Il Forte Village oasi riparata grazie al programma Covid Sustainable Protection

Un soggiorno in un ambiente protetto e sanificato, senza eccessive limitazioni ma con una buona libertà di movimento. E’ l’obiettivo che si pone il nuovo protocollo Covid Sustainable Protecion, ideato dal Forte Village in collaborazione con un comitato medico-scientifico composto da esperti multidisciplinari delle facoltà di medicina e chirurgia delle università di Padova, Roma Tor Vergata [...]→ Leggi alla Fonte

Dal Palazzo Ducale al Canal Grande, le tante attrazioni di Venezia

Il nostro Paese, sotto il profilo turistico, non ha bisogno di presentazioni. Abbiamo luoghi che attirano persone da ogni angolo del globo, al punto che proprio il turismo è una delle voci alla base dell’economia italiana. Da nord a sud, isole comprese, ci sono moltissime città che vale davvero la pena esplorare, e una di [...]→ Leggi alla Fonte

Il Cammino di Dante: le tappe di un trekking poetico tra Romagna e Toscana

Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita”. L’incipit della Divina Commedia è noto a tutti, meno noto è forse il fatto che i luoghi in essa citati furono direttamente vissuti dal Sommo Poeta durante gli anni del suo esilio: oggi li si può conoscere ed esplorare percorrendo il Cammino di Dante, un itinerario di circa 400 chilometri che congiunge la Romagna alla Toscana attraverso sentieri e vie medievali.

Il Cammino di Dante, le tappe

Nato nel 2012, grazie ad un gruppo di appassionati della figura dantesca, il Cammino di Dante è un percorso ad anello costituito da 21 tappe che vede come base di partenza ed arrivo la tomba di Dante a Ravenna. La decima tappa – punto d’intersezione tra andata e ritorno – è rappresentata dalla casa natale del poeta nel centro storico di Firenze. Il tragitto, percorribile preferibilmente da marzo a novembre (si raggiungono altezze elevate e quindi non è raccomandabile farlo in inverno), è costellato di punti di sosta e di ristoro pronti ad accogliere i viandanti che scelgono di immergersi in questo tour. Un’avventura densa di bellezze naturalistiche, ma anche di spunti storici e culturali, nonché di rimandi poetici: lungo il percorso infatti sono affisse parti della Divina Commedia, citrazioni collegate proprio ai luoghi che i camminatori stanno visitando.

Pannelli Divina Commedia nelle aree di sosta lungo il cammino

Cammino di Dante, le tappe dell’andata

1 – Ravenna – Pontevico ( 17,9 km)

Zaino in spalla e mappa alla mano, ci lasciamo sedurre dalle bellezze artistiche della città di Ravenna e, dopo aver visitato il Centro didattico dantesco dei frati minori nella Basilica di San Francesco ed esserci lasciati alle spalle la Tomba di Dante, ci dirigiamo verso l’argine dei Fiumi Uniti e quello del Montone, fino ad arrivare nella frazione di San Marco, dove ha sede l’Associazione del Cammino di Dante. Qui ci si può ristorare nello splendido parco letterario in cui sono esposti i 100 canti parafrasati della Divina Commedia e ritirare la mini guida delle tappe e la Credenziale del cammino di Dante, ovvero il passaporto tramite il quale il viandante potrà usufruire degli sconti e delle agevolazioni nei rifugi e nei punti di ristoro convenzionati. Con una passeggiata semplice e pianeggiante, si raggiunge infine Pontevico, meta di arrivo della giornata.

2 – Pontevico-Oriolo dei Fichi (17,8 km)

Da Pontevico, costeggiando sempre l’argine del fiume, il Cammino di Dante  attraversa la Via Emilia. La strada, lineare e senza alcuna difficoltà, ci porta dritti fino al piccolo borgo di Oriolo dei Fichi ed alla sua Torre quattrocentesca. Siamo in pieno Appennino romagnolo, ad una decina di km da Faenza, immersi in un paesaggio disseminato di vigneti e di antiche case coloniche. La quiete ed il silenzio di questi luoghi ci danno la giusta carica per prepararci alla tappa dell’indomani.

3 –  Oriolo dei Fichi – Brisighella (17,2 km)

Seguendo la segnaletica del Cammino di Dante, attraversiamo campi coltivati ed i caratteristici calanchi, creste argillose frutto dell’erosione del terreno e giungiamo a Brisighella, un antico borgo medievale e termale della Valle del Lamone. Fa parte dei Borghi più belli d’Italia e si fregia della bandiera arancione del Touring per la sua qualità turistico-ambientale. Da non perdere la Rocca Manfrediana del XIV secolo, eretta da Francesco I Manfredi, signore di Faenza, la Torre dell’Orologio ed il Santuario della Madonna del Monticino, da cui si snoda la quarta tappa del nostro cammino.

rocca-manfrediana-Brisighella
4 –  Brisighella-Gamberaldi  (23,9 km)

Arrivando alla chiesa dismessa di Gamberaldi, eccoci nel cuore del feudo di Maghinardo Pagani da Susinana, che alla fine del Duecento dominava questi luoghi e che viene citato da Dante nel canto XXVII dell’Inferno. Quando nella seconda metà del ‘300 Firenze s’impadronì della zona, per quasi 500 anni fece da confine con lo Stato Pontificio anche se, grazie ai molti sentieri presenti, si riusciva a passare da uno Stato all’altro con facilità. Tutta la zona è selvosa e ricca di castagneti.

 5 – Gamberaldi-Marradi (8,45 km)

Poco fuori Gamberaldi, il Cammino di Dante oltrepassa la chiesetta di San Matteo e, tra salite e discese, si arriva a Marradi che un tempo fu dimora di nobili famiglie esiliate e dove ebbe i natali il poeta Dino Campana. L’affascinante centro storico è una sfilata di eleganti palazzi, tra cui quello Comunale del XIV secolo, il seicentesco Palazzo Fabbroni ed il Teatro degli Animosi, tipico esempio di teatro accademico costruito tra la fine del ‘700 e gli inizi dell’800.

6 – Marradi-San Benedetto in Alpe  (22,1 km)

C’è bisogno di tanta grinta ed energia per affrontare questa tappa molto impegnativa che da Marradi ci conduce a San Benedetto in Alpe. Passando dall’Eremo di Gamogna, fondato da San Pier Damiani nel 1053, si arriva all’Acquacheta, affluente del fiume Montone che, unendosi al Troncalosso, precipita in un salto spettacolare di circa 90 metri. Nel XVI canto dell’Inferno, Dante paragona il fragore della caduta della cascata dell’Acquacheta a quella del Flegetonte, fiume che separa il settimo dall’ottavo cerchio dell’Inferno. Ed ecco infine San Benedetto, un paese di origini antichissime, dove, in località Il Poggio, sorge l’antica Abbazia di San Benedetto.

7 – San Benedetto – San  Godenzo (13,5 km)

Da San Benedetto si prosegue su una vecchia stradina medievale. Si oltrepassa l’Eremo dei Toschi che domina la Val Montone per arrivare poi fino alla suggestiva Chiesa di San Godenzo dove, l’8 giugno del 1302, Dante partecipò alla riunione dei fuoriusciti ghibellini e guelfi bianchi in cerca di un accordo con gli Ubaldini. Accordo mai raggiunto, cosa che fece maturare nel poeta la decisione di staccarsi dai compagni fiorentini e di “far parte per se stesso”.

 8 – San Godenzo – Dicomano  (16,7 km)

Seguendo attentamente la segnaletica nella vegetazione, si passa vicino all’area archeologica di Frascole e si raggiunge il centro di Dicomano dove si può visitare il Museo Etrusco con la sua cospicua raccolta di reperti. La via principale del borgo è costellata da alcuni loggiati comunicanti costituiti da archi retti da colonne a sezione quadrangolare risalenti al XVII secolo. Ed è proprio dal centro storico di Dicomano che parte la strada verso la Romagna utilizzata da Dante durante la sua fuga.

 9 – Dicomano – Pontassieve  (23,5 km)

Le colline di Pontassieve, nei dintorni di Firenze, furono uno dei posti particolarmente amati da Dante Alighieri. Qui in località Pagnolle si trovava la tenuta di famiglia e, poco distante, c’era invece quella di Beatrice Portinari. Secondo alcuni l’incontro tra i due potrebbe essersi verificato  nella vicina chiesetta di San Miniato, magari all’uscita della messa domenicale. L’origine del nome di Pontassieve deriva dal ponte sul fiume Sieve, costruito nella metà del ’500 da Cosimo I de’ Medici, che, ancora oggi, con le sue arcate di mattoni rossi e lo stemma della famiglia fiorentina, è il simbolo della cittadina.

10 – Pontassieve – Rosano -Firenze (11 km)

Lasciata Pontassieve e proseguendo lungo il fiume Pieve che affluisce nell’Arno, si arriva all’Abbazia di Rosano fondata nel 780. Da qui il sentiero prosegue lungo i filari di ulivi fino a San Prugnano, da cui si gode una meravigliosa vista sulla vallata di Firenze. Proseguiamo fino a raggiungere il Lungarno dove, in via Santa Margherita, ci aspetta la visita alla Casa Museo di Dante e dove termina il nostro itinerario d’andata e ha inizio il rientro a Ravenna attraverso una via differente.

1.15 Eremo di GamognaCammino di Dante, le tappe del ritorno: da Firenze a Ravenna

11 – Firenze – Pieve Pitiana  (25,6 km)

Ripartendo da Firenze, il cammino sale sulle colline, lungo un selciato romanico fino a Montecucco, per poi ridiscendere nel Valdarno, a Rignano, e da qui a Pieve Pitiana. La Pieve, sita nel comune di Reggello, è originaria dell’anno 1000 ed ha subito vari rimaneggiamenti, ma restano ancora da ammirare il bel campanile ed il panorama che dal sagrato si estende a perdita d’occhio sulla valle. All’interno sono conservate pale di Ridolfo del Ghirlandaio.

12 –  Pieve Pitiana – Vallombrosa -Prato di Strada (22,6 km)

Dalla Pieve, attraverso i campi di ulivo, si giunge all’arboreto di Vallombrosa e da qui a Montemignaio e Forcanasso. Oltrepassato un piccolo ponte medievale, si continua in discesa nel bosco fino ad arrivare al piccolo borgo di Prato di Strada. Molto bella la Chiesa di San Giovanni Battista del XV secolo che si trova nel centro del paese e al cui interno è possibile ammirare un affresco del 1500 della Madonna della Consolazione.

13 – Prato di Strada –  Casalino  (17 km)

Il Casentino, una delle 4 vallate principali della provincia di Arezzo, è ricco di castelli, torri, fortificazioni e borghi e il Cammino di Dante può prendere diverse direzioni a seconda di cosa vedere. Possiamo, per esempio, arrivare al Castello dei Conti Guidi con l’annessa cappella affrescata, oppure scegliere di visitare il Castello di Romena dove Dante Alighieri visse per un po’ al tempo del suo esilio o, ancora, dirigerci verso il Castello di Porciano e giungere infine nel caratteristico  paesino di Casalino.

14 – Casalino – Rifugio La Burraia   (17,8 km)

Tra abetaie e faggeti proseguiamo per l’Eremo di Camaldoli, fondato da San Romualdo nel 1012. Dopo la visita al complesso camaldolese, arriviamo comodamente al Passo della Calla, godendo di uno splendido panorama che spazia sino al mare e ci dirigiamo al Rifugio La Burraia per trascorrervi la notte e ritemprare corpo e mente in vista di un nuova avventura.

 15 – Rifugio La Burraia – Premilcuore  (20,2 km)

Dopo un strada di valle poco trafficata, ci si immette sul sentiero che conduce al ponte sul fiume Rabbi, e poi a quello romano della Giumella. Continuando ancora si arriva a Premilcuore, sulle pendici del Monte Arsiccio dove, nel piccolo centro storico, è possibile ammirare la Torre dell’orologio, il prestigioso Palazzo Briccolani  e l’elegante Palazzo Giannelli. Da visitare anche il Museo della Fauna del Crinale Romagnolo.

 16 – Premilcuore – Portico di Romagna (9,1 km)

Lasciato il centro di Premilcuore, si prosegue nel bosco e, lungo la strada, incontriamo prima un mulino e poi il Ponte della Maestà. Un ponte medievale in pietra ad arcata unica che conserva ancora la pavimentazione originale e da cui si gode una spettacolare veduta di Portico di Romagna. Nel centro di Portico c’è Palazzo Portinari, costruito nel XIV secolo, che, secondo la tradizione sarebbe appartenuto a Folco Portinari, padre di Beatrice, l’amata di  Dante.

 17 –  Portico di Romagna – Dovadola  (26,2 km)

Da Portico si riprende il cammino alla volta di Dovadola, cittadina dell’entroterra forlivese che presenta ancora il vecchio borgo fiorentino a topografia ortogonale. Delle 11 fortificazioni originarie, solo 3 restano in un buono stato di conservazione e, tra queste, la Rocca dei Conti Guidi, risalente al XII secolo e probabilmente costruita sugli avamposti longobardi. Merita una visita anche l’Eremo di Montepaolo che, tra il 1221 e il 1222, ospitò Sant’Antonio da Padova, il cui culto è tutt’oggi molto presente.

 18 –  Dovadola – Castrocaro – Forlì  (23 km)

Da Dovadola si parte alla volta di Forlì, passando per Castrocaro, rinomato centro termale e per la cittadella medicea di Terra del Sole, un vero gioiello architettonico costruito secondo i canoni rinascimentali. A Forlì sono tanti i luoghi che meriterebbero una visita, come il settecentesco Palazzo nobiliare  Paolucci de Calboli che sorge non lontano dall’Abbazia di San Mercuriale, considerata il simbolo della città. Di rilevanza anche la Pinacoteca ed i Musei Civici che si trovano nel Palazzo di San Domenico.

19 – Forlì – Pontevico (15,3 km)

Terminata la visita di Forlì, siamo ormai giunti in dirittura d’arrivo e, risalendo l’argine del fiume Montone verso Ravenna, ritorniamo a Pontevico per pernottare e prepararci così ad affrontare l’ultimo tratto del Cammino di Dante, che ci riporterà lì dove tutto è iniziato.

20 – Pontevico-Ravenna (18,9 km)

Da Pontevico, passando da Chiesuola, San Pancrazio e San Marco, attraversiamo l’argine verso il lato sinistro del Montone fino a Ravenna dove, davanti alla tomba del Sommo Poeta, l’esperienza del Cammino di Dante si conclude.

21 – Pineta di Classe – Lido di Dante – Ravenna

Una tappa aggiuntiva, inaugurata lo scorso settembre: è un percorso ad anello che parte da Ponte Nuovo (a Ravenna) e permette di ammirare uno dei monumenti più famosi d’Italia: passando per Classe, è sosta obbligata la visita alla chiesa di S. Apollinare in Classe. Si prosegue poi nella pineta su un percorso che porterà fino al mare. Si costeggerà la spiaggia per arrivare a Lido di Dante, per poi tornare indietro al punto di partenza, a Ravenna, lungo l’argine dei Fiumi Uniti.

Per info e iscrizioni: camminodante.com

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Il Cammino di Dante: le tappe di un trekking poetico tra Romagna e Toscana

Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita”. L’incipit della Divina Commedia è noto a tutti, meno noto è forse il fatto che i luoghi in essa citati furono direttamente vissuti dal Sommo Poeta durante gli anni del suo esilio: oggi li si può conoscere ed esplorare percorrendo il Cammino di Dante, un itinerario di circa 400 chilometri che congiunge la Romagna alla Toscana attraverso sentieri e vie medievali.

Il Cammino di Dante, le tappe

Nato nel 2012, grazie ad un gruppo di appassionati della figura dantesca, il Cammino di Dante è un percorso ad anello costituito da 21 tappe che vede come base di partenza ed arrivo la tomba di Dante a Ravenna. La decima tappa – punto d’intersezione tra andata e ritorno – è rappresentata dalla casa natale del poeta nel centro storico di Firenze. Il tragitto, percorribile preferibilmente da marzo a novembre (si raggiungono altezze elevate e quindi non è raccomandabile farlo in inverno), è costellato di punti di sosta e di ristoro pronti ad accogliere i viandanti che scelgono di immergersi in questo tour. Un’avventura densa di bellezze naturalistiche, ma anche di spunti storici e culturali, nonché di rimandi poetici: lungo il percorso infatti sono affisse parti della Divina Commedia, citrazioni collegate proprio ai luoghi che i camminatori stanno visitando.

Pannelli Divina Commedia nelle aree di sosta lungo il cammino

Cammino di Dante, le tappe dell’andata

1 – Ravenna – Pontevico ( 17,9 km)

Zaino in spalla e mappa alla mano, ci lasciamo sedurre dalle bellezze artistiche della città di Ravenna e, dopo aver visitato il Centro didattico dantesco dei frati minori nella Basilica di San Francesco ed esserci lasciati alle spalle la Tomba di Dante, ci dirigiamo verso l’argine dei Fiumi Uniti e quello del Montone, fino ad arrivare nella frazione di San Marco, dove ha sede l’Associazione del Cammino di Dante. Qui ci si può ristorare nello splendido parco letterario in cui sono esposti i 100 canti parafrasati della Divina Commedia e ritirare la mini guida delle tappe e la Credenziale del cammino di Dante, ovvero il passaporto tramite il quale il viandante potrà usufruire degli sconti e delle agevolazioni nei rifugi e nei punti di ristoro convenzionati. Con una passeggiata semplice e pianeggiante, si raggiunge infine Pontevico, meta di arrivo della giornata.

2 – Pontevico-Oriolo dei Fichi (17,8 km)

Da Pontevico, costeggiando sempre l’argine del fiume, il Cammino di Dante  attraversa la Via Emilia. La strada, lineare e senza alcuna difficoltà, ci porta dritti fino al piccolo borgo di Oriolo dei Fichi ed alla sua Torre quattrocentesca. Siamo in pieno Appennino romagnolo, ad una decina di km da Faenza, immersi in un paesaggio disseminato di vigneti e di antiche case coloniche. La quiete ed il silenzio di questi luoghi ci danno la giusta carica per prepararci alla tappa dell’indomani.

3 –  Oriolo dei Fichi – Brisighella (17,2 km)

Seguendo la segnaletica del Cammino di Dante, attraversiamo campi coltivati ed i caratteristici calanchi, creste argillose frutto dell’erosione del terreno e giungiamo a Brisighella, un antico borgo medievale e termale della Valle del Lamone. Fa parte dei Borghi più belli d’Italia e si fregia della bandiera arancione del Touring per la sua qualità turistico-ambientale. Da non perdere la Rocca Manfrediana del XIV secolo, eretta da Francesco I Manfredi, signore di Faenza, la Torre dell’Orologio ed il Santuario della Madonna del Monticino, da cui si snoda la quarta tappa del nostro cammino.

rocca-manfrediana-Brisighella
4 –  Brisighella-Gamberaldi  (23,9 km)

Arrivando alla chiesa dismessa di Gamberaldi, eccoci nel cuore del feudo di Maghinardo Pagani da Susinana, che alla fine del Duecento dominava questi luoghi e che viene citato da Dante nel canto XXVII dell’Inferno. Quando nella seconda metà del ‘300 Firenze s’impadronì della zona, per quasi 500 anni fece da confine con lo Stato Pontificio anche se, grazie ai molti sentieri presenti, si riusciva a passare da uno Stato all’altro con facilità. Tutta la zona è selvosa e ricca di castagneti.

 5 – Gamberaldi-Marradi (8,45 km)

Poco fuori Gamberaldi, il Cammino di Dante oltrepassa la chiesetta di San Matteo e, tra salite e discese, si arriva a Marradi che un tempo fu dimora di nobili famiglie esiliate e dove ebbe i natali il poeta Dino Campana. L’affascinante centro storico è una sfilata di eleganti palazzi, tra cui quello Comunale del XIV secolo, il seicentesco Palazzo Fabbroni ed il Teatro degli Animosi, tipico esempio di teatro accademico costruito tra la fine del ‘700 e gli inizi dell’800.

6 – Marradi-San Benedetto in Alpe  (22,1 km)

C’è bisogno di tanta grinta ed energia per affrontare questa tappa molto impegnativa che da Marradi ci conduce a San Benedetto in Alpe. Passando dall’Eremo di Gamogna, fondato da San Pier Damiani nel 1053, si arriva all’Acquacheta, affluente del fiume Montone che, unendosi al Troncalosso, precipita in un salto spettacolare di circa 90 metri. Nel XVI canto dell’Inferno, Dante paragona il fragore della caduta della cascata dell’Acquacheta a quella del Flegetonte, fiume che separa il settimo dall’ottavo cerchio dell’Inferno. Ed ecco infine San Benedetto, un paese di origini antichissime, dove, in località Il Poggio, sorge l’antica Abbazia di San Benedetto.

7 – San Benedetto – San  Godenzo (13,5 km)

Da San Benedetto si prosegue su una vecchia stradina medievale. Si oltrepassa l’Eremo dei Toschi che domina la Val Montone per arrivare poi fino alla suggestiva Chiesa di San Godenzo dove, l’8 giugno del 1302, Dante partecipò alla riunione dei fuoriusciti ghibellini e guelfi bianchi in cerca di un accordo con gli Ubaldini. Accordo mai raggiunto, cosa che fece maturare nel poeta la decisione di staccarsi dai compagni fiorentini e di “far parte per se stesso”.

 8 – San Godenzo – Dicomano  (16,7 km)

Seguendo attentamente la segnaletica nella vegetazione, si passa vicino all’area archeologica di Frascole e si raggiunge il centro di Dicomano dove si può visitare il Museo Etrusco con la sua cospicua raccolta di reperti. La via principale del borgo è costellata da alcuni loggiati comunicanti costituiti da archi retti da colonne a sezione quadrangolare risalenti al XVII secolo. Ed è proprio dal centro storico di Dicomano che parte la strada verso la Romagna utilizzata da Dante durante la sua fuga.

 9 – Dicomano – Pontassieve  (23,5 km)

Le colline di Pontassieve, nei dintorni di Firenze, furono uno dei posti particolarmente amati da Dante Alighieri. Qui in località Pagnolle si trovava la tenuta di famiglia e, poco distante, c’era invece quella di Beatrice Portinari. Secondo alcuni l’incontro tra i due potrebbe essersi verificato  nella vicina chiesetta di San Miniato, magari all’uscita della messa domenicale. L’origine del nome di Pontassieve deriva dal ponte sul fiume Sieve, costruito nella metà del ’500 da Cosimo I de’ Medici, che, ancora oggi, con le sue arcate di mattoni rossi e lo stemma della famiglia fiorentina, è il simbolo della cittadina.

10 – Pontassieve – Rosano -Firenze (11 km)

Lasciata Pontassieve e proseguendo lungo il fiume Pieve che affluisce nell’Arno, si arriva all’Abbazia di Rosano fondata nel 780. Da qui il sentiero prosegue lungo i filari di ulivi fino a San Prugnano, da cui si gode una meravigliosa vista sulla vallata di Firenze. Proseguiamo fino a raggiungere il Lungarno dove, in via Santa Margherita, ci aspetta la visita alla Casa Museo di Dante e dove termina il nostro itinerario d’andata e ha inizio il rientro a Ravenna attraverso una via differente.

1.15 Eremo di GamognaCammino di Dante, le tappe del ritorno: da Firenze a Ravenna

11 – Firenze – Pieve Pitiana  (25,6 km)

Ripartendo da Firenze, il cammino sale sulle colline, lungo un selciato romanico fino a Montecucco, per poi ridiscendere nel Valdarno, a Rignano, e da qui a Pieve Pitiana. La Pieve, sita nel comune di Reggello, è originaria dell’anno 1000 ed ha subito vari rimaneggiamenti, ma restano ancora da ammirare il bel campanile ed il panorama che dal sagrato si estende a perdita d’occhio sulla valle. All’interno sono conservate pale di Ridolfo del Ghirlandaio.

12 –  Pieve Pitiana – Vallombrosa -Prato di Strada (22,6 km)

Dalla Pieve, attraverso i campi di ulivo, si giunge all’arboreto di Vallombrosa e da qui a Montemignaio e Forcanasso. Oltrepassato un piccolo ponte medievale, si continua in discesa nel bosco fino ad arrivare al piccolo borgo di Prato di Strada. Molto bella la Chiesa di San Giovanni Battista del XV secolo che si trova nel centro del paese e al cui interno è possibile ammirare un affresco del 1500 della Madonna della Consolazione.

13 – Prato di Strada –  Casalino  (17 km)

Il Casentino, una delle 4 vallate principali della provincia di Arezzo, è ricco di castelli, torri, fortificazioni e borghi e il Cammino di Dante può prendere diverse direzioni a seconda di cosa vedere. Possiamo, per esempio, arrivare al Castello dei Conti Guidi con l’annessa cappella affrescata, oppure scegliere di visitare il Castello di Romena dove Dante Alighieri visse per un po’ al tempo del suo esilio o, ancora, dirigerci verso il Castello di Porciano e giungere infine nel caratteristico  paesino di Casalino.

14 – Casalino – Rifugio La Burraia   (17,8 km)

Tra abetaie e faggeti proseguiamo per l’Eremo di Camaldoli, fondato da San Romualdo nel 1012. Dopo la visita al complesso camaldolese, arriviamo comodamente al Passo della Calla, godendo di uno splendido panorama che spazia sino al mare e ci dirigiamo al Rifugio La Burraia per trascorrervi la notte e ritemprare corpo e mente in vista di un nuova avventura.

 15 – Rifugio La Burraia – Premilcuore  (20,2 km)

Dopo un strada di valle poco trafficata, ci si immette sul sentiero che conduce al ponte sul fiume Rabbi, e poi a quello romano della Giumella. Continuando ancora si arriva a Premilcuore, sulle pendici del Monte Arsiccio dove, nel piccolo centro storico, è possibile ammirare la Torre dell’orologio, il prestigioso Palazzo Briccolani  e l’elegante Palazzo Giannelli. Da visitare anche il Museo della Fauna del Crinale Romagnolo.

 16 – Premilcuore – Portico di Romagna (9,1 km)

Lasciato il centro di Premilcuore, si prosegue nel bosco e, lungo la strada, incontriamo prima un mulino e poi il Ponte della Maestà. Un ponte medievale in pietra ad arcata unica che conserva ancora la pavimentazione originale e da cui si gode una spettacolare veduta di Portico di Romagna. Nel centro di Portico c’è Palazzo Portinari, costruito nel XIV secolo, che, secondo la tradizione sarebbe appartenuto a Folco Portinari, padre di Beatrice, l’amata di  Dante.

 17 –  Portico di Romagna – Dovadola  (26,2 km)

Da Portico si riprende il cammino alla volta di Dovadola, cittadina dell’entroterra forlivese che presenta ancora il vecchio borgo fiorentino a topografia ortogonale. Delle 11 fortificazioni originarie, solo 3 restano in un buono stato di conservazione e, tra queste, la Rocca dei Conti Guidi, risalente al XII secolo e probabilmente costruita sugli avamposti longobardi. Merita una visita anche l’Eremo di Montepaolo che, tra il 1221 e il 1222, ospitò Sant’Antonio da Padova, il cui culto è tutt’oggi molto presente.

 18 –  Dovadola – Castrocaro – Forlì  (23 km)

Da Dovadola si parte alla volta di Forlì, passando per Castrocaro, rinomato centro termale e per la cittadella medicea di Terra del Sole, un vero gioiello architettonico costruito secondo i canoni rinascimentali. A Forlì sono tanti i luoghi che meriterebbero una visita, come il settecentesco Palazzo nobiliare  Paolucci de Calboli che sorge non lontano dall’Abbazia di San Mercuriale, considerata il simbolo della città. Di rilevanza anche la Pinacoteca ed i Musei Civici che si trovano nel Palazzo di San Domenico.

19 – Forlì – Pontevico (15,3 km)

Terminata la visita di Forlì, siamo ormai giunti in dirittura d’arrivo e, risalendo l’argine del fiume Montone verso Ravenna, ritorniamo a Pontevico per pernottare e prepararci così ad affrontare l’ultimo tratto del Cammino di Dante, che ci riporterà lì dove tutto è iniziato.

20 – Pontevico-Ravenna (18,9 km)

Da Pontevico, passando da Chiesuola, San Pancrazio e San Marco, attraversiamo l’argine verso il lato sinistro del Montone fino a Ravenna dove, davanti alla tomba del Sommo Poeta, l’esperienza del Cammino di Dante si conclude.

21 – Pineta di Classe – Lido di Dante – Ravenna

Una tappa aggiuntiva, inaugurata lo scorso settembre: è un percorso ad anello che parte da Ponte Nuovo (a Ravenna) e permette di ammirare uno dei monumenti più famosi d’Italia: passando per Classe, è sosta obbligata la visita alla chiesa di S. Apollinare in Classe. Si prosegue poi nella pineta su un percorso che porterà fino al mare. Si costeggerà la spiaggia per arrivare a Lido di Dante, per poi tornare indietro al punto di partenza, a Ravenna, lungo l’argine dei Fiumi Uniti.

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Il Cammino di Dante, le tappe

Nato nel 2012, grazie ad un gruppo di appassionati della figura dantesca, il Cammino di Dante è un percorso ad anello costituito da 21 tappe che vede come base di partenza ed arrivo la tomba di Dante a Ravenna. La decima tappa – punto d’intersezione tra andata e ritorno – è rappresentata dalla casa natale del poeta nel centro storico di Firenze. Il tragitto, percorribile preferibilmente da marzo a novembre (si raggiungono altezze elevate e quindi non è raccomandabile farlo in inverno), è costellato di punti di sosta e di ristoro pronti ad accogliere i viandanti che scelgono di immergersi in questo tour. Un’avventura densa di bellezze naturalistiche, ma anche di spunti storici e culturali, nonché di rimandi poetici: lungo il percorso infatti sono affisse parti della Divina Commedia, citrazioni collegate proprio ai luoghi che i camminatori stanno visitando.

Pannelli Divina Commedia nelle aree di sosta lungo il cammino

Cammino di Dante, le tappe dell’andata

1 – Ravenna – Pontevico ( 17,9 km)

Zaino in spalla e mappa alla mano, ci lasciamo sedurre dalle bellezze artistiche della città di Ravenna e, dopo aver visitato il Centro didattico dantesco dei frati minori nella Basilica di San Francesco ed esserci lasciati alle spalle la Tomba di Dante, ci dirigiamo verso l’argine dei Fiumi Uniti e quello del Montone, fino ad arrivare nella frazione di San Marco, dove ha sede l’Associazione del Cammino di Dante. Qui ci si può ristorare nello splendido parco letterario in cui sono esposti i 100 canti parafrasati della Divina Commedia e ritirare la mini guida delle tappe e la Credenziale del cammino di Dante, ovvero il passaporto tramite il quale il viandante potrà usufruire degli sconti e delle agevolazioni nei rifugi e nei punti di ristoro convenzionati. Con una passeggiata semplice e pianeggiante, si raggiunge infine Pontevico, meta di arrivo della giornata.

2 – Pontevico-Oriolo dei Fichi (17,8 km)

Da Pontevico, costeggiando sempre l’argine del fiume, il Cammino di Dante  attraversa la Via Emilia. La strada, lineare e senza alcuna difficoltà, ci porta dritti fino al piccolo borgo di Oriolo dei Fichi ed alla sua Torre quattrocentesca. Siamo in pieno Appennino romagnolo, ad una decina di km da Faenza, immersi in un paesaggio disseminato di vigneti e di antiche case coloniche. La quiete ed il silenzio di questi luoghi ci danno la giusta carica per prepararci alla tappa dell’indomani.

3 –  Oriolo dei Fichi – Brisighella (17,2 km)

Seguendo la segnaletica del Cammino di Dante, attraversiamo campi coltivati ed i caratteristici calanchi, creste argillose frutto dell’erosione del terreno e giungiamo a Brisighella, un antico borgo medievale e termale della Valle del Lamone. Fa parte dei Borghi più belli d’Italia e si fregia della bandiera arancione del Touring per la sua qualità turistico-ambientale. Da non perdere la Rocca Manfrediana del XIV secolo, eretta da Francesco I Manfredi, signore di Faenza, la Torre dell’Orologio ed il Santuario della Madonna del Monticino, da cui si snoda la quarta tappa del nostro cammino.

rocca-manfrediana-Brisighella
4 –  Brisighella-Gamberaldi  (23,9 km)

Arrivando alla chiesa dismessa di Gamberaldi, eccoci nel cuore del feudo di Maghinardo Pagani da Susinana, che alla fine del Duecento dominava questi luoghi e che viene citato da Dante nel canto XXVII dell’Inferno. Quando nella seconda metà del ‘300 Firenze s’impadronì della zona, per quasi 500 anni fece da confine con lo Stato Pontificio anche se, grazie ai molti sentieri presenti, si riusciva a passare da uno Stato all’altro con facilità. Tutta la zona è selvosa e ricca di castagneti.

 5 – Gamberaldi-Marradi (8,45 km)

Poco fuori Gamberaldi, il Cammino di Dante oltrepassa la chiesetta di San Matteo e, tra salite e discese, si arriva a Marradi che un tempo fu dimora di nobili famiglie esiliate e dove ebbe i natali il poeta Dino Campana. L’affascinante centro storico è una sfilata di eleganti palazzi, tra cui quello Comunale del XIV secolo, il seicentesco Palazzo Fabbroni ed il Teatro degli Animosi, tipico esempio di teatro accademico costruito tra la fine del ‘700 e gli inizi dell’800.

6 – Marradi-San Benedetto in Alpe  (22,1 km)

C’è bisogno di tanta grinta ed energia per affrontare questa tappa molto impegnativa che da Marradi ci conduce a San Benedetto in Alpe. Passando dall’Eremo di Gamogna, fondato da San Pier Damiani nel 1053, si arriva all’Acquacheta, affluente del fiume Montone che, unendosi al Troncalosso, precipita in un salto spettacolare di circa 90 metri. Nel XVI canto dell’Inferno, Dante paragona il fragore della caduta della cascata dell’Acquacheta a quella del Flegetonte, fiume che separa il settimo dall’ottavo cerchio dell’Inferno. Ed ecco infine San Benedetto, un paese di origini antichissime, dove, in località Il Poggio, sorge l’antica Abbazia di San Benedetto.

7 – San Benedetto – San  Godenzo (13,5 km)

Da San Benedetto si prosegue su una vecchia stradina medievale. Si oltrepassa l’Eremo dei Toschi che domina la Val Montone per arrivare poi fino alla suggestiva Chiesa di San Godenzo dove, l’8 giugno del 1302, Dante partecipò alla riunione dei fuoriusciti ghibellini e guelfi bianchi in cerca di un accordo con gli Ubaldini. Accordo mai raggiunto, cosa che fece maturare nel poeta la decisione di staccarsi dai compagni fiorentini e di “far parte per se stesso”.

 8 – San Godenzo – Dicomano  (16,7 km)

Seguendo attentamente la segnaletica nella vegetazione, si passa vicino all’area archeologica di Frascole e si raggiunge il centro di Dicomano dove si può visitare il Museo Etrusco con la sua cospicua raccolta di reperti. La via principale del borgo è costellata da alcuni loggiati comunicanti costituiti da archi retti da colonne a sezione quadrangolare risalenti al XVII secolo. Ed è proprio dal centro storico di Dicomano che parte la strada verso la Romagna utilizzata da Dante durante la sua fuga.

 9 – Dicomano – Pontassieve  (23,5 km)

Le colline di Pontassieve, nei dintorni di Firenze, furono uno dei posti particolarmente amati da Dante Alighieri. Qui in località Pagnolle si trovava la tenuta di famiglia e, poco distante, c’era invece quella di Beatrice Portinari. Secondo alcuni l’incontro tra i due potrebbe essersi verificato  nella vicina chiesetta di San Miniato, magari all’uscita della messa domenicale. L’origine del nome di Pontassieve deriva dal ponte sul fiume Sieve, costruito nella metà del ’500 da Cosimo I de’ Medici, che, ancora oggi, con le sue arcate di mattoni rossi e lo stemma della famiglia fiorentina, è il simbolo della cittadina.

10 – Pontassieve – Rosano -Firenze (11 km)

Lasciata Pontassieve e proseguendo lungo il fiume Pieve che affluisce nell’Arno, si arriva all’Abbazia di Rosano fondata nel 780. Da qui il sentiero prosegue lungo i filari di ulivi fino a San Prugnano, da cui si gode una meravigliosa vista sulla vallata di Firenze. Proseguiamo fino a raggiungere il Lungarno dove, in via Santa Margherita, ci aspetta la visita alla Casa Museo di Dante e dove termina il nostro itinerario d’andata e ha inizio il rientro a Ravenna attraverso una via differente.

1.15 Eremo di GamognaCammino di Dante, le tappe del ritorno: da Firenze a Ravenna

11 – Firenze – Pieve Pitiana  (25,6 km)

Ripartendo da Firenze, il cammino sale sulle colline, lungo un selciato romanico fino a Montecucco, per poi ridiscendere nel Valdarno, a Rignano, e da qui a Pieve Pitiana. La Pieve, sita nel comune di Reggello, è originaria dell’anno 1000 ed ha subito vari rimaneggiamenti, ma restano ancora da ammirare il bel campanile ed il panorama che dal sagrato si estende a perdita d’occhio sulla valle. All’interno sono conservate pale di Ridolfo del Ghirlandaio.

12 –  Pieve Pitiana – Vallombrosa -Prato di Strada (22,6 km)

Dalla Pieve, attraverso i campi di ulivo, si giunge all’arboreto di Vallombrosa e da qui a Montemignaio e Forcanasso. Oltrepassato un piccolo ponte medievale, si continua in discesa nel bosco fino ad arrivare al piccolo borgo di Prato di Strada. Molto bella la Chiesa di San Giovanni Battista del XV secolo che si trova nel centro del paese e al cui interno è possibile ammirare un affresco del 1500 della Madonna della Consolazione.

13 – Prato di Strada –  Casalino  (17 km)

Il Casentino, una delle 4 vallate principali della provincia di Arezzo, è ricco di castelli, torri, fortificazioni e borghi e il Cammino di Dante può prendere diverse direzioni a seconda di cosa vedere. Possiamo, per esempio, arrivare al Castello dei Conti Guidi con l’annessa cappella affrescata, oppure scegliere di visitare il Castello di Romena dove Dante Alighieri visse per un po’ al tempo del suo esilio o, ancora, dirigerci verso il Castello di Porciano e giungere infine nel caratteristico  paesino di Casalino.

14 – Casalino – Rifugio La Burraia   (17,8 km)

Tra abetaie e faggeti proseguiamo per l’Eremo di Camaldoli, fondato da San Romualdo nel 1012. Dopo la visita al complesso camaldolese, arriviamo comodamente al Passo della Calla, godendo di uno splendido panorama che spazia sino al mare e ci dirigiamo al Rifugio La Burraia per trascorrervi la notte e ritemprare corpo e mente in vista di un nuova avventura.

 15 – Rifugio La Burraia – Premilcuore  (20,2 km)

Dopo un strada di valle poco trafficata, ci si immette sul sentiero che conduce al ponte sul fiume Rabbi, e poi a quello romano della Giumella. Continuando ancora si arriva a Premilcuore, sulle pendici del Monte Arsiccio dove, nel piccolo centro storico, è possibile ammirare la Torre dell’orologio, il prestigioso Palazzo Briccolani  e l’elegante Palazzo Giannelli. Da visitare anche il Museo della Fauna del Crinale Romagnolo.

 16 – Premilcuore – Portico di Romagna (9,1 km)

Lasciato il centro di Premilcuore, si prosegue nel bosco e, lungo la strada, incontriamo prima un mulino e poi il Ponte della Maestà. Un ponte medievale in pietra ad arcata unica che conserva ancora la pavimentazione originale e da cui si gode una spettacolare veduta di Portico di Romagna. Nel centro di Portico c’è Palazzo Portinari, costruito nel XIV secolo, che, secondo la tradizione sarebbe appartenuto a Folco Portinari, padre di Beatrice, l’amata di  Dante.

 17 –  Portico di Romagna – Dovadola  (26,2 km)

Da Portico si riprende il cammino alla volta di Dovadola, cittadina dell’entroterra forlivese che presenta ancora il vecchio borgo fiorentino a topografia ortogonale. Delle 11 fortificazioni originarie, solo 3 restano in un buono stato di conservazione e, tra queste, la Rocca dei Conti Guidi, risalente al XII secolo e probabilmente costruita sugli avamposti longobardi. Merita una visita anche l’Eremo di Montepaolo che, tra il 1221 e il 1222, ospitò Sant’Antonio da Padova, il cui culto è tutt’oggi molto presente.

 18 –  Dovadola – Castrocaro – Forlì  (23 km)

Da Dovadola si parte alla volta di Forlì, passando per Castrocaro, rinomato centro termale e per la cittadella medicea di Terra del Sole, un vero gioiello architettonico costruito secondo i canoni rinascimentali. A Forlì sono tanti i luoghi che meriterebbero una visita, come il settecentesco Palazzo nobiliare  Paolucci de Calboli che sorge non lontano dall’Abbazia di San Mercuriale, considerata il simbolo della città. Di rilevanza anche la Pinacoteca ed i Musei Civici che si trovano nel Palazzo di San Domenico.

19 – Forlì – Pontevico (15,3 km)

Terminata la visita di Forlì, siamo ormai giunti in dirittura d’arrivo e, risalendo l’argine del fiume Montone verso Ravenna, ritorniamo a Pontevico per pernottare e prepararci così ad affrontare l’ultimo tratto del Cammino di Dante, che ci riporterà lì dove tutto è iniziato.

20 – Pontevico-Ravenna (18,9 km)

Da Pontevico, passando da Chiesuola, San Pancrazio e San Marco, attraversiamo l’argine verso il lato sinistro del Montone fino a Ravenna dove, davanti alla tomba del Sommo Poeta, l’esperienza del Cammino di Dante si conclude.

21 – Pineta di Classe – Lido di Dante – Ravenna

Una tappa aggiuntiva, inaugurata lo scorso settembre: è un percorso ad anello che parte da Ponte Nuovo (a Ravenna) e permette di ammirare uno dei monumenti più famosi d’Italia: passando per Classe, è sosta obbligata la visita alla chiesa di S. Apollinare in Classe. Si prosegue poi nella pineta su un percorso che porterà fino al mare. Si costeggerà la spiaggia per arrivare a Lido di Dante, per poi tornare indietro al punto di partenza, a Ravenna, lungo l’argine dei Fiumi Uniti.

Per info e iscrizioni: camminodante.com

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