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A Lignano Sabbiadoro la vacanza è active. E si pedala (anche) sull’acqua

Fare sport in vacanza o andare in vacanza per fare sport? Le nuove tendenze in fatto di viaggi segnano una prevalenza sempre più netta della seconda opzione: nel 2020, rispetto all’anno precedente, i turisti intenzionati a vivere una vacanza attiva sono passati dal 18 al 32 per cento secondo l’Isnart, il centro studi sul turismo di Unioncamere. Il che significa scegliere una meta anche, o soprattutto, in base all’offerta di attività sportive di qualità e in contesti particolari, immersi nel verde e nella natura, per vivere esperienze active ben oltre la classica passeggiata. Qualche esempio?

A Lignano Sabbiadoro, perla della riviera del Friuli Venezia Giulia, l’estate 2021 è l’estate della fatsand bike, dell’hydrofoil bike e dell’e-sup. Ovvero la bici con le ruote enormi per pedalare sulla sabbia, quella futuristica che viaggia sull’acqua e infine il sup elettrico, mezzi innovativi a basso impatto ambientale per divertirsi ed esplorare.

La penisola a forma di triangolo bagnata da “tre acque” – mare Adriatico, Laguna di Marano e Fiume Tagliamento – si conferma così una delle mete più indicate per fare sport in acqua e sulla spiaggia, che con la sua ampiezza media di circa 140 metri è la più estesa d’Italia.

La Lignano per sportivi è anche il paradiso della bicicletta, con oltre 30 km di piste ciclabili cittadine tracciate con Google Maps Bike, la maggior parte delle quali immerse nel verde di una pineta che vanta più di 1 milione e 200 mila alberi. A questi si aggiungono itinerari ed escursioni gratuite nell’entroterra e lungo la costa, anche con passaggi barca dedicati, per scoprire il territorio in modo green e sostenibile.

E-sup e Hydrofoil Bike, le novità dell’estate a Lignano Sabbiadoro

Verde amico del benessere, tra pini secolari e specie rare

Al contrario di altri centri turistici costieri, Lignano possiede ancora un’area occupata dalla vegetazione spontanea che, con oltre 652 specie e sottospecie, è un vero e proprio tesoro di assoluto interesse naturalistico che rappresenta l’ultima testimonianza di un di un paesaggio altrove scomparso. Non serve essere appassionati di botanica per comprendere che questa è una preziosa fonte di benessere, con tutti gli effetti salutari dell’aria ossigenata dalle piante e ricca di ioni negativi, altamente concentrati in riva al mare.

La spettacolare foce del Tagliamento, che demarca uno dei lati della penisola di Lignano, conta ancora differenti tipi di orchidea selvaggia, fiori rari e, in comune con la pineta, la rarissima ed endemica Stipa Veneta Moraldo o Lino delle fate.

La Laguna di Marano, che definisce un altro dei lati della penisola, nella quale sfocia il fiume Stella, è un’oasi naturalistica unica in cui perdersi tra canali, canneti e barene (i tipici terreni lagunari talvolta sommersi dalle maree). Qui si possono ammirare oltre 300 specie di volatili colorati, da avvistare nei punti panoramici lungo la ciclabile oppure dall’acqua, pagaiando con il SUP o la canoa verso luoghi vicini ma ancora selvaggi come l’isola delle Conchiglie. Tra gli ospiti di passaggio nella pineta, da qualche tempo, ci sono perfino i caprioli, che in primavera sono tornati ad attraversare a nuoto la foce del Tagliamento regalando ai fortunati viaggiatori uno spettacolo imperdibile.

Nella “Tree City of the world”, dove la vacanza è due volte sostenibile

Lignano Sabbiadoro è una delle Tree Cities of the World, ambìto riconoscimento della FAO e della Arbor Day Foundation che premia la tutela della foresta urbana e del verde pubblico, conferito solo a 120 città in tutto il mondo e a sette in Italia. Lignano è stata scelta per il suo essere al centro di un ecosistema unico, in perfetto equilibrio tra il verde dell’immensa pineta e i tesori naturalistici della laguna.

Natura incontaminata nell’escursione in bici Lignano – Pordenone

Da sempre, infatti, Lignano privilegia le attività a basso impatto ambientale e tecnologicamente all’avanguardia, anche attraverso infrastrutture e percorsi per la mobilità sostenibile come il collegamento X-River per pedoni e ciclisti sul Fiume Tagliamento, il collegamento barca e bici Lignano-Marano e il suo “gemello” Lignano-Grado.

Sulle due ruote si può anche partire alla scoperta del territorio grazie a innumerevoli escursioni gratuite: dalla pedalata tra i due fari alla risalita del fiume Stella, passando per l’escursione bike&boat a Marano Lagunare attraverso il famoso bosco di Muzzana.

Spostandosi nell’entroterra, grazie a un comodo servizio di transfer si possono persino scoprire in bici le bellezze del pordenonese, dalle sorgenti Livenza a Spilimbergo, una fra le più belle e interessanti città d’arte del Friuli Venezia Giulia.

Info: Lignanosabbiadoro.it

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Slovenia: una vacanza di gusto, tra sapori locali e piatti stellati

Al confine con l’Italia, c’è un Paese europeo che sembra fatto su misura per chi desidera una vacanza alla scoperta del buon cibo e dei nuovi sapori: è la Slovenia.

Prova ne è che persino gli ispettori Michelin hanno deciso di includere la Slovenia nella celebre guida francese, da un anno a questa parte. Dal 2020, infatti, sono ben sei i ristoranti stellati del Paese: uno con due stelle e cinque con una.

In Slovenia, tra buon cibo e sostenibilità

Tra i territori più all’avanguardia dal punto di vista culinario, la Slovenia sorprende non solo per la qualità dei piatti della sua cucina ma, soprattutto, per il profondo rispetto, anche in ambito gastronomico, del suo territorio. Una vera e propria filosofia nazionale, applicata a ogni settore.

In Slovenia raccogliere e utilizzare ingredienti freschi dai campi e dagli orti vicini non è semplicemente una tendenza, è uno stile di vita da sempre orientato alla sostenibilità che è ormai diventato parte integrante della cultura. È prassi, per esempio, che spezie ed erbe aromatiche utilizzate nei ristoranti provengano dal prato più vicino; che funghi e altri frutti di bosco vengano raccolti nelle foreste locali; che latte e latticini arrivino dalle montagne slovene e il miele dagli alveari degli apicoltori locali… In altre parole: ristoratori e produttori collaborano a stretto contatto a tutela del gusto e del patrimonio agroalimentare della Slovenia.

Non è un caso che questa terra, a nord est dell’Italia, sia stata eletta Regione Europea della Gastronomia 2021. Un riconoscimento che celebra il legame tra le colture sostenibili e coltivate a km zero e la creatività degli chef locali. Ana Roš, Miglior Chef Donna al mondo nel 2017 e ambasciatrice del premio, ha commentato: “Il nostro cibo è come la Slovenia: diverso e interessante”. Una varietà preziosa, valore in più per chi è alla ricerca di una vacanza all’insegna del gusto.

Slovenia: regione che vai, prelibatezze che trovi

Sono più di 400 i prodotti alimentari tipici sloveni e ogni regione – se ne contano 24, in aggiunta a 3 regioni vinicole – ha le sue peculiarità. Quattro le macroaree: nella Slovenia Alpina, per esempio, si trovano tanti tipi di carne – la salsiccia della Carniola una delle più famose –  e formaggi come il mohant, il Bovec e il Tolmint. In quella Mediterranea, vicina al mare, prevalgono il pesce, in primis il branzino, e i salumi del Carso, stagionati grazie ai forti venti della Bora. La Slovenia Pannonica, terra di acque termali, è il regno dei vini e di diverse varietà di pane e olio di semi di zucca. Nella Slovenia Centrale, invece, la cucina è più cosmopolita, merito della capitale Lubjiana, crocevia di culture e melting pot di tendenze.

La Slovenia e il riconoscimento delle stelle Michelin

Se nel 2020 la Slovenia è entrata per la prima volta nella Guida Michelin, il merito è sicuramente del ristorante Hisa Franko di Kobarid, meraviglioso tempio della cucina della chef Ana Roš, premiato con due stelle. Nella stessa casa in cui, si dice, Ernest Hemingway abbia scritto Addio alle armi, sfilano sulla tavola piatti che racchiudono l’identità e i sapori di un territorio, valorizzando in modo contemporaneo la filiera produttiva locale.

In Slovenia c’è una molta attenzione e rispetto verso i prodotti del territorio (foto: Ciril Jazbec)

A seguire, sempre nel 2020, hanno ottenuto una stella Michelin ben cinque locali grazie ai loro chef creativi e innovativi: Hiša Denk (Gregor Vračko), Pri Lojzetu (Tomaž Kavčič), Vila Podvin (Uroš Štefelin), Dam (Uroš Fakuč) e Atelje (Jorg Zupan). Non solo. A questi si aggiungono i sei ristoranti premiati con lo speciale Michelin Sustainability Award Gostišče Grič (Luka Košir), Monstera bistro (Bine Volčič), il già citato Hiša Franko (Ana Roš), Gostilna Krištof (Uroš Gorjanc), Gostilna za Gradom (Davide Crisci) e Gostilna Mahorčič (Ksenija Krajšek Mahorčič) – e con il premio onorario Michelin Bib Gourmand, ricevuto da ben nove ristoranti (Etna, Ruj, Jožef, Na Gradu, Rajh, Gostilna Mahorčič, Gostilna Repovž, Gostišče Grič ed Evergreen).

Esperienze food a 5 stelle

E per chi è in cerca di esperienze davvero uniche, basta cercare Slovenia Unique Experience, il marchio assegnato dall’Organizzazione turistica slovena alle esperienze a 5 stelle più esclusive da vivere sul territorio. Naturalmente, non mancano quelle a tema food. Si può andare, per esempio, nel giardino del convento nella Valle della Savinja, insieme a esperte erboriste, alla scoperta di erbe aromatiche, oppure con il Vintage Gourmet Tour si può partecipare a un tour gastronomico di degustazione degli olii d’oliva migliori e delle tradizionali specialità culinarie istriane spostandosi a bordi di auto e pulmini d’epoca. Chi sceglie Velenje Underground, infine, potrà vivere un’incredibile esperienza gastronomica nella sala da pranzo più profonda della Slovenia, nell’omonima miniera, a 160 metri di profondità.

Per info: Slovenia.info

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Vacanze in camper: il lusso di un viaggio all’insegna di libertà e sicurezza

Le vacanze in camper non conoscono crisi. Nel 2020, durante l’estate, oltre un milione di camperisti ha gremito le aree di sosta e le piazzole italiane. Un trend che non ha mostrato cedimenti. Dati alla mano, infatti, le immatricolazioni di nuovi camper tra il 1° gennaio e il 31 dicembre dell’anno scorso hanno visto un incremento del 7,44% rispetto allo stesso periodo del 2019. Non solo. Giugno, addirittura, ha segnato un +50% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e un +114% se confrontato con luglio 2019.

Vacanze in camper, tra relax e libertà

Viaggiare in camper, insomma, piace. Sempre di più. E la cosa non sorprende. Agli italiani è tornata la voglia di viaggiare in libertà. Una libertà di spostarsi con calma senza troppa pianificazione, cambiando panorama ogni giorno e restando il più possibile a contatto con la natura. Il tutto, senza cambiamenti di programma o rischio di annullamento all’ultimo minuto. Scegliendo il camper, infatti, non si deve prenotare alcuna struttura per dormire. E si ha tutto a disposizione – dal letto alla cucina fino al bagno – in modo sicuro ed esclusivo.

È così che, le vacanze in camper, si sono sempre più trasformate, negli ultimi mesi, in uno dei motori trainanti del turismo del Bel Paese. Un concetto di viaggio destinato a diventare, da settore di nicchia, a vero e proprio stile di vita. C’è chi parla, addirittura, di “campertherapy” per indicare quel potere terapeutico del camper nel far ritrovare l’equilibrio interiore, potendo dedicare il tempo libero alle proprie passioni e al contatto con la natura.

Salone del Camper 2021: tutte le novità a Fiere di Parma

Per gli appassionati del genere – ma anche per chi sta iniziando ora ad avvicinarsi a questo mondo – l’appuntamento da non perdere è il Salone del Camper, in programma a Parma dall’11 al 19 settembre prossimi. Organizzata con APC-Associazione Produttori Caravan e Camper a Fiere di Parma, la manifestazione presenta, in uno spazio di 150mila metri quadrati, tutte le novità in tema di camper, caravan, componentistica e accessori. L’occasione giusta, insomma, per orientarsi tra mansardati per famiglie e van compatti per coppie che cercano una fuga d’amore. Roulotte per chi preferisce poter sganciare l’auto e visitare il territorio o motorhome per non rinunciare alle comodità.

Ma non solo. La fiera, la più importante in Italia e la seconda a livello europeo tra quelle di settore, è anche l’occasione per andare alla scoperta, nell’area “Percorsi e Mete”, degli itinerari più interessanti per i camperisti. Idee per un weekend insolito, ad esempio. O per un viaggio più avventuroso. O, addirittura, per una vacanza all’insegna dello sport, in cui dedicarsi al trekking o alla bicicletta. A ciò si aggiunge uno spazio dedicato alla stampa di settore, alle guide e ai prodotti editoriali, utile sia per gli addetti ai lavori che per gli appassionati del genere.

Il Salone del Camper 2021 si svolge nel quartiere fieristico Fiere di Parma

È dedicata ai neofiti e a chi ha sempre desiderato una vacanza in camper la nuova sezione Camper Facile: A scuola di camper, un palinsesto di proiezioni che si terrà tutti i giorni in Sala Agorà. Nove tutorial emozionali e didattici per illustrare la semplicità di utilizzo di camper e caravan. Ognuno di essi dimostrerà i vantaggi di una vacanza di questo tipo e svelerà tanti accorgimenti utili (a breve le anticipazioni sul canale youtube del Salone del Camper).

Non manca un’attenzione particolare ai camperisti gourmand. Nella nove giorni di manifestazione, infatti, è previsto Cucinare in Camper, una serie di show cooking, in collaborazione con l’Unione Ristoranti del Buon Ricordo, per dimostrare che anche in camper si può cucinare e mangiare bene, nonché una finestra su tour e itinerari enogastronomici – la Strada dei vini e dei Sapori in Friuli Venezia Giulia o le escursioni nei caseifici aperti del Consorzio del Parmigiano Reggiano per citarne un paio – dedicata ai viaggiatori che, anche in vacanza, non vogliono rinunciare a un’esperienza di gusto.

Per info: salonedelcamper.it

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Estate 2021: in treno verso sud con i nuovi collegamenti ferroviari

Le vacanze 2021 degli italiani saranno made in Italy. Lo dicono diverse ricerche come Demoskopika che, in collaborazione con l’Università del Sannio, rivela che l’86,8 per cento degli intervistati trascorrerà vacanze nel Bel Paese. O ancora AstraRicerche, che ha sottolineato come più del 70 per cento degli italiani ha scelto destinazioni nostrane per la propria partenza. I motivi sono da ricercare nella situazione incerta causata dalla pandemia, ma anche nell’eccesso di regole, non sempre chiarissime, sulla circolazione al di fuori dei confini nazionali. Per questo, lo Stivale sarà protagonista dell’estate 2021, a cominciare dalle località di mare.

Costretti dal Covid a un turismo di prossimità, ci siamo ricordati di vivere nel paese più bello e vario del mondo: dalla Puglia alla Sicilia, passando per la Calabria, ci si tuffa nel mito e nella storia. Così come, spostandosi più a nord, le ampie spiagge adriatiche di Marche ed Emilia Romagna invitano, oggi come ieri, a vivere il mare non stop. Senza dimenticare borghi e città d’arte, pronti ad accogliere i turisti in cerca di bellezza.

Si assiste, in altre parole, a una rinnovata passione per il nostro Bel Paese, da vivere in libertà e senza pensieri. Nemmeno quello che genera più stress alla partenza: la coda di auto sulle strade roventi. Ormai è, infatti, chiaro ai più che la vera partenza intelligente è quella alternativa alle quattro ruote.

Il mezzo privilegiato resta il treno, per viaggiare in modo più ecologico rispetto ad auto e aereo, ma anche per avere tragitti sempre più comodi e capillari verso le destinazioni vacanziere del sud. Le novità dell’estate 2021, infatti, sono tante: Trenitalia (Gruppo Fs Italiane) ha moltiplicato i collegamenti con le Frecce tra le principali città del nord e del centro e le località di mare del sud e della costa adriatica. Come? Con 150 fermate in più e oltre 220 collegamenti al giorno per mare, montagna e città d’arte. Un massiccio piano d’azione studiato per facilitare le vacanze degli italiani, con tanti nuovi servizi.

Destinazione Calabria, la Magna Grecia è più vicina

Tra le novità più interessanti dal fronte ferroviario ci sono i nuovi collegamenti Frecciarossa verso la Calabria, sempre più accessibile per percorrere il ‘chilometro più bello d’Italia’ tra piante secolari, vestigia della Magna Grecia e un’impareggiabile vista sulla Sicilia con l’Etna fumante. O ancora, perdersi tra le venature e i riccioli dei superbi Bronzi di Riace, al Museo archeologico nazionale reggino. Fino ai ‘Caraibi di Calabria’ che incantano con i fondali trasparenti di Capo Vaticano e le spiagge all’ombra del Santuario di santa Maria dell’Isola a Tropea.

La punta dello Stivale, con le sue acque splendide e i suoi siti archeologici, infatti, da quest’estate si raggiunge più facilmente anche in treno da Milano grazie ai due nuovi collegamenti notturni da e per Reggio Calabria (partenza da Milano alle 21.20 e arrivo alle 8.03 a Reggio Calabria, e partenza da Reggio Calabria alle 21.37  e arrivo alle 8.22 a Milano) con fermate a Reggio Emilia, Bologna, Firenze, Paola, Lamezia, Rosarno e Villa San Giovanni. Qui, chi desidera andare in Sicilia, trova la connessione con le navi veloci Blu jet che attraversano lo Stretto.

In aggiunta, si possono scegliere anche i nuovi Frecciarossa FAST, che collegano Milano e Reggio Calabria in meno di nove ore, e Milano e Lamezia Terme in 7 ore circa. Ma anche chi vuole raggiungere la Calabria da altre città trova diverse ulteriori Frecce quotidiane, per esempio da Roma, Firenze, Bologna, Padova, Venezia, Verona e Bolzano.

Lungo la costa adriatica tra Riviera romagnola e Conero

Altro snodo cruciale delle vacanze italiane è la costa adriatica, un mix di spiagge dorate, colline verdissime e città d’arte. Ravenna e i suoi mosaici Patrimonio Unesco, la leggendaria Riviera romagnola con le sue spiagge sconfinate e ricchissime di attività, Rimini e le architetture malatestiane. La costa marchigiana con i promontori del Conero e le scogliere più alte della costa adriatica o le spiagge ampie e geometriche di Numana.

Un grande classico dell’estate italiana che da oggi ha a disposizione quotidianamente, e per la prima volta, il Frecciarossa da Brescia, con fermate a Milano, Bologna, Rimini, Riccione e Pesaro. Inoltre, per coloro che dal Nord-Est sono diretti sulle coste romagnole e marchigiane c’è anche il Frecciarossa Bolzano-Ancona, che ferma a Trento, Rovereto, Verona, Bologna, Rimini, Riccione, Cattolica, Pesaro e Senigallia. Senza contare che le località di mare adriatiche sono ancora di più a portata di treno con le nuove fermate estive nelle mete cult di Riccione, Cattolica, Senigallia, Giulianova e Vasto San Salvo.

In viaggio verso la Puglia

Nuovi orizzonti anche per chi viaggia in Puglia, sempre ai vertici delle classifiche delle vacanze italiane. Dai finestrini del treno si può ammirare il paesaggio che cambia tra distese di ulivi, masserie isolate e il mare dalle sfumature celesti. Una sfilata di meraviglie che si srotola lungo tutto il tacco d’Italia: dalle spiagge del Gargano alla bellezza del centro storico di Bari, passando per le chiese di Barletta e il barocco di Lecce, con le famose spiagge e i borghi gioiello del Salento.

Un piccolo mondo delle meraviglie sempre più vicino grazie ai nuovi Frecciarossa diretti tra Firenze e Foggia, Barletta, Bari, Brindisi e Lecce. Qui, l’estate 2021 vede fino a 12 Frecce quotidiane tra Roma e la Puglia e ben 18 tra Milano e la Puglia. A cui si aggiungono gli Intercity da Bologna per Bari e Lecce, con soste da cartolina come Polignano a Mare, Fasano e Ostuni (nelle ultime due fermano anche le Frecce).

Senza contare che, tra i servizi ad hoc studiati per i viaggiatori diretti verso la costa del Salento e non solo (per Sorrento dalla stazione di Napoli Afragola, per l’Argentario dalla stazione di Orbetello, per Piombino Marittima e Cecina da Firenze Santa Maria Novella) ci sono i FRECCIALink di Trenitalia: i comodi biglietti integrati Freccia più autobus. Per un’estate tutta italiana, verso i nostri mari del sud e le spiagge adriatiche, sempre più comoda e sostenibile.

Info: trenitalia.com

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Tampone rapido fai da te: come funziona e perché in Grecia può servire a chi non ha ancora il Green Pass

Da quando, a maggio 2021, il tampone rapido fai da te, detto anche Self test Covid-19 o, più precisamente, Test antigenico rapido contro Sars-Cov-2  (Rapid SARS-CoV-2 Antigen Test Card), è diventato un comune prodotto da banco, in vendita nelle principali farmacie e in buona parte dei supermercati italiani, la maggior parte di noi l’ha guardato con sospetto, senza avere ben chiara la sua utilità, visto che non viene ritenuto ufficialmente valido.

Il suo utilizzo, in realtà, è reputato fondamentale per bloccare sul nascere eventuali focolai e capire subito, di propria iniziativa, senza perdere tempo e con meno di 15 euro (il prezzo varia dai 6 ai 15 euro circa in base alle marche), se i primi sintomi che si avvertono sono ascrivibili alla malattia Covid-19 oppure no, per poi agire di conseguenza con senso di responsabilità, segnalando l’eventuale risultato positivo al proprio medico di base e seguendo il protocollo previsto.

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Come funziona il tampone rapido fai da te

Quanto è attendibile il kit del tampone fai da te? Da uno studio condotto dal principale produttore di self test è emerso che i risultati coincidono con quelli del test molecolare nel 98,72% dei casi.

Merito anche della procedura piuttosto semplice e conforme ai requisiti della direttiva 98/79/EC per i dispositivi diagnostici in vitro: basta inserire il bastoncino sterilizzato nelle due narici, senza spingere nella cavità rinofaringea, prelevarne le secrezioni, mescolarle al reagente per poi versarne alcune gocce sull’indicatore che, dopo circa 15 minuti, dà l’esito sulla presenza o meno del virus SARS-CoV-2.

Se questo esito, in Italia, non viene considerato valido ai fini del Green Pass, in Grecia, in questa estate 2021, ha un valore in più: consente l’accesso ai traghetti delle tratte interne a chiunque non abbia ancora completato il ciclo vaccinale e non sappia come raggiungere un ambulatorio medico per effettuare il tampone rapido certificato.

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Grecia: Island hopping garantito con il self test

Per ogni viaggio interno via mare, nell’Egeo come nello Ionio, infatti, viene richiesto di compilare il modulo governativo denominato Health Statement Form, una sorta di autocertificazione che, tra le varie domande, che includono il porto di imbarco e sbarco, le condizioni di salute e lo stato vaccinale completo, prevede anche la seguente:

Ha effettuato, oggi stesso o il giorno precedente, un test rapido o un self test per Covid-19?

Per questo, il nostro consiglio, a chi non è ancora in possesso del Green Pass, è quello di procurarsi uno o più tamponi rapidi fai da te, prima di partire per le isole greche. In questo modo, avrà la libertà di navigare tra un’isola e l’altra (sempre con mascherina e distanziamento), senza perdere il gusto dell’island hopping, che è la natura più vera, slow e terapeutica della vacanza greca.

Leggi anche: Viaggiare in Grecia nel 2021: cosa sapere

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A Guidonia, tra golf, memorie dell’aeronautica e buona tavola

Guidonia, comune della città metropolitana di Roma Capitale, è gemellata con Cape Canaveral, Stati Uniti, costa orientale. Chi mai avrebbe pensato nel lontano 1988 (anno di istituzione del gemellaggio) che proprio qui si sarebbe consumata la sfida estrema del golf, quella Ryder Cup che mette contro senza mezzi termini Europa e America dal 1927. Ironia della sorte. Altro che gemellaggio, sarà dura battaglia sulle 18 buche del Marco Simone Golf & Country Club, dal 29 settembre all’1 ottobre 2023.

Con le dovute distinzioni, c’erano parecchie affinità all’epoca tra i due luoghi così distanti e diversi. Da Cape Canaveral e dal suo J.F. Kennedy Space Center sono stati lanciati nello spazio razzi, sonde, satelliti e gli astronauti dell’Apollo 11 che per primi toccarono il suolo lunare il 20 luglio 1969.

La storia dell’aeronautica italiana a Guidonia

Ma se il centro spaziale della Nasa ha fatto la storia dei cieli, anche a Guidonia si studiava aeronautica nella prima metà del secolo scorso e molto c’è da raccontare. A partire dal nome che la cittadina deve ad Alessandro Guidoni, generale del Genio Aeronautico. L’aeroporto Alfredo Barbieri non era solo campo di addestramento militare ma anche sede della Direzione Sperimentale dell’Aviazione, dove ingegneri e tecnici si confrontavano tra gallerie del vento, studi di idrodinamica nella vasca navale e di ultrasonica. Insomma, un centro d’eccellenza per la ricerca che raggiunse un posto di rilievo nel settore a livello mondiale.  Fino al 1944, quando le bombe tedesche ne distrussero una parte.

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Qualche scienziato da Guidonia si trasferì poi negli Stati Uniti, come il padre del volo supersonico Antonio Ferri, che diventò direttore della ricerca proprio alla Nasa. Storia affascinante, forse la maggiore testimonianza dell’eccellenza della scienza e della tecnica in Italia nel XX secolo, riconosciuta a livello internazionale. Italia Nostra, forte di una legge che tutela i beni di interesse per la storia della scienza e della tecnica, si adopera da anni per il recupero e la valorizzazione del centro, ma finora senza successo. Magari per ricevere i tanti ospiti americani nel 2023.

Il restyling del Marco Simone Golf & Country Club in vista della Ryder Cup

È appena stato valorizzato al meglio, invece, il tracciato del Marco Simone Golf & Country Club, che dall’aeroporto Barbieri dista 15 minuti. Appena riaperto al gioco in una nuova veste dopo un restyling completo, rivela le sue doti: bello, difficile, intrigante e spettacolare come la Ryder Cup vuole, con i suoi trecentomila spettatori nella settimana, cinquantamila in campo ogni giorno. Ma la grande sfida raggiunge anche 600 milioni di case in tutto il mondo, con una copertura mediatica superata soltanto dai Giochi Olimpici e dai mondiali di calcio.

Tutti la volevano, l’Italia se l’è aggiudicata con un mix di elementi che la renderanno speciale agli occhi del mondo: il match si consumerà nella campagna laziale ricca di storia e sapori genuini, a pochi chilometri dalla Citta Eterna, con un castello dell’anno Mille a bordo campo e scorci sul cupolone di San Pietro. Intanto il nuovo tracciato è pronto e, in attesa dei campioni, chi vuole giocarlo deve portare con sé dozzine di palline.

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Le buche si arrampicano su terreni vallonati e si perdono tra le festuche, lasciate crescere ad altezza uomo come punizione estrema per i colpi più imprecisi; ondeggiano al vento, dorate, in contrasto col verde acceso dei fairway. Uno spettacolo. Pochi gli alberi, maestosi pini marittimi o querce secolari, e un continuo saliscendi dove il gioco fatica ad adattarsi. Ma alla fine saranno green e avangreen complicati a fare la differenza (premiando buone mani, feeling e precisione), tirati a lucido per l’occasione dal team di Lara Arias, la giovane superintendent spagnola del Marco Simone a cui è affidata la cura di questo prezioso verde. «Abbiamo iniziato a non bagnare più le erbe native proprio per renderle bionde e creare un bellissimo contrasto», dice.

L’Open d’Italia a settembre

A breve le prove generali: sulla strada verso la Ryder Cup infatti, il Marco Simone ha dato appuntamento ai campioni per tre edizioni dell’Open d’Italia, torneo dello European Tour, ovvero il massimo circuito continentale. Il primo andrà in scena il prossimo settembre (2-5) con 3 milioni di montepremi e ingresso gratuito per il pubblico, poi tornerà nel 2022 e l’anno dopo ancora.

Il Lazio avrà così firmato nove edizioni nella storia della gara. Del resto «lo sport può essere uno dei pilastri della rinascita e sono certo che appuntamenti come questi cambieranno in meglio il volto del Paese; quello della Regione Lazio è stato un atto di fiducia fin dall’inizio di questo percorso verso la Ryder Cup», parole del presidente Nicola Zingaretti durante la presentazione del torneo nel Salone d’Onore del Coni.

Cosa vedere e fare nei dintorni di Guidonia

In campo e fuori lo spettacolo è assicurato. Come quello della festa che cade puntuale ogni anno l’ultima domenica di settembre a Montecelio (frazione di Guidonia) e che precederà dunque di pochi giorni il grande match. Finito il lavoro nei campi e prima della vendemmia, San Michele Arcangelo viene festeggiato con un ricco programma di quattro giorni dove la tradizione è protagonista nel piccolo borgo medievale diviso su due colli, La Rocca e Monte Albano. Momento centrale la sfilata delle Vunnelle (gli antichi costumi femminili dei giorni di festa) e dei Butteri (i pastori a cavallo) ma, su e giù per vicoli e scalinate (la più bella quella dedicata a Servio Tullio), gli angoli più remoti del centro storico si fanno scoprire grazie agli stornellatori, tra canti, poesie dialettali e assaggi di sapori locali. Un patrimonio culturale che vuole essere sempre più recuperato.

Chiudendo un occhio sulle brutture che si osservano percorrendo la Tiburtina, che dal dopo guerra ha vissuto un’urbanizzazione selvaggia, tutta l’area intorno al Marco Simone, nella parte Nord orientale di Roma, è un trionfo di campagna, con dolci rilievi dove sono protagonisti ulivi, frumento, granturco, orzo e girasoli, dove lunghe file di pini marittimi fanno ombra alla strada, che qualche volta si fa stretta. Come nella Riserva Naturale della Marcigliana (con vista sui Monti Sabini), in quella più rocciosa di Monte Catillo o nella più intricata Macchia della Grattachecca.

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È uno spettacolo di natura ma, un po’ ovunque, anche quello della storia e dell’arte, da cercare nel Parco Regionale Archeologico dell’Inviolata tra rovine di mausolei, tombe e strade di epoca romana. Ogni borgo ha la sua storia da raccontare. Da Monterotondo, che domina la valle del Tevere, a Tivoli per perdersi nei suoi vicoli, ma soprattutto nei giardini rinascimentali capolavoro di Villa d’Este e dei suoi incredibili giochi d’acqua; o negli oltre cento ettari di Villa Adriana, voluta dall’imperatore nel secondo secolo dopo Cristo. Entrambe Patrimonio dell’Umanità (info: levillae.com).

Dove mangiare nei dintorni di Guidonia

Due gli indirizzi per la buona tavola. A cinque chilometri dal golf, la trattoria Da Luigino propone la più casereccia e autentica cucina romana, quindi rigatoni con la pajata, trippa, coratella, coda alla vaccinara, pasta e ceci, brace e forno a legna. A Tivoli, invece, quello del Ristorante Sibilla è un tavolo storico (dal 1720) e affacciato sulla storia, che hanno prenotato Gabriele D’Annunzio, Pietro Mascagni, l’imperatore del Giappone Hiroito, Yoko Ono e mille altri nomi noti; perché qui i sapori del territorio sono serviti in un giardino affacciato sull’Acropoli Tiburtina, con vista su Villa Gregoriana, ai piedi di due templi romani, sotto un glicine secolare.

Con questo e molto altro la regione Lazio accoglierà i suoi ospiti, in gran parte americani, quando sarà tempo di Ryder Cup. Per il territorio si attende un forte impatto economico, stimato intorno ai 150 milioni di euro, e una legacy per gli anni a venire che vedrà la regione definitivamente posizionata sulla mappa del golf (quello del turismo golfistico è un mercato che vale 15 miliardi di euro l’anno).

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Friuli Venezia Giulia, la montagna per tutti

Risalire a piedi nudi un ruscello freschissimo, provare il forest bathing nella quiete di un bosco, pedalare in alta quota accompagnati da un campione olimpico oppure “adottare” un formaggio di malga: l’arco alpino del Friuli Venezia Giulia è una scoperta continua. Dalle Dolomiti alle Alpi Giulie fino al Gemonese, attraversando la Carnia e i fondovalle, sono tante le occasioni per trascorrere momenti di relax nella cornice di panorami unici e incontaminati, sempre in totale sicurezza e nel massimo rispetto delle normative anti-covid. Nei comprensori della montagna, i viaggiatori hanno oltre 2.500 esperienze da vivere: da una parte le attività outdoor tra arrampicate, trekking su sentieri selvaggi, escursioni notturne, passeggiate naturalistiche alla scoperta di rifugi, itinerari storici nei luoghi delle grandi guerre del Novecento, degustazioni lungo la Strada del Vino e dei sapori del Friuli Venezia Giulia; dall’altra gli appuntamenti offerti dai calendari di animazione delle aree di Piancavallo, Valcellina, Parco Dolomiti Friulane e Forni di Sopra, Sauris, Sappada e Forni Avoltri, Zoncolan, Carnia centrale e Ampezzo, Tarvisiano e Gemonese, Valli del Torre, Valli del Natisone e Carso, tutte pensate per scoprire luoghi poco conosciuti ai margini di strade già battute.

Benessere e attività fisica nella natura: tutte le proposte per l’estate

 

A Sappada, perla delle Dolomiti dove ancora oggi si parla un antico dialetto tedesco, la parola d’ordine per l’estate 2021 è natura, da scoprire ad esempio con lo Shin Rin Yoku, un forest bathing nei boschi per imparare a percepire la natura ascoltando il proprio corpo. In alternativa ci si può rilassare con il nordic wolking, i laboratori creativi con gli elementi naturali e le degustazioni di prodotti tipici del museo di civiltà contadina. Divertimento e adrenalina sono invece assicurati con il trekking lungo le vie ferrate insieme alle guide alpine, le escursioni in mtb o e-bike con i campioni olimpici Silvio Fauner e Pietro Piller Cottrer, il dog trekking per famiglie. Non solo Sappada, ma tutta la montagna del Friuli Venezia Giulia è una palestra a cielo aperto: sul Piancavallo si può sperimentare la Triathlon experience che unisce bike, trekking e arrampicata sugli alberi; in Valcellina il percorso Kneipp per risalire a piedi la corrente immersi nelle fresche acque del torrente Settimana, mentre lo Zoncolan, pianeta delle due ruote, rimane la tappa prediletta per le escursioni in e-bike o a cavallo. Tarvisio, nella cornice della foresta millenaria, è il luogo adatto per le escursioni in alta quota in Val Saisera, con l’itinerario del Piccolo Miezegnot e Jôf di Miezegnot. Per gli amanti delle arrampicate, invece, la tappa da non perdere è sullo spettacolare altopiano del Carso, dove vivere un’esperienza unica di climbing con vista mare.

 

Esperienze fuori dal comune per vivere la montagna a ritmo lento

 

Chi all’adrenalina preferisce il piacere di immergersi nella storia e nei sapori del luogo, tra le montagne del Friuli Venezia Giulia può trovare in molti modi quello che cerca. Una visita a Pesariis, piccolo borgo della Val Pesarina, è letteralmente un viaggio nel tempo: qui fin dal Seicento vengono prodotti orologi solari di ogni tipo, dall’orologio calendario perpetuo gigante agli orologi ad acqua, alle meridiane, agli orologi a palette, agli orologi astronomici. I più preziosi sono custoditi all’interno del Museo dell’Orologeria, che merita una visita insieme agli spettacolari affreschi della chiesetta di San Leonardo a Osais, da raggiungere con una passeggiata di mezz’ora nel verde dei boschi. Dall’osservazione del sole a quella delle stelle, un’altra esperienza da non perdere è ammirare la volta celeste con il naso all’insù a Forni di Sopra, tutti i mercoledì sera d’estate, immersi nel silenzio della montagna e lontani da ogni fonte di inquinamento luminoso. Il paradiso dei viaggiatori golosi, invece, si trova a Sauris, pittoresco borgo alpino tra i pascoli: visite guidate di un’ora accompagnano nel mondo dell’affinamento e della stagionatura dei formaggi, dalla malga fino alla cantina, con la possibilità di acquistare una forma di formaggio “adottandola” per poi seguirne la stagionatura a distanza. E continuare a gustare il viaggio anche dopo il rientro a casa.

Info: Turismofvg.it

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Vacanze attive e outdoor: 6 motivi per scegliere la Slovenia

Le vacanze outdoor sono una necessità del nostro tempo. Complice un anno e mezzo di chiusure e limitazioni imposte dalla pandemia, le persone preferiscono trascorrere le vacanze all’aria aperta, per favorire il distanziamento sociale ma anche per godere della natura, del cibo a km zero, dell’aria buona. La Slovenia, da questo punto di vista, è una destinazione ottimale. Tra clima, varietà di sport praticabili, gastronomia e paesaggi da ammirare non mancano le ragioni per partire. Ecco le principali:

Natura incontaminata

La Slovenia è uno dei paesi più verdi al mondo. Collega le Alpi e il Mediterraneo, la Pianura Pannonica e il Carso e, grazie al suo paesaggio variegato, ben si presta come terreno di prova per chi cerca una vacanza attiva e outdoor. Tra fiumi, laghi, mari, colline, montagne, boschi, prati e cascate non manca nulla: la varietà del territorio permette di essere sempre immersi in una natura incontaminata, requisito fondamentale per il benessere psicofisico e la salute del sistema immunitario.

Una vacanza a tutto sport

Amanti del trekking? Con oltre 10.000 chilometri di sentieri segnalati e ben curati, la Slovenia è il paradiso per gli escursionisti. Non serve essere esperti: esistono percorsi di varie difficoltà per consentire a chiunque di assaporare il piacere di una passeggiata rigenerante, arrivando, ad esempio, fino alla cima del monte Triglav a 2.864 metri di quota o esplorando la media montagna insieme a tutta la famiglia. Ci sono percorsi come il Juliana Trail, tra boschi, prati fioriti e villaggi alpini. O l’Alpe Adria Trail, soprannominato “il giardino dell’Eden”. Da non perdere anche la Via Alpina, un itinerario di 14 tappe percorribile in una settimana.

Tante le opportunità anche per chi sceglie la bicicletta. Non si contano le piste ciclabili di particolare fascino – questa, d’altronde, è la terra del noto ciclista sloveno Tadej Pogačar, vincitore dell’ultimo Tour de France –  così come i bike park, vale a dire aree con sentieri percorribili esclusivamente in discesa e con apposite biciclette da downhill, e i sentieri per la mountain bike. Appassionati di pesca? C’è quella della trota marmorata nel fiume Isonzo, del luccio e della tinca nel lago di Circonio e quella delle carpe nel lago Šmartinsko.

Esperienze adrenaliniche

Essendo ricca di risorse idriche naturali, la Slovenia è l’ideale per chi cerca esperienze adrenaliniche da praticare sull’acqua. Dalla nuotata in mare, nei laghi o nei fiumi o nelle piscine alla vela fino windsurf o al SUP sono moltissime le attività tra cui scegliere. I più coraggiosi possono scendere lungo le rapide dei fiumi in gommone, kayak o canoa facendo rafting sui fiumi Sava, Savinja, Kolpa e Krka. In alternativa, si  può fare canyoning tra le  strette gole. E per chi ama volare, ci sono diverse scuole di parapendio, strumento perfetto per ammirare il paesaggio sloveno dall’alto.

Una notte nella natura

L’esperienza green, però, non si conclude con la passeggiata o la biciclettata. Prosegue la sera e la notte, in strutture ricettive pensate apposta per gli escursionisti, i ciclisti e gli alpinisti. Rifugi, pensioni, hotel e alloggi vari contrassegnati con un apposito simbolo che garantisce uno standard personalizzato per gli sportivi. Dove, in tutta tranquillità, è possibile rigenerarsi dopo lo sforzo fisico della giornata gustando i piatti prelibati della cucina locale. Per chi lo desidera, c’è anche l’opportunità di trascorrere una notte in una location davvero particolare, facendo glamping sotto le stelle o camping circondati da panorami mozzafiato.

Tanti i percorsi, in Slovenia, per gli amanti del trekking (foto: Jošt Gantar)

Esperienze a cinque stelle

A rendere unico il soggiorno in Slovenia c’è poi Slovenia Unique Experience, il marchio assegnato alle più esclusive esperienze a 5 stelle che si possono vivere all’interno del Paese. In un’ottica di valorizzazione del territorio e delle sue specificità, per ottenere il riconoscimento l’offerta deve essere locale, autentica, sperimentale, ecosostenibile e della massima qualità. Qui si può andare sulle tracce dell’orso bruno nelle selvagge foreste del Kočevsko accompagnati da una guida locale esperta. E ancora: percorrere i sentieri dei primi esploratori delle grotte di Postumia o pernottare tra le chiome degli alberi nel villaggio ecologico e di autoapprovvigionamento Garden Village Bled, vicino all’omonimo lago, per una vacanza unica, esclusiva e più che mai autentica.

Natura, sicurezza e sostenibilità in Slovenia

La pandemia ha cambiato, da un anno e mezzo a questa parte, le regole e le abitudini dei viaggiatori di tutto il mondo. L’attenzione all’igiene e alla salute è diventata fondamentale, così come il distanziamento sociale. Gli standard sloveni in materia di igiene e salute sono conformi con i protocolli globali del World Travel & Tourism Council (WTTC). Chi sta pianificando una vacanza in Slovenia, presti attenzione anche al marchio Green&Safe, strumento in più, assegnato alle strutture, per avere la certezza che la sicurezza degli ospiti sia la priorità.

Il Garden Village di Bled (foto: Ciril Jazbec)

Non solo. A tutto ciò si aggiunge il fatto di essere, la Slovenia, una destinazione non prediletta dal turismo di massa e quindi di non essere troppo affollata. È, inoltre, facile da raggiungere dall’Italia, trovandosi al confine, sia in auto che in treno, bus e aereo.

Ma la Slovenia è anche  il primo Paese ad aver ricevuto il prestigioso titolo di “Global Green Destination” per la sua attenzione alla sostenibilità. Una sostenibilità tangibile: sono oltre 120 le destinazioni che mettono al primo posto una mentalità verde e responsabile. Luoghi riuniti sotto il marchio Slovenia Green perché in grado di soddisfare i criteri di “Green Destinations Standard” come prescritti dal GSTC (Global Sustainable Tourism Council). E non solo per il grande spazio dato alla natura (il 13 per cento del territorio è costituito da aree protette) ma anche per le scelte – dal food ai fornitori – fatte in un’ottica green. Una certificazione importante per chi, anche in vacanza, ha a cuore il benessere del mondo in cui vive.

Per info: slovenia.info

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Cultura, natura, sport e buon cibo: viaggio nel paradiso delle Canarie, le isole dei Beati

Le chiamano anche Le fortunate o Isole dei Beati, perché sono un vero paradiso: per la loro natura esplosiva, il clima stabile tutto l’anno, la cultura che abbraccia tanti secoli, l’enogastronomia e, soprattutto, gli abitanti. Sono le Canarie, arcipelago spagnolo di otto isole vulcaniche al largo della costa nord-occidentale dell’Africa, ora ancora più facilmente raggiungibili dall’Italia, grazie ai nuovi voli della compagnia Binter, da Torino e da Venezia.

Dall’Italia, si atterra a Gran Canaria e poi da qui, con collegamenti gratuiti e senza lunghe attese, si raggiungono gli altri aeroporti e si possono visitare le altre isole, ognuna con le sua peculiarità, ma tutte da scoprire, esplorare e assaporare. In tutti i sensi. Perché, se è vero che uno dei ricordi da mettere in valigia dopo un viaggio alle Canarie sono proprio i sapori, insoliti e particolari per la natura vulcanica dei terreni, è altrettanto vero che ciò che rimane di più sono le emozioni e le esperienze indimenticabili: i profumi della natura, così vicina a quella dell’Africa; la possibilità di cimentarsi negli sport mai provati prima,  la scoperta di popolazioni e tradizioni che sono frutto di un melting pot internazionale, e perfino la possibilità di dormire nell’hotel più piccolo del mondo (il Puntagrande, fondato nel 1830, nel comune di Frontera sull’isola di El Hierro). 

Per non parlare della sicurezza: oltre ad aver avuto, in tempo di pandemia, un tasso d’incidenza più basso rispetto ad altre zone d’Europa, in quanto provincia spagnola, “Le fortunate” sono anche ampiamente coperte dal punto di vista sanitario, con ospedali e altri servizi che garantiscono, agli abitanti e ai visitatori, cure immediate ed efficaci in caso di necessità. 

Alle Canarie si incontrano millenni di storia in otto isole

È stata la Storia a forgiare l’immagine “urbana” delle Canarie. Prima della colonizzazione europea le isole dell’arcipelago erano abitate da tribù aborigene.  Ma dopo l’arrivo degli Europei e ancora di più dopo la scoperta dell’America, per la loro posizione strategica le Canarie sono diventate tappa obbligata negli itinerari di navigatori, avventurieri, e commercianti di tutto il mondo allora conosciuto, che hanno lasciato sul territorio le loro impronte culturali, in aggiunta a quelle degli autoctoni. Lo testimoniano le bellezze artistiche e architettoniche di tutte le isole, a partire dalle più grandi, Lanzarote, Tenerife, Fuerteventura e Gran Canaria, fino alle piccole El Hierro, La Graciosa, La Gomera e La Palma. 

È sufficiente passeggiare in uno dei vicoli di Agüimes, a Gran Canaria, o di San Cristobal de La Laguna a Tenerife (dichiarata Patrimonio Unesco) per rendersi di conto di quanto la storia e le civiltà su queste isole si siano stratificate, mescolate e amalgamate creando atmosfere uniche e borghi estremamente caratteristici. Sull’isola di La Gomera, per esempio, accanto agli scavi archeologici della montagna di Tagaragunche, con il piccolo ma caratteristico eremo di San Isidro, si possono ammirare anche la quattrocentesca chiesa dell’Assunzione (al cui interno un affresco descrive la vittoria dei residenti contro il pirata Charles Windhan), e – imperdibile per chi viaggia con bambini curiosi – la Casa Doganale:  antica struttura, oggi sede espositiva, al cui  interno si trova il Pozo de la Aguada, dal quale si dice che Colombo attinse l’acqua utilizzata per benedire le nuove terre (alle Canarie, ultimo porto europeo prima del viaggio verso le Indie, le tre Caravelle rimasero per quasi un mese per rifornirsi di approvvigionamenti e c’è una casa-museo di Colombo anche a Las Palmas de Gran Canaria).

Se invece è la cultura aborigena che vi incuriosice, il luogo da non perdere è Risco Caido, sull’isola di Gran Canaria, inserito dal 2019 tra i beni patrimonio Unesco dell’Umanità. Ritenuto un osservatorio astronomico e un santuario dedicato alla fertilità, è un complesso di 21 grotte scavate nella roccia al cui interno si forma un fenomeno di luci che secondo gli studiosi funzionava, per i popoli primitivi, da calendario. Avevano funzione di granai invece gli oltre 300 silos scavati nella roccia che si possono ammirare, sempre sulla stessa isola, nel parco archeologico di Cenobio Valeron, un’opera di ingegneria preistorica, che si può visitare guidati da esperti. Per approfondire la cultura aborigena, basta andare a Tenerife (sulla App di Binter si trovano tutti i voli interni e il costo è decisamente contenuto) e visitare il Museo della Natura e dell’Uomo di Tenerife al cui interno sono conservati 140 resti imbalsamati e 12 mummie complete, tra cui alcune risalenti a oltre 17 secoli fa.

Grotte vulcaniche e parchi nazionali, le Canarie sono il paradiso della natura

Qualche studioso ritiene  che sia  un’antica necropoli anche la Cueva del Vento, a Tenerife, una delle più grandi grotte vulcaniche europee: scoperta nel XVIII secolo, al suo interno sono stati trovati resti dei Guanci. Strutturato come un labirinto per circa 18 chilometri totali, è però considerato soprattutto un capolavoro geologico (entrarci – dice chi c’è stato – è come fare un viaggio in un romanzo di Jules Verne). Una delle tante meraviglie naturali che si possono ammirare alle Canarie, che vantano ben 7 riserve della Biosfera Unesco (Macizo de Anaga a Tenerife è quella che ha il maggior numero di specie endemiche in Europa), quattro dei 13 parchi nazionali spagnoli e tre riserve marine protette. 

Circa  il 40 per cento del territorio dell’arcipelago risulta protetto. Ed è un territorio di una varietà immensa: vi si trovano boschi e foreste millenarie (la foresta di Laurisilva, una specie di alloro dell’era preistorica, del Parco Nazionale del Garajonay a La Gomera è unica al mondo) accanto a crateri circondati da mari di lava (il Teide, a Tenerife è il terzo vulcano più alto del globo con i suoi 3718 metri); paesaggi desertici (le dune di Maspalomas, a Gran Canaria, tappa obbligata nel giro dell’isola) accanto spiagge chilometriche incontaminate (la Playa de Cofete, a Fuerteventura, è solo la più famosa) e perfino “colonie” di animali rari (come il rettilario di El Hierro dove vive la a Galliota Simonyi, una lucertola gigante). 

Non è raro, poi, girando tra le varie isole, imbattersi all’improvviso in monumenti naturali, come quello di Las Playas a El Hierro o le formazioni vulcaniche di Los Roques a La Gomera, ma soprattutto il Drago Millenario di Icod de los Vinos monumento nazionale dal 1917. Simbolo di Tenerife, è il più grande esemplare vivente di Dracaena Draco, un albero di 18 metri di altezza, che ha una circonferenza del tronco di 20 metri e circa 800 anni di età. Specie endemica delle Canarie, a quest’albero erano attribuiti anche poteri magici: la sua resina, infatti, a contatto con l’aria si ossida e prende un colore rossastro, il “sangue di drago” che speziali e alchimisti in passato utilizzavano a scopi terapeutici.

Vacanze active o in totale relax, a voi la scelta

La varietà del territorio rende le isole anche perfette per praticare diversi tipi di sport. E se Fuerteventura è riconosciuta in tutto il mondo come tempio del windsurf e del kitesurf, non va dimenticato che i fondali vulcanici sono tra i più affascinanti per lo snorkeling e le immersioni: non solo per la biodiversità  che presentano (le tre riserve protette di La Restinga a El Hierro, di La Palma e di La Graciosa ne sono esempio), ma anche per la presenza di relitti di navi (anche di pirati!) affondate nel corso dei secoli. 

Nelle Canarie trova spazio anche chi invece di scendere (sott’acqua) preferisce salire (in altezza): l’origine vulcanica mette a disposizione di scalatori e arrampicatori pareti di roccia di vario tipo in tutte le isole (la zona più conosciuta è Arico, nel sud est di Tenerife) e sentieri più o meno difficili per chi ama il trekking (dalla salita al vulcano Teide di Tenerife ai 600 km di Senderos – sentieri – dell’isola La Gomera). I più spericolati vengono qui per sorvolare crateri con il parapendio o fare trail running in condizioni estreme, ma anche molti golfisti (meno avventurosi) scelgono l’arcipelago, e in particolare Tenerife, per i suoi moderni campi da golf.

La presenza di spiagge attrezzate (ma tutte pubbliche), parchi acquatici e tematici, e corsi di avviamento allo sport rendono poi queste isole adatte anche a chi viaggia con bambini, che di certo qui non si annoieranno né correranno pericoli.

Canarie da gustare: piatti e ingredienti unici al mondo

L’origine vulcanica rende caratteristici anche i sapori delle Canarie. Pur essendo territorio spagnolo, infatti, qui non si trova la classica paella ma una serie di specialità locali uniche al mondo. E i piatti tipici cambiano da isola a isola, anche perché vengono utilizzati ingredienti a km zero. Così se a Gran Canaria vi serviranno Chorizo (Salame) di Teror e queso de flor, prodotto a Santa Maria de Guía, Gáldar e Moya, a La Palma gusterete fegatini di coniglio e formaggio di mandorle, a El Hierro il Leche Asada (latte arrosto) e a Fuerteventura prosciutto di capra e Frittelle di formaggio Majorero. 

Gli unici piatti tipici “comuni” sono le papas arrugadas con mojo picón, che va preparato solo con la patata autentica delle isole Canarie, e la Pata Masada (coscia arrosto), piatto tipico delle Canarie, condito con le spezie tipiche dell’arcipelago.

Molti prodotti tipici possono essere acquistati nei mercatini delle cittadine e dei borghi: il più grande e famoso è il Mercato del Porto di Las Palmas, a Gran Canaria, allestito all’interno di un edificio del 1891,  costruito su progetti di Gustave Eiffel. Da non perdere i formaggi tipici canari, fatti con latte di capra o di pecora, e una bottiglia di vino Doc (ma solo dopo aver visitato uno dei vigneti). 

Con tante attività da svolgere e tante meraviglie da vedere è difficile scegliere su quale isola approdare, però basta prendere un volo Binter (che assicura ai passeggeri non solo spazio e comodità, ma anche una flotta di aerei “giovani” poco inquinanti e misure igienico sanitarie aggiuntive rispetto a quelle richieste dal Ministero della Sanità spagnolo) per saltare da una all’altra. E farsi venir voglia di tornare, prima ancora di ripartire. 

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Vacanze estive, all’aria aperta è meglio: lo studio ENIT e Human Company svela i trend

L’ultimo anno è stato drammatico per l’industria del turismo, sebbene l’allentamento delle restrizioni durante i mesi estivi del 2020 abbia permesso di salvare parte della stagione. In questo scenario, che ha registrato elementi nuovi quali il turismo di prossimità e quasi esclusivamente domestico e una finestra di prenotazione last-second, il comparto dell’outdoor ha dimostrato una buona tenuta nonostante i dati in calo, sostenuta anche dalle sue caratteristiche: la flessibilità delle soluzioni, la sostenibilità della spesa, il contatto con la natura e la sicurezza.

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Vacanze estive, all’aria aperta è meglio: lo studio ENIT e Human Company

E per l’estate 2021? A misurare il perimetro di questo segmento turistico è l’ultimo Osservatorio del Turismo Open Air commissionato all’Istituto Piepoli da ENIT (Agenzia Nazionale del Turismo) e da Human Company, gruppo fiorentino leader in Italia nell’ospitalità open air. Realizzato a giugno con metodo quali-quantitativo su un campione rappresentativo della popolazione italiana, la ricerca ha indagato le vacanze all’aria aperta dell’ultimo anno, i cambiamenti indotti dalla pandemia, le previsioni di soggiorni outdoor per l’estate 2021 e l’influsso della campagna vaccinale sulle prossime vacanze estive.

Turismo outdoor il rapporto 2020 di Human Company Adventures on the Dolomites: family together
iStock

I dati dell’ultimo anno

Secondo l’indagine, nel drastico calo registrato delle vacanze degli italiani nell’ultimo anno con un dimezzamento sia dei viaggi brevi (massimo due notti) che lunghi (tre notti e oltre), l’outdoor ha segnato una flessione meno spiccata, di qualche punto percentuale. A fare almeno una vacanza open air è stato il 23% degli italiani (dato 2020) con una preferenza per i soggiorni brevi e una quota alta di giovani.

Stando al report, infatti, il target nell’outdoor che ha meno risentito dell’effetto pandemia è il segmento 15-34 anni, che nell’ultimo anno ha registrato solo una lieve flessione del -4%. Per contro si è dimezzata la quota del target 35-64 anni, mentre gli over 64 anni sono scesi dell’80% rispetto ai dati pre-Covid.

Quanto alla destinazione, il mare si conferma la prima scelta: per il 62% degli italiani sono state vacanze prevalentemente balneari. A preferire la montagna è stato il 18%, seguito dalle città e località d’arte con il 12%. Stabili i viaggi fatti in coppia (52%), seguiti da quelli con tutta la famiglia (34%) e con gli amici (20%).

Per quasi un italiano su due la pandemia ha indotto cambiamenti nei programmi di vacanza e per ben il 16% ha causato l’annullamento delle vacanze programmate. Per altri (18%) ha determinato vacanze in un luogo diverso da quanto pianificato, mentre il 6% ha cambiato alloggio per sceglierne uno che garantisse norme igieniche coerenti con la prevenzione del contagio.

Turismo outdoor il rapporto 2020 di Human Company Family on summer vacation hiking trip in the mountains.People hiking on Emerald Lake Trail. People exploring Colorado mountains. Estes Park, Rocky Mountains National Park, Colorado, USA.

Le previsioni per l’estate 2021

Secondo le stime dell’indagine per l’estate 2021 più di un italiano su due ha programmato una vacanza in media per più di una settimana, di questi un quarto pianifica una struttura outdoor, villaggio e agriturismo in testa seguiti da camping e rifugio montano.

Il 65% di chi pianifica outdoor sceglierà una destinazione di mare, il 20% la montagna, il 16% città e località d’arte. Il profilo del viaggiatore outdoor è simile a quello dell’ultimo anno, con una decisa presenza di giovani (21%) e scarsa di over 64 (3%). Interessante il dato sul periodo: se agosto si conferma il mese dominante (per il 48% degli italiani e per il 54% dei turisti outdoor è il periodo individuato per le vacanze), settembre registra una quota considerevole, specialmente tra i propensi all’outdoor (28%),

Circa un quarto dei vacanzieri open air ha già prenotato, quasi la metà invece intende prenotare tra giugno e luglio. Del totale propensi in strutture outdoor, oltre l’80% sceglierà una struttura in Italia, Sicilia in testa (16%), seguita da Sardegna (14%) e Liguria (12%).

La garanzia di rispetto delle norme igieniche preventive del contagio (26%) è il secondo fattore di scelta dopo la convenienza (29%) per i viaggiatori propensi in strutture outdoor, evidenziando sempre una grande sensibilità al tema pandemico. In effetti l’andamento della campagna vaccinale ha un grande impatto sulla propensione alla prenotazione: invoglia alle vacanze sette italiani su dieci, addirittura nove su dieci tra i propensi a fare una vacanza in strutture outdoor.

Giorgio Palmucci, presidente ENIT (Ente Nazionale Italiano del Turismo)

I protagonisti della ricerca

«Il turismo all’aria aperta pone le basi per consolidarsi sempre di più negli scenari turistici attuali» spiega Giorgio Palmucci, Presidente ENIT. «Il 2021 sarà l’anno ideale per intercettare i flussi provenienti dagli Stati confinanti con l’Italia».

Luca Belenghi, CEO Human Company: «Le passate edizioni dell’Osservatorio hanno evidenziato negli ultimi anni la costante crescita del segmento dell’open air in Italia. Il comparto ha dimostrato una buona tenuta. Si tratta di dati che trovano riscontro sull’effettivo andamento delle prenotazioni per l’estate 2021, con l’auspicio che anche i numeri di settembre possano essere confermati e possa riprendere il turismo nelle città d’arte nel prossimo inverno».

Secondo Livio Gigliuto, Vice Presidente Istituto Piepoli: «Questa per i nostri concittadini sarà un’altra estate italiana, ma stavolta sembra esserlo per scelta. L’accelerazione della campagna vaccinale libera la nostra voglia di vacanze e nel farle abbiamo riscoperto l’open air. Sarà in ogni caso un’estate all’insegna della prudenza, tanto che il rispetto delle norme igieniche e sanitarie è ormai il criterio principale di scelta delle destinazioni e delle strutture, alla pari con la convenienza».

 

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