You are here

“Profonda leggerezza”. L’editoriale del nuovo DOVE di marzo, oggi in edicola

Parole semplici. “(…) Nel contesto della filosofia e dell’etica epicurea, Lucrezio vede nella levitas la strada che permette all’uomo di liberarsi dalla paure e dalle preoccupazioni. Troppo poco per Italo Calvino.

La cover della rivista dove marzo 2021 è dedicata all'isola di Procida
Marina di Corricella, il borgo colorato di Procida in copertina di DOVE di marzo (ph. Chu-Wen Lin/Alamy/IPA)

Lo scrittore italiano, nella prima delle sue Lezioni Americane e assieme a Paul Valéry, ha contribuito a ridare dignità alla parola «leggerezza», liberandola definitivamente dal riduttivismo semantico nel quale è stata con troppa facilità ricacciata. «Si deve essere leggeri come l’uccello che vola e non come la piuma», è l’invito del poeta francese.

E, «prendere la vita con leggerezza – gli fa eco Calvino, che aggiunge – leggerezza non è superficialità ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore». (…) Leggerezza auspicabile è quella che fa tornare semplici e concreti, come tanti uomini e donne che non nascondono la fatica, neanche quella dei propri sentimenti.

Quando raggiungeremo la libertà di vivere e camminare senza interessi nascosti, nemmeno quelli camuffati da aspirazioni religiose; quando vivremo per la strada, nelle case, sotto il cielo pieno di fiducia; quando useremo parole semplici che vengono dal cuore e il cuore raggiungono, allora, solo allora, potremo sentirci leggeri”.

Ho letto un paio di volte la pagina 212 di Nel cuore della vita (ed. Solferino, 2021), l’ultimo libro di monsignor Nunzio Galantino, presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e docente di antropologia filosofica, perché tra le varie idee per prendersi cura del mondo, così recita il sottotitolo, l’invito a riflettere sull’intensa profondità delle leggerezza mi è sembrato perfetto per il momento che stiamo vivendo. E assolutamente in linea con i pensieri che hanno fatto nascere il viaggio di Dove di marzo.

Energia alternativa. Non sarà una passeggiata a nascondere il peso dei mesi passati in isolamento, privati della libertà, orfani di un sorriso di uno sconosciuto, della bellezza con la B maiuscola di un viaggio senza meta. No, dopo la resilienza, ora ci toccherà cercare un’energia alternativa, potente come la levitazione magnetica che farà volare tra qualche anno i treni a mille chilometri all’ora.

Ecco, per uscire da questo inverno dell’anima serve un disgelo emotivo, serve ricominciare a progettare sotto “un cielo pieno di fiducia”. Camminare in avanti senza guardarsi i piedi o, peggio, fissare lo schermo di un cellulare, ma cercando un nuovo sogno da realizzare. È per questo che abbiamo scelto i colori e l’allegria di Procida per illuminare questo marzo, abbiamo voluto tra le pagine il vento delle Maldive e la neve dei boschi della Calabria.

Non dobbiamo aspettare un’altra genialata di Elon Musk per aprirci a una nuova primavera, ma solo sfruttare la forza dell’acqua viva, come raccontiamo nel dossier. “Consapevoli, insieme”, come scrive Galantino, “che le cose importanti si possono vivere e raccontare con il sorriso, senza che perdano in intensità e in profondità. Le storie profonde vivono di leggerezza”.

Ora, vi basta voltare pagina per iniziare a volare con noi.

In edicola con DOVE di aprile, la prima guida con i podcast

Non perdete la nuova Guida Sicilia di Dove, in edicola dal 26 marzo, allegata a Dove di aprile (tutto a € 9,90). Per la prima volta potrete scaricare la versione audio, disponibile in podcast sul sito Loquis.com e sull’app Loquis. È una guida sonora geolocalizzata: i racconti seguiranno i vostri passi, regalandovi emozioni incredibili.

 

Vuoi avere DOVE sempre con te, a portata di mano?

Scarica l’app DOVE Digital Edition nell’App Store (per dispositivi Apple) o in Google Play (per dispositivi Android) per sfogliare i numeri di DOVE, le guide, gli speciali e DOVE-Corriere della Sera Travel Issue. Tutta la ricchezza delle edizioni cartacee sempre con te, a portata di mano, sui tuoi device

L'articolo “Profonda leggerezza”. L’editoriale del nuovo DOVE di marzo, oggi in edicola sembra essere il primo su Dove Viaggi.

Leggi alla Fonte

Incontro speciale nella Georgia del Sud: fotografato per la prima volta un raro pinguino giallo

La spedizione, della durata di due mesi, era partita nel dicembre del 2019 con l’obiettivo di fotografare la splendida e vastissima colonia di migliaia di pinguini reali a Salisbury Plain, una pianura sulla costa nord nella Georgia del Sud. Ma per il 43enne fotografo naturalista Yves Adams la fortuna è andata ben oltre le aspettative: un esemplare molto particolare ha attirato la sua attenzione, un pinguino con il piumaggio giallo brillante.

Un’insolita livrea: “Vedere il più bel pinguino reale e potergli fare delle foto è come vincere la lotteria della natura” ha detto il fotografo. (ph: Yves Adams)

“È stata un’esperienza indescrivibile. Non avevo mai visto o sentito parlare di un pinguino giallo”, ha detto Adams alla stampa. “C’erano 120.000 pinguini su quella spiaggia ed era l’unico giallo”. I pinguini reali sono la specie di maggiori dimensioni della famiglia dopo i pinguini imperatori. Possono arrivare pesare fino a 17 chili.

Sono presenti sulle coste di Patagonia, Georgia del Sud, isole Falkland e altri arcipelaghi. Hanno il becco lungo, sottile e ricurvo verso il basso, un piumaggio nero sul capo, sulla nuca e sulla gola; per il resto sono di colore grigio e bianco col becco nero e rosso e le zampe brune.

A determinare questa colorazione unica è il leucismo, una perdita di pigmentazione. (ph: Yves Adams)

Il raro pinguino giallo soffre di leucismo, una condizione che rende il pelo degli animali bianco o pallido; a differenza dell’albinismo, non influenza il colore degli occhi ma solo le piume. Gli scienziati spiegano il fenomeno parlando di una carenza di melanina. “Siamo stati davvero fortunati che sia atterrato proprio dove eravamo. Se fosse stato anche solo a cinquanta metri di distanza non saremmo stati in grado di ammirare questo spettacolo”, ha aggiunto Adams. Su Instagram, il fotografo (qui la sua pagina Ig) ha descritto gli scatti come una “vincita alla lotteria della natura”, “il sogno di una vita”.

GUARDA ANCHE: Australia: i due pinguini “vedovi” si abbracciano davanti allo skyline di Melbourne

Leggi anche

L'articolo Incontro speciale nella Georgia del Sud: fotografato per la prima volta un raro pinguino giallo sembra essere il primo su Dove Viaggi.

Leggi alla Fonte

Sicurezza in montagna: arriva il drone “made in Italy” per trovare i dispersi nelle valanghe

Fuoripista, escursioni, ciaspolate, scialpinismo: soprattutto in questo periodo (anche se gli impianti di risalita restano chiusi) sono numerose le persone che si avventurano su pendii e montagne innevate. Il pericolo valanghe, tuttavia, è sempre dietro l’angolo. E nello sfortunato caso di essere travolti, l’intervento dei soccorritori in quei minuti cruciali può rivelarsi spesso più complicato del previsto.

Sicurezza in montagna e pericolo valanghe

La rapidità dei soccorsi dipende può essere compromessa da varie incognite: le condizioni meteo; l’impossibilità di arrivare con l’elicottero in quota; la zona di recupero inaccessibile. Un aiuto in questi casi può arrivare dal drone, che può raggiungere rapidamente i luoghi dei distacchi ed individuare eventuali persone sepolte. 

Una società di Parma, la Difly, ha messo a punto uno speciale quadricottero per la ricerca dei dispersi in valanga. Il drone si avvale di diverse tecnologie: l'”Artva” (apparecchio di ricerca dei travolti in valanga) , il localizzatore che permette la ricerca di dispersi in caso di valanga (che ogni scialpinista o escursionista in zone a rischio slavine dovrebbe indossare); il sistema “Recco” (il riflettore di salvataggio); le termocamere di bordo.

Come funziona il drone sviluppato a Parma

Grazie a questi tre sistemi, il drone può scandagliare in tempi relativamente rapidi tutto il fronte di valanga, aumentando così le possibilità di sopravvivenza degli escursionisti coinvolti. Uno degli elementi cruciali per trovare persone travolte dalla valanga ancora in vita è, infatti, ridurre al minimo (entro 15 minuti) il tempo di intervento e ritrovamento: un gran numero di decessi avviene infatti per asfissia, pochi minuti dopo il seppellimento.

“È la prima volta in Italia che si utilizza un drone dotato di questa tecnologia per la ricerca di dispersi e le fasi sperimentali condotte questo inverno, integrando i suggerimenti sul campo forniti da esperti in ricerche e soccorso, hanno portato a risultati eccellenti in termini di precisione e velocità di ritrovamento”, spiega Marco Pesci della Difly Srl. 

Qui sotto il video di presentazione del drone

Il funzionamento del drone è garantito anche in notturna

Il drone, inoltre, può essere utilizzato anche di notte o con condizioni meteo avverse, ossia quando gli elicotteri spesso sono impossibilitati a volare. La società – che progetta, costruisce e vende droni ad alta autonomia – si dice pronta a dotare di questo sistema gli enti di soccorso di tutta Italia; attualmente l’apparecchiatura è in servizio di pronto intervento per le zone di Parma, Reggio Emilia e Modena.

LEGGI ANCHE: Droni per trovare i dispersi nelle valanghe: l’esperienza della Val Thorens

SCOPRI ANCHE: Cosa fare in montagna se non volete (o non potete) sciare sulle piste

 

 

L'articolo Sicurezza in montagna: arriva il drone “made in Italy” per trovare i dispersi nelle valanghe sembra essere il primo su Dove Viaggi.

Leggi alla Fonte

Tesori nascosti si svelano online: le visite guidate alle sedi storiche di Banco BPM

Ogni anno, in ottobre, meravigliosi palazzi e tesori d’arte nascosti si rivelano al pubblico solo per un giorno. Con grande successo: sono migliaia e migliaia i visitatori che solitamente partecipano a Invito a Palazzo, la manifestazione promossa dall’ABI che apre le sedi storiche delle banche e delle fondazioni bancarie italiane per promuovere la scoperta del loro patrimonio artistico.

Nel 2020, a causa all’emergenza sanitaria da Covid-19 e delle misure restrittive ancora in vigore, l’evento si è svolto in forma digitale. Con il vantaggio che alcuni dei video e degli eventi virtuali prodotti per l’occasione, sono ancora disponibili. È il caso delle speciali visite guidate alle sedi storiche di Banco BPM: il Palazzo di piazza Meda a Milano, Palazzo Scarpa a Verona e Palazzo Bellini a Novara sono oggi a portata di click, sul sito gruppo.bancobpm.it.

Tre i video a disposizione di tutti, realizzati in collaborazione con la storica dell’arte Claudia Corti, per varcare portoni solitamente chiusi e passeggiare tra saloni rococò e caveau, dipinti, sculture, rovine romane.

Milano, il palazzo degli anni Trenta in piazza Meda

Nello storico palazzo di piazza Meda, la sede centrale, un monumentale edificio progettato dall’architetto Giovanni Greppi e completato nel 1931, si resta subito impressionati dal grande salone, cuore dell’istituto. Un ambiente unico di 1000 metri quadrati, sovrastato da un’enorme cupola-velario, a pianta quadrata e con una struttura a raggiera, alta diciotto metri, che filtra la luce che inonda la sala dall’alto (nella foto in alto).

Proprio al centro del salone si ammira una monumentale scultura di Arnaldo Pomodoro, intitolata Movimento, una colonna in bronzo alta più di cinque metri, realizzata dall’artista nel 1970-71.

Ma c’è anche riproduzione fotografica a grandezza naturale del Cenacolo Vinciano. Del 1969, è una testimonianza unica dello stato del capolavoro di Leonardo prima dell’ultimo, lungo intervento di restauro, durato 20 anni e concluso nel 1999.

E ancora, si scoprono nel salone cinque affreschi provenienti dal quattrocentesco Palazzo Corio Casati, l’antica sede della banca, che fu integrata nel nuovo edificio di Greppi,

Dal grande salone centrale, la visita prosegue alla scoperta dell’altro cuore, quello più segreto, dell’edificio: il caveau, chiuso da una porta di 2 metri di diametro e 18 tonnellate di peso, realizzata in un’unica colata di acciaio.

Il palazzo di piazza Meda in una foto d’epoca

LEGGI ANCHE: Zona gialla, musei aperti: le 25 mostre da visitare (finalmente) dal vivo in tutta Italia

Verona, il palazzo capolavoro di Carlo Scarpa

Nel centro storico a Verona, in piazza Nogara, un capolavoro di architettura contemporanea costruito negli anni Settanta e  progettato da uno dei più grandi architetti italiani del XX secolo, Carlo Scarpa.

Un edifico sorto su un sito ricco di storia, tanto che la visita ha inizio nel piano interrato dove si scoprono i resti di una Domus romana del I sec. a.C. Tracce murarie e un meraviglioso  mosaico policromo, che sono tra le testimonianze meglio conservate dell’edilizia romana a Verona e non solo.

Il nuovo palazzo di Scarpa s’inserisce con grande armonia nel contesto architettonico preesistente e nel tessuto storico della Verona antica. L’architetto ha guardato alla tradizione della città per la scelta di materiali e colori, come il rosso di Verona o il botticino.

Ma è anche l’amore per le atmosfere orientali del maestro veneziano a rivelarsi durante la visita, nella ricchezza di luce, colore e nella ricerca di linee geometriche pure.

Come racconta la guida, sarà Arrigo Rudi, allievo e collaboratore di Carlo Scarpa, a portare avanti i lavori del palazzo dopo la prematura scomparsa del grande architetto, a causa di un incidente in Giappone. L’opera fu completata raccordando gli edifici della banca con un sistema di gallerie e una scala elicoidale di colore rosso di grande impatto.

SCOPRI ANCHE: I nuovi musei del 2021: da Oslo a Hong Kong, le aperture previste in Europa e nel mondo

Nei saloni di Palazzo Bellini a Verona

La sede storica della Banca Popolare di Novara (oggi Banco BPM)  è forse il palazzo più raffinato ed elegante della città.

Un edificio di origine medievale, costruito intorno alla metà del Trecento per volere della famiglia Tornelli e trasformato, nel corso del Sei e del Settecento, in un capolavoro rococò, tra stucchi, dorature e decorazioni degli interni, ancora oggi perfettamente conservati.

Salone dopo salone, si scoprono opere d’arte degne di un museo: dipinti di Gaetano Previati, Luca Giordano, van Dyck, Giovanni Boldini, fra gli altri.

Colpisce il salone degli specchi, l’ambiente più vasto e sontuoso con vista sulla cupola di San Gaudenzio. E poi la sala degli arazzi e dei coralli, con una preziosissima collezione di oggetti (50 pezzi) realizzati con corallo del Mediterraneo da manifatture trapanesi nel 1600.

Ma sono anche gli ospiti illustri di Palazzo Bellini a impressionare: Napoleone Bonaparte, prima della battaglia di Marengo, Re Carlo Alberto, dopo la sconfitta di Novara e nel momento della scelta di abdicare in favore del figlio Vittorio Emanuele. Che qui, tra le sale di Palazzo Bellini, tornerà in compagnia di Napoleone III, prima della battaglia di Magenta.

LEGGI ANCHE: Mai così vicino alla ragazza di Vermeer: l’iperrealistico tour nel museo Mauritshuis all’Aia

Leggi anche
Leggi anche

 

 

L'articolo Tesori nascosti si svelano online: le visite guidate alle sedi storiche di Banco BPM sembra essere il primo su Dove Viaggi.

Leggi alla Fonte

L’eruzione dell’Etna vista dal satellite: lo spettacolare scatto dell’Agenzia spaziale europea

La foto è stata scattata il 18 febbraio alle 9.40 dal satellite Sentinel-2: mostra, dallo spazio, la seconda eruzione dell’Etna in meno di tre giorni con le colate laviche che scendono dal cratere di sudest.

La prima eruzione, quella del 16 febbraio, aveva provocato uno spettacolare episodio eruttivo parossistico, caratterizzato da fontane di lava con altezze fra 600 e 700 metri. Le colate laviche sono scese dalla sommità del vulcano innevato; la più lunga, che si estende per circa 4 chilometri, si è diretta verso la desertica Valle del Bove.

Etna: la colata di lava del 18 febbraio

Ma la seconda grande esplosione di giovedì 18 ha diffuso lava per circa 1,3 chilometri lungo il fianco meridionale del vulcano. L’immagine catturata dalla missione Copernicus Sentinel-2 (qui potete vederla in alta risoluzione) è stata elaborata utilizzando la banda infrarossa a onde corte della missione per mostrare la colata di lava in rosso vivo, informa l’ESA.

GUARDA ANCHE: Da Ortigia a Noto (con tappa sull’Etna): alla scoperta della Sicilia

Etna: il flusso del 19 febbraio nella Valle del Bove

Insomma, a Muntagna o Idda (“Lei”) – come la chiamano affettuosamente i catanesi – non sembra fermarsi. Anche oggi, venerdì 19 febbraio, sta infatti continuando a eruttare: un nuovo trabocco lavico del cratere di sudest ha avuto inizio poco prima delle 8.55. Il flusso lavico è sceso verso la Valle del Bove. Dal cratere si è alzata una nube di cenere alta oltre un chilometro, che si è poi dispersa.

GUARDA ANCHE: Un weekend tra Catania e Taormina, con un salto sull’Etna

Leggi anche

L'articolo L’eruzione dell’Etna vista dal satellite: lo spettacolare scatto dell’Agenzia spaziale europea sembra essere il primo su Dove Viaggi.

Leggi alla Fonte

“Everesting Paganella”: un’impresa da 8.849 metri sulle piste del Trentino

“Non volevamo stabilire un record ma far conoscere le nostre montagne”, hanno detto i due trentini Yanez Borella, esploratore e runner, ed Enzo Romeri, trail runner. L’impresa, chiamata “Everesting“, ha avuto inizio da Fai della Paganella (Trentino) alle 5 del mattino del 13 febbraio e si è conclusa ad Andalo alle 19.47 – dopo 14 ore e 47 minuti di salite e risalite (dopo essere scesi, sempre con gli sci d’alpinismo) sui pendii di entrambi i versanti della Paganella.

Nessun record ma “una scusa come un’altra per metterci alla prova, per stare insieme, ma soprattutto per valorizzare e promuovere il luogo dove ci alleniamo, giriamo e viviamo”, hanno spiegato. 

Scalare l’Everest sulla Paganella

Ad affiancare i due sportivi lungo il percorso anche Luca Troncar, friulano di nascita, che da qualche anno lavora come pasticcere in una struttura di Fai della Paganella.

Compagno di allenamenti dei due atleti e amante della mountain bike, Troncar conosce molto bene le piste del comprensorio: è qui, infatti, che nel 2020 ha vinto la “Moonlight Up Hill” del Monte Bondone e ha ottenuto il secondo posto al “Memorial Felice Spellini”, sfida che si svolge in notturna sulle piste della Paganella.

L’impresa, che ha avuto inizio alle prime luci dell’alba e che si è conclusa dopo quasi 15 ore, è stata progettata e realizzata con il supporto dell’area sciistica della Paganella. (ph: Federico Modica)

LEGGI ANCHE: Speciale Travel Issue 2020-2021 – L’era dello Slow Tourism

Piste perfette, impianti chiusi

“Il percorso è iniziato con il maltempo e la nebbia ci ha accompagnato per parte del tragitto, ma poi il cielo si è schiarito regalandoci quei panorami che solo le nostre montagne sanno dare. Inoltre, le piste erano in perfette condizioni, anche se, a causa della pandemia, gli impianti sono chiusi, e per questo dobbiamo ringraziare l’area sciistica della Paganella e l’Apt Dolomiti Paganella, che ci hanno permesso di vivere questa esperienza in sicurezza e nel migliore dei modi”.

I due atleti Yanez Borella e Enzo Romeri si allenano insieme dal 2011; nel 2020 hanno percorso in 7 giorni la parte trentina del Sentiero della Pace, il tracciato che unisce tra loro i luoghi della memoria seguendo la linea del fronte della Prima guerra mondiale.

LEGGI ANCHE: In viaggio tra i vulcani: i trekking per vedere da vicino i crateri più spettacolari del mondo

Il traguardo raggiunto insieme

L’impresa è stata progettata e realizzata con il supporto dell’area sciistica Paganella e dell’Apt Dolomiti Paganella.

Per garantire la sicurezza e l’intervento tempestivo in caso di necessità, inoltre, gli atleti sono stati seguiti durante tutto il percorso da una motoslitta. 

“Lungo il percorso i tre atleti si sono incoraggiati l’uno con l’altro e, alla fine, seguendo i ritmi di ognuno, hanno raggiunto il traguardo insieme, ricordandoci l’importanza del gioco di squadra”, ha detto Luca D’Angelo, Destination Manager di Dolomiti Paganella. 

Leggi anche

L'articolo “Everesting Paganella”: un’impresa da 8.849 metri sulle piste del Trentino sembra essere il primo su Dove Viaggi.

Leggi alla Fonte

Cicloturismo: con l’e-bike, l’escursione in bici è a portata di tutti

Non è stata soltanto la pandemia a far sì che il 2020 si consacrasse come l’anno del turismo outdoor, dei cammini e del cicloturismo, sia in versione classica che in e-bike. Certo, i mesi di lockdown e l’impossibilità di affrontare viaggi a lungo raggio hanno certamente contribuito a far ritrovare agli Italiani il piacere di scoprire la natura e l’attività sportiva. Ma quello delle esperienze all’aria aperta è un trend che va avanti da diversi anni.

Già nel 2019 il rapporto sul cicloturismo Isnart-Unioncamere e Legambiente raccontava di un aumento del 51% su base quinquennale dei turisti che, durante la loro vacanza, decidevano di spendere qualche giorno andandosene in giro in bicicletta. E nel 2020, lo stesso rapporto parla di 20,5 milioni di pernottamenti di cicloturisti italiani nell’anno precedente, con una spesa media di 75 euro pro capite e la prospettiva di raggiungere quote di mercato sempre più ampie (qui trovate il nostro approfondimento sui dati del Cicloturismo in Italia). Un settore in grande espansione, insomma.

LEGGI ANCHE: Vacanze in bicicletta: una guida per organizzare un’estate su due ruote

Vacanze in e-bike: il cicloturismo alla portata di tutti

Certo, si può pensare che il cicloturismo non sia proprio per tutti. Per inforcare una bicicletta e decidere di affrontare un percorso più o meno lungo c’è bisogno di un minimo di preparazione atletica, soprattutto se l’itinerario scelto si sviluppa su due o più giorni. Non tutti si sentono sufficientemente sportivi da trasformarsi in cicloturisti, e in molti sono spaventati dalla possibilità di non farcela.

Per questo, per i turisti meno allenati, che non vogliono perdersi l’esperienza di pedalare in mezzo alla natura, una soluzione può essere l’e-bike, la bici a pedalata assistita. Pratica, semplice da usare, ma molto meno faticosa di una bici tradizionale. Anche in questo caso, parliamo di un mercato in grande crescita: dopo il lockdown primaverile, il sondaggio “State of the Nation” di Shimano (fatto su un campione di 13.000 persone divise in 11 Paesi europei) ha svelato che il 30% degli Italiani era interessato all’acquisto di una bicicletta elettrica, a fronte di una media europea del 17%. E in effetti a fine 2020 le vendite delle biciclette a pedalata assistita sono aumentate del 20%, con 40mila unità in più vendute, secondo Confindustria Ancma. Complice, sicuramente il bonus bici, l’incentivo introdotto nel 2020 per l’acquisto di mezzi di mobilità individuale, a propulsione prevalentemente elettrica.

LEGGI ANCHE: Le migliori E-bike da comprare: la nostra selezione

BikeSquare: la piattaforma italiana dell’e-bike

Lo sa bene BikeSquare, la prima piattaforma italiana dedicata al turismo con biciclette elettriche che, approfittando del momento d’oro del cicloturismo, sta allargando il suo modello di business in tutta Italia. La start up nata nel 2016 in Piemonte, con l’obiettivo di promuovere il territorio attraverso la riscoperta degli itinerari da fare su due ruote, oggi comprende 27 destinazioni, 269 percorsi, 581 punti di interesse segnalati sugli itinerari, tra monumenti, luoghi panoramici, ma anche ristoranti tipici, cantine aperte per le degustazioni, strutture ricettive.

LEGGI ANCHE:E-bike, come scegliere il modello adatto 

Come funziona BikeSquare per gli utenti

Durante una vacanza lunga, si può aver voglia di fare un’esperienza diversa. Proprio a questa esigenza risponde BikeSquare, app e un sito internet che, grazie alla geolocalizzazione, permette di trovare il noleggio di bici elettriche più vicino e di individuare un itinerario cicloturistico più adatto ai propri interessi e al proprio grado di preparazione fisica. “Ogni bici ha un portacellulare”, spiega Lucia Savino, “così, scaricando la nostra app, si può fare un tour autoguidato, gestendolo secondo i propri ritmi: lungo il percorso la guida indica le cose da vedere, da fare, i punti di interesse, le strutture ricettive”. Ma esistono anche i tour guidati da esperti del posto, che accompagnano i cicloturisti alla ricerca di curiosità e luoghi segreti che solo un locale conosce.

Sono 29 le località in cui il servizio è attivo. La diffusione del circuito è principalmente al Nord Italia, dove la start up è nata e cresciuta, ma oggi gli orizzonti si sono ampliati: “abbiamo un itinerario in Spagna e uno in Slovenia”, spiega Lucia Savino, co-fondatrice di BikeSquare, “e abbiamo appena vinto il bando FactorYmpresa Turismo per espanderci lungo la Ciclovia Tirrenica, un’area perfetta per noi, dove vogliamo offrire al turista balneare la possibilità di scoprire l’entroterra con piccole gite in e-bike di due o tre giorni”.

“Abbiamo un target di riferimento ben preciso”, spiega Lucia Savino, “che non corrisponde necessariamente a quello dei classici cicloturisti. Il nostro pubblico è il turista in generale, magari meno allenato dello sportivo appassionato, ma che ha voglia di fare un’esperienza diversa di conoscenza del territorio e della sua cultura, più che scoprire solo i singoli itinerari da fare in bici”.

LEGGI ANCHE: Ciclovie: le più belle d’Italia

Come funziona per gli imprenditori

“Abbiamo attivato una rete in cui le strutture del territorio possono aderire per farsi conoscere”, racconta Lucia Savino. Se si decide che il cicloturista è un target interessante, si può infatti essere inseriti tra i riferimenti consigliati ai viaggiatori, pagando un abbonamento annuale di 200 euro.

Dall’altro lato, se si vuole rientrare nella rete dei noleggiatori di Bike Square, si può proporre il proprio punto di noleggio preesistente, attrezzandolo con un’offerta di e-bike. Oppure si può aprire un punto vendita nuovo, magari approfittando degli incentivi per le nuove imprese. “Ad esempio, grazie all’iniziativa “Resto al Sud”, in molte regioni del Sud e nelle isole il costo di una nuova impresa di questo tipo può essere interamente finanziabile”, conclude Lucia Savino.

Leggi anche

L'articolo Cicloturismo: con l’e-bike, l’escursione in bici è a portata di tutti sembra essere il primo su Dove Viaggi.

Leggi alla Fonte

Entrare in una favola: in Danimarca il museo immersivo ispirato a Andersen

Chi non ricorda La Sirenetta, La Piccola fiammiferaia, Pollicino, Il soldatino di stagno? Hans Christian Andersen, scrittore danese del XIX secolo, è celebre in tutto il mondo. Le sue opere sono entrate nell’immaginario collettivo, hanno dato vita a capolavori dell’animazione e vengono lette da tutti, non solo dai più piccoli. A lui è dedicato anche il più importante premio internazionale di letteratura per l’infanzia, una sorta di “Nobel” di questa letteratura. 

Museo immersivo ispirato a Andersen

Proprio da una delle sue opere, L’acciarino magico, la bellissima favola della buonanotte pubblicata per la prima volta nel 1835, trae ispirazione il progetto del nuovo museo Museo Hans Christian Andersen, concepito dall’architetto giapponese Kengo Kuma e il suo team (lo stesso che ha disegnato lo stupendo stadio olimpico di Tokyo). Aprirà nell’estate del 2021 nella cittadina danese di Odense. “L’idea alla base del progetto architettonico assomiglia al metodo di Andersen, dove un piccolo mondo si espande improvvisamente in un universo più grande”, hanno spiegato gli architetti.

Il museo offrirà un’esperienza completa in cui architettura, suono, luce e un flusso di immagini “si fonderanno” per creare nuove occasioni di interazione tra i visitatori e le fiabe. (ph: Kengo Kuma and Associates, Cornelius Vöge, MASU planning)

Sarà come entrare in una delle favole di Andersen

Lo spazio immersivo e artistico mira a evocare la sensazione di entrare nelle favole di Andersen usando l’architettura, il suono, la luce e un flusso di immagini. I giardini e gli edifici coprono un’area di circa 9000 metri quadrati. L’edificio principale ospita un caffè e strutture per i visitatori, e c’è anche una casa per bambini e un museo sotterraneo, che si intreccia con un “magico giardino” tutto intorno. 

LEGGI ANCHE: Viaggi da favola: 15 luoghi (reali) che sembrano usciti dalle fiabe

“Dobbiamo calarci nelle fiabe che tutti conoscono: l’idea non è quella di raccontarle nuovamente, ma di rappresentare la loro familiarità, la loro presenza nella vita quotidiana, e ispirare così altre letture di Andersen”, ha detto Torben Grøngaard Jeppesen, direttore dei musei di Odense. La nuova struttura verrà realizzata grazie al contributo della Fondazione A.P. Møller. Intorno all’area del Museo si svilupperanno il Centro culturale Tinderbox per bambini e il parco Lotzes Have.

Il museo vuole proporre un’esperienza di visita unica e innovativa, per grandi e piccini. (ph: Kengo Kuma and Associates, Cornelius Vöge, MASU planning)

LEGGI ANCHE: La strada tedesca delle Fiabe: sulle tracce dei fratelli Grimm

Il tour di Andersen in città

Hans Christian Andersen è nato nel 1805 in una casetta gialla affacciata su una stradina nel cuore di Odense. La casa è ancora lì, e oggi ospita uno dei musei letterari più antichi al mondo. È un ottimo punto di partenza per un tour ispirato al celebre scrittore attraverso le zone più affascinanti e antiche della città. Una sua statua si trova nel Giardino delle Fiabe mentre un murale di 12 metri è stato disegnato a Bangs Boder. Odense dista meno di un’ora e mezza da Copenaghen e Aarhus.

Qui le info: hcandersenshus.dk

Vuoi avere DOVE sempre con te, a portata di mano?

Scarica l’app DOVE Digital Edition nell’App Store (per dispositivi Apple) o in Google Play (per dispositivi Android) per sfogliare i numeri di DOVE, le guide, gli speciali e DOVE-Corriere della Sera Travel Issue. Tutta la ricchezza delle edizioni cartacee sempre con te, a portata di mano, sui tuoi device

Leggi anche

L'articolo Entrare in una favola: in Danimarca il museo immersivo ispirato a Andersen sembra essere il primo su Dove Viaggi.

Leggi alla Fonte

Il turista medita di fronte al Volcán de Fuego e d’improvviso il gigante si sveglia: il video virale

Meditare in un ambiente naturale può essere un’esperienza piacevole in questi tempi incerti di emergenza sanitaria. Tuttavia, se nei dintorni c’è uno dei vulcani più pericolosi del mondo, quest’esperienza può diventare tutt’altro che rilassante. Come è capitato a José Martins, che ha assistito all’eruzione del Volcán de Fuego, uno dei più attivi del Centro America, situato in Guatemala.

GUARDA ANCHE: Paesaggi incredibili: i vulcani di fango dell’Azerbaigian visti dall’alto

Il risveglio del Volcán de Fuego

L’uomo si era accampato su una montagna vicina e, mentre stava meditando in solitaria la mattina del 24 gennaio, ha assistito e registrato il momento in cui una densa colonna di fumo ha iniziato a salire dal cratere, facendogli prendere un bello spavento, come documenta questo video diventato subito virale. 

Volcán de Fuego: un gigante costantemente attivo

Il vulcano si trova a 40 chilometri sud-ovest dalla capitale Guatemala City. Raggiunge un’altitudine di 3.763 metri ed è costantemente attivo. In queste settimane è stato registrato un aumento della sua attività e le autorità guatemalteche hanno dichiarato un’allerta “gialla” ed invitato la popolazione e i turisti a non avvicinarsi all’area interessata. L‘ultima eruzione devastante, quella del 2018, ha fatto più di cento morti e quasi duecento dispersi.

LEGGI ANCHE Vulcani: i viaggi più caldi del mondo

Vuoi avere DOVE sempre con te, a portata di mano?

Scarica l’app DOVE Digital Edition nell’App Store (per dispositivi Apple) o in Google Play (per dispositivi Android) per sfogliare i numeri di DOVE, le guide, gli speciali e DOVE-Corriere della Sera Travel Issue. Tutta la ricchezza delle edizioni cartacee sempre con te, a portata di mano, sui tuoi device

Leggi anche

L'articolo Il turista medita di fronte al Volcán de Fuego e d’improvviso il gigante si sveglia: il video virale sembra essere il primo su Dove Viaggi.

Leggi alla Fonte

I Miti dello sport 2 in omaggio in edicola con La Gazzetta dello Sport e Sportweek

I Miti dello sport in omaggio con La Gazzetta dello Sport e Sportweek. Da Sabato 13 febbraio arriva in edicola una nuova collana dedicata ai giganti nelle varie discipline. Il primo numero è dedicato ad Alberto Tomba. Poi ci saranno anche Eddy Merckx, Zlatan Ibrahimovic, Lewis Hamilton, Andrea Pirlo, Adriano Panatta, Pietro Mennea, George Best e tanti altri.

I Miti dello sport 2, in omaggio con La Gazzetta dello Sport e Sportweek

Dopo il successo de I Miti dello Sport, La Gazzetta dello Sport e Sportweek portano in edicola I Miti dello Sport 2, una collana dedicata ai campioni che hanno scritto le pagine memorabili dello sport.

Si tratta di volumi biografici di agile lettura che raccontano la storia dei campioni in tutti i momenti salienti fuori e dentro al campo, ricchi di aneddoti, curiosità e arricchiti da numeri, citazioni e da una sezione di archivio dedicata agli articoli e alle pagine de La Gazzetta dello Sport che ne hanno celebrato le vittorie più importanti, facendoli entrare nella leggenda.

I libri, in bianco e nero e di piccolo formato, sono stati progettati con una struttura uniforme che consente una lettura smart, dall’inizio alla fine oppure a salti, scegliendo il capitolo sulla vita privata, i momenti indimenticabili della carriera  o le pagine celebrative della Gazzetta.

I Miti dello sport 2: si parte con Alberto Tomba

La prima uscita ripercorre l’intera carriera di Alberto Tomba, dalla gara-esibizione sulla Montagnetta di San Siro del 1984 che lo ha “svelato” all’Italia intera fino al 50° e ultimo successo in Coppa del Mondo del 1988, passando per le storiche vittorie olimpiche e mondiali del campione bolognese. Firmano la collana i giornalisti della Gazzetta dello sport, massimi esperti delle varie discipline sportive.

Il primo volume in edicola sabato 13 febbraio

Il primo volume sarà regalato con La Gazzetta dello Sport e Sportweek solo sabato 13 febbraio, le uscite successive saranno in edicola con cadenza settimanale ognuna a 4,99 euro.

Leggi anche: Cortina, Mondiali di sci: lo spettacolo comincia 

 

Vuoi avere DOVE sempre con te, a portata di mano?

Scarica l’app DOVE Digital Edition nell’App Store (per dispositivi Apple) o in Google Play (per dispositivi Android) per sfogliare i numeri di DOVE, le guide, gli speciali e DOVE-Corriere della Sera Travel Issue. Tutta la ricchezza delle edizioni cartacee sempre con te, a portata di mano, sui tuoi device

L'articolo I Miti dello sport 2 in omaggio in edicola con La Gazzetta dello Sport e Sportweek sembra essere il primo su Dove Viaggi.

Leggi alla Fonte

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi