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Mauritius Gourmet Week: a Milano, quattro serate per viaggiare a tavola

Curry dall’India, noodle dalla Cina, cardamomo e curcuma dall’Asia Meridionale, dolci dalle influenze francesi. La cucina di Mauritius è un concentrato di mondo ma proprio nel suo eclettismo sta la sua identità. Sapori forti che si sposano a spiagge paradisiache. Un assaggio dell’isola dell’Oceano Indiano arriva a Milano: dal 21 al 24 settembre, l’Hub di Identità Golose Milano ospita la “Mauritius Gourmet Week”, mini-rassegna gastronomica di quattro serate aperte al pubblico (su prenotazione) in cui scoprire il meglio di questo Eden sperso a 550 chilometri a est del Madagascar. A raccontarne i profumi speziati, il mare turchese e la natura quasi intatta, Moorogun Coopen, executive chef dello Shandrani Beachcomber Resort & Spa, il più creativo interprete della cucina mauriziana, capace di mixarla alla tradizione mediterranea. Sarà lui, in questa eccezionale trasferta, a guidare il percorso gourmand in cui saranno protagonisti altri chef innamorati di Mauritius: Luca Martini, del ristorante L’Erba del Re a Modena, e Antonella Ricci con Vinod Sookar, coppia di gusto tra la Puglia e Milano.

“Mauritius Gourmet Week”: il programma e le info

Le serate della “Mauritius Gourmet Week” sono quattro e in tutte sarà protagonista Moorogun Coopen, chef pluripremiato a livello internazionale – l’unico tra quelli operanti nell’Oceano Indiano ad avere ottenuto il Worldchef Certified Master – che cura nei dettagli stile e menu dei sei ristoranti dello Shandrani Beachcomber Resort & Spa.  Ad affiancarlo nelle quattro serate milanesi, la brigata di Andrea Ribaldone, executive chef di Identità Golose Milano. Oltre, naturalmente, a ospiti speciali, nonché amici: il 21 settembre, Luca Martini, del ristorante (1 stella Michelin) L’Erba del Re a Modena, che, dopo una collaborazione a quattro mani allo Shandrani Beachcomber, ha voluto creare, insieme a Coopen, un gemellaggio dedicato ai giovani chef emergenti mauriziani.

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E poi, il 22 settembre, una coppia “fusion”, ai fornelli e nella vita. Proprio Mauritius è stata la scenografia dell’incontro, nel 1996, tra Antonella Ricci, del rinomato Fornello da Ricci (a Ceglie Messapica), con il suo compagno Vinod Sookar: un matrimonio di cucina pugliese e mauriziana che ha dato vita a figli e nuovi progetti nella ristorazione, come il restyling dello storico ristorante di Ceglie e il recente lancio di Ricci Osteria a Milano.

Tutte le quattro serate sono solo su prenotazione: info su identitagolosemilano.it e prenotazioni su thefork.it

isola Mauritus
iStock

“Mauritius Gourmet Week”: un assaggio di viaggio

La rassegna gastronomica vuole essere anche una vetrina per fare conoscere Mauritius in Italia. Non a caso, a organizzare l’evento sono stati diversi attori. A cominciare da Beachcomber Resorts & Hotels, gruppo alberghiero leader nell’area dell’Oceano indiano che sull’isola conta otto alberghi. E poi, Turisanda, brand di alta gamma del gruppo Alpitour World, che ha in esclusiva per l’Italia la commercializzazione delle strutture Beachcomber. E che, per la prossima stagione, lancia un nuovo volo diretto (tutti i martedì) per Mauritius da Milano e da Roma con Neos, la compagnia aerea del gruppo. Ma non è l’unica novità: dall’inverno a sbarcare sull’isola sarà anche il brand Bravo, altro marchio di Alpitour dedicato ai villaggi ideali per famiglie, con il club Bravo Mauricia.

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Tra i partner della rassegna gastronomica non poteva mancare, naturalmente, Mauritius Tourism Promotion Authority (info: mymauritius.travel), che da Milano promuove questa destinazione da sogno, sospesa tra Africa e Oceano Indiano, al terzo posto nella top 10 Paesi dei Best in travel 2022 di Lonely Planet. E infine, Air Mauritius, compagnia di bandiera che collega lo Stato insulare (oltre all’isola principale Mauritius, comprende anche le isole minori Agalega, Cargados Carajos e Rodrigues) con 22 destinazioni dirette e più di 100 con partner in codeshare. Dall’Italia, si vola su Parigi e con un rapido scalo si prosegue per l’aeroporto di Sir Seewoosagur Ramgoolam, situato a 48 chilometri a sud est di Port Louis, la capitale.

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Slovenia in bicicletta: sulla Green Gourmet Route, tra natura, gusto e sostenibilità

Si chiama Green Gourmet Route ed è un’esperienza di viaggio sostenibile in Slovenia, lento e a basso impatto ambientale, che coniuga per la prima volta due grandi e riconosciute eccellenze: quella gastronomica, per cui questa terra è stata premiata ufficialmente lo scorso anno a livello europeo, con la ricchezza di un percorso di circa 470 km interamente ciclabile.

L’abbinata, in undici giorni e altrettante tappe (di cui tre in treno) permette di conoscere e apprezzare buona parte del territorio dei nostri vicini di casa sul fronte orientale e godere della loro proverbiale ospitalità.

Itinerari nella natura e nel gusto

Nel cuore verde d’Europa, il ciclismo come sport (reso popolare da campioni di fama internazionale del calibro di Tadej Pogačar e Primož Roglič) e il cicloturismo sono di casa, con tracciati adatti a tutti, dai biker più esperti alle famiglie in vacanza con i bambini, resi più interessanti dal fattore della diversità geografica. È raro, infatti, trovare una nazione che combini tipi di paesaggi così mutevoli in un’area tanto piccola. La Slovenia è un vero crocevia tra il mondo alpino, il mediterraneo, il carsico e il pannonico. E le distanze sono relativamente brevi, permettendo di passare da una situazione all’altra nell’arco di una stessa giornata.

Panorami suggestivi e rigeneranti fanno da sfondo, in particolare, all’itinerario che unisce i puntini delle splendide destinazioni certificate Slovenia Green. Il viaggio multisensoriale, variante golosa del cicloturismo, si dirama su strade secondarie tra vigneti, castelli, boschi aromatici, verdi colline, laghi e sorgenti termali, con rilassanti pause benessere in agriturismi, boutique hotel o ristoranti stellati (ben sei, lungo il tragitto), in grado, con le loro proposte, di conquistare anche i palati più esigenti.

Le tappe della Green Gourmet Route

Si parte su due ruote da Lubiana, città vivace ed elegante, di tradizione mitteleuropea, in direzione della Valle dell’Isonzo, incorniciata dalle Alpi Giulie. Si prosegue verso Brda, rinomata regione viticola tra mare e monti e poi via, verso Nova Gorica e la Valle del Vipava, terra di vini unici e “casa” della migliore cucina tra le Alpi e l’Adriatico.

Si pedala da soli o in gruppo nell’incantevole regione del Carso, mondo ricco di meraviglie sotterranee e fenomeni naturali per dirigersi ancora verso Sevnica, località del Posavje, con il castello e il vigneto di Franconia Blu, Podčetrtek e Rogaška Slatina, patria del termalismo, Ptuj, la città più antica della Slovenia, nota per il suo carnevale, e infine Maribor, la capitale della Stiria attraversata dalla Drava.

Un percorso vario e articolato, che in questa modalità è anche un viaggio nel gusto, ricco di prelibatezze e invitanti pietanze locali, accompagnate dai migliori vini naturali, dal miele e dagli altri frutti dell’apicoltura. Alla base di tutto, l’offerta stagionale, a km zero, di decine di piccoli produttori selezionati con cura per l’utilizzo che fanno delle materie prime, il rispetto del territorio e della biodiversità, ma anche per la gestione green degli scarti, ridotti al minimo e smaltiti sempre in modo ecologico.

Scopri di più: Slovenia.info

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“Dove” vince il premio “Words of Wine – Parole di vino” con un servizio sulla Costa dei trabocchi

Una  striscia schiacciata tra l’Adriatico e la Majella: il mare, la montagna e la collina sono gli ingredienti che rendono unica la Costa dei trabocchi, in Abruzzo. Un mix che si ritrova anche a tavola, con una cucina che sa di mare e di terra. E con vini che raccontano tradizioni e saperi antichi. Scivolando lungo il litorale teatino con fughe nell’entroterra, il nostro collaboratore Stefano Tesi ha assaporato a fondo il territorio di Vasto e dintorni, regalandone il gusto ai nostri lettori con il servizio “Sapori che sfiorano il cuore”, pubblicato sul numero di “Dove” di luglio 2021.

Ora quelle pagine sono valse a Tesi e alla nostra testata il premio giornalistico internazionale “Words of Wine – Parole di vino” ideato dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo. Il riconoscimento, arrivato quest’anno alla sesta edizione, è nato per ringraziare chi valorizza le storie dei vini, delle persone e delle realtà abruzzesi. Tesi lo ha vinto per la categoria “Carta stampata Italia”, accendendo i riflettori sul Cerasuolo e sulle altre Doc locali, come il Montepulciano d’Abruzzo e il Trebbiano d’Abruzzo.

La premiazione (nella foto in alto, Stefano Tesi a sinistra) si è svolta lo scorso 8 giugno nello splendido Palazzo d’Avalos di Vasto (Chieti), nell’ambito del Grand Tasting Vini d’Abruzzo 2022, coinvolgendo giornalisti di testate cartacee, web, tv e radio selezionati fra una rosa di candidati ritenuti meritevoli. La competizione annuale è aperta a tutti gli autori di servizi giornalistici pubblicati o mandati in onda in uno dei Paesi dell’Unione Europea che abbiano raccontato di territori, personaggi, arte e natura abruzzesi legati ai vini d’Abruzzo.

Leggi il servizio di Stefano Tesi online: sfoglia la gallery sotto.

 

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Milano Restaurant Week 2022: dal 2 all’8 maggio torna la grande festa delle cucine di tutto il mondo

Dal Giappone al Perù a Milano si può viaggiare in tutti i Paesi del mondo. Come? Anche attraverso la dinamica e variegata offerta della ristorazione milanese. L’appuntamento per il viaggio tra i sapori è dal lunedì 2 a domenica 8 maggio, con la seconda edizione della Milano Restaurant Week.

Attraverso la piattaforma YesMilano Restaurants è possibile costruire il proprio percorso gastronomico, prenotando in base al quartiere e alla tipologia di cucina scegliendo tra oltre 140 indirizzi che hanno aderito alla manifestazione. In questo modo molti ristoranti diventano più accessibili grazie agli speciali menu con degustazioni a prezzo fissodai 20 agli 80 euro.

Milano Restaurant Week
Il logo della Milano Restaurant Week 2022, illustrazione di Sofia Romagnolo

Quest’anno “la settimana dei ristoranti” punta anche sulla promozione della cucina sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Dalla predilezione per chi propone prodotti a chilometro zero, provenienti dalla filiera corta dell’area metropolitana, all’incentivo alla doggy bag fino alla proposta di menu vegetariani e vegani.

Ma non solo: tra gli obiettivi del progetto, la volontà di accendere l’attenzione sulla rilevanza della Food Policy, la politica alimentare portata avanti dal Comune di Milano, eredità di Expo 2015: «La ristorazione è un settore di grande rilevanza, rappresenta un’eccellenza per innovazione, varietà e creatività» ha spiegato Alessia Cappello, assessora allo Sviluppo Economico del Comune di Milano, «siamo lieti di poter offrire ai milanesi e ai turisti la possibilità di scoprire la città da una diversa prospettiva, avvalorandone la multiforme cultura gastronomica e appoggiando una politica alimentare virtuosa».

L’iniziativa è promossa dal Comune di Milano e Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi attraverso Milano&Partners con Confcommercio Milano e Nexi, ed è volta anche al sostegno della ripartenza del turismo nella capitale economica del Paese.

Per info e prenotazioni: restaurants.yesmilano.it

Leggi anche: Milano cosa vedere, cosa fare

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Giornata mondiale dell’alimentazione: cos’è e perché si celebra. Il tema del 2021 e gli eventi

Oltre tre miliardi di persone (circa il 40% della popolazione mondiale, dati Fao) non hanno a disposizione cibo sano. C’è ancora molto da fare per sfamare il mondo e sfamarlo bene: è il bilancio della Giornata mondiale dell’alimentazione 2021, che cade a pandemia ancora in corso. Così quest’anno il 16 ottobre ha un significato più ampio ed evidenzia come la sostenibilità del sistema agroalimentare abbia infiniti e complessi risvolti con ricadute a livello mondiale, a cominciare da quelle sanitarie e da quelle economiche.

Giornata mondiale dell’alimentazione: cos’è

La Giornata mondiale dell’alimentazione è una ricorrenza che si celebra ogni anno il 16 ottobre, data in cui, nel 1945, fu fondata la FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.
La giornata, però, fu istituita molti anni più tardi, nel novembre 1979, durante la 20a Conferenza generale dell’organizzazione.
Oggi sono più di 150 i Paesi che festeggiano questa ricorrenza e declinano sul proprio territorio nazionale eventi e azioni per accendere i riflettori sulla malnutrizione legata alla povertà, sulla sicurezza alimentare e sull’importanza di una corretta dieta, anche dove il cibo non manca e talvolta viene sprecato.

Giornata mondiale dell’alimentazione 2021: il tema

Il tema scelto dalla FAO per l’edizione 2021 della Giornata mondiale dell’alimentazione è la trasformazione dei sistemi agroalimentari. Perché siamo tutti coinvolti, dal produttore che coltiva e alleva, al consumatore finale che si siede a tavola. E tutti siamo chiamati a fare la nostra parte, per diminuire l’impatto ambientale, lo spreco, i costi sanitari legati ad una cattiva alimentazione e quelli economici che derivano dalle forti disuguaglianze di sviluppo.

LEGGI ANCHE: Giornata mondiale dei legumi: perché fanno bene alla salute, all’economia e all’ambiente

Le contraddizioni sono tante ed emergono drammatiche dai dati diffusi dalla FAO: a fronte degli oltre 3 miliardi di persone che non possono permettersi quotidianamente cibo sano, sono 2 miliardi quelle obese o in sovrappeso. E ancora, il 14% del cibo va perso nelle fasi di produzione, immagazzinamento e trasporto, mentre il 17% viene buttato dai consumatori finali.

© FAO 2021

Gli eventi per festeggiare la Giornata mondiale dell’alimentazione 2021

Ecco perché la FAO nel 2021 si concentra sulla necessità di trasformare tutta la filiera per raggiungere un’obiettivo di sostenibilità ambientale, ma anche economica e sociale. E, come ogni anno, insiste sullo slogan “Le nostre azioni sono il nostro futuro”, che fa da filo conduttore ai tanti eventi in calendario in oltre 150 Paesi del mondo. A cominciare dalla cerimonia ufficiale, fissata per il 15 ottobre nella sede della FAO a Roma: alle ore 11 leader mondiali (con interventi video di Papa Francesco e del segretario generale dell’ONU, António Guterres), ambasciatori e importanti relatori incontreranno QU Dongyu, direttore generale della FAO. A seguire, la lectio magistralis del professor Klaus Schwab, presidente esecutivo del Forum Economico Mondiale e un dibattito su “Tè e Caffè” per accendere i riflettori su due bevande che accomunano molte culture diverse e che danno lavoro a milioni di persone nel mondo.

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Ci sono poi migliaia di eventi nazionali e locali (da scoprire sul sito ufficiale fao.org/world-food-day).
A Roma, la Giornata mondiale dell’alimentazione verrà celebrata anche al G20 Green Garden, nello storico Parco dell’Appia Antica. E a livello internazionale, vanno segnalate anche le iniziative legate a Expo Dubai.

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Torino e le Langhe in prima fila: 5 esperienze esclusive per vivere l’autunno in Piemonte

Il Piemonte è una terra unica dove convivono molte anime, dai fasti della Torino sabauda all’atmosfera bucolica delle Langhe. Ad accomunarle tutte è la ricchissima offerta enogastronomica e la tradizione secolare dell’accoglienza di alto livello: mangiare bene e soggiornare in luoghi esclusivi è una certezza sia che si decida di trascorrere un weekend nella natura sia che si parta per fare il pieno di arte e cultura in città. Meglio ancora se ci si lascia guidare da itinerari speciali, pensati non solo per vedere i luoghi ma anche per vivere in prima persona esperienze emozionanti come quelle selezionate dal Consorzio Turistico Incoming Experience, che riunisce alberghi, ristoranti, cantine e tour guidati proponendo pacchetti su misura.

A Torino sulle tracce di Guarino Guarini, architetto dell’impossibile

Un tour nel centro storico di Torino ha un fascino ancora più speciale se si prova la Guarini Experience™, itinerario che segue le orme lasciate da Guarino Guarini, il grande architetto che ha rivoluzionato la fisionomia della città con linee audaci, dettagli esotici ed esoterici. Il tour tocca alcune perle dell’architettura barocca come la cappella di San Lorenzo, il Palazzo Carignano e la celebre Cappella della Sindone, riaperta nel 2018 dopo 28 anni di restauri e considerata un capolavoro architettonico senza pari per i suoi straordinari effetti ottici che regalano una forte illusione in altezza. Da non perdere il pranzo al Ristorante Guarini gestito dal giovane e creativo chef Luca Tomaino, per gustare un’ottima cucina piemontese accompagnata dal vermouth, l’aperitivo torinese dal 1786 che solo qui è possibile gustare alla spina.

Viaggio nel mondo del vermouth con la Discover Martini Experience

Il Vermouth di Torino, o vermut in piemontese, è un vino aromatizzato creato nel 1786 a Torino e dal 2017 è un’indicazione geografica registrata, riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale italiano nonché ingrediente primario di numerosi cocktail. La sua storia è legata a doppio filo con quella del brand torinese Martini, che oggi si può scoprire con un itinerario su misura: la Discover Martini Experience, con visita allo stabilimento di Pessione, al museo e alla Mondo Martini Gallery. Guidati dagli esperti Martini si parte alla scoperta di 150 anni di storia del sapere artigianale che ha dato vita a una ricetta ancora oggi segreta, prodotta testando oltre 500 campioni di erbe aromatiche.

Torino Magica e Art in Tour: tutte le meraviglie della città a portata di mano

Un’esperienza inedita da provare nella capitale sabauda è la Torino Magica Experience: un percorso a piedi e a bordo di uno speciale Cabrio Bus alla scoperta della storia esoterica della città, da secoli considerata il vertice di due triangoli magici, uno legato alla magia nera e l’altro alla magia bianca. Molti luoghi di Torino sono considerati “magici”: Piazza Statuto (cuore della magia nera), Piazza Castello (centro della magia bianca) e ancora la città sotterranea, il Parco del Valentino e la chiesa della Gran Madre. In via XX settembre poi, dove oggi c’è la sede della Banca Nazionale del Lavoro, si trova il particolare portone dell’edificio Trucchi di Levaldigi. Secondo la leggenda, tanti anni fa il portone comparve all’improvviso durante le invocazioni notturne di un apprendista stregone. Il diavolo infastidito da queste invocazioni imprigionò lo stregone dietro al portone per sempre. Sempre nel 600 l’edificio ospitò la Fabbrica dei Tarocchi. La carta dei Tarocchi associata al Diavolo è proprio l’Arcano Maggiore n.15, come il numero civico del palazzo, all’epoca.

Meno inquietanti, ma non certo meno affascinanti, sono le proposte di visita legate al circuito Art In Tour: dalla Torino Royal Experience per ammirare i capolavori dell’arte custoditi nel Palazzo Reale, alle visite alla Reggia di Venaria che oggi ospita la mostra dedicata al paesaggio “Un’infinita bellezza”, alla scoperta – o riscoperta – del Museo Egizio dove dopo anni di restauri è tornato a splendere il grande edificio noto come “Collegio dei Nobili” con i suoi reperti millenari.

Degustazioni in cantina e pic nic in vigna: il gusto delle Langhe è servito

L’area delle Langhe è conosciuta in tutto il mondo per l’alta qualità dei suoi vini e del suo ottimo cibo. E allora perché non mettersi alla prova con lezioni di cucina su misura per imparare a preparare i piatti tipici piemontesi? L’Azienda Agricola Marrone a La Morra propone classi di cucina con il suo chef, ma anche visite all’antica cascina di famiglia e alle cantine albesi con immancabile degustazione di vini. Si assaggiano le bontà delle Langhe direttamente in vigna, invece, con la Cadia Experience dell’Azienda Agricola Cadia di Roddi, che propone visite guidate ai vigneti e alla cantina con degustazione sensoriale di tre vini “a sorpresa” accompagnati da pane e grissini.

Scopri tutte le esperienze da vivere in Piemonte su incomingexperience.it

 

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Mercato Centrale Milano: la spesa di qualità si fa in stazione

A tutti i milanesi e ai viaggiatori desiderosi di gustare i sapori della città è dedicato il nuovo indirizzo per fare la spesa di qualità: dal 2 settembre 2021 arriva il Mercato Centrale Milano, in via Sammartini angolo piazza Quattro Novembre, proprio sul fianco della Stazione Centrale, dove fermano i tram.

Sviluppato su due piani, al piano terra e al primo piano della celebre stazione datata 1931, dalle ampie volte e vetrate, il nuovo Mercato Centrale ospita ben 29 botteghe di produttori artigianali, pronti a raccontare la storia di ogni singola specialità, ma anche uno Spazio Fare per gli incontri, le presentazioni, gli eventi e persino una radio che dà voce alla città, con la direzione artistica di Alessio Bertallot.

Dopo il format di successo già rodato a Firenze, Roma e Torino, il Mercato Centrale Milano offre la possibilità sia di portarsi a casa le eccellenze degli artigiani del gusto sia di ordinarle per ricevere tutto direttamente a casa grazie al servizio di delivery di cosaporto.it. In alternativa, ci si può regalare una pausa slow, magari in attesa di un treno, e sedersi a un tavolo per leggere, mangiare e connettersi via wi-fi in tranquillità.

Mercato Centrale Milano: il volto degli artigiani del gusto

Tante le novità e le storie da scoprire dietro ai volti dei 29 artigiani distribuiti in uno spazio di oltre 4500 mq di cui quasi un quarto dedicato al pesce, visto che a Milano c’è il mercato ittico più importante d’Europa, con un’enorme vetrina espositiva affidata alla pescheria Pedol, fiore all’occhiello della tradizione ittica milanese dal 1929. Un pescato che può anche essere cucinato sul posto, oppure assaggiato crudo al fish bar guidato dal cuoco emergente Jérémie Depruneaux, o ancora in abbinamento con i cocktail artigianali del bartender Flavio Angiolillo, il cui nome è già associato ad alcuni dei locali più all’avanguardia di Milano (Mag Cafè, Backdoor 43, Iter). In trasferta sotto le guglie del Duomo anche i fratelli Piero e Luca Landi del pluripremiato ristorante Rendez-vous di Marciana Marina (Isola d’Elba), che portano sotto le ampie volte del piano terra della Stazione Centrale la loro esperienza e la loro specialità: il pesce cucinato al carbone vegetale.

Leggi anche: Arriva MI-SIDE: la città raccontata da Alessio Bertallot

Nello storico edificio simbolo della Milano che non si ferma mai,  anche la carne gioca il suo ruolo da protagonista. E lo fa anche con un testimonial d’eccezione, l’eclettico Joe Bastianich, presente al Mercato Centrale con un American barbecue in puro stile americano e un’area dedicata a un’accurata selezione di vini prodotti dalla sua azienda di famiglia. A questi si aggiungono un grande spazio dedicato alle carni toscane più prelibate, una bottega dei bolliti, un girarrosto con fuoco a legna dove acquistare solo polli allevati a terra e alimentati con granaglie.

MCM: dal pane con i cereali antichi ai ravioli cinesi, qui c’è tutto il gusto di Milano

Tra le tante esperienze da non perdere al Mercato Centrale Milano, segnaliamo il pane di Davide Longoni, considerato dal Gambero Rosso “il padre della Panificazione Moderna” attraverso la riscoperta dei cereali antichi e del vero lievito madre; ma anche i dolci, panettone in primis, del Maestro pasticcere Vincenzo Santoro, che da oltre cinquant’anni conquista il palato dei milanesi collezionando premi con la sua Pasticceria Martesana. Negli spazi riconvertiti della stazione, poi, non mancano i gusti decisi della pasticceria meridionale e quelli classici della cioccolateria torinese; l’arte casearia biologica del cremasco Tommaso Carioni e i succhi  green di Cesare Cacciapuoti e Nicolò De Gregorio; le specialità a base di tartufo di Luciano Savini e il riso di Sergio Barzetti; la pizza di Giovanni Mineo e Simone Lombardi e la gastronomia genovese di Marco Bruni. Ma anche i ravioli cinesi di Agie Zhou, il primo giovane ristoratore cinese di via Paolo Sarpi a perseguire la strada della filiera corta e della qualità certificata: i suoi piatti uniscono le antiche tradizioni cinesi all’eccellenza degli ingredienti italiani cucinati rigorosamente a vista.

Naturalmente, nella miglior tradizione meneghina, al Mercato Centrale Milano non si pensa solo a mangiare: tra le lezioni della scuola di cucina affidata ad Alessio Leporatti di Florencetown e i tanti eventi culturali in programma in pieno Fuorisalone 2021 e non solo, non c’è tempo di annoiarsi. E per gli amanti dell’aperitivo, la tappa obbligata è alla birreria dove si può sorseggiare la birra Moretti prodotta appositamente per il Mercato, oppure all’enoteca per degustare uno dei vini accuratamente selezionati da Tannico, il principale e-commerce, made in Milano, specializzato nella vendita di vino italiano in tutto il mondo. E se alla fine si è fatto tardi e siete attesi a casa di amici, niente paura: i fiori e le piante di Rosalba Piccinni, la “cantafiorista” che solca i palchi dei jazz club milanesi, li renderanno certamente felici.

Info: mercatocentrale.it

La mappa del Mercato Centrale Milano, così come tutta la campagna di comunicazione, è stata realizzata dall’agenzia Almagreal di Firenze

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Mercato Centrale Milano: la spesa di qualità si fa in stazione

A tutti i milanesi e ai viaggiatori desiderosi di gustare i sapori della città è dedicato il nuovo indirizzo per fare la spesa di qualità: dal 2 settembre 2021 arriva il Mercato Centrale Milano, in via Sammartini angolo piazza Quattro Novembre, proprio sul fianco della Stazione Centrale, dove fermano i tram.

Sviluppato su due piani, al piano terra e al primo piano della celebre stazione datata 1931, dalle ampie volte e vetrate, il nuovo Mercato Centrale ospita ben 29 botteghe di produttori artigianali, pronti a raccontare la storia di ogni singola specialità, ma anche uno Spazio Fare per gli incontri, le presentazioni, gli eventi e persino una radio che dà voce alla città, con la direzione artistica di Alessio Bertallot.

Dopo il format di successo già rodato a Firenze, Roma e Torino, il Mercato Centrale Milano offre la possibilità sia di portarsi a casa le eccellenze degli artigiani del gusto sia di ordinarle per ricevere tutto direttamente a casa grazie al servizio di delivery di cosaporto.it. In alternativa, ci si può regalare una pausa slow, magari in attesa di un treno, e sedersi a un tavolo per leggere, mangiare e connettersi via wi-fi in tranquillità.

Mercato Centrale Milano: il volto degli artigiani del gusto

Tante le novità e le storie da scoprire dietro ai volti dei 29 artigiani distribuiti in uno spazio di oltre 4500 mq di cui quasi un quarto dedicato al pesce, visto che a Milano c’è il mercato ittico più importante d’Europa, con un’enorme vetrina espositiva affidata alla pescheria Pedol, fiore all’occhiello della tradizione ittica milanese dal 1929. Un pescato che può anche essere cucinato sul posto, oppure assaggiato crudo al fish bar guidato dal cuoco emergente Jérémie Depruneaux, o ancora in abbinamento con i cocktail artigianali del bartender Flavio Angiolillo, il cui nome è già associato ad alcuni dei locali più all’avanguardia di Milano (Mag Cafè, Backdoor 43, Iter). In trasferta sotto le guglie del Duomo anche i fratelli Piero e Luca Landi del pluripremiato ristorante Rendez-vous di Marciana Marina (Isola d’Elba), che portano sotto le ampie volte del piano terra della Stazione Centrale la loro esperienza e la loro specialità: il pesce cucinato al carbone vegetale.

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Nello storico edificio simbolo della Milano che non si ferma mai,  anche la carne gioca il suo ruolo da protagonista. E lo fa anche con un testimonial d’eccezione, l’eclettico Joe Bastianich, presente al Mercato Centrale con un American barbecue in puro stile americano e un’area dedicata a un’accurata selezione di vini prodotti dalla sua azienda di famiglia. A questi si aggiungono un grande spazio dedicato alle carni toscane più prelibate, una bottega dei bolliti, un girarrosto con fuoco a legna dove acquistare solo polli allevati a terra e alimentati con granaglie.

MCM: dal pane con i cereali antichi ai ravioli cinesi, qui c’è tutto il gusto di Milano

Tra le tante esperienze da non perdere al Mercato Centrale Milano, segnaliamo il pane di Davide Longoni, considerato dal Gambero Rosso “il padre della Panificazione Moderna” attraverso la riscoperta dei cereali antichi e del vero lievito madre; ma anche i dolci, panettone in primis, del Maestro pasticcere Vincenzo Santoro, che da oltre cinquant’anni conquista il palato dei milanesi collezionando premi con la sua Pasticceria Martesana. Negli spazi riconvertiti della stazione, poi, non mancano i gusti decisi della pasticceria meridionale e quelli classici della cioccolateria torinese; l’arte casearia biologica del cremasco Tommaso Carioni e i succhi  green di Cesare Cacciapuoti e Nicolò De Gregorio; le specialità a base di tartufo di Luciano Savini e il riso di Sergio Barzetti; la pizza di Giovanni Mineo e Simone Lombardi e la gastronomia genovese di Marco Bruni. Ma anche i ravioli cinesi di Agie Zhou, il primo giovane ristoratore cinese di via Paolo Sarpi a perseguire la strada della filiera corta e della qualità certificata: i suoi piatti uniscono le antiche tradizioni cinesi all’eccellenza degli ingredienti italiani cucinati rigorosamente a vista.

Naturalmente, nella miglior tradizione meneghina, al Mercato Centrale Milano non si pensa solo a mangiare: tra le lezioni della scuola di cucina affidata ad Alessio Leporatti di Florencetown e i tanti eventi culturali in programma in pieno Fuorisalone 2021 e non solo, non c’è tempo di annoiarsi. E per gli amanti dell’aperitivo, la tappa obbligata è alla birreria dove si può sorseggiare la birra Moretti prodotta appositamente per il Mercato, oppure all’enoteca per degustare uno dei vini accuratamente selezionati da Tannico, il principale e-commerce, made in Milano, specializzato nella vendita di vino italiano in tutto il mondo. E se alla fine si è fatto tardi e siete attesi a casa di amici, niente paura: i fiori e le piante di Rosalba Piccinni, la “cantafiorista” che solca i palchi dei jazz club milanesi, li renderanno certamente felici.

Info: mercatocentrale.it

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Slovenia: una vacanza di gusto, tra sapori locali e piatti stellati

Al confine con l’Italia, c’è un Paese europeo che sembra fatto su misura per chi desidera una vacanza alla scoperta del buon cibo e dei nuovi sapori: è la Slovenia.

Prova ne è che persino gli ispettori Michelin hanno deciso di includere la Slovenia nella celebre guida francese, da un anno a questa parte. Dal 2020, infatti, sono ben sei i ristoranti stellati del Paese: uno con due stelle e cinque con una.

In Slovenia, tra buon cibo e sostenibilità

Tra i territori più all’avanguardia dal punto di vista culinario, la Slovenia sorprende non solo per la qualità dei piatti della sua cucina ma, soprattutto, per il profondo rispetto, anche in ambito gastronomico, del suo territorio. Una vera e propria filosofia nazionale, applicata a ogni settore.

In Slovenia raccogliere e utilizzare ingredienti freschi dai campi e dagli orti vicini non è semplicemente una tendenza, è uno stile di vita da sempre orientato alla sostenibilità che è ormai diventato parte integrante della cultura. È prassi, per esempio, che spezie ed erbe aromatiche utilizzate nei ristoranti provengano dal prato più vicino; che funghi e altri frutti di bosco vengano raccolti nelle foreste locali; che latte e latticini arrivino dalle montagne slovene e il miele dagli alveari degli apicoltori locali… In altre parole: ristoratori e produttori collaborano a stretto contatto a tutela del gusto e del patrimonio agroalimentare della Slovenia.

Non è un caso che questa terra, a nord est dell’Italia, sia stata eletta Regione Europea della Gastronomia 2021. Un riconoscimento che celebra il legame tra le colture sostenibili e coltivate a km zero e la creatività degli chef locali. Ana Roš, Miglior Chef Donna al mondo nel 2017 e ambasciatrice del premio, ha commentato: “Il nostro cibo è come la Slovenia: diverso e interessante”. Una varietà preziosa, valore in più per chi è alla ricerca di una vacanza all’insegna del gusto.

Slovenia: regione che vai, prelibatezze che trovi

Sono più di 400 i prodotti alimentari tipici sloveni e ogni regione – se ne contano 24, in aggiunta a 3 regioni vinicole – ha le sue peculiarità. Quattro le macroaree: nella Slovenia Alpina, per esempio, si trovano tanti tipi di carne – la salsiccia della Carniola una delle più famose –  e formaggi come il mohant, il Bovec e il Tolmint. In quella Mediterranea, vicina al mare, prevalgono il pesce, in primis il branzino, e i salumi del Carso, stagionati grazie ai forti venti della Bora. La Slovenia Pannonica, terra di acque termali, è il regno dei vini e di diverse varietà di pane e olio di semi di zucca. Nella Slovenia Centrale, invece, la cucina è più cosmopolita, merito della capitale Lubjiana, crocevia di culture e melting pot di tendenze.

La Slovenia e il riconoscimento delle stelle Michelin

Se nel 2020 la Slovenia è entrata per la prima volta nella Guida Michelin, il merito è sicuramente del ristorante Hisa Franko di Kobarid, meraviglioso tempio della cucina della chef Ana Roš, premiato con due stelle. Nella stessa casa in cui, si dice, Ernest Hemingway abbia scritto Addio alle armi, sfilano sulla tavola piatti che racchiudono l’identità e i sapori di un territorio, valorizzando in modo contemporaneo la filiera produttiva locale.

In Slovenia c’è una molta attenzione e rispetto verso i prodotti del territorio (foto: Ciril Jazbec)

A seguire, sempre nel 2020, hanno ottenuto una stella Michelin ben cinque locali grazie ai loro chef creativi e innovativi: Hiša Denk (Gregor Vračko), Pri Lojzetu (Tomaž Kavčič), Vila Podvin (Uroš Štefelin), Dam (Uroš Fakuč) e Atelje (Jorg Zupan). Non solo. A questi si aggiungono i sei ristoranti premiati con lo speciale Michelin Sustainability Award Gostišče Grič (Luka Košir), Monstera bistro (Bine Volčič), il già citato Hiša Franko (Ana Roš), Gostilna Krištof (Uroš Gorjanc), Gostilna za Gradom (Davide Crisci) e Gostilna Mahorčič (Ksenija Krajšek Mahorčič) – e con il premio onorario Michelin Bib Gourmand, ricevuto da ben nove ristoranti (Etna, Ruj, Jožef, Na Gradu, Rajh, Gostilna Mahorčič, Gostilna Repovž, Gostišče Grič ed Evergreen).

Esperienze food a 5 stelle

E per chi è in cerca di esperienze davvero uniche, basta cercare Slovenia Unique Experience, il marchio assegnato dall’Organizzazione turistica slovena alle esperienze a 5 stelle più esclusive da vivere sul territorio. Naturalmente, non mancano quelle a tema food. Si può andare, per esempio, nel giardino del convento nella Valle della Savinja, insieme a esperte erboriste, alla scoperta di erbe aromatiche, oppure con il Vintage Gourmet Tour si può partecipare a un tour gastronomico di degustazione degli olii d’oliva migliori e delle tradizionali specialità culinarie istriane spostandosi a bordi di auto e pulmini d’epoca. Chi sceglie Velenje Underground, infine, potrà vivere un’incredibile esperienza gastronomica nella sala da pranzo più profonda della Slovenia, nell’omonima miniera, a 160 metri di profondità.

Per info: Slovenia.info

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Brescia 2021: emozioni ed esperienze tra arte e natura

«Brescia la forte, Brescia la ferrea». Così Giosuè Carducci descriveva la Leonessa d’Italia nelle sue Odi Barbare. E forte e ferrea Brescia lo è ancora, e lo ha dimostrato, ma è anche vivace, moderna, con lo sguardo rivolto al futuro e le radici ben piantate nella sua storia e nelle sue tradizioni. 

Lo raccontano le strade del centro storico, intorno all’area monumentale del Foro Romano, patrimonio Unesco, e quelle del quartiere del Carmine, un tempo zona da evitare, oggi imperdibile per il suo fermento creativo a tutte le ore del giorno. Lo racconta l’imponente Castello sul monte Cidneo, dove durante le 10 giornate di Brescia gli Austriaci si arroccarono per frenare l’insurrezione, e le stazioni della rete metropolitana, veri capolavori di architettura contemporanea. Ma soprattutto lo racconta l’atmosfera che si respira in città e che avvolge di stupore ed entusiasmo chiunque arrivi da fuori.

Ecco perché – che sia per una gita fuori porta, per un weekend o più giorni di vacanza, da programmare non appena sarà possibile tornare a viaggiare, dopo le festività – Brescia è una delle mete da mettere in agenda per l’anno nuovo. Da visitare passeggiando nel centro storico, godendosi ogni angolo e palazzo, o spostandosi nei dintorni, per una settimana bianca fuori stagione in Valcamonica, un’immersione nella natura nei vicini laghi d’Iseo e d’Idro o un tour “tra le bollicine” in Franciacorta, sui colli ricoperti di vigneti.

Il cuore di Brescia, a spasso nella storia e nell’arte 

Facile da raggiungere (in auto come in treno), Brescia è facile anche da girare. Preferibilmente a piedi o in bicicletta se si comincia dal centro storico, in un itinerario “cronologico”, che parte dal parco archeologico dell’antica Brixia – villaggio celtico su cui fu costruita la città romana – e arriva al XX secolo, in piazza della Loggia, la più cara ai bresciani, ancor più dopo l’attentato del 1974. 

Un percorso da seguire con il cuore, più che con la guida della città in mano, cercando di ascoltare le voci della Storia, narrata dai monumenti stessi. Come la Vittoria Alata, statua in bronzo icona della città, datata I secolo d.C., che a giugno 2020, dopo due anni di restauri, è rientrata “a casa”: in quel Capitolium dove era stata rinvenuta nel 1826, ma in una collocazione tutta nuova, in cui dà spettacolo di sé. 

Brescia: cosa vedere e dove andare

O come l’imperdibile complesso di Santa Giulia, lascito d’epoca longobarda, oggi Museo della città, inserito nel World Heritage dell’Unesco, al cui interno va assolutamente visitata la medievale chiesa di Santa Maria in Solario, con gli straordinari affreschi rinascimentali di Floriano Ferramola e la Croce di Desiderio tempestata di 212 gemme, il più grande manufatto di oreficeria longobarda conosciuto.

Poi accade anche che passeggiando per le vie dello shopping – corso Magenta, corso Zanardelli, via X Giornate – si finisca per approdare in piazza della Vittoria, corte medievale riprogettata durante il fascismo, oggi salvata da un triste destino di maxi-parcheggio e diventata salotto accogliente, ai piedi dello storico palazzo delle Poste e del palazzo dell’Ina, uno dei primi grattacieli d’Italia, alto 15 piani.  

Brescia, un ponte fra tradizione e innovazione

Ognuno di questi luoghi racconta la storia e lascia, in chi osserva, l’incanto di un’epoca passata ma ancora viva. Una sensazione ancora più forte se si visitano palazzi d’epoca ristrutturati e trasformati in qualcosa di completamente nuovo, pur mantenendo la loro essenza storica. Come l’antico Palazzo Martinengo da Barco, edificato nel ‘500, restaurato e adeguato per ospitare le 21 sale espositive della prestigiosa Pinacoteca Tosio Martinengo, nella quale ammirare, tra le altre, opere di Raffaello, Lotto, Canova e Hayez.

O come palazzo Martinengo-Colleoni di Malpaga, uno dei più imponenti edifici barocchi della città, che ha ospitato il tribunale fino al 2009 e oggi è stato trasformato in polo culturale che accoglie creativi digitali, artisti e giovani imprenditori nei centri Mo.Ca., Ma.co.f (spazio di ricerca sulla fotografia italiana), Idra e Makers Hub.

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Passato e futuro si incontrano anche in una vecchia casa cantonale a pochi passi dalla stazione di Brescia: la Gare 82 (si chiama così perché dista esattamente 82 chilometri dalla stazione di Milano), una galleria d’arte diventata punto di riferimento per i creativi e gli artisti bresciani.

Così come punto di riferimento sono diventati gli Areadocks, vecchio magazzino ferroviario di via Sangervasio, unico posto in Italia scelto dalla street artist americana Colette Miller per riprodurre le sue ali d’angelo (che richiamano la Vittoria Alata), e l’associazione C.AR.M.E, Centro Arti Multiculturali e Etnosociali, che nella chiesa sconsacrata dei Santi Filippo e Giacomo, punta a riunire attori e fruitori del mondo della cultura contemporanea, promuovendo progetti che connettano Brescia ad altre realtà internazionali simili.

La chiesa sconsacrata, oggi chiamata Sala, si trova al Carmine, ex quartiere popolare riqualificato dall’inizio degli anni 2000 e considerato oggi zona di riferimento per la sua vivacità artistica e culturale: sono qui, per esempio, alcune delle sedi del Brescia Photo Festival, la rassegna internazionale di fotografia che “invade” la città a maggio ogni anno.

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Eventi e sapori nel bresciano

Proprio gli eventi sono un’altra buona ragione per programmare una visita a Brescia e i suoi dintorni. Senza aspettare la primavera o la storica Mille Miglia, la “corsa di auto d’epoca più bella del mondo” che nel 2021 partirà da Brescia il 12 maggio per farvi ritorno il 15 (ma il museo Mille Miglia è aperto tutto l’anno).

1000 Miglia, una corsa alla scoperta delle meraviglie d’Italia

Si può cominciare dal Carnevale di Bagolino, qui, maschere, “Bälärì” (Ballerini), e “Sonädùr” (Suonatori)  rinnovano ogni anno una tradizione che risale al  Cinquecento e non ha eguali in tutta Italia. Borgo medievale che guarda il lago d’Idro si raggiunge in un’ora di auto da Brescia ed è rimasto immutato nei secoli, con le sue stradine lastricate, le case in pietra e le fontanelle. 

Da non perdere, da queste parti, anche il formaggio Bagòss, presidio Slow food, un altro buon motivo per scegliere la zona del bresciano. Del resto, è impensabile non pensare a soddisfare, oltre allo spirito, anche il palato:  nel 2017, infatti, Brescia è stata insignita del titolo di Regione Europea della Gastronomia, assegnato dall’Istituto Internazionale di Gastronomia, Cultura, Arti e Turismo. Ed ecco allora in tavola i tradizionali “casonsèi”, pasta fresca ripiena di pangrattato e formaggio bagòss, i rustignì di Lumezzane, piatto contadino a base di burro, formaggio e uova, che alcuni ristoranti oggi servono in versione “elegante” come antipasto, e soprattutto il caviale di Calvisano da abbinare naturalmente a un vino Franciacorta.

Dove mangiare a Brescia e in Franciacorta: trattorie, ristoranti e cantine

Esperienze nella natura, sui laghi e in Franciacorta

Franciacorta significa buon vino, ma anche l’intero territorio in cui le blasonate bollicine note in tutto il mondo sono prodotte. Un territorio straordinario incastonato tra Brescia e il lago d’Iseo in cui inoltrarsi non solo per degustare le diverse versioni del vino nelle prestigiose cantine (molte delle quali si trovano in dimore storiche) ma anche per scoprire itinerari nella natura su e giù per le colline coperte di vitigni, lungo i cammini dei pellegrini (l’antica via Cluniacense) o nelle riserve naturali, come il Parco del Maglio, con i suoi Orti Botanici nei quali fare forest bathing, o le Torbiere del Sebino, a ridosso del lago d’Iseo. 

Lago d’Iseo: la vacanza perfetta

Da qui si può partire per un tour intorno al lago, da provare non solo con la bella stagione, visto che in inverno, le terre lacustri rivelano un fascino discreto che infonde magia in ogni luogo. Perfetto per una fuga romantica a San Valentino (da non perdere Monte Isola, l’isola lacustre più grande d’Italia), ma anche per chi cerca un’esperienza outdoor, all’aria aperta dopo mesi di smart working in casa: ecco allora l’antica via Valeriana da percorrere a piedi in un trekking verso Sale Marasino o, se siete allenati, anche il giro del lago in bicicletta. Arrivando, a nord, fino alle Piramidi di Zone, dette anche i “camini delle fate”: un vasto deposito morenico lasciato circa 150.000 anni fa dall’imponente ghiacciaio proveniente dalla Valle Camonica, molto interessante sia dal punto di vista geologico, sia dal punto di vista naturalistico. 

Da qui la montagna non è lontana e ci sono anche diversi comprensori sciistici da esplorare: Pezzase, Ponte di Legno, e, un po’ più su, in piena Valcamonica, Bienno. Tutte località da visitare anche in caso non si ami (o non si possa ancora) mettere gli sci ai piedi. Ma le sorprese non finiscono qui.

Maggiori informazioni su Visit Brescia, il sito ufficiale di tutta la provincia di Brescia.

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