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Ciclovia Alpe Adria: da Udine a Grado, alla scoperta di un Friuli Venezia Giulia pieno di sorprese

Parte da Udine e termina a San Daniele, il 20 ottobre, la tappa friulana del Giro d’Italia, la sedicesima dall’inizio della competizione ciclistica che si concluderà a Milano domenica 25. Una tratta impegnativa, 229 km di varianti che decuplicano e complicano un percorso disegnato in gran parte sul profilo delle Prealpi Giulie, che coglie il suo traguardo nel bel mezzo del Friuli Venezia Giulia più collinare.

Tutti in sella sull’Alpe Adria

Muovendo in direzione opposta dalla città capoluogo, ai cicloturisti che transitano in questa stagione nelle province del Nord Est si addice di più l’ultimo tratto dell’itinerario servito dalla ciclovia Alpe Adria, felice esempio di cooperazione transfrontaliera per lo sviluppo della mobilità sostenibile, che corre da Salisburgo, in Austria, a Grado, sull’Adriatico, passando appunto per Udine, la città con le piazze dal fascino veneziano. I 59 km che separano la città affrescata da Giambattista Tiepolo negli anni della maturità dalla rinomata località balneare vicina alla foce dell’Isonzo si coprono comodamente in quattro ore, ma le numerose occasioni di sosta rendono la trasferta molto interessante e potenzialmente molto lunga.

Negli occhi ancora il fascino tutto veneziano dell’udinese Piazza della Libertà, gli amanti dell’architettura e dell’arte provano una forte emozione varcando in sella alla propria bici la prima delle tre porte monumentali di Palmanova, la città-fortezza a pianta stellata fatta costruire dai veneziani alla fine del XVI secolo per proteggere la Serenissima sul confine orientale. Dal 2017 fa parte di un elenco ad hoc del patrimonio Unesco, dedicato alle opere difensive della repubblica marinara.

Palmanova, Piazza Grande. Foto di Massimo Crivellari

Da Palmanova a Grado, una sorpresa continua

Dichiarata “miglior pista ciclabile europea” alla Fiets en Wandelbeur, la fiera delle vacanze active di Amsterdam, nel 2015 e vincitrice dell’Italia Green Road Award 2016, la Ciclovia Alpe Adria Radweg non è seconda a nessuna per funzionalità e panorami. Dopo aver attraversato il centro storico di Palmanova circondando l’esagono perfetto di Piazza Grande, l’itinerario prosegue alla volta del borgo privato (con annesso castello) di Strassoldo di Sopra con sosta a Cervignano del Friuli, prima di fare rotta verso Aquileia, una delle città più grandi e ricche dell’Impero Romano nel Mediterraneo e centro propulsore del Cristianesimo in tutta l’Europa centrale durante il Medioevo, che è stata dichiarata patrimonio mondiale UNESCO fin dal 1998 per la sua vasta area archeologica con i resti del foro romano e la Basilica lastricata di mosaici.

Da qui, sono pochi i chilometri che separano dall’Adriatico, di cui si avverte già il profumo, e dall’isola di Grado, la “prima Venezia” collegata alla terraferma dalla strada Mosconi (SR 352) che attraversa la laguna e termina con un ponte girevole intitolato a Matteotti. Un bell’approdo, molto spesso soleggiato, per i tanti turisti che scelgono sempre più frequentemente le due ruote come mezzo di trasporto sostenibile e trovano in spiaggia (tre chilometri di sabbia finissima, esposti completamente a Sud) un po’ di meritato riposo con vista su Trieste, le città slovene e l’Istria. Nel palmares di Grado, anche il riconoscimento della FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta di Comune ciclabile a 5 stelle (bike smile).

La laguna di Grado

Adria Bike e Pedemontana: paradisi dei ciclisti

Una volta raggiunto il mare, molti cicloturisti se ne innamorano e prediligono gli itinerari costieri. A questo desiderio risponde perfettamente Adria Bike, la ciclovia dell’Alto Adriatico (parte del network europeo Eurovelo 8) che segue la costa del Friuli Venezia Giulia da Lignano fino a Muggia, proseguendo poi, a scelta, verso Venezia-Ravenna o Slovenia-Portorose, per un totale di circa 1000 chilometri. La vicinanza della rete ferroviaria consente di abbinare in diversi tratti il servizio bici+treno o anche, nei pressi delle zone lagunari, di servirsi di comodi e panoramici passaggi bici + barca.

Di grande interesse è anche la ciclovia Pedemontana e del Collio, segnalata sulla carta come n. 10 e sulla strada come FVG 3: attraversa orizzontalmente il Friuli Venezia Giulia, sfiorando alcuni dei punti più  suggestivi della regione, come il greto del Tagliamento, centri di grande richiamo storico-culturale come Cividale del Friuli, borgo Bandiera Arancione-TCI bagnato dal fiume Natisone che racchiude tesori riconosciuti dall’UNESCO come il Monastero di Santa Maria in Valle e il Tempietto Longobardo, fino a raggiungere la zona del Collio Goriziano, un paesaggio collinare ricco di vigneti. Da non perdere, a soli 9 km da Cividale, la visita al santuario mariano di Castelmonte, sulle Prealpi Giulie.

Sulle tracce del Giro d’Italia

Prendendo come punto di riferimento la partenza e l’arrivo della tappa friulana del Giro d’Italia 2020, ci sono poi da segnalare l’anello conosciuto come Medio Friuli, una pedalata che parte dalla stazione ferroviaria di Udine e vi fa ritorno dopo un percorso di ben 106 km, a bassa difficoltà, che si volge in parte su asfalto e in parte su sterrato (intercettando tra l’altro il torrente Cormor, i Prati della Piana di Bertrando, le alture moreniche di Pozzuolo e gli altri itinerari della “Terra dei Patriarchi”) e i tour organizzati dal consorzio We Like Bike, un ricco programma di eventi cicloturistici in e-bike e mountain bike che prendono tutti il via dai dintorni di San Daniele del Friuli.

Senza dimenticare gli itinerari ciclabili studiati su misura per le famiglie con bambini, e comodamente mappati sul sito della Regione.

Da ricordare infine, per i fan del Giro d’Italia, i percorsi che seguono fedelmente i tracciati di alcune storiche tappe friulane, come Cordenons-Moltasio, Tarvisio-Vajont, Maniago-Zoncolan e Gemona del Friuli-Trieste.

 

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Da Vieste alla Foresta Umbra, alla scoperta del Gargano in bicicletta

A Vieste, il 10 ottobre fa tappa il Giro d’Italia al termine di un itinerario che parte da Giovinazzo (BA) e incontra, dopo Manfredonia, una tratta molto impegnativa. Giunta a Vieste, dopo una serie di saliscendi nella frastagliata costa sud del promontorio del Gargano, la corsa affronta un circuito sul posto di circa 13 km con un paio di brevi strappi prima dell’arrivo spettacolare.

Un’occasione, e una stagione, perfetta, non solo per applaudire e incoraggiare gli atleti in gara, ma anche per riscoprire la perla del Gargano, immersa nelle sue luci autunnali. Una meta che diventa ancora più bella se si organizza un weekend in bicicletta, in modalità slow e sostenibile, per meglio assaporare il silenzio e la magia di questi luoghi. Da qui, dove la vista sull’Adriatico regala scorci e colori inaspettati e si nascondono tesori come il recente Museo civico archeologico “Michele Petrone”, si può, infatti, partire per itinerari cicloturistici lungo la costa alla portata di tutti, come la strada litoranea a sud, fino a Pugnochiuso, o più avventurosi, alla scoperta di una natura incontaminata.

Foresta Umbra

Da Vieste alla Foresta Umbra, paradiso di biodiversità

Associata al mare e alle vacanze estive, Vieste è, in realtà, il punto di partenza privilegiato per raggiungere la Foresta Umbra, riserva naturale protetta nel cuore del Parco nazionale del Gargano, chiamata così per la fitta vegetazione di faggi, querce e lecci, che la rende a tratti molto ombrosa. Sito UNESCO dal 2017, questo grande polmone verde (10mila ettari) nell’entroterra è un paradiso della biodiversità, sia per la flora (2 mila specie documentate), sia per la fauna, ben rappresentata da tassi, daini, caprioli, cinghiali, tartarughe e un gran numero di uccelli migratori, che qui vengono da sempre a nidificare.

Tutta la zona è ricca di sentieri, tra cui i più facili e  meglio segnalati sono quelli forestali. Un bell’itinerario in mountain bike alla portata di molti è quello che parte da Sfinalicchio entrando nel bosco tramite il sentiero Caritate-Sfilzi-Baracconi. Raggiunta la quota più alta, intorno agli 800 metri, poi, si possono visitare molte delle attrazioni della Foresta Umbra: dal villaggio dei carbonari ricostruito presso il centro visite fino all’area di Falascione, caratterizzata dalle faggete della riserva MAB Unesco; ma anche dal lago di Otri a Caserma Murgia o a Torre Palermo.

Ma gli itinerari del Gargano sono innumerevoli, da esplorare sia in gruppi organizzati dalle associazioni locali sia in solitaria. Per scegliere l’itinerario su misura per i propri interessi e capacità, conviene consultare la Guida cicloturistica su due ruote alla scoperta della natura del foggiano che propone ben 16 diversi percorsi cicloturistici.

Valle d’Itria

Puglia in bicicletta, dalla Valle d’Itria al finis terrae salentino

Terra ospitale e ricchissima dal punto di vista storico, culturale, ambientale, archeologico e paesaggistico, la Puglia ha molto da offrire a tutti coloro che hanno voglia di conoscerla e assaporarla con calma scegliendo il cicloturismo e consultando il sito ufficiale Viaggiare in Puglia. In particolare, in provincia di Bari è possibile partecipare ai tour in bicicletta attraverso le bellezze della Murgia barese e della Valle d’Itria, sulle tracce preistoriche dell’Uomo di Altamura.

Mentre, nelle province di Brindisi e Lecce, costeggiare i Laghi Alimini lungo gli antichi tratturi, fino a raggiungere il mare dove le dune si mescolano alla macchia mediterranea è una rigenerante immersione nella natura.

Per programmare una vacanza o un’escursione in bici in Puglia, è importante conoscere le sei ciclovie, individuate da Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta), che attraversano l’intera regione, come i Monti Dauni, a breve distanza dal confine tra il Molise e la Puglia, dove la ciclovia Adriatica porta fino alla valle del Fortore per poi proseguire verso la ciclovia Francigena dove si incontra Accadia, piccolo borgo della provincia di Foggia, preziosa testimonianza storica e architettonica dell’antica civiltà contadina. Oppure si può preferire una pedalata in pianura, alla scoperta del Tavoliere delle Puglie e della Valle dell’Ofanto, o delle gravine dell’Arco Jonico Tarantino, ma anche optare per un itinerario in collina, sulle Serre Salentine, dove il suggestivo santuario di Santa Maria de finibus terrae, segnala l’estrema punta sud orientale della nostra meravigliosa penisola.

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Sicilia in bicicletta: dall’Etna ad Agrigento, sulle tracce del Giro d’Italia

Dalla Sicilia, il 3 ottobre parte il Giro d’Italia con la tappa Monreale-Palermo e, per la prima volta dopo la pandemia, il ciclismo torna protagonista. Almeno fino al 25 ottobre, data in cui si concluderà a Milano la 103esima edizione del giro, dopo 3.497,9 km attraverso l’Italia.

Ma scoprire il belpaese in bicicletta non è una missione per soli atleti: sono, infatti, oltre due milioni gli italiani che scelgono le due ruote come mezzo di trasporto quotidiano. E, sempre di più, anche per le proprie vacanze.

Il turismo sostenibile e responsabile va in bicicletta

Viaggiare in bicicletta è una scelta di turismo sostenibile che ha molteplici vantaggi: dare valore alla miriade di piccoli centri e borghi storici disseminati su tutto il territorio nazionale, muoversi nel rispetto dell’ambiente, senza inquinare, ma anche fare attività all’aria aperta, nel rispetto di quel distanziamento sociale che ci accompagnerà ancora per molti mesi, nell’ottica di un turismo responsabile, verso se stessi e gli altri.

In particolare, nell’estate post lock-down appena terminata, il turismo sportivo ha contato ben 3,2 milioni di soggiorni degli italiani, 1 su 6 motivato dalla vacanza in bicicletta (fonte: Ufficio Studi ENIT su rilevazione diretta e dati Banca d’Italia, ISTAT).

Così, mentre i ciclisti del Giro d’Italia si sfidano tra loro a tutta velocità, noi possiamo sfidare la pigrizia e andare, anche a pedalata lenta, alla scoperta delle innumerevoli meraviglie artistiche, naturalistiche e geologiche del nostro territorio.

Etna
Uno degli itinerari cicloturistici sull’Etna

In bici sull’Etna, tra campi di lava e boschi

Prima tappa: alle pendici dell’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, uno dei 55 siti UNESCO d’Italia. Qui, si possono trovare percorsi alla portata di tutti: itinerari tranquilli, perfetti per famiglie con bambini, o salite ardite, anche per i più esperti.

Il Parco Ciclistico Etna propone ben cinque itinerari che permettono di arrivare ai rifugi in quota partendo da altrettanti comuni (tra cui il più caratteristico è Zafferana) e scalando diversi versanti, gambe e fiato permettendo.

Il segreto per godere appieno dell’ambiente naturale senza sottoporsi a fatiche eccessive è semplice: affittare la mountain bike, con o senza pedalata assistita, una volta arrivati al Parco dell’Etna.

L’itinerario più semplice è quello che costeggia i campi di lava della colata del 2002: attraverso l’antica Pineta Ragabo, sale fino a Piano Provenzana, da cui si può vedere a distanza ravvicinata lo spettacolare Cratere di Nord-Est.

Partendo da Milo, paesino a mezza costa sulle pendici dell’Etna, è possibile, invece, partecipare a un e-bike tour con degustazione di vini locali, molto apprezzati anche dalla moderna enologia.

In alternativa, muovendo dal rifugio Sapienza, sul versante Sud del vulcano, si può percorrere la Pista Altomontana fino ad affacciarsi sul versante Nord e suggellare la giornata con una cena al tramonto, a base di specialità siciliane.

I percorsi più difficili sull’Etna

Per i più esperti, è possibile fare il giro completo del vulcano su un percorso di oltre 80 km. In questi casi, soprattutto se si è da soli, è indispensabile munirsi di dispositivi Gps per l’orientamento e la sicurezza.

Chi segue il Giro d’Italia sa che la sfida per eccellenza, da queste parti, è la leggendaria salita Linguaglossa (nominata la #salvaciclisti), che porta gli sportivi più determinati fino a 1720 metri d’altezza nella pineta di Piano Provenzana. Anche quest’anno sarà una delle tappe siciliane, prevista per il 5 ottobre.

Anche senza percorrere tutti i 18, impegnativi, km del percorso, può valere la pena di inforcare la bici per il primo tratto, quello che dall’abitato medievale di Linguaglossa (stazione della ferrovia Circumetnea, in provincia di Catania) conduce, attraverso un lungo rettilineo, ai primi, ampi tornanti, caratterizzati da pendenze dolci e da una natura rigogliosa e profumata.

Più su, compaiono i boschi di conifere e, a ridosso della meta, lo spettacolo dei basalti raffreddati della colata vulcanica.

Valle dei Templi
Tempio dei Dioscuri nel Parco della Valle dei Templi, ad Agrigento (iStock)

Dalla Sicilia barocca alla Valle dei Templi, l’arte si scopre in bicicletta

Per esplorare in sella a una bici anche altre zone della Sicilia, le possibilità sono molteplici e interessano quasi tutte le province con itinerari tematici che includono ed esaltano gli aspetti ambientali, storici e artistici dell’isola.

Tra le proposte cicloturistiche più interessanti, si distinguono quelle del progetto Medinbike di SIBIT (Sustainable Interregional Bike Tourism), cofinanziato dall’Unione Europea e dal FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), che valorizza gli itinerari in bicicletta tra i territori mediterranei della Sicilia meridionale (Agrigento, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa, Trapani) e Malta.

In particolare, i quattro percorsi di Trapani spaziano dalla Riserva naturale delle Saline al Tempio di Segesta, dalla Riserva dello Zingaro all’area archeologica di Selinunte con itinerari di media e bassa difficoltà, varianti comprese.

Ad Agrigento, invece, le tre ciclovie (Agrigentina e Sicani più la variante Valle del Sosio) non solo toccano alcuni luoghi attraversati dal Giro d’Italia nella seconda tappa, da Alcamo ad Agrigento, ma offrono scorci dalla bellezza incontaminata, come la celebre Scala dei turchi, la parete rocciosa a picco sul mare, lungo la costa di Realmonte (da ammirare a distanza per motivi di sicurezza).

Inestimabile, poi, l’importanza archeologica e artistica della Valle dei Templi, patrimonio UNESCO, a pochi minuti dal centro di Agrigento, visitabile, nella sua vastità, anche in bicicletta, percorrendo la via verde di 10 km che nasce in prossimità dell’ingresso, nell’area Porta V, e termina al Santuario di Demetra.

Nei dintorni di Siracusa, Medinbike propone ben quattro itinerari: la ciclovia Nord-Sud Tour Costiero, il percorso dell’Antica Grecia e le due varianti di Noto e Palazzolo Acreide, entrambe inserite nel Sito UNESCO delle “Città tardo barocche del Val di Noto”, insieme a Caltagirone, Militello in Val di Catania, Catania, Modica, Ragusa e Scicli.

Sulla costa sud-orientale di Siracusa, inoltre, si può percorrere anche la pista ciclabile intitolata a Rossana Maiorca (che, da queste parti, raggiunse uno dei suoi record di apnea) e realizzata sul tracciato dell’ex-ferrovia che, fino alla fine del secolo scorso, collegava la zona industriale con il centro della città: sono solo 7 km, ma spettacolari per la vicinanza al mare.

Siracusa
La via ciclabile dedicata a Rossana Maiorca a Siracusa

Webmap e progetti europei, la Sicilia a ritmo lento è più bella

Per chi desidera saperne di più sui sentieri e i Cammini di Sicilia, poi, l’Osservatorio Turistico del Dipartimento Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana ha realizzato una webmap che raccoglie gli itinerari dedicati alla mobilità dolce con indicazioni su lunghezza del percorso, livello di difficoltà e tempi di percorrenza. Con un servizio in più: la possibilità di scaricare la scheda di ciascuna ciclovia, la legenda dei percorsi ciclabili e il file GPX dell’intero percorso.

E non finisce qui, la Sicilia fa parte anche della Ciclopista del Sole, il percorso di 3000 km ideato da FIAB attraverso tutta l’Italia, da nord a sud, ed entrerà nel progetto europeo Eurovelo 7 che collegherà, grazie alle due ruote, la Norvegia a Malta. All’insegna di un turismo sostenibile e slow. Per un’immersione totale nella bellezza.

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Crociere nel Mediterraneo: si riparte dall’Italia. In totale sicurezza

“I viaggi sono quelli per mare con le navi, non coi treni. L’orizzonte dev’essere vuoto e deve staccare il cielo dall’acqua. Ci dev’essere niente intorno e sopra deve pesare l’immenso, allora è viaggio” ha scritto Erri De Luca nel suo Il giorno prima della felicità. E anche se, spostandosi via terra, non mancano le emozioni, è certamente salpando l’ancora che si ha la sensazione di staccare davvero la spina, con il litorale che via via si allontana e il blu del mare che riempie progressivamente la vista.

Una sensazione, questa, che molti viaggiatori hanno dovuto mettere in stand by. Lo scorso marzo, infatti, a causa dell’emergenza Covid-19, le crociere hanno avuto uno stop. Navi ferme in porto per diversi mesi, per ragioni precauzionali, in attesa di un via libera che è arrivato, pochi giorni fa e che ha fissato, dal 15 agosto, la data per la ripartenza dei giganti del mare.

Si torna a viaggiare in crociera, dunque. A solcare le onde su vere e proprie città galleggianti, dotate non solo di tutti i servizi e comfort ma anche delle più elevate misure di sicurezza.

Per imbarcarsi i viaggiatori possono scegliere tra ben 6 porti italiani: Genova, Trieste, Civitavecchia, Napoli, Bari e Palermo. Le navi sono quindi raggiungibili, dalla maggior parte delle persone, con un viaggio che in media non supera le due ore di macchina. La soluzione ideale per chi, in questa estate così difficile, non si sente ancora a proprio agio nello spostarsi autonomamente verso la destinazione prescelta.

La prima nave da crociera post lockdown è partita da Genova

La prima nave da crociera al mondo a ripartire dopo il lockdown è stata la MSC Grandiosa, ammiraglia della flotta di MSC Crociere. Varata lo scorso novembre ad Amburgo, dopo alcuni mesi di stop ha levato le ancore, a Genova, domenica 16 agosto. L’itinerario, della durata di una settimana, la sta portando alla scoperta di alcune delle più belle città d’Italia e non solo. Dopo il capoluogo ligure, infatti, attraccherà a Civitavecchia, Napoli, Palermo e alla Valletta, sull’isola di Malta, per poi rientrare in Liguria e ricominciare il giro. Un’opportunità per visitare quattro meraviglie dello Stivale, in un’estate in cui la tendenza è quella di andare alla scoperta delle bellezze made in Italy, ma senza dover preoccuparsi di come raggiungerle.

Il 29 agosto, invece, tornerà a solcare i mari anche la MSC Magnifica. Punto di partenza la città di Bari per un tour che, settimanalmente, condurrà gli ospiti alla scoperta dell’Italia e della Grecia. Dopo la Puglia, infatti, la nave si sposterà a Corfù, Katakolon e ad Atene, per poi attraccare a Trieste, dove si fermerà per ben 14 ore, e ripartire alla volta di Bari, punto di arrivo e, al contempo, di ripartenza dello stesso giro. Entrambe le rotte proseguiranno fino a fine ottobre.

Il Maschio Angioino a Napoli

Vacanze in crociera: dal ristorante a buffet alle escursioni, tutto ciò che c’è da sapere

Per garantire ai passeggeri una vacanza sicura, MSC Crociere ha messo a punto, insieme alle autorità nazionali e con il supporto di un team di esperti, un nuovo protocollo di sicurezza. Una serie di linee guida che si spingono al di là di quelle attuali nazionali e internazionali, fissando un nuovo standard nel settore. Le nuove procedure prevedono, innanzitutto, il tampone Covid-19 a immunofluorescenza per tutti gli ospiti e per l’equipaggio prima di ogni partenza, insieme al controllo della temperatura e a un questionario sullo stato di salute.

Una volta a bordo, oltre alle elevate misure igienico-sanitarie e di pulizia, è previsto un maggior distanziamento fisico grazie anche a un minor numero di passeggeri – la capienza delle navi è stata ridotta al 70% – e all’uso della mascherina nei luoghi in cui la distanza non è possibile (ad esempio, negli ascensori). Le varie attività, dagli spettacoli al mini club, sono state rimodulate prevedendo la partecipazione di gruppi più piccoli, a rotazione, mentre nei ristoranti sono previste nuove modalità di accesso e di fruizione del buffet, non più self service ma al tavolo. Per quanto riguarda, infine, le discese a terra, gli ospiti possono visitare le diverse destinazioni della crociera partecipando alle escursioni organizzate da MSC Crociere, gestite seguendo gli stessi elevati standard di salute e sicurezza previsti sulla nave.

In caso di emergenza, poi, la compagnia ha anche potenziato ulteriormente il servizio sanitario di bordo, prevedendo strutture e servizi medici d’avanguardia per i pazienti sospettati di Covid-19, in modo da garantire loro gratuitamente ogni cura necessaria presso il Centro medico della nave, nonché l’isolamento dagli altri passeggeri.

Katakolon (Oympia) è tra le tappe del tour della MSC Magnifica

Braccialetti e app per una vacanza a tutta tecnologia

Grazie a  una tecnologia all’avanguardia, a bordo delle navi MSC Crociere è ancora più semplice mantenere il distanziamento sociale. Gli ospiti a bordo di MSC Grandiosa e MSC Magnifica, infatti, non solo possono prenotare i servizi e gestire le attività quotidiane con l’app MSC for Me.

A bordo di MSC Grandiosa ogni passeggero e membro dell’equipaggio riceve anche un braccialetto che facilita le transazioni contactless sulla nave e consente di tracciare ogni contatto.

Una predisposizione all’uso della tecnologia, che ha anche permesso alla compagnia di diventare negli anni sempre più green. Basti pensare che MSC Grandiosa è dotata di un sistema in grado di ridurre dell’80% le emissioni di ossido di azoto proveniente dalle operazioni del motore e di un impianto in grado di collegare la nave alla rete elettrica locale dei vari porti in modo da azzerare le emissioni durante la sosta (funzionalità, quest’ultima, implementata su tutte le navi costruite da MSC Crociere a partire dal 2017). A ciò si aggiungono avanzati sistemi di gestione e trattamento delle acque reflue, di prevenzione degli sversamenti di petrolio dalla sala macchine e di efficientamento energetico per il recupero del calore e l’illuminazione a LED. Per una vacanza sicura e, al tempo stesso, più attenta all’ambiente.

Leonardo Massa, Managing Director Italia di MSC Crociere, ha spiegato: “Abbiamo deciso di offrire ai nostri ospiti la possibilità di partire scegliendo tra ben sei porti italiani: Genova, Trieste, Civitavecchia, Napoli, Bari e Palermo. Le navi saranno quindi raggiungibili, dalla maggior parte delle persone, con un viaggio che in media non supera le due ore di macchina. Per ridurre al minimo il contatto con altre persone durante il viaggio per raggiungere il porto d’imbarco, abbiamo dato inoltre la possibilità di inserire all’interno del biglietto anche il parcheggio in porto per la propria automobile. Credo di poter affermare che abbiamo messo a punto una formula di vacanza che non è solo la più divertente e vantaggiosa in termini di qualità/prezzo, ma è soprattutto la più sicura in assoluto dal punto di vista sanitario”.

Per info: msccrociere.it

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Viaggiare in treno in Italia: alla scoperta delle località più belle e segrete

Quella del 2020 è un’estate tutta italiana. Lo dicono i dati. Secondo l’ultima indagine di Federalberghi, complici le limitazioni imposte dal Coronavirus, il 96,2 per cento degli italiani che va in vacanza sceglie il Belpaese: si tratta di quasi 27 milioni di persone che privilegiano le vacanze sicure e di prossimità, all’interno dei confini. Un record.

Dove? Il mare è la meta preferita in assoluto (77 per cento), seguita dalla montagna (9,5 per cento) e dai laghi (5,4 per cento). Sardegna, Sicilia e Puglia sono le regioni più amate. Non mancano le Marche, la Toscana e l’Abruzzo. A incidere di più sulla scelta sono le bellezze naturali del luogo (49,3 per cento) e, a seguire, la facilità di raggiungimento della destinazione (38,7 per cento). Un buon peso, inoltre, viene dato al rapporto qualità/prezzo e alla vicinanza a casa.

In risposta a così tanti desideri e necessità, Trenitalia (Gruppo FS Italiane) rende raggiungibili in treno 1700 località, lungo tutta la penisola. Destinazioni distribuite in maniera capillare, da nord a sud, con 6 mila collegamenti regionali quotidiani.

A bordo dei treni regionali, i passeggeri possono viaggiare in completa sicurezza, anche in termini di sanificazione degli spazi, verso le località di mare e di montagna, i borghi e le città d’arte. Da soli, con gli amici o in famiglia, anche con i più piccoli, liberi di muoversi e di viaggiare con i loro ritmi.

Il fascino del treno: la vacanza inizia dal viaggio

In questa estate 2020 si riscopre tutto il fascino del viaggio in treno, anche sulle linee minori, per godere le bellezze dello Stivale senza preoccuparsi della guida, delle code e del caldo. Basta guardare fuori dal finestrino per rilassarsi e rendersi conto dell’eccezionale varietà di paesaggi e panorami che solo l’Italia sa offrire.

E se è noto che i treni regionali di Trenitalia permettono di raggiungere (direttamente o con l’integrazione del bus) ben 13 aeroporti e 10 porti in tutta Italia –  con notevole risparmio sul costo del parcheggio –  forse non è altrettanto risaputo che, proprio in treno, si possono percorrere linee turistiche tematiche di incredibile bellezza. Il territorio coperto dalle Line (treno) o dai Link (treno+bus di Trenitalia) spazia da Cortina a Jesolo, da Assisi al Conero, dalla Riviera Adriatica al Lago Trasimeno e comprende anche tutto il sud Italia.

foto: FS Italiane

Dai trabocchi al Cilento fino a Pompei, l’Italia più bella si vede dal treno

In Abruzzo, il Trabocchi Line è perfetta per scoprire il fascino della Costa dei Trabocchi. La linea, lunga 60 km, scorre lungo il litorale adriatico passando dalle spiagge di Francavilla e Ortona, da S. Vito a Vasto per poi arrivare fino a Termoli. Non solo: per chi ama le due ruote – in Abruzzo si può portare gratis la bici in treno -, da tutte le stazioni della linea Pescara-Termoli si può raggiungere facilmente la Via Verde, la pista ciclabile attrezzata adiacente al tracciato ferroviario, da cui godere di una vista mozzafiato sui faraglioni di Ortona, sui trabocchi di S. Vito, Fossacesia e Torino di Sangro, sulla Riserva di Punta Aderci e sui promontori di Punta di Acquabella e Ponte Ferruccio.

Grazie alle soluzioni intermodali treno regionale+bus del Gruppo FS Italiane, invece, chi sceglie di spostarsi verso il mar Tirreno può andare alla scoperta di Castel Gandolfo per visitare le Ville Pontificie, sui colli romani. O, in alternativa, andare un po’ più a sud: in Costiera Amalfitana, con treno fino a Salerno e bus per la Costiera o con treno fino alla stazione di Salerno per poi proseguire a bordo del traghetto in partenza dal vicino porto per ammirare gli affascinanti panorami campani visti da una prospettiva magica, il mare.

In Campania, si può arrivare in treno+autobus tranquillamente a Pompei con i suoi scavi celebri in tutto il mondo, oppure optare per il Cilento Line che tocca il Parco Archeologico di Paestum, Agropoli, Ascea, Pisciotta-Palinuro e Sapri o per il Cilento Link (treno+autobus) per visitare le località più suggestive del selvaggio e spettacolare tratto di costa campana.

foto: FS Italiane

Salento e non solo. In viaggio sui binari, da Alberobello a Cefalù

Per chi vuole scoprire la Puglia, con i collegamenti regionali di Trenitalia (e l’integrazione in bus con Trulli Link) si arriva facilmente in Valle d’Itria. A Locorotondo, tra i borghi più belli d’Italia, ma anche ad Alberobello, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO con i suoi trulli, e a Martina Franca, con la sua splendida architettura barocca. E poi c’è il Salento, un concentrato di spiagge caraibiche e località balneari da sogno – come Otranto, San Foca, Roca, Torre Santo Stefano, Torre dell’Orso e Gallipoli – tutte a portata di treno e autobus.

Il Tropea Line, invece, con ben 24 collegamenti porta alla scoperta della Costa degli Dei, in Calabria. Lungo i 55 km di litorale, si incontrano le stazioni di Pizzo Calabro, Vibo Marina, Briatico, Zambrone, Parghelia e, dopo la stazione di Tropea, Santa Domenica, Ricadi, Joppolo e Nicotera. Attraversando lo stretto di Messina, invece, si sbarca in Sicilia. Qui, sempre con il treno, si può scegliere il Cefalù Line, per arrivare a Cefalù partendo da Palermo e passando per le località di mare di Campofelice e Lascari. In alternativa, c’è il Barocco Line, dedicata alle meraviglie della Val di Noto. Diciotto i collegamenti tra Siracusa a Donnafugata, con tappe a Noto, Scicli, Modica, Ragusa Ibla, Ragusa, Fontane Bianche e Avola.

foto: FS Italiane

Tariffe speciali per i weekend

E per andare incontro a chi, in questa estate 2020, preferisce fare viaggi brevi nel weekend, Trenitalia ha lanciato alcune tariffe speciali. Per viaggiare senza limitazioni su tutti i treni regionali e in ogni destinazione, fra le 12 del venerdì e le 12 del lunedì, è possibile acquistare la promo Estate Insieme a 49 euro per viaggiare quattro weekend ( nello stesso periodo i bambini e i ragazzi fino a 15 anni viaggiano gratis sui treni regionali). Con la promo Plus 3 e Plus 5, al costo rispettivamente di 40 e 60 euro (i bambini tra i 4 e 12 anni – 50%) si può viaggiare illimitatamente per 3 o 5 giorni consecutivi in seconda classe su tutti i treni regionali, veloci e metropolitani di Trenitalia. E con la speciale promo Viaggia con Me gli abbonati regionali e sovraregionali di Trenitalia viaggiano gratis se il loro compagno di viaggio ha acquistato un biglietto di corsa semplice associato alla Promo.

Per info: Trenitalia.com

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Friuli Venezia Giulia: vacanze alla scoperta dei borghi più belli, al mare e in montagna

Che a guidare sia il bisogno di adrenalina o il palato poco importa. Ciò che conta è provare emozioni, fare esperienze, mettersi in gioco, sperimentare oltre i propri limiti. E tornare a casa diversi.

Lo aveva già intuito la scrittrice e poetessa canadese Anne Carson: “L’unica regola del viaggio è non tornare come sei partito”. Ecco perché il cosiddetto “turismo esperienziale” è così tanto in crescita negli ultimi anni. Le persone non si accontentano più  di ricordare il proprio viaggio attraverso qualche fotografia. Al contrario, si cerca di vivere esperienze autentiche, dall’alto carico emotivo, per poterle imprimere nella memoria e portarle sempre con sé. Nei racconti e nel cuore.

Estate 2020: alla scoperta del Friuli Venezia Giulia con il turismo esperienziale

In questa estate 2020 così particolare, il turismo di esperienza diventa una necessità: se, da un lato, compensa le limitazioni geografiche sulla scelta delle destinazioni e conduce alla scoperta, magari per la prima volta, di territori vicini, dall’altro aiuta a ritrovare con occhi diversi luoghi che credevamo di conoscere già.

Il Friuli Venezia Giulia è la regione perfetta per fare nuove esperienze coinvolgenti. Tra i suoi confini si spazia dal mare alla montagna, dalla campagna alle città d’arte, con innumerevoli possibilità di vivere il territorio in maniera sempre diversa. In particolare, nei tanti borghi che punteggiano la regione si può scegliere se fare una full immersion nella storia o nella natura, tra romanticismo e avventura, per sentirsi protagonisti unici, senza dimenticare degustazioni e tour a tema. Qualche esempio?

Grado, tra i borghi più caratteristici del Friuli Venezia Giulia (foto: Fabrice Gallina)

Dalla zipline più lunga d’Europa al kayak, attività originali per rendere unica la vacanza

A Sauris, borgo incantato in provincia di Udine, è stata appena inaugurata la zipline più lunga d’Europa. Attaccati a una fune, si vola, sospesi nel vuoto, per 3 km a 100 metri dal suolo. Un’esperienza a tutta adrenalina che permette, al contempo, di godere di panorami meravigliosi, con il turchese lago di Sauris ai piedi, il verde rigoglioso delle montagne come sfondo e tanti boschi da attraversare, grazie a un percorso suddiviso in tre sezioni (Volo dell’Aquila, Volo del Drago e Volo del Falco).

È, invece, a Barcis, gioiello incastonato tra le Dolomiti e al centro della Valcellina, che è possibile praticare canoa, vela, kajak, immersioni subacquee e motonautica. Tutte esperienze da vivere tra le acque del lago artificiale su cui affaccia il borgo antico. Non prima, però, di aver visitato il suo caratteristico centro storico.

Picnic in vigna, in montagna o al mare: un’estate di gusto in Friuli

Per chi, invece, vuole abbinare alla vacanza un’esperienza gastronomica ci sono i Pic&Taste. Un’occasione per andare alla scoperta della Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia in modo originale, in location esclusive o fuori dai classici percorsi turistici, sia in montagna sia tra le vigne. In questi itinerari, grazie alla collaborazione tra borghi e aziende di prodotti tipici, si riceve un ricco cesto di prelibatezze su misura per fare un picnic in malga tra i filari, sorseggiando un calice di vino e assaggiando varie eccellenze del territorio, magari dopo aver visitato le cantine o essersi rilassati ammirando le vette circostanti. Dove? A Sappada come a Ovaro, a Sutris come a Fagagna (fino al 31 ottobre).

Pic&Taste, una proposta gustosa per vivere il Friuli Venezia Giulia in modo differente (foto: Istockphoto)

L’esperienza equivalente, declinata tra i borghi di mare di Lignano Sabbiadoro, Grado e il Golfo di Trieste, prende il nome, invece, di Sea&Taste. Fino all’11 settembre, secondo un calendario definito, sono in programma diversi Summer Tours che portano i viaggiatori ad assaporare le eccellenze della Riviera e del Carso. Il martedì pomeriggio si pagaia nelle riserve naturali alle foci dei fiumi Stella e Isonzo. Il mercoledì sera si degustano i vini del territorio durante la navigazione in laguna e si visita Marano Lagunare. Il giovedì, in battello, si visita Aquileia mentre il venerdì si va alla scoperta di Trieste, del magico Castello di Miramare e dei sapori enogastronomici del Carso triestino.

Per i più golosi c’è la San Daniele Experience: dopo aver fatto una passeggiata, in compagnia di una guida, tra i vicoli e le piazze di San Daniele del Friuli, si visita un prosciuttificio locale per imparare l’arte di degustare, servire e conservare il celebre salume che prende il nome dal caratteristico borgo.

Il prosciutto San Daniele, prodotto simbolo di San Daniele del Friuli (foto: Alessandro Castiglioni)

Ma San Daniele Del Friuli è solo uno dei 29 borghi friulani, gioielli del territorio premiati con la Bandiera Arancione del Touring Club o classificati come Borghi Autentici d’Italia, Borghi più Belli d’Italia o Borghi Storici Marinari. Si possono scoprire località uniche come Muggia, in provincia di Trieste, con la sua atmosfera veneziana, il castello e la pittoresca darsena. O Venzone, il borgo fortificato meglio conservato del Friuli Venezia Giulia, eletto Borgo dei Borghi nel 2017. E ancora: Sappada, Palmanova – dal 2017 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO – e Gradisca d’Isonzo, tappa dell’Alpe Adria Trail.

E poi Raveo, con i suoi celebri biscotti – le Esse -, la poetica San Vito al Tagliamento e Cividale del Friuli, con il prezioso Tempietto Longobardo e l’iconico Ponte del Diavolo. Borghi unici, dal sapore antico, custodi di antiche leggende e ancor più antiche tradizioni. Perfetti per una vacanza diversa e rigenerante. Per il corpo, per la mente e per l’anima.

Per info: turismofvg.it

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Il mare più bello di Taormina, tra spiagge e hotel da sogno

In Sicilia è la destinazione chic per eccellenza. Meta di grande fascino e bellezza, amata da vip e non solo, Taormina, sulla costa orientale dell’isola, sorprende turisti e viaggiatori per diverse ragioni: la posizione, il patrimonio culturale, l’atmosfera ricercata. Un vero e proprio gioiello, da visitare ancor più in questa estate particolare dedicata alla riscoperta delle meraviglie d’Italia.

Goethe, Hemingway e il fascino della Sicilia orientale

Taormina conquista, da sempre, i viaggiatori. Nel 1787 Johann Wolfgang von Goethe ne rimase affascinato, tanto da dedicarle alcune pagine del suo Viaggio in Sicilia. Non fu l’unico. Da Oscar Wilde a Somerset Maugham fino ad Ernest Hemingway sono tanti gli scrittori che hanno messo piede, nei secoli, nella celebre località siciliana. In particolare, inglesi e americani che, sul solco del Grand Tour, si sono spinti fino all’Italia del Sud, in questa terrazza affacciata sul Mar Ionio, all’ombra dell’Etna, dove l’aria profuma di zagare.

Taormina, tra spiagge da sogno e hotel con vista

Le spiagge di Taormina sono tra le più belle della Sicilia. In particolare, quella dell’Isola Bella, la più famosa e fotografata. Si trova di fronte all’omonimo isolotto, un concentrato di macchia mediterranea e piante esotiche, da raggiungere con una scalinata che molti definiscono, non a caso, “la porta d’accesso al paradiso”. Un tuffo nel blu che si può replicare negli altri litorali celebri della località messinese. Quello di Villagonia, ad esempio, con il suo mare trasparente e i ciottoli mescolati alla sabbia. E quello di Giardini Naxos, un susseguirsi di spiagge libere alternate a stabilimenti balneari, perfetto per i bambini grazie al fondale sabbioso che digrada dolcemente verso il mare.

Non meno suggestiva è la spiaggia di Mazzarò, un  tempo minuscolo borgo di pescatori. Prediletta dai locali, è abbracciata dai promontori selvaggi di Capo Sant’Andrea e Capo Mazzarò e, nella baia, ospita alcuni dei resort più lussuosi della zona. Tra questi spicca il VOI Grand Hotel Mazzarò Sea Palace, struttura di charme dell’esclusiva catena alberghiera Lifestyle VOIhotels. L’hotel, completamente rivisto negli ambienti e nell’arredamento tre anni fa, ha 76 camere e suite nonché la spiaggia privata, il centro benessere HYD’OR e lo scenografico ristorante Il Gattopardo, con terrazza vista mare.

La terrazza del VOI Grand Hotel Mazzarò Sea Palace

La posizione nella spettacolare baia e la vicinanza al centro di Taormina – è a solo un paio di minuti dalla funicolare – rendono il VOI Grand Hotel Mazzarò Sea Palace la location ideale per chi cerca una vacanza lussuosa ed esclusiva ma, al contempo, immersa nel suo territorio. Un buen retiro unico nel suo genere, punto di partenza di varie escursioni nei dintorni.

Dal Teatro Greco alle grotte di Alcantara, le bellezze di Taormina

L’antico Teatro Greco, il monumento più famoso di Taormina, è ovviamente in cima alla lista delle attrazioni da visitare. Risale al III secolo a.C. ed è il secondo teatro più grande dell’isola dopo quello di Siracusa. Ancora oggi viene utilizzato per tanti eventi musicali e spettacoli grazie all’acustica perfetta e al magnifico panorama con l’Etna sullo sfondo. Da non perdere anche il Duomo, edificato intorno al 1400 e dedicato a San Nicola, Palazzo Corvaja e la Villa Comunale con i suoi incantevoli giardini all’inglese. E, ovviamente, Corso Umberto I, la via principale della città nonché un concentrato di botteghe, caffé e gastronomie tipiche.

Non mancano, però, anche gli spunti per allontanarsi dal centro storico. Ci sono le spettacolari Gole dell’Alcantara, con i canyon, i laghetti e le cascate. E l’Etna, da scoprire con un’escursione in fuoristrada. E poi, se la stagione è quella giusta, ci sono i tour tra i vigneti, ai piedi del celebre vulcano. Un’esperienza enogastronomica in grado di stupire anche i palati più avvezzi ai viaggi gourmand.

Dall’Etna ai vigneti. Poi, il ritorno in hotel

Una toccata e fuga nel territorio, per poi ritrovare la quiete all’interno del VOI Grand Hotel Atlantis Bay, ricercata struttura 5 stelle firmata Lifestyle VOIhotels. La qualità dei servizi è una garanzia. A confermarlo, il premio Italy’s Leading Lifestyle Hotel vinto ai World Travel Awards 2017.

La spettacolare vista che si gode dal ristorante del VOI Grand Hotel Atlantis Bay

Affacciato sulla Baia delle Sirene, il VOI Grand Hotel Atlantis Bay si trova a soli 300 metri dalla funivia che porta in centro città. È arredato in un sofisticato stile mediterraneo e vanta, al suo interno, il prestigioso ristorante Ippocampo e una piscina a sfioro, sospesa tra cielo e mare.

Le 76 camere e suite, con gli eleganti bagni in marmo, sono tutte vista mare. E regalano, con i loro panorami, momenti di relax e benessere. Probabilmente, quelle stesse sensazioni che più di due secoli fa hanno spinto Goethe a definire Taormina “un lembo di paradiso sulla terra”.

Per info: voihotels.com

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Orosei, non solo mare: alla scoperta del centro storico, della natura e dei suoi segreti

«La chiesetta grigia e rotonda (…) lo sfondo azzurro, gli alberi mormoranti, il mare che luccicava laggiù fra le dune argentee». Così Grazia Deledda, in una delle più belle pagine di Canne al Vento, scattava, partendo dal ricordo del Santuario del Rimedio, la sua fotografia di Orosei, cittadina di circa settemila abitanti accoccolata sul golfo a cui dà il nome, sulla costa orientale della Sardegna.

Quel mare che luccica e le sue “dune argentee”, descritte nel 1913 dalla scrittrice premio Nobel, sono rimasti immutati da allora. E chi oggi approda nel forse più noto centro della Baronia (arrivando da nord, dopo essere sbarcati o atterrati a Olbia) resta ancora inevitabilmente incantato dalle distese di sabbia bianchissima alternate a strapiombi e falesie, che percorrono tutto il litorale del Golfo come la celebre spiaggia di su Barone, a Marina di Orosei, per esempio, o Cala Liberotto, amata dai surfisti, o ancora  l’oasi di Bidderosa, un paradiso naturale fatto di cinque calette di sottilissima sabbia candida che si aprono sul mare smeraldo, protette, alle spalle, da eucalipti, ginepri e macchia mediterranea.

Ed è proprio dopo aver superato il sipario di quegli eucalipti e di quei ginepri che si scopre l’altra Orosei, quella più amata da Grazia Deledda e dalle sorelle Pintor del suo Canne al Vento. La Orosei dei mandorli che con la loro fioritura colorano di rosa le campagne fin dai primi di febbraio, la Orosei della festa di Nostra Signora del Rimedio che, a settembre, mantiene in vita usanze secolari proprio come accade per i riti della Settimana Santa, con il Canto a Tenore (dichiarato patrimonio immateriale dell’Umanità dall’Unesco) e le tradizioni ripetute, immutate nel tempo, dalle confraternite degli oratori di Santa Croce, del Rosario e delle Anime, annessi a tre delle 17 chiese consacrate che punteggiano il centro storico della cittadina, adagiata nella valle del Cedrino.

Orosei, un centro storico tutto da scoprire

La maggior parte di queste chiese – da visitare anche con tour organizzati e segnalati dalla Proloco di Orosei (info@oroseiproloco.it) -, è di epoca barocca, tranne quella di Sant’Antonio Abate, che fa parte della parrocchia di San Giacomo Maggiore, patrono di Orosei, costruita con pietra vulcanica in diverse fasi fra il Trecento e il Quattrocento. Accanto alla chiesa si erge anche una torre dedicata al santo (risalente ai tempi in cui l’antica Urisè era sede della Curia), davanti alla quale il 16 gennaio si accendono i falò di sant’Antonio.

La visita del centro storico non può prescindere dal quartiere di palathos vetzos (palazzi vecchi), con una visita al museo Don Giovanni Guiso, allestito nella secentesca residenza dei nobili Guiso: qui si potranno ammirare una collezione di teatrini in miniatura del ‘700 (passione dell’ex “padrone di casa” Don Nanni Guiso), abiti indossati da nobildonne di tutta Europa e anche un ritratto di Alberto Moravia realizzato da Pier Paolo Pasolini.

Poco distante, invece, ma sempre all’interno dello stesso rione, si erge sa Prejone vetza, la vecchia prigione: un maschio medievale, unica parte superstite del grande castello di cui faceva parte originariamente, che venne utilizzato come carcere fino al XIX secolo e che di questa antica funzione ha mantenuto il nome e il mistero. Ma in queste strade, da dietro le porte e i portoni, ogni pietra degli edifici può raccontare storie magiche e i misteri del paese: per questo i forestieri più curiosi possono regalarsi le visite guidate, anche a tema “noir”.

Orosei e i villaggi nuragici

Il borgo di Orosei è stato fondato dai romani nel II secolo dopo Cristo, ma la zona era abitata fin dall’epoca preistorica. Lo dimostra lo stesso nome della cittadina che pare sia da attribuire agli Esaronensi, una delle principali tribù nuragiche vissute in Sardegna, dei quali sarebbero testimonianza i numerosi resti archeologici nei dintorni della città.

Il più importante è sicuramente il villaggio nuragico di Sa Linnarta, immerso in un ambiente naturale caratterizzato da una vegetazione rigogliosa e selvaggia, ma da Orosei non è difficile raggiungere altre zone archeologiche di rilievo come il villaggio di Serra Orrios, la Tomba dei Giganti o la Grotta di Ispinigoli nel territorio della vicina Dorgali.

Si può scegliere di andare accompagnati da guide esperte come archeologi o indipendentemente aiutandosi con le mappe disponibili negli uffici della Proloco di Orosei, in piazza del Popolo.

Orosei e dintorni, tra natura e avventura

Immersa nel Parco nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu, la città di Orosei è anche punto di partenza ideale degli amanti della natura e dell’avventura. E tra un percorso nell’entroterra verso il Supramonte, un trekking nel canyon Gorropu (uno dei più profondi d’Europa con le sue pareti rocciose fino a 400 m sopra il letto del fiume secco), una pedalata in MTb nella valle del Cedrino è possibile conoscere quest’angolo di Sardegna in modo più profondo e più completo.

Un approccio diverso di un territorio il cui mare è, da solo, garanzia di una vacanza da sogno, anche a fine estate e autunno inoltrato, quando non solo si può approfittare ancora di un mare tinto dei colori più caldi, ma si può partecipare all’esperienza della vendemmia o della raccolta delle olive, in un trionfo di profumi e suggestioni. Perfetti per un romanzo da vivere, da protagonisti.

Per info: www.oroseiproloco.it

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Bibione: la vacanza perfetta, tra spiagge, pinete e hotel su misura

In questa estate 2020, così diversa da tutte le altre, anche le vacanze sono cambiate. Da un recente sondaggio emerge che il 31 per cento degli italiani pensa di fare una o due settimane di villeggiatura nelle regioni più vicine, mentre il 30 per cento opta per fine settimana fuori porta o brevi soggiorni a pochi chilometri da casa. Un dettaglio mette quasi tutti d’accordo: tra chi programma di fare le vacanze (anche brevi e magari a settembre), il 37 per cento sceglie gli hotel come sistemazione ideale (fonte YouGov).

È nelle strutture di accoglienza più importanti, infatti, che si trovano più garanzie di sicurezza, tra ampi spazi e servizi garantiti, più che altrove.

Per chi sceglie Bibione, l’isola affacciata sul Mare Adriatico, con oltre 11 km di spiagge attrezzate, profonde fino a 400 metri, e lunghe piste ciclabili tra città e natura, la scelta su misura non manca. Qui, la spiaggia profonda, la laguna da scoprire in barca tra i caratteristici casoni, la pineta, l’antico faro e le tante attività all’aria aperta, garantiscono la vacanza perfetta, lontana dalla folla eppure attrezzata.

Bibione, la spiaggia perfetta per tutti

L’immenso litorale attrezzato di Bibione assicura spazi ampi tra gli ombrelloni e spaziosi gazebo per chi è in cerca di privacy. Quest’anno, poi, c’è una particolare attenzione alle distanze e alla sanificazione, ma anche ai servizi extra come il wi-fi gratuito.

Prendersi cura del benessere degli ospiti è la missione di hotel all’avanguardia come il Bibione Palace Spa Hotel, albergo quattro stelle superior con spiaggia riservata, un ampio giardino, due piscine all’aperto e la Spa panoramica all’ultimo piano.

Qui, le famiglie sono benvenute: dalle family room, progettate e attrezzate per ogni necessità, al parco giochi; dalla piscina con gli scivoli e i gonfiabili alle merende e i menù per bambini, fino agli eventi quotidiani e all’animazione (teatro compreso), al Bibione Palace Spa Hotel anche i più piccoli trovano la loro vacanza ideale

Dettaglio non trascurabile per chi ama gli animali: tra i tanti servizi offerti dall’albergo, c’è anche l’accesso convenzionato alla dog beach, la Spiaggia di Pluto, dove tutto è a misura di cane e amici umani.

Anche per questo, nel 2019, Bibione è stata premiata con il “Village for all Award” quale destinazione turistica accessibile a tutti: famiglie, coppie, bambini e amici animali.

 

 

Sport e attività in mare e nella natura mediterranea di Bibione

Per chi ama la natura incontaminata, così particolare in quest’area, tra dune e vegetazione mediterranea tutta da scoprire, Bibione offre innumerevoli possibilità. Per gli appassionati di immersioni subacquee, poi, sono imperdibili le tipiche tegnue (le conformazioni rocciose del Mar Adriatico simili alle barriere coralline).

Ma alle bellezze del territorio si possono aggiungere una miriade di attività per una vacanza all’insegna del fitness. Il Bibione Palace Spa Hotel offre, infatti, ogni settimana un programma ricco di proposte, dal nordic walking al kayak, dallo spinning alle escursioni in MTb per tutti i livelli di preparazione atletica, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Alla scoperta della laguna di Bibione tra canali, fari, casoni e relax

Ogni giorno, alla vita di mare si possono aggiungere escursioni nei dintorni. Punteggiata di isolette, attraversata da canali, la laguna intorno a Bibione offre innumerevoli occasioni di scopire la fauna autoctona, fra canneti, pontili e dune di sabbia. Da non perdere una visita ai casoni, le caratteristiche dimore dei pescatori fatte di canne e legno, in perfetta armonia con il territorio delle valli da pesca dove tutt’oggi si alleva il pesce.

Una visita al faro, una delle note più poetiche di Bibione, è la meta obbligata. Costruito a inizio Novecento nei pressi della foce del fiume Tagliamento, il faro è diventato il punto di riferimento per chi vive la vacanza in questo territorio.

Dopo una giornata trascorsa alla scoperta delle bellezze del territorio, la tappa obbligata è all’ultimo piano del Bibione Palace Spa Hotel dove si trova il regno del benessere (ampliato nel 2019) con una zona fitness e una Spa di 1000 metri quadri con area wellness, vasca salina, sauna finlandese panoramica con vista mare, bio sauna, bagno turco, percorso Kneipp, docce emozionali, area relax e trattamenti viso e corpo.

Per poi concludere in bellezza con un tuffo nella piscina panoramica riscaldata, aperta anche ai bambini, e godersi il tramonto spettacolare a bordo vasca.

Viaggio nel gusto, alle radici dell’enogastronomia lagunare

La ricchezza di sapori e prodotti tipici di Bibione è fortemente legata alle attività dell’entroterra e della costa. Alcuni dei paesi più importanti dal punto di vista enogastronomico sono Lison, Pramaggiore, Portogruaro, Annone Veneto e S. Stino, località che si trovano a pochi chilometri da Bibione e che vantano un’antica tradizione legata al vino, perché qui, grazie al terreno ricco di calcio e argilla calcarea, sorgevano i vigneti già nella Repubblica di Venezia.

Non mancano le prelibatezze della terra come l’asparago bianco di Bibione, il riso arborio coltivato nel cosiddetto “Terzo Bacino” e naturalmente il pescato di mare. Tutti ingredienti che lo chef del Bibione Palace Spa Hotel, Pietro Scarale, utilizza per offrire esperienze culinarie uniche e di alto livello sia nelle due sale interne sia nel suggestivo bar ristorante a bordo piscina. Per completare la vacanza perfetta e sicura, per tutti i sensi.

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Croazia in barca, tra acque color smeraldo e paesaggi lunari

Lo spettacolo va in scena nelle acque azzurre del golfo del Quarnaro, davanti a Lussino. Branchi di delfini, la colonia più numerosa dell’Adriatico, danzano sulle onde lungo la scia delle barche tra le isole di questa Dalmazia bucolica a cento miglia da Trieste, che ha sfornato navi, velisti e capitani coraggiosi come pochi altri luoghi al mondo. Qui non ci sono le celebrity che hanno colonizzato i resort lussuosi delle modaiole Hvar e Dubrovnik, ma villaggi di pescatori, calette di sassolini bianchi e qualche konoba, trattoria ruspante a pelo d’acqua. E neppure monumenti importanti: solo chiesette, monasteri in rovina e fari voluti dalla Marina austroungarica in bianchissima pietra istriana, la stessa utilizzata per Santa Maria della Salute a Venezia.

I vigneti digradano verso il mare protetti da una geometrica ragnatela di muretti a secco, la macchia mediterranea sfiora le calette dove si aspetta il tramonto quando il mare diventa color porpora. Un mondo liquido intreccio di traffici, venezianità, slavità, grecità, disordine piratesco e ordine asburgico. Dove la nebbia mattutina, l’acqua e il cielo creano miraggi spazzati dalla bora, mentre volteggiano maestosi i grifoni, che nidificano nelle pareti a strapiombo sul mare. “Dalmazia è una rete di pallanuoto buttata in acqua e un villaggio intero che gioca. È una barca soletta nel novilunio, un ragazzo a poppa che percuote l’acqua con una pignatta per spingere i pesci nella rete. Dalmazia è arrivare in un porticciolo, attraccare con la prua verso terra e sentire le rimostranze dei locali”, scrive Paolo Rumiz.

Unije e Lussino: fari, villaggi e storie di marinai

Un luogo dell’anima, perfetto per far perdere le tracce in quest’estate, in famiglia o con pochi amici, a bordo di barche sanificate. Via col vento allora, magari spinti dal maestrale, che qui si chiama maistro e ha levigato i massi carsici sotto cui si proteggono lecci e ulivi. L’imbarco è all’Aci Marina Pomer, in un’insenatura ridossata nell’ampio golfo di Medulin, chiuso a ponente da Capo Promontore, la punta estrema dell’Istria, e a levante da Capo Marlera. A prua, a una ventina di miglia, l’isola di Unije, Arcadia del terzo millennio sulla rotta degli uccelli migratori, è annunciata dal faro ottocentesco, uliveti a perdita d’occhio, un solo villaggio di case color pastello con pergolati fioriti sotto il colle Kalk, nessuna auto.

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Si ormeggia nella baia di Maracol, sulla costa orientale, attrezzata con gavitelli, buon ridosso con la bora, inaccessibile con lo scirocco. I pescatori riempiono i caffè all’alba dopo la pesca notturna in acque così ricche di vita, dicono da queste parti, che i pesci saltano da soli nella rete. Il dialetto porta i segni dei passaggi di mano dell’isola: dai Veneziani ai Turchi, dall’Italia alla Croazia. Sentieri solitari si inerpicano tra querce e macchia mediterranea in cima al colle, dove la piccola cappella abbraccia l’orizzonte, tra il sole che tramonta e lo stretto fra Cres e l’Istria.

A sette miglia c’è Lussinpiccolo (Mali Lošinj), l’approdo più fascinoso di Lussino, al primo posto nella classifica 2019 del Guardian sui luoghi migliori per rigenerarsi grazie al clima, alla cucina e alle accoglienti Spa, una tradizione che risale alle terme degli Asburgo. Soprattutto, destinazione che a metà Ottocento vantava 150 velieri e quattro cantieri in grado di costruirli, dove nascevano bambini di nome Orizzonte e Aliseo. Una storia marinara intrecciata con quella dell’ammiraglio Agostino Straulino (1914-2004), nato qui, il più grande velista italiano di tutti i tempi, mentre i Cosulich, anch’essi originari dell’isola, diedero vita a un impero armatoriale a Trieste. A Lussinpiccolo va vista la splendida scultura in bronzo dell’atleta Apoxymenos (II-I secolo d.C.), alta quasi due metri, ritrovata qui da un subacqueo nel 1996 ed esposta nel museo a lei interamente dedicato.

La baia di Čikat, a Lussinpiccolo (foto: Marina Spironetti/DOVE)

Croazia in barca: isole sabbiose e baie turchesi

Il faro di Capo Kurila segnala l’ingresso al porto naturale più celebre dell’alto Adriatico, una sfilata di dimore ottocentesche costruite da capitani e armatori, caffè, ristoranti. Ma anche un trionfo di agavi e bouganvillee, palme e yucche, aranci e limoni. Sul lungomare il patron del ristorante Barracuda espone il menu del giorno, uno scorfano in una mano e un branzino nell’altra. Si può gettare l’ancora nella baia di Cigale, dal fondo sabbioso, un angolo d’antan sotto il cielo azzurro, il vento leggero, il profumo dei pini, vero altrove per esuli volontari. È una piccola Portofino Lussingrande (Veli Lošinj) che, a dispetto del nome, è più piccola, un pugno di casette di pescatori e una chiesa imponente.

Lungo la rotta verso sud si costeggiano gli isolotti Vele Srakane – ricoperto di canne, dove spunta un monastero – e Male Srakane. Qualche barca locale, circondata da gabbiani famelici, offre gamberi, aragoste, anche verdure dell’orto per rimpinguare la cambusa. Poche miglia e si approda a Ilovik (isola dell’asinello), oltre la punta meridionale di Lussino. Lungo la banchina le trattorie di pesce espongono orate, calamari, branzini, a volte aragoste. I vigneti annunciano Susak, a sei miglia, un’immensa duna di sabbia punteggiata di migliaia di conchiglie: le barche sono osterie galleggianti che trasportano il vino sulla costa. L’approdo nel porticciolo è possibile solo ai natanti con pescaggio inferiore ai due metri.

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La Croazia delle isole: da Premuda a Pag fino a Cres e Rab

Un’ora di navigazione al lasco e l’isola di Premuda è a portata di ancora, ma la costa orientale è esposta alla bora. Meglio ormeggiare nel pittoresco porticciolo di Krijal, a occidente, tra bambini dagli occhi azzurri che si tuffano per inseguire i pesci. Accanto, la chiesetta, lo struggente cimitero, pozzi di acqua piovana più preziosa del vino. A pochi passi dal mare si cena alla konoba Masarine, branzini e orate, ma anche il famoso arrosto alla peka, carne o pesce e verdure cotti sulla brace in una teglia con coperchio a campana.

Poche miglia ed emergono dalle acque trasparenti le rocce chiamate Greben, bianche di calcare e grigie di licheni, mentre a Selve ci si immerge nei fondali dalla sabbia color borotalco. Di fronte l’isola di Pag, lunare, un mare dai colori della Sardegna, una costa frastagliata come quella amalfitana, spazzata dalla bora sulla punta nord. Si può dar fondo nell’acqua turchese di Caska, dove un’ansa di sabbia si allunga sopra una città romana sommersa dal terremoto del 361 d.C, evitando Novalja, a due miglia, purtroppo invasa dai turisti. Si nasconde sulla collina, tra i vigneti, l’insospettabile ristorante del boutique hotel Boškinac, stella Michelin 2020, cucina tradizionale con elementi contemporanei.

È un riassunto del Mediterraneo anche l’isola di Cres, il cuore del Quarnaro, che si incontra risalendo verso il nord, l’incessante frinire delle cicale per colonna sonora e l’aroma di scampi alla buzara e ćevapčići (carne trita speziata) che si sprigiona dalle konobe. Si nasconde qui il sogno tropicale dell’arcipelago, la spiaggia di Sveti Ivan, distesa di ciottoli bianchi dove dar fondo ai piedi del borgo di Lubenice, alto sulla scogliera.

Tutto parla di Venezia nell’isola di Rab, lungo le viuzze della città vecchia incastonata tra mura duecentesche, da palazzo Tudorini, con i balconi dai leoni alati, alla bella Loggia cittadina. I velisti si spingono lungo la penisola di Kalifront, una sfilata di calette turchesi: Gozinka, Cifnata, Perla, Sveti Mara. Si chiude in bellezza a Krk, l’isola maggiore dell’Adriatico: villaggi in pietra e l’acqua turchese di Vela Plaža, dove si ormeggia sotto un cielo carico di stelle, mentre i ragazzi improvvisano concerti di chitarra davanti a un falò. L’unica movida dell’ultimo Mediterraneo.

Il borgo di Verbenico, sull’isola di Krk/Veglia, la maggiore dell’Adriatico. Spicca la chiesa costruita in bianca pietra d’Istria, in stile veneziano (foto: Marina Spironetti/DOVE)

Croazia in barca: informazioni utili

COME SI ARRIVA IN CROAZIA:

In aereo: Ryanair (ryanair.com) vola da Orio al Serio a Zara in un’ora. Per imbarcarsi alla Marina di Pomer bisogna raggiungere Pola (396 km).
In nave: i traghetti di Venezia Lines (venezialines.com) collegano Venezia a Pola e Lussino.
In auto: da Trieste a Pola con la D44 e la E751 (120 km).

DOVE DORMIRE IN CROAZIA:

Boškinac
Fascinoso boutique hotel, con ristorante stella Michelin 2020 ed enoteca fornitissima.
Indirizzo: Škopaljska 220, Novalja, Pag
Tel. 00385.53.66.35.00
Web: boskinac.com
Prezzi: doppia b&b da 100 a 300 €

Malinska Blue Waves
Vicino alla spiaggia, con Spa superattrezzata.
Indirizzo: Rova 33, Malinska, Krk
Tel. 00385.51.65.40.02
Web: bluewaves.hr
Prezzi: doppia b&b da 140 a 180 €

Arbiana Hotel
Le stanze ai piani superiori sono affacciate sulla città vecchia e sulle isole del golfo.
Indirizzo: Obala Petra Krešimira 12, Rab
Tel. 00385.51.77.59.00
Web: arbianahotel.com
Prezzi: doppia b&b da 160 a 270 €

Boutique Hotel Alhambra
Due dimore aristocratiche sapientemente restaurate. Chiedere una camera con terrazza sul mare.
Indirizzo: Čikat ulica 16, Lussinpiccolo
Tel. 00385.51.26.07.00
Prezzi: doppia b&b da 228 a 577 €

Hotel Aurora
In ottima posizione, a 50 metri dal mare e in mezzo al verde di una pineta secolare, vanta un’ampia Spa e due piscine con acqua di mare.
Indirizzo: Sunčana uvala 4, Lussinpiccolo
Tel. 00385.51.66.72.00
Web:losinj-hotels.com
Prezzi: doppia b&b da 155 a 203 €

Una stanza vista mare dell’hotel Aurora, a Lussinpiccolo (foto: Marina Spironetti/DOVE)

DOVE MANGIARE IN CROAZIA:

Konoba Bukaleta
Da provare il prelibato agnello dell’isola allo spiedo, con salsa alla menta.
Indirizzo: Loznati, Cres
Tel. 00385.51.57.16.06
Prezzo medio: 20 €

Barracuda
Di fronte alla marina. Ordinare le seppie ripiene e il brodetto
Indirizzo: Priko ul. 31, Lussinpiccolo
Tel. 00385.51.23.33.09
Prezzo medio: 20 €

Masarine
Sul mare, konoba ruspante rifornito dai pescatori. Imperdibile il polpo alla peka, cucinato alla brace sotto il coperchio a campana
Indirizzo: Luka Krijal, Premuda
Tel. 00385.98.29.92.32
Prezzo medio: 20 €

Na Moru
Nel cuore del borgo, con tavoli in riva al mare. Assaggiare gli scampi alla buzara con cipolla, pomodoro e prezzemolo tritato.
Indirizzo: Valun, Cres
Tel. 00385.51.52.50.56
Prezzo medio: 18 €

Mala Riba
Con la bella stagione si pranza in una terrazza circondata da alberi. In tavola frutti di mare e pesce delle barche di proprietà
Indirizzo: Tometići 33, Kastav
Tel. 00385.51.27.79.45
Web: mala-riba.com
Prezzo medio: 25 €

BARCHE A NOLEGGIO IN CROAZIA:

Dalmatian Destinations
Golette, yacht e catamarani. Servizi personalizzati.
Tel. 00385.91.89.71.603
Web: dalmatiandestinations.com

Dream Yacht Charter
Il più grande operatore di noleggio del mondo. In Croazia si appoggia alla Marina di Pola.
Web: dreamyachtcharter.it

Per info sulla destinazione: croatia.hr

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