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Itinerario in Svezia occidentale: cosa vedere nella West Sweden

Itinerario in Svezia occidentale: cosa vedere nella West Sweden
MangiaViaggiaAma

Ho un debole per la Svezia da quando mi sono innamorata di Stoccolma ormai 6 anni fa. Un colpo di fulmine in piena regola, una folgorazione che ancora mi fa assumere un’aria sognante ogni volta che parlo di lei.

Da allora mi ripromettevo di tornarci, ma come spesso accade altre mete, altre occasioni si erano messe tra noi. Finalmente però ci sono riuscita: un volo su Göteborg e qualche giorno on the road lungo la costa occidentale, per assaporare di nuovo la mia Svezia. E le kanelbullar, ovviamente, patrimonio inestimabile di questa nazione.

Se come me amate la Svezia o la Scandinavia in genere, se le immagini di casette in legno color rosso scuro vi trasmettono serenità, se siete curiosi di scoprire la cittadina di una delle più note saghe thriller degli ultimi anni, questo è l’articolo per voi: un itinerario in Svezia occidentale on the road, alla scoperta di città e villaggi di pescatori.

♦ Date: 4-8 settembre 2021

♦ Voli: Ryanair Milano-Goteborg, costo a/r 53€ a testa prenotando a inizio luglio

♦ Alloggio: media di 100€ a notte per camera matrimoniale, con colazione inclusa

♦ Noleggio auto: 177€ per 4 giorni di noleggio con Hertz, ritiro in centro a Göteborg e consegna in aeroporto

♦ Chilometri percorsi: circa 700

♦ Carburante: 58€ totali, un pieno. La benzina costa più o meno come in Italia.

♦ Tappe: Göteborg, Fjällbacka, Smögen, lago Vanern (Kållandsö), Fiskebäckskil, Marstrand.

♦ Valuta: corona svedese (1€ vale circa 10 corone)

♦ Guide: ho acquistato la Rough Guide sulla Svezia per collezione, ma in realtà non l’ho utilizzata perché dedica solo poche righe ai luoghi visitati in questo viaggio.

Itinerario Svezia on the road

Indice:

1. Cosa vedere in Svezia occidentale

2. Informazioni e consigli generali:

– Quanti giorni servono

– Quando andare

– Quanto costa un viaggio in West Sweden

3. Come arrivare e come muoversi

– Noleggio auto

4. Dove dormire

5. Cosa e dove mangiare

Svezia occidentale: cosa vedere

Contrariamente ad altri itinerari, questa volta non vi segnalerò le tappe giorno per giorno perché non credo sarebbe la descrizione più efficace. Vi riporto invece alcune delle cittadine principali che si possono vedere in zona, così che possiate scegliere quelle che vi interessano di più e suddividerle tra le giornate a disposizione nel modo per voi più comodo.

Göteborg

Göteborg è la seconda città della Svezia per popolazione dopo la capitale Stoccolma e sarà con tutta probabilità il vostro punto di partenza se scegliete di fare un viaggio in West Sweden: qui infatti si trova l’aeroporto, collegato all’Italia con voli Ryanair (vedi più giù il paragrafo “Come arrivare“). È una città con forte impronta industriale, che si è sviluppata intorno al porto più grande della Scandinavia, ma ha anche una zona centrale dove è piacevole fare una passeggiata. Personalmente non le dedicherei più di una giornata o due, ma come sempre ogni viaggiatore ha dei gusti differenti. Per conoscere meglio Göteborg anche con poco tempo a disposizione potete iniziare partecipando a un tour in barca o a una visita guidata a piedi del suo quartiere più caratteristico, Haga. Non perdetevi poi i due mercati coperti, Saluhallen e Fish Church, il secondo dedicato tutto al pesce.

Villaggi e cittadine costiere

Risalendo lungo la costa a nord di Göteborg troverete poi una serie di villaggi o piccole cittadine, la gran parte delle quali non supera comunque il migliaio di abitanti. Ce ne sono alcune che vi consiglio assolutamente di non perdere, altre che sono interscambiabili e che potete incastrare nel vostro itinerario come preferite.

Cosa vedere in Svezia occidentale

Le tappe da non perdere a mio avviso sono:

Smögen: il suo lunghissimo molo in legno e le rimesse da pesca colorate sono tra i luoghi più fotografati di tutta la West Sweden. D’estate è una delle località turistiche più apprezzate della regione, le rimesse del molo sono state in larga parte trasformate in negozi e locali e sono disponibili molte escursioni ed attività sportive. Un grande classico è ad esempio l’escursione all’isola di Hållö, dove gli svedesi amano distendersi sulla roccia a prendere il sole.

Fjällbacka: un’altra località molto nota, meta di turismo interno ma diventata celebre anche al di fuori della Svezia grazie alla saga “I delitti di Fjällbacka” della scrittrice Camilla Läckberg. La sua storia è legata inoltre a Ingrid Bergman, che si era innamorata di questi luoghi tanto da trascorrere le estati qui e chiedere che le sue ceneri fossero disperse in mare al momento della morte. In paese non ci sono grandi attrazioni se non la salita sopra la roccia Kungsklyftan, da cui si gode di un bel panorama. Se siete appassionati, esiste una visita guidata sulle tracce dei romanzi della Läckberg. Ma anche qui, come a Smögen, la ricchezza sta soprattutto nella possibilità di prendere parte a tante escursioni alle isole vicine.

Marstrand: tra le tappe dovreste inserire poi l’isola di Marstrand, poco lontana da Göteborg. In rete leggerete che sull’isola non ci sono auto ma non è propriamente vero, anche se credo la circolazione sia riservata ai soli residenti o autorizzati. Dovrete quindi lasciare l’auto e prendere il traghetto, che congiunge le due sponde in pochi minuti (partenza ogni quarto d’ora, costo 34 SEK che include il rientro). È una località molto diversa dalle altre citate qui: anche se la sua nascita e ricchezza è stata legata al commercio delle aringhe, si è poi sviluppata come meta turistica per nobili e borghesia già dall’Ottocento. Non troverete quindi moli e rimesse da pesca, ma palazzi eleganti, hotel termali e una fortezza che domina tutto dall’alto.

Altri paesi molto interessanti da visitare:

Fiskebäckskil: villaggio costiero caratteristico, ricco di case e rimesse di legno di tanti colori. Perdetevi in passeggiata tra le strette vie del paese, sulle quali si affacciano case tipiche una più bella dell’altra.

Klädesholmen: altro tipico villaggio di pescatori, al centro per molti anni del commercio delle aringhe. Tuttora viene festeggiato l’”Herring Day”, ogni anno il 6 giugno. Se passate di qui, è d’obbligo una sosta in uno dei ristoranti più celebri di tutta la Svezia: Salt&Sill.

Per un elenco completo di tutti gli altri paesi e le isole della regione vi rimando al sito dell’ente del turismo della West Sweden (solo in inglese purtroppo).

Lago Vänern

In questa zona della Svezia si trova anche il lago Vänern, il più esteso dell’Unione Europea (dell’intera Europa se escludiamo la Russia): si tratta di qualcosa di immenso, grande quasi quattro volte Londra. Per fare un paragone, il lago Vänern misura 5650 km quadrati contro i 370 del lago di Garda. Impensabile visitarlo tutto se non con diversi giorni a disposizione, ma potete scegliere una zona: noi ad esempio abbiamo dormito una notte sull’isola di Kållandsö ed esplorato i dintorni. In quest’area non perdetevi il castello medievale di Läckö, il villaggio di pescatori di Spikens, la lunga morena di Hindens rev che si estende per chilometri nel lago, e soprattutto la splendida spiaggia di Svalnäs.

Lago Vanern spiagge Svezia

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Informazioni e consigli generali:

Quanti giorni servono

Il nostro itinerario si è sviluppato in pochi giorni, l’equivalente di un weekend lungo, ma la Svezia occidentale è talmente ricca da poter essere visitata anche in una settimana o più. Se avete pochi giorni a disposizione non soffermatevi a Göteborg e proseguite invece subito sulla costa. Se invece volete visitare anche la città, se volete dare almeno un’occhiata al lago Vänern e soprattutto se volete dedicare del tempo ad escursioni sulle isole, una settimana è il tempo minimo da prevedere. Con un paio di settimane, potreste studiare un itinerario completo che unisca West Sweden, Malmö e Stoccolma.

Quando andare in Svezia occidentale

Quando ho iniziato a pianificare il mio viaggio in Svezia occidentale mi è stato subito fatto notare che sarei arrivata fuori stagione. Confesso però che non ci ho prestato molta attenzione, del resto mi sono detta: è pur sempre inizio settembre, non può essere così tanto fuori stagione. Sbagliavo.

A quanto pare la stagione turistica in questa zona si concentra tra giugno ed agosto e dal primo settembre le cose si complicano un po’: gran parte dei ristoranti chiude o resta aperto solo un paio di giorni nel weekend, così i negozi e le attività turistiche. Perciò avrete due scelte: la prima è partire in alta stagione, a luglio o agosto, così da visitare questi luoghi al massimo della loro potenzialità, mettendo però in conto la possibilità di ritrovarsi in compagnia di una discreta folla. La seconda è partire appunto fuori stagione, una scelta che ha comunque un suo fascino per godersi la tranquillità, consapevoli del fatto che non avrete molte scelte per i pasti, che i negozi saranno chiusi e che sarà difficile fare attività come kayak o escursioni (io avevo provato a contattare 3 compagnie diverse per fare un giro in kayak al lago Vänern, ma nessuna mi ha risposto).

Al di là di queste considerazioni, se parliamo di meteo i mesi da maggio a settembre sono i più indicati, ma si tratta di una zona abbastanza piovosa perciò è facile imbattersi in almeno una giornata di maltempo nel corso del viaggio.

Quanto costa un viaggio in West Sweden

Inutile girarci intorno: la Svezia è una destinazione abbastanza costosa. Faticherete a trovare una camera doppia a meno di 100€ a notte (ma la colazione è di norma inclusa) e nei ristoranti le portate principali costano di media tra i 18€ e i 25€ l’una. Ci sono però altri aspetti con costi più “normali”, come il noleggio auto, o accorgimenti per risparmiare un po’. Per quanto riguarda gli alloggi potete ad esempio cercare un’offerta su Airbnb, dove sono presenti diverse case vacanze tradizionali: molte vengono affittate per periodi più lunghi e soprattutto a turisti interni, motivo per cui spesso non forniscono biancheria, ma se inviate un messaggio potrebbero accettare di venirvi incontro (per noi è stato così a Kållandsö). Un’altra buona idea è poi quella di scegliere un appartamento o alloggio con cucina, così da poter risparmiare su parte dei pasti.

Fjallbacka Svezia occidentale

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Come arrivare e come muoversi

L’accesso principale alla Svezia occidentale è l’aeroporto di Göteborg, collegato all’Italia da voli Ryanair (in partenza da Milano Orio al Serio e Pisa). Anche Oslo potrebbe essere eventualmente un’opzione, dato che il confine si trova a meno di due ore d’auto, ma in caso di noleggio assicuratevi di leggere bene le condizioni per avere conferma di poter guidare al di fuori dalla Norvegia.

Per quanto riguarda invece gli spostamenti una volta qui, un’auto a mio avviso è essenziale: ci sono delle linee di autobus ma muoversi da una località all’altra diventerebbe lungo e complesso, con uno o più cambi nel mezzo. Considerate anche che la costa occidentale della Svezia è ricca di fiordi e isole, perciò due località che sembrano vicine sulla mappa potrebbero distare in realtà più di un’ora di auto se non sono presenti ponti o linee di traghetto.

Noleggio auto in Svezia occidentale

Rispetto ad altre destinazioni in cui mi è capitato di viaggiare on the road, Göteborg mi è sembrata offrire una scelta limitata di compagnie di noleggio. Nello stesso aeroporto le opzioni sono poche e gli orari di apertura ridotti, il che significa che dopo le 17.30 il ritiro potrebbe non essere possibile o costare molto di più: nel nostro caso, abbiamo scelto di ritirare l’auto in centro città il giorno successivo anziché in aeroporto al nostro arrivo (19.30), perché il costo sarebbe stato altrimenti di quasi 200€ più alto. Dato che gli orari Ryanair ad oggi sono questi, tenetelo presente nel momento in cui confronterete i prezzi nel noleggio.

Per raggiungere il centro di Göteborg dall’aeroporto potete utilizzare il bus Flygbussarna: il biglietto costa meno se acquistato online in anticipo, 119 SEK solo andata o 238 SEK a/r.

Con questo piccolo accorgimento, che comunque ci ha consentito di goderci una mattinata a Göteborg, la spesa per il noleggio è stata nella norma: la scelta è ricaduta su Hertz ed abbiamo pagato un totale di 177€ per quattro giorni, con ritiro in città (stazione centrale) e consegna in aeroporto. Nonostante avessimo scelto come sempre la categoria economica, ci è stata data un’auto ibrida e molto spaziosa.

Per cercare una buona offerta, come sempre potete utilizzare i classici siti di comparazione per il noleggio come Autoeurope o Rentalcars.

Cosa vedere West Sweden

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Dove dormire

Abbiamo trascorso la prima notte a Göteborg per via del noleggio auto e perché non volevamo guidare col buio, con il rischio di perderci il panorama, ma se avete pochi giorni vi consiglio di puntare direttamente alla costa. Non essendo le distanze elevatissime, potrete poi scegliere di cambiare alloggio ogni sera o di individuare una base da cui esplorare i dintorni: nel nostro caso avevo individuato Fjällbacka pensando fosse opportuno dormire in una cittadina con un po’ di vita, così da avere più scelta per cenare la sera. In realtà la scelta era piuttosto ridotta vista la bassa stagione di cui parlavo più su e la stessa Fjällbacka è molto più piccina di quanto mi aspettassi. Col senno di poi, per grandezza e posizione forse sceglierei di dormire a Smögen. L’ultima notte l’abbiamo poi trascorsa sul lago Vänern.

Questi gli indirizzi dove abbiamo dormito:

–  A Göteborg Scandic Europa: dovendo arrivare dall’aeroporto con i mezzi pubblici e ritirare poi l’auto in stazione centrale, ho cercato un hotel in questa zona. Camere essenziali ma comode e posizione perfetta per visitare la città anche a piedi.

– A Fjällbacka Bryggan: hotel affacciato direttamente sul molo, camera piccolina ma molto bella.

– A Kållandsö ho scelto invece una casa tradizionale (torp) prenotata su Airbnb, un’esperienza che vi consiglio di provare almeno per una notte.

Dove dormire in Svezia occidentale

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Cosa e dove mangiare in Svezia occidentale

La cucina svedese forse non è la più varia, ma è senz’altro ottima e abbiamo sempre mangiato molto bene. Inutile dire che in questa zona, lungo la costa occidentale, si mangia soprattutto pesce freschissimo: dal classico salmone marinato alla zuppa, fino alla montagna di gamberi che farciscono il sandwich sempre presente sul menu.

Tra i ristoranti provati, vi consiglio soprattutto:

Kungstorget, a Göteborg di fronte al mercato coperto. Locale carinissimo e cucina tradizionale ottima.

Göstas Fiskekrog a Smögen: in paese troverete molti ristoranti che sono anche pescherie, perciò il pesce non potrebbe essere più fresco. Anche in questo caso locale molto bello e piatti ottimi.

– Per kanelbullar e kardemummabullar: non perdetevi Setterlinds a Fjällbacka e Hamnbageriet a Smögen. Non mi ha convinto invece il celebre Cafè Husaren a Göteborg, né per i dolci né per la gestione, molto scostante. Poco lontano vi consiglio piuttosto il caffè Hebbe Lelle.

Cosa mangiare in Svezia: kanelbullar

Itinerario in Svezia occidentale: cosa vedere nella West Sweden
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Visitare la Riviera del Conero: cosa vedere e cosa fare

Visitare la Riviera del Conero: cosa vedere e cosa fare
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Certi viaggi arrivano un po’ per caso, ma quasi sempre arrivano al momento giusto. Di sicuro è stato così per il mio ultimo weekend nelle Marche, un felice ritorno in una Regione che riesce sempre a sorprendermi. L’occasione per tornare è stato l’invito da parte del Camping la Medusa, di cui vi parlerò nel corso dell’articolo, che con la sua posizione ottimale mi ha dato la possibilità di visitare una zona d’Italia che corteggiavo da tempo: la Riviera del Conero. Un tratto di costa di incredibile bellezza per un viaggio che ha sancito ufficialmente l’inizio dell’estate, tra mare, sole, buon cibo, paesaggi e borghi. 

Cercherò di concentrare in questo articolo più informazioni possibili su cosa vedere nel Conero, cosa fare e dove dormire. Pronti? Si parte!

Spiaggia delle Due Sorelle dall'alto

Riviera del Conero: cosa vedere e cosa fare

Iniziamo con il collocare il Conero su una mappa: ci troviamo nelle Marche, più precisamente in provincia di Ancona, dove un promontorio di roccia calcarea si affaccia sull’Adriatico con rupi a picco sul mare alte più di 500 metri. Con Riviera del Conero si intende tutta la fascia costiera che va da Portonovo, a nord, fino a Sirolo e Numana a sud. Ma si parla anche di Parco Regionale del Conero, poiché questa zona è un’area naturale protetta – e per fortuna: con una rapida ricerca su Wikipedia potrete leggere quali e quanti progetti rischiarono seriamente di rovinare questo splendido tratto di costa negli anni Ottanta.

Al mare nel Conero: spiagge da vedere

L’attrazione principale del Conero è la sua Riviera: chi organizza un viaggio in questa zona spesso lo fa per godersi la costa e in particolar modo la regina delle spiagge del Conero, ovvero la spiaggia delle Due Sorelle. Ma non pensate che sia l’unica a meritare la visita, perché non è assolutamente così. 

Partiamo però da una doverosa premessa. La bellezza di questa costa è data dalle sue caratteristiche geologiche, ovvero dalle alte rocce che si tuffano nel mare lasciando spazio qua e là a spiagge vere e proprie o a piccole calette. Tale bellezza, per essere preservata, si traduce per forza di cose in una difficoltà d’accesso più o meno marcataalcune spiagge si raggiungono solo via mare, magari anche remando, altre vanno conquistate con sentieri in forte pendenza. Ci sono le eccezioni, ma come norma la Riviera del Conero richiede un minimo di impegno. E sapete che c’è? Secondo me è parte integrante del suo fascino.

Ora che vi ho preparati psicologicamente, partiamo: ecco le spiagge da vedere nella Riviera del Conero.

Spiagge Conero

Le spiagge di Portonovo

La baia di Portonovo appare come l’unione tra un paesaggio selvaggio, fatto di macchia mediterranea verdissima e acque turchesi, e una località turistica alla moda con alberghi e ristoranti eleganti che la sera portano i propri tavoli direttamente sulla spiaggia. Portonovo non è un paese, non c’è un centro abitato (anche se secondo il censimento del 2001 aveva un residente), ma nel periodo estivo si riversano qui moltissimi visitatori pronti a godersi le sue belle spiagge. 

Si divide in due zone: la parte nord dove si trova anche il molo, e la parte sud che arriva fino all’abbazia di Santa Maria. Nel mezzo, la vecchia Torre di Guardia. In spiaggia troverete appunto diversi locali e ristoranti, alcuni molto mondani come il Clandestino o Giacchetti, ma anche servizi come noleggio di canoe e gommoni. 

Portonovo è un’eccezione alla premessa sulla difficoltà d’accesso delle spiagge, dato che ha dei comodi parcheggi e non richiede sentieri impervi per raggiungere il mare. Ma tenete presente che in estate quel parcheggio può diventare parecchio problematico.

Spiaggia di Portonovo Conero

Mezzavalle e il Trave

Avendo a disposizione solo un weekend e tante attività in programma, purtroppo in questa occasione non sono riuscita a vedere Mezzavalle di persona (se non dalla barca), ma sarà una delle prime mete cui mi dedicherò in caso tornassi sulla Riviera del Conero. Mezzavalle è una spiaggia selvaggia cui si accede tramite un sentiero, lo “stradello”, con circa 20 minuti di camminata in forte pendenza. La sua difficoltà d’accesso la rende tranquilla e incontaminata: niente ombrelloni e sdraio, solo spiaggia libera immersa nella natura del Conero. Se scendete attraverso il sentiero ricordate di indossare calzature adeguate, in alternativa è possibile anche arrivare da Portonovo in circa mezz’ora via mare, in canoa o sup. In spiaggia non troverete stabilimenti, ma c’è un piccolo bar.

Vicino a Mezzavalle si trova anche il Trave, una parete rocciosa che ha creato un raro esempio di molo naturale, lunga ben 1 km tra parte emersa e sommersa. In molti la raggiungono a piedi proprio dalla spiaggia di Mezzavalle, ma sarebbe bene evitarlo poiché la parete di roccia che si costeggia lungo il percorso è a forte rischio frane. Potete piuttosto ammirarlo dal mare: l’escursione in barca che vi consiglierò più giù arriva proprio fino al Trave. 

La spiaggia delle Due Sorelle

Tra le spiagge del Conero è senz’altro la più celebre, immortalata in migliaia di foto. Anche in questo caso, come a Mezzavalle, tra i motivi della sua bellezza c’è la difficoltà di accesso: questa piccola spiaggia abbracciata dalle rocce del Conero si può raggiungere infatti solamente via mare. Esiste un sentiero, piuttosto impervio, che scende fino al mare dal belvedere di Passo del Lupo, ma è vietato a causa della sua pericolosità perciò le alternative per visitarla sono essenzialmente due: la barca, con i traghettatori del Conero o con un tour privato, oppure l’affitto di un mezzo privato come un piccolo gommone o una canoa.

Vista la fama e la particolarità, questa spiaggia merita però un discorso più approfondito: vi rimando quindi all’articolo tutto dedicato a lei -> Come arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle.

Arrivare alla Spiaggia delle Due Sorelle

Le spiagge di Sirolo

Scendiamo ancora un po’ per arrivare alle spiagge di Sirolo. Da nord a sud, la spiaggia si divide in tre zone principali: Sassi Neri, San Michele e Spiaggia Urbani. Troverete diversi stabilimenti alternati a qualche tratto di spiaggia libera, bar, ristoranti (Da Silvio meriterà una menzione a parte nel post dedicato a dove mangiare nel Conero), noleggio di canoe, sup e altro ancora. 

Spiaggia Urbani è il tratto più vicino al borgo di Sirolo e l’unico con un parcheggio vicino – resta da percorrere solo un breve tratto di scale, comunque presente anche per le altre spiaggie -, che però è davvero piccolo e si riempie molto in fretta. In generale quindi dovrete cercare posto in uno dei parcheggi del paese e poi scendere con l’autobus navetta, che nel periodo estivo ha corse ogni mezz’ora. A questo link trovate orari e tappe: autobus Sirolo. O in alternativa, se vi di camminare, potrete sempre scendere a piedi con una bella passeggiata e poi utilizzare la navetta al ritorno.

Per raggiungere San Michele e Sassi Neri il parcheggio più comodo si trova nella zona del Cimitero di Sirolo e costa 8€ per l’intera giornata; da qui potrete prendere la navetta in corrispondenza del cancello su via Vallone al costo di 2€/persona per 90 minuti, o 3€/persona per tutto il giorno. Se avete in programma di pranzare da Silvio, tenete presente che potrete poi utilizzare gratuitamente la navetta privata dello stabilimento (vi basterà esibire lo scontrino).

Le spiagge di Numana

Infine troviamo Numana, che probabilmente ha spiagge un po’ meno celebri delle sorelle più a nord ma vale comunque la menzione, specie se alloggiate in paese e volete un posto comodo in cui rilassarvi qualche ora. A Numana potrete quindi trovare la Spiaggiola o Numana Alta, la spiaggia del Frate incorniciata dalla roccia bianca, e la zona di Numana Bassa che dal porto prosegue con il lungo litorale di Marcelli

Anche a Numana potreste avere qualche difficoltà di parcheggio, ma il comune ha un sito molto chiaro in cui trovate indicate le diverse navette disponibili, per di più gratuite: qui il link.

Riviera del Conero dal mare

La prenotazione delle spiagge con iBeach.it

Se avete in programma un viaggio nel Conero per quest’estate, ricordate come prima cosa di scaricare l’app iBeach.itdiverse spiagge libere della zona sono infatti accessibili solamente previa prenotazione tramite app o portale web. Introdotta per evitare assembramenti, iBeach.it consente di prenotare il proprio posto in spiaggia con queste modalità (valide per ora fino al 12 di settembre):

– A Sirolo è necessario prenotare ogni giorno della settimana. I residenti e i turisti residenti a Sirolo possono prenotare il proprio posto da 48 ore prima, tutti gli altri 12 ore prima. Dopo le 18.00 l’accesso è libero. È compresa tra le spiagge di Sirolo anche la parte nord della spiaggia del Frate.

– A Portonovo e Mezzavalle bisogna prenotare solamente nel weekend, tranne nel periodo dall’1 al 28 agosto in cui sarà obbligatorio riservare il proprio posto anche durante la settimana. 

– A Numana le spiagge libere sono invece accessibili senza prenotazione, almeno fino al raggiungimento della capacità massima. La disponibilità viene aggiornata in tempo reale sul sito www.turismonumana.it.

In fase di prenotazione potrete selezionare una postazione “Telo mare” per includere 2 adulti o “Ombrellone” per 4 adulti. Qui trovate il vademecum completo. 

I paesi del Conero: Sirolo e Numana

Dopo tanto mare, è il momento di una menzione per i due comuni che si affacciano direttamente sul mare del Conero: Sirolo e Numana. Piccola cittadina affacciata sul porto la prima, borgo medievale il secondo, meritano entrambi la visita e sarebbe davvero un peccato andarsene senza averli esplorati almeno un po’. 

Numana era un borgo di pescatori, che quotidianamente percorrevano il tragitto tra Numana Alta, dove si sviluppava il paese vero e proprio, ed il porto. Quella via è stata trasformata in una scalinata all’inizio del secolo scorso ed è oggi la famosa Costarella, ricca di fiori e casette colorate. In cima alla Costarella si trovano anche i resti dell’antica Torre Romana, di cui ora rimane solo un arco. Godetevi poi una passeggiata nella città alta, tra locali e negozi, con una bella vista sulla Riviera del Conero.

Poco lontano c’è poi Sirolo, che si sviluppa intorno a un centro storico medievale dove in origine si trovava un castello. Passeggiare tra i vicoli pedonali e ritrovarsi nella Piazzetta affacciata sul Conero è un’esperienza da non perdere, magari prima di godersi una cena con vista in uno dei molti ristoranti del paese.

Sirolo

Cosa fare nella Riviera del Conero

Affittare una canoa o un gommone

La Riviera del Conero è uno di quei luoghi che vanno ammirati dal mare per coglierne appieno tutte le caratteristiche: le alte rocce bianche, i borghi di Numana e Sirolo che dominano la costa, le calette incastonate qua e là si godono al meglio se viste dall’acqua. 

Una prima opzione per farlo è quindi affittare un proprio mezzo: una canoa o kayak se siete sportivi, o un piccolo gommone a motore se preferite una soluzione più comoda. Potete farlo presso gli stabilimenti di Sirolo, Numana o Portonovo; se scegliete la canoa valutate ovviamente il punto di partenza in base a quale tratto di costa preferite esplorare. Se volete arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle il punto più comodo è San Michele a Sirolo, se invece volete arrivare a Mezzavalle è meglio partire da Portonovo.

Cercando in rete la media dei costi è più o meno questa:

Per una canoa singola: tra gli 8€ e i 10€/ora, o 30€-35€ per la mezza giornata

Per una canoa doppia: tra i 10€ e i 12€/ora, o 40€-45€ per la mezza giornata

Per un gommone senza bisogno di patente nautica: tra i 100€ e i 120€ per la mezza giornata, incluso un pieno di carburante

Come avrete notato non sto facendo il nome della compagnia cui mi sono rivolta io stessa per il noleggio della canoa, perché non mi è piaciuto molto il loro servizio. Vi lascio piuttosto una lista di vari stabilimenti a cui potete rivolgervi a questo link

Spiaggia dei Gabbiani Riviera del Conero

Fare un’escursione in barca 

Un altro modo per esplorare la costa in tutta comodità è la classica escursione in barca: si parte dal porto di Numana e si trascorre mezza giornata a bordo, con un paio di soste per il bagno, qualche spiegazione sui luoghi che si stanno ammirando e un aperitivo per concludere l’esperienza al meglio. 

Troverete diverse compagnie che offrono lo stesso programma e con prezzi tutto sommato equiparabili, ma in questo caso mi sento di consigliare caldamente la compagnia cui ci siamo rivolti su indicazione del Camping la Medusa, ovvero La Giovane Giusy. La barca è molto spaziosa, con poche persone a bordo per ogni tour che hanno così modo di godersi l’escursione in tutta comodità. Si va da Numana fino al Trave di Ancona con due soste, durante le quali è possibile fare il bagno e rilassarsi sui lettini prendisole, per poi concludere con un ricco aperitivo a base di moscioli e altri prodotti locali. Ma la vera differenza come al solito la fanno le persone e quindi l’equipaggio della Giusy, composto da Alessandra, Loris e Cucciolo: persone innamorate del loro territorio e del loro mare, che sanno davvero trasmettere questa passione durante il tour. 

Sul loro sito trovate qualche dettaglio in più e tutti i contatti per prenotare, il costo per l’escursione da mezza giornata (mattino o pomeriggio) parte da 50€ a persona per gli adulti.  

Riviera del Conero barca

Percorrere il sentiero di Passo del Lupo

Gli appassionati di trekking troveranno molti sentieri tra cui scegliere all’interno del Parco del Conero, ma ce n’è uno in particolare che proprio non potete perdervi: è il numero 302 per Passo del Lupo, che porta al punto panoramico più famoso della zona. Così come la spiaggia del Relitto a Zante, la spiaggia delle Due Sorelle dà infatti il meglio di sé vista dall’alto, perciò dopo averla ammirata dalla barca o raggiunta in canoa, per essere sicuri di godervi il suo profilo migliore dovrete dedicare un po’ di tempo a questa passeggiata panoramica. 

Il sentiero è appunto il numero 302 e ufficialmente parte dal cimitero di Sirolo, ma se avete l’auto vi consiglio di accorciare un pochino partendo dal Bar Belvedere (lo trovate con facilità su Google Maps). Potete lasciare l’auto nel piccolo spiazzo che si trova appena imboccato lo sterrato, o lungo la strada facendo attenzione a non bloccare il passaggio. Da qui seguite le indicazioni per il sentiero 302/Passo del Lupo: il belvedere si raggiunge in circa 20 minuti di camminata e non è molto impegnativo. La vista, poi, vi ripagherà di ogni fatica. 

Importante: ricordate che è consentito arrivare solo fino al Belvedere in corrispondenza della targa, non proseguite oltre perché è molto pericoloso (e anche vietato, perciò rischiereste una multa salata).

Spiaggia delle Due Sorelle

I dintorni: Porto Recanati, Recanati, Loreto e oltre

Se dopo tutte le attività di cui vi ho parlato fin qui vi avanza ancora del tempo, i dintorni del Conero sono ricchissimi di cose da fare e da vedere. Potete partire con il visitare le città e i borghi dei dintorni, come Porto Recanati con il suo coloratissimo lungomare: da lei non mi aspettavo nulla se non una classica località come tante sulla costa adriatica, e invece sono rimasta piacevolmente sorpresa. Ci sono poi Loreto di cui vi avevo parlato già in questo articolo, o ancora Recanati, famosa soprattutto per aver dato i natali a Leopardi, splendida cittadina immersa in un paesaggio che ha ben poco da invidiare alle colline toscane. E ancora Osimo, Castelfidardo, Offagna o altri borghi minori ma sempre interessanti. 

Se non le avete mai visitate, meritano una sosta anche le Grotte di Frassassi con il loro imponente percorso sotterraneo. Si trovano nell’entroterra della Regione a un’ora di strada circa da Numana, perciò vi consiglio eventualmente di inserirle come tappa all’andata o al ritorno.  

Porto Recanati

Dove mangiare nel Conero

Ho davvero troppi locali di cui vorrei parlarvi, quindi arriverà presto un post tutto dedicato a dove mangiare nella Riviera del Conero.

Dove dormire per visitare la Riviera del Conero

Nel corso del mio weekend nel Conero sono stata ospite del Camping la Medusa, struttura che si trova direttamente sul lungomare a metà strada tra Porto Recanati e Numana. La Medusa è a tutti gli effetti un piccolo villaggio, con decine di bungalow e mobilhome, piazzole per i camper, e ogni genere di servizio dal ristorante al mini market, dalla spiaggia privata alla piscina. 

Bungalow e mobilhome sono disponibili in diverse tipologie e grandezze e possono ospitare fino a 7 persone. Nel nostro caso avevamo a disposizione una casetta completa di tutto, con due camere, due bagni e salottino/cucina. Nell’affitto sono sempre incluse le utenze, la biancheria, pulizia iniziale e finale, parcheggio, accesso alla piscina e ombrellone nella spiaggia privata. Una nota di merito va inoltre all’attenzione per la sostenibilità e all’impegno costante per rendere la Medusa un camping Eco Friendly.

Anche in questo caso, poi, la differenza la fannno le persone. Dal primo contatto avvenuto mesi fa, fino alla partenza per il rientro a casa, ho avuto a che fare con uno staff oltremodo disponibile che si è prodigato per darmi consigli utili su cosa fare, cosa vedere, dove mangiare e altro ancora. E vi posso garantire che, anche nel contesto di una collaborazione, questo non è affatto scontato. Se cercate su Google Maps il Camping la Medusa lo troverete descritto come “campeggio vivace con piscina e spiaggia”, parole che ben riassumono l’atmosfera di questo posto e il suo staff allegro e sorridente. Noi abbiamo utilizzato la Medusa come base d’appoggio per visitare i dintorni, vivendo poco la vera vita da campeggio, ma credo che sia una struttura ideale soprattutto per le famiglie con bambini: a loro sono dedicati infatti un programma completo di animazione e diverse attività interessanti come il mini maneggio, l’orto laboratorio e prossimamente un percorso bike park. 

In generale, è un indirizzo che vi consiglio di salvare: in una posizione tranquilla, con tutti i servizi e le comodità di un piccolo villaggio, a due passi dal Conero e dalla sua incredibile bellezza.

Camping la Medusa Conero

Visitare la Riviera del Conero: cosa vedere e cosa fare
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Come arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle

Come arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle
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Tra le spiagge del Conero è senz’altro la più celebre, immortalata in migliaia di foto: la spiaggia delle Due Sorelle non ha bisogno di presentazioni, ma se volete visitarla dovrete tenere a mente qualche informazione importante. Come per altri lidi della Riviera del Conero, tra i motivi della sua bellezza c’è infatti la difficoltà di accesso, dal momento che questa piccola spiaggia abbracciata dalle rocce del Conero si può raggiungere solamente via mare. Esiste un sentiero, piuttosto impervio, che scende fino al mare dal belvedere di Passo del Lupo, ma è vietato da diversi anni a causa della sua pericolosità. 

Come arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle quindi? In questo articolo vi presenterò le alternative, con pro e contro di ognuna, in modo che possiate poi prendere una decisione di conseguenza.

La spiaggia delle Due Sorelle: informazioni generali

La spiaggia delle Due Sorelle prende il nome dai due faraglioni che emergono dal mare: se osservati da nord, la forma di questi due scogli ricorda quello di due suore in preghiera. La spiaggia è abbracciata completamente dalle alte rupi del Conero e non ci troverete alcun tipo di servizio, perciò ricordate di portare con voi acqua e cibo se volete fermarvi più a lungo.

Come arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle

Come arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle

In barca: i traghettatori del Conero

La prima e più semplice tra le opzioni per raggiungere la spiaggia delle Due Sorelle è la barca, con il servizio offerto dai traghettatori del Conero. Il collegamento è attivo tutti i giorni da giugno a settembre e parte dal porto di Numana, arrivando in spiaggia in circa mezz’ora. A giudicare dalle informazioni in rete in passato venivano effettuate corse ogni ora, ma per quest’estate sono previste solo due opzioni: andata alle 9.30 o alle 11.40, rientro alle 12.30 oppure alle 15.00. Il biglietto per un adulto costa 25€ andata/ritorno.

PRO: è l’opzione più semplice e adatta a tutti, inclusi i meno allenati. Permette un comodo sbarco direttamente in spiaggia.

CONTRO: essendo l’opzione più comoda è anche la più utilizzata. In alta stagione può significare sbarcare insieme a molte altre persone e ritrovarsi quindi in una spiaggia affollata. Porta unicamente alla spiaggia delle Due Sorelle e non permette di visitarne altre.

Spiaggia delle Due Sorelle

L’affitto di un mezzo privato: il gommone

La seconda grande alternativa è affittare un proprio mezzo privato. Nel Conero troverete ad esempio molte compagnie che noleggiano piccoli gommoni a motore, sia nella zona di Numana e Sirolo sia a Portonovo. Per guidare questo tipo di imbarcazione non è necessaria la patente nautica, il gommone può ospitare 5/6 persone e permette di godersi non solo la spiaggia delle Due Sorelle ma tutta la costa con le sue calette nascoste. I costi per una mezza giornata vanno di media dai 100€ ai 120€, incluso un pieno di carburante. 

PRO: è un’opzione che permette di visitare la costa comodamente e in autonomia. Permette di partire presto così da essere in spiaggia prima che arrivi la barca dei Traghettatori.

CONTRO: anche se non serve la patente nautica richiede un minimo di confidenza. Se non viaggiate in gruppo di almeno 4 persone risulta un’opzione più costosa della barca.

spiaggia delle Due Sorelle in canoa

Arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle in canoa

Infine, l’opzione che ho scelto io stessa: la canoa. Anche in questo caso non farete fatica a trovare il vostro mezzo, poiché molti tra gli stabilimenti di Sirolo e Portonovo affittano comunemente kayak singoli o doppi. Per arrivare alle Due Sorelle vi consiglio di partire dalla spiaggia di San Michele che si trova più vicino: da qui si impiega una mezz’ora abbondante all’andata, un po’ meno al ritorno. Di sicuro non è una passeggiata rilassante, ma devo dire che ci siamo divertiti e vi consiglio quindi di farlo se cercate un’esperienza più particolare. 

Il costo per il noleggio di una canoa singola va dagli 8€ ai 10€/ora o 30-35€ per la mezza giornata. Per la canoa doppia invece dai 10€ ai 12€/ora o 40-45€ per mezza giornata.

PRO: è l’opzione più particolare e sostenibile, permette di arrivare in spiaggia in autonomia e prima delle barche. Con un piccolo sforzo in più si possono raggiungere anche altre spiagge oltre alle Due Sorelle.

CONTRO: non è una scelta adatta a tutti e può risultare abbastanza faticoso.

spiaggia delle Due Sorelle dall'alto

La spiaggia delle Due Sorelle dall’alto: il sentiero di Passo del Lupo

La spiaggia delle Due Sorelle è un luogo che dà il meglio di sé visto dall’alto, perciò dopo aver stabilito come raggiungerla via mare vi consiglio di prendervi del tempo per ammirare anche il panorama da un’altra prospettiva. Per farlo dovrete percorrere il sentiero numero 302 per Passo del Lupo: ufficialmente il sentiero parte dal cimitero di Sirolo, ma se avete l’auto vi consiglio di accorciare un pochino partendo dal Bar Belvedere (lo trovate con facilità su Google Maps). Potete lasciare l’auto nel piccolo spiazzo che si trova appena imboccato lo sterrato, o lungo la strada facendo attenzione a non bloccare il passaggio. Da qui seguite le indicazioni per il sentiero 302/Passo del Lupo: il belvedere si raggiunge in circa 20 minuti di camminata e non è molto impegnativo. La vista, poi, vi ripagherà di ogni fatica. 

Per scoprire tutte le altre spiagge della zona potete leggere l’articolo completo: Cosa vedere nella Riviera del Conero.

Come arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle
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Case particolari e alloggi insoliti: dormire in una casa nella natura

Case particolari e alloggi insoliti: dormire in una casa nella natura
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Quando sono stata contattata per scrivere un articolo su un portale chiamato “Casa nella natura”, ho subito pensato: questa è un’esperienza che devo provare. Come sono sicura molti di voi, ho una passione per gli alloggi insoliti e particolari: sogno di dormire in una casa sull’albero o dentro un igloo, in una yurta o in una bolla trasparente ammirando le stelle. In più, prima di proporre ai miei lettori un nuovo portale di prenotazioni preferisco testarlo in prima persona, così da poterne poi parlare con cognizione di causa – e consigliarlo solo se davvero penso lo meriti.

Detto fatto, ho approfittato dell’occasione, ho iniziato a navigare sul sito, ho scelto l’alloggio ed ho trascorso un weekend in una deliziosa casetta nel bosco. Ma partiamo dal principio.

Casa nella natura particolare

Prenotare una casa nella natura

Casanellanatura.it è la versione italiana del sito olandese Nature House, un portale di booking online che si propone di offrire appunto case vacanze nella natura: in montagna, al mare, in campagna o in mezzo a un bosco. Sono presenti alloggi soprattutto nel continente europeo e molti in Italia. Le tipologie sono varie: intere case, appartamenti, ma anche stanze in bed&breakfast, agriturismi e strutture ricettive più tradizionali, alloggi rustici e spartani o ville più lussuose. Il comune denominatore è solo il contesto, che deve essere all’insegna della pace e della natura.

Come per altri portali di prenotazione simili, potrete impostare diversi filtri: per tipologia di casa, zona in cui si trova, servizi offerti, valutazioni degli utenti e altro ancora. Casa nella natura non significa infatti necessariamente isolata da tutto, sul sito si trovano anche strutture in piccoli villaggi, ma se l’isolamento è quello che cercate sappiate che con una breve ricerca potrete trovare ciò che fa per voi: vi basterà spuntare le caselle “nel bel mezzo del nulla” o “completamente da solo“.

Casanellanatura.itCasa nella natura in Italia

La mia esperienza: dormire in una casetta nel bosco

Quando ho iniziano a consultare il portale, ho cercato una struttura che potesse farmi vivere appieno l’esperienza di una “casa nella natura”: un luogo in cui rifugiarmi lontano dalla città, immersa nel paesaggio. La scelta è caduta infine su questa deliziosa casetta nel bosco, poco distante dal lago di Garda e da Salò ma allo stesso tempo isolata da tutto.

Niente televisione, niente wifi, la rete del telefono prendeva a malapena. Solo una piccola casetta di legno e la pace di un bosco, dove le ore sono trascorse serene riposando all’ombra di un albero, giocando a Uno e preparando il barbecue. Nei dintorni ci sono diversi percorsi di trekking, credo anche interessanti, ma noi (almeno per questa volta) ci siamo semplicemente riposati. Nella sua incredibile semplicità è stata una delle esperienze più belle e rilassanti di sempre e quando, a malincuore, abbiamo dovuto lasciare la casetta ci siamo ripromessi di tornarci presto.

Dormire in una casa nel bosco

Come iscriversi e come prenotare

Una volta trovata la casa nella natura perfetta per voi, vi basterà effettuare la registrazione sul portale ed inviare richiesta di prenotazione. I proprietari sono invitati a rispondere entro 24 ore e nel frattempo è possibile avviare una conversazione tramite messaggi sul proprio account – utili ad esempio per avere maggiori informazioni sull’alloggio, l’accesso, le dotazioni. In questa fase non dovrete pagare nulla: solamente nel momento in cui il proprietario accetterà la richiesta riceverete una mail con il link per completare il pagamento.

Una caratteristica interessante è che per ogni pernottamento prenotato, Nature House contribuisce a progetti naturalistici locali: ha già piantato un milione di alberi in Madagascar, Tanzania e Burkina Faso, mentre in questo momento sostiene il recupero degli Orsi Bruni Marsicani in via d’estinzione.

Se vi ho incuriositi e anche voi volete provare l’esperienza di passare una notte nella natura, vi lascio un link con il quale riceverete (e riceverò anch’io) 10€ da utilizzare sulla prenotazione:

Iscrizione Casanellanatura.it

Alloggio insolito particolare

Case particolari e alloggi insoliti: dormire in una casa nella natura
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Cosa vedere a Venezia: luoghi insoliti e autentici

Cosa vedere a Venezia: luoghi insoliti e autentici
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Venezia è una di quella città in cui le cose da vedere sembrano non esaurirsi mai. Ogni calle nascondo un segreto, ogni chiesa potrebbe contenere un’opera d’arte straordinaria. E poi ci sono le isole, decine, impossibile visitarle tutte in un unico viaggio, spesso vengono trascurate anche da chi come me vive ad appena mezzi ora di treno da tanta meraviglia.

Di recente ho avuto l’occasione di fare per la prima volta da vera turista a Venezia, dormendo in città e godendomi un intero weekend senza l’ansia del treno di ritorno alle 21.00. L’occasione è stata l’invito da parte dell’hotel Indigo Venice, di cui vi parlerò più giù e che mi ha dato la scusa perfetta per scoprire una zona di Venezia poco conosciuta.

Ecco quindi per voi una piccola guida a cosa vedere a Venezia fuori dai sentieri più battuti: un itinerario in una Venezia insolita e autentica.

Cosa vedere a Venezia

Cosa vedere a Venezia

I sestrieri meno conosciuti

Lontano dalla classica direttrice Stazione Santa Lucia – Rialto – San Marco ci sono interi quartieri di Venezia che rimangono quasi deserti, in ogni periodo dell’anno. È sufficiente ad esempio svoltare a destra usciti dalla stazione e perdersi a Dorsoduro, o andare invece a sinistra e ritrovarsi a Cannaregio e nel Ghetto.

A Venezia funziona così: basta svoltare l’angolo, prendere una laterale anziché la via più immediata, e come per magia la folla scompare. Certo, bisogna anche accettare un minimo di rischio, ovvero la possibilità di ritrovarsi improvvisamente in una calle senza uscita, ma fa parte della bellezza di questo labirinto.

Camminando per quasi un’oretta dalla stazione si arriva fino a Sant’Elena, l’estrema punta di Venezia affacciata sul Lido. Qui vi sembrerà di trovarvi in una città diversa, con ampi viali, quartieri residenziali e soprattutto tanti giardini – a partire dai celebri giardini della Biennale.

Cosa vedere a Venezia insolita

Le zone frequentate dalla gente del posto

Ci sono poi alcune zone in cui appare subito chiaro che ci si trova davanti a gente del posto e non a turisti. In una città come Venezia, gente del posto significa spesso studenti universitari, ma anche qualche vero veneziano delle isole – sì, ne esistono ancora – o della terraferma. Le mie zone preferite sono due: la Fondamenta delle Zattere, dove amavo sedermi sulla riva ai tempi dell’università. Godetevi una piacevole passeggiata che va da San Basilio fino a Punta della Dogana, magari con una sosta per un gelato vista Canal Grande. Uno dei locali più frequentati qui è la gelateria Nico con il celebre gianduiotto (un blocco di gelato alla gianduia affogato nella panna montata), ma ammetto che non mi ha mai entusiasmata.

La seconda zona che vi consiglio è Fondamenta degli Ormesini: qui e nei dintorni troverete decine di locali, dai bancari ai ristoranti veri e propri, ed è una delle poche aree di Venezia in cui c’è vita a ogni ora del giorno e della sera.

Come terza zona molto frequentata dalla gente del posto vi consiglio poi Via Garibaldi, a Castello: un ampio viale ricco di negozi, botteghe e locali, dove si respira aria di paese.

Luoghi insoliti da vedere a Venezia

Cosa vedere a Venezia: i luoghi insoliti

Ma veniamo a qualche luogo davvero insolito e particolare:

Un supermercato in un teatro
A Cannaregio si trova probabilmente uno dei supermercati più belli che potrete mai vedere: questo Despar si trova infatti negli spazi del vecchio Cinema Teatro Italia. L’interno è uno spettacolo e il contrasto tra scaffali e soffitti affrescati crea un effetto molto bizzarro.

La caffetteria in una serra
Poco distante da Via Garibaldi si trova la serra dei Giardini, un locale ricavato appunto in una serra. Troverete recensioni contrastanti sul servizio e in generale confermo che la caffetteria in sé non sia imperdibile (in un’ambientazione così sognerei una pasticceria o un ristorante di ben altro livello) ma si tratta comunque di un luogo carino per una sosta.

Il ponte senza parapetto
Ponte Chiodo è l’unico ponte senza parapetto sopravvissuto a Venezia senza parapetto. Una curiosità particolare a cui dare uno sguardo.

La libreria piene di vasche da bagno
Non posso non citare la libreria Acqua Alta, nonostante nel corso degli anni sia diventata piuttosto celebre – grazie a, o per colpa di, Instagram. Tra le decine di persone in fila per accedere e qualche danno causato dall’ultima acqua alta eccezionale, durante l’ultima visita la libreria non mi ha trasmesso la stessa magia di un tempo. Vi lascio qui sotto una foto di qualche anno fa, sperando sia stato solo un caso.

La chiesa allagata
Un altro luogo molto particolare è la chiesa di San Zaccaria, grazie alla sua cripta perennemente allagata. Si trova nel Sestriere di Castello.

Il negozio Olivetti
Nascosto sotto i portici di Piazza San Marco si trova un bel negozio della Olivetti, ora museo. È interessante sia per l’esposizione di macchine da scrivere storiche, sia per l’architettura studiata Carlo Scarpa.

La scala a chiocciola con vista 
Un ultimo gioiello nascosto di Venezia che vi consiglio è la Scala Contarini del Bovolo, con la sua forma particolarissima e la splendida vista sulla città.

Libreria Acqua Alta Venezia

Dove dormire a Venezia

Per assaporare fino in fondo una Venezia insolita e autentica, bisogna scegliere il giusto alloggio. Nel corso del nostro weewend siamo stati ospiti dell’Indigo Venice, un boutique hotel particolare per storia e posizione: si trova infatti a Sant’Elena, immerso nella pace del Parco delle Rimembranze in uno dei quartieri meno turistici di Venezia, ed è stato ricavato dagli spazi di un ex convento. Le forme del convento e del suo chiostro sono tuttora ben riconoscibili nella struttura e nel bel giardino interno.

Piazza San Marco dista una ventina di minuti a piedi, abbastanza vicina per ammirare il suo profilo dalla riva ma abbastanza lontana per lasciarsi alle spalle folla e confusione. Certo è una soluzione unconventional, come recita il claim di Indigo Venice, ma è perfetta per chi vuole essere a pochi minuti di vaporetto dalla Venezia classica e dal Lido e poi tornare a dormire in un’oasi di pace.

I servizi sono quelli di un buon quattro stelle, quindi camere ampie, colazione con scelta varia tra dolce e salato, il buon ristorante interno Savor per chi non volesse allontanarsi per cena. Per chi fosse alla prima visita a Venezia o comunque non avesse mai visitato Murano, segnalo anche l’interessante pacchetto Discover Venice messo a disposizione dall’hotel: include un aperitivo di benvenuto, sconto sulla cena al ristorante Savor, visita a una vetreria di Murano con transfer in taxi privato all’andata e biglietto valido 24 ore per i vaporetti di Venezia per continuare la propria esplorazione in libertà.

Cerchi altre idee per visitare luoghi particolari in Italia? Leggi il mio articolo su Milano: 5 luoghi per risconprire una città insolita.

Dove dormire a Venezia Hotel Indigo

Hotel Indigo Venice

Cosa vedere a Venezia: luoghi insoliti e autentici
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Weekend sulle Dolomiti: cosa vedere a Cortina e dintorni

Weekend sulle Dolomiti: cosa vedere a Cortina e dintorni
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Tra gli effetti positivi del turismo di prossimità a cui siamo stati tutti costretti nell’ultimo periodo, posso annoverare quello di aver riscoperto il Cadore e le Dolomiti Bellunesi. Se è vero – perché è vero – che nell’eterna lotta tra mare e montagna ho sempre tifato per il primo, nell’ultimo anno ho ritrovato la bellezza dei paesaggi di alta montagna, e in particolare di quelli più vicini a casa. Quelle cime che ho sempre visto in lontananza, dalla finestra, ma che ho sempre “vissuto” fin da bambina perché nella mia famiglia non c’è mai stata la tradizione della settimana bianca né la passione per lo sci.

Quest’anno, complici vari fattori, quelle montagne le ho raggiunte più volte e mi sono ripromessa di tornarci ancora per scoprire altri percorsi, altri passi, altri paesaggi.

Per una gita fuori porta o come parte di un itinerario più strutturato alla scoperta del Veneto, ecco una piccola guida a cosa fare e cosa vedere a Cortina d’Ampezzo e dintorni in un weekend sulle Dolomiti.

Passo Giau al tramonto

Cosa vedere a Cortina e dintorni in un weekend

Cortina d’Ampezzo, la Perla delle Dolomiti

Conosciamo tutti il nome di Cortina d’Ampezzo, una delle località più mondane e chiacchierate delle Dolomiti. Molti degli stereotipi su questa città hanno probabilmente un fondo di verità: è costosa, un po’ snob, e Corso Italia a volte sembra una passerella in cui si vedono sfilare gli outfit più improbabili – indossati da chi passeggia qui proprio per il gusto di ostentare gli ultimi acquisti.

Ma se Cortina è diventata così celebre è soprattutto per la sua innegabile bellezza. La Perla delle Dolomiti si trova infatti in posizione centrale, in una conca circondata da alcune delle cime più spettacolari della zona come le Tofane, il Cristallo, il Sorapiss, il Faloria, le Cinque Torri. L’incredibile ricchezza di Cortina, quindi, anche per i viaggiatori a cui non interessa il suo lato mondano, è semplicemente il suo essere punto strategico per esplorare alcuni dei luoghi più incredibili delle Dolomiti bellunesi.

Detto questo, non rinunciate comunque a fare due passi in centro, se non altro per poter respirare un po’ della sua atmosfera viveur. Neanche a dirlo, io tutte volte finisco in pasticceria per una cioccolata calda: per restare in Corso Italia vi consiglio ad esempio una sosta da Lovat. Per fare acquisti, invece, fate un giro alla storica Cooperativa, un grande magazzino dove troverete pressoché qualsiasi cosa di cui potreste aver bisogno.

Cortina d'Ampezzo

Dolomiti Superski e Supersummer: gli impianti di risalita

Abbiamo parlato delle montagne che circondano Cortina, ed ovviamente molte di queste cime offrono degli impianti di risalita apprezzati dagli sciatori in inverno e dagli appassionati di trekking in estate – ma in generale, anche da tutti coloro che vogliono ammirare la vista o godersi un pranzo in rifugio.

Cortina d’Ampezzo è una delle 12 aree che compongono il comprensorio sciistico Dolomiti Superski, che consente di avere accesso con un unico skipass a oltre 1200 km di piste. Per maggiori informazioni al riguardo – anche per la tessera estiva Supersummer – vi rimando al sito ufficiale che è molto chiaro e dettagliato.

Vi citerò qui solo alcuni impianti, quelli più panoramici e “versatili” anche per i non sciatori:

♦Lagazuoi: la funivia parte da Passo Falzarego e raggiunge la vetta del Lagazuoi ad oltre 2700 metri di altezza, con un panorama incredibile. Qui si trovano un rifugio con ristorante e camere, e anche la celebre sauna finlandese “più alta delle Dolomiti”. È considerata una delle funivie più belle d’Europa ed offre percorsi interessanti anche per gli appassionati di storia, grazie alle numerose testimonianze della Grande Guerra.

♦Faloria: una funivia storica, opera imponente all’epoca della sua costruzione nel 1939, che mantiene ancora tutto il suo fascino. L’impianto collega Cortina al monte Faloria, 900 metri di dislivello, attraverso 3 stazioni. In cima si trova un rifugio con ristorante e camere.

♦ Tofana: anche la funivia ‘Freccia nel cielo’ si divide in tre tronchi, e porta da Cortina alla sua cima più alta, la Tofana di Mezzo a 3244 metri (l’ultimo tratto però è attivo solo in estate). Le Tofane sono tra le piste più apprezzate per lo sci, ma anche per chi non pratica questo sport vale la pena di salire per ammirare il panorama sulle Dolomiti. Ci sono due ristoranti alla prima stazione, un ristorante-pizzeria alla seconda ed uno snack bar a Cima Tofana.

Passo Falzarego, funivia Lagazuoi

Passo Falzarego e Passo Giau

Tra le cose imperdibili da vedere nei dintorni di Cortina, non posso non citare anche due passi: Passo Falzarego e Passo Giau. Guidare fin qui è di per sé un’avventura, e la vista che si gode arrivati in cima è spettacolare. In più, sono ottimi punti di partenza per numerosi percorsi di trekking. Da Passo Falzarego potreste ad esempio salire fino alla cima del Lagazuoi, anziché prendere la funivia (potete sempre sfruttarla per la discesa), mentre da Passo Giau potete compiere un percorso ad anello nel complesso delle Cinque Torri. Per quanto riguarda tutti i sentieri disponibili servirebbe però un articolo a parte, cercherò di integrare in futuro.

In generale, per indicazioni sull’accessibilità durante la stagione invernale vi consiglio di consultare i siti dei rifugi (Lagazuoi nel primo caso, Averau, Nuvolau e Scoiattoli nel secondo) che riportano informazioni aggiornate e collegamenti alle webcam in tempo reale.

Passo Falzarego

Il Cadore: Auronzo, San Vito di Cadore, Pieve e oltre

Ad est e a sud rispetto a Cortina si estende la regione del Cadore. Oltre ad essere un’area ricca di attrazioni, vi consiglio di tenerla in considerazione anche come “base” per visitare Cortina: in diverse delle cittadine del Cadore riuscirete infatti a trovare alloggi molto più economici di quelli disponibili nella Perla delle Dolomiti.

Tra le città più interessanti ci sono ad esempio San Vito di Cadore, a pochi chilometri dalla stessa Cortina, Auronzo e la sua frazione di Misurina con il celebre lago, o Pieve di Cadore in posizione centrale tra le prime due.

Visitare il lago di Misurina e le Tre Cime di Lavaredo

Il lago di Misurina offre uno spettacolo impagabile in ogni stagione: in inverno, è possibile camminare sulla superficie completamente ghiacciata circondati da un paesaggio incantato; in estate quello stesso paesaggio si specchia nelle sue acque regalando un colpo d’occhio incredibile. Misurina è una frazione di Auronzo di Cadore e si trova a 1756 metri sul livello del mare, condizione che le consente di avere quasi 6 mesi di neve l’anno.

È inoltre uno dei punti di partenza più comuni per raggiungere le Tre Cime di Lavaredo, uno dei simboli indiscussi delle Dolomiti. Per visitarle al meglio si percorre un sentiero ad anello, lungo circa 9,5 km con 400 metri di dislivello. Considerate almeno 3 o 4 ore, anche di più con le inevitabili soste per ammirare il panorama e scattare mille foto.

Il punto di partenza del sentiero è Rifugio Auronzo, a circa 7 km dal lago di Misurina. Durante la stagione estiva è possibile raggiungerlo con la propria auto, pagando un pedaggio di 30€ incluso il parcheggio. In alternativa, da Misurina si può utilizzare lo shuttle bus (4€) o scegliere di partire a piedi, ma mettete in conto almeno 3 ore oltre al tempo necessario per l’anello delle Tre Cime. In inverno, la strada è chiusa al traffico e si può quindi percorrere solamente a piedi o con un servizio di motoslitta in partenza dal vicino lago Antorno. 

Per un’esperienza più particolare, su Musement trovate disponibili altri tour in motoslitta o con slittino alle Tre Cime di Lavaredo.

Lago di Misurina in inverno

Come arrivare a Cortina e come muoversi

L’area di Cortina e del Cadore si trova nella parte settentrionale della provincia di Belluno, e confina con Alto Adige, Austria e Friuli.

Se escludiamo quindi la stazione di Dobbiaco, che potrebbe risultare comoda per chi arriva da nord, gli snodi più comodi per raggiungere quest’area sono gli aeroporti di Venezia e Treviso (dove atterra ad esempio Ryanair) e le rispettive stazioni dei treni. Da qui per arrivare al centro di Cortina (160 km da Venezia) si può optare per:

→ Autobus: Cortina Express, ATVO o Flixbus, tra 2 ore e 2 ore e mezza di percorrenza.

Treno: la linea ferroviaria arriva a Calalzo di Cadore, da qui parte poi un bus navetta. Considerate almeno 3 ore e mezza di viaggio da Venezia.

Auto a noleggio.

Se anziché Cortina dovete raggiungere un’altra località dei dintorni, dovrete affidarvi agli autobus a partire dalla stessa Cortina o dalla stazione di Calalzo. Trovate le indicazioni delle linee disponibili sul sito Dolomitibus.

Una volta a destinazione potrete usufruire sempre delle linee Dolomitibus e delle tratte urbane di Cortina che portano ai diversi impianti – queste ultime gratuite per i possessori di Skipass.

Il mio consiglio, però, è quello di avere un’auto a disposizione. Evitate gli alloggi in centro a Cortina per non avere troppi problemi di parcheggio, ma vi godrete poi una maggiore libertà soprattutto per esplorare i dintorni. Guidare in queste zone, poi, vi permetterà di ammirare paesaggi incredibili.

Se avete bisogno di noleggiare un’auto, potete confrontare come sempre le tariffe su comparatori come Autoeuropee Rentalcars.

 

Dove dormire a Cortina e nel Cadore

Vi lascio un paio di indirizzi che ho provato in prima persona e che mi sento di consigliarvi per un weekend in queste zone:

B&B Hotel Passo Tre Croci: struttura aperta di recente, molto vicina a Cortina ma senza i suoi problemi di parcheggio, offre gli standard della catena B&B perciò camere con tutto ciò che serve e soprattutto un prezzo accessibile.

Dimora al Bivacco: un ottimo bed & breakfast a Pieve di Cadore, le camere più grandi sono in realtà appartamenti dotati di angolo cottura.

Dove dormire a Cortina d'Ampezzo

Dove mangiare 

Infine, il consueto paragrafo dedicato ai consigli di gola con qualche indirizzo gastronomico:

♦ Malga Popena: poco distante dal lago di Misurina si trova questa malga che offre ottimo cibo a prezzi più che onesti. In più è semplicemente bellissima e i piatti sono davvero curati, perfetti anche per un’occasione speciale. 

♦ Berghotel Passo Giau: ristorante in stile tradizionale – bellissimi anche molti pezzi d’arredamento vintage -, ottimi piatti tipici e una vista impagabile. Poco lontano, se preferite un’esperienza più gourmet c’è anche il ristorante Da Aurelio

♦ Al Capriolo: merita una sosta anche questo ristorante a Vodo di Cadore, premiato dalla Guida Michelin. Per piatti meno sofisticati e prezzi accessibili potete puntare sulla parte del locale denominata “osteria” il Capriolino – l’ambiente e la cucina sono comunque curatissimi. 

♦ Pasticceria Fiori: infine un consiglio per una pausa golosa. Difficile non notare la pasticceria Fiori nel centro di San Vito di Cadore, una vera istituzione da queste parte. Abbiamo ordinato e ri-ordinato solo strudel perciò non posso darvi grandi consigli su altri dolci, ma già solo per questo merita la sosta. 

 

Dove mangiare a Misurina: Malga Popena

Weekend sulle Dolomiti: cosa vedere a Cortina e dintorni
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Visitare la Costiera Amalfitana: cosa vedere e cosa fare

Visitare la Costiera Amalfitana: cosa vedere e cosa fare
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Pochi luoghi sanno evocare l’immagine di italianità come la Costiera Amalfitana: piccoli paesi coloratissimi a picco su mare, scogliere e calette nascoste, ville circondate da giardini che profumano di limoni, quell’atmosfera tipicamente mediterranea fatta di buona cucina e giornate assolate. Impossibile non innamorarsene – e non desiderare di tornarci al più presto. 

Che sia per una prima visita o per un felice ritorno, in questo articolo cercherò come di consueto di darvi qualche consiglio su come organizzare il viaggio: cosa vedere in Costiera Amalfitana, cosa fare, come arrivare e come muoversi. 

Cosa vedere in Costiera Amalfitana

La Costa Amalfitana prende il nome com’è facile intuire da Amalfi, che ne è il cuore sotto molti punti di vista. È Patrimonio protetto dall’UNESCO e si estende per circa 50 chilometri, da Positano a Vietri sul Mare, attraversando 13 comuni diversi. Perciò la prima risposta alla domanda “cosa vedere in Costiera Amalfitana” è anche la più ovvia: collezionare tutti i paesi da cui è composta. 

Positano, la perla mondana

Il punto d’accesso di molti viaggiatori alla Costiera Amalfitana è Positano, poiché è il primo paese che si incontra arrivando da Napoli o Sorrento. E di sicuro è un ottimo biglietto da visita: splendido, con le scalette che si inerpicano tra le case color pastello, le boutique, i fiori, la sua atmosfera mondana. Dopo Capri, Positano è probabilmente la località più elegante della Regione ed attrae da sempre un gran numero di turisti.

Perdetevi con lentezza tra le vie del paese, scendete fino alla Spiaggia Grande e mangiate una delizia al limone nella famosa pasticceria La Zagara. Lasciare Positano sarà difficile, ma siamo solo all’inizio del nostro percorso. 

Positano Costiera Amalfitana

Amalfi: cose da vedere

Al centro della Costiera si trova Amalfi, uno dei borghi più famosi d’Italia con una lunghissima storia alle spalle. La vecchia Repubblica Marinara è dominata dal Duomo di Sant’Andrea, con la sua grande scalinata e la facciata policroma: non perdetevi la visita a questa bellissima chiesa del IX secolo, gratuita durante le funzioni o accessibile con un biglietto cumulativo di 3€ nel resto della giornata. Con lo stesso biglietto potrete accedere anche al Museo ed al Chiostro del Paradiso, in stile arabo, nato con la funzione di cimitero per i nobili locali.

Tra le cose da vedere ad Amalfi ci sono poi il rione Vagliendola, dove assaporare la vita più pittoresca della città, il Lungomare dei Cavalieri, l’Arsenale della Repubblica e il Museo della Carta. Se poi avete voglia di un’altra delizia al limone, la Pasticceria Pansa è il posto che fa per voi. 

Ravello, la città degli artisti

Lasciando la costa per un po’ e risalendo le colline sopra Amalfi, si raggiunge un altro dei comuni più famosi di questa zona: Ravello. È da qui, e soprattutto dai giardini delle sue splendide ville, che si ammirano i panorami più celebri di tutta la Costiera. Da sempre Ravello ha attratto artisti internazionali ed oggi è conosciuta come “città della musica”, grazie al Festival annuale dedicato a Wagner che fu tra i suoi ospiti più illustri. 

Da non perdere la visita agli elegantissimi giardini di Villa Rufolo e Villa Cimbrone, con le loro terrazze a strapiombo sul mare. A entrambe si può accedere con un biglietto da 7€, ma la seconda ospita un famoso hotel di charme con ristorante stellato perciò potreste anche considerare di soggiornare o prenotare un tavolo.

Le ceramiche di Vietri

Dopo aver percorso tutta la Costiera Amalfitana da Positano, si arriva all’ultimo dei comuni: Vietri sul Mare, celebre soprattutto per le sue ceramiche. Per chi come me ha un debole per le maioliche colorate, questo è un vero paradiso: ogni vicolo, ogni casa e ogni bottega sono decorati da ceramiche, spesso sui toni del giallo e del blu e con la classica decorazione raffigurante i limoni. È possibile anche visitare il Museo tutto dedicato alla ceramica, nella tenuta di Villa Guariglia a Raito. 

Gli altri comuni

Ci sono poi tutti gli altri comuni, ognuno con una sua caratteristica peculiare. Atrani, il comune più piccolo d’Italia, o Cetara, famoso per la colatura di alici. Furore con il suo fiordo nascosto, o Conca dei Marini dove si narra sia nata la sfogliatella. Scala è il comune più antico della Costiera Amalfitana e Tramonti il suo polmone verde, un paradiso per gli amanti del trekking – ma è anche il paese dove pare sia nata la pizza, un primato non da poco. E ancora Praiano con le sue scale, Maiori con le sue spiagge e Minori con i suoi terrazzamenti coltivali ad agrumi: ogni comune di questo straordinario tratto di costa merita una visita.

Amalfi cose da vedere

Cosa fare in Costiera Amalfitana

Un’escursione in barca

Ci sono dei luoghi che si apprezzano al meglio visti dal mare: la Costiera Amalfitana è senz’altro tra questi. Arrivare fin qui e non ammirare la costa da una barca sarebbe davvero fare un viaggio a metà, perciò cercate di inserire nel vostro itinerario almeno un tragitto via mare. L’opzione più economica è probabilmente il trasporto in aliscafo con Alicost o Travelmar, che uniscono Sorrento e Salerno ai comuni costieri, ma per una giornata davvero speciale date un’occhiata ai tour di Restart Boat. 

Trekking: non solo il Sentiero degli Dei

Un altro modo per esplorare la Costiera Amalfitana è percorrere a piedi uno dei suoi moltissimi sentieri. Il più noto è probabilmente il Sentiero degli Dei, che a lungo è stato l’unico collegamento tra i borghi della Costiera e che oggi offre panorami incredibili a picco sul mare a chiunque scelga di percorrerlo. Si parte da Bomerano – raggiungibile in autobus da Amalfi – e si arriva a Nocelle e Positano con circa tre ore di camminata.

Ma per quanto il Sentiero degli Dei sia meraviglioso, non è l’unico che valga la pena di affrontare in questa zona. Tra i tanti, vi consiglio ad esempio il Sentiero delle Formichelle: partendo dalla bella Tramonti, si scende a Minori percorrendo i sentieri che affrontavano le “formichelle”, ovvero le donne che trasportavano ceste di limoni fino alla costa. La lunghezza in questo caso è di 6,5 chilometri e servono circa quattro ore.

Come muoversi Costiera Amalfitana

Come arrivare e come muoversi

Il punto d’accesso privilegiato alla Costiera Amalfitana è Napoli, ben collegata in aereo e in treno al resto d’Italia. Da qui si raggiungono facilmente Sorrento e la Costiera con i mezzi pubblici o con auto a noleggio.

La statale 163 che si snoda lungo la costa è senz’altro una delle più belle d’Italia e non solo, ricca di tornanti a strapiombo sul mare, ma la sua bellezza è anche il motivo per cui può diventare piuttosto stressante. Specialmente in alta stagione, le sue strette curve si bloccano per il traffico e gli spostamenti in auto diventano difficoltosi, senza considerare i problemi di parcheggio. Il mio consiglio è quindi di spostarsi in barca per visitare i paesi sulla costa, oppure di noleggiare uno scooter che vi consentirà di raggiungere anche l’entroterra. In questo, siti come Sorrento Trips possono esservi d’aiuto. 

Dove dormire in Costiera Amalfitana

Infine, qualche consiglio su dove dormire per un viaggio in Costiera Amalfitana. La prima scelta da fare riguarda il luogo da utilizzare come base per la propria visita: i comuni della Costiera sono ovviamente i più comodi e meglio collegati, ma spesso anche più costosi. Una buona alternativa è quindi Sorrento, che offre un’ampissima scelta di alloggi e ristoranti per tutte le tasche ed è inoltre un comodo punto di partenza anche per visitare altre attrazioni della zona – come ad esempio Capri. Non vi consiglio di dormire più lontano, poiché le distanze diventerebbero troppo lunghe e gli spostamenti pesanti.

Ecco quindi un paio di nomi per entrambe le opzioni:

  • Villa Flavio Gioia, in pieno centro a Positano, se volete essere nel cuore della scena.
  • Se invece volete rimanere in Costiera ma cercate la tranquillità assoluta (e magari volete fare trekking) la zona di Tramonti è un’ottima scelta, dormendo ad esempio a Villa Le Murelle.
  • A Sorrento, potete optare per la bellissima guest house La Piazzetta o per un B&B come Corso 38, in pieno centro.

Cosa vedere Costiera Amalfitana

Visitare la Costiera Amalfitana: cosa vedere e cosa fare
MangiaViaggiaAma

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Weekend a Torino: cosa vedere e cosa fare in città

Weekend a Torino: cosa vedere e cosa fare in città
MangiaViaggiaAma

Tra le grandi città italiane, Torino è stata quella che ho visitato più tardi. Avevo pianificato tutto più volte, ma il viaggio era sempre saltato per un motivo o per l’altro. Se però sono arrivata tardi, appena un paio d’anni fa, è anche vero che nel giro di poco ci sono tornata tre volte per recuperare il tempo perduto. Direi quindi che è arrivato il momento di parlarne un po’ anche qui: vi racconto cosa vedere a Torino e cosa fare nella città piemontese. 

#roncaTO

L’occasione per tornare a Torino è stata una bella promozione che vede collaborare Roncato, Booking Piemonte, Turismo Torino, Federalberghi Torino e vari altri operatori della città per il rilancio del turismo. Fino al 31 gennaio 2021, infatti, per ogni acquisto effettuato sul sito di Valigeria Roncato – che vi consiglio di andare a visitare perché non ci sono solo splendidi trolley, ma anche zaini, marsupi e accessori per viaggiatori – riceverete un buono sconto del 20% da spendere su pernottamenti ed esperienze a Torino. In più, un ulteriore 20% di sconto presso Osteria Rabezzana, Eataly e Gelateria Pepino.

Qui il link per acquistare: Valigeria Roncato.

(Nella foto: zaino porta computer collezione Agency e trolley da cabina Biz 4.0)

Cosa vedere a Torino in un weekend

Le Piazze del centro storico

Torino si vive prima di tutto all’aperto, passeggiando per il suo centro storico da una piazza all’altra. La più bella è probabilmente Piazza San Carlo, chiamata “il salotto di Torino”, ampissima ed elegante, un vero e proprio gioiello splendido a qualsiasi ora del giorno. A poca distanza si trova Piazza Castello, su cui si affacciano com’è facile intuire il Castello Reale e Palazzo Madama. C’è poi Piazza Solferino, e poco più lontano Piazza Statuto dove si sarebbero dovuti trovare uffici e ministeri della nuova capitale d’Italia – peccato che quando la costruzione degli edifici affacciati sulla piazza si concluse, la capitale era già stata spostata altrove. Infine, camminando fino alla riva del Po si raggiunge Piazza Vittorio Veneto, anche questa ampissima e ricca di caffè, da cui si può ammirare la chiesa della Gran Madre sull’altra sponda del fiume. 

Piazza Castello Torino

I musei da visitare a Torino

Anche per chi non ama i musei, sarà difficile lasciare Torino senza averne visitato almeno uno. Un po’ perché la città offre musei davvero vari, un po’ perché in alcuni casi si tratta di assolute eccellenze a livello italiano e non solo. Ve ne consiglio alcuni, credo i più significativi:

Museo Egizio: primo tra tutti e non poteva essere altrimenti. Sia per l’incredibile ricchezza della collezione, sia per l’ottima gestione, il Museo Egizio di Torino è una vera e propria eccellenza del settore e una tappa imperdibile in città: pensate che è il più antico museo al mondo dedicato interamente alla civiltà egizia. 

Museo del Cinema e Mole Antonelliana: se desiderate salire in cima alla Mole Antonelliana, uno dei simboli indiscussi di Torino, potrete scegliere di pagare il biglietto per il solo ascensore panoramico oppure aggiungere anche la visita al Museo del Cinema, per pochi euro in più. Personalmente vi consiglio la seconda opzione, perché il museo offre una collezione interessante per appassionati e non. 

Musei Reali: un complesso enorme che include tra le altre cose le sale del Palazzo Reale, la Galleria Sabauda e la Cappella della Sacra Sindone. Vi consiglio di visitarlo soprattutto per quest’ultima, un capolavoro d’architettura da non perdere. 

Museo dell’Auto: infine, nella capitale italiana dell’automobile non si può non citare il MAUTO Da ignorante in materia (pur con marito super appassionato) posso dire che la collezione è interessante anche per chi come me non sa granché in fatto di automobili. Unica pecca il fatto che si trovi un pochino fuori dal centro, ma tenetelo presente magari per una seconda visita in città. 

Museo Auto Torino

Il parco del Valentino

Lungo le rive del Po, tra le cose da vedere a Torino non posso non citare infine il Parco del Valentino, vero e proprio cuore verde della città. Perdetevi tra viali alberati, ruscelli e giochi d’acqua, ammirate il Borgo Medievale e cercate la famosa panchina con i “lampioni innamorati” realizzata da Rodolfo Marasciuolo. In questo periodo dell’anno, è anche un luogo perfetto per ammirare i colori dell’autunno.

Torino cosa vedere

Cosa fare a Torino

Fare un walking tour a tema

Per conoscere qualcosa di più su una destinazione, sapete che i walking tour sono sempre tra i miei primi consigli. Nel corso del mio ultimo viaggio a Torino ne ho provati ad esempio due:

♦ Il tour della “Torino Magica”, organizzato da Somewhere, che si svolge la sera e racconta storie e leggende che hanno regalato a Torino una fama piuttosto esoterica. La stessa agenzia propone anche tour della Torino Sotterranea, Torino Noir e altro ancora. 

♦ Il tour della “Torino liberty”, organizzato invece da Cultural Way, dedicato ad alcuni quartieri della città che hanno reso Torino la capitale italiana dello stile liberty. Consigliato a tutti gli appassionati di architettura e in generale a chi magari è già stato a Torino e cerca qualcosa di originale. Anche in questo caso, l’agenzia organizza altri tour che trovate sul sito: io sarei molto curiosa ad esempio di fare quello dedicato ai caffè storici di Torino.

Merenda Reale Torino

Bere un Bicerin e fare la Merenda Reale

Pensavate che non avrei inserito una sosta golosa, in una città famosa tra le altre cose per i Gianduiotti? Tra le cose da fare a Torino non può senz’altro mancare l’assaggiare un Bicerin, bevanda inventata nel locale storico che ancora porta questo nome, a base di caffè, cioccolata e crema di latte. Il bicerin non va zuccherato né mescolato, si assapora a piccoli sorsi lasciando che le tre diverse componenti si mischino direttamente sul palato. Oggi lo trovate non solo appunto Al Bicerin – dove vi consiglio in ogni caso di passare – ma anche in altri locali del centro, tra cui i molti caffè storici dove pare di fare un viaggio indietro nel tempo.

Per una pausa ancora più completa, potete poi provare l’esperienza della “Merenda Reale”: accanto a bicerin o cioccolata calda vi verranno serviti dolci e biscotteria, che riprendono la tradizione appunto della merenda di Corte. Noi l’abbiamo provata alla storica Gelateria Pepino ma potete trovarla anche in altre caffetterie, inclusa quella di Palazzo Reale. 

Ammirare il panorama da Superga

Infine, se avete ancora tempo a disposizione vi consiglio di lasciare per un po’ il centro Torino e andare ad ammirare la città dall’alto. Noto anche per il tragico incidente aereo del 1949, il colle di Superga ospita un’imponente e splendida Basilica in cui sono tumulati alcuni dei Savoia. Ma è soprattutto per la vista che si arriva fin qui: da Superga infatti si può godere di uno splendido panorama su tutta Torino, con alle spalle le Alpi. 

Superga Torino

Dove dormire a Torino

Per quest’ultimo tour siamo stati ospitati in tre diversi hotel, tutti a due passi dalla stazione di Torino Porta Nuova – vostro probabile punto di arrivo se sceglierete di lasciare l’auto a casa e raggiungere la città in treno. Nello specifico io ho dormito all’Hotel Genio, mentre altri blogger sono stati all’Hotel Genova e all’Hotel Luxor. Tutti e tre sono assolutamente consigliati, con camere ampie e buoni servizi, oltre appunto a una posizione comoda per esplorare il centro di Torino in un weekend. 

Dove mangiare a Torino

Chiudiamo come sempre con i consigli di gola veri e propri. Vi lascio alcuni indirizzi che ho testato e che vi consiglio per mangiare a Torino, oltre a Bicerin e Pepino che ho già citato per la merenda reale:

♦ Osteria Rabezzana: osteria con enoteca a due passi da Piazza Castello, da provare la pasta fatta in casa e in generale la cucina tipica piemontese.

♦ Eataly Lingotto: un pochino più lontano dal centro, ma la cucina è ottima e vale senz’altro lo sforzo (ci si arriva comunque comodamente con metro o autobus).

♦ Da Cianci: osteria super tradizionale, meglio prenotare perché il locale è davvero piccino e molto frequentato dai torinesi.

♦ Il Melograno: se volete fare l’esperienza di mangiare (letteralmente) sotto la Mole. 

Weekend a Torino: cosa vedere e cosa fare in città
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Consigli pratici per un viaggio in Cambogia

Consigli pratici per un viaggio in Cambogia
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Non è un segreto che il Sud Est Asiatico sia una delle zone del mondo che più ho amato in questi ultimi anni, e senz’altro sarà una delle prime in cui tornerò appena sarà possibile. Tra le varie mete toccate nel corso di vari viaggi, quella che probabilmente mi ha posto di fronte a più dubbi dal punto di vista dell’organizzazione è stata la Cambogia. Oggi quindi vi voglio dare qualche consiglio pratico per un viaggio in Cambogia: giusto alcune informazioni preliminari, utili per poter poi pianificare il vostro itinerario e le vostre giornate nel Paese. 

Consigli Cambogia

1. Quando visitare la Cambogia

Una delle prime domande da farsi riguarda il periodo migliore per visitare la Cambogia. Solitamente si suddivide l’anno in una stagione secca – più o meno da ottobre ad aprile – e una stagione delle piogge, anche se è chiaro che sono indicazioni di massima e possono subire variazioni. In generale il periodo migliore per un viaggio in Cambogia va da ottobre a gennaio, poiché permette con buone probabilità di trovare giornate soleggiate e con temperature piacevoli. Sconsigliato invece il periodo aprile-giugno, il più afoso, mentre la nostra estate potrebbe riservare parecchi temporali.

2. Come muoversi

A differenza di altre destinazioni vicine come la Thailandia, la Cambogia per certi versi non è ancora così attrezzata da un punto di vista di servizi turistici. Ciò non significa che questi servizi non ci siano, ma si deve prestare un pochino di attenzione in fase organizzativa e questo è particolarmente vero quando si parla degli spostamenti. 

Va esclusa innanzi tutto l’auto, poiché non è possibile il noleggio con patente Italiana. Da non considerare per ora nemmeno il treno, sebbene siano in progetto dei lavori su alcune linee che forse renderanno questo mezzo di trasporto un’opzione in futuro. Rimangono quindi il taxi, o comunque auto con autista, e gli autobus/minibus. Esistono varie compagnie che coprono tutti i principali tragitti di collegamento tra le località turistiche, potete confrontare orari e costi su 12goasia o Bookaway. 

Se poi dovete spostarvi tra la capitale Phnom Penh e Siem Reap, non escludete anche l’aereo – che è stata poi la nostra scelta. Se infatti avete poco tempo a disposizione o comunque non volete perdere 6 ore su un autobus, ci sono compagnie che collegano i due principali aeroporti del Paese in 45 minuti, con costi accessibili – l’autobus costa circa 10€ a persona mentre il biglietto aereo parte da 30/40$.

Angkor Wat Cambogia

3. Come e dove richiedere il visto per la Cambogia

Per visitare la Cambogia è obbligatorio un visto turistico, che è valido per una permanenza di massimo 30 giorni consecutivi e per un unico accesso – non potrete quindi uscire dal Paese e rientrare. Il visto si può ottenere direttamente all’arrivo, negli aeroporti internazionali, ai valichi di terra o alla frontiera che si trova lungo il Mekong se arrivate in barca dal Vietnam (come vi avevo raccontato qui). Il costo ufficiale è di 36$, cui è possibile che vada aggiunto un piccolo “contributo” per le guardie di frontiera – consuetudine purtroppo ancora radicata quando si tratta di valichi terrestri o fluviali, meno in aeroporto. 

Se però preferite arrivare preparati e avere già in mano tutti i documenti necessari, potete richiedere il visto online dal sito ufficiale del governo o, se non avete dimestichezza, anche tramite un portale che si occupi di tutto al posto vostro come questo: visto Cambogia. Attenzione perché non tutti i valichi di frontiera consentono l’accesso con visto elettronico, quindi controllate prima di tutto la lista (presente in entrambi i siti che vi ho linkato). Ricordate di fare la richiesta almeno una settimana prima della partenza e assicuratevi come sempre che il passaporto abbia una validità residua di sei mesi dal momento dell’ingresso nel Paese. 

4. Qual è la valuta locale

Una domanda che può sembrare banale ma che in realtà, in Cambogia, non lo è così tanto. Se è vero infatti che la valuta ufficiale è il riel cambogiano, la realtà è che quasi ovunque vi verrà richiesto di pagare in dollari americani e che persino gli sportelli bancomat erogano proprio dollari. Vi capiterà però di ricevere i riel come resto nel corso di piccole transazioni: se ad esempio prendete un tuk tuk che costa mezzo dollaro e pagate con una banconota da 1$, è probabile che riceviate il resto il riel. 

5. Quanti giorni servono per visitare Angkor

Infine, una delle domande più gettonate, quella che io stessa mi sono posta molte volte durante la pianificazione. Dato che spesso Siem Reap e il sito archeologico di Angkor vengono inserite in un itinerario più ampio che comprende altri Paesi come Thailandia o Vietnam, è naturale chiedersi quanti giorni sono necessari per visitarle al meglio. 

Per domande come questa non c’è mai una risposta univoca, poiché molto dipende dall’interesse di ognuno, dai ritmi della visita, dal mezzo di trasporto scelto, da quanti templi si vogliono visitare, da quanto tempo e attenzione si vuole dedicare a ognuno di essi e molto altro ancora. Ufficialmente l’area di Angkor si estende per 400 chilometri quadrati e comprende un migliaio di templi diversi, perciò si potrebbe trascorrere qui un’intera settimana – ma è anche vero che se non siete grandi appassionati o storici dell’arte, dopo un po’ finireste per annoiarvi. In generale, quindi, la mia risposta alla domanda “quanti giorni servono per visitare Angkor?” è: tre giorni e due notti. In questo modo si sfrutta al meglio il biglietto da 3 giorni (sono disponibili infatti biglietti da 1, 3 o 7 giorni), senza stressarsi con tour de force troppo impegnativi. Se avete meno di due giorni pieni a mio avviso non vale la pena e conviene rimandare la visita a un altro momento, soprattutto se intendete raggiungere la Cambogia – e pagare quindi il visto – solo per visitare Angkor.  

Quanti giorni Angkor

Consigli pratici per un viaggio in Cambogia
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Consigli pratici per un viaggio in Cambogia

Consigli pratici per un viaggio in Cambogia
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Non è un segreto che il Sud Est Asiatico sia una delle zone del mondo che più ho amato in questi ultimi anni, e senz’altro sarà una delle prime in cui tornerò appena sarà possibile. Tra le varie mete toccate nel corso di vari viaggi, quella che probabilmente mi ha posto di fronte a più dubbi dal punto di vista dell’organizzazione è stata la Cambogia. Oggi quindi vi voglio dare qualche consiglio pratico per un viaggio in Cambogia: giusto alcune informazioni preliminari, utili per poter poi pianificare il vostro itinerario e le vostre giornate nel Paese. 

Consigli Cambogia

1. Quando visitare la Cambogia

Una delle prime domande da farsi riguarda il periodo migliore per visitare la Cambogia. Solitamente si suddivide l’anno in una stagione secca – più o meno da ottobre ad aprile – e una stagione delle piogge, anche se è chiaro che sono indicazioni di massima e possono subire variazioni. In generale il periodo migliore per un viaggio in Cambogia va da ottobre a gennaio, poiché permette con buone probabilità di trovare giornate soleggiate e con temperature piacevoli. Sconsigliato invece il periodo aprile-giugno, il più afoso, mentre la nostra estate potrebbe riservare parecchi temporali.

2. Come muoversi

A differenza di altre destinazioni vicine come la Thailandia, la Cambogia per certi versi non è ancora così attrezzata da un punto di vista di servizi turistici. Ciò non significa che questi servizi non ci siano, ma si deve prestare un pochino di attenzione in fase organizzativa e questo è particolarmente vero quando si parla degli spostamenti. 

Va esclusa innanzi tutto l’auto, poiché non è possibile il noleggio con patente Italiana. Da non considerare per ora nemmeno il treno, sebbene siano in progetto dei lavori su alcune linee che forse renderanno questo mezzo di trasporto un’opzione in futuro. Rimangono quindi il taxi, o comunque auto con autista, e gli autobus/minibus. Esistono varie compagnie che coprono tutti i principali tragitti di collegamento tra le località turistiche, potete confrontare orari e costi su 12goasia o Bookaway. 

Se poi dovete spostarvi tra la capitale Phnom Penh e Siem Reap, non escludete anche l’aereo – che è stata poi la nostra scelta. Se infatti avete poco tempo a disposizione o comunque non volete perdere 6 ore su un autobus, ci sono compagnie che collegano i due principali aeroporti del Paese in 45 minuti, con costi accessibili – l’autobus costa circa 10€ a persona mentre il biglietto aereo parte da 30/40$.

Angkor Wat Cambogia

3. Come e dove richiedere il visto per la Cambogia

Per visitare la Cambogia è obbligatorio un visto turistico, che è valido per una permanenza di massimo 30 giorni consecutivi e per un unico accesso – non potrete quindi uscire dal Paese e rientrare. Il visto si può ottenere direttamente all’arrivo, negli aeroporti internazionali, ai valichi di terra o alla frontiera che si trova lungo il Mekong se arrivate in barca dal Vietnam (come vi avevo raccontato qui). Il costo ufficiale è di 36$, cui è possibile che vada aggiunto un piccolo “contributo” per le guardie di frontiera – consuetudine purtroppo ancora radicata quando si tratta di valichi terrestri o fluviali, meno in aeroporto. 

Se però preferite arrivare preparati e avere già in mano tutti i documenti necessari, potete richiedere il visto online dal sito ufficiale del governo o, se non avete dimestichezza, anche tramite un portale che si occupi di tutto al posto vostro come questo: visto Cambogia. Attenzione perché non tutti i valichi di frontiera consentono l’accesso con visto elettronico, quindi controllate prima di tutto la lista (presente in entrambi i siti che vi ho linkato). Ricordate di fare la richiesta almeno una settimana prima della partenza e assicuratevi come sempre che il passaporto abbia una validità residua di sei mesi dal momento dell’ingresso nel Paese. 

4. Qual è la valuta locale

Una domanda che può sembrare banale ma che in realtà, in Cambogia, non lo è così tanto. Se è vero infatti che la valuta ufficiale è il riel cambogiano, la realtà è che quasi ovunque vi verrà richiesto di pagare in dollari americani e che persino gli sportelli bancomat erogano proprio dollari. Vi capiterà però di ricevere i riel come resto nel corso di piccole transazioni: se ad esempio prendete un tuk tuk che costa mezzo dollaro e pagate con una banconota da 1$, è probabile che riceviate il resto il riel. 

5. Quanti giorni servono per visitare Angkor

Infine, una delle domande più gettonate, quella che io stessa mi sono posta molte volte durante la pianificazione. Dato che spesso Siem Reap e il sito archeologico di Angkor vengono inserite in un itinerario più ampio che comprende altri Paesi come Thailandia o Vietnam, è naturale chiedersi quanti giorni sono necessari per visitarle al meglio. 

Per domande come questa non c’è mai una risposta univoca, poiché molto dipende dall’interesse di ognuno, dai ritmi della visita, dal mezzo di trasporto scelto, da quanti templi si vogliono visitare, da quanto tempo e attenzione si vuole dedicare a ognuno di essi e molto altro ancora. Ufficialmente l’area di Angkor si estende per 400 chilometri quadrati e comprende un migliaio di templi diversi, perciò si potrebbe trascorrere qui un’intera settimana – ma è anche vero che se non siete grandi appassionati o storici dell’arte, dopo un po’ finireste per annoiarvi. In generale, quindi, la mia risposta alla domanda “quanti giorni servono per visitare Angkor?” è: tre giorni e due notti. In questo modo si sfrutta al meglio il biglietto da 3 giorni (sono disponibili infatti biglietti da 1, 3 o 7 giorni), senza stressarsi con tour de force troppo impegnativi. Se avete meno di due giorni pieni a mio avviso non vale la pena e conviene rimandare la visita a un altro momento, soprattutto se intendete raggiungere la Cambogia – e pagare quindi il visto – solo per visitare Angkor.  

Quanti giorni Angkor

Consigli pratici per un viaggio in Cambogia
MangiaViaggiaAma

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