Sognando Baja California del Sud: on the road da La Paz alla laguna di San Ignacio

È un luogo dalla natura grandiosa, dove si alternano distese sterminate di cactus, cordigliere, oasi remote, coste abitate da leoni marini e aquile pescatrici. È anche l’unico posto al mondo dove ci si può avvicinare alle gigantesche balene grigie e le si può accarezzare. La Baja California del Sud, una propaggine di terra desertica che si allunga per circa duemila chilometri nel Messico, tra l’Oceano Pacifico e il mare di Cortés, è costellata da saline immense, canyon profondi dove si nascono le più misteriose pitture rupestri dell’America latina e missioni gesuitiche del XVII secolo.

Baja California del Sud, Messico on the road: l’itinerario

Il modo migliore per vivere quest’avventura è un viaggio on the road in fuoristrada. L’itinerario che vi proponiamo parte da La Paz, capitale amministrativa della Baja California del Sud, e si snoda verso nord fino a raggiungere le cittadine di Guerrero Negro e San Ignacio, con la laguna omonima, per poi tornare a sud, con tappa finale a Todos Santos, paesino abitato da artisti ed ex hippy. È una sorta di percorso ad anello di oltre 1.800 chilometri, tra asfalto e fuoristrada, che regala scenari strepitosi e incontri memorabili.

Acque turchesi e rocce che spuntano dal mare a Bahía Concepción.
Acque turchesi e rocce che spuntano dal mare a Bahía Concepción.

Baja California del Sud on the road. Prima tappa, La Paz

Con una popolazione di 200 mila abitanti, un porto commerciale prospero, uno scalo con voli giornalieri per Città del Messico, La Paz ha tuttavia i ritmi rilassati delle piccole città di provincia. Pesca e turismo sono le principali attività. Al tramonto ci si ritrova sul Malecón, il lungomare punteggiato di palme dove si passeggia, si pattina, si fa jogging. La vita scorre lenta e rilassata tra spiaggia, una cerveza (birra) ghiacciata al bar e tacos di pesce. La parte più antica della città, a ridosso del lungomare, conserva pochi edifici coloniali: l’Antiguo Palacio Municipal, il teatro Juárez e la cattedrale, di fronte alla quale c’è il nuovo, omonimo Hotel Catedral, con interni contemporanei molto curati, una corte silenziosa arredata come un salotto e, sul tetto, piscina e cocktail bar con vista sulla città e sul campanile della chiesa.

Hotel Catedral: un aperitivo sul terrazzo panoramico.

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Escursione all’isola Espíritu Santo e Los Islotes

Dalla spiaggia di La Paz partono le escursioni per l’isola di Espíritu Santo, che regala il primo incontro emozionante della Baja: la colonia dei leoni marini. A circa 20 miglia dalla costa, Espíritu Santo, completamente disabitata, è parco naturale e Riserva della biosfera Unesco. Qui l’airone cenerino costruisce i suoi grandi nidi tra i cactus, volano le fregate e le aquile pescatrici.

Scogliere imponenti di roccia rossa si alternano ad antiche colate laviche nere, a baie dall’acqua turchese e a spiagge di sabbia bianca. Si fa snorkeling  in quello che l’esploratore e oceanografo francese Jacques Cousteau definì “l’acquario del mondo”, dove ancora sguazzano razze giganti, coralli e un’infinità di pesci colorati. Le barche si fermano sulla punta settentrionale, presso Los Islotes, gli isolotti dove dimorano i leoni marini, i lobos. Con muta, maschera e boccaglio si nuota in mezzo a questi grandi animali, chiamati anche cani dell’oceano per l’indole giocosa. I cuccioli si lasciano prendere tra le braccia e cullare, i giovani adulti possono essere un po’ irruenti, dare qualche spintone, ma nulla di pericoloso.

Aironi cenerini di fronte all’isola di Espíritu Santo, che ospita anche una colonia di leoni marini.

Si fa tappa in una mezzaluna di sabbia bianca per un picnic in spiaggia a base di ceviche, il pesce crudo, marinato nel limone, condito con cipolle e pomodori tagliuzzati, coriandolo e peperoncino. “Lo squalo balena è un’altra attrazione di queste acque, le più ricche di biodiversità dell’intero pianeta. Con immersioni guidate si riesce ad avvistarlo e nuotarci accanto, per non parlare dello spettacolo sottomarino tra barriere coralline, pinnacoli e affascinanti formazioni vulcaniche”, spiega Renato Calò, che da oltre trent’anni vive in Baja California: per nove volte ha percorso in moto la leggendaria Baja 1000, da Ensenada a La Paz, e ora insegue e fotografa gli squali balena, innocui per l’uomo, perché si nutrono soltanto di plancton.

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Escursione alla baia di Balandra

Un’altra escursione, a una ventina di minuti di autobus dal centro di La Paz, conduce alla baia di Balandra, area naturale protetta dal 2012: dune di sabbia fine, un’immensa distesa di mangrovie e una serie di insenature dall’acqua bassa color turchese, che bisogna ammirare dall’alto arrampicandosi sul sentiero roccioso accanto al parcheggio.

Sfumature del mare nella Baia di Balandra.

Escursione a Todos Santos

A meno di un’ora di auto da La Paz, in direzione sud, affacciata sul Pacifico, Todos Santos è una tappa da non mancare: per fare acquisti di qualità e per vivere atmosfere e colori tipicamente messicani. Resa celebre dagli Eagles con Hotel California, la cittadina conserva ancora i ritmi sonnolenti del villaggio di frontiera, quando negli anni Sessanta venne colonizzata da surfisti e hippy americani. Intatte le architetture di un secolo fa: edifici bassi rivestiti di mattoncini rossi o intonacati con colori vivaci e decorati da murales.

La piazza davanti all’antica missione è sede del mercato locale di piccolo artigianato: ceramiche, tessuti, monili, amache. Le stradine laterali pullulano di atelier e gallerie che espongono le opere di giovani artisti messicani, di bistrot (come El Santo Chilote) e bar dove si beve mezcal, acquavite ottenuta dalla distillazione di un fermentato di succo di agavi (si acquista da Mexico Gourmet, in Calle Hidalgo, tel. 0052.61.21.68.38.16) e boutique aperte da ex hippy e creativi che ancora vivono qui.

Todos Santos infatti continua a essere il buen retiro di artisti, musicisti e produttori, da Bono Vox a Peter Gabriel. Al centro del corso principale, nel 2002 ha riaperto l’Hotel California, oggi è un albergo moderno, di poco fascino, con ristorante.

Uno dei murales a Todos Santos.

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Seconda tappa, da La Paz a Loreto e San Javier

Da La Paz si imbocca la Carretera Federal Mexico 1, con destinazione Loreto. Sono circa 400 chilometri in mezzo al deserto, tra estensioni sterminate di cactus: 120 varietà, secondo i botanici, di cui almeno 80 autoctone, con esemplari centenari e fusti che superano i dieci metri di altezza.

Al chilometro 112, in località Las Pocitas, la casa ristorante di Don Manuel è una sosta obbligata. Sull’insegna si legge Comida regional y cafè; all’interno, una manciata di tavoli, cimeli di ogni epoca e provenienza, foto in bianco e nero e ritagli di giornale che raccontano la storia di Manuel Rubio, classe 1942, artista, intagliatore, soprattutto cacciatore e collezionista di denti di squalo preistorici, che Rubio trova sulle montagne e rivende ai turisti. La moglie Susana prepara la più gustosa machaca della Baja, ossia carne asada (essiccata e sminuzzata) saltata in padella con cipolla, peperoni e peperoncino piccante, servita con una tortilla calda.

Superata Ciudad Insurgentes, dove fare rifornimento di carburante, la strada svolta a est, punta verso i contrafforti della Sierra de la Giganta e si inerpica tra le montagne, con cime che sfiorano i 1.800 metri; poi, curva dopo curva, in mezzo a paesaggi aridi e rocciosi, scende verso il mare e la baia di Loreto. La cittadina, nata intorno alla missione gesuitica del 1697, è la più antica di tutta la Baja: fu capitale delle due Californie fino al 1828, quando un uragano spazzò via gran parte del vecchio insediamento. L’Isola Coronado, habitat di leoni marini e pellicani, e la sperduta missione di San Javier, tra i canyon della Sierra, sono due buoni motivi per trascorrere almeno una notte.

On the road in Baja California del Sud

Per arrivare a San Javier, fondata nel 1699, bisogna affrontare 35 chilometri di curve che serpeggiano tra crinali di roccia rossa, cactus e paesaggi da Far West, cavalli pezzati al pascolo e inaspettati corsi d’acqua. Incuneata tra le montagne, appare come un piccolo villaggio (ha meno di cento abitanti) con case dai tetti di paglia, una scuola, orti e alberi di ulivo, i più antichi della California, importati alla fine del XVII secolo proprio dai gesuiti, che furono esploratori, prima ancora che missionari. La chiesa in pietra grigia con il campanile è un autentico gioiello di architettura.

Baja California del Sud on the road: terza tappa, Santa Rosalía

Ritornati sulla Federal Mexico 1, si punta a nord verso Santa Rosalía, passando ancora tra deserto e cactus per ore, fino al tratto più bello di tutto il mare di Cortés, la Bahía Concepción, un’infilata di insenature di sabbia bianca e acqua turchese, mangrovie e, ancora, piante succulente. A Mulegé il paesaggio cambia: si spalanca di fronte agli occhi un’oasi fitta di palme che ondeggiano al vento; in mezzo scorre il fiume che dà il nome a questo villaggio, cresciuto intorno alla sua missione.

Bahía Concepción, il tratto più bello del mare di Cortés: un’infilata di insenature di sabbia bianca e acqua turchese, dove si rifugiano le balene grigie.

Santa Rosalía, a circa 60 chilometri più a nord, fu un importante centro minerario: nel 1862 qui furono scoperti giacimenti di rame, ma è nel 1885, con l’arrivo della compagnia transalpina El Boleo, che la città iniziò la sua fortuna. È un unicum in tutta la Baja California per architettura ed eleganza: gli edifici di legno colorati con verande e balaustre di fine Ottocento, in perfetto stile francese; la grande panetteria al centro del paese, con l’insegna del XX secolo, che continua a sfornare baguette e croissant; la chiesa nella piazza principale, opera di Gustav Eiffel.

Da vedere anche l’Hotel Francés, quasi un monumento nazionale, dove tutto appare cristallizzato nel tempo, per la precisione al 1889. Pavimenti e scale di legno che scricchiolano, porcellane, lampadari, arredi e tappezzerie: tutto è d’epoca. Sembra di vivere in un film western. All’esterno, vecchie locomotive, carrelli e carrozze per il trasporto del rame raccontano il passato della città; la fonderia, attiva fino al 1985, malgrado lo stato di abbandono in cui versa, è in via di recupero e si può visitare.

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Il deserto del Vizcaino, Riserva della biosfera

Lasciata Santa Rosalía, la Federal Mexico 1 punta diritta verso il deserto del Vizcaino, la maggiore (25 mila chilometri quadrati) zona protetta del Messico, tra il Pacifico e il golfo di California. In questa Riserva della biosfera (dal 1993), il particolare ecosistema ha dato vita a specie endemiche, sia animali sia vegetali, non rintracciabili in nessun altro posto del mondo.

Si procede fra praterie di fiori inattesi, cactus giganti, antichi complessi vulcanici, laghi salati e oasi di palme, stupori e miraggi. Al chilometro 117 c’è una deviazione: ci si inerpica verso le montagne della Sierra di San Francisco e il paesaggio muta continuamente, con canyon spettacolari e pareti di roccia a strapiombo. Nessuna anima, solo capre e vertigini: la strada diventa un sentiero sterrato e continua a salire fino al sito delle pitture rupestri, patrimonio Unesco. In una serie di caverne enormi e nascoste, i Cochimi, gli indigeni che abitavano la penisola, hanno lasciato disegni giganteschi di animali, armi e sciamani, che secondo gli esperti risalgono a cinquemila anni fa: si riconoscono lepri, cervi, pecore, balene, tartarughe, aquile e pellicani, scene di caccia e riti religiosi.

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Quarta tappa, laguna di San Ignacio: l’incontro con le balene

Guerrero Negro è una grigia cittadina di frontiera che segna il confine tra la Baja Sur e Baja Norte, famosa per le saline, le più grandi del mondo (82 mila ettari e nove milioni di tonnellate di sale ogni anno), e per la laguna Ojo de Liebre, un tempo teatro delle mattanze delle balene, oggi uno dei tre luoghi protetti dove si fa whale watching.

Più a sud, la piccola San Ignacio, costruita intorno alla missione del XVIII secolo in mezzo a un’oasi di palme, regala altre atmosfere. Ci si ferma nella piazza, tra edifici coloniali variopinti del XX secolo, bancarelle di datteri e un ristorante, il Rancho Grande (tel. 0052.61.51.04.46.40), con sedie e tavoli di legno, tovaglie colorate, dove si beve margarita e si mangiano tacos.

La terrazza del bar ristorante Rancho grande, nella cittadina di San Ignacio, costruita intorno alla missione del XVIII secolo.

Un’ora di pista off road (60 chilometri circa) porta alla laguna di San Ignacio e al campo tendato di Kuyima, dove dal 1990 una pattuglia di biologi marini studia le balene grigie: le Eschrichtius robustus, meravigliose creature dalle sembianze preistoriche e dall’indole particolarmente amistosa, amichevole, come dicono qui. Ogni anno, tra gennaio e febbraio, arrivano dal mare di Bering, percorrono diecimila chilometri per raggiungere le acque calde della Baja California, dove partoriscono e svezzano i cuccioli fino ad aprile. Nel 1970 il Messico ha istituito le prime riserve protette al mondo per i cetacei: tre baie (Ojo de Liebre, San Ignacio e Baia Magdalena) oggi chiamate i “santuari della balena grigia”, luoghi selvaggi e protetti dove gli esemplari più giovani si riproducono, le mamme partoriscono e preparano i piccoli ad affrontare il lungo viaggio di ritorno nelle acque artiche.

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Dove dormire vicino alla laguna di San Ignacio

Da gennaio ad aprile il campo di Kuyima accoglie anche i turisti: ci sono 13 tende attrezzate con brandina e sacco a pelo per la notte, quando la temperatura scende. Si dorme tra l’Oceano e il deserto, con un’unica raccomandazione: non lasciare le scarpe fuori dalla tenda, perché i coyote se ne impossesseranno sicuramente. Si fa vita spartana: soltanto torce a energia solare, acqua contingentata e niente plastica. Ma ne vale la pena: il periodo dello svezzamento infatti è il solo momento per vivere l’incontro con questi enormi mammiferi che arrivano fino a 30 tonnellate.

È un’emozione guardare madre e cucciolo che giocano insieme, sfiorano le barche, passano sotto la chiglia e riemergono dall’altra parte, tra salti, sbuffi d’acqua, movimenti della bocca che paiono quasi sorrisi quando scoprono i fanoni, le grandi lamine che le balene grige hanno al posto dei denti. Basta sporgersi un poco dalla barca per accarezzarli e, addirittura, baciarli. Le giornate trascorrono tra escursioni in mare e percorsi fuoristrada nei dintorni: ci sono un villaggio di pescatori poco distante e il grande lago salato, un’immensa distesa bianca, lunare. Più a sud, a 30 chilometri circa di pista off road in mezzo al più arido dei deserti, la strada attraversa un’inaspettata oasi di cactus giganteschi e verdissimi, monumenti vegetali che si stagliano nel cielo blu.

Le tende del Campo di Kuyima

La palapa centrale (una capanna con il tetto ricoperto di foglie) dell’accampamento è l’unico punto di ritrovo a Kuyima: qui vengono serviti i pasti, c’è una piccola biblioteca per leggere, qualche gioco da tavolo, ma il bello è fermarsi a parlare con i biologi che arrivano da tutto il mondo e con gli esperti lancheros locali. Sono loro che guidano con destrezza le piccole imbarcazioni fuoribordo di appena sette metri per inseguire le balene in mezzo al Pacifico, cogliendo segnali a volte impercettibili.

“Bisogna far presto, le mamme stanno preparando i figli al viaggio di ritorno. Ne abbiamo contate 56, si sono spostate dalla laguna e ora sono sulla Boca de San Ignacio”, annuncia Josele Varela, uno dei fondatori di Kuyima. Oceanografo, Varela delle balene conosce quasi tutto: racconta, per  esempio, di come le madri allattano i cuccioli (200 litri di latte denso come formaggio ogni giorno), o di come si spostano piano piano dalle acque tranquille della laguna fino alle onde alte del Pacifico per allenare i piccoli alle difficoltà dell’oceano, di come comunicano tra loro a grande distanza.

Storie e spiegazioni che si starebbero ad ascoltare per ore. Ma alle 21 le luci vengono spente e si va in tenda. Oppure si rimane a guardare la volta stellata. Ci sono pochi cieli come questo.

Baja California del Sud, informazioni pratiche per il viaggio

La Baja California del Sud è uno dei 31 stati federali del Messico e costituisce la parte finale della lunga penisola della Bassa California, sotto il 28esimo parallelo. La capitale è La Paz. Il territorio, per lo più desertico e montuoso, conta meno di un milione di abitanti su una superficie di circa 75 mila chilometri quadrati. È considerata tra i grandi paradisi naturali del pianeta per la varietà di specie endemiche e per l’attenzione alla tutela del paesaggio e dell’ambiente.

Se a Cabo San Lucas si trovano grandi alberghi e divertimento notturno, il resto del Paese propone un turismo ecosostenibile, con attività di pesca controllata, sport e natura. Malgrado ci siano stati negli ultimi anni episodi violenti dovuti agli scontri tra bande di narcotrafficanti e forze dell’ordine, per lo più circoscritti alle città di Cabo San Lucas e Tijuana (Bassa California del Nord), in Baja California del Sud si viaggia tranquilli. Le strade principali sono buone, ma, considerati i tratti desertici che si attraversano e molti off road, è bene dotarsi di un telefono satellitare se si viaggia senza autista.

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Video 360°: il volo su Roma delle Frecce Tricolori, visto dalla posizione del pilota

Un video spettacolare a 360°: il volo delle Frecce Tricolori su Roma in occasione delle celebrazioni del 25 aprile per la festa della Liberazione. Lascia a bocca aperta il vedere dall’alto simboli della Città eterna come il Colosseo, il Pantheon e, naturalmente, l’Altare della Patria. Guarda il video

L’Aeronautica ha postato sul suo canale Youtube un’eccezionale ripresa realizzata con una videocamera di realtà virtuale che permette riprese a 360°: un modo per consentire a tutti di viaggiare a bordo di uno dei velivoli che hanno sorvolato la capitale in occasione della passata festività. Il modo migliore per goderlo è con la visualizzazione a tutto schermo in orizzontale sullo smartphone: orientando il dispositivo ci si può immedesimare nel punto di vista del pilota.

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Alla Condor 550 milioni di euro. Lo Stato tedesco in aiuto del settore

L’assitenza dello stato tedesco verso gli operatori del turismo continua in modo assiduo. La compagnia aerea charter tedesca Condor, filiale del tour operator fallito Thomas Cook, riceverà 550 milioni di euro di prestiti garantiti dalle autorità pubbliche tedesche, per far fronte all’impatto della pandemia del nuovo coronavirus. «La Commissione europea ha dato il suo via [...]→ Leggi alla Fonte

Go Start, l’evoluzione dell’agente di viaggio per vincere le sfide del turismo

Go Start rappresenta l’evoluzione dell’agente di viaggio in un contesto nuovo, per vincere le sfide del turismo. Il progetto, che sarà presentato sui social il 6 maggio, nasce e si sviluppa dal cuore del settore turistico, dall’esperienza e professionalità di agenti e consulenti di viaggio molto determinate e provenienti da realtà e città differenti: Antonella [...]→ Leggi alla Fonte

Anguilla: ai caraibi un modello contro il Covid-19       

Il mese scorso, il Ministero della Salute e dello Sviluppo Sociale di Anguilla ha lanciato la campagna “The Anguillian Response” attraverso la piattaforma beatcovid19.ai,  progettata per essere il punto di riferimento per avere notizie tempestive dal Governo e aggiornamenti relativi al Covid-19. Il Ministero ha collaborato con Thoughtful Digital Agency per lo sviluppo e il [...]→ Leggi alla Fonte

RCS Academy, 450 ore di lezioni live a marzo, open day e aule digitali

Grande successo di partecipazione per il primo Open day on line di RCS Academy, che lo scorso 7 aprile ha illustrato l’offerta formativa 2020 completamente rinnovata nei contenuti per affrontare i cambiamenti dettati dalle nuove sfide economiche e digitali e dalla metodologia didattica blended (online+ aula) indispensabile per proseguire l’aggiornamento professionale anche in emergenza.

RCS Academy, programma più ricco

Novità che hanno trasformato le aule fisiche di RCS Academy in aule virtuali permettendo di non arrestare le attività dei master, erogando nel solo mese di marzo 139 lezioni, 450 ore di webinar live, in cui si sono alternati oltre 95 tra docenti e testimoni. Le lezioni dei Master sono infatti proseguite con appuntamenti live interattivi sulla piattaforma Moodle di proprietà di RCS Academy, con project work ed esercitazioni, colloqui e test di apprendimento.

RCS Academy, i nuovi master

Prima della sosta estiva inoltre il programma accademico si è arricchito di cinque nuovi master online: il 21 maggio, la seconda edizione del master Social Media Communication. A seguire, fino al 1° luglio, tre master di General Management e Innovazione, Project Management e Marketing e uno nell’ambito dell’Arte digitale. Il format on line consente una formazione a distanza nell’arco di 5 mesi con docenti e giornalisti, tutor e verifiche per il conseguimento del diploma.

RCS Academy, gli online talks

Partono dal 29 aprile gli “Online Talks” una serie di incontri interattivi in live streaming su corriere.it con i rappresentanti delle istituzioni, i protagonisti d’impresa e i giornalisti del Corriere della Sera sui più importanti temi dell’economia, innovazione e management rivolti a imprese pubbliche, private e a professionisti. Quattro gli appuntamenti in programma: la prima sessione dedicata al Decreto Cura Italia e Liquidità e, a seguire, il 21 maggio “Economia reale, territorio e imprese: come resistere alla crisi e ripartire”. Due gli incontri a giugno: giovedì 11 “Accelerating Italy: innovazione e tecnologia per un nuovo Sistema Paese” e, mercoledì 24, “La nuova Sanità: investimenti, spesa Sanitaria e il contributo della Digital Health”. Per informazioni e iscrizione: www.rcsacademy.it (info@rcsacademy.it).

L’emergenza non ha fermato le lezioni

“L’emergenza sanitaria ci ha spinto ad accelerare la digitalizzazione dei contenuti formativi con nuovi format e a sviluppare nuovi progetti online.” – spiega Antonella Rossi, direttrice di RCS Academy – “Siamo estremamente soddisfatti per la grande collaborazione dei giornalisti, dei docenti e dei nostri alunni che hanno partecipato attivamente alle sessioni on line anche presentando project work innovativi.”

Il 26 maggio nuovo appuntamento con l’Open Day online

“Anche l’Open day on line” – prosegue Antonella Rossi – “ha registrato importanti adesioni con servizi di orientamento e colloqui on line individuali. Una calendarizzazione mensile, la prossima il 26 maggio, che vedrà coinvolti i direttori scientifici e testimonial delle 6 Academy. A questo proposito abbiamo creato un’area Open day nel sito di RCS Academy con video contenuti e interventi della struttura organizzativa e dei docenti sempre attiva e aggiornata. Un nuovo modo per approfondire l’offerta dei master e ascoltare i nuovi bisogni del mercato del lavoro e dei giovani.

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Viaggi post-coronavirus: il mondo ha voglia di Italia (anche se le prenotazioni ora sono in calo)

In uno scenario difficile e incerto, c’è almeno un dato positivo: il mondo ha voglia di Italia, nonostante lo stallo delle prenotazioni per l’estate 2020. Lo studio dei trend e dei topic diffusi sui social, ci dice infatti che il Bel Paese è nel cuore dei viaggiatori, tant’è che, nell’ultimo mese, è “invocato” sui social con 162 milioni di interazioni.

È quanto emerge dal primo Bollettino ufficiale, diffuso il 27 aprile da Enit – Agenzia Nazionale del Turismo , un nuovo strumento dedicato a istituzioni e operatori per studiare strategie di ripresa. Il bollettino verrà diffuso online sul sito dell’agenzia e attraverso una newsletter dedicata, costantemente aggiornata con dati sulle prenotazioni aeroportuali internazionali e sui pernottamenti, la spesa turistica, focus sui diversi mercati stranieri e strumenti utili per la ripartire.

L’obiettivo è monitorare puntualmente l’evoluzione del settore. Nel frattempo, si annuncia il progetto del lancio di nuove piattaforme di promo commercializzazione per il b2b per le imprese turistiche nel mese di settembre e la programmazione di webinar sui principali mercati esteri dal 18 maggio 2020.

Prenotazioni in calo in tutta Europa

Scendendo nel concreto, la situazione è sicuramente difficile. In Italia le prenotazioni confermate fino al 12 aprile per l’estate 2020 calano del 57,5%, dato anche il prolungarsi dell’emergenza sanitaria. La flessione negativa interessa anche gli altri Paesi europei: Spagna (-56,7%), Regno Unito (-54,7%), Francia (-54%), Paesi Bassi (-52,8%), Portogallo (-50,7%). Decrescono meno, ma hanno comunque previsioni con segno negativo, Grecia (-47,7%), Russia (-42,6%) e Irlanda (-42,6%).

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Il turismo dall’estero

Impatti maggiori si rilevano sui viaggi dai mercati a lungo raggio (dal -50% al -79%), seguiti dal medio raggio (paesi emergenti europei dal -44% al -70%) e dal trasporto a corto raggio (Europa occidentale dal -39% al -69%).

Questo, come è prevedibile, prefigura una flessione della spesa turistica in entrata dall’estero, stimato a meno 20 miliardi di euro rispetto al 2019. Sui pernottamenti internazionali si prevede un calo di 102 milioni nel 2020 rispetto al 2019. Intanto, gli hotel a 3 e 4 stelle finora hanno perso un fatturato di circa 2,5 miliardi.

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Prenotazioni aeroportuali, qual è la situazione

Tra gennaio e marzo 2020 gli arrivi aeroportuali internazionali, per effetto delle restrizioni introdotte dai diversi Paesi, compreso il nostro, segnano un calo del 38,2% rispetto al primo trimestre del 2019. In testa, la diminuzione dei voli dall’Asia e Pacifico con il -48,7%. Seguono Europa  (-36,4%), Africa e Medio Oriente (-29%) e Americhe (-26,7%).  In Europa è l’area del Centro-Est europeo a subire il calo più profondo pari al -40,7%, seguita dall’Europa Occidentale con il -39,7% e dal Sud Europa col -39,2%. L’Europa del Nord limita il danno al -33,9%.

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