon cibo? Imperdibile la Strada del Vino dei Colli Euganei, un itinerario enogastronomico perfetto per coccolare il palato con i prodotti del territorio. Vere e proprie delizie della tavola – principalmente risotti e secondi piatti di carne a base di anatra, coniglio e gallina padovana – da abbinare ad un buon calice di vino prodotto poco lontano.

Dormire nella natura: relax a Villa La Florita

Ed è nel centro del Colli Euganei, nel piccolo e suggestivo borgo di Teolo, che si trova Villa La Florita, un’antica villa in pietra completamente immersa nel verde. La location ideale – complice il panorama mozzafiato – per staccare la spina e rigenerare corpo e mente nel silenzio della natura. Risalente al 1800, è stata sapientemente ristrutturata dai proprietari e oggi accoglie, con le sue sei camere di cui una accessibile ai disabili (per un totale di dieci posti letto), coloro che cercano un buen retiro per godersi un po’ di pace con la famiglia, gli amici o in solitudine.

Il soggiorno di Villa La Florita (Andrea Boaretto PH)

A soddisfare le esigenze degli ospiti ci sono gli ampi spazi comuni: la luminosa cucina dotata di ogni comfort, innanzitutto, ma anche il grande soggiorno e l’area esterna per il bbq. Completano la struttura una piscina interna, una zona fitness, un’ampia sauna e un campo da tennis immerso nel verde. Non mancano, nei dintorni, sentieri per la mountain bike, pareti di roccia per arrampicata (a soli 2 km dalla tenuta) e 4 campi da golf. E se, tra una passeggiata e l’altra, qualche ospite ha bisogno di lavorare in smart working, c’è una sala attrezzata con wi-fi, stampante e altre attrezzature per mettersi in contatto con la propria azienda.

In viaggio con la famiglia? A Villa La Florita c’è un parco giochi inclusivo, destinato anche a bambini con ridotta capacità motoria. E, soprattutto, un immenso parco privato. Una tenuta di 15 ettari costituiti da bosco, uliveto, vigneto e prati, al cui interno si trovano anche due laghetti con le giapponesi carpe koi. Non gli unici animali presenti nel parco, visto che non mancano vari mammiferi come volpi, donnole, daini e tassi e ben 120 specie di uccelli. La flora? Ricchissima, con querce, castagni, robinie, cespugli di rosa canina, ginepri, carpini e alcune varietà curiose di orchidee spontanee.

Il panorama che si gode da VIlla La Florita (Andrea Boaretto PH)

Sentirsi coccolati e protetti, a Villa La Florita, insomma, non è difficile. Non solo perché vengono seguiti i protocolli di igiene per garantire la salute e la sicurezza degli ospiti – un aspetto fondamentale, soprattutto in questo periodo – ma anche perché ai clienti vengono offerti diversi servizi – lo chef a domicilio o la fornitura di vini pregiati direttamente in villa, per citarne un paio – per rendere il soggiorno il più piacevole possibile.

Una curiosità: a tutti coloro che soggiornano a Villa La Florita viene dedicata una piantina, che viene poi piantata, all’interno della tenuta, prima di ripartire. Un gesto simbolico, all’interno di una serie di iniziative dei proprietari per tutelare il pianeta. E una scusa, per gli ospiti, per ritornarvi in futuro, alla ricerca di quella parte di sé diventata tutt’uno con il territorio. Tutt’uno con i Colli Euganei.

Per info: villalaflorita.com

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Vacanze 2020: le regole aggiornate per andare in Grecia quest’estate

Si può andare in Grecia quest’estate? È la domanda che si pongono molti italiani innamorati del Paese, della sua storia, del mare, delle isole. Che scelgono il Paese ellenico come destinazione di viaggi e vacanze.

La Grecia, che in un primo momento aveva  escluso l’Italia dagli arrivi turistici permessi a partire da metà giugno, ha aperto i propri confini dal 1° luglio, con alcune norme.

Grecia: le nuove misure per i turisti

Sul sito dell’Ambasciata di Grecia a Roma sono  disponibili le nuove direttive per chi vuole raggiungere le località turistiche elleniche. Come si legge sul sito, a partire dal 1° luglio 2020, il governo greco ha stabilito le regole di accesso al Paese.

Tutti i viaggiatori sono tenuti a completare il proprio Modulo di localizzazione Passeggeri (Passenger Location Form – PLF) 48 ore prima di entrare nel paese, fornendo informazioni dettagliate sul loro punto di partenza, sulla durata di eventuali precedenti soggiorni in altri paesi e sull’indirizzo ove intendono risiedere in Grecia.

La procedura per chi arriva in aereo

All’arrivo dei passeggeri al gate, è previsto il trasferimento nell’area screening che controlla il codice unico a risposta rapida (QR) che ciascun passeggero mostra sullo schermo del suo cellulare o sul modulo QR stampato.

A quel punto il personale addetto indirizza i passeggeri, a seconda del loro codice QR, verso l’area di screening o verso l’uscita (area di ritiro bagagli o controllo passaporti). Fino a quando i risultati dello screening non saranno disponibili, i passeggeri sottoposti al test (tampone) per il nuovo coronavirus SARS-CoV-2 eseguito da personale sanitario competente, sono obbligati ad auto isolamento presso l’indirizzo di destinazione finale come dichiarato sul modulo di localizzazione dei passeggeri (PLF).

La procedura per chi arriva via mare

I passeggeri senza veicolo o a bordo dei veicoli devono dirigersi al gate d’ingresso principale. Da qui vengono trasferiti nelle aree ove si trova il personale addetto allo screening che controlla il codice unico a risposta rapida (QR) che ciascun passeggero mostra sullo schermo del suo cellulare o sul modulo QR stampato. La procedura è simile a quella prevista per chi arriva in aereo: a seconda del codice QR dei passeggeri, il personale addetto può indirizzarli nell’area di screening oppure consentire la loro entrata nel Paese. Fino a quando i risultati dello screening non saranno disponibili, i passeggeri sottoposti a tampone casuale sono obbligati ad auto isolamento presso l’indirizzo di destinazione finale come dichiarato sul modulo di localizzazione dei passeggeri (PLF). Al completamento dello screening i passeggeri, sono autorizzati ad entrare nel paese.

La procedura per chi arriva via terra

Tutte le persone che entrano nel Paese devono presentare alla frontiera un modulo di localizzazione passeggeri (PLF) compilato al loro arrivo. Viene effettuato il controllo del passaporto ed eventuale controllo delle dogane e viene mostrato sullo schermo del proprio telefono cellulare oppure sul modulo stampato il codice univoco QR, che in modo casuale stabilisce chi verrà sottoposto a tampone e chi invece sarà autorizzato a continuare il viaggio verso la  destinazione finale nel Paese, ricevendo istruzioni dal personale di frontiera, riguardanti, in particolare, le azioni necessarie da intraprendere.

Nel caso che sviluppino sintomi di infezione respiratoria, tutti i turisti devono contattare immediatamente il centro operativo dell’Organizzazione Nazionale della Sanità Pubblica (EODY). Nelle eventualità che le persone prevedono di effettuare più soste in Grecia, devono dichiararlo, indicando la loro destinazione iniziale e il loro itinerario di viaggio per i successivi 7 giorni. EODY Unità Sanitarie Mobili (KOMY) operano 24 ore su 24 con posti di controllo alle frontiere terrestri.

Fino a quando i risultati dello screening non saranno disponibili, le persone in arrivo che sono sottoposte al test sono obbligate ad auto isolarsi presso l’indirizzo della loro destinazione finale come dichiarato sul modulo di localizzazione dei passeggeri (PLF). I loro dati verranno inseriti nel sistema informativo EODY, collegato direttamente al registro COVID per facilitare la ricerca dei contatti nel caso in cui qualcuno risultasse positivo.

Al termine dello screening, possono entrare nel paese, ricevendo istruzioni relative all’ auto isolamento fino a quando non verranno comunicati i risultati del test (tampone).

Tutti i passeggeri sono obbligati di rispettare le necessarie misure igieniche (uso di mascherine e distanza fisica /contatto sociale).

Domande frequenti e risposte

D: La Commissione europea ha raccomandato agli Stati membri di limitare i viaggi non essenziali da paesi terzi fino il 15 giugno 2020. È applicabile in Grecia?
R: Sì. I viaggi non essenziali da paesi terzi verso la Grecia sono limitati fino il 15 giugno 2020.

D: Fino il 15 giugno 2020, tutti i viaggiatori che arrivano in Grecia saranno sottoposti al test Covid-19 obbligatorio e ad una quarantena. Questo è applicabile ai cittadini di tutti i paesi?
R: Sì. Tutti i viaggiatori, indipendentemente dalla nazionalità, compresi i cittadini dell’UE e di Schengen Plus verranno sottoposti al test e messi in quarantena. Le stesse regole si applicano ovviamente anche ai cittadini greci. Se il test è negativo, i viaggiatori si mettono in auto-quarantena per 7 giorni; se il test è positivo, vengono sottoposti a quarantena monitorata per 14 giorni. Le misure sono a tutela della salute pubblica e sono applicabili a tutti i viaggiatori senza discriminazioni.

D: Esistono voli commerciali diretti da destinazioni internazionali verso tutti gli aeroporti greci?
R: Durante la crisi di Covid-19, ci sono stati voli internazionali diretti da molti aeroporti Schengen Plus. Fino al 15 giugno, i voli internazionali arriveranno solo all’aeroporto internazionale di Atene. Dal 15 giugno, i voli internazionali riprenderanno anche all’ aeroporto di Salonicco e dal 1 ° luglio i voli internazionali riprenderanno verso tutti gli aeroporti greci. I voli nazionali sono ammessi in tutto il paese.

D: Cosa cambierà il 15 giugno 2020?
R: Il 15 giugno inaugura il graduale ritorno alla normalità. I test obbligatori e la quarantena saranno limitati solo ai viaggiatori, indipendentemente dalla nazionalità, che arrivano dagli aeroporti delle aree colpiti con un alto rischio di trasmissione dell’infezione da Covid-19, come valutato dall’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea (EASA). L’elenco è costantemente aggiornato e i viaggiatori devono verificare prima di viaggiare (https://www.easa.europa.eu/SD-2020-01/Airports#group-easa-downloads). Tutti gli altri viaggiatori entreranno senza restrizioni e potrebbero essere soggetti a test casuali all’arrivo.

D: Cosa cambierà il 1 ° luglio 2020?
R: Tutti i viaggiatori saranno soggetti a test casuali all’arrivo. Ulteriori restrizioni relative ad alcuni paesi saranno comunicate in un secondo momento.

D: C’è differenza se il viaggio è diretto o in transito?
R: No. Le stesse norme si applicano indipendentemente dal fatto che il viaggio è diretto o in transito

LEGGI ANCHE: “Voglia di normalità”. L’editoriale di Dove di giugno. In edicola

Cosa accade nel resto d’Europa?

Si inizia a intravedere la luce per chi vuole programmare le vacanze all’estero, almeno in Europa, durante la prossima estate. La lista dei Paesi europei che apriranno i confini a partire dal prossimo 15 giugno si estende di ora in ora, e pare che dal primo luglio si potrà ritornare a una sorta di normalità per i viaggi all’interno dell’area Schengen.

 

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Kayak e canoa, come iniziare: la guida completa per principianti

Siete a caccia di idee per affrontare le tanto agognate vacanze estive, cercando di mantenere il distanziamento sociale? Il kayak e la canoa possono essere la soluzione giusta per chi volesse mettere all’angolo la folla dei villaggi turistici e delle città d’arte, preferendo un approccio slow alle ferie (e lontano dal turismo di massa). Niente permette di godere del panorama in solitudine come scivolare lungo i percorsi d’acqua più suggestivi d’Italia: la bellezza dell’isola di Dino in Calabria, ma anche l’abruzzese fiume Tirino e gli scorci di Baratti, in Toscana, sono tutti luoghi da visitare in canoa nel giro di qualche ora o al massimo una giornata. Le gite fuori porta in kayak, così, non diventano solo un modo per evadere dalla routine quotidiana, ma anche una soluzione per chi, in questa stagione, potrebbe preferire piccole pause a lunghi soggiorni. Ma, va detto, l’andare in canoa non è da affrontare a cuor leggero. Occorre la preparazione giusta, conoscere le norme di sicurezza a menadito, avere con sé l’equipaggiamento adeguato e, non ultimo, scegliere dove fare una gita in kayak o in canoa in base al proprio livello di esperienza, senza strafare. Dalle differenze tra canoa e kayak alla stagionalità con cui programmare gli itinerari, la guida per principianti per capire come iniziare.

Kayak e canoa: le cose da sapere

Avvicinarsi alla canoa da neofiti non è elementare: è necessario essere preparati a dovere, assimilando tutto ciò che può essere utile nell’affrontare un’esperienza di questo tipo. Ancor prima di affidarsi a una delle diverse scuole di canottaggio e kayak in Italia, è necessario fare un passo indietro per cercare di capire se, effettivamente, la canoa può fare al caso nostro. Sul sito della Federazione Italiana Canoa e Kayak è presente una sezione dedicata all’apprendimento online di questa disciplina sportiva: nell’area Canoa Kayak on line, infatti, è possibile trovare una raccolta di contenuti di vario genere sulla canoa indagandone le molteplici sfaccettature, come la maratona in kayak e la prevenzione sportiva.

(iStock)

Scuole di canoa e kayak in Italia

Complici le numerose vie d’acqua che percorrono il nostro Paese, costellato di fiumi, torrenti e laghi, sono tantissime le scuole di kayak e canoa italiane che, nel tempo, hanno potuto far conoscere queste discipline raggiungendo un pubblico tanto di principianti quanto di professionisti. La scelta, sul territorio, è ampia: ci sono corsi e camp estivi dedicati ad adulti e ragazzi, come nel caso del Circolo Canottieri Roma o della Canottieri Milano, storica realtà milanese, ma anche attività ideali per prendere confidenza con la pagaia, come quelle nel Parco del Ticino proposte da Aqqua che permette di avvicinarsi a queste discipline con escursioni mirate, guidati da istruttori esperti. Restando sulla stessa tipologia di esperienza, Indomita Valtellina River offre la possibilità di un’escursione base in kayak per chi è alle prime armi, così come la possibilità di accedere a corsi di diverso livello. Per i più avventurosi (e già navigati), la scuola Free Flow Kayak con basi operative in Val Pellice e in Val Chisone propone percorsi di diversa difficoltà, tra i quali anche il kayak in acqua mossa e il rafting.

Abbigliamento e cosa portare con sé

Qual è l’abbigliamento ideale per andare in canoa? Che si tratti della classica imbarcazione canadese o del kayak, è necessario tenere presente alcune regole su come vestirsi e cosa portare con sé. Prima di tutto, il giubbotto di salvataggio: uno strumento di fondamentale importanza per affrontare, in sicurezza, queste discipline. Da scegliere in espanso o gonfiabile in base alle proprie preferenze e da indossare sempre, anche se si è già esperti. L’acqua, talvolta, può giocare brutti scherzi ed è bene non sottovalutarla ed è per questo che, oltre al giubbotto di salvataggio, è opportuno indossare anche un casco da canoa. Per evitare scivolate rovinose, poi, scegliete scarpe da scoglio o calzature da canoa con una suola resistente e adatta per muoversi su rocce e scogli. Meglio preferire quelle idrorepellenti e col calzare alto fin sopra alla caviglia, di modo da avere ancora più sostegno e mantenere i piedi asciutti. Se la gita in programma prevede l’immersione in acque gelide, come quelle di fiumi e laghi di montagna, è indispensabile una muta in neoprene, mentre sono sempre da mettere nello zaino (o, ancor meglio, in una sacca impermeabile) un paio di occhiali da sole con lenti polarizzate e antiriflesso, un cappello e della crema solare ad alta protezione. Da non dimenticare, un telo in microfibra e una custodia impermeabile per il cellulare. Tra gli indirizzi di riferimento a cui affidarsi Dibi, realtà che progetta e realizza abbigliamento tecnico da canottaggio da più di trent’anni e che collabora con diverse squadre nazionali e club, e Coast Watersports, azienda con base nell’East Devon che propone un vasto assortimento di abbigliamento per kayak e canoa, comprendendo alcune delle marche più note tra cui Typhoon e Crewsaver.

(iStock)

Differenza tra kayak e canoa

Spesso usati erroneamente come sinonimi, la canoa e il kayak presentano in realtà diverse differenze. Se parlando di canoa canadese s’intendono le imbarcazioni che prevedono una seduta in ginocchio e una pagaia a pala singola, con kayak ci si riferisce a quelle in cui il kayakista è in posizione seduta con gambe distese, con una pagaia a doppia pala. Tra le diversità più importanti, poi, la tipologia di pagaiata: nella canoa si fa su un solo lato, nel kayak su entrambi.

Noleggio kayak e canoa, dove affittare

Prima di pensare all’acquisto vero e proprio, considerate che in Italia sono presenti diversi negozi specializzati in cui è possibile affittare una canoa o un kayak, spesso provvisti di e-commerce. Tra i più forniti c’è Ozone Kayak con un’offerta che spazia tra le differenti tipologie di kayak, pagaie e accessori per la navigazione, tra cui non mancano i dispositivi di protezione individuale. Ma anche le realtà locali non sfigurano, utili da tenere a mente se si programma una gita fuori porta in modo da noleggiare l’imbarcazione direttamente sul posto. In Sardegna, ad esempio, spicca l’associazione Cardedu Kayak che propone il noleggio di kayak oltre a diverse escursioni locali, mentre sull’isola d’Elba il punto di riferimento è Sea Kayak Italy: presso la loro scuola a Marciana Marina, vicino a Portoferraio, se si è già esperti è possibile noleggiare kayak per esplorare le bellezze dell’isola. In Lombardia, invece, si possono scoprire i laghi di Como e d’Iseo a bordo di uno dei kayak e canoe messi a disposizione rispettivamente da Water Experience Center e Iseo Bike.

(iStock)

Gite in canoa e kayak: quando andare

Quando andare in canoa? Sicuramente le stagioni migliori sono la tarda primavera e l’estate fino a settembre, in modo da evitare di immergersi in acque (troppo) gelide che possono rendere meno piacevole l’esperienza, soprattutto se si è alle prime armi. Va da sé che molto lo fa anche la destinazione: se ci si avventura tra le acque di un torrente di montagna, per esempio, è bene preferire mesi come luglio e agosto, mentre se ci si immerge in acque isolane o di costa si può ipotizzare una gita in canoa anche nella prima parte della primavera o in tarda estate.

Lago di Caldonazzo (iStock)

Gite fuori porta in kayak e canoa, dove andare

L’Italia è un vero paradiso per gli appassionati di kayak e canoa: tra laghi, fiumi e mare cristallino, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Da Nord a Sud, isole comprese, sono infatti numerosi gli itinerari che permettono di conoscere la meraviglia delle acque nostrane. A partire dal lago di Caldonazzo, in Trentino, fino alla piemontese val Pellice e alla splendida isola di Dino, in Calabria, sono molteplici le gite fuori porta in kayak possibili nel nostro Paese, tutte da scoprire nella nostra gallery.

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Guida alle vacanze in bicicletta in Italia: itinerari, tour e consigli per l’estate 2020

Le vacanze in bicicletta in Italia saranno uno dei trend dell’estate 2020. E magari anche del prossimo futuro, stando ai dati promettenti sul cicloturismo nel nostro Paese evidenziati dal rapporto Viaggiare con la bici, realizzato da Isnart-Unioncamere e Legambiente. Non una sorpresa, se si pensa alle opportunità offerte dal turismo lenti: sui pedali si scopre il territorio da vicino e al proprio ritmo.

Chi ha già provato i viaggi in bici sa quante belle sorprese e soddisfazioni possono regalare. Anche a chi è alle prime armi. Anche a chi ha pochi giorni di vacanza a disposizione.

Per qualcuno però sarà un’esperienza inedita. E, visto che questo è forse l’estate giusta per provare, abbiamo preparato una piccola guida per organizzare al meglio le vacanze in bicicletta in Italia, con gli itinerari ciclabili perfetti per un’avventura più lunga o per un weekend, ma anche le mete per una vacanza con la bici compagna di escursioni e gite. E poi le strutture attrezzate per l’accoglienza dei ciclisti, i tour operator specializzati. Non resta che salire in sella e pedalare .

Perché organizzare le vacanze in bicicletta in Italia nell’estate 2020

“Il viaggio in bici inizia quando esci di casa” afferma Antonio Dalla Venezia, membro dell’area viaggi e cicloturismo di FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e coordinatore FIAB per il Veneto. E a ben pensarci non è un vantaggio da poco.

Le vacanze in bicicletta si godono non solo quando si arriva a destinazione. Il bello è il viaggio che si compie per raggiungerla, pedalando tra luoghi magari poco conosciuti, fuori dai soliti tracciati, anche all’interno della propria regione.

“È un modo per riappropriarsi del territorio, riscoprirlo, apprezzarlo. E, quindi, difenderlo. Senza contare che così si distribuisce anche la ricchezza che porta il turismo” spiega Dalla Venezia. Perché al giusto ritmo si riesce a leggere la trama dell’Italia minore, fatta di b&b a gestione famigliare, di trattorie dalla cucina tipica, di agriturismi che propongono i prodotti di produzione propria.

Sui pedali si possono affrontare veri e propri viaggi in bici, lunghi itinerari di più giorni, dal long weekend alle classiche due settimane. Oppure si può scegliere una mountain bike o una bici a pedalata assistita come agile alleata di gite ed escursioni giornaliere: basta caricarla in auto o agganciarla al camper e raggiungere le ciclabili e i percorsi cicloturistici segnati sul territorio italiano. Opportunità alla portata di tutti per vivere autentiche esperienze di eco-turismo.

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Se non bastasse, la bicicletta consente il “distanziamento sociale” – il mantra che abbiamo imparato a fare nostro negli ultimi mesi -, di fare attività fisica e di stare all’aria aperta – il che non fa mai male. E, non ultimo, è ecologica.

Come organizzare i viaggi in bici

Qualche consiglio per chi si trova per la prima volta a organizzare le vacanze in bici. La prima domanda da porsi è se si è fisicamente pronti per affrontare un lungo viaggio su due ruote, con tanto di bagaglio. Essere allenati consente di affrontare la vacanza con più serenità, godendosi anche le pedalate più impegnative. Al contrario, forse è meglio iniziare da distanze più brevi, un weekend su due ruote o da una vacanza con bici a seguito.

Il secondo passo è scegliere l’itinerario con cura. Bisogna infatti considerare la difficoltà di affrontare tratti sterrati, salite e dislivelli. È necessario tenere conto delle distanze tra le tappe e il tempo che si dovrebbe impiegare per coprirle. Tra i 40 e i 70 chilometri al giorno? L’importante è lasciarsi del tempo per riposare e per fermarsi ad esplorare. La mattina successiva, infatti, si torna in sella. Ma il bello del cicloturismo è che tutto può essere svolto al proprio ritmo, basta quindi scegliere consapevolmente e pianificare con cura. L’esperienza non è preclusa a nessuno.

Vacanze in bicicletta, itinerari consigliati in Italia

Esperti o ciclisti della domenica, per ognuno in Italia esiste il giusto itinerario su due ruote. In montagna con una e-mbt che non fa sentire troppo la fatica; in campagna, tra i borghi o su ciclabili vista mare. Qualche suggerimento sulle mete perfette per la prossima estate italiana si trovano su bicitalia.org, con i grandi itinerari della rete ciclabile Fiab, come ciclovie di qualità (60 itinerari in bici superiori a 5 chilometri perfetti per escursioni in giornata) e reti regionali. Ma anche greenway e ciclovie su ferrovie dismesse, facili e panoramiche. Come quella della ferrovia Parenzana, che parte da Trieste ed esce dai confini nazionali, verso la Slovenia e la Croazia. Di seguito, invece, ecco qualche nostro spunto.

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Vacanze in bicicletta, dove dormire

Una volta scelto l’itinerario, è bene prenotare dove dormire. In Italia esistono diversi b&b, hotel e campeggi bike friendly, attrezzati per accogliere i ciclisti e tenere in sicurezza le biciclette. Alcuni mettono a disposizione attrezzi per la manutenzione, talvolta hanno un noleggio bici (o comunque lo possono organizzare) e anche una ciclofficina. Generalmente offrono una colazione abbondante. E sono situati lungo i percorsi ciclabili.

Punto di riferimento è il servizio Albergabici di Fiab, che propone una serie di strutture ricettive a misura di ciclista in tutta Italia. L’alternativa a 4 o 5 stelle è offerta dai Luxury Bike Hotel, che possono avere anche Spa, massaggi sportivi, servizio lavanderia, noleggio bici e guide cicloturistiche.

Per favorire lo sviluppo e la qualificazione dell’offerta cicloturistica, la regione Abruzzo ha recentemente lanciato il progetto Abruzzo Bike Friendly, che riunisce le strutture ricettive per cicloturisti e i servizi a loro dedicati.

È invece ormai consolidata la realtà dei Bikehotels in Alto Adige, gestiti da biker, esperti del territorio e capaci di fornire consigli su itinerari, dare consulenza su mappe e dispositivi/app gps e gpx, fare rete con meccanici e guide. A questi si affiancano le Bike School, agenzie che offrono tour guidati e noleggio bici.

Tour in bici 2020, a chi rivolgersi

Orientarsi con mappe, percorsi e itinerari da pianificare può però non essere semplice. Soprattutto se è la prima volta che si pensa a un viaggio in bici. Il consiglio per i neofiti, e per chi non è pronto per viaggi in bicicletta in solitaria, è rivolgersi a operatori specializzati.

In Italia sono diverse le realtà e le proposte. Con Girolibero, Zeppelin con diversi tour in bicicletta, anche di pochi giorni. E pur nell’incertezza della ripartenza in quest’anno difficile, online sono già disponibili diverse idee di viaggio in Italia, tra i Colli Euganei, sul Lago di Garda, la ciclabile dell’Adige. Volendo, pensano a tutto: trasporto bagagli, noleggio del mezzo, assistenza.

Guarda avanti anche Jonas, popolare tra i cicloturisti esperti, con un calendario di partenze 2020 aggiornato. Sul sito di Andiamo in Bici, di Fiab, in continuo aggiornamento, sono invece raccolte tutte le iniziative messe in campo dalla rete nazionale e tour operator associati. Gite di un giorno, weekend sui pedali, viaggi in bici con i figli. Sempre Fiab, in collaborazione con i principali tour operator del settore, propone ogni anno un ricco calendario di BiciViaggi organizzati. La programmazione per l’estate 2020 è costantemente rivista e aggiornata.

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Come scegliere la bici da viaggio

La bici per viaggiare non è un semplice mezzo su strada. È una compagna di viaggio e va scelta con cura. Soprattutto se si ha intenzione di muoversi in autonomia o di acquistarne una nuova, approfittando del bonus mobilità. In commercio ne esistono di varie tipologie a seconda dell’utilizzo che si vuole fare: city bike, mountain bike, biciclette a pedalata assistita, da trekking, la gravel. Per orientarsi, abbiamo preparato una guida alla scelta della bicicletta giusta per ogni uso e una guida all’acquisto della migliore e-bike.

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