Coronavirus, a rischio 50 milioni di posti di lavoro nel turismo

Quanto vale il turismo in Italia? Circa 146 miliardi di euro, una cifra pari al 12% del Pil, generata da una filiera di 216.000 esercizi ricettivi e 12.000 agenzie di viaggio. Ma l’epidemia non manda solo in crisi l’Azienda Italia. Nel villaggio globale non si salva nulla. E le prime stime sono pessime: secondo il World Travel and Tourism Council (Wttc), importante ente per l’industria dei viaggi e del turismo, a livello globale sono a rischio 50 milioni di posti di lavoro.

“I viaggi potrebbero essere colpiti fino al 25% nel 2020: ciò equivale a una perdita di tre mesi di viaggi, il che comporta una riduzione del 12-14% dei posti di lavoro” ha detto Gloria Guevara, presidente e amministratore delegato del Wttc. Che sottolinea: “L’epidemia di Covid-19 rappresenta una minaccia significativa per l’intero settore, sia per chi ci lavora, sia per chi vuole continuare a viaggiare”.

LE PROPOSTE: VIA I VISTI E LE TASSE SUI VIAGGIATORI

Per il mondo del turismo e dei viaggi, insomma, potrebbe essere una botta. Basta vedere questi numeri, riferiti al 2019: il settore muove più di un decimo dell’economia globale (circa 8,8 trilioni di dollari), e impiega una persona su dieci nel mondo (319 milioni di posti di lavoro). Il Wttc, che ha sede a Londra, chiede ai governi una serie di misure che consentano una rapida ripresa del settore una volta che Covid-19 sarà sotto controllo.

Tra queste: la rimozione o la semplificazione delle politiche nazionali sui visti; l’aumento – proprio in questo momento – dei budget per la promozione delle destinazioni; l’eliminazione delle tasse sui viaggiatori (tasse sui voli e aeroportuali, tasse portuali, tasse di soggiorno); l’abolizione della cosiddetta regolamentazione europea dell’80/20, che obbliga le compagnie aeree ad operare almeno l’80% dei voli previsti per ogni aeroporto, pena la perdita delle proprie quote dell’anno successivo, in favore di altre compagnie. E poi, ovviamente, il sostegno finanziario alle aziende gravemente colpite dalla situazione del virus. 

LEGGI ANCHE Le misure straordinarie del governo

I PAESI CHE HANNO PIÙ DA PERDERE 

I Paesi nel mondo che hanno più da perdere se i turisti non arrivano, dicono dal Wttc, sono le Filippine (che devono al turismo un quarto del loro Pil) e la Thailandia, dove l’impatto del turismo sul Pil è del 21,6%. Seguono a ruota la Grecia; il Portogallo; la Nuova Zelanda e Hong Kong. L’Italia (che ha una “dipendenza” del 13,2% dal turismo) è decima, dopo Spagna, Austria, Messico.

L’ANNO “ZERO” PER LE COMPAGNIE AEREE

A soffrire sono soprattutto le compagnie aeree, che hanno lasciato gli aeromobili a terra a causa del blocco delle frontiere e della domanda crollata. Secondo il Centre for Aviation-Capa, centro studi australiano, il 2020 potrebbe essere “l’anno zero delle compagnie aeree”. Da Ryanair a easyJet fino a British Airways e Korean Air: “Molte compagnie rischiano il fallimento”. L’Associazione internazionale del trasporto aereo, Iata, ha stimato che le compagnie aeree potrebbero perdere fino a 113 miliardi di dollari di entrate entro il 2020 a causa dell’impatto della pandemia.

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“I viaggi potrebbero essere colpiti fino al 25% nel 2020: ciò equivale a una perdita di tre mesi di viaggi, il che comporta una riduzione del 12-14% dei posti di lavoro” ha detto Gloria Guevara, presidente e amministratore delegato del Wttc. Che sottolinea: “L’epidemia di Covid-19 rappresenta una minaccia significativa per l’intero settore, sia per chi ci lavora, sia per chi vuole continuare a viaggiare”.

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Tra queste: la rimozione o la semplificazione delle politiche nazionali sui visti; l’aumento – proprio in questo momento – dei budget per la promozione delle destinazioni; l’eliminazione delle tasse sui viaggiatori (tasse sui voli e aeroportuali, tasse portuali, tasse di soggiorno); l’abolizione della cosiddetta regolamentazione europea dell’80/20, che obbliga le compagnie aeree ad operare almeno l’80% dei voli previsti per ogni aeroporto, pena la perdita delle proprie quote dell’anno successivo, in favore di altre compagnie. E poi, ovviamente, il sostegno finanziario alle aziende gravemente colpite dalla situazione del virus. 

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U.S. Travel chiede 150 miliardi di usd all’amministrazione Trump per fronteggiare il Covid- 19

Secondo una ricerca commissionata dalla U.S. Travel Association  l’impatto del Covid-19 sul turismo verso gli USA si configura in maniera allarmante, come del resto per tutti i paesi del mondo. Si calcola che, per gli USA, il totale degli introiti derivanti dal turismo si riducano in questo 2020 del 31%, pari a 355 miliardi di usd, [...]→ Leggi alla Fonte

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Azul riduce i voli e garantisce il rimborso integrale per l’Italia

Azul Linee Aeree Brasiliane, la compagnia privata rappresentata in Italia da MST gsa, annuncia di avere ridotto la propria capacità sui voli domestici e internazionali a seguito dell’emergenza da Coronavirus. In particolare, a partire dal 21 marzo sono stati sospesi tutti i voli dal Brasile a Lisbona (fino al 30 aprile), e dal 22 marzo [...]→ Leggi alla Fonte

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Europ Assistance e Generali: assistenza telefonica per i 20.000 dipendenti

Europ Assistance e Generali hanno attivato per i circa 20.000 dipendenti e agenti in Italia del Gruppo, un servizio di assistenza telefonica per illustrare le linee guida applicate dalle società del Gruppo in relazione al virus, offrire informazioni sanitarie certificate ed effettuare una prima valutazione medica telefonica, nel caso si presenti qualche sintomo influenzale. Estesa [...]→ Leggi alla Fonte

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La U.S. Travel association monitora l’economia del Turismo ai tempi del Covid-19

Martedì è stata rilasciata un’analisi approfondita sugli effetti economici del Covid-19 sull’economia turistica Americana. Il solo calo dei viaggiatori verso gli USA costa un danno totale di  809 miliardi di usd con una perdita di 4.6 milioni di posti di lavoro connessi al turismo. Il crudo e diretto impatto numeric di cui sopra si evince [...]→ Leggi alla Fonte

Coronavirus, Aegean riduce i voli. E introduce i voucer per i passeggeri

Anche Aegean, la maggiore compagnia aerea greca, razionalizza la programmazione dei voli a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19. In seguito alla dichiarazione dello status di pandemia, e nel rispetto delle direttive dell’Unione Europea, della Grecia e degli altri stati della UE, che limitano fortemente la possibilità di viaggiare verso specifiche destinazioni, Aegean adotta quindi nuove misure di riduzione del suo network e procede con la cancellazione dei voli.

Nei prossimi giorni, e fino alla fine di aprile, la compagnia aerea greca interromperà gradualmente la maggior parte dei voli internazionali, mantenendo un servizio minimo verso le principali destinazioni europee. La frequenza dei voli nazionali, invece, sarà ridotta, pur mantenendo la disponibilità a operare, in collaborazione con le autorità greche, voli di rientro da destinazioni che sono state cancellate.

Volo cancellato: cosa possono fare i passeggeri

Per i viaggiatori a cui è stato cancellato il volo ma che desiderano prenotare in altre date, Aegean ha introdotto una politica di modifica dei biglietti a costo zero. Ai passeggeri che non vogliono o non possono prenotare immediatamente, invece, verrà fornito un voucher del valore pari al biglietto originale, da spendere su qualsiasi rotta di Aegean e di Olympic Air, entro un anno dalla data di emissione. Al momento desiderato, si  potrà anche selezionare un’altra meta.

La procedura di registrazione per ottenere il voucher (disponibile solo online) sarà operativa sul sito www.aegeanair.com entro il 19 marzo. Non è necessario contattare il call center per effettuare nuove prenotazioni e registrarsi per il voucher.

Per tutte le informazioni, basta collegarsi al sito di Aegean, aegeanair.com

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