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Voci dall’Universo a Torino. L’installazione che riapre le università (e la vita sociale)

Voci dall’Universo a Torino. Per tornare a studiare nei luoghi dove i giovani dovrebbero a studiare. Per tornare a incontrarsi nelle città usando la cultura e insieme le nuove tecnologie.  Ha inaugurato al centro del monumentale cortile del Rettorato dell’Università di Torino Voci dall’Universo, opera multimediale che inaugura UniVerso, un nuovo programma culturale lnciato dall’Università di Torino.
La firma è di Davide Livermore – direttore del Teatro Nazionale di Genova, autore di scenografie pluripremiate per la scala di Milano e per i maggiori teatri e festival di prosa del mondo  – e di Paolo Paolo Gep Cucco, mago dell’enterteinment designe, video design e video arte.

Recitazioni in cortile

Nel cortile storico di Via Verdi, che al momento ospita anche un centro vaccini,  Voci dall’Universo è uno schermo interattivo. Vi scorrono i primi piani di 17 giovani attori della scuola di recitazione Mariangela Melato del Teatro Nazionale di Genova. Leggono testi scelti dopo una lunghissima selezione da otto studenti universitari.  Sono pensieri e parole, dal Faust di Goethe alle poesie di Alda Merini – “Ci riabbracciamo per ritornare interi”, è la sua frase, chiave del progetto – , dall’Edipo Re di Sofocle alla Peste di Camus. E ancora le canzoni di Domenico Modugno e di Lennon-Mc Carthy. Le poesie di Clemente Rebora o Franco Arminio. I testi di Carofiglio e Calvino, Orwell e Buzzati. Suggestioni per evocare una riflessione sul nostro tempo, sulle conseguenze della pandemia, sulla perdita del domani e sulla speranza dell’avvenire, la bellezza e il valore dell’arte. Un’opera che però chiama a partecipare anche gli spettatori, i passanti, i ragazzi di passaggio dalla segreteria del rettorato, che con i loro smartphone, scaricando un’app possono modificare i filmati, cambiandone i color. E quando suoni e segnali di disturbo si ativeranno per cercare di silenziare queste voci che parlano del presente e del futuro, possono “unirsi” per permettere la declamazione o, decidere di passare alla successiva.
“Un’opera nata collettivamente che collettivamente può essere modificata in diretta”, hanno spiegato i curatori. “È anche un modo per usare in una piazza. Per ascoltare cultura e, magari far partire un dibattito, proprio  le tecnologie multimediali che in questi mesi abbiamo imparato a usare. Quelle che ci hanno aiutato, certo, ma anche relegato a casa nostra”.

Voci dall’Universo a Torino: l’università e la città

Il totem multimediale, in funzione fino al 7 giugno, lancia anche il nuovo cartellone di progetti  UniVerso. Si tratta di un palinsesto di dibattiti, interviste, reading e performance, aperti a tutta la cittadinanza. Un osservatorio sulla contemporaneità che è anche un modo per riavvicinare la cità ai suoi luoghi di studi, come spazio di scambio e apprendimento continuo e diffuso.
Il cartellone proporrà diversi tipi di eventi (in presenza e online): lezioni magistrali, dibattiti, interviste impossibili, dialoghi, tavole rotonde, lezioni-concerto, narrazioni/performance/reading, installazioni/esposizioni. Si svolgeranno in vari spazi dell’Università di Torino, dal Palazzo del Rettorato all’Aula Magna della Cavallerizza, dal complesso Aldo Moro al Campus Luigi Einaudi sulla Dora, oltre che in sedi decentrate ed extra metropolitane.

Universo Torino: Tornare in aula 

E ancora Voci dallUniverso, adesso, è anche un modo riaprire gli atenei di Torino e d’Italia “in presenza”. Tra i testi dei grandi autori, volutamente, è finito anche un brano di una delle studentesse-curatrici. Vi si racconta cosa la generazione del 2020 ha perso in termini di socialità, contatto con l’altro, rapporto con i compagni e ei professori.

“Quando sarà tutto finito, sarà comunque tardi?”, scrive Bruna Lorenzin. “Incoronati tra gli arredi del salotto, ci scopriremo inconsapevolmente adulti. E il tempo degli errori e dell’errare nessuno lo riporterà. Niente albe di libri sul tram, aule piene di fiato che sa di caffè, niente sudori condivisi prima di un esame, teste chine su sogni che… forse… chissà…”

Per informazioni: Voci dall’Universo, Rettorato Università di Torino, via Verdi 8, Unito.it, Voci dall’Universo (su Facebook)

Ingresso gratuito, fino al 7 giugno

Dove Viaggi ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cina, la notte stellata: 600 droni disegnano i quadri di van Gogh nei cieli di Tianjin

Nella città di Tianjin, nella Cina settentrionale, 600 droni hanno ricreato alcuni dei dipinti più famosi del pittore olandese Vincent van Gogh. Tra questi: Campo di grano con cipressi; Cipressi e due donne; Il gelso; Ramo di mandorlo in fiore; Girasoli; La camera di Vincent ad Arles; la Notte stellata e Autoritratto. Il tempo totale dell’animazione è durato 26 minuti e 19 secondi ed è stato eseguito nel dicembre 2020. L’evento doveva generare un minimo di 12 immagini al secondo per essere considerato “animato” dai giudici del Guinness.

Un balletto bellissimo 

Il gruppo EFYI ha utilizzato la tecnologia di posizionamento ad alta precisione, insieme alla tecnologia di sincronizzazione per ottenere “un’azione coordinata”. “Creare un’animazione a figura intera è una sfida difficile per tutta la squadra, sia tecnicamente che creativamente” ha detto Zhang Siq, di EFYI Group. I droni utilizzati appartengono al modello Agile Bee II: pesa 1.45 kg, vola ad una velocità di 10 m/s e ha un’autonomia di circa 38 minuti.

Ecco il video: godetevi lo spettacolo.

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