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Master Management della Cultura e dei Beni Artistici, si riparte a settembre

Conoscere gli attori e le logiche del sistema culturale e artistico, incontrandone i protagonisti grazie alle firme del quotidiano italiano più diffuso ed autorevole e delle principali testate del settore appartenenti al Gruppo RCS. Definire strategie innovative per la valorizzazione del patrimonio culturale ed artistico.

Questi gli obiettivi del Master Management della Cultura e dei Beni Artistici ( vedi rcsacademy.it/management-arte)  che riparte, per i neolaureati, il 20 settembre 2021, nella sede RCS Academy in via Rizzoli 8 a Milano, con sei mesi di lezioni più sei mesi di stage (e alla fine rilascia un diploma).

Master Management della Cultura e dei Beni Artistici, si riparte

Il corso è uno strumento per apprendere  la valorizzazione e lo sviluppo dei nostri Beni culturali e per promuovere la Cultura italiana: tesoro in parte ancora inesplorato, uno scenario con grandi prospettive di sviluppo, soprattutto in questo periodo di ripartenza post-pandemia.

Il management della cultura e dei beni artistici rappresenta la sempre più necessaria valorizzazione di un mondo che non solo ha tutti i numeri per la sostenibilità economica ma anche la capacità di volano per altre attività. E, che alla luce del Recovery Plan (PNRR), acquista un peso sull’orizzonte internazionale.

Dal project management alle strategie digitali, dall’evoluzione dei media nella narrazione del patrimonio alle strategie di marketing, dal turismo culturale alle nuove forme di reperimento fondi, il corso offrirà anche molte testimonianze e case histories di musei, festival, eventi vari che sono riusciti a rilanciare i territori.

Ci siamo anche noi di DOVE

DOVE torna protagonista della terza edizione del Master Management della cultura e dei beni artistici con un project work sul mondo dei viaggi e della valorizzazione dei territori. Sotto la guida del direttore Simona Tedesco, gli studenti saranno chiamati ad elaborare proposte innovative e sostenibili da presentare alla redazione e al team della rivista.

Questo è solo uno dei molti PROJECT WORK che il master permetterà di realizzare ai partecipanti, futuri manager della cultura. Il master si compone 6 mesi di aula e 6 mesi di stage in istituzioni, musei, fondazioni, teatri e agenzie di comunicazione. Scopri  di più al link rcsacademy.it/management-arte

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Estate 2021: in treno verso sud con i nuovi collegamenti ferroviari

Le vacanze 2021 degli italiani saranno made in Italy. Lo dicono diverse ricerche come Demoskopika che, in collaborazione con l’Università del Sannio, rivela che l’86,8 per cento degli intervistati trascorrerà vacanze nel Bel Paese. O ancora AstraRicerche, che ha sottolineato come più del 70 per cento degli italiani ha scelto destinazioni nostrane per la propria partenza. I motivi sono da ricercare nella situazione incerta causata dalla pandemia, ma anche nell’eccesso di regole, non sempre chiarissime, sulla circolazione al di fuori dei confini nazionali. Per questo, lo Stivale sarà protagonista dell’estate 2021, a cominciare dalle località di mare.

Costretti dal Covid a un turismo di prossimità, ci siamo ricordati di vivere nel paese più bello e vario del mondo: dalla Puglia alla Sicilia, passando per la Calabria, ci si tuffa nel mito e nella storia. Così come, spostandosi più a nord, le ampie spiagge adriatiche di Marche ed Emilia Romagna invitano, oggi come ieri, a vivere il mare non stop. Senza dimenticare borghi e città d’arte, pronti ad accogliere i turisti in cerca di bellezza.

Si assiste, in altre parole, a una rinnovata passione per il nostro Bel Paese, da vivere in libertà e senza pensieri. Nemmeno quello che genera più stress alla partenza: la coda di auto sulle strade roventi. Ormai è, infatti, chiaro ai più che la vera partenza intelligente è quella alternativa alle quattro ruote.

Il mezzo privilegiato resta il treno, per viaggiare in modo più ecologico rispetto ad auto e aereo, ma anche per avere tragitti sempre più comodi e capillari verso le destinazioni vacanziere del sud. Le novità dell’estate 2021, infatti, sono tante: Trenitalia (Gruppo Fs Italiane) ha moltiplicato i collegamenti con le Frecce tra le principali città del nord e del centro e le località di mare del sud e della costa adriatica. Come? Con 150 fermate in più e oltre 220 collegamenti al giorno per mare, montagna e città d’arte. Un massiccio piano d’azione studiato per facilitare le vacanze degli italiani, con tanti nuovi servizi.

Destinazione Calabria, la Magna Grecia è più vicina

Tra le novità più interessanti dal fronte ferroviario ci sono i nuovi collegamenti Frecciarossa verso la Calabria, sempre più accessibile per percorrere il ‘chilometro più bello d’Italia’ tra piante secolari, vestigia della Magna Grecia e un’impareggiabile vista sulla Sicilia con l’Etna fumante. O ancora, perdersi tra le venature e i riccioli dei superbi Bronzi di Riace, al Museo archeologico nazionale reggino. Fino ai ‘Caraibi di Calabria’ che incantano con i fondali trasparenti di Capo Vaticano e le spiagge all’ombra del Santuario di santa Maria dell’Isola a Tropea.

La punta dello Stivale, con le sue acque splendide e i suoi siti archeologici, infatti, da quest’estate si raggiunge più facilmente anche in treno da Milano grazie ai due nuovi collegamenti notturni da e per Reggio Calabria (partenza da Milano alle 21.20 e arrivo alle 8.03 a Reggio Calabria, e partenza da Reggio Calabria alle 21.37  e arrivo alle 8.22 a Milano) con fermate a Reggio Emilia, Bologna, Firenze, Paola, Lamezia, Rosarno e Villa San Giovanni. Qui, chi desidera andare in Sicilia, trova la connessione con le navi veloci Blu jet che attraversano lo Stretto.

In aggiunta, si possono scegliere anche i nuovi Frecciarossa FAST, che collegano Milano e Reggio Calabria in meno di nove ore, e Milano e Lamezia Terme in 7 ore circa. Ma anche chi vuole raggiungere la Calabria da altre città trova diverse ulteriori Frecce quotidiane, per esempio da Roma, Firenze, Bologna, Padova, Venezia, Verona e Bolzano.

Lungo la costa adriatica tra Riviera romagnola e Conero

Altro snodo cruciale delle vacanze italiane è la costa adriatica, un mix di spiagge dorate, colline verdissime e città d’arte. Ravenna e i suoi mosaici Patrimonio Unesco, la leggendaria Riviera romagnola con le sue spiagge sconfinate e ricchissime di attività, Rimini e le architetture malatestiane. La costa marchigiana con i promontori del Conero e le scogliere più alte della costa adriatica o le spiagge ampie e geometriche di Numana.

Un grande classico dell’estate italiana che da oggi ha a disposizione quotidianamente, e per la prima volta, il Frecciarossa da Brescia, con fermate a Milano, Bologna, Rimini, Riccione e Pesaro. Inoltre, per coloro che dal Nord-Est sono diretti sulle coste romagnole e marchigiane c’è anche il Frecciarossa Bolzano-Ancona, che ferma a Trento, Rovereto, Verona, Bologna, Rimini, Riccione, Cattolica, Pesaro e Senigallia. Senza contare che le località di mare adriatiche sono ancora di più a portata di treno con le nuove fermate estive nelle mete cult di Riccione, Cattolica, Senigallia, Giulianova e Vasto San Salvo.

In viaggio verso la Puglia

Nuovi orizzonti anche per chi viaggia in Puglia, sempre ai vertici delle classifiche delle vacanze italiane. Dai finestrini del treno si può ammirare il paesaggio che cambia tra distese di ulivi, masserie isolate e il mare dalle sfumature celesti. Una sfilata di meraviglie che si srotola lungo tutto il tacco d’Italia: dalle spiagge del Gargano alla bellezza del centro storico di Bari, passando per le chiese di Barletta e il barocco di Lecce, con le famose spiagge e i borghi gioiello del Salento.

Un piccolo mondo delle meraviglie sempre più vicino grazie ai nuovi Frecciarossa diretti tra Firenze e Foggia, Barletta, Bari, Brindisi e Lecce. Qui, l’estate 2021 vede fino a 12 Frecce quotidiane tra Roma e la Puglia e ben 18 tra Milano e la Puglia. A cui si aggiungono gli Intercity da Bologna per Bari e Lecce, con soste da cartolina come Polignano a Mare, Fasano e Ostuni (nelle ultime due fermano anche le Frecce).

Senza contare che, tra i servizi ad hoc studiati per i viaggiatori diretti verso la costa del Salento e non solo (per Sorrento dalla stazione di Napoli Afragola, per l’Argentario dalla stazione di Orbetello, per Piombino Marittima e Cecina da Firenze Santa Maria Novella) ci sono i FRECCIALink di Trenitalia: i comodi biglietti integrati Freccia più autobus. Per un’estate tutta italiana, verso i nostri mari del sud e le spiagge adriatiche, sempre più comoda e sostenibile.

Info: trenitalia.com

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A Gibellina (ri)apre il MAC, Museo d’arte Contemporanea “Ludovico Corrao”

La tragedia di Gibellina è nota a tutti perché è stato uno dei paesi della Valle del Belice colpiti e distrutti completamente dal terremoto del gennaio 1968. Negli anni della ricostruzione, fu eletto sindaco Ludovico Corrao che chiamò a raccolta artisti, pittori, scultori, architetti perché la “sua” Gibellina diventasse un museo a cielo aperto. Gli amici artisti accorrono e punteggiano la new town di installazioni audaci, architetture azzardate, creazioni ardite.

Nel marzo 1980 arriva anche Nino Soldano, collezionista e mecenate che  decide  di donare a Gibellina la sua enorme collezione di grafica con lavori di Enrico Baj, Corrado Cagli, Pietro Consagra, Mimmo Rotella, Mario Schifano. È la prima cellula del Museo d’arte contemporanea di Gibellina che a distanza di anni (più di trenta), viene riconsegnato alla comunità con un nuovo nome che ricorda il mitico sindaco: MAC – Museo d’arte contemporanea “Ludovico Corrao”.

Ecco che il museo riapre le porte (inaugurazione il 21 luglio), forte di un nuovo allestimento espositivo e museografico: un racconto di circa 400 opere, il doppio di quante erano esposte prima della chiusura, ma solo una piccola parte delle oltre duemila che compongono l’intera collezione, la più ampia del Sud Italia. C’è di tutto: dipinti, sculture, grafica, fotografie, bozzetti e maquette delle grandi opere di Gibellina Nuova, i progetti del Cretto di Burri, mega opera di land art che ricopre come un sudario i ruderi della Gibellina distrutta.

Il nuovo percorso espositivo del Museo d’arte Contemporanea “Ludovico Corrao”

Suddivise in otto sezioni, le opere segnano un percorso espositivo storico-cronologico, dal primo ‘900 alle ultime Avanguardie. E raccontano la storia contemporanea della rinascita di Gibellina nel segno dell’arte. Otto sezioni per un museo contemporaneo, che dialoga con il territorio,  completo di servizi aggiuntivi come un bookshop specializzato in editoria d’arte, una biblioteca, uno spazio consultazione e una caffetteria.

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È stata ridisegnata, poi, l’ampia corte che conduce all’ingresso, pronta a trasformarsi in una sezione en plein air, solo un assaggio dell’enorme museo a cielo aperto che è l’intera Gibellina. Si potranno finalmente rivedere opere straordinarie come il Ciclo della natura, le dieci grandi tele dedicate ai bambini di Gibellina, realizzate sul posto da Mario Schifano nella primavera del 1984. E La notte di Gibellina di Renato Guttuso, dipinta in memoria della notte tra il 14 e il 15 gennaio del 1970, nel secondo anniversario del sisma, quando mille fiaccole si accesero per ricordare allo Stato le macerie e le baracche: allora ci furono gli uomini e le donne del Belice, gli artisti e gli scrittori – Zavattini, Treccani, Cagli, Zavoli, Levi – gli intellettuali che avevano risposto all’appello di Leonardo Sciascia e di Ludovico Corrao, tutti testimoni dell’atto d’accusa contro il Governo, chiamato a discolparsi di fronte al mondo civile.

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Tutti i più bei nomi dell’arte contemporanea (italiana e non) sono presenti con i loro lavori, da Fausto Pirandello a Carla Accardi, da Piero Dorazio a Pietro Consagra, da Tano Festa a Toti Scialoja, da Franco Angeli a Mimmo Rotella, da Mimmo Paladino a Enzo Cucchi, da Christo ad Emilio Isgrò.
Senza contare le immagini dei fotoreporter che accorsero nel Belice terremotato e sono gli scatti emozionali di  Mimmo Jodice, di Enzo Brai, di Letizia Battaglia, di Melo Minnella che stesero la cronaca dei primi soccorsi, il dolore, le macerie, i morti; poi i tentativi di ricostruzione, la vita nelle baracche, le lotte, le manifestazioni, l’appello del mondo dell’arte.
Ma ci sono anche i Prisenti,  i drappi cerimoniali ricamati dalle donne di Gibellina su disegni di Carla Accardi, Renato Boero e Alighiero Boetti: non più solo simboli della religiosità contadina sono divenuti opere d’arte cariche di significato.

Un’opera di Toti Scialoja dedicata a Gibellina

L’inaugurazione del MAC è fissata per mercoledì 21 luglio alle 18,30, alla presenza del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. L’attore Alessandro Preziosi leggerà frammenti de La notte di Gibellina di Massimo Recalcati. Previsto un omaggio a Franco Battiato del suo storico tastierista e grande amico Angelo Privitera che eseguirà al pianoforte alcuni brani del cantautore scomparso. Dal 22 luglio, il MAC aprirà definitivamente le porte al pubblico. Nei due weekend a seguire (24 e 25 luglio – 31 luglio e 1 agosto) è previsto l’ingresso gratuito per i residenti di Gibellina.

MAC – Museo d’Arte Contemporanea “Ludovico Corrao”
Viale Segesta, Gibellina (Tp)
Info: 0924.52.48.82; 0924.98.52.00. Web: macgibellina.it
Orari: da martedì a domenica,  9.30-13  e 16 -20
Biglietto: 7 euro, ridotto 5 euro
Il catalogo ragionato del MAC è a cura di Edizioni Caracol.

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Overtourism, Amsterdam dice basta al turismo di massa: numero chiuso agli arrivi in città

In queste settimane, gli abitanti di Barcellona, Dubrovnik e Parigi stanno facendo nuovamente i conti con l’overtourism, ossia troppi turisti in uno spazio troppo ristretto. Le conseguenze sono ben note: traffico perennemente rallentato, mancanza di parcheggi e centri storici bloccati. E poi: turisti maleducati, chiasso a tutte le ore e rifiuti in ogni angolo.

Prima del Covid, il fenomeno del turismo di massa ha scatenato forti tensioni con i residenti di alcune famose città che hanno manifestato a più riprese contro le orde di viaggiatori. E adesso che si può nuovamente tornare a viaggiare, alcune di queste città hanno adottato delle misure concrete per far fronte al problema. A partire da Venezia: dal 1° agosto infatti le grandi navi non passeranno più davanti a San Marco, né per il canale della Giudecca.

Amsterdam è andata oltre: per l’era post-pandemia ha deciso di limitare il numero massimo di turisti. 

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Amsterdam: la città olandese vuole cambiare pelle

Amsterdam è di fatto la prima città al mondo a imporre un freno alla crescita dell’industria del turismo. Il nuovo regolamento adottato recentemente in consiglio comunale si chiama “Turismo in Equilibrio” e prevede diverse azioni da adottare nei prossimi anni.

Sono state elaborate assieme agli iniziatori della petizione partita la scorsa estate da un gruppo di cittadini di Amsterdam per frenare il possibile overtourism post-pandemico e che è stata firmata da 30.000 residenti.

Nello specifico: l’ordinanza prevede un massimo di 20 milioni di pernottamenti turistici all’anno, con 12-18 milioni come “valori di riferimento”. Questo tetto si potrà superare solo con il via libera del comune.

A confronto: nell’era pre-Covid Amsterdam contava oltre 22 milioni di pernottamenti. Il municipio prevede inoltre di vietare l’apertura di nuovi hotel, imporre dure restrizioni per le case vacanza come Airbnb, aumentare la tassa di soggiorno e rendere il distretto a luci rosse meno attraente per i turisti.

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La campagna contro i turisti “maleducati” e coffee shop vietati agli stranieri

Nelle settimane scorse è partita una campagna promossa dall’amministrazione cittadina che invita i turisti a tornare ad affollare i luoghi di cultura e i ristoranti, ma che chiede espressamente ai “visitatori turbolenti”, soprattutto a chi punta a celebrare un addio al celibato, a vistare la città a caccia di sballo, di “restare a casa“.

Alle migliaia di turisti in arrivo per coffee shop e quartiere a luci rosse, la città olandese preferisce insomma i visitatori di musei, non più mordi e fuggi.

A proposito di coffee shop, uno dei simboli di Amsterdam: all’inizio di quest’anno, il municipio aveva annunciato di voler vietare l’ingresso ai turisti stranieri e consentire l’accesso solo a chi ha passaporto olandese. Con il divieto la città intende fermare il cosiddetto “turismo della droga”, soprattutto dalla Gran Bretagna. Non è ancora chiaro quando il divieto per gli stranieri sarà attuato.

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Civic Places: i “luoghi del noi” segnalati da voi. Nasce la mappa dei luoghi civici da valorizzare

Di piazze, edifici, monumenti, quartieri e aeree naturali con storie di comunità da raccontare l’Italia  è ricca. Da nord a sud, isole comprese, i “luoghi del noi” sono innumerevoli. E ora c’è un ambizioso progetto per portare alla luce e valorizzare molti di questi luoghi. A farlo è la Fondazione Italia Sociale che, insieme a Touring Club Italiano, SkyTG24, SEC Newgate e la redazione di DOVE, ha dato vita al progetto Civic Places, una campagna nazionale per la mappatura e la promozione dei luoghi civici italiani da non dimenticare e valorizzare.

Civic Places
Palermo dall’alto. Con il suo impegno nella lotta alla mafia è una città con tanti Civic Places da raccontare.

Fino al 20 settembre si raccolgono i luoghi che raccontano il senso di comunità

«C’è tempo fino al 20 settembre per segnalarci i vostri luoghi del noi», spiega Gianluca Salvatori, Segretario Generale della Fondazione Italia Sociale «sono luoghi importanti per la comunità perché evocano qualcosa che è stato costruito insieme e per l’interesse della collettività. Oggi più che mai abbiamo bisogno di tornare a vivere questi spazi che ci fanno capire davvero i valori che ci tengono insieme».

Dai luoghi iconici del senso di civiltà, come la Biblioteca Nazionale di Firenze i cui tesori culturali sono stati salvati dalla mobilitazione di massa di giovani durante l’alluvione del 1966 fino all’Aula Bunker di Palermo ai tempi dei maxi processi alla mafia, l’Italia è ricca di storie civiche significative, molte ancora sconosciute e da raccontare.

«Stanno arrivando tante candidature da tutta Italia», conferma Salvatori che aggiunge: «questa iniziativa è anche un contributo al Nuovo Bauhaus Europeo, un progetto della Comunità Europea che mette insieme sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale e l’estetica. Si tratta, infatti, di un movimento creativo e interdisciplinare che vuole dare vita a uno spazio di incontro e di scambio di idee per progettare futuri modi di vivere incentrati sul connubio fra arte, design, architettura, inclusione sociale, scienza e tecnologia».

Dieci luoghi da vivere e promuovere

E dopo il 20 settembre cosa accade? Lo spiega sempre Gianluca Salvatori: «Una volta individuati i dieci vincitori attiveremo progetti concreti con i nostri partner per animare questi luoghi e renderli vivi» spiega l’organizzatore che aggiunge «organizzeremo anche degli eventi per promuovere le esperienze più belle, consegneremo una targa e aiuteremo a realizzare i singoli progetti proposti dai candidati. Questa è la prima tappa di un’iniziativa che ripeteremo ogni anno». Citando Lorenzo, uno dei lettori di DOVE partiti per la Dove Academy in Friuli Venezia Giulia, sono, quindi, ancora una volta “le persone a fare i luoghi e non i luoghi a fare le persone”.

Come candidare i propri Civic Places, i “luoghi del noi”

«I Civic Places sono luoghi in cui è viva la testimonianza di un’esperienza che ha inciso nella società in cui è nata e cresciuta. Spazi in cui è accaduto o accade tuttora qualcosa d’importante per la comunità, che ha costruito legami e ispira l’impegno civico dei cittadini», concludono gli organizzatori dell’iniziativa.

«Sono “i luoghi del noi” perché testimoniano un impegno collettivo e comunitario verso la costruzione del bene comune. Sono luoghi con una storia, che guardano al futuro. Posti che hanno  fascino e  capacità di evocare eventi e ispirare chi vi transita, e, soprattutto, luoghi che si possono vivere, fruire, sperimentare».

Come candidare un luogo: è possibile candidare il proprio CIVIC PLACE online su www.becivic.it/civic-places entro il 20 settembre 2021.

Come seguire la campagna sui social: seguendo l’hashtag ufficiale: #luoghidelnoi  ma anche #CIVICPLACES  e #benecomune

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Giù per 60 metri: a Dubai la piscina più profonda del mondo

Il principe ereditario di Dubai, Hamdan bin Mohammed al Maktoum, ha inaugurato recentemente la Deep Dive Dubai, la piscina per le immersioni più profonda del mondo. La nuova attrazione è quattro volte più grande di qualsiasi altra piscina: contiene 14 milioni di litri di acqua dolce, quanto sei piscine olimpiche, va giù per 60 metri e la temperatura è mantenuta a 30 gradi Celsius. Dubai ha insomma battuto un altro record, in questo caso quello appartenuto finora ad una piscina vicino a Varsavia, in Polonia: la Deepspot è profonda 45 metri mentre la Y-40, di Montegrotto Terme (Padova), misura 42,15 metri.

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Deep Dive Dubai, la piscina più profonda del mondo e la città sottomarina

La Deep Dive Dubai (che verrà ufficialmente aperta al pubblico nelle prossime settimane), si trova all’interno di una struttura a forma di “ostrica” gigante di 1.500 metri quadrati nel quartiere Nad Al Sheba. La particolarità, oltre alla incredibile profondità: all’interno dell’immensa piscina c’è una città sottomarina “abbandonata” che può essere esplorata dai subacquei. È persino possibile giocare a biliardo sott’acqua, nella sala giochi.

Dispone di diversi sistemi di illuminazione e audio e una sessantina di telecamere per garantire la sicurezza dei subacquei in ogni angolo. In caso di emergenze, ha anche la camera iperbarica più avanzata della regione, con una capacità di 12 persone. La Deep Dive Dubai verrà inoltre sfruttata come studio cinematografico subacqueo.

L’acqua della piscina viene filtrata e fatta circolare ogni sei ore attraverso una roccia vulcanica silicea, con una tecnologia di filtraggio sviluppata dalla Nasa e radiazioni UV, in uno dei sistemi di filtraggio più grandi e veloci della regione. Attualmente la piscina è aperta solo su invito con prenotazioni pubbliche a partire da fine luglio su deepdivedubai.com; le esperienze e i corsi guidati sono offerti in tre categorie (Discover, Dive e Develop) e sono aperti ai principianti, ai subacquei professionisti e agli atleti.

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Venezia: apre la pista ciclabile a sbalzo sull’acqua più lunga d’Europa

Dal prossimo 10 luglio verranno ufficialmente aperti i primi tre chilometri e mezzo della nuova ciclabile a sbalzo più lunga d’Europa, che sporge sul canale del Pordelio. A Cavallino Treporti, nell’area metropolitana di Venezia, è stata infatti posata – sospesa sull’acqua – la struttura in acciaio e legno della pista ciclopedonale. Si chiamerà Via del Respiro e andrà inserirsi in un percorso complessivo di oltre 20 chilometri che, da Cavallino conduce a Punta Sabbioni, ossia fino alle porte di Venezia. Una volta completata – entro l’estate del 2022 – permetterà di godere di una vista sull’isola di Burano e su quella di Sant’Erasmo, oltre che del panorama unico su Venezia. 

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La pista ciclabile a sbalzo più panoramica d’Italia

La ciclopedonale è inserita in un progetto più ampio: quello della riqualificazione completa del fronte lagunare. Il panorama sull’acqua – anche di notte (con una illuminazione LED) – è decisamente affascinante, con scorci che solo la laguna veneziana può regalare: Venezia e le sue isole (Torcello, Burano) fanno infatti da sfondo mentre, ad opera conclusa, sul waterfront di Punta Sabbioni lo sguardo incontrerà il Mose e l’orizzonte del mare Adriatico e del Lido.

Dal prossimo 10 luglio verranno ufficialmente aperti i primi tre chilometri e mezzo della nuova ciclabile a sbalzo più lunga d’Europa.

L’investimento è stato di oltre 12,5 milioni di euro. “La pista a sbalzo più lunga d’Europa – spiega la sindaca Roberta Nesto in una nota – punta a garantire una mobilità ancora più sicura e sostenibile”.  Cavallino Treporti, prima spiaggia del Veneto, seconda in Italia per numero di presenze (e le cui acque sono insignite della Bandiera Blu), regala ai visitatori paesaggi unici caratterizzati da specchi d’acqua salmastra, barene e chilometri di spiagge sabbiose. 

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Oltre 70 attrazioni e giochi, tutti da provare: a Milano ha aperto il Museo delle Illusioni

Il Museo delle Illusioni: uno spazio dove imparare divertendosi 

Il format del Museo delle Illusioni, già presente in oltre 30 città del mondo – ideato nel 2015 da Rodo Zivkovic a Zagabria – arriva per la prima volta in Italia: da qualche giorno ha infatti aperto una sede a Milano, in via Settembrini 11, a pochi passi dalla Stazione Centrale. Attraverso illusioni visive, giochi e rompicapi coinvolge e mette alla prova il visitatore, grande o piccolo che sia. Comprende più di 70 attrazioni che invitano a giocare con la scienza, la psicologia, la biologia, la matematica e la fisica. Un percorso che ha come obiettivo quello di sconvolgere e far divertire. 

Museo delle illusioni
La stanza dell’infinito tutta tappezzata di specchi. (ph: Museo delle Illusioni)

Le stanze giocano con l’inganno dei sensi

Le installazioni rappresentano “un brillante e divertente promemoria del fatto che le nostre convinzioni sul mondo percepito spesso non sono altro che uno spettro di illusioni”. C’è la stanza di Ames, una camera dalla forma distorta in modo tale da creare un’illusione ottica di alterazione della prospettiva; una Playroom con intriganti giochi e rompicapo; un tavolo dei cloni che riproduce cinque volte l’immagine del soggetto seduto attorno a una tavola rotonda; l’illusione della Sedia di Beuchet dove le persone appaiono grandi la metà rispetto alle loro reali dimensioni. Insomma, modi creativi per confondere la mente e divertirsi con la fantasia. 

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Il Museo delle Illusioni (qui il sito) è aperto dal lunedì alla domenica, dalle 10 alle 20. Il prezzo dei biglietti è di 18 euro; per i bambini tra i 5 e 15 anni è di 12 euro. I bambini con meno di 5 anni non pagano.

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Michelle Hunziker diventa testimonial della Svizzera: il viaggio con gli chef Cracco e Caminada

Michelle Hunziker: costanza svizzera, estro italiano

Michelle Hunziker diventa ambasciatrice della Svizzera. La showgirl italiana esplorerà il proprio Paese d’origine con un approccio nuovo, quello “green“. “I primi anni trascorsi in Svizzera mi hanno dato l’imprinting e poi, a 15 anni, è scoppiato l’amore per l’Italia che considero la mia seconda patria” dice la 44enne. “Dalla scuola svizzera e dai miei genitori ho ereditato la perseveranza, la costanza, la disciplina, il coraggio di affrontare le sfide. Mentre la mia parte più libera, più goliardica e più pazzerella è assolutamente di matrice italiana”.

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Il viaggio con gli chef stellati Cracco e Caminada

Dopo Roger Federer, Svizzera Turismo ha infatti voluto ingaggiare uno dei volti più noti della tv italiana come testimonial per far conoscere a un pubblico più ampio possibile le montagne elvetiche, il suo patrimonio culturale e la cura per il territorio che contraddistingue i suoi abitanti. “Questa alleanza è un’opportunità unica per il mercato italiano” dice Christina Gläser, direttrice di Svizzera Turismo Italia. Il viaggio della Hunziker partirà da Milano in compagnia di due chef stellati, Carlo Cracco e Andreas Caminada. “Sono due esempi di cosa significhi essere attenti alla sostenibilità ma senza rinunciare alla creatività e all’esclusività di un’esperienza gourmet stellata” racconta Michelle Hunziker.

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Caminada, chef svizzero 3 stelle, è da sempre legato ai prodotti del territorio del suo Cantone, i Grigioni. La filosofia di Carlo Cracco non si discosta da quella dell’amico d’oltralpe. Sua, infatti, l’idea di aprire un ristorante didattico nel Parco del Ticino, a Villa Terzaghi, in cui gli allievi imparano a valorizzare i prodotti di filiera di questa oasi protetta che costituisce un tesoro di biodiversità a pochi passi da Milano.

Le tappe: dal Ticino a Lucerna, da St. Moritz ad Andermatt

Ad agosto Michelle Hunziker esplorerà due regioni, il Ticino e la Regione del Lago di Lucerna, viaggiando sul Gotthard Panorama Express, un percorso panoramico che prevede una tappa in treno da Lugano a Flüelen lungo la vecchia tratta del Gottardo e una tappa in battello da Flüelen a Lucerna sull’omonimo lago. Le altre due tappe, St. Moritz in chiave estiva e poi Andermatt in chiave invernale, sottolineano come sia possibile coniugare una vacanza lussuosa con il rispetto del territorio.

“Swisstainable”: la Svizzera regina della sostenibilità

Ad agosto Michelle Hunziker esplorerà due regioni, il Ticino e la Regione del Lago di Lucerna, viaggiando sul Gotthard Panorama Express.

Svizzera Turismo ha da poco lanciato il suo manifesto per il turismo sostenibile, “Swisstainable”, che valorizza l’amore per la propria terra e l’attenzione per l’ambiente che è parte integrante della cultura svizzera.  La Svizzera, infatti, è impegnata da decenni nell’ambito della sostenibilità. Si pensi all’uso intensivo dell’energia idrica, alle località car-free e al lungimirante potenziamento della rete di mezzi di trasporto pubblico su tutto il territorio nazionale.

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Svizzera: 9000 treni e 3000 km di rete ferroviaria

Ogni giorno 9000 treni percorrono i circa 3000 chilometri della rete ferroviaria delle Ferrovie Federali Svizzere (FFS). Pressoché ogni località della Svizzera può essere raggiunta con i mezzi di trasporto pubblico e le FFS vendono ogni anno circa 3 milioni di abbonamenti. “Era abituale muoversi in treno per fare le gite scolastiche o per andare a sciare con la propria famiglia” conferma Michelle Hunziker.

Info: myswitzerland.com

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Peccioli Working Village: soggiorni gratis nel borgo toscano. Ecco come candidarsi

Vivere più di una settimana gratis in un incantevole borgo tra le colline della Valdera. Tra giganti opere d’arte open air. Ma Peccioli stesso è un’istallazione in fieri: da quesi trent’anni questo piccolo comune toscano viene plasmato dagli interventi di artisti del calibro di David Tremlett, in un progetto di trasformazione urbana e sociale. E il bando Peccioli Working Village ne è solo l’ultimo step: in palio ci sono sei soggiorni gratuiti di nove giorni (dal 18 al 26 settembre) per sei professionisti che vorranno lavorare in smart working nella quiete della provincia pisana. Un’accoglienza di qualità a costo zero: riposo, natura, eccellente enogastronomia e confronto con altri  “villagers”. Per scambiarsi stimoli, ispirazioni e competenze professionali. E far crescere Peccioli ancora di più.

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Un’ulteriore passo nell’evoluzione del “Sistema Peccioli”: una sinergia continua fra il Comune, la Fondazione Peccioliper (motore di attività culturali) e la Belvedere S.p.A., società a capitale misto pubblico e privato che finanzia il progetto, con il coinvolgimento di artisti e pensatori vari ospitati negli anni nel borgo e con la collaborazione del Touring Club Italiano. L’obiettivo? Fare di Peccioli una meta del turismo nazionale ed internazionale. A dargli una prima visibilità, l’inserimento – già nel 2003 – nella lista delle Bandiere Arancioni, vessillo che il TCI assegna a piccoli borghi (con meno di 15.000 abitanti) dell’entroterra capaci di valorizzare il proprio patrimonio storico-culturale.

Le “Presenze”, sculture di enormi dimensioni alle porte di Peccioli

Ma un altro importante riconoscimento è arrivato proprio quest’anno: Peccioli è stato scelto per rappresentare tutte le “Comunità Resilienti” alla Biennale di Architettura 2021 a Venezia perché nel tempo la comunità locale ha fatto e sostenuto una serie di scelte che le hanno permesso di trarre vantaggio dai cambiamenti, senza mai perdere la propria identità. E le testimonianze di questo percorso sono ben visibili, a cominciare dalle gigantesche “Presenze”, sculture che hanno trasformato in opera site specific quello che in realtà è un impianto di trasformazione dei rifiuti. Sull’area è stato costruito anche un anfiteatro e, in un’ottica di sostenibilità, il Triangolo Verde è diventato uno degli epicentri della vita culturale cittadina.

Così Peccioli si è trasformato negli anni in un vero museo diffuso di arte contemporanea. I Gabbiani adornano la centrale Piazza del Popolo e le installazioni luminose di Vittorio Corsini fanno capolino tra i vicoli e i portici. E David Tremlett, artista britannico della neo-avanguardia, ha firmato The Houses, dipingendo a colori sgarcianti, come nel suo stile, le facciate delle case della Via di Mezzo di Ghizzano, frazione di Peccioli.

“The Houses” di David Tremlett a Ghizzano

Peccioli Working Village: come candidarsi

Il bando di selezione per il progetto Peccioli Working Village è aperto fino al 12 luglio. Per candidarsi, bisogna però rientrare in un preciso identikit: innanzitutto avere solide competenze in almeno un settore tra marketing e comunicazione territoriale, arte e cultura, outdoor e avventura, benessere e relax, food ed enogastronomia. È richiesta una buona conoscenza della lingua inglese, scritta e parlata e la possibilità di svolgere il proprio lavoro da remoto.  Tra le attitudini, avere spirito di scoperta per immergersi nella realtà del territorio ed essere aperti al confronto e alla condivisione di competenze con gli operatori del territorio.

Per candidarsi, basta compilare il form su sito peccioliworkingvillage.com, rispondere a una serie di domande e allegare il curriculum vitae.

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