Festa della mamma 2020, le frasi di auguri più belle

Domenica 10 maggio è la Festa della mamma 2020, una delle ricorrenze laiche più famose al mondo, nata per omaggiare la figura della madre, il suo ruolo nella società e all’interno della famiglia. Quest’anno, abbiamo scelto delle frasi per la festa della mamma per dedicarle degli auguri speciali. Pensieri, aforismi, versi di canzoni. Ma abbiamo raccolto anche alcune curiosità su date e storia.

Frasi di auguri per la festa della mamma 2020

Volete regalare a vostra madre un pensiero speciale? Questa è l’occasione per esprimere il proprio affetto. Se non con un regalo, con un biglietto di auguri. Per trarre qualche spunto, ecco le frasi per la festa della mamma più belle che abbiamo trovato sul web.

“Una buona madre vale cento maestri” (La madre, Victor Hugo)

“La madre è un angelo che ci guarda, che ci insegna ad amare! Ella riscalda le nostre dita, il nostro capo fra le sue ginocchia, la nostra anima nel suo cuore: ci dà il suo latte quando siamo piccini, il suo pane quando siamo grandi e la sua vita sempre” (Victor Hugo)

L’amore di una madre è la pace. Non ha bisogno di essere conquistato, non deve essere meritato” (Erich Fromm)

Non esiste una ricetta per diventare una madre perfetta, ma ci sono mille modi per essere una buona madre” (Jill Churchill)

Grazie mamma, perché mi hai dato la tenerezza delle tue carezze, il bacio della buona notte, il tuo sorriso premuroso, la dolce tua mano che mi dà sicurezza. Hai asciugato in segreto le mie lacrime, hai incoraggiato i miei passi, hai corretto i miei errori, hai protetto il mio cammino, hai educato il mio spirito, con saggezza e con amore mi hai introdotto alla vita. E mentre vegliavi con cura su di me trovavi il tempo per i mille lavori di casa. Tu non hai mai pensato di chiedere un grazie. Grazie mamma” (Grazie mamma, filastrocca di Judith Bond)

“Oltre a essere tuo figlio, la cosa più bella è che ti assomiglio,/non so come lo sai fare, tu mi sai consigliare per distinguere il bene dal male/e ogni tuo bacio è il più dolce dei frutti che abbia mai assaggiato” (Amor de mi vida, Sottotono)

Non una, né due, né cento feste per la mamma potrebbero ringraziarti abbastanza. Buona festa della mamma! Dio non poteva essere ovunque, e quindi ha creato le madri” (Kipling)

Il cuore di una madre è un profondo abisso in fondo al quale troverai sempre il perdono” (Honoré de Balzac)

Tutto ciò che sono, o spero di essere, lo devo al mio angelo di madre” (Abraham Lincoln)

Madri, siete voi che avete in mano la salvezza del mondo” (Lev Tolstoy)

Nessun affetto nella vita uguaglia quello della madre” (Elsa Morante)

La mano che fa dondolare la culla, è la mano che regge il mondo” (William Ross Wallace)

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foto immagini festa della mamma

Festa della mamma, quand’è e perché la data cambia ogni anno

E ora qualche curiosità. Forse non tutti sanno che la data della Festa della mamma cambia ogni anno e varia anche di Stato in Stato. Se infatti è vero che nella maggior parte dei Paesi europei, negli Stati Uniti, in Australia e Giappone, la celebrazione cade nel mese di maggio, in altri, come San Marino e Stati dei Balcani, invece, si festeggia a marzo.

Quando cade la Festa della mamma, allora? La data in Italia è fissata nella seconda domenica di maggio. La decisione di fissare la festa nel giorno festivo fu presa nel nostro Paese nel 2000, per consentire alle mamme di avere un giorno libero da passare con la famiglia e i figli. Quindi, seguendo il calendario, nel 2020 si festeggia il 10 maggio; nel 2021 il 9; nel 2022 l’8 maggio; mentre, nel 2023 il 14 e così via.

Festa della mamma, perché non è l’8 maggio

Molti sono convinti che la Festa della mamma cada sempre l’8 maggio. Non è così, ma alla base di questa falsa credenza c’è un fondo di verità.  Stando ad alcune fonti, fu inizialmente scelto l’8 maggio, giorno in cui si celebra la Festa della Madonna del Rosario di Pompei.

Storia della Festa della mamma

La prima volta al mondo in cui si cominciò a pensare di istituire un giorno dedicato alle madri fu nel 1870. L’attivista americana Julia Ward Howe, infatti, propose di festeggiare il Mother’s Day for Peace (giornata della mamma per la pace), una pausa di riflessione sui drammi della guerra. Ma l’iniziativa non prese piede.

Diversa la storia in Italia. La prima volta in cui vennero festeggiate ufficialmente le mamme fu nella Giornata nazionale della Madre e del Fanciullo, il 24 dicembre 1933. In questa occasione il governo fascista voleva omaggiare le donne più prolifiche. L’evento non fu più ripetuto negli anni successivi.

L’origine della moderna Festa della mamma in Italia va invece fatta risalire a metà anni Cinquanta, quando il sindaco di Bordighera, Raul Zaccari, inventò la ricorrenza e la promosse nella sua città. Due anni dopo presentò al Senato della repubblica una proposta di legge affinché fosse istituita come festa nazionale. La proposta fu accettata e la festa della mamma divenne ufficiale.

Il Parco della Mamma a Tordibetto di Assisi

C’è però anche l’aspetto religioso da ricordare. Nel 1957 il parroco di Tordibetto di Assisi, don Otello Migliosi, volle celebrare le mamme non solo per il loro ruolo sociale, ma anche per il valoro religioso interconfessionale della loro figura. Che diventava così un simbolo di pace, fratellanza e comunione fra le diverse culture del mondo. Da allora non solo a Tordibetto la festa della mamma è un’istituzione, ma è stato aperto anche il primo e unico Parco della Mamma.

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La pandemia raccontata dagli oggetti. Le iniziative di due musei

Mascherine, cartelli, scritte e disegni, messaggi di speranza. Ma anche lievito, farina, carta igienica. Due importanti musei europei stanno provando a raccontare la pandemia attraverso gli oggetti. Uno è il Victoria and Albert di Londra, l’altro il Wien Museum, Museo della città di Vienna. Entrambi sono impegnati in progetti online che partono dalla raccolta degli oggetti di uso quotidiano per riflettere su come Coronavirus sta rimodellando le nostre vite.  E documentare il cambiamento per le generazioni future.

Il progetto Pandemic Objects del V&A di Londra

Pandemic Objects è il titolo della nuova iniziativa del V&A di Londra, un progetto editoriale sulla pandemia inaugurato il 6 maggio. “La pandemia ha questo strano modo di portare alla ribalta oggetti a cui non avresti mai pensato”, ha spiegato il curatore Brendan Cormier al Guardian. “Tutto diventa più intenso”. È nata così l’idea di indagare quegli oggetti familiari e trascurabili che hanno assunto nuovi significati e scopi durante il dilagare dell’epidemia di Coronavirus. Come la carta igienica diventata un simbolo di panico pubblico. Il termometro trasformato in uno strumento per il controllo sociale. La stampante 3D utilizzata per realizzare dispositivi di protezione. La miriade di cartelli scritti a mano ( e non stampati), comparsi nelle vetrine dei negozi in tutto il mondo per spiegare chiusure o nuove regole, come l’obbligo di mantenere le distanze. E poi i disegni dei bambini appesi alle finestre, gli arcobaleni, i messaggi “andrà tutto bene” e  “state a casa”.

Cartelli scritti a mano sulle vetrine dei negozi di tutto il mondo. Foto Julie Boganowicz. Courtesy V&A.

Lievito, farina, e Google Street View

Come la pandemia ha cambiato il rapporto con la cucina e la percezione di ingredienti come farina e lievito, diventati fondamentali per le gare di pane e pizze testimoniate sui social, è un altro aspetto su cui intende riflettere il V&A. “La vera attrazione è la funzione terapeutica della cottura, la qualità tattile e meditativa del processo, insieme al desiderio di sentirsi autosufficienti”, spiega Cormier. Che dedica spazio anche viaggio virtuale e agli screen da Google Street View: per molti, una via di fuga durante il blocco, un modo di alimentare la propria curiosità e di incontrare il mondo, senza uscire di casa. E l’indagine del museo londinese continuerà tra balconi, servizi di streaming e macchine da cucire tornate alla ribalta, come dimostra secondo il Guardian – “l’aumento vertiginoso delle vendite durante il blocco”.

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Corona Collection Project, le foto di oggetti inviate al Wien Museum

Raccontare la storia della pandemia a Vienna attraverso il ruolo chiave che semplici oggetti comuni svolgono al suo interno è l’intento analogo che ha mosso il Wien Museum a lanciare un appello in rete.  “Come sapranno le generazioni future cosa ha significato la crisi del Coronavirus? I formati digitali vanno e vengono, gli oggetti invece durano più a lungo. Per questo motivo vi preghiamo di inviarci le fotografie degli oggetti che documentano la vostra vita quotidiana ai tempi del Coronavirus”, si legge sul sito del museo.

Dal 25 marzo a oggi, circa 1800 immagini sono state raccolte e catalogate sotto il titolo di Corona Collection Project: mascherine, guanti, diari della quarantena, gel per le mani. Tantissimi disegni e cartelli scritti a mano. Foto di piatti e di conserve. E di macchine da cucire.

Una selezione di oggetti fra quelli inviati in forma di foto entrerà a far parte della collezione del museo viennese. Per ora, molte immagini sono state pubblicate sul sito wienmuseum.at.

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5 gite in bici in Lombardia, nei dintorni di Milano

Pedalare in scenari immersi nella natura. Tra campagna e ville nobiliari, corsi d’acqua e gioielli architettonici. A Milano e nel territorio lombardo, a breve distanza dalla metropoli, si può. Scegliendo l’itinerario più adatto alla propria voglia di fare sport all’aria aperta. Ecco alcuni suggerimenti. Itinerari adatti alla bella stagione in sella a mountain bike, bici da strada o gravel, anche a pedalata assistita.

Andare in bici durante la Fase 2: distanze di sicurezza

Una nota importante: in questo periodo della Fase 2, è necessario fare attenzione alle distanze di sicurezza, che vanno considerate più ampie di quelle stabilite dai decreti, in particolare per le attività in bici. Inoltre, è bene tenere presenti le misure restrittive che ,nel mese di maggio 2020, possono essere adottate da enti o singoli comuni interessati dai percorsi per evitare gli assembramenti. Il consiglio? Prima di salire in sella dedicare qualche minuto alle necessarie verifiche sui siti istituzionali e sui canali informativi ufficiali.

1) DA MILANO ALL’ABBAZIA DI CHIARAVALLE

Livello difficoltà: facile. Bici consigliata: city bike o gravel

L’area a sud di Milano è ideale per un break rilassante a misura di sportivo. Grazie al paesaggio interamente pianeggiante il parco, che include ben 61 comuni, è adatto a tutti i biker anche alle prime uscite stagionali. Diversi gli itinerari cicloturistici che s’intersecano nel Parco Agricolo Sud, tutti caratterizzati da un tipico ambiente rurale dove l’agricoltura è una tradizione lunga generazioni. Il paesaggio propone diversi luoghi d’interesse storico e architettonico.

Un primo “approccio” al parco è il suggestivo itinerario che collega Milano all’Abbazia di Chiaravalle (6 chilometri) interamente pianeggiante, che costituisce il primo tratto di un lungo itinerario (65 km) noto come il “Cammino dei Monaci” fino al Po, all’altezza di Corte Sant’Andrea, nel Lodigiano.

Partendo in città all’altezza del Parco delle Basiliche (San Lorenzo) e proseguendo per Porta Romana e Corso Lodi fino al quartiere Corvetto, sino all’ingresso del Parco Agricolo (via San Dionigi) dove s’incontra il Punto Parco Nocetum, dove ha sede una comunità di monaci e si ammira una chiesa del XIII secolo.

Superato il depuratore di Nosedo e inoltrandosi via via in un ambiente rurale si giunge prima alla Cascina Grande quindi all’Abbazia di Chiaravalle, risalente al XII secolo, complesso monastico cistercense ospitato in un gioiello dello stile Romanico lombardo, dove i monaci coltivano i campi e vendono al pubblico i prodotti della terra. Da qui la pedalata può proseguire tratteggiando l’itinerario preferito.

2) IN BRIANZA LUNGO IL LAMBRO

Livello difficoltà: medio. Bici consigliata: mountain bike o gravel

Un territorio apprezzato dai tanti ciclisti che impostano il navigatore dal capoluogo lombardo in direzione nord, cercando paesaggi rilassanti e le prime colline adatte per l’allenamento.

Partendo da Monza un itinerario cicloturistico (30 chilometri) si sviluppa in direzione nord passando per la Brianza fino al Lago di Alserio, alle porte di Erba, alternando ciclo-pedonali spaziose a sentieri immersi nei boschi e nei campi agricoli. Sempre seguendo (eccetto piccole deviazioni su strade secondarie) il corso del fiume Lambro all’interno dell’omonimo parco e i cartelli segnavia dislocati, pur con qualche lacuna, lungo la via.

Dall’estremità nord-est del Parco di Monza s’imbocca la ciclabile non distante dalla stazione ferroviaria di Biassono-Lesmo. Nel primo tratto, mai troppo impegnativo, si attraversano eleganti borghi quali Canonica Lambro (frazione di Triuggio) con la storia Villa Taverna, e Agliate, dove sorge la Basilica di San Pietro e Paolo, gioiello del Romanico lombardo.

Proseguendo con un percorso che presenta quindi più saliscendi, alcuni “strappi” in salita impegnativa e tratti immersi nel verde della Brianza si giunge sino a Briosco, già sede di una storica fornace artistica, e più oltre all’Oasi di Baggero, un’area protetta di 225 mila metri quadrati – tra i comune di Merone, Monguzzo, Lurago d’Erba, Lambrugo in provincia di Como – con due laghetti poco profondi “cuore” di un eco-sistema all’insegna della sostenibilità.

3) NEL PARCO DELLE GROANE

Livello difficoltà: facile. Bici consigliata: mountain bike o gravel

Un ampio polmone verde a nord-ovest del capoluogo lombardo, il Parco delle Groane che ospita al suo interno ville di delizia, aree verdi e boschive, percorsi ideali per una pedalata adatta a tutti in sella a mountain bike e gravel bike. Nel complesso il parco, di 3.800 ettari, conta 50 chilometri di sentieri.

Punto di partenza la stazione ferroviaria di Garbagnate Milanese-Parco Groane (collegata a Milano-Cadorna). Da qui i cartelli del Let 1 (Landscape Expo Tour, rete di percorsi ciclabili inaugurata nel 2015) – Ville Storiche e Groane permette di “tracciare” l’itinerario preferito. Due i principali tronconi del reticolo di sentieri e piste: Ovest ed Est.

Mentre il percorso Let 1 Est (16 km) interamente percorribile consente di ammirare altre zone del parco tra edifici d’epoca e il centro storico di Senago oltre alla stessa Villa Arconati. Il percorso può proseguire lungo la ciclabile Via d’acqua per Expo, lontana dal traffico, su fondo sterrato e in parte asfaltato, che termina in prossimità dell’area che ospitò l’Esposizione Universale 2015.

Il percorso Let 1 Ovest (19 chilometri), un anello che conduce verso Lainate (sede dell’incantevole Villa Borromeo Visconti Litta) passa dall’alzaia del Canale Villoresi (preclusa a bici e pedoni almeno sino al 18 maggio 2020) e transita per Villa Arconati Crivelli detta “Il Castellazzo” a Bollate, dimora di delizia costruita tra Seicento e Settecento come la “Versailles italiana”. Attenzione: il tratto dell’itinerario Let 1 Ovest è al momento soggetto a chiusure degli accessi per la pratica sportiva

4) COMO E IL TRIANGOLO LARIANO

Livello difficoltà: impegnativo. Bici consigliata: mountain bike o e-mountain bike

Un classico percorso per vivere metà giornata sui primi rilievi a nord della città di Milano in sella alla mountain bike oppure alla versione delle ruote “grasse” a pedalata assistita, l’e-bike. Un tour di 20 chilometri e 900 metri di dislivello positivo ammirando la vista sul Lario, Prealpi lecchesi a nord e il panorama collinare brianzolo sino al capoluogo lombardo e oltre verso sud.

Partendo da Como, da Piazza de Gasperi si può sfruttare la storica funicolare la cui prima versione venne inaugurata nel 1894 per raggiungere Brunate, comune che sorge a quota 715 metri d’altitudine caratterizzato da molte ville in stile Liberty e dal Faro Voltiano. Imboccando prime strade secondarie aperte al traffico (da via Giacomo Scalini, poi via Alle Colme e via Alle Baite) ci si dirige verso il percorso cicloturistico segnalato dal cartello numero 1 (“Strada Monte Boletto-Dorsale Triangolo Lariano”).

L’ampio percorso acciottolato iniziale si trasformerà più oltre in un bel sentiero – sempre segnalato dai cartelli – che conduce al belvedere ai piedi del Monte Boletto. Il punto più alto dell’itinerario sarà a quota 1.150 metri. Nella seconda parte dell’itinerario, seguendo i cartelli che indicano il “Sentiero dei Faggi”, il tour dedicato agli appassionati di mountain bike porterà a immergersi nei boschi con vista sull’abitato di Blevio, sul Lago di Como, già citato da Leonardo da Vinci. Il percorso per i biker con buon allenamento, ricco di luoghi panoramici, baite e qualche rifugio di media montagna, transiterà dalla Capanna Mara e dall’Alpe del Vicerè scendendo quindi a Erba.

5) LECCO-TREZZO D’ADDA (o viceversa)

Livello difficoltà: facile. Bici consigliata: mountain bike o gravel

Attenzione: itinerario soggetto a chiusura degli accessi per la pratica sportiva nei giorni di pubblicazione dell’articolo. Consigliabile informarsi prima di partire

È tra i percorsi più amati dai biker lombardi e non smette mai di stupire. Lungo l’asse che collega Lecco, città manzoniana, a Milano, si sviluppa la ciclovia in parte sterrata, in parte asfaltata che costeggia il fiume Adda.

Adatta a tutti gli escursionisti, anche i meno allenati per via di un dislivello molto contenuto, la gita partendo da Lecco e arrivando a Trezzo d’Adda misura circa 38 chilometri pianeggianti. Consigliata una mountain bike, una trekking bike o una gravel bike. Tralasciamo, onde evitare assembramenti l’ultimo collegamento, quello che pedalando sulla ciclovia della Martesana conduce fino alla periferia nord-est del capoluogo lombardo.

Tra città, fiume, dighe e le “tracce” di Leonardo da Vinci, a cui si deve il traghetto a mano che all’altezza di Imbersago, ancora oggi, permette di attraversare l’Adda unendo la sponda lecchese (che percorriamo con la bici) a quella bergamasca. Il tour comprende molti punti d’interesse.

Una gita semplice da organizzare (anche trasportando le bici tramite il treno che collega Milano a Lecco) dove è impossibile perdere la rotta. Raggiunto il quartiere Pescarenico di Lecco (Piazza Era) si segue la pista ciclo-pedonale che costeggia il fiume arrivando a Calolziocorte dove, poco oltre il Monastero del Lavello, tramite un ponte, si attraversa l’Adda. Proseguendo sulla sponda destra, e seguendo i cartelli segnavia, si lasciano alle spalle le montagne, a partire dal Resegone.

Pedalando verso sud si arriva a Brivio, Imbersago, Paderno d’Adda dove si ammira lo storico ponte costruito tra il 1887 e il 1889. Più oltre ben tre differenti centrali idroelettriche, prima di giungere a Trezzo sull’Adda, sovrastato dalla rocca che apparteneva al Castello Visconteo.

 

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Il segreto della felicità? Noleggiare un finlandese (virtuale)

Alti, belli ma soprattutto sempre sorridenti. Non a caso i finlandesi sono stati eletti dall’Onu, per la terza volta, il popolo più felice del mondo. Il loro segreto? Uno stile di vita a stretto contatto con la Natura e la capacità di ritagliarsi ampie pause da dedicare a se stessi. Un segreto che sono pronti a condividere con tutti.
Ma se non è ti possibile andare in Finlandia per scoprirlo di persona, sarà un finlandese a venire da te per svelartelo. In cinque mosse. O meglio, nei cinque appuntamenti di “Rent a Finn goes Virtual”, la nuova iniziativa social di Visit Finland, prosecuzione della campagna “Rent a Finn” del 2019. Dal cibo alla sauna, dal fitness al foraging urbano, si può prendere a noleggio (virtuale) un finlandese per farsi spiegare, attraverso una serie di live streaming, come trarre beneficio dal loro particolare way of life.

Ecco il calendario degli appuntamenti live (della durata di 60 minuti) in diretta sul canale Facebook di Visit Finland nei prossimi venerdì di maggio e giugno, alle ore 16 (con discussione a seguire su Instagram Live).
Si parte il 15 maggio, con “Relax with a Finn”, guidati da Päivikki Koskinen, giornalista, allenatore terapeuta, amante della sauna e del nuoto su ghiaccio. Come attrezzarsi per la lezione? Prendetevi una bibita fresca e un grande secchio di acqua fredda. Anche un asciugamano può essere utile.
Il 22 maggio sarà Mirja Priha, insegnante di sostegno, ciclista e proprietaria di un caffè, e Molla Mills, designer e insegnante di artigianato, a raccontare come i finlandesi spendono il proprio tempo in modo creativo. Idee e azioni da mettere subito in pratica: lavorare all’uncinetto, fai-da-te, imparare il finlandese, immergersi nella natura, fare esercizi sensoriali, spostarsi in bici.
Il 29 maggio, invece, focus sul tema Active con Antti Etelämäki, appassionato di vela e outdoor, e Jukka Joutsiniemi, imprenditore, allenatore e appassionato di outdoor. Indossate abbigliamento sportivo e tenetevi pronti per imparare a navigare e ad allenarsi in mezzo alla Natura.
Naturalmente non può mancare un appuntamento dedicato al cibo: il 1° giugno sarà lo chef stellato Sasu Laukkonen a guidarvi nel foraging urbano. Anche la propria città può regalare erbe selvatiche da raccogliere e usare in varie ricette. La natura fa capolino tra i fornelli: uno dei caposaldi di tutta la cucina scandinava.
E per chiudere, una lezione riassuntiva a più voci: il 12 giugno sarà l’intero villaggio di Mathildedal a suggerire come trovare la chiave della felicità.

ph: Visit Finland\Timo Melantie-Vastavalo

E se tutto ciò non dovesse bastare a ritrovare il sorriso in questo momento difficile? Sarà anche  possibile seguire una “lezione” individuale con una di queste guide alla felicit. Nella settimana del 22 giugno gli esperti saranno disponibili per incontri individuali di 15 minuti via Teams, Hangouts o Skype.
Gli slot sono prenotabili, scegliendo l’argomento preferito e la guida di riferimento, sul sito della campagna  rentafinn.com/it/. Le candidature sono aperte fino alle 22.59 del 7 giugno.

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Riaprono i Grandi Giardini Italiani: la terapia anti-stress del verde

È il mese delle rose, della natura che sboccia dando spettacolo con le fioriture multicolori. E maggio è anche il momento in cui riaprono finalmente al pubblico molti dei Grandi Giardini Italiani, il circuito nato nel 1997 che comprende alcuni dei giardini storici del nostro Paese.

“In questo momento storico, il giardino è un Eden protetto, una terapia per curare la paura e le incertezze create dalla pandemia” afferma Judith Wade, CEO di Grandi Giardini Italiani. Cambiano le modalità di accesso, per adeguarsi alle norme anticontagio e per garantire la sicurezza di tutti i visitatori. Quindi, prima di presentarsi ai cancelli, al fine di evitare code è necessario prenotare la visita online.

“Con le nuove norme di distanziamento sociale in vigore, è possibile attuare un modello di visita migliore. Sarà possibile vivere e apprezzare i giardini, non solo dal punto di vista botanico e artistico, con le loro bellezze, ma anche per il silenzio e il relax che ci dona ogni passeggiata nel verde”, conclude Judith Wade.

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Nelle settimane di chiusura forzata, i giardinieri hanno continuato la loro opera e i tesori verdi sono sbocciati in tutto il loro consueto splendore. E così, anche chi in questi giorni è stato costretto a vivere in appartamento, senza uno sfogo verso l’esterno, un balcone o un giardino, potrà ristorarsi nella natura, nutrire lo sguardo di bellezza, trovare un po’ di pace. O magari organizzare un’uscita in occasione della festa della mamma.

Lista dei Grandi Giardini Italiani aperti da maggio

Dal 4 maggio si possono allora visitare in Piemonte, il Parco Pallavicino a Stresa e i Giardini Botanici di Villa Taranto a Pallanza, entrambe vicino al Lago Maggiore. Ma aprono anche i giardini della Reggia di Venaria Reale a Torino (dal 18 maggio) e l’Oasi Zegna a Biella.

In Lombardia, riaprono, sul lago di Como, il parco di Villa Olmo e i Giardini di Villa Melzi d’Eril; sul lago di Garda, il Vittoriale degli Italiani, e poco lontano, il Parco Comunale Angelo e Lina Nocivelli a Verolanuova. Nel lecchese, il ritorno al verde è a Villa Cipressi.

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In Liguria, c’è Villa Durazzo Pallavicini a Genova e, nell’entroterra, a Sant’Olcese, il Parco Storico Villa Serra. Senza dimenticare Villa Durazzo, a Santa Margherita Ligure, affacciata sul Golfo del Tigullio.

Aprono poi a maggio anche il Parco delle Terme di Levico in Trentino Alto Adige. In Veneto si segnala il Giardino Giusti a Verona, il Castello di San Pelagio a Due Carrare e il Giardino Monumentale di Valsanbizio, nel padovano. Apre anche Villa Trissino Marzotto a Trissino (Vicenza).

In Emilia Romagna, la terapia del verde è al Labirinto della Masone a Fontanellato, nel parmense, mentre nelle Marche, a Pesaro, si può andare a Villa Imperiale.

Nel Lazio si sceglie tra il Giardino di Palazzo Colonna sul Colle del Quirinale a Roma, Castello Ruspoli a Vignanello (Viterbo), la Fondazione Nicola Del Roscio a Gaeta (Latina), e il Sacro Bosco di Bomarzo (Viterbo).

Per aggiornamenti in tempo reale sulla lista completa dei giardini aperti e per informazioni sulle norme di sicurezza e di distanziamento sociale, si può consultare il sito: grandigiardini.it

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Sonoma County: un video per rafforzare il desiderio di brindare assieme

Tempi di diversità di percezione. Causa la pandemia non siamo in grado di festeggiare come al solito; in tutto il mondo, la distanza ci separa in questo momento, ma è più importante che mai sostenerci a vicenda e sentire ancora uno spirito comune. L’ente di promozione turistica della Sonoma county, uno dei templi del vino [...]→ Leggi alla Fonte

Come sarà la ripresa? Hyatt porta buone nuove dalla Cina

In un momento d’incertezza come quello che stiamo vivendo ora, trovare anche qualche piccolo indizio sul futuro che ci aspetta può davvero essere importante. Soprattutto se la notizia porta con sé una seppur minima ventata di ottimismo. La compagnia alberghiera Hyatt sta infatti finalmente registrando tassi di occupazione in decisa ripresa in Estremo Oriente: l’area [...]→ Leggi alla Fonte

Il Wttc al lavoro per il nuovo piano mondiale “Viaggiare nella nuova normalità”

Il World travel and tourism council (Wttc) sta lavorando allo sviluppo di nuovi protocolli sanitari per migliorare l’esperienza di viaggio e fornire anche garanzie sanitarie alle persone, quando sarà finita l’emergenza. Il Wttc dovrebbe annunciare i nuovi protocolli entro un paio di settimane, condividendoli con i governi di tutto il mondo, per dare un approccio [...]→ Leggi alla Fonte

Air Italy punta alla cassa integrazione del Cura Italia

Piccola svolta in casa Air Italy. Dopo l’incontro fra sindacati e liquidatore si apre la strada della cassa integrazione. La settimana prossima la compagnia si incontrerà con i ministeri competenti e e si verificherà la sussistenza dei presupposti necessari per accedere alla cig attraverso il Cura Italia. Tornando agli aspetti operativi, Air Italy ha confermato [...]→ Leggi alla Fonte

Air Dolomiti: continuano i voli commerciali di rimpatrio

Air Dolomiti annuncia di aver pianificato per il giorno 13 maggio 2020, un nuovo volo commerciale di rimpatrio da Siviglia per Milano Malpensa e Roma Fiumicino. In accordo con il ministero degli esteri, Air Dolomiti predispone un collegamento dalla città andalusa in partenza alle ore 11:45 locali con destinazione Milano Malpensa, dove è previsto l’atterraggio alle [...]→ Leggi alla Fonte