Altri viaggi: la foto di Marte alla risoluzione più alta mai realizzata (1,8 miliardi di pixel)

È un’immagine straordinaria. Con i suoi strumenti, il rover Curiosity ha fotografato il panorama di Marte in altissima risoluzione, la più alta mai ottenuta del pianeta rosso: 1,8 gigapixel, ossia 1,8 miliardi di pixel. In realtà, le immagini a 360 gradi sono composte da quasi 1200 foto singole.

Cosa si vede? Il panorama intorno al pendio della montagna Aeolis Mons, alta circa 5mila metri che sorge sulla base del cratere Gale, che ha un diametro di oltre 150 chilometri.

I laghi e i torrenti di Marte (miliardi di anni fa)

Gli scienziati suppongono che, miliardi di anni fa, in questa regione ci fossero grandi laghi e torrenti. Come spiegano i ricercatori dell’agenzia spaziale americana, le immagini sono state scattate tra il 24 novembre e il 1° dicembre dello scorso anno. Hanno programmato Curiosity affinché scattasse le istantanee durante i giorni di festa del Ringraziamento, per non lasciarlo “in ozio” mentre tecnici e ricercatori erano in ferie.

Curiosity ha catturato le immagini in 6 ore e mezza nell’arco di 4 giorni; i tecnici le hanno poi assemblate nelle settimane successive. “Mentre molti membri del nostro gruppo erano a casa a godersi il tacchino, Curiosity ha prodotto questa festa per gli occhi” ha detto Ashwin Vasavada del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) dell’agenzia spaziale americana.

Navigare nella foto

È possibile zoomare la foto e muoversi al suo interno a questo link per scoprire tantissimi dettagli della superficie di Marte.

Panorama di Marte
Il paesaggio di Marte fotografato dal rover Curiosity – © NASA/JPL-Caltech/MSSS

Si può anche seguire una navigazione guidata in questo video della Nasa (in inglese), che permette di scoprire le caratteristiche, le dimensioni e le particolarità del paesaggio marziano e delle funzioni del rover Curiosity.  Un emozionante viaggio spaziale comodamente seduti in poltrona.

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Alpine Green Experience, la vacanza in Valle d’Aosta diventa sostenibile

Fare un gesto verso l’ambiente anche quando si è in vacanza, senza per questo dover rinunciare a qualcosa, anzi. È questo il focus del progetto Alpine Green Experience, nato recentemente in Valle d’Aosta per creare una rete di turismo sostenibile proprio in un’area decisamente fragile e normalmente “presa d’assalto” dalle macchine per la vicinanza alle città e i collegamenti autostradali.

Cogne: come è nata l’idea di Alpine Green Experience

L’idea è venuta da un albergatore illuminato, Andrea Celesia, proprietario dell’Eco Wellness Hotel Notre Maison di Cogne che per primo si è impegnato in pratiche virtuose, in totale sintonia con l’Ente Parco Nazionale del Gran Paradiso.  “L’Ente Parco rilascia un proprio marchio di qualità a certificazione delle aziende che hanno scelto di impegnarsi nella sostenibilità ambientale, in linea con i valori dell’area protetta”, racconta.

La famiglia Celesia-davanti all’Eco Wellness Hotel Notre Maison

In quest’ottica, l’ Hotel Notre Maison è stato il primo albergo in assoluto in Valle d’Aosta a utilizzare una metodologia di produzione energetica a circuito chiuso tale da essere totalmente ad emissione zero, grazie ad una centrale di “cogenerazione a biomassa”. Una tecnologia italiana che utilizza legno di scarto (dalla pulizia dei boschi) per trasformarlo in gas per la produzione di energia elettrica; il raffreddamento del medesimo gas e del motore è usato invece per ricavare energia termica per il riscaldamento degli ambienti e per l’uso della Spa.

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Alpine Green Experience, la mobilità sostenibile

L’impegno di Celesia è diventata una rete di 18 alberghi d’eccellenza, Alpine Green Experience, in tutta la Valle d’Aosta, che condividono il medesimo desiderio di anticipare i tempi per quanto riguarda la mobilità sostenibile applicata al turismo in Regione. Molti di essi, come il Romantik Hotel Jolanda Sport di Gressoney la Trinité, hanno anche iniziato la riconversione delle caldaie a biomassa.

Legno di scarto usato per la caldaia a biomassa
Legno di scarto usato per la caldaia a biomassa

Il cuore del progetto Alpine Green Experience prevede che ogni hotel offra alla clientela un’autovettura elettrica BMW i3, che potrà essere ritirata all’Aeroporto di Torino Caselle, alle Stazioni di Torino Porta Susa e Porta Nuova o al terminal degli autobus di Aosta. Non solo si potrà raggiungere la Valle in modo “pulito”, ma anche usarla per tutto il soggiorno, con una tariffa per chilometro percorso, pagando cioè solo l’effettivo utilizzo: in seguito a uno studio accurato, si ritiene che il noleggio dell’auto elettrica per chilometro percorso risulterà pari al costo dell’utilizzo della propria automobile con motore termico.

una suite di Villa Jolanda
Una suite del Romantik Hotel Jolanda Sport

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Alpine Green Experience inoltre ha stretto una collaborazione con il Gruppo CVA, produttore di oltre 3 miliardi di KWh di energia da acqua, vento e sole, che consente di evitare l’immissione in atmosfera di 1,4 milioni di tonnellate di CO2. Sono dunque green anche le colonnine di ricarica delle auto elettriche, in dotazione agli alberghi.

auto elettrica davanti all'hotel Castor di Champoluch
L’auto elettrica davanti all’hotel Castor di Champoluch.

Alpine Green Experience vuole coinvolgere anche l’ospite rendendo il suo soggiorno ancora più esperienziale, grazie a Green Vallée d’Aoste. Si tratta di un nuovo progetto finanziato con il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale, che vede gli hotel in partnership con sette aziende agricole e artigiane, perfette rappresentanti della cultura enogastronomica locale.

il parco del gran paradiso
Il Parco del Gran Paradiso.

Produttori di ortaggi, di Genepy, di vino, di sciroppi e confetture, formaggi, salumi, accompagneranno in visite guidate e degustazioni, per scoprire le prelibatezze del territorio valdostano. Gli ospiti degli hotel Alpine Green Experience potranno usufruire di esperienze nelle aziende agricole gratuite, secondo un calendario che sarà pubblicato nel sito all’inizio della stagione estiva 2020.

Info: alpinegreenexperience.it

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Milano continua a cucinare: la campagna social a sostegno dei ristoranti

Milano non si ferma. E continua a cucinare. Anche ai tempi del Coronavirus. Dopo lo spot condiviso sui social dal sindaco Beppe Sala, con tanto di hashtag ufficiale (#milanononsiferma), un’altra iniziativa si aggiunge al coro per sostenere il comparto della ristorazione, che sta affrontando un momento di grave crisi economica e incertezza sul futuro.

Nasce così #milanokeepsoncooking, una campagna di sensibilizzazione per rilanciare l’attrattività della gastronomia made in Italy, di cui Milano è una delle roccaforti indiscusse.

Partita da un’idea dell’agenzia Alessia Rizzetto PR & Communication, specializzata in ambito food & beverage, ha già coinvolto più di 30 tra chef, pizzaioli, pasticceri e imprenditori della ristorazione. Ecco chi ha aderito finora (il nome del ristorante tra parantesi):

Andrea Aprea (VUN), Mattia Accarino (God Save the Food), Marco Ambrosino (28 posti), Enrico Bartolini (Bartolini al Mudec), Andrea Berton (Berton), Cesare Battisti (Ratanà), Eugenio Boer (Boer), Fabrizio Borraccino (Four Seasons), Alex Brambilla (Ristorante Piazza Repubblica), Daniel Canzian (Daniel), Carlo Carnevale (Pecà) Nicola Cavallaro (Un posto a Milano), Michele De Liguoro (Rovello 18), Alice Delcourt (Erba Brusca), Roberto Di Pinto (Sine), Gianluca Fusto (Fusto Milano), Lucia Gaspari (Rost), Antonio Guida (Mandarin), Ernst Knam (Knam), Antonio e Vincenzo Lebano (Terrazza Gallia), Filippo La Mantia (Filippo La Mantia Oste e Cuoco), Chang Liu (Serica), Martina Miccione (Tipografia Alimentare), Davide Oldani (D’O), Giuseppe Postorino (L’Alchimia), Mathias Perdomo (stellato di “Pont de Ferr”, chef Ristorante Contraste), Wicky Priyan (Wicky’s Innovative Japanese Cuisine), Aldo Ritrovato (IT), Eugenio Roncoroni (Al Mercato), Claudio Sadler (Sadler), Laura Santosuosso (Enoteca Naturale), Lorenzo Sirabella (Dry), Luigi Taglienti (Lume), Matteo Torretta (Asola), Viviana Varese (Viva), Simone Zanon (Ronchettino), Andrea Zazzara (Motelombroso), Giuseppe Zen (Macelleria Popolare).

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Un messaggio di ottimismo, fiducia e orgoglio che esce dalle cucine per raggiungere il pubblico e le istituzioni, perché torni presto l’entusiasmo nell’uscire di casa per godersi il piacere di un pranzo al ristorante e si attivi un supporto concreto e immediato al mondo della ristorazione. Certo, sempre rispettando le misure precauzionali imposte dalla grave emergenza sanitaria in corso.

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Non solo. Gli chef coinvolti realizzeranno anche delle video-ricette facili da replicare da casa, diffuse attraverso l’account Instagram ufficiale @milanokeepsoncooking. Per dimostrare a Milano, al nostro Paese e al mondo intero che la cucina e la creatività italiana non si fermano. Neanche davanti alla paura.

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Visit Usa Italia chiede maggiore chiarezza al sito ViaggiareSicuri.it

L’associazione Visit Usa Italia prende posizione riguardo alle informazioni disponibili sul sito Viaggiaresicuri.it, per le modalità di ingresso negli Stati Uniti d’America che «mostrano alcune discrepanze con la situazione reale riscontrata dai passeggeri in viaggio verso il Paese. Il link menzionato – spiega una nota di Visit Usa Italia – fa riferimento alle direttive emanate [...]→ Leggi alla Fonte

Emergenza coronavirus: a Milano chiuso il 15% dei 4 stelle

Cali dell’occupazione del 64,5% a Milano e del 50,6% a Venezia, ma anche Parma, quest’anno Capitale della cultura, segna un -48,5%. A Roma, Firenze e Genova si parla di decrementi attorno al 36%, mentre nella zona dell’aeroporto di Malpensa la diminuzione è del 31%. Sono i dati riferiti al periodo compreso tra il 21 febbraio alberghi/emergenza-coronavirus-milano-chiuso-15-dei-4-stelle/tqid-376695">[...]→ Leggi alla Fonte

Thailandia: questo panorama si può godere solo una volta all’anno. Ecco perché

Di Khao Lom Muak si trovano poche informazioni su internet. È uno di quei posti “segreti”, ben custoditi dalla gente del luogo. Il motivo: da quassù, dice chi c’è stato, si può godere di un panorama spettacolare. Addirittura: “La vista più bella della Thailandia è qui”.

Ma dove si trova Khao Lom Muak? A quasi 300 chilometri a sud della capitale Bangkok, nella piccola e deliziosa città costiera di Prachuap Khiri Khan, famosa per le sue spiagge di sabbia bianca e per la vicinanza del parco nazionale Sam Roi Yot National Park. La collina è alta poco più di 300 metri. E la salita è piuttosto impegnativa: si sale per una ripida scalinata di 496 gradini e poi, prima di raggiungere la sommità, per una roccia di arenaria.

Una vista favolosa: la salita, tuttavia, è piuttosto impegnativa. (iStock)

Nelle giornate di bel tempo, la vista è magnifica: si estende fino al golfo del Siam. Le numerose baie e i tanti isolotti ne fanno un vero e proprio panorama “da cartolina”. Come detto, però, questo posto da sogno non è accessibile a chiunque. Se avete intenzione di salire fino in cima al Khao Lom Muak dovrete organizzarvi e pianificare la vacanza in Thailandia con largo anticipo. Il motivo: la collina si trova in un’area che ospita una base militare, la Prachuap Air Base, che apre le porte agli scalatori solo poche volte all’anno.

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Dalla collina Khao Lom Muak si gode di uno dei panorami più spettacolari della Thailandia. (iStock)

Prima di salire è necessario registrarsi. Poi, farsi misurare la pressione sanguigna. Inoltre, è consentito scalare il Khao Lom Muak solo nelle ore meno afose – tra le 6 e le 10.30 del mattino. Gli escursionisti sono anche obbligati a indossare scarpe robuste e guanti per proteggersi dalle rocce appuntite. La prossima opportunità per poter salire sul Khao Lom Muak e godere di un panorama meraviglioso: dal 13 al 15 aprile 2020, durante il Songkran, cioè la festa nazionale del capodanno thailandese. Qui le info.

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