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Long weekend in Tirolo: dalla Zillertal a Seefeld, per un’estate senza fine in montagna

Lontano dalla folla, nella natura. L’aria pura. E poi l’incontro genuino con le tradizioni e i sapori di una terra accogliente. C’è più di un buon motivo per regalarsi una fuga di fine estate nel Tirolo austriaco. Piace ai grandi esperti della montagna, a chi si approccia per la prima volta alle cime e a chi cerca un avventura e adrenalina. Qui ci si perde in passeggiate nel bosco, escursioni a cavallo tra laghi e praterie alpine, pedalate – anche in sella a una bici elettrica – alla conquista delle Alpi. E poi ci sono le pareti per l’arrampicata, i sentieri per fare jogging e nordic walking. I lanci in parapendio, il rafting lungo i fiumi.

Ma il Tirolo è sulla mappa anche dei turisti che cercano una destinazione per staccare completamente la spina, per rilassarsi in un centro benessere di lusso, dedicarsi allo shopping o divertirsi al casinò.

E quest’anno, in questa strana estate che richiede flessibilità e attenzione in più, vuole essere una meta sicura, con regole definite per stare tutti più tranquilli, e con diversi hotel disponibili a cancellare le prenotazioni e rimborsare i pagamenti anticipati.

Il long weekend può iniziare da Mayrhofen, a sole due ore d’auto da Bolzano. È il centro principale della Zillertal, una delle maggiori valli tirolesi. Un’oasi verde circondata dalle montagne, che regala un ritorno alla natura, ai ritmi lenti.

Zillertal, dove si trova e cosa fare d’estate

La Zillertal, a soli 40 km da Innsbruck, è facilmente raggiungibile in treno fino Jenbach e poi – con andamento lento – fino a Mayrhofen, sul treno della Zillertalbahn.

Questa valle ampia è famosa per attirare sportivi, famiglie e chiunque ami la montagna più autentica. Numerosi escursionisti e ciclisti scelgono di salire sulle cime con gli impianti di risalita, per poi andare comodamente alla scoperta degli altipiani, delle malghe e dei ristori, sulle due ruote o a piedi. D’altronde, qui la rete di sentieri conta più di 1.750 chilometri. Si mettono invece gli sci ai piedi salendo al ghiacciaio dell’Hintertux (a 3.250 metri di quota)l’unica stazione sciistica in Tirolo a offrire anche d’estate la possibilità di sciare. 

La regione Zillertal, situata a circa 40 km ad est di Innsbruck, giunge da Strass im Zillertal fino a Mayrhofen. (ph: eb)

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Cosa fare a Mayrhofen in estate (e in autunno)

Mayrhofen è la località più grande e nota della valle. Il centro è curatissimo, a misura di turista. Ancora poco conosciuto dagli italiani, questo luogo in estate e in autunno è un rifugio perfetto per le famiglie con bambini, per le coppie in cerca di intimità o per chi preferisce una vacanza in solitaria.

In inverno, ovviamente, lo scenario cambia completamente: Mayrhofen è infatti la seconda destinazione turistica del Tirolo con circa 1,3 milioni di pernottamenti. Tuttavia, dopo l’emergenza da Covid-19, gli operatori turistici spiegano di voler cambiare e ridefinire il concetto di ospitalità. Insomma, impegnarsi ad offrire un approccio più “soft”, all’insegna della sostenibilità, della pace e della tranquillità. Alcune proposte dell’Ente del Turismo, infatti, sono già sul tavolo e prevedono, tra l’altro, il divieto di consumare alcolici nei luoghi pubblici all’aperto.

Il paese di Mayrhofen, a 633 metri di quota, con i versanti del Penken e dell’Ahorn. (ph: iStock)

Le montagne intorno a Mayrhofen sono un invito a passare le giornate all’aria aperta. E con la Zillertal Aktivcard, una comoda tessera valida fino al 4 ottobre 2020, è possibile utilizzare ogni giorno uno dei 10 impianti di risalita estivi dell’area, oltre agli autobus e i treni. Con la card si entra anche gratis in una delle 6 piscine all’aperto.

Consigliata l’escursione – in bici o a piedi – ai 1.800 metri del monte Penken con la cabinovia Penkenbahn. Oppure, è emozionante la salita sull’Ahorn, sempre da Mayrhofen, con la funivia: il panorama da qui è magnifico.

Per un po’ di jogging di primo mattino, dal centro del paese si seguono invece i sentieri che affiancano il fiume Ziller.

Sull’Ahorn ci si arriva con la funivia da Mayrhofen. Da qui si può partire per numerose escursioni. (ph: eb) 

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Dove dormire nella Zillertal

Gli hotel nella Zillertal sono quasi tutti quattro o cinque stelle. Nel centro di Mayrhofen, si trova lo Zillertalerhof. Perfetto per un weekend di relax, il 4 stelle S è stato recentemente ristrutturato e trasformato da classico albergo per le vacanze in disinvolto “Alpine Hideaway”. Un hotel dallo stile giovane, autentico e  volentieri “un po’ diverso dagli altri” – come i due giovani padroni di casa Franz-Josef e Katharina Perauer tengono a sottolineare. Ha portato una ventata d’aria fresca (e quasi un po’ atmosfera newyorkese) nel mondo alberghiero tirolese combinando sapientemente innovazione e tradizione.

“Abbiamo tratto ispirazione dai nostri soggiorni all’estero, osando un po’” racconta Franz-Josef, il titolare. Non a caso, il motto dell’hotel è: Tradition.Reloaded!.

Ovunque alle pareti sono disposte opere di artisti tirolesi (all’ingresso si viene accolti da uno spiritoso “Hello gorgeous!“), mentre la Spa ospita una piscina interna, esterna, bagno turco, tre saune. La capocuoco Silvia Wohlfahrt seduce gli ospiti del boutique hotel con un “giro del mondo in sei atti” (da provare le zuppe e la selvaggina, deliziosi), mentre il piccolo Hof Bar Wine & Cocktail Bar promette persino un pizzico di rock’n’roll.

L’hotel garantisce inoltre che tutte le prenotazioni fino a fine novembre 2020 si possono cancellare senza costi fino a 48 ore prima del viaggio. Per garantire la sicurezza, tutti i dipendenti vengono sottoposti regolarmente al test per il Coronavirus.

Il Zillertalerhof di Mayrhofen. In questo hotel 4 stelle Superior, ai dettagli ci tengono molto. (ph: Zillertalerhof)

Ci spostiamo al Mari Pop Hotel, nel tranquillo paese di Ried, sempre nella Zillertal. Sicuramente è il più particolare. Qui si entra da sconosciuti, si viene accolti come farebbe un impeccabile padrone di casa e si va via da amici. Per salutarsi basta un “Servus“.

Markus Rist, 43 anni, che gestisce l’hotel insieme alla sua compagna Silvia Gschösser, 32 anni, ha voluto ridefinire il concetto di ospitalità. “I nostri ospiti cercano un’autentica esperienza di viaggio, vogliono conoscere la Zillertal e la sua gente, la nostra cultura, le tradizioni e l’identità” racconta Silvia.

 Da “stay a while” il claim dell’albergo è diventato “stay forever”. (ph: Mari Pop Hotel)

Dopo un anno e mezzo come pop-up hotel (il primo delle Alpi) e otto mesi di ristrutturazione, la struttura è infatti stata riaperta a fine luglio. E da stay a while il claim è diventato stay forever.

Gli ospiti trovano un totale di 45 camere, distribuite nell’edificio principale e nella guest house. Hanno uno stile minimal ma molto cosy, accogliente. La simbiosi tra arte e natura ed eventi speciali di musica e di letteratura rendono questo rifugio davvero unico. Su tre piani, la giovane coppia ha infatti voluto ricreare un “viaggio dalla città alla valle, dalle montagne alla vetta”. Come? Il piano terra (che comprende un ristorante con un lungo tavolo per socializzare, salottino e cucina a vista, spazi per il coworking e sale conferenze) vuole ricordare la Zillertal, mentre il piano interrato (con spazio per eventi, caffè, Spa per famiglie e piscina coperta) ricrea un’atmosfera urbana e di design. Al primo e al terzo piano ci sono camere doppie, familiari e le suite.

E sul tetto c’è una piccola Spa con sauna panoramica e zona relax per adulti. Da qui, la vista sulle montagne circostanti e sul centro storico infonde un senso di pace e serenità.

Un altro indirizzo consigliato per dormire nella Zillertal è un hotel che non a caso viene scelto soprattutto dalle coppie. Si tratta del Wöscherhof di Uderns, tra Fügen e Ried. Con un’area wellness incredibile, recentemente ristrutturata e ampliata, e 20 nuove suite dotate di molo privato per l’accesso a un laghetto naturale.

Nell’area benessere di 2000 metri quadri si trovano saune, sale relax, area massaggi, spazio energetico separato per lo yoga, reparto beauty, sala fitness. E, per gli amanti del golf, a pochi passi sorge un campo da 18 buche. 

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Tappa a Seefeld, da riscoprire in estate

Infine, ecco Seefeld. Località chic e raffinata, tutta racchiusa intorno a un’unica piazza su cui si staglia la bella chiesa di St. Oswald. Certo, i più assoceranno il suo nome al mondo dello sci: qui si sono infatti disputate le Olimpiadi invernali nel 1964 e 1976 e le piste innevate divertono ogni anno i più sportivi. Ma la cittadina di tremila abitanti attira però tantissimi viaggiatori anche in estate.

Si trova a 20 km da Innsbruck (un’ora e mezza di auto da Bolzano, 40 minuti di treno da Innsbruck) su uno degli altopiani più soleggiati dell’Austria, a 1.200 metri. Tutto attorno dominano i sentieri per bike e mountain bike. Un numero? Nell’Olympiaregion Seefeld ce ne sono ben 570 chilometri. Gli sport all’aperto, per farla breve, qui sono un must in ogni stagione dell’anno. Da Seefeld si può partire anche per lunghi tour alpini (in bici o a piedi) all’interno del Karwendel, la più grande area protetta dell’Austria. Su una superficie di 727 chilometri quadrati, comprende quasi tutto il massiccio del Karwendel. 

La iconica chiesa barocca Seekirchl, emblema di Seefeld. (ph: iStock)

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Cosa fare a Seefeld in estate: trekking, tuffi nei laghi, giri in bici

L’area pedonale di Seefeld è ideale per bere un aperitivo o fare un po’ di shopping: vetrine di lusso e negozi – anche quelli di ghiottonerie locali – si alternano a hotel 5 stelle e case con le facciate affrescate e i balconi pieni di fiori. C’è anche il casinò, uno dei più belli del gruppo Casinos Austria.

Appena fuori dal centro, ai piedi della collinetta su cui si erge la chiesa barocca Seekirchl, emblema della città, c’è un percorso che si estende per 142 chilometri lungo il torrente, ideale per passeggiate tranquille e trail. Il consiglio: noleggiate una bici elettrica e partite per un tour intorno al Brunschkopf, tra boschi, laghi e malghe. E poi, pranzate nell’incantevole rifugio Wildmoosalm. Oppure, prendete la funicolare fino alla Rosshütte e continuate verso la cima Seefelder Joch con la funivia, a piedi o sulle due ruote; da soli o con i bimbi al seguito.

Il lago Möserer See, che raggiunge una profondità massima di 11 metri ed è uno dei laghi più caldi del Tirolo. (ph: Tirol Werbung)

I più esperti possono continuare fino alla Seefelder Spitze (2.200 metri) e poi fino alla Reither Spitze (2.373 metri): da qui il panorama su Seefeld e le cime delle Alpi austriache non ha prezzo. L’alternativa è un tuffo (anche in autunno) nel Wildsee, a cui Seefeld deve il proprio nome, alle porte del paese. Da non perdere anche il suggestivo lago Möserer – un’oasi di pace. Se tuttavia queste acque vi sembrano troppo fredde, potete immergervi nella piscina riscaldata all’aperto dello stabilimento balneare “Strandperle”.

L’escursione dal Seefelder Hoch alla Seefelder Spitze dura circa 40 minuti ed è adatta anche ai meno esperti. (ph: eb)

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Dove dormire a Seefeld

Anche a Seefeld gli hotel sono quasi tutti quattro o cinque stelle. Da agosto c’è però un nuovo complesso di chalet con appartamenti. Per chi cerca il romanticismo e, perché no, il distanziamento. Si chiama AlpenParks Chalet & Apartment Alpina Seefeld ed è stato aperto dopo due anni di lavori. Ospita un totale di 43 nuovi appartamenti con giardino e balcone, per un massimo di otto persone (in alcuni c’è persino la sauna privata).

Il resort dispone inoltre di un proprio bistrot, di una lounge, di un’area benessere con sauna finlandese, bagno turco, biosauna. Tutto è curato nei minimi dettagli e l’hotel è perfetto per un soggiorno in coppia, con la famiglia o con gli amici.

Il progetto (da 22 milioni di euro) è di Marcati Hotels & more della famiglia Marcati di Seefeld, nome importante di albergatori e imprenditori della zona. Le origini sono italiane, di Brunico per la precisione. “Il nostro concetto riflette il desiderio di spazio e libertà combinato con il lusso dei servizi di un hotel” dice Mario Marcati. Che aggiunge: “Anche qui tutti i nostri collaboratori sono sottoposti regolarmente al test del Coronavirus”.

In qualità di consigliere comunale e membro del direttivo dell’Ente turistico locale, il trentottenne sintetizza in poche parole i progetti futuri di Seefeld: “Distinguersi dalle grandi stazioni sciistiche, uscire dalla massa e puntare sulla vacanza esclusiva, all’insegna anche del buon cibo”. 

E per cena, ci si può fermare alla Seefelder Stube, sempre del gruppo Marcati, per un Wilderer Pfandl: gulasch di cervo e camoscio della zona di caccia della famiglia servito con salsa ai funghi, Spätzle fatti in casa e mirtilli rossi.

L’AlpenParks Chalet & Apartment Alpina Seefeld, appena fuori dal paese, inaugurato a fine luglio 2020. (ph: Marcati Hotels)

Informazioni utili su Zillertal e Seefeld

Per organizzare le vacanze nella Zillertal e a Seefeld, tutte le informazioni utili, gli aggiornamenti sugli eventi, gli itinerari e le attrazioni da scoprire sono disponibili sul sito ufficiale del turismo Tirolo, tirolo.com

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Vacanze del buon respiro: 9 mete con garanzia di aria pura

È un atto automatico, il respiro. Eppure, mai come in questo periodo ne sentiamo l’importanza. Quante volte abbiamo sognato di camminare tra i boschi, o di correre nei prati durante il lockdown? E quante volte abbiamo avvertito un senso di chiusura e di mancanza del respiro?

Abbiamo dunque bisogno di stare all’aria aperta e riossigenarci e questa è l’estate per scoprire luoghi vicini a casa dove ritornare a respirare bene. Ecco nove destinazioni che hanno puntato sull’aria pura per vacanze a pieni polmoni, lontano da luoghi chiusi e affollati, e smog.

Buon respiro: Chamois (Ao), il borgo senz’auto

Fu un referendum nel 1955 a decretarne la fortuna naturalistica con la rinuncia a una strada di comunicazione in favore di una funivia. Così, Chamois, borgo “sospeso” sulla Valtournenche, negli anni ha fatto di necessità virtù diventando l’unico comune italiano senza auto, nonché località simbolo della mobilità dolce del circuito Perle Alpine, raggiungibile solo a piedi o in funivia (ogni mezz’ora da Buisson). E a 1815 m d’altitudine, Chamois brilla proprio come una perla delle Alpi, incastonata tra i fianchi rocciosi su cui si arrampicano i camosci (chamois appunto); sferzata da un’aria pulita che non vede e non sente il passaggio delle auto; e ricoperta da un cielo stellato senza disturbi luminosi che la rendono un’ottima destinazione astronomica.

Lo sa bene Antoine Casarotto, guida naturalistica e fotografo, che dal suo Rifugio Ermitage conduce in emozionanti escursioni al chiaro di luna dove imparare tutti i segreti della volta celeste, al cospetto del laghetto Lod. Durante il giorno c’è solo l’imbarazzo della scelta. Si può salire in sella a una mtb e, dopo aver fatto il pieno di energie con le deliziose torte di Chez Pierina, partire verso la ciclabile che conduce a La Magdeleine, pedalando tra i boschi da cui si scorge il Cervino, lungo il ruscello punteggiato da antichi mulini e baite.

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Da quest’anno si può anche noleggiare una e-bike con degustazione finale della birra agricola d’alta quota Bière de Chamois grazie al servizio “Pedalando a tutta birra”.

Respirando a pieni polmoni l’aria pura, ci si può poi sdraiare sui prati sconfinati leggendo un libro: basta sceglierlo nelle casette in legno della biblioteca diffusa. E perdersi nei dettagli dei tradizionali rascard, case in pietra e legno ristrutturate e aperte ai turisti. Nella frazione più antica, La Ville, si spazia dallo chalet del settecento con recupero design come La Croche, a quelli più tradizionali come Macapè, dove ogni ferro o legno antico è stato splendidamente restaurato. E passo dopo passo si finisce per diventare parte di questa autentica comunità, dove ogni respiro è una carezza di ossigeno.

Chamois (Ao) panoramica dal colletto di Cheneil (foto di Antoine Casarotto).
Chamois (Ao) panoramica dal colletto di Cheneil (foto di Antoine Casarotto).

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Moso in Val Passiria (Bz) e la mobilità dolce

Altro vanto del network di Alpine Pearls, rete di 21 comuni dell’arco alpino che adottano sistemi di mobilità dolce per ridurre le emissioni di CO2, è Moso in Passiria. Questa località è un piccolo eden immerso nel Parco naturale del Gruppo Tessa, e ha investito in aria pulita e mobilità alternativa. Una volta arrivati, infatti, ci si può dimenticare dell’auto, lasciata nei parcheggi interrati all’ingresso del comune, per entrare nel villaggio di Plan.

Qui, grazie alla Mobilcard si accede a una serie di servizi che includono, bus elettrici, trenini, navette e funivie, per escursioni nell’aria pura tra malghe, boschi e ruscelli. Ce n’è per tutti i gusti, dai sentieri in e-bike ai trekking per ogni difficoltà con tappe alla gola del Passirio, fino all’emozione del Passo rombo e il Museo Bunker. I più romantici possono optare per i cavalli avelignesi, splendidi e robusti esemplari per rilassanti passeggiate in sella o in carrozza.

In sella ai cavalli avelignesi sui torrenti attorno a Moso in Passiria (foto copyright tourismusverein-passeiertal).
In sella ai cavalli avelignesi sui torrenti attorno a Moso in Passiria (foto copyright tourismusverein-passeiertal).

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A Cervia (Ra), terme e saline

È una città nata sul sale, Cervia, e qui tutto ruota attorno al suo oro bianco. Un prodotto integrale, delicato e ‘dolce’ per via della minor presenza dei cloruri più amari, che è addirittura rinomato presidio Slow Food.

Ma oltre al sapore, questo ingrediente caratterizza l’ambiente con le sue antichissime saline popolate da fenicotteri e uccelli migratori, e purifica l’aria, inalata nei trattamenti delle Terme di Cervia. Lo stabilimento in stile modernista, infatti, è alimentato dalle acque salsobromoiodiche provenienti dai bacini salini e, nebulizzata, è un vero toccasana per le vie respiratorie.

Se a questo si aggiunge la vastissima pineta circostante, con i suoi 260 ettari di piante secolari a Milano Marittima, allora si può parlare di un vero e proprio distretto della buona respirazione. Non a caso qui si allenano atleti e si tengono sessioni dedicate alla meditazione e allo yoga nella natura come YAMM Silencio che porta ogni fine agosto gli appassionati di discipline yogiche sotto il tetto verde e balsamico della pineta.

E per chi vuole fare il pieno di ossigeno e allenarsi per conto suo, questo polmone verde offre anche una vera e propria palestra a cielo aperto con attrezzi e panche fitness dotate di pannelli esplicativi sugli esercizi da fare.

Yoga nella pineta di Milano Marittima durante il festival del benessere YAMM Silencio (©julie ansieu).
Yoga nella pineta di Milano Marittima durante il festival del benessere YAMM Silencio (©julie ansieu).

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Comano (Tn), la valle della salute

Con i suoi 5 milioni di alberi e 700 mila t di ossigeno rilasciato ogni anno, la valle di Comano è considerata la valle della salute. Stretta tra il Lago di Garda e le Dolomiti di Brenta, e Riserva Biosfera Unesco, vanta gioielli della natura come le cascate del Rio Bianco e il Canyon del Limarò, immersi nei boschi del parco Adamello Brenta. A questo si aggiungono le sorgenti delle Terme di Comano, ideali per la salute della pelle e delle vie respiratorie, che sgorgano in un’area verde di 14 ettari, il Parco delle Terme di Comano.

Qui, nel verde e nella quiete del Grand Hotel Terme di Comano si fanno bagni di salute e passeggiate del respiro, il breathwalking che combina yoga, Qi-Gong e Chi-walking armonizzando passo e respiro. Un curriculum di tutto rispetto, quello di questa valle salus, che non a caso è diventata palestra a cielo aperto di attività olistiche, in cui il respiro dell’uomo si fonde con quello del bosco e dei suoi aromi.

Punto di riferimento per queste discipline è l’azienda agricola II Ritorno, nel borgo tra i più belli d’Italia di San Lorenzo in Banale, dove la padrona di casa Anita prepara genuini agri-snack da gustare dopo massaggi aromatici a base di erbe officinali, fiori e frutti antichi.

Per chi cerca attività in simbiosi con la natura di Valle Comano ci sono poi le passeggiate sensoriali guidati da Alissa Shiraishi e il marito Mattia Cornella. Queste camminate sono vere e proprie immersioni nel silenzio e ad occhi chiusi nel borgo e nel bosco, dove si instaura un rapporto profondo, quasi ancestrale, con l’ambiente concentrandosi al massimo sui propri sensi e il contatto con terra, aria e acqua di questa valle del benessere.

Yoga nella foresta con la maestra Alissa Shiraishi, nella natura della valle di Comano.
Yoga nella foresta con la maestra Alissa Shiraishi, nella natura della valle di Comano.

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Parco della Sila (Cs): l’aria più pulita d’Europa

Non solo mare e aspri monti, la Calabria vanta anche dolci altipiani e valle boscose che ricordano scorci alpini. È il caso del Parco nazionale della Sila, un altopiano che si estende per circa 74.000 ettari, fra boschi di pino laricio, laghi, fiumi e pascoli.

Un’area dalla ricchissima biodiversità dove si pratica sleddog e sci in inverno e nordic walking, mtb ed equitazione d’estate, compresa nella più ampia Riserva della biosfera Mab Unesco. Praticamente un tesoro naturalistico che vanta anche un lusinghiero riconoscimento.

Periodicamente, infatti, quando vengono rilasciati i dati e le rilevazioni europee sull’aria che respiriamo, il parco viene additato come il punto in cui si respira l’aria più pulita del continente. Un primato dovuto alla presenza di boschi secolari, come il tesoro botanico dei faggi patriarchi Giganti di Fallistro, e all’assenza di fabbriche in tutta l’area.

Passeggiate all'interno del Parco nazionale della Sila (foto Parco Sila).
Passeggiate all’interno del Parco nazionale della Sila (foto Parco Sila).

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Salisburghese (Austria), aerosol naturale ai piedi della cascata

L’area protetta più grande delle Alpi, il Parco nazionale degli Alti Tauri, custodisce un fresco segreto di benessere e salute. Siamo nella verdissima regione austriaca del Salisburghese, dove scroscia con i suoi 380 m di altezza l’acqua delle cascate di Krimml. Al cospetto di questo monumento della natura si rimane a bocca aperta, non solo per lo stupore, ma anche per respirarne appieno la freschezza. Diversi studi, infatti, attribuiscono all’acqua nebulizzata delle cascate un potere terapeutico indicato contro le affezioni delle vie respiratorie, come asma e allergie. E gli hotel propongono veri e propri programmi terapeutici per amplificare l’effetto salutare sui polmoni. Praticamente si tratta di un aerosol naturale, da godere sulle piattaforme di osservazione che offrono un contatto ravvicinato con questa fonte di salute.

Un altro tesoro verde della regione che contribuisce al buon respiro è il Parco della Biosfera del Lungau. Quest’area punteggiata da tantissimi laghetti alpini e ammantata dalla foresta di pini cembri più vasta d’Europa è protetta dall’Unesco. Un vero luogo da fiaba da godere a piedi o in bici lungo gli oltre 300 km di sentieri escursionistici e piste ciclabili del Lungau salisburghese. Magari partendo dalla spa-giardino del Wellnesshotel Eggerwirt che propone soggiorni detox tra il laghetto balneabile alimentato dalla sorgente alpina e le escursioni nel verde.

Le cascate Krimml nel parco nazionale degli Alti Tauri (foto Ente turismo Salisburghese).
Le cascate Krimml nel parco nazionale degli Alti Tauri (foto Ente turismo Salisburghese).

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Forestis (Bz), il nuovo luxury retreat nella natura della Plose

Un tempo era un sanatorio adatto alla cura delle malattie polmonari, a 1800 m sulla Plose, sopra Bressanone. La scelta del luogo ricadde in un punto, tra boschi, sorgenti, rocce e aria pura, ritenuto particolarmente energetico e i lavori di realizzazione furono affidati all’architetto Otto Wagner. Poi, in seguito alla morte prematura dell’architetto e allo scoppio della Grande Guerra, il progetto iniziale venne ridimensionato diventando una casa in legno che accolse i combattenti come stazione climatica fino al 1922.

Caduto in abbandono e avvolto dalla vegetazione, l’edificio fu riportato a nuova vita dall’albergatore altoatesino Alois Hinteregger che lo trasformò in un hotel e ora, grazie ai proprietari Teresa e Stefan, in un luxury retreat. Aperto il 20 luglio scorso, il Forestis rende giustizia al suo nome proponendo un luogo ritirato di piena immersione nella natura, dove a dominare sono i quattro elementi: dall’acqua pura di sorgente, all’aria cristallina di alta quota, passando per la terra di rocce e boschi e il fuoco del sole che batte tutto il giorno rendendo mite il clima.

In questo esclusivo luogo si entra in piena simbiosi con la natura, respirando il profumo di bosco e contemplando la meraviglia delle Dolomiti intorno. Tutto rispecchia l’ambiente circostante: dalla cucina selvatica e locale da gustare nelle nicchie con vista, alla Spa con vasche alimentate da acqua di sorgente e trattamenti a base di olio di pino mugo, germogli di abete, cortecce e frutti di bosco, fino alle attività all’aria aperta come forest yoga. E per non perdersi neanche un attimo dello spettacolo della natura e nemmeno un respiro dell’aria fresca ci sono le Suite Tower, in cui si può allestire la terrazza per dormire sotto le stelle.

La vista sulle Dolomiti dalle finestre del luxury retreat Forestis (foto Forestis).
La vista sulle Dolomiti dalle finestre del luxury retreat Forestis (foto Forestis).

Fai della Paganella (Tn), il parco del respiro

Faggi magici, abeti rossi energetici e ruscelli relax. Si respira un’aria speciale nel Parco del Respiro di Fai della Paganella, al cospetto delle Dolomiti del Brenta. Qui l’aria è davvero benefica come affermano dagli studi del bio-ricercatore Marco Nieri e dell’agronomo Marco Mencagli, che hanno rilevato un’alta presenza di monoterpeni, sostanze volatili aromatiche rilasciate dalle foglie e dal legno dei faggi, ma anche abeti rossi, larici e pini silvestri, una e vera e propria terapia naturale che rilassa l’organismo e rafforza il sistema immunitario.

Ogni mercoledì il Solea Boutique & Spa Hotel mette a disposizione una guida esperta che accompagna gli ospiti nella natura del Parco Naturale Adamello-Brenta. L’escursione dura circa due ore ed è un’esperienza per i polmoni, lungo i sentieri che conducono al Belvedere, con vista sulle montagne di Trento, la Paganella, l’incontro tra i fiumi Adige e Noce, la Valle di Cembra e la Valle dell’Adige. O ancora il Sentiero dei Reti, che attraversa i resti di un villaggio fortificato risalente addirittura all’Età del Bronzo e del Ferro, nascosto nella faggeta.

L’hotel offre un’esperienza sensoriale già a partire dalle camere, ognuna pervasa da profumi naturali, dal cirmolo all’aroma del caffè Mrs. Rose. E dal cibo, che rielabora gli ingredienti trentini con estro e creatività. Anche l’area benessere ha come protagonista la natura con piscine esterne e interne che si aprono sul verde circostante.

La piscina esterna del Solea Boutique & Spa Hotel di Fai della Paganella (www.hotelsolea.com).
La piscina esterna del Solea Boutique & Spa Hotel di Fai della Paganella (www.hotelsolea.com).

Lussino (Croazia), l’isola dell’aromaterapia

La sua aria è una benefica combinazione tra essenze mediterranee e brezza marina. Così pura da attirare botanici e scienziati fin dal XIX secolo e da vantare il titolo di luogo di cura climatica nel 1892 per mano dell’imperatore asburgico Francesco Giuseppe. L’isola di Lussino, nel Golfo del Quarnaro, in Croazia, è un piccolo paradiso del respiro con la lussureggiante pineta di Aleppo e le oltre mille specie di piante che vi crescono. Non a caso, qui periodicamente si organizzano passeggiate e festival aromaterapici lungo le baie protette dal vento. Mentre negli hotel si seguono programmi di riabilitazione polmonare.

La pineta a bordo mare dell'isola di Lussino (visit losinj).
La pineta a bordo mare dell’isola di Lussino (visit losinj).

Il punto più aromatico? È la penisola di Čikat, dove il naturalista Ambroz Haračić impiantò una rigogliosa pineta di Aleppo nell’Ottocento. Questo mix di aria marina, essenze mediterranee e resina di pino è un potente aerosol naturale da respirare a pieni polmoni. E per dormire immersi in questo angolo di bosco, punteggiato d ville asburgiche e cappelle votive da cui le donne salutavano i loro marinai, ci sono hotel come il Bellevue, che vanta anche una splendida Spa con trattamenti alle essenze del luogo.

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“Sky Lagoon”: in Islanda aprirà una nuova laguna termale (con vista sull’oceano e sull’aurora boreale)

In tutta l’Islanda abbondano le sorgenti geotermali, quei suoli fumanti e meravigliosi che attirano ogni anno milioni di turisti. La Blue Lagoon (di cui sicuramente avrete sentito parlare e visto le foto in rete) è una delle aree geotermali più famose del mondo. Ed è anche una delle più visitate.

Non a caso, la location delle piscine circa 39 km a sud da Reykjavík è in cima alla lista dei desideri di tanti. Per vivere il calore e l’energia della Terra, nel 2021 è prevista l’apertura di una nuova laguna geotermica, con vista sull’oceano, l’aurora boreale e con un suggestivo un bar con piscina. Per prepararci alla più confortevole avventura di nuoto selvaggio di sempre, la società Pursuit ha diffuso le prime immagini di quella che ha chiamato “Sky Lagoon”.

“Sky Lagoon” sarà situata nel porto di Kársnes, a pochi minuti da Reykjavik (ph: Pursuit)

“La laguna permetterà agli ospiti di connettersi con la mente, il corpo e lo spirito attraverso i poteri radianti delle acque geotermiche, godendo di una vista sull’oceano impressionante” ha affermato Dagny Petursdottir di Sky Lagoon. La laguna artificiale è stata progettata pensando soprattutto allo splendido paesaggio intatto dell’Islanda.

Il sito sarà dotato di una piscina fredda, una sauna, un bar sulla laguna, un ristorante e negozi (ph: Pursuit)

Caratterizzato da una una scenografica piscina a sfioro di 70 metri che si fonde perfettamente con il paesaggio oceanico, “Sky Lagoon” offrirà anche una piscina con acqua fredda, una sauna, un bar direttamente sulla laguna, un ristorante e negozi.

L’Islanda ha aperto le sue frontiere il 15 giugno. Chi vuole arrivare nel Paese nordico potrà evitare una quarantena di 14 giorni se si sottoporrà al test del coronavirus. Al momento (17 giugno) non ci sono voli operativi diretti tra Italia ed Islanda. Ci sono invece connessioni possibili con alcuni scali via Londra, Monaco di Baviera, Stoccolma. 

Qui il sito di Sky Lagoon

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Veneto: cosa fare e dove andare. Idee viaggio per vacanze e weekend

La magnificenza di Venezia e della sua laguna non sono tutto. Dalle Dolomiti alle ville palladiane, dai Colli Euganei alle spiagge adriatiche, il Veneto risponde a tutte le esigenze di una vacanza tra cultura, benessere e divertimento. Ecco i nostri suggerimenti.

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Valle d’Aosta: cosa vedere e dove andare. Idee viaggio per vacanze e weekend

Che sia per vacanze di più giorni o per un semplice weekend, la Valle d’Aosta offre un panorama spettacolare sulle Alpi Occidentali. Dal Monte Rosa al Cervino, dal Monte Bianco al Gran Paradiso, vi aspettano rifugi in alta quota e ghiacciai, ma anche passeggiate nei boschi e nuove esperienze di benessere nella natura, con un’attenzione particolare alla sostenibilità. Ecco i nostri consigli.

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Ecco la piscina a sbalzo più grande d’Europa

Con 42 metri di lunghezza e a sbalzo di 20 metri su ogni lato, questa piscina sarà la più grande d’Europa di questo genere. E la seconda più grande del mondo. Fa parte del nuovo casinò “Odiseo”, inaugurato recentemente, un progetto dell’architetto Manuel Clavel che si sta ultimando a Murcia, nel sud-est della Spagna. Ovviamente, bracciata dopo bracciata, da quassù si ha una vista mozzafiato, a 360 gradi sulla città. 

La struttura “Odiseo” si estende su una superficie totale di 15.000 metri quadrati. (Clavel Arquitectos)

Una piscina spettacolare

“Una volta diventato chiaro che questa sarebbe stata una struttura estrema, abbiamo cercato di spingerci ancora un po’ più in là, al limite, aggiungendo questa piscina spettacolare” ha detto al portale Dezeen Manuel Clavel Rojo, di Clavel Arquitectos Asociados. La piscina sarà situata all’interno di un bosco sopraelevato, costruito ad un’altezza di 30 metri. Sarà chiusa da un reticolo di tubi, che faranno ombra alle piante. 

Un progetto unico nel suo genere

Questo nuovo centro a Murcia, “unico nel suo genere”, viene visto positivamente dagli abitanti: la città universitaria, infatti, è stata colpita duramente in questi anni dalla crisi finanziaria. “Odiseo”, che è ispirato al Partenone di Atene, si estende su una superficie totale di 15.000 metri quadrati.

42 metri di lunghezza, a sbalzo di 20 metri su ogni lato e a 30 metri di altezza: la piscina sarà la più grande d’Europa del suo genere. (Clavel Arquitectos)

Nella struttura ci saranno, oltre al casinò, spazi per il tempo libero, l’arte e lo spettacolo (un teatro, una discoteca, una sala concerti). Non mancherà un ristorante stellato, guidato da Nazario Cano, chef di Alicante. E poi un grande giardino interno. Il progetto è costato 30 milioni di euro e dovrebbe attirare 300.000 visitatori nel primo anno.

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Nuotando dentro la piscina si può anche guardare in basso, grazie al pavimento trasparente. “Sarà quasi come volare” dice Clavel. (Clavel Arquitectos)

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