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Croazia: un’estate in barca, tra isole paradisiache e natura incontaminata

“La vera pace di Dio comincia in qualunque luogo sia mille miglia distante dalla terra più vicina” scriveva lo scrittore Joseph Conrad nel 1897. Credenti o no, è indiscutibile la tranquillità d’animo che regala un viaggio per mare. Navigare tra isole paradisiache, dormire cullati dall’acqua, nuotare lontano dalla costa in mezzo a centinaia di pesci è un’esperienza unica. Una di quelle da provare almeno una volta nella vita.

La Croazia è il Paese ideale per vivere un’esperienza di questo tipo. Un Paese a un passo dall’Italia – ci si arriva in auto, in nave o in poco più di un’ora di aereo – con tutte le caratteristiche per vivere una vacanza al mare nel senso più completo della parola. È la barca, infatti, il mezzo migliore per andare alla scoperta dei suoi 6.278 chilometri di costa. Il rischio di annoiarci non c’è: ci sono ben 1.244 isole, isolotti, scogli e scogliere da perlustrare, gustando il lato più paradisiaco di un Paese per buona parte ancora incontaminato.

La Croazia meno affollata, tra baie pittoresche e spiagge da favola

In quanto a isole da esplorare in barca, in Croazia, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Si va dalle Incoronate, al largo della Dalmazia, simili a frammenti di luna che galleggiano sul blu cobalto, alle incantevoli isole di Brioni, in Istria. Dalle isole Elafiti – Lopud, vietata alle auto, è la perfetta alternativa al turismo di massa – a Mljet e Pag. Ci sono Cavtat con le sue mille sfumature di blu, e Lokrum. E ancora: Hvar con i suoi vigneti, Murter con le piste ciclabili, Brač e Krk, regno della macchia mediterranea.

Angoli di paradiso nascosti come Pelagosa, che incantò anche Diomede, e Lissa, prediletta dai diportisti per la bellezza delle sue calette e dei suoi fondali, ricchi di relitti. Come Kaprije, famosa per i capperi, e Šolta, dall’atmosfera medievale.

Il paesaggio lunare del Parco Nazionale delle Incoronate (foto: Zoran Jelaca)

Sole e mare: i vantaggi di una vacanza in Croazia

Che sia su uno yacht o in barca a vela, ecco che, cullati dalle onde del mare, si entra in contatto con la bellezza primordiale di questa parte di Mar Adriatico, tra più calmi del Mediterraneo. Si cala l’àncora negli stessi luoghi in cui, un tempo, venivano legate le barche degli Illiri o le galee degli antichi Romani, ci si ferma a cena in porticcioli poco frequentati, si assapora la libertà e l’indipendenza di movimento che solo il turismo nautico sa regalare.

Il tutto, con un clima davvero ideale. Se c’è una cosa, infatti, che in Croazia non manca quasi mai, è il sole (in media, sulla costa, si registra per 2600 ore l’anno). Un vantaggio non da poco per chi non vuole rischiare di trascorrere le uniche settimane di vacanza dell’anno con il brutto tempo. E che si aggiunge all’ampia varietà di offerta turistica croata, in grado di soddisfare i gusti più disparati. La ricerca di divertimento dei giovani, ad esempio. E la voglia di relax delle coppie. La soddisfazione del palato dei turisti enogastronomici ma anche il desiderio di adrenalina di quelli più sportivi.

In Croazia vacanze in tutta sicurezza

In un anno in cui viaggiare richiede ancora parecchie accortezze e altrettanta attenzione, la Croazia ha da poco introdotto il marchio “Safe Stay in Croatia”. Un riconoscimento, in aggiunta a quello “Safe travels” del WorldTravel and Tourism Council (WTTC), che viene assegnato gratuitamente alle aziende del settore turistico per garantire la salute dei viaggiatori e tutelarne la sicurezza. Uno strumento per facilitare l’identificazione di destinazioni, alloggi, ristoranti, trasporti e attrazioni turistiche che hanno adottato standard globali di tutela di igiene e salute. E garantire, così, una vacanza senza pensieri.

Per info: https://croatia.hr/it-IT/vivi-la-croazia/credetemi-sono-stato-stata-li

 

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Alla scoperta del Principato delle Asturie, paradiso di sostenibilità

Dimenticate la sangria, le discoteche e le notti affollate della movida: nelle Asturie scoprirete una Spagna diversa. Una Spagna “verde”, caratterizzata da natura incontaminata, spiagge da bandiera blu (ben 14), villaggi dal sapore antico e grandi città dove riempirsi gli occhi di storia e cultura.

Piccolo di dimensioni ma ricco di bellezze, il Principato delle Asturie si affaccia sul lato settentrionale della penisola iberica: sul mar Cantabrico, che incontra la terraferma lungo una costiera che cambia a ogni passo. Un litorale ancora più bello da scoprire percorrendo il Cammino di Santiago della Costa – uno dei quattro itinerari del nord del Cammino di Santiago dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO – che porta a Compostela attraverso sentieri meno ardui rispetto al cosiddetto Cammino Francese. Il tratto è lungo 284 chilometri, divisi in undici tappe, che guardano il mare a nord e le montagne a sud, e attraversano un territorio fatto di villaggi di pescatori (come Bustìo, sulla foce del fiume Cares-Deva, zona di passaggio di molte specie di uccelli migratori), borghi medievali (come Llanes, con la sua basilica di Santa Maria e il suo castello duecentesco El  Torrion, dichiarato monumento nazionale)  e grandi città industriali, come Avilés, il più importante porto di pesca della regione, ricco di storia e zona di ritrovamenti archeologici. 

Camminare tra i Giullari

Se, invece di seguire il tracciato del Cammino di Santiago, si decide di procedere lungo il litorale, si rimane ancor più incantati dalla varietà del paesaggio: distese infinite di sabbia finissima si alternano a calette protette da falesie altissime, vivaci villaggi marinari perfettamente integrati nel paesaggio naturale, sorprendono dopo vasti e silenziosi spazi isolati in cui si è circondati solo da natura selvaggia. Sulle scogliere, poi, diventa ancora più emozionante fermarsi a osservare il mare o ad ascoltarlo quando, nelle giornate di burrasca, soffia tra le rocce sollevandosi in imponenti fontane d’acqua: li chiamano Bufones, questi fenomeni naturali, cioè Giullari, e si verificano in varie parti delle Asturie, ma sono tipici della zona orientale della regione. Il più maestoso è El Bufón de Santiuste, nel comune di Llanes: dichiarato monumento naturale, il suo getto raggiunge i 40 metri; il più grande è invece il complesso di Los bufones de Arenillas, una dozzina di Giullari che occupano un tratto di costa di circa 1200 metri tra il Pozo Salmoria e la foce del fiume Purón, vicino al paese di Puertas de Vidiago. 

Sulle tracce dei dinosauri

Maestosi sono stati anche i dinosauri che, nel Mesozoico, abitavano quest’area. Di loro non sono rimasti che fossili e icniti, cioè tracce delle loro impronte, ma questa eredità ha reso la cosiddetta Costa dei Dinosauri – lunga circa 60 chilometri – uno dei più importanti giacimenti giurassici d’Europa. A metà esatta di questo tratto di costa, a Rasa de San Telmo,  va visitato il MuJa, Museo Giurassico di Asturia, la cui struttura ha la forma di una gigantesca impronta tridattila, nella quale ciascuna delle dita racconta uno dei tre grandi periodi dell’era Mesozoica (Triassico, Giurassico e Cretaceo).

Da qui si possono seguire le tracce dei grandi rettili procedendo verso ovest, fino a Gijón (una delle tre città più grandi della regione, con Avilés e il capoluogo Oviedo), oppure verso est, fino a Punta ‘I Pozu, nei pressi di Ribadesella, per addentrarsi verso l’interno a visitare il Parco dei Picos de Europa, al confine con la Castilla-León, convertito nel 2003 dall’Unesco in Riserva della Biosfera. Di questa preziosa area naturale si può ammirare la grande varietà di flora e fauna: boschi di castagni, noci, aceri e roveri che danno ricovero ad animali in via di estinzione come l’orso bruno e lo stambecco iberico, ma anche a lupi, caprioli, galli cedroni e diverse altre specie di uccelli e mammiferi. 

Dalla tavola da surf alla tavola apparecchiata

I più sportivi potranno tornare da qui a Ribadesella in canoa, discendendo il vicino fiume Sella, e una volta arrivati sul mare provare a cimentarsi con il surf: la vicina Playa de Santa Marina, infatti, non è che una delle moltissime spiagge dell’Asturia che durante l’estate diventano il paradiso dei surfisti, non solo esperti ma anche principianti, grazie alle numerose scuole di surf e paddling aperte durante la bella stagione. In “nome del surf”, molte di queste spiagge, poi, si animano anche di notte, grazie ai festival e agli eventi che ospitano (il più famoso: il Surf, Music & Friends di agosto a Salinas, che si fregia del titolo di festival 100% sostenibile) e che attirano anche i molti che invece, al mar Cantabrico, chiedono solo relax sotto il sole e ottimo cibo. 

Impensabile, del resto, arrivare nelle Asturie e non gustare il meglio che la cucina locale può offrire: in ogni villaggio o città – di mare o dell’interno – le tavole sono imbandite con leccornie a km zero, prodotte con metodi sostenibili e rispettosi delle tradizioni e dell’ambiente. Così se dai pascoli dei Picos arrivano il tagliere di formaggi regionali più grande d’Europa, con oltre 50 specialità (chi non hai mai sentito parlare  del Ciabrales?), e la carne di vitello asturiano con cui si fa il Cachopo, il mare è la più grande dispensa delle città costiere, alle cui Rulas (i mercati del pesce) offre, a seconda della stagione, sgombri, sardine, branzini, triglie di scoglio, cabrachos, e soprattutto ostriche e chiocciole di mare da gustare accompagnate da una bottiglia di sidro, prodotto con le mele asturiane DOP in uno dei tanti llagares (sidrerie ) del Principato. 

Territorio che ha fatto del rispetto dell’ambiente, dell’autenticità  e della sostenibilità la sua cifra distintiva, il Principato è stato il punto della Spagna che ha subito meno, in termini di turismo, l’impatto della crisi sanitaria, e anche in quest’estate post pandemica garantisce sicurezza e giusto distanziamento sociale a chi vorrà scoprirne i tesori. Per conoscere i segreti in anteprima, raccogliere informazioni e prefigurare itinerari basta visitare il sito dell’Ente del Turismo delle Asturie dal quale è possibile anche scaricare una serie di guide tematiche gratuite, in spagnolo, con le indicazioni e le dritte per un viaggio in totale sicurezza. 

Info: turismoasturias.es.

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Al mare in Friuli Venezia Giulia, tra antichi borghi, spiagge, baie e riserve naturali

Al mare, lontano dalla folla, a contatto con la natura e vicino a casa. È questo l’identikit della vacanza preferita dagli italiani per la prossima estate, emerso dall’ultima ricerca BVA Doxa sulle trasformazioni del settore turistico presentata nei giorni scorsi a Bit Digital Edition. Secondo l’indagine, quest’anno il 67% degli italiani partirà per le vacanze estive e il 47% dichiara di averne più bisogno che in passato. Il 74 per cento sceglie il mare, che oggi deve saper offrire comfort, spazi aperti, sicurezza e sostenibilità.

Il Friuli Venezia Giulia, con i suoi 130 chilometri di costa, risponde a questi nuovi bisogni con spiagge che vantano postazioni tra le più spaziose in Italia, attrezzate con booking online e delivery all’ombrellone, strutture “green” e plastic free e servizi di ogni genere per le famiglie, aree vip con idromassaggio e aree dog friendly, comprese, senza dimenticare le dune incontaminate ad accesso libero per chi ama vivere il mare in libertà.

La regione ha dalla sua anche la grande varietà ambientale del territorio costiero. Dal litorale sabbioso di Lignano Sabbiadoro fino a Muggia passando per Grado, la costa unica del Friuli Venezia Giulia offre spiagge di arenile e baie rocciose, lagune e scogliere, in un lungo susseguirsi di luoghi da scoprire – anche come itinerario on the road – fino al Golfo di Trieste e ai suoi storici bagni pavimentati. Ogni meta è un’occasione per vivere momenti di relax in riva al mare ma anche nella natura incontaminata, sport e adrenalina fra onde e vento, passeggiate slow nei borghi marinari e immancabili soste golose.

Una costa, tre anime: Lignano Sabbiadoro, Grado e il Golfo di Trieste

Lignano Sabbiadoro, porta della costa friulana, è da sempre sinonimo di spiaggia per tutti: con 39 stabilimenti balneari su 8 chilometri di sabbia dorata e il riconoscimento di Città degli alberi per il suo verde urbano, è un paradiso per famiglie ma anche per gli sportivi. Gli amanti dell’attività fisica all’aria aperta hanno, infatti, a disposizione strutture per allenarsi nel verde, manifestazioni dedicate e un’ampia scelta di escursioni in bicicletta, in barca oppure con le divertenti fat sand bike.

Per riscoprire le tradizioni e le atmosfere tipiche dei caratteristici borghi marinari, invece, la scelta cade su Grado, l’”Isola del Sole”: il suo centro storico pittoresco con le botteghe artigiane e i ristorantini, le sue riserve naturali punteggiate di canneti, lo scenografico ponte translagunare che conduce alla città UNESCO di Aquileia… sono un invito a passeggiare a ritmo lento, a piedi o in bicicletta, dopo una giornata trascorsa all’insegna del mare e del sole.

Ancora più a Est, il Golfo di Trieste è un caleidoscopio di attività da fare e luoghi da vedere: una lezione di kitesurf a Marina Julia, un bagno di sole sulle silenziose spiagge libere della costiera, un aperitivo al tramonto nei lussuosi locali di Portopiccolo oppure, per i più avventurosi, un’immersione sotto i castelli marini prima di dedicarsi alla scoperta di Trieste, città di cultura affacciata sul mare, sono solo alcune delle tante opportunità da vivere in vacanza.

Friuli Venezia Giulia: estate al mare tra natura e gusto

Godere a fondo di ogni nuova esperienza è l’imperativo dell’estate post pandemia. Un viaggio al mare in Friuli Venezia Giulia vuol dire anche questo: vivere momenti unici tra le riserve naturali e le valli da pesca della laguna di Grado e di Marano, i fiumi navigabili come il Tagliamento, l’Isonzo e lo Stella e i paesaggi lunari del Carso con le sue grotte e doline.

Alcune esperienze caratterizzano l’intera regione da sempre, come se il tempo si fosse fermato. Accade con le escursioni in barca sulle chiatte o le motonavi: seguendo il ritmo lento della laguna si salpa alla scoperta dei villaggi di casoni dei pescatori, incrociando gioielli poco noti come l’isola di Barbana con il suo antico santuario mariano, meta di pellegrinaggio e principio del Cammino celeste. Nelle riserve della Valle Canal Novo di Marano, della Valle Cavanata e dell’Isola della Cona si può fare birdwatching e fotografia naturalistica circondati da fenicotteri rosa e gruccioni colorati in accoppiamento, ma anche avvicinare i cavalli bianchi Camargue che vivono allo stato brado sull’Isola della Cona.

La scoperta del territorio passa anche attraverso i suoi sapori. A partire da Sea&Taste, una rassegna di tour enogastronomici pensata per svelare luoghi interessanti e inaspettati del Friuli Venezia Giulia come la Strada del Vino e dei Sapori, i Castelli di Duino, i borghi magici di Valvasone e Spilimbergo, e i sapori forti e decisi dei piatti di pesce della tradizione e dei suoi grandi vini bianchi.

Non mancano, infine, le esperienze per i più piccoli: soggiornando negli hotel aderenti al circuito Family, è possibile ricevere una Family Card che permette di accedere gratuitamente o a prezzi scontati a parchi divertimento, musei interattivi, siti storici e archeologici, laboratori nelle fattorie didattiche, e molto altro. Qualche esempio? Snorkeling all’Area Marina Protetta di Miramare, ingresso alla Grotta Gigante, alla casa delle farfalle di Bordano, al parco naturale delle Prealpi Giulie, escursione in barca “Nave dei Pirati” di Lignano Sabbiadoro. Per una vacanza piena di vita e senza pensieri.

Info: turismofvg.it

 

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Nizza Monferrato e dintorni: alla scoperta del Nizza DOCG, tra vigneti e patrimoni Unesco

“La vita è troppo breve per bere vini mediocri” diceva Johann Wolfgang von Goethe. Lo sanno bene in Piemonte, nel Monferrato, terra di eccellenza nella produzione vitivinicola. È in queste colline, infatti, che nascono grandi uve DOC e DOCG come la Barbera, il Dolcetto, il Moscato, il Brachetto, il Cortese, la Freisa, il Grignolino.

Nizza DOCG, patrimonio vinicolo del Monferrato

Ed è proprio dalla Barbera, vitigno principale del territorio, che i produttori dell’Associazione Produttori del Nizza ottengono un vino di eccellenza, denominato Nizza DOCG sul mercato dal 1° luglio 2016. Un percorso intrapreso da più di venti anni dai produttori appartenenti all’Associazione che hanno saputo creare, con le altre realtà produttive dell’area, una collaborazione dinamica e virtuosa denominata “Sistema Nizza”, al centro del quale si trovano i tre elementi principali:  le vigne del Nizza, il vignaiolo e le colline. L’agricoltura diventa, quindi, il motore economico propulsivo del turismo, dell’arte, della gastronomia, delle attività artigianali e dei prodotti tipici locali.

Il Nizza DOCG, promosso dall’Associazione Produttori del Nizza e di cui si è arrivati a produrre 619.632 bottiglie nel 2020, è un vino dal disciplinare ben preciso. E’ ottenuto da 100 per cento uve Barbera e ha un invecchiamento minimo di 18 mesi. Le sue peculiarità? Il colore rosso rubino con riflessi violacei intensi, il profumo composto da sentori fruttati, speziati e a volte balsamici e il sapore un’esplosione di frutta rossa, sapidità e freschezza.

I vigneti interessati si estendono in una microarea di 18 comuni: Nizza Monferrato, il più grande, insieme ad Agliano Terme, Belveglio, Bruno, Calamandrana, Castel Boglione, Castelnuovo Belbo, Castelnuovo Calcea, Castel Rocchero, Cortiglione, Incisa Scapaccino, Moasca, Mombaruzzo, Mombercelli, Rocchetta Palafea, San Marzano Oliveto, Vaglio Serra, Vinchio.

Nizza DOCG: il valore del territorio

E dietro alla qualità del Nizza DOCG c’è proprio il territorio. Un’area collinare che oscilla tra 150 e 350 metri sul livello del mare, con vallate ampie e mai troppo profonde. Nel 2018 l’Associazione Produttori del Nizza, nata 19 anni fa per promuovere l’eccellenza della denominazione NIZZA, ha creato, in collaborazione con Enogea, una mappa segnalando i vigneti coinvolti e le relative zone di produzione, senza dimenticare di raccontare perché l’area attorno a Nizza Monferrato sia piacevole da visitare anche per chi non è appassionato di vini.

 

Cosa vedere nella terra di produzione del Nizza DOCG

In cima alla lista dei luoghi da scoprire, naturalmente, c’è Nizza Monferrato con le sue prelibatezze, dal Cardo Gobbo al fassone di razza bovina Piemontese IGP, e il suo centro storico: il Palazzo Comunale del XIV-XV secolo, l’antica torre campanaria del Municipio – el Campanòn, balcone panoramico affacciato sulle colline circostanti -, il Palazzo De Benedetti, l’Ospedale Santo Spirito con l’omonima chiesa, restaurata nel 1877. E ancora: Piazza Garibaldi – al suo interno ogni mese si tiene, salvo limitazioni, il Mercatino dell’Antiquariato, tra i più importanti della regione – il Foro Boario e Palazzo Crova.

Non mancano gli spunti offerti dagli altri Comuni. C’è Castel Boglione, con i suoi vigneti da perlustrare attraverso gli eco-giri in bicicletta. E Agliano Terme, con la Chiesa di San Giacomo e le sue fonti d’acqua “miracolosa”. Per i palati gourmand  c’è Mombaruzzo, terra di produzione dell’omonimo Amaretto e del Tartufo Bianco Tuber Magnatum Pico.

Uno scorcio di Nizza Monferrato (foto: Joe Gamberini)

Mombercelli è famosa per il Museo Civico d’Arte Moderna (MUSarMO) e per il progetto delle Bottiglie Giganti mentre Castelnuovo Belbo per il Museo civico “Francesco Cirio” e la Chiesetta di San Biagio. Da non perdere anche Belveglio con l’omonimo castello, i sentieri naturalistici nei dintorni di Calamandrana e il Parco Orme su la Court di Castelnuovo Calcea con le sue celebri sculture tra i vigneti (una su tutte, la panchina gigante). Si aggiungono alla lista, San Marzano Oliveto con la sua “mela gialla”, il Giardino Pensile di Vaglio Serra e Rocchetta Palafea con il Monte Dagno, con i suoi 504 metri il punto più alto del territorio di Nizza. Tutto attorno, quei vigneti così unici da essere stati dichiarati dall’Unesco, nel 2014, Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Per info: ilnizza.net

facebook.com/ilNizza

instagram.com/ilnizza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Croazia: vacanze sicure e all’aria aperta, tra gite in barca e patrimoni Unesco

Parchi naturali, mare cristallino, isole disabitate. E tanti patrimoni Unesco. Per chi cerca una vacanza che sia un concentrato di natura e cultura, la Croazia è la destinazione ideale. A un passo dall’Italia, facile da raggiungere – dal Bel Paese ci si arriva in auto, in nave o in poco più di un’ora di aereo -, sicura in tempo di pandemia.

Croazia: vacanze open air a un passo dall’Italia

In un periodo storico in cui prossimità della destinazione e distanziamento sociale sono la discriminante nella scelta del viaggio, la Croazia riesce a conciliare i bisogni più disparati. La voglia di cambiare aria, il desiderio di immergersi nella natura, la necessità di stare lontano dalla folla. Oltre, ovviamente, all’esigenza di viaggiare in sicurezza, riducendo al minimo il rischio di contagio da Covid-19.

La città di Dubrovnik con le sue imponenti mura (foto: Luka Esenko)
La città di Dubrovnik con le sue imponenti mura (foto: Luka Esenko)

Distanziamento sociale nella natura

Mai come da un anno a questa parte c’è la voglia di trascorrere le vacanze all’aria aperta, in mezzo al verde. Tra gli Stati europei ecologicamente meglio conservati – il 10 per cento della sua superficie è area protetta – la Croazia vanta ben 8 Parchi Nazionali e 12 Parchi Naturali. Quello di Plitvice, con i suoi 16 laghi, è il più visitato del Paese. E non a caso: patrimonio Unesco dal 1979, è un concentrato di cascate, corsi d’acqua e foreste lussureggianti, da attraversare passeggiando lungo suggestivi sentieri e ben 18 km di passerelle in legno.

Spostandosi più a sud, al confine con la Bosnia-Erzegovina, è da non perdere anche il recentissimo Parco Naturale della Dinara, attraversato dai fiumi Krka e Cetina e paradiso della biodiversità. Si tratta dell’unità carsica naturale più “pregiata” al mondo, location ideale per il trekking  (la vetta più alta, Sinjal, tocca i 1.831 metri) e tanti altri sport, tra cui il rafting e il torrentismo. Non mancano, al suo interno, una ricca fauna selvatica e una vegetazione di tutto rispetto, con più di mille specie di piante (che arrivano, tra l’altro, a 3.000 in altre aree croate come il Monte Velebit).

Al mare, tra fari e gite in barca

Ma la Croazia non è solo rilievi. A renderla famosa in tutto il mondo è anche il suo incantevole mare. Le coste dell’Istria, della Dalmazia, del Quarnaro con le loro celebri località turistiche. I fondali ricchissimi di pesci, le acque cristalline.

La spiaggia di Zlatni rat, sull’isola di Brač, tra le più belle della Croazia (foto: Aleksandar Gospic)

Chi cerca relax lontano dalla folla non resterà deluso. Non è difficile, in Croazia, trovare angoli di quiete lambiti dal mare. Alle spiagge più rinomate – da Zlatni rat a Punta Rata, per citarne un paio – si alternano calette disabitate, dove un tempo gli Illiri e gli Antichi Romani venivano a calare l’àncora. L’atmosfera è intatta come allora. La natura? Primordiale.

La barca, rassicurante in tempo di pandemia, diventa il mezzo ideale per gli spostamenti. Ed è cullati dalle onde che si va alla scoperta delle tante isole e della costa del Paese. L’itinerario è vario e modellabile in base alle proprie esigenze e ai propri gusti. Molte le possibili tappe, da Cavtat alla misteriosa isola di Lokrum, vicino a Dubrovnik, fino a Vela Luka sull’isola di Korčula e a Vis. Anche i fari – tantissimi, nel Paese – sono lo spunto per escursioni in stile Robinson Crusoe. Da non perdere, in particolare, quelli di Savudrija, Tajer, Veli Rat, Porer e Palagruza.

 

Il faro di Veli Rat, sull’isola di Dugi Otok (foto: Aleksandar Gospic)

Croazia, terra di arte, storia e tradizioni

Scesi sulla terraferma, ecco che si va alla scoperta dei tanti Patrimoni Unesco del Paese. Dieci per la precisione, disseminati sul territorio, tra cui il Palazzo di Diocleziano a Spalato, la Città Vecchia di Dubrovnik, la Cattedrale di San Giacomo a Šibenik e il centro storico di Trogir.

Monumenti ed edifici che raccontano l’unicità di questa terra, crocevia tra Oriente e Occidente, a cui si aggiungono i tanti Patrimoni immateriali Unesco: per l’arte del merletto, il canto delle klape, l’artigianato dei medičari, la danza muta della Dalmatinska zagora (e molto altro ancora).

Tra i prodotti più tipici dell’isola di Pago c’è il merletto (foto: Damir Fabijanic)

Croazia, una vacanza in tutta sicurezza

Per garantire la salute dei viaggiatori e tutelarne la sicurezza, la Croazia ha da poco introdotto il marchio “Safe Stay in Croatia”, in aggiunta a quello “Safe travels” del WorldTravel and Tourism Council” (WTTC).

Il riconoscimento viene assegnato gratuitamente alle aziende del settore turistico per facilitare l’identificazione di destinazioni, alloggi, ristoranti, trasporti e attrazioni turistiche che hanno adottato standard globali di tutela di igiene e salute.

In questo modo i visitatori potranno, fin dalla pianificazione del viaggio, identificare gli hotel, i ristoranti, i mezzi di trasporto e le destinazioni che rispettano determinati standard in modo da partire in tranquillità e godersi pienamente il soggiorno.

Per informazioni:

croatia.hr/it-IT

www.safestayincroatia.hr/it

https://croatia.hr/en-GB/coronavirus-2019-ncov-q-and-a

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Musement: la piattaforma per tornare a viaggiare. Con DOVE

Tornare a viaggiare. Il desiderio più grande degli ultimi mesi non è solo un sogno: stando a uno studio dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio di Isnart e Unioncamere, un italiano su due sta già effettivamente pensando alle vacanze estive. 

Ma, se fino a oggi la preparazione è sempre stata parte del viaggio stesso, ora – tra passaporti sanitari, quarantene obbligatorie, tamponi, assicurazioni e misure di sicurezza da conoscere e  rispettare – anche organizzare una vacanza può diventare un ulteriore faticoso impegno.

Senza contare che quando, a emergenza sanitaria terminata, i confini (regionali e nazionali) saranno definitivamente riaperti, diventerà impossibile improvvisare e bisognerà partire “preparati”. Come? Sarà necessario prenotare per tempo gli ingressi a musei e monumenti e avere ben chiare le mete e i luoghi da inserire nell’itinerario per non avere sorprese. Anche nella propria città.

In una situazione simile avere dei punti di riferimento non può che essere d’aiuto, ecco perché DOVE ha scelto la piattaforma digitale Musement per facilitare il lavoro di tutti voi: da questo mese, troverete nei nostri articoli e nelle nostre guide i link diretti per prenotare, senza pensieri e in totale sicurezza, non appena si potrà di nuovo viaggiare e visitare musei e monumenti. Qualche esempio? La nostra guida di Milano si è arricchita di nuovi link che vi portano direttamente all’acquisto dei biglietti introvabili per il Cenacolo, mentre la guida di Roma vi segnala il link diretto per visitare i Musei Vaticani e la Cappella Sistina senza fare la fila.

A ciascuno la sua esperienza

Musement è una piattaforma digitale tutta Made in Italy nata a Milano nel 2013 da un’idea di quattro amici. Da allora, l’espansione è stata inarrestabile (dal 2018 fa parte del TUI group mondiale) e oggi è il modo più semplice per scoprire e prenotare più di 170 mila esperienze di viaggio in oltre 140 paesi del mondo. Tra escursioni, vacanze in località di mare, weekend in città, e attività da fare senza allontanarsi troppo da casa, Musement offre soluzioni adatte a chi viaggia in famiglia, in coppia, con amici o da solo..

Chi ha bambini al seguito, per esempio, può prenotare tour adatti anche ai più piccoli, chi ha poco tempo può acquistare i famosi biglietti saltalafila ed entrare in musei o monumenti senza mettersi  in coda, chi viaggia solo e vuole scoprire la città in una chiave inaspettata può scegliere un’esperienza a tema: dal tour nei luoghi di Harry Potter a Londra, alla lezione di cucina e degustazione in una casa privata a Parma, fino al giro guidato in bicicletta in Salento, ogni occasione può diventare anche un modo naturale per fare nuove amicizie. 

Per ogni esperienza, curata nei particolari e gestita insieme a esperti locali, sono indicati – oltre ovviamente ai costi – anche i dettagli del programma, i tempi, se ci sono accessi per disabili e naturalmente quali sono le misure di sicurezza anti Covid-19. Disponibile in 8 lingue, Musement si può consultare comodamente via App (iOS Android) in qualsiasi momento, senza mai aver bisogno di stampare nulla. Obiettivo: sentirsi sempre di più cittadini del mondo. Liberi di muoversi.

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Laghi, valli e monti: il paradiso delle vacanze all’aria aperta è tra il Lago Maggiore e le Alpi piemontesi

Magnifici panorami in cui immergersi camminando o pedalando. Sentieri e ferrate su cui inerpicarsi con scarponcini e bastoni. Acque cristalline in cui tuffarsi d’estate e candide piste innevate sulle quali lanciarsi in inverno. Non manca nulla in questo angolo di Piemonte, che confina con Svizzera e Lombardia: laghi, valli, montagne e parchi da scoprire in una vacanza all’aria aperta, magari invogliati dall’arrivo della primavera.

Facile da raggiungere da ogni parte d’Italia – a circa mezz’ora dall’aeroporto di Milano Malpensa – il Distretto Turistico dei Laghi Monti e Valli è un territorio affascinante, ricco di storia, natura e buona cucina. Si estende dal versante piemontese del Lago Maggiore fino alle Alpi Pennine, su cui svetta il Monte Rosa, e Lepontine. Percorrendolo, si incontrano gli specchi d’acqua del Lago d’Orta e del Lago di Mergozzo e si attraversano le sette valli del territorio dell’Ossola, disposte a foglia d’acero nella piana del fiume Toce, che, più su, con i suoi 143 metri di altezza è considerata uno dei più bei salti dell’arco alpino.

A piedi o in bici intorno al Lago Maggiore 

Il Colosso di Arona, dedicato a San Carlo Borromeo, è situato in una posizione panoramica unica che abbraccia tutto il versante meridionale del lago, fino alla sponda lombarda, dove si erge la medievale Rocca di Angera. Il monumento, alto 35,10 metri, è la seconda statua di rame più alta del mondo, dopo quella della Libertà a New York, che raffiguri un essere umano. Costruito in maniera tale da permettere ai visitatori di entrare (in tempi normali) per fermarsi sulla sua terrazza, o di salire fino alla testa per guardare fuori attraverso le fessure degli occhi del Santo, il “San Carlone”, come lo chiamano affettuosamente gli abitanti, è una tappa obbligata per scoprire, in un colpo d’occhio, le meraviglie del Lago Maggiore.

Tra le colline su due ruote

Poco più a sud, sempre ad Arona, si trova l’ingresso al Parco dei Lagoni di Mercurago, area naturale protetta e primo insediamento palafitticolo rinvenuto in Italia. Inserito dal 2011 nella lista dei Beni Patrimonio dell’umanità dell’Unesco, è uno dei luoghi da non perdere se si ama passeggiare immersi nel verde, osservando il volo degli uccelli migratori attratti dalla presenza delle zone umide, e i cavalli della razza Dormello Olgiata nei ranch della zona.

Se invece è la bicicletta il mezzo preferito, da Arona si può salire verso Stresa seguendo l’Anello Stresa-Arona, oppure si può scegliere il percorso – che è anche uno degli itinerari del Giro d’Italia – che attraversa le colline del Vergante, dove si coltivano i fiori tipici del Lago Maggiore (camelie, rododendri e azalee), e porta fin su in vetta al Mottarone (1492 metri), la montagna detta “dei due laghi” perché posta esattamente tra il Lago Maggiore e il Lago d’Orta. Qui, se d’inverno si scia, durante la bella stagione, oltre a godere di una splendida vista panoramica fino al Monte Rosa, si possono percorrere i sentieri di trekking alla portata di tutti, famiglie comprese, e gustare la Toma del Mottarone o altri prodotti tipici nei rifugi del posto, prima di tornare a Stresa (con la funivia, in auto o in bicicletta) o di deviare verso Baveno, da dove parte la via Ferrata dei Piccassas, così chiamata in ricordo dell’antico mestiere dello scalpellino.

I giardini del Lago Maggiore

Una volta arrivati a Stresa, impensabile non visitare le Isole Borromee: la barocca Isola Bella, con il suo palazzo e i magnifici giardini all’italiana, e la romantica Isola Madre, con il suo parco in stile inglese e la residenza cinquecentesca. Così come vale la pena di ritagliarsi una “pausa caffè con i pavoni” al Parco Pallavicino, villa ottocentesca di stile neoclassico, che ospita, nei 18 ettari del suo giardino, un vera e propria riserva faunistica: 50 specie tra mammiferi e volatili, tra cui anche alcuni esemplari selvatici salvati dalla guardia forestale, accuditi da un team di esperti veterinari.  

Lo stesso benvenuto al visitatore lo danno, più su, a Verbania, i Giardini Botanici di Villa Taranto, definiti “museo di rarità” per le oltre 3 mila piante che disegnano aiuole, prati e terrazze e circondano gli specchi d’acqua. Ci si arriva, via terra, attraversando a piedi o in bicicletta, la Riserva Naturale Speciale di Fondotoce, habitat perfetto, con i suoi canneti, per la nidificazione e lo svernamento di numerose specie di uccelli migratori. Da qui, parte anche la Ciclovia del Toce: un percorso adatto a tutta la famiglia che corre, tra boschi, borghi pittoreschi e prati, lungo l’intera piana fluviale, dal Lago Maggiore, attraverso l’Ossola inferiore e l’Ossola superiore fino a Domodossola.

Itinerari panoramici

Poco sopra Verbania, oltre a visitare il Sacro Monte della Trinità di Ghiffa, uno dei sacri monti alpini inseriti nel 2003 tra i Beni Unesco Patrimonio dell’umanità, dove regalarsi passeggiate vista lago su sentieri adatti ad adulti e bambini, si può intraprendere, in mountain bike l’itinerario Slow Panorama che segue la celebre Linea Cadorna (il sistema difensivo italiano della frontiera Nord, dal 1915) e che permette di ammirare dall’alto la vista a picco sul Lago Maggiore. Tra i tanti percorsi possibili, la cima di Morissolo è un vero e proprio balcone sul lago che si raggiunge tramite un sentiero lungo il quale si visitano le gallerie fortificate della storica Linea.

Da qui, si scende di nuovo verso il lago, diretti a Cannobio o Cannero Riviera, centri turistici ricchi di strutture ricettive attrezzate dove praticare vela, windsurf ma anche nordic walking, oppure ci si inoltra nella Valle Cannobina, ad ammirare lo spettacolo naturale degli orridi creati dalle acque del torrente Cannobino: uno su tutti l’Orrido di Sant’Anna così chiamato per il piccolo Oratorio del 1638 che lo domina. Nella valle si snodano anche sentieri escursionistici come la Strada Borromea, una mulattiera già percorsa da San Carlo Borromeo nel 1574 e oggi transitabile a piedi.

Tra valli e monti, nei parchi naturali

A piedi nella natura incontaminata

A piedi è il modo migliore per conoscere il vicino Parco Nazionale Val Grande, anche perché i 15 mila ettari di quest’area naturale unica in Europa sono accessibili solo durante la bella stagione, attraverso passi e sentieri percorribili con una guida esperta e abilitata. L’attraversamento del parco può durare anche più giorni, ma è possibile dormire in rifugi e bivacchi in mezzo alla natura incontaminata.

Anche nei vicini Parco Naturale dell’Alta Valle Antrona ricco di sorgenti e laghetti, e Parco Naturale Veglia Devero, chiamato anche “piccolo Canada” per la spettacolarità dei suoi paesaggi e dei colori, la presenza umana è modesta, tanto che durante le escursioni è perfino possibile avere un incontro ravvicinato con stambecchi e marmotte. 

Il “ritorno alla civiltà” dopo  questa immersione nella natura è sicuramente a Domodossola, capoluogo ossolano e “Borgo della Cultura”, dove passeggiare tra le testimonianze artistiche del passato rinascimentale e gustare le specialità enogastronomiche della zona (pane nero, la sua versione dolce Crescenzin, gnocchetti all’ossolana, Brisaula Val d’Ossola ma soprattutto il formaggio Bettelmat, da “innaffiare” con il rosso Valli Ossolane DOC) prima di riprendere il cammino verso il Sacro Monte di Domodossola, patrimonio Unesco, o anche sulla via dei Torchi e dei Mulini, itinerario escursionistico lungo antiche strade di pietra che conduce da Villadossola al Sacro Monte Calvario e prosegue – per i più esperti – fino a Bognanco. 

Sulle vette più alte

La Valle Vigezzo, invece, è perfetta per essere percorsa in bici da adulti e bambini, sul circuito cicloturistico Vigezzo in Bici che, da Druogno a Re, attraversa la cosiddetta “Valle dei pittori“, passando per il capoluogo Santa Maria Maggiore. Non mancano, naturalmente, percorsi più impegnativi per ciclisti esperti nelle vicine valli Antigorio-Formazza.

Ed è proprio in alta Valle Formazza che si ammira la maestosa Cascata del Toce. Ci si arriva con percorsi escursionistici o in mountain bike, ma si può godere dello spettacolo della sua massima portata solo per brevi periodi nel corso dell’anno, in quanto le acque del Toce vengono raccolte nel bacino di Morasco, a monte della Cascata.

I borghi della zona sono tutti caratterizzati dalla tipica architettura Walser, ma il più particolare è probabilmente Macugnaga, in Valle Anzasca, storica località turistica e stazione sciistica che è anche punto di partenza per le escursioni sul versante est del Monte Rosa (4.634 metri). Qui si estende l’Oasi Faunistica di Macugnaga, istituita nel 1969, che ha permesso la ripopolazione spontanea degli stambecchi, ma merita una visita anche la Miniera d’oro della Guia (ingresso solo su prenotazione): inattiva dal 1961, racconta, lungo un percorso di circa 1 km e mezzo, il lavoro nella miniera, nella quale è ancora possibile vedere autentici filoni di pirite aurifera.

Chiare, fresche e dolci acque 

Lago di Mergozzo, piccolo paradiso

Da felpa e scarponcini al costume da bagno basta poco, giusto il tempo di arrivare dal Monte Rosa al Lago di Mergozzo. Interdetto alla navigazione delle barche a motore, questo piccolo specchio d’acqua, lungo 2 km e mezzo e profondo al massimo 74 metri, è uno dei più limpidi e incontaminati di tutta Italia, ed è l’ideale non solo per chi ama gli sport acquatici ma anche per chi vuole semplicemente rilassarsi nuotando. Collegato al Lago Maggiore da un canale non navigabile e dalla striscia di terra su cui si estende la Riserva Speciale di Fondotoce, il territorio che circonda il lago può essere scoperto percorrendo le piste ciclabili e i tanti sentieri che si intrecciano nell’area. Come il Sentiero Azzurro, un percorso storico-ambientale che parte da Mergozzo e segue il perimetro del lago fino a risalire, attraverso una mulattiera, il versante orientale del Montorfano.

Lago d’Orta, romanticismo e mountain bike

Azzurro è anche il nome dell’Anello che circonda il Lago d’Orta: copre l’intero perimetro del bacino per ben 40 km ed  è percorribile sia a piedi, sia – per buona parte – in mountain bike. Ma tanti sono anche i sentieri e i percorsi che si snodano all’interno dei borghi e tra i boschi di castagni, fanno tappa ad antiche chiese e santuari e permettono di scoprire il meglio di entrambi i lati di questo lago. Come l’escursione al Santuario della Madonna del Sasso, che si può raggiungere in mountain bike o – se si è ben allenati – a piedi, oppure come la strada che attraversa la Valle Strona (anche questa riservata ai più esperti).

Cantato da Balzac e Montale, il romantico Lago d’Orta ha dato i natali anche a Gianni Rodari che, proprio su queste sponde, a Omegna, nacque un secolo fa. Omegna, che a partire dalla prima metà del Novecento fu importante polo industriale, è il capoluogo del lago e merita di essere visitata con un trekking urbano alla scoperta dei suoi luoghi simbolo, tra cui il Parco della Fantasia, dedicato a Rodari, e il Forum, ex fonderia, ora polo culturale. 

A passo lento va visitata anche Orta San Giulio, per godere dell’atmosfera d’altri tempi che si respira nel borgo, ammirando gli affreschi e il porticato del Palazzo della Comunità, l’elegante Piazza Motta, i palazzi signorili e la Salita della Motta che porta alla quattrocentesca Chiesa dell’Assunta. Basta una mezz’ora di salita, poi, per raggiungere a piedi, dal centro storico del borgo, il Sacro Monte di Orta, complesso monumentale cinquecentesco dedicato a San Francesco d’Assisi, inserito nella lista Unesco dei Beni Patrimonio dell’Umanità.

Prima di imbarcarsi su un battello o su un motoscafo per raggiungere l’incantevole Isola di San Giulio e percorrere in silenzio la Via della Preghiera e della Meditazione che si snoda ai piedi della Basilica di San Giulio e dell’Abbazia Benedettina Mater Ecclesiae, merita una visita anche Legro, frazione di Orta, detta “il paese dei muri dipinti”: qui artisti di tutto il mondo hanno decorato le mura delle abitazioni con scene di film girati sul lago e altri colorati affreschi. 

 

Tutti gli itinerari di trekking adatti a principianti ed esperti, adulti e bambini, si trovano nella guida Slow Trek distribuita presso gli uffici turistici del territorio o scaricabile in versione e-book sui siti distrettolaghi.it e lagomaggiorexperience.it

 

 

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Viaggio di nozze in Giappone: un sogno per due tra natura, cultura e spiagge paradisiache

Pianificare un viaggio è già un po’ partire. Ecco perché, in questi mesi di attesa, è importante  immaginare e scegliere la vacanza perfetta o, addirittura, la luna di miele dei sogni. Il 45 per cento dei matrimoni italiani programmati per il 2020, infatti, è stato rimandato al 2021, sicurezza permettendo. Un rinvio che aumenta il desiderio di trovare la destinazione ideale per coronare il proprio sogno d’amore, una meta al di sopra di ogni aspettativa e che sappia sorprendere e affascinare, proprio come il Giappone.

Già nel 2019 il paese del Sol Levante aveva richiamato più di 31 milioni di visitatori da tutto il mondo attratti dalle meraviglie e dai contrasti di Tokyo, Kyoto e Osaka, ma il Giappone più bello è quello inesplorato e inaspettato, capace di offrire allo stesso tempo spiagge paradisiache, natura incontaminata e gioielli di architettura religiosa incastonati nel paesaggio. Luoghi nascosti e intimi che fanno del Giappone la meta ideale per una luna di miele indimenticabile, in ogni stagione dell’anno, tra relax e scoperta, accolti dall’impareggiabile omotenashi nipponica, la cultura dell’ospitalità a tutto tondo profondamente radicata nel Paese.

Luna di miele in Giappone: emozioni su misura

La ricchezza e la varietà del territorio giapponese che, con le sue quattro isole maggiori, Hokkaidō, Honshū, Shikoku e Kyūshū, copre il 98 per cento della sua estensione totale, lo hanno reso la destinazione “di miele” più ambìta degli ultimi anni. Qui il matrimonio nasce sotto i migliori auspici perché ogni desiderio e temperamento viene soddisfatto: dalle esigenze più romantiche e culturali alle passioni più active e avventurose. Per facilitare la scelta e pianificare un viaggio di nozze su misura per i  desideri di ogni coppia, JNTO Ente Nazionale del Turismo Giapponese ha studiato minuziosamente nuovi modi di vivere la luna di miele, esperienze in grado trasformare ogni tappa in un’emozione unica, un’immagine nitida nella memoria da ricordare per sempre.

Il giro in risciò nel caratteristico quartiere di Asakusa a Tokyo, il glamping ai piedi del Monte Fuji, il bagno termale nell’antica valle del vulcano Hakone, la cerimonia del tè a Kyoto, il tramonto sul mare davanti alla grande porta rossa del santuario di Itsukushima, il volo in elicottero sulla baia di Osaka. E ancora, un tuffo nelle acque cristalline delle paradisiache spiagge di Ishigaki, a sud dell’arcipelago delle Ryukyu e dell’isola di Miyako, meta favorita degli innamorati in Giappone, sono tutte proposte perfette da vivere in due, all’inizio di una nuova vita insieme. Ma l’emozione di trovarsi al cospetto delle maestose architetture religiose conosciute in tutto il mondo, come il Tempio Kiyomizu-dera di Kyoto con le sue terrazze su palafitte, il Castello di Himeji dall’inconfondibile profilo immacolato, il Tempio Horyuji di Nara, antica capitale del Paese, resta una delle esperienze più suggestive.

Tra natura e cultura: mille esperienze per chi viaggia dopo il “sì”

Isolarsi dal resto del mondo e vivere intensamente il primo viaggio da sposi è il primo desiderio di ogni coppia in luna di miele. Un bisogno di intimità e ispirazione a cui il Giappone sa rispondere in tanti modi, a partire dai suoi meravigliosi templi dove il tempo sembra essersi fermato: alla loro scoperta vanno dedicati almeno un paio di giorni, da vivere insieme, nel silenzio. Nella prefettura di Fukui, per esempio, si trova uno dei più antichi e spettacolari templi Zen del Sol Levante, il Tempio Eiheiji, composto da più di 70 edifici e sette monasteri protetti da cedri di montagna, al cui interno è possibile soggiornare per vivere un’esperienza ascetica di due giorni tra meditazione, letture di antichi aforismi e cucina vegetariana stellata.

Per sperimentare un’esperienza di coppia in totale comunione con la natura, poi, si può scegliere di dedicarsi al forest bathing nella strepitosa cattedrale verde della foresta di bambù di Arashiyama o nella foresta di cipressi di Akasawa, vicino a Nagano, spostandosi a bordo dei celebri “treni proiettile” lungo la linea ferroviaria superveloce Shinkansen. Basta immaginarsi, mano nella mano, nei boschi dai mille colori, in ascolto dei suoni delle cascate e dei ruscelli, per capire che qui l’emozione è sempre presente.

Un tuffo nel blu tra le isole del Giappone

Non c’è viaggio di nozze da sogno senza un angolo di paradiso in riva al mare. Sulla piccola isola di Miyakojima l’Eden è a portata di mano: relax e silenzio si alternano a romantiche passeggiate in bicicletta o a piedi, snorkeling alla scoperta dei fondali marini e cocktail in riva al mare, pieds dans l’eau. Una visita alla spiaggia di Yonaha Maehama, lingua di costa incontaminata di 7 km, poi, diventa la migliore escursione da fare a piedi, immersi in un panorama da cartolina. Anche Yoronjima, nella prefettura di Kagoshima, è un paradiso tropicale da sogno. Qui non manca nemmeno il brivido della “spiaggia fantasma” che appare solo quando la marea è bassa e sembra collegare idealmente l’isola a Okinawa e Kagoshima.

Non solo paesaggi: il Giappone da gustare

Ma la millenaria cultura giapponese passa soprattutto attraverso il cibo, un’esperienza perfetta da vivere in coppia, un viaggio nel viaggio alla scoperta di sapori unici, ricercati in tutto il mondo, dal sushi al ramen, fino al pregiato manzo Kobe. E se Tokyo è la città con più ristoranti stellati al mondo, a Osaka si può sperimentare un’altra versione della cucina giapponese tra i vicoli e le strade che circondano il quartiere Dotonbori, pieni di ristoranti (celebri quelli di granchi), bar e izakaya, locali tipici dove si servono bevande accompagnate da piatti misti. Lungo il fiume, poi, le bancarelle servono takoyaki (polpette di polpo), ciotole fumanti di ramen kushikatsu (spiedini fritti) in grado di coinvolgere i cinque sensi a ogni assaggio.

Ed è così che, tra i ciliegi in fiore, immersi nella natura, accanto a un antico tempio da cui ammirare il panorama, il Giappone si rivela il luogo perfetto per ricordare le promessa d’amore e rinnovarle. Per tutta la vita.

Info: Japan Travel

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Brescia 2021: emozioni ed esperienze tra arte e natura

«Brescia la forte, Brescia la ferrea». Così Giosuè Carducci descriveva la Leonessa d’Italia nelle sue Odi Barbare. E forte e ferrea Brescia lo è ancora, e lo ha dimostrato, ma è anche vivace, moderna, con lo sguardo rivolto al futuro e le radici ben piantate nella sua storia e nelle sue tradizioni. 

Lo raccontano le strade del centro storico, intorno all’area monumentale del Foro Romano, patrimonio Unesco, e quelle del quartiere del Carmine, un tempo zona da evitare, oggi imperdibile per il suo fermento creativo a tutte le ore del giorno. Lo racconta l’imponente Castello sul monte Cidneo, dove durante le 10 giornate di Brescia gli Austriaci si arroccarono per frenare l’insurrezione, e le stazioni della rete metropolitana, veri capolavori di architettura contemporanea. Ma soprattutto lo racconta l’atmosfera che si respira in città e che avvolge di stupore ed entusiasmo chiunque arrivi da fuori.

Ecco perché – che sia per una gita fuori porta, per un weekend o più giorni di vacanza, da programmare non appena sarà possibile tornare a viaggiare, dopo le festività – Brescia è una delle mete da mettere in agenda per l’anno nuovo. Da visitare passeggiando nel centro storico, godendosi ogni angolo e palazzo, o spostandosi nei dintorni, per una settimana bianca fuori stagione in Valcamonica, un’immersione nella natura nei vicini laghi d’Iseo e d’Idro o un tour “tra le bollicine” in Franciacorta, sui colli ricoperti di vigneti.

Il cuore di Brescia, a spasso nella storia e nell’arte 

Facile da raggiungere (in auto come in treno), Brescia è facile anche da girare. Preferibilmente a piedi o in bicicletta se si comincia dal centro storico, in un itinerario “cronologico”, che parte dal parco archeologico dell’antica Brixia – villaggio celtico su cui fu costruita la città romana – e arriva al XX secolo, in piazza della Loggia, la più cara ai bresciani, ancor più dopo l’attentato del 1974. 

Un percorso da seguire con il cuore, più che con la guida della città in mano, cercando di ascoltare le voci della Storia, narrata dai monumenti stessi. Come la Vittoria Alata, statua in bronzo icona della città, datata I secolo d.C., che a giugno 2020, dopo due anni di restauri, è rientrata “a casa”: in quel Capitolium dove era stata rinvenuta nel 1826, ma in una collocazione tutta nuova, in cui dà spettacolo di sé. 

Brescia: cosa vedere e dove andare

O come l’imperdibile complesso di Santa Giulia, lascito d’epoca longobarda, oggi Museo della città, inserito nel World Heritage dell’Unesco, al cui interno va assolutamente visitata la medievale chiesa di Santa Maria in Solario, con gli straordinari affreschi rinascimentali di Floriano Ferramola e la Croce di Desiderio tempestata di 212 gemme, il più grande manufatto di oreficeria longobarda conosciuto.

Poi accade anche che passeggiando per le vie dello shopping – corso Magenta, corso Zanardelli, via X Giornate – si finisca per approdare in piazza della Vittoria, corte medievale riprogettata durante il fascismo, oggi salvata da un triste destino di maxi-parcheggio e diventata salotto accogliente, ai piedi dello storico palazzo delle Poste e del palazzo dell’Ina, uno dei primi grattacieli d’Italia, alto 15 piani.  

Brescia, un ponte fra tradizione e innovazione

Ognuno di questi luoghi racconta la storia e lascia, in chi osserva, l’incanto di un’epoca passata ma ancora viva. Una sensazione ancora più forte se si visitano palazzi d’epoca ristrutturati e trasformati in qualcosa di completamente nuovo, pur mantenendo la loro essenza storica. Come l’antico Palazzo Martinengo da Barco, edificato nel ‘500, restaurato e adeguato per ospitare le 21 sale espositive della prestigiosa Pinacoteca Tosio Martinengo, nella quale ammirare, tra le altre, opere di Raffaello, Lotto, Canova e Hayez.

O come palazzo Martinengo-Colleoni di Malpaga, uno dei più imponenti edifici barocchi della città, che ha ospitato il tribunale fino al 2009 e oggi è stato trasformato in polo culturale che accoglie creativi digitali, artisti e giovani imprenditori nei centri Mo.Ca., Ma.co.f (spazio di ricerca sulla fotografia italiana), Idra e Makers Hub.

Ascolta il podcast: Brescia, che sorpresa

Passato e futuro si incontrano anche in una vecchia casa cantonale a pochi passi dalla stazione di Brescia: la Gare 82 (si chiama così perché dista esattamente 82 chilometri dalla stazione di Milano), una galleria d’arte diventata punto di riferimento per i creativi e gli artisti bresciani.

Così come punto di riferimento sono diventati gli Areadocks, vecchio magazzino ferroviario di via Sangervasio, unico posto in Italia scelto dalla street artist americana Colette Miller per riprodurre le sue ali d’angelo (che richiamano la Vittoria Alata), e l’associazione C.AR.M.E, Centro Arti Multiculturali e Etnosociali, che nella chiesa sconsacrata dei Santi Filippo e Giacomo, punta a riunire attori e fruitori del mondo della cultura contemporanea, promuovendo progetti che connettano Brescia ad altre realtà internazionali simili.

La chiesa sconsacrata, oggi chiamata Sala, si trova al Carmine, ex quartiere popolare riqualificato dall’inizio degli anni 2000 e considerato oggi zona di riferimento per la sua vivacità artistica e culturale: sono qui, per esempio, alcune delle sedi del Brescia Photo Festival, la rassegna internazionale di fotografia che “invade” la città a maggio ogni anno.

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Eventi e sapori nel bresciano

Proprio gli eventi sono un’altra buona ragione per programmare una visita a Brescia e i suoi dintorni. Senza aspettare la primavera o la storica Mille Miglia, la “corsa di auto d’epoca più bella del mondo” che nel 2021 partirà da Brescia il 12 maggio per farvi ritorno il 15 (ma il museo Mille Miglia è aperto tutto l’anno).

1000 Miglia, una corsa alla scoperta delle meraviglie d’Italia

Si può cominciare dal Carnevale di Bagolino, qui, maschere, “Bälärì” (Ballerini), e “Sonädùr” (Suonatori)  rinnovano ogni anno una tradizione che risale al  Cinquecento e non ha eguali in tutta Italia. Borgo medievale che guarda il lago d’Idro si raggiunge in un’ora di auto da Brescia ed è rimasto immutato nei secoli, con le sue stradine lastricate, le case in pietra e le fontanelle. 

Da non perdere, da queste parti, anche il formaggio Bagòss, presidio Slow food, un altro buon motivo per scegliere la zona del bresciano. Del resto, è impensabile non pensare a soddisfare, oltre allo spirito, anche il palato:  nel 2017, infatti, Brescia è stata insignita del titolo di Regione Europea della Gastronomia, assegnato dall’Istituto Internazionale di Gastronomia, Cultura, Arti e Turismo. Ed ecco allora in tavola i tradizionali “casonsèi”, pasta fresca ripiena di pangrattato e formaggio bagòss, i rustignì di Lumezzane, piatto contadino a base di burro, formaggio e uova, che alcuni ristoranti oggi servono in versione “elegante” come antipasto, e soprattutto il caviale di Calvisano da abbinare naturalmente a un vino Franciacorta.

Dove mangiare a Brescia e in Franciacorta: trattorie, ristoranti e cantine

Esperienze nella natura, sui laghi e in Franciacorta

Franciacorta significa buon vino, ma anche l’intero territorio in cui le blasonate bollicine note in tutto il mondo sono prodotte. Un territorio straordinario incastonato tra Brescia e il lago d’Iseo in cui inoltrarsi non solo per degustare le diverse versioni del vino nelle prestigiose cantine (molte delle quali si trovano in dimore storiche) ma anche per scoprire itinerari nella natura su e giù per le colline coperte di vitigni, lungo i cammini dei pellegrini (l’antica via Cluniacense) o nelle riserve naturali, come il Parco del Maglio, con i suoi Orti Botanici nei quali fare forest bathing, o le Torbiere del Sebino, a ridosso del lago d’Iseo. 

Lago d’Iseo: la vacanza perfetta

Da qui si può partire per un tour intorno al lago, da provare non solo con la bella stagione, visto che in inverno, le terre lacustri rivelano un fascino discreto che infonde magia in ogni luogo. Perfetto per una fuga romantica a San Valentino (da non perdere Monte Isola, l’isola lacustre più grande d’Italia), ma anche per chi cerca un’esperienza outdoor, all’aria aperta dopo mesi di smart working in casa: ecco allora l’antica via Valeriana da percorrere a piedi in un trekking verso Sale Marasino o, se siete allenati, anche il giro del lago in bicicletta. Arrivando, a nord, fino alle Piramidi di Zone, dette anche i “camini delle fate”: un vasto deposito morenico lasciato circa 150.000 anni fa dall’imponente ghiacciaio proveniente dalla Valle Camonica, molto interessante sia dal punto di vista geologico, sia dal punto di vista naturalistico. 

Da qui la montagna non è lontana e ci sono anche diversi comprensori sciistici da esplorare: Pezzase, Ponte di Legno, e, un po’ più su, in piena Valcamonica, Bienno. Tutte località da visitare anche in caso non si ami (o non si possa ancora) mettere gli sci ai piedi. Ma le sorprese non finiscono qui.

Maggiori informazioni su Visit Brescia, il sito ufficiale di tutta la provincia di Brescia.

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Genova, la città di mare dalle tante anime

Intrigante, fascinosa, multiforme: Genova è una città con tante anime diverse. E anche in questi mesi di chiusure offre molteplici itinerari da percorrere all’aria aperta in tutta sicurezza. Città di mare, anzitutto. E se nell’area del Porto antico riqualificato da Renzo Piano è bello camminare lungo i moli, più a levante, lungo corso Italia, la promenade dei genovesi, a Boccadasse, poetico borgo di pescatori, e a Nervi, con la romantica passeggiata a filo di scogliera e il parco monumentale, si riesce ad assaporare il gusto elegante della villeggiatura d’epoca, fra viali di palme e stabilimenti balneari, ville liberty e dimore razionaliste.

Palazzo Reale, uno dei Rolli più prestigiosi.

Genova, poi, vanta architetture e monumenti magnifici. Il suo centro storico è un dedalo di vicoli, i caruggi, crogiolo culturale che racchiude la sua anima più verace. Qui è bello perdersi fra piazzette e chiese romaniche, edicole votive e antiche botteghe attive da cento o più anni, all’ombra degli splendidi palazzi dei Rolli, oggi Patrimono Unesco, vere e proprie regge realizzate nei secoli dalle famiglie patrizie e dalla ricca borghesia mercantile e impiegati dalla Repubblica marinara per ospitare le visite di Stato.

La città inoltre è una capitale dello street food – la farinata e la panissa, i cartocci di acciughe fritte e la focaccia – e vanta una gastronomia che non ha eguali per profumi e sapori: dal pesto alla salsa di noci, dai pansotti ai ripieni e alle torte di verdure, dalla cima al cappon magro è sempre una festa per il palato.

Un piatto di trenette al pesto, emblema della cucina genovese.

Ma Genova è anche verticale e scenografica, disposta come una quinta teatrale. Le sue alture si raggiungono facilmente con funicolari e ascensori, o percorrendo a piedi le sue creuze, caratteristiche stradine con la pavimentazione in mattoni, da cui godere di viste impareggiabili. Come da Spianata Castelletto, che ha ispirato poeti e cantautori.

Per ogni altra informazione sulla città si può consultare il sito visitgenoa.it.

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