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Natale autentico nel cuore di Orvieto, tra storia, arte e buona tavola

Abbarbicata su una rupe di tufo, ancora oggi lì, dove gli Etruschi la fondarono, Orvieto appare fin da subito a chi arriva e la guarda dalla valle del Peglia un gioiello incastonato nella Storia. Ma è una volta entrati in città che quella storia, lunga 3000 anni, ti avvolge e ti coinvolge, facendoti sentire parte di quelle mura, di quelle strade, di quelle pietre. 

E così accade che, soprattutto a Natale, si abbia la sensazione di entrare in un presepe a dimensione naturale, nel quale passeggiare sentendo il profumo delle lumachelle che cuociono nei forni delle case e il suono delle campane che si leva dalla Cattedrale o dalla torre campanaria della Collegiata dei Santi Andrea e Bartolomeo. 

Natale a Orvieto

All’atmosfera natalizia naturale, ogni anno, si aggiungono eventi contemporanei che coinvolgono la città fin dall’ultima settimana di novembre e che hanno il culmine a cavallo di Capodanno con l’Umbria Jazz Winter. Naturalmente, nell’anno in cui l’emergenza sanitaria impone un Natale più sobrio, le consuete iniziative delle feste puntano a creare in città un’atmosfera più intima e raccolta e anche il festival jazz rimanda i suoi concerti a dicembre 2021. 

Il Natale 2020 di Orvieto sarà tranquillo, ma di certo non spento: la città sarà illuminata da installazioni artistiche che accenderanno le facciate dei palazzi del centro storico, e una grande stella cometa di 17 metri richiamerà i fedeli in piazza Duomo e in Cattedrale. E, mentre sulle case del quartiere medievale saranno esposti arazzi illuminati, a creare un originale presepe in una nuova suggestiva forma, il tradizionale Presepe nel pozzo della Cava, quest’anno sarà sostituito da una Natività simbolica. 

Ma a richiamare l’attenzione, a Natale e non solo, sarà soprattutto il celebre pozzo di San Patrizio, realizzato nella prima metà del Cinquecento da Antonio Sangallo il Giovane su richiesta di papa Clemente VII, in cerca di un rifugio sicuro in caso di assedio di Roma.

Sono stati appena conclusi, infatti, i lunghi lavori di restauro che hanno restituito a questo capolavoro di ingegneria profondo 54 metri la sua bellezza originaria. Anche se questo Natale non sarà possibile, per ragioni di sicurezza sanitaria, godere dell’albero di luce che l’anno scorso ha acceso l’interno del profondo cilindro, si potranno comunque ammirare i risultati dei lavori sulla parte esterna. E non appena sarà di nuovo permesso, sarà un piacere ancora più grande scendere e risalire i 248 scalini delle due rampe elicoidali che non si incrociano mai.

Orvieto sotterranea, la città nascosta

Proprio dal pozzo di San Patrizio potrebbe partire l’itinerario alla scoperta di Orvieto: cominciando dal basso, da quella parte di città che c’è sotto la città stessa e che è un vero e proprio viaggio nel tempo. 

Nei Sotterranei, la Orvieto Underground, attraversare i cunicoli e le cavità artificiali scavate nel tufo vuol dire attraversare anche i secoli: dalla civiltà etrusca, di cui si possono ammirare le cisterne per la raccolta dell’acqua realizzate nel V secolo a.C., alla seconda guerra mondiale, quando le grotte erano utilizzate come rifugi antiaerei, passando per il Medioevo e il Rinascimento quando in quelle cavità si allevavano i colombi o si lavorava l’olio. 

D’obbligo, però, visitare anche i sotterranei della chiesa di Sant’Andrea, definita la “carta d’identità” di Orvieto: qui sono conservate testimonianze storiche che risalgono all’età del bronzo, poi etrusche e romane fino alle prime comunità cristiane. La Collegiata, che si trova accanto al Palazzo Comunale, fu costruita nel VI secolo d.C. sulle rovine di un antico tempio etrusco, ma nei secoli la sua struttura è stata modificata, fino ai restauri di inizio Novecento che hanno dato alla chiesa e all’adiacente torre dodecagonale l’aspetto attuale. 

Orvieto e il Duomo illuminato al tramonto

Vivere Orvieto da orvietani 

Una volta usciti “a riveder le stelle” dalla chiesa, ci si trova in pieno centro storico. Ed è  il momento di vivere Orvieto da veri orvietani. Anche perché la città è lì ad accogliere i turisti come persone di famiglia o amici intimi, con i quali condividere tutto ciò che ha di più bello, comprese le abitudini quotidiane. Così, inoltrandosi su corso Cavour, verso la Torre del Moro – l’antica torre dell’orologio sui cui salire per godere del panorama della città e della campagna che la circonda – ci si può fermare a fare shopping di pregiati cachemire, prendere un caffè al bar, oppure infilarsi in vicolo Michelangeli per visitare l’omonima antica bottega di falegnameria e farsi una foto su uno dei cavalli di legno in esposizione, proprio come, da generazioni, fanno i bambini di Orvieto. Non c’è album di famiglia in città, raccontano gli orvietani, in cui non ci sia un ragazzino immortalato su un cavallo della bottega Michelangeli.

Tante altre botteghe storiche, in cui acquistare ceramiche (anche per uso quotidiano) e merletti, si incontrano nel cuore della città. Ma se si preferisce lo shopping gastronomico, l’appuntamento è al sabato al mercato di piazza del Popolo, proprio sotto il maestoso palazzo del Capitano del Popolo: qui, seguendo le abitudini degli orvietani, si possono cercare i fagioli secondi del Piano di Orvieto (presidio slow food), formaggi, salumi e, quando è stagione, tartufi e funghi. E se facendo la spesa viene fame, basta chiedere consiglio a un passante per farsi suggerire un posto dove pranzare: non c’è da temere di incappare in locali per turisti, qui non esistono: i visitatori e gli abitanti mangiano tutti negli stessi ristoranti. 

Il pomeriggio, poi, può essere dedicato a una passeggiata o un’escursione in bicicletta fuori le mura, magari lungo l’Anello della Rupe fino alla Necropoli etrusca del Crocifisso del Tufo, in pieno Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano. Ma se si preferisce restare in città, non si può prescindere da una sosta alla bottega dell’Orvietan, l’amaro erboristico citato anche da Molière (nella commedia L’Amour Médecin), e da Manzoni (nella prima versione dei Promessi Sposi), così come in enoteca per portare a casa almeno una bottiglia di Orvieto Doc, prodotto in una delle 20 cantine della zona.

La passeggiata nel centro storico non può che concludersi, al tramonto, davanti alla maestosità del Duomo, il “Giglio d’oro delle cattedrali” che, con i suoi mosaici illuminati dal sole calante, colora di mille sfumature dorate la stupenda facciata decorata da Lorenzo Maitani.

Naturalmente, tutti possono entrare nel Duomo per raccogliersi in silenzio, mentre le visite guidate devono essere prenotate – come per gli altri più importanti monumenti di Orvieto – sul portale liveorvieto.com, per assicurare a tutti la possibilità di vivere la Storia in totale sicurezza. 

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Jill Biden, la nuova First Lady, è originaria di Messina. La cugina: “La invito e le cucino la pasta al forno”

Da qualche giorno, giornalisti, fotografi e tanti curiosi stanno affollando il piccolo borgo di Gesso, Messina. Già, perché Jill Biden, la moglie del presidente-eletto Joe Biden, sarebbe proprio originaria di questa frazione messinese di appena 600 anime.

A confermarlo è un documento conservato nel museo etno-antropologico di Gesso che attesta la partenza dal villaggio del nonno della first lady, Domenico, il 19 maggio del 1900, quando aveva appena un anno, insieme ai fratelli e la madre. Avevano lasciato il villaggio per raggiungere in nave Ellis Island, a New York. Da lì si erano poi stabiliti a Hammonton, nel New Jersey. 

Braciole e cannoli ripieni per la First Lady

Caterina Giacoppo, la lontana cugina della signora Jill Biden, è finita sotto i riflettori (ph: screenshot)

Le origini portano a Caterina Giacoppo, cugina di ottavo grado della signora Biden. La casalinga di 64 anni ha raccontato ai media nazionali e stranieri di essere “pronta ad accogliere” l’illustre parente.

“Sarei molto felice se la signora Jill venisse qui e avrei piacere di incontrarla – ha dichiarato – siamo pronti a fare una bella festa in tutto il paese. Se viene le cucino la pasta al forno, le braciolettine arrostite e le altre prelibatezze locali come la parmigiana di melanzane, la pasta ‘ncasciata e i cannoli ripieni di ricotta fresca di capra, che sono una delle mie specialità”.

Gesso mai così vicina a Washington

“È come se l’intero villaggio avesse vinto le elezioni americane”, ha detto al Guardian Tonino Macrì, presidente dell’Associazione culturale “Gesso la Perla dei Peloritani”.

Anche il sindaco, Cateno De Luca, ha sottolineato di essere pronto a ospitare il presidente Joe Biden e la moglie Jill a Messina per mostrare alla 69enne il villaggio dal quale è partito il nonno 120 anni fa, le tradizioni della sua terra d’origine e le attrazioni.

Tra queste c’è la chiesa di Gesso, dove l’antenato della first lady si sposò prima di partire per l’America. Inoltre, una casa che apparteneva alla sua famiglia è ancora in piedi alla periferia del villaggio. Ma le cose da vedere sono diverse, sebbene di Gesso finora se n’è parlato poco.

Un momento della tradizionale Rassegna Popolare Ibbisota a Gesso (ph: Rassegna Popolare Ibbisota Gesso)

Il villaggio sorge un territorio collinare a ridosso dei monti Peloritani. Oltre ai pascoli, i boschi e i campi agricoli, c’è un panorama splendido sullo Stretto e sulle Isole Eolie.

In agosto, poi, qui va in scena la tradizionale “Rassegna Popolare Ibbisota”. Da oramai sette anni, l’evento si propone come “expo della sicilianità”, e ha come obiettivo di riportare in auge le tradizioni troppo spesso dimenticate dalle nuove generazioni, da quelle agro-pastorali a quelle gastronomiche.

Jill Biden, una donna di carattere

Jill Biden e il marito Joe, presidente-eletto degli Stati Uniti. (ph: Ap)

L’italo-americana Jill Biden viene descritta dagli osservatori come “una donna di carattere” e una “consigliera preziosa” per il presidente-eletto.

Jill è accanto all’ex vice presidente da 43 anni. E non ha mai messo da parte la sua passione, l’insegnamento. Jill Biden, infatti, lavorava ancora quando suo marito diventò vice presidente ed è stata la prima second lady a continuare a esercitare la sua professione durante l’incarico di suo marito.

Oltre a ciò, la 69enne è sempre stata fiera delle sue origini italiane.

“Quando ero bambina – aveva raccontato tempo fa Jill Biden in un’intervista –  ogni fine settimana i miei genitori portavano me e le mie quattro sorelle nel New Jersey per vedere i nonni. L’annuale festival italiano di Nostra Signora del Monte Carmelo era bellissimo. C’erano le giostre, i giochi, i fuochi d’artificio e la grande processione dei santi per le strade di Hammonton. A casa di mia nonna, poi, si cucinavano i piatti della tradizione italiana: il sugo rosso, le polpette, la pasta. Ho dei bellissimi ricordi”.

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Autunno a Courmayeur: weekend ai piedi del Monte Bianco, tra foliage e sport all’aria aperta

Scegliere Courmayeur, la celebre località valdostana ai piedi del Monte Bianco, come meta di una vacanza o un long weekend, può sembrare naturale in estate, in cerca di refrigerio, o in inverno, per godere delle sue celebri piste da sci, eppure è proprio l’autunno il momento più magico per scoprirla.

L’autunno è una seconda primavera, quando ogni foglia è un fiore“, scriveva Albert Camus. E, a Courmayeur, lo sguardo viene letteralmente conquistato dalla “fioritura” del foliage, quando il fogliame degli alberi vira verso le tonalità più calde e i boschi si trasformano in un trionfo di sfumature rosse e arancioni, gialle e marrone bruciato.

È uno spettacolo per gli occhi e per l’anima, una sorta di cromoterapia naturale in grado di rasserenare e rigenerare, prima di affrontare l’inverno e le sue preoccupazioni.

Courmayeur, regina del foliage

Uno dei punti di partenza di un itinerario ideale tra i mille colori del foliage è proprio la Val Ferret, adagiata sotto il massiccio del Monte Bianco. Situata a nord della conca di Courmayeur, cambia aspetto in ogni stagione, ma in autunno è unica: diventa completamente rossa e arancione. Il panorama che si gode qui lascia senza fiato: oltre alla maestosità del Monte Bianco, si può ammirare il Dente del Gigante, le Grandes Jorasses, l’Aiguille de Triolet e il Mont Dolent.

Per chi ama il trekking, in particolare, la Val Ferret offre passeggiate panoramiche come quella che si lascia alle spalle Lavachey e prosegue fino al rifugio Bonatti, passando per un incantevole bosco di larici.

La Val Veny, a ovest di Courmayeur, ha invece il pregio di essere meno frequentata dai turisti e, quindi,  poco affollata. Si estende, con paesaggi molto diversi, da Entrèves fino al Col de La Seigne, al confine con la Francia, regalando un’esperienza di rara bellezza a chi la visita in autunno. Qui, infatti, le sfumature di rosso, giallo e arancione, nella natura intorno al Lago Combal e in fondo alla vallata, sono spettacolari.

In alternativa, basta una passeggiata nella Val Sapin, raggiungibile a piedi comodamente dal centro di Courmayeur, per scoprire un autentico gioiello naturalistico, intimo e suggestivo, perfetto per le famiglie con bambini piccoli ma anche per chi vuole cimentarsi nel trekking grazie al suo anello di camminate con salite di difficoltà variabile.

Courmayeur è bella da visitare tutto l’anno (foto: Courmayeur Mont Blanc)

Autunno a Courmayeur, tra passeggiate ed escursioni in mountain bike

Che si tratti di una gita fuori porta o di un long weekend, ma anche che si viaggi in famiglia, da soli o in coppia, ai piedi del Monte Bianco, nella zona di Courmayeur, è impossibile annoiarsi. Per chi cerca attività sportive o momenti di relax, le idee, in autunno, non mancano, soprattutto all’aria aperta. Complici le giornate ancora bellissime e lunghe, tra passeggiate, escursioni in mountain bike o e-bike e trekking non c’è che l’imbarazzo della scelta. Qualche esempio?

Proprio per far scoprire i sentieri più suggestivi e le bellezze naturali del territorio, Courmayeur Mont Blanc ha organizzato, a ottobre, escursioni in collaborazione con i maestri di mountain bike e le guide.

Per gli amanti del trekking, il 17 ottobre si va alla scoperta di impronte e suoni lasciati dagli animali del bosco, attraversando la suggestiva Balconata della Val Ferret in direzione del rifugio Bonatti mentre il giorno successivo, il 18, è in programma “Voliamo tra le nostre montagne”, un’escursione dedicata agli sportivi tra le meraviglie della Val Sapin.

Ricco di appuntamenti anche il weekend successivo: il 24 ottobre è in calendario “Autunno magico, colori e suoni di una stagione dal ritmo lento”, passeggiata per famiglie nella Val Veny, con tappa nel fiabesco bosco del Freney e ai laghetti del ghiacciaio del Miage, mentre il 25 ottobre c’è il trekking di sei ore lungo l’anello del Mont Fortin, circondati dai ghiacciai del Monte Bianco.

Courmayeur e le sue valli vestite dei colori autunnali (foto Courmayeur Mont Blanc)

Chi invece predilige la mountain bike o l’e-bike, non resterà deluso. Negli stessi due weekend, 17-18 ottobre e 24-25 ottobre, sono stati organizzati tre possibili percorsi nelle vallate di Courmayeur, concordati con gli istruttori del Velo Club di Courmayeur, in base al livello di preparazione dei partecipanti.

Il primo attraversa la Val Veny e passa lungo l’anello Freney, con la possibilità di raggiungere il lago Combal. Il secondo è dedicato alla Val Ferret ed è il giro classico fino al Rifugio Elena. Il terzo, infine, è l’Anello della Val Sapin.

Per chi cerca il relax, anche dopo un’attività sportiva, l’appuntamento è, infine, alle Terme di Pré Saint Didier o alla celebre cantina La Cave Mont Blanc per una degustazione di vini pregiati. Non basta? C’è sempre la possibilità di vivere un’esperienza a tutta adrenalina tra i percorsi sospesi nel Parco Avventura Mont Blanc. Pronti a partire? Lo spettacolo sta per iniziare.

Per informazioni: courmayeurmontblanc.it/autumnatitspeak

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Lago di Braies, Alto Adige: dove si trova e come visitare la perla delle Dolomiti

Il Lago di Braies, in Alto Adige, è uno smeraldo incastonato tra la cime delle Dolomiti. Uno dei luoghi della Val Pusteria, a 28 chilometri da Brunico, che non si dimenticano facilmente: acque dalle sfumature verdi-turchesi, barchette di legno che sembrano quasi sospese sulla superficie dell’acqua e, tutt’intorno, foreste di abeti e montagne maestose, tra cui i Dodici Apostoli e la Croda del Becco.

Lago di Braies, dove si trova

Situato a 1.496 metri di altitudine, all’interno del Parco Naturale Fanes Sennes Braies, il Lago di Braies è d’altronde un luogo unico nel suo genere, dalla bellezza folgorante. Tanto da attirare ogni anno milioni di visitatori. Circa 15mila turisti al giorno secondo le ultime stime.

Tutto merito (o colpa) della popolarità acquisita grazie alle foto virali su Instagram e alla fiction Rai con Terence Hill, Un passo dal cielo, che lo aveva scelto come location (ora la produzione si è spostata in Veneto, nel Bellunese, nei dintorni del Lago di Misurina).

E così il segreto ben custodito della Valle di Braies, meta di ciclisti e appassionati di trekking, si è trasformato a poco a poco da oasi di pace a meta di attrazione per folle di turisti mordi e fuggi in cerca dell’ultimo selfie da postare sui social.

LEGGI ANCHE: Cosa fare in Alto Adige, la guida

Lago di Braies, accesso a numero chiuso: le regole per l’estate 2020

Un problema non da poco quello dell’overtourism, che ha costretto la municipalità altoatesina a intervenire a tutela dell’ecosistema (e di quei visitatori che davvero vogliono godersi l’incanto di questo luogo magico): al Lago di Braies ora si accede con prenotazione e numero chiuso.

A maggior ragione quest’anno, con le misure di distanziamento sociale previste per evitare i contagi da Coronavirus. Da ultima ordinanza del sindaco dell’8 maggio 2020, inoltre, quando si visita il lago di Braies, è obbligatorio indossare la mascherina o protezioni per bocca e naso.

Lago di Braies, come arrivare in auto e il parcheggio da prenotare online

Arrivare al Lago di Braies in auto è piuttosto semplice. Basta percorrere la SS49 in direzione Brunico, fino allo svincolo per Braies.

Una volta arrivati, si può lasciare la macchina in uno dei diversi parcheggi presenti nella Valle di Braies. Il più vicino, il P3, solo per automobili, accanto allo storico hotel, è piuttosto ampio ed è praticamente a due passi dalla riva del lago.

Attenzione, però. Dal 10 luglio al 10 settembre 2020, la strada che consente di arrivare al Lago di Braies rimane aperta al traffico automobilistico finché vi sono parcheggi liberi all’interno della Valle.

È possibile prenotare e pagare per il parcheggio online, collegandosi al sito braies.bz (selezionate l’icona P, dedicata alle soste delle auto). Il costo del biglietto giornaliero è di 10 euro.

LEGGI ANCHE: Dolomiti, dove andare e cosa vedere

Lago di Braies, come arrivare con i bus-navetta da prenotare online

L’alternativa, ecologica e sostenibile, è invece viaggiare sui bus-navetta che dai comuni di Monguelfo (linea 439) e Dobbiaco (linea 442) arrivano al Lago di Braies. Il biglietto dell’autobus va prenotato e pagato in anticipo online (si esauriscono in fretta), indicando nell’apposito form il numero di persone e gli animali da trasportare, la fermata, e l’orario di partenza. Per il ritorno, basta esibire il biglietto dell’andata già pagato. Per info e prenotazioni, fa sempre fede il sito braies.bz.

Se i posti sulle navette non dovessero essere più disponibili, non sarà più possibile accedere al lago con i mezzi pubblici. Ma si potrà sempre arrivare al Lago di Braies a piedi o in bicicletta. Dei permessi di transito saranno invece rilasciati a chi soggiorna nelle strutture della Valle di Braies e a chi ha una prenotazione in uno dei ristoranti della zona.

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Il Lago di Braies, in Alto Adige, è uno smeraldo incastonato tra la cime delle Dolomiti. Uno dei luoghi della Val Pusteria, a 28 chilometri da Brunico, che non si dimenticano facilmente: acque dalle sfumature verdi-turchesi, barchette di legno che sembrano quasi sospese sulla superficie dell’acqua e, tutt’intorno, foreste di abeti e montagne maestose, tra cui i Dodici Apostoli e la Croda del Becco.

Lago di Braies, dove si trova

Situato a 1.496 metri di altitudine, all’interno del Parco Naturale Fanes Senes Braies, il Lago di Braies è d’altronde un luogo unico nel suo genere, dalla bellezza folgorante. Tanto da attirare ogni anno milioni di visitatori. Circa 15mila turisti al giorno (in estate) secondo le ultime stime.

Tutto merito (o colpa) della popolarità acquisita grazie alle foto virali su Instagram e alla fiction Rai con Terence Hill, Un passo dal cielo, che lo aveva scelto come location (ora la produzione si è spostata in Veneto, nel Bellunese, nei dintorni del Lago di Misurina).

E così il segreto ben custodito della Valle di Braies, meta di ciclisti e appassionati di trekking, si è trasformato a poco a poco da oasi di pace a meta di attrazione per folle di turisti mordi e fuggi in cerca dell’ultimo selfie da postare sui social.

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Lago di Braies, accesso a numero chiuso: le regole per l’estate 2020

Un problema non da poco quello dell’overtourism, che ha costretto la municipalità altoatesina a intervenire a tutela dell’ecosistema (e di quei visitatori che davvero vogliono godersi l’incanto di questo luogo magico): al Lago di Braies ora si accede con prenotazione e numero chiuso.

A maggior ragione quest’anno, con le misure di distanziamento sociale previste per evitare i contagi da Coronavirus. Da ultima ordinanza del sindaco dell’8 maggio 2020, inoltre, quando si visita il lago di Braies, è obbligatorio indossare la mascherina o protezioni per bocca e naso.

Lago di Braies, come arrivare in auto e il parcheggio da prenotare online

Arrivare al Lago di Braies in auto è piuttosto semplice. Basta percorrere la SS49 in direzione Brunico, fino allo svincolo per Braies.

Una volta arrivati, si può lasciare la macchina in uno dei diversi parcheggi presenti nella Valle di Braies. Il più vicino, il P3, solo per automobili, accanto allo storico hotel, è piuttosto ampio ed è praticamente a due passi dalla riva del lago.

Attenzione, però. Dal 10 luglio al 10 settembre 2020, la strada che consente di arrivare al Lago di Braies rimane aperta al traffico automobilistico finché vi sono parcheggi liberi all’interno della Valle.

È possibile prenotare e pagare per il parcheggio online, collegandosi al sito braies.bz (selezionate l’icona P, dedicata alle soste delle auto). Il costo del biglietto giornaliero è di 10 euro.

giro del lago di Braies a piedi
Si può fare il giro del lago di Braies a piedi, seguendo il sentiero che costeggia le rive (istock)

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Lago di Braies, come arrivare con i bus-navetta da prenotare online

L’alternativa, ecologica e sostenibile, è invece viaggiare sui bus-navetta che dai comuni di Monguelfo (linea 439) e Dobbiaco (linea 442) arrivano al Lago di Braies. Il biglietto dell’autobus va prenotato e pagato in anticipo online (si esauriscono in fretta), indicando nell’apposito form il numero di persone e gli animali da trasportare, la fermata, e l’orario di partenza. Per il ritorno, basta esibire il biglietto dell’andata già pagato. Per info e prenotazioni, fa sempre fede il sito braies.bz.

Se i posti sulle navette non dovessero essere più disponibili, non sarà più possibile accedere al lago con i mezzi pubblici. Ma si potrà sempre arrivare al Lago di Braies a piedi o in bicicletta. Dei permessi di transito saranno invece rilasciati a chi soggiorna nelle strutture della Valle di Braies e a chi ha una prenotazione in uno dei ristoranti della zona.

Come arrivare al lago di Braies in bicicletta

Pedalare, godersi la natura, il turismo a ritmo lento. Fa bene al corpo e all’ambiente. E il passaggio è libero ogni momento. Uno dei modi per arrivare al Lago di Braies è in sella a una bicicletta.

La Valle di Braies è infatti percorsa da bei sentieri ciclabili che rendono il lago la degna conclusione di un’escursione su due ruote.  Così, basta percorrere la ciclabile della Val Pusteria fino a Farra e, per l’ultimo tratto, seguire la provinciale 47. Da Farra al Lago di Braies sono circa 45 minuti in bici con 300 metri di dislivello; se si viene invece dai borghi di Monguelfo, perla della Valle di Casies, e Villabassa, serve circa una mezz’ora e il dislivello si abbassa ai 100 metri. L’unica accortezza: non si può fare il giro del Lago in bicicletta, il sentiero è troppo stretto. Meglio parcheggiarla e godersi il panorama.

Monguelfo, in Val Casies
Da MOnguelfo, borgo della Val di Casies, si raggiunge il Lago di Braies con una escursione a piedi o in bici (istock)

Lago di Braies, come arrivare a piedi: i sentieri

L’alternativa? Arrivare a piedi, seguendo i bei tracciati che passano tra larici e abeti. Per riempirsi i polmoni del balsamo dei boschi. Il tracciato più breve (e grosso modo pianeggiante – il dislivello è di circa 270 metri) è il percorso tematico dedicato a Viktor Wolf Edler von Glanvell, pioniere dell’alpinismo e primo a scalare le vette delle Dolomiti di Braies, che parte dal parcheggio Segheria a Farra. Lungo il sentiero, lungo poco meno di 5 chilometri, pannelli informativi raccontano la sua storia e le sue conquiste. Da fare anche in compagnia dei più piccoli.

Chi vuole camminare, si mette in marcia dalla stazione di Monguelfo, seguendo il sentiero n. 2 A. Si attraversano prati e poi ecco la Valle di Braies, preannunciata da Farra. Da qui, si prosegue sul tracciato n. 1 (il sentiero tematico Viktor Wolf Edler von Glanvell), fino al lago di Braies. In totale sono 12,5 chilometri da affrontare anche in famiglia. Lo stesso si può fare venendo dalla stazione di Villabassa e seguendo le indicazioni per il sentiero n. 1.

Lago di Braies in estate e autunno, cosa fare: dall’uscita in barca al giro del lago a piedi

Una volta raggiunto il Lago di Braies, è difficile rimanere immuni al suo fascino. Le acque sfumano dallo smeraldo intenso all’azzurro, a seconda dei bagliori del sole. E poi ci sono le Dolomiti a completare il panorama.

Difficile non notare la palafitta in legno con il pontile da cui partono le fila di barche a remi. Si possono noleggiare, solo d’estate, generalmente da maggio a ottobre, quando il livello dell’acqua lo consente e la superficie del Lago di Braies non è ghiacciata (30 minuti, 19 euro per una barca da 4 persone, info: la-palafitta.com/it).

Un tempo questo era l’unico modo per raggiungere la riva meridionale. Oggi, si può invece fare il giro del lago di Braies a piedi, seguendo lo stretto sentiero sterrato che costeggia le rive, regalando scorci sempre diversi e suggestivi sullo specchio d’acqua e le montagne.

lago di Braies barche a remi a noleggio
Cosa fare al Lago di Braies? Immancabile, un giro sulle classiche barchette in legno (istock)

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Il Lago di Braies è balneabile?

Attenzione però a non farsi tentare dalle acque dai colori invitanti: il Lago di Braies non è balneabile. Tuffi vietati, quindi.

Escursioni dal Lago di Braies e dintorni

Meglio dedicarsi allora alle escursioni a piedi, che da queste parti regalano grandi soddisfazioni, anche senza troppi sforzi. Perfette in estate, ancora meglio in autunno, quando le rive del lago si svuotano dai troppi turisti e la Valle di Braies si colora con il foliage. I prati imbiondiscono, i larici fiammeggiano tra i pini sempreverdi, i cieli tersi sono di un incredibile color azzurro. E il Lago di Braies avvolto dalla bruma è davvero magico.

Per godersi lo spettacolo, il percorso classico è lungo il sentiero numero 19: parte a riva, dai piedi della Croda del Becco, e si addentra nella Val Foresta. Si cammina nel bosco, con vista sul Monte Nero, fino alla malga Foresta. E si può camminare ancora, sullo stesso tracciato, per raggiungere la Valle dei Larici e la malga Alte Kaser.

In alternativa, si prende il segnavia numero 20 che sale dal Lago di Braies fino a Pra della Vacca. Un po’ più impegnativo, sempre nel bosco, alla fine regala una bella vista sulle Alpi centrali e la Val Pusteria.

lago di Braies autunno
Il Lago di Braies è uno spettacolo anche in autunno, con i larici ingialliti e le Dolomiti che si specchiano nelle acque (istock)

Sentieri nel Parco Naturale di Fanes-Senes-Braies

Più panoramico, e semplice, invece, il sentiero sull’altopiano di Pratopiazza, sempre all’interno del Parco Naturale di Fanes-Senes-Braies, a qualche minuto di macchina dal lago. Ci troviamo nel parco più grande dell’Alto Adige, un polmone verde, dal tipico panorama dolomitico, che comprende i territori dei comuni di Badia, Braies, Dobbiaco, La Valle, Marebbe e Valdaora.

Pratopiazza è il cuore del parco e si raggiunge a piedi, lungo i tanti sentieri che partono dalla località di Ponticello. Ma è comodo anche conquistare qualche chilometro in auto, posteggiare al parcheggio di Pratopiazza (controllare gli orari di apertura della strada, info: prags.bz/it), e da qui cominciare la passeggiata. Si cammina fino al rifugio di Vallandro, circondati da boschi radi, dolci pascoli e dalle montagne. E, quindi, si prosegue per raggiungere la cima del Monte Specie. Una volta arrivati, un altro spettacolo inaspettato: le Tre Cime di Lavaredo, il profilo del Cristallo, il Monte Paterno, la Croda Rondo e la Cima Piatta sfilano davanti agli occhi. Da vedere sicuramente una volta nella vita.

Rimanendo nel parco, un’altra escursione ha come meta il Lago di Dobbiaco, un’altra perla delle Dolomiti e della Val Pusteria, insieme a Braies. Anche qui, si può fare il giro del lago a piedi, seguendo il sentiero natura con pannelli informativi che illustrano le particolarità dell’habitat, si può pescare o fare un giro in pedalò.

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Quando andare al Lago di Braies

Il Lago di Braies cambia con le stagioni, regalando ogni volta emozioni e scenari sempre diversi, rendendolo una meta appetibile per le vacanze in ogni momento dell’anno.

Anche se ormai la sua fama rende difficile, se non impossibile, una visita al lago in solitudine, anche in bassa stagione, il consiglio è però quello di andare al Lago di Braies in autunno. E non importa se capita una giornata di brutto tempo: i colori del foliage, i vapori delle nebbie e le rive sgombre dalla folla rendono l’atmosfera magica.

In inverno, il Lago di Braies ghiaccia. Le rive sono ingombre di neve, le cime imbiancate, le temperature sotto lo zero. Uno spettacolo davvero particolare. E poi, ci si può dedicare alle ciaspolate e allo sci di fondo: nella vicina Val di Casies e a Dobbiaco, i tracciati appassionano esperti e sciatori alle prime armi.

Il lago di braies, nel Parco naturale Fanes Senes Braies, ghiacciato in inverno
Il Lago di Braies ghiacciato in inverno, con la neve (istock)

In estate, il clima è perfetto e il lago è al massimo del suo splendore. Ma è anche la stagione più affollata. Il rischio è non godersi la natura a causa della ressa e dello stress per traffico e parcheggi occupati. Se proprio non potete evitare agosto, meglio di visitare il Lago di Braies prima delle ore 9.00 e dopo le ore 15.00.

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Crociere nel Mediterraneo: si riparte dall’Italia. In totale sicurezza

“I viaggi sono quelli per mare con le navi, non coi treni. L’orizzonte dev’essere vuoto e deve staccare il cielo dall’acqua. Ci dev’essere niente intorno e sopra deve pesare l’immenso, allora è viaggio” ha scritto Erri De Luca nel suo Il giorno prima della felicità. E anche se, spostandosi via terra, non mancano le emozioni, è certamente salpando l’ancora che si ha la sensazione di staccare davvero la spina, con il litorale che via via si allontana e il blu del mare che riempie progressivamente la vista.

Una sensazione, questa, che molti viaggiatori hanno dovuto mettere in stand by. Lo scorso marzo, infatti, a causa dell’emergenza Covid-19, le crociere hanno avuto uno stop. Navi ferme in porto per diversi mesi, per ragioni precauzionali, in attesa di un via libera che è arrivato, pochi giorni fa e che ha fissato, dal 15 agosto, la data per la ripartenza dei giganti del mare.

Si torna a viaggiare in crociera, dunque. A solcare le onde su vere e proprie città galleggianti, dotate non solo di tutti i servizi e comfort ma anche delle più elevate misure di sicurezza.

Per imbarcarsi i viaggiatori possono scegliere tra ben 6 porti italiani: Genova, Trieste, Civitavecchia, Napoli, Bari e Palermo. Le navi sono quindi raggiungibili, dalla maggior parte delle persone, con un viaggio che in media non supera le due ore di macchina. La soluzione ideale per chi, in questa estate così difficile, non si sente ancora a proprio agio nello spostarsi autonomamente verso la destinazione prescelta.

La prima nave da crociera post lockdown è partita da Genova

La prima nave da crociera al mondo a ripartire dopo il lockdown è stata la MSC Grandiosa, ammiraglia della flotta di MSC Crociere. Varata lo scorso novembre ad Amburgo, dopo alcuni mesi di stop ha levato le ancore, a Genova, domenica 16 agosto. L’itinerario, della durata di una settimana, la sta portando alla scoperta di alcune delle più belle città d’Italia e non solo. Dopo il capoluogo ligure, infatti, attraccherà a Civitavecchia, Napoli, Palermo e alla Valletta, sull’isola di Malta, per poi rientrare in Liguria e ricominciare il giro. Un’opportunità per visitare quattro meraviglie dello Stivale, in un’estate in cui la tendenza è quella di andare alla scoperta delle bellezze made in Italy, ma senza dover preoccuparsi di come raggiungerle.

Il 29 agosto, invece, tornerà a solcare i mari anche la MSC Magnifica. Punto di partenza la città di Bari per un tour che, settimanalmente, condurrà gli ospiti alla scoperta dell’Italia e della Grecia. Dopo la Puglia, infatti, la nave si sposterà a Corfù, Katakolon e ad Atene, per poi attraccare a Trieste, dove si fermerà per ben 14 ore, e ripartire alla volta di Bari, punto di arrivo e, al contempo, di ripartenza dello stesso giro. Entrambe le rotte proseguiranno fino a fine ottobre.

Il Maschio Angioino a Napoli

Vacanze in crociera: dal ristorante a buffet alle escursioni, tutto ciò che c’è da sapere

Per garantire ai passeggeri una vacanza sicura, MSC Crociere ha messo a punto, insieme alle autorità nazionali e con il supporto di un team di esperti, un nuovo protocollo di sicurezza. Una serie di linee guida che si spingono al di là di quelle attuali nazionali e internazionali, fissando un nuovo standard nel settore. Le nuove procedure prevedono, innanzitutto, il tampone Covid-19 a immunofluorescenza per tutti gli ospiti e per l’equipaggio prima di ogni partenza, insieme al controllo della temperatura e a un questionario sullo stato di salute.

Una volta a bordo, oltre alle elevate misure igienico-sanitarie e di pulizia, è previsto un maggior distanziamento fisico grazie anche a un minor numero di passeggeri – la capienza delle navi è stata ridotta al 70% – e all’uso della mascherina nei luoghi in cui la distanza non è possibile (ad esempio, negli ascensori). Le varie attività, dagli spettacoli al mini club, sono state rimodulate prevedendo la partecipazione di gruppi più piccoli, a rotazione, mentre nei ristoranti sono previste nuove modalità di accesso e di fruizione del buffet, non più self service ma al tavolo. Per quanto riguarda, infine, le discese a terra, gli ospiti possono visitare le diverse destinazioni della crociera partecipando alle escursioni organizzate da MSC Crociere, gestite seguendo gli stessi elevati standard di salute e sicurezza previsti sulla nave.

In caso di emergenza, poi, la compagnia ha anche potenziato ulteriormente il servizio sanitario di bordo, prevedendo strutture e servizi medici d’avanguardia per i pazienti sospettati di Covid-19, in modo da garantire loro gratuitamente ogni cura necessaria presso il Centro medico della nave, nonché l’isolamento dagli altri passeggeri.

Katakolon (Oympia) è tra le tappe del tour della MSC Magnifica

Braccialetti e app per una vacanza a tutta tecnologia

Grazie a  una tecnologia all’avanguardia, a bordo delle navi MSC Crociere è ancora più semplice mantenere il distanziamento sociale. Gli ospiti a bordo di MSC Grandiosa e MSC Magnifica, infatti, non solo possono prenotare i servizi e gestire le attività quotidiane con l’app MSC for Me.

A bordo di MSC Grandiosa ogni passeggero e membro dell’equipaggio riceve anche un braccialetto che facilita le transazioni contactless sulla nave e consente di tracciare ogni contatto.

Una predisposizione all’uso della tecnologia, che ha anche permesso alla compagnia di diventare negli anni sempre più green. Basti pensare che MSC Grandiosa è dotata di un sistema in grado di ridurre dell’80% le emissioni di ossido di azoto proveniente dalle operazioni del motore e di un impianto in grado di collegare la nave alla rete elettrica locale dei vari porti in modo da azzerare le emissioni durante la sosta (funzionalità, quest’ultima, implementata su tutte le navi costruite da MSC Crociere a partire dal 2017). A ciò si aggiungono avanzati sistemi di gestione e trattamento delle acque reflue, di prevenzione degli sversamenti di petrolio dalla sala macchine e di efficientamento energetico per il recupero del calore e l’illuminazione a LED. Per una vacanza sicura e, al tempo stesso, più attenta all’ambiente.

Leonardo Massa, Managing Director Italia di MSC Crociere, ha spiegato: “Abbiamo deciso di offrire ai nostri ospiti la possibilità di partire scegliendo tra ben sei porti italiani: Genova, Trieste, Civitavecchia, Napoli, Bari e Palermo. Le navi saranno quindi raggiungibili, dalla maggior parte delle persone, con un viaggio che in media non supera le due ore di macchina. Per ridurre al minimo il contatto con altre persone durante il viaggio per raggiungere il porto d’imbarco, abbiamo dato inoltre la possibilità di inserire all’interno del biglietto anche il parcheggio in porto per la propria automobile. Credo di poter affermare che abbiamo messo a punto una formula di vacanza che non è solo la più divertente e vantaggiosa in termini di qualità/prezzo, ma è soprattutto la più sicura in assoluto dal punto di vista sanitario”.

Per info: msccrociere.it

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Guardare il mondo dalle finestre degli altri: 2.000 panorami dai quattro continenti

Il panorama dalla vostra finestra vi annoia? Perché non cambiarlo con quello delle mucche al pascolo sulle tranquille colline della Baviera o con le luci abbaglianti dello skyline di Manhattan? Il sito Window Swap fa proprio questo: vi porta nella case degli altri per godervi vedute spettacolari o semplici scorci tranquilli, solo apparentemente banali. L’effetto è in ogni caso ipnotico.E non sono semplici immagini fisse ma video che vi catturano e vi portano al centro della scena.

L’idea è semplice, ma allo stesso tempo affascinante. L’hanno avuta Sonali Ranjit e suo marito Vaishnav Balasubramaniam, due creativi di Singapore. Con il loro sito permettono di “cambiare punto di vista” senza dover uscire di casa e con un semplice clic. Raccontano che il progetto è nato durante il periodo di quarantena, per offrire la possibilità di viaggiare a tutte le persone costrette in casa. Nonostante la fine del lockdown, Window Swap continua a essere cliccatissimo. 

La vista da una finestra di un appartamento nel centro di Londra.

Una finestra sul mondo

C’è un po’ di tutto: dalle strade affollate di Shanghai ai tramonti romantici sulla baia di Rio de Janeiro, dalle meravigliose vedute dei laghi in Canada a semplici ma altrettanto affascinanti quartieri periferici di Barcellona. Vi sembrerà di essere lì, di osservare dei “quadri” in movimento che ritraggono il mare, le spiagge, la campagna, le città. Cliccando, vi potrà capitare anche di veder passare sullo schermo cani e gatti e altri animali domestici che giocano sul balcone. 

Tutti possono inviare immagini

Il panorama mozzafiato sullo skyline di Manhattan.

Il database è in continua crescita: al momento i panorami sono oltre 2000. Tutti, infatti, possono caricare la propria immagine. Come si fa? Se avete una vista che merita, basta inviare un video di 10 minuti girato in orizzontale dalla finestra o dal balcone e aspettare che venga pubblicato.

Pronti per partite? Ecco il sito: window-swap.com

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Viaggiare in treno in Italia: alla scoperta delle località più belle e segrete

Quella del 2020 è un’estate tutta italiana. Lo dicono i dati. Secondo l’ultima indagine di Federalberghi, complici le limitazioni imposte dal Coronavirus, il 96,2 per cento degli italiani che va in vacanza sceglie il Belpaese: si tratta di quasi 27 milioni di persone che privilegiano le vacanze sicure e di prossimità, all’interno dei confini. Un record.

Dove? Il mare è la meta preferita in assoluto (77 per cento), seguita dalla montagna (9,5 per cento) e dai laghi (5,4 per cento). Sardegna, Sicilia e Puglia sono le regioni più amate. Non mancano le Marche, la Toscana e l’Abruzzo. A incidere di più sulla scelta sono le bellezze naturali del luogo (49,3 per cento) e, a seguire, la facilità di raggiungimento della destinazione (38,7 per cento). Un buon peso, inoltre, viene dato al rapporto qualità/prezzo e alla vicinanza a casa.

In risposta a così tanti desideri e necessità, Trenitalia (Gruppo FS Italiane) rende raggiungibili in treno 1700 località, lungo tutta la penisola. Destinazioni distribuite in maniera capillare, da nord a sud, con 6 mila collegamenti regionali quotidiani.

A bordo dei treni regionali, i passeggeri possono viaggiare in completa sicurezza, anche in termini di sanificazione degli spazi, verso le località di mare e di montagna, i borghi e le città d’arte. Da soli, con gli amici o in famiglia, anche con i più piccoli, liberi di muoversi e di viaggiare con i loro ritmi.

Il fascino del treno: la vacanza inizia dal viaggio

In questa estate 2020 si riscopre tutto il fascino del viaggio in treno, anche sulle linee minori, per godere le bellezze dello Stivale senza preoccuparsi della guida, delle code e del caldo. Basta guardare fuori dal finestrino per rilassarsi e rendersi conto dell’eccezionale varietà di paesaggi e panorami che solo l’Italia sa offrire.

E se è noto che i treni regionali di Trenitalia permettono di raggiungere (direttamente o con l’integrazione del bus) ben 13 aeroporti e 10 porti in tutta Italia –  con notevole risparmio sul costo del parcheggio –  forse non è altrettanto risaputo che, proprio in treno, si possono percorrere linee turistiche tematiche di incredibile bellezza. Il territorio coperto dalle Line (treno) o dai Link (treno+bus di Trenitalia) spazia da Cortina a Jesolo, da Assisi al Conero, dalla Riviera Adriatica al Lago Trasimeno e comprende anche tutto il sud Italia.

foto: FS Italiane

Dai trabocchi al Cilento fino a Pompei, l’Italia più bella si vede dal treno

In Abruzzo, il Trabocchi Line è perfetta per scoprire il fascino della Costa dei Trabocchi. La linea, lunga 60 km, scorre lungo il litorale adriatico passando dalle spiagge di Francavilla e Ortona, da S. Vito a Vasto per poi arrivare fino a Termoli. Non solo: per chi ama le due ruote – in Abruzzo si può portare gratis la bici in treno -, da tutte le stazioni della linea Pescara-Termoli si può raggiungere facilmente la Via Verde, la pista ciclabile attrezzata adiacente al tracciato ferroviario, da cui godere di una vista mozzafiato sui faraglioni di Ortona, sui trabocchi di S. Vito, Fossacesia e Torino di Sangro, sulla Riserva di Punta Aderci e sui promontori di Punta di Acquabella e Ponte Ferruccio.

Grazie alle soluzioni intermodali treno regionale+bus del Gruppo FS Italiane, invece, chi sceglie di spostarsi verso il mar Tirreno può andare alla scoperta di Castel Gandolfo per visitare le Ville Pontificie, sui colli romani. O, in alternativa, andare un po’ più a sud: in Costiera Amalfitana, con treno fino a Salerno e bus per la Costiera o con treno fino alla stazione di Salerno per poi proseguire a bordo del traghetto in partenza dal vicino porto per ammirare gli affascinanti panorami campani visti da una prospettiva magica, il mare.

In Campania, si può arrivare in treno+autobus tranquillamente a Pompei con i suoi scavi celebri in tutto il mondo, oppure optare per il Cilento Line che tocca il Parco Archeologico di Paestum, Agropoli, Ascea, Pisciotta-Palinuro e Sapri o per il Cilento Link (treno+autobus) per visitare le località più suggestive del selvaggio e spettacolare tratto di costa campana.

foto: FS Italiane

Salento e non solo. In viaggio sui binari, da Alberobello a Cefalù

Per chi vuole scoprire la Puglia, con i collegamenti regionali di Trenitalia (e l’integrazione in bus con Trulli Link) si arriva facilmente in Valle d’Itria. A Locorotondo, tra i borghi più belli d’Italia, ma anche ad Alberobello, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO con i suoi trulli, e a Martina Franca, con la sua splendida architettura barocca. E poi c’è il Salento, un concentrato di spiagge caraibiche e località balneari da sogno – come Otranto, San Foca, Roca, Torre Santo Stefano, Torre dell’Orso e Gallipoli – tutte a portata di treno e autobus.

Il Tropea Line, invece, con ben 24 collegamenti porta alla scoperta della Costa degli Dei, in Calabria. Lungo i 55 km di litorale, si incontrano le stazioni di Pizzo Calabro, Vibo Marina, Briatico, Zambrone, Parghelia e, dopo la stazione di Tropea, Santa Domenica, Ricadi, Joppolo e Nicotera. Attraversando lo stretto di Messina, invece, si sbarca in Sicilia. Qui, sempre con il treno, si può scegliere il Cefalù Line, per arrivare a Cefalù partendo da Palermo e passando per le località di mare di Campofelice e Lascari. In alternativa, c’è il Barocco Line, dedicata alle meraviglie della Val di Noto. Diciotto i collegamenti tra Siracusa a Donnafugata, con tappe a Noto, Scicli, Modica, Ragusa Ibla, Ragusa, Fontane Bianche e Avola.

foto: FS Italiane

Tariffe speciali per i weekend

E per andare incontro a chi, in questa estate 2020, preferisce fare viaggi brevi nel weekend, Trenitalia ha lanciato alcune tariffe speciali. Per viaggiare senza limitazioni su tutti i treni regionali e in ogni destinazione, fra le 12 del venerdì e le 12 del lunedì, è possibile acquistare la promo Estate Insieme a 49 euro per viaggiare quattro weekend ( nello stesso periodo i bambini e i ragazzi fino a 15 anni viaggiano gratis sui treni regionali). Con la promo Plus 3 e Plus 5, al costo rispettivamente di 40 e 60 euro (i bambini tra i 4 e 12 anni – 50%) si può viaggiare illimitatamente per 3 o 5 giorni consecutivi in seconda classe su tutti i treni regionali, veloci e metropolitani di Trenitalia. E con la speciale promo Viaggia con Me gli abbonati regionali e sovraregionali di Trenitalia viaggiano gratis se il loro compagno di viaggio ha acquistato un biglietto di corsa semplice associato alla Promo.

Per info: Trenitalia.com

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Friuli Venezia Giulia: vacanze alla scoperta dei borghi più belli, al mare e in montagna

Che a guidare sia il bisogno di adrenalina o il palato poco importa. Ciò che conta è provare emozioni, fare esperienze, mettersi in gioco, sperimentare oltre i propri limiti. E tornare a casa diversi.

Lo aveva già intuito la scrittrice e poetessa canadese Anne Carson: “L’unica regola del viaggio è non tornare come sei partito”. Ecco perché il cosiddetto “turismo esperienziale” è così tanto in crescita negli ultimi anni. Le persone non si accontentano più  di ricordare il proprio viaggio attraverso qualche fotografia. Al contrario, si cerca di vivere esperienze autentiche, dall’alto carico emotivo, per poterle imprimere nella memoria e portarle sempre con sé. Nei racconti e nel cuore.

Estate 2020: alla scoperta del Friuli Venezia Giulia con il turismo esperienziale

In questa estate 2020 così particolare, il turismo di esperienza diventa una necessità: se, da un lato, compensa le limitazioni geografiche sulla scelta delle destinazioni e conduce alla scoperta, magari per la prima volta, di territori vicini, dall’altro aiuta a ritrovare con occhi diversi luoghi che credevamo di conoscere già.

Il Friuli Venezia Giulia è la regione perfetta per fare nuove esperienze coinvolgenti. Tra i suoi confini si spazia dal mare alla montagna, dalla campagna alle città d’arte, con innumerevoli possibilità di vivere il territorio in maniera sempre diversa. In particolare, nei tanti borghi che punteggiano la regione si può scegliere se fare una full immersion nella storia o nella natura, tra romanticismo e avventura, per sentirsi protagonisti unici, senza dimenticare degustazioni e tour a tema. Qualche esempio?

Grado, tra i borghi più caratteristici del Friuli Venezia Giulia (foto: Fabrice Gallina)

Dalla zipline più lunga d’Europa al kayak, attività originali per rendere unica la vacanza

A Sauris, borgo incantato in provincia di Udine, è stata appena inaugurata la zipline più lunga d’Europa. Attaccati a una fune, si vola, sospesi nel vuoto, per 3 km a 100 metri dal suolo. Un’esperienza a tutta adrenalina che permette, al contempo, di godere di panorami meravigliosi, con il turchese lago di Sauris ai piedi, il verde rigoglioso delle montagne come sfondo e tanti boschi da attraversare, grazie a un percorso suddiviso in tre sezioni (Volo dell’Aquila, Volo del Drago e Volo del Falco).

È, invece, a Barcis, gioiello incastonato tra le Dolomiti e al centro della Valcellina, che è possibile praticare canoa, vela, kajak, immersioni subacquee e motonautica. Tutte esperienze da vivere tra le acque del lago artificiale su cui affaccia il borgo antico. Non prima, però, di aver visitato il suo caratteristico centro storico.

Picnic in vigna, in montagna o al mare: un’estate di gusto in Friuli

Per chi, invece, vuole abbinare alla vacanza un’esperienza gastronomica ci sono i Pic&Taste. Un’occasione per andare alla scoperta della Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia in modo originale, in location esclusive o fuori dai classici percorsi turistici, sia in montagna sia tra le vigne. In questi itinerari, grazie alla collaborazione tra borghi e aziende di prodotti tipici, si riceve un ricco cesto di prelibatezze su misura per fare un picnic in malga tra i filari, sorseggiando un calice di vino e assaggiando varie eccellenze del territorio, magari dopo aver visitato le cantine o essersi rilassati ammirando le vette circostanti. Dove? A Sappada come a Ovaro, a Sutris come a Fagagna (fino al 31 ottobre).

Pic&Taste, una proposta gustosa per vivere il Friuli Venezia Giulia in modo differente (foto: Istockphoto)

L’esperienza equivalente, declinata tra i borghi di mare di Lignano Sabbiadoro, Grado e il Golfo di Trieste, prende il nome, invece, di Sea&Taste. Fino all’11 settembre, secondo un calendario definito, sono in programma diversi Summer Tours che portano i viaggiatori ad assaporare le eccellenze della Riviera e del Carso. Il martedì pomeriggio si pagaia nelle riserve naturali alle foci dei fiumi Stella e Isonzo. Il mercoledì sera si degustano i vini del territorio durante la navigazione in laguna e si visita Marano Lagunare. Il giovedì, in battello, si visita Aquileia mentre il venerdì si va alla scoperta di Trieste, del magico Castello di Miramare e dei sapori enogastronomici del Carso triestino.

Per i più golosi c’è la San Daniele Experience: dopo aver fatto una passeggiata, in compagnia di una guida, tra i vicoli e le piazze di San Daniele del Friuli, si visita un prosciuttificio locale per imparare l’arte di degustare, servire e conservare il celebre salume che prende il nome dal caratteristico borgo.

Il prosciutto San Daniele, prodotto simbolo di San Daniele del Friuli (foto: Alessandro Castiglioni)

Ma San Daniele Del Friuli è solo uno dei 29 borghi friulani, gioielli del territorio premiati con la Bandiera Arancione del Touring Club o classificati come Borghi Autentici d’Italia, Borghi più Belli d’Italia o Borghi Storici Marinari. Si possono scoprire località uniche come Muggia, in provincia di Trieste, con la sua atmosfera veneziana, il castello e la pittoresca darsena. O Venzone, il borgo fortificato meglio conservato del Friuli Venezia Giulia, eletto Borgo dei Borghi nel 2017. E ancora: Sappada, Palmanova – dal 2017 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO – e Gradisca d’Isonzo, tappa dell’Alpe Adria Trail.

E poi Raveo, con i suoi celebri biscotti – le Esse -, la poetica San Vito al Tagliamento e Cividale del Friuli, con il prezioso Tempietto Longobardo e l’iconico Ponte del Diavolo. Borghi unici, dal sapore antico, custodi di antiche leggende e ancor più antiche tradizioni. Perfetti per una vacanza diversa e rigenerante. Per il corpo, per la mente e per l’anima.

Per info: turismofvg.it

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Il mare più bello di Taormina, tra spiagge e hotel da sogno

In Sicilia è la destinazione chic per eccellenza. Meta di grande fascino e bellezza, amata da vip e non solo, Taormina, sulla costa orientale dell’isola, sorprende turisti e viaggiatori per diverse ragioni: la posizione, il patrimonio culturale, l’atmosfera ricercata. Un vero e proprio gioiello, da visitare ancor più in questa estate particolare dedicata alla riscoperta delle meraviglie d’Italia.

Goethe, Hemingway e il fascino della Sicilia orientale

Taormina conquista, da sempre, i viaggiatori. Nel 1787 Johann Wolfgang von Goethe ne rimase affascinato, tanto da dedicarle alcune pagine del suo Viaggio in Sicilia. Non fu l’unico. Da Oscar Wilde a Somerset Maugham fino ad Ernest Hemingway sono tanti gli scrittori che hanno messo piede, nei secoli, nella celebre località siciliana. In particolare, inglesi e americani che, sul solco del Grand Tour, si sono spinti fino all’Italia del Sud, in questa terrazza affacciata sul Mar Ionio, all’ombra dell’Etna, dove l’aria profuma di zagare.

Taormina, tra spiagge da sogno e hotel con vista

Le spiagge di Taormina sono tra le più belle della Sicilia. In particolare, quella dell’Isola Bella, la più famosa e fotografata. Si trova di fronte all’omonimo isolotto, un concentrato di macchia mediterranea e piante esotiche, da raggiungere con una scalinata che molti definiscono, non a caso, “la porta d’accesso al paradiso”. Un tuffo nel blu che si può replicare negli altri litorali celebri della località messinese. Quello di Villagonia, ad esempio, con il suo mare trasparente e i ciottoli mescolati alla sabbia. E quello di Giardini Naxos, un susseguirsi di spiagge libere alternate a stabilimenti balneari, perfetto per i bambini grazie al fondale sabbioso che digrada dolcemente verso il mare.

Non meno suggestiva è la spiaggia di Mazzarò, un  tempo minuscolo borgo di pescatori. Prediletta dai locali, è abbracciata dai promontori selvaggi di Capo Sant’Andrea e Capo Mazzarò e, nella baia, ospita alcuni dei resort più lussuosi della zona. Tra questi spicca il VOI Grand Hotel Mazzarò Sea Palace, struttura di charme dell’esclusiva catena alberghiera Lifestyle VOIhotels. L’hotel, completamente rivisto negli ambienti e nell’arredamento tre anni fa, ha 76 camere e suite nonché la spiaggia privata, il centro benessere HYD’OR e lo scenografico ristorante Il Gattopardo, con terrazza vista mare.

La terrazza del VOI Grand Hotel Mazzarò Sea Palace

La posizione nella spettacolare baia e la vicinanza al centro di Taormina – è a solo un paio di minuti dalla funicolare – rendono il VOI Grand Hotel Mazzarò Sea Palace la location ideale per chi cerca una vacanza lussuosa ed esclusiva ma, al contempo, immersa nel suo territorio. Un buen retiro unico nel suo genere, punto di partenza di varie escursioni nei dintorni.

Dal Teatro Greco alle grotte di Alcantara, le bellezze di Taormina

L’antico Teatro Greco, il monumento più famoso di Taormina, è ovviamente in cima alla lista delle attrazioni da visitare. Risale al III secolo a.C. ed è il secondo teatro più grande dell’isola dopo quello di Siracusa. Ancora oggi viene utilizzato per tanti eventi musicali e spettacoli grazie all’acustica perfetta e al magnifico panorama con l’Etna sullo sfondo. Da non perdere anche il Duomo, edificato intorno al 1400 e dedicato a San Nicola, Palazzo Corvaja e la Villa Comunale con i suoi incantevoli giardini all’inglese. E, ovviamente, Corso Umberto I, la via principale della città nonché un concentrato di botteghe, caffé e gastronomie tipiche.

Non mancano, però, anche gli spunti per allontanarsi dal centro storico. Ci sono le spettacolari Gole dell’Alcantara, con i canyon, i laghetti e le cascate. E l’Etna, da scoprire con un’escursione in fuoristrada. E poi, se la stagione è quella giusta, ci sono i tour tra i vigneti, ai piedi del celebre vulcano. Un’esperienza enogastronomica in grado di stupire anche i palati più avvezzi ai viaggi gourmand.

Dall’Etna ai vigneti. Poi, il ritorno in hotel

Una toccata e fuga nel territorio, per poi ritrovare la quiete all’interno del VOI Grand Hotel Atlantis Bay, ricercata struttura 5 stelle firmata Lifestyle VOIhotels. La qualità dei servizi è una garanzia. A confermarlo, il premio Italy’s Leading Lifestyle Hotel vinto ai World Travel Awards 2017.

La spettacolare vista che si gode dal ristorante del VOI Grand Hotel Atlantis Bay

Affacciato sulla Baia delle Sirene, il VOI Grand Hotel Atlantis Bay si trova a soli 300 metri dalla funivia che porta in centro città. È arredato in un sofisticato stile mediterraneo e vanta, al suo interno, il prestigioso ristorante Ippocampo e una piscina a sfioro, sospesa tra cielo e mare.

Le 76 camere e suite, con gli eleganti bagni in marmo, sono tutte vista mare. E regalano, con i loro panorami, momenti di relax e benessere. Probabilmente, quelle stesse sensazioni che più di due secoli fa hanno spinto Goethe a definire Taormina “un lembo di paradiso sulla terra”.

Per info: voihotels.com

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