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Il festival IT.A.CÀ debutta in Sardegna: escursioni e laboratori all’insegna della sostenibilità

Per la prima volta IT.A.CÀ, il festival di turismo responsabile di cui DOVE è media partner, arriva anche in Sardegna. Dopo l’esordio, per l’estate 2021, in Emilia Romagna, la kermesse riparte in autunno in modalità diffusa, con tappe che si svolgono in contemporanea in tutta Italia, da nord a sud.

Dal Trentino al Salento, passando per le Marche, fino alla Sardegna, il Festival attraversa l’intera penisola con una serie di attività che portano i partecipanti a riappropriarsi del “diritto di respirare”, filo conduttore di questa edizione 2021.

Riparte IT.A.CÀ, il festival del turismo responsabile edizione 2021. Il tema? Tornare a respirare

La prima volta in Sardegna di IT.A.CÀ

Il festival sbarca sull’isola il 24 settembre e qui resta fino al 3 ottobre. L’autunno è anche il periodo più bello per visitare la regione e andare alla scoperta non solo della costa ma anche delle zone interne.

Tra le escursioni proposte da IT.A.CÀ in Ogliastra c’è il Trenino Verde che, con i suoi vagoni d’epoca, accompagna i partecipanti dalla costa di Arbatax fino a Gairo, nell’entroterra, facendo tappa nelle stazioni dei borghi più suggestivi che s’incontrano lungo la strada, ma anche il trekking nel territorio di Lanusei.

Non mancano, convegni, laboratori (tra cui quello di cucina sarda, il 25 settembre a Jerzu) e degustazioni (da non perdere quella dell’olio a Lanusei il 30 settembre) per assaporare lentamente, attraverso tutti i sensi, le meraviglie che questa terra ha da offrire.

Da bloccare in agenda, sabato 2 ottobre, quando si potrà fare l’esperienza unica della Transumanza, seguendo un pastore e il suo gregge, condividendone i pasti e aiutandolo a svolgere i compiti quotidiani, secondo la tradizione.

IT.A.CÀ 2021, le iniziative diffuse

Chi resta “in continente” può seguire tutte le altre iniziative che attraverseranno l’Italia da nord a sud. Così mentre in Trentino, fino al 26 settembre, si “respira la natura” con immersioni nella foresta (a Folgaria e a Tre Ville), pedalate lungo il Brenta e camminate nella notte (a Novaledo), in Lombardia, nell’Oltrepò Pavese, fino al 3 ottobre lo sguardo è rivolto al cielo (con un’escursione guidata all’Osservatorio astronomico di Ca’ del Monte, il 26 settembre), alla terra (con una passeggiata nei vigneti di Montalto Pavese, sempre il 26) e all’essere umano, con appuntamenti legati alla salute (è dedicato al caso Fibronit il convegno di venerdì 24 settembre a Broni), al wellness (da segnare in agenda l’appuntamento Respirare il 2021, di domenica 26 a Salice Terme) e al turismo del benessere (con il convegno di domenica 3 ottobre a Fortunago, inserito nell’elenco dei Borghi più belli d’Italia).

Nel frattempo, nel weekend 24-26 settembre, sui colli di Pesaro Urbino si terrà una tre giorni dedicata al “respiro verde”: è la tappa al Sasso Simone e Simoncello, nella quale si andrà alla scoperta dell’unico parco interregionale in Italia che abbraccia Marche, Emilia Romagna e Toscana.

A ottobre, poi, il festival toccherà anche la Puglia, la Campania, il Piemonte e la Liguria, fermandosi ancora in Lombardia a Brescia. Il calendario con il programma completo delle attività è su festivalitaca.net

Tutti gli eventi si tengono nel pieno rispetto delle norme anti-Covid19

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Lussemburgo: itinerari tra foreste, vigneti e castelli. Come in una fiaba

Al centro dell’Europa, incastonato tra Belgio, Francia e Germania, batte un cuore verde: è il Lussemburgo, l’ultimo Granducato al mondo, che fuori dalla capitale, centro nevralgico dell’Unione Europea, svela agli occhi dei visitatori un vero e proprio paesaggio da fiaba: fiumi e laghi cristallini in cui fare il bagno o pescare, colline scoscese ricoperte di aceri, antichi castelli immersi in foreste di felci. Dalla capitale e i suoi dintorni, con la regione del Moselle e i suoi vigneti, fino alle Ardenne, a nord, il Lussemburgo è un susseguirsi di paesaggi diversi e suggestivi che – come suggeriscono i lussemburghesi stessi – possono essere apprezzati soprattutto muovendosi a piedi. 

Sono tante, del resto, le rotte escursionistiche – di varia difficoltà – presenti nel Paese: percorsi ad anello da fare in un giorno, percorsi di più giorni con rientro al punto di partenza, e itinerari più lunghi da scegliere se si ha a disposizione più tempo. Ai piedi degli hikers si srotola una rete nazionale di sentieri che copre l’intero territorio: vie di collegamento che permettono di incrociare le città e i villaggi più importanti del Paese, e in alcuni casi anche di “sconfinare” in Francia o in Germania.

Un’immersione nella natura che si trasforma anche in un’occasione culturale, alla scoperta di un Paese piccolo di dimensioni ma ricco di opportunità.

Moselle: itinerari di un giorno nella natura del Lussemburgo

A sud est di Luxembourg city si stende la regione della Moselle, il fiume che attraversa Francia, Germania e Lussemburgo, segnandone il confine meridionale. È su questo fiume che nel 1985, a Schengen, fu firmato il Trattato che ora ci permette di viaggiare liberamente in Europa. E un inno all’Europa unita è anche il sentiero ad anello che partendo proprio da Schengen – che andrebbe visitata anche solo per il Museo dell’Europa  scavalca il confine di Francia (incrociando il villaggio vinicolo di Contz-les-Bains) e Germania, e permette di attraversare ben tre paesi europei in sole tre ore, scoprendo vallate ricoperte di vigneti e frutteti, intricate foreste di faggi (nella riserva naturale Strombierg), cave di gesso e oltre 70 specie di volatili.

Flora e fauna si possono ammirare anche nella riserva naturale Haff Réimech,  imparando a conoscerle (e riconoscerle) nel vicino centro di conservazione della natura Biodiversum, futuristica struttura costruita su un’isola creata artificialmente, che ospita mostre temporanee sui temi della sostenibilità e studi sulla riserva stessa, e funge anche da centro di coordinamento per visite guidate e attività di osservazione. 

Attraverso una riserva naturale, quella di Manternacher Fiels, passa anche il sentiero del sogno, un percorso ad anello di 9,6 Km che fa capo a Manternach. Tra facili salite e discese, si incontrano pascoli e frutteti, formazioni calcaree (come il Michelslay) e foreste, e ci si imbatte all’improvviso in vigneti costellati di antichi mulini. 

I vigneti del resto, sono la caratteristica di questa regione, l’unica zona vinicola del Lussemburgo, dove si coltivano Pinot nero e bianco, Chardonnay, Auxerrois e Gewürztraminer, che si possono degustare durante tour mirati nelle cantine e nelle tenute. Come quelli organizzati lungo il Sentiero Vino e Natura che parte da Ahn e procede per 9 km inoltrandosi prima nella foresta di gole lungo il Donverbach, poi tra i vigneti e cantine per imperdibili degustazioni,  e ancora tra le formazioni rocciose e  i bossi della riserva naturale di Palmberg, ricca di di orchidee selvagge. 

Un mix di natura e sapori che sarà facile da realizzare (la zona dista meno di 20 chilometri da Luxembourg city, dove si può rientrare in giornata) e difficile da dimenticare. 

Mullerthal Trail: un weekend in cammino

Difficile da dimenticare sarà sicuramente anche un weekend nel Mullerthal, la cosiddetta “Piccola Svizzera del Lussemburgo”. Accostato al paese elvetico per via del suo territorio collinare nel quale si alternano foreste e pascoli, in realtà il Mullerthal, che si trova a est, sul confine con la Germania, riserva molte più sorprese. Percorrendolo, si scopre un vero e proprio piccolo paradiso, fatto di originalissime formazioni rocciose create dall’erosione del suolo, falesie e burroni, attraversati da torrenti e ruscelli immersi in una vegetazione rigogliosa.

Un luogo fiabesco e fuori dal tempo, come la città più importante della regione, Echternach, che è anche la più antica di tutto il Lussemburgo. Sorto intorno all’Abbazia benedettina nel 700, il borgo di Echternach, tuttora circondato dalle mura medievali, piccolo e raggiungibile gratuitamente con il treno da Luxembourg City, è il punto d’appoggio ideale per chi ha voglia di esplorare la regione.

Da qui infatti si dipana una rete di sentieri escursionistici più lunghi di quelli del Moselle, che sono l’ideale per chi non si accontenta di escursioni di poche ore ma non ha abbastanza tempo per affrontare itinerari di hiking più lunghi. Il Mullerthal Trail, composto di tre diversi tracciati, è complessivamente di 112 km e permette di raggiungere in poche tappe tutte le più importanti attrazioni della regione: il Castello di Beaufort, con le rovine medievali e il palazzo rinascimentale (ora temporaneamente chiuso), dove si produce il celebre liquore Cassero; il canyon dei lupi, rifugio degli animali, e la grotta Huel Lee, dove in passato si tagliavano le pietre per fare le macine per i mulini;  il mulino “Heringer Millen”, ancora funzionante e temporaneamente chiuso, dove viene testato persino l’abbigliamento da trekking; la piccola cascata Schéissendëmpel; la città di Berdorf, nota non solo per i suoi meravigliosi panorami ma anche per il suo formaggio. 

Éislek, le Ardenne lussemburghesi: itinerari nel nord 

Per chi vuole unire le immersioni nella natura alle vacanze active, senza dimenticare un tuffo nella cultura  la meta ideale è invece la regione dell’Éislek, le Ardenne lussemburghesi, nel nord del Paese. Qui infatti non ci sono “solo” due grandi parchi naturali (il Parco Naturale di Haute-Sûre e il Parco Naturale dell’Our), profonde vallate e altipiani ricoperti di foreste di conifere e latifoglie, che rendono le passeggiate più avventurose, ma anche pittoreschi villaggi e imponenti castelli che testimoniano l’importanza di questa regione in epoca medievale.

Come il castello di Bourscheid, considerato la più grande fortezza del Lussemburgo, costruito intorno al X secolo. O come il più noto castello di Clervaux, nel cuore della regione: abbarbicato su una roccia, il maniero domina la città ai suoi piedi dal 1400 e oggi, oltre che visitabile, è sede di una importante esposizione permanente: La famiglia dell’Uomo, mostra fotografica del pittore lussemburghese Edward Steichen, inserita nel registro mondiale della memoria dell’Unesco.

Percorrere questa regione a piedi è il modo migliore per conoscerla a fondo, essendo coperta da una rete di sentieri strutturata per soddisfare tutte le esigenze (da quelle delle famiglie con bambini a quelle degli escursionisti più esperti pronti ad affrontare percorsi più complessi) e in grado di raggiungere tutti i punti più interessanti sia dal punto di vista naturalistico che storico.

Il percorso più raccomandato e completo, da scegliere se si hanno più giorni di tempo, è l’Escapardenne, un tracciato transfrontaliero di 158 km che collega Ettelbruck, in Lussemburgo, a La Roche-en-Ardenne, in Belgio, attraversando città, villaggi, parchi naturali, boschi e prati, e permettendo di incontrare animali di tutti i tipi, dalle mucche ai cervi. Il sentiero, certificato “Leading Quality Trail – Best of Europe” dalla European Hiking Association, è strutturato in due parti: il Lee trail, di 52 km e tre tappe, e l’ Éislek trail di 106 km divisi in cinque stazioni. 

Raggiungere i punti di partenza di tutti questi sentieri arrivando dall’Italia è molto semplice: basta atterrare a Lussemburgo, la capitale, e poi muoversi in treno, che in tutto il paese è gratuito anche per i non residenti. 

Tutte le informazioni si possono trovare non solo sul sito dell’ente del turismo visitluxembourg.com e sulla rivista gratuita Luci, ma anche sulla App Visitlux, per Ios e Android, dove si possono trovare itinerari, suggerimenti, visite guidate con relativi orari, e persino le previsioni meteo.

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Civic Places: il 20 settembre si chiudono le candidature ai “luoghi del noi”. Avete partecipato?

Da qualche mese si è aperta la sfida per i 10 Civic Places, i cosiddetti “luoghi del noi”, più importanti d’Italia.

Di cosa si tratta? “I Civic Places sono luoghi in cui è viva la testimonianza di un’esperienza che ha inciso nella società in cui è nata e cresciuta. Spazi in cui è accaduto o accade tuttora qualcosa d’importante che ha costruito legami e ispira l’impegno civico dei cittadini”, spiega Gianluca Salvatori, Segretario Generale della Fondazione Italia Sociale. “Li chiamiamo i luoghi del noi perché testimoniano un impegno collettivo e comunitario verso la costruzione del bene comune. Sono luoghi con una storia che guarda al futuro.  Posti che hanno  fascino e  capacità di evocare eventi e ispirare chi vi transita, e, soprattutto, luoghi che si possono vivere, fruire, sperimentare”.

L’ultima data utile per proporre il proprio luogo civico del cuore è il 20 settembre. Finora sono arrivate un centinaio di candidature, ma i giochi sono ancora aperti: “Oggi più che mai abbiamo bisogno di tornare a vivere gli spazi che ci fanno capire davvero i valori che ci tengono insieme”, sottolinea Salvatori.

Leggi anche Civic Places: i luoghi del noi segnalati da voi. Arriva la mappa dei luoghi civici da valorizzare

Civic Places e i suoi sostenitori

Il progetto Civic Places punta alla riscoperta del valore del civismo attraverso l’immediatezza visiva e la concretezza di un luogo. Promosso da Fondazione Italia Sociale, insieme a Touring Club Italiano, SkyTG24 e SEC Newgate, dal momento della sua nascita a oggi ha già coinvolto altri sostenitori importanti, oltre alla nostra redazione di Dove che li segue nelle varie tappe dal primo giorno. Eccoli: Artefice Group, ACLI Lombardia, Avanzi, Class Editori, Comitato Nazionale Housing Sociale, Fondazione Adriano Olivetti, Italo, Labsus, Lo Stato dei Luoghi, Museimpresa, Stendhapp. Nel frattempo, al comitato di valutazione che selezionerà i Civic Places si è unito anche Beniamino De Liguori Carino, segretario generale di Fondazione Adriano Olivetti.

Il 15 settembre alle 11.00 la “info session” per le candidature last minute

Mercoledì 15 settembre alle ore 11, si terrà sulla piattaforma Zoom una “info session” per ripercorrere le caratteristiche dei Civic Places e rispondere a tutti i dubbi e richieste di chiarimento per quanto riguarda le ultime candidature.

Come candidare un luogo? Semplice basta compilare il modulo online entro il 20 settembre 2021.

Info: becivic.it

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In Slovenia alle terme, tra acque curative, parchi e trattamenti. Per rigenerare corpo e mente

Saune, parchi acquatici, piscine naturali, vasche idromassaggio. Per chi cerca una vacanza a tutto relax e benessere, per rigenerare non solo il corpo ma anche la mente e lo spirito, in Slovenia non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Tra i Paesi europei con la più ampia offerta di destinazioni termali, la Slovenia ha il vantaggio di offrire Spa e centri benessere aperti 365 giorni l’anno. Non esiste condizione climatica, insomma, che possa rovinare il viaggio: che sia estate o inverno, autunno o primavera, al di là del confine italiano, poco dopo Trieste, ci sono ovunque centri con piscine indoor e outdoor, garanzia di un’esperienza wellness di qualità in ogni periodo dell’anno.

Slovenia, dove la cura di sé è un fattore culturale

La Slovenia, da sempre, è terra di acque curative. Lo era già ai tempi degli Antichi Romani – ci sono terme che risalgono al 39 d.C – e il fatto che, nei secoli, personaggi come Napoleone Bonaparte o l’Imperatore austroungarico Ferdinando ci andassero con frequenza è segno di quanto la ricerca e il mantenimento del benessere siano parte integrante della cultura di questo Paese. Oggi più che mai.

L’ultimo anno e mezzo, infatti, è stato difficile per tutti. Prendersi cura di sé, per molte persone, è diventata una necessità, anche in vacanza, soprattutto per rafforzare il sistema immunitario e dedicarsi alla propria salute psico-fisica.

In Slovenia alle terme. A qualunque età

Le aree del Paese con la più ampia offerta wellness sono due: la Slovenia Pannonica Termale e la Slovenia Mediterranea. Ciò non significa che nelle altre zone manchino centri benessere, naturali e non solo. Al contrario, la lista è lunghissima. Ci sono le Terme di Čatež, per esempio, che vantano il maggior numero di piscine coperte e scoperte di tutta la Slovenia. Ma anche le terme Šmarješke Toplice, tra le prime del Paese a unire i servizi wellness con le più recenti scoperte della medicina tradizionale. E ancora: le terme Olimia, dall’architettura ultra moderna progettata in armonia con la natura, e le Rimske Terme, tra le più antiche della Slovenia.

A distinguere le une dalle altre, però, non è solo la localizzazione. La varietà di pubblico cui sono destinati, infatti, è la principale caratteristica dei centri termali sloveni. Il principale pregio delle strutture è quello di rivolgersi a persone di tutte le età e con varie caratteristiche: famiglie con bambini, anziani, ma anche coppie, single e gruppi di amici. Per ogni categoria ci sono trattamenti su misura, in modo da andare incontro alle necessità più disparate, toccando punte di originalità (tra le saune, ad esempio, ci sono, oltre alle tradizionali, quelle al miele, al ghiaccio e persino al vino).

Salute, divertimento, coccole: un centro termale per ogni necessità

E se da una parte non mancano, in Slovenia, i centri termali con programmi medici per alleviare le diverse patologie – fondamentali, in questo caso, le proprietà curative delle acque, dei fanghi salini e dell’aerosol -, dall’altra sono tanti i parchi acquatici in grado di far divertire grandi e piccini grazie a scivoli, rapide e cascate. Anche chi ha come obiettivo semplicemente quello di concedersi del tempo per sé, non resterà deluso: abbondano i programmi cosmetici, di rilassamento e benessere, integrati spesso con quelli di selfness, in cui viene messa al centro la ricerca del proprio equilibrio. Il tutto, nel rispetto assoluto degli standard europei in materia di igiene, salute e sicurezza.

E se le terme non dovessero bastare, non mancano le opzioni per rendere ancor più ricca e stimolante la vacanza. Solleticando il palato, magari, nel ristorante di qualche chef stellato – in Slovenia ce ne sono sei – o privilegiando un’attività outdoor, dal rafting sul fiume alla passeggiata a cavallo. Un’occasione per mettere davvero al centro se stessi, in tutta la propria complessità.

Per info: slovenia.info

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In Slovenia alle terme, tra acque curative, parchi e trattamenti. Per rigenerare corpo e mente

Saune, parchi acquatici, piscine naturali, vasche idromassaggio. Per chi cerca una vacanza a tutto relax e benessere, per rigenerare non solo il corpo ma anche la mente e lo spirito, in Slovenia non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Tra i Paesi europei con la più ampia offerta di destinazioni termali, la Slovenia ha il vantaggio di offrire Spa e centri benessere aperti 365 giorni l’anno. Non esiste condizione climatica, insomma, che possa rovinare il viaggio: che sia estate o inverno, autunno o primavera, al di là del confine italiano, poco dopo Trieste, ci sono ovunque centri con piscine indoor e outdoor, garanzia di un’esperienza wellness di qualità in ogni periodo dell’anno.

Slovenia, dove la cura di sé è un fattore culturale

La Slovenia, da sempre, è terra di acque curative. Lo era già ai tempi degli Antichi Romani – ci sono terme che risalgono al 39 d.C – e il fatto che, nei secoli, personaggi come Napoleone Bonaparte o l’Imperatore austroungarico Ferdinando ci andassero con frequenza è segno di quanto la ricerca e il mantenimento del benessere siano parte integrante della cultura di questo Paese. Oggi più che mai.

L’ultimo anno e mezzo, infatti, è stato difficile per tutti. Prendersi cura di sé, per molte persone, è diventata una necessità, anche in vacanza, soprattutto per rafforzare il sistema immunitario e dedicarsi alla propria salute psico-fisica.

In Slovenia alle terme. A qualunque età

Le aree del Paese con la più ampia offerta wellness sono due: la Slovenia Pannonica Termale e la Slovenia Mediterranea. Ciò non significa che nelle altre zone manchino centri benessere, naturali e non solo. Al contrario, la lista è lunghissima. Ci sono le Terme di Čatež, per esempio, che vantano il maggior numero di piscine coperte e scoperte di tutta la Slovenia. Ma anche le terme Šmarješke Toplice, tra le prime del Paese a unire i servizi wellness con le più recenti scoperte della medicina tradizionale. E ancora: le terme Olimia, dall’architettura ultra moderna progettata in armonia con la natura, e le Rimske Terme, tra le più antiche della Slovenia.

A distinguere le une dalle altre, però, non è solo la localizzazione. La varietà di pubblico cui sono destinati, infatti, è la principale caratteristica dei centri termali sloveni. Il principale pregio delle strutture è quello di rivolgersi a persone di tutte le età e con varie caratteristiche: famiglie con bambini, anziani, ma anche coppie, single e gruppi di amici. Per ogni categoria ci sono trattamenti su misura, in modo da andare incontro alle necessità più disparate, toccando punte di originalità (tra le saune, ad esempio, ci sono, oltre alle tradizionali, quelle al miele, al ghiaccio e persino al vino).

Salute, divertimento, coccole: un centro termale per ogni necessità

E se da una parte non mancano, in Slovenia, i centri termali con programmi medici per alleviare le diverse patologie – fondamentali, in questo caso, le proprietà curative delle acque, dei fanghi salini e dell’aerosol -, dall’altra sono tanti i parchi acquatici in grado di far divertire grandi e piccini grazie a scivoli, rapide e cascate. Anche chi ha come obiettivo semplicemente quello di concedersi del tempo per sé, non resterà deluso: abbondano i programmi cosmetici, di rilassamento e benessere, integrati spesso con quelli di selfness, in cui viene messa al centro la ricerca del proprio equilibrio. Il tutto, nel rispetto assoluto degli standard europei in materia di igiene, salute e sicurezza.

E se le terme non dovessero bastare, non mancano le opzioni per rendere ancor più ricca e stimolante la vacanza. Solleticando il palato, magari, nel ristorante di qualche chef stellato – in Slovenia ce ne sono sei – o privilegiando un’attività outdoor, dal rafting sul fiume alla passeggiata a cavallo. Un’occasione per mettere davvero al centro se stessi, in tutta la propria complessità.

Per info: slovenia.info

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Slovenia: una vacanza di gusto, tra sapori locali e piatti stellati

Al confine con l’Italia, c’è un Paese europeo che sembra fatto su misura per chi desidera una vacanza alla scoperta del buon cibo e dei nuovi sapori: è la Slovenia.

Prova ne è che persino gli ispettori Michelin hanno deciso di includere la Slovenia nella celebre guida francese, da un anno a questa parte. Dal 2020, infatti, sono ben sei i ristoranti stellati del Paese: uno con due stelle e cinque con una.

In Slovenia, tra buon cibo e sostenibilità

Tra i territori più all’avanguardia dal punto di vista culinario, la Slovenia sorprende non solo per la qualità dei piatti della sua cucina ma, soprattutto, per il profondo rispetto, anche in ambito gastronomico, del suo territorio. Una vera e propria filosofia nazionale, applicata a ogni settore.

In Slovenia raccogliere e utilizzare ingredienti freschi dai campi e dagli orti vicini non è semplicemente una tendenza, è uno stile di vita da sempre orientato alla sostenibilità che è ormai diventato parte integrante della cultura. È prassi, per esempio, che spezie ed erbe aromatiche utilizzate nei ristoranti provengano dal prato più vicino; che funghi e altri frutti di bosco vengano raccolti nelle foreste locali; che latte e latticini arrivino dalle montagne slovene e il miele dagli alveari degli apicoltori locali… In altre parole: ristoratori e produttori collaborano a stretto contatto a tutela del gusto e del patrimonio agroalimentare della Slovenia.

Non è un caso che questa terra, a nord est dell’Italia, sia stata eletta Regione Europea della Gastronomia 2021. Un riconoscimento che celebra il legame tra le colture sostenibili e coltivate a km zero e la creatività degli chef locali. Ana Roš, Miglior Chef Donna al mondo nel 2017 e ambasciatrice del premio, ha commentato: “Il nostro cibo è come la Slovenia: diverso e interessante”. Una varietà preziosa, valore in più per chi è alla ricerca di una vacanza all’insegna del gusto.

Slovenia: regione che vai, prelibatezze che trovi

Sono più di 400 i prodotti alimentari tipici sloveni e ogni regione – se ne contano 24, in aggiunta a 3 regioni vinicole – ha le sue peculiarità. Quattro le macroaree: nella Slovenia Alpina, per esempio, si trovano tanti tipi di carne – la salsiccia della Carniola una delle più famose –  e formaggi come il mohant, il Bovec e il Tolmint. In quella Mediterranea, vicina al mare, prevalgono il pesce, in primis il branzino, e i salumi del Carso, stagionati grazie ai forti venti della Bora. La Slovenia Pannonica, terra di acque termali, è il regno dei vini e di diverse varietà di pane e olio di semi di zucca. Nella Slovenia Centrale, invece, la cucina è più cosmopolita, merito della capitale Lubjiana, crocevia di culture e melting pot di tendenze.

La Slovenia e il riconoscimento delle stelle Michelin

Se nel 2020 la Slovenia è entrata per la prima volta nella Guida Michelin, il merito è sicuramente del ristorante Hisa Franko di Kobarid, meraviglioso tempio della cucina della chef Ana Roš, premiato con due stelle. Nella stessa casa in cui, si dice, Ernest Hemingway abbia scritto Addio alle armi, sfilano sulla tavola piatti che racchiudono l’identità e i sapori di un territorio, valorizzando in modo contemporaneo la filiera produttiva locale.

In Slovenia c’è una molta attenzione e rispetto verso i prodotti del territorio (foto: Ciril Jazbec)

A seguire, sempre nel 2020, hanno ottenuto una stella Michelin ben cinque locali grazie ai loro chef creativi e innovativi: Hiša Denk (Gregor Vračko), Pri Lojzetu (Tomaž Kavčič), Vila Podvin (Uroš Štefelin), Dam (Uroš Fakuč) e Atelje (Jorg Zupan). Non solo. A questi si aggiungono i sei ristoranti premiati con lo speciale Michelin Sustainability Award Gostišče Grič (Luka Košir), Monstera bistro (Bine Volčič), il già citato Hiša Franko (Ana Roš), Gostilna Krištof (Uroš Gorjanc), Gostilna za Gradom (Davide Crisci) e Gostilna Mahorčič (Ksenija Krajšek Mahorčič) – e con il premio onorario Michelin Bib Gourmand, ricevuto da ben nove ristoranti (Etna, Ruj, Jožef, Na Gradu, Rajh, Gostilna Mahorčič, Gostilna Repovž, Gostišče Grič ed Evergreen).

Esperienze food a 5 stelle

E per chi è in cerca di esperienze davvero uniche, basta cercare Slovenia Unique Experience, il marchio assegnato dall’Organizzazione turistica slovena alle esperienze a 5 stelle più esclusive da vivere sul territorio. Naturalmente, non mancano quelle a tema food. Si può andare, per esempio, nel giardino del convento nella Valle della Savinja, insieme a esperte erboriste, alla scoperta di erbe aromatiche, oppure con il Vintage Gourmet Tour si può partecipare a un tour gastronomico di degustazione degli olii d’oliva migliori e delle tradizionali specialità culinarie istriane spostandosi a bordi di auto e pulmini d’epoca. Chi sceglie Velenje Underground, infine, potrà vivere un’incredibile esperienza gastronomica nella sala da pranzo più profonda della Slovenia, nell’omonima miniera, a 160 metri di profondità.

Per info: Slovenia.info

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Vacanze in camper: il lusso di un viaggio all’insegna di libertà e sicurezza

Le vacanze in camper non conoscono crisi. Nel 2020, durante l’estate, oltre un milione di camperisti ha gremito le aree di sosta e le piazzole italiane. Un trend che non ha mostrato cedimenti. Dati alla mano, infatti, le immatricolazioni di nuovi camper tra il 1° gennaio e il 31 dicembre dell’anno scorso hanno visto un incremento del 7,44% rispetto allo stesso periodo del 2019. Non solo. Giugno, addirittura, ha segnato un +50% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e un +114% se confrontato con luglio 2019.

Vacanze in camper, tra relax e libertà

Viaggiare in camper, insomma, piace. Sempre di più. E la cosa non sorprende. Agli italiani è tornata la voglia di viaggiare in libertà. Una libertà di spostarsi con calma senza troppa pianificazione, cambiando panorama ogni giorno e restando il più possibile a contatto con la natura. Il tutto, senza cambiamenti di programma o rischio di annullamento all’ultimo minuto. Scegliendo il camper, infatti, non si deve prenotare alcuna struttura per dormire. E si ha tutto a disposizione – dal letto alla cucina fino al bagno – in modo sicuro ed esclusivo.

È così che, le vacanze in camper, si sono sempre più trasformate, negli ultimi mesi, in uno dei motori trainanti del turismo del Bel Paese. Un concetto di viaggio destinato a diventare, da settore di nicchia, a vero e proprio stile di vita. C’è chi parla, addirittura, di “campertherapy” per indicare quel potere terapeutico del camper nel far ritrovare l’equilibrio interiore, potendo dedicare il tempo libero alle proprie passioni e al contatto con la natura.

Salone del Camper 2021: tutte le novità a Fiere di Parma

Per gli appassionati del genere – ma anche per chi sta iniziando ora ad avvicinarsi a questo mondo – l’appuntamento da non perdere è il Salone del Camper, in programma a Parma dall’11 al 19 settembre prossimi. Organizzata con APC-Associazione Produttori Caravan e Camper a Fiere di Parma, la manifestazione presenta, in uno spazio di 150mila metri quadrati, tutte le novità in tema di camper, caravan, componentistica e accessori. L’occasione giusta, insomma, per orientarsi tra mansardati per famiglie e van compatti per coppie che cercano una fuga d’amore. Roulotte per chi preferisce poter sganciare l’auto e visitare il territorio o motorhome per non rinunciare alle comodità.

Ma non solo. La fiera, la più importante in Italia e la seconda a livello europeo tra quelle di settore, è anche l’occasione per andare alla scoperta, nell’area “Percorsi e Mete”, degli itinerari più interessanti per i camperisti. Idee per un weekend insolito, ad esempio. O per un viaggio più avventuroso. O, addirittura, per una vacanza all’insegna dello sport, in cui dedicarsi al trekking o alla bicicletta. A ciò si aggiunge uno spazio dedicato alla stampa di settore, alle guide e ai prodotti editoriali, utile sia per gli addetti ai lavori che per gli appassionati del genere.

Il Salone del Camper 2021 si svolge nel quartiere fieristico Fiere di Parma

È dedicata ai neofiti e a chi ha sempre desiderato una vacanza in camper la nuova sezione Camper Facile: A scuola di camper, un palinsesto di proiezioni che si terrà tutti i giorni in Sala Agorà. Nove tutorial emozionali e didattici per illustrare la semplicità di utilizzo di camper e caravan. Ognuno di essi dimostrerà i vantaggi di una vacanza di questo tipo e svelerà tanti accorgimenti utili (a breve le anticipazioni sul canale youtube del Salone del Camper).

Non manca un’attenzione particolare ai camperisti gourmand. Nella nove giorni di manifestazione, infatti, è previsto Cucinare in Camper, una serie di show cooking, in collaborazione con l’Unione Ristoranti del Buon Ricordo, per dimostrare che anche in camper si può cucinare e mangiare bene, nonché una finestra su tour e itinerari enogastronomici – la Strada dei vini e dei Sapori in Friuli Venezia Giulia o le escursioni nei caseifici aperti del Consorzio del Parmigiano Reggiano per citarne un paio – dedicata ai viaggiatori che, anche in vacanza, non vogliono rinunciare a un’esperienza di gusto.

Per info: salonedelcamper.it

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Estate 2021: in treno verso sud con i nuovi collegamenti ferroviari

Le vacanze 2021 degli italiani saranno made in Italy. Lo dicono diverse ricerche come Demoskopika che, in collaborazione con l’Università del Sannio, rivela che l’86,8 per cento degli intervistati trascorrerà vacanze nel Bel Paese. O ancora AstraRicerche, che ha sottolineato come più del 70 per cento degli italiani ha scelto destinazioni nostrane per la propria partenza. I motivi sono da ricercare nella situazione incerta causata dalla pandemia, ma anche nell’eccesso di regole, non sempre chiarissime, sulla circolazione al di fuori dei confini nazionali. Per questo, lo Stivale sarà protagonista dell’estate 2021, a cominciare dalle località di mare.

Costretti dal Covid a un turismo di prossimità, ci siamo ricordati di vivere nel paese più bello e vario del mondo: dalla Puglia alla Sicilia, passando per la Calabria, ci si tuffa nel mito e nella storia. Così come, spostandosi più a nord, le ampie spiagge adriatiche di Marche ed Emilia Romagna invitano, oggi come ieri, a vivere il mare non stop. Senza dimenticare borghi e città d’arte, pronti ad accogliere i turisti in cerca di bellezza.

Si assiste, in altre parole, a una rinnovata passione per il nostro Bel Paese, da vivere in libertà e senza pensieri. Nemmeno quello che genera più stress alla partenza: la coda di auto sulle strade roventi. Ormai è, infatti, chiaro ai più che la vera partenza intelligente è quella alternativa alle quattro ruote.

Il mezzo privilegiato resta il treno, per viaggiare in modo più ecologico rispetto ad auto e aereo, ma anche per avere tragitti sempre più comodi e capillari verso le destinazioni vacanziere del sud. Le novità dell’estate 2021, infatti, sono tante: Trenitalia (Gruppo Fs Italiane) ha moltiplicato i collegamenti con le Frecce tra le principali città del nord e del centro e le località di mare del sud e della costa adriatica. Come? Con 150 fermate in più e oltre 220 collegamenti al giorno per mare, montagna e città d’arte. Un massiccio piano d’azione studiato per facilitare le vacanze degli italiani, con tanti nuovi servizi.

Destinazione Calabria, la Magna Grecia è più vicina

Tra le novità più interessanti dal fronte ferroviario ci sono i nuovi collegamenti Frecciarossa verso la Calabria, sempre più accessibile per percorrere il ‘chilometro più bello d’Italia’ tra piante secolari, vestigia della Magna Grecia e un’impareggiabile vista sulla Sicilia con l’Etna fumante. O ancora, perdersi tra le venature e i riccioli dei superbi Bronzi di Riace, al Museo archeologico nazionale reggino. Fino ai ‘Caraibi di Calabria’ che incantano con i fondali trasparenti di Capo Vaticano e le spiagge all’ombra del Santuario di santa Maria dell’Isola a Tropea.

La punta dello Stivale, con le sue acque splendide e i suoi siti archeologici, infatti, da quest’estate si raggiunge più facilmente anche in treno da Milano grazie ai due nuovi collegamenti notturni da e per Reggio Calabria (partenza da Milano alle 21.20 e arrivo alle 8.03 a Reggio Calabria, e partenza da Reggio Calabria alle 21.37  e arrivo alle 8.22 a Milano) con fermate a Reggio Emilia, Bologna, Firenze, Paola, Lamezia, Rosarno e Villa San Giovanni. Qui, chi desidera andare in Sicilia, trova la connessione con le navi veloci Blu jet che attraversano lo Stretto.

In aggiunta, si possono scegliere anche i nuovi Frecciarossa FAST, che collegano Milano e Reggio Calabria in meno di nove ore, e Milano e Lamezia Terme in 7 ore circa. Ma anche chi vuole raggiungere la Calabria da altre città trova diverse ulteriori Frecce quotidiane, per esempio da Roma, Firenze, Bologna, Padova, Venezia, Verona e Bolzano.

Lungo la costa adriatica tra Riviera romagnola e Conero

Altro snodo cruciale delle vacanze italiane è la costa adriatica, un mix di spiagge dorate, colline verdissime e città d’arte. Ravenna e i suoi mosaici Patrimonio Unesco, la leggendaria Riviera romagnola con le sue spiagge sconfinate e ricchissime di attività, Rimini e le architetture malatestiane. La costa marchigiana con i promontori del Conero e le scogliere più alte della costa adriatica o le spiagge ampie e geometriche di Numana.

Un grande classico dell’estate italiana che da oggi ha a disposizione quotidianamente, e per la prima volta, il Frecciarossa da Brescia, con fermate a Milano, Bologna, Rimini, Riccione e Pesaro. Inoltre, per coloro che dal Nord-Est sono diretti sulle coste romagnole e marchigiane c’è anche il Frecciarossa Bolzano-Ancona, che ferma a Trento, Rovereto, Verona, Bologna, Rimini, Riccione, Cattolica, Pesaro e Senigallia. Senza contare che le località di mare adriatiche sono ancora di più a portata di treno con le nuove fermate estive nelle mete cult di Riccione, Cattolica, Senigallia, Giulianova e Vasto San Salvo.

In viaggio verso la Puglia

Nuovi orizzonti anche per chi viaggia in Puglia, sempre ai vertici delle classifiche delle vacanze italiane. Dai finestrini del treno si può ammirare il paesaggio che cambia tra distese di ulivi, masserie isolate e il mare dalle sfumature celesti. Una sfilata di meraviglie che si srotola lungo tutto il tacco d’Italia: dalle spiagge del Gargano alla bellezza del centro storico di Bari, passando per le chiese di Barletta e il barocco di Lecce, con le famose spiagge e i borghi gioiello del Salento.

Un piccolo mondo delle meraviglie sempre più vicino grazie ai nuovi Frecciarossa diretti tra Firenze e Foggia, Barletta, Bari, Brindisi e Lecce. Qui, l’estate 2021 vede fino a 12 Frecce quotidiane tra Roma e la Puglia e ben 18 tra Milano e la Puglia. A cui si aggiungono gli Intercity da Bologna per Bari e Lecce, con soste da cartolina come Polignano a Mare, Fasano e Ostuni (nelle ultime due fermano anche le Frecce).

Senza contare che, tra i servizi ad hoc studiati per i viaggiatori diretti verso la costa del Salento e non solo (per Sorrento dalla stazione di Napoli Afragola, per l’Argentario dalla stazione di Orbetello, per Piombino Marittima e Cecina da Firenze Santa Maria Novella) ci sono i FRECCIALink di Trenitalia: i comodi biglietti integrati Freccia più autobus. Per un’estate tutta italiana, verso i nostri mari del sud e le spiagge adriatiche, sempre più comoda e sostenibile.

Info: trenitalia.com

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Vacanze attive e outdoor: 6 motivi per scegliere la Slovenia

Le vacanze outdoor sono una necessità del nostro tempo. Complice un anno e mezzo di chiusure e limitazioni imposte dalla pandemia, le persone preferiscono trascorrere le vacanze all’aria aperta, per favorire il distanziamento sociale ma anche per godere della natura, del cibo a km zero, dell’aria buona. La Slovenia, da questo punto di vista, è una destinazione ottimale. Tra clima, varietà di sport praticabili, gastronomia e paesaggi da ammirare non mancano le ragioni per partire. Ecco le principali:

Natura incontaminata

La Slovenia è uno dei paesi più verdi al mondo. Collega le Alpi e il Mediterraneo, la Pianura Pannonica e il Carso e, grazie al suo paesaggio variegato, ben si presta come terreno di prova per chi cerca una vacanza attiva e outdoor. Tra fiumi, laghi, mari, colline, montagne, boschi, prati e cascate non manca nulla: la varietà del territorio permette di essere sempre immersi in una natura incontaminata, requisito fondamentale per il benessere psicofisico e la salute del sistema immunitario.

Una vacanza a tutto sport

Amanti del trekking? Con oltre 10.000 chilometri di sentieri segnalati e ben curati, la Slovenia è il paradiso per gli escursionisti. Non serve essere esperti: esistono percorsi di varie difficoltà per consentire a chiunque di assaporare il piacere di una passeggiata rigenerante, arrivando, ad esempio, fino alla cima del monte Triglav a 2.864 metri di quota o esplorando la media montagna insieme a tutta la famiglia. Ci sono percorsi come il Juliana Trail, tra boschi, prati fioriti e villaggi alpini. O l’Alpe Adria Trail, soprannominato “il giardino dell’Eden”. Da non perdere anche la Via Alpina, un itinerario di 14 tappe percorribile in una settimana.

Tante le opportunità anche per chi sceglie la bicicletta. Non si contano le piste ciclabili di particolare fascino – questa, d’altronde, è la terra del noto ciclista sloveno Tadej Pogačar, vincitore dell’ultimo Tour de France –  così come i bike park, vale a dire aree con sentieri percorribili esclusivamente in discesa e con apposite biciclette da downhill, e i sentieri per la mountain bike. Appassionati di pesca? C’è quella della trota marmorata nel fiume Isonzo, del luccio e della tinca nel lago di Circonio e quella delle carpe nel lago Šmartinsko.

Esperienze adrenaliniche

Essendo ricca di risorse idriche naturali, la Slovenia è l’ideale per chi cerca esperienze adrenaliniche da praticare sull’acqua. Dalla nuotata in mare, nei laghi o nei fiumi o nelle piscine alla vela fino windsurf o al SUP sono moltissime le attività tra cui scegliere. I più coraggiosi possono scendere lungo le rapide dei fiumi in gommone, kayak o canoa facendo rafting sui fiumi Sava, Savinja, Kolpa e Krka. In alternativa, si  può fare canyoning tra le  strette gole. E per chi ama volare, ci sono diverse scuole di parapendio, strumento perfetto per ammirare il paesaggio sloveno dall’alto.

Una notte nella natura

L’esperienza green, però, non si conclude con la passeggiata o la biciclettata. Prosegue la sera e la notte, in strutture ricettive pensate apposta per gli escursionisti, i ciclisti e gli alpinisti. Rifugi, pensioni, hotel e alloggi vari contrassegnati con un apposito simbolo che garantisce uno standard personalizzato per gli sportivi. Dove, in tutta tranquillità, è possibile rigenerarsi dopo lo sforzo fisico della giornata gustando i piatti prelibati della cucina locale. Per chi lo desidera, c’è anche l’opportunità di trascorrere una notte in una location davvero particolare, facendo glamping sotto le stelle o camping circondati da panorami mozzafiato.

Tanti i percorsi, in Slovenia, per gli amanti del trekking (foto: Jošt Gantar)

Esperienze a cinque stelle

A rendere unico il soggiorno in Slovenia c’è poi Slovenia Unique Experience, il marchio assegnato alle più esclusive esperienze a 5 stelle che si possono vivere all’interno del Paese. In un’ottica di valorizzazione del territorio e delle sue specificità, per ottenere il riconoscimento l’offerta deve essere locale, autentica, sperimentale, ecosostenibile e della massima qualità. Qui si può andare sulle tracce dell’orso bruno nelle selvagge foreste del Kočevsko accompagnati da una guida locale esperta. E ancora: percorrere i sentieri dei primi esploratori delle grotte di Postumia o pernottare tra le chiome degli alberi nel villaggio ecologico e di autoapprovvigionamento Garden Village Bled, vicino all’omonimo lago, per una vacanza unica, esclusiva e più che mai autentica.

Natura, sicurezza e sostenibilità in Slovenia

La pandemia ha cambiato, da un anno e mezzo a questa parte, le regole e le abitudini dei viaggiatori di tutto il mondo. L’attenzione all’igiene e alla salute è diventata fondamentale, così come il distanziamento sociale. Gli standard sloveni in materia di igiene e salute sono conformi con i protocolli globali del World Travel & Tourism Council (WTTC). Chi sta pianificando una vacanza in Slovenia, presti attenzione anche al marchio Green&Safe, strumento in più, assegnato alle strutture, per avere la certezza che la sicurezza degli ospiti sia la priorità.

Il Garden Village di Bled (foto: Ciril Jazbec)

Non solo. A tutto ciò si aggiunge il fatto di essere, la Slovenia, una destinazione non prediletta dal turismo di massa e quindi di non essere troppo affollata. È, inoltre, facile da raggiungere dall’Italia, trovandosi al confine, sia in auto che in treno, bus e aereo.

Ma la Slovenia è anche  il primo Paese ad aver ricevuto il prestigioso titolo di “Global Green Destination” per la sua attenzione alla sostenibilità. Una sostenibilità tangibile: sono oltre 120 le destinazioni che mettono al primo posto una mentalità verde e responsabile. Luoghi riuniti sotto il marchio Slovenia Green perché in grado di soddisfare i criteri di “Green Destinations Standard” come prescritti dal GSTC (Global Sustainable Tourism Council). E non solo per il grande spazio dato alla natura (il 13 per cento del territorio è costituito da aree protette) ma anche per le scelte – dal food ai fornitori – fatte in un’ottica green. Una certificazione importante per chi, anche in vacanza, ha a cuore il benessere del mondo in cui vive.

Per info: slovenia.info

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Carinzia: dagli Slow Trails al Grand Tour dei Laghi, una vacanza immersi nella natura

Camminare per gli alpeggi fino alla vetta per poi fermarsi, sulla via del ritorno, a fare uno spuntino in un accogliente rifugio. Pedalare fino al tramonto in mezzo al verde per poi rilassarsi, alla sera, in un centro termale. Godere del clima mite dei laghi balneabili e gustare i piatti tipici della cucina del sud dell’Austria… Se c’è una cosa che non manca, in Carinzia, è la varietà. Di paesaggi, di esperienze, di atmosfere. Il mix ideale per chi cerca una vacanza rigenerante nella natura a una manciata di chilometri dal confine con l’Italia.

In coppia, in famiglia o da soli, in Carinzia l’offerta di attività risponde perfettamente a ogni esigenza e passione, soprattutto per chi ama stare immerso nella natura: si può, infatti, scegliere di muoversi a piedi, in bici o sull’acqua, scoprendo un territorio ricco e variegato in modo totalmente inedito e originale.

Gran tour dei laghi di Carinzia: dieci laghi in una volta

Perfetto per chi ama pedalare è il Grand Tour dei Laghi della Carinzia, un itinerario cicloturistico di 340 chilometri da percorrere sulle due ruote, tra sole e clima mite, laghi balneabili e fiumi dallo scorrere lento, circondati da incantevoli montagne.

Uno scorcio del lago Millstaetter See (foto: Franz Gerdl)

Il percorso, nato dalla cooperazione di cinque destinazioni turistiche lacustri della regione, ha una forma “a otto”. In questo modo, è possibile programmare e calibrare le tappe giornaliere a proprio piacimento, e scegliere quali laghi, quali paesi e quali mete turistiche raggiungere in base al proprio gusto e al personale allenamento. Meraviglie come Villach e Klagenfurt, il lago Faaker See con le sue acque caraibiche o il pittoresco lago Weissensee, simile a un fiordo. E ancora: le eleganti rive del lago Wörthersee, i rinfrescanti laghi Afritzer See e Feldsee e il Klopeinersee, il più caldo fra i laghi balneari d’Europa.

Chi lo desidera, può affrontare sulle due ruote l’itinerario completo. Offerte per cicloturisti (inclusi pernottamento, trasporto bagagli, materiale informativo e servizio assistenza) sono disponibili presso Alps2Adria e Kärnten Radreisen. Per informazioni sul servizio noleggio biciclette lungo l’intero territorio regionale consultare, invece, il sito Kärnten rent e-bike.

A piedi lungo la Via del Paradiso

Camminare lungo la nuova Via del Paradiso, sulle sponde del lago Millstätter See, significa immergersi in un pittoresco paesaggio alpino. L’ideale per godere appieno dei paesaggi è partire all’alba, con i primi raggi del sole, per poi muoversi a ritmo slow in armonia con la natura, nei boschi, lungo facili sentieri. A ogni passo, si aprono incantevoli scorci da prospettive sempre nuove, un’esperienza ideale da concludere con un tuffo nelle acque del lago che, durante l’estate, raggiungono i 27 gradi di temperatura. Le tante terrazze naturali sul Millstätter See, poi, invitano a concludere in bellezza la giornata godendosi il tramonto.

In Carinzia sono tante le esperienze originali che si possono vivere sull’acqua (foto: Franz Gerdl)

Slow Trails in Carinzia

Per chi cerca un’esperienza davvero originale ci sono, invece,  gli Slow Trails, quattordici sentieri da percorrere utilizzando tutti i sensi. Si tratta di una serie di itinerari, circondati da sei tra i laghi più belli della Carinzia, ideali per distendere la mente e stimolare una condizione di calma e relax a lungo termine. Lunghi fino a 10 chilometri e con un dislivello che non supera i 300 metri, richiedono al massimo tre ore di tempo e offrono, tra un passo e l’altro, la possibilità di vivere esperienze particolari come passeggiare a piedi nudi su morbidi cuscini di muschio o tuffarsi nelle acque frizzanti del lago.

Dalla zattera alla canoa, esperienze speciali sull’acqua

Per visitare la Carinzia con occhi diversi, poi, si può esplorare il lago Wörthersee con la tavola da stand-up-paddle. Chi preferisce ritmi più lenti, apprezzerà il medesimo specchio d’acqua come ritrovo internazionale della community dello yoga. E se siete anche amanti del buon cibo, la “zattera del gusto” sul lago Weissensee è una vera e propria piattaforma galleggiante su cui gustare le prelibatezze della gastronomia locale, totalmente immersi nella natura. Gli spiriti più avventurosi e romantici, infine, apprezzeranno le gite in canoa nelle Everglades del lago Faaker See o quelle in barca a remi nelle baie del lago Millstätter See.

La strada panoramica alpina del Grossglockner

Con 48 chilometri e 36 tornanti, la strada panoramica alpina del Grossglockner è una delle più apprezzate attrazioni turistiche in Austria. Si tratta di una via spettacolare che collega la Carinzia e il Salisburghese. Ma non è l’unica fra le entusiasmanti strade panoramiche della Carinzia. Anche la Nockalmstrasse, la Villacher Alpenstrasse e la Goldeck Panoramastrasse sono le mete ideali per gli escursionisti in cerca di luoghi spettacolari e incontaminati, da scoprire anche in sella a una moto.

La Nockalmstraße è una delle strade più panoramiche della Carinzia

La valle Lavanttal e lo Slow Food Travel

Una zona, in particolare,  sta emergendo come nuova meta Slow Food Travel della regione austriaca (l’altra  si estende dalle valli Gailtal e Lesachtal fino al lago Weissensee). Si tratta della valle Lavanttal, nella Carinzia orientale. Raggiungibile in auto, in bicicletta o in autobus, offre un’esperienza del gusto unica con i prodotti tipici da assaporare in mezzo a vigneti e frutteti, alla scoperta dei produttori locali. Dall’allevamento bovino Dexter-Rinderbauer alla Fattoria del Gusto GeNUSShof della famiglia Kienzel, dal coltivatore di funghi Austernpilzhof Deinsberger all’azienda vinicola Weinhof Ritter l’offerta non manca. E non mancano neppure le mete culturali e naturalistiche, come la famosa Abbazia di St. Paul im Lavanttal e il monte Saualpe, perfetto per un’escursione nella natura.

La Kärnten Card e le 100 attrazioni gratuite

Per chi sceglie di trascorrere qualche giorno in Carinzia, c’è anche la possibilità di risparmiare acquistando la Kärnten Card. Valida da aprile a ottobre, apre le porte ad oltre 100 attrazioni turistiche tra cui musei, funivie, parchi acquatici, battelli turistici, strade panoramiche e strutture per il tempo libero. Costa 45 euro per gli adulti e 23 euro per i bambini, a settimana. Info su: kaerntencard.at

Per ulteriori info: Carinzia.at

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