Massa, Msc: dopo l’annuncio sui vaccini le prenotazioni sono tornate a crescere

L’indice di contagio scende, Lombardia e Piemonte si apprestano a uscire dalla zona rossa e le persone tornano a pensare ai viaggi. “I segnali che stanno arrivando negli ultimi giorni, da quando cioè i media hanno cominciato a parlare di vaccini, sono confortanti“, racconta il country manager Italia di Msc Crociere, Leonardo Massa. L’inversione di tendenza [...]→ Leggi alla Fonte

La sudafricana Airlink debutta nel Bsp Italia

Airlink fa il suo debutto nel Bsp Italia. Da oggi i biglietti della compagnia aerea privata sudafricana possono essere prenotati ed emessi con piastrina 4Z 749 utilizzando tutti i principali gds, oltre che chiamando il call center di Aviareps o scrivendo all’indirizzo airlink.italy@aviareps.com. Di recente Airlink si è separata dal partner storico, South African Airways, e  ha [...]→ Leggi alla Fonte

Weekend a Lecce in autunno, tra cultura e shopping

Piazze senza folla e voli davvero low cost. Ma la vera sorpresa di un weekend a Lecce in autunno è trovare un capoluogo vivace, aperto, forse quest’anno ancora di più. Non ci sono solo i palazzi barocchi da visitare, ma anche spazi dedicati all’arte contemporanea e alla musica. Per un weekend alternativo in una città da esplorare a piedi o in bicicletta, scaricando l’app per il bike sharing BicinCittà o noleggiando due ruote (info: salentobicitour.org).

Ci si scalda poi a tavola. A pochi passi da viale Lo Re, l’ottocentesca caffetteria La Cotognata Leccese di viale Marconi si è appena rifatta il look. I registi Edoardo Winspeare e Ferzan Özpetek, amici dell’attrice Barbara de Matteis, proprietaria del locale, sono di casa: qui si gusta il tipico dolce di mele cotogne, caratteristico della città.

Dietro al multisala Massimo ha aperto in agosto W Club, cocktail bar, ristorante e spazio per musica dal vivo, tutto vetri, specchi e glamour anni Ottanta. I cocktail si ispirano ai vari generi musicali e sono accompagnati da tacos, taboulè e carpacci. A cena si gustano piatti etnici e barbecue creativi della cucina cosmopolita di Ivan Scrimitore, come l’anatra affumicata al legno di pecan con salsa senape e chips di cipolla caramellata.

La cocktail room del W Club

Il mite autunno salentino invita a gironzolare. Magari per scoprire la città medievale e romana. Si può iniziare dal castello Carlo V, dove si visitano i sotterranei e le prigioni, per proseguire poi con la basilica di Santa Croce, nell’antico quartiere ebraico medievale, e con il Museo ebraico di Palazzo Taurino, ex Personé, di fronte alla basilica, che nell’ipogeo ospita i luoghi per l’abluzione rituale e i resti della ex sinagoga.

Palazzo Personé accanto alla basilica di Santa Croce

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Qui, fino al 28 febbraio 2021, si visita (verificare in tempo reale l’apertura, in base alle normative anti-Covid) la mostra Il Filo della Storia, con una decina di tele ricamate con temi ebraici da Federico Caputo e le sculture di Margherita Grasselli, che ha forgiato morbide bambine di argilla, collocate qui e nei cortili dei Palazzi dei Celestini, Adorno e Tamborino Cezzi.
Attenzione; da quest’anno le chiese principali del centro sono a pagamento (da 3 a 9 euro, info: chieselecce.it; visite turistiche sospese causa Covid).

La mostra Il Filo della storia, a Palazzo Celestini

Tutta Lecce mescola storia e nuove idee. Il bistrot di Palazzo Taurino è gestito dai proprietari di Vico dei Bolognesi, concept store di via Matteotti dove scovare pezzi vintage per la casa, bijoux, capi no logo, lampade di design.
Sullo stesso vicolo si trova Buon Consiglio, due ampi appartamenti (prezzi: doppia b&b da 75 a 130 euro) in un palazzo del Quattrocento. I titolari sono perfetti personal shopper e hanno una linea di borse e accessori di lusso fatti a mano.

Uno scorcio serale di piazza Duomo (ph: Getty Images)

Punta tutto su moda, design italiano e firme giovani Chiara Giulia Micoccio, anima dello showroom CGM.
Palazzo BN, del 1930, era invece la sede del Banco di Napoli. Oggi offre 13 appartamenti (Prezzi: Basic da 220 a 280 euro; Presidenziale, da 95 mq, con terrazza, da 400 a 590 euro) con roof garden, una palestra nell’ex caveau e un spazio ristorazione con quattro proposte gastronomiche: dal Banco lounge bar al bistrot di pesce Ammos, dal ristorante Red alla salsamenteria Terra, dove acquistare e degustare vini, frise e formaggi.

L’Ammos Fish Bar, nel complesso di Palazzo BN

Aria nuova anche nelle sale del Museo Castromediano, il più antico di Puglia, oggi laboratorio di sperimentazione e dialogo fra le arti, tra concerti di musica classica, mostre, incontri con autori e persino sessioni di yoga.
Pochi passi a piedi e si raggiunge il Convitto Palmieri, sede della Biblioteca Bernardini e della Fabbrica delle Parole, percorso permanente sull’arte della stampa, dove curiosare tra macchine tipografiche e computer d’antan.

Una sala del Museo Castromediano

A pranzo, poco lontano, la cucina al femminile di 63 Osteria Contemporanea propone orecchiette artigianali con grani antichi e torta ricotta e zucca. E, per la notte, il vicino b&b La luna in cortile (prezzi: doppia b&b da 80 a 100 euro) ingloba tracce delle mura medievali.

Il b&b La luna in cortile, ricavato presso le Mura urbiche, la cinta difensiva medievale

Per una gita fuori porta, è aperto, ogni weekend, il Parco archeologico di Rudiae, raggiungibile in bici sulla strada per San Pietro in Lama. L’ultima sorpresa è che Lecce ha ben due anfiteatri romani a distanza di tre chilometri: quello di Lupiae, in piazza Sant’Oronzo e, appunto, quello della città messapica di Rudiae, che diede i natali al poeta latino Quinto Ennio. Ieri il teatro, oggi il cinema e la musica: i leccesi amano essere al centro della scena.

Il Parco Archeologico Rudiae

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Natale autentico nel cuore di Orvieto, tra storia, arte e buona tavola

Abbarbicata su una rupe di tufo, ancora oggi lì, dove gli Etruschi la fondarono, Orvieto appare fin da subito a chi arriva e la guarda dalla valle del Peglia un gioiello incastonato nella Storia. Ma è una volta entrati in città che quella storia, lunga 3000 anni, ti avvolge e ti coinvolge, facendoti sentire parte di quelle mura, di quelle strade, di quelle pietre. 

E così accade che, soprattutto a Natale, si abbia la sensazione di entrare in un presepe a dimensione naturale, nel quale passeggiare sentendo il profumo delle lumachelle che cuociono nei forni delle case e il suono delle campane che si leva dalla Cattedrale o dalla torre campanaria della Collegiata dei Santi Andrea e Bartolomeo. 

Natale a Orvieto

All’atmosfera natalizia naturale, ogni anno, si aggiungono eventi contemporanei che coinvolgono la città fin dall’ultima settimana di novembre e che hanno il culmine a cavallo di Capodanno con l’Umbria Jazz Winter. Naturalmente, nell’anno in cui l’emergenza sanitaria impone un Natale più sobrio, le consuete iniziative delle feste puntano a creare in città un’atmosfera più intima e raccolta e anche il festival jazz rimanda i suoi concerti a dicembre 2021. 

Il Natale 2020 di Orvieto sarà tranquillo, ma di certo non spento: la città sarà illuminata da installazioni artistiche che accenderanno le facciate dei palazzi del centro storico, e una grande stella cometa di 17 metri richiamerà i fedeli in piazza Duomo e in Cattedrale. E, mentre sulle case del quartiere medievale saranno esposti arazzi illuminati, a creare un originale presepe in una nuova suggestiva forma, il tradizionale Presepe nel pozzo della Cava, quest’anno sarà sostituito da una Natività simbolica. 

Ma a richiamare l’attenzione, a Natale e non solo, sarà soprattutto il celebre pozzo di San Patrizio, realizzato nella prima metà del Cinquecento da Antonio Sangallo il Giovane su richiesta di papa Clemente VII, in cerca di un rifugio sicuro in caso di assedio di Roma.

Sono stati appena conclusi, infatti, i lunghi lavori di restauro che hanno restituito a questo capolavoro di ingegneria profondo 54 metri la sua bellezza originaria. Anche se questo Natale non sarà possibile, per ragioni di sicurezza sanitaria, godere dell’albero di luce che l’anno scorso ha acceso l’interno del profondo cilindro, si potranno comunque ammirare i risultati dei lavori sulla parte esterna. E non appena sarà di nuovo permesso, sarà un piacere ancora più grande scendere e risalire i 248 scalini delle due rampe elicoidali che non si incrociano mai.

Orvieto sotterranea, la città nascosta

Proprio dal pozzo di San Patrizio potrebbe partire l’itinerario alla scoperta di Orvieto: cominciando dal basso, da quella parte di città che c’è sotto la città stessa e che è un vero e proprio viaggio nel tempo. 

Nei Sotterranei, la Orvieto Underground, attraversare i cunicoli e le cavità artificiali scavate nel tufo vuol dire attraversare anche i secoli: dalla civiltà etrusca, di cui si possono ammirare le cisterne per la raccolta dell’acqua realizzate nel V secolo a.C., alla seconda guerra mondiale, quando le grotte erano utilizzate come rifugi antiaerei, passando per il Medioevo e il Rinascimento quando in quelle cavità si allevavano i colombi o si lavorava l’olio. 

D’obbligo, però, visitare anche i sotterranei della chiesa di Sant’Andrea, definita la “carta d’identità” di Orvieto: qui sono conservate testimonianze storiche che risalgono all’età del bronzo, poi etrusche e romane fino alle prime comunità cristiane. La Collegiata, che si trova accanto al Palazzo Comunale, fu costruita nel VI secolo d.C. sulle rovine di un antico tempio etrusco, ma nei secoli la sua struttura è stata modificata, fino ai restauri di inizio Novecento che hanno dato alla chiesa e all’adiacente torre dodecagonale l’aspetto attuale. 

Orvieto e il Duomo illuminato al tramonto

Vivere Orvieto da orvietani 

Una volta usciti “a riveder le stelle” dalla chiesa, ci si trova in pieno centro storico. Ed è  il momento di vivere Orvieto da veri orvietani. Anche perché la città è lì ad accogliere i turisti come persone di famiglia o amici intimi, con i quali condividere tutto ciò che ha di più bello, comprese le abitudini quotidiane. Così, inoltrandosi su corso Cavour, verso la Torre del Moro – l’antica torre dell’orologio sui cui salire per godere del panorama della città e della campagna che la circonda – ci si può fermare a fare shopping di pregiati cachemire, prendere un caffè al bar, oppure infilarsi in vicolo Michelangeli per visitare l’omonima antica bottega di falegnameria e farsi una foto su uno dei cavalli di legno in esposizione, proprio come, da generazioni, fanno i bambini di Orvieto. Non c’è album di famiglia in città, raccontano gli orvietani, in cui non ci sia un ragazzino immortalato su un cavallo della bottega Michelangeli.

Tante altre botteghe storiche, in cui acquistare ceramiche (anche per uso quotidiano) e merletti, si incontrano nel cuore della città. Ma se si preferisce lo shopping gastronomico, l’appuntamento è al sabato al mercato di piazza del Popolo, proprio sotto il maestoso palazzo del Capitano del Popolo: qui, seguendo le abitudini degli orvietani, si possono cercare i fagioli secondi del Piano di Orvieto (presidio slow food), formaggi, salumi e, quando è stagione, tartufi e funghi. E se facendo la spesa viene fame, basta chiedere consiglio a un passante per farsi suggerire un posto dove pranzare: non c’è da temere di incappare in locali per turisti, qui non esistono: i visitatori e gli abitanti mangiano tutti negli stessi ristoranti. 

Il pomeriggio, poi, può essere dedicato a una passeggiata o un’escursione in bicicletta fuori le mura, magari lungo l’Anello della Rupe fino alla Necropoli etrusca del Crocifisso del Tufo, in pieno Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano. Ma se si preferisce restare in città, non si può prescindere da una sosta alla bottega dell’Orvietan, l’amaro erboristico citato anche da Molière (nella commedia L’Amour Médecin), e da Manzoni (nella prima versione dei Promessi Sposi), così come in enoteca per portare a casa almeno una bottiglia di Orvieto Doc, prodotto in una delle 20 cantine della zona.

La passeggiata nel centro storico non può che concludersi, al tramonto, davanti alla maestosità del Duomo, il “Giglio d’oro delle cattedrali” che, con i suoi mosaici illuminati dal sole calante, colora di mille sfumature dorate la stupenda facciata decorata da Lorenzo Maitani.

Naturalmente, tutti possono entrare nel Duomo per raccogliersi in silenzio, mentre le visite guidate devono essere prenotate – come per gli altri più importanti monumenti di Orvieto – sul portale liveorvieto.com, per assicurare a tutti la possibilità di vivere la Storia in totale sicurezza. 

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Guida Michelin 2021: Oldani sale a due stelle, ci sono 26 new entry e le nuove “stelle verdi”

È stata presentata oggi, 25 novembre, la 66ma edizione della Guida Michelin Italia 2021. Nonostante le difficoltà del mondo della ristorazione, l’attesissima “Rossa” ha snocciolato regolarmente la lista delle nuove stelle, con un evento digitale, trasmesso in diretta streaming. 

Tutti i numeri della Guida Michelin 2021

Qualche buona notizia arriva, perché il coronavirus non ha del tutto arrestato il fermento e l’intraprendenza degli chef. In Italia la gastronomia sta facendo di tutto per mantenere vive le attività, con standard di qualità sempre elevati. In Italia attualmente ci sono 371 stelle Michelin (contro le 374 dello scorso anno) e fra queste ci sono 26 new entry con una stella Michelin, ossia ristoranti che “meritano la sosta” secondo la prestigiosa guida. Novità anche sul fronte delle due stelle Michelin, per i ristoranti che “meritano la deviazione”, perché ci sono tre nuovi ingressi: il D’O dello chef Davide Oldani a Cornaredo (Milano), l’Harry’s Piccolo a Trieste dello chef Matteo Metullio e il Santa Elisabetta a Firenze, che vede impegnato alla regia lo chef di origini campane Rocco De Santis. Confermati tutti gli 11 tre stelle Michelin, i ristoranti con il massimo riconoscimento, che secondo la guida “valgono il viaggio”. 

La Lombardia, con 59 ristoranti, rimane la regione più stellata, seguita dal Piemonte, con 46 ristoranti, e dalla Campania, con 44 ristoranti. In quarta posizione, troviamo la Toscana, con 43 ristoranti, che quest’anno si aggiudica il titolo di regione più ricca di novità, con ben 6 nuovi ristoranti stellati. Ben posizionato anche il Veneto, con 37 ristoranti stellati, di cui due novità. 

Napoli resta la provincia più stellata, con 28 ristoranti, seguita ancora una volta da Roma con 23 ristoranti, da Bolzano con 20 ristoranti, da Cuneo con 19 ristoranti e da Milano, che slitta dalla terza alla quinta posizione con 17 ristoranti stellati.  

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La stella verde, novità della Guida Michelin Italia 2021

Tra le novità di questa edizione, l’introduzione della stella verde, un simbolo simile a un trifoglio che indica un riconoscimento ai ristoranti che si sono distinti per l’attenzione all’ambiente, con pratiche sostenibili e iniziative green. Un premio assegnato agli chef di 13 ristoranti presenti sulla guida. Tra questi, il tre stelle Michelin Massimo Bottura dell’Osteria Francescana, che da anni è impegnato assieme alla moglie Lara Gilmore in progetti sostenibili con l’associazione Food For Soul, nata ai tempi di Expo 2015 e fondata sull’equa distribuzione del cibo e sulla lotta allo spreco alimentare. La stella verde è stata attribuita anche a Mariangela Susigan, che nel suo ristorante Gardenia a Caluso, in Piemonte, ha fatto delle erbe spontanee, del rispetto e del contatto con la natura una filosofia gastronomica. 

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Non solo i ristoranti stellati. Il trifoglio verde è stato assegnato anche a roccaforti della tradizione come il Caffè La Crepa di Isola Dovarese (Cremona), indicato come Bib Gourmand sulla guida (ossia un ristorante dove si ha una buona esperienza gastronomica con menu sotto i 35 euro), o a ristoranti che propongono un buon pasto con prodotti di qualità (segnalati sulla guida con il simbolo del piatto) come Casa Format di Igor Macchia a Orbassano.

Tutti i premi speciali della Guida Michelin Italia 2021

Come ogni anno, sono stati attribuiti anche i riconoscimenti speciali. È Antonio Ziantoni, del Ristorante Zia di Roma, a conquistare il Premio Giovane Chef 2021 (oltre all’ambita stella Michelin), mentre il Premio Servizio di Sala incorona Christian Rainer del Peter Brunel Ristorante Gourmet di Arco (Trento), un altro indirizzo (di recente apertura) che si va a piazzare anche tra le new entry stellate. Il Miglior sommelier 2021, invece, si trova a Ne (Genova) ed è Matteo Circella del ristorante La Brinca. Infine, va a Niko Romito, chef tristellato del Reale di Castel di Sangro, in Abruzzo, il premio come Chef Mentore 2021, per l’impegno decennale nella formazione dei giovani chef, con l’accademia che porta il suo nome. A proposito di talenti in erba, la Guida Michelin 2021 premia ben quattordici chef under 34 e quattro chef under 30: il miglior augurio per guardare al futuro.

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Malta a tutto yoga: full immersion (online) nella natura rigenerante dell’arcipelago

Malta Tourism Authority si adegua ai trend di mercato facendosi promotrice di una serie di iniziative che permettono di assaporare, seppure a distanza, le peculiarità uniche che la più grande delle isole  dell’arcipelago delle  Calipsee riserva ai suoi visitatori. In particolare, l’ente del turismo maltese decide di puntare su attività che siano in grado di generare esperienze autentiche, lavorando sui [...]→ Leggi alla Fonte

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Wizz Air: sconti fino al 30% per una selezione di voli, da prenotare oggi

Wizz Air gioca d’anticipo sul Black Friday lanciando uno sconto del 30% sul prezzo del biglietto di alcuni voli selezionati prenotando oggi, 25 novembre, tramite l’app della compagnia. I biglietti saranno acquistabili fino alla mezzanotte di oggi per volare su alcuni voli selezionati dell’intero network di Wizz Air. Includendo WIZZ Flex nella prenotazione, i passeggeri [...]→ Leggi alla Fonte

EasyJet ridimensiona l’attività in Italia: la flotta passa da 36 a 27 velivoli

“L’Italia rimane mercato chiave, ma senza una riduzione strutturale dei costi e supporto al settore da parte delle Istituzioni, preclusa la possibilità di una vera ripresa del comparto”: così Lorenzo Lagorio, country manager easyJet Italia, motiva il ridimensionamento dell’attività del vettore sul nostro mercato.  In pratica, easyJet ridurrà di 9 unità la flotta portando da 36 [...]→ Leggi alla Fonte

Emirates completa le pratiche dei rimborsi arretrati per un totale di 1,7 miliardi di dollari

Emirates ha completato un imponente iter di lavoro volto ad evadere gli arretrati di richieste di rimborso legate alle cancellazioni di viaggio causate dalla pandemia. Nell’arco di sette mesi a partire da aprile, Emirates ha ricevuto, convalidato ed elaborato quasi 1,7 milioni di richieste di rimborso. Ciò ha portato la compagnia aerea a restituire ai [...]→ Leggi alla Fonte