Adutei riconferma Aljosa Ota alla presidenza dell’associazione

Adutei ha riconfermato Aljoša Ota, direttore dell’Ente sloveno per il turismo in Italia, alla presidenza dell’associazione che riunisce i delegati ufficiali del turismo estero in Italia. “Sono felice e onorato che i colleghi abbiano rinnovato per i prossimi due anni la fiducia nei miei confronti – afferma Ota – già questa settimana è previsto un momento d’incontro e confronto con [...]→ Leggi alla Fonte

Sacbo accantona i dividendi dell’esercizio 2019 nel fondo di riserva straordinaria

Nessuna distribuzione dei dividendi 2019, che saranno invece destinati al fondo di riserva straordinaria. Così ha deciso l’assemblea degli azionisti di Sacbo, la società di gestione dell’aeroporto di Milano Bergamo, preso atto dello scenario operativo ed economico venutosi a determinare sul trasporto aereo a partire dal mese di marzo 2020, conseguente alla pandemia di Covid-19 [...]→ Leggi alla Fonte

IT.A.CÀ: in Liguria e in Campania le ultime tappe “live” del festival del turismo responsabile

Si chiude il 14 e 15  novembre ad Acerra, in Campania, la dodicesima edizione di IT.A.CÀ Migranti e viaggiatori, il primo Festival del Turismo Responsabile in Italia quest’anno dedicato alla Biodiversità. Dopo una prima fase primaverile declinata esclusivamente online, il festival – di cui Dove è media partner – è ripartito “in presenza” a fine agosto da Padova, con un programma di 11 tappe in nove diverse regioni e l’obiettivo di far riscoprire in prima persona non solo le bellezze del nostro Paese ma soprattutto un modo di viaggiare sostenibile e rispettoso delle specificità dei territori e di chi li abita.

L’autunno di cammini, pedalate, trekking urbani e iniziative culturali (presentazioni di libri, mostre, contest fotografici) è passato per l’Emilia Romagna (Bologna), il Trentino, il Piemonte (Ivrea e Monferrato), la Puglia (Taranto e il Salento) e la Sicilia (Palermo) e si concluderà nelle prossime settimane in Campania e Liguria. 

IT.A.CÀ in Campania

Il primo passaggio è a Napoli dove il prossimo weekend del 24-25 ottobre sarà l’ultimo dei tre svolti nel capoluogo campano:  introdotto giovedì 22 dal convegno Biodiversità e paesaggi: l’impatto della pressione antropica da turismo, sarà dedicato principalmente al rapporto tra turismo e storia del territorio.

Sia sabato sia domenica, infatti, ci sarà la possibilità di partecipare al Cammino delle origini: Cuma, Partenope e Neapolis, con visita agli scavi di Cuma, in cui sarà presentata la prima Rete del Turismo Responsabile e Sostenibile della Campania; oppure si potrà scegliere tra una tour experience (culturale, turistica e gastronomica) nel quartiere di Forcella e una visita guidata al sito dell’Acquedotto Augusteo.

Agli appassionati di fotografia invece è dedicato il contest Scattidipartecipazione: tutti possono partecipare, inviando sia le fotografie scattate in queste due giornate in qualsiasi luogo del Festival, sia quelle scattate durante l’iniziativa Fotografiamo la città alla ricerca della biodiversità, passeggiata fotografica guidata nelle zone storiche e più interessanti di Napoli, organizzata per sabato 24, dalle 10 alle 13.

Domenica 25, a tutte queste iniziative, si aggiungerà la visita guidata alla collina di Capodimonte, dal Borgo Vergini al “Giardino delle delizie”, fissata per le 10.30.  Per tutte le visite, svolte nel rispetto delle norme nazionali e regionali anti Covid-19, è necessaria la prenotazione (qui il programma completo e i numeri per prenotare).

IT.A.CÀ in Liguria

Il weekend successivo, quello del 31 ottobre e 1° novembre, il festival si sposta a Sestri Levante,  per una due-giorni tutta in movimento. La cittadina ligure ha aderito all’iniziativa Com’è green la mia città, organizzata in occasione della XVII giornata nazionale del trekking urbano che si celebra proprio sabato 31: alle 10 dunque l’appuntamento è al MuSel di Sestri per una camminata guidata nel centro storico della cosiddetta “città dei due mari”, un itinerario “sostenibile” che farà scoprire a piedi strade, palazzi e chiese, in quello che è un vero e proprio museo all’aperto.

Dopo una pausa a base di prodotti tipici nell’atrio di Palazzo Negrotto Cambiaso, celebre dimora storica che si affaccia sulla Baia del Silenzio, l’attenzione si sposta sull’ambiente in senso stretto: alle 15,30, con la pulizia della spiaggia di Sant’Anna, in collaborazione con Puliamo il Mondo, e, alle 17,  con il laboratorio pensato per i bambini Semi e semini in viaggio, un gioco per imparare a riconoscere i semi delle piante alimentari e capire che ciò che mangiamo. Il laboratorio si svolgerà nella Biblioteca del Mare di Riva Trigoso.

La dinamica domenica 1 novembre lascia la scelta tra un trekking nella natura al mattino, fino alla panoramica Punta Manara (partenza alle 11), e una pedalata nel pomeriggio,  fino a Riva Trigoso e alle Cantine Bisson, dove rinfrancarsi dalle fatiche sulle due ruote degustando i vini locali  (partenza alle 14.30).

Naturalmente, tutte le iniziative sono a numero chiuso e  saranno svolte nel pieno rispetto delle norme anti Covid-19 (qui i dettagli sul programma e le prenotazioni)

Le giornate di chiusura ad Acerra, il cui programma deve essere ancora definito nel dettaglio, segnano la conclusione dell’edizione 2020 del Festival,  ma non del progetto che invece continuerà a lavorare “da remoto” per sviluppare sempre di più la cultura di un turismo non invasivo, ma comprensivo, rispettoso e sostenibile.

Leggi anche: IT.A.CÀ: si apre l’ultima settimana del festival del viaggio responsabile

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Best Western contro lo stop ai convegni: la filiera ha investito in sicurezza per i propri clienti

Si allarga il coro delle voci contrarie all’ultimo dpcm che vieta tutte le attività di convegni e congressi. Dopo le critiche di Aica e Federcongressi arriva anche il commento di Giovanna Manzi: “Con il nuovo dpcm si frena un mercato che in tutti questi mesi si è profondamente ripensato – sottolinea in particolare la ceo di Bwh [...]→ Leggi alla Fonte

Jelinic: “Ecco le novità dell’incontro odierno tra Fiavet, Mibact e Mef”

Dal bando sul fondo perduto, ai corridoi sicuri di viaggio, alla proroga della cassa integrazione: tanti e di “enorme interesse per agenzie di viaggio e tour operator” i temi affrontati nella riunione odierna tra la Fiavet nazionale e i ministeri, Mibact e Mef. E’ la presidente di Fiavet, Ivana Jelinic, a diffondere attraverso un video [...]→ Leggi alla Fonte

Alitalia estende i voli Milano-Roma con screening anti-Covid

Alitalia estende l’opzione di voli “Covid-tested” Milano-Roma-Milano, attiva dalla scorsa metà di settembre. Fino al 31 ottobre due servizi aerei in partenza da Roma Fiumicino e fino al 6 novembre due voli da Milano Linate – sui 14 operativi fra le due città – continueranno a trasportare solo passeggeri risultati negativi al Covid-19, dopo aver eseguito il [...]→ Leggi alla Fonte

Anche Federcongressi chiede al governo di ripensare lo stop ai convegni

“Quando il governo non sa cosa fare di fronte al Covid-19 chiude le fiere e i congressi, causando un danno incalcolabile al sistema economico delle principali città italiane e a migliaia di imprese”. Federcongressi&eventi aggiunge la propria voce a quella di Aica nel richiedere alle istituzioni un passo indietro in merito alla misura di sospensione [...]→ Leggi alla Fonte

Consigli pratici per un viaggio in Cambogia

Consigli pratici per un viaggio in Cambogia
MangiaViaggiaAma

Non è un segreto che il Sud Est Asiatico sia una delle zone del mondo che più ho amato in questi ultimi anni, e senz’altro sarà una delle prime in cui tornerò appena sarà possibile. Tra le varie mete toccate nel corso di vari viaggi, quella che probabilmente mi ha posto di fronte a più dubbi dal punto di vista dell’organizzazione è stata la Cambogia. Oggi quindi vi voglio dare qualche consiglio pratico per un viaggio in Cambogia: giusto alcune informazioni preliminari, utili per poter poi pianificare il vostro itinerario e le vostre giornate nel Paese. 

Consigli Cambogia

1. Quando visitare la Cambogia

Una delle prime domande da farsi riguarda il periodo migliore per visitare la Cambogia. Solitamente si suddivide l’anno in una stagione secca – più o meno da ottobre ad aprile – e una stagione delle piogge, anche se è chiaro che sono indicazioni di massima e possono subire variazioni. In generale il periodo migliore per un viaggio in Cambogia va da ottobre a gennaio, poiché permette con buone probabilità di trovare giornate soleggiate e con temperature piacevoli. Sconsigliato invece il periodo aprile-giugno, il più afoso, mentre la nostra estate potrebbe riservare parecchi temporali.

2. Come muoversi

A differenza di altre destinazioni vicine come la Thailandia, la Cambogia per certi versi non è ancora così attrezzata da un punto di vista di servizi turistici. Ciò non significa che questi servizi non ci siano, ma si deve prestare un pochino di attenzione in fase organizzativa e questo è particolarmente vero quando si parla degli spostamenti. 

Va esclusa innanzi tutto l’auto, poiché non è possibile il noleggio con patente Italiana. Da non considerare per ora nemmeno il treno, sebbene siano in progetto dei lavori su alcune linee che forse renderanno questo mezzo di trasporto un’opzione in futuro. Rimangono quindi il taxi, o comunque auto con autista, e gli autobus/minibus. Esistono varie compagnie che coprono tutti i principali tragitti di collegamento tra le località turistiche, potete confrontare orari e costi su 12goasia o Bookaway. 

Se poi dovete spostarvi tra la capitale Phnom Penh e Siem Reap, non escludete anche l’aereo – che è stata poi la nostra scelta. Se infatti avete poco tempo a disposizione o comunque non volete perdere 6 ore su un autobus, ci sono compagnie che collegano i due principali aeroporti del Paese in 45 minuti, con costi accessibili – l’autobus costa circa 10€ a persona mentre il biglietto aereo parte da 30/40$.

Angkor Wat Cambogia

3. Come e dove richiedere il visto per la Cambogia

Per visitare la Cambogia è obbligatorio un visto turistico, che è valido per una permanenza di massimo 30 giorni consecutivi e per un unico accesso – non potrete quindi uscire dal Paese e rientrare. Il visto si può ottenere direttamente all’arrivo, negli aeroporti internazionali, ai valichi di terra o alla frontiera che si trova lungo il Mekong se arrivate in barca dal Vietnam (come vi avevo raccontato qui). Il costo ufficiale è di 36$, cui è possibile che vada aggiunto un piccolo “contributo” per le guardie di frontiera – consuetudine purtroppo ancora radicata quando si tratta di valichi terrestri o fluviali, meno in aeroporto. 

Se però preferite arrivare preparati e avere già in mano tutti i documenti necessari, potete richiedere il visto online dal sito ufficiale del governo o, se non avete dimestichezza, anche tramite un portale che si occupi di tutto al posto vostro come questo: visto Cambogia. Attenzione perché non tutti i valichi di frontiera consentono l’accesso con visto elettronico, quindi controllate prima di tutto la lista (presente in entrambi i siti che vi ho linkato). Ricordate di fare la richiesta almeno una settimana prima della partenza e assicuratevi come sempre che il passaporto abbia una validità residua di sei mesi dal momento dell’ingresso nel Paese. 

4. Qual è la valuta locale

Una domanda che può sembrare banale ma che in realtà, in Cambogia, non lo è così tanto. Se è vero infatti che la valuta ufficiale è il riel cambogiano, la realtà è che quasi ovunque vi verrà richiesto di pagare in dollari americani e che persino gli sportelli bancomat erogano proprio dollari. Vi capiterà però di ricevere i riel come resto nel corso di piccole transazioni: se ad esempio prendete un tuk tuk che costa mezzo dollaro e pagate con una banconota da 1$, è probabile che riceviate il resto il riel. 

5. Quanti giorni servono per visitare Angkor

Infine, una delle domande più gettonate, quella che io stessa mi sono posta molte volte durante la pianificazione. Dato che spesso Siem Reap e il sito archeologico di Angkor vengono inserite in un itinerario più ampio che comprende altri Paesi come Thailandia o Vietnam, è naturale chiedersi quanti giorni sono necessari per visitarle al meglio. 

Per domande come questa non c’è mai una risposta univoca, poiché molto dipende dall’interesse di ognuno, dai ritmi della visita, dal mezzo di trasporto scelto, da quanti templi si vogliono visitare, da quanto tempo e attenzione si vuole dedicare a ognuno di essi e molto altro ancora. Ufficialmente l’area di Angkor si estende per 400 chilometri quadrati e comprende un migliaio di templi diversi, perciò si potrebbe trascorrere qui un’intera settimana – ma è anche vero che se non siete grandi appassionati o storici dell’arte, dopo un po’ finireste per annoiarvi. In generale, quindi, la mia risposta alla domanda “quanti giorni servono per visitare Angkor?” è: tre giorni e due notti. In questo modo si sfrutta al meglio il biglietto da 3 giorni (sono disponibili infatti biglietti da 1, 3 o 7 giorni), senza stressarsi con tour de force troppo impegnativi. Se avete meno di due giorni pieni a mio avviso non vale la pena e conviene rimandare la visita a un altro momento, soprattutto se intendete raggiungere la Cambogia – e pagare quindi il visto – solo per visitare Angkor.  

Quanti giorni Angkor

Consigli pratici per un viaggio in Cambogia
MangiaViaggiaAma

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Consigli pratici per un viaggio in Cambogia

Consigli pratici per un viaggio in Cambogia
MangiaViaggiaAma

Non è un segreto che il Sud Est Asiatico sia una delle zone del mondo che più ho amato in questi ultimi anni, e senz’altro sarà una delle prime in cui tornerò appena sarà possibile. Tra le varie mete toccate nel corso di vari viaggi, quella che probabilmente mi ha posto di fronte a più dubbi dal punto di vista dell’organizzazione è stata la Cambogia. Oggi quindi vi voglio dare qualche consiglio pratico per un viaggio in Cambogia: giusto alcune informazioni preliminari, utili per poter poi pianificare il vostro itinerario e le vostre giornate nel Paese. 

Consigli Cambogia

1. Quando visitare la Cambogia

Una delle prime domande da farsi riguarda il periodo migliore per visitare la Cambogia. Solitamente si suddivide l’anno in una stagione secca – più o meno da ottobre ad aprile – e una stagione delle piogge, anche se è chiaro che sono indicazioni di massima e possono subire variazioni. In generale il periodo migliore per un viaggio in Cambogia va da ottobre a gennaio, poiché permette con buone probabilità di trovare giornate soleggiate e con temperature piacevoli. Sconsigliato invece il periodo aprile-giugno, il più afoso, mentre la nostra estate potrebbe riservare parecchi temporali.

2. Come muoversi

A differenza di altre destinazioni vicine come la Thailandia, la Cambogia per certi versi non è ancora così attrezzata da un punto di vista di servizi turistici. Ciò non significa che questi servizi non ci siano, ma si deve prestare un pochino di attenzione in fase organizzativa e questo è particolarmente vero quando si parla degli spostamenti. 

Va esclusa innanzi tutto l’auto, poiché non è possibile il noleggio con patente Italiana. Da non considerare per ora nemmeno il treno, sebbene siano in progetto dei lavori su alcune linee che forse renderanno questo mezzo di trasporto un’opzione in futuro. Rimangono quindi il taxi, o comunque auto con autista, e gli autobus/minibus. Esistono varie compagnie che coprono tutti i principali tragitti di collegamento tra le località turistiche, potete confrontare orari e costi su 12goasia o Bookaway. 

Se poi dovete spostarvi tra la capitale Phnom Penh e Siem Reap, non escludete anche l’aereo – che è stata poi la nostra scelta. Se infatti avete poco tempo a disposizione o comunque non volete perdere 6 ore su un autobus, ci sono compagnie che collegano i due principali aeroporti del Paese in 45 minuti, con costi accessibili – l’autobus costa circa 10€ a persona mentre il biglietto aereo parte da 30/40$.

Angkor Wat Cambogia

3. Come e dove richiedere il visto per la Cambogia

Per visitare la Cambogia è obbligatorio un visto turistico, che è valido per una permanenza di massimo 30 giorni consecutivi e per un unico accesso – non potrete quindi uscire dal Paese e rientrare. Il visto si può ottenere direttamente all’arrivo, negli aeroporti internazionali, ai valichi di terra o alla frontiera che si trova lungo il Mekong se arrivate in barca dal Vietnam (come vi avevo raccontato qui). Il costo ufficiale è di 36$, cui è possibile che vada aggiunto un piccolo “contributo” per le guardie di frontiera – consuetudine purtroppo ancora radicata quando si tratta di valichi terrestri o fluviali, meno in aeroporto. 

Se però preferite arrivare preparati e avere già in mano tutti i documenti necessari, potete richiedere il visto online dal sito ufficiale del governo o, se non avete dimestichezza, anche tramite un portale che si occupi di tutto al posto vostro come questo: visto Cambogia. Attenzione perché non tutti i valichi di frontiera consentono l’accesso con visto elettronico, quindi controllate prima di tutto la lista (presente in entrambi i siti che vi ho linkato). Ricordate di fare la richiesta almeno una settimana prima della partenza e assicuratevi come sempre che il passaporto abbia una validità residua di sei mesi dal momento dell’ingresso nel Paese. 

4. Qual è la valuta locale

Una domanda che può sembrare banale ma che in realtà, in Cambogia, non lo è così tanto. Se è vero infatti che la valuta ufficiale è il riel cambogiano, la realtà è che quasi ovunque vi verrà richiesto di pagare in dollari americani e che persino gli sportelli bancomat erogano proprio dollari. Vi capiterà però di ricevere i riel come resto nel corso di piccole transazioni: se ad esempio prendete un tuk tuk che costa mezzo dollaro e pagate con una banconota da 1$, è probabile che riceviate il resto il riel. 

5. Quanti giorni servono per visitare Angkor

Infine, una delle domande più gettonate, quella che io stessa mi sono posta molte volte durante la pianificazione. Dato che spesso Siem Reap e il sito archeologico di Angkor vengono inserite in un itinerario più ampio che comprende altri Paesi come Thailandia o Vietnam, è naturale chiedersi quanti giorni sono necessari per visitarle al meglio. 

Per domande come questa non c’è mai una risposta univoca, poiché molto dipende dall’interesse di ognuno, dai ritmi della visita, dal mezzo di trasporto scelto, da quanti templi si vogliono visitare, da quanto tempo e attenzione si vuole dedicare a ognuno di essi e molto altro ancora. Ufficialmente l’area di Angkor si estende per 400 chilometri quadrati e comprende un migliaio di templi diversi, perciò si potrebbe trascorrere qui un’intera settimana – ma è anche vero che se non siete grandi appassionati o storici dell’arte, dopo un po’ finireste per annoiarvi. In generale, quindi, la mia risposta alla domanda “quanti giorni servono per visitare Angkor?” è: tre giorni e due notti. In questo modo si sfrutta al meglio il biglietto da 3 giorni (sono disponibili infatti biglietti da 1, 3 o 7 giorni), senza stressarsi con tour de force troppo impegnativi. Se avete meno di due giorni pieni a mio avviso non vale la pena e conviene rimandare la visita a un altro momento, soprattutto se intendete raggiungere la Cambogia – e pagare quindi il visto – solo per visitare Angkor.  

Quanti giorni Angkor

Consigli pratici per un viaggio in Cambogia
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Amawaterways sospende tutte le crociere del 2020

Stop alle rimanenti crociere fluviali di Amawaterways del 2020. Lo annuncia la stessa compagnia, sottolineando come a tutti i passeggeri coinvolti dalla sospensione sarà offerto un future cruise credi (fcc) di un valore pari al 115% della cifra versata, con la possibilità di riproteggere il proprio viaggio sui fiumi di Europa, Asia e Africa fino [...]→ Leggi alla Fonte