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Al Castello di Dracula vaccini per i visitatori. E una visita nella camera delle torture in omaggio

Da un mese a questa parte, il Castello di Vlad l’impalatore, a Bran, in Transilvania, viene utilizzato per incoraggiare i cittadini a farsi immunizzare. Tutte le persone che accettano di fare il vaccino ricevono un certificato in cui si elogiano il loro “coraggio e senso di responsabilità” e si promette che saranno i benvenuti al castello “per i prossimi 100 anni”. Inoltre, ricevono in omaggio la possibilità di fare un tour della “camera delle torture” dove sono esposti 52 strumenti medievali.

La campagna di vaccinazione nel Castello di Bran è stata ideata dal locale dipartimento della salute e dalla prefettura di Brasov. Andrà avanti per un mese, tutti i venerdì e le domeniche di maggio. Come riporta la BBC, negli ultimi due weekend si sono messi in coda davanti al castello centinaia di persone, tra questi molti turisti. In caso di adesioni significative, il periodo sarà esteso almeno fino a luglio.

In coda davanti al Castello di Dracula per farsi vaccinare. (ph: RO Vaccinare)

Maratona nella Biblioteca Nazionale di Bucarest

Il farmaco utilizzato è quello Pfizer e non serve fissare appuntamenti. La scorsa settimana il governo della Romania ha infatti aperto le vaccinazioni a tutte le fasce d’età. Finora, dei 19 milioni di romeni, quasi 3,6 milioni hanno ricevuto almeno una dose. Tuttavia, persiste ancora un certo scetticismo tra la popolazione, soprattutto tra quella anziana e tra coloro che vivono nelle zone rurali.

Dall’inizio della pandemia, il Paese ha registrato oltre un milione di casi e quasi 29.000 decessi. Per spingere la campagna di vaccinazione, le autorità hanno anche organizzato una maratona di 24 ore nella Biblioteca Nazionale di Bucarest.

Il Castello di Vlad a Bran, in Transilvania. (ph: iStock)
Il Castello di Vlad a Bran, in Transilvania. (ph: iStock)

Crollo delle visite

Il castello di Bran, completato nel 1388, è una delle attrazioni turistiche più famose della Romania, sebbene qualsiasi legame fra lo splendido maniero e Vlad Tepes (e con il romanzo Dracula dell’irlandese Bram Stoker del 1897) sia stato smentito. Il “vero” castello di Dracula sarebbe in verità la fortezza (ormai distrutta) di Poenari.

A causa della pandemia, anche il Castello di Dracula ha registrato nel 2020 un crollo delle visite.

GUARDA ANCHE: Viaggi all’estero e quarantena: dove si può andare per turismo e cosa fare al rientro

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Viaggi di lusso: tendenze e incontri b2b in un evento virtuale

A salvare il turismo, nella fase calante della pandemia, sarà (anche) il segmento del lusso, più che il turismo di massa dall’estero. Proprio ora che si iniziano a vedere timidi segnali di ripresa, gli analisti scommettono sul fatto che i primi a viaggiare da un Paese all’altro saranno coloro che hanno buone disponibilità economiche.

Il portale International Luxury Travel Market (ILTM) vede nei Millennials un fattore in grado di far ripartire il settore: i quarantenni cercano nuove esperienze, hanno una maggiore predisposizione a spostarsi anche in condizioni di rischio e hanno raggiunto una stabilità economica che consente loro di investire su viaggi esclusivi.

E l’Italia si conferma tra le prime mete al mondo anche in questo segmento. Secondo lo studio Altagamma Consumer and Retail Insight 2020, il nostro Paese è la destinazione preferita dei consumatori True-Luxury stranieri, ad eccezione dei cinesi, che la mettono oggi solo al terzo posto (era al primo in epoca pre-Pandemia).

Cambiano gli oggetti del desiderio e anche il concetto di esclusività: il 43% dei consumatori Top (e più della metà negli USA) dichiara di voler spendere più in esperienze di lusso e meno per l’acquisto di prodotti. Si cerca un relax più discreto e intimo, con un occhio attento sulla sostenibilità.

Italia Luxury Workshop: un evento virtuale di tre giorni

Un focus su questa tendenza è al centro dell’“Italia Luxury Workshop”, un evento virtuale di tre giorni, dall’11 al 13 maggio, organizzato dalle sedi di ENIT (Agenzia Nazionale del Turismo) USA e Messico.  La tre giorni dedicata rappresenta l’occasione per le compagnie di viaggio italiane di presentarsi ai più importanti agenti del segmento lusso: incontri di lavoro b2b (oltre 3500, con agenda h24), panel, appuntamenti in cui le regioni Toscana, Basilicata e Puglia avranno modo di mettere in mostra le loro eccellenze nell’artigianato, nel food e nella cultura.

Agli incontri sono presenti oltre 150 rappresentanti dell’offerta turistica di lusso italiana. E sono oltre 300 le adesioni di buyer statunitensi e messicani dei network Virtuoso Travel, Signature Travel Network e Travel Leaders.

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Il workshop si apre con un saluto istituzionale da parte del ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, e del presidente di ENIT, Giorgio Palmucci. A seguire,  un panel moderato da Peter Bates della società di studi e ricerche Strategic Vision. Previsti gli interventi della direttrice Marketing e promozione di ENIT Maria Elena Rossi,  e di ospiti stranieri: David Kolner – senior VP Strategy Virtuoso, Kara Trokey – VP Global Travel Marketing American Express e Perry Lungmus – VP Luxury Travel di Travel Leaders Network.
A fine lavori, tutto il materiale sarà disponibile sul sito italiantourism.com

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L’accoglienza made in Italy si presenta al mondo: Mira Hotels & Resort è partner di Radisson Hotel Group

Vivere l’anima di un luogo. Ritrovare la propria interiorità. Provare esperienze a contatto con la natura.  E immergersi totalmente nell’essenza più vera e profonda della destinazione. Il desiderio di ogni viaggiatore, in vista delle prossime vacanze, e specialmente in quest’anno così difficile, è concedersi una rinascita, senza rinunciare alle comodità di un hotel che offra servizi di altissima qualità.

Accoglienza made in Italy: gli ambasciatori

Il  Mira Alagna Mountain Resort & SPA ai piedi del Monte Rosa e il 5 stelle Mira Borgo di Luce I Monasteri Golf & Spa Resort a Siracusa, due strutture di MIRA Hotels & Resorts,  gruppo alberghiero italiano, fondato nel 2011 da Daniela Righi e Alessandro Vadagnini, promotore delle tradizioni e delle tipicità italiane, sono due luoghi che oltre a offrire il meglio del wellness, rigenerazione psicofisica e relax, enogastronomia di alto livello, adesso diventeranno anche “ambasciatori” dell’accoglienza made in Italy nel mondo.

La piscina del Mira Alagna Mountain Resort & Spa

Accoglienza made in Italy: la nuova partnership

La notizia è di queste ore: il gruppo alberghiero italiano MIRA Hotels & Resorts  ha firmato un accordo di partnership importante con Radisson Hotel Group, uno tra i più grandi gruppi alberghieri del mondo, con nove marchi di hotel distintivi e più di 1500 alberghi in 120 Paesi. Un’alleanza importante, che permetterà, appunto, di far conoscere al mondo il più raffinato made in Italy nel settore alberghiero.

Le strutture: dal Piemonte alla Sicilia

Mira Hotels & Resorts ha in Italia quattro strutture alberghiere a quattro e cinque stelle in altrettante regioni italiane: Piemonte, Toscana, Puglia e Sicilia. Due tra questi resort entrano dunque a far parte di Radisson Individuals: il  Mira Alagna Mountain Resort & SPA, rifugio “wild & chic” nel tipico villaggio di Im Land Valsesia in Piemonte, “simbolo” della cultura Walser, hotel di riferimento nella zona del Monte Rosa famoso nel mondo per il suo off -piste da sci, e il Mira Borgo di Luce I Monasteri Golf & Spa Resort a Siracusa, un incantevole monastero benedettino circondato da un campo da golf a 18 buche: destinazione di grande interesse intercontinentale tra le più emozionanti in Italia del Sud, ideale per il golf tutto l’anno.

Il Mira Borgo di Luce I Monasteri Golf & Spa Resort a Siracusa

La collaborazione per la qualità

Adesso queste due strutture avranno una marcia in più. Radisson Individuals è, infatti, un marchio che offre agli hotel indipendenti e alle catene locali e regionali di far parte della piattaforma globale di Radisson Hotel Group, e di beneficiare dell’esperienza internazionale del Gruppo pur mantenendo la propria unicità e identità.  I due hotel italiani faranno proprio il programma del protocollo di sicurezza firmato Radisson: accurata pulizia e disinfezione, ispezioni, verifiche, certificazioni e test progettati per garantire la sicurezza e la tranquillità degli ospiti.

Il Mira Alagna Mountain Resort & SPA

I protagonisti dell’accordo

«Questa partnership è orientata a uno sviluppo congiunto del mercato nazionale e permetterà di ampliare la conoscenza delle strutture italiane di qualità all’estero» spiega Daniela Righi, CEO di MIRA Hotels & Resorts. «Il nostro obiettivo è raggiungere la decima stella della nostra collezione, il decimo resort gestito, entro cinque anni. Vogliamo presidiare le aree più amate da italiani e stranieri nel nostro Paese.  Il nostro prodotto rimane in Italia, ma il nostro mercato è internazionale», spiega il presidente di Mira Alessandro Vadagnini.

Radisson Hotel Group farà conoscere il gruppo Mira a 170 miIioni di membri del suo programma fedeltà. «Siamo entusiasti di annunciare i nostri due nuovi hotel in Italia” conclude Mauro Vinci, Senior Director Business Development Italy di Radisson Hotel Group. «Abbiamo creato Radisson Individuals in risposta alle  esigenze del mercato moderno, sia per i proprietari di hotel che per gli ospiti, ed è questo il completamento del nostro eccezionale portfolio di brand, che permette al gruppo di espandersi  in Italia. La  nostra collaborazione con MIRA Hotels & Resorts  segna anche la nostra attenzione alle destinazioni per il tempo libero, principalmente con focus sul golf e resort di montagna».

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Undici, stai ascoltando? Ecco il primo teaser di Stranger Things 4

“Undici, stai ascoltando?”. Non conosciamo la risposta che verrà data da dietro la porta chiusa dell’Hawkins National Laboratory. Sappiamo invece le reazioni entusiaste dei fan che hanno scatenato i commenti all’annuncio del rilascio del primo teaser di Stranger Things 4. Se non lo avete ancora visto, guardatelo qui sotto.

Teaser Stranger Things 4

Siamo nel passato, nei laboratori dove Eleven ha vissuto gran parte dell’infanzia, subendo gli esperimenti del dottor Brenner. Un orologio ticchetta, dei cubi rossi vengono impilati a piramide e un gruppo di bambini in camice saluta in coro il dottore, chiamato “papà”. Mentre una voce fuoricampo promette di avere una bella sorpresa per loro.

Sono pochi gli indizi che emergono dal primo teaser di Stranger Things 4; pochi gli elementi per capire come evolverà la quarta stagione. Ancora incerta la sorte di Hopper, così come la possibilità di un ritorno del terrificante “Sottosopra“. Bisogna quindi pazientare. Quanto, non è dato sapersi ancora.

Stranger Things 4, data di uscita

Il seguito della serie tv ideata dai fratelli Duffer è infatti uno dei più attesi. Dalla sua uscita nel 2016, il fenomeno globale Stranger Things ha ottenuto oltre 65 premi e 175 nomination alle più importanti manifestazioni e festival, tra cui gli Emmy Awards, Golden Globes, Grammy Awards, SAG Awards, DGA Awards, PGA Awards, WGA Awards, BAFTA, Peabody Award, AFI Awards, People’s Choice Awards, MTV Movie & TV Awards, Teen Choice Awards e molti altri.

La sola stagione 3, rilasciata dalla piattaforma dello streaming il 4 luglio 2019, è stata vista nei primi quattro giorni dal debutto in 40,7 milioni di case, più di qualsiasi altro film o serie Netflix in quel periodo, e in  64 milioni nelle prime quattro settimane. È quindi facile intuire come ora la domanda più diffusa sia quando si potrà vedere Stranger Things 4.

Le riprese della nuova stagione sono però al momento in corso, ed è difficile sbilanciarsi e prevedere al momento una data di uscita.

Guarda anche: Le migliori serie tv da vedere su Netflix, Amazon e Sky

Stranger Things, dove eravamo rimasti

In attesa di sapere quando potremo rivedere Undi, Mike, Will, Dustin e Lucas alle prese con il Sottosopra, regalatevi un ripasso. E se siete tra i pochi a non aver messo ancora piede nella strana cittadina di Hawkins, in Indiana, partite tranquillamente con il binge watching. Fortunati, un po’ vi invidiamo.

Siamo nel 1983. Un ragazzino scompare, la madre Joyce (Winona Ryders) crede di poter comunicare con lui attraverso un bizzarro sistema di luci appese in casa. Gli amici lo cercano e a loro si unisce Undici, una ragazza dai poteri strepitosi. L’unica che può fronteggiare il Mind Flyer.

[Attenzione spoiler] Dalla prima stagione di Stranger Things, ne è passata di acqua sotto i ponti. Nella terza stagione, le atmosfere si sono fatte più cupe, non sono mancati gli eventi drammatici, i ragazzi sono cresciuti e, con le prime tensioni amorose, i rapporti si sono complicati. Il finale aveva lasciato tutti con il fiato sospeso: lo sceriffo Jim Hopper (David Harbor) e Joyce tentano di spegnere la macchina che ha aperto il portale verso il mondo del Sottosopra. Ma interviene un agente russo che tenta di fermarli. Il tempo scorre, la lotta si fa violenta e, a un certo punto, l’esplosione.

Joyce è salva, parte in auto con il figlio Will e Undici (presumibilmente) orfana. Legge una lettera del padre adottivo Hopper, una sorta di toccante addio. Ma sarà davvero così? Lo scopriremo.

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Il posto più spettacolare dove fare yoga? La lezione con vista (da capogiro) su New York

C’è l’hot yoga, detto anche Bikram Yoga in onore del suo fondatore; il goat yoga, ossia lo yoga con le capre, e con animali in generale; il bubble yoga, da fare dentro delle bolle, in tempi di distanziamento sociale, e lo yoga tra “terra e cielo”, a 345 metri dal suolo, al centesimo piano dell’edificio Hudson Yards, nella Grande Mela. Sul The Edge di New York (qui il link) vengono offerte lezioni per praticare l’antichissima disciplina di origine indiana.

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Yoga a New York: lezione con vista spettacolare

L’esperienza, con una vista a 360 gradi della città, si chiama “Sky High Yoga at Edge”. A partire dal 6 maggio, i newyorkesi (e i turisti, quando potranno visitare gli Usa) possono partecipare a una lezione mattutina (dalle 6.30 alle 7.30) con alcuni dei migliori istruttori dell’Equinox Hudson Yards Fitness Club. Come nel caso di tutte le altre attrazioni che hanno già riaperto a New York, anche The Edge avrà capacità limitata, obbligo di mascherine e ci saranno marcatori che invitano i partecipanti a mantenere la distanza di sicurezza. Come riferisce la rivista Travel&Leisure, i posti disponibili per il mese di maggio sono già andati esauriti in poche ore. I biglietti per una sessione di yoga costano 50 dollari (inclusa nel prezzo anche una borsa regalo con un assortimento di prodotti di benessere).

GUARDA ANCHE: La vista su NY da “Edge”, la terrazza più alta dell’emisfero occidentale

L’esperienza:  “Camminare lungo il cielo”

Una parte della superficie del piano è in vetro e dà a picco sulla strada: letteralmente è come avere la città sotto i piedi. The Edge dà l’idea di essere sospesi nel vuoto, come sfidare la gravità, ma lo spettacolo che offre è un invito irresistibile anche per chi soffre di vertigini. La salita in ascensore è in sé un’esperienza: in appena 52 secondi si passa dal primo al centesimo piano. Oltre al panorama stupendo, The Edge ha anche un bar e un ristorante di lusso (al 101esimo piano) chiamato “The Peak”.

“Sky High Yoga at Edge”: praticare lo yoga con un panorama mozzafiato su New York City. (ph: Edge NYC)

New York apre dal 19 maggio

Lo stato di New York allenterà le restrizioni a partire dal 19 maggio: ristoranti, uffici, negozi, cinema, teatri, musei, barbieri, parchi di divertimento, palestre potranno riprendere a operare a pieno ritmo. Gli esercizi commerciali saranno autorizzati ad accogliere tutte le persone che vogliono, a condizione che sia mantenuto il distanziamento sociale. La Grande Mela, ha annunciato il governatore Andrew Cuomo, “sarà completamente aperta”. La regola del distanziamento inoltre, non si applicherà a chi fornisce la prova del vaccino fatto o un test negativo. La metropolitana riaprirà 24 ore su 24 a partire dal 17 maggio. 

GUARDA ANCHE: Così non l’avete ancora vista: ecco la foto più grande mai realizzata di New York City (120.000 megapixel)

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Percorsi trekking e sapori: alla scoperta della Valtellina

Un’estate zaino in spalla, all’insegna del trekking lungo gli itinerari naturalistici della Valtellina. E nello zaino, panini gourmet con bresaola della Valtellina IGP. In vista della bella stagione e della possibilità di tornare a viaggiare, il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina ha ideato per gli appassionati di natura, sport e sapori autentici una raccolta di esperienze ad hoc. Una guida pocket (si può scaricare qui), che unisce dieci itinerari da fare a piedi tra la Valtellina e la Valchiavenna ad altrettanti panini a base di Bresaola IGP.

Valtellina trekking itinerari natura enogastronomia Bresaola IGP guida pocket Destinazione Bresaola
Valchiavenna, Marmitte dei Giganti

Percorsi trekking e panini di gusto

La guida “Destinazione Bresaola” abbina dieci percorsi trekking di diverse difficoltà e durata, ma adatti a tutti, a dieci panini da assaporare ammirando le cime, i laghi e l’atmosfera, circondati dai profumi e dai colori delle Alpi lombarde.

Dieci diversi modi per scoprire la Valtellina, gustando tra una pausa e l’altra (o una volta giunti a destinazione) il salume tipico IGP che nasce e viene prodotto in valle secondo un antico e rigoroso disciplinare.

Valtellina trekking itinerari natura enogastronomia Bresaola IGP guida pocket Destinazione Bresaola
Panino Marmitta, preparato con Formaggio d’Alpeggio, peperoni grigliati, salsa di avocado, Bresaola della Valtellina IGP, ciabattina di pane bianco

I 10 percorsi trekking sono stati realizzati con il contributo di Luca Bonetti, esperto del territorio, guida turistica e presidente dell’Associazione Guide di Valtellina, e con il supporto delle comunità montane che ospitano i percorsi sulla piattaforma valtellinaoutdoor.it.

I panini a base di Bresaola IGP, invece, nascono dalla collaborazione tra il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina e il foodblogger Alex Li Calzi, aka L’orso in cucina, che ha messo a punto le ricette su misura.

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10+10 modi per vivere e gustare la Valtellina

Dai Colli di Teglio a Grosio e Grosotto, passando per l’Anello alle pendici per la Reit e Alpe Prabello, la guida conduce nei luoghi in parte meno noti ai turisti. E quando si avvicina l’ora di fare una pausa, basta scegliere una delle ricette proposte e preparare un panino!

Dall’“Alpe Granda”(panino con Bitto giovane, pomodoro ramato, Bresaola della Valtellina IGP e pane rustico), che porta il nome dalla cima a quota oltre 1700 metri, al “Trela” (con Valtellina Casera giovane, insalata variegata, mela golden a fette sottili, Bresaola della Valtellina IGP, pane di segale), un tributo alla bellissima Val Trela, ce n’è per tutti i palati.

Valtellina e bresaola: la ricerca Doxa

Il legame tra enogastronomia e turismo è sempre più stretto. La scoperta di prodotti e della cucina locale è sempre più una delle motivazioni che conducono alla scelta di un viaggio.

Secondo la ricerca “Bresaola della Valtellina IGP anima del suo territorio”, realizzata dal Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina in collaborazione con Doxa, svolta a febbraio su un campione di 1000 persone tra i 18 e i 74 anni, gli italiani riconoscono il legame tra Valtellina, enogastronomia, la Bresaola della Valtellina IGP e i tanti altri prodotti della cultura tradizionale, tra cui i formaggi e i pizzoccheri.

La ricerca, infatti, svela che la Bresaola della Valtellina IGP ha un’alta notorietà: il 91% degli intervistati si dichiara un intenditore.

Estate in Valtellina: “Passeggiare nella natura, degustare prodotti tipici”

Per quanto riguarda i luoghi di degustazione, chi è stato in Valtellina afferma di averla assaporata prevalentemente al ristorante per un pasto slow (62%), in bottega o direttamente nel luogo di produzione (46%) in un rifugio durante un’escursione (46%), scoprendo più declinazioni possibili per degustarla. In ultimo: dopo un viaggio in Valtellina quasi 6 italiani su 10 (58%) dichiarano di consumare Bresaola IGP con maggior frequenza rispetto a prima.

Sono due, invece, le attività preferite durante le vacanze in Valtellina che restano nella memoria dei turisti: lunghe passeggiate nella natura (80%), e la degustazione di prodotti tipici enogastronomici (74%).

A riprova che la Valtellina, per le sue caratteristiche, è una ameta amata e apprezzata, in Italia e all’estero, sono anche le presenze turistiche in valle, cresciute costantemente negli ultimi 10 anni. Nel 2019 il boom ha toccato + 18,6 % degli arrivi e +24 % delle presenze (che si attestano a 3.724.98) e, anche in un’estate atipica come quella del 2020, la Valtellina ha registrato, in netta controtendenza, un record di presenze e fatturato (Fonte: elaborazione Polis su rilevazione ISTAT).

Questo perché la Valtellina è un luogo che gli italiani non solo conoscono ma visitano molto spesso: 6 su 10 ci sono stati almeno una volta di passaggio e 1 su 2 ci ha trascorso una vacanza. Non solo, è molto conosciuta anche da chi di non ci è mai stato (solo l’8% non ne ha mai sentito parlare).

Bresaola IGP della Valtellina: zona di produzione, aria buona e stagionatura

La zona tipica di produzione di questo salume è il territorio della Provincia di Sondrio.

Il clima della Valtellina e la conformazione della valle giocano un ruolo fondamentale per rendere unica la Bresaola della Valtellina IGP. Si aggiungano, poi, l’aria fresca e pulita che discende dal cuore delle Alpi e profuma dei fiori e delle erbe aromatiche degli alpeggi. E la mite Breva, la brezza che risale dal Lario (Lago di Como): incontrandosi, le correnti d’aria generano un clima ideale per la graduale stagionatura della Bresaola.

Un prodotto genuino, conservabile anche mediante una salatura contenuta e perciò morbido e moderatamente sapido. Il suo gusto deciso, ma delicato, lo rende adatto a tante preparazioni. Le sue caratteristiche nutrizionali, invece, ne fanno un alimento apprezzato oltre che dai buongustai anche a chi è attento alla linea e appassionato di sport.

“Questa campagna è un omaggio al territorio, di cui la Bresaola della Valtellina IGP è diretta espressione” ha sottolineato Franco Moro, Presidente del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina, “un mix di natura, storia, cultura e tradizione che definisce l’identità locale e che vive nel nostro salume tipico”.

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Così non l’avete ancora vista: ecco la foto più grande mai realizzata di New York City (120.000 megapixel)

EarthCam è uno dei portali più apprezzati ed utilizzati per visualizzare in ogni momento, ed in alta definizione, luoghi come Times Square a New York, Venice Beach a Los Angeles, San Paolo in Brasile. Recentemente ha presentato il suo nuovo fiore all’occhiello: la GigapixelCam X80, una fotocamera robotica in grado di produrre immagini panoramiche da oltre 80.000 megapixel. Come scrive il portale PetaPixel, la X80 combina con il calcolo una Sony a7R IV e una Sony FE 70-300mm f / 4.5-5.6 G. Sebbene la Gigacam sia progettata per scattare foto di 80 gigapixel, il team di EarthCam è riuscito a “spremerla” al massimo per scattare un’immagine di ben 120 gigapixel.

La foto di New York scattata dalla cima dell’Empire State Building

Si tratta della “foto con la maggiore risoluzione mai catturata di New York City”, scattata dall’Empire State Building. L’istantanea è accessibile sul sito web della società (a questo link). Lo strumento di navigazione disponibile permette di muoversi liberamente nell’immagine ed esplorare (da molto vicino) i luoghi simbolo della città, come il nuovo World Trade Center, la Statua della libertà o Madison Square Park, tra gli altri.

New York apre tutto, dal 1° luglio

Ad annunciarlo è stato in questi giorni il sindaco di New York City, Bill de Blasio. La metropoli, infatti, intende “riaprire completamente” il primo luglio, senza restrizioni per ristoranti, negozi o per qualsiasi altra attività. “Il nostro piano è riaprire interamente la città il primo luglio”, ha detto in un’intervista a Msnbc. “Negozi, teatri, uffici. Siamo pronti. Sarà l’estate di New York”, ha detto il primo cittadino.

GUARDA ANCHE: Times Square a New York e le altre piazze: così gli architetti immaginano le città post-Covid

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L’Oktoberfest? Quest’anno potrebbe tenersi nel deserto di Dubai. Ecco come e perché

La festa della birra nel (ricco) quartiere di Dubai Marina 

L’Oktoberfest, il grande festival che si tiene ogni anno per due settimane a Monaco di Baviera, in Germania, è stato annullato lo scorso anno per via della pandemia. Anche l’edizione 2021 è ad alto rischio cancellazione: una decisione definitiva, però, non è ancora stata presa. Ciò nonostante, sostiene il tabloid tedesco Bild, la gigantesca festa potrebbe “spostarsi” a Dubai in occasione dell’Expo 2020, rimandato anch’esso a quest’anno causa Covid.

In realtà, si tratterrebbe di una “copia” della grande festa di Monaco di Baviera: i due eventi, infatti, sono organizzati separatamente. In ogni caso, l’Oktoberfest nella scintillante città degli Emirati Arabi Uniti prenderebbe il via il 7 ottobre 2021, a mezzogiorno, e sarebbe ospitato in 32 tendoni. Una versione “XXL”, secondo quanto scrive Bild, su oltre 420.000 metri quadrati nei pressi del quartiere di Dubai Marina, una delle zone più chic e frequentate di Dubai, con il suo porto turistico (il più grande del mondo) e la sua magnifica spiaggia.

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Sei mesi di festa, ma in hotel col bus 

In rete sta già circolando il “logo” dell’Oktoberfest di Dubai.

La festa andrebbe avanti per sei mesi (da mezzogiorno a mezzanotte) e il costo del progetto è stimato attorno ai 50 milioni di euro. Charles Blume, a capo del mercato di Natale di Berlino e uno degli organizzatori dell’Oktoberfest Dubai, ha confermato l’evento a Spiegel Online.

Ha aggiunto che i funzionari emiratini hanno già dato il via libera alla manifestazione. “L’alcol sarà permesso sul terreno del festival, ma i partecipanti saranno obbligati a prendere dei bus navetta per tornare ai loro hotel e non camminare per la città, un compromesso per rispettare sia la cultura emiratina che quella tedesca, ha detto Blume.

La notizia smentita dagli organizzatori dell’Oktoberfest di Monaco

La notizia della Bild, ovviamente, è stata ripresa e commentata dai maggiori media tedeschi. A tal proposito, il Dipartimento del lavoro e dell’economia della città di Monaco, come organizzatore ufficiale dell’Oktoberfest, ha dichiarato in un comunicato che “l’Oktoberfest si svolge esclusivamente a Monaco di Baviera” e che la kermesse di Dubai “non viene organizzata né per conto, né con il consenso della città di Monaco”.

Insomma, se nella capitale della Baviera l’edizione 2021 dovrebbe effettivamente essere annullata per colpa del Covid, a Dubai si preparano ad offrire “un’alternativa” con un Oktoberfest “il più fedele possibile all’originale”. Oltre ai tendoni, ci sarebbe anche una ruota panoramica gigante e una replica a grandezza naturale della famosa statua della Baviera che si trova sul terreno del festival a Monaco.

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Tra gli invitati: “Schwarzenegger, Pamela Anderson, Celentano”

Bild ha persino una lista degli invitati: 620 showmen, principalmente tedeschi, molti dei quali avrebbero “già confermato la loro partecipazione”. Tra le star internazionali figurano invece Arnold Schwarzenegger, l’attore Ralf Möller, Pamela Anderson, Lothar Matthäus, Steven Seagal. E addirittura Adriano Celentano.

L’Expo spostato di un anno, al via il 1° ottobre

La prima edizione dell’Oktoberfest risale al 1810, in occasione del matrimonio del principe Ludovico di Baviera e della principessa Teresa di Sassonia-Hildburghausen.

Ad eccezione di 25 volte in cui è stato annullato (in occasione della Seconda Guerra Mondiale o del coronavirus, l’ultima volta) l’evento si è tenuto ogni anno.

Tra boccali di birra, abiti tradizionali e gente molto allegra, la mega festa ha attirato negli anni milioni di visitatori (moltissimi anche gli italiani). Non è chiaro se, in mancaza dell’originale di Monaco di Baviera, questi arriveranno fino a Dubai per festeggiare nei tendoni.

L’Expo 2020, l’Esposizione universale in programma a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, è invece sul programma dal primo ottobre 2021 al 31 marzo 2022.

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“Luca”, il film Pixar ambientato alle Cinque Terre. Ecco il nuovo trailer del cartoon più atteso

C’è già grande attesa per Luca, il primo film Pixar ambientato in Italia, in arrivo la prossima estate, su Disney+ dal 18 giugno. Diretto dall’artista genovese Enrico Casarosa (già storyboarder di Cars, Ratatouille, Coco, Up e candidato all’Oscar per il corto La Luna) la storia è ambientata a “Portorosso”, un borgo immaginario delle Cinque Terre.

Tra spiagge cristalline, gelati, pasta e corse in scooter “questo è un racconto profondamente personale, non solo perché è ambientato nella Riviera italiana dove sono cresciuto, ma perché al centro di questo film c’è la celebrazione dell’amicizia” ha dichiarato il regista, che da trent’anni vive e lavora negli Usa. 

Ecco il trailer:

“Una lettera d’amore” all’Italia

Al centro del cartoon ci sono Luca e il suo migliore amico Alberto. Senza voler svelare troppo, entrambi nascondono un segreto: quando si immergono in mare si trasformano in “mostri marini”. Il film d’animazione è il primo lungometraggio Pixar ambientato in Italia. Ed è “una lettera d’amore alla Liguria, con i suoi colori, il cibo e l’architettura” ha detto la production designer Daniela Strijleva.

In queste ore è stato diffuso il nuovo trailer, che si apre con “Il gatto e la volpe” di Edoardo Bennato. “Ho sempre amato questa canzone, con cui sono cresciuto” ha sottolineato Casarosa. “È un brano degli anni Settanta, quindi di un periodo successivo rispetto alla fine degli anni Cinquanta, inizio anni Sessanta in cui è ambientato il film. Sono però felice di aver fatto questa eccezione perché è una canzone che mi ha sempre trasmesso il senso dello stare insieme, dell’amicizia, e in quest’ottica mi sembra che Luca e Alberto abbiano delle similitudini con il gatto e la volpe, due amici che si cacciano sempre insieme nei guai”.

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Luca sarà disponibile in streaming, su Disney+

Il 24esimo film d’animazione targato Pixar Animation Studios è prodotto da Andrea Warren (Lava, Cars 3) mentre il compositore Dan Romer (Re della terra selvaggia, Maniac) ha creato la colonna sonora. Come detto: sarà disponibile in streaming dal 18 giugno su Disney+ (visibile anche su Sky Q).

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Galliano di Mugello, il borgo più “disconnesso” d’Italia, e Netflix: la strana coppia per il film sull’apocalisse robot

È la strana coppia che nessuno si aspetta di incontrare: Galliano di Mugello, il piccolo borgo toscano nella città metropolitana di Firenze, senza internet né copertura telefonica, e il colosso dello streaming, Netflix. Ma è dagli incontri più insoliti che possono nascere le storie più curiose. E questa è una di quelle.

Galliano di Mugello protagonista dello spot di Netflix per il film “I Mitchell contro le macchine”

Nella valle del Mugello, ai piedi degli Appennini toscani, Galliano di Mugello è un borgo tranquillo: niente traffico, niente rumori e, soprattutto, la tecnologia qui non dà mai problemi. Il motivo? È presto detto: non esiste.

Il paesino medievale, frazione di 1500 abitanti di Barberino di Mugello, non è raggiunto da nessun segnale di nessun operatore: non c’è copertura telefonica e né la possibilità di navigare su internet. Tant’è che il 98 per cento degli abitanti usa ancora il telefono fisso. Questione di morfologia del territorio e di eventi climatici avversi. Eppure ci troviamo a soli 9 chilometri dal capoluogo Barberino e a 10 chilometri dall’Autodromo Internazionale del Mugello dove, in entrambi i casi, naturalmente, la connessione c’è.

Il gap digitale, che a febbraio ha fatto salire il borgo agli onori della cronaca, e che tanti svantaggi può creare nella vita contemporanea, sempre più online e connessa, è diventato un punto di forza. Quale posto migliore di Galliano di Mugello potrebbe, infatti, mai esistere per presentare “un film che nessuna intelligenza digitale dovrebbe mai vedere?”. È quello che deve aver pensato Netflix, che difatti ha trasformato le strade del borgo nel set dello spot di lancio del cartone animato I Mitchell contro le macchine, in uscita sulla piattaforma il 30 di aprile. Il risultato? Lo potete vedere qui sotto.

Ribaltando con ironia i fatti di cronaca, nel video, la voce di Giorgio Panariello accompagna lo spettatore tra le strade del borgo “a prova di ribellione delle macchine”. La gente parla ancora seduta sulle panchine o alla cornetta, gira tra le colline e le botteghe a bordo di un’ape car, legge curiosa ai tavolini del bar sui quotidiani locali e su locandine giganti la notizia dell’arrivo del film. Che ovviamente, non avendo internet, gli verrà recapitato in vhs. Senza rischio per gli abitanti di infastidire i robot. D’altronde a Galliano di Mugello “nessun occhio digitale che spia, nessun software malvagio, niente di niente. È un posto tranquillo perché qui ci sono tante famiglie che se la sanno cavare alla vecchia maniera. Persone che sanno ancora cosa significhi essere umani”.

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I Mitchell contro le macchine, trama

Un po’ come i Mitchell, i protagonisti della commedia animata, realizzata dagli stessi creatori del film premio Oscar Spider-Man: Un nuovo universo. Impegnati in una vacanza on the road nel loro Paese, si trovano inaspettatamente a dover salvare il mondo da un apocalittico attacco di robot. Dagli smartphone agli aspirapolvere, qualsiasi oggetto tecnologico è coinvolto nel complotto, e i Mitchell dovranno unire le forze per sconfiggerli. Scopriranno la forza dell’ingegno e dello stare insieme. Ma impareranno anche ad accettare le proprie unicità e ad apprezzare il valore dei legami tra le persone in un mondo sempre più dominato dalla tecnologia. Insomma, impareranno il bello di restare umani. Proprio come succede a Galliano di Mugello.

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