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Giornata mondiale dell’alimentazione: cos’è e perché si celebra. Il tema del 2021 e gli eventi

Oltre tre miliardi di persone (circa il 40% della popolazione mondiale, dati Fao) non hanno a disposizione cibo sano. C’è ancora molto da fare per sfamare il mondo e sfamarlo bene: è il bilancio della Giornata mondiale dell’alimentazione 2021, che cade a pandemia ancora in corso. Così quest’anno il 16 ottobre ha un significato più ampio ed evidenzia come la sostenibilità del sistema agroalimentare abbia infiniti e complessi risvolti con ricadute a livello mondiale, a cominciare da quelle sanitarie e da quelle economiche.

Giornata mondiale dell’alimentazione: cos’è

La Giornata mondiale dell’alimentazione è una ricorrenza che si celebra ogni anno il 16 ottobre, data in cui, nel 1945, fu fondata la FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.
La giornata, però, fu istituita molti anni più tardi, nel novembre 1979, durante la 20a Conferenza generale dell’organizzazione.
Oggi sono più di 150 i Paesi che festeggiano questa ricorrenza e declinano sul proprio territorio nazionale eventi e azioni per accendere i riflettori sulla malnutrizione legata alla povertà, sulla sicurezza alimentare e sull’importanza di una corretta dieta, anche dove il cibo non manca e talvolta viene sprecato.

Giornata mondiale dell’alimentazione 2021: il tema

Il tema scelto dalla FAO per l’edizione 2021 della Giornata mondiale dell’alimentazione è la trasformazione dei sistemi agroalimentari. Perché siamo tutti coinvolti, dal produttore che coltiva e alleva, al consumatore finale che si siede a tavola. E tutti siamo chiamati a fare la nostra parte, per diminuire l’impatto ambientale, lo spreco, i costi sanitari legati ad una cattiva alimentazione e quelli economici che derivano dalle forti disuguaglianze di sviluppo.

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Le contraddizioni sono tante ed emergono drammatiche dai dati diffusi dalla FAO: a fronte degli oltre 3 miliardi di persone che non possono permettersi quotidianamente cibo sano, sono 2 miliardi quelle obese o in sovrappeso. E ancora, il 14% del cibo va perso nelle fasi di produzione, immagazzinamento e trasporto, mentre il 17% viene buttato dai consumatori finali.

© FAO 2021

Gli eventi per festeggiare la Giornata mondiale dell’alimentazione 2021

Ecco perché la FAO nel 2021 si concentra sulla necessità di trasformare tutta la filiera per raggiungere un’obiettivo di sostenibilità ambientale, ma anche economica e sociale. E, come ogni anno, insiste sullo slogan “Le nostre azioni sono il nostro futuro”, che fa da filo conduttore ai tanti eventi in calendario in oltre 150 Paesi del mondo. A cominciare dalla cerimonia ufficiale, fissata per il 15 ottobre nella sede della FAO a Roma: alle ore 11 leader mondiali (con interventi video di Papa Francesco e del segretario generale dell’ONU, António Guterres), ambasciatori e importanti relatori incontreranno QU Dongyu, direttore generale della FAO. A seguire, la lectio magistralis del professor Klaus Schwab, presidente esecutivo del Forum Economico Mondiale e un dibattito su “Tè e Caffè” per accendere i riflettori su due bevande che accomunano molte culture diverse e che danno lavoro a milioni di persone nel mondo.

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Ci sono poi migliaia di eventi nazionali e locali (da scoprire sul sito ufficiale fao.org/world-food-day).
A Roma, la Giornata mondiale dell’alimentazione verrà celebrata anche al G20 Green Garden, nello storico Parco dell’Appia Antica. E a livello internazionale, vanno segnalate anche le iniziative legate a Expo Dubai.

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Confindustria Alberghi, Colaiacovo: “Con il green pass, bene la piena ripresa delle attività di convegni e congressi”

Maria Carmela Colaiacovo, Presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi, annuncia la prossima ripresa di un importante segmento del turismo, quello degli eventi, convegni e congressi con il green pass e aggiunge: “Bene che la conferenza delle Regioni ieri abbia approvato le modifiche da noi richieste alle linee guida per il superamento del vincolo di distanziamento [...]→ Leggi alla Fonte

A Venezia la Venice Hospitality Challenge 2021: sfilata di yacht in Laguna

Torna a Venezia, sabato 16 ottobre, la Venice Hospitality Challenge 2021. La celebre regata è l’unica che si corre interamente nelle acque della Serenissima e quest’anno la manifestazione assume una duplice valenza: si inserisce nelle celebrazioni per i 1.600 anni della città e segna la ripartenza dopo la pandemia.

Si potrà assistere alla regata anche da piazza San Marco. photo © Matteo Bertolin

Venice Hospitality Challenge 2021: dove si corre

La Venice Hospitality Challenge 2021, con partenza alle 13.30, si svolge da San Marco verso il Lido, con un primo giro di boa fra il Lido e Sant’Elena, per poi tornare di fronte alla Giudecca fino all’Hilton Molino Stucky (nuovo giro di boa) e proseguire fino all’arrivo, in San Marco, previsto intorno alle 16.30. Alla sera, alle 20, è poi prevista una cena di  gala, con gli equipaggi e gli ospiti invitati, all’Hilton Molino Stucky Venice, alla Giudecca. L’edificio, costruito alla fine del XIX secolo in stile neogotico, era un impianto in grado di macinare fino a  2.500 quintali di farina al giorno.

Alcuni yacht in gara nell’edizione e2020. Sullo sfondo, l’isola di San Giorgio. Photo © Matteo Bertolin

Venice Hospitality Challenge 2021: il gioco delle coppie

Alla Venice Hospitality Challenge 2021partecipano 16 maxiyacht, condotti da skipper di fama internazionale, invitati dallo Yacht Club Venezia, al cui presidente, Mirko Sguarlo, si deve l’idea della manifestazione, giunta all’ottava edizione. La peculiarità di questa manifestazione è che ogni imbarcazioone è abbinata a un nome di eccellenza dell’hôtellerie veneziana.

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I 16 hotel partecipanti sono: Bauer Palazzo, Ca’ di Dio VRetreats, Ca’ Sagredo Hôtel, SINA Centurion Palace, Hôtel Cipriani, Hôtel Danieli a Luxury Collection Hotel, Hôtel Excelsior Venice Lido Resort, The Gritti Palace a Luxury Collection Hôtel Venice, Hilton Molino Stucky Venice, Hôtel Londra Palace, JW Marriott Venice Resort & Spa, Palazzina e The St. Regis Venice e Alajmo Ristorante Quadri. Alla regata parteciperanno anche i maxiyacht Moro di Venezia e New Zealand Endeavour, che correranno per la Città di Venezia e la Scuola Navale Militare “Francesco Morosini”.

Venice Hospitality Challenge 2021: il premio

L’equipaggio che taglierà per primo  il traguardo conquisterà il cappello del Doge, un trofeo realizzato ogni anno da una vetreria storica di Murano: quest’anno a produrlo è Ars cenedese, che fornisce le sue eccellenti creazioni artigianali alle più importanti famiglie reali del mondo.

Il Cappello del doge, il trofeo in vetro di Murano che verrà consegnato all’equipaggio vincitore della Venice Hospitality Challenge 2021

Venice Hospitality Challenge 2021: una festa per la città

Come dice Mirko Sguarlo, presidente di Yacht Club Venezia, “ La Venice Hospitality Challenge, se parliamo in termini di economia del mare, disegna un circolo virtuoso dove sportività, fairplay, rispetto per il mare, spettacolo e ospitalità di alto livello danno vita a un evento unico. Il mio intento è che quest’evento sia sempre più partecipato dai veneziani e dai nostri ospiti, per la spettacolarità e l’unicità che offre”.

Venice Hospitality Challenge 2021: come seguirla

La Venice Hospitality Challenge 2021 sarà trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook ufficiale, facebook.com/VeniceHospitalityChallenge, e sul profilo Instagram di Generali Italia, uno dei main partner della manifestazione.

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Storia di una leggenda: a Parigi inaugura la mostra “Reverso”

Inaugura a Parigi il 21 ottobre e prosegue fino al 24 dicembre 2021, Reverso: Intemporelle depuis 1931, una grande mostra che celebra i 90 anni di storia di un’icona dell’alta orologeria. Era infatti il 1931 quando Jaeger-LeCoultre creò uno dei suoi orologi simbolo, Reverso, espressione unica e senza tempo del movimento Art Déco. E proprio nella città che ospitò, nel 1925, l’Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes, da cui il movimento artistico ebbe origine, la maison svizzera di alta orologeria rende omaggio a uno dei suoi capolavori con un’esposizione immersiva che ne svela la storia e la leggenda, attraverso una selezione inedita di orologi. Un viaggio nel tempo che va dal primo modello lanciato nel 1941 al più recente Reverso Hybris Mechanica Calibre 185.

La mostra Reverso: Intemporelle depuis 1931

Il percorso espositivo inizia con Storia di un’icona, che racconta, attraverso inediti documenti d’archivio, per la prima volta esposti al pubblico, le origini di Reverso, realizzato nella Vallée de Joux, ai confini del Giura Svizzero, nell’atelier di Jaeger-LeCoultre. L’evoluzione dello stile e dell’estetica dell’orologio, d’ispirazione decisamente Art Déco, con la sua forma rettangolare imposta dal capovolgimento della cassa e le linee estremamente sobrie, è mostrata in Storia dello stile e del design, dove si possono osservare diversi modelli da uomo e da donna.

La spettacolare installazione Spacetime, realizzata dall’artista americano Michael Murphy, introduce alla sezione Storia di un’innovazione, che entra nel vivo della leggenda. Si scopre così che, all’origine di Reverso, c’è l’intuizione dell’ingegnere francese René-Alfred Chauvot e ben 17 schizzi preparatori dalla prima richiesta di brevetto presentata il 4 marzo 1931. Nel corso del tempo, il celebre orologio Art Déco ha accolto complicanze emblematiche: la prima ripetizione minuti rettangolare, il cronografo retrogrado o il Gyrotourbillon, senza dimenticare il concept Duoface, seguito dall’irresistibile Duetto. A questa creatività caratteristica degli anni Trenta e in continua evoluzione, si aggiungono materiali inediti e interpretazioni diverse fino allo straordinario Reverso Quadriptyque a quattro facce.

Chiude il percorso, Storia dell’artigianato, che omaggio a incisori, incastonatori, maestri rabescatori e smaltatori della Manifattura. Professionisti che con la loro maestria, tecnica e passione, riuscirono a conferire al celebre orologio di Jaeger-LeCoultre un’identità unica e sfaccettata. In mostra, si possono apprezzare alcune opere d’arte storiche, modelli decorati con diamanti e smalti, quadranti neri poi colorati che si rivelano con la sola pressione di un dito.

Storia dello stile e del design parla di Reverso dal punto di vista estetico
Storia dello stile e del design parla di Reverso dal punto di vista estetico.

L’Atelier di Antoine

Per finire la visita della mostra in bellezza, l’Atelier di Antoine è stato spostato a Parigi per offrire ai visitatori l’occasione di osservare da vicino il lavoro di un’orologiaio. L’accesso all’atelier è a pagamento e su prenotazione, da effettuarsi sul sito www.exposition-reverso.com.

Il 1931 Café

Il viaggio nel tempo e nell’atmosfera Art Déco prosegue anche fuori dalla mostra e si trasforma in un’esperienza di gusto, al 1931 Café. Arredi bianchi e neri, design elegante in puro stile anni Trenta, il locale è perfetto per una pausa gourmet. Qui si assaggiano le dolci creazioni della chef parigina Nina Métayer, realizzati con bacche di montagna, miele, cioccolato, noci, ingredienti e sapori che ricordano gli aromi e i sapori della Vallée de Joux.

Nina Métayer mentre crea uno dei dolci del 1931 Café

Reverso: Intemporelle depuis 1931: informazioni pratiche

L’esposizione Reverso: Intemporelle depuis 1931 e il 1931 Café sono aperti dal martedì al sabato, dal 21 ottobre al 24 dicembre, in 15 rue du Faubourg Saint-Honoré, nell’ottavo arrondissement di Parigi. L’esposizione è gratuita e accessibile al pubblico, si consiglia di prenotare sul sito www.exposition-reverso.com

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L’Australia rimane chiusa ai turisti internazionali, almeno fino al 2022

L’Australia, sogno di molti, resta ancora una destinazione inaccessibile per i turisti internazionali. Il paese oceanico, che ha messo in atto alcune delle restrizioni più severe al mondo alle frontiere per contenere l’epidemia da Covid-19, è praticamente “chiusa” dal marzo 2020. E lo resterà almeno fino al 2022.

“La priorità sono gli australiani”, ha detto nei giorni scorsi il primo ministro Scott Morrison riferendosi alla riapertura dei confini internazionali. “Arriveranno anche i visitatori internazionali, credo l’anno prossimo”, ha aggiunto Morrison all’Associated Press, senza voler specificare una data. Tuttavia, dal mese di novembre il Paese inizierà a riaprire le sue frontiere per gli australiani. Dopo 18 mesi di stop, infatti, i cittadini completamente vaccinati potranno tornare viaggiare a livello internazionale.

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Australia: si entra solo con permessi speciali

Attualmente, le persone possono lasciare l’Australia solo per motivi “essenziali” e l’ingresso è permesso ai cittadini e ad altri con esenzioni, ma ci sono stretti limiti al numero di arrivi.

Chi arriva in Australia con un permesso speciale deve stare in quarantena per due settimane in un hotel, a proprie spese.

L’ingresso in Australia al momento è limitato a pochissime categorie, fondamentalmente per “ragioni compassionevoli” o a persone in possesso di “competenze” in settori considerati di interesse nazionale dalle autorità, ad esempio quelle legate al contrasto della pandemia; le valutazioni vengono però effettuate caso per caso. 

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Australia: meno della metà della popolazione vaccinata con due dosi

Secondo le previsioni, l’Australia riaprirà prima l’aeroporto di Sydney e poi quello Melbourne, una volta che il programma vaccinale completo sarà somministrato all’80% della popolazione in quelle regioni.

Il Nuovo Galles del Sud, ossia lo Stato più popoloso, prevede di superare a fine ottobre l’80% di popolazione vaccinata. In data 5 ottobre, secondo l’analisi di Our World in Data, poco meno del 47% dell’intera popolazione australiana ha ricevuto la seconda dose di vaccino. 

Maggiori informazioni le trovate sul sito Viaggiare Sicuri e sul sito del Dipartimento australiano degli affari interni.

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Un mese per la prevenzione del tumore al seno. La Campagna Nastro Rosa della LILT

La 29esima Campagna Nastro rosa della Lega italiana per la lotta contro i tumori di LILT Milano Monza Brianza comincia dopo mesi di restrizioni che si aggiungono a quelli dell’anno precedente. Visite rimandate, screening temporaneamente sospesi e sport non praticabili, per impossibilità o solo per pigrizia, sono limitazioni che avranno conseguenze anche sulle malattie oncologiche.

Il mese rosa dell’Associazione, quindi, è l’occasione per rilanciare con forza l’urgenza di fare prevenzione come arma efficace contro il cancro. I dati più recenti sul tumore al seno ci dicono che in Italia una donna su 8 ha probabilità di ammalarsi di tumore al seno, le nuove diagnosi sono 55 mila, 834.200 le donne che hanno avuto una diagnosi e il tasso di sopravvivenza a 5 anni è dell’87 per cento (dati Aiom-Airtum 2020).

 La Campagna Nastro Rosa della LILT

“Abbiamo imparato a indossare la mascherina per evitare il contagio da Covid – spiega Marco Alloisio, presidente di LILT Milano Monza Brianza e primario di Chirurgia toracica – ma ci siamo dimenticati dei tumori, anche di quello al seno. Eppure, i numeri parlano chiaro: nel 2020 in Italia le vittime del cancro sono state più del doppio rispetto a quelle del Coronavirus: 183 mila contro 75.891. Ho fiducia nelle donne e nella loro inesauribile capacità di reagire. Vi invito ad approfittare del mese rosa per rimettere la prevenzione al centro della vita. Non cancelliamo i risultati positivi raggiunti prima della pandemia: l’anno scorso aveva sfiorato il 90 per cento la sopravvivenza dalle diagnosi di tumore al seno. Ripartiamo dai controlli oncologici regolari e dall’attività fisica per riprendere a voltare pagina”.

Per consultare il programma del mese rosa di LILT: nastrorosa.legatumori.mi.it

Il nuovo spazio LILT mobile, doppio ambulatorio su ruote e l’Open Day

L’Osservatorio nazionale screening registra un calo del 53,8 delle mammografie nel 2020. Per invertire il trend, nel mese di ottobre LILT metterà a disposizione il Viaggio della prevenzione: 12 giornate dedicate alla diagnosi precoce e gratuita del tumore al seno. Il nuovo Spazio LILT Mobile, un doppio ambulatorio su ruote completamente attrezzato, farà 11 tappe sul territorio di Milano e Monza offrendo visite al seno e mammografia (l’esame è riservato alle donne over 40). Inoltre, il 23 ottobre ci sarà l’Open Day: visite gratuite su appuntamento nei 7 ambulatori dell’Associazione.

L’importanza dell’attività fisica per la prevenzione

Un’altra arma contro il tumore al seno che è stata messa in pausa durante la pandemia è l’attività fisica. Nel mondo crescono le ricerche scientifiche che dimostrano una correlazione tra attività fisica e diminuzione del rischio di tumore al seno. Quanto sia rilevante il nesso lo spiega Paola Mosconi, ricercatrice del Dipartimento di Salute pubblica dell’Istituto Mario Negri IRCCS: “Sappiamo già che l’esercizio fisico stimola le endorfine, aumenta le capacità antinfiammatorie e, quindi, rafforza il fisico. Oltre a questo, ci sono ricerche, per lo più osservazionali, che convergono sulla stessa conclusione: le donne fisicamente attive hanno un rischio inferiore di cancro al seno rispetto alle donne inattive del 12-21 per cento”.

La Campagna Nastro Rosa della LILT Milano Monza Brianza

“Studi più recenti si sono concentrati sulle donne in pre e post menopausa, riscontrando nelle donne attive una riduzione del rischio” aggiunge Paola Mosconi. “Dalle ipotesi sembra che l’attività fisica controlli la glicemia e i livelli dell’insulina, un ormone che può influenzare il modo in cui le cellule del seno crescono e si comportano. Inoltre, chi mantiene un peso più sano contiene le cellule adipose, che producono gli estrogeni. E gli estrogeni in eccesso sono considerati tra i responsabili dello sviluppo nel tempo di un cancro al seno. Qualsiasi movimento che utilizza i muscoli e richiede più energia del riposo è considerato attività fisica: camminare, nuotare, andare in bicicletta e persino ballare”.

La Campagna Nastro Rosa della LILT Milano Monza Brianza

Le raccomandazioni OMS/Ministero Salute sull’attività fisica per la salute della popolazione adulta consigliano di svolgere in una settimana un minimo di 150 minuti di attività fisica aerobica d’intensità moderata o un minimo di 75 minuti di attività vigorosa, più esercizi di rafforzamento dei maggiori gruppi muscolari 2 o più volte a settimana. Anche nel paziente oncologico qualsiasi tipo di attività motoria apporta beneficio alla salute psicofisica.

Il programma del mese rosa di LILT

Molti gli eventi in calendario per il mese della prevenzione. Sabato 16 e domenica 17 ottobre per esempio le piazze del territorio di Milano e Monza si coloreranno di rosa con i regali a sostegno della campagna. Per consultare il programma del mese rosa di LILT: nastrorosa.legatumori.mi.it

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Voglia di mare e spiagge da sogno? Mauritius ti regala il viaggio

Mauritius, e all’istante si pensa alla pace, ai colori accesi, all’oceano cristallino, alle meravigliose barriere coralline, alle spiagge di borotalco, alla natura lussureggiante. Ma anche alle montagne, alle foreste pluviali, alle cascate, alla flora e alla fauna. Questa piccola nazione nell’Oceano Indiano – una democrazia stabile – è una di quelle destinazioni che tutti sognano di visitare almeno una volta nella vita. Ebbene, la Mauritius Tourism Promotion Authority (MTPA), organizzazione parastatale per la promozione del Paese, ha deciso di offrire un viaggio di lusso per due persone in occasione della riapertura delle frontiere ai viaggiatori internazionali dal 1° ottobre.

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Come vincere un viaggio a Mauritius

C’è tempo fino al 30 settembre per prendere parte alla campagna flash indetta sui social media. Basterà mettere “mi piace” e commentare i post #TakeMeToMauritiusNow sulle pagine Facebook e Instagram di Mauritius Tourism Promotion Authority. Tutti coloro che metteranno un like e commenteranno i post avranno la possibilità di vincere un viaggio indimenticabile a Mauritius. Il fortunato vincitore sarà annunciato il 1° ottobre, in concomitanza con la riapertura delle frontiere di Mauritius ai visitatori completamente vaccinati da tutto il mondo. 

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Vacanze invernali a Mauritius: partire in sicurezza

L’inizio di ottobre segna anche l’inizio della stagione ufficiale delle vacanze di Mauritius. Un lockdown anticipato, misure di quarantena rigorose e un rapido lancio della campagna di vaccinazione hanno fatto sì che Mauritius rimanesse quasi senza Covid durante tutta la pandemia. Oltre l’83% della popolazione adulta, infatti, ha ricevuto entrambe le dosi del vaccino, il tasso più alto in tutta l’Africa, permettendo ai turisti di sentirsi al sicuro in vacanza. 

Le informazioni sul concorso #TakeMeToMauritiusNow sono disponibili online su mauritiusnow.com.

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Un vocabolario gigante per scoprire come cambia la lingua: l’installazione in sei piazze italiane

La lingua cambia costantemente e il vocabolario, come un notaio, registra e attesta i nuovi signifiacati delle delle parole. Non giudica e non delibera, semplicemente si limita a spiegarle. E si fa interprete della lingua e delle sue evoluzioni nel tempo.

Ma non solo: questo fondamentale mezzo di conoscenza aggiorna costantemente le parole già presenti, inserendo nuovi significati e nuovi modi di dire che riflettono cambiamenti del linguaggio consolidati nel corso del tempo.

Come cambia la lingua: il progetto itinerante di Zanichelli

Con il progetto #cambialalingua, Zanichelli, la casa editrice che pubblica uno dei dizionari più noti, lo Zingarelli, lancia un’iniziativa volta a promuovere la consapevolezza della lingua italiana.

Presupposto di fondo, l’idea che siamo noi, utilizzatori della lingua, a cambiare l’italiano mentre parliamo e scriviamo. Lo facciamo modificando i significati delle parole e inventando nuovi modi di dire. E anche per questo abbiamo una responsabilità individuale e collettiva su di essa.

Per raccontarne l’evoluzione, un grande vocabolario interattivo di quattro metri per tre, con un monitor touch screen si sposterà tra settembre e novembre nelle piazze di Torino, Milano, Padova, Forlì, Roma e Lecce invitando il pubblico a scoprire la storia di cinquanta parole individuate tra quelle che meglio riflettono, oggi, il cambiamento dei modi di vivere, lavorare, comunicare, etc.

Il progetto offre un’ulteriore chiave di lettura sull’evoluzione delle parole grazie alla collaborazione con lo scrittore Marco Balzano, che per ogni parola ha scritto un breve testo che ne riassume e interpreta la storia.

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Come cambia la lingua: stesse parole, nuovi significati 

Per comprendere come cambia il significato delle parole nel tempo, lo scrittore Marco Balzano pone l’accento su tre termini (di 50 individuati).

“Bolla”, per esempio. Il nostro mondo si sta riempiendo di bolle. Se prima era semplicemente un “rigonfiamento” di forma circolare e una metafora per indicare un’intenzione caduta nel vuoto (è finito tutto in una bolla di sapone), ora c’è molto di più.

Chi vive isolato per lungo tempo vive in una bolla; chi perde i suoi investimenti in borsa è vittima di una bolla speculativa, espressione calcata sull’inglese South Sea Bubble, il crollo finanziario della Compagnia dei Mari del Sud nel 1720. E si potrebbe continuare con la bolla immobiliare o con quella di filtraggio, che avviene ogni volta che il web seleziona le informazioni al fine di orientare i nostri consumi e le nostre opinioni.

Ma la bolla oggi, in tempi di pandemia, è anche il “luogo protetto”, quello che ci permette di proteggerci meglio limitando il numero di persone con le quali entriamo regolarmente in contatto, limitando l’esposizione al rischio del contagio.

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Nuove parole: cos’è oggi una coppia

Lo stesso vale per il vocabolo “coppia”. Per fare coppia bisogna avere qualcosa in comune. Una coppia di cavalli, per esempio, è tale perché appartengono alla stessa specie, ma un gallo e un cavallo possono formare una coppia in nome del loro genere, quello animale. E un uomo e un cavallo non sono forse una coppia di viventi? E si potrebbe continuare.

Il vocabolario di un secolo fa specificava che si tratta di due persone di sesso diverso unite tra loro da un rapporto matrimoniale o amoroso. Ma nell’edizione del 1997 cadono la distinzione fra i sessi e il riferimento al matrimonio: si parla, infatti, di due persone unite fra loro da un rapporto amoroso. Il significato che vince e supera il tempo è quello più assoluto di unione. Come a dire che gli elementi in comune sta a noi crearli e sta sempre a noi individuarli negli altri.

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Resistenza tra storia e pandemia

E ancora, “Resistenza”. Parola statica e inerte, che indica un attrito, un contrasto e un’opposizione. Anche i virus e i batteri, col tempo, possono diventare resistenti, per esempio all’ambiente o a un antibiotico, trovando le risorse per sopravvivergli.

È su queste basi – fisiche, meccaniche e mediche – che nasce il termine storico “Resistenza”. Compare dalle edizioni del secondo Dopoguerra per indicare un “movimento di lotta politico militare sorto in tutti i paesi d’Europa contro il nazifascismo”. Gli uomini che hanno fatto la Resistenza, così, hanno trasformato quella parola statica in dinamica, perché chi si opponeva nello stesso tempo progettava un mondo nuovo, opposto a quello razzista e sanguinario della dittatura.

Come cambia la lingua: gli appuntamenti nelle piazze d’Italia

Fino al 29 settembre il grande vocabolario sarà a Milano (via Statuto, 18 angolo Moscova). E qui inizierà il suo tour con tappe a Padova (dal 30 settembre al 7 ottobre, in piazzetta Garzeria), Torino (dal 14 al 18 ottobre, Salone del Libro, stand Zanichelli), Forlì (dal 22 al 27 ottobre, piazza San Domenico), Roma (dal 28 ottobre al 3 novembre, via Cola di Rienzo) per chiudersi a Lecce (dal 4 all’11 novembre, piazza Sant’Oronzo).

Chi si presenterà in una delle sei piazze davanti al grande vocabolario interattivo potrà farsi scattare e ricevere una fotografia istantanea accanto al vocabolario o a una delle definizioni evidenziate sul monitor, proporre un significato diverso e condividerlo con l’hashtag #cambialalingua.

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Notte europea dei ricercatori: al Museo della scienza di Milano inaugura la nuova Digital Zone YOU&AI

Muoversi nel futuro. Per scoprire come le nuove tecnologie stanno cambiando le nostre vite, tra salute, mobilità e sicurezza. Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia di Milano inaugura la Digital Zone YOU&AI, un’area dedicata all’Intelligenza Artificiale in cui sperimentare in prima persona, grazie alle più innovative tecnologie immersive e interattive disponibili oggi sul mercato, come si vivrà nel 2030 in un’immaginaria metropoli europea.

Per averne un assaggio, nel padiglione aeronavale del museo, si può partecipare alla Notte europea dei ricercatori, in calendario il 24 settembre a Milano e in altre località italiane (e ovviamente europee). La manifestazione, voluta dalla Commissione Europea fin dal 2005, coinvolge ogni anno migliaia di ricercatori e istituzioni di ricerca in tutti i Paesi europei: sono centinaia gli eventi in programma per avvicinare la scienza ai cittadini, tra esperimenti e dimostrazioni scientifiche dal vivo, mostre e visite guidate, conferenze e seminari divulgativi, ma anche spettacoli e concerti.

La nuova Digital Zone YOU&AI nel Museo della Scienza e Tecnologia di Milano

La Digital Zone YOU&AI è l’ultimo progetto tra i tanti avviati dal Museo della Scienza e Tecnologia di Milano. È stato realizzato in collaborazione con il Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione Europea di Ispra e si muove su due piani: da un lato, l’ambiente digitale con visori e attrezzature di ultima generazione allestito nel padiglione aeronavale del museo, dall’altro un calendario di workshop, per coinvolgere e dialogare con il pubblico, dagli adulti ai gruppi di studenti, sul tema dell’AI.

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Sono tre le esperienze da provare. A cominciare da “Che faccia ha l’IA?”: qui un display olografico interattivo presenta i punti di vista di esperti su vari temi come tecnologia, salute, diritti, giustizia sociale ed etica, protezione dei bambini e dei cittadini, arte, filosofia. In “Da che parte stai?” il visitatore si immerge, con l’utilizzo di un visore di realtà mista, in quattro ipotetici scenari futuri dove l’AI è impiegata per svolgere certe funzioni, mentre in “Sai muoverti nel futuro?” un visore di realtà virtuale immersiva trasporta il “viaggiatore” in una metropoli europea immaginaria del 2030.

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Il workshop ha invece l’obiettivo di stimolare la discussione fra i partecipanti e raccogliere le diverse opinioni sul tema dell’intelligenza artificiale, attraverso la metodologia della “thinking routine” e l’uso di sondaggi. E c’è anche modo di sperimentare un algoritmo in grado di distinguere le immagini, approfondendo il tema del riconoscimento facciale. Una tecnologia utile, sempre più diffusa in molti settori della società (banche, scuole, uffici, …) ma che pone interrogativi in campo etico: invasione della privacy, disparità di trattamento fra diversi gruppi di cittadini, accentuazione delle diversità sociali.

“Il progetto che inauguriamo oggi è frutto di una intensa collaborazione tra il Museo e JRC, che condividono l’obiettivo di potenziare il dialogo tra la ricerca e i cittadini, di costruire una cittadinanza scientifica consapevole e critica, di consolidare la fiducia nella ricerca – ha spiegato Fiorenzo Galli, direttore del museo – Proprio la pandemia ci ha mostrato l’importanza della collaborazione tra politica, società e scienza e quanto sia rilevante la partecipazione dei cittadini”.

Info e orari della Digital Zone

La Digital Zone sarà aperta al pubblico nei weekend: 16-17 ottobre, 23-24 ottobre, 6-7 novembre, 13-14 novembre (nell’ambito del Festival Focus Live), 4-5 dicembre, 18-19 dicembre negli orari 10-11, 12-13, 15-16 e 17-18.
Il Workshop sarà aperto al pubblico il 16 ottobre alle ore 10-12 per gli insegnanti in occasione dell’Open day e il 13 e 14 novembre per il pubblico durante Festival Focus Live con orario 14-15 e 16-17.
Il programma dettagliato su: museoscienza.org

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Acetaie Aperte: al via a Modena l’evento che celebra il balsamico

Domenica 26 settembre a Modena e provincia torna Acetaie Aperte. Organizzato dai Consorzi di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP e dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, è uno tra gli eventi annuali più attesi dagli enoturisti alla ricerca di esperienze gustative inedite.

Visite e degustazioni di Aceto Balsamico in purezza o in abbinamento con altri prodotti tipici del territorio. Ai tradizionali percorsi guidati nei locali in cui si produce – con spiegazione dell’intera filiera – si aggiungeranno quelli nei musei del territorio dedicati al pregiato condimento.

E poi molte attività en plein air, tutte in sicurezza, da fare anche in gruppo e con la famiglia.

Acetaie Aperte Modena aceto balsamico

Acetaie Aperte: attività per tutti

Tra le attività per tutti, le visite in vigna, al giardino botanico con vista panoramica sulla valle del Panaro, sul Cimone e sulle Prealpi. O la possibilità di provare l’esperienza della cottura del mosto in paiolo all’aperto.

Per i più piccoli, ma non solo, previste visite in fattoria didattica, nel parco animali, o ancora, la dimostrazione di vendemmia. Spazio, poi, anche alla musica dal vivo e al gioco: dal Balsamiquiz alla Caccia al Tesoro Balsamico, sfruttando le nozioni apprese durante la visita in acetaia per risolvere enigmi e rispondere a quiz balsamici per raggiungere la meta finale.

Modena, città del gusto e del turismo enogastronomico

Al secondo posto tra le mete di turismo enogastronomico più desiderate dai turisti italiani, Modena figura al 13esimo posto nella classifica nazionale delle città più attrattive. A dirlo è il secondo Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2021.

Questo e altri interessanti dati e spunti di riflessione, emergono leggendo il rapporto curato da Roberta Garibaldi – accademica, autrice del Rapporto nonché Presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico.

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I dati del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2021

Secondo i dati del rapporto, l’enoturismo rappresenta una leva competitiva importante per l’economia italiana, soprattutto se guardato nella prospettiva di una ripartenza post-pandemia.

Analizzando, poi, il peso delle realtà regionali nel contesto nazionale, l’Emilia-Romagna è la regione i cui prodotti e tipicità culinarie sono le più note al pubblico. E proprio questo dato elegge la al secondo posto tra le mete di turismo enogastronomico più desiderate dai turisti italiani, con uno share del 14,5%.

Tra le città più attrattive a livello nazionale, nelle prime 15 ci sono ben tre provincie dell’Emilia Romagna: Bologna (seconda), Parma (undicesima) e Modena (tredicesima).

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Sempre nel rapporto, si legge anche che tra i turisti enogastronomici in particolare, ovvero tra coloro che abbiano svolto almeno una vacanza con motivazione primaria l’enogastronomia negli ultimi tre anni, il 13,9% sceglie ancora l’Emilia-Romagna, facendole guadagnare rispetto al 2019 ben tre posizioni: da quinta passa infatti quest’anno a seconda assoluta.

Acetaie Aperte Modena aceto balsamico

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Perché partecipare all’evento Acetaie Aperte 2021

A fare la differenza sono alcuni elementi che caratterizzano l’evento Acetaie Aperte, oggi ritenuti imprescindibili dai turisti del gusto. Tra questi, la sicurezza, prima di tutto, e poi la sostenibilità e la possibilità di rendersi custodi di un turismo virtuoso, capace di creare nuovi equilibri tra ambiente urbano e rurale.

Tutti elementi che si potranno trovare nelle trentatré acetaie che ad oggi hanno aderito all’iniziativa al via domenica 26 settembre.

Informazioni e programmi, modalità di accesso e indirizzi delle singole acetaie sul sito

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