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Abitare è in edicola con il numero 600: bellezza, storia e design da sfogliare

Il 27 novembre Abitare è in edicola con il n.600 e alla soglia dei 60 anni della storica rivista RCS, oggi diretta da Silvia Botti, celebra la concretezza e guarda al futuro. «Abitare ha raccontato, attraverso i decenni, le evoluzioni del mondo della progettazione e della produzione di settore. Lo facciamo anche oggi, in questo difficilissimo momento che però ha riportato la casa al centro delle nostre vite e dei nostri interessi» racconta la direttrice Silvia Botti. «E in un periodo in cui non c’è nulla da festeggiare, celebriamo la concretezza, la capacità di cogliere e descrivere i cambiamenti in atto e di immaginare nuovi e migliori mondi possibili: la nostra anima, il nostro impegno».

Abitare è in edicola con il numero 600: i contenuti

Tra i tanti contenuti del numero: la scuola materna rosso lacca di Chaoyang, firmata da MAD Architects, capace di coniugare antico e nuovo. Lo spettacolare rifugio sulle Ande cilene disegnato dagli architetti degli studi GAAA e ACAA con un camino conico di pietra che lo attraversa in tutta la sua altezza. E ancora: gli interni della storica casa di Walter Netsch nella vecchia Chicago ridisegnati da SOM.
La torre scultorea con vista sulla baia di San Francisco, progettata da Studio Gang.  Il parcheggio multipiano nel cuore di Utrecht che può ospitare 12.500 biciclette.  Le pagine dedicate al nuovo design made in Italy.

Abitare è in edicola: un numero speciale da conservare

Alla vigilia dei 60 anni di Abitare, che ricorrono nel 2021, il numero 600 diventa anche occasione per ragionare su quasi cento anni di storia delle riviste del settore, che Abitare ripercorre attraverso una veloce panoramica firmata dallo storico e critico Alberto Bassi (che lui definisce “parziale, tendenziosa e personalissima”). Un viaggio tra le pubblicazioni di architettura e design che hanno accompagnato la storia della cultura del progetto del Novecento, e quella della società.

 Scopri Abitare anche online

A partire dalla rivista fondata nel 1961 da Piera Peroni, che si è imposta a livello internazionale tra le voci più autorevoli dell’architettura e del design, oggi Abitare è un moderno Sistema multicanale.
Si completa online con il sito www.abitare.it, che dal rinnovamento avvenuto nel 2018 ha registrato una crescita del +124% delle pagine viste e del +40% degli utenti unici, e con i canali social Facebook, Instagram e Twitter, seguiti rispettivamente da 230mila, 80mila e 54mila follower. Un costante punto di riferimento per gli specialisti, gli studenti e tutti gli appassionati del settore, per la sua capacità di raccontare il cambiamento e tracciare il futuro, offrendo strumenti e idee sempre al passo coi tempi.

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Guida Michelin 2021: Oldani sale a due stelle, ci sono 26 new entry e le nuove “stelle verdi”

È stata presentata oggi, 25 novembre, la 66ma edizione della Guida Michelin Italia 2021. Nonostante le difficoltà del mondo della ristorazione, l’attesissima “Rossa” ha snocciolato regolarmente la lista delle nuove stelle, con un evento digitale, trasmesso in diretta streaming. 

Tutti i numeri della Guida Michelin 2021

Qualche buona notizia arriva, perché il coronavirus non ha del tutto arrestato il fermento e l’intraprendenza degli chef. In Italia la gastronomia sta facendo di tutto per mantenere vive le attività, con standard di qualità sempre elevati. In Italia attualmente ci sono 371 stelle Michelin (contro le 374 dello scorso anno) e fra queste ci sono 26 new entry con una stella Michelin, ossia ristoranti che “meritano la sosta” secondo la prestigiosa guida. Novità anche sul fronte delle due stelle Michelin, per i ristoranti che “meritano la deviazione”, perché ci sono tre nuovi ingressi: il D’O dello chef Davide Oldani a Cornaredo (Milano), l’Harry’s Piccolo a Trieste dello chef Matteo Metullio e il Santa Elisabetta a Firenze, che vede impegnato alla regia lo chef di origini campane Rocco De Santis. Confermati tutti gli 11 tre stelle Michelin, i ristoranti con il massimo riconoscimento, che secondo la guida “valgono il viaggio”. 

La Lombardia, con 59 ristoranti, rimane la regione più stellata, seguita dal Piemonte, con 46 ristoranti, e dalla Campania, con 44 ristoranti. In quarta posizione, troviamo la Toscana, con 43 ristoranti, che quest’anno si aggiudica il titolo di regione più ricca di novità, con ben 6 nuovi ristoranti stellati. Ben posizionato anche il Veneto, con 37 ristoranti stellati, di cui due novità. 

Napoli resta la provincia più stellata, con 28 ristoranti, seguita ancora una volta da Roma con 23 ristoranti, da Bolzano con 20 ristoranti, da Cuneo con 19 ristoranti e da Milano, che slitta dalla terza alla quinta posizione con 17 ristoranti stellati.  

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La stella verde, novità della Guida Michelin Italia 2021

Tra le novità di questa edizione, l’introduzione della stella verde, un simbolo simile a un trifoglio che indica un riconoscimento ai ristoranti che si sono distinti per l’attenzione all’ambiente, con pratiche sostenibili e iniziative green. Un premio assegnato agli chef di 13 ristoranti presenti sulla guida. Tra questi, il tre stelle Michelin Massimo Bottura dell’Osteria Francescana, che da anni è impegnato assieme alla moglie Lara Gilmore in progetti sostenibili con l’associazione Food For Soul, nata ai tempi di Expo 2015 e fondata sull’equa distribuzione del cibo e sulla lotta allo spreco alimentare. La stella verde è stata attribuita anche a Mariangela Susigan, che nel suo ristorante Gardenia a Caluso, in Piemonte, ha fatto delle erbe spontanee, del rispetto e del contatto con la natura una filosofia gastronomica. 

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Non solo i ristoranti stellati. Il trifoglio verde è stato assegnato anche a roccaforti della tradizione come il Caffè La Crepa di Isola Dovarese (Cremona), indicato come Bib Gourmand sulla guida (ossia un ristorante dove si ha una buona esperienza gastronomica con menu sotto i 35 euro), o a ristoranti che propongono un buon pasto con prodotti di qualità (segnalati sulla guida con il simbolo del piatto) come Casa Format di Igor Macchia a Orbassano.

Tutti i premi speciali della Guida Michelin Italia 2021

Come ogni anno, sono stati attribuiti anche i riconoscimenti speciali. È Antonio Ziantoni, del Ristorante Zia di Roma, a conquistare il Premio Giovane Chef 2021 (oltre all’ambita stella Michelin), mentre il Premio Servizio di Sala incorona Christian Rainer del Peter Brunel Ristorante Gourmet di Arco (Trento), un altro indirizzo (di recente apertura) che si va a piazzare anche tra le new entry stellate. Il Miglior sommelier 2021, invece, si trova a Ne (Genova) ed è Matteo Circella del ristorante La Brinca. Infine, va a Niko Romito, chef tristellato del Reale di Castel di Sangro, in Abruzzo, il premio come Chef Mentore 2021, per l’impegno decennale nella formazione dei giovani chef, con l’accademia che porta il suo nome. A proposito di talenti in erba, la Guida Michelin 2021 premia ben quattordici chef under 34 e quattro chef under 30: il miglior augurio per guardare al futuro.

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L’Alligatore, su Rai 2 la nuova serie tv tratta dai libri di Massimo Carlotto: trama, cast e location

L’Alligatore è una nuova serie tv crime, tratta dai romanzi best seller di Massimo Carlotto, che va in onda il 25 novembre in prima visione su RAI 2 (ma è già disponibile per il binge watching in anteprima su RaiPlay). Quattro puntate, per quattro prime serate, che esplorano un genere inedito per le fiction italiane, l’hard-boiled, trasportandoci in una Laguna Veneta fosca e ruvida.

L’Alligatore: trama della nuova serie tv

L’Alligatore è Marco Buratti, un ex detenuto e ora detective fuori dagli schemi, che ama il blues, le donne e il Calvados. Il soprannome viene dal suo vecchio gruppo, gli Old Red Alligators, di cui era cantante. Dopo essere finito in carcere da innocente, la sua vita è stravolta. Non canta più, ha perso l’amore, ma ha imparato a muoversi nella melma e nelle fosche paludi cittadine dove regna la criminalità, spinto da una “ossessione” per la giustizia. Indaga, suo malgrado, come detective molto apprezzato nel giro degli avvocati. Accetta casi difficili, talvolta impossibili. Muovendosi con disinvoltura ai limiti della legalità.

Nella sua squadra di investigatori improbabili, c’è l’ambientalista Max, detto La Memoria, il contrabbandiere milanese Beniamino Rossi con la compagna Sylvie, e Marielita, una mistica che parla con le piante. Personaggi improbabili che, però, come l’Alligatore, cercano di fare sempre la cosa giusta. Come farne a meno?

E poi ci sono le donne. Come Virna, ma soprattutto l’amore impossibile, Greta, che non lo perdona e lo accusa di aver tradito per sempre la sua fiducia, la musica. Ecco perché ora vive altrove e ama un altro. C’è poco da fare.

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Location: dove è ambientato L’Alligatore

Nella sua nuova vita anfibia l’Alligatore si muove in mondi all’apparenza opposti. Scivola tra il vero e il falso, il giusto e lo sbagliato, l’acqua della Laguna Veneta, e il mondo emerso. Seguendo il ritmo del blues. Il Veneto in questa serie tv è la “nostra” Louisiana triste, la terra delle voci roche e crude, della musica dolente. La bellissima colonna sonora, selezionata da Teho Teardo, nell’Alligatore è ritmo e sostanza. Rispecchia l’anima di Marco, scesa a patti con il dolore, e la vita dura della laguna.

“La bellezza dei canali che da Comacchio si espandono fin sopra Venezia non poteva non entrare con la sua “musica visiva” nel nostro racconto” ha dichiarato il regista Daniele Vicari. “Così dai marroni e dai verdi della laguna sono emersi i colori della fotografia di Gherardo Gossi che hanno determinato quelli della scenografia e dei costumi. Abbiamo cercato di “sentire” e “vedere” Alligatore muoversi per quei canali, nel suo ambiente naturale. Con le sorelle Vecchi, conoscitrici del mondo rock & blues che lungo il Po si è sviluppato dando vita ad una miriade di locali, di stili musicali, di “costumi” di bottiglie di Whisky e Rum scolate senza remore, abbiamo pensato costumi”.

La serie tv è stata girata tra la provincia di Padova e Venezia. Sul piccolo schermo, si riconoscono così i luoghi iconici di Padova, come l’Orto Botanico e il Castello Carrarese, la piazza delle Erbe, della Frutta e dei Signori e il Caffè Pedrocchi, il Prato della Valle e l’ex cinema Quirinetta. Non mancano casali, vigneti e ville dei Colli Euganei, l’aviosuperficie di Bagnoli di Sopra e Montegrotto Terme. E, chiaramente, la Laguna di Cavallino, il Delta del Po, e località come Porto Viro e Albarella.

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L’Alligatore, il cast

A vestire i panni di Marco Buratti detto “Alligatore”, è Matteo Martari, già visto nelle fiction Tai nei panni di Luigi Tenco in Fabrizio De Andrè – Principe Libero e del magistrato Buffardi ne I  bastardi di Pizzofalcone. Martari è veneto, cresciuto immerso in quei paesaggi in cui è ambientata la serie tv ed ha pescato nella laguna tutta l’energia e il “marcio” necessari per dare al suo personaggio il vitalismo e la malinconia con cui Carlotto ha tratteggiato Marco Buratti.

Protagonisti con lui, Thomas Trabacchi, che interpreta Beniamino Rossini, Valeria Solarino che è la bellissima cantante Greta, amore della vita di Buratti, mentre Gianluca Gobbi è Max “La Memoria”. E, ancora, Fausto Maria Sciarappa nel ruolo di Castelli, Eleonora Giovanardi in quello di Virna, Shalana Santana nelle vesti di Marielita e Andrea Gherpelli in quelle di Pellegrini.

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L’Alligatore è una coproduzione Rai Fiction – Fandango, prodotta da Domenico Procacci per Fandango, con la supervisione artistica di Daniele Vicari, regia di Daniele Vicari e Emanuele Scaringi. Le sceneggiature sono di Andrea Cedrola, Laura Paolucci con la collaborazione di Massimo Carlotto che insieme hanno firmato anche il soggetto di serie e i soggetti di puntata. I romanzi dell’Alligatore di Massimo Carlotto sono editi in Italia da Edizioni e/o.

Per vedere la serie tv L’Alligatore su RaiPlay: raiplay.it/programmi/lalligatore

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Elegia americana, Netflix: trama e trailer dell’ultimo film di Ron Howard e Glenn Close

Il 24 novembre debutta su Netflix Elegia Americana (Hillbilly Elegy, nella versione originale), l’ultimo film diretto da Ron Howard, con protagoniste Glenn Close e Amy Adams, tratto dall’autobiografia di J.D. Vance. La pellicola racconta un dramma famigliare, la dura infanzia dello scrittore. Ma ci mostra anche un Paese diviso e ferito, portandoci nelle campagne industrializzate dell’Ohio, dove il sogno americano si è infranto.

Di cosa parla Elegia Americana: trama

J.D. Vance è un ex marine che studia legge a Yale. Sta per ottenere il lavoro dei suoi sogni, l’occasione giusta per dare definitivamente una svolta positiva alla sua vita. Ma, all’improvviso, una crisi familiare lo costringe a tornare a casa. È così che si ritrova nel suo paese d’origine in Ohio, ai piedi degli Appalachi, la regione montuosa che si estende dal Canada all’Alabama, a fare i conti con il proprio passato. E, soprattutto, con la madre Bev, un’infermiera tossicodipendente, che ha sempre lasciato J.D. a cavarsela da solo. La vediamo da giovane cambiare spesso compagno, costringere i figli a seguirla da una casa all’altra, sempre alle prese con lo sconforto, gli attacchi d’ira, le crisi depressive. L’infanzia di J.D. passa tra patrigni nullafacenti, vicini di casa alcolizzati, che sopravvivono grazie ai sussidi statali, periferie desolate.

Fortuna che in tutto questo c’è nonna Mamaw, che ha l’aspetto di un’arpia, poco rassicurante, dai modi piuttosto bruschi e sbrigativi. Eppure si rivela una donna tosta, che ha la consapevolezza di essere l’unica a poter salvare il nipote, portandolo sulla retta via. Una figura salvifica per il piccolo J.D., che capisce, grazie alla nonna, di dover accettare la sua famiglia disfunzionale per poter intraprendere la sua strada, realizzare i suoi sogni. Una consapevolezza che acquisisce negli anni, non senza dolore, sempre diviso tra senso del dovere e opportunità, desiderio di redenzione e attrazione per l’abisso.

Elegia Americana, Netflix, film di Ron Howard con Glenn Close
Elegia Americana, Netflix, film di Ron Howard con Glenn Close

Elegia Americana è un racconto toccante nell’infanzia autobiografica dello scrittore, nei drammi che una famiglia può ritrovarsi a vivere, nel sogno infranto di un riscatto solo sfiorato. Ma è anche un viaggio in un’America divisa e ferita. Il film di Rod Howard, come ha avuto il merito di fare il libro, alza il velo su un Paese frustrato, tra una classe operaia rurale e operaia che un tempo era il motore del sogno americano e che ora, invece, vive di sussidi, disuguaglianze e rabbia. Un mondo di outsider guardato son sufficienza e sospetto dall’America delle metropoli, come spiega bene il titolo originale del film, Hillbilly Elegy: hillbilly è infatti il termine dispregiativo che gli americani usano per definire gli abitanti delle aree rurali e montuose degli Stati Uniti d’America, giudicate arretrate e violente.

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Trailer di Hillibilly Elegy, l’ultimo film di Ron Howard e Glenn Close su Netflix

Curiosi di sapere di più sul nuovo film? Qui trovate il trailer ufficiale di Elegia Americana.

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Elegia Americana, Netflix: nel cast, Glenn Close e Amy Adams

La pellicola schiera un cast sorretto dall’interpretazione magistrale di due attrici: Glenn Close (praticamente irriconoscibile grazie al trucco) e Amy Adams. Cos’hanno in comune? Tante nomination agli Oscar, mai agguantato alla fine. Sarà questa l’occasione buona? In attesa di scoprirlo, godiamoci la performance della Adams nei panni di Bev Vance, la madre tossicodipendente di D.J.. La Adams tornerà poi protagonista di Kings of America, miniserie tv prossimamente su Netflix. Glenn Close interpreta Mamaw, mentre Gabriel Basso (già in Super 8, film del 2011 scritto e diretto da J. J. Abrams.) J.D. Vance. Completano il cast di Elegia Americana, Haley Bennett nei panni di Lindsay, la sorella di J.D., Freida Pinto (Usha), Bo Hopkins (Papaw).

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Fa’ la cosa giusta 2020: 100 eventi gratuiti online e un focus sui cammini d’Italia

Dal 20 al 29 novembre, si viaggia a piedi lungo tutta la Penisola: cammini e turismo slow sono il cuore di Fa’ la cosa giusta! 2020. L’ormai storica fiera milanese del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, organizzata da Terre di Mezzo Editore, che torna con una speciale edizione online. Di 10 giorni e 100 appuntamenti gratuiti, tra incontri in live streaming sul sito (falacosagiusta.org) e sui social (Facebook e YouTube) e webinar (su prenotazione) sulla piattaforma Zoom.

Fa’ la cosa giusta: ambiente e cammini, i temi dell’edizione online

Quattro i focus di questa edizione speciale: Ecosistemi e innovazione, per parlare di tutela della biodiversità, di cambiamenti climatici e innovazione scientifica, Ripartire dai territori, incontri dedicati all’Italia minore, piccoli centri e luoghi marginali dove nascono idee e progetti e arrivano segnali di rilancio e sviluppo.

Covid-19: come rileggere la società, sezione per riflettere sul presente e iniziare a immaginare la società post-pandemia. E poi c’è La settimana dei cammini – Walk and live, Slower deeper: un programma ricchissimo di incontri dedicati al turismo lento e alla scoperta di nuovi itinerari storici, culturali, spirituali. Ecco alcuni degli eventi da non perdere per appassionarsi e  programmare i prossimi viaggi a piedi, o in bici.

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Il Cammino Balteo, il Forte di Bard. Credits Roberta Ferraris

Fa’ la cosa giusta 2020: la settimana dei cammini

Si parte con i “grandi” cammini: la Via Francigena e il Cammino di Santiago, al centro di un incontro sabato 21 alle 14.30. Intitolato Torneremo a camminare verso Santiago? sarà dedicato all’Anno Santo che ricorre nel 2021 e indagherà le possibilità di percorrere in sicurezza l’itinerario europeo più frequentato già il prossimo anno.

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Lazio: la Via Amerina e il Cammino Naturale dei Parchi

La settimana dei cammini è anche l’occasione per scoprire itinerari meno battuti come la Via Amerina, antichissimo percorso che risale al III secolo d.C., rotta fondamentale per la diffusione del cristianesimo che da Veio, a pochi chilometri dalla capitale, giungeva ad Ameria (oggi Amelia) in Umbria. Oggi è possibile percorrere il tratto da Assisi a Roma, 200 km e 11 tappe, come si racconterà nell’incontro La Via Amerina, tra fascino bizantino e turismo rurale, sabato 21, alle 13. In Lazio si snoda anche Il Cammino Naturale dei Parchi che collega Roma a l’Aquila, attraverso la campagna romana, le colline, i boschi, le valli dell’Italia Centrale. Un viaggio a piedi di 430 km suddivisi in 25 tappe, che tocca 4 parchi regionali, 2 riserve naturali e il Parco Nazionale del Gran Sasso. Venerdì 27 alle 13.

I cammini della Lombardia

Il tour dell’Italia a passo lento prosegue con Uno, dieci, cento cammini in Lombardia: sicuri di conoscerli tutti? domenica 22, alle 14.30. Tra gli itinerari presentati: La Via Francisca del Lucomagno, antico percorso di 510 chilometri che da Costanza attraversa tutta la Lombardia fino a Pavia, incontrando siti del Patrimonio Unesco e del FAI, parchi naturali e vie d’acqua. Il Sentiero del Viandante, un percorso di circa 50 km che ripercorre antiche vie di comunicazione che da Milano portavano al di là delle Alpi e si snoda lungo la sponda orientale del Lago di Como. E ancora, si parlerà del trekking CamminaForeste che collega 20 boschi lombardi e il Parco dello Stelvio.

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La Sardegna a piedi

Sempre domenica 22 (ore 13), appuntamento con la Sardegna: l’incontro Sardegna, un’isola da vivere in cammino è l’occasione per scoprire i diversi itinerari che il territorio offre. Dal Cammino minerario di Santa Barbara, 30 tappe per 500 km tra le miniere più famose d’Italia, al Cammino di Santu Jacu, che attraversa tutta l’isola (da Cagliari a Porto Torres) collegando i luoghi di culto di San Giacomo.

Via Francisca del Lucomagno, Navigli Lombardi. Credits Marco Giovannelli

Valle d’Aosta: il Cammino Balteo

23 tappe nella natura, un percorso ad anello che si estende all’intera Valle d’Aosta, tra mulattiere e antichi canali, castagneti e rovine della storia, vigneti e piccoli borghi di pietra. Il 24, alle 13, si parte alla scoperta del Cammino Balteo: i luoghi più belli, la cucina locale, fino all’attrezzatura più adatta per percorrerlo, raccontati dagli autori dell’omonima guida di Terre di mezzo Editore.

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Vie di pellegrinaggio e monasteri dell’Emilia Romagna

Con diciotto percorsi, l’Emilia Romagna offre numerose avventure ai camminatori: per scoprirle tutte c’è un webinar, su prenotazione, il 25 alle 11, sulla piattaforma Zoom, intitolato i Cammini dell’Emilia-Romagna. Altra occasione per un viaggio nella regione, tra arte, natura e spiritualità, Monasteri aperti in Emilia-Romagna, webinar su prenotazione il 27, alle 11, incentrato sui monasteri, le pievi, i conventi e i luoghi di devozione popolare lungo le vie storiche di pellegrinaggio.

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I cammini religiosi della Sicilia

Mercoledì 25, alle 11, un’opportunità per conoscere la rete siciliana dei cammini sacri: Vie Sacre Sicilia, un progetto nato per riunire tutti gli itinerari dell’isola che coniugano l’esperienza religiosa con quella escursionista, come accade sul Cammino di Santiago. Oltre 20 cammini, alcuni già pronti e dotati di strutture per accogliere i viandanti, come la Via dei Frati (da Caltanissetta a Cefalù per scoprire l’entroterra siciliano) o il percorso Sulle Orme di san Bernardo (da Corleone a Sciacca), altri ancora da realizzare.  Fanno parte del progetto anche i 4 itinerari noti come Vie Francigene di Sicilia: se ne parlerà  giovedì 26, alle 14.30, nell’incontro  nell’incontro Camminando verso Sud. Luoghi, storie e racconti, dedicato alla Rete dei Cammini del Sud.

Sardegna a Piedi: l’Iglesias. Credits Roberta Ferraris

Umbria: la Valnerina e la Via Romea Germanica

La Valnerina con i suoi percorsi in bici, lungo il vecchio tracciato della Ferrovia Spoleto-Norcia e la ciclovia del fiume Nera, e con il Cammino di San Benedetto, da Norcia a Cassino, è protagonista il 26 alle 13. Si resta in Umbria per Verso Roma. In Umbria lungo la Via Romea Germanica, il 28, alle 13: un racconto del tratto umbro – da Castiglione del Lago a Orvieto – della Via Romea Germanica. Itinerario che nel Medioevo collegava il Mare del Nord con Roma e la Terra Santa, dove nei secoli passarono re, papi, crociati, santi, pellegrini ed eserciti.

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Tra Umbria e Marche: il Cammino Francescano della Marca

Da Assisi  ad Ascoli Piceno, sui passi di San Francesco. Passando per Spello, Foligno, borghi medievali e scenari  naturali come le cascate del  fiume Mentore e il Parco dei Monti Sibillini. Il Cammino Francescano della Marca si percorre virtualmente venerdì 27, alle 14.30, con Luciano Monceri e Maurizio Serafini, autori della guida di Terre di Mezzo Editore, e Cristina Menghini, guida escursionistica ambientale.

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Riapre il Teatro Donizetti di Bergamo con il festival online. E una nuova partnership

Una nuova sinergia per la rinascita di Bergamo. Proprio a partire dalla cultura. Un messaggio positivo per tutta l’Italia, visto che la città lombarda è stata purtroppo simbolo del disastro causato dalla prima ondata della pandemia Covid-19. Il Teatro Donizetti di Bergamo riapre dopo tre anni di lavori di restauro e lancia una nuova stagione di spettacoli (sebbene al momento solo online e senza pubblico, causa lockdown), inaugurata dal festival Donizetti Opera: ben tre nuove produzioni di titoli del compositore bergamasco che da venerdì 20 novembre verranno trasmesse sulla neonata Donizetti webTV. Le produzioni sono state realizzate in queste ultime settimane, nel massimo rispetto delle normative vigenti, all’altezza di questo festival considerato un’eccellenza culturale cittadina, che in pochi anni si è affermata a livello internazionale conquistando il favore del pubblico e i più prestigiosi riconoscimenti della critica, fra cui il premio Best Festival 2019 della critica tedesca.

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Una ripartenza all’insegna della cultura e della tecnologia, anche grazie al supporto di Allianz che diventa main partner e membro benemerito della Fondazione Teatro Donizetti. Una partnership che durerà cinque stagioni, fino al 2025 e che conferma l’impegno di Allianz a a sostegno della musica classica e dell’opera: il gruppo finanziario-assicurativo è già al fianco di altre prestigiose istituzioni come il Teatro alla Scala di Milano, il Verdi di Trieste e di manifestazioni come il Maggio Musicale Fiorentino. Una strategia di responsabilità sociale che viene portata avanti anche grazie alle attività della Fondazione Allianz Umana Mente.

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Sony, PlayStation 5 torna in vendita: recensione, prezzo e giochi

Un nome, quello PlayStation da sempre sinonimo della parola videogame. Forse perché quella di Sony è la console più di successo di sempre con oltre 500 milioni di unità vendute in tutto il mondo. Portale magico che da 25 anni (la prima PS è arrivata in Italia nel settembre 1995) proietta i gamer, dal salotto di casa loro, al centro delle avventure più incredibili. Sul sedile di una Formula 1 a Montecarlo, durante lo sbarco in Normandia, su un pianeta misterioso o al tempo degli antichi Egizi. Non c’è limite a dove si possa andare o cosa si possa fare immergendosi in un videogame.

Una storia lunga, quella delle console di Sony, che oggi vede una nuova importante tappa con l’arrivo di PlayStation 5.  Andata esaurita sin dalle prevendite (stessa sorte è accaduta anche alla concorrente Xbox uscita lo scorso 10 novembre) rappresenta probabilmente il salto, in termini di prestazioni, più importante di sempre per il mondo PlayStation.

PlayStation 5, recensione: design e specifiche tecniche

Partiamo dal design. PlayStation 5 è grande, grandissima se paragonata a PS4 (posizionata in verticale è alta 39 cm). Ha forme da astronave, e a guardarla bene ricorda un po’ alcuni capolavori dell’architettura moderna come l’Oculus di Calatrava a New York o l’Opera House di Sydney. Linee arrivate dal futuro che dividono, alle quali non è possibile rimanere indifferenti, o le ami o le odi. Posizionata accanto alla Tv, con il suo involucro bianco e il nero lucido della parte centrale, si fa notare e sembra gridare: “Ehi, in questa casa c’è un gamer”.

Avveniristiche anche le specifiche tecniche, nettamente migliorative rispetto a quelle dell’edizione precedente. Scheda grafica e processore più potenti (capace ora di 10,28 teraflops contro gli 1,84 di Ps4 e i 4,2 di Ps4 Pro), 16 Gb di memoria Ram ultraveloce e Hard Disk allo stato solido da 825 Gb consentono alla nuova Ps5 di elaborare immagini alla risoluzione di 8k e frame-rate fino a 120 fps (fotogrammi per secondo). Ne risultano effetti di luce, fluidità dell’immagine, e un maggior dettaglio, che faranno del giocare con questa generazione di console (le performance sono in linea con quelle di Xbox Serie X) un’esperienza ancora più coinvolgente.

Come la nuova Xbox, anche Ps5 punta molto sulla silenziosità, tallone d’Achille di PS4 che in alcuni momenti di gioco, o dopo diverse ore d’accensione, tra ventole, Hard disk e lettore di dischi finiva per somigliare a un vecchio aspirapolvere.

console Playstation 5
La console di PlayStation 5

PlayStation 5 i prezzi delle due versioni

PlayStation 5 è in vendita in due versioni, una dotata di lettore Blu-ray a € 499 e una senza a € 399, i cui giochi andranno obbligatoriamente acquistati online (quindi fondamentale avere a casa una connessione internet veloce).

La potenza è nulla senza il nuovo controller Dual Sense

Rinnovata fuori e dentro, per offrire il meglio delle tecnologie del momento, PlayStation 5 non rinuncia a sperimentare. Punta di diamante del progetto il suo nuovo controller Dual Sense che aggiunge all’esperienza di gioco qualcosa di veramente nuovo. Capace di stupire anche i gamer più accaniti, da tempo abituati a controller capaci di vibrare, ma che mai si sono potuti immaginare le sensazioni che il nuovo controller di Sony sa trasmettere.

I grilletti frontali sono infatti ora in grado di offrire resistenza alla pressione amplificando la percezione di ciò che accade sullo schermo. Una corda di un arco da tirare, il grilletto di una pistola da premere, l’acceleratore di una macchina da schiacciare a fondo, la fisicità della risposta dinamica da parte dei tasti aggiungerà al gioco qualcosa che prima era impensabile.

Il controller della nuova PlayStation 5
Il controller della nuova PlayStation 5

PlayStation 5: i giochi in arrivo

Come per ogni salto di generazione delle console, non molti ad oggi i titoli disponibili, tanto meno quelli esclusivamente giocabili con PlayStation 5 (la gran parte dei giochi escono anche per Xbox, Pc ecc…). Situazione tipica considerando il ciclo di vita di una generazione di console, solitamente della durata di circa 6-7 anni… nei quali i giochi (e tanti) non mancheranno certo. Diversi quelli già annunciati, da Granturismo 7 a un titolo dedicato a Harry Potter, entrambi in arrivo nel 2021.

Al momento, meritevole di nota Astro’s Playroom, una sorta di minigioco dimostrativo delle capacità del nuovo Dual Sense che porta il giocatore fisicamente all’interno della console, tra schede video, Hard disk e memorie.

Per i giocatori più accaniti invece da non perdere il remake di Demon’s Souls, fantasy avventuroso la cui proverbiale difficoltà ha creato tutto un sottogenere chiamato Soulslike.

Demon's Souls PlayStation 5
Demon’s Souls, uno dei giochi di PlayStation 5

In esclusiva per PlayStation, ma disponibile anche su Ps4, Spider-Man Miles Morales, spin-off del gioco 2018, con un nuovo giovane protagonista di origine portoricana nei panni dell’uomo ragno. Disponibile sia Per PS4 che per PS5 anche SackBoy: una grande avventura, gioco per tutta la famiglia, anche per i più piccoli, ambientato in un mondo fiabesco.

Ma Ps5 non è solo esclusive, e in versione migliorata o sfruttando la retrocompatibilità sono ovviamente disponibili tutti i migliori titoli del momento: da Fifa a Call of Duty: Black Ops – Cold War, da Assassin’s Creed Valhalla all’attesissimo CyberPunk 2077 che arriverà il 10 dicembre.

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Offerta PlayStation Now, di cosa si tratta

Per chi per Natale pensasse di affrontare la spesa della nuova consolle (sempre che riesca a trovarla) e fosse preoccupato del costo dei giochi (circa € 70 l’uno), interessante l’offerta PlayStation Now. Con un abbonamento mensile (€ 9,99), come avviene con i film di Netflix, a disposizione un ricco catalogo da cui attingere liberamente e che include ad esempio Formula 1 2020 o Resident Evil 7, oltre che molti dei capolavori esclusivi del mondo Sony degli ultimi anni come The Last of Us, Beyond: two souls, i vari Good of War e Days Gone.

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Giornata mondiale dei servizi igienici: cade il 19 novembre, ecco cos’è e perché si celebra

Il 19 novembre di ogni anno si celebra la World Toilet Day.  La Giornata Internazionale dei servizi igienici.  L’iniziativa è nata per accendere i riflettori su un problema che a noi forse sembra lontanissimo, ma che in realtà è ancora un dramma per miliardi di persone in tutto il mondo.
E cioè, la scarsità, la pericolosità o l’assenza totale di servizi igienici nelle  abitazioni delle persone,  nei villaggi dove vivono, in interi centri abitati.
Ogni anno la ricorrenza accende i fari su un aspetto particolare di questo problema. La Giornata quest’anno è dedicata al tema della “igienizzazione sostenibile e al cambiamento climatico”.

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Giornata Mondiale dei servizi igienici. Come è nata

La Giornata mondiale è stata istituita non ufficialmente nel 2001 dalla World Toilet Organization, un’Organizzazione Non Governativa con base a Singapore. Nel 2013 l’Organizzazione delle Nazioni Unite, con una sua risoluzione, ha trasformato la ricorrenza in una giornata mondiale ufficiale dell’Onu. 

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Giornata mondiale dei servizi igienici
Un bagno pubblico in Giordania

Giornata Mondiale dei servizi igienici. Lo scopo

Le Nazioni Unite hanno una lista di Obiettivi di sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030. Al numero 6 della lista c’è  l’obiettivo dedicato ai servizi igienici. E cioè “Accesso all’acqua e ai servizi igienici per tutti gli abitanti del Pianeta”. La missione è sostenuta dalla FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, dall’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) e dall’UNICEF.

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Giornata Mondiale dei servizi igienici
Un bagno pubblico in India

Giornata Mondiale dei servizi igienici. I dati

Secondo gli ultimi dati raccolti a livello globale ancora nel mondo ci sono 4,2 miliardi di persone che vivono senza accesso a servizi igienici gestiti in modo sicuro. E ben 673 milioni di persone costrette a provvedere ai propri bisogni fisiologici all’aria aperta.

Giornata mondiale dei servizi igienici
Un bagno pubblico in India

Giornata Mondiale dei servizi igienici. Il tema del 2020

Tema della giornata quest’anno sono i cambiamenti climatici. Come spiega una nota in proposito dell’Onu, “Inondazioni, siccità e innalzamento del livello del mare minacciano i sistemi igienico-sanitari, dai bagni alle fosse settiche agli impianti di trattamento”. Tutti devono avere servizi igienico-sanitari sostenibili, in grado di resistere ai cambiamenti climatici e mantenere le comunità sane e funzionanti.

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Giornata mondiale dei servizi igienici
Un bagno pubblico in Messico

Giornata Mondiale dei servizi igienici. Un occhio al Covid19

E a proposito di igiene e sostenibilità, quest’anno, inevitabilmente, la Giornata vuole sensibilizzare l’opinione pubblica anche su un’altra emergenza. La ferita del mondo, del momento, e cioè la pandemia da Covid19.  «L’igiene sostenibile resiste ai cambiamenti climatici e tratta in sicurezza i rifiuti corporei. I servizi igienici, combinati con acqua pulita e una buona igiene, costituiscono una forte difesa contro il Covid19 e futuri focolai di malattie».

Guarda il video: I bagni pubblici trasparenti in Giappone 

 

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La Settimana della cucina italiana nel mondo: eventi e degustazioni

La cucina di mare di Genova, quella di Bologna e dell’Emilia Romagna, dove regnano sovrani i salumi. E ancora, l’opulenza della tavola nella tradizione campana e siciliana. Ma c’è tutta l’Italia intera in un boccone da festeggiare nella Settimana della cucina italiana nel mondo: dal 23 al 29 novembre, oltre 100 eventi organizzati dalle 28 sedi all’estero dell’Enit, l’Agenzia nazionale del turismo. Una quinta edizione che celebra anche il bicentenario della nascita del padre fondatore della cucina domestica italiana, Pellegrino Artusi.

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Dove possibile, si tengono incontri, showcooking, degustazioni e attività dal vivo per promuovere la buona tavola tricolore. Ma sono tantissime anche le iniziative online, tra videoricette, interviste ai ristoratori italiani, quiz e pillole turistiche sull’Italia. E, per far gustare in prima persona agli stranieri i migliori piatti della nostra cucina, sono stati messi in palio anche alcuni viaggi nel Belpaese.

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Protagoniste della rassegna, non solo la qualità della ristorazione italiana, ma anche l’unicità dei prodotti e degli ingredienti originali, a partire da quelli Dop e Igp come anche le peculiarità delle produzioni meno note. E a far da ambasciatori del gusto del nostro Paese, anche chef del calibro di Massimo Bottura.
Info su enit.it

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Arriva il profumo di libri: la fragranza che sa di vecchi volumi

“Accenni di legno, violetta, brossura e vecchia carta”: si chiama Eau de Bookstore la nuova fragranza unisex al profumo di libri, ideata da Powell’s Books, una catena di librerie indipendenti a Portland, negli Stati Uniti.

“L’idea è nata dopo le tante richieste da parte di clienti che avevano sentito la mancanza del profumo dei libri in negozio durante la pandemia” ha spiegato Powell’s Books. 

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La confezione di Powell’s by Powell’s assomiglia in tutto e per tutto a quella dei profumi di marca.

Contenuta in una bottiglia da 28 grammi incastonata all’interno di un finto libro può anche “mimetizzarsi” sugli scaffali in mezzo ai libri del vostro soggiorno.

Sul profilo Instagram, la catena descrive la fragranza come “l’odore di un milione di libri”, che contiene “le vite di innumerevoli eroi ed eroine”.

Eau de Bookstore Profumo di libri La confezione di Eau de Bookstore, fragranza realizzata (in edizione limitata) dalla catena di librerie indipendenti Powell's Book
La confezione dell’Eau de Bookstore Powell’s by Powell’s, fragranza realizzata (in edizione limitata) dalla catena di librerie indipendenti Powell’s Book

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Powell’s Books a Portland, nell’Oregon, è anche soprannominata “Powell’s City of Books” (la città dei libri”): la libreria si estende su circa 6.300 metri quadrati di superficie e conta oltre un milione di volumi. Una mecca per i bibliofili. Fondata da Walter Powell nel 1971, conta altri quattro negozi nell’area metropolitana circostante e gestisce più di 4 milioni di libri nuovi, usati, rari e fuori catalogo. 

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Il profumo costa 24,99 dollari, l’equivalente di circa 21 euro. Dal giorno del lancio del prodotto, circa due settimane fa, Powell’s ha già ricevuto quasi 2.000 ordini (qui il link per pre-ordinare il prodotto).

“In questi tempi strani e stressanti, Powell’s by Powell’s è il regalo perfetto, in grado per suscitare ricordi positivi agli amanti dei libri di tutto il mondo” ha dichiarato alla Cnn la portavoce, Emily Brodowicz.

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