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Organizzare un viaggio in Islanda: la guida completa

Organizzare un viaggio in Islanda: la guida completa
MangiaViaggiaAma

Dopo aver parlato nell’ultimo articolo dell’itinerario e di cosa vedere in Islanda in una settimana, vediamo qui un po’ di informazioni pratiche e consigli. Dal noleggio dell’auto alla scelta degli alloggi: la guida completa per organizzare un viaggio in Islanda fai da te – rigorosamente on the road!

Indice:

1. Cosa vedere in Islanda: le tappe

2. Informazioni e consigli generali:

– Come arrivare: i voli per l’Islanda

– Quanti giorni servono e quando andare

– Integrazioni e modifiche all’itinerario

– Quanto costa un viaggio in Islanda

– Come vestirsi, qualche consiglio

3. Noleggio auto in Islanda

– Guidare in Islanda: 4×4 o non 4×4?

4. Dove dormire

Informazioni e consigli generali per un viaggio in Islanda

Come arrivare: i voli

Per lungo tempo il primo scoglio importante da superare per pianificare un viaggio in Islanda è stato trovare il giusto biglietto aereo: si tratta infatti di un volo a medio raggio (4 ore e mezza dal Nord Italia) su una tratta a lungo coperta solo da compagnie di bandiera. Non dico che oggi sia così scontato trovare un buon prezzo, ma da questo punto di vista le low cost hanno aiutato moltissimo. Prima tra tutte Wizz Air, che è stata infatti la compagnia cui mi sono rivolta per organizzare questo viaggio e che collega Reykjavik a Venezia, Milano, Roma e Napoli. I costi come sempre variano (anche di molto) a seconda delle date e dell’anticipo con cui si prenota, ma in linea generale è abbastanza semplice assicurarsi una tariffa impensabile fino a pochi anni fa. Come preventivo di massima potete considerare circa 200€ a persona andata/ritorno con un bagaglio da 10 kg (in cabina o in stiva, il prezzo è equivalente). Potreste poi essere anche più fortunati, specie se prenotate con buon anticipo.

Non vi racconterò che è divertente atterrare alle 3 e mezzo del mattino perché non è così, né vi mentirò sul fatto che è quasi assodata almeno un’ora di ritardo su ogni volo. Ma intanto possiamo tutti permetterci più facilmente di raggiungere un’isola che già presenta costi altissimi su altri fronti e per questo, secondo me, vale la pena portare pazienza sui tipici inconvenienti da volo low cost.

Organizzare un viaggio in Islanda

Quanti giorni servono e quando andare

Partiamo da una premessa: in questo articolo parliamo di un itinerario primaverile/estivo, ogni ragionamento sarebbe molto diverso per un viaggio invernale. In una destinazione come l’Islanda scegliere di partire un mese anziché il successivo può voler dire trovare aperte alcune strade o meno (vedi la sezione sul noleggio auto e la guida), ma questo è un ragionamento che vi servirà solo se volete inserire nell’itinerario delle mete dell’interno.

Le considerazioni di base sono quindi due:

Se l’itinerario si limita al Ring, ovvero la strada asfaltata che gira intorno all’isola toccando pressoché tutti i principali punti di interesse più noti d’Islanda, qualsiasi momento tra aprile e ottobre è buono. Cambieranno le ore di luce e le temperature e al di fuori dei mesi estivi potreste trovare un po’ di neve qua e là.

Se volete invece addentrarvi nelle zone centrali, dovrete scegliere per forza di cose i mesi estivi, quando si può essere certi di trovare aperte tutte le strade. In linea di massima gran parte delle strade interne apre infatti da metà a fine giugno, a seconda delle condizioni e del meteo.

Quanto al numero di giorni, per questa come per altre destinazioni la mia risposta tende ad essere simile: è chiaro che più tempo avrete a disposizione meglio sarà, ma non lasciate che sia questo a fermarvi dall’organizzare un viaggio in Islanda. Se avete due settimane perfetto, ma se ne avete solo una va bene ugualmente, pianificherete l’itinerario di conseguenza e se vorrete tornerete in futuro. Ad ogni modo, se in questo momento dovessi dirvi qual è per me il lasso di tempo perfetto vi direi 10 giorni, e nel prossimo paragrafo vi spiego anche perché.

Dettifoss

Integrazioni e modifiche all’itinerario

Come accennavo poco più su, il mio itinerario non è il migliore né è per forza adatto a tutti. In generale qualsiasi itinerario andrebbe costruito su di noi, su cosa ci interessa fare e vedere e sui nostri ritmi. In molti sconsigliano di percorrere l’intero Ring in una settimana ed è vero che è impegnativo, ma ci conosco come viaggiatori e so che arrivando alla camera successiva troppo presto la sera ci saremmo annoiati – e pentiti di non aver visto di più. Questo però dipende appunto dalle nostre caratteristiche, dal nostro amore per gli on the road e dall’abitudine ad affrontarli, oltre al fatto che non avevamo in programma trekking o altre attività che per forza di cose ci avrebbero tenuti più a lungo in un posto.

Ci sono mille e più modifiche che si possono apportare a questo itinerario e soprattutto integrazioni se avete più tempo a disposizione. Con l’esperienza fatta e con 10 giorni anziché 7, quello che consiglierei io è di fermarsi almeno un giorno pieno nei Fiordi Occidentali – in particolare avrei visitato volentieri le scogliere di Látrabjarg per avvistare i puffin – e di fare un’incursione nell’interno dell’isola a Landmannalaugar. Al momento del mio viaggio non avrei comunque potuto farlo perché la strada era ancora chiusa, ma è sulla lista di cose da vedere in futuro.

Viaggio in Islanda

Quanto costa un viaggio in Islanda e come risparmiare

Inutile mentire, l’Islanda ha fama di essere una destinazione costosa e lo è. Perlomeno è costosa quanto altri Paesi della Scandinavia. Ciò non significa che non si possa trovare il modo di risparmiare qualcosa così da rendere il viaggio meno difficile. Le spese fisse che dovete considerare sono il biglietto aereo, il noleggio dell’auto e la prenotazione degli alloggi, mentre tutte le attrazioni sono spettacoli naturali e quindi gratuite. I fattori che possono o meno far lievitare i costi di un viaggio in Islanda sono invece il cibo e le escursioni/attività organizzate.

Per risparmiare il primo consiglio è l’anticipo: prenotare prima possibile vi permetterà di assicurarvi le migliori tariffe su volo, noleggio e alloggi, che si esauriscono molto in fretta in alta stagione. Scegliete poi stanze con cucina privata o in comune: come vi scrivo più giù nella sezione “Dove dormire” la differenza di costo è spesso minima e nelle guesthouse è abitudine prepararsi la cena la sera, perciò potrebbe essere anche un’occasione per scambiare due parole con altri viaggiatori. Considerate che i pasti al ristorante costano di media dai 25/30€ a testa in su, per le preparazioni più basiche come hamburger o zuppa. A pranzo con i cosiddetti “menu del giorno” si risparmia qualcosa, ma è comunque una spesa da considerare. Vi rassicuro anche sul fatto che al supermercato troverete di tutto, compresa pasta e sughi pronti, quindi non preoccupatevi troppo di questo aspetto – come ho visto in alcuni forum.

Quanto alle escursioni o tour organizzati, è chiaro che dipende da cosa volete fare e vedere ma è una delle voci di spesa che possono far alzare più velocemente il budget. Ad esempio: avrei prenotato volentieri un’escursione in motoslitta sul ghiacciaio, ma per 200€ a testa questa volta ho preferito evitare. Costi a parte, troverete una lista senza fine di attività particolari ed interessanti da non perdere: vi basta dare un’occhiata a Civitatis o Getyourguide per farvi un’idea.

Come vestirsi viaggio in Islanda

Come vestirsi per un viaggio in Islanda: qualche consiglio

Come ci si veste per un viaggio in Islanda? Questa domanda ha mandato un po’ in crisi anche me prima di partire. Capire davvero se fa freddo e quanto fa freddo dalle App di previsione meteo è molto difficile, e se poi piove? E se faccio escursioni? Con il senno di poi mi sento di rassicurarvi abbastanza: a meno di non viaggiare in inverno – lì tornerei ad essere la prima in ansia – e di non fare attività particolari, non vi serviranno molte cose. Personalmente consiglio: 

abbigliamento a strati non ingombrante perciò t-shirt, maglie termiche, maglioncini leggeri o pile, più una giacca a vento impermeabile;

pantaloni comodi, da trekking vanno benissimo e se avete qualcosa di impermeabile/antivento ancora meglio;

scarpe da trekking comode;

berretto, indispensabile!

Il fastidio maggiore è dato spesso dal vento più che dal freddo, perciò è bene avere sempre la giacca e il berretto a portata di mano. Si può fare anche senza abbigliamento tecnico? Direi di sì, ma è comodo, efficace e occupa meno spazio in valigia. Non serve fare investimenti troppo onerosi, io ad esempio mi sono trovata molto bene con queste cose prese alla Decathlon: giacca | maglia termica | scarponcini | berretto.

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Hverir

Noleggio auto in Islanda

Per organizzare un viaggio in Islanda e godersi davvero il percorso un’auto è indispensabile, questa è una terra da on the road. Il noleggio auto è uno dei costi principali da sostenere ma con qualche accortezza è possibile risparmiare, a partire dall’anticipo: prima si prenota meglio è, soprattutto nei mesi estivi. Potete confrontare le tariffe sui principali comparatori, ma anche cercare una compagnia locale cui rivolgersi in modo diretto.

Personalmente mi sono affidata ai ragazzi di Icerental 4×4 trovandomi molto bene: l’ufficio si trova vicino all’aeroporto di Keflavik – con servizio navetta – ed offrono un parco auto ben fornito, buoni prezzi e diverse condizioni molto utili tra cui cancellazione gratuita fino a 48 ore prima del noleggio, check in online, chilometraggio illimitato. Mi hanno lasciato anche un codice sconto da condividere: inserendo il codice Mangiaviaggiaama al momento della prenotazione potrete avere il 10% di sconto sul totale.

In questo periodo storico, a causa della crisi dei conduttori e della carenza generale di automobili i costi del noleggio sono schizzati alle stelle un po’ ovunque perciò è difficile fare un ragionamento sui prezzi abituali. Facendo però delle stime approssimative, potete considerare un prezzo minimo di 400€ per una settimana di noleggio. Prenotando con buon anticipo potete trovare un SUV con 600€/settimana o meno, mentre più cercate un’auto a ridosso della partenza più le cifre possono arrivare ai 1000€ e oltre. A questo va poi aggiunta l’assicurazione: la copertura standard è sempre inclusa, potete aggiungere qualcosa per eliminare la franchigia ma soprattutto vi consiglio di integrare con delle coperture specifiche. Da queste parti pare sia utile in particolare l’assicurazione “sand and ash”, che copre i danni causati da sabbia e cenere portati dal vento ad alte velocità.

Noleggio auto Islanda on the road

Guidare in Islanda: 4×4 o non 4×4?

La domanda che ci si pone più spesso durante la pianificazione di un viaggio in Islanda è però un’altra: mi serve davvero un’auto 4×4 o posso accontentarmi di due ruote motrici? A mio avviso la risposta è no, non serve. Il 4×4 è obbligatorio per legge solo sulle cosiddette F-Road, non semplici sterrati ma piste, strade di montagna molto tecniche che sono consigliate a chi ha comunque una buona dimestichezza alla guida poiché possono essere impegnative da affrontare. Sono aperte solo nel periodo estivo e alcune prevedono la necessità di guadare dei fiumi.

Per informazioni sempre aggiornate sulle condizioni delle strade in Islanda e sulla loro apertura salvatevi il link del sito ufficiale: road.is.

A fare la differenza, se volete percorrere solo il Ring e qualche sterrato più tradizionale, è un’auto ben alzata da terra. Il mio consiglio quindi è di investire su un SUV, se poi allo stesso prezzo o poco più trovate un 4×4 benissimo, altrimenti risparmiate quei soldi e investiteli piuttosto in una copertura completa. E a proposito di coperture, ricordate che nessuna assicurazione, di nessuna compagnia di noleggio, vi riconoscerà danni al veicolo causati al sottoscocca o dall’acqua durante il guado di un fiume. Non avventuratevi troppo se non siete preparati.

Detto questo, la verità è che si tratta di una di quelle indicazioni che tutti finiamo per ascoltare e dimenticare subito dopo, anche per me è stato così: per comodità o timore di trovarci in situazioni che lo richiedono si tende infatti a scegliere un’auto 4×4, così da non correre alcun rischio.

Noleggio auto Islanda

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Dove dormire in Islanda

La scelta di una tipologia di alloggio anziché un’altra può incidere molto sul costo complessivo di un viaggio on the road sull’isola. Se escludiamo l’opzione campeggio e/o noleggio di un van o camper attrezzato (una scelta che io avevo escluso, ma vi segnalo più giù un paio di link), si possono trovare principalmente tre tipologie di camera: 

1. Camere di hotel: sono disponibili soprattutto nelle città più sviluppate e questo in Islanda limita abbastanza il campo, poiché ci sono ampie aree remote e villaggi più piccoli tra una città e l’altra.

2. Camere in guesthouse: simili a un B&B, possono trovarsi ad esempio all’interno di una fattoria e sono quindi disponibili in modo più capillare sul territorio. Molte di queste mettono a disposizione dei viaggiatori una cucina in comune in cui è possibile prepararsi i pasti, di solito è specificato nella descrizione ma in caso contrario vi consiglio di leggere un po’ di recensioni per conferma. Spesso offrono anche la colazione e c’è un’area comune con caffè&tè a disposizione tutta la giornata. 

3. Appartamenti privati: veri e propri appartamenti nelle città o spesso casette isolate. Rappresentano una bella esperienza per godersi le zone più selvagge dell’Islanda ed hanno piccola cucina interna. 

I costi? Per due persone calcolate tra i 100€ ed i 150€ a notte a seconda di zona, tipologia e stagione. La differenza di prezzo tra un alloggio con o senza cucina, con o senza bagno privato spesso non è così elevata, una grossa discriminante per risparmiare qualcosa è solo l’anticipo. Se viaggiate in estate vi consiglio quindi di pianificare l’itinerario di massima il prima possibile e bloccare delle camere, perché gli alloggi migliori (e più economici) si riempiono in fretta.

Come accennato c’è una quarta strada rappresentata dal campeggio e dai van attrezzati. Ne vedrete moltissimi per strada, personalmente ho preferito la comodità di una camera con bagno quindi non ho più informazioni ma vi lascio un paio di link di società che noleggiano van e camper: Rent.it e Happy Camper.

Qui vi riporto invece le strutture in cui ho soggiornato durante il mio viaggio, mi sono sempre trovata bene quindi ve le posso consigliare tutte.

Hotel Von: un bell’hotel in pieno centro a Reykjavik, con camere moderne e macchina del caffè a disposizione degli ospiti nella hall. Ottimo rapporto qualità/prezzo, specie se si trova una buona offerta.

Farmhouse Lodge: camere con una bella vista poco lontano dalla spiaggia nera di Reynisfjara, la colazione è inclusa e c’è un’ampia sala comune con cucina e area giochi/relax. Tranne che la prima sera (quando comunque sapevamo di arrivare molto tardi) siamo sempre riusciti a prepararci la cena dove dormivamo, risparmiando così molto sui pasti. Unico contro da segnalare: non c’erano tende oscuranti e quando il sole non tramonta mai può diventare fastidioso.

Apotek Guesthouse: a Höfn, camera ampia e colazione inclusa. La cucina non è segnalata e la reception non è sempre presidiata quindi all’inizio ho pensato proprio non ci fosse, ma ero sicura di aver controllato descrizione e recensioni al riguardo quindi ho insistito un po’ nell’esplorazione. Se dovesse capitare anche a voi: si tratta della porta di fronte al banco della reception, una cucina ben fornita con anche lavatrice.

Studlagil Canyon Country Home: la prima casetta del viaggio, una sorta di mini appartamento completo di tutto adiacente al parcheggio della piattaforma panoramica su Studlagil Canyon. Questa casetta è stata anche il motivo per cui ho scoperto il canyon, ho colto quindi l’occasione per visitarlo e per dormire lontano da tutto. Molto carina e appunto completa, anche la cucina è ben fornita di ciò che può servire.

Ondolfsstadir Guesthouse: questa è stata la camera che ho pagato di più e che ha alzato la media complessiva, ma è stata anche una prenotazione tardiva e quindi vale come conferma che in Islanda l’anticipo può fare una gran differenza. Inizialmente avevo infatti prenotato un’altra camera, poi ho deciso di cambiare rivedendo l’itinerario (avevo previsto di dormire ad Akureyri ma ci avrebbe costretti a tornare indietro la mattina successiva per l’escursione in barca a Husavik). Ad ogni modo anche se il prezzo è stato più alto si tratta di un’ottima guesthouse, con proprietaria attenta e disponibile ed una grande cucina attrezzata.

Hvammstangi Cottages: altra casetta nel piccolo paese di Hvammstangi, molto carina e tranquilla, completamente in legno. Unico contro da segnalare: non erano presenti alcune dotazioni di base per cucinare che invece abbiamo sempre trovato in tutte le altre stanze, ad esempio olio e sale.

Guesthouse Hof: ultima casetta a Hof, vista mare sulla penisola di Snaefellsnes. All’interno della guesthouse ci sono sia camere con bagno in comune in un edificio centrale, sia casette in legno ognuna divisa in due camere distinte con bagno privato. La cucina comune è in un altro edificio, c’è tutto ciò che serve ma potrebbe beneficiare di un bel rinnovamento. Ci sono dei lavori in corso, forse i proprietari stanno già provvedendo.

Islanda Kirkjufell

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Cosa vedere in Islanda: itinerario in 7 giorni

Cosa vedere in Islanda: itinerario in 7 giorni
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Un’isola nel mezzo dell’Oceano dove comandano ghiacci e vulcani e dove vivono più puffin che esseri umani: è l’Islanda, un luogo il cui nome evoca paesaggi sconfinati e panorami incredibili. Sognavo questa terra da moltissimo tempo e finalmente sono riuscita a darle un assaggio, ovviamente on the road. In questo articolo raccolgo come di consueto tutti i numeri e le informazioni pratiche per organizzare un viaggio in Islanda con un itinerario in 7 giorni: pronti a partire?

♦ Date: 28 maggio-4 giugno 2022

♦ Voli: Wizz Air Venezia-Reykjavik (aeroporto di Keflavik). Considerate circa 150-200€ a persona andata/ritorno con bagaglio.

♦ Alloggio: costo medio di 125€ a notte per camera matrimoniale, in alcuni casi con colazione. Ho fatto attenzione a prenotare sempre appartamenti con angolo cottura o camere con accesso a una cucina in comune, così da poterci preparare la cena la sera. Vi ho indicato tutti i link delle camere in cui ho pernottato in questo post.

♦ Noleggio auto: noleggiata in aeroporto con Icerental 4×4. Considerate almeno 500-600€ per 7 giorni di noleggio, ne parliamo nella sezione “Noleggio auto in Islanda” nella guida completa a questo link.

♦ Chilometri percorsi: 4.140

♦ Carburante: Circa 410€ totali. La benzina costa di media 310/320 corone al litro (con il cambio attuale 2,25€/litro).

♦ Tappe: per la notte Reykjavik, Vik, Höfn, Studlagil, Laugar, Hvammstangi, Snaefellsnes.

♦ Valuta: Corona islandese, con il cambio attuale 1€ vale all’incirca 135 ISK.

♦ Guide da acquistare: Rough Guide o Lonely Planet. Vi consiglio anche il volume di The Passenger.

Indice:

1. Cosa vedere in Islanda: le tappe

2. Informazioni e consigli generali:

– Come arrivare: i voli per l’Islanda

– Quanti giorni servono e quando andare

– Integrazioni e modifiche all’itinerario

– Quanto costa un viaggio in Islanda

– Come vestirsi, qualche consiglio

3. Noleggio auto in Islanda

– Guidare in Islanda: 4×4 o non 4×4?

4. Dove dormire

Cosa vedere in Islanda (in estate): l’itinerario in una settimana

Itinerario in breve:

Giorno 1 -> Volo e notte a Reykjavik.

Giorno 2 -> Circolo d’Oro, Haifoss, Seljalandsfoss, Skogafoss. Notte in zona Vik.

Giorno 3 -> Reynisfjara Beach, Fjaðrárgljúfur, Skaftafell e Vatnajökull NP, Jökulsárlón Iceberg Lagoon. Notte a Höfn.

Giorno 4 -> Fiordi Orientali, Seyðisfjörður, Studlagil Canyon. Notte a Studlagil.

Giorno 5 -> Dettifoss (dal lato est e dal lato ovest), cratere Viti, lago Myvatn. Notte zona Laugar.

Giorno 6 -> escursione whale watching a Husavik, Godafoss. Notte a Hvammstangi.

Giorno 7 -> piccolo passaggio verso Fiordi Occidentali e Penisola di Snaefellsnes, Kirkjufell, Snæfellsjökull.

Giorno 8 -> Reykjavik e volo di rientro in serata.

GIORNO 1 -> Atterriamo a Keflavik in serata, ritiriamo subito l’auto a noleggio e raggiungiamo il nostro hotel in centro a Reykjavik per la notte. La capitale islandese si trova a circa 40 minuti dall’aeroporto di Keflavik, l’idea era quindi di toglierci un piccolo pezzo di strada per il giorno successivo ed eventualmente cenare in centro (anche se alla fine siamo arrivati troppo tardi).

GIORNO 2 -> Il nostro tour prevede il giro dell’isola in senso antiorario. Dopo una bella colazione a Reykjavik iniziamo quindi la nostra esplorazione da alcune delle attrazioni più turistiche, quelle che compongono il cosiddetto “Circolo d’Oro“. Trovandosi a poca distanza dalla capitale (e quindi dall’aeroporto) sono molto visitate anche da chi non si ferma a lungo sull’isola. Si tratta in particolare del Parco Nazionale di Thingvellir, di Geysir e di Gullfoss. Imparerete ben presto che “foss” significa cascata in islandese, perciò tutti i nomi con questo suffisso indicano delle cascate. A Thingvellir (da “pianura del parlamento”, qui infatti si riuniva uno dei primi parlamenti della storia) si può osservare la faglia tra le placche tettoniche eurasiatica ed americana, che continuano ad allontanarsi lentamente.

Piccola nota generale: tutti i siti naturali che citerò nell’articolo sono gratuiti e non prevedono il pagamento di nessun biglietto. Ci sono però un paio di parcheggi a cui dovrete prestare attenzione perché richiedono il pagamento di un ticket: uno di questi è proprio Thingvellir, il secondo è il parco di Skaftafell. Vi verrà segnalato da diversi cartelli e potrete pagare in loco oppure online entro qualche giorno, inserendo la targa del veicolo.

A Geysir si trova il più antico geyser conosciuto – il termine deriva proprio da qui – oggi dormiente ma con diversi fratelli in attività che eruttano a intervalli regolari, chiude il circolo infine la bella cascata di Gullfoss.

Proseguendo facciamo una piccola deviazione su strada sterrata fino ad Haifoss, poi lungo la costa sud a Seljalandsfoss e Skogafoss – decisamente una giornata a caccia di cascate. A Seljalandsfoss è possibile camminare dietro la cascata stessa, un’esperienza da non perdere per la quale vi consiglio di tenere in auto dell’abbigliamento adeguato, giacca e se li avete anche pantaloni impermeabili. Notte in zona Vik.

Cosa vedere in Islanda - Seljalandsfoss

GIORNO 3 -> Iniziamo la giornata con una passeggiata lungo la spiaggia nera di Reynisfjara (carina ma forse più scenografica se vista di sera) prima di rimetterci in viaggio lungo la costa meridionale. Facciamo una sosta a Fjaðrárgljúfur Canyon, poco distante dal Ring, ed arriviamo poi allo Skaftafell National Parko Vatnajökull National Park, lo troverete indicato in entrambi i modi. Il Vatnajökull è un ghiacciaio, o per essere precisi una cappa di ghiaccio, grande oltre 8000 km quadrati: immaginate una superficie poco più piccola dell’Umbria o della Corsica completamente ricoperta di ghiaccio con uno spessore fino a 950 metri. È  il secondo ghiacciaio d’Europa per estensione – il primo si trova alle Svalbard – ma il primo per massa. Il suo profilo bianco all’orizzonte vi accompagnerà a lungo mentre guidate, una visione di una bellezza accecante ma purtroppo anche malinconica quando noterete quanto si sta ritirando velocemente.

Il parco Skaftafell si trova al margine sud-occidentale ed offre tantissime escursioni possibili, a seconda di quanto tempo avete a disposizione potete scegliere di fare trekking per un’ora o anche per giorni: qui potete trovare un elenco dei percorsi principali. Noi abbiamo scelto di puntare la cascata Svartifoss, con un percorso semplice e poco più di un’ora tra andata e ritorno.

Proseguendo lungo la costa si raggiungono poi le lagune glaciali, dove gli iceberg staccatisi dal ghiacciaio galleggiano placidi in un’atmosfera surreale. La più famosa è Jökulsárlón, ma vi consiglio di fermarvi anche poco prima alla Fjallsárlón che è più piccola e tranquilla. Dalle lagune avrete modo di vedere da vicino l’immensità del ghiacciaio, davvero un’esperienza da non perdere. È possibile anche fare una piccola escursione in barca, o se siete più avventurosi in kayak. Raggiungiamo infine Höfn per la notte.

Itinerario Islanda una settimana

GIORNO 4 -> Giornata di spostamento: dobbiamo risalire la costa est dell’isola, che offre meno attrazioni rispetto ad altre zone e di conseguenza meno tappe intermedie. Complice il meteo molto grigio e nuvoloso che non ci consente di ammirare davvero il panorama, invece di mantenerci sempre sulla costa accorciamo di un bel tratto imboccando la strada sterrata 939. Arriviamo così abbastanza rapidamente a quella che era la nostra tappa principale della giornata, ovvero Seydisfjordur. Questo villaggio delizioso è anche il più sviluppato dei Fiordi orientali, grazie alla presenza del porto: da qui partono e arrivano i traghetti della Smyril Line in direzione Danimarca. Dimenticavo: il villaggio è famoso su Instagram per questa foto.

Pranziamo a Seydisfjordur e ci rimettiamo poi in viaggio verso Studlagil Canyon, dove dormiremo. Arrivando in zona più presto del previsto riusciamo a visitare il canyon già in serata, anziché il mattino successivo come avevo previsto. Le indicazioni per il canyon vi porteranno a un parcheggio dal quale si accede a una piattaforma panoramica, ma non vi consiglio di visitarlo (solo) da qui: prima del parcheggio girate invece a sinistra per Klaustursel e superate il ponte. Se avete un’auto abbastanza alta da superare qualche brutta buca, non fermatevi al primo parcheggio che vedrete ma proseguite ancora per un paio di chilometri fino al successivo – dove vedrete i cartelli che indicano il divieto di proseguire in auto. In questo modo risparmierete un bel pezzo di strada. Il sentiero è pianeggiante e lungo 3 km (più i 3 per rientrare), e consente di arrivare proprio a ridosso del canyon per ammirare al meglio le sue alte colonne di basalto.

GIORNO 5 -> La giornata è dedicata soprattutto a Dettifoss, ovvero la cascata più grande d’Europa – da queste parti la natura fa le cose in grande. 44 metri di altezza e 100 di larghezza, una potenza d’acqua incredibile che dal Vatnajökull punta all’Oceano. Ci sono due strade che dal Ring, a sud, corrono ai lati del fiume: la 864 a est e la 862 a ovest. La 862 è stata completamente asfaltata ed è quindi la soluzione più semplice anche per autobus e viaggi organizzati, ma nonostante sia sterrata la 864 non presenta grandi difficoltà. Immagino abbia subito degli interventi di recente, perché diverse recensioni in rete la descrivono come una strada da incubo ma al contrario noi l’abbiamo trovata incredibilmente in ordine e senza buche.

Qual è il “problema”? Scegliere da che lato vedere Dettifoss. Il fiume con i suoi diversi salti è molto ampio e non sono presenti ponti, ci sono il Ring a sud e la strada 85 – quasi a ridosso dell’Oceano – a nord, collegati da queste due strade parallele di circa 50 km con la cascata quasi nel mezzo. Se avete poco tempo a disposizione, la mia personalissima opinione è che Dettifoss sia leggermente più bella se vista dal lato est. D’altra parte è anche vero che da ovest è più semplice accedere a Selfoss, un altro salto distante pochi minuti a piedi ed altrettanto affascinante da visitare. Si raggiunge anche da est, ma la camminata è un pochino più lunga. Noi da bravi incontentabili abbiamo scelto un’opzione B: siamo risaliti lungo la 864 per poi fare un giro ad anello e scendere dalla 862, così da vedere la cascata da entrambi i lati.

Dettifoss cascate Islanda

Ripreso il viaggio abbiamo fatto una sosta a Hverir, puzzolente ma molto scenografica area geotermica, al cratere di Viti ed al Lago Myvatn. L’area è bucolica, verdissima e tranquilla, non fosse per le fastidiose moschine che danno il nome al lago. In questa zona si trovano anche le piscine termali di Myvatn, alternativa più piccola e tranquilla alla costosa Blue Lagoon. Se interessati, vi consiglio di prenotare il biglietto in anticipo qui: terme di Myvatn.

GIORNO 6 -> Al mattino ci attende una delle escursioni più attese: raggiungiamo infatti Husavik, sulla costa settentrionale, diventata famosa come capitale del whale watching. Le escursioni vengono svolte soprattutto da due compagnie e sono tutto sommato equivalenti, per modalità e costo, che parte dai 75/80€ a persona. Si rimane in barca circa 3 ore cercando di avvistare balene ma anche delfini e puffin. Chiaramente non ci sono garanzie: le barche non usano sonar per non disturbare gli animali perciò si può solo restare all’erta, inseguire i movimenti dell’acqua che potrebbero segnalarne la presenza e sperare di capitare nel posto giusto al momento giusto. Se chiedete a me se ne vale la pena, vi rispondo con questa foto qui sotto: chi era su quella barca non dimenticherà la giornata per tutta la vita, ma anche noi che eravamo abbastanza vicini non la scorderemo facilmente. Siamo stati fortunati e la balena salterina si è esibita più volte, ripagandoci appieno dei soldi spesi.

Whale watching Husavik

Ho prenotato l’escursione di whale watching qui e mi sono trovata molto bene: il personale è attento e gentile e vengono fornite tute pesanti e impermeabili, che non vi faranno sentire il freddo. Rientrati al porto abbiamo pranzato ad Husavik prima di proseguire e visitare Godafoss. Da qui poi un tratto alla guida per avvicinarci alla costa occidentale.

GIORNO 7 -> Ci avviciniamo al termine del viaggio. In questa giornata mi sarebbe piaciuto avere almeno un assaggio dei Fiordi Occidentali, ma un rapido sguardo alla mappa ci convince presto che non ne vale la pena. Questa zona è infatti remota come la descrivono: per ore si guida in mezzo al nulla, senza distributori, centri abitati, nemmeno un locale dove mangiare qualcosa o un supermercato cui rifornirsi per 3 o 4 ore, e poi almeno altrettante per tornare più vicini al Ring. Serve insomma almeno una notte qui per spezzare il viaggio. Con più tempo a disposizione, avrei raggiunto in particolare la scogliera di Látrabjarg per avvistare i puffin. Se inserite i Fiordi Occidentali nel vostro itinerario, tenete presente anche l’opzione traghetto Baldur, che congiunge Brjánslækur a Stykkishólmur sulla penisola di Snæfellsnes permettendo di risparmiare qualche ora di guida.

Dopo quindi aver dato un’occhiata a parte dei panorami dei Fiordi, giriamo per la strada 61 e puntiamo proprio la penisola di Snæfellsnes. Qui le attrazioni principali sono il fotografatissimo monte Kirkjufell e tutta l’area di Snæfellsjökull, con diverse spiagge e scogliere. Con la giusta auto si può anche salire a ridosso del ghiacciaio.

Cosa vedere viaggio in Islanda

GIORNO 8 -> Arrivati all’ultimo giorno scendiamo con calma lungo la costa e raggiungiamo Reykjavik per pranzo. La capitale non offre a mio avviso grandi cose da fare o vedere, ma è sicuramente una bella città per trascorrere qualche ora e soprattutto è il luogo in cui troverete più scelta di locali e ristoranti. La sera ci attende poi il volo di rientro.

Per tutte le informazioni su come organizzare un viaggio in Islanda on the road, dal noleggio all’abbigliamento agli alloggi, vi rimando all’articolo successivo:

Organizzare un viaggio in Islanda: la guida completa

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Cosa vedere in Islanda: itinerario in 7 giorni
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Cosa vedere a Madrid in 3 giorni, weekend in Spagna

Cosa vedere a Madrid in 3 giorni, weekend in Spagna
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Sarò sincera, per quanto desiderassi visitarla da anni, Madrid non è riuscita a conquistarmi del tutto. Non posso certo dire che non sia una bella città, semplicemente non ci ho trovato nulla che mi abbia lasciato davvero un segno. Nonostante questo, e nonostante Siviglia rimanga per ora la mia città preferita in Spagna, è senz’altro un luogo da visitare almeno una volta nella vita. Se non altro per vedere dal vivo quei musei di cui abbiamo letto per anni sui libri di scuola e che conservano diverse opere imperdibili. 

La capitale spagnola è una meta perfetta per un weekend e si visita comodamente in 3 giorni viste le piccole dimensioni, ma è meglio prepararsi un programma. Ecco quindi cosa vedere a Madrid in un weekend. 

Cosa vedere a Madrid in tre giorni

Cosa vedere a Madrid in tre giorni

I musei di Madrid: Prado, Reina Sofia e Thyssen-Bornemisza

Iniziamo dai musei, perché Madrid è una di quelle destinazioni in cui anche i non appassionati di arte dovrebbero ritagliarsi qualche ora per una visita ad alcune tra le strutture museali più famose al mondo. 

I musei da visitare a Madrid sono principalmente tre, Prado, Reina Sofia e Thyssen-Bornemisza, e si concentrano tutti nell’area di Paseo del Prado, adiacente al Parco del Buen Retiro. 

Il Museo del Prado offre una collezione gigantesca, paragonabile a musei come il Louvre o gli Uffizi, particolarmente incentrata sull’arte spagnola. I quadri più celebri conservati qui portano la firma di Velazquez e Goya, ma si possono trovare anche opere italiane, francesi e internazionali. In questo genere di museo non basterebbero giornate intere per dare la giusta attenzione ad ogni singola opera: a meno che non siate grandi appassionati o esperti d’arte, meglio selezionare le opere che vi interessano davvero e dare al resto uno sguardo più veloce. 

C’è poi il Museo Reina Sofia, conosciuto in tutto il mondo per una singola opera: Guernica di Picasso. In realtà anche il resto della collezione offre opere di grande interesse, ma è senz’altro vero che Guernica è il classico caso di quadro che vale da solo il costo del biglietto. 

Infine, il Thyssen-Bornemisza espone un’immensa collezione privata, in particolare opere impressioniste e di arte contemporanea. Per il mio gusto personale, è stato il mio preferito tra i tre musei di Madrid che abbiamo visitato. I biglietti costano 13€ e si possono acquistare qui.

Specialmente nel caso dei primi due musei, trattandosi di alcune tra le principali cose da vedere a Madrid vi consiglio di prenotare i biglietti con anticipo per evitare lunghe code. Se volete visitare tutti i tre musei che vi ho citato esiste anche un biglietto cumulativo.

Visitare musei di Madrid

Visitare gratis i musei di Madrid

Esiste però un’alternativa per risparmiare qualcosa: è infatti possibile visitare sia il Prado sia il Reina Sofia gratuitamente nelle ultime due ore di apertura (al Museo del Prado dalle 18.00 alle 20.00 durante la settimana, dalle 17.00 alle 19.00 la domenica e nei festivi, e dalle 19.00 alle 21.00 nel caso del museo Reina Sofia). Prenotate comunque il biglietto online, selezionando l’orario e la tipologia di biglietto ‘free entry’, e recatevi al museo almeno mezz’ora prima dell’ingresso: si forma infatti un po’ di coda, che viene però smaltita abbastanza velocemente.

Il Parco del Buen Retiro

A due passi dalla zona dei musei si trova poi il parco del Buen Retiro, oasi verde da vedere a Madrid. Il parco è molto grande e piacevole, con diverse aree ristoro, un laghetto centrale ed edifici come il Palazzo di Cristallo. Gestito dal museo Reina Sofia, ospita collezioni temporanee ma è soprattutto la struttura ad essere scenografica. Si visita in pochi minuti ed è gratuito. 

Tra le attività più comuni al Parco del Buen Retiro c’è anche il noleggio di piccole barche a remi nel laghetto. Niente di così straordinario, è un lago molto piccolo ed affollato di barchette, ma è comunque una cosa simpatica per passare un’oretta. Il costo è di 8€ a barca (massimo 4 persone) per 45 minuti. 

Anche in questo caso vi consiglio di prenotare per evitare la coda: il procedimento è ben poco intuitivo e credo indirizzato soprattutto ai madrileni, perciò segnatevelo e non spargete troppo la voce!

Scaricate l’App Madrid Movil (è solo in lingua spagnola ma i passaggi sono pochi, non temete) -> scorrete un pochino in basso e cliccate su “Madrid es Deporte” -> Entradas de uso libre -> Barcas de recreo -> Estanque del Retiro.

Qui potrete selezionare data e ora in cui volete prenotare l’imbarcazione, per poi pagare il corrispettivo con carta di credito. Tramite App sono disponibili 15 imbarcazioni per ogni fascia oraria, a partire da 48 ore prima.

Parco del Retiro

Il centro storico: Plaza Mayor, Puerta del Sol, Palacio Real

Il centro storico di Madrid si sviluppa intorno a due piazze principali, la grande Plaza Mayor e Puerta del Sol, a forma di mezzaluna. Qui troverete il Km 0 delle strade di Spagna e la statua simbolo di Madrid di un orso con corbezzolo. A nord delle piazze si trovano ad esempio i quartieri di Malasaña e Chueca, ricchi di locali e ristoranti, a sud La Latina. A est il limite è rappresentato dal Paseo del Prado con i suoi musei e dal Parco del Buen Retiro, mentre a ovest si trovano Plaza de España e l’imponente Palazzo Reale. Il Palazzo è la più grande residenza reale d’Europa, anche se attualmente i reali di Spagna non risiedono più qui. Se siete interessati a visitarlo vi segnalo che anche in questo caso ci sono degli orari in cui è possibile accedere gratuitamente: si entra gratis dalle 16.00 alle 18.00, purtroppo però solamente dal lunedì al giovedì e non nel weekend. Altrimenti trovate i biglietti salta-fila qui.

Tra le altre cose da vedere a Madrid vi consiglio poi di raggiungere la Basilica reale di San Francesco il Grande, con la cupola più grande di Spagna e la quarta in Europa, e la Stazione di Atocha. Si tratta di una vera e propria stazione ferroviaria, resa però molto particolare dalla presenza di un giardino tropicale con oltre 7000 piante al suo interno.

Per un’infarinatura generale sulle attrazioni del centro di Madrid e sulla storia della città, potete prendere parte a un Walking Tour da prenotare ad esempio qui

Vista panoramica Madrid - Palazzo Reale

Vista panoramica su Madrid

Una delle mie regole in viaggio è di cercare sempre dei punti panoramici da cui osservare una città dall’alto. A Madrid potete provare ad esempio:

Circulo de Bellas Artes: probabilmente il punto panoramico più famoso della città, con terrazza al settimo piano affacciato sulla Gran Via. Il biglietto costa 5€ a persona e la terrazza è occupata dai tavoli di un locale, aspetto che a mio avviso rende tutto un po’ confusionario per chi desidera solamente godersi un po’ la vista senza fermarsi a bere qualcosa. Viene consigliato al tramonto, ma per quell’orario diventa anche molto affollato e si forma una lunga fila.

Terrazza del Corte Ingles: molto simile è la terrazza panoramica che si può trovare al nono piano del centro commerciale Corte Ingles, nell’area ristorazione chiamata “Gourmet Experience”. L’accesso è completamente gratuito e si gode sempre di una bella vista sulla Gran Via.

Tempio di Debod: a Madrid si può trovare un vero tempio egizio, rimosso dalla sua posizione originaria durante la costruzione della diga di Assuan e regalato dal governo egizio alla Spagna in segno di riconoscimento agli archeologi che si erano occupati del salvataggio. Furono in realtà 4 i templi donati ad altrettanti Paesi: potreste aver visto ad esempio il tempio di Dendur all’interno del Metropolitan Museum di New York, donato agli Stati Uniti nella stessa occasione. Il tempio di Debod di per sé non è spettacolare, ma si trova in posizione sopraelevata su una collina vicino al Parque del Oeste e per questo è una meta gettonata per ammirare il tramonto. Da qui si gode di una bella vista in particolare sul Palazzo Reale. 

-Altri luoghi: ci sono poi anche altri punti panoramici che potreste valutare, a partire dalla cupola della Cattedrale e fino a Palazzo di Cibeles, al rooftop dell’hotel Riu o, un pochino più fuori dal centro, al Faro de Moncloa.

Dove dormire a Madrid

Per il nostro weekend a Madrid abbiamo scelto un alloggio semplice ma in pieno centro, l’Hostal Mayor. La camera era piccolina ma sarebbe stata una buona scelta per la posizione, unico aspetto negativo l’insonorizzazione pressoché inesistente che la rendeva molto rumorosa la sera trovandosi appunto così in centro – ma ho il sospetto che sia un difetto comune a numerose sistemazioni di Madrid. Per sicurezza, consiglio di mettere in valigia dei tappi per dormire meglio.

Altre opzioni che avevo valutato ma non erano disponibili per le date del mio soggiorno: Hostal Oriente, più elegante e sempre centralissimo, o Principe Pio che forse è un po’ più tranquillo la sera.

Dove mangiare a Madrid

Cosa vedere a Madrid in 3 giorni, weekend in Spagna
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Estate in Val Gardena: cosa vedere e consigli pratici

Estate in Val Gardena: cosa vedere e consigli pratici
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Gli ultimi anni hanno significato per me una grande riscoperta della montagna. Continuo a preferire il mare, non fraintendiamoci, ma ho fatto di necessità virtù e grazie al turismo di prossimità cui siamo stati costretti ho iniziato ad apprezzare molto di più la fortuna di avere la meraviglia delle Dolomiti a due passi a casa. Perciò dopo aver esplorato il Cadore in inverno, ho dedicato alcuni giorni alla scoperta della Val Gardena: uno di quei luoghi in cui pare di trovarsi dentro le pagine di una brochure o in una cartolina, dove l’Alto Adige dà il meglio di sé con panorami incredibili.

Che amiate già la montagna o che siate degli estimatori alle prime armi come me, in questo articolo voglio darvi qualche indicazione per un weekend: dove dormire, come muoversi, cosa fare in Val Gardena, cosa vedere con consigli di escursioni e sentieri facili perfetti per tutti.

Cosa vedere Val Gardena

Vacanze in Val Gardena: come arrivare e come muoversi

La Val Gardena si trova a una mezz’ora di distanza dalle uscite Bolzano Nord o Chiusa dell’autostrada del Brennero, la via d’accesso principale per tutti coloro che raggiungono l’Alto Adige in auto. Ma si può arrivare anche in treno, con le linee veloci che collegano le principali città d’Italia a Bolzano, e da qui proseguire o in autobus o con un treno regionale fino a Ponte Gardena da cui raggiungere la propria località di destinazione. Nel periodo estivo Trenitalia mette a disposizione dei collegamenti Freccialink, che includono con uno stesso biglietto il trasporto sulle Frecce fino a Bolzano e poi autobus per Selva di Val Gardena, Santa Cristina e Ortisei – ma solo di sabato e domenica. L’aeroporto più vicino è quello di Verona, da cui si può poi proseguire facilmente in treno fino a Bolzano. Puoi confrontare comodamente le diverse opzioni (treno, autobus, aereo) tramite Omio.

Un aspetto importante da considerare è che se anche sceglierete di arrivare in Val Gardena in auto, questa poi non vi sarà necessaria durante il soggiorno. Anzi, in alta stagione vi consiglio di non utilizzarla perché potreste fare fatica a trovare parcheggio e perché è comunque molto più semplice ed economico utilizzare la rete di autobus.

Gli autobus consentono di spostarsi tra i paesi della valle ma anche di arrivare a Passo Sella, Pordoi, Canazei, Val Badia, Castelrotto e ovviamente Bolzano. Diversi hotel della zona vi offriranno gratuitamente con il soggiorno la Val Gardena Mobil Card, con la quale potrete utilizzare tutte le linee disponibili e dimenticare l’automobile. A questo link potete consultare gli orari, indicativamente in alta stagione c’è una corsa ogni 20/30 minuti.

Vacanze Val Gardena

Gli impianti di risalita e l’abbonamento Gardena Card

Uno dei grandi punti di forza della Val Gardena è la sua ricchezza di impianti di risalita, che consentono di raggiungere con grande facilità diversi punti panoramici e di compiere tante escursioni diverse. In estate sono in funzione 17 impianti totali, tra cabinovie, seggiovie, funicolari e ovovie, e per un utilizzo illimitato è possibile acquistare la Gardena Card. Il costo è di 78€ per 3 giorni o 105€ per 6 giorni: tenete presente che i prezzi delle corse singole costano tra i 10€ e i 25€, perciò se volete fare diverse escursioni l’investimento si ripaga velocemente. In più, una volta acquistata la Card potrete permettervi di saltare su una cabinovia anche solo per andare ad ammirare un nuovo panorama senza preoccuparvi dei costi.

Passo Sella Gardena card

Dove dormire in Val Gardena

Le tre principali località della zona sono Selva di Val Gardena, Santa Cristina e Ortisei e come abbiamo visto sono ben collegate tra loro dalla rete di autobus locali, perciò tutte e tre rappresentano una buona opzione per scegliere un alloggio.

Noi abbiamo alloggiato al Garni Lanzinger, in buona posizione a Selva di Val Gardena, dove mia suocera è stata cliente per diversi anni trovandosi sempre bene. Un altro hotel dove dormire in Val Gardena che avevo valutato e a cui potete dare un’occhiata è il Monte Pana Dolomites Hotel, per la sua posizione direttamente nel cuore della rete dei sentieri.

In linea generale va detto che dormire in Val Gardena non è esattamente economico, e soprattutto in alta stagione le strutture si riempiono in fretta perciò vi consiglio di prenotare con largo anticipo per essere sicuri di trovare un buon prezzo.

Malga Brogles

Estate in Val Gardena: cosa vedere, escursioni facili e bellissime

L’elenco di possibili escursioni e passeggiate in Val Gardena è davvero lunghissimo e di sicuro non ci si annoia né in un weekend né nel corso di un soggiorno più lungo, qui mi limiterò quindi a consigliarvi tre sentieri che ho avuto modo di apprezzare in prima persona. Camminate semplici e adatte a tutti, da percorrere in giornata e avvalendosi anche degli impianti di risalita già citati poco fa.

1 – Da Resciesa a Malga Brogles o al Rifugio delle Odle

Si parte da Ortisei con la funicolare Resciesa, per poi imboccare il sentiero numero 35. Dopo una piccola salita iniziale il panorama si apre e una piacevole passeggiata di un’ora e mezza porta fino a Malga Brogles, abbracciata dal gruppo delle Odle. Dopo una sosta qui si può tornare sui propri passi, per poi scendere tra i boschi lungo il sentiero numero 5 fino alla stazione intermedia della cabinovia Seceda (un’altra ora/un’ora e mezza) o, se avete ancora voglia di camminare, fino a valle a Ortisei. Questo è in assoluto uno dei sentieri più belli che abbia percorso non solo in Val Gardena ma sulle nostre Dolomiti, con un panorama impagabile.

Se volete estendere un po’ la passeggiata, raggiunta Malga Brogles potete proseguire ancora per circa un’ora fino al Rifugio delle Odle. Ve lo consiglio in particolare per il cibo, perché nella prima Malga non siamo rimasti molto soddisfatti mentre al Rifugio Odle si mangia benissimo.

2 – Da Passo Sella a Ciampinoi

Tra le escursioni più classiche da fare in Val Gardena non può mancare almeno un tratto del Giro del Sassolungo, una delle montagne il cui profilo vi accompagnerà in ogni momento durante il soggiorno. Se il Giro del Sassolungo nella sua interezza può risultare un po’ impegnativo per i camminatori meno allenati (sono infatti circa 18 km e 700 metri di dislivello per l’anello completo, 8 ore di cammino) è comunque possibile percorrerne un pezzetto. Potete partire ad esempio dal Passo Sella, che si raggiunge in autobus da Selva di Gardena o dagli altri paesi della valle. Lungo il sentiero 526 passerete attraverso la “città dei Sassi”, tra massi franati dal Sassolungo diversi secoli fa, fino ad arrivare al rifugio Comici. Se prevedete di essere in zona ad ora di pranzo vi consiglio di prenotare, non è un classico rifugio di montagna ma un ristorante molto apprezzato e sempre pieno. Da qui proseguite lungo il sentiero 21 fino alla cabinovia Ciampinoi, che vi riporterà a valle a Selva di Gardena. Il percorso è molto breve e vi impiegherà poco più di un’ora in totale, potete allungare salendo a Rifugio Salei, Forcella Rodella e infine Rifugio August da Passo Sella (circa un’ora andata, si rientra poi lungo la stessa strada). Dal passo Sella potete anche prendere la caratteristica telecabina per il rifugio Demetz che si trova in cima alla forcella del Sassolungo, ma in alta stagione le code possono diventare impegnative.

2 – L’Alpe di Siusi

Infine, vale la pena scegliere una passeggiata che permetta di esplorare parte dell’Alpe di Siusi: si tratta dell’altopiano più esteso d’Europa e proprio grazie alla sua conformazione offre una grandissima varietà di sentieri, sia pianeggianti sia più impegnativi verso cime e malghe vicine. Potete partire ad esempio da Ortisei con la cabinovia Seiser Alm-Alpe di Siusi, e da lì scegliere il tratto che preferite. Noi abbiamo puntato Saltria e poi Monte Pana, per poi scendere da qui con gli impianti fino a Santa Cristina.

Cosa fare Val Gardena

Dove mangiare in Val Gardena

Chiudiamo come sempre con qualche consiglio di gola, vi segnalo alcuni indirizzi dove mangiare in Val Gardena testati e promossi personalmente:

Speckkeller a Selva di Val Gardena: ristrutturato in tempi recenti, è un ristorante elegante e perfetto anche per un’occasione speciale. Cucina tipica in certi casi rivisitata, piatti curati ma senza per questo rinunciare a gusto e quantità. 

Cianel, sempre a Selva: il ristorante è la club house di un maneggio, dai tavoli si può vedere la zona di allenamento tramite grandi vetrate. Nel menu si trovano sia piatti tradizionali sia opzioni più particolari, tutto molto buono. 

Rifugio delle Odle: uno dei rifugi migliori cui puntare per un ottimo pranzo. Anche la vista in questo caso gioca un ruolo fondamentale. 

Estate in Val Gardena: cosa vedere e consigli pratici
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Weekend in Val di Fassa: dove dormire e cosa fare

Weekend in Val di Fassa: dove dormire e cosa fare
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Nella mia duplice missione di ri-scoperta delle Dolomiti e di ricerca di camere con una vista da sogno, di recente sono approdata in Val di Fassa. Questa valle, tra le più famose e frequentate del Trentino orientale, si snoda tra le località di Moena e Canazei ed è ricchissima di sentieri, impianti all’avanguardia, ristoranti tradizionali ed ovviamente ottime strutture ricettive.

Per raccontarvi cosa vedere e cosa fare in zona, quindi, partirò in questo caso proprio dalla domanda fondamentale: dove dormire in Val di Fassa? Vi porterò in un luogo davvero unico, perciò vi consiglio di seguirmi e continuare a leggere!

Weekend in Val di Fassa dove dormire

Dove dormire in Val di Fassa

Incastonata tra le province di Belluno e Bolzano, la Val di Fassa è costituita da sei comuni ed attraversata dal torrente Avisio che la separa dalla vicina Val di Fiemme. I comuni sono Moena (che fa anche parte proprio della Val di Fiemme, poiché alcune sue frazioni si trovano al di là dell’Avisio), Soraga, San Giovanni (che comprende l’ex comune Vigo di Fassa), Mazzin, Campitello e Canazei. Percorrendo tutta la statale, si va quindi da Passo San Pellegrino a Passo Pordoi. Tutto intorno, le magnifiche cime delle Dolomiti con la Marmolada, il Sella, il Sassolungo e il Catinaccio.

La distanza tra Moena e Canazei è di meno di 20 km, perciò ovunque sceglierete di alloggiare in Val di Fassa sarete comunque comodi per esplorare anche i dintorni. La valle è facilmente raggiungibile in auto, ma una volta qui, specie in alta stagione, consiglio di dimenticarla e utilizzare al suo posto il comodo servizio di autobus che collega tra loro tutti i comuni: la statale rischia infatti di diventare molto trafficata ed i parcheggi degli impianti di risalita possono essere costosi.

Al momento della prenotazione, quindi, ricordate di verificare che l’hotel o appartamento dove intendete alloggiare in Val di Fassa abbia a disposizione anche un parcheggio.

Suite a tema viaggio in Val di Fassa

Dormire in Val di Fassa: le suite a tema del Latemar Hotel

Il mio consiglio su dove dormire in Val di Fassa vi porterà in un luogo davvero particolare, un hotel dove è possibile fare il giro del mondo semplicemente cambiando stanza: dal Nord Europa al Giappone, dal Sud America al Medio Oriente fino a rientrare in Italia. Si tratta del Latemar Hotel, dove l’albergo fondato dal nonno rimane ancorato alla tradizione ladina ma i nipoti – grandi appassionati di viaggi – hanno sognato per anni un ampliamento molto particolare.

Storia e tradizione ladina in Val di Fassa

In una zona come la Val di Fassa, votata da sempre all’accoglienza turistica, le famiglie portano spesso avanti una tradizione tramandata per generazioni e il Latemar Hotel non fa eccezione: l’albergo fondato dal nonno è stato gestito nel tempo dalle tre figlie per poi passare ai nipoti, nati e cresciuti in hotel tra balli tipici ladini ed esibizioni alla fisarmonica. Ma non prima di scoprire il mondo: Gessica conosce 7 lingue, Lorenzo ha studiato cucina, ed entrambi hanno deciso prima di tutto di viaggiare e lavorare all’estero per conoscere altri luoghi, altre culture. Con questo enorme bagaglio di esperienze hanno poi deciso di rientrare al Latemar, per dare il proprio contributo personale a questa storia che trascende le generazioni.

Il Latemar rimane una questione di famiglia, con al timone Gessica, il marito Michele – anche lui chef -, il fratello Lorenzo, la sorella Martina, mamma Fiorenza e papà Remigio. Ma da dicembre 2021 è anche un mondo completamente nuovo, un luogo in cui emozionare e stupire grazie alla commistione delle tante culture incontrate nel corso dei propri viaggi: accanto all’ala tradizionale, che rimane in stile ladino, oggi il Latemar Hotel è stato ampliato con un’ala più moderna, in cui trovano spazio cinque suite tematiche e una Spa. L’idea alla base è quella di fornire al cliente non una semplice camera, ma emozioni ed esperienze, ed io non potrei essere più d’accordo con questa descrizione.

Le suite a tema viaggio del Latemar Hotel

All’interno del Latemar Hotel è possibile scegliere quindi tra 5 suite a tema viaggio: ogni camera è un’esperienza completamente differente, in cui dettagli studiati con cura riescono a ricreare l’atmosfera del luogo cui si ispirano. Ci sono:

  • La suite Hygge, che ricrea l’inconfondibile atmosfera del Nord Europa ed offre una sauna finlandese e una vasca idromassaggio direttamente in terrazza con vista sulle Dolomiti UNESCO;
  • La suite Hammam, dove fare un salto in Medio Oriente con tanto di bagno turco;
  • La suite Ikigai, minimalista e rilassante, con vasca a gradoni Ofuro e letto in stile futon giapponese;
  • La suite Siesta, ispirata ai colori e all’atmosfera del Sudamerica con una vasca Infinity di design;
  • La suite Paussa, dove rientrare in Val di Fassa con un ambiente tipico ladino, arredi in legno di cirmolo e pietra dolomia.
Dove dormire in Val di Fassa
Suite dal mondo Latemar Hotel

Tutte le suite sono molto ampie e pensate per un soggiorno di coppia, che include una buona colazione con prodotti fatti in casa ed ingredienti del territorio a km0 oltre all’accesso alla Spa Oniro. Anche la vista sulle Dolomiti è sempre inclusa ed è semplicemente bellissima, del resto il motto del Latemar Hotel è proprio: “just you and the view.

Ci sono poi tutta una serie di servizi extra che potete richiedere per fare o farvi un regalo, dall’esperienza della private Spa Ofuro al Romantic Set con palloncini, petali di rosa, dolci e calici per brindare a un’occasione speciale. Nelle camere troverete anche una beauty box di prodotti cosmetici locali e sostenibili, del marchio Dolomitika, che è possibile acquistare per una coccola in più, un minibar di design e una postazione dedicata allo smart working (e lavorare con una vista così dev’essere un piacere). Una volta finito di lavorare potete poi ordinare un cocktail o un tè speciale, con una selezione di varietà in foglia provenienti dalla Cina, dal Giappone, dallo Sri Lanka e oltre per continuare a viaggiare.

Vi consiglio inoltre di fermarvi a cena al ristorante: in cucina ci sono lo chef Lorenzo e mamma Fiorenza e il risultato è anche in questo caso una commistione di tradizione e influenze dal mondo. Quasi un ristorante fusion insomma. Da provare in particolare il dessert “Around the world” che ben simboleggia la filosofia del Latemar: ingredienti selezionati si uniscono per creare un vero e proprio mondo, un globo di cioccolato ripieno di mousse allo strudel, con meringa al pino mugo e la L del logo realizzata con un gel di tè Matcha.

Se vi è venuta voglia di fare un viaggio intorno al mondo o semplicemente di godervi un weekend romantico e rilassante in Val di Fassa, vi lascio anche un piccolo incentivo: con il codice mangiaviaggiaama5 potrete avere il 5% di sconto su prenotazioni effettuate entro il 15 aprile, per soggiorni fino a ottobre esclusi i mesi di luglio e agosto. Vi basterà effettuare la richiesta di prenotazione tramite il sito ufficiale del Latemar Hotel.

Spa con vista Dolomiti: Oniro ed Ofuro

La ciliegina sulla torta dell’Hotel Latemar è anche il motivo per cui faticherete ad uscire davvero, anche se sto per consigliarvi cosa vedere e cosa fare in Val di Fassa. La Spa Oniro con vista sulle Dolomiti è il sogno ad occhi aperti che lascia presagire il nome (dal greco oneiros): al suo interno si trovano un’ampia sauna finlandese, aree relax per riattivare i propri sensi dopo una sosta all’angolo tisane, ed ovviamente una piscina panoramica riscaldata, dove si passa in tutta comodità dall’interno all’esterno attraverso una porta automatica. Godersi la vista da qui è un’esperienza che vi consiglio davvero di non perdere. La sera potrebbe anche capitarvi di fare un aperitivo direttamente in piscina mentre Lorenzo suona la fisarmonica accanto a un falò. Chiedete alla reception per avere informazioni su questa e sulle altre attività che il Latemar Hotel organizza ogni settimana, come i pranzi nella baita a Fuciade o le passeggiate serali con le lanterne.

La Spa Oniro è accessibile anche agli utenti esterni ed offre dei pacchetti molto interessanti, potete dare un’occhiata alla pagina dedicata sul sito dell’Hotel.

Per continuare a viaggiare intorno al mondo, infine, vi segnalo l’esperienza davvero particolare della Spa Ofuro. Si tratta di un antico rituale di purificazione giapponese, i cui ingredienti principali sono una vasca a gradoni esterna a 41°, l’aperitivo con finger food e tè Matcha e la consueta vista sulle Dolomiti. È una Spa privata, da prenotare in coppia e vivere in pieno contatto con gli elementi. Il rituale prevede infatti che dopo una prima doccia all’interno si acceda alla vasca Ofuro completamente nudi. Noi l’abbiamo provata la sera e siamo rimasti a guardare la luce calare immersi nell’acqua calda, ed è il consiglio che do anche a voi. Dopo la purificazione e il relax, si rientra e si approfitta del piccolo aperitivo, che comprende sushi, noodles e dolcetti giapponesi. Le immagini in questo caso valgono più di mille parole, perciò vi lascio il link al video che ho pubblicato sui profili social, così che possiate cogliere tutta la bellezza della private Spa Ofuro.

Private Spa con vista Dolomiti

Cosa vedere e cosa fare in Val di Fassa: consigli e informazioni pratiche

La Val di Fassa è in assoluto una delle valli più note e frequentate del Trentino-Alto Adige, grazie alla ricchezza di percorsi ed escursioni ed ai numerosi impianti di risalita che la collegano con le cime vicine. D’estate è il paradiso del trekking, d’inverno uno dei comprensori sciistici più completi della zona con oltre 200 km di piste. In più, offre cittadine vivaci e borghi storici, oltre a una tradizione molto particolare: vi accorgerete subito, ad esempio, che qui si parla la lingua ladina e gli abitanti sono molto legati a queste loro radici culturali.

Tessere e abbonamenti

Sia d’estate che d’inverno, se trascorrerete in Val di Fassa più giorni potrebbe esservi utile una tessera per gli impianti. In entrambe le stagioni esistono tipi diversi di abbonamento: dedicati alla sola Val di Fassa o più in generale all’intero comprensorio delle Dolomiti (utile ad esempio se nel corso di una settimana volete visitare più di una valle).

Questi sono in breve i dettagli delle diverse tessere:

In estate:

  • per la sola Val di Fassa potrete acquistare il Panorama Pass con un costo per gli adulti tra i 59€ e i 97€ a seconda dei giorni di validità. La tessera consente l’utilizzo di 32 impianti in totale tra maggio ed ottobre (verificate al link ufficiale l’effettivo inizio della stagione per il 2022 ed eventuali offerte previste).
  • per l’intero comprensorio delle Dolomiti è invece disponibile l’abbonamento Dolomiti SuperSummer: gli impianti totali diventano ben 110, in 12 valli di Trentino Alto Adige e Veneto, e il costo va dai 47€ ai 147€. Qui il link al sito.

In inverno:

  • la valle fa capo a due diversi comprensori sciistici: Val di Fassa/Carezza e Alpe Lusia/San Pellegrino. Si può acquistare uno skipass per uno dei due comprensori oppure scegliere la tessera Valle Silver, che aggiunge Val di Fiemme e San Martino/Passo Rolle.
  • c’è poi la tessera cumulativa Dolomiti Superski, che permette di sciare in tutto il territorio.

Dato che le opzioni e le differenze di costo sono davvero moltissime, vi lascio il link ufficiale dove troverete tutti i riferimenti e un comodo calcolatore: Ski Pass Dolomiti.

Cosa fare in Val di Fassa

Cosa vedere in Val di Fassa: paesi e borghi

Di ritorno da un’escursione o se per un giorno non avete voglia di lanciarvi in imprese sportive, vale la pena visitare anche i borghi della Val di Fassa:

  • Moena e Canazei non hanno probabilmente bisogno di presentazioni, ma sono due cittadine di montagna molto piacevoli dove fare una passeggiata, acquistare prodotti tipici e godersi una sosta in pasticceria.
  • Vigo di Fassa è riconosciuto come uno dei borghi più belli d’Italia ed offre tra le altre cose un museo della cultura ladina.
  • Soraga, con il suo piccolo lago e l’atmosfera tranquilla, è uno degli insediamenti più antichi della Val di Fassa ed è noto tra le altre cose per la forte presenza di artigiani intagliatori del legno.

Escursioni semplici in Val di Fassa

Per concludere, vi segnalo alcune escursioni molto semplici in Val di Fassa, perfette anche per un weekend rilassante in inverno senza il bisogno di particolare attrezzatura.

1. Pozza di Fassa-Val San Nicolò
In auto di può parcheggiare in prossimità del camping Vidor, o in alternativa si parte a piedi dal centro di Pozza di Fassa poco lontano. Dal camping si seguono le indicazioni sulla destra rispetto alla pista da sci per Val San Nicolò. Il percorso è lungo circa 5 km all’andata e altrettanti al ritorno, con circa 400 metri di dislivello. La strada è battuta perché è presente anche un servizio di motoslitta, perciò non sono necessarie attrezzature ma se volete essere prudenti portate giusto dei ramponcini per eventuali parti ghiacciate. Se preferite evitare la salita all’andata potete sfruttare la motoslitta e scendere poi a piedi o in slittino. Arrivati in Val San Nicolò troverete un primo rifugio, in alternativa è possibile proseguire ancora un po’ fino a Baita Ciampiè.

2. Passo San Pellegrino-Rifugio Fuciade
Si parte dal Passo di San Pellegrino e si seguono le indicazioni per Fuciade-Hotel Miralago. Il percorso è pressochè pianeggiante e in 4 km scarsi porta al Rifugio Fuciade, dove vi consiglio di prenotare perché si mangia davvero benissimo! Anche in questo caso la strada è battuta ed è presente un servizio di motoslitta, ma vista l’assenza di dislivello il sentiero è davvero semplice e adatto a tutti.

3. Pista da sci di fondo/ciclabile lungo la val di Fassa
Dalle finestre del Latemar Hotel noterete subito un lungo percorso proprio di fronte all’albergo: in inverno è dedicato allo sci di fondo – utilizzato anche per la Marcialonga – ma si può percorrere tranquillamente a piedi, mentre d’estate diventa una pista ciclabile. Si tratta di un percorso che da Canazei conduce in discesa fino a Moena, passando appunto per Soraga, e per chi lo desidera prosegue anche oltre fino alla Val di Fiemme. Un modo semplice per attraversare tutta la Val di Fassa e scoprirne le diverse località, con gli sci, a piedi o in bicicletta.

Cosa vedere Val di Fassa

Weekend in Val di Fassa: dove dormire e cosa fare
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Camera panoramica Dolomiti: un’esperienza da sogno vicino Lienz

Camera panoramica Dolomiti: un’esperienza da sogno vicino Lienz
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Mi capita periodicamente di imbattermi in contenuti sponsorizzati o foto di influencer con un preciso filo conduttore: camere panoramiche in hotel da sogno, glamping, case sull’albero, bolle trasparenti nel mezzo della natura, alloggi insomma fuori dal comune in cui vivere un’esperienza da mille e una notte. So bene perché visualizzo tante sponsorizzate simili, in questo settore ci lavoro. Sono il loro target perfetto e clicco sempre, immancabilmente, su quel link. Sogno ad occhi aperti, simulo una prenotazione, poi leggo il prezzo finale e torno alla dura realtà.

Sia chiaro, ho sempre sostenuto e continuerò a sostenere che spendere una cifra spropositata per una camera sia superfluo, perché il viaggio è fatto soprattutto di tutto ciò che si può esplorare al di fuori di un albergo. Ma alcune camere sono esperienze di viaggio esse stesse ed a volte, quando possiamo permettercelo, è giusto anche godersi certe comodità e certi piccoli lussi.

Camera panoramica Dolomiti

In questo post vi racconto quindi di un ‘lusso’ che mi sono regalata e della mia esperienza in questa camera panoramica incredibile, con vista sulle Dolomiti di Lienz. So che già da una foto ve ne sarete innamorati, e se vi dicessi che dal vivo è ancora meglio? E che il prezzo è molto più basso di quanto possiate immaginare?

Nell’articolo troverete tutte le informazioni per regalarvi una notte indimenticabile.

Il Dolomiten hütte: camere con vista sulle Dolomiti di Lienz

Ci troviamo al Dolomiten Hütte, un rifugio a circa 15 minuti d’auto da Lienz, Austria. Il rifugio fu costruito negli anni Trenta ed è stato preso in gestione dall’attuale proprietà nel 2007. È stata proprio la famiglia Oles ad ampliare il rifugio nel 2012, costruendo delle camere panoramiche affacciate sulle montagne a 1616 metri d’altezza.

Dolomitenhutte Lienz

La camera panoramica vetrata

La camera che dovrete cercare si chiama Adlerhorst, ovvero ‘nido d’aquila’. Grazie alla posizione ad angolo con doppia vetrata offre un panorama incredibile su tutte le montagne circostanti, regalando la sensazione di trovarsi sospesi, in volo sulle Dolomiti di Lienz. Ci sono poi altre camere, con finestra più “tradizionale” o con vetrata singola, ma se riuscite a trovare disponibilità vi consiglio senz’altro di puntare alla Adlerhorst.

Il costo è più basso di quanto potreste pensare per una camera così: noi abbiamo pagato 75€ euro a persona, 150€ in due, inclusa un’ottima e abbondante colazione. Ora sul sito è stata inserita la richiesta di minimo due notti per concludere la prenotazione, ma vi consiglio comunque di provare a contattare la struttura per avere un riscontro certo.

Unico contro da segnalare, almeno per me: il bagno è in comune con le altre 5 camere. La zona bagni e docce è comunque pulitissima e molto moderna e per una o due notti si può sopportare. Probabilmente questo è proprio il motivo per cui una camera simile mantiene un costo tutto sommato accessibile.

Camera panoramica vetrata Dolomiti

Informazioni pratiche: come organizzare il viaggio

Il Dolomiten Hütte si trova a circa un quarto d’ora da Lienz, che a sua volta dista una mezz’ora dal confine italiano ed è quindi facilmente raggiungibile anche in auto dal nord Italia.

D’estate il rifugio è accessibile direttamente con la propria auto, ma d’inverno l’ultimo tratto di strada viene invece chiuso al traffico: si arriva perciò fino a Kreithof, dove è presente un parcheggio (a pagamento) e da lì ci sono due alternative: salire a piedi o con gli sci in un’ora abbondante, oppure richiedere la navetta del rifugio al costo di 7€ a persona.

Nel pernottamento è inclusa la colazione ed al rifugio è presente anche un ristorante, aperto pranzo e cena: vi consiglio in particolare di prenotare la cena, così da non dover risalire col buio. Si mangia bene, i costi sono in linea con la media della zona e le porzioni sono decisamente abbondanti.

Presso il rifugio si possono noleggiare anche degli slittini (costo 4,5€). Il tratto di strada che scende dal Dolomiten hütte a Kreithof d’inverno diventa infatti una lunghissima e gettonatissima pista per slittini, famosa in tutta la zona. Un’esperienza da non perdere, noi abbiamo scelto di approfittarne al ritorno affidando i bagagli all’autista della navetta e concordando un orario in cui incontrarci al parcheggio di Kreithof, così da non dover poi risalire a piedi. Oltre alla pista da slittino, in zona troverete diversi percorsi per trekking o ciaspolate a seconda della stagione.

La notte al Dolomitenhütte è stata una di quelle esperienze che non si dimenticano facilmente, e (immagino proprio per quell’unica pecca del bagno in comune) a un costo accessibile rispetto ad altre camere panoramiche simili. L’ultimo consiglio che vi do, se desiderate farvi questo regalo, è di armarvi di un po’ di pazienza: il sito non è molto chiaro e la struttura, nonostante queste camere spettacolari, rimane comunque un rifugio più che un hotel. Ottenere risposte a mail o messaggi è stato a volte frustrante, ho dovuto insistere molto per comprendere ad esempio la gestione della navetta, dove lasciare l’auto e altre informazioni pratiche necessarie per organizzare la permanenza.

Ma se perseverate, complice anche il fatto che diversi punti spero di averli chiariti in questo articolo, fidatevi… ne sarà valsa la pena!

Dolomitenhutte Lienz

Camera panoramica Dolomiti: un’esperienza da sogno vicino Lienz
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Prima volta a New York: cosa vedere e cosa sapere

Prima volta a New York: cosa vedere e cosa sapere
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Capita spesso che mi chiedano consiglio su una meta per un primo viaggio fuori Europa e tra le mie risposte c’è sempre lei: New York. Lontana ma non troppo grazie ai numerosi voli diretti oggi disponibili, una metropoli senza paragoni nel vecchio continente eppure così familiare grazie alle decine di film e serie tv che chiunque di noi ha visto – e che ci hanno fatto sognare Manhattan fin dall’infanzia.

New York è per me la scelta ideale soprattutto per i più giovani, ma con attenzione perché volare oltreoceano per la prima volta è pur sempre un’esperienza da non prendere sotto gamba. In questo articolo vi racconterò quindi cosa vedere a New York al primo viaggio, ma anche come organizzare la partenza.

Pronti? Si va a New York!

Prima volta a New York

Cosa vedere a New York la prima volta

Iniziamo da una premessa, che è valida per molte destinazioni ma per una città come New York in particolare: non riuscirete a vedere tutto in un solo viaggio. Ma queste sono alcune delle cose che non dovreste proprio perdervi.

New York dall’alto

New York dà il meglio di sé vista dall’alto, non è un caso che due delle attrazioni più iconiche della città siano proprio dei grattacieli con terrazza panoramica che non hanno bisogno di presentazioni: l’Empire State Building e il Top of the Rock. Vi consiglio di visitarne uno di giorno ed uno di sera così da ammirare New York in entrambe le vesti, by day e by night.

Da alcuni anni si è poi aggiunta una terza terrazza panoramica, quella della Freedom Tower o One World Trade Center. Costruita nell’area in cui sorgevano le Torri Gemelle, la Freedom Tower è oggi l’edificio più alto non solo di New York ma di tutti gli Stati Uniti e dell’Emisfero occidentale, il settimo nel mondo intero. L’Osservatorio si trova al 102° piano e merita senz’altro di essere aggiunto alle cose da vedere, anche se a mio avviso la vista da Empire e TOTR rimane migliore (soprattutto per l’assenza di vetrate). Dato che sarete in zona, non perdetevi anche la visita al Memoriale dell’11 Settembre, un luogo triste ma imprenscindibile per capire la città.

Infine, a questa lista di punti panoramici di New York va aggiunto l’osservatorio esterno più alto della città: l’Edge Observation Deck. Una piattaforma di vetro trasparente sospesa a 345 metri d’altezza, meglio non soffrire di vertigini!

Central Park

Lo ammirerete splendidamente e nella sua interezza dal Top of the Rock: Central Park è un enorme polmone verde nel cuore di New York ed una delle aree di Manhattan più amate dai newyorkesi. Per scoprire di più su Central Park vi rimando a questo articolo sul blog, in cui ho raccontato diverse curiosità sul parco.

Times Square New York

I quartieri iconici di New York

Una delle cose più belle della prima volta a New York sarà iniziare ad orientarsi tra i suoi diversi quartieri. New York si suddivide in cinque distretti o borough: Bronx, Queens, Manhattan, Brooklyn e Staten Island. Questi a loro volta sono composti da quartieri, alcuni di essi iconici ed imperdibili.

A Manhattan, il cuore pulsante di New York nonostante sia il più piccolo dei distretti, non potrete perdervi due passi nel Greenwich Village (soprattutto se siete appassionati di serie TV: il palazzo di Friends si trova proprio qui), a Chinatown, a Little Italy, nel centro di Midtown tra Times Square e Broadway. Ogni quartiere ha una sua identità caratteristica e il modo migliore per scoprire davvero New York sarà cercare di collezionarne il più possibile.

Il Ponte di Brooklyn

Impossibile lasciare New York senza aver percorso il Ponte di Brooklyn. Il più celebre dei ponti newyorkesi è un pezzo di storia e uno dei simboli della città. È possibile attraversarlo utilizzando il percorso pedonale, sopraelevato rispetto alle corsie dedicate alle auto, e da qui godrete di una splendida vista su Manhattan.

La High Line

Un altro luogo imperdibile di New York è la High Line: un parco costruito lungo una sezione della linea ferroviaria sopraelevata West Side Line, da tempo in disuso. Un perfetto esempio di riqualificazione urbana che racconta bene l’essenza di New York, la città in perenne divenire, ma anche un luogo in cui rilassarsi per un po’ lontano dal traffico.

Il Museum Mile

Se vi resta ancora del tempo, cercherei infine di inserire almeno un museo nel vostro itinerario. Diversi tra i più celebri si concentrano lungo il cosiddetto “Museum Mile”: un tratto della 5th Avenue a Est di Central Park in cui si concentrano una decina di musei, tra cui Metropolitan e Guggenheim. Ma ci sono anche il MoMA, il Museo di Storia Naturale e altri ancora. Ne ho parlato in questo articolo: i musei da vedere a New York

High Line New York

Viaggio organizzato a New York

Prima di passare ai consigli per l’organizzazione, vi avviso: se si è alla prima esperienza di pianificazione di un viaggio fuori Europa, l’elenco di cose a cui pensare potrebbe spaventare. Per questo una buona soluzione per un viaggio a New York in completa serenità diventa quella di un viaggio organizzato, ma senza troppi vincoli e meglio ancora se con una realtà pensata in modo specifico per i più giovani.

Un esempio è Utravel, portale dedicato esclusivamente ai viaggi per under 30. Il pacchetto Easy include pernottamento, trasferimento da e per l’aeroporto, assistenza H24 e assicurazione base (che vi suggerisco di integrare con un extra per le spese mediche, per le ragioni che vi indicherò più giù), oltre a eventuale volo da aggiungere se lo si desidera. Tutto il resto si può vivere in libertà, così da sperimentare un primo viaggio fuori Europa con le spalle coperte ma senza restrizioni o programmi imposti da altri. Non è un viaggio di gruppo, ma se vorrete potrete anche approfittarne per conoscere altri viaggiatori che soggiorneranno come voi nello stesso hotel.  

Cosa devi sapere per organizzare un viaggio a New York

I documenti necessari: l’ESTA

La prima cosa da fare per organizzare un viaggio a New York è assicurarsi di avere tutti i documenti in regola. Per entrare negli Stati Uniti avrete bisogno di due cose:

  • un passaporto di tipo elettronico, che rimanga in corso di validità per tutta la durata del soggiorno;
  • un’autorizzazione elettronica di viaggio chiamata ESTA.

La richiesta per l’ESTA, che rimane poi valida per due anni, va fatta online inserendo i propri dati, rispondendo ad una serie di domande e pagando 14$. Fate attenzione ad utilizzare solo il sito internet ufficiale del governo a questo link, perché esistono decine di altri portali sui quali finireste per pagare almeno il doppio del costo reale.

L’assicurazione sanitaria

Un altro punto da non dimenticare è la stipula di un’assicurazione sanitaria. Se in Europa da cittadini comunitari abbiamo accesso gratuito alle cure mediche anche fuori Italia, nel resto del mondo è bene avere un’assicurazione sanitaria per non rischiare esperienze spiacevoli. Questo è particolarmente importante per un viaggio a New York e negli Stati Uniti in generale, dove i costi per un esame o un ricovero possono diventare elevatissimi.

In questo articolo trovate un confronto tra le principali polizze di viaggio disponibili, così da farvi una prima idea. In generale, per un viaggio a New York considerate di spendere tra i 50€ e i 100€ a persona. Ma mi raccomando, assicuratevi! Non è questo il punto su cui risparmiare.

Cosa vedere a New York

Altri consigli per la prima volta a New York

I diversi pass di New York

Se mi leggete da un po’ saprete che in genere non sono una grande sostenitrice dei pass cittadini, poiché spesso risultano convenienti solamente se si sceglie di chiudersi in 10 musei ogni giorno. New York però è un’eccezione e una meta in cui acquistare un pass potrà davvero farvi risparmiare molto. Ne esistono 3 tipologie principali – New York Pass, City Pass, Explorer Pass – ed altre variazioni minori: ho scritto una guida completa su come scegliere quello più adatto a voi a questo link.

Metrocard: l’abbonamento per i trasporti

I pass non includono l’abbonamento ai trasporti pubblici di New York: per viaggiare sulla metro e sugli autobus della città potrete scegliere di acquistare i singoli biglietti (per circa 3$ a tratta) o acquistare la tessera Metrocard. Un abbonamento per corse illimitate da 7 giorni ha un costo di 33$ e si può acquistare alle macchinette automatiche o alle biglietterie di ogni stazione.

Il trasporto dagli aeroporti JFK o Newark non è incluso: da JFK dovrete considerare circa 8$ di metro, da Newark 16$ per AirTrain + metropolitana.

E adesso che siete pronti, buona prima volta a New York!

New York dall'alto

Prima volta a New York: cosa vedere e cosa sapere
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Weekend a Matera: cosa vedere e cosa fare

Weekend a Matera: cosa vedere e cosa fare
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In anni di viaggi ho avuto la fortuna di vedere luoghi meravigliosi, ma pochi mi hanno lasciato a bocca aperta come i Sassi di Matera quando sono comparsi di fronte a noi. In piena notte, una magia fatta di roccia e luci. E dopo anni di viaggi, lo ammetto, restare stupita dalla bellezza di un luogo è qualcosa che mi riempie di gioia facendomi capire che c’è ancora tantissimo mondo da esplorare.

Avevo aspettative altissime e Matera non è stata solo all’altezza: le ha superate. Perciò se anche per voi è arrivato il momento di visitare questo luogo unico al mondo, ecco un articolo con qualche consiglio: cosa fare e cosa vedere a Matera.

Matera cosa vedere

Due giorni a Matera: cosa vedere e cosa fare

Scoprire cosa sono i Sassi di Matera

Prima di definire cosa fare e cosa vedere a Matera, è utile fare un passo indietro e rispondere a una domanda che chi ancora non ha visitato la città potrebbe farsi: cosa sono i Sassi? Vengono chiamati Sassi due quartieri di Matera, il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso, uno rivolto ad est e l’altro a sud, divisi al centro dalla collina della Civita sormontata dalla Cattedrale. Insieme al Piano, la parte ottocentesca della città sviluppatasi intorno a Piazza Vittorio Veneto, questi tre quartieri formano il centro storico di Matera.

Non si definiscono quindi Sassi gli edifici scavati nella roccia, come a volte mi è capitato di leggere, ma gli interi vicinati. In entrambi sono state create abitazioni nella roccia, una calcarenite molto semplice da lavorare, fin dalla preistoria: nel Sasso Caveoso esistono ancora diverse case-grotta ben visibili (e visitabili), mentre nel Sasso Barisano sono state nel tempo ampliate con la costruzione di edifici e facciate barocche.

Proprio le grotte furono all’origine nel secondo dopoguerra di un duro intervento dello Stato, che definì Matera “la vergogna d’Italia” e ordinò l’abbandono dei Sassi nel 1951. Tra Ottocento e Novecento, infatti, l’aumento della popolazione e la mancanza di alcuni servizi primari come le fogne avevano reso la vita nei Sassi molto difficile, con condizioni igieniche precarie e un continuo rischio di epidemie. Matera divenne negli anni ’50 e ’60 un simbolo dell’arretratezza del Sud Italia e i Sassi furono abbandonati per decenni.

Nel 1993 arrivò per fortuna il riconoscimento del paesaggio rupestre di Matera tra i patrimoni UNESCO, un passo importante che diede grande impulso alla rinascita della città e al suo successo anche dal punto di vista turistico.

Partecipare a una visita guidata ai Sassi di Matera

Ci sono alcune destinazioni in cui una visita guidata risulta particolarmente importante, e Matera a mio avviso è tra queste. Il brevissimo riassunto che vi ho fatto della storia dei Sassi non è sufficiente per capire davvero una città così particolare, specialmente quando non ci si trova in prima persona tra case-grotta e vicoli. Per questo la prima cosa che vi consiglio di fare è senz’altro una visita guidata ai Sassi di Matera: troverete diverse compagnie disponibili e i prezzi sono abbastanza equivalenti, potete dare un’occhiata ad esempio a questo link.

Io mi sono limitata alla visita del centro storico, ma è disponibile anche un tour al Parco delle Chiese Rupestri che potete valutare se avete abbastanza tempo a disposizione.

Visitare il Palombaro Lungo

Sotto la pavimentazione di Piazza Vittorio Veneto si trova la più grande cisterna idrica ipogea di Matera. Il Palombaro Lungo fa parte di un sistema di raccolta delle acque che si estende per tutta la lunghezza dei Sassi ed era necessario per l’approvvigionamento idrico cittadino. Oggi è visitabile con un biglietto di 3€, fate solo attenzione agli orari perché sono abbastanza ridotti (indicativamente dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18).

Cose da vedere a Matera

Ammirare le chiese di Matera

Tra le cose da vedere a Matera non possono mancare alcune chiese: in particolare la Cattedrale, che domina i Sassi dall’alto, e la chiesa di Santa Maria de Idris. Quest’ultima vi darà modo di scoprire una chiesa rupestre nel cuore dei Sassi, e già solo salendo la scalinata d’accesso godrete di uno splendido panorama. L’interno è stato rimaneggiato più volte, ma vale comunque la pena di dare un’occhiata. L’ingresso costa 3,5€, in alternativa esiste un biglietto cumulativo da 7€ che include anche Santa Lucia alle Malve e San Pietro Barisano.

Se avete a disposizione abbastanza tempo, potete prendere parte anche al tour delle Chiese Rupestri che vi ho consigliato più su.

Scattare una foto dai punti panoramici di Matera

La verità è che non serve una lista di cose da vedere a Matera, è uno di quei luoghi che vanno esplorati semplicemente camminando, perdendosi tra vie e scorci incredibili. È una città bella da ovunque la si guardi, esistono però alcuni punti panoramici principali che vi consiglio di segnare sulla mappa per essere sicuri di non perderveli:

il Belvedere Luigi Guerricchio a piazza Vittorio Veneto

Piazzetta Pascoli

il convento di Sant’Agostino

Vi ho segnalato nella mappa anche altri punti, dalla Cattedrale a Santa Maria de Idris. Due delle prospettive che ho preferito e dalle quali riuscirete a scattare le foto migliori sono poi quelle che trovate indicate come Via d’Addozio e Vico Sant’Agostino.

Merita infine una sosta il Belvedere Murgia Timone, che consente di ammirare la città nella sua interezza. Si può raggiungere direttamente dal centro con un percorso che scende fino al torrente Gravina per poi risalire dall’altro lato dopo aver superato il ponte tibetano, ma solitamente si preferisce arrivare in auto – magari prima di lasciare la città. Attenzione perché da marzo a ottobre l’ultimo tratto di strada è chiuso, bisogna quindi lasciare l’automobile nel parcheggio per poi proseguire a piedi per circa 2 chilometri.

Se avete fretta ma desiderate comunque vedere Matera da questo punto di vista, puntate invece la Chiesa Rupestre della Madonna delle Vergini: l’ultimo tratto è sterrato, ma accessibile alle auto.

Dormire a Matera almeno una notte

Matera di notte è forse ancora più bella di Matera di giorno, per quanto possa sembrare impossibile, e la roccia cambia aspetto più volte nel corso della giornata con il variare della luce. Perciò vi consiglio davvero di fermarvi in città almeno una notte, meglio ancora due per godere appieno dei panorami di Matera anche sotto le stelle.

Dormire a Matera

Dove dormire a Matera

Nel momento in cui cercherete una camera a Matera vi renderete presto conto che ci sono due grandi opzioni: gli hotel, B&B, appartamenti all’interno dei Sassi, e quelli che invece si trovano fuori, nella città ‘moderna’. Dormire nei Sassi costa ovviamente di più ma permette in alcuni casi di vivere un’esperienza unica, grazie alla bellezza di molte strutture ricettive. Non aspettatevi però che tutte le strutture che si trovano nei Sassi siano per forza scavate nella roccia, perché non è così: molti edifici sono stati riadattati per sembrare case-grotta, ma sono decisamente più moderni e tradizionali.

Se preferite risparmiare un po’ e non dormire nei Sassi, non preoccupatevi: il centro storico di Matera è abbastanza piccolo da essere raggiunto a piedi in pochissimo tempo anche da queste zone più esterne.

Nel mio caso sono riuscita a dormire nei Sassi, con una buona offerta trovata su Booking a Casa Vacanze Otium: un bellissimo appartamento a pochi metri dalla chiesa di Santa Maria de Idris, nel cuore della Matera più bella.

Altre opzioni che avevo valutato:

Palazzotto Residence e Corte San Pietro: strutture bellissime nei Sassi, per un’occasione speciale o comunque per trattarsi bene e vivere un’esperienza unica.

Limen Matera o Livingstone B&B: si spende (di solito) un po’ meno restando fuori dal centro, alloggiando comunque in un’ottima struttura.

I Sassi di Matera

Visitare Matera: quanti giorni servono?

Ci sarà chi vi dirà di fermarvi a Matera una settimana e chi sosterrà che è sufficiente una giornata, personalmente credo che la verità stia nel mezzo e che due o tre giorni (il tempo di un weekend) siano il tempo perfetto per visitare la città dei Sassi. Con più tempo a disposizione potrete poi aggiungere il Parco della Murgia o fare un salto alla vicina Altamura, o ancora estendere l’itinerario a Bari ed altre località pugliesi.

Come arrivare a Matera

La porta d’accesso alla Basilicata e a Matera per gran parte dei viaggiatori è Bari, che si trova a circa 60 chilometri – un’ora d’auto – dalla città dei Sassi. Bari è infatti ben collegata a molte città italiane con voli low cost (ad esempio Volotea o Ryanair) a prezzi spesso molto bassi, ma è anche lo scalo ferroviario principale per chi arriva in treno da altre grandi città.

Da Bari avrete poi diverse opzioni per arrivare a Matera:

Visitare Matera

1. Noleggiare un’auto: è stata la mia scelta, sia perché come sapete amo la comodità di spostarmi in autonomia, sia perché era obiettivamente la scelta più semplice a livello logistico. Prima di rientrare a Bari infatti il mio itinerario prevedeva una giornata a Polignano e spostarsi con i mezzi l’avrebbe reso più complicato. Troverete diverse compagnie di noleggio disponibili in aeroporto e come di consueto potete confrontare le tariffe su Rentalcars o Autoeurope. Ho pagato 68€ per tre giorni di noleggio, compresa assicurazione.

2. Prendere un autobus dall’aeroporto di Bari, tempo di percorrenza tra 1 ora e 1 ora e 15 minuti e costo del biglietto a partire dai 3.4€ a tratta. Ci sono diverse compagnie disponibili, potete confrontarle ed acquistare il biglietto per l’orario a voi più comodo su Omio.

3. Prendere un treno dalla stazione di Bari centrale: attenzione perché Matera non è servita da Trenitalia ma dalle Ferrovie Appulo Lucane, potete consultare gli orari a questo link. Tempo di percorrenza 1 ora e 45 con cambio ad Altamura, costo del biglietto 5,10€ a tratta (acquistabile anche online dal sito).

Dove mangiare

Come di consueto chiudo con i consigli di gola e vi segnalo alcuni ristoranti di Matera da provare:

  • Osteria MateraMì: probabilmente il posto che ho preferito, in perfetto equilibrio tra ricette tradizionali, gusto e presentazione. Consigliatissimo.
  • Botega Culinaria: più elegante, ma sempre accessibile e con ottimi piatti dagli abbinamenti davvero ricercati.
  • Pasticceria Schiuma: per assaggiare il dolce tipico locale, le “tette delle monache”.
Dove mangiare a Matera

Weekend a Matera: cosa vedere e cosa fare
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Itinerario in Svezia occidentale: cosa vedere nella West Sweden

Itinerario in Svezia occidentale: cosa vedere nella West Sweden
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Ho un debole per la Svezia da quando mi sono innamorata di Stoccolma ormai 6 anni fa. Un colpo di fulmine in piena regola, una folgorazione che ancora mi fa assumere un’aria sognante ogni volta che parlo di lei.

Da allora mi ripromettevo di tornarci, ma come spesso accade altre mete, altre occasioni si erano messe tra noi. Finalmente però ci sono riuscita: un volo su Göteborg e qualche giorno on the road lungo la costa occidentale, per assaporare di nuovo la mia Svezia. E le kanelbullar, ovviamente, patrimonio inestimabile di questa nazione.

Se come me amate la Svezia o la Scandinavia in genere, se le immagini di casette in legno color rosso scuro vi trasmettono serenità, se siete curiosi di scoprire la cittadina di una delle più note saghe thriller degli ultimi anni, questo è l’articolo per voi: un itinerario in Svezia occidentale on the road, alla scoperta di città e villaggi di pescatori.

♦ Date: 4-8 settembre 2021

♦ Voli: Ryanair Milano-Goteborg, costo a/r 53€ a testa prenotando a inizio luglio

♦ Alloggio: media di 100€ a notte per camera matrimoniale, con colazione inclusa

♦ Noleggio auto: 177€ per 4 giorni di noleggio con Hertz, ritiro in centro a Göteborg e consegna in aeroporto

♦ Chilometri percorsi: circa 700

♦ Carburante: 58€ totali, un pieno. La benzina costa più o meno come in Italia.

♦ Tappe: Göteborg, Fjällbacka, Smögen, lago Vanern (Kållandsö), Fiskebäckskil, Marstrand.

♦ Valuta: corona svedese (1€ vale circa 10 corone)

♦ Guide: ho acquistato la Rough Guide sulla Svezia per collezione, ma in realtà non l’ho utilizzata perché dedica solo poche righe ai luoghi visitati in questo viaggio.

Itinerario Svezia on the road

Indice:

1. Cosa vedere in Svezia occidentale

2. Informazioni e consigli generali:

– Quanti giorni servono

– Quando andare

– Quanto costa un viaggio in West Sweden

3. Come arrivare e come muoversi

– Noleggio auto

4. Dove dormire

5. Cosa e dove mangiare

Svezia occidentale: cosa vedere

Contrariamente ad altri itinerari, questa volta non vi segnalerò le tappe giorno per giorno perché non credo sarebbe la descrizione più efficace. Vi riporto invece alcune delle cittadine principali che si possono vedere in zona, così che possiate scegliere quelle che vi interessano di più e suddividerle tra le giornate a disposizione nel modo per voi più comodo.

Göteborg

Göteborg è la seconda città della Svezia per popolazione dopo la capitale Stoccolma e sarà con tutta probabilità il vostro punto di partenza se scegliete di fare un viaggio in West Sweden: qui infatti si trova l’aeroporto, collegato all’Italia con voli Ryanair (vedi più giù il paragrafo “Come arrivare“). È una città con forte impronta industriale, che si è sviluppata intorno al porto più grande della Scandinavia, ma ha anche una zona centrale dove è piacevole fare una passeggiata. Personalmente non le dedicherei più di una giornata o due, ma come sempre ogni viaggiatore ha dei gusti differenti. Per conoscere meglio Göteborg anche con poco tempo a disposizione potete iniziare partecipando a un tour in barca o a una visita guidata a piedi del suo quartiere più caratteristico, Haga. Non perdetevi poi i due mercati coperti, Saluhallen e Fish Church, il secondo dedicato tutto al pesce.

Villaggi e cittadine costiere

Risalendo lungo la costa a nord di Göteborg troverete poi una serie di villaggi o piccole cittadine, la gran parte delle quali non supera comunque il migliaio di abitanti. Ce ne sono alcune che vi consiglio assolutamente di non perdere, altre che sono interscambiabili e che potete incastrare nel vostro itinerario come preferite.

Cosa vedere in Svezia occidentale

Le tappe da non perdere a mio avviso sono:

Smögen: il suo lunghissimo molo in legno e le rimesse da pesca colorate sono tra i luoghi più fotografati di tutta la West Sweden. D’estate è una delle località turistiche più apprezzate della regione, le rimesse del molo sono state in larga parte trasformate in negozi e locali e sono disponibili molte escursioni ed attività sportive. Un grande classico è ad esempio l’escursione all’isola di Hållö, dove gli svedesi amano distendersi sulla roccia a prendere il sole.

Fjällbacka: un’altra località molto nota, meta di turismo interno ma diventata celebre anche al di fuori della Svezia grazie alla saga “I delitti di Fjällbacka” della scrittrice Camilla Läckberg. La sua storia è legata inoltre a Ingrid Bergman, che si era innamorata di questi luoghi tanto da trascorrere le estati qui e chiedere che le sue ceneri fossero disperse in mare al momento della morte. In paese non ci sono grandi attrazioni se non la salita sopra la roccia Kungsklyftan, da cui si gode di un bel panorama. Se siete appassionati, esiste una visita guidata sulle tracce dei romanzi della Läckberg. Ma anche qui, come a Smögen, la ricchezza sta soprattutto nella possibilità di prendere parte a tante escursioni alle isole vicine.

Marstrand: tra le tappe dovreste inserire poi l’isola di Marstrand, poco lontana da Göteborg. In rete leggerete che sull’isola non ci sono auto ma non è propriamente vero, anche se credo la circolazione sia riservata ai soli residenti o autorizzati. Dovrete quindi lasciare l’auto e prendere il traghetto, che congiunge le due sponde in pochi minuti (partenza ogni quarto d’ora, costo 34 SEK che include il rientro). È una località molto diversa dalle altre citate qui: anche se la sua nascita e ricchezza è stata legata al commercio delle aringhe, si è poi sviluppata come meta turistica per nobili e borghesia già dall’Ottocento. Non troverete quindi moli e rimesse da pesca, ma palazzi eleganti, hotel termali e una fortezza che domina tutto dall’alto.

Altri paesi molto interessanti da visitare:

Fiskebäckskil: villaggio costiero caratteristico, ricco di case e rimesse di legno di tanti colori. Perdetevi in passeggiata tra le strette vie del paese, sulle quali si affacciano case tipiche una più bella dell’altra.

Klädesholmen: altro tipico villaggio di pescatori, al centro per molti anni del commercio delle aringhe. Tuttora viene festeggiato l’”Herring Day”, ogni anno il 6 giugno. Se passate di qui, è d’obbligo una sosta in uno dei ristoranti più celebri di tutta la Svezia: Salt&Sill.

Per un elenco completo di tutti gli altri paesi e le isole della regione vi rimando al sito dell’ente del turismo della West Sweden (solo in inglese purtroppo).

Lago Vänern

In questa zona della Svezia si trova anche il lago Vänern, il più esteso dell’Unione Europea (dell’intera Europa se escludiamo la Russia): si tratta di qualcosa di immenso, grande quasi quattro volte Londra. Per fare un paragone, il lago Vänern misura 5650 km quadrati contro i 370 del lago di Garda. Impensabile visitarlo tutto se non con diversi giorni a disposizione, ma potete scegliere una zona: noi ad esempio abbiamo dormito una notte sull’isola di Kållandsö ed esplorato i dintorni. In quest’area non perdetevi il castello medievale di Läckö, il villaggio di pescatori di Spikens, la lunga morena di Hindens rev che si estende per chilometri nel lago, e soprattutto la splendida spiaggia di Svalnäs.

Lago Vanern spiagge Svezia

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Informazioni e consigli generali:

Quanti giorni servono

Il nostro itinerario si è sviluppato in pochi giorni, l’equivalente di un weekend lungo, ma la Svezia occidentale è talmente ricca da poter essere visitata anche in una settimana o più. Se avete pochi giorni a disposizione non soffermatevi a Göteborg e proseguite invece subito sulla costa. Se invece volete visitare anche la città, se volete dare almeno un’occhiata al lago Vänern e soprattutto se volete dedicare del tempo ad escursioni sulle isole, una settimana è il tempo minimo da prevedere. Con un paio di settimane, potreste studiare un itinerario completo che unisca West Sweden, Malmö e Stoccolma.

Quando andare in Svezia occidentale

Quando ho iniziato a pianificare il mio viaggio in Svezia occidentale mi è stato subito fatto notare che sarei arrivata fuori stagione. Confesso però che non ci ho prestato molta attenzione, del resto mi sono detta: è pur sempre inizio settembre, non può essere così tanto fuori stagione. Sbagliavo.

A quanto pare la stagione turistica in questa zona si concentra tra giugno ed agosto e dal primo settembre le cose si complicano un po’: gran parte dei ristoranti chiude o resta aperto solo un paio di giorni nel weekend, così i negozi e le attività turistiche. Perciò avrete due scelte: la prima è partire in alta stagione, a luglio o agosto, così da visitare questi luoghi al massimo della loro potenzialità, mettendo però in conto la possibilità di ritrovarsi in compagnia di una discreta folla. La seconda è partire appunto fuori stagione, una scelta che ha comunque un suo fascino per godersi la tranquillità, consapevoli del fatto che non avrete molte scelte per i pasti, che i negozi saranno chiusi e che sarà difficile fare attività come kayak o escursioni (io avevo provato a contattare 3 compagnie diverse per fare un giro in kayak al lago Vänern, ma nessuna mi ha risposto).

Al di là di queste considerazioni, se parliamo di meteo i mesi da maggio a settembre sono i più indicati, ma si tratta di una zona abbastanza piovosa perciò è facile imbattersi in almeno una giornata di maltempo nel corso del viaggio.

Quanto costa un viaggio in West Sweden

Inutile girarci intorno: la Svezia è una destinazione abbastanza costosa. Faticherete a trovare una camera doppia a meno di 100€ a notte (ma la colazione è di norma inclusa) e nei ristoranti le portate principali costano di media tra i 18€ e i 25€ l’una. Ci sono però altri aspetti con costi più “normali”, come il noleggio auto, o accorgimenti per risparmiare un po’. Per quanto riguarda gli alloggi potete ad esempio cercare un’offerta su Airbnb, dove sono presenti diverse case vacanze tradizionali: molte vengono affittate per periodi più lunghi e soprattutto a turisti interni, motivo per cui spesso non forniscono biancheria, ma se inviate un messaggio potrebbero accettare di venirvi incontro (per noi è stato così a Kållandsö). Un’altra buona idea è poi quella di scegliere un appartamento o alloggio con cucina, così da poter risparmiare su parte dei pasti.

Fjallbacka Svezia occidentale

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Come arrivare e come muoversi

L’accesso principale alla Svezia occidentale è l’aeroporto di Göteborg, collegato all’Italia da voli Ryanair (in partenza da Milano Orio al Serio e Pisa). Anche Oslo potrebbe essere eventualmente un’opzione, dato che il confine si trova a meno di due ore d’auto, ma in caso di noleggio assicuratevi di leggere bene le condizioni per avere conferma di poter guidare al di fuori dalla Norvegia.

Per quanto riguarda invece gli spostamenti una volta qui, un’auto a mio avviso è essenziale: ci sono delle linee di autobus ma muoversi da una località all’altra diventerebbe lungo e complesso, con uno o più cambi nel mezzo. Considerate anche che la costa occidentale della Svezia è ricca di fiordi e isole, perciò due località che sembrano vicine sulla mappa potrebbero distare in realtà più di un’ora di auto se non sono presenti ponti o linee di traghetto.

Noleggio auto in Svezia occidentale

Rispetto ad altre destinazioni in cui mi è capitato di viaggiare on the road, Göteborg mi è sembrata offrire una scelta limitata di compagnie di noleggio. Nello stesso aeroporto le opzioni sono poche e gli orari di apertura ridotti, il che significa che dopo le 17.30 il ritiro potrebbe non essere possibile o costare molto di più: nel nostro caso, abbiamo scelto di ritirare l’auto in centro città il giorno successivo anziché in aeroporto al nostro arrivo (19.30), perché il costo sarebbe stato altrimenti di quasi 200€ più alto. Dato che gli orari Ryanair ad oggi sono questi, tenetelo presente nel momento in cui confronterete i prezzi nel noleggio.

Per raggiungere il centro di Göteborg dall’aeroporto potete utilizzare il bus Flygbussarna: il biglietto costa meno se acquistato online in anticipo, 119 SEK solo andata o 238 SEK a/r.

Con questo piccolo accorgimento, che comunque ci ha consentito di goderci una mattinata a Göteborg, la spesa per il noleggio è stata nella norma: la scelta è ricaduta su Hertz ed abbiamo pagato un totale di 177€ per quattro giorni, con ritiro in città (stazione centrale) e consegna in aeroporto. Nonostante avessimo scelto come sempre la categoria economica, ci è stata data un’auto ibrida e molto spaziosa.

Per cercare una buona offerta, come sempre potete utilizzare i classici siti di comparazione per il noleggio come Autoeurope o Rentalcars.

Cosa vedere West Sweden

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Dove dormire

Abbiamo trascorso la prima notte a Göteborg per via del noleggio auto e perché non volevamo guidare col buio, con il rischio di perderci il panorama, ma se avete pochi giorni vi consiglio di puntare direttamente alla costa. Non essendo le distanze elevatissime, potrete poi scegliere di cambiare alloggio ogni sera o di individuare una base da cui esplorare i dintorni: nel nostro caso avevo individuato Fjällbacka pensando fosse opportuno dormire in una cittadina con un po’ di vita, così da avere più scelta per cenare la sera. In realtà la scelta era piuttosto ridotta vista la bassa stagione di cui parlavo più su e la stessa Fjällbacka è molto più piccina di quanto mi aspettassi. Col senno di poi, per grandezza e posizione forse sceglierei di dormire a Smögen. L’ultima notte l’abbiamo poi trascorsa sul lago Vänern.

Questi gli indirizzi dove abbiamo dormito:

–  A Göteborg Scandic Europa: dovendo arrivare dall’aeroporto con i mezzi pubblici e ritirare poi l’auto in stazione centrale, ho cercato un hotel in questa zona. Camere essenziali ma comode e posizione perfetta per visitare la città anche a piedi.

– A Fjällbacka Bryggan: hotel affacciato direttamente sul molo, camera piccolina ma molto bella.

– A Kållandsö ho scelto invece una casa tradizionale (torp) prenotata su Airbnb, un’esperienza che vi consiglio di provare almeno per una notte.

Dove dormire in Svezia occidentale

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Cosa e dove mangiare in Svezia occidentale

La cucina svedese forse non è la più varia, ma è senz’altro ottima e abbiamo sempre mangiato molto bene. Inutile dire che in questa zona, lungo la costa occidentale, si mangia soprattutto pesce freschissimo: dal classico salmone marinato alla zuppa, fino alla montagna di gamberi che farciscono il sandwich sempre presente sul menu.

Tra i ristoranti provati, vi consiglio soprattutto:

Kungstorget, a Göteborg di fronte al mercato coperto. Locale carinissimo e cucina tradizionale ottima.

Göstas Fiskekrog a Smögen: in paese troverete molti ristoranti che sono anche pescherie, perciò il pesce non potrebbe essere più fresco. Anche in questo caso locale molto bello e piatti ottimi.

– Per kanelbullar e kardemummabullar: non perdetevi Setterlinds a Fjällbacka e Hamnbageriet a Smögen. Non mi ha convinto invece il celebre Cafè Husaren a Göteborg, né per i dolci né per la gestione, molto scostante. Poco lontano vi consiglio piuttosto il caffè Hebbe Lelle.

Cosa mangiare in Svezia: kanelbullar

Itinerario in Svezia occidentale: cosa vedere nella West Sweden
MangiaViaggiaAma

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Visitare la Riviera del Conero: cosa vedere e cosa fare

Visitare la Riviera del Conero: cosa vedere e cosa fare
MangiaViaggiaAma

Certi viaggi arrivano un po’ per caso, ma quasi sempre arrivano al momento giusto. Di sicuro è stato così per il mio ultimo weekend nelle Marche, un felice ritorno in una Regione che riesce sempre a sorprendermi. L’occasione per tornare è stato l’invito da parte del Camping la Medusa, di cui vi parlerò nel corso dell’articolo, che con la sua posizione ottimale mi ha dato la possibilità di visitare una zona d’Italia che corteggiavo da tempo: la Riviera del Conero. Un tratto di costa di incredibile bellezza per un viaggio che ha sancito ufficialmente l’inizio dell’estate, tra mare, sole, buon cibo, paesaggi e borghi. 

Cercherò di concentrare in questo articolo più informazioni possibili su cosa vedere nel Conero, cosa fare e dove dormire. Pronti? Si parte!

Spiaggia delle Due Sorelle dall'alto

Riviera del Conero: cosa vedere e cosa fare

Iniziamo con il collocare il Conero su una mappa: ci troviamo nelle Marche, più precisamente in provincia di Ancona, dove un promontorio di roccia calcarea si affaccia sull’Adriatico con rupi a picco sul mare alte più di 500 metri. Con Riviera del Conero si intende tutta la fascia costiera che va da Portonovo, a nord, fino a Sirolo e Numana a sud. Ma si parla anche di Parco Regionale del Conero, poiché questa zona è un’area naturale protetta – e per fortuna: con una rapida ricerca su Wikipedia potrete leggere quali e quanti progetti rischiarono seriamente di rovinare questo splendido tratto di costa negli anni Ottanta.

Al mare nel Conero: spiagge da vedere

L’attrazione principale del Conero è la sua Riviera: chi organizza un viaggio in questa zona spesso lo fa per godersi la costa e in particolar modo la regina delle spiagge del Conero, ovvero la spiaggia delle Due Sorelle. Ma non pensate che sia l’unica a meritare la visita, perché non è assolutamente così. 

Partiamo però da una doverosa premessa. La bellezza di questa costa è data dalle sue caratteristiche geologiche, ovvero dalle alte rocce che si tuffano nel mare lasciando spazio qua e là a spiagge vere e proprie o a piccole calette. Tale bellezza, per essere preservata, si traduce per forza di cose in una difficoltà d’accesso più o meno marcataalcune spiagge si raggiungono solo via mare, magari anche remando, altre vanno conquistate con sentieri in forte pendenza. Ci sono le eccezioni, ma come norma la Riviera del Conero richiede un minimo di impegno. E sapete che c’è? Secondo me è parte integrante del suo fascino.

Ora che vi ho preparati psicologicamente, partiamo: ecco le spiagge da vedere nella Riviera del Conero.

Spiagge Conero

Le spiagge di Portonovo

La baia di Portonovo appare come l’unione tra un paesaggio selvaggio, fatto di macchia mediterranea verdissima e acque turchesi, e una località turistica alla moda con alberghi e ristoranti eleganti che la sera portano i propri tavoli direttamente sulla spiaggia. Portonovo non è un paese, non c’è un centro abitato (anche se secondo il censimento del 2001 aveva un residente), ma nel periodo estivo si riversano qui moltissimi visitatori pronti a godersi le sue belle spiagge. 

Si divide in due zone: la parte nord dove si trova anche il molo, e la parte sud che arriva fino all’abbazia di Santa Maria. Nel mezzo, la vecchia Torre di Guardia. In spiaggia troverete appunto diversi locali e ristoranti, alcuni molto mondani come il Clandestino o Giacchetti, ma anche servizi come noleggio di canoe e gommoni. 

Portonovo è un’eccezione alla premessa sulla difficoltà d’accesso delle spiagge, dato che ha dei comodi parcheggi e non richiede sentieri impervi per raggiungere il mare. Ma tenete presente che in estate quel parcheggio può diventare parecchio problematico.

Spiaggia di Portonovo Conero

Mezzavalle e il Trave

Avendo a disposizione solo un weekend e tante attività in programma, purtroppo in questa occasione non sono riuscita a vedere Mezzavalle di persona (se non dalla barca), ma sarà una delle prime mete cui mi dedicherò in caso tornassi sulla Riviera del Conero. Mezzavalle è una spiaggia selvaggia cui si accede tramite un sentiero, lo “stradello”, con circa 20 minuti di camminata in forte pendenza. La sua difficoltà d’accesso la rende tranquilla e incontaminata: niente ombrelloni e sdraio, solo spiaggia libera immersa nella natura del Conero. Se scendete attraverso il sentiero ricordate di indossare calzature adeguate, in alternativa è possibile anche arrivare da Portonovo in circa mezz’ora via mare, in canoa o sup. In spiaggia non troverete stabilimenti, ma c’è un piccolo bar.

Vicino a Mezzavalle si trova anche il Trave, una parete rocciosa che ha creato un raro esempio di molo naturale, lunga ben 1 km tra parte emersa e sommersa. In molti la raggiungono a piedi proprio dalla spiaggia di Mezzavalle, ma sarebbe bene evitarlo poiché la parete di roccia che si costeggia lungo il percorso è a forte rischio frane. Potete piuttosto ammirarlo dal mare: l’escursione in barca che vi consiglierò più giù arriva proprio fino al Trave. 

La spiaggia delle Due Sorelle

Tra le spiagge del Conero è senz’altro la più celebre, immortalata in migliaia di foto. Anche in questo caso, come a Mezzavalle, tra i motivi della sua bellezza c’è la difficoltà di accesso: questa piccola spiaggia abbracciata dalle rocce del Conero si può raggiungere infatti solamente via mare. Esiste un sentiero, piuttosto impervio, che scende fino al mare dal belvedere di Passo del Lupo, ma è vietato a causa della sua pericolosità perciò le alternative per visitarla sono essenzialmente due: la barca, con i traghettatori del Conero o con un tour privato, oppure l’affitto di un mezzo privato come un piccolo gommone o una canoa.

Vista la fama e la particolarità, questa spiaggia merita però un discorso più approfondito: vi rimando quindi all’articolo tutto dedicato a lei -> Come arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle.

Arrivare alla Spiaggia delle Due Sorelle

Le spiagge di Sirolo

Scendiamo ancora un po’ per arrivare alle spiagge di Sirolo. Da nord a sud, la spiaggia si divide in tre zone principali: Sassi Neri, San Michele e Spiaggia Urbani. Troverete diversi stabilimenti alternati a qualche tratto di spiaggia libera, bar, ristoranti (Da Silvio meriterà una menzione a parte nel post dedicato a dove mangiare nel Conero), noleggio di canoe, sup e altro ancora. 

Spiaggia Urbani è il tratto più vicino al borgo di Sirolo e l’unico con un parcheggio vicino – resta da percorrere solo un breve tratto di scale, comunque presente anche per le altre spiaggie -, che però è davvero piccolo e si riempie molto in fretta. In generale quindi dovrete cercare posto in uno dei parcheggi del paese e poi scendere con l’autobus navetta, che nel periodo estivo ha corse ogni mezz’ora. A questo link trovate orari e tappe: autobus Sirolo. O in alternativa, se vi di camminare, potrete sempre scendere a piedi con una bella passeggiata e poi utilizzare la navetta al ritorno.

Per raggiungere San Michele e Sassi Neri il parcheggio più comodo si trova nella zona del Cimitero di Sirolo e costa 8€ per l’intera giornata; da qui potrete prendere la navetta in corrispondenza del cancello su via Vallone al costo di 2€/persona per 90 minuti, o 3€/persona per tutto il giorno. Se avete in programma di pranzare da Silvio, tenete presente che potrete poi utilizzare gratuitamente la navetta privata dello stabilimento (vi basterà esibire lo scontrino).

Le spiagge di Numana

Infine troviamo Numana, che probabilmente ha spiagge un po’ meno celebri delle sorelle più a nord ma vale comunque la menzione, specie se alloggiate in paese e volete un posto comodo in cui rilassarvi qualche ora. A Numana potrete quindi trovare la Spiaggiola o Numana Alta, la spiaggia del Frate incorniciata dalla roccia bianca, e la zona di Numana Bassa che dal porto prosegue con il lungo litorale di Marcelli

Anche a Numana potreste avere qualche difficoltà di parcheggio, ma il comune ha un sito molto chiaro in cui trovate indicate le diverse navette disponibili, per di più gratuite: qui il link.

Riviera del Conero dal mare

La prenotazione delle spiagge con iBeach.it

Se avete in programma un viaggio nel Conero per quest’estate, ricordate come prima cosa di scaricare l’app iBeach.itdiverse spiagge libere della zona sono infatti accessibili solamente previa prenotazione tramite app o portale web. Introdotta per evitare assembramenti, iBeach.it consente di prenotare il proprio posto in spiaggia con queste modalità (valide per ora fino al 12 di settembre):

– A Sirolo è necessario prenotare ogni giorno della settimana. I residenti e i turisti residenti a Sirolo possono prenotare il proprio posto da 48 ore prima, tutti gli altri 12 ore prima. Dopo le 18.00 l’accesso è libero. È compresa tra le spiagge di Sirolo anche la parte nord della spiaggia del Frate.

– A Portonovo e Mezzavalle bisogna prenotare solamente nel weekend, tranne nel periodo dall’1 al 28 agosto in cui sarà obbligatorio riservare il proprio posto anche durante la settimana. 

– A Numana le spiagge libere sono invece accessibili senza prenotazione, almeno fino al raggiungimento della capacità massima. La disponibilità viene aggiornata in tempo reale sul sito www.turismonumana.it.

In fase di prenotazione potrete selezionare una postazione “Telo mare” per includere 2 adulti o “Ombrellone” per 4 adulti. Qui trovate il vademecum completo. 

I paesi del Conero: Sirolo e Numana

Dopo tanto mare, è il momento di una menzione per i due comuni che si affacciano direttamente sul mare del Conero: Sirolo e Numana. Piccola cittadina affacciata sul porto la prima, borgo medievale il secondo, meritano entrambi la visita e sarebbe davvero un peccato andarsene senza averli esplorati almeno un po’. 

Numana era un borgo di pescatori, che quotidianamente percorrevano il tragitto tra Numana Alta, dove si sviluppava il paese vero e proprio, ed il porto. Quella via è stata trasformata in una scalinata all’inizio del secolo scorso ed è oggi la famosa Costarella, ricca di fiori e casette colorate. In cima alla Costarella si trovano anche i resti dell’antica Torre Romana, di cui ora rimane solo un arco. Godetevi poi una passeggiata nella città alta, tra locali e negozi, con una bella vista sulla Riviera del Conero.

Poco lontano c’è poi Sirolo, che si sviluppa intorno a un centro storico medievale dove in origine si trovava un castello. Passeggiare tra i vicoli pedonali e ritrovarsi nella Piazzetta affacciata sul Conero è un’esperienza da non perdere, magari prima di godersi una cena con vista in uno dei molti ristoranti del paese.

Sirolo

Cosa fare nella Riviera del Conero

Affittare una canoa o un gommone

La Riviera del Conero è uno di quei luoghi che vanno ammirati dal mare per coglierne appieno tutte le caratteristiche: le alte rocce bianche, i borghi di Numana e Sirolo che dominano la costa, le calette incastonate qua e là si godono al meglio se viste dall’acqua. 

Una prima opzione per farlo è quindi affittare un proprio mezzo: una canoa o kayak se siete sportivi, o un piccolo gommone a motore se preferite una soluzione più comoda. Potete farlo presso gli stabilimenti di Sirolo, Numana o Portonovo; se scegliete la canoa valutate ovviamente il punto di partenza in base a quale tratto di costa preferite esplorare. Se volete arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle il punto più comodo è San Michele a Sirolo, se invece volete arrivare a Mezzavalle è meglio partire da Portonovo.

Cercando in rete la media dei costi è più o meno questa:

Per una canoa singola: tra gli 8€ e i 10€/ora, o 30€-35€ per la mezza giornata

Per una canoa doppia: tra i 10€ e i 12€/ora, o 40€-45€ per la mezza giornata

Per un gommone senza bisogno di patente nautica: tra i 100€ e i 120€ per la mezza giornata, incluso un pieno di carburante

Come avrete notato non sto facendo il nome della compagnia cui mi sono rivolta io stessa per il noleggio della canoa, perché non mi è piaciuto molto il loro servizio. Vi lascio piuttosto una lista di vari stabilimenti a cui potete rivolgervi a questo link

Spiaggia dei Gabbiani Riviera del Conero

Fare un’escursione in barca 

Un altro modo per esplorare la costa in tutta comodità è la classica escursione in barca: si parte dal porto di Numana e si trascorre mezza giornata a bordo, con un paio di soste per il bagno, qualche spiegazione sui luoghi che si stanno ammirando e un aperitivo per concludere l’esperienza al meglio. 

Troverete diverse compagnie che offrono lo stesso programma e con prezzi tutto sommato equiparabili, ma in questo caso mi sento di consigliare caldamente la compagnia cui ci siamo rivolti su indicazione del Camping la Medusa, ovvero La Giovane Giusy. La barca è molto spaziosa, con poche persone a bordo per ogni tour che hanno così modo di godersi l’escursione in tutta comodità. Si va da Numana fino al Trave di Ancona con due soste, durante le quali è possibile fare il bagno e rilassarsi sui lettini prendisole, per poi concludere con un ricco aperitivo a base di moscioli e altri prodotti locali. Ma la vera differenza come al solito la fanno le persone e quindi l’equipaggio della Giusy, composto da Alessandra, Loris e Cucciolo: persone innamorate del loro territorio e del loro mare, che sanno davvero trasmettere questa passione durante il tour. 

Sul loro sito trovate qualche dettaglio in più e tutti i contatti per prenotare, il costo per l’escursione da mezza giornata (mattino o pomeriggio) parte da 50€ a persona per gli adulti.  

Riviera del Conero barca

Percorrere il sentiero di Passo del Lupo

Gli appassionati di trekking troveranno molti sentieri tra cui scegliere all’interno del Parco del Conero, ma ce n’è uno in particolare che proprio non potete perdervi: è il numero 302 per Passo del Lupo, che porta al punto panoramico più famoso della zona. Così come la spiaggia del Relitto a Zante, la spiaggia delle Due Sorelle dà infatti il meglio di sé vista dall’alto, perciò dopo averla ammirata dalla barca o raggiunta in canoa, per essere sicuri di godervi il suo profilo migliore dovrete dedicare un po’ di tempo a questa passeggiata panoramica. 

Il sentiero è appunto il numero 302 e ufficialmente parte dal cimitero di Sirolo, ma se avete l’auto vi consiglio di accorciare un pochino partendo dal Bar Belvedere (lo trovate con facilità su Google Maps). Potete lasciare l’auto nel piccolo spiazzo che si trova appena imboccato lo sterrato, o lungo la strada facendo attenzione a non bloccare il passaggio. Da qui seguite le indicazioni per il sentiero 302/Passo del Lupo: il belvedere si raggiunge in circa 20 minuti di camminata e non è molto impegnativo. La vista, poi, vi ripagherà di ogni fatica. 

Importante: ricordate che è consentito arrivare solo fino al Belvedere in corrispondenza della targa, non proseguite oltre perché è molto pericoloso (e anche vietato, perciò rischiereste una multa salata).

Spiaggia delle Due Sorelle

I dintorni: Porto Recanati, Recanati, Loreto e oltre

Se dopo tutte le attività di cui vi ho parlato fin qui vi avanza ancora del tempo, i dintorni del Conero sono ricchissimi di cose da fare e da vedere. Potete partire con il visitare le città e i borghi dei dintorni, come Porto Recanati con il suo coloratissimo lungomare: da lei non mi aspettavo nulla se non una classica località come tante sulla costa adriatica, e invece sono rimasta piacevolmente sorpresa. Ci sono poi Loreto di cui vi avevo parlato già in questo articolo, o ancora Recanati, famosa soprattutto per aver dato i natali a Leopardi, splendida cittadina immersa in un paesaggio che ha ben poco da invidiare alle colline toscane. E ancora Osimo, Castelfidardo, Offagna o altri borghi minori ma sempre interessanti. 

Se non le avete mai visitate, meritano una sosta anche le Grotte di Frassassi con il loro imponente percorso sotterraneo. Si trovano nell’entroterra della Regione a un’ora di strada circa da Numana, perciò vi consiglio eventualmente di inserirle come tappa all’andata o al ritorno.  

Porto Recanati

Dove mangiare nel Conero

Ho davvero troppi locali di cui vorrei parlarvi, quindi arriverà presto un post tutto dedicato a dove mangiare nella Riviera del Conero.

Dove dormire per visitare la Riviera del Conero

Nel corso del mio weekend nel Conero sono stata ospite del Camping la Medusa, struttura che si trova direttamente sul lungomare a metà strada tra Porto Recanati e Numana. La Medusa è a tutti gli effetti un piccolo villaggio, con decine di bungalow e mobilhome, piazzole per i camper, e ogni genere di servizio dal ristorante al mini market, dalla spiaggia privata alla piscina. 

Bungalow e mobilhome sono disponibili in diverse tipologie e grandezze e possono ospitare fino a 7 persone. Nel nostro caso avevamo a disposizione una casetta completa di tutto, con due camere, due bagni e salottino/cucina. Nell’affitto sono sempre incluse le utenze, la biancheria, pulizia iniziale e finale, parcheggio, accesso alla piscina e ombrellone nella spiaggia privata. Una nota di merito va inoltre all’attenzione per la sostenibilità e all’impegno costante per rendere la Medusa un camping Eco Friendly.

Anche in questo caso, poi, la differenza la fannno le persone. Dal primo contatto avvenuto mesi fa, fino alla partenza per il rientro a casa, ho avuto a che fare con uno staff oltremodo disponibile che si è prodigato per darmi consigli utili su cosa fare, cosa vedere, dove mangiare e altro ancora. E vi posso garantire che, anche nel contesto di una collaborazione, questo non è affatto scontato. Se cercate su Google Maps il Camping la Medusa lo troverete descritto come “campeggio vivace con piscina e spiaggia”, parole che ben riassumono l’atmosfera di questo posto e il suo staff allegro e sorridente. Noi abbiamo utilizzato la Medusa come base d’appoggio per visitare i dintorni, vivendo poco la vera vita da campeggio, ma credo che sia una struttura ideale soprattutto per le famiglie con bambini: a loro sono dedicati infatti un programma completo di animazione e diverse attività interessanti come il mini maneggio, l’orto laboratorio e prossimamente un percorso bike park. 

In generale, è un indirizzo che vi consiglio di salvare: in una posizione tranquilla, con tutti i servizi e le comodità di un piccolo villaggio, a due passi dal Conero e dalla sua incredibile bellezza.

Camping la Medusa Conero

Visitare la Riviera del Conero: cosa vedere e cosa fare
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