Spagna: prove di riapertura, ma lo scenario è complicato

Anche la Spagna si attrezza alla fase 2. Il governo ritiene che le terrazze di hotel e lounge, con numero limitato di visitatori, potrebbero essere le prime realtà turistiche a riaprire. A seconda dello sviluppo del contagio, forse questo avverrà prima del 25 maggio. Le Isole Canarie, l’Andalusia e la Comunità Valenciana sarebbero le regioni [...]→ Leggi alla Fonte

Albatravel lancia #INVITOXSONALE, gli eventi live social per ripartire

Dopo il grande successo del progetto #HOME_DISCOVERY che ha visto nel mese di aprile la partecipazione massiccia delle agenzie di viaggi al fitto calendario di webinar organizzato in collaborazione con Proneben e molti enti del turismo, ora l’operatore rilancia con una iniziativa profondamente social per il mese di maggio con #INVITOXSONALE una serie di eventi [...]→ Leggi alla Fonte

Dalle Gallerie degli Uffizi al Rijksmuseum: l’arte di divertire (e informare) su TikTok

Le Gallerie degli Uffizi ci prendono gusto e dopo le tante iniziative lanciate su Facebook, Instagram e YouTube nei mesi della quarantena, sull’onda l’hashtag #iorestoacasa, sbarca anche sul social più amato dagli adolescenti, TikTok. E lo fa raccontando i grandi capolavori dell’arte con un taglio scherzoso e divertente.

Le Gallerie degli Uffizi su TikTok

Sono diverse le clip già pubblicate sul profilo. Brevi e ironiche, a tratti assurde e dissacranti, come nello stile della piattaforma, giocano in modo intelligente con l’attualità: autocertificazioni, chiome ribelli per la mancanza del parrucchiere, l’esercizio fisico da svolgere nei pressi dell’abitazione e le attività da fare in casa.

Il primo video di 15 secondi, ad esempio, è una risposta alla challenge lanciata su TikTok dalla coppia dei Ferragnez (Chiara Ferragni e il marito Fedez), #festaincasa, e mostra il Cavaliere Pietro Secco Suardo, dipinto del ‘500 di Giovanni Battista Moroni, aggirarsi per i corridoi degli Uffizi in cerca di una festa.

Poi c’è la Sacra Famiglia del Tondo Doni di Michelangelo che mostra come allenarsi in quarantena. La Maddalena di Tiziano che parla della mancanza del parrucchiere con la Giuditta del pittore Cristofano Allori, che ha appena dato “una spuntatina” a Oloferne. E anche i ritratti di Piero della Francesca dei due Duchi di Urbino, Federico da Montefeltro e Battista Sforza, che dialogano su una passeggiata a “soli” 200 chilometri da casa.

uffizi su tiktok

“Così anche un museo può fare umorismo: serve ad avvicinare le opere a un pubblico diverso da quello cui si rivolge la critica ufficiale, ma anche a guardare le opere in modo diverso e scanzonato” commenta il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt. “In particolare, in un momento difficile come questo, è importante, ogni tanto, concedersi un sorriso e un po’ di autoironia. E se è possibile farlo grazie alla grande arte, ancora meglio”.

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TikTok è l’ultimo capitolo del lancio degli Uffizi sui social. Le Gallerie sono infatti arrivate su Facebook all’inizio di marzo con un boom di follower nel breve periodo (al momento ne conta 51.647) e, con i video sulle opere d’arte, le dirette e le visite virtuali agli spazi museali, hanno in poco più di un mese superato la soglia degli 1,9 milioni di visualizzazioni. Star anche su Instagram, dove contano oltre 470mila seguaci, classificandosi tra i musei più seguiti al mondo.

Un esempio del cambio di passo che ha coinvolto tanti dei nostri musei italiani oggi. I quali, a seguito del lockdown, hanno dato la prova di sapersi reinventare, di saper portare nel mondo digitale la grande bellezza che prima quasi non si sentiva nemmeno l’esigenza di promuovere. Una dimostrazione che la cultura è viva, vivace. E che può parlare a tutti.

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Dal Met al Rijksmuseum: quali sono gli altri musei su TikTok

A onor del vero, le Gallerie degli Uffizi non sono la prima e unica istituzione culturale a misurarsi con TikTok. In Italia, la Galleria Nazionale d’Art Moderna e Contemporanea di Roma ha aperto il suo canale a fine 2019 in occasione del ritorno nelle sue sale del capolavoro di Gustav Klimt, Le tre età, con un video mostra l’arrivo e l’allestimento dell’opera. Meno convenzionale è l’account Instagram dedicato ai teenagers @lagallerianazionaleteens. E, anche se su entrambe le piattaforme il museo è al momento poco attivo e poco costante con le pubblicazioni, è un chiaro tentativo della volontà di raggiungere e dialogare con un pubblico giovane.

Guardando all’estero, anche un colosso come il Met -Metropolitan Museum of Art di New York ha cercato di trovare il suo stile di comunicazione su TikTok. Nel 2019 ha lanciato le sfide #SaluteToClassics e#MetGalaStyle, invitando gli utenti a creare contenuti originali ispirati alle opere della sua collezione.

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L’esperimento più riuscito è però quello del Carnegie Museum of Natural History, famoso museo di storia naturale di Pittsburgh, in Pennsylvania. Uno dei suoi curatori, Tim Pearce, è diventato una celebrità di TikTok (@carnegiemnh) con le barzellette su molluschi e lumache. I video leggeri e divertenti si alternano a contenuti a taglio più divulgativo. Con un denominatore comune: la spontaneità e l’autenticità di chi ci mette la faccia.

Promette bene anche il Rijksmuseum di Amsterdam, che ha aperto il suo profilo TikTok (@rijksmuseum) a inizio aprile. Il linguaggio è simile a quello scelto dagli Uffizi: far parlare le opere d’arte ricontestualizzandole nel mondo contemporaneo. E così troviamo il Ritratto della madre in veste di profetessa di Rembrandt, alle prese con i compiti a casa, con la scritta “Vorrei che avessero avuto Google nel XVII secolo…”.

Non solo musei: giornali, istituzioni e iniziative solidali su TikTok

L’arte fa sorridere. Ma anche l’informazione sa giocare di astuzia e ironia. Parlando il linguaggio della generazione Z e rivolgendosi a una platea sempre più ampia e diversificata.

Il social network per la creazione di video di balletti e lip-sink ha superato la quota di 2miliardi di download, con un’impennata registrata nel primo trimestre del 2020, che ha visto la popolazione mondiale chiusa nelle proprie case. Stando a uno studio pubblicato sul Corriere della Sera, in questo ultimo periodo TikTok è stata scaricata 315 milioni di volte.

Sulla piattaforma social cinese è il Washington Post a stupire. Il quotidiano statunitense, il più antico e importante giornale della East Coast, che raggiunse la fama internazionale nei primi anni settanta con l’indagine sul caso Watergate, sa prendersi gioco di sé con ironia. I video su TikTok (@washingtonpost) vedono il video producer Dave Jorgenson protagonista di una serie di sketch che coinvolgono il giornale? In diretta dalla quarantena, legge le notizie ai muffin dopo averne dato la ricetta (e scherzando sul fatto che tutti in queste settimane ci siamo riscoperti panificatori, pasticceri e cuochi ai fornelli). O si veste di tutto punto con smoking, cummerbund, e papillon per uscire a prendere il quotidiano sullo zerbino. Uno dei più divertenti vede il giornale fare una sorta di proposta di matrimonio a un lettore, offrendogli uno sconto sul paywall che li divide.

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E con il diffondersi della pandemia, TikTok è diventato uno spazio per promuovere i giusti comportamenti da adottare per prevenire il contagio. Ne è un esempio il profilo della World Health Organization (@who), che ha aperto un account per fornire informazioni sul Covid-19 corrette e certificate no-fake. Lo stesso fa la Croce Rossa Italiana (@CroceRossa) è stata anche la prima a testare il nuovo stiker per le donazioni, messo a punto da TikTok per sostenere sei Ong europee attraverso raccolte fondi tra gli utenti.

Su TikTok si trovano anche istituzioni impegnate come Unicef (@unicef). Colpisce il balletto simpatico su come lavarsi correttamente le mani e la raccomandazione “Spread the dance, not the disease“. Ma sono piacevoli e utili da vedere i video informativi su come si diffonde il Covid-19 e su come prevenire il contagio, e le testimonianze di ragazzi di tutto il mondo alle prese con la nuova “normalità” imposta della pandemia. Come testimonial, Unicef ha coinvolto alcuni dei tiktoker più popolari tra la generazione Z, come il vietnamita Quang Dang e la statunitense Charli Damelio.

Parla ai giovani anche l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (@refugees) che nella sua biografia ricorda come al mondo il 50 per cento dei rifugiati sono under 18. E aggiunge “immagina se dovessi fuggire da casa tua”. Infine, il World Economic Forum (@worldeconomicforum), fondazione non profit nata per promuovere la discussione tra personaggi di primo piano del mondo politico, su temi di tipo economico, accademico e scientifico, per promuovere il benessere e la crescita a livello mondiale. La stessa missione è portata avanti su TikTok con video-notizie di attualità: il clima che cambia, la pandemia, iniziative ambientali virtuose.

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