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Dal cashmere alla vigna: arriva dall’Umbria il vino di Brunello Cucinelli

Cinque ettari di vigneto. 20 mila piante disposte in un disegno a onda che fanno della vigna un giardino. Tre tipologie diverse di suolo (alluvionale argillo-sabbioso, alluvionale argillo-limoso e marnoso arenaceo). Per produrre circa novemila bottiglie l’anno. Sono i numeri della nuova avventura di Brunello Cucinelli, che dal cashmere si lancia nel mondo dell’enologia.

Il “Castello di Solomeo”, primo vino prodotto nella vigna del “Borgo del Cashmere e dell’Armonia”, è stato presentato a Milano il 9 novembre durante una cena che si è tenuta presso l’Istituto dei Ciechi. “Una cena della gratitudine”, come l’ha definita lo stesso imprenditore umbro, alla quale erano presenti oltre a familiari, amici e giornalisti, anche l’enologo Riccardo Cotarella: “Con i suoi consigli questo mio sogno è diventato realtà” ha commentato Cucinelli.

Brunello Cucinelli
Brunello Cucinelli nella cantina del Castello di Solomeo (foto: Ufficio stampa Brunello Cucinelli)

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Castello di Solomeo: la vigna è un giardino

Le uve scelte per il “Castello di Solomeo” sono Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, da cui nasce il prestigioso blend bordolese, a cui viene aggiunto il vitigno Sangiovese come tributo alla cultura e alla tradizione vitivinicola del Centro Italia. Un vino si struttura ma al tempo stesso “morbido”.

Le viti che si snodano lungo i filari ondulati del vigneto di Solomeo vengono curate ogni giorno con l’obiettivo ultimo di garantirne massima longevità e benessere, in nome di una filosofia agricola “secondo natura” che unisce saggezza contadina e tecniche contemporanee. Grazie a questa disposizione, che favorisce l’arieggiamento, e alla loro esposizione, le piante sono in grado di ricevere la massima quantità di luce.

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“La viticoltura? Una forma d’arte”

“È stato davvero emozionante assaporare il primo sorso di questo vino per me molto speciale che è nato dalla nostra terra e da un lavoro di grande attenzione e passione” ha detto Cucinelli. “Le nostre viti  vengono coltivate secondo i princìpi della viticoltura classica, che io considero una vera e propria arte.  E mi piace pensare che le nostre uve possano finalmente raccontare anche la loro storia di bellezza”

Castello di Solomeo: il vino di Brunello Cucinelli
Il vino Castello di Solomeo 2028 (foto: Ufficio stampa Brunello Cucinelli)

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Lago Maggiore: riapre lo storico Albergo Delfino sull’Isola Bella

L’approdo delle barche sull’Isola Bella, elegante scoglio dei Borromeo dominato dall’omonimo Palazzo e dai Giardini, dista due minuti a piedi dallo storico Albergo Delfino, il più antico del lago Maggiore. Che oggi, dopo oltre un decennio di chiusura, riapre le sue porte. Un luogo di charme amato da scrittori e poeti come Stendhal e Fogazzaro nel suo Piccolo mondo antico, che torna ad accogliere i turisti che da marzo ad ottobre sbarcano qui a rivivere l’atmosfera di un tempo.

L’albergo amato da poeti e scrittori sull’Isola Bella

La data 1791 dipinta sulla facciata anni ’30 segna il passaggio di proprietà del Delfino alla famiglia Borromeo, prima appartenuto ad un droghiere di Milano, il signor Molinari, che aveva proposto l’affare per una “grande abitazione adattabile ad osteria, con orto, cantina, torchio e tinaia sull’Isola Bella“.

In questo luogo ameno del Lago Maggiore da cui si scorgono Stresa e Baveno sulla costa, e le vicine Isola Madre e Isola dei Pescatori dalle finestre delle stanze, passarono scrittori e poeti. Nella Guida ad uso di chi viaggia in Italia del 1828 Stendhal racconta di un recupero di valigie “andate a prendere con la barca” al Delfino mentre si appresta a raggiungere Baveno da Arona a piedi. L’albergo compare anche nelle ultime pagine di Piccolo mondo antico, il celebre romanzo di Antonio Fogazzaro.

Veduta Esterna dell’Albergo Delfino (foto Raffaella Calzoni)

Tra passaggi di gestione, migliorie, guerre e rifacimenti, l’Albergo Delfino prosegue la sua attività. Viene convertito in buon ristorante, indirizzo di riferimento dalla primavera all’autunno, periodo in cui i traghetti fanno avanti e indietro dalle località rivierasche alle isole Borromee.

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Albergo Delfino, ritorno all’antico splendore

Dopo un lungo periodo di chiusura e importanti lavori di conservazione e riqualificazione funzionale, la struttura torna al suo antico splendore. Arredi ed elementi architettonici sono quelli di un tempo: la hall con le ampie vetrate sul lago, i soffitti a cassettoni con i simboli borromaici dipinti, cementine rosse e nere e in terrazzo veneziano per i pavimenti, e lampadari anni Trenta.

I mobili vintage di bar e ristorante sono in parte originali, ma anche scovati con cura tra brocante e antiquari. Si entra in un ambiente intimo e familiare.

La Sala del Camino dell’Albergo Delfino, Isola Bella (foto Raffaella Calzoni)

Lo chef Luca Vietti, talento trentenne, guida la brigata del ristorante dell’albergo. Quattro sale e una terrazza panoramica per 150 coperti con affaccio sul lago,  dove potersi fermare tra una visita a Palazzo Borromeo e i Giardini, per un pranzo gourmet, o una cena.

I piatti sono una sintesi di cucina italiana e del territorio: alcune primizie provengono da un orto segreto – ovviamente inaccessibile – sull’Isola Bella, dove crescono varietà antiche e bizzarre di pomodori, ortaggi, ed erbe spontanee. Da ordinare: l’uovo cotto a bassa temperatura con crema di carote, parmigiano e funghi shitake di quercia, e il fusillone su crema di piselli, guanciale e ricotta affumicata di pecora.

Fusilloni crema di piselli guanciale croccante e ricotta di pecora salata di chef Luca Vietti (foto Raffaella Calzoni)

Le suite dei fiori e le case dei pescatori

I fiori sono onnipresenti sulle Isole Borromee. Tulipani e viole abbelliscono aiuole e piccoli slarghi; i vasi di limoni circondano l’ingresso di Palazzo Borromeo e dei suoi giardini, concepiti come la prua di una nave, una darsena imponente e fiabesca popolata da una colonia di pavoni bianchi di Persia che girano tra ortensie, camelie in fiore e roseti.

Non è un caso se le due suites ricavate all’ultimo piano del Delfino prendono il nome di Ortensia e Ninfea. Stile elegante, di charme, hanno zona living, angolo cucina, due bagni e vista spettacolare sul Golfo Borromeo.

la Suite Ninfea (foto Raffaella Calzoni)

Chi volesse vivere l’esperienza autentica nell’antico borgo dell’Isola Bella, ossia il dedalo di scalinate di via del Fornello, potrà riservare una delle ex case dei pescatori, ora mini appartamenti dal design minimal serviti dal Delfino come concierge e ristorazione. Un punto di partenza suggestivo e senza tempo per visitare i dintorni, come i giardini dell’Isola Madre, il Parco Pallavicino a Stresa, la Rocca di Angera, sino alla vetta del Mottarone.

 

 

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Estate in Sardegna: è tempo di programmare la vacanza dei sogni, tra mare e natura. Per rigenerarsi

Possiamo iniziare a programmare le vacanze estive? In occasione della Fiera del Cicloturismo, pochi giorni fa, il ministro del Turismo Massimo Garavaglia lo ha spiegato chiaramente: «Abbiamo il dovere di andare avanti e di iniziare a prenotare. Per noi stessi e per gli operatori del settore».

Da dove cominciare? Sicuramente dalle mete più vicine e sicure, in grado di offrire tutti gli ingredienti fondamentali per la vacanza perfetta. Con i suoi 1.849 chilometri di costa, la Sardegna è la regione in grado di soddisfare tutti i gusti: dai momenti di relax o sportivi sul mare, tra calette rocciose e  infinite spiagge di sabbia bianca, da Santa Teresa di Gallura e Stintino a Oristano e Villasimius, da San Teodoro (proprio qui c’è la spiaggia Lu Impostu, tra le 25 più belle d’Europa da visitare nel 2022 secondo Tripadvisor) a Orosei e Teulada.

Sarebbe riduttivo, però, considerare la Sardegna soltanto la meta per chi ama il mare. Tante, infatti, sono le sfaccettature di quest’isola nel cuore del Mediterraneo in grado di rendere una vacanza in questa terra sempre diversa. Un esempio? Il turismo lento, alla scoperta della Sardegna dei Cammini. Un modo alternativo per vivere nuove esperienze, da soli o con gli amici e in famiglia, da abbinare a una vacanza di sole e mare.

La Sardegna a piedi: idee per una vacanza diversa

Lungo il Cammino di Santa Barbara, nei dintorni di Iglesias, si scopre un itinerario di 400 chilometri che passa attraverso siti minerari dismessi, luoghi di culto, antiche strade, mulattiere e ferrovie utilizzate in passato per il trasporto dei metalli. Sono, invece ben 105 le torri costiere che scandiscono il Cammino 100 torri – il nome non è casuale -, un percorso che si snoda in 8 vie e 70 tappe e che è percorribile con vari mezzi, tra cui canoa e cavallo. E ancora: il cammino sulle tracce dei luoghi francescani o nei borghi che hanno fatto la storia dell’isola, come Galtellì, terra di antichi telai, erbe selvatiche e ottimi vini rossi, o Laconi, legata a Sant’Ignazio, e Sant’Antioco, con il suo caratteristico porticciolo e la basilica dedicata al patrono della regione.

Dai villaggi-fantasma alle spiagge da sogno: tante vacanze in una

E poi c’è la Sardegna dei menhir, dei dolmen, dei pozzi sacri e dei complessi nuragici. La Stonehenge del Mediterraneo, la chiamano, tanto amata dai  bambini. A sud, nella zona di Pranu Muttedu, o più a nord, nella Valle dei Nuraghi e a Barumini. E quella degli affascinanti borghi-fantasma, come Gairo vecchio e Osini vecchio, nell’Ogliastra, o l’Argentiera, a nord-ovest. Da scoprire, ad esempio, in bicicletta.

Il suggestivo villaggio-fantasma di Gairo Vecchio (Istockphoto)

Come raggiungere la Sardegna?

Per la vacanza ideale su un’isola così ricca di proposte diverse da scoprire, diventa fondamentale portare l’auto con sé e, quindi, raggiungere l’isola via mare. A bordo dei traghetti per la Sardegna si ha la garanzia di un viaggio comodo in cui potersi muovere agevolmente e iniziare la vacanza senza pensieri. Una scelta da non sottovalutare soprattutto se si viaggia con bambini o con animali al seguito.

Con Grimaldi Lines sono tante le proposte di traghetti per la Sardegna diretti a nord dell’isola, sulle tratte Livorno-Olbia e Civitavecchia-Olbia. Tra i tanti vantaggi, in questo momento, ci sono anche quelli economici. Scegliendo questa compagnia di navigazione, infatti, se si prenota in anticipo si risparmia. Con la promozione Advanced Booking, infatti, è previsto il 20% di sconto (diritti fissi esclusi) sul passaggio nave e sui supplementi per le sistemazioni a bordo e per i veicoli e gli animali domestici al seguito. Per usufruire di tali vantaggi basta prenotare entro il 30 aprile 2022 per partenze tra il 15 giugno e il 15 settembre 2022. Sempre prenotando entro il 30 aprile, inoltre, è prevista la possibilità di cancellazione senza penale e di modifica del viaggio senza spese di variazione.

È tempo di trasformare i sogni in realtà: la Sardegna ci aspetta.

Info: Grimaldi Lines

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Estate in Val Gardena: cosa vedere e consigli pratici

Estate in Val Gardena: cosa vedere e consigli pratici
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Gli ultimi anni hanno significato per me una grande riscoperta della montagna. Continuo a preferire il mare, non fraintendiamoci, ma ho fatto di necessità virtù e grazie al turismo di prossimità cui siamo stati costretti ho iniziato ad apprezzare molto di più la fortuna di avere la meraviglia delle Dolomiti a due passi a casa. Perciò dopo aver esplorato il Cadore in inverno, ho dedicato alcuni giorni alla scoperta della Val Gardena: uno di quei luoghi in cui pare di trovarsi dentro le pagine di una brochure o in una cartolina, dove l’Alto Adige dà il meglio di sé con panorami incredibili.

Che amiate già la montagna o che siate degli estimatori alle prime armi come me, in questo articolo voglio darvi qualche indicazione per un weekend: dove dormire, come muoversi, cosa fare in Val Gardena, cosa vedere con consigli di escursioni e sentieri facili perfetti per tutti.

Cosa vedere Val Gardena

Vacanze in Val Gardena: come arrivare e come muoversi

La Val Gardena si trova a una mezz’ora di distanza dalle uscite Bolzano Nord o Chiusa dell’autostrada del Brennero, la via d’accesso principale per tutti coloro che raggiungono l’Alto Adige in auto. Ma si può arrivare anche in treno, con le linee veloci che collegano le principali città d’Italia a Bolzano, e da qui proseguire o in autobus o con un treno regionale fino a Ponte Gardena da cui raggiungere la propria località di destinazione. Nel periodo estivo Trenitalia mette a disposizione dei collegamenti Freccialink, che includono con uno stesso biglietto il trasporto sulle Frecce fino a Bolzano e poi autobus per Selva di Val Gardena, Santa Cristina e Ortisei – ma solo di sabato e domenica. L’aeroporto più vicino è quello di Verona, da cui si può poi proseguire facilmente in treno fino a Bolzano. Puoi confrontare comodamente le diverse opzioni (treno, autobus, aereo) tramite Omio.

Un aspetto importante da considerare è che se anche sceglierete di arrivare in Val Gardena in auto, questa poi non vi sarà necessaria durante il soggiorno. Anzi, in alta stagione vi consiglio di non utilizzarla perché potreste fare fatica a trovare parcheggio e perché è comunque molto più semplice ed economico utilizzare la rete di autobus.

Gli autobus consentono di spostarsi tra i paesi della valle ma anche di arrivare a Passo Sella, Pordoi, Canazei, Val Badia, Castelrotto e ovviamente Bolzano. Diversi hotel della zona vi offriranno gratuitamente con il soggiorno la Val Gardena Mobil Card, con la quale potrete utilizzare tutte le linee disponibili e dimenticare l’automobile. A questo link potete consultare gli orari, indicativamente in alta stagione c’è una corsa ogni 20/30 minuti.

Vacanze Val Gardena

Gli impianti di risalita e l’abbonamento Gardena Card

Uno dei grandi punti di forza della Val Gardena è la sua ricchezza di impianti di risalita, che consentono di raggiungere con grande facilità diversi punti panoramici e di compiere tante escursioni diverse. In estate sono in funzione 17 impianti totali, tra cabinovie, seggiovie, funicolari e ovovie, e per un utilizzo illimitato è possibile acquistare la Gardena Card. Il costo è di 78€ per 3 giorni o 105€ per 6 giorni: tenete presente che i prezzi delle corse singole costano tra i 10€ e i 25€, perciò se volete fare diverse escursioni l’investimento si ripaga velocemente. In più, una volta acquistata la Card potrete permettervi di saltare su una cabinovia anche solo per andare ad ammirare un nuovo panorama senza preoccuparvi dei costi.

Passo Sella Gardena card

Dove dormire in Val Gardena

Le tre principali località della zona sono Selva di Val Gardena, Santa Cristina e Ortisei e come abbiamo visto sono ben collegate tra loro dalla rete di autobus locali, perciò tutte e tre rappresentano una buona opzione per scegliere un alloggio.

Noi abbiamo alloggiato al Garni Lanzinger, in buona posizione a Selva di Val Gardena, dove mia suocera è stata cliente per diversi anni trovandosi sempre bene. Un altro hotel dove dormire in Val Gardena che avevo valutato e a cui potete dare un’occhiata è il Monte Pana Dolomites Hotel, per la sua posizione direttamente nel cuore della rete dei sentieri.

In linea generale va detto che dormire in Val Gardena non è esattamente economico, e soprattutto in alta stagione le strutture si riempiono in fretta perciò vi consiglio di prenotare con largo anticipo per essere sicuri di trovare un buon prezzo.

Malga Brogles

Estate in Val Gardena: cosa vedere, escursioni facili e bellissime

L’elenco di possibili escursioni e passeggiate in Val Gardena è davvero lunghissimo e di sicuro non ci si annoia né in un weekend né nel corso di un soggiorno più lungo, qui mi limiterò quindi a consigliarvi tre sentieri che ho avuto modo di apprezzare in prima persona. Camminate semplici e adatte a tutti, da percorrere in giornata e avvalendosi anche degli impianti di risalita già citati poco fa.

1 – Da Resciesa a Malga Brogles o al Rifugio delle Odle

Si parte da Ortisei con la funicolare Resciesa, per poi imboccare il sentiero numero 35. Dopo una piccola salita iniziale il panorama si apre e una piacevole passeggiata di un’ora e mezza porta fino a Malga Brogles, abbracciata dal gruppo delle Odle. Dopo una sosta qui si può tornare sui propri passi, per poi scendere tra i boschi lungo il sentiero numero 5 fino alla stazione intermedia della cabinovia Seceda (un’altra ora/un’ora e mezza) o, se avete ancora voglia di camminare, fino a valle a Ortisei. Questo è in assoluto uno dei sentieri più belli che abbia percorso non solo in Val Gardena ma sulle nostre Dolomiti, con un panorama impagabile.

Se volete estendere un po’ la passeggiata, raggiunta Malga Brogles potete proseguire ancora per circa un’ora fino al Rifugio delle Odle. Ve lo consiglio in particolare per il cibo, perché nella prima Malga non siamo rimasti molto soddisfatti mentre al Rifugio Odle si mangia benissimo.

2 – Da Passo Sella a Ciampinoi

Tra le escursioni più classiche da fare in Val Gardena non può mancare almeno un tratto del Giro del Sassolungo, una delle montagne il cui profilo vi accompagnerà in ogni momento durante il soggiorno. Se il Giro del Sassolungo nella sua interezza può risultare un po’ impegnativo per i camminatori meno allenati (sono infatti circa 18 km e 700 metri di dislivello per l’anello completo, 8 ore di cammino) è comunque possibile percorrerne un pezzetto. Potete partire ad esempio dal Passo Sella, che si raggiunge in autobus da Selva di Gardena o dagli altri paesi della valle. Lungo il sentiero 526 passerete attraverso la “città dei Sassi”, tra massi franati dal Sassolungo diversi secoli fa, fino ad arrivare al rifugio Comici. Se prevedete di essere in zona ad ora di pranzo vi consiglio di prenotare, non è un classico rifugio di montagna ma un ristorante molto apprezzato e sempre pieno. Da qui proseguite lungo il sentiero 21 fino alla cabinovia Ciampinoi, che vi riporterà a valle a Selva di Gardena. Il percorso è molto breve e vi impiegherà poco più di un’ora in totale, potete allungare salendo a Rifugio Salei, Forcella Rodella e infine Rifugio August da Passo Sella (circa un’ora andata, si rientra poi lungo la stessa strada). Dal passo Sella potete anche prendere la caratteristica telecabina per il rifugio Demetz che si trova in cima alla forcella del Sassolungo, ma in alta stagione le code possono diventare impegnative.

2 – L’Alpe di Siusi

Infine, vale la pena scegliere una passeggiata che permetta di esplorare parte dell’Alpe di Siusi: si tratta dell’altopiano più esteso d’Europa e proprio grazie alla sua conformazione offre una grandissima varietà di sentieri, sia pianeggianti sia più impegnativi verso cime e malghe vicine. Potete partire ad esempio da Ortisei con la cabinovia Seiser Alm-Alpe di Siusi, e da lì scegliere il tratto che preferite. Noi abbiamo puntato Saltria e poi Monte Pana, per poi scendere da qui con gli impianti fino a Santa Cristina.

Cosa fare Val Gardena

Dove mangiare in Val Gardena

Chiudiamo come sempre con qualche consiglio di gola, vi segnalo alcuni indirizzi dove mangiare in Val Gardena testati e promossi personalmente:

Speckkeller a Selva di Val Gardena: ristrutturato in tempi recenti, è un ristorante elegante e perfetto anche per un’occasione speciale. Cucina tipica in certi casi rivisitata, piatti curati ma senza per questo rinunciare a gusto e quantità. 

Cianel, sempre a Selva: il ristorante è la club house di un maneggio, dai tavoli si può vedere la zona di allenamento tramite grandi vetrate. Nel menu si trovano sia piatti tradizionali sia opzioni più particolari, tutto molto buono. 

Rifugio delle Odle: uno dei rifugi migliori cui puntare per un ottimo pranzo. Anche la vista in questo caso gioca un ruolo fondamentale. 

Estate in Val Gardena: cosa vedere e consigli pratici
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Weekend in Val di Fassa: dove dormire e cosa fare

Weekend in Val di Fassa: dove dormire e cosa fare
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Nella mia duplice missione di ri-scoperta delle Dolomiti e di ricerca di camere con una vista da sogno, di recente sono approdata in Val di Fassa. Questa valle, tra le più famose e frequentate del Trentino orientale, si snoda tra le località di Moena e Canazei ed è ricchissima di sentieri, impianti all’avanguardia, ristoranti tradizionali ed ovviamente ottime strutture ricettive.

Per raccontarvi cosa vedere e cosa fare in zona, quindi, partirò in questo caso proprio dalla domanda fondamentale: dove dormire in Val di Fassa? Vi porterò in un luogo davvero unico, perciò vi consiglio di seguirmi e continuare a leggere!

Weekend in Val di Fassa dove dormire

Dove dormire in Val di Fassa

Incastonata tra le province di Belluno e Bolzano, la Val di Fassa è costituita da sei comuni ed attraversata dal torrente Avisio che la separa dalla vicina Val di Fiemme. I comuni sono Moena (che fa anche parte proprio della Val di Fiemme, poiché alcune sue frazioni si trovano al di là dell’Avisio), Soraga, San Giovanni (che comprende l’ex comune Vigo di Fassa), Mazzin, Campitello e Canazei. Percorrendo tutta la statale, si va quindi da Passo San Pellegrino a Passo Pordoi. Tutto intorno, le magnifiche cime delle Dolomiti con la Marmolada, il Sella, il Sassolungo e il Catinaccio.

La distanza tra Moena e Canazei è di meno di 20 km, perciò ovunque sceglierete di alloggiare in Val di Fassa sarete comunque comodi per esplorare anche i dintorni. La valle è facilmente raggiungibile in auto, ma una volta qui, specie in alta stagione, consiglio di dimenticarla e utilizzare al suo posto il comodo servizio di autobus che collega tra loro tutti i comuni: la statale rischia infatti di diventare molto trafficata ed i parcheggi degli impianti di risalita possono essere costosi.

Al momento della prenotazione, quindi, ricordate di verificare che l’hotel o appartamento dove intendete alloggiare in Val di Fassa abbia a disposizione anche un parcheggio.

Suite a tema viaggio in Val di Fassa

Dormire in Val di Fassa: le suite a tema del Latemar Hotel

Il mio consiglio su dove dormire in Val di Fassa vi porterà in un luogo davvero particolare, un hotel dove è possibile fare il giro del mondo semplicemente cambiando stanza: dal Nord Europa al Giappone, dal Sud America al Medio Oriente fino a rientrare in Italia. Si tratta del Latemar Hotel, dove l’albergo fondato dal nonno rimane ancorato alla tradizione ladina ma i nipoti – grandi appassionati di viaggi – hanno sognato per anni un ampliamento molto particolare.

Storia e tradizione ladina in Val di Fassa

In una zona come la Val di Fassa, votata da sempre all’accoglienza turistica, le famiglie portano spesso avanti una tradizione tramandata per generazioni e il Latemar Hotel non fa eccezione: l’albergo fondato dal nonno è stato gestito nel tempo dalle tre figlie per poi passare ai nipoti, nati e cresciuti in hotel tra balli tipici ladini ed esibizioni alla fisarmonica. Ma non prima di scoprire il mondo: Gessica conosce 7 lingue, Lorenzo ha studiato cucina, ed entrambi hanno deciso prima di tutto di viaggiare e lavorare all’estero per conoscere altri luoghi, altre culture. Con questo enorme bagaglio di esperienze hanno poi deciso di rientrare al Latemar, per dare il proprio contributo personale a questa storia che trascende le generazioni.

Il Latemar rimane una questione di famiglia, con al timone Gessica, il marito Michele – anche lui chef -, il fratello Lorenzo, la sorella Martina, mamma Fiorenza e papà Remigio. Ma da dicembre 2021 è anche un mondo completamente nuovo, un luogo in cui emozionare e stupire grazie alla commistione delle tante culture incontrate nel corso dei propri viaggi: accanto all’ala tradizionale, che rimane in stile ladino, oggi il Latemar Hotel è stato ampliato con un’ala più moderna, in cui trovano spazio cinque suite tematiche e una Spa. L’idea alla base è quella di fornire al cliente non una semplice camera, ma emozioni ed esperienze, ed io non potrei essere più d’accordo con questa descrizione.

Le suite a tema viaggio del Latemar Hotel

All’interno del Latemar Hotel è possibile scegliere quindi tra 5 suite a tema viaggio: ogni camera è un’esperienza completamente differente, in cui dettagli studiati con cura riescono a ricreare l’atmosfera del luogo cui si ispirano. Ci sono:

  • La suite Hygge, che ricrea l’inconfondibile atmosfera del Nord Europa ed offre una sauna finlandese e una vasca idromassaggio direttamente in terrazza con vista sulle Dolomiti UNESCO;
  • La suite Hammam, dove fare un salto in Medio Oriente con tanto di bagno turco;
  • La suite Ikigai, minimalista e rilassante, con vasca a gradoni Ofuro e letto in stile futon giapponese;
  • La suite Siesta, ispirata ai colori e all’atmosfera del Sudamerica con una vasca Infinity di design;
  • La suite Paussa, dove rientrare in Val di Fassa con un ambiente tipico ladino, arredi in legno di cirmolo e pietra dolomia.
Dove dormire in Val di Fassa
Suite dal mondo Latemar Hotel

Tutte le suite sono molto ampie e pensate per un soggiorno di coppia, che include una buona colazione con prodotti fatti in casa ed ingredienti del territorio a km0 oltre all’accesso alla Spa Oniro. Anche la vista sulle Dolomiti è sempre inclusa ed è semplicemente bellissima, del resto il motto del Latemar Hotel è proprio: “just you and the view.

Ci sono poi tutta una serie di servizi extra che potete richiedere per fare o farvi un regalo, dall’esperienza della private Spa Ofuro al Romantic Set con palloncini, petali di rosa, dolci e calici per brindare a un’occasione speciale. Nelle camere troverete anche una beauty box di prodotti cosmetici locali e sostenibili, del marchio Dolomitika, che è possibile acquistare per una coccola in più, un minibar di design e una postazione dedicata allo smart working (e lavorare con una vista così dev’essere un piacere). Una volta finito di lavorare potete poi ordinare un cocktail o un tè speciale, con una selezione di varietà in foglia provenienti dalla Cina, dal Giappone, dallo Sri Lanka e oltre per continuare a viaggiare.

Vi consiglio inoltre di fermarvi a cena al ristorante: in cucina ci sono lo chef Lorenzo e mamma Fiorenza e il risultato è anche in questo caso una commistione di tradizione e influenze dal mondo. Quasi un ristorante fusion insomma. Da provare in particolare il dessert “Around the world” che ben simboleggia la filosofia del Latemar: ingredienti selezionati si uniscono per creare un vero e proprio mondo, un globo di cioccolato ripieno di mousse allo strudel, con meringa al pino mugo e la L del logo realizzata con un gel di tè Matcha.

Se vi è venuta voglia di fare un viaggio intorno al mondo o semplicemente di godervi un weekend romantico e rilassante in Val di Fassa, vi lascio anche un piccolo incentivo: con il codice mangiaviaggiaama5 potrete avere il 5% di sconto su prenotazioni effettuate entro il 15 aprile, per soggiorni fino a ottobre esclusi i mesi di luglio e agosto. Vi basterà effettuare la richiesta di prenotazione tramite il sito ufficiale del Latemar Hotel.

Spa con vista Dolomiti: Oniro ed Ofuro

La ciliegina sulla torta dell’Hotel Latemar è anche il motivo per cui faticherete ad uscire davvero, anche se sto per consigliarvi cosa vedere e cosa fare in Val di Fassa. La Spa Oniro con vista sulle Dolomiti è il sogno ad occhi aperti che lascia presagire il nome (dal greco oneiros): al suo interno si trovano un’ampia sauna finlandese, aree relax per riattivare i propri sensi dopo una sosta all’angolo tisane, ed ovviamente una piscina panoramica riscaldata, dove si passa in tutta comodità dall’interno all’esterno attraverso una porta automatica. Godersi la vista da qui è un’esperienza che vi consiglio davvero di non perdere. La sera potrebbe anche capitarvi di fare un aperitivo direttamente in piscina mentre Lorenzo suona la fisarmonica accanto a un falò. Chiedete alla reception per avere informazioni su questa e sulle altre attività che il Latemar Hotel organizza ogni settimana, come i pranzi nella baita a Fuciade o le passeggiate serali con le lanterne.

La Spa Oniro è accessibile anche agli utenti esterni ed offre dei pacchetti molto interessanti, potete dare un’occhiata alla pagina dedicata sul sito dell’Hotel.

Per continuare a viaggiare intorno al mondo, infine, vi segnalo l’esperienza davvero particolare della Spa Ofuro. Si tratta di un antico rituale di purificazione giapponese, i cui ingredienti principali sono una vasca a gradoni esterna a 41°, l’aperitivo con finger food e tè Matcha e la consueta vista sulle Dolomiti. È una Spa privata, da prenotare in coppia e vivere in pieno contatto con gli elementi. Il rituale prevede infatti che dopo una prima doccia all’interno si acceda alla vasca Ofuro completamente nudi. Noi l’abbiamo provata la sera e siamo rimasti a guardare la luce calare immersi nell’acqua calda, ed è il consiglio che do anche a voi. Dopo la purificazione e il relax, si rientra e si approfitta del piccolo aperitivo, che comprende sushi, noodles e dolcetti giapponesi. Le immagini in questo caso valgono più di mille parole, perciò vi lascio il link al video che ho pubblicato sui profili social, così che possiate cogliere tutta la bellezza della private Spa Ofuro.

Private Spa con vista Dolomiti

Cosa vedere e cosa fare in Val di Fassa: consigli e informazioni pratiche

La Val di Fassa è in assoluto una delle valli più note e frequentate del Trentino-Alto Adige, grazie alla ricchezza di percorsi ed escursioni ed ai numerosi impianti di risalita che la collegano con le cime vicine. D’estate è il paradiso del trekking, d’inverno uno dei comprensori sciistici più completi della zona con oltre 200 km di piste. In più, offre cittadine vivaci e borghi storici, oltre a una tradizione molto particolare: vi accorgerete subito, ad esempio, che qui si parla la lingua ladina e gli abitanti sono molto legati a queste loro radici culturali.

Tessere e abbonamenti

Sia d’estate che d’inverno, se trascorrerete in Val di Fassa più giorni potrebbe esservi utile una tessera per gli impianti. In entrambe le stagioni esistono tipi diversi di abbonamento: dedicati alla sola Val di Fassa o più in generale all’intero comprensorio delle Dolomiti (utile ad esempio se nel corso di una settimana volete visitare più di una valle).

Questi sono in breve i dettagli delle diverse tessere:

In estate:

  • per la sola Val di Fassa potrete acquistare il Panorama Pass con un costo per gli adulti tra i 59€ e i 97€ a seconda dei giorni di validità. La tessera consente l’utilizzo di 32 impianti in totale tra maggio ed ottobre (verificate al link ufficiale l’effettivo inizio della stagione per il 2022 ed eventuali offerte previste).
  • per l’intero comprensorio delle Dolomiti è invece disponibile l’abbonamento Dolomiti SuperSummer: gli impianti totali diventano ben 110, in 12 valli di Trentino Alto Adige e Veneto, e il costo va dai 47€ ai 147€. Qui il link al sito.

In inverno:

  • la valle fa capo a due diversi comprensori sciistici: Val di Fassa/Carezza e Alpe Lusia/San Pellegrino. Si può acquistare uno skipass per uno dei due comprensori oppure scegliere la tessera Valle Silver, che aggiunge Val di Fiemme e San Martino/Passo Rolle.
  • c’è poi la tessera cumulativa Dolomiti Superski, che permette di sciare in tutto il territorio.

Dato che le opzioni e le differenze di costo sono davvero moltissime, vi lascio il link ufficiale dove troverete tutti i riferimenti e un comodo calcolatore: Ski Pass Dolomiti.

Cosa fare in Val di Fassa

Cosa vedere in Val di Fassa: paesi e borghi

Di ritorno da un’escursione o se per un giorno non avete voglia di lanciarvi in imprese sportive, vale la pena visitare anche i borghi della Val di Fassa:

  • Moena e Canazei non hanno probabilmente bisogno di presentazioni, ma sono due cittadine di montagna molto piacevoli dove fare una passeggiata, acquistare prodotti tipici e godersi una sosta in pasticceria.
  • Vigo di Fassa è riconosciuto come uno dei borghi più belli d’Italia ed offre tra le altre cose un museo della cultura ladina.
  • Soraga, con il suo piccolo lago e l’atmosfera tranquilla, è uno degli insediamenti più antichi della Val di Fassa ed è noto tra le altre cose per la forte presenza di artigiani intagliatori del legno.

Escursioni semplici in Val di Fassa

Per concludere, vi segnalo alcune escursioni molto semplici in Val di Fassa, perfette anche per un weekend rilassante in inverno senza il bisogno di particolare attrezzatura.

1. Pozza di Fassa-Val San Nicolò
In auto di può parcheggiare in prossimità del camping Vidor, o in alternativa si parte a piedi dal centro di Pozza di Fassa poco lontano. Dal camping si seguono le indicazioni sulla destra rispetto alla pista da sci per Val San Nicolò. Il percorso è lungo circa 5 km all’andata e altrettanti al ritorno, con circa 400 metri di dislivello. La strada è battuta perché è presente anche un servizio di motoslitta, perciò non sono necessarie attrezzature ma se volete essere prudenti portate giusto dei ramponcini per eventuali parti ghiacciate. Se preferite evitare la salita all’andata potete sfruttare la motoslitta e scendere poi a piedi o in slittino. Arrivati in Val San Nicolò troverete un primo rifugio, in alternativa è possibile proseguire ancora un po’ fino a Baita Ciampiè.

2. Passo San Pellegrino-Rifugio Fuciade
Si parte dal Passo di San Pellegrino e si seguono le indicazioni per Fuciade-Hotel Miralago. Il percorso è pressochè pianeggiante e in 4 km scarsi porta al Rifugio Fuciade, dove vi consiglio di prenotare perché si mangia davvero benissimo! Anche in questo caso la strada è battuta ed è presente un servizio di motoslitta, ma vista l’assenza di dislivello il sentiero è davvero semplice e adatto a tutti.

3. Pista da sci di fondo/ciclabile lungo la val di Fassa
Dalle finestre del Latemar Hotel noterete subito un lungo percorso proprio di fronte all’albergo: in inverno è dedicato allo sci di fondo – utilizzato anche per la Marcialonga – ma si può percorrere tranquillamente a piedi, mentre d’estate diventa una pista ciclabile. Si tratta di un percorso che da Canazei conduce in discesa fino a Moena, passando appunto per Soraga, e per chi lo desidera prosegue anche oltre fino alla Val di Fiemme. Un modo semplice per attraversare tutta la Val di Fassa e scoprirne le diverse località, con gli sci, a piedi o in bicicletta.

Cosa vedere Val di Fassa

Weekend in Val di Fassa: dove dormire e cosa fare
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Weekend a Matera: cosa vedere e cosa fare

Weekend a Matera: cosa vedere e cosa fare
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In anni di viaggi ho avuto la fortuna di vedere luoghi meravigliosi, ma pochi mi hanno lasciato a bocca aperta come i Sassi di Matera quando sono comparsi di fronte a noi. In piena notte, una magia fatta di roccia e luci. E dopo anni di viaggi, lo ammetto, restare stupita dalla bellezza di un luogo è qualcosa che mi riempie di gioia facendomi capire che c’è ancora tantissimo mondo da esplorare.

Avevo aspettative altissime e Matera non è stata solo all’altezza: le ha superate. Perciò se anche per voi è arrivato il momento di visitare questo luogo unico al mondo, ecco un articolo con qualche consiglio: cosa fare e cosa vedere a Matera.

Matera cosa vedere

Due giorni a Matera: cosa vedere e cosa fare

Scoprire cosa sono i Sassi di Matera

Prima di definire cosa fare e cosa vedere a Matera, è utile fare un passo indietro e rispondere a una domanda che chi ancora non ha visitato la città potrebbe farsi: cosa sono i Sassi? Vengono chiamati Sassi due quartieri di Matera, il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso, uno rivolto ad est e l’altro a sud, divisi al centro dalla collina della Civita sormontata dalla Cattedrale. Insieme al Piano, la parte ottocentesca della città sviluppatasi intorno a Piazza Vittorio Veneto, questi tre quartieri formano il centro storico di Matera.

Non si definiscono quindi Sassi gli edifici scavati nella roccia, come a volte mi è capitato di leggere, ma gli interi vicinati. In entrambi sono state create abitazioni nella roccia, una calcarenite molto semplice da lavorare, fin dalla preistoria: nel Sasso Caveoso esistono ancora diverse case-grotta ben visibili (e visitabili), mentre nel Sasso Barisano sono state nel tempo ampliate con la costruzione di edifici e facciate barocche.

Proprio le grotte furono all’origine nel secondo dopoguerra di un duro intervento dello Stato, che definì Matera “la vergogna d’Italia” e ordinò l’abbandono dei Sassi nel 1951. Tra Ottocento e Novecento, infatti, l’aumento della popolazione e la mancanza di alcuni servizi primari come le fogne avevano reso la vita nei Sassi molto difficile, con condizioni igieniche precarie e un continuo rischio di epidemie. Matera divenne negli anni ’50 e ’60 un simbolo dell’arretratezza del Sud Italia e i Sassi furono abbandonati per decenni.

Nel 1993 arrivò per fortuna il riconoscimento del paesaggio rupestre di Matera tra i patrimoni UNESCO, un passo importante che diede grande impulso alla rinascita della città e al suo successo anche dal punto di vista turistico.

Partecipare a una visita guidata ai Sassi di Matera

Ci sono alcune destinazioni in cui una visita guidata risulta particolarmente importante, e Matera a mio avviso è tra queste. Il brevissimo riassunto che vi ho fatto della storia dei Sassi non è sufficiente per capire davvero una città così particolare, specialmente quando non ci si trova in prima persona tra case-grotta e vicoli. Per questo la prima cosa che vi consiglio di fare è senz’altro una visita guidata ai Sassi di Matera: troverete diverse compagnie disponibili e i prezzi sono abbastanza equivalenti, potete dare un’occhiata ad esempio a questo link.

Io mi sono limitata alla visita del centro storico, ma è disponibile anche un tour al Parco delle Chiese Rupestri che potete valutare se avete abbastanza tempo a disposizione.

Visitare il Palombaro Lungo

Sotto la pavimentazione di Piazza Vittorio Veneto si trova la più grande cisterna idrica ipogea di Matera. Il Palombaro Lungo fa parte di un sistema di raccolta delle acque che si estende per tutta la lunghezza dei Sassi ed era necessario per l’approvvigionamento idrico cittadino. Oggi è visitabile con un biglietto di 3€, fate solo attenzione agli orari perché sono abbastanza ridotti (indicativamente dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18).

Cose da vedere a Matera

Ammirare le chiese di Matera

Tra le cose da vedere a Matera non possono mancare alcune chiese: in particolare la Cattedrale, che domina i Sassi dall’alto, e la chiesa di Santa Maria de Idris. Quest’ultima vi darà modo di scoprire una chiesa rupestre nel cuore dei Sassi, e già solo salendo la scalinata d’accesso godrete di uno splendido panorama. L’interno è stato rimaneggiato più volte, ma vale comunque la pena di dare un’occhiata. L’ingresso costa 3,5€, in alternativa esiste un biglietto cumulativo da 7€ che include anche Santa Lucia alle Malve e San Pietro Barisano.

Se avete a disposizione abbastanza tempo, potete prendere parte anche al tour delle Chiese Rupestri che vi ho consigliato più su.

Scattare una foto dai punti panoramici di Matera

La verità è che non serve una lista di cose da vedere a Matera, è uno di quei luoghi che vanno esplorati semplicemente camminando, perdendosi tra vie e scorci incredibili. È una città bella da ovunque la si guardi, esistono però alcuni punti panoramici principali che vi consiglio di segnare sulla mappa per essere sicuri di non perderveli:

il Belvedere Luigi Guerricchio a piazza Vittorio Veneto

Piazzetta Pascoli

il convento di Sant’Agostino

Vi ho segnalato nella mappa anche altri punti, dalla Cattedrale a Santa Maria de Idris. Due delle prospettive che ho preferito e dalle quali riuscirete a scattare le foto migliori sono poi quelle che trovate indicate come Via d’Addozio e Vico Sant’Agostino.

Merita infine una sosta il Belvedere Murgia Timone, che consente di ammirare la città nella sua interezza. Si può raggiungere direttamente dal centro con un percorso che scende fino al torrente Gravina per poi risalire dall’altro lato dopo aver superato il ponte tibetano, ma solitamente si preferisce arrivare in auto – magari prima di lasciare la città. Attenzione perché da marzo a ottobre l’ultimo tratto di strada è chiuso, bisogna quindi lasciare l’automobile nel parcheggio per poi proseguire a piedi per circa 2 chilometri.

Se avete fretta ma desiderate comunque vedere Matera da questo punto di vista, puntate invece la Chiesa Rupestre della Madonna delle Vergini: l’ultimo tratto è sterrato, ma accessibile alle auto.

Dormire a Matera almeno una notte

Matera di notte è forse ancora più bella di Matera di giorno, per quanto possa sembrare impossibile, e la roccia cambia aspetto più volte nel corso della giornata con il variare della luce. Perciò vi consiglio davvero di fermarvi in città almeno una notte, meglio ancora due per godere appieno dei panorami di Matera anche sotto le stelle.

Dormire a Matera

Dove dormire a Matera

Nel momento in cui cercherete una camera a Matera vi renderete presto conto che ci sono due grandi opzioni: gli hotel, B&B, appartamenti all’interno dei Sassi, e quelli che invece si trovano fuori, nella città ‘moderna’. Dormire nei Sassi costa ovviamente di più ma permette in alcuni casi di vivere un’esperienza unica, grazie alla bellezza di molte strutture ricettive. Non aspettatevi però che tutte le strutture che si trovano nei Sassi siano per forza scavate nella roccia, perché non è così: molti edifici sono stati riadattati per sembrare case-grotta, ma sono decisamente più moderni e tradizionali.

Se preferite risparmiare un po’ e non dormire nei Sassi, non preoccupatevi: il centro storico di Matera è abbastanza piccolo da essere raggiunto a piedi in pochissimo tempo anche da queste zone più esterne.

Nel mio caso sono riuscita a dormire nei Sassi, con una buona offerta trovata su Booking a Casa Vacanze Otium: un bellissimo appartamento a pochi metri dalla chiesa di Santa Maria de Idris, nel cuore della Matera più bella.

Altre opzioni che avevo valutato:

Palazzotto Residence e Corte San Pietro: strutture bellissime nei Sassi, per un’occasione speciale o comunque per trattarsi bene e vivere un’esperienza unica.

Limen Matera o Livingstone B&B: si spende (di solito) un po’ meno restando fuori dal centro, alloggiando comunque in un’ottima struttura.

I Sassi di Matera

Visitare Matera: quanti giorni servono?

Ci sarà chi vi dirà di fermarvi a Matera una settimana e chi sosterrà che è sufficiente una giornata, personalmente credo che la verità stia nel mezzo e che due o tre giorni (il tempo di un weekend) siano il tempo perfetto per visitare la città dei Sassi. Con più tempo a disposizione potrete poi aggiungere il Parco della Murgia o fare un salto alla vicina Altamura, o ancora estendere l’itinerario a Bari ed altre località pugliesi.

Come arrivare a Matera

La porta d’accesso alla Basilicata e a Matera per gran parte dei viaggiatori è Bari, che si trova a circa 60 chilometri – un’ora d’auto – dalla città dei Sassi. Bari è infatti ben collegata a molte città italiane con voli low cost (ad esempio Volotea o Ryanair) a prezzi spesso molto bassi, ma è anche lo scalo ferroviario principale per chi arriva in treno da altre grandi città.

Da Bari avrete poi diverse opzioni per arrivare a Matera:

Visitare Matera

1. Noleggiare un’auto: è stata la mia scelta, sia perché come sapete amo la comodità di spostarmi in autonomia, sia perché era obiettivamente la scelta più semplice a livello logistico. Prima di rientrare a Bari infatti il mio itinerario prevedeva una giornata a Polignano e spostarsi con i mezzi l’avrebbe reso più complicato. Troverete diverse compagnie di noleggio disponibili in aeroporto e come di consueto potete confrontare le tariffe su Rentalcars o Autoeurope. Ho pagato 68€ per tre giorni di noleggio, compresa assicurazione.

2. Prendere un autobus dall’aeroporto di Bari, tempo di percorrenza tra 1 ora e 1 ora e 15 minuti e costo del biglietto a partire dai 3.4€ a tratta. Ci sono diverse compagnie disponibili, potete confrontarle ed acquistare il biglietto per l’orario a voi più comodo su Omio.

3. Prendere un treno dalla stazione di Bari centrale: attenzione perché Matera non è servita da Trenitalia ma dalle Ferrovie Appulo Lucane, potete consultare gli orari a questo link. Tempo di percorrenza 1 ora e 45 con cambio ad Altamura, costo del biglietto 5,10€ a tratta (acquistabile anche online dal sito).

Dove mangiare

Come di consueto chiudo con i consigli di gola e vi segnalo alcuni ristoranti di Matera da provare:

  • Osteria MateraMì: probabilmente il posto che ho preferito, in perfetto equilibrio tra ricette tradizionali, gusto e presentazione. Consigliatissimo.
  • Botega Culinaria: più elegante, ma sempre accessibile e con ottimi piatti dagli abbinamenti davvero ricercati.
  • Pasticceria Schiuma: per assaggiare il dolce tipico locale, le “tette delle monache”.
Dove mangiare a Matera

Weekend a Matera: cosa vedere e cosa fare
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Civic Places: il 20 settembre si chiudono le candidature ai “luoghi del noi”. Avete partecipato?

Da qualche mese si è aperta la sfida per i 10 Civic Places, i cosiddetti “luoghi del noi”, più importanti d’Italia.

Di cosa si tratta? “I Civic Places sono luoghi in cui è viva la testimonianza di un’esperienza che ha inciso nella società in cui è nata e cresciuta. Spazi in cui è accaduto o accade tuttora qualcosa d’importante che ha costruito legami e ispira l’impegno civico dei cittadini”, spiega Gianluca Salvatori, Segretario Generale della Fondazione Italia Sociale. “Li chiamiamo i luoghi del noi perché testimoniano un impegno collettivo e comunitario verso la costruzione del bene comune. Sono luoghi con una storia che guarda al futuro.  Posti che hanno  fascino e  capacità di evocare eventi e ispirare chi vi transita, e, soprattutto, luoghi che si possono vivere, fruire, sperimentare”.

L’ultima data utile per proporre il proprio luogo civico del cuore è il 20 settembre. Finora sono arrivate un centinaio di candidature, ma i giochi sono ancora aperti: “Oggi più che mai abbiamo bisogno di tornare a vivere gli spazi che ci fanno capire davvero i valori che ci tengono insieme”, sottolinea Salvatori.

Leggi anche Civic Places: i luoghi del noi segnalati da voi. Arriva la mappa dei luoghi civici da valorizzare

Civic Places e i suoi sostenitori

Il progetto Civic Places punta alla riscoperta del valore del civismo attraverso l’immediatezza visiva e la concretezza di un luogo. Promosso da Fondazione Italia Sociale, insieme a Touring Club Italiano, SkyTG24 e SEC Newgate, dal momento della sua nascita a oggi ha già coinvolto altri sostenitori importanti, oltre alla nostra redazione di Dove che li segue nelle varie tappe dal primo giorno. Eccoli: Artefice Group, ACLI Lombardia, Avanzi, Class Editori, Comitato Nazionale Housing Sociale, Fondazione Adriano Olivetti, Italo, Labsus, Lo Stato dei Luoghi, Museimpresa, Stendhapp. Nel frattempo, al comitato di valutazione che selezionerà i Civic Places si è unito anche Beniamino De Liguori Carino, segretario generale di Fondazione Adriano Olivetti.

Il 15 settembre alle 11.00 la “info session” per le candidature last minute

Mercoledì 15 settembre alle ore 11, si terrà sulla piattaforma Zoom una “info session” per ripercorrere le caratteristiche dei Civic Places e rispondere a tutti i dubbi e richieste di chiarimento per quanto riguarda le ultime candidature.

Come candidare un luogo? Semplice basta compilare il modulo online entro il 20 settembre 2021.

Info: becivic.it

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Dove mangiare nel Conero: ristoranti da non perdere

Dove mangiare nel Conero: ristoranti da non perdere
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Dopo avervi raccontato cosa vedere nella Riviera del Conero, non potevano mancare i consigli di gola con gli indirizzi di alcuni ristoranti da non perdere. Ho deciso di dedicare un articolo a parte all’argomento, perché l’offerta gastronomica in questa zona è incredibilmente ricca e particolare: nel Conero si possono trovare infatti tanti locali non solo ottimi, ma davvero scenografici. Se state pianificando un weekend romantico nelle Marche, vi consiglio di salvare la lista e soprattutto di non dimenticare di prenotare: alcuni di questi ristoranti nel Conero sono sempre pieni e rischiereste di perdere l’occasione.

Ristoranti nel Conero

Ristoranti nel Conero: dove mangiare a Sirolo

Ristorante della Rosa

Superato l’arco di ingresso al centro di Sirolo si trova uno dei ristoranti che abbiamo apprezzato di più nel corso del nostro weekend nel Conero: il Ristorante della Rosa. Cucina di pesce con un giusto equilibrio tra ricercatezza, presentazione, quantità e sapore. Bellissimo il contesto (chiedete un tavolo in terrazza!), assolutamente accessibili i prezzi e ottimo il servizio, non troppo formale ma al contrario simpatico e accogliente.

Da Silvio

Silvio è una sorta di istituzione in zona e posso solo confermare che merita tutta la sua fama. Si trova a due passi dalla spiaggia dei Sassi Neri, poco sopra lo stabilimento balneare che porta il suo nome, con splendida vista sulla costa ed atmosfera informale. Inutile dire che si mangia pesce in modo eccellente: noi abbiamo preso due primi, parecchio abbondanti ed entrambi fantastici, ma non dubito che anche le recensioni positive sui secondi siano veritiere. Prezzi adeguati e a mio avviso anche un po’ sotto media viste le quantità. Imperdibile, non dimenticate di prenotare!

PA’

Se tra un locale elegante e l’altro volete fare una pausa con qualcosa di più informale, di fianco al ristorante della Rosa trovate la panineria PA’. Imita un po’ lo stile di Pescaria e anche se non ci riesce fino in fondo, almeno secondo me, offre comunque panini gourmet di ottima qualità. Tenetelo presente per quella serata in cui non avrete voglia di investire troppo in una cena sofisticata.

Ristoranti nel Conero Numana
Foto dal sito www.latorrenumana.it

Dove mangiare a Numana

La Torre

Il ristorante più famoso di Numana non ha probabilmente bisogno di grandi presentazioni, perché avrete visto la sua terrazza affacciata sul mare in moltissime foto. Non l’ho testato in prima persona perché ho preferito per questa volta altri indirizzi, ma se volete festeggiare un’occasione speciale La Torre è di certo uno dei ristoranti da valutare: cucina di pesce, location elegantissima e splendida vista sul Conero. Scegliete ovviamente un tavolo in Terrazza. Per prenotare potete utilizzare l’App “La Torre Numana”.

Ricci pescato & fritto

Un’altra opzione per un pasto più veloce come PA’ a Sirolo: Ricci pescato & fritto è un piccolo locale all’accesso di Numana che propone street food di pesce. Si sceglie il pescato direttamente dal bancone e si fa friggere al momento, ci sono alcuni tavolini all’esterno ma non è possibile prenotare perciò in questo caso si va un po’ a fortuna. Non amando la frittura di pesce non l’ho testato in prima persona, ma le recensioni sono tutte ottime.

Dove mangiare a Portonovo

Ristoranti a Portonovo

Giacchetti

Se già a Sirolo e Numana i ristoranti sono di media piuttosto eleganti, a Portonovo questa ricercatezza si amplifica. Da Giacchetti il contesto è impagabile: si cena direttamente sulla spiaggia a lume di candela, magari ammirando uno splendido tramonto cullati dal rumore delle onde. Detto questo, visto anche l’investimento – perché è chiaro che cenare sul lungomare di Portonovo ha un costo differente rispetto al cenare in una trattoria qualsiasi – in realtà non è un ristorante che mi ha colpito tantissimo: piatti di pesce buoni ma non indimenticabili, niente a che vedere ad esempio con Silvio. Ma come ho scritto, la location è impagabile perciò tenetelo comunque presente per una serata speciale.

Clandestino

Se volete trattarvi bene, anziché Giacchetti potreste provare il Clandestino, ristorante stellato dello chef Moreno Cedroni che propone una sorta di rivisitazione italiana del sushi. Chiaramente i prezzi sono più alti rispetto agli altri ristoranti citati qui, trovate comunque il menu sul sito internet per farvi un’idea.

Altri ristoranti da provare nei dintorni

Poesia a Tavola, Recanati

Mi allontano dal Conero per consigliarvi anche un ristorante a Recanati, dove ci siamo fermati a pranzo durante il rientro a casa. Poesia a Tavola è una macelleria con cucina, perciò è inutile dire che qui si mangia carne. La nostra esperienza sia con i primi sia con i secondi è stata eccellente ed anche il titolare merita una menzione per la simpatia.

Ristorante a Recanati

Dove fare colazione nel Conero

Il Picchio, Loreto

Chiudo con alcuni indirizzi più dolci, per una colazione o una pausa golosa. Il primo è quello della pasticceria Picchio, a Loreto, locale molto bello e offerta varia dalle brioche, alle torte, al gelato.

Fiori di Grano, Marcelli di Numana e Porto Recanati

Trovato un po’ per caso mentre cercavamo un posto per fare colazione, questo panificio/caffè ha una varietà incredibile di brioche e cornetti (che in questa zona tendono ad essere enormi).

La Ginestra in fiore

Infine, un consiglio per una colazione speciale che spero di poter provare al prossimo viaggio in zona: il ristorante la Ginestra in fiore offre un menu tutto dedicato alla colazione, dolce o salata. Da gustare con calma, godendosi la splendida vista panoramica sul Conero.

Dove mangiare nel Conero: ristoranti da non perdere
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Visitare la Riviera del Conero: cosa vedere e cosa fare

Visitare la Riviera del Conero: cosa vedere e cosa fare
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Certi viaggi arrivano un po’ per caso, ma quasi sempre arrivano al momento giusto. Di sicuro è stato così per il mio ultimo weekend nelle Marche, un felice ritorno in una Regione che riesce sempre a sorprendermi. L’occasione per tornare è stato l’invito da parte del Camping la Medusa, di cui vi parlerò nel corso dell’articolo, che con la sua posizione ottimale mi ha dato la possibilità di visitare una zona d’Italia che corteggiavo da tempo: la Riviera del Conero. Un tratto di costa di incredibile bellezza per un viaggio che ha sancito ufficialmente l’inizio dell’estate, tra mare, sole, buon cibo, paesaggi e borghi. 

Cercherò di concentrare in questo articolo più informazioni possibili su cosa vedere nel Conero, cosa fare e dove dormire. Pronti? Si parte!

Spiaggia delle Due Sorelle dall'alto

Riviera del Conero: cosa vedere e cosa fare

Iniziamo con il collocare il Conero su una mappa: ci troviamo nelle Marche, più precisamente in provincia di Ancona, dove un promontorio di roccia calcarea si affaccia sull’Adriatico con rupi a picco sul mare alte più di 500 metri. Con Riviera del Conero si intende tutta la fascia costiera che va da Portonovo, a nord, fino a Sirolo e Numana a sud. Ma si parla anche di Parco Regionale del Conero, poiché questa zona è un’area naturale protetta – e per fortuna: con una rapida ricerca su Wikipedia potrete leggere quali e quanti progetti rischiarono seriamente di rovinare questo splendido tratto di costa negli anni Ottanta.

Al mare nel Conero: spiagge da vedere

L’attrazione principale del Conero è la sua Riviera: chi organizza un viaggio in questa zona spesso lo fa per godersi la costa e in particolar modo la regina delle spiagge del Conero, ovvero la spiaggia delle Due Sorelle. Ma non pensate che sia l’unica a meritare la visita, perché non è assolutamente così. 

Partiamo però da una doverosa premessa. La bellezza di questa costa è data dalle sue caratteristiche geologiche, ovvero dalle alte rocce che si tuffano nel mare lasciando spazio qua e là a spiagge vere e proprie o a piccole calette. Tale bellezza, per essere preservata, si traduce per forza di cose in una difficoltà d’accesso più o meno marcataalcune spiagge si raggiungono solo via mare, magari anche remando, altre vanno conquistate con sentieri in forte pendenza. Ci sono le eccezioni, ma come norma la Riviera del Conero richiede un minimo di impegno. E sapete che c’è? Secondo me è parte integrante del suo fascino.

Ora che vi ho preparati psicologicamente, partiamo: ecco le spiagge da vedere nella Riviera del Conero.

Spiagge Conero

Le spiagge di Portonovo

La baia di Portonovo appare come l’unione tra un paesaggio selvaggio, fatto di macchia mediterranea verdissima e acque turchesi, e una località turistica alla moda con alberghi e ristoranti eleganti che la sera portano i propri tavoli direttamente sulla spiaggia. Portonovo non è un paese, non c’è un centro abitato (anche se secondo il censimento del 2001 aveva un residente), ma nel periodo estivo si riversano qui moltissimi visitatori pronti a godersi le sue belle spiagge. 

Si divide in due zone: la parte nord dove si trova anche il molo, e la parte sud che arriva fino all’abbazia di Santa Maria. Nel mezzo, la vecchia Torre di Guardia. In spiaggia troverete appunto diversi locali e ristoranti, alcuni molto mondani come il Clandestino o Giacchetti, ma anche servizi come noleggio di canoe e gommoni. 

Portonovo è un’eccezione alla premessa sulla difficoltà d’accesso delle spiagge, dato che ha dei comodi parcheggi e non richiede sentieri impervi per raggiungere il mare. Ma tenete presente che in estate quel parcheggio può diventare parecchio problematico.

Spiaggia di Portonovo Conero

Mezzavalle e il Trave

Avendo a disposizione solo un weekend e tante attività in programma, purtroppo in questa occasione non sono riuscita a vedere Mezzavalle di persona (se non dalla barca), ma sarà una delle prime mete cui mi dedicherò in caso tornassi sulla Riviera del Conero. Mezzavalle è una spiaggia selvaggia cui si accede tramite un sentiero, lo “stradello”, con circa 20 minuti di camminata in forte pendenza. La sua difficoltà d’accesso la rende tranquilla e incontaminata: niente ombrelloni e sdraio, solo spiaggia libera immersa nella natura del Conero. Se scendete attraverso il sentiero ricordate di indossare calzature adeguate, in alternativa è possibile anche arrivare da Portonovo in circa mezz’ora via mare, in canoa o sup. In spiaggia non troverete stabilimenti, ma c’è un piccolo bar.

Vicino a Mezzavalle si trova anche il Trave, una parete rocciosa che ha creato un raro esempio di molo naturale, lunga ben 1 km tra parte emersa e sommersa. In molti la raggiungono a piedi proprio dalla spiaggia di Mezzavalle, ma sarebbe bene evitarlo poiché la parete di roccia che si costeggia lungo il percorso è a forte rischio frane. Potete piuttosto ammirarlo dal mare: l’escursione in barca che vi consiglierò più giù arriva proprio fino al Trave. 

La spiaggia delle Due Sorelle

Tra le spiagge del Conero è senz’altro la più celebre, immortalata in migliaia di foto. Anche in questo caso, come a Mezzavalle, tra i motivi della sua bellezza c’è la difficoltà di accesso: questa piccola spiaggia abbracciata dalle rocce del Conero si può raggiungere infatti solamente via mare. Esiste un sentiero, piuttosto impervio, che scende fino al mare dal belvedere di Passo del Lupo, ma è vietato a causa della sua pericolosità perciò le alternative per visitarla sono essenzialmente due: la barca, con i traghettatori del Conero o con un tour privato, oppure l’affitto di un mezzo privato come un piccolo gommone o una canoa.

Vista la fama e la particolarità, questa spiaggia merita però un discorso più approfondito: vi rimando quindi all’articolo tutto dedicato a lei -> Come arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle.

Arrivare alla Spiaggia delle Due Sorelle

Le spiagge di Sirolo

Scendiamo ancora un po’ per arrivare alle spiagge di Sirolo. Da nord a sud, la spiaggia si divide in tre zone principali: Sassi Neri, San Michele e Spiaggia Urbani. Troverete diversi stabilimenti alternati a qualche tratto di spiaggia libera, bar, ristoranti (Da Silvio meriterà una menzione a parte nel post dedicato a dove mangiare nel Conero), noleggio di canoe, sup e altro ancora. 

Spiaggia Urbani è il tratto più vicino al borgo di Sirolo e l’unico con un parcheggio vicino – resta da percorrere solo un breve tratto di scale, comunque presente anche per le altre spiaggie -, che però è davvero piccolo e si riempie molto in fretta. In generale quindi dovrete cercare posto in uno dei parcheggi del paese e poi scendere con l’autobus navetta, che nel periodo estivo ha corse ogni mezz’ora. A questo link trovate orari e tappe: autobus Sirolo. O in alternativa, se vi di camminare, potrete sempre scendere a piedi con una bella passeggiata e poi utilizzare la navetta al ritorno.

Per raggiungere San Michele e Sassi Neri il parcheggio più comodo si trova nella zona del Cimitero di Sirolo e costa 8€ per l’intera giornata; da qui potrete prendere la navetta in corrispondenza del cancello su via Vallone al costo di 2€/persona per 90 minuti, o 3€/persona per tutto il giorno. Se avete in programma di pranzare da Silvio, tenete presente che potrete poi utilizzare gratuitamente la navetta privata dello stabilimento (vi basterà esibire lo scontrino).

Le spiagge di Numana

Infine troviamo Numana, che probabilmente ha spiagge un po’ meno celebri delle sorelle più a nord ma vale comunque la menzione, specie se alloggiate in paese e volete un posto comodo in cui rilassarvi qualche ora. A Numana potrete quindi trovare la Spiaggiola o Numana Alta, la spiaggia del Frate incorniciata dalla roccia bianca, e la zona di Numana Bassa che dal porto prosegue con il lungo litorale di Marcelli

Anche a Numana potreste avere qualche difficoltà di parcheggio, ma il comune ha un sito molto chiaro in cui trovate indicate le diverse navette disponibili, per di più gratuite: qui il link.

Riviera del Conero dal mare

La prenotazione delle spiagge con iBeach.it

Se avete in programma un viaggio nel Conero per quest’estate, ricordate come prima cosa di scaricare l’app iBeach.itdiverse spiagge libere della zona sono infatti accessibili solamente previa prenotazione tramite app o portale web. Introdotta per evitare assembramenti, iBeach.it consente di prenotare il proprio posto in spiaggia con queste modalità (valide per ora fino al 12 di settembre):

– A Sirolo è necessario prenotare ogni giorno della settimana. I residenti e i turisti residenti a Sirolo possono prenotare il proprio posto da 48 ore prima, tutti gli altri 12 ore prima. Dopo le 18.00 l’accesso è libero. È compresa tra le spiagge di Sirolo anche la parte nord della spiaggia del Frate.

– A Portonovo e Mezzavalle bisogna prenotare solamente nel weekend, tranne nel periodo dall’1 al 28 agosto in cui sarà obbligatorio riservare il proprio posto anche durante la settimana. 

– A Numana le spiagge libere sono invece accessibili senza prenotazione, almeno fino al raggiungimento della capacità massima. La disponibilità viene aggiornata in tempo reale sul sito www.turismonumana.it.

In fase di prenotazione potrete selezionare una postazione “Telo mare” per includere 2 adulti o “Ombrellone” per 4 adulti. Qui trovate il vademecum completo. 

I paesi del Conero: Sirolo e Numana

Dopo tanto mare, è il momento di una menzione per i due comuni che si affacciano direttamente sul mare del Conero: Sirolo e Numana. Piccola cittadina affacciata sul porto la prima, borgo medievale il secondo, meritano entrambi la visita e sarebbe davvero un peccato andarsene senza averli esplorati almeno un po’. 

Numana era un borgo di pescatori, che quotidianamente percorrevano il tragitto tra Numana Alta, dove si sviluppava il paese vero e proprio, ed il porto. Quella via è stata trasformata in una scalinata all’inizio del secolo scorso ed è oggi la famosa Costarella, ricca di fiori e casette colorate. In cima alla Costarella si trovano anche i resti dell’antica Torre Romana, di cui ora rimane solo un arco. Godetevi poi una passeggiata nella città alta, tra locali e negozi, con una bella vista sulla Riviera del Conero.

Poco lontano c’è poi Sirolo, che si sviluppa intorno a un centro storico medievale dove in origine si trovava un castello. Passeggiare tra i vicoli pedonali e ritrovarsi nella Piazzetta affacciata sul Conero è un’esperienza da non perdere, magari prima di godersi una cena con vista in uno dei molti ristoranti del paese.

Sirolo

Cosa fare nella Riviera del Conero

Affittare una canoa o un gommone

La Riviera del Conero è uno di quei luoghi che vanno ammirati dal mare per coglierne appieno tutte le caratteristiche: le alte rocce bianche, i borghi di Numana e Sirolo che dominano la costa, le calette incastonate qua e là si godono al meglio se viste dall’acqua. 

Una prima opzione per farlo è quindi affittare un proprio mezzo: una canoa o kayak se siete sportivi, o un piccolo gommone a motore se preferite una soluzione più comoda. Potete farlo presso gli stabilimenti di Sirolo, Numana o Portonovo; se scegliete la canoa valutate ovviamente il punto di partenza in base a quale tratto di costa preferite esplorare. Se volete arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle il punto più comodo è San Michele a Sirolo, se invece volete arrivare a Mezzavalle è meglio partire da Portonovo.

Cercando in rete la media dei costi è più o meno questa:

Per una canoa singola: tra gli 8€ e i 10€/ora, o 30€-35€ per la mezza giornata

Per una canoa doppia: tra i 10€ e i 12€/ora, o 40€-45€ per la mezza giornata

Per un gommone senza bisogno di patente nautica: tra i 100€ e i 120€ per la mezza giornata, incluso un pieno di carburante

Come avrete notato non sto facendo il nome della compagnia cui mi sono rivolta io stessa per il noleggio della canoa, perché non mi è piaciuto molto il loro servizio. Vi lascio piuttosto una lista di vari stabilimenti a cui potete rivolgervi a questo link

Spiaggia dei Gabbiani Riviera del Conero

Fare un’escursione in barca 

Un altro modo per esplorare la costa in tutta comodità è la classica escursione in barca: si parte dal porto di Numana e si trascorre mezza giornata a bordo, con un paio di soste per il bagno, qualche spiegazione sui luoghi che si stanno ammirando e un aperitivo per concludere l’esperienza al meglio. 

Troverete diverse compagnie che offrono lo stesso programma e con prezzi tutto sommato equiparabili, ma in questo caso mi sento di consigliare caldamente la compagnia cui ci siamo rivolti su indicazione del Camping la Medusa, ovvero La Giovane Giusy. La barca è molto spaziosa, con poche persone a bordo per ogni tour che hanno così modo di godersi l’escursione in tutta comodità. Si va da Numana fino al Trave di Ancona con due soste, durante le quali è possibile fare il bagno e rilassarsi sui lettini prendisole, per poi concludere con un ricco aperitivo a base di moscioli e altri prodotti locali. Ma la vera differenza come al solito la fanno le persone e quindi l’equipaggio della Giusy, composto da Alessandra, Loris e Cucciolo: persone innamorate del loro territorio e del loro mare, che sanno davvero trasmettere questa passione durante il tour. 

Sul loro sito trovate qualche dettaglio in più e tutti i contatti per prenotare, il costo per l’escursione da mezza giornata (mattino o pomeriggio) parte da 50€ a persona per gli adulti.  

Riviera del Conero barca

Percorrere il sentiero di Passo del Lupo

Gli appassionati di trekking troveranno molti sentieri tra cui scegliere all’interno del Parco del Conero, ma ce n’è uno in particolare che proprio non potete perdervi: è il numero 302 per Passo del Lupo, che porta al punto panoramico più famoso della zona. Così come la spiaggia del Relitto a Zante, la spiaggia delle Due Sorelle dà infatti il meglio di sé vista dall’alto, perciò dopo averla ammirata dalla barca o raggiunta in canoa, per essere sicuri di godervi il suo profilo migliore dovrete dedicare un po’ di tempo a questa passeggiata panoramica. 

Il sentiero è appunto il numero 302 e ufficialmente parte dal cimitero di Sirolo, ma se avete l’auto vi consiglio di accorciare un pochino partendo dal Bar Belvedere (lo trovate con facilità su Google Maps). Potete lasciare l’auto nel piccolo spiazzo che si trova appena imboccato lo sterrato, o lungo la strada facendo attenzione a non bloccare il passaggio. Da qui seguite le indicazioni per il sentiero 302/Passo del Lupo: il belvedere si raggiunge in circa 20 minuti di camminata e non è molto impegnativo. La vista, poi, vi ripagherà di ogni fatica. 

Importante: ricordate che è consentito arrivare solo fino al Belvedere in corrispondenza della targa, non proseguite oltre perché è molto pericoloso (e anche vietato, perciò rischiereste una multa salata).

Spiaggia delle Due Sorelle

I dintorni: Porto Recanati, Recanati, Loreto e oltre

Se dopo tutte le attività di cui vi ho parlato fin qui vi avanza ancora del tempo, i dintorni del Conero sono ricchissimi di cose da fare e da vedere. Potete partire con il visitare le città e i borghi dei dintorni, come Porto Recanati con il suo coloratissimo lungomare: da lei non mi aspettavo nulla se non una classica località come tante sulla costa adriatica, e invece sono rimasta piacevolmente sorpresa. Ci sono poi Loreto di cui vi avevo parlato già in questo articolo, o ancora Recanati, famosa soprattutto per aver dato i natali a Leopardi, splendida cittadina immersa in un paesaggio che ha ben poco da invidiare alle colline toscane. E ancora Osimo, Castelfidardo, Offagna o altri borghi minori ma sempre interessanti. 

Se non le avete mai visitate, meritano una sosta anche le Grotte di Frassassi con il loro imponente percorso sotterraneo. Si trovano nell’entroterra della Regione a un’ora di strada circa da Numana, perciò vi consiglio eventualmente di inserirle come tappa all’andata o al ritorno.  

Porto Recanati

Dove mangiare nel Conero

Ho davvero troppi locali di cui vorrei parlarvi, quindi arriverà presto un post tutto dedicato a dove mangiare nella Riviera del Conero.

Dove dormire per visitare la Riviera del Conero

Nel corso del mio weekend nel Conero sono stata ospite del Camping la Medusa, struttura che si trova direttamente sul lungomare a metà strada tra Porto Recanati e Numana. La Medusa è a tutti gli effetti un piccolo villaggio, con decine di bungalow e mobilhome, piazzole per i camper, e ogni genere di servizio dal ristorante al mini market, dalla spiaggia privata alla piscina. 

Bungalow e mobilhome sono disponibili in diverse tipologie e grandezze e possono ospitare fino a 7 persone. Nel nostro caso avevamo a disposizione una casetta completa di tutto, con due camere, due bagni e salottino/cucina. Nell’affitto sono sempre incluse le utenze, la biancheria, pulizia iniziale e finale, parcheggio, accesso alla piscina e ombrellone nella spiaggia privata. Una nota di merito va inoltre all’attenzione per la sostenibilità e all’impegno costante per rendere la Medusa un camping Eco Friendly.

Anche in questo caso, poi, la differenza la fannno le persone. Dal primo contatto avvenuto mesi fa, fino alla partenza per il rientro a casa, ho avuto a che fare con uno staff oltremodo disponibile che si è prodigato per darmi consigli utili su cosa fare, cosa vedere, dove mangiare e altro ancora. E vi posso garantire che, anche nel contesto di una collaborazione, questo non è affatto scontato. Se cercate su Google Maps il Camping la Medusa lo troverete descritto come “campeggio vivace con piscina e spiaggia”, parole che ben riassumono l’atmosfera di questo posto e il suo staff allegro e sorridente. Noi abbiamo utilizzato la Medusa come base d’appoggio per visitare i dintorni, vivendo poco la vera vita da campeggio, ma credo che sia una struttura ideale soprattutto per le famiglie con bambini: a loro sono dedicati infatti un programma completo di animazione e diverse attività interessanti come il mini maneggio, l’orto laboratorio e prossimamente un percorso bike park. 

In generale, è un indirizzo che vi consiglio di salvare: in una posizione tranquilla, con tutti i servizi e le comodità di un piccolo villaggio, a due passi dal Conero e dalla sua incredibile bellezza.

Camping la Medusa Conero

Visitare la Riviera del Conero: cosa vedere e cosa fare
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Come arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle

Come arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle
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Tra le spiagge del Conero è senz’altro la più celebre, immortalata in migliaia di foto: la spiaggia delle Due Sorelle non ha bisogno di presentazioni, ma se volete visitarla dovrete tenere a mente qualche informazione importante. Come per altri lidi della Riviera del Conero, tra i motivi della sua bellezza c’è infatti la difficoltà di accesso, dal momento che questa piccola spiaggia abbracciata dalle rocce del Conero si può raggiungere solamente via mare. Esiste un sentiero, piuttosto impervio, che scende fino al mare dal belvedere di Passo del Lupo, ma è vietato da diversi anni a causa della sua pericolosità. 

Come arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle quindi? In questo articolo vi presenterò le alternative, con pro e contro di ognuna, in modo che possiate poi prendere una decisione di conseguenza.

La spiaggia delle Due Sorelle: informazioni generali

La spiaggia delle Due Sorelle prende il nome dai due faraglioni che emergono dal mare: se osservati da nord, la forma di questi due scogli ricorda quello di due suore in preghiera. La spiaggia è abbracciata completamente dalle alte rupi del Conero e non ci troverete alcun tipo di servizio, perciò ricordate di portare con voi acqua e cibo se volete fermarvi più a lungo.

Come arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle

Come arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle

In barca: i traghettatori del Conero

La prima e più semplice tra le opzioni per raggiungere la spiaggia delle Due Sorelle è la barca, con il servizio offerto dai traghettatori del Conero. Il collegamento è attivo tutti i giorni da giugno a settembre e parte dal porto di Numana, arrivando in spiaggia in circa mezz’ora. A giudicare dalle informazioni in rete in passato venivano effettuate corse ogni ora, ma per quest’estate sono previste solo due opzioni: andata alle 9.30 o alle 11.40, rientro alle 12.30 oppure alle 15.00. Il biglietto per un adulto costa 25€ andata/ritorno.

PRO: è l’opzione più semplice e adatta a tutti, inclusi i meno allenati. Permette un comodo sbarco direttamente in spiaggia.

CONTRO: essendo l’opzione più comoda è anche la più utilizzata. In alta stagione può significare sbarcare insieme a molte altre persone e ritrovarsi quindi in una spiaggia affollata. Porta unicamente alla spiaggia delle Due Sorelle e non permette di visitarne altre.

Spiaggia delle Due Sorelle

L’affitto di un mezzo privato: il gommone

La seconda grande alternativa è affittare un proprio mezzo privato. Nel Conero troverete ad esempio molte compagnie che noleggiano piccoli gommoni a motore, sia nella zona di Numana e Sirolo sia a Portonovo. Per guidare questo tipo di imbarcazione non è necessaria la patente nautica, il gommone può ospitare 5/6 persone e permette di godersi non solo la spiaggia delle Due Sorelle ma tutta la costa con le sue calette nascoste. I costi per una mezza giornata vanno di media dai 100€ ai 120€, incluso un pieno di carburante. 

PRO: è un’opzione che permette di visitare la costa comodamente e in autonomia. Permette di partire presto così da essere in spiaggia prima che arrivi la barca dei Traghettatori.

CONTRO: anche se non serve la patente nautica richiede un minimo di confidenza. Se non viaggiate in gruppo di almeno 4 persone risulta un’opzione più costosa della barca.

spiaggia delle Due Sorelle in canoa

Arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle in canoa

Infine, l’opzione che ho scelto io stessa: la canoa. Anche in questo caso non farete fatica a trovare il vostro mezzo, poiché molti tra gli stabilimenti di Sirolo e Portonovo affittano comunemente kayak singoli o doppi. Per arrivare alle Due Sorelle vi consiglio di partire dalla spiaggia di San Michele che si trova più vicino: da qui si impiega una mezz’ora abbondante all’andata, un po’ meno al ritorno. Di sicuro non è una passeggiata rilassante, ma devo dire che ci siamo divertiti e vi consiglio quindi di farlo se cercate un’esperienza più particolare. 

Il costo per il noleggio di una canoa singola va dagli 8€ ai 10€/ora o 30-35€ per la mezza giornata. Per la canoa doppia invece dai 10€ ai 12€/ora o 40-45€ per mezza giornata.

PRO: è l’opzione più particolare e sostenibile, permette di arrivare in spiaggia in autonomia e prima delle barche. Con un piccolo sforzo in più si possono raggiungere anche altre spiagge oltre alle Due Sorelle.

CONTRO: non è una scelta adatta a tutti e può risultare abbastanza faticoso.

spiaggia delle Due Sorelle dall'alto

La spiaggia delle Due Sorelle dall’alto: il sentiero di Passo del Lupo

La spiaggia delle Due Sorelle è un luogo che dà il meglio di sé visto dall’alto, perciò dopo aver stabilito come raggiungerla via mare vi consiglio di prendervi del tempo per ammirare anche il panorama da un’altra prospettiva. Per farlo dovrete percorrere il sentiero numero 302 per Passo del Lupo: ufficialmente il sentiero parte dal cimitero di Sirolo, ma se avete l’auto vi consiglio di accorciare un pochino partendo dal Bar Belvedere (lo trovate con facilità su Google Maps). Potete lasciare l’auto nel piccolo spiazzo che si trova appena imboccato lo sterrato, o lungo la strada facendo attenzione a non bloccare il passaggio. Da qui seguite le indicazioni per il sentiero 302/Passo del Lupo: il belvedere si raggiunge in circa 20 minuti di camminata e non è molto impegnativo. La vista, poi, vi ripagherà di ogni fatica. 

Per scoprire tutte le altre spiagge della zona potete leggere l’articolo completo: Cosa vedere nella Riviera del Conero.

Come arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle
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