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Brescia 2021: emozioni ed esperienze tra arte e natura

«Brescia la forte, Brescia la ferrea». Così Giosuè Carducci descriveva la Leonessa d’Italia nelle sue Odi Barbare. E forte e ferrea Brescia lo è ancora, e lo ha dimostrato, ma è anche vivace, moderna, con lo sguardo rivolto al futuro e le radici ben piantate nella sua storia e nelle sue tradizioni. 

Lo raccontano le strade del centro storico, intorno all’area monumentale del Foro Romano, patrimonio Unesco, e quelle del quartiere del Carmine, un tempo zona da evitare, oggi imperdibile per il suo fermento creativo a tutte le ore del giorno. Lo racconta l’imponente Castello sul monte Cidneo, dove durante le 10 giornate di Brescia gli Austriaci si arroccarono per frenare l’insurrezione, e le stazioni della rete metropolitana, veri capolavori di architettura contemporanea. Ma soprattutto lo racconta l’atmosfera che si respira in città e che avvolge di stupore ed entusiasmo chiunque arrivi da fuori.

Ecco perché – che sia per una gita fuori porta, per un weekend o più giorni di vacanza, da programmare non appena sarà possibile tornare a viaggiare, dopo le festività – Brescia è una delle mete da mettere in agenda per l’anno nuovo. Da visitare passeggiando nel centro storico, godendosi ogni angolo e palazzo, o spostandosi nei dintorni, per una settimana bianca fuori stagione in Valcamonica, un’immersione nella natura nei vicini laghi d’Iseo e d’Idro o un tour “tra le bollicine” in Franciacorta, sui colli ricoperti di vigneti.

Il cuore di Brescia, a spasso nella storia e nell’arte 

Facile da raggiungere (in auto come in treno), Brescia è facile anche da girare. Preferibilmente a piedi o in bicicletta se si comincia dal centro storico, in un itinerario “cronologico”, che parte dal parco archeologico dell’antica Brixia – villaggio celtico su cui fu costruita la città romana – e arriva al XX secolo, in piazza della Loggia, la più cara ai bresciani, ancor più dopo l’attentato del 1974. 

Un percorso da seguire con il cuore, più che con la guida della città in mano, cercando di ascoltare le voci della Storia, narrata dai monumenti stessi. Come la Vittoria Alata, statua in bronzo icona della città, datata I secolo d.C., che a giugno 2020, dopo due anni di restauri, è rientrata “a casa”: in quel Capitolium dove era stata rinvenuta nel 1826, ma in una collocazione tutta nuova, in cui dà spettacolo di sé. 

Brescia: cosa vedere e dove andare

O come l’imperdibile complesso di Santa Giulia, lascito d’epoca longobarda, oggi Museo della città, inserito nel World Heritage dell’Unesco, al cui interno va assolutamente visitata la medievale chiesa di Santa Maria in Solario, con gli straordinari affreschi rinascimentali di Floriano Ferramola e la Croce di Desiderio tempestata di 212 gemme, il più grande manufatto di oreficeria longobarda conosciuto.

Poi accade anche che passeggiando per le vie dello shopping – corso Magenta, corso Zanardelli, via X Giornate – si finisca per approdare in piazza della Vittoria, corte medievale riprogettata durante il fascismo, oggi salvata da un triste destino di maxi-parcheggio e diventata salotto accogliente, ai piedi dello storico palazzo delle Poste e del palazzo dell’Ina, uno dei primi grattacieli d’Italia, alto 15 piani.  

Brescia, un ponte fra tradizione e innovazione

Ognuno di questi luoghi racconta la storia e lascia, in chi osserva, l’incanto di un’epoca passata ma ancora viva. Una sensazione ancora più forte se si visitano palazzi d’epoca ristrutturati e trasformati in qualcosa di completamente nuovo, pur mantenendo la loro essenza storica. Come l’antico Palazzo Martinengo da Barco, edificato nel ‘500, restaurato e adeguato per ospitare le 21 sale espositive della prestigiosa Pinacoteca Tosio Martinengo, nella quale ammirare, tra le altre, opere di Raffaello, Lotto, Canova e Hayez.

O come palazzo Martinengo-Colleoni di Malpaga, uno dei più imponenti edifici barocchi della città, che ha ospitato il tribunale fino al 2009 e oggi è stato trasformato in polo culturale che accoglie creativi digitali, artisti e giovani imprenditori nei centri Mo.Ca., Ma.co.f (spazio di ricerca sulla fotografia italiana), Idra e Makers Hub.

Ascolta il podcast: Brescia, che sorpresa

Passato e futuro si incontrano anche in una vecchia casa cantonale a pochi passi dalla stazione di Brescia: la Gare 82 (si chiama così perché dista esattamente 82 chilometri dalla stazione di Milano), una galleria d’arte diventata punto di riferimento per i creativi e gli artisti bresciani.

Così come punto di riferimento sono diventati gli Areadocks, vecchio magazzino ferroviario di via Sangervasio, unico posto in Italia scelto dalla street artist americana Colette Miller per riprodurre le sue ali d’angelo (che richiamano la Vittoria Alata), e l’associazione C.AR.M.E, Centro Arti Multiculturali e Etnosociali, che nella chiesa sconsacrata dei Santi Filippo e Giacomo, punta a riunire attori e fruitori del mondo della cultura contemporanea, promuovendo progetti che connettano Brescia ad altre realtà internazionali simili.

La chiesa sconsacrata, oggi chiamata Sala, si trova al Carmine, ex quartiere popolare riqualificato dall’inizio degli anni 2000 e considerato oggi zona di riferimento per la sua vivacità artistica e culturale: sono qui, per esempio, alcune delle sedi del Brescia Photo Festival, la rassegna internazionale di fotografia che “invade” la città a maggio ogni anno.

Ascolta i podcast geolocalizzati su Brescia: I Viaggi di DOVE

Eventi e sapori nel bresciano

Proprio gli eventi sono un’altra buona ragione per programmare una visita a Brescia e i suoi dintorni. Senza aspettare la primavera o la storica Mille Miglia, la “corsa di auto d’epoca più bella del mondo” che nel 2021 partirà da Brescia il 12 maggio per farvi ritorno il 15 (ma il museo Mille Miglia è aperto tutto l’anno).

1000 Miglia, una corsa alla scoperta delle meraviglie d’Italia

Si può cominciare dal Carnevale di Bagolino, qui, maschere, “Bälärì” (Ballerini), e “Sonädùr” (Suonatori)  rinnovano ogni anno una tradizione che risale al  Cinquecento e non ha eguali in tutta Italia. Borgo medievale che guarda il lago d’Idro si raggiunge in un’ora di auto da Brescia ed è rimasto immutato nei secoli, con le sue stradine lastricate, le case in pietra e le fontanelle. 

Da non perdere, da queste parti, anche il formaggio Bagòss, presidio Slow food, un altro buon motivo per scegliere la zona del bresciano. Del resto, è impensabile non pensare a soddisfare, oltre allo spirito, anche il palato:  nel 2017, infatti, Brescia è stata insignita del titolo di Regione Europea della Gastronomia, assegnato dall’Istituto Internazionale di Gastronomia, Cultura, Arti e Turismo. Ed ecco allora in tavola i tradizionali “casonsèi”, pasta fresca ripiena di pangrattato e formaggio bagòss, i rustignì di Lumezzane, piatto contadino a base di burro, formaggio e uova, che alcuni ristoranti oggi servono in versione “elegante” come antipasto, e soprattutto il caviale di Calvisano da abbinare naturalmente a un vino Franciacorta.

Dove mangiare a Brescia e in Franciacorta: trattorie, ristoranti e cantine

Esperienze nella natura, sui laghi e in Franciacorta

Franciacorta significa buon vino, ma anche l’intero territorio in cui le blasonate bollicine note in tutto il mondo sono prodotte. Un territorio straordinario incastonato tra Brescia e il lago d’Iseo in cui inoltrarsi non solo per degustare le diverse versioni del vino nelle prestigiose cantine (molte delle quali si trovano in dimore storiche) ma anche per scoprire itinerari nella natura su e giù per le colline coperte di vitigni, lungo i cammini dei pellegrini (l’antica via Cluniacense) o nelle riserve naturali, come il Parco del Maglio, con i suoi Orti Botanici nei quali fare forest bathing, o le Torbiere del Sebino, a ridosso del lago d’Iseo. 

Lago d’Iseo: la vacanza perfetta

Da qui si può partire per un tour intorno al lago, da provare non solo con la bella stagione, visto che in inverno, le terre lacustri rivelano un fascino discreto che infonde magia in ogni luogo. Perfetto per una fuga romantica a San Valentino (da non perdere Monte Isola, l’isola lacustre più grande d’Italia), ma anche per chi cerca un’esperienza outdoor, all’aria aperta dopo mesi di smart working in casa: ecco allora l’antica via Valeriana da percorrere a piedi in un trekking verso Sale Marasino o, se siete allenati, anche il giro del lago in bicicletta. Arrivando, a nord, fino alle Piramidi di Zone, dette anche i “camini delle fate”: un vasto deposito morenico lasciato circa 150.000 anni fa dall’imponente ghiacciaio proveniente dalla Valle Camonica, molto interessante sia dal punto di vista geologico, sia dal punto di vista naturalistico. 

Da qui la montagna non è lontana e ci sono anche diversi comprensori sciistici da esplorare: Pezzase, Ponte di Legno, e, un po’ più su, in piena Valcamonica, Bienno. Tutte località da visitare anche in caso non si ami (o non si possa ancora) mettere gli sci ai piedi. Ma le sorprese non finiscono qui.

Maggiori informazioni su Visit Brescia, il sito ufficiale di tutta la provincia di Brescia.

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Lago di Braies, Alto Adige: dove si trova e come visitare la perla delle Dolomiti

Il Lago di Braies, in Alto Adige, è uno smeraldo incastonato tra la cime delle Dolomiti. Uno dei luoghi della Val Pusteria, a 28 chilometri da Brunico, che non si dimenticano facilmente: acque dalle sfumature verdi-turchesi, barchette di legno che sembrano quasi sospese sulla superficie dell’acqua e, tutt’intorno, foreste di abeti e montagne maestose, tra cui i Dodici Apostoli e la Croda del Becco.

Lago di Braies, dove si trova

Situato a 1.496 metri di altitudine, all’interno del Parco Naturale Fanes Sennes Braies, il Lago di Braies è d’altronde un luogo unico nel suo genere, dalla bellezza folgorante. Tanto da attirare ogni anno milioni di visitatori. Circa 15mila turisti al giorno secondo le ultime stime.

Tutto merito (o colpa) della popolarità acquisita grazie alle foto virali su Instagram e alla fiction Rai con Terence Hill, Un passo dal cielo, che lo aveva scelto come location (ora la produzione si è spostata in Veneto, nel Bellunese, nei dintorni del Lago di Misurina).

E così il segreto ben custodito della Valle di Braies, meta di ciclisti e appassionati di trekking, si è trasformato a poco a poco da oasi di pace a meta di attrazione per folle di turisti mordi e fuggi in cerca dell’ultimo selfie da postare sui social.

LEGGI ANCHE: Cosa fare in Alto Adige, la guida

Lago di Braies, accesso a numero chiuso: le regole per l’estate 2020

Un problema non da poco quello dell’overtourism, che ha costretto la municipalità altoatesina a intervenire a tutela dell’ecosistema (e di quei visitatori che davvero vogliono godersi l’incanto di questo luogo magico): al Lago di Braies ora si accede con prenotazione e numero chiuso.

A maggior ragione quest’anno, con le misure di distanziamento sociale previste per evitare i contagi da Coronavirus. Da ultima ordinanza del sindaco dell’8 maggio 2020, inoltre, quando si visita il lago di Braies, è obbligatorio indossare la mascherina o protezioni per bocca e naso.

Lago di Braies, come arrivare in auto e il parcheggio da prenotare online

Arrivare al Lago di Braies in auto è piuttosto semplice. Basta percorrere la SS49 in direzione Brunico, fino allo svincolo per Braies.

Una volta arrivati, si può lasciare la macchina in uno dei diversi parcheggi presenti nella Valle di Braies. Il più vicino, il P3, solo per automobili, accanto allo storico hotel, è piuttosto ampio ed è praticamente a due passi dalla riva del lago.

Attenzione, però. Dal 10 luglio al 10 settembre 2020, la strada che consente di arrivare al Lago di Braies rimane aperta al traffico automobilistico finché vi sono parcheggi liberi all’interno della Valle.

È possibile prenotare e pagare per il parcheggio online, collegandosi al sito braies.bz (selezionate l’icona P, dedicata alle soste delle auto). Il costo del biglietto giornaliero è di 10 euro.

LEGGI ANCHE: Dolomiti, dove andare e cosa vedere

Lago di Braies, come arrivare con i bus-navetta da prenotare online

L’alternativa, ecologica e sostenibile, è invece viaggiare sui bus-navetta che dai comuni di Monguelfo (linea 439) e Dobbiaco (linea 442) arrivano al Lago di Braies. Il biglietto dell’autobus va prenotato e pagato in anticipo online (si esauriscono in fretta), indicando nell’apposito form il numero di persone e gli animali da trasportare, la fermata, e l’orario di partenza. Per il ritorno, basta esibire il biglietto dell’andata già pagato. Per info e prenotazioni, fa sempre fede il sito braies.bz.

Se i posti sulle navette non dovessero essere più disponibili, non sarà più possibile accedere al lago con i mezzi pubblici. Ma si potrà sempre arrivare al Lago di Braies a piedi o in bicicletta. Dei permessi di transito saranno invece rilasciati a chi soggiorna nelle strutture della Valle di Braies e a chi ha una prenotazione in uno dei ristoranti della zona.

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Il Lago di Braies, in Alto Adige, è uno smeraldo incastonato tra la cime delle Dolomiti. Uno dei luoghi della Val Pusteria, a 28 chilometri da Brunico, che non si dimenticano facilmente: acque dalle sfumature verdi-turchesi, barchette di legno che sembrano quasi sospese sulla superficie dell’acqua e, tutt’intorno, foreste di abeti e montagne maestose, tra cui i Dodici Apostoli e la Croda del Becco.

Lago di Braies, dove si trova

Situato a 1.496 metri di altitudine, all’interno del Parco Naturale Fanes Senes Braies, il Lago di Braies è d’altronde un luogo unico nel suo genere, dalla bellezza folgorante. Tanto da attirare ogni anno milioni di visitatori. Circa 15mila turisti al giorno (in estate) secondo le ultime stime.

Tutto merito (o colpa) della popolarità acquisita grazie alle foto virali su Instagram e alla fiction Rai con Terence Hill, Un passo dal cielo, che lo aveva scelto come location (ora la produzione si è spostata in Veneto, nel Bellunese, nei dintorni del Lago di Misurina).

E così il segreto ben custodito della Valle di Braies, meta di ciclisti e appassionati di trekking, si è trasformato a poco a poco da oasi di pace a meta di attrazione per folle di turisti mordi e fuggi in cerca dell’ultimo selfie da postare sui social.

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Lago di Braies, accesso a numero chiuso: le regole per l’estate 2020

Un problema non da poco quello dell’overtourism, che ha costretto la municipalità altoatesina a intervenire a tutela dell’ecosistema (e di quei visitatori che davvero vogliono godersi l’incanto di questo luogo magico): al Lago di Braies ora si accede con prenotazione e numero chiuso.

A maggior ragione quest’anno, con le misure di distanziamento sociale previste per evitare i contagi da Coronavirus. Da ultima ordinanza del sindaco dell’8 maggio 2020, inoltre, quando si visita il lago di Braies, è obbligatorio indossare la mascherina o protezioni per bocca e naso.

Lago di Braies, come arrivare in auto e il parcheggio da prenotare online

Arrivare al Lago di Braies in auto è piuttosto semplice. Basta percorrere la SS49 in direzione Brunico, fino allo svincolo per Braies.

Una volta arrivati, si può lasciare la macchina in uno dei diversi parcheggi presenti nella Valle di Braies. Il più vicino, il P3, solo per automobili, accanto allo storico hotel, è piuttosto ampio ed è praticamente a due passi dalla riva del lago.

Attenzione, però. Dal 10 luglio al 10 settembre 2020, la strada che consente di arrivare al Lago di Braies rimane aperta al traffico automobilistico finché vi sono parcheggi liberi all’interno della Valle.

È possibile prenotare e pagare per il parcheggio online, collegandosi al sito braies.bz (selezionate l’icona P, dedicata alle soste delle auto). Il costo del biglietto giornaliero è di 10 euro.

giro del lago di Braies a piedi
Si può fare il giro del lago di Braies a piedi, seguendo il sentiero che costeggia le rive (istock)

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Lago di Braies, come arrivare con i bus-navetta da prenotare online

L’alternativa, ecologica e sostenibile, è invece viaggiare sui bus-navetta che dai comuni di Monguelfo (linea 439) e Dobbiaco (linea 442) arrivano al Lago di Braies. Il biglietto dell’autobus va prenotato e pagato in anticipo online (si esauriscono in fretta), indicando nell’apposito form il numero di persone e gli animali da trasportare, la fermata, e l’orario di partenza. Per il ritorno, basta esibire il biglietto dell’andata già pagato. Per info e prenotazioni, fa sempre fede il sito braies.bz.

Se i posti sulle navette non dovessero essere più disponibili, non sarà più possibile accedere al lago con i mezzi pubblici. Ma si potrà sempre arrivare al Lago di Braies a piedi o in bicicletta. Dei permessi di transito saranno invece rilasciati a chi soggiorna nelle strutture della Valle di Braies e a chi ha una prenotazione in uno dei ristoranti della zona.

Come arrivare al lago di Braies in bicicletta

Pedalare, godersi la natura, il turismo a ritmo lento. Fa bene al corpo e all’ambiente. E il passaggio è libero ogni momento. Uno dei modi per arrivare al Lago di Braies è in sella a una bicicletta.

La Valle di Braies è infatti percorsa da bei sentieri ciclabili che rendono il lago la degna conclusione di un’escursione su due ruote.  Così, basta percorrere la ciclabile della Val Pusteria fino a Farra e, per l’ultimo tratto, seguire la provinciale 47. Da Farra al Lago di Braies sono circa 45 minuti in bici con 300 metri di dislivello; se si viene invece dai borghi di Monguelfo, perla della Valle di Casies, e Villabassa, serve circa una mezz’ora e il dislivello si abbassa ai 100 metri. L’unica accortezza: non si può fare il giro del Lago in bicicletta, il sentiero è troppo stretto. Meglio parcheggiarla e godersi il panorama.

Monguelfo, in Val Casies
Da MOnguelfo, borgo della Val di Casies, si raggiunge il Lago di Braies con una escursione a piedi o in bici (istock)

Lago di Braies, come arrivare a piedi: i sentieri

L’alternativa? Arrivare a piedi, seguendo i bei tracciati che passano tra larici e abeti. Per riempirsi i polmoni del balsamo dei boschi. Il tracciato più breve (e grosso modo pianeggiante – il dislivello è di circa 270 metri) è il percorso tematico dedicato a Viktor Wolf Edler von Glanvell, pioniere dell’alpinismo e primo a scalare le vette delle Dolomiti di Braies, che parte dal parcheggio Segheria a Farra. Lungo il sentiero, lungo poco meno di 5 chilometri, pannelli informativi raccontano la sua storia e le sue conquiste. Da fare anche in compagnia dei più piccoli.

Chi vuole camminare, si mette in marcia dalla stazione di Monguelfo, seguendo il sentiero n. 2 A. Si attraversano prati e poi ecco la Valle di Braies, preannunciata da Farra. Da qui, si prosegue sul tracciato n. 1 (il sentiero tematico Viktor Wolf Edler von Glanvell), fino al lago di Braies. In totale sono 12,5 chilometri da affrontare anche in famiglia. Lo stesso si può fare venendo dalla stazione di Villabassa e seguendo le indicazioni per il sentiero n. 1.

Lago di Braies in estate e autunno, cosa fare: dall’uscita in barca al giro del lago a piedi

Una volta raggiunto il Lago di Braies, è difficile rimanere immuni al suo fascino. Le acque sfumano dallo smeraldo intenso all’azzurro, a seconda dei bagliori del sole. E poi ci sono le Dolomiti a completare il panorama.

Difficile non notare la palafitta in legno con il pontile da cui partono le fila di barche a remi. Si possono noleggiare, solo d’estate, generalmente da maggio a ottobre, quando il livello dell’acqua lo consente e la superficie del Lago di Braies non è ghiacciata (30 minuti, 19 euro per una barca da 4 persone, info: la-palafitta.com/it).

Un tempo questo era l’unico modo per raggiungere la riva meridionale. Oggi, si può invece fare il giro del lago di Braies a piedi, seguendo lo stretto sentiero sterrato che costeggia le rive, regalando scorci sempre diversi e suggestivi sullo specchio d’acqua e le montagne.

lago di Braies barche a remi a noleggio
Cosa fare al Lago di Braies? Immancabile, un giro sulle classiche barchette in legno (istock)

LEGGI ANCHE: Alto Adige, la magia dell’autunno tra sentieri nel bosco e relax nelle Spa

Il Lago di Braies è balneabile?

Attenzione però a non farsi tentare dalle acque dai colori invitanti: il Lago di Braies non è balneabile. Tuffi vietati, quindi.

Escursioni dal Lago di Braies e dintorni

Meglio dedicarsi allora alle escursioni a piedi, che da queste parti regalano grandi soddisfazioni, anche senza troppi sforzi. Perfette in estate, ancora meglio in autunno, quando le rive del lago si svuotano dai troppi turisti e la Valle di Braies si colora con il foliage. I prati imbiondiscono, i larici fiammeggiano tra i pini sempreverdi, i cieli tersi sono di un incredibile color azzurro. E il Lago di Braies avvolto dalla bruma è davvero magico.

Per godersi lo spettacolo, il percorso classico è lungo il sentiero numero 19: parte a riva, dai piedi della Croda del Becco, e si addentra nella Val Foresta. Si cammina nel bosco, con vista sul Monte Nero, fino alla malga Foresta. E si può camminare ancora, sullo stesso tracciato, per raggiungere la Valle dei Larici e la malga Alte Kaser.

In alternativa, si prende il segnavia numero 20 che sale dal Lago di Braies fino a Pra della Vacca. Un po’ più impegnativo, sempre nel bosco, alla fine regala una bella vista sulle Alpi centrali e la Val Pusteria.

lago di Braies autunno
Il Lago di Braies è uno spettacolo anche in autunno, con i larici ingialliti e le Dolomiti che si specchiano nelle acque (istock)

Sentieri nel Parco Naturale di Fanes-Senes-Braies

Più panoramico, e semplice, invece, il sentiero sull’altopiano di Pratopiazza, sempre all’interno del Parco Naturale di Fanes-Senes-Braies, a qualche minuto di macchina dal lago. Ci troviamo nel parco più grande dell’Alto Adige, un polmone verde, dal tipico panorama dolomitico, che comprende i territori dei comuni di Badia, Braies, Dobbiaco, La Valle, Marebbe e Valdaora.

Pratopiazza è il cuore del parco e si raggiunge a piedi, lungo i tanti sentieri che partono dalla località di Ponticello. Ma è comodo anche conquistare qualche chilometro in auto, posteggiare al parcheggio di Pratopiazza (controllare gli orari di apertura della strada, info: prags.bz/it), e da qui cominciare la passeggiata. Si cammina fino al rifugio di Vallandro, circondati da boschi radi, dolci pascoli e dalle montagne. E, quindi, si prosegue per raggiungere la cima del Monte Specie. Una volta arrivati, un altro spettacolo inaspettato: le Tre Cime di Lavaredo, il profilo del Cristallo, il Monte Paterno, la Croda Rondo e la Cima Piatta sfilano davanti agli occhi. Da vedere sicuramente una volta nella vita.

Rimanendo nel parco, un’altra escursione ha come meta il Lago di Dobbiaco, un’altra perla delle Dolomiti e della Val Pusteria, insieme a Braies. Anche qui, si può fare il giro del lago a piedi, seguendo il sentiero natura con pannelli informativi che illustrano le particolarità dell’habitat, si può pescare o fare un giro in pedalò.

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Quando andare al Lago di Braies

Il Lago di Braies cambia con le stagioni, regalando ogni volta emozioni e scenari sempre diversi, rendendolo una meta appetibile per le vacanze in ogni momento dell’anno.

Anche se ormai la sua fama rende difficile, se non impossibile, una visita al lago in solitudine, anche in bassa stagione, il consiglio è però quello di andare al Lago di Braies in autunno. E non importa se capita una giornata di brutto tempo: i colori del foliage, i vapori delle nebbie e le rive sgombre dalla folla rendono l’atmosfera magica.

In inverno, il Lago di Braies ghiaccia. Le rive sono ingombre di neve, le cime imbiancate, le temperature sotto lo zero. Uno spettacolo davvero particolare. E poi, ci si può dedicare alle ciaspolate e allo sci di fondo: nella vicina Val di Casies e a Dobbiaco, i tracciati appassionano esperti e sciatori alle prime armi.

Il lago di braies, nel Parco naturale Fanes Senes Braies, ghiacciato in inverno
Il Lago di Braies ghiacciato in inverno, con la neve (istock)

In estate, il clima è perfetto e il lago è al massimo del suo splendore. Ma è anche la stagione più affollata. Il rischio è non godersi la natura a causa della ressa e dello stress per traffico e parcheggi occupati. Se proprio non potete evitare agosto, meglio di visitare il Lago di Braies prima delle ore 9.00 e dopo le ore 15.00.

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I “laghetti di Avola” in Sicilia? Tra i migliori posti al mondo dove fare il bagno, secondo la CNN

Cavagrande è una perla di bellezza. Lo ha scoperto anche la CNN che ha inserito i “laghetti di Avola” nel suo elenco dei “20 migliori posti al mondo per nuotare”. Ci troviamo in Sicilia, più precisamente nella zona sudorientale dell’isola, a Cavagrande del Cassibile, una riserva naturale affascinante non distante da Siracusa.

I “laghetti di Avola”, come sono stati soprannominati dagli abitanti del luogo, sono un piccolo eden per gli appassionati di trekking e di escursioni. La riserva si estende su circa 2700 ettari. Al suo interno scorre per circa dieci chilometri il fiume Cassibile che, con la costante azione erosiva, ha creato nel corso dei secoli un profondo vallone e, nel fondovalle, delle piccole cascate e meravigliosi invasi naturali balneabili. 

I laghetti nella riserva naturale orientata Cavagrande del Cassibile. L’area naturale protetta si trova nei comuni di Avola, Noto e Siracusa. (ph: iStock)

“Due piscine azzurre si trovano nelle profondità di un canyon, raggiungibili dopo 90 minuti di discesa lungo un sentiero che passa attraverso boschi lussureggianti e rocce calcaree che si innalzano su entrambi i lati” scrive l’emittente all-news americana. Che sottolinea: “Portate con voi un asciugamano per stendervi sulle rocce e un cestino per il picnic. Questo tuffo nel cuore della riserva Cavagrande del Cassibile è imbattibile”. 

I “laghetti” si raggiungono seguendo il percorso che arriva sino alla Gola e alla Grotta dei Briganti. Tuttavia, prima di avventurarvi in questo paradiso della Sicilia, il consiglio è quello di mettervi in contatto con le guide escursionistiche locali. 

Nella sua top 20, la CNN cita tra gli altri anche lo Schlachtensee, nella parte sud ovest di Berlino; il fiume di Akigawa in Giappone; l’estrema parte meridionale della baia di Dublino; il laghetto scozzese di Loch an Eilein; il centro benessere Allas Sea Pool a Helsinki; le acque del fiume Aare di Berna; la Kitsilano Pool di Vancouver in Canada. 

Qui la lista completa della Cnn

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Le cascate più belle del mondo. A partire dall’Italia

Quelle del Niagara sono forse le più famose, grazie anche al film con Marilyn Monroe. Quelle Vittoria sono legate all’ormai leggendario esploratore David Livingstone e hanno fatto parlare di sé a fine 2019 per un forte rischio siccità e un relativo calo del turismo. Sempre meta imprescindibile di tour le cascate di Iguazu, in Argentina, tra le attrazioni più note del Paese. Ma sono tanti gli spettacoli che l’acqua crea in tutto il pianeta. Ecco le cascate panoramiche che meritano di essere viste almeno una volta nella vita. A partire dall’Italia, dove tra le più imponenti c’è la cascata delle Marmore (la più grande, vicino a Terni) e la cascata del Toce in Piemonte. Una meraviglia della Natura che ha, nei secoli, colpito artisti e uomini di cultura come Richard Wagner e Gabriele D’Annunzio

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