AlUla, il restauro delle Moschee secolari per rilanciare il territorio

Il restauro delle moschee secolari della Old Town di  AlUla è parte della visione che intende posizionare l’area come destinazione di richiamo internazionale nel nord-ovest dell’Arabia Saudita per il turismo culturale, storico ed ecologico, preparandosi per riaprire responsabilmente ai viaggiatori. Il restauro delle moschee secolari di Hamad Bin Yunus e AlZawiyah, situate nella Old Town [...]→ Leggi alla Fonte

Alitalia torna a Malpensa. Ma soltanto con voli cargo

Alitalia è tornata a solcare le piste dell’aeroporto di Milano Malpensa. Ma si tratta esclusivamente di voli cargo. Come segnala il portale AirCargoItaly, la compagnia dallo scorso 10 ottobre ha reso regolare il collegamento tra Malpensa e l’aeroporto Jfk di New York, che opererà come servizio full cargo fino a Natale. Alitalia (che ha lasciato Malpensa [...]→ Leggi alla Fonte

Zoomarine chiude i cancelli, a tutela della salute di tutti. Appuntamento alla prossima stagione

Zoomarine annulla tutti gli eventi in programma. In seguito all’aumento del numero dei casi di coronavirus e all’emanazione degli ultimi Dpcm, sebbene non vi siano indicazioni di obbligo di chiusura per i parchi, Zoomarine ha scelto di annullare tutti gli eventi in programma, compresi quelli per il 31 ottobre e il 1° novembre in occasione [...]→ Leggi alla Fonte

JetBlue, la nuova livrea sull’A220 in consegna il prossimo dicembre

JetBlue Airways svela la nuova livrea dell’Airbus A220 che entrerà in flotta il prossimo dicembre. La coda, in particolare, presenta un design totalmente nuovo chiamato “Hops”, che rappresenta “l’idea di collegare tra loro numerosi viaggi brevi, come parte di un viaggio più ampio”. L’Airbus A220 sarà utilizzato da JetBlue per sostituire l’attuale flotta di aeromobili [...]→ Leggi alla Fonte

Lo stop ai convegni non ci ferma: il Tod Roma diventa Tech Day

Resilienza. E’ la parola chiave di questi tempi difficili: la capacità di reagire a un contesto in continua mutazione, rimanendo fedeli a se stessi, senza semplicemente aspettare che passi la tempesta, ma reagendo alle avversità con creatività, flessibilità e tanto coraggio. “Il dpcm di domenica scorsa ha bloccato meeting e convegni – racconta il direttore [...]→ Leggi alla Fonte

Sea, Brunini: “Il Covid ha bruciato 180 milioni di euro. Rischio occupazione”

Centottanta milioni di euro: è particolarmente salato il conto che gli aeroporti di Milano si troveranno a pagare a fine anno a causa del Covid-19. Lo ha spiegato Armando Brunini, ceo di Sea, in occasione dell’incontro “Italia 2021 – Competenze per riavviare il futuro, le infrastrutture”, organizzato da PwC Italia, sottolineando come gli aeroporti di Malpensa e Linate [...]→ Leggi alla Fonte

On the road tra le Crete Senesi, nel cuore rurale della Toscana

Se nella vasta provincia di Siena c’è un’area identitaria al punto da non lasciare dubbi sulla sua appartenenza – viscerale, storica e culturale – alla città del Palio, queste sono le Crete Senesi. Il “granaio” di Siena per antonomasia. E non solo perché è proprio verso questo spicchio di contado che guardava, già nel ‘300, la famosa Allegoria del Buon Governo affrescata da Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo Pubblico di piazza del Campo.

Ancora oggi, infatti, questo susseguirsi di colli dai profili tondeggianti che cambiano di colore a ogni volgere di stagione, strade sinuose, argille che, solcate dall’aratro, diventano viola e messi che in primavera ondeggiano al vento, oliveti argentati e radi cipressi, è un unicum che trasuda di una senesità profonda, che nemmeno la celebrità e il turismo di massa sono riusciti a intaccare.

Le Crete sono un cuneo di colline argillose e scabre che, facendo vertice su Siena, si allargano a ventaglio costeggiando a nord il Chianti lungo la direttrice verso Arezzo e la Valdichiana (l’antica Via Scialenga, oggi il raccordo autostradale Siena-Bettolle) ed estendendosi, a sud, sul fianco sinistro della Cassia diretta a Montalcino e in Val d’Orcia.

I calanchi presso Monte Oliveto Maggiore

In questa sorta di triangolo geologico, che ha come capitale Asciano e come capoluogo spirituale l’abbazia di Monte Oliveto Maggiore, si insinua per tutta la sua lunghezza una strada, la Lauretana, bisettrice serpeggiante di un paesaggio che il poeta Mario Luzi bollò con un incipit memorabile: “La terra senza dolcezza d’alberi, la terra arida / che rompe sotto Siena il suo mareggiare morto / e incresta in lontananza / (inganno o verità / miraggio o evidenza – / insidia a lungo la mente / una tortura di dilemma) sperdute torri, sperdute rocche / è un luogo non posseduto dal senso, una plaga diversa / che lascia transitare i pensieri / però non li trattiene, non opera come ricordo, ma come ansia”.

Asciano, borgo capoluogo delle Crete Senesi

Tra le Crete Senesi, lungo la via Lauretana

In effetti le Crete Senesi (info: visitcretesenesi.com) non sono un ambiente da affrontare in fretta. Richiedono attenzione e voglia. Evocano reminiscenze sepolte nella memoria collettiva. Attirano fotografi, artisti e amanti della solitudine. Già lasciando il centro storico di Siena, diretti a est, le suggestioni affiorano. Appena fuori dalle mura, oltre Porta Tufi, affiora come in un miraggio la tentazione di intravedere, sulle sponde della Tressa oggi erose dalla città moderna, le punte dei pioppi selvatici e i poderi raccontati nei romanzi di Federigo Tozzi.

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Poco oltre, nella campagna del Pian delle Cortine, all’ombra del cippo commemorativo pare di udire il clangore delle armi della battaglia tra Senesi e Fiorentini svoltasi a Montaperti nel 1260: lo “strazio e ‘l grande scempio che fece l’Arbia colorata in rosso”, come la descrisse Dante (Inferno, X).

Prima di rimettersi in moto e affrontare l’avventura c’è giusto il tempo di guardare più a sud, immaginando il fiume snodarsi parallelo all’antica consolare per perdersi lontano dove, tra cipressi solitari e tramonti indimenticabili, oltre Radi le Crete si addolciscono fino a confondersi con i boschi.

Il Site Transitoire: installazione d’arte tra i calanchi

L’installazione “Site Transitoire”

Subito però la striscia d’asfalto della Lauretana, il vero e proprio fil rouge del territorio, approda alla gibbosità selvaggia delle biancane di Camposodo e all’altura di Leonina, ormai in un contesto di ruralità pura. Bisogna salire, meglio se a piedi, fino in cima alla collina per raggiungere il primo dei punti-chiave del viaggio.
È il Site Transitoire, l’enigmatica installazione di travertino posata sulla nuda creta dallo scultore francese Jean-Paul Philippe, sospesa tra terra e cielo, quasi a esaltare gli elementi costitutivi del paesaggio e i suoi giochi di luce: lo skyline di Siena lontana, l’argilla dominante e ondeggiante ovunque, i calanchi scavati dalla pioggia, i borghi e i casali costruiti dalla sapienza degli antichi sul solido tufo – solo su quello – della sommità dei poggi.

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È un paesaggio aspro e gentile al contempo, che accompagna il viaggiatore tra curve e saliscendi fino al Ponte del Garbo (il nome deriva dalla lane d’Algarve che, nel Medioevo, venivano lavorate sulle sponde dell’Ombrone) e alle porte di Asciano. È questo un quadrivio quasi fatale, che obbliga a delle scelte: se si va avanti c’è il borgo medievale, a sinistra si diparte la spettacolare sterrata di Monte Sante Marie, il tratto più famoso del tracciato ciclistico delle Strade Bianche e dell’Eroica (ma anche il troncone di più elevato tenore paesaggistico del neonato Cammino Lauretano), a destra sale invece la stradina tortuosa che conduce al borgo di Chiusure e a Monte Oliveto Maggiore.

Uno scorcio dell’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore

Dal Deserto di Accona ad Asciano

Ci si trova nel cosiddetto Deserto di Accona, dove nel XIV secolo Bernardo Tolomei decise di creare la comunità poi divenuta abbazia. “Il nome spesso trae in inganno il visitatore distratto, che magari arriva aspettandosi inesistenti dune di sabbia”, spiega l’archeologo medievista Francesco Brogi, vicepresidente dell’associazione Arca per la valorizzazione delle risorse culturali del territorio.

“In realtà qui, di desertico, non c’è mai stato nulla. Il deserto evocato dal santo era dettato dall’isolamento spirituale, non dall’ambiente circostante. E il toponimo individua questo preciso luogo e non tutte le Crete, come a volte qualcuno pensa”. Il suggerimento è di riservare al ritorno l’escursione sugli sterri e imboccare la via per il maestoso complesso monastico in mattoni rossi, casa madre dell’ordine degli Olivetani, immerso in un bosco di cipressi sull’orlo di gole inaccessibili.

Il panorama idilliaco nelle vicinanze di Vescona, presso Asciano

In questo luogo di bellezza stendhaliana è d’obbligo una visita al chiostro affrescato dal Sodoma e dal Signorelli, alla biblioteca, all’antica farmacia. Da qui si può risalire a Chiusure, godersi il panorama accecante da Radicofani a Montalcino e ridiscendere poi verso il capoluogo percorrendo la non meno coreografica strada sull’altro versante della collina, con vedute fino ai monti del Chianti.

Asciano, a fondovalle, per fortuna non ha nulla del rileccato di certe più famose destinazioni turistiche vicine. Nell’atmosfera schietta di provincia brillano due gemme imperdibili: il Museo archeologico e d’arte sacra di Palazzo Corboli e la basilica di Sant’Agata, capolavoro romanico.

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San Giovanni d’Asso e il Bosco della Ragnaia

C’è giusto il tempo per una passeggiata tra i vicoli del centro storico o lungo la via degli antichi mulini che lambisce l’abitato ed è già ora di prendere la strada verso sud in direzione di San Giovanni d’Asso, millenaria municipalità da poco assorbita dal Comune di Montalcino. Rinomato per i tartufi bianchi (che in realtà proliferano in tutto il territorio delle Crete), il paese è minuscolo, con un castello affascinante e una pieve antichissima.

Una sosta dedicata la merita tuttavia, proprio alle porte del borgo, il Bosco della Ragnaia, sorta di enigmatico parco-giardino pieno di simboli esoterici creato dall’artista americano Sheppard Craige. Meglio informarsi prima, però, se visitabile: un suggerimento valido per tutte le attrazioni culturali delle Crete che, causa Covid-19, sono soggette a chiusure, procrastinate o repentine.

Il borgo fortificato di Montelifrè, fra Trequanda e Montisi

I borghi di Montisi, Castelmuzio, Petroio e Montefollonico

La tirannia del paesaggio – quella sindrome che risucchia lo sguardo e induce ad andare sempre oltre nel cammino – non allenta la sua presa. Lo dimostra la sequenza di errabonde provinciali che da San Giovanni, una come annodata all’altra, portano verso est, fino ai confini tra le Crete e la Val d’Orcia.

Il trittico della visita dei paesini medievali di Montisi, Castelmuzio e Petroio, con le atmosfere incantate e i silenzi attorno ai quali il verde dei boschi prende sempre più piede, vale da solo la deviazione. E invoglia ad allungare ulteriormente la strada sconfinando, via Montefollonico (altro borgo delizioso), in Valdichiana, terra della Chianina e delle storiche fattorie dove si alleva la pregiata razza bovina.

Tra queste c’è La Fratta (info: tenutalafratta.it), complesso rurale posto proprio sulla Lauretana dove, tra l’altro, sono state girate molte scene del Pinocchio di Matteo Garrone, con Roberto Benigni (2019). Indispensabile, magari in qualche trattoria della pittoresca Torrita di Siena, concedersi un assaggio di bistecca doc prima di tornare verso ovest puntando su Trequanda, borgo di crinale al limitare delle Crete, per poi ridiscendere sulla Lauretana diretti ad Asciano.

Il paesaggio delle Crete vicino al borgo di Mucigliani

Verso Rapolano Terme

Appena scollinato dalle foreste di lecci che per un tratto avvolgono la strada, l’affaccio è esaltante: davanti il susseguirsi a perdita d’occhio delle colline argillose, fino a Siena, verso nord lo spettacolo delle cave dismesse di travertino, la pietra locale per antonomasia. Su di loro domina l’antichissimo insediamento di Serre di Rapolano con la Grancia, ovvero l’antico granaio fortificato medievale, all’interno della quale è stato ricavato un suggestivo museo dell’olio: l’extravergine di queste colline è tra i più pregiati della Toscana (il museo è aperto su prenotazione: rivolgersi all’ufficio Urp di Rapolano Terme. Info: tel. 0577.72.32.10; museisenesi.org)

Il Museo dell’antica Grancia e dell’olio a Rapolano Terme

Rapolano Terme, con i due complessi termali e i centri benessere, è poco oltre, punto d’approdo obbligato per gli amanti del relax. Vi curò le ferite, immergendosi in una vasca, ovviamente di travertino, perfino Garibaldi. Per il rientro a Siena il suggerimento è di prenderla con calma e utilizzare la vecchia provinciale un po’ sconnessa che, intersecandosi con l’arteria principale, costeggia il versante settentrionale delle Crete e lambisce una serie di minuscoli borghi fortificati dai nomi improbabili: Armaiolo, Laticastelli, Torre a Castello.

Tutti allineati, e non è un caso, lungo l’antica direttrice Scialenga, che marca ancora uno dei tanti invisibili, ma inviolabili confini della terra senese, quello appunto tra le Crete e il Chianti. È dall’ultimo di quei paesi che si snoda la famosa sterrata di Monte Sante Marie che riporta al quadrivio di Asciano. Se l’hanno definita una delle strade più belle del mondo, un motivo ci sarà.

Il borgo turrito di San Gimignanello, presso Rapolano Terme

La strada bianca di Monte Sante Marie

Nelle Crete Senesi si trova il tratto di strada bianca più famoso, fotografato, agognato e temuto dai ciclisti di tutto il mondo: i polverosissimi 12 chilometri di sterrato di Monte Sante Marie che si snodano tra paesaggi accecanti, tremende salite e discese vertiginose. La strada, nota anche per essere teatro di un’altrettanto celebre e molto mediatica prova speciale rallystica, è meta imperdibile per gli appassionati delle due ruote.

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Qui infatti, proprio in vetta alla collina di Monte Sante Marie, si trovano sia la cima Coppi dell’Eroica, la famosa gara ciclistica per mezzi d’antan tra il Chianti e le Crete Senesi, organizzata ogni anno a ottobre (l’edizione 2020 è stata annullata), sia il punto più impegnativo (con tanto di diretta televisiva) della Strade Bianche, la gara professionistica che a marzo riunisce nel Senese tutti i campioni del ciclismo mondiale e che è stata definita “la classica del nord più a sud di tutte”. Ovviamente la strada bianca può essere percorsa, con la giusta cautela, anche a piedi o in auto, ed è anzi una meta imperdibile per chi desidera conoscere il territorio e i suoi paesaggi.

La strada bianca di Monte Sante Marie, dove si disputano gare ciclistiche celebri quali l’Eroica

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