Lufthansa tratta con lo Stato tedesco che vorrebbe entrare nel capitale del gruppo

Lufthansa sta negoziando un pacchetto di stabilizzazione per 9 miliardi di euro con il Federal Economic Stabilization Fund (Wirtschaftsstabilisierungsfonds – WSF) per finanziare il gruppo Lufthansa. Le trattative e il processo di decisione politica sono ancora in corso. Le trattative sulle misure di finanziamento comprendono una partecipazione tacita e un prestito garantito. Le condizioni sono [...]→ Leggi alla Fonte

Bocca: «Impatto devastante. Servono aiuti diretti per le imprese»

«L’impatto del Covid-19 sul sistema dell’ospitalità italiana è stato devastante». Con queste parole, il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca ha presentato alla Commissione X del Senato gli ultimi dati dell’osservatorio Federalberghi, che monitora mensilmente un campione di circa duemila alberghi. Federalberghi ha rilevato a marzo un vero e proprio tracollo delle presenze negli esercizi ricettivi [...]→ Leggi alla Fonte

Thai Airways abbandona Malpensa. In arrivo licenziamenti

Thai Airways lascia Milano Malpensa. Dopo lo stop forzato dell’operativo causa Covid-19, la compagnia thailandese lascia definitivamente la propria base all’aeroporto milanese, con relativa chiusura degli uffici operativi e licenziamento del personale. Personale che auspicava una ripresa della rotta per il prossimo ottobre. Secondo quanto riferito ieri sulla stampa locale da alcuni esponenti dei sindacati come Raffaele Del’Erba, della [...]→ Leggi alla Fonte

Savona, Berlangieri: «Speriamo che entro metà giugno si aprano i confini regionali»

C’è ancora molta confusione nel settore alberghiero. La mancanza di guida da parte del governo sta creando moltissimi problemi, e numerosi albergatori stanno valutando di tenere chiuse le proprie strutture per tutta la stagione. Per ripartire occorrono certezze e confini entro cui muoversi. Per quanto concerne la situazione nella provincia di Savona, Angelo Berlangieri, presidente [...]→ Leggi alla Fonte

PromPerù: al via il terzo webinar “Perù Storia millenaria” il 15 maggio 2020

PROMPERÙ conclude il webinar “Perù A Tutta Natura“, il secondo dei tre appuntamenti online, volti all’approfondimento, alla condivisione di consigli utili e propedeutico alla finalizzazione del programma di E-learning Perù Agent e dà appuntamento agli agenti di viaggio per l’ultimo incontro online il 15 maggio 2020. Webinar “Perù: Storia Millenaria” – 15 maggio 2020 -14:30 – [...]→ Leggi alla Fonte

Italia, la più ambita nelle prenotazioni degli stranieri: i dati Enit

Schiarite all’orizzonte per il turismo italiano: il nostro Paese è la meta più ambita d’Europa con più di 400mila prenotazioni estive e anche sui social il sentiment positivo conferma timide ma ottimistiche previsioni di ripresa. Certo, la crisi Coronavirus ha più che dimezzato le cifre degli anni passati, ma – a fronte delle iniziali stime funeree – oggi si iniziano a leggere dati confortanti. Secondo i dati dell’Enit, Agenzia Nazionale Turismo, per il periodo turistico estivo da giugno ad agosto il numero delle prenotazioni aeroportuali riporta il trend tra i diversi Paesi europei in equilibrio: in Italia si contano 407 mila prenotazioni dall’estero (-68,5%), in Spagna 403 mila (-63,7%) ed in Francia 358 mila (-66,3%).

Torna quindi la voglia d’Italia nei turisti stranieri e lo si vede anche sui social: accanto alle manifestazioni di solidarietà verso lo Stivale, cresce il sentiment positivo anche per ciò che riguarda il viaggio: dal  18 marzo al 30 aprile, si contano un totale di 617,4 mila mention della Penisola – di cui 32,6 mila comparse sul web e 584,8 mila dai social – che hanno prodotto 186,4 milioni di interazioni: tutto ciò si traduce in una campagna promozionale spontanea che, si calcola, abbia un valore di 331 milioni di euro.

Anche il settore dell’ospitalità inizia a respirare: le strutture ricettive registrano una minore disponibilità di posti letto per il mese di giugno, un segnale che lascia ben sperare. E anche il prezzo medio delle camere in vendita – che ha subito un calo generalizzato a febbraio e marzo – si sta risollevando in tutta Italia già in previsione del mese di giugno.

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Fase 2: ecco il drone che sanifica le città. Targato Torino

È una sfera volante, vede tutto, anche in mancanza di Gps, può infilarsi ovunque ed effettuare operazioni di precisione, come la sanificazione degli ambienti nell’era del Covid-19. E potrebbe essere una chiave della Fase 2. Lo Skycopter è un brevetto del torinese Giuseppe Santangelo, che ha fondato la sua Skypersonic a Detroit per poi riportarla a fine 2019 nella sua città. Nota finora solo agli addetti ai lavori, in ambito industriale, questa tecnologia è entrata oggi ufficialmente nell’era Covid con un’impressionante dimostrazione lanciata da Torino: l’ispezione a un impianto indoor di Detroit, Michigan, guidata in remoto dalla Città della Mole, da una Drone unit composta da personale del Corpo Municipale della città. Basta a fare da oggi ufficialmente del capoluogo torinese il laboratorio italiano e internazionale delle misure anti-pandemia basate sulla robotica

“Che fino hanno fatto i robot?”, si chiedeva appena il 9 aprile scorso Riccardo Luna su Repubblica, interrogandosi sul perché la tanto celebrata rivoluzione dei droni e dell’intelligenza artificiale sembrasse in ritardo all’appuntamento con  un’emergenza in cui strumenti artificiali da controllare in remoto farebbero comodo davvero. Eccoli qui, in tempo per la Fase 2.

Fase 2: robot per la ripartenza

Sette robottini da corsia ospedaliera lavorano da fine marzo all’ospedale di Circolo di Varese, altri sono al lavoro da aprile a Pisa, o a Massa Carrara, misurando la temperatura, trasportando attrezzature ma anche gestendo videochiamate con i parenti dei ricoverati. Robot distribuiranno mascherine agli studenti dell’Istituto tecnico Ferrara di Susa (To). Altri sono arrivati nelle fabbriche, un po’ ovunque nel mondo, mentre a Brescia la Klain Robotics sta testando automi sanificatori che usano raggi Uv e ozono, e la Rps Aerospace, start up di Lumezzane (Bs), lavora a rover autonomi per monitorare la salute dei passanti e rilevare assembramenti. Robot perfino sui campi d’allenamento del tennis, come racattapalle,  per rendere più sicuro il primo sport professionisitico dato in riapertura.

Un tunnel visto con gli occhi dello Skycopter
Un tunnel visto con gli occhi dello Skycopter

L’importanza del test lanciato oggi a Torino, con la presenza, virtuale, anche del sindaco Chiara Appendino, è quella di far conoscere al grande pubblico il ruolo che potrebbero avere i droni volanti lungo il complesso cammino verso la normalità.L’azienda americana, produttrice di droni speciali utilizzati in operazioni rischiose o d’emergenza, come quelle nei siti nucleari, vista l’impossibilità di inviare i propri esperti durante il lockdown, ha ideato infatti una piattaforma di pilotaggio da remoto per seguire gli Skycopter  ovunque nel mondo.

La missione delle sfere robot in America in modalità BVLOS indoor – ispezione e sanificazione in spazi chiusi, sia pubblici sia privati- è stata teleguidata a quasi 7000 chilometri di distanza direttamente dall’ufficio centrale della stazione di Polizia Municipale torinese, con il supporto dal centro di controllo di Skypersonic a Detroit.

Torino: droni contro il covid-19

Questo è l’inizio, ma a Torino è già partita una unit di Polizia municipale pronta a effettuare, con droni e sensori d’aria, programmi di monitoraggio del territorio per supportare misure di prevenzione al contenimento del COVID-19. L’addestramento degli agenti, senza nessuna esperienza precedenti con la teleguida, è avvenuto con simulatori di volo. E presto la città avrà a disposizione, a titolo gratuito da Skypersonic, i primi droni.

Applicazioni? I Droni possono spruzzare dsinfettante, a getto o in modalità aerosol. Ad esempio, ha spiegato Santangelo, per mettere in siurezza bocchette di impianti di areazione altrimenti irraggiungibili, condotti, infissi alti o protetti, Possono essere usati dalle forze dell’ordine per monitorare un’area, in collegamento con la polizia, ad esempio un parco, una riserca naturale, un sito archeologico o una spiaggia. Possono presidiare il confine di una zona rossa, o segnalare la formazione di un assembramento a rischio, sempre teleguidati magari da un team di esperti di un’altro paese (la tecnologia della piattaforma usata per l’isperimento ha ridotto il “ritardo”, nella ricezione degli ordini da parte del dispositivo). O pattugliare la città in autonomia, grazie a speciali stazioni di autoricarica.

L’idea è anche di fare di Torino un laboratorio anche per lavorare su aspetti che finora hanno frenato l’utilizzo dei droni in città: la burocrazia, regole precise sulla sicurezza, la difficoltà di reperire “corridoi aerei” dedicati, perfino la percezione di cittadini che oggi, di fronte all’emergenza, sono più portati ad accettare la convivenza con i robot volanti.. Che non somigliano a Mazinga o a Jeeg Robot, ma possono comunque aiutare le nostre città. Domani, ma soprattutto adesso.

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È una sfera volante, vede tutto, anche in mancanza di Gps, può infilarsi ovunque ed effettuare operazioni di precisione, come la sanificazione degli ambienti nell’era del Covid-19. E potrebbe essere una chiave della Fase 2. Lo Skycopter è un brevetto del torinese Giuseppe Santangelo, che ha fondato la sua Skypersonic a Detroit per poi riportarla a fine 2019 nella sua città. Nota finora solo agli addetti ai lavori, in ambito industriale, questa tecnologia è entrata oggi ufficialmente nell’era Covid con un’impressionante dimostrazione lanciata da Torino: l’ispezione a un impianto indoor di Detroit, Michigan, guidata in remoto dalla Città della Mole, da una Drone unit composta da personale del Corpo Municipale della città. Basta a fare da oggi ufficialmente del capoluogo torinese il laboratorio italiano e internazionale delle misure anti-pandemia basate sulla robotica

“Che fino hanno fatto i robot?”, si chiedeva appena il 9 aprile scorso Riccardo Luna su Repubblica, interrogandosi sul perché la tanto celebrata rivoluzione dei droni e dell’intelligenza artificiale sembrasse in ritardo all’appuntamento con  un’emergenza in cui strumenti artificiali da controllare in remoto farebbero comodo davvero. Eccoli qui, in tempo per la Fase 2.

Fase 2: robot per la ripartenza

Sette robottini da corsia ospedaliera lavorano da fine marzo all’ospedale di Circolo di Varese, altri sono al lavoro da aprile a Pisa, o a Massa Carrara, misurando la temperatura, trasportando attrezzature ma anche gestendo videochiamate con i parenti dei ricoverati. Robot distribuiranno mascherine agli studenti dell’Istituto tecnico Ferrara di Susa (To). Altri sono arrivati nelle fabbriche, un po’ ovunque nel mondo, mentre a Brescia la Klain Robotics sta testando automi sanificatori che usano raggi Uv e ozono, e la Rps Aerospace, start up di Lumezzane (Bs), lavora a rover autonomi per monitorare la salute dei passanti e rilevare assembramenti. Robot perfino sui campi d’allenamento del tennis, come racattapalle,  per rendere più sicuro il primo sport professionisitico dato in riapertura.

Un tunnel visto con gli occhi dello Skycopter
Un tunnel visto con gli occhi dello Skycopter

L’importanza del test lanciato oggi a Torino, con la presenza, virtuale, anche del sindaco Chiara Appendino, è quella di far conoscere al grande pubblico il ruolo che potrebbero avere i droni volanti lungo il complesso cammino verso la normalità.L’azienda americana, produttrice di droni speciali utilizzati in operazioni rischiose o d’emergenza, come quelle nei siti nucleari, vista l’impossibilità di inviare i propri esperti durante il lockdown, ha ideato infatti una piattaforma di pilotaggio da remoto per seguire gli Skycopter  ovunque nel mondo.

La missione delle sfere robot in America in modalità BVLOS indoor – ispezione e sanificazione in spazi chiusi, sia pubblici sia privati- è stata teleguidata a quasi 7000 chilometri di distanza direttamente dall’ufficio centrale della stazione di Polizia Municipale torinese, con il supporto dal centro di controllo di Skypersonic a Detroit.

Torino: droni contro il covid-19

Questo è l’inizio, ma a Torino è già partita una unit di Polizia municipale pronta a effettuare, con droni e sensori d’aria, programmi di monitoraggio del territorio per supportare misure di prevenzione al contenimento del COVID-19. L’addestramento degli agenti, senza nessuna esperienza precedenti con la teleguida, è avvenuto con simulatori di volo. E presto la città avrà a disposizione, a titolo gratuito da Skypersonic, i primi droni.

Applicazioni? I Droni possono spruzzare dsinfettante, a getto o in modalità aerosol. Ad esempio, ha spiegato Santangelo, per mettere in siurezza bocchette di impianti di areazione altrimenti irraggiungibili, condotti, infissi alti o protetti, Possono essere usati dalle forze dell’ordine per monitorare un’area, in collegamento con la polizia, ad esempio un parco, una riserca naturale, un sito archeologico o una spiaggia. Possono presidiare il confine di una zona rossa, o segnalare la formazione di un assembramento a rischio, sempre teleguidati magari da un team di esperti di un’altro paese (la tecnologia della piattaforma usata per l’isperimento ha ridotto il “ritardo”, nella ricezione degli ordini da parte del dispositivo). O pattugliare la città in autonomia, grazie a speciali stazioni di autoricarica.

L’idea è anche di fare di Torino un laboratorio anche per lavorare su aspetti che finora hanno frenato l’utilizzo dei droni in città: la burocrazia, regole precise sulla sicurezza, la difficoltà di reperire “corridoi aerei” dedicati, perfino la percezione di cittadini che oggi, di fronte all’emergenza, sono più portati ad accettare la convivenza con i robot volanti.. Che non somigliano a Mazinga o a Jeeg Robot, ma possono comunque aiutare le nostre città. Domani, ma soprattutto adesso.

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Una Ferrari spericolata per le strade vuote di Parigi: quel corto tornato virale

Siamo nel pieno centro di Parigi. Si vede l’Arco di Trionfo, il Louvre, gli Champs-Élysées, la zona dello shopping. E poi: Pigalle, la collina di Montmartre con la celebre basilica del Sacré-Coeur sulla sommità. Un’auto sfreccia a velocità pazzesca approfittando delle strade quasi deserte. No, non è un filmato girato da qualche youtuber in tempi di quarantena (e da ritiro della patente). Il cortometraggio ha 44 anni. 

“L’appuntamento” di Claude Lelouch

S’intitola “C’était un rendez-vous” o “Un appuntamento”, com’è conosciuto in Italia. È il 1976 e racconta la storia di un appassionato di auto in ritardo per un appuntamento con la propria donna. Si riconosce il rombo del motore V12 di una Ferrari, ma le immagini sono riprese dal muso,  in una sequenza unica che dura quasi 9 minuti da cui non si riesce a staccare lo sguardo, e dell’auto non si vede nulla. Il corto girato in pellicola 35 mm è l’opera insolita del grande regista Claude Lelouch.

Godersi il suono del V12 Ferrari

In questi tempi di isolamento forzato e di deserto urbano è tornato virale sui social. In realtà, Lelouch ha confidato in seguito che per problemi di ripresa la corsa è stata girata su una Mercedes 450 SEL 6.9 e successivamente è stato aggiunto il suono della Ferrari. In ogni caso, il corto è davvero affascinante. Eccolo, completo (è una delle numerose versioni che si trovano su YouTube). Da gustare al meglio se alzate il volume.

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