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Terra o Marte? La straordinaria immagine dallo spazio dell’astronauta sulla ISS

L’astronauta dell’ESA Thomas Pesquet si trova a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dopo essere stato lanciato nello spazio a inizio maggio su una navicella spaziale ad alta tecnologia Crew Dragon. Il francese, classe 1978, cintura nera di judo, appassionato di basket, jogging, nuoto e paracadutismo, ha condiviso con i suoi oltre 1,1 milioni di follower uno scatto molto suggestivo. A prima vista sembra un altro pianeta. E per certi versi ricorda un po’ la superficie marziana. 

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Una vista “marziana”

In realtà, quello nella foto – scattata a oltre 400 km di distanza – è il cosiddetto “Occhio del Sahara”, in Africa occidentale. Chiamata anche “Struttura di Richat”, si trova in Mauritania e misura circa quaranta chilometri di diametro. È da sempre una delle formazioni geologiche più ammirate dagli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale, sebbene qui sulla Terra non se ne conosce ancora l’origine. 

Una cupola vulcanica

“Ho pensato di essere in orbita attorno a Marte quando ho visto questo panorama” ha scritto Pesquet. Secondo le più recenti ricerche, potrebbe trattarsi di una cupola vulcanica gigantesca, risalente al periodo Cretaceo, ossia a oltre 100 milioni di anni fa, che sarebbe crollata su se stessa nel corso dell’erosione, durata diversi milioni di anni.

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L’eruzione dell’Etna vista dal satellite: lo spettacolare scatto dell’Agenzia spaziale europea

La foto è stata scattata il 18 febbraio alle 9.40 dal satellite Sentinel-2: mostra, dallo spazio, la seconda eruzione dell’Etna in meno di tre giorni con le colate laviche che scendono dal cratere di sudest.

La prima eruzione, quella del 16 febbraio, aveva provocato uno spettacolare episodio eruttivo parossistico, caratterizzato da fontane di lava con altezze fra 600 e 700 metri. Le colate laviche sono scese dalla sommità del vulcano innevato; la più lunga, che si estende per circa 4 chilometri, si è diretta verso la desertica Valle del Bove.

Etna: la colata di lava del 18 febbraio

Ma la seconda grande esplosione di giovedì 18 ha diffuso lava per circa 1,3 chilometri lungo il fianco meridionale del vulcano. L’immagine catturata dalla missione Copernicus Sentinel-2 (qui potete vederla in alta risoluzione) è stata elaborata utilizzando la banda infrarossa a onde corte della missione per mostrare la colata di lava in rosso vivo, informa l’ESA.

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Etna: il flusso del 19 febbraio nella Valle del Bove

Insomma, a Muntagna o Idda (“Lei”) – come la chiamano affettuosamente i catanesi – non sembra fermarsi. Anche oggi, venerdì 19 febbraio, sta infatti continuando a eruttare: un nuovo trabocco lavico del cratere di sudest ha avuto inizio poco prima delle 8.55. Il flusso lavico è sceso verso la Valle del Bove. Dal cratere si è alzata una nube di cenere alta oltre un chilometro, che si è poi dispersa.

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