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Ardenne: in cammino tra natura e castelli da fiaba, nel cuore verde del Lussemburgo

Il massiccio delle Ardenne, una regione collinare il cui picco più alto non supera i 700 metri, è sempre stato un territorio considerato strategico in Europa. Incastonato nel cuore del continente, scavalca i confini di tre nazioni: Francia, Belgio e Lussemburgo, posizionandosi comodamente nella parte settentrionale di quest’ultimo. Del più piccolo dei tre Paesi, occupa quasi un terzo della superficie, ricoprendola di foreste, vallate, e formazioni rocciose:  un territorio di una bellezza inaspettata e disarmante che fa del nord del Lussemburgo la meta ideale, soprattutto a inizio estate, per chi desidera immergersi nella natura e in panorami sempre diversi, respirando anche la storia.

Profonde vallate e altipiani ricoperti di foreste di conifere e latifoglie sono il paesaggio che caratterizza questa regione nella quale si trovano ben due grandi parchi naturali: il Parco dell’Haute-Sûre e il Parco dell’Our. Che si possono scoprire dal cielo, con la seggiovia del Gran Ducato che regala la vista di tutta la Valle dell’Our, della città di Vianden e del suo castello medievale, o dall’acqua, partendo dal lago della Haute-Sûre, intorno a cui si sviluppa il parco (e nel quale è possibile nuotare e praticare canottaggio, vela e immersioni). Ma soprattutto a piedi, «indossando comode scarpe» come suggeriscono i lussemburghesi, per immergersi totalmente nella natura rigogliosa di questa regione,  e scoprire i tesori del territorio e della storia.

Lee Trail, il “Sentiero della Roccia”

Ad aiutare i moderni viandanti c’è una rete di sentieri che è strutturata per soddisfare tutte le esigenze (da quelle delle famiglie con bambini a quelle degli escursionisti più esperti pronti ad affrontare percorsi più complessi) e che permette di raggiungere tutti i punti più interessanti della regione. Colonna vertebrale di questa rete è l’Escapardenne, un tracciato transfrontaliero di 158 km che collega Ettelbruck, in Lussemburgo, a La Roche-en-Ardenne, in Belgio, attraversando città, villaggi, i due parchi naturali, boschi e prati, e permettendo di incontrare animali di tutti i tipi, dalle mucche ai cervi. Il sentiero, certificato “Leading Quality Trail – Best of Europe” dalla European Hiking Association, è strutturato in due parti: l’Éislek trail di 106 km divisi in cinque stazioni, e il Lee trail, di 52 km e tre tappe, che apre il cammino ed è tutto all’interno dei confini lussemburghesi.

Il Sentiero della Roccia (Lee in lussemburghese vuol dire appunto roccia) è segnalato da una piccola onda bianca su sfondo blu, disegnata su targhette legate agli alberi o direttamente sulle rocce. Non è un percorso facile – ha una durata di tre giorni  e 900 metri di dislivello – ma assicura una totale immersione nella natura che permette di liberarsi dallo stress della frenesia cittadina.

Solo la volontà di trovare la giusta inquadratura per le foto e l’attenzione a non calpestare fiori o lumache che intersecano il cammino, distraggono dalla totale comunione con il verde degli alberi e i suoni della foresta. Le salite più ripide – che si trovano soprattutto nella seconda tappa – e i sentieri a picco (il più difficile è il Molberlee, un percorso di 500 metri che si affaccia sullo strapiombo da entrambi i lati, nel cuore delle Ardenne Lussemburghesi) regalano ai più audaci ed esperti il brivido dell’avventura, ma la tensione di quei momenti è compensata dalla serenità offerta subito dopo dal Klangwee, il sentiero sonoro. Qui in 17 “stazioni” è possibile suonare degli strumenti “naturali” usando bacchette che si trovano sul posto o rametti raccolti durante il cammino, oppure fermarsi in aree in cui ad accompagnare la meditazione sono piccoli carillon in cima a costruzioni in legno, tutte naturali. 

In questo mondo incantato, fatto di foreste, torrenti, cinguettii di uccelli, e fruscii di foglie, incontrare costruzioni maestose  o piccoli villaggi non interrompe la magia. Al contrario: l’esperienza si traduce quasi in un viaggio nel tempo, tra castelli da fiaba e fortezze inespugnabili.

Tra castelli e fortezze, in un mondo da fiaba

In alcuni di questi si può anche alloggiare, come nello  Château d’Urspelt: costruito nel tardo 18esimo secolo sulle vestigia di un edificio del tredicesimo secolo, il castello – gravemente danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale – è rimasto abbandonato per decenni  ed è quasi scomparso immerso nella vegetazione, fino a quando nel 2005 non è stato acquistato da un imprenditore-mecenate che lo ha riqualificato gli ha fatto guadagnare il titolo di Monumento Nazionale Lussemburghese (al suo interno, oggi, c’è anche uno spazio benessere Nuxe, per chi desidera regalarsi un momento di relax in una Spa dopo tanto camminare in mezzo alla natura).

La maggior parte dei manieri però sono solo visitabili, e alcuni sono proprio da non perdere,  come il castello di Bourscheid, con le sue sei torri gotiche che ne fanno la più grande fortezza del Lussemburgo. Costruito intorno al XI secolo, le sue mura dominano tutta la vallata del Sûre, e di notte vengono illuminate donando al maniero un aspetto ancora più incantato (l’ingresso è gratuito per i possessori di Luxembourg card).

Tra i più visitati  c’è anche il Castello di Vianden, un’altra delle più imponenti e importanti costruzioni d’epoca feudale del Lussemburgo. Costruito tra l’11esimo e il 14esimo secolo su un antico santuario carolingio, a sua volta edificato sui resti di una costruzione romana, è stato proprietà della famiglia granducale fino al 1977, quando è diventato di proprietà dello Stato. Dopo accurati lavori di restauro, è oggi considerato uno dei principali monumenti storici europei, sede di ricostruzioni storiche e di un evento in particolare – la Festa medievale del Castello di Vianden – che è uno degli appuntamenti imperdibili del Granducato, in estate. 

A modo suo legato al castello di Vianden è il Castello di Clervaux, la cui ala più antica, la ovest, fu fatta costruire dal conte Gerhard de Sponheim, fratello del conte di Vianden. Abbarbicato su una roccia nel cuore della regione, il maniero domina la città ai suoi piedi dal 1400, ma ha vissuto tempi bui durante la Seconda Guerra Mondiale, quando fu quasi completamente distrutto durante la Battaglia delle Ardenne nel dicembre 1944. Dagli anni 70, grazie a un accurato lavoro di restauro, il maniero è di nuovo visitabile, ma per non dimenticare gli orrori della guerra, oggi ospita al suo interno il Museo della battaglia delle Ardenne (chi fosse interessato può approfondire il tema anche nel Museo Nazionale di Storia Militare a Diekirch).

The Family of Man, l’omaggio all’Umanità

Il castello è anche sede una importante esposizione permanente: La famiglia dell’Uomo, mostra fotografica del pittore lussemburghese, naturalizzato americano, Edward Steichen, inserita nel registro mondiale della memoria dell’Unesco.

Le foto raccolte ed esposte in The Family of Man non sono tutte opera di Steichen, ma è lui che le ha trovate, studiate e assemblate nella prima edizione della mostra al MoMa di New York nel 1955. Accompagnate da versi di Shakespeare o frasi di James Joyce, Thomas Paine o Lillian Smith, la fotografie scelte sono un omaggio all’Umanità, vista sotto tutti i suoi molteplici aspetti e in tutte le sue età della vita: dall’infanzia (quella felice come quella violata) all’età matura, senza distinzione di razza, sesso o classe sociale. La nascita e la morte, la scuola e il lavoro, così come le feste, la convivialità, ma anche gli orrori della guerra e il dolore – che sono parte della vita dell’essere umano in modo diverso ma a suo modo uguale in tutto il pianeta – sono raccontati attraverso 503 scatti di 273 fotografi professionisti o amatoriali. In un linguaggio comune che vuole esprimere la fratellanza tra gli esseri umani. Anche l’ingresso a questa mostra è gratuito con la Luxembourg card. 

 Raggiungere il Castello e visitare la mostra  arrivando dall’Italia è molto semplice: basta atterrare a Lussemburgo, la capitale, e arrivare nelle Ardenne in treno, che in tutto il paese è gratuito anche per i non residenti.

Info: Visit Luxembourg

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Inverno in Austria: dalle fiaccolate notturne ai bagni nel ghiaccio, magia sulla neve. Oltre lo sci

Quando sembra di aver perso quella connessione con la natura che chi vive in città, soprattutto d’inverno, percepisce come sempre più lontana, l’Austria diventa la meta ideale per rigenerarsi. Qui, la montagna è l’alleata di chi ha bisogno di silenzio e spazi vasti, da vivere in solitudine o in compagnia, soprattutto in questo periodo in cui la neve scende copiosa e imbianca ogni cosa.

Inverno in Austria: in slitta o a piedi 

Così tanta neve offre innumerevoli possibilità anche (e soprattutto) a chi non scia. Un esempio? Fare una romantica gita in slitta, come nell’immaginaria Narnia di C. S. Lewis, qui è la normalità. Trainate da cavalli o da cani ed equipaggiate di campanelli, le slitte solcano il paesaggio invernale, mostrando ai passeggeri, protetti da morbide e avvolgenti coperte, le meraviglie della natura: cascate ghiacciate, maestose conifere ricoperte di neve e ghiaccioli che pendono dai tetti come stalattiti. 

Magia che si può apprezzare anche di più quando si scende dalla slitta e questi paesaggi si attraversano a piedi, attrezzati con scarponcini e ciaspole, lungo i sentieri. In particolare nella Wipptal, nei dintorni di Innsbruck, e a Kartitsch, nell’Osttirol, insigniti nel 2018 del titolo di primo Winterwanderdorf (villaggio di escursionismo invernale) austriaco, che sono veri e propri paradisi per passeggiate nel bianco, tanto che nel 2022 ospitano le Giornate europee delle passeggiate invernali, dal 10 al 13 marzo. 

Ma sono tante le zone della montagna austriaca che possono offrire alternative inaspettate allo sci: innumerevoli, per esempio, sono i percorsi nelle varie aree del Salisburghese, da affrontare anche con escursioni guidate. Come quelle nel Parco Nazionale degli Alti Tauri (che nel 2021 ha festeggiato i 50 anni dalla fondazione), nel quale le guardie forestali conducono speciali tour di osservazione della fauna selvatica. 

Escursioni sotto la luna, nella natura austriaca

In Tirolo, Carinzia e Stiria, le passeggiate migliori si fanno di notte, in boschi illuminati soltanto dalle torce (i cellulari vanno rigorosamente spenti). Le fiaccolate nel parco naturale Dobratsch, in Carinzia, o a Schladming, in Stiria, ne sono esempi: momenti magici, in cui, per qualche ora ci si allontana dalla frenesia della vita quotidiana e ci si immerge in un mondo che sembrava non esistere più.

Il passo è più lento e leggero, i sensi più sviluppati, l’istinto entra in azione: di notte, quando intorno a illuminare sono soltanto le torce, si percepisce tutto in modo più intenso, il fuoco costringe a concentrarsi solo sul presente e avvolge tutto di una luce insolita, che dà alla neve, agli alberi e alle tracce degli animali, un aspetto sorprendente agli occhi abituati alle luci artificiali metropolitane. Anche i suoni, di notte, cambiano, e non solo perché l’ambiente si popola di animali notturni:  al buio suoni e rumori  si fanno più nitidi e vengono percepiti in un modo che il freddo rende anche più cristallino.

Dopo il tramonto, in alcune zone, diventa un’esperienza anche lanciarsi con lo slittino, per esempio a Katschberg, in Carinzia, dove c’è un bellissimo e lungo percorso dedicato, illuminato anche di sera. Ma anche pattinare sul ghiaccio può riservare sensazioni dimenticate: soprattutto sul lago Weissensee che in inverno diventa la superficie ghiacciata per il pattinaggio più estesa d’Europa (6,5 kmq) e raggiunge i 40 centimetri di spessore. È proprio qui, totalmente immersi nella natura della Carinzia, che si possono vivere esperienze uniche e indimenticabili come l’ice diving, le immersioni nel ghiaccio con l’attrezzatura speciale noleggiata sul posto e le guide esperte, o il curling, lo sport di squadra perfetto da praticare con tutta la famiglia, senza dimenticare l’hiking su ghiaccio, la pesca e le passeggiate in carrozza.

Austria in inverno: benessere alle terme e a tavola

Dopo una giornata all’aria aperta e nella neve, arriva sempre il momento di regalarsi un’immersione nel benessere. Il primo posto dove viene voglia di rifugiarsi sono le terme austriache: a partire da quelle della Carinzia, a Villach o Bad Kleinkirchheim, dove garantirsi un abbraccio caldo e vaporoso in sauna, ma si può optare anche per uno dei caratteristici Badehäuser, gli stabilimenti termali al coperto sulle sponde dei laghi Millstätter See, Wörthersee e Klopeiner See, aperti tutto l’anno.

Ma i più curiosi e coraggiosi hanno un’opportunità in più da sperimentare: il ritemprante bagno nel ghiaccio sul lago Zauchensee, nel Salisburghese, un modo di combattere il freddo con il freddo. Scoperto dal grande pubblico grazie al guru del benessere olandese e “IcemanWim Hof, che dimostra i benefici dell’acqua fredda nella serie Netflix di Gwyneth Paltrow The Goop Lab, il bagno nel ghiaccio non è una nuova tendenza: già Ippocrate credeva negli effetti positivi dell’acqua fredda e le applicazioni dell’acqua Kneipp sono state a lungo usate come terapia nei centri di cura. Oltre a rafforzare il tessuto connettivo, il bagno nel ghiaccio allena anche la forza mentale, la forza di volontà e la fiducia in se stessi. Chi riesce a entrare nell’acqua fredda supera i propri limiti, perché la paura del freddo è soltanto un limite mentale. Certo, l’esperienza non va presa alla leggera: bisogna arrivarci preparati e, se si soffre di disturbi cardiaci, di asma o di pressione alta, va richiesta un’autorizzazione medica. Ma una volta fatta, resta un’emozione indimenticabile che – assicura chi l’ha già sperimentata – dà un’immediata sensazione di rinascita.

C’è poi chi la sensazione di rinascita la vive a tavola, magari dopo una fiaccolata nella neve, quando arriva il momento di fermarsi in una baita dove vengono servite prelibatezze fatte in casa. Zuppe fumanti, arrosti saporiti e dolci tipici come lo Kaiserschmarren, (una soffice frittata dolce a base di uova, latte e farina, accompagnata da uvetta e frutta cotta), sono l’ideale per riscaldarsi e concedersi un premio, senza timore di dover combattere con la bilancia. È stato calcolato, infatti, che tutto l’esercizio fatto sulla neve, non solo è divertente, ma aiuta anche a bruciare i grassi: dalle 500 calorie consumate con lo sci di fondo alle 350 di una battaglia a palle di neve, fino alle 400 calorie bruciate in un’ora di passeggiata nella neve. L’Austria d’inverno è una continua sorpresa. Con i fiocchi.

Per saperne di più austria.info

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Visit Finland lancia i 5 webinar “La Finlandia è…”

Visit Finland lancia con Travel Quotidiano 5 webinar “La Finlandia è…” dedicati al Paese della Felicità, che inizieranno il 30 giugno 2020 per terminare il 28 ottobre 2020. Gli agenti di viaggio che parteciperanno conosceranno il Paese più felice del mondo, dove si vive a stretto contatto con la natura e sé stessi. Dove il tempo è rallentato [...]→ Leggi alla Fonte

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