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A Lignano Sabbiadoro la vacanza è active. E si pedala (anche) sull’acqua

Fare sport in vacanza o andare in vacanza per fare sport? Le nuove tendenze in fatto di viaggi segnano una prevalenza sempre più netta della seconda opzione: nel 2020, rispetto all’anno precedente, i turisti intenzionati a vivere una vacanza attiva sono passati dal 18 al 32 per cento secondo l’Isnart, il centro studi sul turismo di Unioncamere. Il che significa scegliere una meta anche, o soprattutto, in base all’offerta di attività sportive di qualità e in contesti particolari, immersi nel verde e nella natura, per vivere esperienze active ben oltre la classica passeggiata. Qualche esempio?

A Lignano Sabbiadoro, perla della riviera del Friuli Venezia Giulia, l’estate 2021 è l’estate della fatsand bike, dell’hydrofoil bike e dell’e-sup. Ovvero la bici con le ruote enormi per pedalare sulla sabbia, quella futuristica che viaggia sull’acqua e infine il sup elettrico, mezzi innovativi a basso impatto ambientale per divertirsi ed esplorare.

La penisola a forma di triangolo bagnata da “tre acque” – mare Adriatico, Laguna di Marano e Fiume Tagliamento – si conferma così una delle mete più indicate per fare sport in acqua e sulla spiaggia, che con la sua ampiezza media di circa 140 metri è la più estesa d’Italia.

La Lignano per sportivi è anche il paradiso della bicicletta, con oltre 30 km di piste ciclabili cittadine tracciate con Google Maps Bike, la maggior parte delle quali immerse nel verde di una pineta che vanta più di 1 milione e 200 mila alberi. A questi si aggiungono itinerari ed escursioni gratuite nell’entroterra e lungo la costa, anche con passaggi barca dedicati, per scoprire il territorio in modo green e sostenibile.

E-sup e Hydrofoil Bike, le novità dell’estate a Lignano Sabbiadoro

Verde amico del benessere, tra pini secolari e specie rare

Al contrario di altri centri turistici costieri, Lignano possiede ancora un’area occupata dalla vegetazione spontanea che, con oltre 652 specie e sottospecie, è un vero e proprio tesoro di assoluto interesse naturalistico che rappresenta l’ultima testimonianza di un di un paesaggio altrove scomparso. Non serve essere appassionati di botanica per comprendere che questa è una preziosa fonte di benessere, con tutti gli effetti salutari dell’aria ossigenata dalle piante e ricca di ioni negativi, altamente concentrati in riva al mare.

La spettacolare foce del Tagliamento, che demarca uno dei lati della penisola di Lignano, conta ancora differenti tipi di orchidea selvaggia, fiori rari e, in comune con la pineta, la rarissima ed endemica Stipa Veneta Moraldo o Lino delle fate.

La Laguna di Marano, che definisce un altro dei lati della penisola, nella quale sfocia il fiume Stella, è un’oasi naturalistica unica in cui perdersi tra canali, canneti e barene (i tipici terreni lagunari talvolta sommersi dalle maree). Qui si possono ammirare oltre 300 specie di volatili colorati, da avvistare nei punti panoramici lungo la ciclabile oppure dall’acqua, pagaiando con il SUP o la canoa verso luoghi vicini ma ancora selvaggi come l’isola delle Conchiglie. Tra gli ospiti di passaggio nella pineta, da qualche tempo, ci sono perfino i caprioli, che in primavera sono tornati ad attraversare a nuoto la foce del Tagliamento regalando ai fortunati viaggiatori uno spettacolo imperdibile.

Nella “Tree City of the world”, dove la vacanza è due volte sostenibile

Lignano Sabbiadoro è una delle Tree Cities of the World, ambìto riconoscimento della FAO e della Arbor Day Foundation che premia la tutela della foresta urbana e del verde pubblico, conferito solo a 120 città in tutto il mondo e a sette in Italia. Lignano è stata scelta per il suo essere al centro di un ecosistema unico, in perfetto equilibrio tra il verde dell’immensa pineta e i tesori naturalistici della laguna.

Natura incontaminata nell’escursione in bici Lignano – Pordenone

Da sempre, infatti, Lignano privilegia le attività a basso impatto ambientale e tecnologicamente all’avanguardia, anche attraverso infrastrutture e percorsi per la mobilità sostenibile come il collegamento X-River per pedoni e ciclisti sul Fiume Tagliamento, il collegamento barca e bici Lignano-Marano e il suo “gemello” Lignano-Grado.

Sulle due ruote si può anche partire alla scoperta del territorio grazie a innumerevoli escursioni gratuite: dalla pedalata tra i due fari alla risalita del fiume Stella, passando per l’escursione bike&boat a Marano Lagunare attraverso il famoso bosco di Muzzana.

Spostandosi nell’entroterra, grazie a un comodo servizio di transfer si possono persino scoprire in bici le bellezze del pordenonese, dalle sorgenti Livenza a Spilimbergo, una fra le più belle e interessanti città d’arte del Friuli Venezia Giulia.

Info: Lignanosabbiadoro.it

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Tampone rapido fai da te: come funziona e perché in Grecia può servire a chi non ha ancora il Green Pass

Da quando, a maggio 2021, il tampone rapido fai da te, detto anche Self test Covid-19 o, più precisamente, Test antigenico rapido contro Sars-Cov-2  (Rapid SARS-CoV-2 Antigen Test Card), è diventato un comune prodotto da banco, in vendita nelle principali farmacie e in buona parte dei supermercati italiani, la maggior parte di noi l’ha guardato con sospetto, senza avere ben chiara la sua utilità, visto che non viene ritenuto ufficialmente valido.

Il suo utilizzo, in realtà, è reputato fondamentale per bloccare sul nascere eventuali focolai e capire subito, di propria iniziativa, senza perdere tempo e con meno di 15 euro (il prezzo varia dai 6 ai 15 euro circa in base alle marche), se i primi sintomi che si avvertono sono ascrivibili alla malattia Covid-19 oppure no, per poi agire di conseguenza con senso di responsabilità, segnalando l’eventuale risultato positivo al proprio medico di base e seguendo il protocollo previsto.

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Come funziona il tampone rapido fai da te

Quanto è attendibile il kit del tampone fai da te? Da uno studio condotto dal principale produttore di self test è emerso che i risultati coincidono con quelli del test molecolare nel 98,72% dei casi.

Merito anche della procedura piuttosto semplice e conforme ai requisiti della direttiva 98/79/EC per i dispositivi diagnostici in vitro: basta inserire il bastoncino sterilizzato nelle due narici, senza spingere nella cavità rinofaringea, prelevarne le secrezioni, mescolarle al reagente per poi versarne alcune gocce sull’indicatore che, dopo circa 15 minuti, dà l’esito sulla presenza o meno del virus SARS-CoV-2.

Se questo esito, in Italia, non viene considerato valido ai fini del Green Pass, in Grecia, in questa estate 2021, ha un valore in più: consente l’accesso ai traghetti delle tratte interne a chiunque non abbia ancora completato il ciclo vaccinale e non sappia come raggiungere un ambulatorio medico per effettuare il tampone rapido certificato.

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Grecia: Island hopping garantito con il self test

Per ogni viaggio interno via mare, nell’Egeo come nello Ionio, infatti, viene richiesto di compilare il modulo governativo denominato Health Statement Form, una sorta di autocertificazione che, tra le varie domande, che includono il porto di imbarco e sbarco, le condizioni di salute e lo stato vaccinale completo, prevede anche la seguente:

Ha effettuato, oggi stesso o il giorno precedente, un test rapido o un self test per Covid-19?

Per questo, il nostro consiglio, a chi non è ancora in possesso del Green Pass, è quello di procurarsi uno o più tamponi rapidi fai da te, prima di partire per le isole greche. In questo modo, avrà la libertà di navigare tra un’isola e l’altra (sempre con mascherina e distanziamento), senza perdere il gusto dell’island hopping, che è la natura più vera, slow e terapeutica della vacanza greca.

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Cultura, natura, sport e buon cibo: viaggio nel paradiso delle Canarie, le isole dei Beati

Le chiamano anche Le fortunate o Isole dei Beati, perché sono un vero paradiso: per la loro natura esplosiva, il clima stabile tutto l’anno, la cultura che abbraccia tanti secoli, l’enogastronomia e, soprattutto, gli abitanti. Sono le Canarie, arcipelago spagnolo di otto isole vulcaniche al largo della costa nord-occidentale dell’Africa, ora ancora più facilmente raggiungibili dall’Italia, grazie ai nuovi voli della compagnia Binter, da Torino e da Venezia.

Dall’Italia, si atterra a Gran Canaria e poi da qui, con collegamenti gratuiti e senza lunghe attese, si raggiungono gli altri aeroporti e si possono visitare le altre isole, ognuna con le sua peculiarità, ma tutte da scoprire, esplorare e assaporare. In tutti i sensi. Perché, se è vero che uno dei ricordi da mettere in valigia dopo un viaggio alle Canarie sono proprio i sapori, insoliti e particolari per la natura vulcanica dei terreni, è altrettanto vero che ciò che rimane di più sono le emozioni e le esperienze indimenticabili: i profumi della natura, così vicina a quella dell’Africa; la possibilità di cimentarsi negli sport mai provati prima,  la scoperta di popolazioni e tradizioni che sono frutto di un melting pot internazionale, e perfino la possibilità di dormire nell’hotel più piccolo del mondo (il Puntagrande, fondato nel 1830, nel comune di Frontera sull’isola di El Hierro). 

Per non parlare della sicurezza: oltre ad aver avuto, in tempo di pandemia, un tasso d’incidenza più basso rispetto ad altre zone d’Europa, in quanto provincia spagnola, “Le fortunate” sono anche ampiamente coperte dal punto di vista sanitario, con ospedali e altri servizi che garantiscono, agli abitanti e ai visitatori, cure immediate ed efficaci in caso di necessità. 

Alle Canarie si incontrano millenni di storia in otto isole

È stata la Storia a forgiare l’immagine “urbana” delle Canarie. Prima della colonizzazione europea le isole dell’arcipelago erano abitate da tribù aborigene.  Ma dopo l’arrivo degli Europei e ancora di più dopo la scoperta dell’America, per la loro posizione strategica le Canarie sono diventate tappa obbligata negli itinerari di navigatori, avventurieri, e commercianti di tutto il mondo allora conosciuto, che hanno lasciato sul territorio le loro impronte culturali, in aggiunta a quelle degli autoctoni. Lo testimoniano le bellezze artistiche e architettoniche di tutte le isole, a partire dalle più grandi, Lanzarote, Tenerife, Fuerteventura e Gran Canaria, fino alle piccole El Hierro, La Graciosa, La Gomera e La Palma. 

È sufficiente passeggiare in uno dei vicoli di Agüimes, a Gran Canaria, o di San Cristobal de La Laguna a Tenerife (dichiarata Patrimonio Unesco) per rendersi di conto di quanto la storia e le civiltà su queste isole si siano stratificate, mescolate e amalgamate creando atmosfere uniche e borghi estremamente caratteristici. Sull’isola di La Gomera, per esempio, accanto agli scavi archeologici della montagna di Tagaragunche, con il piccolo ma caratteristico eremo di San Isidro, si possono ammirare anche la quattrocentesca chiesa dell’Assunzione (al cui interno un affresco descrive la vittoria dei residenti contro il pirata Charles Windhan), e – imperdibile per chi viaggia con bambini curiosi – la Casa Doganale:  antica struttura, oggi sede espositiva, al cui  interno si trova il Pozo de la Aguada, dal quale si dice che Colombo attinse l’acqua utilizzata per benedire le nuove terre (alle Canarie, ultimo porto europeo prima del viaggio verso le Indie, le tre Caravelle rimasero per quasi un mese per rifornirsi di approvvigionamenti e c’è una casa-museo di Colombo anche a Las Palmas de Gran Canaria).

Se invece è la cultura aborigena che vi incuriosice, il luogo da non perdere è Risco Caido, sull’isola di Gran Canaria, inserito dal 2019 tra i beni patrimonio Unesco dell’Umanità. Ritenuto un osservatorio astronomico e un santuario dedicato alla fertilità, è un complesso di 21 grotte scavate nella roccia al cui interno si forma un fenomeno di luci che secondo gli studiosi funzionava, per i popoli primitivi, da calendario. Avevano funzione di granai invece gli oltre 300 silos scavati nella roccia che si possono ammirare, sempre sulla stessa isola, nel parco archeologico di Cenobio Valeron, un’opera di ingegneria preistorica, che si può visitare guidati da esperti. Per approfondire la cultura aborigena, basta andare a Tenerife (sulla App di Binter si trovano tutti i voli interni e il costo è decisamente contenuto) e visitare il Museo della Natura e dell’Uomo di Tenerife al cui interno sono conservati 140 resti imbalsamati e 12 mummie complete, tra cui alcune risalenti a oltre 17 secoli fa.

Grotte vulcaniche e parchi nazionali, le Canarie sono il paradiso della natura

Qualche studioso ritiene  che sia  un’antica necropoli anche la Cueva del Vento, a Tenerife, una delle più grandi grotte vulcaniche europee: scoperta nel XVIII secolo, al suo interno sono stati trovati resti dei Guanci. Strutturato come un labirinto per circa 18 chilometri totali, è però considerato soprattutto un capolavoro geologico (entrarci – dice chi c’è stato – è come fare un viaggio in un romanzo di Jules Verne). Una delle tante meraviglie naturali che si possono ammirare alle Canarie, che vantano ben 7 riserve della Biosfera Unesco (Macizo de Anaga a Tenerife è quella che ha il maggior numero di specie endemiche in Europa), quattro dei 13 parchi nazionali spagnoli e tre riserve marine protette. 

Circa  il 40 per cento del territorio dell’arcipelago risulta protetto. Ed è un territorio di una varietà immensa: vi si trovano boschi e foreste millenarie (la foresta di Laurisilva, una specie di alloro dell’era preistorica, del Parco Nazionale del Garajonay a La Gomera è unica al mondo) accanto a crateri circondati da mari di lava (il Teide, a Tenerife è il terzo vulcano più alto del globo con i suoi 3718 metri); paesaggi desertici (le dune di Maspalomas, a Gran Canaria, tappa obbligata nel giro dell’isola) accanto spiagge chilometriche incontaminate (la Playa de Cofete, a Fuerteventura, è solo la più famosa) e perfino “colonie” di animali rari (come il rettilario di El Hierro dove vive la a Galliota Simonyi, una lucertola gigante). 

Non è raro, poi, girando tra le varie isole, imbattersi all’improvviso in monumenti naturali, come quello di Las Playas a El Hierro o le formazioni vulcaniche di Los Roques a La Gomera, ma soprattutto il Drago Millenario di Icod de los Vinos monumento nazionale dal 1917. Simbolo di Tenerife, è il più grande esemplare vivente di Dracaena Draco, un albero di 18 metri di altezza, che ha una circonferenza del tronco di 20 metri e circa 800 anni di età. Specie endemica delle Canarie, a quest’albero erano attribuiti anche poteri magici: la sua resina, infatti, a contatto con l’aria si ossida e prende un colore rossastro, il “sangue di drago” che speziali e alchimisti in passato utilizzavano a scopi terapeutici.

Vacanze active o in totale relax, a voi la scelta

La varietà del territorio rende le isole anche perfette per praticare diversi tipi di sport. E se Fuerteventura è riconosciuta in tutto il mondo come tempio del windsurf e del kitesurf, non va dimenticato che i fondali vulcanici sono tra i più affascinanti per lo snorkeling e le immersioni: non solo per la biodiversità  che presentano (le tre riserve protette di La Restinga a El Hierro, di La Palma e di La Graciosa ne sono esempio), ma anche per la presenza di relitti di navi (anche di pirati!) affondate nel corso dei secoli. 

Nelle Canarie trova spazio anche chi invece di scendere (sott’acqua) preferisce salire (in altezza): l’origine vulcanica mette a disposizione di scalatori e arrampicatori pareti di roccia di vario tipo in tutte le isole (la zona più conosciuta è Arico, nel sud est di Tenerife) e sentieri più o meno difficili per chi ama il trekking (dalla salita al vulcano Teide di Tenerife ai 600 km di Senderos – sentieri – dell’isola La Gomera). I più spericolati vengono qui per sorvolare crateri con il parapendio o fare trail running in condizioni estreme, ma anche molti golfisti (meno avventurosi) scelgono l’arcipelago, e in particolare Tenerife, per i suoi moderni campi da golf.

La presenza di spiagge attrezzate (ma tutte pubbliche), parchi acquatici e tematici, e corsi di avviamento allo sport rendono poi queste isole adatte anche a chi viaggia con bambini, che di certo qui non si annoieranno né correranno pericoli.

Canarie da gustare: piatti e ingredienti unici al mondo

L’origine vulcanica rende caratteristici anche i sapori delle Canarie. Pur essendo territorio spagnolo, infatti, qui non si trova la classica paella ma una serie di specialità locali uniche al mondo. E i piatti tipici cambiano da isola a isola, anche perché vengono utilizzati ingredienti a km zero. Così se a Gran Canaria vi serviranno Chorizo (Salame) di Teror e queso de flor, prodotto a Santa Maria de Guía, Gáldar e Moya, a La Palma gusterete fegatini di coniglio e formaggio di mandorle, a El Hierro il Leche Asada (latte arrosto) e a Fuerteventura prosciutto di capra e Frittelle di formaggio Majorero. 

Gli unici piatti tipici “comuni” sono le papas arrugadas con mojo picón, che va preparato solo con la patata autentica delle isole Canarie, e la Pata Masada (coscia arrosto), piatto tipico delle Canarie, condito con le spezie tipiche dell’arcipelago.

Molti prodotti tipici possono essere acquistati nei mercatini delle cittadine e dei borghi: il più grande e famoso è il Mercato del Porto di Las Palmas, a Gran Canaria, allestito all’interno di un edificio del 1891,  costruito su progetti di Gustave Eiffel. Da non perdere i formaggi tipici canari, fatti con latte di capra o di pecora, e una bottiglia di vino Doc (ma solo dopo aver visitato uno dei vigneti). 

Con tante attività da svolgere e tante meraviglie da vedere è difficile scegliere su quale isola approdare, però basta prendere un volo Binter (che assicura ai passeggeri non solo spazio e comodità, ma anche una flotta di aerei “giovani” poco inquinanti e misure igienico sanitarie aggiuntive rispetto a quelle richieste dal Ministero della Sanità spagnolo) per saltare da una all’altra. E farsi venir voglia di tornare, prima ancora di ripartire. 

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Vacanze a tutto relax: in crociera nel Mediterraneo, alla scoperta dell’Italia più bella

Sei meraviglie italiane in una sola vacanza. Città d’arte come Napoli, Palermo e Roma oltre che Catania, Cagliari e Savona. Un giro che tocca il nord e il sud del Bel Paese facendo tappa in cinque regioni in una sola settimana. Senza perdite di tempo negli spostamenti né stress per la ricerca delle coincidenze.

Costa Firenze, la nuova nave di Costa Crociere, ha fatto il suo debutto il 4 luglio inaugurando una serie di viaggi per mare ispirati alle bellezze italiane. Un tour ad anello con, come punto di partenza e di arrivo, la Liguria. In mezzo, tra le tappe, il Lazio, la Campania, la Sicilia e la Sardegna. E un po’ anche di Toscana, visto che la maestosa nave trae ispirazione dal capoluogo della regione e dal Rinascimento fiorentino.

È la prima volta che Costa Firenze solca le acque del Mediterraneo. E, a partire dal 25 luglio, alle tappe italiane si aggiungeranno, prima, Malta con La Valletta e, dal 12 settembre, anche Ibiza, Barcellona e Marsiglia. Un percorso che proseguirà fino al prossimo inverno quando, dal 17 dicembre a marzo 2022, si sposterà a Dubai, per accompagnare i passeggeri alla scoperta di Emirati Arabi, Qatar e Oman, in occasione di Expo Dubai.

Dal 12 settembre Barcellona è tra le tappe della Costa Firenze (Istockphoto)

Per tutta l’estate e l’autunno, insomma, Costa Firenze accompagnerà i viaggiatori tra le bellezze artistiche dell’Italia e non solo riproponendo un concetto di bellezza made in Italy anche a bordo. Gli spazi della nave, infatti, sono stati progettati per riflettere  l’armonia di una passeggiata in una strada o in una piazza di Firenze. Dall’atrio intitolato Piazza della Signoria al ristorante Palazzo Vecchio fino al Ristorante dei Medici, i colori, le geometrie e le forme del design degli interni richiamano quelli dell’architettura tipica del Rinascimento fiorentino.

Viaggio in Italia passando dal mare

Ed è con questa atmosfera che si andrà alla scoperta, cullati dal mare, del patrimonio artistico e culturale del Bel Paese ma anche delle spiagge più belle, grazie alle escursioni organizzate. A Savona, con la sua Fortezza del Priamar e quel raffinato gioiello che è la Cappella Sistina della cattedrale. Durante questa tappa è possibile inoltre visitare Genova, con il suo centro storico e l’Acquario, Finalborgo, Albenga, o fare snorkeling alla stupenda isola di Bergeggi.  O a Roma – la nave fa tappa nel porto di Civitavecchia, a un’ora e mezza d’auto dalla Capitale -, destinazione ideale per un viaggio nella storia. Nella giornata intera a disposizione per le escursioni, si potrà scegliere tra i Fori Imperiali e il Colosseo, il Pantheon e la Fontana di Trevi, Piazza del Popolo e Villa Borghese, San Pietro e il Ghetto ebraico.

A Napoli si potranno visitare Piazza del Plebiscito, il Museo Archeologico e Spaccanapoli, il centro più antico della città. Oppure partire alla scoperta di Sorrento o del sito archeologico di Pompei. Mentre Catania, con Piazza del Duomo, la Cattedrale di Sant’Agata, l’Etna e la Riviera dei Ciclopi, non sarà l’unica tappa siciliana di Costa Firenze. C’è, infatti, anche Palermo, con il suo mix di atmosfere arabeggianti, barocche e neoclassiche. E il mare di Mondello. Infine, in Sardegna, la tappa di Cagliari sarà l’occasione perfetta per passare una giornata alla spiaggia del Poetto o per passeggiare lungo i Bastioni.

Uno scorcio di Napoli con Piazza del Plebiscito (Istockphoto)

Muoversi senza muoversi: il plus di una vacanza in crociera

Ma la vacanza non comincia solo una volta attraccati in un porto. Scegliere la crociera, infatti, significa eliminare la distinzione tra la vacanza stessa e il viaggio per arrivare a destinazione. Perché, sebbene a bordo delle navi da crociera ci si sposti ben più della maggior parte delle vacanze tradizionali, il pensiero di dover organizzare i trasferimenti da un luogo all’altro è annullato. E al risveglio,  ci si ritroverà sempre in un luogo diverso da quello salutato la sera prima.

E se molto si può vedere e visitare durante le soste di una decina di ore nelle varie città italiane, altrettanto si può fare sulla nave, mentre si naviga o se non si desidera scendere. Tante le novità, infatti, sulla Costa Firenze. Qualche esempio? Per chi viaggia con figli al seguito c’è il Laguna Water Park, un vero e proprio parco acquatico con tre scivoli e una piscina con i giochi d’acqua per i più piccoli. E il Rope Garden Adventure Park, un parco avventura sospeso sul mare. A questi si aggiungono il Teen Playground con il Foot Biliard, un biliardo da giocare con i piedi, il mini golf e il campo da calcetto a cinque.

Anche chi ama il buon cibo non resterà deluso. Tredici i ristoranti della nave, che vanno dal meglio della cucina italiana a quella asiatica. Ogni sera è possibile gustare un piatto legato alle destinazioni visitate dalla nave, ideato dallo chef Bruno Barbieri.

Non manca, a bordo, l’attenzione alla sicurezza grazie al Costa Safety Protocol, il protocollo sanitario sviluppato da Costa Crociere in collaborazione con esperti indipendenti e di concerto con le autorità sanitarie italiane. All’interno, procedure operative adeguate alle esigenze di risposta alla pandemia da COVID-19, sia a bordo sia a terra. Oltre ai test con tampone per tutti gli ospiti e l’equipaggio, sono previsti controllo della temperatura quotidiano, visite delle destinazioni solo con escursioni protette, distanziamento fisico a bordo e nei terminal e nuove modalità di fruizione dei servizi, come i menù digitali o, nei ristoranti, il servizio al tavolo. Per una vacanza in tutto relax. Fisico e mentale.

Info: costacrociere.it

 

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Grado: benessere e autenticità tra mare e laguna

Trascorrere una vacanza all’insegna dello “stare bene” e  passare del tempo di qualità all’aria aperta è la priorità degli italiani dopo il difficile periodo di emergenza sanitaria: mare, benessere ed esperienze autentiche nella natura sono la risposta ai mesi di restrizioni appena trascorsi. Grado, sulla costa del Friuli Venezia Giulia, è la meta giusta per rilassarsi nelle riserve naturali e in spiaggia o passeggiando in un centro storico marinaro che conserva intatte le sue tradizioni e i suoi sapori. Nell’”Isola del Sole”, così chiamata perché gli otto chilometri della sua spiaggia sono tutti esposti a sud, ci si sposta senza macchina, a piedi o in bicicletta, per assaporare il piacere di vivere a ritmo lento in una dimensione più vera e genuina.

In spiaggia, dove il sole non tramonta mai

Dalla spiaggia Costa Azzurra alla Spiaggia Principale, dal Bosco alla spiaggia di Grado Pineta, a Grado i lidi attrezzati sono spaziosi e sicuri. I fondali bassi e le acque calme e pulite dove sventolano la Bandiera Blu e la Bandiera Verde dei pediatri sono ideali per i più piccoli, mentre le oasi di comfort e le zone relax sono la scelta giusta per chi è alla ricerca di pace e della cura del proprio benessere. Quasi tutte le spiagge di Grado sono digitalizzate: dal sito Spiaggiafvg.it è possibile prenotare direttamente il proprio ombrellone online, oppure trovare i riferimenti diretti per la prenotazione. Tra i tanti sport acquatici da praticare direttamente sulla spiaggia – SUP in mare o in laguna, canoa, nuoto, windsurf – Grado è certamente la meta giusta per gli amanti del kitesurf: i due kitespot di Sacca dei Moreri e Isolotto Barbacale, attrezzati e presidiati da associazioni sportive e istruttori professionisti, attirano gli appassionati di sport del vento tutto l’anno.

Grado in bicicletta, tra tour e piste ciclabili

Grazie ai suoi 40 km di piste ciclabili interne, da quattro anni Grado è contrassegnata dai cinque bike-smile della Bandiera Gialla di Fiab, il massimo riconoscimento per i comuni ciclabili. La mobilità sostenibile è uno dei vanti dell’Isola del Sole, che oggi offre un servizio di bike sharing per ritirare le bici in diversi punti del centro ma anche nelle riserve, nelle valli da pesca e ad Aquileia in modo smart con un’app dotata anche di un’audioguida che suggerisce itinerari slow nella natura. Inoltre Grado è il punto di arrivo della Ciclovia Trasfrontaliera Alpe Adria Radweg, una vera e propria autostrada internazionale per le due ruote. Particolarmente suggestivo – e praticabile da tutti – è il tratto che si snoda nel ponte traslagunare e regala una vista mozzafiato sulla laguna e sul santuario di Barbana, prima tappa del Cammino Celeste e meta del tradizionale pellegrinaggio Perdon de Barbana, ancora oggi celebrato nel borgo. Sempre in bici, nella versione e-bike, si può prendere parte al tour tra borghi e cantine incluso nel ricco calendario della rassegna Sea&Taste di PromoTurismoFVG: da Grado si pedala verso l’antico borgo di Strassoldo, con tappa nel villaggio di Obiz per un pic nic e una visita alla cantina e visita finale al sito archeologico UNESCO di Aquileia.

Esperienze nella natura per tutta la famiglia

Per ammirare in tutta sicurezza le bellezze naturalistiche nei dintorni dell’isola di Grado ci sono tante possibilità: una è salire a bordo del Bus Natura che tutti i martedì, con partenza da diverse zone di Grado, conduce alla scoperta della Riserva naturale regionale Foce dell’Isonzo e dell’Isola di Cona, per un emozionante incontro ravvicinato con i cavalli bianchi Camargue che vivono liberi nella zona. La riserva offre anche l’opportunità di vivere esperienze speciali come il tour in canoa con degustazione del circuito Sea&Taste: dopo aver pagaiato con una guida alla scoperta delle bellezze dell’isola, si possono assaggiare sul posto i prodotti enogastronomici tipici dei produttori aderenti al circuito della Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia. Per un viaggio in laguna tra letteratura e cinema, invece, c’è l’escursione guidata al casone di pescatori sull’isola di Mota Safon, per tutti il “Casone di Pasolini“, dove nel 1969 il grande poeta e regista girò il film “Medea” con Maria Callas.

A piedi nel borgo marinaro tra musica, sapori e tradizioni artigianali

Se l’entroterra e la laguna di Grado stupiscono per la loro natura selvaggia, il suo centro storico è una scoperta nel segno della cultura e delle tradizioni marinare. Una passeggiata serale tra le pittoresche calli dell’isola – oppure un comodo walking tour organizzato – è l’occasione giusta per ammirare le basiliche paleocristiane e il foro romano all’aria aperta, curiosare tra le botteghe artigiane che ancora conservano l’arte degli antichi mestieri e gustare il pesce fresco appena pescato in uno dei tanti ristoranti del centro o sulla spiaggia. Da non perdere il piatto tipico per eccellenza: il boreto a la graisana, a base di pesce e polenta, da gustare sulle note dei festival musicali all’aperto che allietano l’estate di Grado. Onde Mediterranee comincia il 10 luglio, con artisti del calibro di Francesco De Gregori in scena all’Arena Parco delle Rose. Paolo Conte è invece la guest star di di Grado Jazz, in programma dal 17 al 24 luglio nelle vie del centro: mai come quest’estate sarà tutta un’altra musica.

Info: Grado.it

Foto di Gianluca Baronchelli

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Croazia: un’estate in barca, tra isole paradisiache e natura incontaminata

“La vera pace di Dio comincia in qualunque luogo sia mille miglia distante dalla terra più vicina” scriveva lo scrittore Joseph Conrad nel 1897. Credenti o no, è indiscutibile la tranquillità d’animo che regala un viaggio per mare. Navigare tra isole paradisiache, dormire cullati dall’acqua, nuotare lontano dalla costa in mezzo a centinaia di pesci è un’esperienza unica. Una di quelle da provare almeno una volta nella vita.

La Croazia è il Paese ideale per vivere un’esperienza di questo tipo. Un Paese a un passo dall’Italia – ci si arriva in auto, in nave o in poco più di un’ora di aereo – con tutte le caratteristiche per vivere una vacanza al mare nel senso più completo della parola. È la barca, infatti, il mezzo migliore per andare alla scoperta dei suoi 6.278 chilometri di costa. Il rischio di annoiarci non c’è: ci sono ben 1.244 isole, isolotti, scogli e scogliere da perlustrare, gustando il lato più paradisiaco di un Paese per buona parte ancora incontaminato.

La Croazia meno affollata, tra baie pittoresche e spiagge da favola

In quanto a isole da esplorare in barca, in Croazia, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Si va dalle Incoronate, al largo della Dalmazia, simili a frammenti di luna che galleggiano sul blu cobalto, alle incantevoli isole di Brioni, in Istria. Dalle isole Elafiti – Lopud, vietata alle auto, è la perfetta alternativa al turismo di massa – a Mljet e Pag. Ci sono Cavtat con le sue mille sfumature di blu, e Lokrum. E ancora: Hvar con i suoi vigneti, Murter con le piste ciclabili, Brač e Krk, regno della macchia mediterranea.

Angoli di paradiso nascosti come Pelagosa, che incantò anche Diomede, e Lissa, prediletta dai diportisti per la bellezza delle sue calette e dei suoi fondali, ricchi di relitti. Come Kaprije, famosa per i capperi, e Šolta, dall’atmosfera medievale.

Il paesaggio lunare del Parco Nazionale delle Incoronate (foto: Zoran Jelaca)

Sole e mare: i vantaggi di una vacanza in Croazia

Che sia su uno yacht o in barca a vela, ecco che, cullati dalle onde del mare, si entra in contatto con la bellezza primordiale di questa parte di Mar Adriatico, tra più calmi del Mediterraneo. Si cala l’àncora negli stessi luoghi in cui, un tempo, venivano legate le barche degli Illiri o le galee degli antichi Romani, ci si ferma a cena in porticcioli poco frequentati, si assapora la libertà e l’indipendenza di movimento che solo il turismo nautico sa regalare.

Il tutto, con un clima davvero ideale. Se c’è una cosa, infatti, che in Croazia non manca quasi mai, è il sole (in media, sulla costa, si registra per 2600 ore l’anno). Un vantaggio non da poco per chi non vuole rischiare di trascorrere le uniche settimane di vacanza dell’anno con il brutto tempo. E che si aggiunge all’ampia varietà di offerta turistica croata, in grado di soddisfare i gusti più disparati. La ricerca di divertimento dei giovani, ad esempio. E la voglia di relax delle coppie. La soddisfazione del palato dei turisti enogastronomici ma anche il desiderio di adrenalina di quelli più sportivi.

In Croazia vacanze in tutta sicurezza

In un anno in cui viaggiare richiede ancora parecchie accortezze e altrettanta attenzione, la Croazia ha da poco introdotto il marchio “Safe Stay in Croatia”. Un riconoscimento, in aggiunta a quello “Safe travels” del WorldTravel and Tourism Council (WTTC), che viene assegnato gratuitamente alle aziende del settore turistico per garantire la salute dei viaggiatori e tutelarne la sicurezza. Uno strumento per facilitare l’identificazione di destinazioni, alloggi, ristoranti, trasporti e attrazioni turistiche che hanno adottato standard globali di tutela di igiene e salute. E garantire, così, una vacanza senza pensieri.

Per info: https://croatia.hr/it-IT/vivi-la-croazia/credetemi-sono-stato-stata-li

 

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Asturie, la costa del paradiso

La Spagna ha un cuore “green”. È il Principato delle Asturie, sulla costa nord della penisola iberica, un vero paradiso, non solo per le sue meraviglie naturali e per la varietà dei paesaggi, ma soprattutto perché ha saputo valorizzarli nel tempo attraverso il rispetto dell’ambiente, dell’autenticità e della sostenibilità.

Il suo modello turistico ha sempre dato priorità alla protezione della biodiversità e del territorio. Per questo motivo, il Principato la scorsa estate è stato la destinazione turistica preferita dagli spagnoli dopo il confino, diventando un punto di riferimento per il benessere.

Caratterizzato da natura incontaminata, con oltre 200 spiagge (di cui ben 14 bandiera blu) lungo i 400 chilometri di costa meglio conservata della Spagna, villaggi dal sapore antico e le sue comode città dove riempirsi gli occhi di storia e cultura, il piccolo Principato ha un mondo intero da scoprire.

La costa del nord

Piccolo di dimensioni ma ricco di bellezze, il Principato delle Asturie si affaccia sul mar Cantabrico, che incontra la terraferma lungo una costiera che cambia a ogni passo. Un litorale ancora più bello da scoprire percorrendo a piedi il Cammino di Santiago della Costa – uno dei quattro itinerari del nord del Cammino di Santiago dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO – che porta a Compostela attraverso sentieri meno ardui rispetto al cosiddetto Cammino Francese.

Il percorso nelle Asturie è lungo 284 chilometri, divisi in undici tappe, che guardano il mare a nord e le montagne a sud, e attraversano un territorio fatto di villaggi marittimi come Bustìo, Llanes, Ribadesela-Ribeseya, Llastres, Luarca o Puerto de Vega. E due delle più grandi città del Principato: Gijón/Xixón e Avilés.

Camminare tra i Bufones

Percorrendo il “Camino de la Costa” si ammira il litorale meglio conservato della Spagna: distese infinite di sabbia finissima si alternano a calette protette da falesie altissime, vivaci villaggi marinari perfettamente integrati nel paesaggio naturale, sorprendono dopo vasti e silenziosi spazi isolati in cui si è circondati solo dalla natura selvaggia. Sulle scogliere sarà emozionante fermarsi e ritrovarsi osservando il mare. Oppure ascoltandolo, quando nelle giornate di burrasca, soffia tra le rocce sollevandosi in imponenti fontane d’acqua: li chiamano Bufones, questi fenomeni naturali, e sono geyser marini che si manifestano in varie parti delle Asturie, ma sono tipici della zona orientale della regione. Il più maestoso è El Bufón de Santiuste, nel comune di Llanes: dichiarato monumento naturale, il suo getto raggiunge i 40 metri; il più grande è invece il complesso di Los bufones de Arenillas, una dozzina di geyser che occupano un tratto di costa di circa 1200 metri tra il Pozo Salmoria e la foce del fiume Purón, vicino al paese di Puertas de Vidiago. 

Sulle tracce dei dinosauri

Maestosi sono stati anche i dinosauri che abitavano quest’area. Di loro non sono rimasti che fossili e icniti, cioè tracce delle loro impronte, ma questa eredità ha reso la cosiddetta Costa dei Dinosauri – lunga circa 60 chilometri – uno dei più importanti giacimenti giurassici d’Europa. A metà esatta di questo tratto di costa, a Rasa de San Telmo, va visitato il MUJA, Museo Giurassico di Asturia, la cui struttura ha la forma di una gigantesca impronta tridattila, nella quale ciascuna delle dita racconta uno dei tre grandi periodi dell’era Mesozoica (Triassico, Giurassico e Cretaceo).

Da qui si possono seguire le tracce dei grandi rettili procedendo verso ovest, fino a Gijón-Xixón (una delle tre città più grandi della regione, con Avilés e il capoluogo Oviedo-Uviéu, nell’interno delle Asturie, punto di partenza del Cammino Primitivo). Una volta superata la città di Avilés, nota per le sue strade porticate,  ci si immerge nel paesaggio della costa occidentale delle Asturie, dichiarata area protetta per preservare la sua autenticità e bellezza naturale: un susseguirsi di villaggi di pescatori, come Cudillero o Luarca, annidati tra spiagge e scogliere.

Dalla tavola da surf alla tavola apparecchiata

L’amore per lo sport e il mare nelle Asturie è dimostrato dal numero di canoisti e surfisti che affollano le spiagge e non solo. Da oltre 80 anni, il fiume Sella è meta di appassionati di canottaggio, che si danno appuntamento nel Principato per la Fiesta del Descenso, la Discesa Internazionale del Sella, massima espressione di questo sport. Mentre le spiagge delle Asturie sono diventate dei punti di riferimento per il surf, che ha raggiunto la costa asturiana negli anni ’60: Tapia, Rodiles, Salinas, Xagó sono nomi conosciuti dai surfisti di tutta Europa e questo ha portato alla proliferazione di scuole di surf in tutta la regione.

Impensabile, del resto, arrivare nelle Asturie e non gustare il meglio che la cucina locale può offrire: in ogni villaggio o città – di mare o dell’interno – le tavole sono imbandite con leccornie a km zero, anche queste prodotte con metodi sostenibili e rispettosi delle tradizioni e dell’ambiente. Così se dai pascoli dei Picos arrivano il tagliere di formaggi regionali più grande d’Europa, con oltre 50 specialità (chi non hai mai sentito parlare  del Cabrales?), e la sua carne, non si può non parlare del mare: la più grande dispensa delle città costiere, alle cui Rulas (i mercati del pesce) offre, a seconda della stagione, sgombri, sardine, branzini, triglie di scoglio, cabrachos, e soprattutto ostriche e chiocciole di mare da gustare accompagnate da una bottiglia di sidro, prodotto con le mele asturiane DOP in una delle tante sidredrías del Principato. 

Per conoscere i segreti del Principato in anteprima, raccogliere informazioni e progettare itinerari basta visitare il sito dell’Ente del Turismo delle Asturie dal quale è possibile anche scaricare una serie di guide tematiche gratuite, con le indicazioni e le dritte per un viaggio in totale sicurezza. 

Info: turismoasturias.it

 

 

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Al mare in Friuli Venezia Giulia, tra antichi borghi, spiagge, baie e riserve naturali

Al mare, lontano dalla folla, a contatto con la natura e vicino a casa. È questo l’identikit della vacanza preferita dagli italiani per la prossima estate, emerso dall’ultima ricerca BVA Doxa sulle trasformazioni del settore turistico presentata nei giorni scorsi a Bit Digital Edition. Secondo l’indagine, quest’anno il 67% degli italiani partirà per le vacanze estive e il 47% dichiara di averne più bisogno che in passato. Il 74 per cento sceglie il mare, che oggi deve saper offrire comfort, spazi aperti, sicurezza e sostenibilità.

Il Friuli Venezia Giulia, con i suoi 130 chilometri di costa, risponde a questi nuovi bisogni con spiagge che vantano postazioni tra le più spaziose in Italia, attrezzate con booking online e delivery all’ombrellone, strutture “green” e plastic free e servizi di ogni genere per le famiglie, aree vip con idromassaggio e aree dog friendly, comprese, senza dimenticare le dune incontaminate ad accesso libero per chi ama vivere il mare in libertà.

La regione ha dalla sua anche la grande varietà ambientale del territorio costiero. Dal litorale sabbioso di Lignano Sabbiadoro fino a Muggia passando per Grado, la costa unica del Friuli Venezia Giulia offre spiagge di arenile e baie rocciose, lagune e scogliere, in un lungo susseguirsi di luoghi da scoprire – anche come itinerario on the road – fino al Golfo di Trieste e ai suoi storici bagni pavimentati. Ogni meta è un’occasione per vivere momenti di relax in riva al mare ma anche nella natura incontaminata, sport e adrenalina fra onde e vento, passeggiate slow nei borghi marinari e immancabili soste golose.

Una costa, tre anime: Lignano Sabbiadoro, Grado e il Golfo di Trieste

Lignano Sabbiadoro, porta della costa friulana, è da sempre sinonimo di spiaggia per tutti: con 39 stabilimenti balneari su 8 chilometri di sabbia dorata e il riconoscimento di Città degli alberi per il suo verde urbano, è un paradiso per famiglie ma anche per gli sportivi. Gli amanti dell’attività fisica all’aria aperta hanno, infatti, a disposizione strutture per allenarsi nel verde, manifestazioni dedicate e un’ampia scelta di escursioni in bicicletta, in barca oppure con le divertenti fat sand bike.

Per riscoprire le tradizioni e le atmosfere tipiche dei caratteristici borghi marinari, invece, la scelta cade su Grado, l’”Isola del Sole”: il suo centro storico pittoresco con le botteghe artigiane e i ristorantini, le sue riserve naturali punteggiate di canneti, lo scenografico ponte translagunare che conduce alla città UNESCO di Aquileia… sono un invito a passeggiare a ritmo lento, a piedi o in bicicletta, dopo una giornata trascorsa all’insegna del mare e del sole.

Ancora più a Est, il Golfo di Trieste è un caleidoscopio di attività da fare e luoghi da vedere: una lezione di kitesurf a Marina Julia, un bagno di sole sulle silenziose spiagge libere della costiera, un aperitivo al tramonto nei lussuosi locali di Portopiccolo oppure, per i più avventurosi, un’immersione sotto i castelli marini prima di dedicarsi alla scoperta di Trieste, città di cultura affacciata sul mare, sono solo alcune delle tante opportunità da vivere in vacanza.

Friuli Venezia Giulia: estate al mare tra natura e gusto

Godere a fondo di ogni nuova esperienza è l’imperativo dell’estate post pandemia. Un viaggio al mare in Friuli Venezia Giulia vuol dire anche questo: vivere momenti unici tra le riserve naturali e le valli da pesca della laguna di Grado e di Marano, i fiumi navigabili come il Tagliamento, l’Isonzo e lo Stella e i paesaggi lunari del Carso con le sue grotte e doline.

Alcune esperienze caratterizzano l’intera regione da sempre, come se il tempo si fosse fermato. Accade con le escursioni in barca sulle chiatte o le motonavi: seguendo il ritmo lento della laguna si salpa alla scoperta dei villaggi di casoni dei pescatori, incrociando gioielli poco noti come l’isola di Barbana con il suo antico santuario mariano, meta di pellegrinaggio e principio del Cammino celeste. Nelle riserve della Valle Canal Novo di Marano, della Valle Cavanata e dell’Isola della Cona si può fare birdwatching e fotografia naturalistica circondati da fenicotteri rosa e gruccioni colorati in accoppiamento, ma anche avvicinare i cavalli bianchi Camargue che vivono allo stato brado sull’Isola della Cona.

La scoperta del territorio passa anche attraverso i suoi sapori. A partire da Sea&Taste, una rassegna di tour enogastronomici pensata per svelare luoghi interessanti e inaspettati del Friuli Venezia Giulia come la Strada del Vino e dei Sapori, i Castelli di Duino, i borghi magici di Valvasone e Spilimbergo, e i sapori forti e decisi dei piatti di pesce della tradizione e dei suoi grandi vini bianchi.

Non mancano, infine, le esperienze per i più piccoli: soggiornando negli hotel aderenti al circuito Family, è possibile ricevere una Family Card che permette di accedere gratuitamente o a prezzi scontati a parchi divertimento, musei interattivi, siti storici e archeologici, laboratori nelle fattorie didattiche, e molto altro. Qualche esempio? Snorkeling all’Area Marina Protetta di Miramare, ingresso alla Grotta Gigante, alla casa delle farfalle di Bordano, al parco naturale delle Prealpi Giulie, escursione in barca “Nave dei Pirati” di Lignano Sabbiadoro. Per una vacanza piena di vita e senza pensieri.

Info: turismofvg.it

 

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Genova, la città di mare dalle tante anime

Intrigante, fascinosa, multiforme: Genova è una città con tante anime diverse. E anche in questi mesi di chiusure offre molteplici itinerari da percorrere all’aria aperta in tutta sicurezza. Città di mare, anzitutto. E se nell’area del Porto antico riqualificato da Renzo Piano è bello camminare lungo i moli, più a levante, lungo corso Italia, la promenade dei genovesi, a Boccadasse, poetico borgo di pescatori, e a Nervi, con la romantica passeggiata a filo di scogliera e il parco monumentale, si riesce ad assaporare il gusto elegante della villeggiatura d’epoca, fra viali di palme e stabilimenti balneari, ville liberty e dimore razionaliste.

Palazzo Reale, uno dei Rolli più prestigiosi.

Genova, poi, vanta architetture e monumenti magnifici. Il suo centro storico è un dedalo di vicoli, i caruggi, crogiolo culturale che racchiude la sua anima più verace. Qui è bello perdersi fra piazzette e chiese romaniche, edicole votive e antiche botteghe attive da cento o più anni, all’ombra degli splendidi palazzi dei Rolli, oggi Patrimono Unesco, vere e proprie regge realizzate nei secoli dalle famiglie patrizie e dalla ricca borghesia mercantile e impiegati dalla Repubblica marinara per ospitare le visite di Stato.

La città inoltre è una capitale dello street food – la farinata e la panissa, i cartocci di acciughe fritte e la focaccia – e vanta una gastronomia che non ha eguali per profumi e sapori: dal pesto alla salsa di noci, dai pansotti ai ripieni e alle torte di verdure, dalla cima al cappon magro è sempre una festa per il palato.

Un piatto di trenette al pesto, emblema della cucina genovese.

Ma Genova è anche verticale e scenografica, disposta come una quinta teatrale. Le sue alture si raggiungono facilmente con funicolari e ascensori, o percorrendo a piedi le sue creuze, caratteristiche stradine con la pavimentazione in mattoni, da cui godere di viste impareggiabili. Come da Spianata Castelletto, che ha ispirato poeti e cantautori.

Per ogni altra informazione sulla città si può consultare il sito visitgenoa.it.

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Ciclovia Alpe Adria: da Udine a Grado, alla scoperta di un Friuli Venezia Giulia pieno di sorprese

Parte da Udine e termina a San Daniele, il 20 ottobre, la tappa friulana del Giro d’Italia, la sedicesima dall’inizio della competizione ciclistica che si concluderà a Milano domenica 25. Una tratta impegnativa, 229 km di varianti che decuplicano e complicano un percorso disegnato in gran parte sul profilo delle Prealpi Giulie, che coglie il suo traguardo nel bel mezzo del Friuli Venezia Giulia più collinare.

Tutti in sella sull’Alpe Adria

Muovendo in direzione opposta dalla città capoluogo, ai cicloturisti che transitano in questa stagione nelle province del Nord Est si addice di più l’ultimo tratto dell’itinerario servito dalla ciclovia Alpe Adria, felice esempio di cooperazione transfrontaliera per lo sviluppo della mobilità sostenibile, che corre da Salisburgo, in Austria, a Grado, sull’Adriatico, passando appunto per Udine, la città con le piazze dal fascino veneziano. I 59 km che separano la città affrescata da Giambattista Tiepolo negli anni della maturità dalla rinomata località balneare vicina alla foce dell’Isonzo si coprono comodamente in quattro ore, ma le numerose occasioni di sosta rendono la trasferta molto interessante e potenzialmente molto lunga.

Negli occhi ancora il fascino tutto veneziano dell’udinese Piazza della Libertà, gli amanti dell’architettura e dell’arte provano una forte emozione varcando in sella alla propria bici la prima delle tre porte monumentali di Palmanova, la città-fortezza a pianta stellata fatta costruire dai veneziani alla fine del XVI secolo per proteggere la Serenissima sul confine orientale. Dal 2017 fa parte di un elenco ad hoc del patrimonio Unesco, dedicato alle opere difensive della repubblica marinara.

Palmanova, Piazza Grande. Foto di Massimo Crivellari

Da Palmanova a Grado, una sorpresa continua

Dichiarata “miglior pista ciclabile europea” alla Fiets en Wandelbeur, la fiera delle vacanze active di Amsterdam, nel 2015 e vincitrice dell’Italia Green Road Award 2016, la Ciclovia Alpe Adria Radweg non è seconda a nessuna per funzionalità e panorami. Dopo aver attraversato il centro storico di Palmanova circondando l’esagono perfetto di Piazza Grande, l’itinerario prosegue alla volta del borgo privato (con annesso castello) di Strassoldo di Sopra con sosta a Cervignano del Friuli, prima di fare rotta verso Aquileia, una delle città più grandi e ricche dell’Impero Romano nel Mediterraneo e centro propulsore del Cristianesimo in tutta l’Europa centrale durante il Medioevo, che è stata dichiarata patrimonio mondiale UNESCO fin dal 1998 per la sua vasta area archeologica con i resti del foro romano e la Basilica lastricata di mosaici.

Da qui, sono pochi i chilometri che separano dall’Adriatico, di cui si avverte già il profumo, e dall’isola di Grado, la “prima Venezia” collegata alla terraferma dalla strada Mosconi (SR 352) che attraversa la laguna e termina con un ponte girevole intitolato a Matteotti. Un bell’approdo, molto spesso soleggiato, per i tanti turisti che scelgono sempre più frequentemente le due ruote come mezzo di trasporto sostenibile e trovano in spiaggia (tre chilometri di sabbia finissima, esposti completamente a Sud) un po’ di meritato riposo con vista su Trieste, le città slovene e l’Istria. Nel palmares di Grado, anche il riconoscimento della FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta di Comune ciclabile a 5 stelle (bike smile).

La laguna di Grado

Adria Bike e Pedemontana: paradisi dei ciclisti

Una volta raggiunto il mare, molti cicloturisti se ne innamorano e prediligono gli itinerari costieri. A questo desiderio risponde perfettamente Adria Bike, la ciclovia dell’Alto Adriatico (parte del network europeo Eurovelo 8) che segue la costa del Friuli Venezia Giulia da Lignano fino a Muggia, proseguendo poi, a scelta, verso Venezia-Ravenna o Slovenia-Portorose, per un totale di circa 1000 chilometri. La vicinanza della rete ferroviaria consente di abbinare in diversi tratti il servizio bici+treno o anche, nei pressi delle zone lagunari, di servirsi di comodi e panoramici passaggi bici + barca.

Di grande interesse è anche la ciclovia Pedemontana e del Collio, segnalata sulla carta come n. 10 e sulla strada come FVG 3: attraversa orizzontalmente il Friuli Venezia Giulia, sfiorando alcuni dei punti più  suggestivi della regione, come il greto del Tagliamento, centri di grande richiamo storico-culturale come Cividale del Friuli, borgo Bandiera Arancione-TCI bagnato dal fiume Natisone che racchiude tesori riconosciuti dall’UNESCO come il Monastero di Santa Maria in Valle e il Tempietto Longobardo, fino a raggiungere la zona del Collio Goriziano, un paesaggio collinare ricco di vigneti. Da non perdere, a soli 9 km da Cividale, la visita al santuario mariano di Castelmonte, sulle Prealpi Giulie.

Sulle tracce del Giro d’Italia

Prendendo come punto di riferimento la partenza e l’arrivo della tappa friulana del Giro d’Italia 2020, ci sono poi da segnalare l’anello conosciuto come Medio Friuli, una pedalata che parte dalla stazione ferroviaria di Udine e vi fa ritorno dopo un percorso di ben 106 km, a bassa difficoltà, che si volge in parte su asfalto e in parte su sterrato (intercettando tra l’altro il torrente Cormor, i Prati della Piana di Bertrando, le alture moreniche di Pozzuolo e gli altri itinerari della “Terra dei Patriarchi”) e i tour organizzati dal consorzio We Like Bike, un ricco programma di eventi cicloturistici in e-bike e mountain bike che prendono tutti il via dai dintorni di San Daniele del Friuli.

Senza dimenticare gli itinerari ciclabili studiati su misura per le famiglie con bambini, e comodamente mappati sul sito della Regione.

Da ricordare infine, per i fan del Giro d’Italia, i percorsi che seguono fedelmente i tracciati di alcune storiche tappe friulane, come Cordenons-Moltasio, Tarvisio-Vajont, Maniago-Zoncolan e Gemona del Friuli-Trieste.

 

Scopri di più su Italia.it

 

Durante il giro partecipa anche tu al racconto social di Italia.it e delle Regioni italiane con l’hashtag #Italybybike, su FacebookInstagram e Twitter. Un viaggio alla scoperta dei territori attraversati dal Giro d’Italia, delle loro bellezze e degli itinerari cicloturistici. Si parte!

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