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La più bella foto delle Alpi innevate del 2022 (che sia l’indizio di un bianco Natale anche in città?)

L’immagine è stata scattata il 18 dicembre dal satellite Sentinel-3 del programma di osservazione della Terra “Copernicus”, coordinato e gestito dalla Commissione europea e attuato in collaborazione con gli Stati membri e da vari enti fra cui l’Agenzia spaziale europea (Esa) e il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine.

Il satellite offre dati ad alta risoluzione – quasi in tempo reale – che vengono utilizzati per monitorare gli oceani, la Terra, i ghiacciai e l’atmosfera per comprendere le dinamiche globali su larga scala.

“La copertura nevosa è una fonte vitale di acqua per l’industria, l’agricoltura e il consumo umano” ha spiegato l’Esa. Qui potete scaricare l’immagine in alta risoluzione.

La neve ai minimi sulle Alpi, nell’immagine di giugno

La neve ai minimi sulle Alpi, nell’immagine del satellite europeo Sentinel-3 (ph: European Union, Copernicus Sentinel-3 imagery)

Le immagini scattate a giugno 2022 da Sentinel-3 (nel bel mezzo dell’ondata di caldo), mostravano invece la gravissima situazione sulle Alpi, dove il manto nevoso aveva raggiunto il minimo storico.

“Le Alpi stanno diventando più verdi perché le piante stanno colonizzando nuove aree e la vegetazione sta diventando generalmente più densa e più alta“, ha dichiarato Sabine Rumpf dell’Università di Basilea. “Le montagne stanno subendo un riscaldamento più drammatico rispetto alle quote più basse”, ad una velocità che è il doppio rispetto alla media globale. 

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Le previsioni per il Natale in Italia: 25 gradi al Sud 

Svegliarsi il giorno di Natale e trovare una fitta nevicata è il sogno di molti, bambini in particolare. Tuttavia, le nevicate fra il 24 e 25 dicembre sono piuttosto rare nelle pianure Italiane. La causa, ancora una volta, i cambiamenti climatici e gli inverni sempre più miti.

In particolare nel Sud Italia, sarà un Natale con temperature di molto superiori alla media. Non è un fatto anomalo, ma contribuirà a incasellare il 2022 come il più caldo in Italia dall’anno 1800. Nei prossimi giorni sono infatti previsti 25 gradi in Sicilia, 20 gradi nelle regioni centrali.

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Qualche fiocco (forse) a Torino

E al Nord? Forse qualche fiocco potrebbe cadere su Torino. A dirlo è Besteonlinecasinos.com, che ha esaminato i dati storici sulle precipitazioni nevose dal 2000 al 2020 per il mese di dicembre in 70 città europee. E rilevato che quest’anno Vaduz, nel Liechtenstein, è la città europea con le maggiori probabilità di vivere un bianco Natale mentre la possibilità che la neve possa cadere sul capoluogo piemontese è del 50,84 per cento. Dal 2000, i torinesi hanno avuto la fortuna di festeggiare il Natale con la neve ben 10 volte. 

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1MYAC, un milione di giovani in azione a favore dell’ambiente

Ridurre i consumi di acqua, scegliere luoghi da visitare raggiungibili in treno anziché in aereo, piantare alberi, costruire rifugi per piccoli animali, contenere al massimo i rifiuti. Piccoli gesti che chiunque di noi può mettere in atto e che, se attuati da tutti, possono cambiare le sorti del nostro pianeta. È questa l’idea alla base del progetto 1MYAC – One Million Youth Actions Challenge che punta a sensibilizzare i più giovani, tra i 10 e i 30 anni, di tutto il mondo per dare vita ad azioni concrete a favore di un futuro sostenibile. L’obiettivo è quello di raggiungere 1.000.000 di azioni.

1MYAC, un grido d’allarme dal ghiacciaio

L’idea di One Million Youth Actions Challenge è nata già nel 2018 quando, su invito di Daniel Maselli della Direzione svizzera per lo Sviluppo e la Cooperazione (SDC), 125.000 giovani di 35 paesi del mondo si sono riuniti sul ghiacciaio dell’Aletsch, nel Canton Vallese, per lanciare il loro grido di allarme sul riscaldamento climatico. In quell’occasione, sono state raccolte cartoline e cartoncini con i desideri e le preoccupazioni dei ragazzi per il pianeta. Tutti i messaggi arrivati a destinazione sono andati a comporre un enorme striscione srotolato lungo le pendici del ghiacciaio. Un’azione imponente e un forte messaggio per i leader mondiali ripreso dai media di tutto il globo.

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Un milione di iniziative per un futuro sostenibile con #1MYAC

Un progetto globale e trasparente

Da quella prima azione, il progetto viene lanciato nel 2021 dalla Direzione svizzera per lo Sviluppo e la Cooperazione (SDC) e coordinato dall’International Secretariat for Water (ISW) nell’ambito del IUCN World Conservation Congress di Marsiglia, formalizzando così il suo intento di partecipare agli United Nations Sustainable Development Goals (SDGs) dell’Agenda 2030. In particolare One Million Youth Actions Challenge si focalizza su quattro degli obiettivi prefissati: acqua pulita e igiene, produzione e consumo responsabile, azioni per il cambiamento climatico e biodiversità.

Dalla Svizzera, dove One Million Youth Actions Challenge è nato, il progetto si sta diffondendo tra tanti giovani del mondo. Ad oggi sono 7455 gli impegni presi in diversi Paesi, dall’Europa all’America all’Asia. La strada da fare è ancora lunga ma tutti possono partecipare iscrivendosi sul sito di 1MYAC e registrando l’azione che si intende mettere in atto a favore dell’ambiente. Un impegno pubblico da rispettare, verso sé stessi e verso il pianeta.

La piattaforma diventa così uno strumento che, da un lato, dà visibilità alle best practice intraprese e, dall’altro, dà la possibilità di verificare passo dopo passo, attraverso un sistema peer-to-peer, i progressi delle azioni in ogni parte del mondo. In questo modo si favorisce la massima trasparenza e i partecipanti possono diventare un modello per i decisori politici.

Info: 1myac.com

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New York: ecco Seascape, il nuovo gigante (green) del mare

In principio è stata la classe Seaside – definita “rivoluzionaria” da MSC Crociere – che nel 2017 e 2018, con l’inaugurazione delle navi gemelle Seaside e Seaview, ha ridefinito gli standard di design e tecnologici per le navi mass-market.

E poiché le aspettative per un settore da sempre chiamato in causa sulle questioni legate alla sostenibilità ambientale sono crescenti, ecco l’immediato upgrade con la classe Seaside EVO, già madre delle due navi più tecnologicamente avanzate della flotta MSC: Seashore, consegnata nel 2021, e la neonata Seascape, inaugurata ieri a New York con una cerimonia a cui hanno preso parte il sindaco della città, Eric Leroy Adams – che ha sottolineato come la nave, una delle prime a essere state battezzate a Manhattan, genererà 10mila posti di lavoro nell’indotto – e l’amministratore delegato di MSC, Pierfrancesco Vago.

Seascape, i numeri

Seascape21esima unità della flotta MSC e la seconda unità a essere inaugurata nel 2022 dopo MSC World Europa, già in navigazione in Medioriente – si presenta al pubblico con numeri da grande ammiraglia. L’ingente investimento necessario per la sua costruzione, un miliardo di euro circa, ha permesso la realizzazione di una nave molto lunga, 339 metri, su cui sono state spalmate 2.270 cabine con 12 diverse tipologie di comfort.

Gli spazi privati più lussuosi, come da tradizione MSC, sono le 131 suite con balcone dello Yacht Club, la “nave nella nave”: 32mila metri quadri, lo spazio più ampio di tutta la flotta, dedicato esclusivamente a coloro che cercano un’esperienza di crociera premium e all-inclusive con servizi privati e servizio maggiordomo 24 ore su 24.

Anche sul resto della nave – dove alloggeranno la gran parte dei 1.648 membri dell’equipaggio e dei 5.632 crocieristi ospitabili, per un rapporto personale-ospiti di circa uno a tre – i servizi e il relax sono garantiti. Dislocati su 15 ponti ci sono 16 ristoranti (di cui cinque tematici), 20 bar e lounge, sei piscine, una promenade da 540 metri che lambisce il mare, un teatro con sei nuovi format e un Kids Club riprogettato.

Per il pubblico più giovane e giovanile, poi, una novità: il simulatore di montagne russe Robotron, un braccio robotico, il primo mai costruito su una nave MSC, con una piattaforma annessa in grado di ospitare tre persone che vengono sollevate a 53 metri d’altezza.

 

Seascape: la rotta

Nonostante le attrazioni adrenaliniche e le ambientazioni degli spazi comuni si ispirino dunque allo spirito della Grande Mela, la permanenza di Seascape nel Manhattan Cruise Terminal è durata giusto il tempo della tradizionale, scaramantica rottura della bottiglia di champagne sullo scafo della nave, già diretta a Miami.

Da qui Seascape – che con i suoi 13mila metri quadri di spazi esterni “reclama” il mare e il sole – partirà per i Caraibi, la meta più amata da repeaters e nuovi crocieristi, dove trascorrerà l’inverno dividendosi tra due rotte: il versante orientale – con scali nelle Bahamas (a Nassau e a Ocean Cay, l’isola privata di MSC, un tempo deposito industriale, oggi atollo con lagune e una rinata barriera corallina), a Porto Rico (San Juan) e nella Repubblica Dominicana (Puerto Plata) – e quello occidentale: oltre a Ocean Cay, questa tratta prevede soste in Messico (Cozumel), alle Isole Cayman (George Town) e in Giamaica (Ocho Rios).

MSC: i prossimi progetti

La Seascape non resterà a lungo l’unica nave della flotta MSC a essere stata inaugurata a New York. Secondo Leonardo Massa, country manager Italia del gruppo capitanato dall’armatore napoletano Gianluigi Aponte, il battesimo da poco celebrato è da intendersi come “dimostrazione dell’impegno di MSC Crociere nel mercato crocieristico nordamericano e la sua futura espansione sia a New York che nel nord-est, con crociere per tutto l’anno in partenza dal Brooklyn Cruise Terminal dall’aprile 2023, con direzione Bermuda e Canada”.

L’antifona è chiara: superate le secche della pandemia, la compagnia sta sia ripuntando le sue carte sui principali mercati crocieristici mondiali – i Caraibi, il Medioriente, che diventerà nei prossimi anni la Mecca del turismo internazionale, non solo crocieristico, e il Mediterraneo, dove per la prima volta MSC schiererà tre navi questo inverno – sia sviluppando palinsesti e destinazioni inediti. “Il nuovo homeport di New York ha un appeal superiore a qualsiasi altro scalo: questo ci permetterà di mantenere e aumentare la nostra offerta di 40mila camere al giorno tra rotte americane e del resto del mondo” ha concluso Massa.

Seascape:  l’hi-tech è sostenibile

Agli addetti ai lavori che hanno assistito al varo, Seascape ha mostrato anche il suo potenziale in ottica sostenibilità.

Come e più delle sorelle, la nuova ammiraglia vanta un portafoglio di tecnologie di tutto rispetto, tra cui spiccano i sistemi di bordo che abbattono le emissioni di ossido di zolfo e azoto, i sistemi di trattamento delle acque reflue con alti standard di depurazione e quelli di efficienza energetica e gestione del rumore irradiato sott’acqua, con design dello scafo e della sala macchine che minimizza l’impatto acustico, riducendo i potenziali effetti sulla fauna marina.

Quest’inverno Seascape non sarà l’unica nave MSC in navigazione ai Caraibi. Il palinsesto delle unità in partenza dagli Stati Uniti include anche Divina e Meraviglia.

MSC Divina farà base a Port Miami e partirà il venerdì o il lunedì per crociere di sette notti con tappe in Belize, Honduras, Messico e Ocean Cay e di dieci notti con tappe in Giamaica, Colombia, Panama e Costa Rica.

MSC Meraviglia sarà invece di casa a Port Canaveral, in Florida, e seguirà un doppio programma: minicrociere alle Bahamas con sosta unica a Ocean Cay e crociere di sette notti con rotta Cozumel e Costa Maya (Messico), Belize e l’immancabile Ocean Cay. Poi, il prossimo aprile, sarà proprio Meraviglia a indirizzare la prua verso New York.

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Compagnie aeree: il futuro è sostenibile

Sostenibilità e compagnie aeree : un argomento d’attualità che può trovare risposte virtuose grazie a investimenti mirati. Questa la linea su cui si sta muovendo anche il brand Air France -KLM, che oggi spinge l’acceleratore verso le buone pratiche.

Aeronautica sostenibile: i SAF

La parola chiave, oggi, è “carburanti sostenibili per l’aviazione” (SAF). I SAF sono uno dei modi più promettenti per ridurre le emissioni di CO2 nell’industria aeronautica.

Si tratta infatti di carburanti in grado infatti di abbattere le emissioni di CO2 in media dell’80 per cento rispetto ai loro equivalenti convenzionali. Senza richiedere alcuna modifica al motore.

Un manifesto del nuovo Master della Cattolica per manager della sostenibilità

L’attuale generazione di SAF può essere ricavata da olio da cucina usato, rifiuti e residui agricoli e forestali. In futuro saranno disponibili anche carburanti sintetici sostenibili, ricavati dall’idrogeno e dal carbonio catturato.

Air France – KLM: nuove forniture

Il Gruppo Air France-KLM si conferma leader nell’utilizzo di SAF, avendo firmando una serie di accordi a lungo termine con i fornitori di tale carburante, Neste e DG Fuels, per un totale di 1,6 milioni di tonnellate che saranno consegnate a partire dal 2023.

Con questo impegno il Gruppo fa un grosso passo in avanti verso l’obiettivo di raggiungere entro il 2030 il 10 per cento di utilizzo di SAF.

La fornitura programmata, inoltre, eviterà l’emissione di 4,7 milioni di tonnellate di CO2, rispetto ai combustibili fossili.

Air France -Klm: gli obiettivi

Lo scopo di Air France – KLM è di ridurre le emissioni di CO2 per passeggero/Km del 30 per cento entro il 2030. Un obiettivo da centrare, oltre che con l’utilizzo del SAF , con il rinnovo della flotta e con l’eco-pilotaggio.

Il futuro del nuovi carburanti dipende anche dalla domanda. Gli accordi di Air France – KLM con le aziende produttrici di SAF forniscono un valido sostegno allo sviluppo di questa industria produttiva, che solo nel 2021 rappresentava appena lo 0,01 per cento del carburante per aerei consumato nel mondo, con prezzi da 3 a 4 volte superiori al cherosene tradizionale.

Con i recenti contratti, dunque, il Gruppo mira anche a muovere questo mercato con un significativo aumento della domanda. Il Gruppo ha inoltre stabilito una rigorosa politica di approvvigionamento: si impegna ad acquistare solo carburanti SAF che non competano con l’alimentazione umana o animale, che non derivino dall’olio di palma e che siano certificati RSB o ISCC+ per la loro sostenibilità.

La ricerca si concentrerà anche sui carburanti elettronici, sugli idrogeni, sulla cattura e stoccaggio del carbonio nell’aria.

La sinergia fra pubblico e privato

L’obiettivo finale entro il 2050 di 0 emissioni – secondo il Gruppo – diventerà realizzabile solo se tutte le parti, pubbliche e private, collaboreranno alla transizione, anche con politiche di incentivazioni in questo senso, come già sta accadendo negli Stati Uniti.

“La decarbonizzazione è la sfida più grande che l’industria dell’aviazione abbia mai affrontato”, ha dichiarato Benjamin Smith, CEO di Air France-KLM. “I contratti che abbiamo firmato incarnano il nostro impegno a lungo termine per lo sviluppo della produzione di SAF in tutto il mondo”.

Un investimento che va avanti da oltre 15 anni con successive sperimentazioni di uso del SAF. Ciò ha portato nel 2021 al primo volo a lungo raggio Air France alimentato con SAF prodotto interamente in Francia e al primo volo commerciale al mondo, effettuato da KLM, con carburante sintetico prodotto nei Paesi Bassi. Nel 2022, poi, diversi voli alimentati a SAF di Air France – KLM sono decollati per i Connecting Europe Days della Commissione Europea.

Un master per preparare le nuove generazioni

Infine, anche nel 2023 Air France – KLM sarà partner di ALTIS, Alta Scuola d’Impresa e Società dell’Università Cattolica. Il suo impegno si concretizzerà in un master in Sustainable Business Administration per formare manager e professionisti della sostenibilità.

Una didattica “aziendo-centrica” e un focus sul settore che consentiranno a giovani talenti di sperimentare sul campo e di qualificarsi come specialisti nel management sostenibile.

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Deserti d’Italia: una guida ai nuovi luoghi straordinari, effetto della siccità che avanza

Si intitola Guida turistica ai deserti d’Italia ed è un viaggio alla scoperta di luoghi insoliti e affascinanti, frutto di quel processo di desertificazione planetaria che sta coinvolgendo anche la nostra Penisola.

Promosso nell’ambito del progetto Acqua nelle nostre mani di Finish, il libro fotografico è stato realizzato dal fotoreporter Gabriele Galimberti, vincitore del World Press Photo nel 2021, in un viaggio compiuto l’estate scorsa, con la sua collaboratrice Camilla Miliani, con l’obiettivo di raccontare gli effetti della siccità sul nostro territorio.

Il risultato è una raccolta di immagini di “paesaggi mozzafiato di cui il Bel Paese non avrebbe bisogno”, come recita il sottotitolo della guida: fiumi diventati sentieri da trekking, canyon rocciosi famosi per il rafting e ora pareti da arrampicata, paesaggi aridi al posto di grandi laghi pescosi.

Le zone visitate sono state Sicilia, Abruzzo, Marche, Toscana, Lombardia, Umbria, Emilia-Romagna e Molise, con attenzione particolare su fiumi e laghi. Come il deserto di Pozzillo, in Sicilia, sorto dove un tempo c’era un lago artificiale per irrigare gli agrumeti da Enna fino alla Piana di Catania; quello del fiume Trebbia, ridotto a una distesa di terra bianca e arbusti; il Trasimeno, dove l’assenza di piogge, ha ridotto notevolmente le dimensioni del lago; o, ancora, quello del Montespluga, nella provincia di Sondrio, a 1900 metri di quota, emerso con il ritiro delle acque lacustri.

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Italia a rischio desertificazione

Oltre il 20% del territorio italiano è a rischio desertificazione. A partire dalle regioni del sud, dove il 70% della Sicilia, il 57% della Puglia, il 58% del Molise e il 55% della Basilicata sono destinate a registrare i danni più gravi e imminenti. Ciò che colpisce in queste immagini è, anche, la rapidità con cui questo processo sta avanzando. Nonostante l’arrivo dell’autunno e delle piogge, i deserti stanno diventando una triste realtà in molte zone della Penisola a causa delle sempre più croniche condizioni climatiche e meteorologiche che hanno investito negli ultimi anni il nostro paese, da nord a sud.

Per questo, la guida vuole essere un invito a visitare questi luoghi così affascinanti e anomali insieme ma anche a vedere con i propri occhi ciò che sta accadendo. Nei prossimi mesi, queste immagini diventeranno oggetto di una mostra fotografica a Milano, per proseguire l’iniziativa di sensibilizzazione sul corretto uso dell’acqua  con azioni concrete sul territorio a sostegno dell’agricoltura e per combattere, grazie a interventi mirati e al supporto della tecnologia, la desertificazione.

In Puglia, ad esempio, il progetto Acqua nelle nostre mani ha supportato la coltivazione dell’olivo, pianta fondamentale per la conservazione dell’equilibrio ambientale e barriera naturale contro la desertificazione, con la piantumazione di oltre 500 alberi resistenti al batterio della Xylella in terreni ormai in disuso a causa della siccità e, nella provincia di Brindisi, ha consentito un intervento di monitoraggio idrico delle coltivazioni su un totale di 500 ettari che garantirà un risparmio annuale (estate compresa) di oltre 150 milioni di litri d’acqua sfruttando l’innovativa tecnologia Daiki di SmartIsland, una startup siciliana.

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A Chiusa Pesio, in Piemonte, due giorni per riconnettersi con il “Respiro della Montagna”

Nel cuore della Valle Pesio, nella provincia di Cuneo, arriva un weekend interamente dedicato allo spirito della montagna e di chi ne ha fatto uno stile di vita,  in armonia con la natura. Tra racconti di artigiani, escursionisti e agricoltori e degustazioni di delizie locali si tratta di due giorni su misura per riconnettersi con sé stessi e immaginare insieme un futuro più sostenibile.

Organizzato dall’Associazione Culturale Gli Spigolatori e da “iduevagamondi”, parte del nostro Dove Social Team , con la collaborazione dell’associazione Meteonetwork e dell’Ente di gestione delle Aree protette Alpi Marittime e con il patrocinio del Comune di Chiusa Pesio, “Il respiro della Montagna” è un evento che si svolgerà a Chiusa Pesio ed è pensato per far conoscere al pubblico la vitalità dei piccoli borghi montani poco noti, attraverso un invito alla riscoperta del prezioso e dimenticato sapere contadino.

Appuntamento alle 17 del 22 ottobre nel Parco del Marguareis, a Chiusa Pesio, con l’incontro “I proverbi meteorologici: tra sapere contadino e meteorologia” con la partecipazione di Gaetano Genovese, meteorologo del portale 3bmeteo, e Isabella Riva, meteorologa e membro del direttivo dell’associazione Meteonetwork.

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Alle ore 18 seguirà il talk “Un nuovo modo di vivere e raccontare la montagna”, all’interno del quale si confronteranno Luciano Ellena, noto mulattiere e agricoltore, Paolo Giraudo, artigiano e gestore del rifugio Morelli-Buzzi, e Simone Mondino, titolare del b&b “iduevagamondi”. Si chiude con una cena gourmet a base di prodotti tipici del territorio a chilometro zero (su prenotazione).

Domenica 23 ottobre sarà invece dedicata allo sport all’aria aperta. In programma un trekking di 6 chilometri che partirà dal centro della frazione Vigna di Chiusa Pesio fino a Tetto Caban dove si trova la struttura de “iduevagamondi” e dove si potranno degustare altre delizie locali.

Per info e prenotazioni: per il 22 ottobre, Valentina – 333.86.70.760; per il 23 ottobre: Germano – 328.66.48.824

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Milano, al quartiere Stadera una “Cura” contro l’inquinamento: il murale anti-smog

L’immagine di una città che, con smog e rifiuti, contribuisce all’inquinamento del mare. È un messaggio semplice e diretto, quello del nuovo murale dal titolo Cura realizzato a Milano per sensibilizzare sull’azione distruttiva dell’uomo.

L’opera di street art è stata dipinta sulla parete cieca di oltre 100 mq del palazzo popolare di Via G. Savoia 2, nello storico quartiere Stadera, utilizzando la pittura naturale fotocatalitica assorbi-smog Airlite, agendo così positivamente sull’ambiente urbano.

Realizzata dal collettivo di artiste A m’l rum da me, il murale nasce dalla collaborazione tra Worldrise, la onlus attiva nella tutela e valorizzazione dell’ambiente marino, e l’hub creativo Fantastudio che, con il supporto di Woolrich Outdoor Foundation, hanno lanciato il progetto di sostenibilità ambientale Worldrise Walls. Obiettivo: raccontare ai passanti, attraverso il linguaggio diretto della street art, le meraviglie del mare ma anche i tanti problemi, evidenziando come tutti noi possiamo essere parte della soluzione.

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Un’opera collettiva, per responsabilizzare gli abitanti del quartiere Stadera

Durante la realizzazione del murale, infatti, sono stati coinvolti gli abitanti del quartiere con diverse attività di sensibilizzazione e valorizzazione del territorio: dal workshop informativo e creativoDisegna il tuo mondo”, per i più piccoli, seguiti da Monica Previati, biologa marina di Worldrise Onlus, e dalle artiste autrici del murale Carlotta Moretti e Martina Ceccarelli, alla pulizia delle strade, dalle vie limitrofe fino al Naviglio Pavese, raccogliendo un totale di 4613 frammenti di plastica, 93 bottiglie di vetro e 2749 mozziconi di sigaretta, oltre a 3 sacchi di materiale in carta e 9 di rifiuti indifferenziati.

L’intento dell’opera Cura è quello di sottolineare la connessione tra città e mare e l’importanza di prendersi cura dei propri luoghi, senza mai dimenticare il valore di ogni piccolo gesto quotidiano. Un messaggio volto a generare il cambiamento positivo di cui il Pianeta ha bisogno e che, insieme al murale, rimarrà negli anni, contribuendo ad assorbire smog e inquinamento dalla città.

 

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Lefay apre all’estero. Quasi pronto il primo resort di lusso del marchio in Svizzera

Lefay Resorts & Residences è stato scelto dal developer Aminona Luxury Resort and Village per gestire il suo nuovo progetto di SPA Resort di lusso.

Lefay apre all’estero. Un progetto per Crans-Montana

Una struttura di altissimo livello che segna segna, non solo l’espansione all’estero del brand Lefay, ma anche il primo progetto del Gruppo in “management contract”. Si tratta della gestione di strutture di proprietà di investitori terzi con un coinvolgimento diretto nelle fasi di progettazione, costruzione e gestione vera e propria.

La novità che cambia il panorama del lusso alpino aprirà in una data ancora da stabilire (ma i cantieri sono già aperti)  a Aminona, nel comune di Crans-Montana.

“Sono felice di annunciare che Lefay è stato selezionato da ALRV, tra altri brand internazionali, per la gestione del loro SPA Resort di lusso all’interno del progetto Aminona a Crans-Montana”, ha detto Alcide Leali, CEO di Lefay Resorts & Residences. “Quest’importante traguardo segna l’espansione internazionale per Lefay, nonché la prima struttura gestita tramite management contract. Siamo lieti di proseguire la nostra strategia di crescita con l’apertura di un nuovo Resort in una destinazione così rinomata e rafforzare ulteriormente il nostro posizionamento come brand italiano di riferimento per la vacanza benessere di lusso.”

ALRV SA è una società svizzera con sede a Crans-Montana che possiede e gestisce lo sviluppo del progetto Aminona Village: una nuova destinazione in montagna con hotel, negozi, ristoranti, bar e una serie di altre infrastrutture sportive e di supporto

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Il primo Lefay all’estero: dove

Siamo nel Canton Vallese, storica destinazione sciistica conosciuta a livello mondiale per l’unicità del suo scenario montuoso e l’avanguardia dei suoi impianti.

Immerso nella tranquillità delle foreste alpine, il Resort si affaccerà su un panorama dominato dal Monte Rosa, il Monte Cervino e il Bianco. Tutto sarà direttamente collegato agli impianti della skiarea di Crans-Montana, 140 chilometri di piste orientate a sud, a un’altitudine tra i 1.500 e i 3.000 metri di altitudine.

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Scenic view of ski slopes in resort of crans montana with mountains in background, valais, switzerland.

 

Il Lefay svizzero: il progetto

La progettazione del nuovo Resort, eseguita dagli studi internazionali Callison RTKL e IB+, segue il concept Lefay, tra nuovo lusso e autenticità dello stile italiano.

Al centro, elementi naturali e moderna architettura per celebrare la bellezza dell’ambiente e raggiungere insieme i più alti standard nell’ambito dell’ospitalità.

L’interior design, a cura dello studio MKV, valorizza i materiali locali come la pietra grezza, le trame del legno e i metalli bruniti, una cornice unica, contraddistinta da finiture sofisticate e senza tempo.

I numeri? Il nuovo resort offrirà 106 Suite dai 41 ai 147 metri quadri e 12 chalet.

La spa, il ristorante, i percorsi salute

Non mancherà, ovviamente, la pluripremiata Lefay SPA, con una superficie interna di oltre 4.000 metri quadri, un sistema di diverse piscine interne ed esterne, con area saune, una zona adults only e 21 cabine trattamenti.

Uno spazio dedicato al Lefay SPA Method e al suo concetto energetico, basato sull’unione della Medicina Classica Cinese e ricerca scientifica occidentale e mirato al riequilibrio di corpo, anima e spirito.

Ecco nella tradizione LeFay, una sontuosa offerta gastronomica, declinata in due Ristoranti e diversi outlet. Il tempio della filosofia Lefay Vital Gourmet. Vale a dire dieta Mediterranea, ingredienti che seguono l’andamento delle stagioni, le migliori materie prime regionali italiane e una stretta collaborazione con i produttori locali.

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Lefay a Crans-Montana: la sostenibilità

Un impegno da sempre  al centro dei progetti Lefay. Il Resort sarà alimentato da fonti energetiche pulite e rinnovabili, tra cui un impianto geotermico, pannelli fotovoltaici e una centrale a biomassa.

Il Gruppo Lefay Resorts & Residences è stato fondato nel 2006 dalla coppia di imprenditori Domenico Alcide e Liliana Leali con l’intento di diventare il Brand italiano di riferimento nel mercato internazionale della vacanza benessere di lusso attraverso la creazione di una collezione di Eco-Resort.

Il primo gioiello della Collezione, Lefay Resort & SPA Lago di Garda, situato a Gargnano e aperto nel 2008, ha conquistato in 14 anni oltre 100 premi internazionali, posizionandosi tra le SPA Destination migliori al mondo.

Lefay Resort & SPA Dolomiti, aperto a Pinzolo nel 2019, è stato riconosciuto in breve tempo con oltre 30 premi internazionali. Entrambi sono totalmente carbon neutral e certificati dai più rinomati enti mondiali.

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Friuli Venezia Giulia: il viaggio in treno è gratis e sostenibile. Ecco come funziona

Grazie all’accordo tra Trenitalia e PromoTurismoFVG, i viaggiatori che scelgono di visitare le città di Trieste o Udine o di immergersi nella natura marittima a Grado o Lignano Sabbiadoro, hanno il rimborso totale del biglietto ferroviario per soggiorni di almeno due notti nelle località interessate dalla promozione. Un invito a viaggiare in modo sostenibile, risparmiando il 100% del costo del biglietto fino al 31 maggio 2023.

Friuli Venezia Giulia, cosa prevede la promozione

L’iniziativa prevede due tipi di promozioni, una riservata al mare e l’altra alla cultura ed è valida per visitare le località di Lignano Sabbiadoro, Grado, Trieste e Udine. Riguarda, quindi, l’acquisto di biglietti ferroviari Frecce, Intercity e Regionali per i viaggi di andata e ritorno per/da le stazioni di Latisana-Lignano-Bibione, Cervignano-Aquileia-Grado, Trieste Airport, Trieste Centrale e Udine.

Il rimborso dei biglietti, acquistati esclusivamente nell’ambito della promozione, avviene attraverso l’applicazione di uno sconto pari all’importo del titolo di viaggio sul costo delle offerte turistiche acquistate, che includono il pernottamento nelle strutture ricettive convenzionate di quelle località consultabili sul portale di PromoTurismoFVG e sul sito di Travel One.

Arte e cultura con la card gratuita

Tutti gli ospiti che sceglieranno di usufruire di questa promozione, inoltre, riceveranno gratuitamente anche la FVGcard da 48h per soggiorni brevi oppure la FVGcard WEEK, per soggiorni da 3 o più notti.

La card permette di accedere gratuitamente ai principali musei del Friuli Venezia Giulia, alle visite guidate di PromoTurismoFVG, di avere speciali sconti su servizi turistici e attività culturali (parchi divertimento, spiagge, piscine, teatri, etc.) e anche l’ingresso gratuito o ridotto alle mostre in corso. Tra queste, La Grande mostra di Banksy – Banksy, The Great Communicator –Unauthorized Exhibition, al Salone degli Incanti di Trieste, dal 25 novembre al 10 aprile 2023.

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SEATY: a Golfo Aranci è nata la prima area di conservazione marina locale, da un’idea di Worldrise

Si chiama SEATY (dalla fusione di Sea e City, città del mare) ed è la prima Area di conservazione marina locale istituita in Italia, a Golfo Aranci, nel nord est della Sardegna, grazie all’iniziativa dell’associazione Worldrise con il supporto di Fastweb e il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Golfo Aranci.

Il progetto fa parte della campagna 30×30 Italia che ha l’obiettivo di proteggere almeno il 30 per cento dei mari italiani entro il 2030. Non solo attraverso le già note “Aree marine protette” (AMP), ma anche tramite soluzioni innovative più agili, condivise a livello internazionale e denominate “Other effective area-based conservation measures” (OECMs), ossia, appunto, “Aree di conservazione marina locale”, di cui SEATY, ora, è diventato un fiore all’occhiello.

Si tratta di un esperimento partito a giugno 2022 che ha già iniziato a dare i suoi frutti alla fine dell’estate, a dimostrazione che la natura, se lasciata in pace, ha la capacità di rigenerarsi con grande velocità. Soprattutto in mare, dove vegetazione e fauna ittica vivono in perfetta simbiosi.

SEATY, un progetto di sensibilizzazione e tutela in 7 mosse

Siamo andati a vedere i primi successi di SEATY con i nostri occhi e il risultato è stato sorprendente: il tratto di costa di circa 1300 metri  (per 100 metri di larghezza) che si estende dalla spiaggia dei Baracconi fino a Cala Moresca ha una biodiversità marina che, in tre mesi, si è già, moltiplicata, tra stelle marine, ricci di mare, banchi di posidonia e di pesci di tutti i colori, finalmente liberi di vivere nel loro ecosistema grazie alla protezione attivata dalle boe e dai divieti di navigazione e pesca in questa piccola porzione di mare. Ed è solo l’inizio.

L’identificazione dell’area di conservazione marina, delimitata dalle boe, e le misure da attivare sono state il primo passo, realizzato con l’aiuto fondamentale della Capitaneria di Porto, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto legale e la sicurezza. Tutto il resto si è potuto realizzare strada facendo, seguendo uno schema che, ora, è diventato realtà:

– L’istituzione di un percorso divulgativo terrestre e acquatico attraverso cartelli molto semplici e illustrati che informano e incuriosiscono chi passeggia o fa snorkeling,

– Un biologo marino a disposizione di chi desidera fare attività guidate di snorkeling per imparare a conoscere il mare e i suoi tesori

– Giornate di Clean up dedicate alla raccolta di rifiuti dalla spiaggia e dal mare con gli abitanti e i visitatori del posto

– Lezioni di yoga in spiaggia, al tramonto (secondo e quarto venerdì del mese)

– Laboratori didattici per bambine e bambini

– Campus con gli universitari per il monitoraggio marino costiero e la raccolta dei dati di SEATY

– Eventi per gli adulti

Tutte iniziative gratuite che hanno a che fare con l’educazione, l’informazione e la sensibilizzazione, ma sempre attraverso il divertimento. L’obiettivo: imparare a conoscere il nostro mare e a prendersene cura, in modo costruttivo e con continuità.

SEATY cartello Golfo Aranci
Uno dei cartelli divulgativi presenti lungo la passeggiata tra la Spiaggia dei Baracconi e Cala Moresca, a Golfo Aranci © Igor D’India

Conoscere il nostro mare per proteggerlo

Il successo della neonata area di conservazione marina locale è stato confermato dalle autorità locali in occasione della conferenza stampa che si è tenuta il 16 settembre: Mario Mulas, sindaco del Comune di Golfo Aranci, dopo l’esperienza di snorkeling guidato nel “suo” mare ha confermato di sentirsi responsabile in prima persona di questo “paradiso da conservare” e di voler continuare in questa direzione in cui “ambiente e turismo sono un connubio perfetto”.

Giuseppe Fasolino, assessore della Programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio della Regione Sardegna, si è spinto oltre: “Il progetto di Golfo Aranci potrebbe essere ampliato a tutta l’isola”, ha dichiarato, perché bisogna “vedere e capire, per conoscere e tutelare” aggiungendo, con una punta di orgoglio, che “grazie a SEATY, Golfo Aranci sta diventando un riferimento nell’innovazione: si parla tanto di ambiente, ma spesso sono solo parole. Questo è un progetto concreto con risultati concreti”.

Anna Lo Iacono, Sustainability Senior Manager di Fastweb, ha confermato che l’idea di sostenere SEATY è nata per aggiungere ai progetti di riforestazione in corso nelle periferie delle grandi città anche un sguardo alla tutela del nostro mare, nell’ottica di contrastare il cambiamento climatico e di continuare a perseguire l’obiettivo zero emissioni già raggiunto da Fastweb: “Il progetto SEATY è stato deciso ad aprile e a giugno era già tutto pronto per partire, nonostante difficoltà burocratiche senza precedenti, grazie allo sforzo enorme da parte di tutti e alla determinazione di Mariasole e delle amministrazioni locali”.

Un progetto replicabile

Nella stessa occasione, Mariasole Bianco, presidente e co-fondatrice di Worldrise, ha spiegato come SEATY abbia preso forma, ricordando che Worldrise è, fin dalla sua fondazione, un’associazione che agisce per la salvaguardia dell’ambiente marino attraverso l’ideazione di progetti creativi multidisciplinari, sviluppati per creare consapevolezza e formare i futuri custodi del patrimonio naturalistico del Mediterraneo, ma sempre con il sorriso.

Senza mai dimenticare che “Il mare è il nostro giardino sommerso: il Mediterraneo occupa meno dell’1% della superficie degli oceani eppure ha 17 mila specie marine (10 volte più degli oceani) ed è anche il tratto di mare più antropizzato. Come possiamo aiutarlo? SEATY è un modo concreto per proteggerlo. Circa il 9 % del nostro mare è protetto, ma solo l’1% lo è completamente”. Ora che questo tratto di mare è tutelato, monitorato, raccontato e reso balneabile tutto l’anno, non resta che “far adottare il progetto dalla comunità locale tramite un comitato di gestione formato anche dai più piccini, futuri change makers“, conclude Mariasole. Naturalmente, il bello di SEATY è che “abbiamo creato un modello replicabile”. Tanto che la prossima area di conservazione marina locale è già in fase di progettazione: “Ci vediamo a Salina”.

Guarda il video di SEATY Golfo Aranci, la prima area di conservazione marina in Italia

Golfo Aranci: ecco “SEATY”, la prima “città marina” per studiare e salvare il Mediterraneo

 

 

 

 

 

 

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