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Weekend a Torino: cosa vedere e cosa fare in città

Weekend a Torino: cosa vedere e cosa fare in città
MangiaViaggiaAma

Tra le grandi città italiane, Torino è stata quella che ho visitato più tardi. Avevo pianificato tutto più volte, ma il viaggio era sempre saltato per un motivo o per l’altro. Se però sono arrivata tardi, appena un paio d’anni fa, è anche vero che nel giro di poco ci sono tornata tre volte per recuperare il tempo perduto. Direi quindi che è arrivato il momento di parlarne un po’ anche qui: vi racconto cosa vedere a Torino e cosa fare nella città piemontese. 

#roncaTO

L’occasione per tornare a Torino è stata una bella promozione che vede collaborare Roncato, Booking Piemonte, Turismo Torino, Federalberghi Torino e vari altri operatori della città per il rilancio del turismo. Fino al 31 gennaio 2021, infatti, per ogni acquisto effettuato sul sito di Valigeria Roncato – che vi consiglio di andare a visitare perché non ci sono solo splendidi trolley, ma anche zaini, marsupi e accessori per viaggiatori – riceverete un buono sconto del 20% da spendere su pernottamenti ed esperienze a Torino. In più, un ulteriore 20% di sconto presso Osteria Rabezzana, Eataly e Gelateria Pepino.

Qui il link per acquistare: Valigeria Roncato.

(Nella foto: zaino porta computer collezione Agency e trolley da cabina Biz 4.0)

Cosa vedere a Torino in un weekend

Le Piazze del centro storico

Torino si vive prima di tutto all’aperto, passeggiando per il suo centro storico da una piazza all’altra. La più bella è probabilmente Piazza San Carlo, chiamata “il salotto di Torino”, ampissima ed elegante, un vero e proprio gioiello splendido a qualsiasi ora del giorno. A poca distanza si trova Piazza Castello, su cui si affacciano com’è facile intuire il Castello Reale e Palazzo Madama. C’è poi Piazza Solferino, e poco più lontano Piazza Statuto dove si sarebbero dovuti trovare uffici e ministeri della nuova capitale d’Italia – peccato che quando la costruzione degli edifici affacciati sulla piazza si concluse, la capitale era già stata spostata altrove. Infine, camminando fino alla riva del Po si raggiunge Piazza Vittorio Veneto, anche questa ampissima e ricca di caffè, da cui si può ammirare la chiesa della Gran Madre sull’altra sponda del fiume. 

Piazza Castello Torino

I musei da visitare a Torino

Anche per chi non ama i musei, sarà difficile lasciare Torino senza averne visitato almeno uno. Un po’ perché la città offre musei davvero vari, un po’ perché in alcuni casi si tratta di assolute eccellenze a livello italiano e non solo. Ve ne consiglio alcuni, credo i più significativi:

Museo Egizio: primo tra tutti e non poteva essere altrimenti. Sia per l’incredibile ricchezza della collezione, sia per l’ottima gestione, il Museo Egizio di Torino è una vera e propria eccellenza del settore e una tappa imperdibile in città: pensate che è il più antico museo al mondo dedicato interamente alla civiltà egizia. 

Museo del Cinema e Mole Antonelliana: se desiderate salire in cima alla Mole Antonelliana, uno dei simboli indiscussi di Torino, potrete scegliere di pagare il biglietto per il solo ascensore panoramico oppure aggiungere anche la visita al Museo del Cinema, per pochi euro in più. Personalmente vi consiglio la seconda opzione, perché il museo offre una collezione interessante per appassionati e non. 

Musei Reali: un complesso enorme che include tra le altre cose le sale del Palazzo Reale, la Galleria Sabauda e la Cappella della Sacra Sindone. Vi consiglio di visitarlo soprattutto per quest’ultima, un capolavoro d’architettura da non perdere. 

Museo dell’Auto: infine, nella capitale italiana dell’automobile non si può non citare il MAUTO Da ignorante in materia (pur con marito super appassionato) posso dire che la collezione è interessante anche per chi come me non sa granché in fatto di automobili. Unica pecca il fatto che si trovi un pochino fuori dal centro, ma tenetelo presente magari per una seconda visita in città. 

Museo Auto Torino

Il parco del Valentino

Lungo le rive del Po, tra le cose da vedere a Torino non posso non citare infine il Parco del Valentino, vero e proprio cuore verde della città. Perdetevi tra viali alberati, ruscelli e giochi d’acqua, ammirate il Borgo Medievale e cercate la famosa panchina con i “lampioni innamorati” realizzata da Rodolfo Marasciuolo. In questo periodo dell’anno, è anche un luogo perfetto per ammirare i colori dell’autunno.

Torino cosa vedere

Cosa fare a Torino

Fare un walking tour a tema

Per conoscere qualcosa di più su una destinazione, sapete che i walking tour sono sempre tra i miei primi consigli. Nel corso del mio ultimo viaggio a Torino ne ho provati ad esempio due:

♦ Il tour della “Torino Magica”, organizzato da Somewhere, che si svolge la sera e racconta storie e leggende che hanno regalato a Torino una fama piuttosto esoterica. La stessa agenzia propone anche tour della Torino Sotterranea, Torino Noir e altro ancora. 

♦ Il tour della “Torino liberty”, organizzato invece da Cultural Way, dedicato ad alcuni quartieri della città che hanno reso Torino la capitale italiana dello stile liberty. Consigliato a tutti gli appassionati di architettura e in generale a chi magari è già stato a Torino e cerca qualcosa di originale. Anche in questo caso, l’agenzia organizza altri tour che trovate sul sito: io sarei molto curiosa ad esempio di fare quello dedicato ai caffè storici di Torino.

Merenda Reale Torino

Bere un Bicerin e fare la Merenda Reale

Pensavate che non avrei inserito una sosta golosa, in una città famosa tra le altre cose per i Gianduiotti? Tra le cose da fare a Torino non può senz’altro mancare l’assaggiare un Bicerin, bevanda inventata nel locale storico che ancora porta questo nome, a base di caffè, cioccolata e crema di latte. Il bicerin non va zuccherato né mescolato, si assapora a piccoli sorsi lasciando che le tre diverse componenti si mischino direttamente sul palato. Oggi lo trovate non solo appunto Al Bicerin – dove vi consiglio in ogni caso di passare – ma anche in altri locali del centro, tra cui i molti caffè storici dove pare di fare un viaggio indietro nel tempo.

Per una pausa ancora più completa, potete poi provare l’esperienza della “Merenda Reale”: accanto a bicerin o cioccolata calda vi verranno serviti dolci e biscotteria, che riprendono la tradizione appunto della merenda di Corte. Noi l’abbiamo provata alla storica Gelateria Pepino ma potete trovarla anche in altre caffetterie, inclusa quella di Palazzo Reale. 

Ammirare il panorama da Superga

Infine, se avete ancora tempo a disposizione vi consiglio di lasciare per un po’ il centro Torino e andare ad ammirare la città dall’alto. Noto anche per il tragico incidente aereo del 1949, il colle di Superga ospita un’imponente e splendida Basilica in cui sono tumulati alcuni dei Savoia. Ma è soprattutto per la vista che si arriva fin qui: da Superga infatti si può godere di uno splendido panorama su tutta Torino, con alle spalle le Alpi. 

Superga Torino

Dove dormire a Torino

Per quest’ultimo tour siamo stati ospitati in tre diversi hotel, tutti a due passi dalla stazione di Torino Porta Nuova – vostro probabile punto di arrivo se sceglierete di lasciare l’auto a casa e raggiungere la città in treno. Nello specifico io ho dormito all’Hotel Genio, mentre altri blogger sono stati all’Hotel Genova e all’Hotel Luxor. Tutti e tre sono assolutamente consigliati, con camere ampie e buoni servizi, oltre appunto a una posizione comoda per esplorare il centro di Torino in un weekend. 

Dove mangiare a Torino

Chiudiamo come sempre con i consigli di gola veri e propri. Vi lascio alcuni indirizzi che ho testato e che vi consiglio per mangiare a Torino, oltre a Bicerin e Pepino che ho già citato per la merenda reale:

♦ Osteria Rabezzana: osteria con enoteca a due passi da Piazza Castello, da provare la pasta fatta in casa e in generale la cucina tipica piemontese.

♦ Eataly Lingotto: un pochino più lontano dal centro, ma la cucina è ottima e vale senz’altro lo sforzo (ci si arriva comunque comodamente con metro o autobus).

♦ Da Cianci: osteria super tradizionale, meglio prenotare perché il locale è davvero piccino e molto frequentato dai torinesi.

♦ Il Melograno: se volete fare l’esperienza di mangiare (letteralmente) sotto la Mole. 

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Turismo outdoor in Italia: numeri in crescita nonostante il Covid-19

È stato l’anno del turismo outdoor. Il Covid-19 ha certamente avuto un impatto profondo sul settore turistico internazionale, con conseguenze in gran parte ancora da calcolare. Non si tratta tuttavia soltanto di fare la conta dei danni che la pandemia può aver causato al comparto, ma anche di analizzare come la situazione abbia rimodulato richieste e abitudini dei viaggiatori, per studiare nuove risposte e ripensare il sistema.

In una situazione generalmente preoccupante, ci sono ad esempio dati che confermano come il turismo sia vivo e vegeto, alimentato dalla mai spenta voglia di viaggiare, ma con modalità diverse.

Il turismo outdoor, per esempio, fa registrare un significativo balzo in avanti nel nostro Paese, in risposta alla comprensibile necessità degli Italiani di trovare nuove formule che coniughino le vacanze con la volontà di stare all’aria aperta, riscoprendo la natura e riscattando i lunghi periodi passati in casa tra lockdown e smart working.

I dati 2020 dell’Osservatorio del Turismo Outdoor

A confermare questa tendenza arriva anche la quarta edizione dell’Osservatorio del Turismo Outdoor realizzato da Human Company (gruppo ricettivo e ristorativo leader in Italia nell’ospitalità open air) in collaborazione con The Data Appeal Company. Un’analisi che ha provato non solo a mappare l’andamento del settore, ma anche a fare una prima importante valutazione per delineare l’impatto del Covid-19 sull’outdoor italiano.

Il rapporto, che prende in considerazione i dati raccolti tra gennaio e agosto 2020 su circa duemila strutture ricettive dell’outdoor in Italia (18,5% villaggi e 81,5% campeggi), parla di un comparto che, tenendo conto della situazione generale, mostra un andamento tutto sommato positivo.

Se è vero infatti che anche il settore della ricettività outdoor ha subito una inevitabile flessione in Italia nel 2020, è altrettanto vero che si tratta di un dato migliore di quello registrato in media sulla ricettività nazionale: – 54% per le strutture all’aria aperta, contro il -62% del dato generale. Insomma, pare che l’outdoor sia riuscito a contenere le perdite, registrando una flessione molto più contenuta, segno evidente che il turismo all’aria aperta è una tendenza in espansione nel nostro Paese.

Gli Italiani che scelgono l’outdoor

Questo a fronte del fatto che, nel dopo lockdown, il 70,5% degli Italiani ha optato per il turismo outdoor, con una crescita del 26,6% rispetto all’anno precedente. Un dato che ha permesso anche un tasso di occupazione di +6 punti percentuali nel turismo outdoor rispetto all’offerta ricettiva italiana. A scegliere il turismo outdoor sono soprattuto le famiglie, che nel 2020 sono passate dal già significativo 61,7% al 67,4%, mentre sono in decrescita tutte le altre tipologie di viaggiatori. In particolare, a scegliere meno le strutture ricettive all’aria aperta sono i viaggiatori singoli, che però valutano con i voti più alti l’esperienza generale, e che quindi rappresentano un interessante segmento di espansione per il comparto.

L’indice di soddisfazione di chi sceglie l’outdoor

Cresce in generale la soddisfazione dei turisti che scelgono la ricettività outdoor: secondo i contenuti analizzati da The Data Appeal Company, l’indice medio di soddisfazione della clientela che nel 2020 ha scelto l’outdoor è pari a 83,9 punti su cento.

A convincere i viaggiatori sono soprattutto l’atmosfera e l’accoglienza, indice del fatto che quella dell’outdoor è soprattutto una scelta dettata da una necessità di una vacanza diversa, che comprenda soluzioni familiari e la possibilità di passare del tempo all’aria aperta. Più in affanno i punteggi rispetto ai temi delle dotazioni delle strutture ricettive e della sicurezza (in cui le strutture outdoor vengono valutate 46,5 su 100): un tema che, in un anno come il 2020, è cruciale per tutti i turisti, con un sentiment generale che non può che essere crollato in qualsiasi situazione si scelga di viaggiare.

È anche vero però che, guardando al livello di fiducia sulle azioni anti-Covid intraprese dalle strutture ricettive, l’outdoor ne esce ancora una volta positivamente. Il Covid Safety Index, un indice elaborato da The Data Appeal Company per rilevare e analizzare la percezione che hanno gli utenti del livello di sicurezza durante la pandemia, evidenzia un grado di soddisfazione piuttosto alto per i turisti che hanno scelto l’outdoor: 85 punti su 100 contro ai 73,7 ottenuti dal resto dell’offerta ricettiva.

Variazioni regionali

Il rapporto sul turismo outdoor di Human Company elabora anche un focus regionale. Secondo questi dati locali, è la Valle d’Aosta la regione a cui i turisti assegnano il più alto livello di gradimento (89,5 punti su 100), seguita dal Trentino (88,7 punti) e dall’Alto Adige (88 punti). Fanalino di coda per le strutture ricettive della Sardegna (80,3 punti di gradimento) e della Calabria (81 punti). La Basilicata è invece la regione che nel 2020 fa registrare la variazione più alta rispetto allo stesso periodo del 2019, portando l’indice di gradimento a 82 punti (+4,3%).

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Itinerario in Friuli: un weekend nelle Dolomiti Friulane

Itinerario in Friuli: un weekend nelle Dolomiti Friulane
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Qualche settimana fa ho avuto modo di tornare a visitare una zona d’Italia di cui vi avevo già parlato in passato: mi riferisco a Maniago, in provincia di Pordenone, e ai suoi dintorni. Un nome che forse ai più potrà non dire molto, ma che è in realtà ricca di cose da fare e da vedere. Colgo quindi l’occasione per ampliare ciò che vi avevo raccontato e proporvi un itinerario in Friuli da replicare in un weekend: cosa vedere e cosa fare nel Parco delle Dolomiti Friulane in tre giorni.

Cosa vedere Dolomiti Friulane

Dolomiti Friulane: cosa vedere in un weekend

Giorno 1: Maniago e Poffabro

La base per questo weekend friulano sarà Maniago, città delle coltellerie di cui vi avevo già parlato in questo articolo. Si trova in posizione centrale rispetto alle località da visitare, perciò vi consiglio di cercare una camera qui e spostarvi poi in giornata. 

Per ambientarvi ed iniziare a conoscere il territorio, iniziate col visitare il Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie: rimarrete sorpresi da quanta storia si può celare dietro una “semplice” lama. Sapevate ad esempio che le spade utilizzate in Braveheart vengono proprio da qui?

Per ammirare Maniago dall’alto vi consiglio poi di raggiungere il suo castello, in auto oppure a piedi con una camminata di qualche ora lungo l’anello del Monte Jouf e della Valpiccola. 

Poco distante da qui si trovano poi uno dei borghi più belli d’Italia, Poffabro, un piccolo presepe a cielo aperto che si riempie di decine di altri presepi durante il periodo natalizio, e la vicina Frisanco. Entrambi i borghi sono interessanti testimonianze dell’architettura tradizionale della Val Colvera.

Ecomuseo Lis Aganis

Dal 2004 l’Ecomuseo regionale delle Dolomiti friulane Lis Aganis si occupa attivamente di promuovere questo territorio attraverso numerose attività: percorsi didattici, mostre, eventi e molto altro.

Per saperne di più, scoprire i percorsi studiati tra Acqua, Sassi e Mestieri, avere altri spunti su cosa fare in zona e anche per imparare cosa sono “Lis Aganis”, vi consiglio di dare un’occhiata al loro sito.

Ecomuseo

Poffabro itinerario Friuli

Giorno 2: Val Tramontina

Per il secondo giorno ci spostiamo in Val Tramontina, iniziando così ad esplorare la natura della zona. L’attrazione principale da queste parti è senz’altro quella delle Pozze Smeraldine, diventate improvvisamente celebri qualche anno fa grazie a un articolo del Guardian. Le Pozze sono delle piscine naturali formate dal fiume Meduna, che grazie al fondale di roccia bianca e alla luce del sole diventano di uno splendido color smeraldo. In estate sono molto frequentate – a volte anche troppo, quindi tenetelo a mente se volete passare di qui ad agosto – e i più temerari possono azzardare anche un bagno nelle fredde, verdi acque.

Le Pozze Smeraldine si raggiungono percorrendo un breve sentiero da Tramonti di Sopra, troverete diversi cartelli che indicano il parcheggio e l’inizio della strada.

Dopo questa bella passeggiata naturalistica, potete esplorare i tre borghi principali della valle: Tramonti di Sopra, di Mezzo e di Sotto. Ma anche scattare qualche foto al lago di Redona e – se il livello dell’acqua è basso – cercare di avvistare i resti dei villaggi che furono sommersi per creare questo bacino artificiale.

Pozze Smeraldine

Giorno 3: Barcis + Vajont

Altro giorno, altra valle: puntiamo il lago di Barcis con i suoi splendidi colori e la vicina Strada Vecchia della Valcellina. Quella che era l’unica strada di collegamento con la pianura all’inizio del Novecento, oggi è un bel percorso ciclo-pedonale affacciata sulla Forra del Cellina. Si accede nel periodo estivo con un biglietto di 3€, chi lo desidera può aggiungere altri 3€ per percorrere il Ponte Tibetano che è stato realizzato proprio sopra il torrente. Nel prezzo è inclusa tutta l’attrezzatura – imbragatura e casco -, vi basterà rivolgervi al centro visite.

Dopo aver esplorato la Valcellina, tempo di rimettersi in viaggio fino ai confini con la provincia di Belluno. È proprio qui, al confine tra due Regioni, che si trova la valle del Vajont, un nome che purtroppo non ha bisogno di presentazioni. Da trevigiana, con parenti nel bellunese, mi era capitato più volte di vedere la diga dalla strada, ma dal 2007 è possibile percorrere a piedi il suo coronamento e la tappa finale del nostro tour è stata proprio questa. Non vi dirò che è una visita “facile”, perché è chiaro che si prova un senso di angoscia molto forte nel camminare sul filo di un’opera così maestosa e così tragica. Nel sentirne raccontare nuovamente la storia, nel confrontare il livello del terreno dall’una e dall’altra parte della diga, rendendosi presto conto che quello è il volume – enorme – della frana. È qualcosa di incredibilmente pesante dal punto di vista emotivo, ma credo anche sia una di quelle visite doverose, una volta nella vita, per non dimenticare mai quanto tante piccole scelte sbagliate fatte da persone assolutamente comuni possano condurre a un disastro.

A questo link trovate le informazioni per prenotare una visita al camminamento del Vajont.

Per non chiudere questo itinerario in Friuli con l’animo troppo pesante, prima di ripartire vi consiglio però una visita al “Bosco Vecchio”. Si può raggiungere con una visita guidata più lunga (ma al momento le prenotazioni non sono disponibili), oppure in autonomia partendo dal parcheggio degli autobus. In questa zona boschiva, che prima del 1963 si trovava centinaia di metri più in alto, una parte degli alberi franati ha resistito, contro ogni pronostico, riadattandosi. Alberi piegati ma non del tutto spezzati, dove i rami si sono trasformati in nuovi tronchi sporgendosi verso il cielo per sopravvivere. Un ultimo messaggio di speranza, di cui si ha sempre bisogno.

Bosco Vecchio Vajont

Dove e cosa mangiare

L’occasione per tornare a Maniago e nelle Dolomiti Friulane è stata un’iniziativa di promozione della Pitina IGP, perciò non posso che partire da lei. La Pitina è un salume di carne ovina o di selvaggina, molto speziato, con una caratteristica forma a polpetta ricoperta da farina di mais. È tipica proprio di queste zone e i suoi produttori si stanno impegnando per promuoverne la tradizione, creando tra le altre cose il club di prodotto “Pitina&Friends”.

Altre ricette tradizionali che non possono mancare da queste parti sono il classico frico, a base di formaggio, patate e cipolla, i cjarsons simili a ravioli, spesso con ripieni molto particolari per l’abbinamento dolce/salato, o ancora orzotti, risotti, piatti di carne e molto altro.

Questi sono alcuni ristoranti che abbiamo avuto modo di testare (anche troppo!) e che vi consiglio:

  • Trattoria alla Casasola: a due passi dal centro di Maniago, un ambiente elegante ma senza rinunciare a quel calore accogliente delle trattorie tradizionali. A proposito di promozione della Pitina, non perdetevi la “Mesta alla Casasola”, un antipasto ricchissimo (e buonissimo) che ha guadagnato al ristorante il premio Mattia Trivelli.
  • Palazzo d’Attimis: sempre a Maniago, impossibile non citare l’Antica Taverna di Palazzo d’Attimis, la splendida residenza nobiliare che domina Piazza Italia. Oggi all’interno si trovano appunto un ristorante – com’è ovvio, molto elegante – e alcune camere.
  • Trattoria Ai Cacciatori: poco distante da Maniago, e precisamente a Cavasso Nuovo, si trova questa trattoria molto più rustica che puntualmente finisce sulle guide gastronomiche. Gli ingredienti: prodotti a chilometro zero, ricette tradizionali ma con abbinamenti inconsueti, e sicuramente tanta passione dei titolari.
  • Trattoria La Pignata: altro indirizzo da segnare, questa volta tra i vicoli di Poffabro. Non perdetevi lo splendido panorama dalla terrazza esterna.
  • Trattoria Julia: infine un’ultima trattoria a due passi dalla diga del Vajont, ottima tappa per visitare anche i borghi di Erto e Casso – toccati ma per fortuna non distrutti dalla tragedia. Si trova proprio accanto al laboratorio di Mauro Corona.

Dove mangiare Maniago

Dove dormire a Maniago

Come base per questo itinerario tra le Dolomiti Friulane vi consiglio di dormire a Maniago, ad esempio all’Eurohotel Palace, a due passi da Piazza Italia e con camere spaziose.

Itinerario in Friuli: un weekend nelle Dolomiti Friulane
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Vacanze del buon respiro: 9 mete con garanzia di aria pura

È un atto automatico, il respiro. Eppure, mai come in questo periodo ne sentiamo l’importanza. Quante volte abbiamo sognato di camminare tra i boschi, o di correre nei prati durante il lockdown? E quante volte abbiamo avvertito un senso di chiusura e di mancanza del respiro?

Abbiamo dunque bisogno di stare all’aria aperta e riossigenarci e questa è l’estate per scoprire luoghi vicini a casa dove ritornare a respirare bene. Ecco nove destinazioni che hanno puntato sull’aria pura per vacanze a pieni polmoni, lontano da luoghi chiusi e affollati, e smog.

Buon respiro: Chamois (Ao), il borgo senz’auto

Fu un referendum nel 1955 a decretarne la fortuna naturalistica con la rinuncia a una strada di comunicazione in favore di una funivia. Così, Chamois, borgo “sospeso” sulla Valtournenche, negli anni ha fatto di necessità virtù diventando l’unico comune italiano senza auto, nonché località simbolo della mobilità dolce del circuito Perle Alpine, raggiungibile solo a piedi o in funivia (ogni mezz’ora da Buisson). E a 1815 m d’altitudine, Chamois brilla proprio come una perla delle Alpi, incastonata tra i fianchi rocciosi su cui si arrampicano i camosci (chamois appunto); sferzata da un’aria pulita che non vede e non sente il passaggio delle auto; e ricoperta da un cielo stellato senza disturbi luminosi che la rendono un’ottima destinazione astronomica.

Lo sa bene Antoine Casarotto, guida naturalistica e fotografo, che dal suo Rifugio Ermitage conduce in emozionanti escursioni al chiaro di luna dove imparare tutti i segreti della volta celeste, al cospetto del laghetto Lod. Durante il giorno c’è solo l’imbarazzo della scelta. Si può salire in sella a una mtb e, dopo aver fatto il pieno di energie con le deliziose torte di Chez Pierina, partire verso la ciclabile che conduce a La Magdeleine, pedalando tra i boschi da cui si scorge il Cervino, lungo il ruscello punteggiato da antichi mulini e baite.

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Da quest’anno si può anche noleggiare una e-bike con degustazione finale della birra agricola d’alta quota Bière de Chamois grazie al servizio “Pedalando a tutta birra”.

Respirando a pieni polmoni l’aria pura, ci si può poi sdraiare sui prati sconfinati leggendo un libro: basta sceglierlo nelle casette in legno della biblioteca diffusa. E perdersi nei dettagli dei tradizionali rascard, case in pietra e legno ristrutturate e aperte ai turisti. Nella frazione più antica, La Ville, si spazia dallo chalet del settecento con recupero design come La Croche, a quelli più tradizionali come Macapè, dove ogni ferro o legno antico è stato splendidamente restaurato. E passo dopo passo si finisce per diventare parte di questa autentica comunità, dove ogni respiro è una carezza di ossigeno.

Chamois (Ao) panoramica dal colletto di Cheneil (foto di Antoine Casarotto).
Chamois (Ao) panoramica dal colletto di Cheneil (foto di Antoine Casarotto).

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Moso in Val Passiria (Bz) e la mobilità dolce

Altro vanto del network di Alpine Pearls, rete di 21 comuni dell’arco alpino che adottano sistemi di mobilità dolce per ridurre le emissioni di CO2, è Moso in Passiria. Questa località è un piccolo eden immerso nel Parco naturale del Gruppo Tessa, e ha investito in aria pulita e mobilità alternativa. Una volta arrivati, infatti, ci si può dimenticare dell’auto, lasciata nei parcheggi interrati all’ingresso del comune, per entrare nel villaggio di Plan.

Qui, grazie alla Mobilcard si accede a una serie di servizi che includono, bus elettrici, trenini, navette e funivie, per escursioni nell’aria pura tra malghe, boschi e ruscelli. Ce n’è per tutti i gusti, dai sentieri in e-bike ai trekking per ogni difficoltà con tappe alla gola del Passirio, fino all’emozione del Passo rombo e il Museo Bunker. I più romantici possono optare per i cavalli avelignesi, splendidi e robusti esemplari per rilassanti passeggiate in sella o in carrozza.

In sella ai cavalli avelignesi sui torrenti attorno a Moso in Passiria (foto copyright tourismusverein-passeiertal).
In sella ai cavalli avelignesi sui torrenti attorno a Moso in Passiria (foto copyright tourismusverein-passeiertal).

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A Cervia (Ra), terme e saline

È una città nata sul sale, Cervia, e qui tutto ruota attorno al suo oro bianco. Un prodotto integrale, delicato e ‘dolce’ per via della minor presenza dei cloruri più amari, che è addirittura rinomato presidio Slow Food.

Ma oltre al sapore, questo ingrediente caratterizza l’ambiente con le sue antichissime saline popolate da fenicotteri e uccelli migratori, e purifica l’aria, inalata nei trattamenti delle Terme di Cervia. Lo stabilimento in stile modernista, infatti, è alimentato dalle acque salsobromoiodiche provenienti dai bacini salini e, nebulizzata, è un vero toccasana per le vie respiratorie.

Se a questo si aggiunge la vastissima pineta circostante, con i suoi 260 ettari di piante secolari a Milano Marittima, allora si può parlare di un vero e proprio distretto della buona respirazione. Non a caso qui si allenano atleti e si tengono sessioni dedicate alla meditazione e allo yoga nella natura come YAMM Silencio che porta ogni fine agosto gli appassionati di discipline yogiche sotto il tetto verde e balsamico della pineta.

E per chi vuole fare il pieno di ossigeno e allenarsi per conto suo, questo polmone verde offre anche una vera e propria palestra a cielo aperto con attrezzi e panche fitness dotate di pannelli esplicativi sugli esercizi da fare.

Yoga nella pineta di Milano Marittima durante il festival del benessere YAMM Silencio (©julie ansieu).
Yoga nella pineta di Milano Marittima durante il festival del benessere YAMM Silencio (©julie ansieu).

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Comano (Tn), la valle della salute

Con i suoi 5 milioni di alberi e 700 mila t di ossigeno rilasciato ogni anno, la valle di Comano è considerata la valle della salute. Stretta tra il Lago di Garda e le Dolomiti di Brenta, e Riserva Biosfera Unesco, vanta gioielli della natura come le cascate del Rio Bianco e il Canyon del Limarò, immersi nei boschi del parco Adamello Brenta. A questo si aggiungono le sorgenti delle Terme di Comano, ideali per la salute della pelle e delle vie respiratorie, che sgorgano in un’area verde di 14 ettari, il Parco delle Terme di Comano.

Qui, nel verde e nella quiete del Grand Hotel Terme di Comano si fanno bagni di salute e passeggiate del respiro, il breathwalking che combina yoga, Qi-Gong e Chi-walking armonizzando passo e respiro. Un curriculum di tutto rispetto, quello di questa valle salus, che non a caso è diventata palestra a cielo aperto di attività olistiche, in cui il respiro dell’uomo si fonde con quello del bosco e dei suoi aromi.

Punto di riferimento per queste discipline è l’azienda agricola II Ritorno, nel borgo tra i più belli d’Italia di San Lorenzo in Banale, dove la padrona di casa Anita prepara genuini agri-snack da gustare dopo massaggi aromatici a base di erbe officinali, fiori e frutti antichi.

Per chi cerca attività in simbiosi con la natura di Valle Comano ci sono poi le passeggiate sensoriali guidati da Alissa Shiraishi e il marito Mattia Cornella. Queste camminate sono vere e proprie immersioni nel silenzio e ad occhi chiusi nel borgo e nel bosco, dove si instaura un rapporto profondo, quasi ancestrale, con l’ambiente concentrandosi al massimo sui propri sensi e il contatto con terra, aria e acqua di questa valle del benessere.

Yoga nella foresta con la maestra Alissa Shiraishi, nella natura della valle di Comano.
Yoga nella foresta con la maestra Alissa Shiraishi, nella natura della valle di Comano.

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Parco della Sila (Cs): l’aria più pulita d’Europa

Non solo mare e aspri monti, la Calabria vanta anche dolci altipiani e valle boscose che ricordano scorci alpini. È il caso del Parco nazionale della Sila, un altopiano che si estende per circa 74.000 ettari, fra boschi di pino laricio, laghi, fiumi e pascoli.

Un’area dalla ricchissima biodiversità dove si pratica sleddog e sci in inverno e nordic walking, mtb ed equitazione d’estate, compresa nella più ampia Riserva della biosfera Mab Unesco. Praticamente un tesoro naturalistico che vanta anche un lusinghiero riconoscimento.

Periodicamente, infatti, quando vengono rilasciati i dati e le rilevazioni europee sull’aria che respiriamo, il parco viene additato come il punto in cui si respira l’aria più pulita del continente. Un primato dovuto alla presenza di boschi secolari, come il tesoro botanico dei faggi patriarchi Giganti di Fallistro, e all’assenza di fabbriche in tutta l’area.

Passeggiate all'interno del Parco nazionale della Sila (foto Parco Sila).
Passeggiate all’interno del Parco nazionale della Sila (foto Parco Sila).

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Salisburghese (Austria), aerosol naturale ai piedi della cascata

L’area protetta più grande delle Alpi, il Parco nazionale degli Alti Tauri, custodisce un fresco segreto di benessere e salute. Siamo nella verdissima regione austriaca del Salisburghese, dove scroscia con i suoi 380 m di altezza l’acqua delle cascate di Krimml. Al cospetto di questo monumento della natura si rimane a bocca aperta, non solo per lo stupore, ma anche per respirarne appieno la freschezza. Diversi studi, infatti, attribuiscono all’acqua nebulizzata delle cascate un potere terapeutico indicato contro le affezioni delle vie respiratorie, come asma e allergie. E gli hotel propongono veri e propri programmi terapeutici per amplificare l’effetto salutare sui polmoni. Praticamente si tratta di un aerosol naturale, da godere sulle piattaforme di osservazione che offrono un contatto ravvicinato con questa fonte di salute.

Un altro tesoro verde della regione che contribuisce al buon respiro è il Parco della Biosfera del Lungau. Quest’area punteggiata da tantissimi laghetti alpini e ammantata dalla foresta di pini cembri più vasta d’Europa è protetta dall’Unesco. Un vero luogo da fiaba da godere a piedi o in bici lungo gli oltre 300 km di sentieri escursionistici e piste ciclabili del Lungau salisburghese. Magari partendo dalla spa-giardino del Wellnesshotel Eggerwirt che propone soggiorni detox tra il laghetto balneabile alimentato dalla sorgente alpina e le escursioni nel verde.

Le cascate Krimml nel parco nazionale degli Alti Tauri (foto Ente turismo Salisburghese).
Le cascate Krimml nel parco nazionale degli Alti Tauri (foto Ente turismo Salisburghese).

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Forestis (Bz), il nuovo luxury retreat nella natura della Plose

Un tempo era un sanatorio adatto alla cura delle malattie polmonari, a 1800 m sulla Plose, sopra Bressanone. La scelta del luogo ricadde in un punto, tra boschi, sorgenti, rocce e aria pura, ritenuto particolarmente energetico e i lavori di realizzazione furono affidati all’architetto Otto Wagner. Poi, in seguito alla morte prematura dell’architetto e allo scoppio della Grande Guerra, il progetto iniziale venne ridimensionato diventando una casa in legno che accolse i combattenti come stazione climatica fino al 1922.

Caduto in abbandono e avvolto dalla vegetazione, l’edificio fu riportato a nuova vita dall’albergatore altoatesino Alois Hinteregger che lo trasformò in un hotel e ora, grazie ai proprietari Teresa e Stefan, in un luxury retreat. Aperto il 20 luglio scorso, il Forestis rende giustizia al suo nome proponendo un luogo ritirato di piena immersione nella natura, dove a dominare sono i quattro elementi: dall’acqua pura di sorgente, all’aria cristallina di alta quota, passando per la terra di rocce e boschi e il fuoco del sole che batte tutto il giorno rendendo mite il clima.

In questo esclusivo luogo si entra in piena simbiosi con la natura, respirando il profumo di bosco e contemplando la meraviglia delle Dolomiti intorno. Tutto rispecchia l’ambiente circostante: dalla cucina selvatica e locale da gustare nelle nicchie con vista, alla Spa con vasche alimentate da acqua di sorgente e trattamenti a base di olio di pino mugo, germogli di abete, cortecce e frutti di bosco, fino alle attività all’aria aperta come forest yoga. E per non perdersi neanche un attimo dello spettacolo della natura e nemmeno un respiro dell’aria fresca ci sono le Suite Tower, in cui si può allestire la terrazza per dormire sotto le stelle.

La vista sulle Dolomiti dalle finestre del luxury retreat Forestis (foto Forestis).
La vista sulle Dolomiti dalle finestre del luxury retreat Forestis (foto Forestis).

Fai della Paganella (Tn), il parco del respiro

Faggi magici, abeti rossi energetici e ruscelli relax. Si respira un’aria speciale nel Parco del Respiro di Fai della Paganella, al cospetto delle Dolomiti del Brenta. Qui l’aria è davvero benefica come affermano dagli studi del bio-ricercatore Marco Nieri e dell’agronomo Marco Mencagli, che hanno rilevato un’alta presenza di monoterpeni, sostanze volatili aromatiche rilasciate dalle foglie e dal legno dei faggi, ma anche abeti rossi, larici e pini silvestri, una e vera e propria terapia naturale che rilassa l’organismo e rafforza il sistema immunitario.

Ogni mercoledì il Solea Boutique & Spa Hotel mette a disposizione una guida esperta che accompagna gli ospiti nella natura del Parco Naturale Adamello-Brenta. L’escursione dura circa due ore ed è un’esperienza per i polmoni, lungo i sentieri che conducono al Belvedere, con vista sulle montagne di Trento, la Paganella, l’incontro tra i fiumi Adige e Noce, la Valle di Cembra e la Valle dell’Adige. O ancora il Sentiero dei Reti, che attraversa i resti di un villaggio fortificato risalente addirittura all’Età del Bronzo e del Ferro, nascosto nella faggeta.

L’hotel offre un’esperienza sensoriale già a partire dalle camere, ognuna pervasa da profumi naturali, dal cirmolo all’aroma del caffè Mrs. Rose. E dal cibo, che rielabora gli ingredienti trentini con estro e creatività. Anche l’area benessere ha come protagonista la natura con piscine esterne e interne che si aprono sul verde circostante.

La piscina esterna del Solea Boutique & Spa Hotel di Fai della Paganella (www.hotelsolea.com).
La piscina esterna del Solea Boutique & Spa Hotel di Fai della Paganella (www.hotelsolea.com).

Lussino (Croazia), l’isola dell’aromaterapia

La sua aria è una benefica combinazione tra essenze mediterranee e brezza marina. Così pura da attirare botanici e scienziati fin dal XIX secolo e da vantare il titolo di luogo di cura climatica nel 1892 per mano dell’imperatore asburgico Francesco Giuseppe. L’isola di Lussino, nel Golfo del Quarnaro, in Croazia, è un piccolo paradiso del respiro con la lussureggiante pineta di Aleppo e le oltre mille specie di piante che vi crescono. Non a caso, qui periodicamente si organizzano passeggiate e festival aromaterapici lungo le baie protette dal vento. Mentre negli hotel si seguono programmi di riabilitazione polmonare.

La pineta a bordo mare dell'isola di Lussino (visit losinj).
La pineta a bordo mare dell’isola di Lussino (visit losinj).

Il punto più aromatico? È la penisola di Čikat, dove il naturalista Ambroz Haračić impiantò una rigogliosa pineta di Aleppo nell’Ottocento. Questo mix di aria marina, essenze mediterranee e resina di pino è un potente aerosol naturale da respirare a pieni polmoni. E per dormire immersi in questo angolo di bosco, punteggiato d ville asburgiche e cappelle votive da cui le donne salutavano i loro marinai, ci sono hotel come il Bellevue, che vanta anche una splendida Spa con trattamenti alle essenze del luogo.

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Concorso Viaggio in 8K: riscopri l’Italia nei suoi dettagli

Viaggio in 8K: riscopri l’Italia nei suoi dettagli è il titolo di un cortometraggio girato in 8K  (lo potete vedere qui sotto) e di un concorso che mette in palio quattro smartphone Samsung Galaxy S20 e altrettanti televisori QLED 8K. Per partecipare bisogna condividere sull’app Samsung Members un video di massimo un minuto che rappresenti la nuova estate italiana. Al termine del concorso, che termina il 31 agosto 2020, saranno selezionati i quattro migliori video che con originalità descrivono e valorizzano le eccellenze del patrimonio enogastronomico, paesaggistico e culturale italiano. A ciascun vincitore andranno uno smartphone Galaxy S20 e un TV QLED 8K 65”.

Viaggio in 8 K: la nascita del cortometraggio

Il cortometraggio  è il risultato di un progetto che ha coinvolto quattro fotografi e travel influencer italiani. Ciascun fotografo si è avventurato in una zona d’Italia per ritrarre e documentare, con un Samsung Galaxy S20, luoghi meravigliosi, tradizioni popolari e abitudini gastronomiche, ma anche per raccogliere testimonianze di chi vive in quei territori.

Assisi: la piazza inferiore di San Francesco. Sotto i portici si rifocillavano i pellegrini e c’erano attività commerciali. Foto di Gabriele Galimberti

Viaggio in 8 K: Toscana e Umbria

Gabriele Galimberti (Instagram: @gabrielegalimbertiphoto) ha esplorato la Toscana e l’Umbria in motocicletta: da Castiglion Fiorentino è andato verso Siena, attraversando la Val Di Chiana e passando per il patrimonio Unesco dei colli della Val D’Orcia, Pienza, Montalcino, le Crete senesi. Ha visitato poi l’Umbria, dove ha immortalato il lago Trasimeno e Assisi. Tornando verso casa si è fermato a Cortona.

Veduta del lago di Garda da un sentiero sopra Pregasina (Tn). Foto di Mattia Bonavida

Viaggio in 8 K: Garda e Trentino

In sella alla sua e-bike, Mattia Bonavida (Instagram: @mattiabonavida) ha riscoperto i luoghi di casa, è salito fino all’abitato di Pregasina per osservare il lago di Garda dall’alto e poi è andato al lago di Tenno per godere di un meraviglioso scorcio fiabesco di questo specchio dalle acque turchesi.

La riserva naturale orientata delle Saline di Trapani e Paceco, gestita dal Wwf. Foto di Peppe Cantone

Viaggio in 8 K: Sicilia

Peppe Cantone (Instagram: @peppecant) si è incamminato tra i luoghi remoti e la natura della Sicilia, da Trapani a Castellammare del Golfo, Erice, le Saline dello Stagnone, Marsala e il tempio di Segesta. Ha riscoperto a piedi le vie del centro storico, i vicoli, i mestieri e le tipicità gastronomiche.

Polignano a Mare, in provincia di Bari. Il nucleo più antico della cittadina sorge su uno sperone roccioso a strapiombo sull’Adriatico. Foto di Manuela Vitull

Viaggio in 8 K: Puglia

Un viaggio on the road in auto ha portato Manuela Vitulli (Instagram: @manuelavitulli) in Puglia, da Bari Vecchia a Polignano, con la scogliera di Lama Monachile, e Monopoli, fra il centro storico e le barche dei pescatori.

 

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Viaggiare sicuri (e sereni): i consigli per chi parte in auto per le vacanze

L’estate entra nel vivo. Un periodo “caldo”, da tradizione, per gli spostamenti in auto, che nella stagione 2020 – a causa del forte incremento del turismo di prossimità nel Bel Paese – potrebbe essere particolarmente rovente.

Nell’estate 2020 la gran parte degli italiani si sposterà all’interno del territorio nazionale, preferito rispetto ai viaggi oltre frontiera. Del 47,5% degli italiani che partiranno in estate, l’83% rimarrà in patria (dati Enit – Ente Nazionale Italiano del Turismo). Il trend di vacanze brevi ma frequenti (il 34,4% si concederà due o tre gite fuori porta), dovrebbe scongiurare i classici fine settimana da “bollino nero”, quelli che da tradizione coincidevano con l’esodo – dalle città a mare e montagna – e il contro-esodo.

Viaggiare sicuri: i giorni di maggior traffico

Secondo l’osservatorio e i dati diffusi dall’Anas, la società che gestisce 30 mila chilometri di rete viaria italiana assicurando un monitoraggio 24 ore su 24 attraverso le sale operative, i giorni di maggior traffico verso le destinazioni di vacanza corrisponderanno all’ultimo weekend di luglio, e nel complesso i fine settimana di agosto, interessati dagli spostamenti locali per le gite fuori porta.

Viaggiare sicuri: come e dove trovare informazioni

Non solo bagagli da alloggiare in auto e studi mirati all’orario di partenza migliore per scongiurare il rischio delle code. Programmare un viaggio su strada coincide anche con la consapevolezza dei mezzi informativi a disposizione. E con un approccio rispettoso di sé e degli altri, incarnato dalla campagna di comunicazione della Polizia di Stato #Guidaebasta, un chiaro messaggio rivolto a rispettare il Codice della strada e a non utilizzare gli smartphone al volante.

Gli strumenti per un viaggio sicuro e informato, però, non mancano. Senza dimenticare che per vivere una vacanza on the road in serenità, la prudenza è il primo punto da mettere sull’agenda.

Viaggiare sicuri: siti e canali social

Le notizie sulla viabilità (che includono i piani d’intervento sulla rete) sono disponibili on-line sul sito stradeanas.it/it/piani-interventi e sui canali social (Facebook: “Stradeanas”, e Twitter: @stradeanas, @VAIstradeanas, @clientiAnas).

Viaggiare sicuri: App

Ancor più pratico l’utilizzo delle App “Vai” di Anas e “iCCISS” Viaggiare Informati (del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), scaricabili gratuitamente sugli store dei dispositivi iOS e Android.

Viaggiare sicuri: numero verde

C’è il numero verde 800.841.148 (servizio clienti Anas) attivo con operatori che rispondono 24/24.

Viaggiare sicuri: radio

Rai Isoradio e altre emittenti, infine, trasmettono i bollettini della viabilità.

SCOPRI ANCHE LO SPECIALE:  Vacanze in Italia: dove andare, regione per regione

Viaggiare sicuri: la revisione del veicolo

Viaggiare in sicurezza significa mettersi al volante di un mezzo efficiente. Il consiglio? Prima di partire per una vacanza è utile fare sosta in officina per controllare i principali parametri della vettura ed effettuare eventuali interventi necessari. Dal rabbocco dei liquidi del motore al gonfiaggio degli pneumatici, che deve rispettare le indicazioni fornite dalla casa (e descritte su un adesivo posto sulla carrozzeria dell’auto, all’interno della portiera).

Non meno essenziale la pianificazione delle soste lungo il tragitto per evitare colpi di sonno e una guida poco prudente dovuta alla stanchezza. Giova anche ricordare che sulle strade extra-urbane principali e le autostrade i fari vanno sempre accesi.

Tali comportamenti, spesso dati per scontati, possono al contrario contribuire alla riduzione degli incidenti.

In Italia nel 2019 (dati Istat) si sono registrati 172.183 incidenti stradali con lesioni a persone (in calo dello 0,2% rispetto ai dodici mesi precedenti) con 3.713 vittime (entro 30 giorni dall’evento) e 241.384 feriti.

Il numero dei morti diminuisce rispetto al 2018 (-161, pari a -4,8%), mentre tra le singole categorie di utenti della strada aumentano le vittime tra i ciclisti (253, +15,5%). La maggior parte degli incidenti avviene sulle strade urbane (73,8%), seguite da extra-urbane (21%), autostrade e raccordi (5,3%). Il mese più pericoloso è agosto, con 2,2 vittime per 100 incidenti.

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Cosa vedere in Toscana: itinerario di una settimana

Cosa vedere in Toscana: itinerario di una settimana
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Inutile girarci intorno, questa è – e probabilmente rimarrà, o almeno così mi auguro – l’estate più strana che affronteremo in vita nostra. L’estate dei dubbi, della paura, dei sogni rimandati a data da destinarsi perché il nostro passaporto ha perso molti dei suoi super poteri e le frontiere faticano a riaprirsi. E anche se si riapriranno, in molti probabilmente avranno qualche comprensibile timore ad attraversarle. 

È l’occasione per esplorare quel che offre il nostro Paese, ne approfitto quindi per scrivere un po’ di più di destinazioni italiane. Ad esempio con qualche itinerario on the road dedicato alle nostre regioni, perfetto per una partenza last minute: basta caricare le valigie in auto e partire. 

Iniziamo da una delle regioni più belle d’Italia ed una delle migliori in assoluto da esplorare on the road: ecco cosa vedere in Toscana in una settimana, un itinerario tra città d’arte, paesaggi mozzafiato e tante, tante torri.

Toscana cosa vedere 7 giorni

Cosa vedere in Toscana: le tappe giorno per giorno

Giorno 1 -> Partiamo da una delle città che preferisco in assoluto, non solo in Toscana ma in tutta Italia: la bella Lucca. Con le sue mura perfettamente conservate e il centro storico dove ogni scorcio pare una cartolina, Lucca è una cittadina davvero imperdibile. 

Tra le attrazioni da visitare ci sono due torri, le uniche rimaste nel centro di Lucca: una è la Torre delle Ore e l’altra la Torre Guinigi, con il caratteristico giardino pensile sulla cima. In generale le torri panoramiche saranno un appuntamento fisso un po’ ovunque in Toscana, perciò preparatevi a salire centinaia di gradini (e a mettere da parte la claustrofobia poiché alcune scalette sono piuttosto strette). 

Piccola annotazione che farò qui ma che è valida per tantissime delle tappe di questo on the road: Lucca meriterebbe tranquillamente un intero weekend, se qui le riservo meno tempo è perché si tratta di un itinerario pensato per una settimana, in cui bisogna per forza di cose rinunciare a un po’ di “lentezza” per avere un assaggio generale della regione.

Notte a Lucca.

Giorno 2 -> Visitiamo Pisa, altra destinazione che non ha certo bisogno di presentazioni. Personalmente ho scelto di mantenere Lucca come base per la notte, perché nonostante l’indubbia bellezza della Piazza dei Miracoli trovo il resto della città meno interessante di altre località toscane. Vi sarà sufficiente una mezza giornata per visitare il Duomo, il Battistero e per salire sulla celebre Torre (prenotando in anticipo i biglietti o con una visita guidata generale come questa). 

Notte a Lucca.

Itinerario Toscana

Giorno 3 -> Tempo di percorrere un po’ di chilometri in auto diretti verso sud: le tappe principali di questa giornata saranno due città forse meno note rispetto ad altre località toscane, ma non per questo meno interessanti – ed anzi, io le ricordo con estremo piacere anche per la loro tranquillità e per il minor numero di turisti in giro. Parlo di Arezzo e della vicina Cortona, entrambe con origini etrusche. Salutate le vie pianeggianti di Lucca e Pisa, qui noterete da subito la seconda caratteristica che accomunerà molte tappe on the road in Toscana oltre alle torri panoramiche: i centri storici si trovano spesso e volentieri in cima a una ripida salita. Se riuscite a non abbuffarvi troppo di pici e cantucci, tornerete dal viaggio con dei polpacci allenatissimi.

Notte in zona Arezzo/Cortona.

Giorno 4 -> Di nuovo in auto, ancora un pochino più a sud per esplorare una delle aree più scenografiche della regione: la Val d’Orcia. Tra le tappe da non perdere in questa zona ci sono sicuramente Montepulciano e Montalcino, entrambe celebri per la produzione di vino oltre che per la bellezza architettonica, ma anche la pittoresca Pienza e il piccolo gioiello di Bagno Vignoni, la cui piazza è occupata da una grande vasca di acqua termale. 

Altre soste lungo la strada all’Abbazia di Sant’Antimo e alla cappella della Madonna di Vitaleta. Molto vicino a Pienza, cercando su Google Maps “Cipressi del Gladiatore” troverete inoltre un panorama che non potrà che apparirvi familiare.

Notte in zona Pienza/San Quirico d’Orcia.

Siena

Giorno 5 -> Il percorso compie una specie di anello, iniziamo quindi a risalire in direzione Siena. Inutile sottolineare anche in questo caso che si tratta di una città che meriterebbe una visita di diversi giorni, soprattutto per chi ama la storia dell’arte. Siena è una città elegante, che mantiene intatta la sua atmosfera medievale, a partire da Piazza del Campo – senz’altro una delle piazze più belle al mondo. Se è la prima volta che passate da Siena valutate di partecipare a una visita guidata per scoprire qualcosa in più sulla città, da non perdere poi la vista panoramica dalla Torre del Mangia (i biglietti non si possono prenotare in anticipo purtroppo) e la visita al Duomo. 

Notte in zona Colle Val d’Elsa.

Giorno 6 -> Facendo base nei dintorni di Colle Val d’Elsa, ci sono diverse altre località da visitare tra cui Volterra e la città delle torri per definizione, San Gimignano. Merita una sosta anche Monteriggioni, per fare una passeggiata sulla cinta muraria e ammirare il panorama circostante. 

Notte in zona Colle Val d’Elsa.

Giorno 7 -> Per chiudere il cerchio e l’itinerario, potete scegliere tra diverse alternative. La prima, più classica, vi porta a Firenze per una giornata nel capoluogo toscano – se cercate indicazioni su cosa vedere in città potete leggere questo mio articolo. La seconda vi porta in Valdera, e anche in questo caso vi lascio un altro articolo per approfondire. La terza punta invece al mare, magari per visitare Livorno con una passeggiata sulla Terrazza Mascagni e un buon cacciucco. 

San Gimignano

Itinerario in Toscana: consigli generali

Come ripeto sempre nei miei itinerari, questa è solo una traccia e non pretende certo di mostrarvi tutto, né tutte le cose migliori che la Toscana ha da offrire: si tratta di una regione ricchissima dove è facile che ogni piccolo borgo meriti una sosta. Di certo però è un itinerario classico che include molte delle attrazioni più celebri. 

Tra le grandi “escluse” che potreste valutare di inserire, soprattutto con qualche giorno in più a disposizione: 

  • La zona sud, in provincia di Grosseto, con Pitigliano e le Terme all’aperto di Saturnia
  • Le terme in generale, io le ho saltate perché non sono una grande appassionata ma ci sono località molto rinomate come Chianciano o Montecatini
  • La costa, con la Maremma, Viareggio e via dicendo
  • Pistoia, Prato, San Miniato (e potrei andare avanti all’infinito)

Come arrivare e come muoversi

L’itinerario proposto è perfetto per un on the road, senza auto a disposizione ci si può muovere in treno tra molte località ma non sarebbe la stessa cosa. La bellezza di un viaggio in Toscana è data anche dai paesaggi che si possono ammirare fuori dal finestrino, senza considerare che seguire questo itinerario senza dormire in agriturismi in mezzo alle colline farebbe subito perdere all’esperienza metà della sua magia. 

Il percorso può chiaramente partire da una qualsiasi delle località toccate, la zona di Lucca/Pisa è un buon punto di partenza per tutti coloro che arrivano da nord e anche per chi dovesse arrivare all’aeroporto di Pisa con Ryanair. In questo caso potete confrontare i prezzi per noleggiare un’auto su portali come Rentalcars o Autoeurope. 

Le strade da non perdere

Proprio perché parte della bellezza di questo viaggio è data dalla strada stessa, ecco alcuni tratti da non perdere: 

  • Nelle Crete Senesi, la Via Lauretana, la strada provinciale del Pecorile (con panorama dall’Agriturismo Baccoleno), la SP438 da Asciano a Siena. 
  • In Val d’Orcia, la strada provinciale 88 che porta a Monticchiello con l’inconfondibile esse affiancata dai cipressi.

Toscana cosa vedere

Dove dormire in Toscana

Qui alcuni consigli di indirizzi per dormire in Toscana. Tenete presente che ho privilegiato le sistemazioni in mezzo alla natura, specialmente agriturismi, a quelle cittadine. Alcune di queste però in periodi d’alta stagione accettano solo prenotazioni di minimo due notti.

  • A Lucca: durante l’itinerario on the road ho dormito poco fuori dalla città alla Locanda del Pesce Briaco (che ha tra l’altro un ottimo ristorante). In un’altra occasione ho pernottato invece nel centro storico al Cortile di Elisa.
  • In zona Arezzo/Cortona: Borgo Dolci Colline, in posizione meravigliosa
  • In zona Pienza: Podere Rigopesci a Monticchiello
  • In zona Colle Val d’Elsa: avevo trovato un’ottima offerta a prezzo stracciato a Villa Sabolini, in alternativa avrei valutato la Tenuta di Mensanello.
  • A Firenze: attenzione a prenotare con anticipo perché una camera in città può essere carissima. Da tenere d’occhio: B&B Lorena Suites

Toscana dove dormire

Cosa vedere in Toscana: itinerario di una settimana
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Estate in Italia: l’isola di Albarella nel Delta del Po

Estate in Italia: l’isola di Albarella nel Delta del Po
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Spesso ci si dimentica che la costa veneta non è solo Venezia. Più a sud, prima di attraversare il Po e cambiare regione, c’è un tratto di costa che appartiene a Rovigo ed è proprio qui che siamo stati lo scorso fine settimana, ospiti dell’isola di Albarella.

Il nostro primo weekend in viaggio dopo mesi di annullamenti è stato un’immersione nella natura a passo lento, tra laguna, spiaggia, valli da pesca e daini che pascolano sereni nel campo da golf. Albarella è un’isola privata cui accede solo chi pernotta o partecipa ad attività particolari, può essere quindi una meta interessante per chi cerca in questa strana estate una località tranquilla. Senza affollamento, ricca al contrario di spazi e di servizi, e con un’attenzione particolare all’ambiente che prosegue da anni. Per me è stata una ventata di normalità di cui avevo davvero bisogno: ho visitato un posto nuovo, ascoltato storie, assistito alla presentazione di un’installazione artistica. Piccoli segnali di un’Italia che ha voglia di ripartire e pian piano torna anche a viaggiare.

Ma ora veniamo a noi, vi racconto qualcosa in più sull’isola di Albarella: come visitarla, cosa fare e ovviamente dove mangiare.

Isola di Albarella

Come accedere all’isola di Albarella e dove dormire

La prima cosa da sottolineare quando si parla di Albarella è che si tratta di un’isola privata. Questo significa che l’accesso è limitato a chi soggiorna al suo interno, in una casa di proprietà oppure come turista, in hotel o in una delle molte residenze in affitto. C’è poi chi accede perché ha in programma un’attività sportiva, presso il campo da golf, i campi da tennis o il maneggio, o perché ha prenotato un tavolo in uno dei ristoranti dell’isola, o ancora chi partecipa a un evento particolare. Capita ad esempio che alcune giornate del Fai prevedano una visita ad Albarella o che vengano organizzate delle date con animazione e laboratori per i più piccoli a cui è possibile partecipare anche senza pernottamento.

La modalità di accesso più comune rimane comunque quella di dormire sull’isola e ci sono in questo caso varie possibilità. 

  • Due hotel: il Golf Hotel e l’Hotel Capo Nord. Quest’ultimo offre sia camere tradizionali sia piccoli appartamenti nella zona denominata “Maisonette”, ed è stato interamente rinnovato in tempi recenti.
  • Soluzioni indipendenti in affitto: si va dai piccoli appartamenti, alle villette a schiera, fino a vere e proprie ville con piscina, ovviamente con prezzi differenti anche a seconda della posizione. 

Si possono confrontare le offerte sia sul sito di Albarella sia su Booking. Alcune proposte offrono anche ombrellone e lettini o biciclette incluse a partire da un certo numero di notti. 

La portineria/reception si trova all’accesso dell’isola, subito dopo il ponte, e qui viene consegnata anche la chiave magnetica necessaria per accedere con l’auto.

I fiordi di Albarella

Cosa fare e vedere ad Albarella

L’isola verde

Se più a nord e più a sud altre destinazioni della Riviera Adriatica si sono presentate spesso come luoghi perfetti per la movida, gli oltre 500 metri quadri dell’isola di Albarella immersi nel parco del Delta del Po sono più una meta naturalistica, da esplorare in bicicletta lungo i sentieri che costeggiano le valli da pesca. Ci sono ampi tratti di spiaggia libera, grandi zone verdi e postazioni d’avvistamento per il birdwatching. Senza considerare che ci troviamo appunto all’interno del parco del Delta, perciò è possibile visitare diverse altre aree di interesse naturalistico come il vicino giardino botanico litoraneo di Porto Caleri.

Albarella in bicicletta

L’isola sportiva

Sull’isola di Albarella ci sono un maneggio, un circolo di tennis, piscine, campi da calcio, pallavolo e molto altro ancora, perciò è davvero difficile per uno sportivo non trovare qualcosa da fare. Senza dimenticare il campo da golf, dove vi consiglio di fare un giro a prescindere dal gioco, per ammirare lo spettacolo di cui vi parlavo all’inizio del post: centinaia di daini che pascolano in libertà tra una buca e l’altra.

L’isola artistica (e sostenibile)

Nell’estate del 2017, una tromba d’aria si abbatté sull’isola spazzando via migliaia di alberi in un solo istante. Fu un evento traumatico che gli abitanti  e la società che gestisce le attività turistiche dell’isola hanno deciso di affrontare dando vita a un progetto ambizioso. Tra le varie proposte è stata scelta quella dello studio Coloco di Parigi, denominata “Immersi nella natura”: al suo interno ci sono state ovviamente attività di piantumazione ma anche la costruzione del parco giochi per bambini Albarella Land, tutto realizzato in materiali ecosostenibili. A fine giugno 2020 sarà inaugurato infine il percorso di land art Evoluzioni, che offrirà ai visitatori un totale di 7 installazioni disseminate sull’isola.

Albarella del resto è da sempre una destinazione molto attenta all’ambiente: l’acqua necessaria ai consumi dell’isola viene ricavata ad esempio dal fiume Adige e resa potabile, mentre gli scarti vengono utilizzati per l’irrigazione del campo da golf, rendendo il ciclo incredibilmente sostenibile.

Golf Club Albarella

Dove mangiare

All’interno dell’isola ci sono diversi bar e ristoranti, dal classico chiosco sulla spiaggia dove fare colazione vista mare ai locali più eleganti. Vi consiglio di provare soprattutto il menu alla carta del ristorante del Centro Sportivo, con ottimi piatti di pesce, e appena fuori dall’isola l’Ittiturismo In Marinetta. In entrambi i casi vi consiglio di prenotare!

Estate in Italia: l’isola di Albarella nel Delta del Po
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Vacanze in Italia

Una mappa per riscoprire l’Italia, regione per regione, sulle tracce degli itinerari più insoliti o ripercorrendo quelli classici con occhi nuovi e l’aiuto delle guide di Dove. Ecco le nostre idee viaggio alla scoperta (o riscoperta) di luoghi, storie, eventi e innumerevoli tradizioni, gastronomiche e non solo, del nostro Belpaese.

Dalle maestose montagne della Valle d’Aosta ai mille colori della Sicilia, dalla natura del Friuli Venezia Giulia al mare cristallino dell’assolata Puglia, passando per la Toscana, le Marche e le altre “Terre mutate”, ferite dall’esperienza dei recenti terremoti, ecco i consigli di Dove per scegliere dove andare in vacanza in Italia.

Valle d’Aosta

Da Aosta al Forte di Bard fino al Parco Nazionale del Gran Paradiso, scopri il nostro itinerario ideale tra le principali località di montagna, i castelli e i piatti tipici della Valle d’Aosta

Piemonte

Il magico Lago d’Orta, la sponda piemontese del Lago Maggiore, l’austera Torino e i vigneti immersi nelle Langhe dai mille colori, ecco le nostre idee di viaggio per un vacanza in Piemonte

Liguria

Dalla Riviera di Levante a quella di Ponente, itinerari alla scoperta di luoghi e tradizioni, tra mare e montagna. Senza dimenticare le città portuali, come Genova e La Spezia, tutte da rivalutare

Lombardia

I laghi più grandi d’Italia, ma anche i borghi storici, le vette alpine e le risaie della Pianura Padana, oltre Milano c’è molto di più. Ecco le nostre idee per un viaggio alla scoperta della Lombardia

Veneto

Spiagge lunghe e sabbiose, un versante delle Dolomiti, la laguna e l’entroterra collinare, e poi Venezia, la Serenissima, che con Padova, Verona e Vicenza offre un’immersione totale nella storia e nell’arte con capolavori inestimabili. Proposte e idee alla scoperta del Veneto

Trentino  +  Alto Adige

Oltre 220 specchi d’acqua e una corona di vette alpine interrotte da sorgenti termali: il Trentino vanta paesaggi naturalistici straordinari, mentre l’Alto Adige è, per storia e tradizione, più vicino al Tirolo che all’Italia. Dalle Dolomiti, Patrimonio dell’Umanità, alle meraviglie delle province di Trento e Bolzano, ecco i nostri suggerimenti per una vacanza in Trentino Alto Adige

Friuli Venezia Giulia

Dalle Dolomiti friulane di Forni di Sopra alla laguna di Grado, dalla mitteleuropea Trieste a Udine fino alla storica Aquileia con la sua basilica o ai mosaici di Spilimbergo, le nostre idee per una vacanza in Friuli Venezia Giulia

Emilia-Romagna

Bologna con le sue torri e l’ateneo più antico del mondo, ma anche Parma, capitale della cultura, e la Riviera Romagnola garanzia di divertimento e di accoglienza, idee viaggio alla scoperta dell’Emilia-Romagna meno conosciuta, tra storia, arte, curiosità e natura

Toscana

Dalle Alpi Apuane alle spiagge della Versilia, attraversando città d’arte note in tutto il mondo come Firenze, Siena, Pisa, Arezzo ma anche borghi medievali come San Gimignano e paesaggi collinari come le tipiche Crete Senesi. Nuove idee e suggerimenti per la tua vacanza in Toscana

Lazio

La capitale e non solo: borghi arroccati, terme, natura… da Viterbo a Castel Gandolfo e Gaeta, dalle Valli Reatine alla Via Francigena che dal VII secolo conduce a Roma pellegrini da tutto il mondo, ecco le nostre proposte per la tua vacanza in Lazio

Umbria

È il cuore verde d’Italia con gioielli ricchi di storia e arte incastonati nella natura più selvaggia. Da Assisi a Perugia, dai borghi medievali ai campi fioriti, dalle tracce di San Francesco e Santa Chiara ai casolari di campagna con i prodotti della tradizione, ecco i nostri suggerimenti per vivere l’Umbria

Marche

Oltre Urbino, la città di Raffaello, patrimonio dell’Unesco, e Recanati, la città della poesia che ha dato i natali a Giacomo Leopardi, ci sono tutto l’entroterra dei vini e dei prodotti tipici e una costa adriatica che offre spiagge sabbiose e attrezzate e la suggestiva Riviera del Conero. Scopri itinerari e idee viaggio per la tua vacanza nelle Marche

Abruzzo

C’è il capoluogo, L’Aquila, ferito dal terremoto e vicino al Gran Sasso, ma anche la vivace Pescara che anima la costa dall’arenile ampio e attrezzato. Da Chieti, l’antica Theate, ai caratteristici Trabocchi sul mare fino ai parchi nazionali con gli animali selvatici, scopri il tuo itinerario tra mare e montagna, arte e storia, in Abruzzo

Molise

Dall’Appennino all’Adriatico, da Campobasso a Termoli sul mare, qui, antichi borghi e natura incontaminata fanno da cornice a zone archeologiche e cammini antichi. Ecco le nostre proposte alla scoperta del Molise

Puglia

Non solo Salento. Alla scoperta del “tacco” d’Italia tra cammini nell’entroterra e luoghi nascosti sulla costa. Dal Gargano alla rilassante Valle d’Itria, dalla città vecchia di Bari al barocco leccese, idee viaggio per la tua vacanza in Puglia

Basilicata

Affacciata su due mari, lo Ionio e il Tirreno, ricca di testimonianze archeologiche e artistiche, dai Sassi di Matera al Cristo Redentore di Maratea, scopri il tuo itinerario “coast to coast”, tra parchi naturali e antichi borghi

Campania

Da Napoli a Caserta, la Campania è la regione italiana con il maggior numero di siti riconosciuti dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Eppure, tra la Costiera Amalfitana, Sorrento e le isole dell’arcipelago campano, il mare continua a essere il suo punto di forza. Idee viaggio per le tue vacanze

Calabria

Dai Bronzi di Riace alla Sila, dalle spiagge di Tropea ai parchi nazionali nella natura incontaminata dell’Aspromonte, ogni angolo offre spunti diversi. Itinerari alla scoperta della Calabria, dal capoluogo alle due coste: sul Mar Ionio e sul Tirreno.

Sicilia

Palermo e il borgo arabo di Monreale, ma anche i templi di Siracusa e Agrigento, fino ad arrivare a Trapani, la città del vento, e alle meravigliose isole Egadi ed Eolie. Itinerari di viaggio alla scoperta di un’altra Sicilia

Sardegna

Dalle spiagge più amate a quelle meno turistiche, dagli itinerari nell’entroterra della Barbagia all’arcipelago della Maddalena, fino ai Nuraghi più nascosti, idee viaggio e nuove mete per la tua vacanza in Sardegna

 

A cura di Manuela Florio – Mappa di Nicola De Innocentis – Coordinamento sviluppo di Maria Barbieri

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Casa Leopardi, aprono al pubblico per la prima volta le stanze private del poeta e filosofo Giacomo

Saranno aperte per la prima volta al pubblico, dal 18 giugno, le stanze private di Giacomo Leopardi al piano nobile dell’omonimo palazzo nel borgo storico di Recanati, in provincia di Macerata (Marche).

Un inedito percorso, intitolato “Ove abitai fanciullo”, frutto di un accurato progetto di restauro da poco concluso, che ha riportato in luce gli originali decori pittorici delle “Brecce”, quell’ala della residenza che ospitava gli appartamenti del poeta e dei fratelli, fatti edificare dal conte Monaldo per garantire ai suoi figli adolescenti indipendenza e intimità.

Un ritratto di Giacomo Leopardi (giacomoleopardi.it)
Un ritratto di Giacomo Leopardi (giacomoleopardi.it)

Casa Leopardi: tra i saloni, il giardino de Le Ricordanze e la camera del poeta

Dal 18 giugno, quindi, si potrà entrare per la prima volta nei saloni di rappresentanza, nella galleria con le collezioni d’arte, nel giardino de Le ricordanze, nel salottino dove il poeta e i suoi fratelli si intrattenevano. E nella camera di Giacomo per osservare da un’intima prospettiva alcuni luoghi e scorci che hanno ispirato i versi e le liriche del poeta.

Lo scalone di entrata al piano nobile di Palazzo Leopardi (giacomoleopardi.it)
Lo scalone di entrata al piano nobile di Palazzo Leopardi (giacomoleopardi.it)

Le stanze dove ha vissuto il poeta

“Due secoli ci separano da Giacomo e dal suo mondo, ma l’attualità del suo pensiero illumina anche lo scenario odierno, offrendoci la cura ai mali di questa epoca”, ha dichiarato la contessa Olimpia Leopardi, discendente del poeta. Che ha anche aggiunto: “Siamo pronti a far rivivere al pubblico le suggestioni che toccarono l’animo del giovane Leopardi nelle stanze dove ha vissuto e da cui ha tratto ispirazione per le sue opere. Questo emozionante percorso è il naturale compimento di uno sforzo ventennale da parte della nostra famiglia, teso ad ampliare la conoscenza della vita e del pensiero di Giacomo Leopardi”.

Olimpia Leopardi, discendente del poeta Giacomo, nel giardino de Le ricordanze (giacomoleopardi.it)
Olimpia Leopardi, discendente del poeta Giacomo, nel giardino de Le ricordanze (giacomoleopardi.it)

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