IAG: perdita netta nei mesi Covid di 1,68 miliardi di euro

IAG, che riunisce le compagnie aeree British Airways , Iberia , Aer Lingus , Vueling e Level , ha subito una perdita netta di 1,68 miliardi di euro nel primo trimestre, attribuita agli effetti della pandemia di Covid-19. Poiché il ritorno alla normalità non è previsto prima del 2023, le consegne di 68 aerei previste entro due anni sono state posticipate, comprese quelle di undici aerei a lungo raggio. [...]→ Leggi alla Fonte

Lufthansa: 80 aerei in più per le destinazioni turistiche

Lufthansa metterà in servizio 80 aeromobili supplementari per servire le destinazioni turistiche, operando un totale di 160 aeromobili per 106 destinazioni nel mese di giugno . Il gruppo aereo tedesco, che comprende Lufthansa e le consociate Austrian Airlines, Brussels Airlines e Swiss International Air Lines, ha spiegato che intendeva soddisfare una domanda crescente di clienti in Germania e in altri [...]→ Leggi alla Fonte

Silver Air riapre i voli in continuità per l’Isola d’Elba, dal 25 maggio

E’ ufficiale: l’aeroporto di Marina di Campo, sull’Isola d’Elba riapre ai voli con oneri di servizio pubblico operati da Silver Air (assegnataria del bando triennale dal 29 gennaio 2020), voli sospesi dal 10 marzo a causa del diffondersi del Covid-19. La compagnia sarà nuovamente operativa dal 25 maggio sulle rotte per Pisa e Firenze; per [...]→ Leggi alla Fonte

Emirates: almeno 18 mesi prima di ritornare alla normalità

Emirates stima che occorrerebbero almeno 18 mesi prima che la domanda di viaggio riacquisti “una parvenza di normalità“, mentre annuncia un aumento annuo degli utili nel periodo precedente la crisi del nuovo coronavirus. La società di Dubai ha registrato profitti netti per 288 milioni di dollari per l’anno fiscale conclusosi a marzo 2020, rispetto ai 237 milioni di dollari dell’anno precedente, ha [...]→ Leggi alla Fonte

Alto Adige: nel dettaglio le misure adottate per il settore turistico

La riapertura di Bolzano e dell’Alto Adige ha basi concrete su cui difendere la scelta basata sul binomia “autonomia e responsabilità”. «Le strutture sono pronte ad applicare le misure decise per far ripartire il turismo. È evidente, che dovremo imparare a convivere con il virus almeno per i prossimi mesi e il nostro compito consiste [...]→ Leggi alla Fonte

Folorida e Caraibi: l’invasione dei sargassi in arrivo

Piove sul bagnato per il turismo della Florida e dei Caraibi. Una crescente serie di fioriture dell’alga “sargassum” si sta facendo strada dai Caraibi orientali al sud della Florida con i ricercatori che stimano l’arrivo dell’onda di alghe ad inizio luglio, secondo il vento e la corrente oceanica. La stampa americana stima che la fioritura [...]→ Leggi alla Fonte

Vacanze open air, giovedì una conferenza per ripartire insieme

«Ripartiamo insieme: sinergie e soluzioni per le vacanze open-air in Italia. Il turismo possibile per l’estate 2020 tra opportunità, sicurezza e il piacere di un modo nuovo di vivere la vacanza Made in Italy». Questo è il tema della conferenza virtuale che si terrà giovedì 14 maggio 2020 alle 11,30, e alla quale interverranno esperti e operatori del settore: da Maurizio Vianello, Presidente FAITA Federcamping, a Magda Antonioli, Direttore ACME – Università Bocconi, Consigliere CdA ENIT. E ancora: Bruna Gallo, Direttore Commerciale Human Company, Piergiacomo Bianchi, Direttore Operativo Baia Holiday, Loek Van De Loo, Fondatore Vacanze con il Cuore,  Carlotta Ederle, Consigliere Delegato Vacanze di Charme,  Adriano D’Andrea Ricchi, Consigliere Delegato Club del Sole, Carlo Berizzi, Professore Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Pavia. Modera: Simona Tedesco, direttore responsabile di DOVE.
Partecipare è gratuito, bisogna registrarsi su CiscoWebex.

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Vacanze open air, giovedì una conferenza per ripartire insieme

Il settore delle vacanze outdoor ha una capacità crescente di attirare appassionati e nuovi clienti, sia in Italia sia in Europa. Da qualche tempo gli operatori richiamano l’attenzione su un segmento della ricettività, che avviene in strutture premium come gli open air village, in cui si offre il glamping, il camping glamour, che sono l’innovazione del concetto di “campeggio” come nato 50 anni fa in Italia, vincendo pregiudizi e resistenze legate a questo tipo di vacanza.  Per saperne di più: OPEN AIR next step .  Per registrarsi: CiscoWebex . Per informazioni: openair-nextstep@connexia.com

Per informazioni: openair-nextstep@connexia.com. 

 

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Festa della mamma 2020, le frasi di auguri più belle

Domenica 10 maggio è la Festa della mamma 2020, una delle ricorrenze laiche più famose al mondo, nata per omaggiare la figura della madre, il suo ruolo nella società e all’interno della famiglia. Quest’anno, abbiamo scelto delle frasi per la festa della mamma per dedicarle degli auguri speciali. Pensieri, aforismi, versi di canzoni. Ma abbiamo raccolto anche alcune curiosità su date e storia.

Frasi di auguri per la festa della mamma 2020

Volete regalare a vostra madre un pensiero speciale? Questa è l’occasione per esprimere il proprio affetto. Se non con un regalo, con un biglietto di auguri. Per trarre qualche spunto, ecco le frasi per la festa della mamma più belle che abbiamo trovato sul web.

“Una buona madre vale cento maestri” (La madre, Victor Hugo)

“La madre è un angelo che ci guarda, che ci insegna ad amare! Ella riscalda le nostre dita, il nostro capo fra le sue ginocchia, la nostra anima nel suo cuore: ci dà il suo latte quando siamo piccini, il suo pane quando siamo grandi e la sua vita sempre” (Victor Hugo)

L’amore di una madre è la pace. Non ha bisogno di essere conquistato, non deve essere meritato” (Erich Fromm)

Non esiste una ricetta per diventare una madre perfetta, ma ci sono mille modi per essere una buona madre” (Jill Churchill)

Grazie mamma, perché mi hai dato la tenerezza delle tue carezze, il bacio della buona notte, il tuo sorriso premuroso, la dolce tua mano che mi dà sicurezza. Hai asciugato in segreto le mie lacrime, hai incoraggiato i miei passi, hai corretto i miei errori, hai protetto il mio cammino, hai educato il mio spirito, con saggezza e con amore mi hai introdotto alla vita. E mentre vegliavi con cura su di me trovavi il tempo per i mille lavori di casa. Tu non hai mai pensato di chiedere un grazie. Grazie mamma” (Grazie mamma, filastrocca di Judith Bond)

“Oltre a essere tuo figlio, la cosa più bella è che ti assomiglio,/non so come lo sai fare, tu mi sai consigliare per distinguere il bene dal male/e ogni tuo bacio è il più dolce dei frutti che abbia mai assaggiato” (Amor de mi vida, Sottotono)

Non una, né due, né cento feste per la mamma potrebbero ringraziarti abbastanza. Buona festa della mamma! Dio non poteva essere ovunque, e quindi ha creato le madri” (Kipling)

Il cuore di una madre è un profondo abisso in fondo al quale troverai sempre il perdono” (Honoré de Balzac)

Tutto ciò che sono, o spero di essere, lo devo al mio angelo di madre” (Abraham Lincoln)

Madri, siete voi che avete in mano la salvezza del mondo” (Lev Tolstoy)

Nessun affetto nella vita uguaglia quello della madre” (Elsa Morante)

La mano che fa dondolare la culla, è la mano che regge il mondo” (William Ross Wallace)

LEGGI ANCHE: Aprono i Grandi Giardini Italiani, una gita per la festa della mamma

 

foto immagini festa della mamma

Festa della mamma, quand’è e perché la data cambia ogni anno

E ora qualche curiosità. Forse non tutti sanno che la data della Festa della mamma cambia ogni anno e varia anche di Stato in Stato. Se infatti è vero che nella maggior parte dei Paesi europei, negli Stati Uniti, in Australia e Giappone, la celebrazione cade nel mese di maggio, in altri, come San Marino e Stati dei Balcani, invece, si festeggia a marzo.

Quando cade la Festa della mamma, allora? La data in Italia è fissata nella seconda domenica di maggio. La decisione di fissare la festa nel giorno festivo fu presa nel nostro Paese nel 2000, per consentire alle mamme di avere un giorno libero da passare con la famiglia e i figli. Quindi, seguendo il calendario, nel 2020 si festeggia il 10 maggio; nel 2021 il 9; nel 2022 l’8 maggio; mentre, nel 2023 il 14 e così via.

Festa della mamma, perché non è l’8 maggio

Molti sono convinti che la Festa della mamma cada sempre l’8 maggio. Non è così, ma alla base di questa falsa credenza c’è un fondo di verità.  Stando ad alcune fonti, fu inizialmente scelto l’8 maggio, giorno in cui si celebra la Festa della Madonna del Rosario di Pompei.

Storia della Festa della mamma

La prima volta al mondo in cui si cominciò a pensare di istituire un giorno dedicato alle madri fu nel 1870. L’attivista americana Julia Ward Howe, infatti, propose di festeggiare il Mother’s Day for Peace (giornata della mamma per la pace), una pausa di riflessione sui drammi della guerra. Ma l’iniziativa non prese piede.

Diversa la storia in Italia. La prima volta in cui vennero festeggiate ufficialmente le mamme fu nella Giornata nazionale della Madre e del Fanciullo, il 24 dicembre 1933. In questa occasione il governo fascista voleva omaggiare le donne più prolifiche. L’evento non fu più ripetuto negli anni successivi.

L’origine della moderna Festa della mamma in Italia va invece fatta risalire a metà anni Cinquanta, quando il sindaco di Bordighera, Raul Zaccari, inventò la ricorrenza e la promosse nella sua città. Due anni dopo presentò al Senato della repubblica una proposta di legge affinché fosse istituita come festa nazionale. La proposta fu accettata e la festa della mamma divenne ufficiale.

Il Parco della Mamma a Tordibetto di Assisi

C’è però anche l’aspetto religioso da ricordare. Nel 1957 il parroco di Tordibetto di Assisi, don Otello Migliosi, volle celebrare le mamme non solo per il loro ruolo sociale, ma anche per il valoro religioso interconfessionale della loro figura. Che diventava così un simbolo di pace, fratellanza e comunione fra le diverse culture del mondo. Da allora non solo a Tordibetto la festa della mamma è un’istituzione, ma è stato aperto anche il primo e unico Parco della Mamma.

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La pandemia raccontata dagli oggetti. Le iniziative di due musei

Mascherine, cartelli, scritte e disegni, messaggi di speranza. Ma anche lievito, farina, carta igienica. Due importanti musei europei stanno provando a raccontare la pandemia attraverso gli oggetti. Uno è il Victoria and Albert di Londra, l’altro il Wien Museum, Museo della città di Vienna. Entrambi sono impegnati in progetti online che partono dalla raccolta degli oggetti di uso quotidiano per riflettere su come Coronavirus sta rimodellando le nostre vite.  E documentare il cambiamento per le generazioni future.

Il progetto Pandemic Objects del V&A di Londra

Pandemic Objects è il titolo della nuova iniziativa del V&A di Londra, un progetto editoriale sulla pandemia inaugurato il 6 maggio. “La pandemia ha questo strano modo di portare alla ribalta oggetti a cui non avresti mai pensato”, ha spiegato il curatore Brendan Cormier al Guardian. “Tutto diventa più intenso”. È nata così l’idea di indagare quegli oggetti familiari e trascurabili che hanno assunto nuovi significati e scopi durante il dilagare dell’epidemia di Coronavirus. Come la carta igienica diventata un simbolo di panico pubblico. Il termometro trasformato in uno strumento per il controllo sociale. La stampante 3D utilizzata per realizzare dispositivi di protezione. La miriade di cartelli scritti a mano ( e non stampati), comparsi nelle vetrine dei negozi in tutto il mondo per spiegare chiusure o nuove regole, come l’obbligo di mantenere le distanze. E poi i disegni dei bambini appesi alle finestre, gli arcobaleni, i messaggi “andrà tutto bene” e  “state a casa”.

Cartelli scritti a mano sulle vetrine dei negozi di tutto il mondo. Foto Julie Boganowicz. Courtesy V&A.

Lievito, farina, e Google Street View

Come la pandemia ha cambiato il rapporto con la cucina e la percezione di ingredienti come farina e lievito, diventati fondamentali per le gare di pane e pizze testimoniate sui social, è un altro aspetto su cui intende riflettere il V&A. “La vera attrazione è la funzione terapeutica della cottura, la qualità tattile e meditativa del processo, insieme al desiderio di sentirsi autosufficienti”, spiega Cormier. Che dedica spazio anche viaggio virtuale e agli screen da Google Street View: per molti, una via di fuga durante il blocco, un modo di alimentare la propria curiosità e di incontrare il mondo, senza uscire di casa. E l’indagine del museo londinese continuerà tra balconi, servizi di streaming e macchine da cucire tornate alla ribalta, come dimostra secondo il Guardian – “l’aumento vertiginoso delle vendite durante il blocco”.

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Corona Collection Project, le foto di oggetti inviate al Wien Museum

Raccontare la storia della pandemia a Vienna attraverso il ruolo chiave che semplici oggetti comuni svolgono al suo interno è l’intento analogo che ha mosso il Wien Museum a lanciare un appello in rete.  “Come sapranno le generazioni future cosa ha significato la crisi del Coronavirus? I formati digitali vanno e vengono, gli oggetti invece durano più a lungo. Per questo motivo vi preghiamo di inviarci le fotografie degli oggetti che documentano la vostra vita quotidiana ai tempi del Coronavirus”, si legge sul sito del museo.

Dal 25 marzo a oggi, circa 1800 immagini sono state raccolte e catalogate sotto il titolo di Corona Collection Project: mascherine, guanti, diari della quarantena, gel per le mani. Tantissimi disegni e cartelli scritti a mano. Foto di piatti e di conserve. E di macchine da cucire.

Una selezione di oggetti fra quelli inviati in forma di foto entrerà a far parte della collezione del museo viennese. Per ora, molte immagini sono state pubblicate sul sito wienmuseum.at.

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5 gite in bici in Lombardia, nei dintorni di Milano

Pedalare in scenari immersi nella natura. Tra campagna e ville nobiliari, corsi d’acqua e gioielli architettonici. A Milano e nel territorio lombardo, a breve distanza dalla metropoli, si può. Scegliendo l’itinerario più adatto alla propria voglia di fare sport all’aria aperta. Ecco alcuni suggerimenti. Itinerari adatti alla bella stagione in sella a mountain bike, bici da strada o gravel, anche a pedalata assistita.

Andare in bici durante la Fase 2: distanze di sicurezza

Una nota importante: in questo periodo della Fase 2, è necessario fare attenzione alle distanze di sicurezza, che vanno considerate più ampie di quelle stabilite dai decreti, in particolare per le attività in bici. Inoltre, è bene tenere presenti le misure restrittive che ,nel mese di maggio 2020, possono essere adottate da enti o singoli comuni interessati dai percorsi per evitare gli assembramenti. Il consiglio? Prima di salire in sella dedicare qualche minuto alle necessarie verifiche sui siti istituzionali e sui canali informativi ufficiali.

1) DA MILANO ALL’ABBAZIA DI CHIARAVALLE

Livello difficoltà: facile. Bici consigliata: city bike o gravel

L’area a sud di Milano è ideale per un break rilassante a misura di sportivo. Grazie al paesaggio interamente pianeggiante il parco, che include ben 61 comuni, è adatto a tutti i biker anche alle prime uscite stagionali. Diversi gli itinerari cicloturistici che s’intersecano nel Parco Agricolo Sud, tutti caratterizzati da un tipico ambiente rurale dove l’agricoltura è una tradizione lunga generazioni. Il paesaggio propone diversi luoghi d’interesse storico e architettonico.

Un primo “approccio” al parco è il suggestivo itinerario che collega Milano all’Abbazia di Chiaravalle (6 chilometri) interamente pianeggiante, che costituisce il primo tratto di un lungo itinerario (65 km) noto come il “Cammino dei Monaci” fino al Po, all’altezza di Corte Sant’Andrea, nel Lodigiano.

Partendo in città all’altezza del Parco delle Basiliche (San Lorenzo) e proseguendo per Porta Romana e Corso Lodi fino al quartiere Corvetto, sino all’ingresso del Parco Agricolo (via San Dionigi) dove s’incontra il Punto Parco Nocetum, dove ha sede una comunità di monaci e si ammira una chiesa del XIII secolo.

Superato il depuratore di Nosedo e inoltrandosi via via in un ambiente rurale si giunge prima alla Cascina Grande quindi all’Abbazia di Chiaravalle, risalente al XII secolo, complesso monastico cistercense ospitato in un gioiello dello stile Romanico lombardo, dove i monaci coltivano i campi e vendono al pubblico i prodotti della terra. Da qui la pedalata può proseguire tratteggiando l’itinerario preferito.

2) IN BRIANZA LUNGO IL LAMBRO

Livello difficoltà: medio. Bici consigliata: mountain bike o gravel

Un territorio apprezzato dai tanti ciclisti che impostano il navigatore dal capoluogo lombardo in direzione nord, cercando paesaggi rilassanti e le prime colline adatte per l’allenamento.

Partendo da Monza un itinerario cicloturistico (30 chilometri) si sviluppa in direzione nord passando per la Brianza fino al Lago di Alserio, alle porte di Erba, alternando ciclo-pedonali spaziose a sentieri immersi nei boschi e nei campi agricoli. Sempre seguendo (eccetto piccole deviazioni su strade secondarie) il corso del fiume Lambro all’interno dell’omonimo parco e i cartelli segnavia dislocati, pur con qualche lacuna, lungo la via.

Dall’estremità nord-est del Parco di Monza s’imbocca la ciclabile non distante dalla stazione ferroviaria di Biassono-Lesmo. Nel primo tratto, mai troppo impegnativo, si attraversano eleganti borghi quali Canonica Lambro (frazione di Triuggio) con la storia Villa Taverna, e Agliate, dove sorge la Basilica di San Pietro e Paolo, gioiello del Romanico lombardo.

Proseguendo con un percorso che presenta quindi più saliscendi, alcuni “strappi” in salita impegnativa e tratti immersi nel verde della Brianza si giunge sino a Briosco, già sede di una storica fornace artistica, e più oltre all’Oasi di Baggero, un’area protetta di 225 mila metri quadrati – tra i comune di Merone, Monguzzo, Lurago d’Erba, Lambrugo in provincia di Como – con due laghetti poco profondi “cuore” di un eco-sistema all’insegna della sostenibilità.

3) NEL PARCO DELLE GROANE

Livello difficoltà: facile. Bici consigliata: mountain bike o gravel

Un ampio polmone verde a nord-ovest del capoluogo lombardo, il Parco delle Groane che ospita al suo interno ville di delizia, aree verdi e boschive, percorsi ideali per una pedalata adatta a tutti in sella a mountain bike e gravel bike. Nel complesso il parco, di 3.800 ettari, conta 50 chilometri di sentieri.

Punto di partenza la stazione ferroviaria di Garbagnate Milanese-Parco Groane (collegata a Milano-Cadorna). Da qui i cartelli del Let 1 (Landscape Expo Tour, rete di percorsi ciclabili inaugurata nel 2015) – Ville Storiche e Groane permette di “tracciare” l’itinerario preferito. Due i principali tronconi del reticolo di sentieri e piste: Ovest ed Est.

Mentre il percorso Let 1 Est (16 km) interamente percorribile consente di ammirare altre zone del parco tra edifici d’epoca e il centro storico di Senago oltre alla stessa Villa Arconati. Il percorso può proseguire lungo la ciclabile Via d’acqua per Expo, lontana dal traffico, su fondo sterrato e in parte asfaltato, che termina in prossimità dell’area che ospitò l’Esposizione Universale 2015.

Il percorso Let 1 Ovest (19 chilometri), un anello che conduce verso Lainate (sede dell’incantevole Villa Borromeo Visconti Litta) passa dall’alzaia del Canale Villoresi (preclusa a bici e pedoni almeno sino al 18 maggio 2020) e transita per Villa Arconati Crivelli detta “Il Castellazzo” a Bollate, dimora di delizia costruita tra Seicento e Settecento come la “Versailles italiana”. Attenzione: il tratto dell’itinerario Let 1 Ovest è al momento soggetto a chiusure degli accessi per la pratica sportiva

4) COMO E IL TRIANGOLO LARIANO

Livello difficoltà: impegnativo. Bici consigliata: mountain bike o e-mountain bike

Un classico percorso per vivere metà giornata sui primi rilievi a nord della città di Milano in sella alla mountain bike oppure alla versione delle ruote “grasse” a pedalata assistita, l’e-bike. Un tour di 20 chilometri e 900 metri di dislivello positivo ammirando la vista sul Lario, Prealpi lecchesi a nord e il panorama collinare brianzolo sino al capoluogo lombardo e oltre verso sud.

Partendo da Como, da Piazza de Gasperi si può sfruttare la storica funicolare la cui prima versione venne inaugurata nel 1894 per raggiungere Brunate, comune che sorge a quota 715 metri d’altitudine caratterizzato da molte ville in stile Liberty e dal Faro Voltiano. Imboccando prime strade secondarie aperte al traffico (da via Giacomo Scalini, poi via Alle Colme e via Alle Baite) ci si dirige verso il percorso cicloturistico segnalato dal cartello numero 1 (“Strada Monte Boletto-Dorsale Triangolo Lariano”).

L’ampio percorso acciottolato iniziale si trasformerà più oltre in un bel sentiero – sempre segnalato dai cartelli – che conduce al belvedere ai piedi del Monte Boletto. Il punto più alto dell’itinerario sarà a quota 1.150 metri. Nella seconda parte dell’itinerario, seguendo i cartelli che indicano il “Sentiero dei Faggi”, il tour dedicato agli appassionati di mountain bike porterà a immergersi nei boschi con vista sull’abitato di Blevio, sul Lago di Como, già citato da Leonardo da Vinci. Il percorso per i biker con buon allenamento, ricco di luoghi panoramici, baite e qualche rifugio di media montagna, transiterà dalla Capanna Mara e dall’Alpe del Vicerè scendendo quindi a Erba.

5) LECCO-TREZZO D’ADDA (o viceversa)

Livello difficoltà: facile. Bici consigliata: mountain bike o gravel

Attenzione: itinerario soggetto a chiusura degli accessi per la pratica sportiva nei giorni di pubblicazione dell’articolo. Consigliabile informarsi prima di partire

È tra i percorsi più amati dai biker lombardi e non smette mai di stupire. Lungo l’asse che collega Lecco, città manzoniana, a Milano, si sviluppa la ciclovia in parte sterrata, in parte asfaltata che costeggia il fiume Adda.

Adatta a tutti gli escursionisti, anche i meno allenati per via di un dislivello molto contenuto, la gita partendo da Lecco e arrivando a Trezzo d’Adda misura circa 38 chilometri pianeggianti. Consigliata una mountain bike, una trekking bike o una gravel bike. Tralasciamo, onde evitare assembramenti l’ultimo collegamento, quello che pedalando sulla ciclovia della Martesana conduce fino alla periferia nord-est del capoluogo lombardo.

Tra città, fiume, dighe e le “tracce” di Leonardo da Vinci, a cui si deve il traghetto a mano che all’altezza di Imbersago, ancora oggi, permette di attraversare l’Adda unendo la sponda lecchese (che percorriamo con la bici) a quella bergamasca. Il tour comprende molti punti d’interesse.

Una gita semplice da organizzare (anche trasportando le bici tramite il treno che collega Milano a Lecco) dove è impossibile perdere la rotta. Raggiunto il quartiere Pescarenico di Lecco (Piazza Era) si segue la pista ciclo-pedonale che costeggia il fiume arrivando a Calolziocorte dove, poco oltre il Monastero del Lavello, tramite un ponte, si attraversa l’Adda. Proseguendo sulla sponda destra, e seguendo i cartelli segnavia, si lasciano alle spalle le montagne, a partire dal Resegone.

Pedalando verso sud si arriva a Brivio, Imbersago, Paderno d’Adda dove si ammira lo storico ponte costruito tra il 1887 e il 1889. Più oltre ben tre differenti centrali idroelettriche, prima di giungere a Trezzo sull’Adda, sovrastato dalla rocca che apparteneva al Castello Visconteo.

 

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