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Santorini: cosa vedere e cosa fare, tutti i miei consigli

Santorini: cosa vedere e cosa fare, tutti i miei consigli
MangiaViaggiaAma

La prima immagine che associamo tutti alla Grecia è una foto delle Cicladi: casette bianche, basse, con tetti a cupola e porte blu. Se guardiamo meglio, ci renderemo conto che spesso quella prima foto cui pensiamo non viene da un’isola a caso: si vedono le casette bianche, i tetti a cupola, le porte blu, tutto affacciato sul panorama inconfondibile della caldera. Quell’immagine viene dalla più celebre delle Cicladi: Santorini. 

La mia prima volta a Santorini risale a ormai più di un decennio fa, da allora un’isola che era già celebre è diventata ancora più di moda e mi capita sempre più spesso di sentirla criticare. Troppo affollata, troppo turistica, troppo costosa. Sono critiche con un fondamento, ma la realtà è che nessuna di esse potrà mai cambiare il fatto che Santorini sia semplicemente meravigliosa. L’emozione che si prova ogni volta che ci si trova davanti allo spettacolo della caldera, o al tramonto di Oia, non solo vale qualsiasi piccolo disagio causato dalla sua fama, ma è proprio la ragione per cui non ci si può sorprendere troppo del fatto che Santorini sia così turistica. 

Perciò qualsiasi cosa sentiate dire su Santorini, ricordate che la verità è solo una: è un gioiello imperdibile. Dopo tre visite ecco quindi che finalmente mi decido a scrivere una piccola guida a Santorini: cosa vedere, cosa fare e altri consigli sulla perla delle Cicladi. 

Cosa vedere Santorini

Primi consigli generali: quanti giorni servono a Santorini?

La prima domanda che mi pongono quando mi chiedono consigli è: quanti giorni servono per visitare Santorini? È difficile dare una risposta univoca, poiché come per tutte le destinazioni dipende da che cosa si vuole visitare e, nel caso di un’isola, da quanto tempo si vuole dedicare al semplice relax al mare. Personalmente ritengo che 5 giorni siano un tempo giusto per la gran parte delle tipologie di viaggiatori. Un tempo sufficiente per visitare i suoi borghi, fare qualche bagno e anche un’escursione classica al vulcano. Ciò non significa che se ne avete solo 4 dovete rinunciare, o che in una settimana ci si annoi, anzi. 

Uno sguardo alla mappa

Per capire Santorini è utile dare uno sguardo alla mappa. Io la definisco un’isola a croissant: ha assunto infatti questa forma in seguito a un’eruzione vulcanica e alla conseguente esplosione, che ha fatto sprofondare sott’acqua parte del suo territorio creando la caldera. Oggi quindi vediamo Santorini, il croissant, che abbraccia due piccole isolette centrali dove si trovano la vecchia e la nuova bocca del vulcano (Palea e Nea Kameni). Altri pezzi originari dell’isola formano poi Thirasia e la disabitata Aspronisi. 

Le località di Santorini si dividono quindi in due grandi gruppi: quelle “vista caldera” e quelle che si affacciano invece verso l’esterno. Questa distinzione sarà utile soprattutto quando dovrete valutare dove alloggiare, poiché determina i prezzi delle diverse zone. 

Cosa vedere e cosa fare a Santorini 

Le cittadine da non perdere

Se altre isole delle Cicladi sono famose soprattutto per le loro spiagge, a Santorini il punto di forza sono invece i centri abitati: cittadine o piccoli villaggi pieni di fascino, un concentrato di tipicità che ha reso celebre l’architettura di questo arcipelago nel mondo. Da nord a sud, vi presento quindi quelle che proprio non potete perdervi.

♦ Oia (attenzione perché si pronuncia “Ia”, senza la o): è la più elegante e la più mondana, occupa la punta settentrionale di Santorini che si affaccia da un lato sulla caldera e dall’altro sull’isola di Thirasia. Oltre che per la sua innegabile bellezza, è diventata celebre soprattutto per i suoi tramonti – e qui una foto vi spiegherà perché più di mille parole.

Santorini tramonto Oia

Il tramonto a Oia è meraviglioso ma anche parecchio affollato, quindi se volete scattare belle foto fate attenzione ad arrivare presto per conquistare i posti migliori. Negli anni purtroppo i turisti avevano iniziato ad approfittarsi un po’ troppo dell’”ospitalità” della cittadina, salendo sui tetti o entrando nei cortili di case private senza permesso solo per una foto. Oggi ci sono quindi moltissimi cartelli che vi invito davvero a rispettare: si tratta pur sempre della casa di qualcuno. 

La postazione principale per ammirare il tramonto è il castello di Oia, che trovate facilmente su Google Maps. Se questo è troppo pieno, cercate un posto sulle scalette del paese nelle vicinanze, oppure lungo la stradina che scende al porticciolo, ma non scavalcate cancelli privati né arrampicatevi sul tetto di case e chiese.

♦ Poco prima di Fira si incontra Imerovigli, piccolo borgo che riesce a offrire panorami sulla caldera e splendidi tramonti ma con molta meno folla di Oia. Ci sono diversi resort di lusso ma si può raggiungere anche semplicemente per una visita. Non perdetevi una passeggiata fino al promontorio di Skaros per una splendida vista.

♦ Si raggiunge poi Fira, il capoluogo, la città più popolosa di Santorini. Qui vicino si trova il porto turistico da cui arrivare o partire in traghetto verso Atene e le altre isole, l’aeroporto è poco distante e le camere in media costano poco. Non si può certo dire che sia brutta – si affaccia pur sempre sulla caldera – però di certo è un luogo in cui si concentra un turismo molto meno raffinato di quello di Oia o Imerovigli. Insomma va visitata, ma senza fermarsi troppo. Da non perdere è però il percorso verso il vecchio porto: una lunga serie di tornanti scavati nella roccia che scendono a picco dal paese dal mare. Vi consiglio di farlo a piedi almeno in discesa, per poi risalire eventualmente con la cabinovia. Evitate di salire sugli asinelli, ci sono spesso aspre polemiche in merito al trattamento loro riservato.

♦ Più a sud, leggermente più nell’entroterra, c’è uno dei borghi più belli di Santorini: Pyrgos. Splendido e così tranquillo che pare di stare su un’altra isola rispetto alle folle di Oia e Fira. Così come è pressoché deserto Megalochori, l’ultimo vero villaggio affacciato sulla caldera nella zona meridionale. Proseguendo fino alla punta opposta a Oia vi consiglio di dedicare una serata anche al Faro di Akrotiri: il tramonto da qui è stupendo (e poco affollato).

♦ Sulla costa opposta rispetto alla caldera si trovano poi alcune cittadine frequentate soprattutto per le lunghe spiagge, le più ampie dell’isola. Degne di nota ad esempio Perissa e Kamari, entrambe spiagge nere – dalla roccia vulcanica – ricche di alloggi a ottimo prezzo.

Le spiagge più belle di Santorini

Avrete sentito dire spesso che a Santorini non si viene per le spiagge: se da un lato è certamente vero – io stessa ho sottolineato più su come il punto di forza dell’isola siano i paesi -, dall’altro ciò non significa che non ci siano spiagge bellissime anche qui. Se cercate spiagge di sabbia bianca, sarò la prima a consigliarvi altre tra le Cicladi e tra le isole greche in generale, ma anche Santorini ha molto da offrire. 

Vi rimando quindi al mio post sulle spiagge da non perdere a Santorini, dove ho approfondito questo punto.

Vlychada

Cosa fare a Santorini: escursioni e attività

Santorini non è però solo paesini e spiagge, ci sono anche escursioni e attività da tenere in considerazione. La prima, la più classica in assoluto, è l’escursione che porta al vulcano (che potete acquistare ad esempio qui): il programma è standard e prevede una visita a Nea Kameni, dove si passeggia sul vulcano attivo, un bagno nelle sorgenti sulfuree di Palea Kameni, una sosta di un paio d’ore a Thirasia per ora di pranzo e rientro a Santorini. Uno degli aspetti più interessanti di questa escursione è che vi consente sia di vedere il vulcano sia di ammirare Santorini dall’acqua. Se poi non vi interessa il cratere, potete anche scegliere la sola gita in barca, magari all’ora del tramonto con cena a bordo. 

Un’altra attività che vi consiglio, specie se volete godervi un paio d’ore di tranquillità, è il trekking. Un bel sentiero collega Fira a Oia lungo il crinale della caldera, e il fatto che non ne abbiate mai sentito parlare vi confermerà quanto sia un’esperienza tranquilla. Il percorso è adatto a tutti, con un leggero dislivello iniziale e poi discesa fino a Oia: si tratta di 13 km in totale per circa 3 ore di camminata totale, che regalano scorci incredibili sulla caldera. Se volete accorciare un po’, potete ridurre di una mezz’ora partendo da Imerovigli. Portate con voi tanta acqua e nei mesi più caldi partite al mattino presto, sarete a Oia in tempo per rilassarvi con un Nescafé Frappé prima di pranzo. Per il rientro, se siete stanchi di camminare, ci sono gli autobus oppure i taxi. 

C’è poi il museo di Akrotiri, che spesso viene ignorato facendo a mio avviso un errore. Il biglietto d’ingresso – 12€ – potrebbe sembrare alto e di certo non aiuta la gestione un po’ caotica degli orari d’apertura, che spesso non si riescono a comprendere dal sito ufficiale, ma si tratta di un sito molto interessante. Una sorta di Pompei in mezzo all’Egeo. 

Santorini caldera

Come arrivare e come muoversi

Arrivare a Santorini è ormai piuttosto semplice: si tratta infatti di una destinazione collegata a gran parte delle città italiane da compagnie low cost come Easyjet, Ryanair, Volotea e Wizzair. Si possono trovare offerte a 50€ andata e ritorno o anche meno, ma per l’estate è sempre meglio prenotare con buon anticipo perché i costi salgono velocemente. 

Eventualmente è anche possibile unire Santorini a un’altra isola delle Cicladi e raggiungerla quindi tramite traghetto, in questo caso vi consiglio di confrontare i costi delle diverse compagnie su Ferry Hopper – che offre anche una comoda mappa dei collegamenti per farvi capire in un attimo quali isole sono unite da un traghetto “diretto”. 

Una volta arrivati consiglio come sempre il noleggio di un mezzo: ci sono delle tratte di autobus (questo il sito ufficiale con orari e tratte) ma le corse non sono così frequenti, e personalmente credo che la libertà di muoversi con un proprio mezzo all’ora che si preferisce non abbia prezzo. Potete confrontare i costi delle auto su Rentalcars o Autoeurope, mentre per noleggiare uno scooter è meglio chiedere un preventivo al proprietario del vostro alloggio – che sarà felice di aiutarvi, sono abituati. Attenzione però: in Grecia per guidare un mezzo a due ruote è obbligatoria la patente A, o patente B precedente al 1986. Da parte mia sconsiglio il quad, scomodo e molto meno divertente di quanto sembra, oltre a diventare complicato da gestire in certe curve. Se trovate una buona offerta, preferite un’auto, la cui unica “complicazione” potrebbe diventare il parcheggio in alta stagione. 

Dove dormire a Santorini

Chi dice che Santorini è troppo turistica, racconta anche che sia troppo cara. La verità è che sull’isola ci sono alloggi per tutte le tasche – e non è comunque paragonabile ai costi di Mykonos, per esempio. 

La distinzione principale che determina il prezzo di una stanza a Santorini è la vista sulla caldera: Oia, Imerovigli e Fira avranno quindi dei costi leggermente più alti, o molto più alti se parliamo di strutture di lusso con terrazza privata affacciata sul vulcano. I prezzi diventano invece molto più accessibili nelle zone di Perissa e Kamari, che offrono una grande quantità di hotel e appartamenti a basso costo. A seconda del budget e di quant’è importante la vista, quindi, queste sono alcune strutture a cui potete dare un’occhiata:

⇒ Se volete una camera vista caldera, con prezzo alto ma non inaccessibile: Enalion Suites a Oia o Langas Villas a Imerovigli. 

⇒ Per un’occasione speciale o per trattarvi davvero bene almeno una notte: Delta Suites o Old Castle, entrambe a Oia. Da questa seconda struttura avrete una vista impagabile sul tramonto senza bisogno di accalcarvi con gli altri turisti (io ovviamente ero tra i comuni mortali, ma ho fissato a lungo quella terrazza fantastica). 

⇒ Per un buon alloggio a prezzo economico: Daylight hotel, Marina’s Studios o altre strutture simili (ne troverete tantissime) a Perissa e dintorni.

Non dimenticate ovviamente di dare un’occhiata anche ad Airbnb, potrebbe offrirvi ottimi appartamenti a buon prezzo. 

Oia al tramonto

Dove mangiare

Chiudo come di consueto con un paio di consigli di gola. Mangiare male da queste parti è davvero difficile, ma vi indico il nome di qualche ristorante in cui mi sono trovata particolarmente bene: 

♦ Karma: un piccolo giardino incantato tra i vicoli di Oia, impossibile non notarlo. 

♦ Selene: per una serata speciale, questo ristorante è il posto giusto. Anche se solitamente non amo i locali così eleganti, Selene merita e viene spesso nominato tra i migliori ristoranti dell’isola. Ci sono stata quando ancora si trovava a Pyrgos, immagino comunque che la qualità sia rimasta la stessa anche ora che si è trasferito a Fira. 

♦ Metaxy Mas: anche questo è un nome che viene spesso citato tra i migliori di Santorini, è una taverna in cui potete essere sicuri di mangiare davvero i piatti della tradizione greca. Meglio prenotare.

Ultima annotazione: assaggiate le polpette di pomodorini. Sono tra le poche coltivazioni dell’isola, e crescendo su terra vulcanica assumono un sapore molto intenso e particolare. Io le adoro, fatemi sapere cosa ne pensate voi. 

Santorini: cosa vedere e cosa fare, tutti i miei consigli
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Cosa vedere a Paros, Grecia

Cosa vedere a Paros, Grecia
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Piccola guida all’isola delle Cicladi: le spiagge e i paesi da non perdere, come arrivare, dove dormire e dove mangiare

Non so se fa quest’effetto solo a me, ma arrivare in Grecia mi regala sempre un moto di nostalgia, misto a dolcezza, misto a pura e semplice felicità. Se poi sono le Cicladi, ancora di più. Qui mi sento sempre a casa, in pace col mondo.

Quest’anno abbiamo scelto di visitare l’isola di Paros, la decima (abitata, escludo quindi Delos) che visitiamo in Grecia. Un’esplosione di bouganville e case di un bianco accecante, con un’anima mondana che rimane però limitata a Naoussa e dintorni, ampie spiagge e la solita, inimitabile, atmosfera greca. 

Cosa vedere a Paros

Cosa vedere sull’isola di Paros

Ogni visita a un’isola delle Cicladi parte solitamente dal capoluogo, o Chora. A Paros si chiama Parikia, è il centro abitato più grande dell’isola, offre diversi servizi tra cui il porto principale – quindi quasi certamente sarà qui che approderete al vostro arrivo – e un centro storico caratteristico. Magari non elegante come la Chora di Naxos o di Mykonos, ma senz’altro affascinante. 

È innegabile però che la cittadina più famosa di Paros sia un’altra, ovvero Naoussa. Con i suoi vicoli caratteristici, il porticciolo, i tavoli dei ristoranti a due passi dall’acqua e soprattutto i suoi locali e negozi eleganti, Naoussa è il fulcro dell’anima più mondana dell’isola. Va visitata di giorno, quando si svuota perché i turisti sono in spiaggia, e di sera per cenare almeno una volta in uno dei suoi locali – ma se cercate la tranquillità vi consiglio di non prenotare un alloggio qui né nelle immediate vicinanze. 

Altra località imperdibile da visitare è Lefkes, l’unico “villaggio montano” di Paros, che si trova al centro dell’isola a un’altitudine di meno di 300 metri. Si tratta di un piccolo gioiello, a mio avviso una delle località più belle di Paros, dove godersi un po’ di serenità e assaporare l’atmosfera più autentica delle Cicladi.

Lefkes Paros

Le spiagge di Paros da non perdere

Accanto a villaggi di pescatori e villaggi di montagna, le grandi protagoniste rimangono loro: le spiagge. Paros offre molte spiagge per ogni esigenza, attrezzate o selvagge, più o meno accessibili, in gran parte sabbiose. Non farò un lungo elenco perché per questo è sufficiente uno sguardo alla mappa, ma vorrei dare giusto qualche indicazione di massima e per comodità dividerò la descrizione in zone. 

-> Sulla costa settentrionale si trovano alcune delle spiagge più note di Paros, come Kolimbithres o Monastiri. Sono belle – specie la prima – ma tendenzialmente più affollate di altre, poiché frequentate da tutti i turisti che alloggiano a Naoussa e dintorni. A nord-est c’è però anche Lageri, molto più tranquilla.  

-> La costa orientale di Paros è disseminata di spiagge, dalle più attrezzate e frequentate come Santa Maria o Chrissi Akti (Golden Beach e New Golden Beach), alle baie completamente deserte – le mie preferite. Tra queste vi consiglio ad esempio Damuli e Aspros Gremos, entrambe poco lontane da Ampelas. Non ci sono ombrelloni né altri servizi quindi arrivate preparati, l’accesso è comunque abbastanza comodo attraverso delle scalette sul lato. Per raggiungere molte di queste calette è necessario percorrere dei tratti di sterrato, ma un’auto di categoria mini/economica è sufficiente. 

-> Anche a sud si trovano soprattutto spiaggette poco frequentate: si è infatti lontani da Naoussa e Parikia e non tutti i turisti si spingono fin qui. Mi riferisco ad esempio a Lolantonis, Glyfa e Tripiti.

-> Sulla costa occidentale segnalo la poco conosciuta Makria Miti, oppure se cercate qualcosa di più attrezzato (ma comunque tranquillo) Voutanikos o Parasporos. La spiaggia di Pounta è invece frequentata principalmente dai kitesurfer. 

Spiagge di Paros

Visitare Antiparos

Una visita a Paros non sarebbe completa senza dedicare almeno una giornata alla sorella minore, Antiparos. Ci sono collegamenti per soli passeggeri dal porto di Parikia – circa mezz’ora di traversata – oppure traghetti veri e propri da Pounta che impiegano meno di dieci minuti di viaggio. Vi consiglio di scegliere questa seconda opzione, poiché Antiparos è un’isola piuttosto grande e avrete bisogno di un mezzo di trasporto per esplorarla al meglio. Il costo è di 1,30€ a passeggero più 6,30€ o 7,30€ per l’auto, a seconda della sua lunghezza. I biglietti si acquistano esclusivamente a bordo e in alta stagione c’è un traghetto ogni mezz’ora o venti minuti (qui trovare gli orari).

Al vostro arrivo sbarcherete nell’unico vero centro abitato dell’isola, la Chora di Antiparos, ricca di locali e negozi, con una bella atmosfera che mi ha fatto rimpiangere di non aver pernottato qui almeno una sera. Per raggiungere le spiagge più interessanti dovrete imboccare la strada che corre verso sud e guidare per poco più di dieci chilometri: troverete prima Soros Beach, poi Sostes e infine, sulla punta, un piccolo gioiellino chiamato Faneromeni. Attenzione però perché gli ultimi chilometri sono di strada sterrata, con buche che possono diventare insidiose. Svoltando invece verso sud ovest si raggiunge Agios Georgios, con un paio di taverne per il pranzo e altre spiagge. 

Antiparos

Come arrivare a Paros e come muoversi

Sull’isola di Paros è presente un piccolo aeroporto, utilizzato dalla Aegean con partenze da Atene. Il modo più comune per arrivare a Paros è però il traghetto, soprattutto perché l’isola si trova in posizione centrale rispetto ai due scali principali delle Cicladi delle compagnie low cost: Santorini e Mykonos. I traghetti più veloci impiegano due ore da Santorini e 40 minuti da Mykonos – per confrontare i costi delle diverse compagnie e prenotare senza commissioni vi consiglio di utilizzare il sito FerryHopper. 

Una volta arrivati a Paros vi servirà un mezzo di trasporto: ci sono infatti degli autobus ma le corse non sono così frequenti – trovate tratte e orari qui – e in ogni caso non consentono di arrivare ovunque.             

Attenzione! Prima di valutare pro e contro di scooter e auto, è bene ricordare innanzi tutto che in Grecia per noleggiare uno scooter di qualsiasi cilindrata è obbligatoria la patente A (o patente B conseguita prima del 1986).  

Personalmente dopo aver confrontato i costi di un mezzo a due (minimo 125cc, perché ci saremmo comunque saliti in due) o quattro ruote, ho scelto di noleggiare un’auto poiché i prezzi erano pressoché equivalenti e non c’era quindi motivo di rinunciare a un po’ di comodità in più. Dopo la consueta ricerca comparativa su Autoeurope e Rentalcars ho così prenotato un’auto di categoria Economy a 183€ compresa assicurazione Kasko.

Naoussa Paros

Dove dormire

La scelta di dove dormire a Paros dipenderà in primo luogo da che genere di vacanza cercate: se volete essere “al centro della scena”, comodi alla vita mondana ed ai locali per l’aperitivo, meglio restare a Naoussa o nei dintorni. Parikia è un compromesso per chi vuole avere tutti i servizi a portata di mano, magari per evitare di noleggiare un mezzo. Ma se volete riposarvi e godervi un po’ di tranquilla atmosfera greca, allora vi consiglio di cercare un alloggio in uno dei paesini della zona meridionale: Piso Livadi e Aliki, ad esempio, pur essendo piccoli hanno un bel porticciolo per la passeggiata serale e diversi ristoranti in cui cenare.

Noi avevamo prenotato un appartamento a Piso Livadi, che però presentava diversi problemi e ci ha spinti a cambiare stanza dopo la prima notte – sì, può capitare di incappare in una struttura inadeguata, anche ai viaggiatori incalliti. Siamo però stati molto fortunati nel trovare una camera disponibile agli Elizabeth Studios, poco distante da Golden Beach. La struttura è recente e molto curata, con camere confortevoli ognuna con la sua terrazza o patio vista mare. 

Come accennavo poco più su, tornassi indietro valuterei comunque di dividere le notti: invece di 6 a Paros, ne trascorrerei 4 qui e 2 ad Antiparos, per godermi l’atmosfera della Chora semi deserta quando i turisti giornalieri rientrano sull’isola principale. 

Paros

Dove mangiare a Paros

Chiudo come di consueto con un paio di consigli di gola, partendo comunque dal presupposto che da queste parti è difficile mangiare male. Ecco alcuni indirizzi in cui mi sono trovata particolarmente bene e che vi segnalo quindi volentieri:

To Kima, sul lungomare di Drios. Siamo capitati in questo minuscolo centro abitato per puro caso, solo perché la nostra camera distava poche centinaia di metri, ma è stata un’enorme fortuna perché ci siamo così imbattuti in uno tra i ristoranti migliori dell’isola. Ha aperto  con nuova gestione (e nuova veste) da poco, a guardarlo potrebbe sembrare inavvicinabile invece i prezzi sono solo di poco più alti della media – e in linea con Naoussa in ogni caso. Ci abbiamo mangiato una delle migliori moussaka di sempre e mi pento amaramente di non aver provato anche le colazioni. Non perdetevelo! (Se vi dovesse interessare, hanno anche delle camere che dalle foto sembrano bellissime). 

– Tra i ristoranti sul mare di Naoussa siamo stati da Statheros e abbiamo mangiato bene, anche se il punto di forza è più l’ambientazione che il cibo. 

– A Lefkes non perdetevi le loukoumades da To Glyko Koutali: un localino minuscolo vicino all’ingresso del parcheggio, la titolare (canadese) prepara a mano sia le piccole frittelle sia le creme in molti gusti diversi. 

– Ad Antiparos invece vi consiglio una tappa per colazione (o merenda) da Nautica, uno dei primi locali che vedrete lungo la strada dopo essere sbarcati dal traghetto: i suoi pancake sono spettacolari ed anche il caffè è degno di nota. 

Dove mangiare Paros

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