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Vacanza alle Canarie: cosa fare e cosa vedere a Fuerteventura

Vacanza alle Canarie: cosa fare e cosa vedere a Fuerteventura
MangiaViaggiaAma

Mentre le giornate si accorciano e le temperature iniziano a scendere, io ne approfitto per tornare con la memoria a uno di quei luoghi dove noi italiani amiamo fuggire alla ricerca di una perenna primavera: le Canarie. Dopo avervi raccontato cosa vedere a Lanzarote, in questo secondo post vi porto sulla seconda isola che ho visitato nel corso di quel viaggio, distante appena mezz’ora di traghetto.

Cosa fare e cosa vedere a Fuerteventura

Cosa vedere a Fuerteventura: Corralejo

Le spiagge da non perdere

Le dune di Corralejo

Inutile negarlo, il principale motivo per cui si visita Fuerteventura sono le sue ampie spiagge. E come non iniziare a citare le più belle se non da una distesa di dune di sabbia lunga 10 chilometri? Quest’area che si trova immediatamente a sud della cittadina di Corralejo è oggi Parco Naturale, si attraversa in auto percorrendo la strada costiera e fermandosi quando e quanto si preferisce. L’area settentrionale è occupata da qualche spiaggia attrezzata, mentre man mano che si scende il panorama diventa sempre più selvaggio.

El Cotillo

Spostandoci sulla costa occidentale, troviamo il piccolo paese di El Cotillo che offre diverse spiagge a poca distanza una dall’altra. Verso nord ci sono La Concha, di sabbia chiara, o Los Charcos dove pozze d’acqua limpida si formano tra le rocce nere. A sud troverete invece Playa del Castillo, del Aguila e de Esquinzo, tutte note soprattutto tra i surfisti perché il mare è spesso molto mosso. Se non avete voglia di oziare in spiaggia, potete anche scegliere di passeggiare fino al faro El Toston, circa 5 km a nord rispetto a El Cotillo.

Sotavento

Da nord a sud, dopo Costa Calma sarà impossibile non notare lo spettacolo di Sotavento: chilometri di spiaggia che cambiano completamente aspetto a seconda della marea. Quando l’acqua si alza, infatti, si crea una piccola laguna che separa la costa da una striscia di sabbia che pare quasi sospesa in mezzo al mare. È un paradiso per le lezioni di kite surf, specie per i principianti, perché l’acqua che si accumula con l’alta marea è bassa, tranquilla e decisamente più calda rispetto a quella esterna.

Spiaggia di Sotavento

Morro Jable

Sulla punta meridionale dell’isola si trova la cittadina di Morro Jable, di per sé non uno spettacolo (ma gran parte delle città qui alle Canarie sono agglomerati di cemento, con enormi alberghi ben poco attraenti) che offre però un’altra lunghissima spiaggia che merita la sosta.

Cofete

Ma la spiaggia che più ho amato a Fuerteventura è senz’altro lei: Cofete. Remota, selvaggia e assolutamente imperdibile, forse deve la sua bellezza proprio al fatto di essere così “difficile” da raggiungere. In realtà difficile non è la definizione più corretta, ma bisogna organizzarsi a dovere. Da Morro Jable serve quasi un’ora per arrivare a Cofete, attraverso una strada sterrata e con lunghi tratti senza guardrail, perciò servono pazienza, possibilmente un’auto adatta (ma ho visto varie Fiat 500 percorrerla, con le dovute cautele) e tanta attenzione. In zona – non sulla spiaggia ma un po’ rientrato – c’è un unico ristorante con pochi tavoli, perciò se volete trascorrere qui la giornata assicuratevi di portare cibo e acqua. 

Se poi proprio non ve la sentite di guidare fino a qui, ci sono delle escursioni organizzate e dei bus-fuoristrada in partenza da Morro Jable.

Cofete Fuerteventura

L’isola di Lobos

Ottime spiagge si possono trovare anche sulla piccola isola di Lobos, a un quarto d’ora da Corralejo – qui trovate orari e costi del traghetto. L’isolotto è disabitato e c’è un solo ristorante, perciò ricordate di portare con voi cibo e acqua o di prenotare un tavolo appena arrivati. Le principali attrazioni, dalle spiagge alle saline fino alle formazioni vulcaniche, si visitano percorrendo a piedi un sentiero lungo poco più di 5 km. Se viaggiate in alta stagione cercate di arrivare (e rientrare) presto, perché può diventare molto affollato. 

I villaggi costieri e l’entroterra

Se le cittadine di Fuerteventura non mi fanno impazzire, ci sono però alcuni piccoli villaggi sulla costa che invece mantengono un loro fascino. La stessa El Cotillo che vi ho nominato più su è uno di questi, con diversi ristoranti affacciati sul mare e un’atmosfera rilassata. Poco distante si trova Lajares, che sembra votata ad attrarre in particolare gli sportivi: ci sono vari alloggi, locali alla moda, negozi di abbigliamento e attrezzatura da surf, tutto con un retrogusto un po’ hippie.

Nella zona centrale dell’isola si trovano poi da un lato Pozo Negro e dall’altro Ajuy, da cui si raggiungono con una breve passeggiata delle grotte scavate nella scogliera. Entrambe sono ottime soste per un pranzo o una cena. 

Nell’entroterra invece vale la pena nominare La Oliva, famosa soprattutto per il mercato del martedì e venerdì mattina, e Betancuria, il vecchio capoluogo di Fuerteventura e primissimo nucleo abitato di tutto l’arcipelago. Anche in questo caso si tratta di un borgo piccolissimo, ma i suoi edifici bianchi circondati da palme nel bel mezzo del nulla la rendono davvero particolare. 

Pozo Negro

Come arrivare e come muoversi

Fuerteventura si raggiunge in aereo dall’Italia con circa 4 ore di viaggio, ad esempio con Ryanair da Milano e Bologna o con Easyjet sempre da Milano. In alternativa è possibile volare a Lanzarote e unire la visita delle due isole, separate da circa mezz’ora di traghetto come vi avevo già raccontato in questo articolo -> Cosa vedere a Lanzarote

Si tratta di un’isola molto estesa, dove vi sarà indispensabile un mezzo per gli spostamenti. Vi consiglio come sempre di confrontare le tariffe delle varie compagnie di noleggio su Autoeurope e Rentalcars. 

Fuerteventura in camper

Un’altra opzione potrebbe essere quella di visitare Fuerteventura in camper, in modo da poter anche ottimizzare gli spostamenti dormendo in aree diverse dell’isola – tenete presente che da Corralejo a Morro Jable si guida per più di un’ora e mezza.

A questo proposito ne approfitto per consigliarvi un sito che sto seguendo da un po’, anche se non ho ancora avuto modo di testarlo in prima persona: si tratta di Goboony, un portale dedicato al noleggio camper tra privati, perciò una sorta di Airbnb su ruote. Si confrontano gli annunci, si contatta il proprietario e una volta deciso quale camper noleggiare si procede con la prenotazione attraverso il sito, che garantisce i pagamenti, l’assicurazione ed eventuale assistenza in caso di problemi. Un’ottima opzione quindi per provare l’esperienza del camper senza possederne uno, con tutte le tutele necessarie. 

Vacanza Fuerteventura

Dove dormire a Fuerteventura

Il primo consiglio che mi sento di darvi è di suddividere le notti in due grandi zone: nord e sud. Le distanze infatti sono piuttosto impegnative, perciò dormire in zona Corralejo e arrivare ad esempio a Cofete in giornata diventa molto stancante.

A nord, potrete cercare una struttura a Corralejo, la cittadina più animata e ricca di servizi, a Lajares se cercate un’atmosfera rilassata e guest house dove alloggiano soprattutto surfisti e sportivi, o El Cotillo per una località rilassante senza rinunciare a qualche ristorantino per cena. A sud, Morro Jable è frequentata soprattutto da famiglie mentre Costa Calma attira in media un turismo più giovane. Potete dare un’occhiata ad esempio a Casa Nami a El Cotillo e all’appartamento Presidente a Costa Calma.

Dove mangiare

Dei piatti tipici delle Canarie vi ho già parlato nel post su Lanzarote, perciò in questo caso mi limiterò a consigliare un paio di indirizzi in cui ho mangiato bene:

  • Casa Santa Maria, ristorante elegante nel centro di Betancuria, perfetto per un’occasione speciale;
  • Nomads a Morro Jable: non sarà cucina tradizionale spagnola, ma preparano hamburger fantastici (e ogni tanto va bene anche variare);
  • Pastelerias El Goloso e Paneteca, entrambe pasticcerie a Lajares per una sosta golosa.

Dove mangiare a Fuerteventura

Vacanza alle Canarie: cosa fare e cosa vedere a Fuerteventura
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Cosa vedere a Lanzarote: una settimana alle Canarie

Cosa vedere a Lanzarote: una settimana alle Canarie
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È passato diverso tempo dal mio primo viaggio alle Canarie – per la precisione a Lanzarote e Fuerteventura – e ancora non avevo pubblicato nulla a riguardo, ma finalmente eccoci qui. Inizio da Lanzarote: vi racconto cosa vedere e cosa fare in una settimana on the road su questa striscia di lava nell’Oceano Atlantico, terra di colori aspri, muretti a secco e opere d’arte bizzarre.

Cosa vedere a Lanzarote

Cosa vedere a Lanzarote

Il Parco Nazionale di Timanfaya

Tra le isole che compongono l’arcipelago delle Canarie, Lanzarote è sicuramente la più particolare. In realtà, credo che questo aggettivo sia valido a prescindere, perché si tratta davvero di un’isola unica al mondo e per capire il perché non si può che partire da qui: dal Parco Nazionale di Timanfaya. Patrimonio UNESCO dal 1993, Timanfaya è il luogo ideale da cui iniziare l’esplorazione di Lanzarote poiché consente di conoscerne le origini e soprattutto le modifiche recenti. L’aspetto attuale dell’isola, infatti, è dovuto a due grandi eruzioni avvenute tra ‘700 e ‘800, che hanno ricoperto di lava gran parte del territorio dando origine al paesaggio spesso spettrale che si può ammirare oggi. 

Si accede al Parco Nazionale in auto cercando le indicazioni per “Montanas del Fuego”, il biglietto si paga alla cassa che si trova all’imbocco della strada che conduce al parcheggio visitatori e il costo è di 12€ per gli adulti. Il parco è aperto dalle 9.30 alle 16.00, vi rimando comunque al sito ufficiale del CACT per tutte le informazioni in merito.

Dal parcheggio si accede al centro visitatori con negozio di souvenir e ristorante – particolare la griglia che cuoce il cibo sfruttando il calore del vulcano stesso -, ma la visita vera e propria si svolge unicamente in autobus. Esibendo il biglietto potrete salire a bordo del bus, che parte ogni 20 minuti circa e in mezz’ora percorre la Ruta de los Volcanos attraverso il Parco Nazionale. Nel corso del tragitto una voce registrata in più lingue illustra la storia del Parco e vengono effettuate alcune soste per permettere di osservare le formazioni di lava: si tratta in generale di una visita interessante, unico aspetto negativo è che i vetri (verdi e inevitabilmente sporchi) non consentono di scattare belle foto. 

Dal sito che vi ho linkato poco più su, però, se siete interessati potete acquistare un biglietto per una visita guidata speciale, che include un piccolo hiking fino a un punto panoramico. Al momento del mio viaggio questo pacchetto non era disponibile ma credo si tratti di un’offerta molto interessante. In alternativa, per ammirare il paesaggio potreste optare per una piccola escursione a dorso di dromedario o per un trekking nel vicino Parco Naturale dei Vulcani.

Timanfaya

Le opere di Manrique

Dopo i paesaggi vulcanici, un altro elemento da cui non si può prescindere per parlare di Lanzarote sono le opere di architettura paesaggistica dell’artista che più di tutti ha lasciato la sua impronta sull’isola: César Manrique. Ammetto che inizialmente ero scettica nei suoi confronti, leggendo il suo nome in rete decine di volte avevo iniziato a chiedermi: ma davvero non c’è nient’altro da fare o vedere a Lanzarote che non sia visitare le opere di questo singolo artista? E la risposta è che sì, sicuramente c’è altro da fare e da vedere, ma ci si perderebbero alcune delle attrazioni in assoluto più interessanti. 

César Manrique è stato un uomo ed artista eclettico, ecologista quando a malapena si parlava di ambiente, icona pop ma soprattutto innamorato della sua isola. La sua si definisce ‘arte paesaggistica’: osservatori integrati nella montagna, ristoranti in tunnel di lava, giardini pieni di cactus e case scavate nella roccia. Manrique ha utilizzato gli elementi e i colori aspri di Lanzarote per creare qualcosa di nuovo, che non si sa se definire opera d’arte, attrazione turistica o più semplicemente nuovo paesaggio. Le opere che ho visitato e che vi consiglio sono:

♦ LagOmar: una casa spettacolare scavata nella roccia dell’isola, prende il suo nome da Omar Sharif nonostante l’attore ne sia stato il proprietario per pochissimo (il tempo di una partita a bridge se vogliamo credere alla leggenda). Per un’esperienza ancora più particolare, è possibile anche pernottare in uno degli appartamenti ricavati in una parte di struttura. Ingresso 6€ (non incluso nel ticket cumulativo di cui vi parlerò tra poco).

♦ Fundación César Manrique: si trova in una delle case in cui visse Manrique – l’altra si trova ad Harìa ed è anch’essa visitabile, ma personalmente non ci sono stata. Tra i miei punti preferiti c’è la distesa di lava che “attraversa” la vetrata ed entra direttamente in casa. Ingresso 8€, non incluso nel ticket cumulativo.

♦ Jardin de Cactus: il nome è autoesplicativo, si tratta di un piccolo giardino popolato solo e soltanto da cactus di ogni forma, colore e dimensione. Non l’attrazione più imperdibile al mondo ma carino. Ingresso 6,50€, incluso nel ticket cumulativo.

♦ Jameos del Agua: questa è forse l’opera di Manrique in cui più si comprende la sua ricerca di connessione tra architettura e paesaggio. L’attrazione alla base consiste in alcuni laghi sotterranei creati da un’eruzione vulcanica, che ha scavato un lungo tunnel in questa zona dell’isola. Per capire qualcosa in più è indispensabile non limitarsi a Jameos del Agua ma andare a visitare anche la Cueva de Los Verdes, che si trova poco distante e fa parte dello stesso tunnel. Si accede solo con visita guidata, il percorso è lungo circa un chilometro e si impiega poco meno di un’ora andata e ritorno. Ingresso 10€ Jameos e altrettanti la Cueva, inclusi nel ticket cumulativo.

♦ Mirador del Rio: di per sé è un ristorante, ma si visita per la vista del panorama sull’isola La Graciosa che si può godere dalle vetrate o dalle terrazze esterne. Ingresso 5€, incluso nel ticket cumulativo.

Queste non sono le uniche opere di Manrique, mancano all’appello ad esempio il ristorante che si trova a Timanfaya (cui ho accennato più su) ed il monumento al Campesino con la relativa Casa Museo, o ancora il Museo di Arte Contemporanea nel Castillo de San José. Personalmente non ho visitato queste ultime due ma tenetele presente perché possono essere incluse nel ticket cumulativo.

Biglietto cumulativo

Se visitate Lanzarote per la prima volta, è molto probabile che sarete interessati a diverse tra le attrazioni che ho appena citato. In questo caso vi sarà quindi molto utile il biglietto cumulativo offerto dal CACT Lanzarote (l’Ente di promozione turistica dell’isola). Vi lascio qui sotto l’infografica con tutti i dettagli, ma in breve potrete scegliere un ticket valido per 3, 4 o 6 opere e ottenere un risparmio crescente rispetto ai costi dei singoli biglietti. 

Io ho acquistato ad esempio il ticket da 6 centri, ho visitato Montañas del Fuego, Mirador del Rio, Jameos del Agua, Cueva de Los Verdes e Jardin de Cactus (avrei potuto inserire anche il MIAC ma alla fine non ci siamo andati) e risparmiato più di 8€. Il voucher cumulativo è valido per 14 giorni e si può acquistare alla biglietteria di una qualsiasi delle attrazioni incluse. 

Infografica biglietto cumulativo Lanzarote
LagOmar Lanzarote

Le spiagge da non perdere

Il mio viaggio si è svolto a dicembre e sono una persona abbastanza freddolosa, perciò non ho fatto bagni nelle fresche acque dell’Oceano. Ciò non toglie che alcune spiagge meritino comunque la visita – anche restando a riva. Queste sono a mio avviso quelle da non perdere sull’isola di Lanzarote:

→ Punta Papagayo: spesso la zona viene indicata come “Playa Papagayo”, ma in realtà si tratta di un’area più ampia che include diverse spiagge tra cui appunto playa Papagayo. Ci troviamo nella zona sud di Lanzarote, poco lontano da Playa Blanca, e il piccolo promontorio è costellato di spiagge di sabbia chiara o di sassi. L’area è protetta come Parco Naturale perciò all’ingresso vi verrà chiesto di pagare un biglietto di 3€ per automobile. La strada è sterrata ma di facile percorrenza; troverete un parcheggio vicino alle prime spiagge, da lì è necessario proseguire a piedi per quelle più lontane. Tenete presente che essendo tra le spiagge più belle dell’isola è facile che diventino molto affollate. 

→ Caletón Blanco: questa volta all’estremità nord, una spiaggia in cui si ammira il contrasto tra sabbia chiarissima e formazioni di lava nera. 

→ Playa de Famara: famosa tra gli sportivi – il vento costante la rende adatta a surf e kite-surf -, ma anche tra chi ama semplicemente guardarli come me. In generale è una spiaggia bellissima, un paesaggio incredibile e sferzato dal vento abbracciato da un’alta scogliera. 

Chiaramente ci sono moltissime altre spiagge, e attorno ad alcune di esse si sviluppano anche le cittadine più turistiche ricche di alberghi e resort come Playa Blanca, Costa Teguise, Puerto del Carmen. Se volete fare vita da spiaggia vi consiglio in particolare la prima, poiché la zona sud è mediamente più calda e meno ventosa. 

Playa de Famara

Altre cose da vedere a Lanzarote

Un giro a La Geria

Una visita immancabile a Lanzarote è La Geria, la zona del vino. Dalla strada vedrete delle piccole buche nella terra nera con all’interno singole piante di vite: vengono sistemate in questo modo per essere protette dal vento. L’impressione è quella di osservare una superficie lunare costellata di piccoli crateri. Se siete interessati potete fare anche una visita di degustazione in una delle cantine presenti. 

Visitare Teguise

A livello di cittadine, nella maggioranza dei casi Lanzarote offre semplici agglomerati di alberghi e attività turistiche abbastanza anonimi, come Playa Blanca o Puerto del Carmen, o al contrario piccoli villaggi di pescatori che paiono fuori dal mondo come La Santa. Arrecife è la città principale, ma comunque non colpisce in modo particolare. L’unico villaggio che si distingue per bellezza è Teguise, nell’entroterra dell’isola, che un tempo era capoluogo di Lanzarote e delle Canarie. Prendetevi un po’ di tempo per perdervi tra i suoi vicoli e per pranzare in uno dei ristoranti del centro. Tutte le domeniche si tiene anche un mercato molto apprezzato. 

Il lago verde di El Golfo

Un altro luogo che avrete visto in diverse fotografie è il lago verde di El Golfo, originato nel corso di una delle eruzioni vulcaniche dell’isola. Il colore è dato da alcuni vegetali presenti in acqua. Non l’ho trovato imperdibile, ma è una visita velocissima quindi un salto si può fare. Tenete presente che il lago si può osservare solo dall’alto da una sorta di punto panoramico che si raggiunge dal parcheggio, non è possibile proseguire oltre. 

Escursione a La Graciosa

Infine, un’ultima cosa da fare che vi segnalo è un’escursione sull’isola La Graciosa: Orzola, nella parte settentrionale di Lanzarote, e Caleta de Sebo, “capoluogo” di La Graciosa, distano meno di mezz’ora di traghetto (costo 26€ a/r, potete acquistare i biglietti qui). Si tratta di una piccola isola selvaggia, i cui (pochi) abitanti si concentrano nel capoluogo mentre il resto del territorio si visita a piedi oppure in bicicletta – potrete noleggiarne una a circa 10€ al giorno. Vale la pena soprattutto nella bella stagione perché sull’isola si trovano alcune bellissime spiagge. 

La Geria Lanzarote

Quanti giorni trascorrere a Lanzarote

Qui è dove confesserò che le Canarie, in realtà, non mi hanno particolarmente colpita. Si tratta ovviamente di un’opinione personalissima e non sto dicendo che non valga la pena di organizzare un viaggio a Lanzarote, vi ho appena descritto diversi paesaggi ed attrazioni che meritano senz’altro la visita. Però non è stata una destinazione da cui sono rientrata a casa con la voglia di tornarci presto. 

Nel nostro caso abbiamo trascorso 6 notti a Lanzarote e le ho trovate troppe. Di nuovo, è un’opinione personale e deriva anche dal fatto che non cercavamo “vita da spiaggia” e che siamo abituati a destinazioni molto ricche di cose da fare e vedere, ma se mi chiedete quanti giorni trascorrere a Lanzarote la mia risposta è 4, massimo 5. Se avete a disposizione una settimana – per via dei voli – e non avete in programma giornate in spiaggia vi consiglierei quindi di trascorrere almeno un paio di giorni a Fuerteventura, che dista meno di mezz’ora in traghetto. 

Come arrivare e come muoversi a Lanzarote

Lanzarote si raggiunge dall’Italia con volo diretto ad esempio con Ryanair (da Milano, Roma o Bologna) o con Easyjet (da Milano, c’era una tratta anche da Venezia che ho utilizzato per il mio viaggio ma al momento risulta sospesa). È possibile anche atterrare su un’altra delle isole Canarie e poi spostarsi a Lanzarote in traghetto: vi lascio i link delle singole compagnie che operano su queste tratte, Fred Olsen o Armas. 

Una volta a destinazione vi sarà indispensabile un’auto: l’isola è grande e sarebbe impossibile esplorarla appieno utilizzando solo la rete di autobus. Vi consiglio come sempre di comparare i prezzi su Autoeurope o Rentalcars per trovare l’offerta più conveniente. Nel mio caso ho pagato circa 140€ per un’auto di categoria economy. 

Se però preferite spostarvi con i mezzi pubblici, a questo link trovate orari e linee degli autobus a Lanzarote. 

Fundacion Manrique

Dove dormire

Come spesso accade, la scelta di dove dormire a Lanzarote dipende in larga parte dal genere di vacanza che cercate. Le località più turistiche e quindi ricche di attività anche per la vita notturna sono il capoluogo Arrecife oppure Puerto del Carmen, Playa Blanca e Costa Teguise. Tra queste, Playa Blanca è l’ideale se cercate una località comoda alle spiagge migliori, tranquilla e riparata dal vento. Puerto del Carmen e Arrecife offrono probabilmente la vita notturna più attiva, mentre Costa Teguise mi ha dato l’impressione di essere una destinazione frequentata soprattutto da famiglie con bambini. 

Nel mio caso non ho scelto nessuna di queste località, perché cercavo una località più tranquilla possibile in cui rilassarmi vista mare. Ho optato quindi per un appartamento a La Santa e l’ho trovato perfetto per lo scopo. In alternativa, anche dormire a Teguise o in generale nell’entroterra di Lanzarote potrà regalarvi un soggiorno tranquillissimo. 

Vi lascio comunque un paio di link di strutture in cittadine più “vive” che avevo valutato prima di scegliere La Santa: 

♦ Villas Lanzasuites a Playa Blanca

♦ El Charco ad Arrecife

Dove e cosa mangiare

Vi lascio infine con un paio di consigli di gola. Tra le preparazioni tipiche da non perdere citerei come prima cosa il mojo, una salsa in versione rossa (con paprika) o verde (con prezzemolo o coriandolo) che vi serviranno all’inizio di qualsiasi pasto accompagnata dal pane. Un altro grande classico sono le papas arrugadas, piccole patate cotte in acqua salata con la buccia – non mi hanno fatto impazzire, ma vanno assaggiate almeno una volta. In generale, le altre preparazioni sono spesso comuni a quelle della cucina spagnola continentale, come ad esempio paella e polpo alla gallega (buonissimo, tagliato a fette sottili e cosparso di paprika). 

Riguardo al dove mangiare a Lanzarote, vi consiglio alcuni indirizzi in cui mi sono trovata bene (mentre altri li considero decisamente nella media, perciò tanto vale che scegliate un ristorante a caso):

♦ ALMA Tapas a La Santa, ideale per una cena romantica con cucina spagnola/fusion. Prezzi medio-alti, ma del resto è un locale piuttosto elegante.

♦ El Barquillo, sempre a La Santa: è una sorta di osteria molto, molto spartana aperta solo a pranzo. Si mangia bene (soprattutto pesce) spendendo pochissimo, perciò è sempre affollato.  

♦ La Tahona: ristorante tradizionale a Teguise in cui si possono assaggiare alcuni piatti “della nonna” come lo spezzatino e la ropa vieja. Molto buoni anche i prezzi.

Dove mangiare a Lanzarote

Cosa vedere a Lanzarote: una settimana alle Canarie
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