You are here

Weekend a Lecce in autunno, tra cultura e shopping

Piazze senza folla e voli davvero low cost. Ma la vera sorpresa di un weekend a Lecce in autunno è trovare un capoluogo vivace, aperto, forse quest’anno ancora di più. Non ci sono solo i palazzi barocchi da visitare, ma anche spazi dedicati all’arte contemporanea e alla musica. Per un weekend alternativo in una città da esplorare a piedi o in bicicletta, scaricando l’app per il bike sharing BicinCittà o noleggiando due ruote (info: salentobicitour.org).

Ci si scalda poi a tavola. A pochi passi da viale Lo Re, l’ottocentesca caffetteria La Cotognata Leccese di viale Marconi si è appena rifatta il look. I registi Edoardo Winspeare e Ferzan Özpetek, amici dell’attrice Barbara de Matteis, proprietaria del locale, sono di casa: qui si gusta il tipico dolce di mele cotogne, caratteristico della città.

Dietro al multisala Massimo ha aperto in agosto W Club, cocktail bar, ristorante e spazio per musica dal vivo, tutto vetri, specchi e glamour anni Ottanta. I cocktail si ispirano ai vari generi musicali e sono accompagnati da tacos, taboulè e carpacci. A cena si gustano piatti etnici e barbecue creativi della cucina cosmopolita di Ivan Scrimitore, come l’anatra affumicata al legno di pecan con salsa senape e chips di cipolla caramellata.

La cocktail room del W Club

Il mite autunno salentino invita a gironzolare. Magari per scoprire la città medievale e romana. Si può iniziare dal castello Carlo V, dove si visitano i sotterranei e le prigioni, per proseguire poi con la basilica di Santa Croce, nell’antico quartiere ebraico medievale, e con il Museo ebraico di Palazzo Taurino, ex Personé, di fronte alla basilica, che nell’ipogeo ospita i luoghi per l’abluzione rituale e i resti della ex sinagoga.

Palazzo Personé accanto alla basilica di Santa Croce

LEGGI ANCHE Vacanze in Puglia: cosa vedere e dove andare

Qui, fino al 28 febbraio 2021, si visita (verificare in tempo reale l’apertura, in base alle normative anti-Covid) la mostra Il Filo della Storia, con una decina di tele ricamate con temi ebraici da Federico Caputo e le sculture di Margherita Grasselli, che ha forgiato morbide bambine di argilla, collocate qui e nei cortili dei Palazzi dei Celestini, Adorno e Tamborino Cezzi.
Attenzione; da quest’anno le chiese principali del centro sono a pagamento (da 3 a 9 euro, info: chieselecce.it; visite turistiche sospese causa Covid).

La mostra Il Filo della storia, a Palazzo Celestini

Tutta Lecce mescola storia e nuove idee. Il bistrot di Palazzo Taurino è gestito dai proprietari di Vico dei Bolognesi, concept store di via Matteotti dove scovare pezzi vintage per la casa, bijoux, capi no logo, lampade di design.
Sullo stesso vicolo si trova Buon Consiglio, due ampi appartamenti (prezzi: doppia b&b da 75 a 130 euro) in un palazzo del Quattrocento. I titolari sono perfetti personal shopper e hanno una linea di borse e accessori di lusso fatti a mano.

Uno scorcio serale di piazza Duomo (ph: Getty Images)

Punta tutto su moda, design italiano e firme giovani Chiara Giulia Micoccio, anima dello showroom CGM.
Palazzo BN, del 1930, era invece la sede del Banco di Napoli. Oggi offre 13 appartamenti (Prezzi: Basic da 220 a 280 euro; Presidenziale, da 95 mq, con terrazza, da 400 a 590 euro) con roof garden, una palestra nell’ex caveau e un spazio ristorazione con quattro proposte gastronomiche: dal Banco lounge bar al bistrot di pesce Ammos, dal ristorante Red alla salsamenteria Terra, dove acquistare e degustare vini, frise e formaggi.

L’Ammos Fish Bar, nel complesso di Palazzo BN

Aria nuova anche nelle sale del Museo Castromediano, il più antico di Puglia, oggi laboratorio di sperimentazione e dialogo fra le arti, tra concerti di musica classica, mostre, incontri con autori e persino sessioni di yoga.
Pochi passi a piedi e si raggiunge il Convitto Palmieri, sede della Biblioteca Bernardini e della Fabbrica delle Parole, percorso permanente sull’arte della stampa, dove curiosare tra macchine tipografiche e computer d’antan.

Una sala del Museo Castromediano

A pranzo, poco lontano, la cucina al femminile di 63 Osteria Contemporanea propone orecchiette artigianali con grani antichi e torta ricotta e zucca. E, per la notte, il vicino b&b La luna in cortile (prezzi: doppia b&b da 80 a 100 euro) ingloba tracce delle mura medievali.

Il b&b La luna in cortile, ricavato presso le Mura urbiche, la cinta difensiva medievale

Per una gita fuori porta, è aperto, ogni weekend, il Parco archeologico di Rudiae, raggiungibile in bici sulla strada per San Pietro in Lama. L’ultima sorpresa è che Lecce ha ben due anfiteatri romani a distanza di tre chilometri: quello di Lupiae, in piazza Sant’Oronzo e, appunto, quello della città messapica di Rudiae, che diede i natali al poeta latino Quinto Ennio. Ieri il teatro, oggi il cinema e la musica: i leccesi amano essere al centro della scena.

Il Parco Archeologico Rudiae

LEGGI ANCHE La magia del Salento in bici: tra uliveti secolari e monasteri

Vuoi avere DOVE sempre con te, a portata di mano?

Scarica l’app DOVE Digital Edition nell’App Store (per dispositivi Apple) o in Google Play (per dispositivi Android) per sfogliare i numeri di DOVE, le guide, gli speciali e DOVE-Corriere della Sera Travel Issue. Tutta la ricchezza delle edizioni cartacee sempre con te, a portata di mano, sui tuoi device

L'articolo Weekend a Lecce in autunno, tra cultura e shopping sembra essere il primo su Dove Viaggi.

Leggi alla Fonte

Natale autentico nel cuore di Orvieto, tra storia, arte e buona tavola

Abbarbicata su una rupe di tufo, ancora oggi lì, dove gli Etruschi la fondarono, Orvieto appare fin da subito a chi arriva e la guarda dalla valle del Peglia un gioiello incastonato nella Storia. Ma è una volta entrati in città che quella storia, lunga 3000 anni, ti avvolge e ti coinvolge, facendoti sentire parte di quelle mura, di quelle strade, di quelle pietre. 

E così accade che, soprattutto a Natale, si abbia la sensazione di entrare in un presepe a dimensione naturale, nel quale passeggiare sentendo il profumo delle lumachelle che cuociono nei forni delle case e il suono delle campane che si leva dalla Cattedrale o dalla torre campanaria della Collegiata dei Santi Andrea e Bartolomeo. 

Natale a Orvieto

All’atmosfera natalizia naturale, ogni anno, si aggiungono eventi contemporanei che coinvolgono la città fin dall’ultima settimana di novembre e che hanno il culmine a cavallo di Capodanno con l’Umbria Jazz Winter. Naturalmente, nell’anno in cui l’emergenza sanitaria impone un Natale più sobrio, le consuete iniziative delle feste puntano a creare in città un’atmosfera più intima e raccolta e anche il festival jazz rimanda i suoi concerti a dicembre 2021. 

Il Natale 2020 di Orvieto sarà tranquillo, ma di certo non spento: la città sarà illuminata da installazioni artistiche che accenderanno le facciate dei palazzi del centro storico, e una grande stella cometa di 17 metri richiamerà i fedeli in piazza Duomo e in Cattedrale. E, mentre sulle case del quartiere medievale saranno esposti arazzi illuminati, a creare un originale presepe in una nuova suggestiva forma, il tradizionale Presepe nel pozzo della Cava, quest’anno sarà sostituito da una Natività simbolica. 

Ma a richiamare l’attenzione, a Natale e non solo, sarà soprattutto il celebre pozzo di San Patrizio, realizzato nella prima metà del Cinquecento da Antonio Sangallo il Giovane su richiesta di papa Clemente VII, in cerca di un rifugio sicuro in caso di assedio di Roma.

Sono stati appena conclusi, infatti, i lunghi lavori di restauro che hanno restituito a questo capolavoro di ingegneria profondo 54 metri la sua bellezza originaria. Anche se questo Natale non sarà possibile, per ragioni di sicurezza sanitaria, godere dell’albero di luce che l’anno scorso ha acceso l’interno del profondo cilindro, si potranno comunque ammirare i risultati dei lavori sulla parte esterna. E non appena sarà di nuovo permesso, sarà un piacere ancora più grande scendere e risalire i 248 scalini delle due rampe elicoidali che non si incrociano mai.

Orvieto sotterranea, la città nascosta

Proprio dal pozzo di San Patrizio potrebbe partire l’itinerario alla scoperta di Orvieto: cominciando dal basso, da quella parte di città che c’è sotto la città stessa e che è un vero e proprio viaggio nel tempo. 

Nei Sotterranei, la Orvieto Underground, attraversare i cunicoli e le cavità artificiali scavate nel tufo vuol dire attraversare anche i secoli: dalla civiltà etrusca, di cui si possono ammirare le cisterne per la raccolta dell’acqua realizzate nel V secolo a.C., alla seconda guerra mondiale, quando le grotte erano utilizzate come rifugi antiaerei, passando per il Medioevo e il Rinascimento quando in quelle cavità si allevavano i colombi o si lavorava l’olio. 

D’obbligo, però, visitare anche i sotterranei della chiesa di Sant’Andrea, definita la “carta d’identità” di Orvieto: qui sono conservate testimonianze storiche che risalgono all’età del bronzo, poi etrusche e romane fino alle prime comunità cristiane. La Collegiata, che si trova accanto al Palazzo Comunale, fu costruita nel VI secolo d.C. sulle rovine di un antico tempio etrusco, ma nei secoli la sua struttura è stata modificata, fino ai restauri di inizio Novecento che hanno dato alla chiesa e all’adiacente torre dodecagonale l’aspetto attuale. 

Orvieto e il Duomo illuminato al tramonto

Vivere Orvieto da orvietani 

Una volta usciti “a riveder le stelle” dalla chiesa, ci si trova in pieno centro storico. Ed è  il momento di vivere Orvieto da veri orvietani. Anche perché la città è lì ad accogliere i turisti come persone di famiglia o amici intimi, con i quali condividere tutto ciò che ha di più bello, comprese le abitudini quotidiane. Così, inoltrandosi su corso Cavour, verso la Torre del Moro – l’antica torre dell’orologio sui cui salire per godere del panorama della città e della campagna che la circonda – ci si può fermare a fare shopping di pregiati cachemire, prendere un caffè al bar, oppure infilarsi in vicolo Michelangeli per visitare l’omonima antica bottega di falegnameria e farsi una foto su uno dei cavalli di legno in esposizione, proprio come, da generazioni, fanno i bambini di Orvieto. Non c’è album di famiglia in città, raccontano gli orvietani, in cui non ci sia un ragazzino immortalato su un cavallo della bottega Michelangeli.

Tante altre botteghe storiche, in cui acquistare ceramiche (anche per uso quotidiano) e merletti, si incontrano nel cuore della città. Ma se si preferisce lo shopping gastronomico, l’appuntamento è al sabato al mercato di piazza del Popolo, proprio sotto il maestoso palazzo del Capitano del Popolo: qui, seguendo le abitudini degli orvietani, si possono cercare i fagioli secondi del Piano di Orvieto (presidio slow food), formaggi, salumi e, quando è stagione, tartufi e funghi. E se facendo la spesa viene fame, basta chiedere consiglio a un passante per farsi suggerire un posto dove pranzare: non c’è da temere di incappare in locali per turisti, qui non esistono: i visitatori e gli abitanti mangiano tutti negli stessi ristoranti. 

Il pomeriggio, poi, può essere dedicato a una passeggiata o un’escursione in bicicletta fuori le mura, magari lungo l’Anello della Rupe fino alla Necropoli etrusca del Crocifisso del Tufo, in pieno Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano. Ma se si preferisce restare in città, non si può prescindere da una sosta alla bottega dell’Orvietan, l’amaro erboristico citato anche da Molière (nella commedia L’Amour Médecin), e da Manzoni (nella prima versione dei Promessi Sposi), così come in enoteca per portare a casa almeno una bottiglia di Orvieto Doc, prodotto in una delle 20 cantine della zona.

La passeggiata nel centro storico non può che concludersi, al tramonto, davanti alla maestosità del Duomo, il “Giglio d’oro delle cattedrali” che, con i suoi mosaici illuminati dal sole calante, colora di mille sfumature dorate la stupenda facciata decorata da Lorenzo Maitani.

Naturalmente, tutti possono entrare nel Duomo per raccogliersi in silenzio, mentre le visite guidate devono essere prenotate – come per gli altri più importanti monumenti di Orvieto – sul portale liveorvieto.com, per assicurare a tutti la possibilità di vivere la Storia in totale sicurezza. 

L'articolo Natale autentico nel cuore di Orvieto, tra storia, arte e buona tavola sembra essere il primo su Dove Viaggi.

Leggi alla Fonte

Riapre il Teatro Donizetti di Bergamo con il festival online. E una nuova partnership

Una nuova sinergia per la rinascita di Bergamo. Proprio a partire dalla cultura. Un messaggio positivo per tutta l’Italia, visto che la città lombarda è stata purtroppo simbolo del disastro causato dalla prima ondata della pandemia Covid-19. Il Teatro Donizetti di Bergamo riapre dopo tre anni di lavori di restauro e lancia una nuova stagione di spettacoli (sebbene al momento solo online e senza pubblico, causa lockdown), inaugurata dal festival Donizetti Opera: ben tre nuove produzioni di titoli del compositore bergamasco che da venerdì 20 novembre verranno trasmesse sulla neonata Donizetti webTV. Le produzioni sono state realizzate in queste ultime settimane, nel massimo rispetto delle normative vigenti, all’altezza di questo festival considerato un’eccellenza culturale cittadina, che in pochi anni si è affermata a livello internazionale conquistando il favore del pubblico e i più prestigiosi riconoscimenti della critica, fra cui il premio Best Festival 2019 della critica tedesca.

LEGGI ANCHE Capitale italiana della Cultura 2023: Bergamo e Brescia si candidano insieme

Una ripartenza all’insegna della cultura e della tecnologia, anche grazie al supporto di Allianz che diventa main partner e membro benemerito della Fondazione Teatro Donizetti. Una partnership che durerà cinque stagioni, fino al 2025 e che conferma l’impegno di Allianz a a sostegno della musica classica e dell’opera: il gruppo finanziario-assicurativo è già al fianco di altre prestigiose istituzioni come il Teatro alla Scala di Milano, il Verdi di Trieste e di manifestazioni come il Maggio Musicale Fiorentino. Una strategia di responsabilità sociale che viene portata avanti anche grazie alle attività della Fondazione Allianz Umana Mente.

LEGGI ANCHE Mostre e musei chiusi, ma aperti online: le nuove iniziative da Brera agli Uffizi

Vuoi avere DOVE sempre con te, a portata di mano?

Scarica l’app DOVE Digital Edition nell’App Store (per dispositivi Apple) o in Google Play (per dispositivi Android) per sfogliare i numeri di DOVE, le guide, gli speciali e DOVE-Corriere della Sera Travel Issue. Tutta la ricchezza delle edizioni cartacee sempre con te, a portata di mano, sui tuoi device

L'articolo Riapre il Teatro Donizetti di Bergamo con il festival online. E una nuova partnership sembra essere il primo su Dove Viaggi.

Leggi alla Fonte

Il Sentiero d’arte di Torrechiara: un tour tra cultura e buona tavola

Una passeggiata nell’arte, nella natura. E nel gusto. Poco più di sei chilometri, nel Parmense, per ammirare, passo dopo passo, affreschi rinascimentali e installazioni di arte contemporanea e per assaporare salumi di eccellenza e fiabeschi paesaggi rurali. Il Sentiero d’arte di Torrechiara (info: sentieroditorrechiara.it) si percorre in un’ora e mezzo.

Si parte dalla rinascimentale badia benedettina di Santa Maria della Neve, si tocca il borgo di Torrechiara, dominato dallo scenografico castello, per poi costeggiare il canale San Michele, attraverso vigneti e campi, incontrando dieci installazioni open air firmate da nove artisti contemporanei. Fino alle porte di Langhirano, dove è d’obbligo la visita al Museo del Prosciutto di Parma.

Il Sentiero d’arte di Torrechiara: un museo diffuso

“Il Sentiero d’arte è figlio di un incendio”, racconta Carlo Galloni, presidente dell’associazione Sentiero d’Arte Torrechiara – Langhirano Odv e della Fratelli Galloni Spa, uno dei più rinomati prosciuttifici della zona. “Quattro artisti avevano creato per l’azienda opere con i rottami plasmati dalle fiamme che ci hanno colpito nel 2016. Opere che sono oggi in mostra nel rinato stabilimento. Da quell’esperienza, Alberto Vettori, curatore del museo diffuso lungo il sentiero, ha avuto l’idea di portare l’arte anche all’esterno, coinvolgendo altri nomi della scena contemporanea e altri attori sul territorio”. Il progetto di Torrechiara è sostenuto da una rete (info: parmaiocisto.com) che comprende associazioni, istituzioni culturali e imprenditori e si innesta su quello più ampio di Parma Capitale della cultura 2020+21 (info: parma2020.it).

LEGGI ANCHE Parma Capitale della Cultura anche nel 2021

Il chiostro della badia benedettina di Santa Maria della Neve

Nel borgo di Torrechiara

All’interno della cinta muraria del quattrocentesco castello di Torrechiara, in un’atmosfera sospesa tra Medioevo e Rinascimento, ci si può anche fermare a dormire e a mangiare. La Locanda del Borgo, ristrutturata nel 2019, è un ottimo punto di partenza per esplorare i colli di Parma: il proprietario, Walter Leonardi, è titolare anche di E-bike Tour, che organizza itinerari guidati con bici elettriche.

A tavola ci si siede nell’ampio salone o nelle tre salette, più intime, della Taverna del castello, per gustare i tortelli d’erbetta al burro fuso e Parmigiano Reggiano dop, ingrediente nobile di tutte le cucine della zona, siano esse stellate o casalinghe, insieme al prosciutto di Parma dop e al fungo di Borgotaro igp, orgoglio della vicina Val di Taro.

La Locanda del borgo a Torrechiara

Prosciuttifici, caseifici E gastronomie nel Parmense: dove comprare i prodotti tipici

Decine di prosciuttifici e caseifici di eccellenza sono le tappe di un pellegrinaggio nel santuario del gusto, la Food Valley Italiana (Parma, con il suo territorio, dal 2015 è anche Città creativa Unesco per la gastronomia).

LEGGI ANCHE Parma è “Città creativa per la gastronomia Unesco”

Ma se non si ha molto tempo per collezionare visite e assaggi, si può mettere insieme un bottino goloso di tutto rispetto andando a colpo sicuro in soli due indirizzi: la Salumeria Ugolotti, che dal 1869 vende i migliori salumi parmensi nel centro di Langhirano, e La bottega di Mora, ai piedi del castello di Torrechiara, che, da semplice macelleria aperta nel 1968, si è evoluta in un paradiso del palato a tutto tondo.

Non ancora sazi, si può scendere dalle colline verso Parma, puntando alle rive del Po. A metà strada, a Noceto, vale la sosta il caseificio dell’azienda agricola Bertinelli, che all’area di produzione del Parmigiano Reggiano (anche kosher) ha affiancato un agribar, per gustose colazioni e aperitivi, e un’agribottega per la vendita di formaggi e di altre eccellenze.

Il Museo del prosciutto di Parma a Langhirano

Sul Po, tra la nebbia, nella Bassa Parmense

Meta finale per viziarsi sulla sponda del Po è l’Antica Corte Pallavicina, a Polesine Parmense, un castello trecentesco trasformato in relais con undici camere. Nel ristorante stellato si sperimenta la cucina “gastrofluviale” dello chef Massimo Spigaroli, mentre nella Hosteria del Maiale regna la tradizione casalinga, tra vini dell’azienda agricola e i salumi di eccellenza: le antiche cantine di stagionatura sono famose in tutto il mondo. A completare questo paradiso per golosi, il Museo del culatello e del casalèn (il norcino) e l’agribottega, aperta nell’estate 2020 a poca distanza dalla corte.

L’Hosteria del Maiale (ph: Infraordinario)

Novembre è perfetto per un fine settimana in zona: nella Bassa Parmense è ormai appuntamento fisso da quasi vent’anni November Porc… speriamo ci sia la nebbia! (info: novemberporc.it). In quattro weekend, Sissa Trecasali, Polesine Parmense, Zibello e Roccabianca si passano il testimone in una staffetta degli assaggi. Quest’anno, a causa della pandemia Covid-19, gli eventi pubblici della rassegna sono saltati ma restano possibili le visite nei caseifici, salumifici, spacci. E i ristoranti coinvolti mantengono la tradizione con “A tavola con november porc”. Così anche per questo 2020 la mariola di Parma, strolghino, culatello di Zibello dop e le rarità “preti” e “vescovi” restano i protagonisti della manifestazione. Insieme alla poetica nebbia che aleggia sul Po.

LEGGI ANCHE Parma: cosa vedere e dove andare

Vuoi avere DOVE sempre con te, a portata di mano?

Scarica l’app DOVE Digital Edition nell’App Store (per dispositivi Apple) o in Google Play (per dispositivi Android) per sfogliare i numeri di DOVE, le guide, gli speciali e DOVE-Corriere della Sera Travel Issue. Tutta la ricchezza delle edizioni cartacee sempre con te, a portata di mano, sui tuoi device

L'articolo Il Sentiero d’arte di Torrechiara: un tour tra cultura e buona tavola sembra essere il primo su Dove Viaggi.

Leggi alla Fonte

Arriva il profumo di libri: la fragranza che sa di vecchi volumi

“Accenni di legno, violetta, brossura e vecchia carta”: si chiama Eau de Bookstore la nuova fragranza unisex al profumo di libri, ideata da Powell’s Books, una catena di librerie indipendenti a Portland, negli Stati Uniti.

“L’idea è nata dopo le tante richieste da parte di clienti che avevano sentito la mancanza del profumo dei libri in negozio durante la pandemia” ha spiegato Powell’s Books. 

LEGGI ANCHE: 50 libri di viaggio da leggere ora, per partire con la mente

La confezione di Powell’s by Powell’s assomiglia in tutto e per tutto a quella dei profumi di marca.

Contenuta in una bottiglia da 28 grammi incastonata all’interno di un finto libro può anche “mimetizzarsi” sugli scaffali in mezzo ai libri del vostro soggiorno.

Sul profilo Instagram, la catena descrive la fragranza come “l’odore di un milione di libri”, che contiene “le vite di innumerevoli eroi ed eroine”.

Eau de Bookstore Profumo di libri La confezione di Eau de Bookstore, fragranza realizzata (in edizione limitata) dalla catena di librerie indipendenti Powell's Book
La confezione dell’Eau de Bookstore Powell’s by Powell’s, fragranza realizzata (in edizione limitata) dalla catena di librerie indipendenti Powell’s Book

LEGGI ANCHE: Architettura e letteratura: un viaggio nelle biblioteche più incantevoli d’Europa

Powell’s Books a Portland, nell’Oregon, è anche soprannominata “Powell’s City of Books” (la città dei libri”): la libreria si estende su circa 6.300 metri quadrati di superficie e conta oltre un milione di volumi. Una mecca per i bibliofili. Fondata da Walter Powell nel 1971, conta altri quattro negozi nell’area metropolitana circostante e gestisce più di 4 milioni di libri nuovi, usati, rari e fuori catalogo. 

LEGGI ANCHE: I 25 migliori libri di viaggio per bambini, per andare lontano con la fantasia

Il profumo costa 24,99 dollari, l’equivalente di circa 21 euro. Dal giorno del lancio del prodotto, circa due settimane fa, Powell’s ha già ricevuto quasi 2.000 ordini (qui il link per pre-ordinare il prodotto).

“In questi tempi strani e stressanti, Powell’s by Powell’s è il regalo perfetto, in grado per suscitare ricordi positivi agli amanti dei libri di tutto il mondo” ha dichiarato alla Cnn la portavoce, Emily Brodowicz.

Vuoi avere DOVE sempre con te, a portata di mano?

Scarica l’app DOVE Digital Edition nell’App Store (per dispositivi Apple) o in Google Play (per dispositivi Android) per sfogliare i numeri di DOVE, le guide, gli speciali e DOVE-Corriere della Sera Travel Issue. Tutta la ricchezza delle edizioni cartacee sempre con te, a portata di mano, sui tuoi device

L'articolo Arriva il profumo di libri: la fragranza che sa di vecchi volumi sembra essere il primo su Dove Viaggi.

Leggi alla Fonte

Le vie di Dante tra i Best in Travel 2021 di Lonely Planet

Tempismo perfetto. La bibbia dei viaggiatori, Best in Travel di Lonely Planet, ha appena inserito gli itinerari di Le Vie di Dante tra Emilia e Toscana, come un’ esperienza da non perdere nel 2021, l’anno in cui si celebrano i 700 anni dalla morte del poeta, personaggio universale quanto Shakespeare.

LEGGI ANCHE Dante 700: a Firenze una mostra che fa viaggiare. Insieme al Sommo Poeta

Da 15 anni, e ogni anno, il gigante Lonely Planet indica il meglio di luoghi e percorsi che diventano un must, con l’autorevolezza di chi rappresenta un terzo nel mercato mondiale delle guide di viaggio. Un’impresa difficile ora, con il mondo che sembra restringersi a causa del Covid. E così Lonely Planet ha cambiato i suoi parametri, non più Best in Travel scelti fra 10 Paesi, 10 regioni, 10 città e 10 destinazioni. Bensì luoghi e progetti a favore della comunità, della diversità e della sostenibilità. Categorie etiche e filosofia slow.

LEGGI ANCHE Best in Travel 2021: il meglio dei viaggi per l’anno prossimo, secondo Lonely Planet

Le Vie di Dante sono l’unica meta italiana fra le 30 realtà segnalate nella classifica dei viaggi irrinunciabili nel 2021, come esempio di turismo culturale sostenibile e slow. Le Vie sono quelle percorse dal poeta esule, in fuga da Firenze, nel 1302, inseguito da una condanna a morte proclamata dai Guelfi saliti al potere. Non tornerà mai più nel capoluogo toscano, ma lungo quelle vie che coinvolgono sette comuni (Firenze, Scarperia e San Piero, Borgo San Lorenzo, Marradi, Brisighella, Faenza e Ravenna) Dante scrisse la Divina Commedia tra il 1304 e il 1307.

La Rocca dell’orologio a Brisighella, lungo il Cammino di Dante (ph: Amatori Brisighellesi)

Sette luoghi e un progetto che ha convolto due regioni, Emilia-Romagna e Toscana, diversi percorsi fra natura, borghi storici e cibo di tradizione. Assolutamente slow, da fare a piedi lungo Il Cammino di Dante, elogiato nel Best in Travel, che parte e ritorna a Ravenna in 20 tappe e 380 chilometri. In bici lungo la via Faentina che dal Mugello arriva a Faenza, la stessa rotta del trenino che attraversa la bellezza, i paesaggi della valle di Lamone e del Mugello, i boschi casentinesi e i castagneti di Marradi.

LEGGI ANCHE Il Cammino di Dante: le tappe di un trekking poetico tra Romagna e Toscana

Un Paradiso dantesco queste tappe in luoghi famosi, come Forlì che ospita una delle mostre più importanti, Dante la Visione dell’Arte con prestiti degli Uffizi fiorentini. Come Ravenna, dove il poeta morì nel settembre 1321 e per questo sarà teatro di grandi eventi e diverse mostre nel corso del 2021, unificate sotto il titolo Dante gli occhi e la mente (info:vivadante.it). Ma le Vie portano anche alla scoperta di perle segrete, come l‘eremo di Gamogna, nel territorio di Marradi, mille anni di spiritualità in un complesso monastico, o la Tanaccia, una delle più belle grotte nella affascinante scenografie naturale della Vena del Gesso di Brisighella. Luoghi di storia e paesaggi che sono il grande giacimento culturale d’Italia.

LEGGI ANCHE I più bei cammini d’Italia, da Nord a Sud

Vuoi avere DOVE sempre con te, a portata di mano?

Scarica l’app DOVE Digital Edition nell’App Store (per dispositivi Apple) o in Google Play (per dispositivi Android) per sfogliare i numeri di DOVE, le guide, gli speciali e DOVE-Corriere della Sera Travel Issue. Tutta la ricchezza delle edizioni cartacee sempre con te, a portata di mano, sui tuoi device

L'articolo Le vie di Dante tra i Best in Travel 2021 di Lonely Planet sembra essere il primo su Dove Viaggi.

Leggi alla Fonte

Cinquant’anni d’”Arte”: numero speciale in edicola con la copertina firmata da Isgrò

Dal tramonto delle Neoavaguardie, che hanno chiuso il Novecento ai movimenti liquidi dei primi vent’anni del Duemila. Una storia lunga cinquan’anni, quella di Arte, il mensile di Cairo Editore che celebra il suo 50° compleanno facendosi un regalo speciale: un numero da collezione, in edicola dal 3 novembre, con una copertina firmata da Emilio Isgrò, maestro italiano tra i più noti a livello internazionale.

Il numero speciale, di oltre 240 pagine, è articolato in sei grandi sezioni, una per decennio, più una dedicata all’arte al femminile, a conferma del grande protagonismo delle donne nella produzione artistica contemporanea. Ma non mancano, come sempre, le rubriche di servizio dedicate alle mostre in Italia e all’estero, alla fotografia, al mercato, agli investimenti, alle fiere, ai libri.

“I primi cinquant’anni del nostro giornale, così come testimoniano 567 numeri apparsi in edicola, coincidono con un’epoca cruciale ed entusiasmante della ricerca artistica. – spiega il direttore, Michele Bonuomo – Ed è quanto abbiamo voluto raccontare in questo numero speciale, evidenziando i mutamenti, le tendenze e i protagonisti che, decennio dopo decennio, hanno segnato il passaggio dal XX al XXI secolo. La storia degli ultimi cinquant’anni dell’arte contemporanea è anche la storia di Arte”.

“Fin da subito Arte si è proposto come un giornale che sa condurre per mano i lettori – dichiara Urbano Cairo, presidente di Cairo Editore – favorendo l’interesse e la voglia di conoscere più da vicino il mondo dell’arte contemporanea grazie ad un approccio chiaro ed esaustivo, studiato per soddisfare il desiderio di informazione e di approfondimento di un pubblico eterogeneo formato da collezionisti, galleristi, architetti, mercanti, artisti, specialisti del settore oltre ad un numero sempre più esteso di semplici appassionati”.

LEGGI ANCHE Mostre autunno 2020 in Italia: le 30 da visitare, da Torino a Napoli

Vuoi avere DOVE sempre con te, a portata di mano?

Scarica l’app DOVE Digital Edition nell’App Store (per dispositivi Apple) o in Google Play (per dispositivi Android) per sfogliare i numeri di DOVE, le guide, gli speciali e DOVE-Corriere della Sera Travel Issue. Tutta la ricchezza delle edizioni cartacee sempre con te, a portata di mano, sui tuoi device

L'articolo Cinquant’anni d'”Arte”: numero speciale in edicola con la copertina firmata da Isgrò sembra essere il primo su Dove Viaggi.

Leggi alla Fonte

IT.A.CÀ: in Liguria e in Campania le ultime tappe “live” del festival del turismo responsabile

Si chiude il 14 e 15  novembre ad Acerra, in Campania, la dodicesima edizione di IT.A.CÀ Migranti e viaggiatori, il primo Festival del Turismo Responsabile in Italia quest’anno dedicato alla Biodiversità. Dopo una prima fase primaverile declinata esclusivamente online, il festival – di cui Dove è media partner – è ripartito “in presenza” a fine agosto da Padova, con un programma di 11 tappe in nove diverse regioni e l’obiettivo di far riscoprire in prima persona non solo le bellezze del nostro Paese ma soprattutto un modo di viaggiare sostenibile e rispettoso delle specificità dei territori e di chi li abita.

L’autunno di cammini, pedalate, trekking urbani e iniziative culturali (presentazioni di libri, mostre, contest fotografici) è passato per l’Emilia Romagna (Bologna), il Trentino, il Piemonte (Ivrea e Monferrato), la Puglia (Taranto e il Salento) e la Sicilia (Palermo) e si concluderà nelle prossime settimane in Campania e Liguria. 

IT.A.CÀ in Campania

Il primo passaggio è a Napoli dove il prossimo weekend del 24-25 ottobre sarà l’ultimo dei tre svolti nel capoluogo campano:  introdotto giovedì 22 dal convegno Biodiversità e paesaggi: l’impatto della pressione antropica da turismo, sarà dedicato principalmente al rapporto tra turismo e storia del territorio.

Sia sabato sia domenica, infatti, ci sarà la possibilità di partecipare al Cammino delle origini: Cuma, Partenope e Neapolis, con visita agli scavi di Cuma, in cui sarà presentata la prima Rete del Turismo Responsabile e Sostenibile della Campania; oppure si potrà scegliere tra una tour experience (culturale, turistica e gastronomica) nel quartiere di Forcella e una visita guidata al sito dell’Acquedotto Augusteo.

Agli appassionati di fotografia invece è dedicato il contest Scattidipartecipazione: tutti possono partecipare, inviando sia le fotografie scattate in queste due giornate in qualsiasi luogo del Festival, sia quelle scattate durante l’iniziativa Fotografiamo la città alla ricerca della biodiversità, passeggiata fotografica guidata nelle zone storiche e più interessanti di Napoli, organizzata per sabato 24, dalle 10 alle 13.

Domenica 25, a tutte queste iniziative, si aggiungerà la visita guidata alla collina di Capodimonte, dal Borgo Vergini al “Giardino delle delizie”, fissata per le 10.30.  Per tutte le visite, svolte nel rispetto delle norme nazionali e regionali anti Covid-19, è necessaria la prenotazione (qui il programma completo e i numeri per prenotare).

IT.A.CÀ in Liguria

Il weekend successivo, quello del 31 ottobre e 1° novembre, il festival si sposta a Sestri Levante,  per una due-giorni tutta in movimento. La cittadina ligure ha aderito all’iniziativa Com’è green la mia città, organizzata in occasione della XVII giornata nazionale del trekking urbano che si celebra proprio sabato 31: alle 10 dunque l’appuntamento è al MuSel di Sestri per una camminata guidata nel centro storico della cosiddetta “città dei due mari”, un itinerario “sostenibile” che farà scoprire a piedi strade, palazzi e chiese, in quello che è un vero e proprio museo all’aperto.

Dopo una pausa a base di prodotti tipici nell’atrio di Palazzo Negrotto Cambiaso, celebre dimora storica che si affaccia sulla Baia del Silenzio, l’attenzione si sposta sull’ambiente in senso stretto: alle 15,30, con la pulizia della spiaggia di Sant’Anna, in collaborazione con Puliamo il Mondo, e, alle 17,  con il laboratorio pensato per i bambini Semi e semini in viaggio, un gioco per imparare a riconoscere i semi delle piante alimentari e capire che ciò che mangiamo. Il laboratorio si svolgerà nella Biblioteca del Mare di Riva Trigoso.

La dinamica domenica 1 novembre lascia la scelta tra un trekking nella natura al mattino, fino alla panoramica Punta Manara (partenza alle 11), e una pedalata nel pomeriggio,  fino a Riva Trigoso e alle Cantine Bisson, dove rinfrancarsi dalle fatiche sulle due ruote degustando i vini locali  (partenza alle 14.30).

Naturalmente, tutte le iniziative sono a numero chiuso e  saranno svolte nel pieno rispetto delle norme anti Covid-19 (qui i dettagli sul programma e le prenotazioni)

Le giornate di chiusura ad Acerra, il cui programma deve essere ancora definito nel dettaglio, segnano la conclusione dell’edizione 2020 del Festival,  ma non del progetto che invece continuerà a lavorare “da remoto” per sviluppare sempre di più la cultura di un turismo non invasivo, ma comprensivo, rispettoso e sostenibile.

Leggi anche: IT.A.CÀ: si apre l’ultima settimana del festival del viaggio responsabile

L'articolo IT.A.CÀ: in Liguria e in Campania le ultime tappe “live” del festival del turismo responsabile sembra essere il primo su Dove Viaggi.

Leggi alla Fonte

I borghi dell’Irpinia: un futuro antico, tra vini e food

Cantine, fortezze e abbazie, borghi arroccati che coraggiosamente risorgono, una cucina genuina che profuma di funghi, castagne e tartufo: è l’autunno tra i borghi dell’Irpinia. La terra dei lupi (hirpus in lingua osca), un mondo di boschi e montagne nell’Avellinese, ancora abitate da questo predatore, riserva luoghi sorprendenti. Come l’abbazia del Goleto, che dal 1133 resiste al tempo, ai terremoti, alla neve, all’incuria degli uomini: una sinfonia di archi e volumi, una navata a cielo aperto e una torre possente che si innalza nel cielo. Un complesso monastico dal fascino raro, fondato da San Guglielmo da Vercelli nell’XII secolo e abitato dai Piccoli fratelli di Charles de Foucauld, che gestiscono le visite al sito (info: goleto.it).

Così è l’Irpinia, aspra e tenace. “Parca e poetica”, scrive Franco Arminio, il poeta, regista e “paesologo” di Bisaccia che racconta la geografia minore, le comunità semplici e la “rarefazione urbanistica”. Per Arminio, queste “Un tempo erano terre da lasciare, incredibilmente povere. Invece bisognerebbe tornarci per la bellezza dei paesaggi: quello dell’Irpinia d’Oriente è uno dei più belli d’Europa”.

LEGGI ANCHE Campania: cosa vedere e dove andare in vacanza

Zungoli, per esempio, al limitare con la Puglia, sulla via del regio tratturo Pescasseroli-Candela, è un paese abitato da poco più di mille anime, un piccolo gioiello d’architettura che sta riscrivendo il proprio futuro puntando sull’accoglienza. Il centro storico è un intrico di vicoli acciottolati e tortuosi e gradinate che sembrano interminabili. L’abitato conserva l’impianto originario e le antiche case di pietra che, provocatoriamente, qualche anno fa sono state messe in vendita a un euro per scongiurare lo spopolamento. Oggi si cammina tra queste vie silenziose per arrivare al Largo di castello, dominato dalla fortezza di origine normanna, o per comprare il caciocavallo podolico e il pregiato extravergine locale.

La cultivar Ravece, varietà antica, originatasi proprio in Irpinia dal XVI secolo, è uno dei tesori di queste terre. L’oleificio Fina produce extravergine da questa cultivar e da altre varietà locali (info: oleificiofina.com).
Ecco il tartufo di Bagnoli Irpino – “nero” dei Monti Picentini dal profumo particolare – le paste fatte ancora a mano, i formaggi artigianali, le carni podoliche e i vini.

Il giardino delle erbe aromatiche all’interno delle Cantine Feudi di San Gregorio, a Sorbo Serpico

I vini e le cantine dell’Irpinia

Tra i paesi di Lapio, Luogosano, Tufo, Taurasi (dove merita una visita il castello), Mirabella Eclano e Montefusco si estende il distretto vitivinicolo più importante della Campania, delle cui vigne scrissero già gli antichi Strabone, Plinio il Vecchio e Columella. Segnano il paesaggio i filari di Aglianico, Fiano e Greco, che danno vita alle tre docg del territorio: i bianchi Greco di Tufo e Fiano di Avellino e il rosso Taurasi, il barolo del Sud fatto con uve Aglianico, vite ellenica che qui conta ceppi ultracentenari, autentici monumenti vegetali.

A Sorbo Serpico, la cantina Feudi di San Gregorio ha ribattezzato “I patriarchi” queste piante, oggetto di ricerca e tutela, che la memoria popolare ritiene abbiano più di 250 anni. Feudi è una delle aziende di riferimento del territorio, la più futuristica per architettura e design: progettata del giapponese Hikaru Mori, due volte alla Biennale di Venezia, merita la visita per la spettacolare bottaia, le opere d’arte e gli interni firmati da Massimo Vignelli.

LEGGI ANCHE Weekend in cantina: degustazioni di vino e non solo. Ecco come (e dove) godersi la vendemmia

Da quest’anno si può dormire tra i vigneti: a pochi passi dalla cantina è stato recuperato il primo di una serie di casali destinati alla foresteria. Fra le vigne di Fiano, a pochi passi dal centro aziendale, l’azienda ha un casale in pietra con cinque camere doppie, ciascuna con bagno, living comune con camino, cucina (prezzi: doppia b&b e visita in cantina, 150euro. Visite su prenotazione, degustazioni guidate e, nei weekend, picnic nei giardini. Info: feudi.it).
E si cena al ristorante Marennà, stella Michelin nel 2018, regno ora dello chef Roberto Allocca (prezzi: menu degustazione, 70 e 90 euro. Info: marenna.it)

I tavoli “social” del ristorante Marennà

Formaggi dell’Irpinia: il Carmasciano

I formaggi sono l’altra grande ricchezza di questa terra. Unico e raro è il pecorino di Carmasciano, opera di poche aziende familiari che ne garantiscono una produzione molto limitata. Il segreto è il latte delle pecore che pascolano nell’area di Carmasciano, nella valle d’Ansanto, e presso la Mefite di Rocca San Felice, un lago alimentato da pozze solforose nel sottosuolo. Un luogo ancestrale, ribollente e sinistro, raccontato anche da Virgilio. È lo zolfo che, impregnando erbe e foraggi, conferisce un sapore unico al formaggio. “È un pecorino dalle note olfattive molto intense e dai sentori complessi, che raggiunge la sua espressione migliore con 12 mesi di stagionatura”, racconta Angelo Nudo, che dal 2015, nella sua azienda agricola Carmasciando (info: carmasciando.it), alleva ovini e produce e affina latticini d’alta qualità. Ecco anche lo Scaramantico, con peperone crusco, e il Formicoso, alle erbe di montagna. Aromi e colori della nuova Irpinia, che ha radici forti e lo sguardo spalancato sul futuro.

I formaggi dell’azienda agricola Carmasciando, a Guardia Lombardi

Vuoi avere DOVE sempre con te, a portata di mano?

Scarica l’app DOVE Digital Edition nell’App Store (per dispositivi Apple) o in Google Play (per dispositivi Android) per sfogliare i numeri di DOVE, le guide, gli speciali e DOVE-Corriere della Sera Travel Issue. Tutta la ricchezza delle edizioni cartacee sempre con te, a portata di mano, sui tuoi device

Leggi anche

L'articolo I borghi dell’Irpinia: un futuro antico, tra vini e food sembra essere il primo su Dove Viaggi.

Leggi alla Fonte

Ciclovia Alpe Adria: da Udine a Grado, alla scoperta di un Friuli Venezia Giulia pieno di sorprese

Parte da Udine e termina a San Daniele, il 20 ottobre, la tappa friulana del Giro d’Italia, la sedicesima dall’inizio della competizione ciclistica che si concluderà a Milano domenica 25. Una tratta impegnativa, 229 km di varianti che decuplicano e complicano un percorso disegnato in gran parte sul profilo delle Prealpi Giulie, che coglie il suo traguardo nel bel mezzo del Friuli Venezia Giulia più collinare.

Tutti in sella sull’Alpe Adria

Muovendo in direzione opposta dalla città capoluogo, ai cicloturisti che transitano in questa stagione nelle province del Nord Est si addice di più l’ultimo tratto dell’itinerario servito dalla ciclovia Alpe Adria, felice esempio di cooperazione transfrontaliera per lo sviluppo della mobilità sostenibile, che corre da Salisburgo, in Austria, a Grado, sull’Adriatico, passando appunto per Udine, la città con le piazze dal fascino veneziano. I 59 km che separano la città affrescata da Giambattista Tiepolo negli anni della maturità dalla rinomata località balneare vicina alla foce dell’Isonzo si coprono comodamente in quattro ore, ma le numerose occasioni di sosta rendono la trasferta molto interessante e potenzialmente molto lunga.

Negli occhi ancora il fascino tutto veneziano dell’udinese Piazza della Libertà, gli amanti dell’architettura e dell’arte provano una forte emozione varcando in sella alla propria bici la prima delle tre porte monumentali di Palmanova, la città-fortezza a pianta stellata fatta costruire dai veneziani alla fine del XVI secolo per proteggere la Serenissima sul confine orientale. Dal 2017 fa parte di un elenco ad hoc del patrimonio Unesco, dedicato alle opere difensive della repubblica marinara.

Palmanova, Piazza Grande. Foto di Massimo Crivellari

Da Palmanova a Grado, una sorpresa continua

Dichiarata “miglior pista ciclabile europea” alla Fiets en Wandelbeur, la fiera delle vacanze active di Amsterdam, nel 2015 e vincitrice dell’Italia Green Road Award 2016, la Ciclovia Alpe Adria Radweg non è seconda a nessuna per funzionalità e panorami. Dopo aver attraversato il centro storico di Palmanova circondando l’esagono perfetto di Piazza Grande, l’itinerario prosegue alla volta del borgo privato (con annesso castello) di Strassoldo di Sopra con sosta a Cervignano del Friuli, prima di fare rotta verso Aquileia, una delle città più grandi e ricche dell’Impero Romano nel Mediterraneo e centro propulsore del Cristianesimo in tutta l’Europa centrale durante il Medioevo, che è stata dichiarata patrimonio mondiale UNESCO fin dal 1998 per la sua vasta area archeologica con i resti del foro romano e la Basilica lastricata di mosaici.

Da qui, sono pochi i chilometri che separano dall’Adriatico, di cui si avverte già il profumo, e dall’isola di Grado, la “prima Venezia” collegata alla terraferma dalla strada Mosconi (SR 352) che attraversa la laguna e termina con un ponte girevole intitolato a Matteotti. Un bell’approdo, molto spesso soleggiato, per i tanti turisti che scelgono sempre più frequentemente le due ruote come mezzo di trasporto sostenibile e trovano in spiaggia (tre chilometri di sabbia finissima, esposti completamente a Sud) un po’ di meritato riposo con vista su Trieste, le città slovene e l’Istria. Nel palmares di Grado, anche il riconoscimento della FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta di Comune ciclabile a 5 stelle (bike smile).

La laguna di Grado

Adria Bike e Pedemontana: paradisi dei ciclisti

Una volta raggiunto il mare, molti cicloturisti se ne innamorano e prediligono gli itinerari costieri. A questo desiderio risponde perfettamente Adria Bike, la ciclovia dell’Alto Adriatico (parte del network europeo Eurovelo 8) che segue la costa del Friuli Venezia Giulia da Lignano fino a Muggia, proseguendo poi, a scelta, verso Venezia-Ravenna o Slovenia-Portorose, per un totale di circa 1000 chilometri. La vicinanza della rete ferroviaria consente di abbinare in diversi tratti il servizio bici+treno o anche, nei pressi delle zone lagunari, di servirsi di comodi e panoramici passaggi bici + barca.

Di grande interesse è anche la ciclovia Pedemontana e del Collio, segnalata sulla carta come n. 10 e sulla strada come FVG 3: attraversa orizzontalmente il Friuli Venezia Giulia, sfiorando alcuni dei punti più  suggestivi della regione, come il greto del Tagliamento, centri di grande richiamo storico-culturale come Cividale del Friuli, borgo Bandiera Arancione-TCI bagnato dal fiume Natisone che racchiude tesori riconosciuti dall’UNESCO come il Monastero di Santa Maria in Valle e il Tempietto Longobardo, fino a raggiungere la zona del Collio Goriziano, un paesaggio collinare ricco di vigneti. Da non perdere, a soli 9 km da Cividale, la visita al santuario mariano di Castelmonte, sulle Prealpi Giulie.

Sulle tracce del Giro d’Italia

Prendendo come punto di riferimento la partenza e l’arrivo della tappa friulana del Giro d’Italia 2020, ci sono poi da segnalare l’anello conosciuto come Medio Friuli, una pedalata che parte dalla stazione ferroviaria di Udine e vi fa ritorno dopo un percorso di ben 106 km, a bassa difficoltà, che si volge in parte su asfalto e in parte su sterrato (intercettando tra l’altro il torrente Cormor, i Prati della Piana di Bertrando, le alture moreniche di Pozzuolo e gli altri itinerari della “Terra dei Patriarchi”) e i tour organizzati dal consorzio We Like Bike, un ricco programma di eventi cicloturistici in e-bike e mountain bike che prendono tutti il via dai dintorni di San Daniele del Friuli.

Senza dimenticare gli itinerari ciclabili studiati su misura per le famiglie con bambini, e comodamente mappati sul sito della Regione.

Da ricordare infine, per i fan del Giro d’Italia, i percorsi che seguono fedelmente i tracciati di alcune storiche tappe friulane, come Cordenons-Moltasio, Tarvisio-Vajont, Maniago-Zoncolan e Gemona del Friuli-Trieste.

 

Scopri di più su Italia.it

 

Durante il giro partecipa anche tu al racconto social di Italia.it e delle Regioni italiane con l’hashtag #Italybybike, su FacebookInstagram e Twitter. Un viaggio alla scoperta dei territori attraversati dal Giro d’Italia, delle loro bellezze e degli itinerari cicloturistici. Si parte!

L'articolo Ciclovia Alpe Adria: da Udine a Grado, alla scoperta di un Friuli Venezia Giulia pieno di sorprese sembra essere il primo su Dove Viaggi.

Leggi alla Fonte

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi