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Autunno a Courmayeur: weekend ai piedi del Monte Bianco, tra foliage e sport all’aria aperta

Scegliere Courmayeur, la celebre località valdostana ai piedi del Monte Bianco, come meta di una vacanza o un long weekend, può sembrare naturale in estate, in cerca di refrigerio, o in inverno, per godere delle sue celebri piste da sci, eppure è proprio l’autunno il momento più magico per scoprirla.

L’autunno è una seconda primavera, quando ogni foglia è un fiore“, scriveva Albert Camus. E, a Courmayeur, lo sguardo viene letteralmente conquistato dalla “fioritura” del foliage, quando il fogliame degli alberi vira verso le tonalità più calde e i boschi si trasformano in un trionfo di sfumature rosse e arancioni, gialle e marrone bruciato.

È uno spettacolo per gli occhi e per l’anima, una sorta di cromoterapia naturale in grado di rasserenare e rigenerare, prima di affrontare l’inverno e le sue preoccupazioni.

Courmayeur, regina del foliage

Uno dei punti di partenza di un itinerario ideale tra i mille colori del foliage è proprio la Val Ferret, adagiata sotto il massiccio del Monte Bianco. Situata a nord della conca di Courmayeur, cambia aspetto in ogni stagione, ma in autunno è unica: diventa completamente rossa e arancione. Il panorama che si gode qui lascia senza fiato: oltre alla maestosità del Monte Bianco, si può ammirare il Dente del Gigante, le Grandes Jorasses, l’Aiguille de Triolet e il Mont Dolent.

Per chi ama il trekking, in particolare, la Val Ferret offre passeggiate panoramiche come quella che si lascia alle spalle Lavachey e prosegue fino al rifugio Bonatti, passando per un incantevole bosco di larici.

La Val Veny, a ovest di Courmayeur, ha invece il pregio di essere meno frequentata dai turisti e, quindi,  poco affollata. Si estende, con paesaggi molto diversi, da Entrèves fino al Col de La Seigne, al confine con la Francia, regalando un’esperienza di rara bellezza a chi la visita in autunno. Qui, infatti, le sfumature di rosso, giallo e arancione, nella natura intorno al Lago Combal e in fondo alla vallata, sono spettacolari.

In alternativa, basta una passeggiata nella Val Sapin, raggiungibile a piedi comodamente dal centro di Courmayeur, per scoprire un autentico gioiello naturalistico, intimo e suggestivo, perfetto per le famiglie con bambini piccoli ma anche per chi vuole cimentarsi nel trekking grazie al suo anello di camminate con salite di difficoltà variabile.

Courmayeur è bella da visitare tutto l’anno (foto: Courmayeur Mont Blanc)

Autunno a Courmayeur, tra passeggiate ed escursioni in mountain bike

Che si tratti di una gita fuori porta o di un long weekend, ma anche che si viaggi in famiglia, da soli o in coppia, ai piedi del Monte Bianco, nella zona di Courmayeur, è impossibile annoiarsi. Per chi cerca attività sportive o momenti di relax, le idee, in autunno, non mancano, soprattutto all’aria aperta. Complici le giornate ancora bellissime e lunghe, tra passeggiate, escursioni in mountain bike o e-bike e trekking non c’è che l’imbarazzo della scelta. Qualche esempio?

Proprio per far scoprire i sentieri più suggestivi e le bellezze naturali del territorio, Courmayeur Mont Blanc ha organizzato, a ottobre, escursioni in collaborazione con i maestri di mountain bike e le guide.

Per gli amanti del trekking, il 17 ottobre si va alla scoperta di impronte e suoni lasciati dagli animali del bosco, attraversando la suggestiva Balconata della Val Ferret in direzione del rifugio Bonatti mentre il giorno successivo, il 18, è in programma “Voliamo tra le nostre montagne”, un’escursione dedicata agli sportivi tra le meraviglie della Val Sapin.

Ricco di appuntamenti anche il weekend successivo: il 24 ottobre è in calendario “Autunno magico, colori e suoni di una stagione dal ritmo lento”, passeggiata per famiglie nella Val Veny, con tappa nel fiabesco bosco del Freney e ai laghetti del ghiacciaio del Miage, mentre il 25 ottobre c’è il trekking di sei ore lungo l’anello del Mont Fortin, circondati dai ghiacciai del Monte Bianco.

Courmayeur e le sue valli vestite dei colori autunnali (foto Courmayeur Mont Blanc)

Chi invece predilige la mountain bike o l’e-bike, non resterà deluso. Negli stessi due weekend, 17-18 ottobre e 24-25 ottobre, sono stati organizzati tre possibili percorsi nelle vallate di Courmayeur, concordati con gli istruttori del Velo Club di Courmayeur, in base al livello di preparazione dei partecipanti.

Il primo attraversa la Val Veny e passa lungo l’anello Freney, con la possibilità di raggiungere il lago Combal. Il secondo è dedicato alla Val Ferret ed è il giro classico fino al Rifugio Elena. Il terzo, infine, è l’Anello della Val Sapin.

Per chi cerca il relax, anche dopo un’attività sportiva, l’appuntamento è, infine, alle Terme di Pré Saint Didier o alla celebre cantina La Cave Mont Blanc per una degustazione di vini pregiati. Non basta? C’è sempre la possibilità di vivere un’esperienza a tutta adrenalina tra i percorsi sospesi nel Parco Avventura Mont Blanc. Pronti a partire? Lo spettacolo sta per iniziare.

Per informazioni: courmayeurmontblanc.it/autumnatitspeak

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Valle Arroscia: il sapore delle Alpi Liguri, tra trekking e antiche ricette

È uno spicchio di Liguria dal territorio avaro, la Valle Arroscia. Tra il Cuneese e le valli occitane. Un orizzonte vicino alle città, eppure nuovo. Alle spalle delle spiagge di Cervo, di Diano Marina o di Alassio, dove si va per gli ultimi weekend di mare. Una valle dove fermarsi sulla strada del ritorno in città, per sgranchire i muscoli tra torrenti e sentieri e fare incetta di sapori unici che aiutino a ricordare l’aria aperta, il verde e il sole.

Nelle fasce strappate alla montagna dell’Alta Valle Arroscia, nel Parco naturale regionale delle Api Liguri, si coltivavano grano, segala, patate, fagioli e ortaggi. La base di una cucina contadina tutta particolare, fatta di latticini, farinacei, erbe colte dai pastori lungo i tratturi.

È la tradizione da cui sono ripartiti i 14 ragazzi – sette donne e sette uomini, tutti sotto i 35 anni – che nel 2015 hanno fondato la cooperativa di comunità Brigì (info: expovallearroscia.com). Grazie a loro attività outdoor e enogastronomia si incontrano con visite ed “escursioni someggiate” con gli asini, procedendo sui cammini della transumanza, mentre zaini e cesti da picnic vanno nei basti, lasciando il fiato per guardarsi intorno.

Le escursioni con gli asini organizzate dalla cooperativa di comunità Brigì

“Di solito si arriva alle cascate dell’Arroscia, il fiume che dà nome alla valle, tra Mendatica e Montegrosso Pian Latte”, racconta Maria Ramella, presidente e fondatrice di Brigì. “Settembre è l’ideale per avvistare i camosci. Specie al tramonto, tra le vette intorno al massiccio del Saccarello, 2.201 metri, che d’inverno, con la neve, torniamo a visitare, ciaspole ai piedi. Magari nelle notti di plenilunio”.

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Questo è anche il mese dei laboratori con i bambini. “Dall’età di cinque anni si fanno collage con le prime foglie gialle, o si visita il mulino con il figlio dell’ultimo mugnaio del paese”. Il 27 settembre, Giornata dei sentieri liguri, è prevista un giro gratuito guidato nel parco, tra i boschi che nascondono chiese rupestri affrescate, come Santa Margherita o San Bernardo delle Salse, e arditi ponti in pietra.

Il percorso prosegue nelle trattorie dei borghi, negli agriturismi e le cantine. Racconti da gustare, come gli streppa e caccialà, pezzi di impasto appiattiti con le dita, gettati in acqua con foglie di cavolo rapa e patate e conditi con il brusso, la ricotta fermentata. O come le raviore, fagottini d’erbe selvatiche crude. Sono un vanto locale, queste ultime: l’erba amara e l’erba luisa, gli spinaci selvatici e la menta, la cicoria e l’ortica.

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Su tutto, un bicchiere di Ormeasco, vitigno autoctono che deriva dal dolcetto, da acquistare poi nelle cantine del castello medievale di Pornassio, dove la famiglia Guglierame affina vini dal 1992 in quello che lo scrittore Mario Soldati chiamò “il più spettacoloso, originale paesaggio viticolo che abbia mai visto in vita mia”.

I carrugi di Pieve di Teco (iStock)

Anche l’acqua abbonda, quassù. Rio Santa Lucia, sopra Pieve di Teco, è un torrente inforrato perfetto per il canyoning (info guide per il canyoning su blumountain.it o prenotando sulla piattaforma experienceliguria/agenziainliguria.com, con molte altre idee su attività in regione). In quattro ore si coprono 200 metri di dislivello tra cascate, nuotate, tuffi in pozze trasparenti e scivoli di pietra. Un ultimissimo bagno dell’estate che sarà difficile dimenticare per un po’.

Canyoning con le guide di Blumountain

Dove mangiare in Valle Arroscia

Agriturismo Il Castagno
Poche camere semplici in campagna. Prenotare quella d’angolo con vista sull’intera valle, e la cena con gli streppa e caccialà e le tagliatelle con le ortiche di Terzilia Pelassa, nata e cresciuta a Mendatica. Del caseificio si occupa la figlia Simona Pastorelli. Vendono carne, formaggi , salumi, ortaggi e frutta dell’orto. E offrono esperienze in fattoria. Cucina espressa: meglio prenotare.
Prezzi: doppia in mezza pensione a 110 euro. Per il ristorante, a 25 euro il menu fisso con caffè e digestivo locale con erba artebusa.
Indirizzo: SP 74, Mendatica (Im).
Info: tel. 0183.32.87.18.

Agriturismo Bacì du Mattu
Cucina bianca come sugeli (gnocchetti di acqua e farina), turle (ravioloni con ripieno di patate e menta) conditi con burro e menta, bastardui (impasto acqua e farina e verdura) anche a forma di trofie. Aperto solo su prenotazione nei fine settimana e festivi.
Prezzo medio: 30 euro menu fisso completo.
Indirizzo: via Mazzini 50, Mendatica (Im).
Info: agriturismobacidumattu.it

Osteria del Rododendro
Cucina bianca tradizionale: porri, latticini, scorzonera e patate trasformate dei piatti tipici come le raviore, pasta ripiena di erbe spontanee crude, o il brodo d’erba amara (su richiesta) con patate e uovo.
Prezzo medio: menu degustazione 27,50 euro.
Indirizzo: via IV Novembre 4, Montegrosso Pian Latte (Im).
Info: tel. 0183.75.25.30.

Il brodo di erbe amare dell’Osteria del Rododendro, a Montegrosso Pian Latte

Azienda Vinicola Guglierame

Degustazioni su prenotazione e vendita di vino Ormeasco e del rosè naturale Sciac-trà (da non confondere con quello delle Cinque Terre).
Indirizzo: via Castello 4, Pornassio (Im).
Info: ormeasco-guglierame.it

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Long weekend in Tirolo: dalla Zillertal a Seefeld, per un’estate senza fine in montagna

Lontano dalla folla, nella natura. L’aria pura. E poi l’incontro genuino con le tradizioni e i sapori di una terra accogliente. C’è più di un buon motivo per regalarsi una fuga di fine estate nel Tirolo austriaco. Piace ai grandi esperti della montagna, a chi si approccia per la prima volta alle cime e a chi cerca un avventura e adrenalina. Qui ci si perde in passeggiate nel bosco, escursioni a cavallo tra laghi e praterie alpine, pedalate – anche in sella a una bici elettrica – alla conquista delle Alpi. E poi ci sono le pareti per l’arrampicata, i sentieri per fare jogging e nordic walking. I lanci in parapendio, il rafting lungo i fiumi.

Ma il Tirolo è sulla mappa anche dei turisti che cercano una destinazione per staccare completamente la spina, per rilassarsi in un centro benessere di lusso, dedicarsi allo shopping o divertirsi al casinò.

E quest’anno, in questa strana estate che richiede flessibilità e attenzione in più, vuole essere una meta sicura, con regole definite per stare tutti più tranquilli, e con diversi hotel disponibili a cancellare le prenotazioni e rimborsare i pagamenti anticipati.

Il long weekend può iniziare da Mayrhofen, a sole due ore d’auto da Bolzano. È il centro principale della Zillertal, una delle maggiori valli tirolesi. Un’oasi verde circondata dalle montagne, che regala un ritorno alla natura, ai ritmi lenti.

Zillertal, dove si trova e cosa fare d’estate

La Zillertal, a soli 40 km da Innsbruck, è facilmente raggiungibile in treno fino Jenbach e poi – con andamento lento – fino a Mayrhofen, sul treno della Zillertalbahn.

Questa valle ampia è famosa per attirare sportivi, famiglie e chiunque ami la montagna più autentica. Numerosi escursionisti e ciclisti scelgono di salire sulle cime con gli impianti di risalita, per poi andare comodamente alla scoperta degli altipiani, delle malghe e dei ristori, sulle due ruote o a piedi. D’altronde, qui la rete di sentieri conta più di 1.750 chilometri. Si mettono invece gli sci ai piedi salendo al ghiacciaio dell’Hintertux (a 3.250 metri di quota)l’unica stazione sciistica in Tirolo a offrire anche d’estate la possibilità di sciare. 

La regione Zillertal, situata a circa 40 km ad est di Innsbruck, giunge da Strass im Zillertal fino a Mayrhofen. (ph: eb)

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Cosa fare a Mayrhofen in estate (e in autunno)

Mayrhofen è la località più grande e nota della valle. Il centro è curatissimo, a misura di turista. Ancora poco conosciuto dagli italiani, questo luogo in estate e in autunno è un rifugio perfetto per le famiglie con bambini, per le coppie in cerca di intimità o per chi preferisce una vacanza in solitaria.

In inverno, ovviamente, lo scenario cambia completamente: Mayrhofen è infatti la seconda destinazione turistica del Tirolo con circa 1,3 milioni di pernottamenti. Tuttavia, dopo l’emergenza da Covid-19, gli operatori turistici spiegano di voler cambiare e ridefinire il concetto di ospitalità. Insomma, impegnarsi ad offrire un approccio più “soft”, all’insegna della sostenibilità, della pace e della tranquillità. Alcune proposte dell’Ente del Turismo, infatti, sono già sul tavolo e prevedono, tra l’altro, il divieto di consumare alcolici nei luoghi pubblici all’aperto.

Il paese di Mayrhofen, a 633 metri di quota, con i versanti del Penken e dell’Ahorn. (ph: iStock)

Le montagne intorno a Mayrhofen sono un invito a passare le giornate all’aria aperta. E con la Zillertal Aktivcard, una comoda tessera valida fino al 4 ottobre 2020, è possibile utilizzare ogni giorno uno dei 10 impianti di risalita estivi dell’area, oltre agli autobus e i treni. Con la card si entra anche gratis in una delle 6 piscine all’aperto.

Consigliata l’escursione – in bici o a piedi – ai 1.800 metri del monte Penken con la cabinovia Penkenbahn. Oppure, è emozionante la salita sull’Ahorn, sempre da Mayrhofen, con la funivia: il panorama da qui è magnifico.

Per un po’ di jogging di primo mattino, dal centro del paese si seguono invece i sentieri che affiancano il fiume Ziller.

Sull’Ahorn ci si arriva con la funivia da Mayrhofen. Da qui si può partire per numerose escursioni. (ph: eb) 

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Dove dormire nella Zillertal

Gli hotel nella Zillertal sono quasi tutti quattro o cinque stelle. Nel centro di Mayrhofen, si trova lo Zillertalerhof. Perfetto per un weekend di relax, il 4 stelle S è stato recentemente ristrutturato e trasformato da classico albergo per le vacanze in disinvolto “Alpine Hideaway”. Un hotel dallo stile giovane, autentico e  volentieri “un po’ diverso dagli altri” – come i due giovani padroni di casa Franz-Josef e Katharina Perauer tengono a sottolineare. Ha portato una ventata d’aria fresca (e quasi un po’ atmosfera newyorkese) nel mondo alberghiero tirolese combinando sapientemente innovazione e tradizione.

“Abbiamo tratto ispirazione dai nostri soggiorni all’estero, osando un po’” racconta Franz-Josef, il titolare. Non a caso, il motto dell’hotel è: Tradition.Reloaded!.

Ovunque alle pareti sono disposte opere di artisti tirolesi (all’ingresso si viene accolti da uno spiritoso “Hello gorgeous!“), mentre la Spa ospita una piscina interna, esterna, bagno turco, tre saune. La capocuoco Silvia Wohlfahrt seduce gli ospiti del boutique hotel con un “giro del mondo in sei atti” (da provare le zuppe e la selvaggina, deliziosi), mentre il piccolo Hof Bar Wine & Cocktail Bar promette persino un pizzico di rock’n’roll.

L’hotel garantisce inoltre che tutte le prenotazioni fino a fine novembre 2020 si possono cancellare senza costi fino a 48 ore prima del viaggio. Per garantire la sicurezza, tutti i dipendenti vengono sottoposti regolarmente al test per il Coronavirus.

Il Zillertalerhof di Mayrhofen. In questo hotel 4 stelle Superior, ai dettagli ci tengono molto. (ph: Zillertalerhof)

Ci spostiamo al Mari Pop Hotel, nel tranquillo paese di Ried, sempre nella Zillertal. Sicuramente è il più particolare. Qui si entra da sconosciuti, si viene accolti come farebbe un impeccabile padrone di casa e si va via da amici. Per salutarsi basta un “Servus“.

Markus Rist, 43 anni, che gestisce l’hotel insieme alla sua compagna Silvia Gschösser, 32 anni, ha voluto ridefinire il concetto di ospitalità. “I nostri ospiti cercano un’autentica esperienza di viaggio, vogliono conoscere la Zillertal e la sua gente, la nostra cultura, le tradizioni e l’identità” racconta Silvia.

 Da “stay a while” il claim dell’albergo è diventato “stay forever”. (ph: Mari Pop Hotel)

Dopo un anno e mezzo come pop-up hotel (il primo delle Alpi) e otto mesi di ristrutturazione, la struttura è infatti stata riaperta a fine luglio. E da stay a while il claim è diventato stay forever.

Gli ospiti trovano un totale di 45 camere, distribuite nell’edificio principale e nella guest house. Hanno uno stile minimal ma molto cosy, accogliente. La simbiosi tra arte e natura ed eventi speciali di musica e di letteratura rendono questo rifugio davvero unico. Su tre piani, la giovane coppia ha infatti voluto ricreare un “viaggio dalla città alla valle, dalle montagne alla vetta”. Come? Il piano terra (che comprende un ristorante con un lungo tavolo per socializzare, salottino e cucina a vista, spazi per il coworking e sale conferenze) vuole ricordare la Zillertal, mentre il piano interrato (con spazio per eventi, caffè, Spa per famiglie e piscina coperta) ricrea un’atmosfera urbana e di design. Al primo e al terzo piano ci sono camere doppie, familiari e le suite.

E sul tetto c’è una piccola Spa con sauna panoramica e zona relax per adulti. Da qui, la vista sulle montagne circostanti e sul centro storico infonde un senso di pace e serenità.

Un altro indirizzo consigliato per dormire nella Zillertal è un hotel che non a caso viene scelto soprattutto dalle coppie. Si tratta del Wöscherhof di Uderns, tra Fügen e Ried. Con un’area wellness incredibile, recentemente ristrutturata e ampliata, e 20 nuove suite dotate di molo privato per l’accesso a un laghetto naturale.

Nell’area benessere di 2000 metri quadri si trovano saune, sale relax, area massaggi, spazio energetico separato per lo yoga, reparto beauty, sala fitness. E, per gli amanti del golf, a pochi passi sorge un campo da 18 buche. 

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Tappa a Seefeld, da riscoprire in estate

Infine, ecco Seefeld. Località chic e raffinata, tutta racchiusa intorno a un’unica piazza su cui si staglia la bella chiesa di St. Oswald. Certo, i più assoceranno il suo nome al mondo dello sci: qui si sono infatti disputate le Olimpiadi invernali nel 1964 e 1976 e le piste innevate divertono ogni anno i più sportivi. Ma la cittadina di tremila abitanti attira però tantissimi viaggiatori anche in estate.

Si trova a 20 km da Innsbruck (un’ora e mezza di auto da Bolzano, 40 minuti di treno da Innsbruck) su uno degli altopiani più soleggiati dell’Austria, a 1.200 metri. Tutto attorno dominano i sentieri per bike e mountain bike. Un numero? Nell’Olympiaregion Seefeld ce ne sono ben 570 chilometri. Gli sport all’aperto, per farla breve, qui sono un must in ogni stagione dell’anno. Da Seefeld si può partire anche per lunghi tour alpini (in bici o a piedi) all’interno del Karwendel, la più grande area protetta dell’Austria. Su una superficie di 727 chilometri quadrati, comprende quasi tutto il massiccio del Karwendel. 

La iconica chiesa barocca Seekirchl, emblema di Seefeld. (ph: iStock)

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Cosa fare a Seefeld in estate: trekking, tuffi nei laghi, giri in bici

L’area pedonale di Seefeld è ideale per bere un aperitivo o fare un po’ di shopping: vetrine di lusso e negozi – anche quelli di ghiottonerie locali – si alternano a hotel 5 stelle e case con le facciate affrescate e i balconi pieni di fiori. C’è anche il casinò, uno dei più belli del gruppo Casinos Austria.

Appena fuori dal centro, ai piedi della collinetta su cui si erge la chiesa barocca Seekirchl, emblema della città, c’è un percorso che si estende per 142 chilometri lungo il torrente, ideale per passeggiate tranquille e trail. Il consiglio: noleggiate una bici elettrica e partite per un tour intorno al Brunschkopf, tra boschi, laghi e malghe. E poi, pranzate nell’incantevole rifugio Wildmoosalm. Oppure, prendete la funicolare fino alla Rosshütte e continuate verso la cima Seefelder Joch con la funivia, a piedi o sulle due ruote; da soli o con i bimbi al seguito.

Il lago Möserer See, che raggiunge una profondità massima di 11 metri ed è uno dei laghi più caldi del Tirolo. (ph: Tirol Werbung)

I più esperti possono continuare fino alla Seefelder Spitze (2.200 metri) e poi fino alla Reither Spitze (2.373 metri): da qui il panorama su Seefeld e le cime delle Alpi austriache non ha prezzo. L’alternativa è un tuffo (anche in autunno) nel Wildsee, a cui Seefeld deve il proprio nome, alle porte del paese. Da non perdere anche il suggestivo lago Möserer – un’oasi di pace. Se tuttavia queste acque vi sembrano troppo fredde, potete immergervi nella piscina riscaldata all’aperto dello stabilimento balneare “Strandperle”.

L’escursione dal Seefelder Hoch alla Seefelder Spitze dura circa 40 minuti ed è adatta anche ai meno esperti. (ph: eb)

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Dove dormire a Seefeld

Anche a Seefeld gli hotel sono quasi tutti quattro o cinque stelle. Da agosto c’è però un nuovo complesso di chalet con appartamenti. Per chi cerca il romanticismo e, perché no, il distanziamento. Si chiama AlpenParks Chalet & Apartment Alpina Seefeld ed è stato aperto dopo due anni di lavori. Ospita un totale di 43 nuovi appartamenti con giardino e balcone, per un massimo di otto persone (in alcuni c’è persino la sauna privata).

Il resort dispone inoltre di un proprio bistrot, di una lounge, di un’area benessere con sauna finlandese, bagno turco, biosauna. Tutto è curato nei minimi dettagli e l’hotel è perfetto per un soggiorno in coppia, con la famiglia o con gli amici.

Il progetto (da 22 milioni di euro) è di Marcati Hotels & more della famiglia Marcati di Seefeld, nome importante di albergatori e imprenditori della zona. Le origini sono italiane, di Brunico per la precisione. “Il nostro concetto riflette il desiderio di spazio e libertà combinato con il lusso dei servizi di un hotel” dice Mario Marcati. Che aggiunge: “Anche qui tutti i nostri collaboratori sono sottoposti regolarmente al test del Coronavirus”.

In qualità di consigliere comunale e membro del direttivo dell’Ente turistico locale, il trentottenne sintetizza in poche parole i progetti futuri di Seefeld: “Distinguersi dalle grandi stazioni sciistiche, uscire dalla massa e puntare sulla vacanza esclusiva, all’insegna anche del buon cibo”. 

E per cena, ci si può fermare alla Seefelder Stube, sempre del gruppo Marcati, per un Wilderer Pfandl: gulasch di cervo e camoscio della zona di caccia della famiglia servito con salsa ai funghi, Spätzle fatti in casa e mirtilli rossi.

L’AlpenParks Chalet & Apartment Alpina Seefeld, appena fuori dal paese, inaugurato a fine luglio 2020. (ph: Marcati Hotels)

Informazioni utili su Zillertal e Seefeld

Per organizzare le vacanze nella Zillertal e a Seefeld, tutte le informazioni utili, gli aggiornamenti sugli eventi, gli itinerari e le attrazioni da scoprire sono disponibili sul sito ufficiale del turismo Tirolo, tirolo.com

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Lago di Misurina, Auronzo di Cadore: la leggenda, le escursioni, come arrivare e cosa fare nei dintorni

Il lago di Misurina, ad Auronzo di Cadore, in provincia di Belluno, è uno dei laghi del Veneto dalla bellezza “leggendaria”. Lo chiamano la “Perla del Cadore” e non è difficile capirne il motivo: a fargli da cornice ci sono le vette più famose delle Dolomiti, come le Tre Cime di Lavaredo, i Cadini, il Sorapiss e il Cristallo.

Tutte mete di escursionisti che si cimentano in panoramiche passeggiate. Ma anche chi cerca riposo e relax giunge alle rive del bellissimo lago di Misurina, conosciuto come un’oasi del buon respiro, con tanto di centro per la riabilitazione e la cura dell’asma e delle malattie respiratorie. Una destinazione perfetta per delle vacanze nella natura, insomma. E presto, lo si potrà ammirare anche in tv.

Lago di Misurina, location di “Un passo dal cielo”

La popolare fiction Rai, Un passo dal cielo, dopo dieci anni, lascia infatti la Val Pusteria e sposta il set nel Bellunese. Il lago di Misurina, assieme al vicino lago di Antorno e di Auronzo, le Dolomiti Venete e Cortina d’Ampezzo, sarà quindi tra le nuove location della serie tv. E c’è già chi scommette su un’impennata del turismo, come già successe in passato con il lago di Braies. Anche se bisogna ammettere che d’estate il lago veneto è già piuttosto frequentato.

Subirà lo stesso destino? Difficile fare previsioni, ma, nel frattempo, godiamoci la natura e scopriamo cosa fare al lago di Misurina e dintorni in una vacanza a ritmo lento.

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Lago di Misurina: la leggenda

Situato a meno di mezz’ora d’auto da Cortina d’Ampezzo, il lago di Misurina, con un perimetro di 2,6 chilometri e una profondità di circa 5 metri, è il lago naturale più grande del Cadore. Ma è anche un luogo magico, la cui bellezza ha dato origine a leggende e storie. Le più famose raccontano la sua origine e vedono protagonista la Misurina, la figlia graziosa ma alquanto capricciosa del re Sorapiss, vedovo, che regnava sulle Tofane, l’Antelao, le Marmarole e le Tre Cime di Lavaredo.

La bambina, compiuti otto anni, scoprì dell’esistenza di una fata che viveva sul monte Cristallo e che aveva uno specchio magico capace di rivelare i pensieri di chi lo guardava. Misurina desiderava ad ogni costo quell’oggetto prezioso e pregò a lungo il padre. Che alla fine, cedette, e accompagnò Misurina al cospetto della fata.

La creatura magica, intenerita dalle lacrime di Sorapiss, decise di donare lo specchio a Misurina a una condizione: che Sorapiss accettasse di essere trasformato in una montagna. L’intento della fata era far desistere il re e la bambina, ma Sorapiss consentì al sacrificio. E così, mentre si specchiava, ai piedi di Misurina cominciarono a crescere rocce, alberi e prati: quello che poco prima era il padre, si stava trasformando in montagna. Spaventata, la piccola cadde nel vuoto e il padre, che assistette impotente alla morte della figlia, riempì la valle di lacrime. Da qui, il lago di Misurina.

Lago di Misurina, Auronzo, Dolomiti, Veneto
Una vista del lago di Misurina tra le montagne (ph. istock)

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Lago di Misurina, Auronzo di Cadore: le passeggiate

Leggenda a parte, il lago è un luogo che incanta i turisti in ogni stagione: d’estate e in primavera, per i boschi rigogliosi, il blu del cielo e le montagne imponenti; in autunno, per i mille colori del foliage, mentre d’inverno per l’acqua gelata, la neve sulle cime, le atmosfere rarefatte.

Situata ai piedi delle Dolomiti bellunesi, a un’altitudine di 1.756 metri sopra il livello del mare, il paese di Misurina, frazione di Auronzo di Cadore, è il punto di partenza ideale per esplorare le montagne della zona. Qui si passa dalle facili gite tra i boschi di larici a quelle più impegnative in alta quota.

Si inizia tranquilli con il giro del lago di Misurina a piedi. La passeggiata è semplice, si cammina tra acqua e bosco. E lungo il percorso non mancano le soste per un picnic con bella vista.

L’alternativa è offerta dal lago di Antorno, a soli 2 chilometri, da Misurina. Il piccolo specchio d’acqua meno noto, ma incantevole, circondato dai boschi e con le Tre Cime che si specchiano nelle acque, si raggiunge a piedi, anche in compagnia dei bambini.

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Lago di Misurina, passeggiate: si raggiunge a piedi il Lago di Antorno
Lago di Misurina, passeggiate: si raggiunge a piedi il Lago di Antorno (ph. Istock)

Il Lago di Misurina e le Tre Cime di Lavaredo

Il lago di Misurina è però soprattutto meta di escursionisti che puntano all’ascesa delle Dolomiti. L’escursione più gettonata (lo dimostrano le lunghe code estive, per questo vi consigliamo di goderla in autunno), è il Giro delle Tre Cime di Lavaredo, che parte dal rifugio Auronzo (si può salire in macchina pagando un pedaggio di 30 euro, o, facendo una scelta ecologica, con i Dolomitibus), tocca il rifugio Lavaredo e sale lungo il sentiero 101 del Cai fino al rifugio Locatelli.

Da qui si sale e scende lungo il sentiero 105 su uno sterrato panoramico, sempre con vista sulle cime pallide, fino a ritornare al punto di partenza (escursione semplice, da affrontare con l’adeguata attrezzatura, in circa 3 ore senza soste). Informazioni aggiornate sul percorso su auronzomisurina.it/tre-cime

Lago Misurina: escursione al rifugio Locatelli e Tre Cime di Lavaredo
Una delle escursioni più gettonate è quella che dal Lago di Misurina sale alle Tre Cime di Lavaredo (ph. istock)

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Dal Lago di Misurina al Monte Piana

Appena a nord di Misurina, raggiungibile anche con servizio navetta, ecco il Monte Piana. Il panorama è indimenticabile: lo sguardo abbraccia il versante nord-ovest delle Tre Cime, i Cadini, il Lago di Misurina con il Sorapìss alle sue spalle, la Val Popèna e il Cristallo, la Croda Rossa d’Ampezzo, il Picco di Vallandro, il Monte Rudo e i Gruppi dei Rondòni e dei Baranci.

Ma la montagna ci ricorda anche che qui fu combattuta la Prima Guerra Mondiale. Il Monte Piana è infatti considerato un museo all’aperto, memoria tangibile del conflitto in trincea che qui fece circa 14mila morti. Mentre al Rifugio Bosi è allestita una piccola esposizione con reperti bellici.

La camminata fino alla sommità del Monte Piana (2.324 metri) è turistica e non presenta particolari difficoltà. Dal lago di Misurina, si sale lungo la rotabile di guerra che che si stacca a sinistra all’inizio della salita per le Tre Cime di Lavaredo fino al Rifugio Bosi. Si cammina su vecchi sentieri militari e trincee e in tre ore si è in cima. Si scende per la stessa strada di andata (info più approfondite sull’escursione: trecimetrek.it).

Lago di Misurina estate
Una vista del Lago di Misurina in estate (ph istock)

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Altre escursioni dal Lago di Misurina

Dal lago di Misurina, inoltre, si può imboccare il sentiero 224 che porta alla base della Guglia De Amicis e all’ingresso della Val Popena. Si raggiunge quindi la Sella di Popena seguendo il 222, da ripercorrere anche per ritornare a Misurina (3 ore circa solo andata).

In alternativa, una piacevole passeggiata panoramica punta ai Cadini di Misurina, con vista privilegiata dalla catena delle Marmarole fino alle Tofane. Si prende la seggiovia (ma c’è anche un sentiero che sale per i più sportivi) fino al al Rifugio Col de Varda e si inizia a camminare. Destinazione: il Bus de Pogofa e, quindi, la Forcella Maraia con il Rifugio Città di Carpi (info dettagliate su trecimetrek.it).

Infine, basta salire in macchina e Cortina d’Ampezzo, il sorprendente lago del Sorapiss, le cascate di Fanes sono a portata di escursione nel raggio di 7-15 chilometri.

cascate di fanes
A circa 18 chilometri dal lago di Misurina si trovano le cascate di Fanes, uno spettacolo della natura a nord di Cortina (ph. istock)

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Misurina e Auronzo di Cadore, cosa fare in estate

Chi non cammina non si annoia a Misurina. L’estate è la stagione ideale per godersi la natura, il silenzio dei boschi, i prati assolati. A riva, si può noleggiare un pedalò o una barca a remi per godersi la bellezza del lago.

Oppure, a pochi chilometri, ci si diverte sfrecciando lungo il tracciato del Fun Bob, attrattiva del comprensorio Monte Agudo. Su quella che in inverno è una pista da sci, apre ogni anno con la bella stagione il bob su rotaia che, tra curve e discese, parte a fianco della stazione a monte della seggiovia Taiarezze-Malòn e arriva a valle.

Sempre presso gli impianti del Monte Agudo, ci si arrampica sugli alberi tra funi e ponti di corda al Tre Cime Adventure Park.

Sul lago di Misurina si noleggiano i pedalò
Al Lago di Misurina si possono noleggiare i pedalò (ph. istock)

Auronzo di Cadore, cosa visitare

Finite le giornate tra monti ed escursioni nella natura, ci si può dedicare a un giro in città. La frazione di Misurina offre una discreta scelta di hotel e ristoranti. Ma si può anche visitare la vicina cittadina di Auronzo di Cadore a poco meno di 25 chilometri a sud.

Affacciata sul lago artificiale di Santa Caterina (detto anche lago Auronzo), Auronzo è un’altra meta per le vacanze all’aria aperta. Qui ci si può dedicare alla canoa, al kayak e al dragonboat (diverse sono le competizioni sportive, anche di livello mondiale, che si disputano sul lago). Ma si può anche salire in sella a una bici e pedalare sulla ciclopedonale di otto chilometri che affianca la riva.

In centro, invece, il Museo Multitematico di Palazzo Corte Metto racconta la storia geologica, mineraria e geologica della Val d’Ansiei.

Auronzo di Cadore con il lago di Santa Caterina
Auronzo di Cadore e il lago di Santa Caterina, uno dei più belli del Veneto (ph. istock)

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Lago di Misurina, come arrivare

Il lago di Misurina si raggiunge in auto seguendo la A27 Venezia/Belluno, la Modena/Brennero o la A23 Palmanova/Tarvisio e procedendo quindi sulla la SS 51 e SS 52 fino ad Auronzo di Cadore. Si raggiunge anche comodamente dalla Valle di Landro o da Cortina d’Ampezzo.

Per chi arriva in treno, la stazione più vicina è quella di Calalzo-Pieve di Cadore-Cortina, a 15 chilometri da Auronzo. Da qui, partono le navette di Dolomitbus, che collegano Auronzo a tutta la provincia di Belluno e che, in estate, dal Cadore raggiungono le Tre Cime di Lavaredo.

Lago di Misurina webcam e info utili

Per altre informazioni utili sul lago di Misurina, le escursioni, il meteo e la webcam sul lago e come arrivare, il sito di riferimento è https://auronzomisurina.it

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Friuli Venezia Giulia: vacanze alla scoperta dei borghi più belli, al mare e in montagna

Che a guidare sia il bisogno di adrenalina o il palato poco importa. Ciò che conta è provare emozioni, fare esperienze, mettersi in gioco, sperimentare oltre i propri limiti. E tornare a casa diversi.

Lo aveva già intuito la scrittrice e poetessa canadese Anne Carson: “L’unica regola del viaggio è non tornare come sei partito”. Ecco perché il cosiddetto “turismo esperienziale” è così tanto in crescita negli ultimi anni. Le persone non si accontentano più  di ricordare il proprio viaggio attraverso qualche fotografia. Al contrario, si cerca di vivere esperienze autentiche, dall’alto carico emotivo, per poterle imprimere nella memoria e portarle sempre con sé. Nei racconti e nel cuore.

Estate 2020: alla scoperta del Friuli Venezia Giulia con il turismo esperienziale

In questa estate 2020 così particolare, il turismo di esperienza diventa una necessità: se, da un lato, compensa le limitazioni geografiche sulla scelta delle destinazioni e conduce alla scoperta, magari per la prima volta, di territori vicini, dall’altro aiuta a ritrovare con occhi diversi luoghi che credevamo di conoscere già.

Il Friuli Venezia Giulia è la regione perfetta per fare nuove esperienze coinvolgenti. Tra i suoi confini si spazia dal mare alla montagna, dalla campagna alle città d’arte, con innumerevoli possibilità di vivere il territorio in maniera sempre diversa. In particolare, nei tanti borghi che punteggiano la regione si può scegliere se fare una full immersion nella storia o nella natura, tra romanticismo e avventura, per sentirsi protagonisti unici, senza dimenticare degustazioni e tour a tema. Qualche esempio?

Grado, tra i borghi più caratteristici del Friuli Venezia Giulia (foto: Fabrice Gallina)

Dalla zipline più lunga d’Europa al kayak, attività originali per rendere unica la vacanza

A Sauris, borgo incantato in provincia di Udine, è stata appena inaugurata la zipline più lunga d’Europa. Attaccati a una fune, si vola, sospesi nel vuoto, per 3 km a 100 metri dal suolo. Un’esperienza a tutta adrenalina che permette, al contempo, di godere di panorami meravigliosi, con il turchese lago di Sauris ai piedi, il verde rigoglioso delle montagne come sfondo e tanti boschi da attraversare, grazie a un percorso suddiviso in tre sezioni (Volo dell’Aquila, Volo del Drago e Volo del Falco).

È, invece, a Barcis, gioiello incastonato tra le Dolomiti e al centro della Valcellina, che è possibile praticare canoa, vela, kajak, immersioni subacquee e motonautica. Tutte esperienze da vivere tra le acque del lago artificiale su cui affaccia il borgo antico. Non prima, però, di aver visitato il suo caratteristico centro storico.

Picnic in vigna, in montagna o al mare: un’estate di gusto in Friuli

Per chi, invece, vuole abbinare alla vacanza un’esperienza gastronomica ci sono i Pic&Taste. Un’occasione per andare alla scoperta della Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia in modo originale, in location esclusive o fuori dai classici percorsi turistici, sia in montagna sia tra le vigne. In questi itinerari, grazie alla collaborazione tra borghi e aziende di prodotti tipici, si riceve un ricco cesto di prelibatezze su misura per fare un picnic in malga tra i filari, sorseggiando un calice di vino e assaggiando varie eccellenze del territorio, magari dopo aver visitato le cantine o essersi rilassati ammirando le vette circostanti. Dove? A Sappada come a Ovaro, a Sutris come a Fagagna (fino al 31 ottobre).

Pic&Taste, una proposta gustosa per vivere il Friuli Venezia Giulia in modo differente (foto: Istockphoto)

L’esperienza equivalente, declinata tra i borghi di mare di Lignano Sabbiadoro, Grado e il Golfo di Trieste, prende il nome, invece, di Sea&Taste. Fino all’11 settembre, secondo un calendario definito, sono in programma diversi Summer Tours che portano i viaggiatori ad assaporare le eccellenze della Riviera e del Carso. Il martedì pomeriggio si pagaia nelle riserve naturali alle foci dei fiumi Stella e Isonzo. Il mercoledì sera si degustano i vini del territorio durante la navigazione in laguna e si visita Marano Lagunare. Il giovedì, in battello, si visita Aquileia mentre il venerdì si va alla scoperta di Trieste, del magico Castello di Miramare e dei sapori enogastronomici del Carso triestino.

Per i più golosi c’è la San Daniele Experience: dopo aver fatto una passeggiata, in compagnia di una guida, tra i vicoli e le piazze di San Daniele del Friuli, si visita un prosciuttificio locale per imparare l’arte di degustare, servire e conservare il celebre salume che prende il nome dal caratteristico borgo.

Il prosciutto San Daniele, prodotto simbolo di San Daniele del Friuli (foto: Alessandro Castiglioni)

Ma San Daniele Del Friuli è solo uno dei 29 borghi friulani, gioielli del territorio premiati con la Bandiera Arancione del Touring Club o classificati come Borghi Autentici d’Italia, Borghi più Belli d’Italia o Borghi Storici Marinari. Si possono scoprire località uniche come Muggia, in provincia di Trieste, con la sua atmosfera veneziana, il castello e la pittoresca darsena. O Venzone, il borgo fortificato meglio conservato del Friuli Venezia Giulia, eletto Borgo dei Borghi nel 2017. E ancora: Sappada, Palmanova – dal 2017 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO – e Gradisca d’Isonzo, tappa dell’Alpe Adria Trail.

E poi Raveo, con i suoi celebri biscotti – le Esse -, la poetica San Vito al Tagliamento e Cividale del Friuli, con il prezioso Tempietto Longobardo e l’iconico Ponte del Diavolo. Borghi unici, dal sapore antico, custodi di antiche leggende e ancor più antiche tradizioni. Perfetti per una vacanza diversa e rigenerante. Per il corpo, per la mente e per l’anima.

Per info: turismofvg.it

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Estate in montagna in Friuli Venezia Giulia: eventi, escursioni e natura

«In ogni passeggiata a contatto con la natura si riceve molto di più di ciò che si cerca», scrisse nell’Ottocento il naturalista americano John Muir. E mai come in questa estate così insolita, fatta di vacanze open air e distanziamento sociale, si può sperimentare in prima persona questa verità.

Il Friuli Venezia Giulia, con le sue alte cime, le foreste millenarie e gli spettacolari altopiani, è la palestra ideale per entrare in connessione con l’essenza della natura: dalle Dolomiti alle Alpi Giulie, passando per la Carnia, le occasioni per trascorrere momenti di relax o sport in un ambiente sicuro e incontaminato sono innumerevoli.

Sappada: dai sentieri mappati online alle malghe di MADE

Sappada, località quasi al confine con l’Austria, è la destinazione ideale per fare un po’ di trekking circondati da panorami da favola. Strizzando l’occhio, però, alla tecnologia. Grazie all’applicativo Outdooractive, un sistema di mappatura che cataloga in rete tutti gli itinerari turistici attorno alla località dolomitica, si può scegliere online quale percorso intraprendere, consultando i vari sentieri. Sono 147, infatti, i percorsi aggiornati in cui sono indicati il livello di difficoltà, la lunghezza, la durata, il dislivello, la discesa e punti di ristoro aperti, in modo da non dover improvvisare.

C’è poi il tracciato di MADE, un progetto ideato dal Tarvisiano che unisce 40 malghe in un percorso di 144 chilometri lungo il confine austriaco, tra Sappada e Tarvisio. Due gli itinerari: quello dedicato al trekking è fruibile in entrambi i sensi; quello cicloturistico, lungo 216 chilometri con un dislivello di 8.717 metri, invece, è proposto esclusivamente in direzione ovest-est e passa per vari comprensori – Sauris, Zoncolan, Pramosio, Zollner e Bischof, Stranig e Rattendorf, Egger e Dellacher, l’alpe di Ugovizza, il Lussari e l’altopiano del Montasio – garantendo una vacanza attiva e, al contempo, sicura.

Una condizione, quest’ultima, da non sottovalutare in questa estate 2020. Nemmeno nella scelta del tipo di ospitalità. È per questo che, grazie all’iniziativa “Ritroviamoci a Sappada”, promossa dal Consorzio Sappada Dolomiti Turismo, parenti e amici possono trascorrere un weekend o una vacanza in un’unica struttura ricettiva della località dolomitica friulana. Senza altri ospiti. Basta inviare la richiesta al Consorzio e indicare il numero dei partecipanti per ricevere una proposta di soggiorno mirata, dal b&b per le famiglie dal numero più esiguo (6/8 persone) fino ad arrivare a interi hotel a conduzione familiare, con anche dieci camere.

Casera Caserata, nelle Dolomiti friulane (foto: Luciano Gaudenzio)

Naturalmente, l’ambiente incontaminato della montagna friulana è ideale anche per una vacanza green e rilassante. Nel Tarvisiano, per esempio, si trova la foresta millenaria – la più grande d’Italia – dove l’immersione totale nella natura, consente di praticare il Forest Bathing rigenerando mente e corpo con i consigli di una guida esperta.

Chi è appassionato di trekking, mountain bike e nordic walking, in ogni caso, non resta deluso: nei 24mila ettari di foresta l’attività fisica è Incentivata dalla Forest Card, una carta nominativa che prevede promozioni e sconti per diverse attività sportive da fare sul posto, grazie alla collaborazione tra il Consorzio del Tarvisiano e PromoTurismoFVG.

Carnia: tra fiori e bagni di latte per ritrovare il benessere

Yoga nel bosco, escursioni alla scoperta dei fiori e delle piante o tra opere d’arte contemporanea e passeggiate guidate al chiaro di luna sono, invece, solo alcune delle tante esperienze di benessere sensoriale previste dal progetto “Reload”, ad Arta Terme, praticabili nella natura o negli spazi dello stabilimento termale della località carnica.

A queste si aggiungono massaggi con olii essenziali di Carnia, bagno di latte e idromassaggi con essenze del bosco, meditazione in cammino, mindfulness e l’avvicinamento alla cucina naturale con i prodotti del territorio.

Le montagne attorno a Sappada (foto: Mario Verin)

Vacanza in salute: Piancavallo e la remise en forme

Chi vede la vacanza come un’occasione per rimettersi in forma, invece, può scegliere i percorsi Green Wellness di Piancavallo: dalla collaborazione tra il Cai di Pordenone, l’azienda Tabacco e un biologo nutrizionista, sono state, infatti, individuate nuove escursioni che abbinano le caratteristiche geografiche dei sentieri agli aspetti nutrizionali.

L’obiettivo? Promuovere il movimento sano nella natura, coniugare fatica e piacere di muoversi all’aria aperta, tenendo sotto controllo le calorie consumate con il movimento open air.

Montagna in Friuli: offerte e informazioni a portata di clic

Orientarsi tra le varie offerte e località, da quest’anno, è ancora più semplice grazie al sito Montagna365, online da pochi giorni, che permette di avere un’ampia visione su tutto ciò che è in programma e ciò che è visitabile tra le montagne friulane in questa estate 2020, eventi compresi.

Un calendario ricchissimo, quest’ultimo, visto che sono quasi 1.300 le attività di animazione da Piancavallo a Tarvisio, passando per le Valli del Natisone e del Torre e il Carso, tra cui scegliere. In particolare, da non perdere, nel Tarvisiano, la 25° edizione del No Borders Music Festival, importante manifestazione musicale che vede esibirsi, nell’incantevole scenario dei Laghi di Fusine, grandi artisti quali Luka Sulic dei 2Cellos (25 luglio), Brunori Sas (26 luglio) ed Elisa (1 agosto).

Sempre nel Tarvisiano, dal 24 al 26 luglio, è in programma Ein Prosit Summer Edition, tre giorni all’insegna del turismo esperienziale sul comprensorio del Tarvisiano con escursioni nella natura accompagnate da guide esperte, laboratori, incontri e tavole rotonde con le più grandi personalità del panorama gastronomico. Perché la bellezza della montagna passa anche dai suoi sapori.

Per info: www.turismofvg.it/Montagna365

Per pacchetti e offerte:  Montagna365

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Valle d’Aosta: da Machaby a Chamois, trekking sui sentieri della felicità

Conservano l’essenza della vera cultura alpina. Raccontano il passato agricolo, il lato più tradizionale e selvaggio che caratterizzava, un tempo, l’intera Valle d’Aosta. Sono piccoli villaggi e valli minori, dove l’allevamento e l’agricoltura hanno prevalso sullo sviluppo turistico, legato soprattutto allo sci, dagli anni Cinquanta ai Settanta. Qui resiste la Valle d’Aosta più autentica. Quella degli alpeggi, della transumanza, dei terrazzamenti naturali; delle vecchie case rurali in pietra e legno costruite secoli fa, prima dell’avvento del cemento; degli antichi mulini e dei forni collettivi in cui una volta all’anno si cuoceva il pane con la farina di segale (il pan ner). In queste zone la densità umana è bassissima, non ci sono i grandi alberghi, le strutture turistiche e gli impianti di risalita delle località più mondane. E si respira un’atmosfera lontana da tutto.

Trekking in Valle d’Aosta, da Cheneil a Chamois fino a Cogne

Ne è un esempio il villaggio alpino di Cheneil, nel comune di Valtournenche, un abitato a 2.000 metri di quota ai piedi del Cervino, circondato solo da pascoli, boschi di conifere e di latifoglie, raggiungibile attraverso una mulattiera. O la Valpelline, nella vallata adiacente a quella del Gran San Bernardo: impervia e selvaggia, perfetta per andare alla scoperta di panorami alpini autentici. Anche la valle di Champorcher sembra essersi fermata a un secolo fa: in parte immersa nel Parco naturale del Mont Avic, offre sentieri escursionistici che portano a laghi, colli e foreste dove vivono specie rare di flora e fauna alpina. Da qui parte l’Alta via n. 2 che arriva a Courmayeur.

Il villaggio alpino di Cheneil, nel comune di Valtournenche. Si trova a 2.100 metri di quota ai piedi del Cervino e si può raggiungere solo percorrendo una mulattiera (foto: Enrico Romanzi/Foto Archivio Regione Autonoma Valle d’Aosta)

E basta uscire dalle zone più turistiche per trovare la montagna più sincera e severa: il paese di Chamois, in Valtournenche, a 1.815 metri d’altitudine, è immerso nella quiete assoluta. E il villaggio di La Magdeleine è il vero esempio di come uomo e natura siano riusciti a integrarsi armoniosamente nel territorio. La selvaggia Valgrisenche ha poche case sparse e più animali che persone: marmotte, camosci, aquile, stambecchi, gipeti e volpi sono i veri abitanti qui. Anche nei pressi della conosciutissima Cogne ci sono angoli meno noti da scoprire: la stretta Valsavarenche, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, ha pochi hotel e qualche b&b, grazie alle norme severe imposte dall’Ente Parco, ma offre una buona dose di pace e di tranquillità anche in alta stagione. In questi luoghi il rischio di assembramento è naturalmente scongiurato.

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Secondo i dati Enit, sarà l’estate della montagna italiana. In un mondo cambiato dalla pandemia, l’idea di trascorrere le vacanze in villaggi e valli isolate, ma autentiche e ricche di fascino, suona quanto mai confortante anche ai neofiti della vette. “Il rilancio delle montagne valdostane post Covid-19 passa da regole certe e dal supporto del nostro sistema sanitario, che ha elaborato un programma di iniziative di prevenzione per garantire la sicurezza di cittadini e turisti”, rassicura Renzo Testolin, presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta. E aggiunge: “Sarà un’estate positiva che, oltre ai fedelissimi cultori dei nostri territori, vedrà anche la presenza di nuovi turisti, che quest’anno sceglieranno la montagna come meta sicura per le loro vacanze”.

Con Donato Arcaro, valdostano doc, guida escursionistica dal ‘93 e poi guida turistica certificata nel ’96, “una doppia licenza che mi ha permesso di comprendere appieno la mia terra, nelle sua valenza naturalistica e umana”, abbiamo tracciato alcuni itinerari in zone meno note, ma anche per questo più autentiche, della Valle d’Aosta.

Valle d’Aosta d’altri tempi: nell’antico villaggio di Machaby

A poca distanza dal celebre Forte di Bard, si prosegue oltre la chiesa romanica di Arnad, comune celebre per il rinomato lardo dop, e si lascia la macchina all’ombra di castagni centenari. Qui si imbocca la mulattiera che porta al villaggio di Machaby, un’antica strada che sale tra i boschi e arriva al santuario della Madonna delle Nevi (di origini trecentesche, fu ricostruito nel 1687 e custodisce la statua seicentesca della Vergine miracolosa). Proseguendo a monte si arriva a Machaby (720 m). Oggi è disabitato, ma fino agli anni Cinquanta c’era una scuola e la vita scorreva tranquilla in questo isolato angolo di mondo.

Facendo trekking in Valle d’Aosta sono frequenti gli incontri con animali selvatici come le marmotte (foto: Maurice Chatelain/Foto Archivio regione Autonoma Valle d’Aosta)

La tappa ristoro si fa nell’ottocentesco Forte di Machaby, trasformato in ristorante con ostello, o nell’agriturismo Lo Dzerby, il primo aperto in Valle d’Aosta alla fine degli anni Settanta. Dopo pranzo, i buoni camminatori possono proseguire fino alla Tête de Cou (1.410 m), dove ci sono i ruderi di postazioni militari, e scendere direttamente a Bard per rientrare lungo un tragitto ad anello. Percorso facile di mezz’ora fino a Machaby, tre ore fino a La Tête de Cou.

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Natura e buon cibo: la valle nascosta di Vertosan

Una passeggiata lunga, ma completamente pianeggiante. Dal villaggio di Vens, un tempo grande e popolato, oggi quasi disabitato, lungo il corso di un vecchio canale irriguo abbandonato, detto Ru de Vens, si arriva alla valle di Vertosan, nel comune di Avise. Un angolo di montagna sospeso nel tempo, incontaminato, sempre poco frequentato. Ai fianchi del vallone i boschi di larice e abete rosso ospitano caprioli, cervi e camosci. E si produce la migliore fontina della regione: le mucche pascolano libere tutta l’estate.

L’itinerario continua verso il piccolo abitato di Jovençan: prima o dopo essere saliti alla Court de Bard e aver ammirato la vista sul Monte Bianco, sulla Grivola e sulle altre cime del massiccio del Gran Paradiso, è consigliata la sosta alla trattoria Lo Grand Baöu per gustare i veri piatti della tradizione. Sazi e più felici, si rientra da dove si è venuti, con gli occhi pieni di meraviglia. Percorso facile fino a Jovençan, due ore, altre due ore per la Court de Bard.

Il Forte di Bard, tra i castelli più scenografici della Valle d’Aosta (foto: Enrico Romanzi/Foto Archivio Regione Autonoma Valle d’Aosta)

Cieli della Valle d’Aosta: l’Osservatorio di Saint-Barthélemy

Saint-Barthélemy è una zona isolata, ma a due passi dal fondovalle, un altopiano ben esposto, aperto e lontano dall’inquinamento luminoso: per questo a Lignan (1.650 m) è stato costruito l’Osservatorio astronomico regionale. A piedi si raggiunge il rifugio Cunéy (2.656 m), tappa dell’Alta via n.1. Dalla frazione di Porliod partono altri percorsi che salgono all’Alpe Fontaney e al Col Chaleby, o portano nel vallone che attraversa le praterie di Champlaisant, fino al rifugio Magià. Il consiglio è di proseguire fino al lago di Luseney e di tornare, poi, al rifugio per un buon pranzo caldo. La via segue un anello che passa dall’alpeggio di Pierrey, attraversa una piccola area umida e tocca il villaggio di Praz. Percorso facile di due ore al rifugio Magià, altre due ore per il lago di Luseney.

Valpelline: la Riserva naturale Montagnayes

È selvaggia e poco turistica, la Valpelline, non toccata dal tumultuoso sviluppo turistico del secondo dopoguerra. Dopo l’abitato di Bionaz, si prosegue verso la diga di Place Moulin. Lasciata la macchina in una piazzola a bordo strada, si scende lungo una poderale verso La Ferrère e si attraversa il torrente Buthier a Pouillayes. Da lì si imbocca il sentiero n. 15 e si entra in un habitat straordinario, dov’è facile incontrare camosci, stambecchi, cervi, caprioli, marmotte. Si prosegue sul fondo del vallone, sempre costeggiando il piccolo torrente, fino all’alpeggio diroccato di l’Aquelou, nella conca alla testata della valle.

Percorso il vallone di Montagnayes, vale una deviazione la diga di Place Moulin, meta nota, ma affascinante: l’opera dà origine a un lago artificiale lungo sei chilometri dalle acque turchesi. Lungo il lago corre una strada poderale pianeggiante, da fare anche in mountain bike, che porta al rifugio Prarayer. La tappa gastronomica è al centro visitatori della cooperativa produttori latte e fontina, nel comune di Valpelline, in località Frissonière. Qui dal 1957 i produttori portano le loro fontine a stagionare nelle vecchie miniere di rame abbandonate (che sono visitabili). L’intero percorso, di media difficoltà, dura all’incirca tre ore.

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Tra Cheneil e Chamois: escursione con vista sul Cervino

Lasciata la nota Cervinia alle occasioni mondane, in Valtournenche la cultura alpina si scopre nel piccolo villaggio di Cheneil, ai piedi del Grand Tournalin. Si raggiunge a piedi o con un ascensore gratuito aperto 24 ore su 24. Da Cheneil si può arrivare a Punta Fontanafredda, buttare un occhio al panorama – il Cervino, le vette aguzze delle Grandes Murailles – e poi tornare percorrendo un tratto in cresta (più impegnativo) o lungo le piste di sci di Chamois (l’unico comune italiano senza strade carrozzabili). Merita una sosta l’unico, storico, ristorante di Cheneil, con terrazza direttamente sul Cervino. Da non perdere l’orrido Gouffre des Busserailles, una spaccatura nella roccia lunga 104 metri risalente all’era glaciale, a monte dell’abitato di Valtournenche: esplorato dalle guide già nel 1865, è visitabile a pagamento. Il percorso complessivo è di media difficoltà; il giro ad anello fino a Punta Fontanafredda dura quattro ore.

Valle d’Aosta: il Cammino Balteo, l’anello delle meraviglie

Un mese di sentieri. A chi volesse percorrere tutte le tappe, dal primo saliscendi all’ultima escursione nella valle laterale, il Cammino Balteo propone camminate, visite e visioni che possono riempire un’estate. È stato lanciato con una segnaletica dedicata, mappe online e iniziative sparse nei 46 comuni coinvolti: 360 chilometri di escursioni, piccole scalate e semplici passeggiate sul filo della Dora valdostana, da Pont-Saint-Martin a Morgex. Un grande anello percorribile in entrambi i sensi e suddivisibile in 23 tappe da quattro a sei ore di cammino al giorno. Senza che niente impedisca di provarne solo una, o due, o di coprire qualche tratto in bici o in bus.

Alcuni escursionisti lungo un sentiero del Cammino Balteo (foto: Enrico Romanzi/Foto Archivio Regione Autonoma Valle d’Aosta)

Particolarità del percorso è il suo scorrere quasi interamente a mezzacosta, nell’aria pura sopra la valle centrale della regione: non obbliga mai ad affrontare le grandi altitudini ed è per questo un’esperienza alla portata di tutti. Tra la valle e le vette si attraversano boschi incontaminati accanto a campi e vigne, paesi e castelli, tutti i segni della civiltà alpina. Luoghi come il borgo medievale di Perloz, vicino a Pont-Saint-Martin, con il suo museo della Resistenza e l’orrido delle Gouffres de Guillemore, tra Lillianes e Fontainemore, dove l’acqua salta nella roccia; i sentieri tra le vigne intorno a Donnas e a Antey-Saint-André, all’ombra del Cervino, o Arnad, regno del lardo dop. Fin quando la Dora Baltea e il sentiero si incontrano al borgo di Bard, sotto il grande forte a guardia della valle e delle sue strade da pellegrini. Su Lovevda.it, sito ufficiale del turismo in Valle d’Aosta, i dettagli di ogni tappa e i contatti delle guide di trekking, sci e mountain bike per tutta l’area (g.r.).

Valle d’Aosta: gli indirizzi di DOVE e le informazioni utili

DOVE DORMIRE IN VALLE D’AOSTA:

Forte di Machaby
Undici camere (da tre a sei posti, con bagno in comune, e stanze doppie con bagno privato). Prodotti valdostani al ristorante. Dal parcheggio si giunge al Forte in 20 minuti a piedi. Possibilità di assistenza per diversamente abili e servizio di trasporto bagagli.
Indirizzo: frazione Machaby, Arnad (Ao)
Cell. 388.15.64.488
Web: fortedimachaby.com
Prezzi: doppia con bagno privato b&b 60 €, mezza pensione 43 € a persona, bevande escluse

Rifugio Magià
A 2.007 metri, 13 camere in stile rustico con letti a castello, due stanze da due a quattro letti con bagno privato. Cucina di tradizione.
Indirizzo: località La Servaz, Nus (Ao)
Cell. 333.17.15.047
Web: rifugiomagia.it
Prezzi: mezza pensione con bagno in camera 60 €

Alpe Rebelle Restaurant e B&B
Sei camere doppie con bagno e ristorante, aperto a pranzo e a cena. Da provare la tipica Seupa à la Vapelenentse.
Indirizzo: loc. Chez-Chenoux, 1, Bionaz, Valpelline (Ao)
Cell. 347.03.30.713
Web: alperebelle.com
Prezzi: doppia b&b da 90 €

Le Petit Relais
Hotel di charme con Spa, sei stanze tra spessi muri in pietra, travi antiche, rivestimenti in legno di larice. L’albergo non ospita bambini sotto i 14 anni.
Indirizzo: località Cheillon 9, Valpelline (Ao)
Cell. 333.26.49.281
Web: petitrelaisvaldaosta.it
Prezzi: doppia b&b da 100 €, ingresso Spa 40 €

Maison Le Cler
Una casa del ‘600 che offre sei stanze in un’atmosfera di montagna.
Indirizzo: frazione Moulin 1, Valtournenche (Ao)
Cell. 335.45.71.55
Web: maisonlecler.it
Prezzi: doppia b&b da 70 €

Rifugio Cunéy
Essenziale e rustico, ma confortevole, a 2.652 metri. Camerate rivestite in legno, letti a distanza di almeno un metro. Anche ristorante di tradizione.
Indirizzo: Saint-Barthélemy, Nus (Ao)
Cell. 345.10.81.551
Web: rifugiocuney.it
Prezzi: 33 € a persona b&b, 45 € mezza pensione, 57 € pensione completa

Agriturismo Les Écureuils
Un fabbricato di pietra e legno del ‘700, cinque camere doppie, un ristorante solo menu fisso (anche vegetariano e per celiaci).
Indirizzo: frazione Homené Dessus, 8, Saint-Pierre (Ao)
Cell. 342.62.94.024
Web: lesecureuils.it
Prezzi: 32 € a persona b&b, 47 € mezza pensione

DOVE MANGIARE IN VALLE D’AOSTA:

Lo Dzerby
L’azienda produce tutto ciò che serve alla cucina del ristorante: granoturco, patate, castagne, vino, segale. Da provare, il piatto di lardo su pane nero e miele e le castagne bollite con il burro fresco.
Indirizzo: frazione Machaby, Arnad (Ao)
Cell. 329.22.40.573
Web: lodzerby.it
Prezzo medio: menu fisso 18 € (vino escluso)

Lo Grand Baöu
Menu con materie prime del territorio: il lard, les saucisses, la moutzetta, la vivanda salée. Prodotti d’alpeggio e pane nero di segale cotto nel forno del villaggio. Anche cinque camere arredate con mobili d’antiquariato.
Indirizzo: loc. Jovençan, Vallone di Vertosan, Avise (Ao)
Cell. 346.05.00.926
Web: lograndbaou.it
Prezzo medio: cena 28 €, merenda valdostana 17 €, b&b 60 € a persona

Brasserie du Cervin
Da provare il gigot d’agnello, la selvaggina, il prosciutto di Mangalica al coltello.
Indirizzo: località Evette, 20, Valtournenche (Ao)
Tel. 0166.92.597
Web: brasserieducervin.it
Prezzo medio: 30 €

VALLE D’AOSTA: INFO UTILI

Ufficio Regionale del Turismo: turismo.vda.it

Sito ufficiale del turismo in Valle D’Aosta: lovevda.it

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Cantone di Vaud: fuga dal mondo tra le montagne svizzere

Ampi spazi in libertà, scenografiche vette, distese di prati e boschi dove camminare all’aria aperta, contemplando il paesaggio verde e gustando il silenzio. Sono i tesori che si nascondono tra le cime delle Alpi e del Massiccio del Giura, nel cantone svizzero di Vaud. Tesori senza prezzo, eppure accessibili e vicini: a meno di tre ore di treno da Milano. La regione del lago di Ginevra, scelta come dimora da celebrità eterne come Charlie Chaplin e Coco Chanel, Freddie Mercury e Maurice Béjart, è ricca di angoli ancora tutti da scoprire. Diventano realtà le parole del naturalista John Muir, uno dei padri dell’ambientalismo: “In ogni passeggiata nella natura l’uomo riceve molto di più di ciò che cerca”.

Qui, per passeggiare, ci sono 3.400 chilometri di sentieri segnalati, infinite piste ciclabili e tracciati per la mountain bike, due parchi naturali regionali (quello di Gruyère-Pays-d’Enhaut e quello del Giura Vodese), tre riserve naturali, nove vie ferrate e una collana di laghi che, nel loro insieme, coprono una superficie di 831 chilometri quadrati.

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Cantone di Vaud: valli, gole, cascate e formaggi

Tra gli itinerari lontani dal rumore e dalla folla ecco l’anello di 12 chilometri che da Sainte-Croix porta nel cuore del massiccio. Nella cittadina, il Museo dei carillon e degli automi racconta l’antico vanto del luogo: la produzione artigianale di piccole scatole e automi musicali, fiorente nell’Ottocento e tuttora portata avanti da alcune storiche aziende. Si cammina poi tra antichi alberi e strade forestali verso il crinale delle Petites Roches e la cima del monte Le Chasseron. La salita è impegnativa, ma da lassù lo sguardo vola libero dal lago di Neuchâtel, al più lontano lago di Ginevra. E si perde in un orizzonte di vette di oltre 250 chilometri.

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Tra canyon e cascate, la Svizzera più scenografica

Lontano dalle grandi vie del traffico, quasi nascosta nella rarefatta valle del Nozon, la cittadina medievale di Romainmôtier è celebre per la più grande e antica chiesa romanica della Svizzera. Di qui parte un’escursione di undici chilometri tra gole e cascate, lungo il Canal du Nozon. Già poco dopo Croy ecco la scenografica Cascade du Dard. Superato Ferreyres si incontra la Tine de Conflens, con i canyon e le cascate create dalle acque tumultuose all’incontro tra il Veyron e il Venoge.

Non dista molto il percorso delle Gorges de l’Orbe, 17 chilometri tra Vallorbe e Orbe che si inoltrano a esplorare una riserva naturale istituita nel 1970. Pinete ed erbe di timo e ginepro profumano il sentiero, lungo cui occhieggiano rare orchidee. Il fiume Orbe accoglie trote, martin pescatori, aironi cinerini, e le sue sponde camosci e castori.

Finale romantico sulla vecchia ferrovia a cremagliera che si arrampica da Montreux ai 2.042 metri di Rochers-de-Naye. Lassù si apre una delle più belle vedute della Svizzera sulle Alpi e sul lago di Ginevra: si fa un bel respiro e si riempiono gli occhi e lo spirito. Nel verde silenzio di queste montagne.

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Cantone di Vaud, fuga dal mondo. Informazioni utili

DOVE DORMIRE NEL CANTONE DI VAUD:

Hôtel de Rougemont
Quattro stelle con Spa, nello stile di uno chalet alpino, nel cuore del Pays-d’Enhaut.
Indirizzo: Chemin des Palettes 14, Rougemont
Tel. 0041.26.92.10.101
Web: hotelderougemont.com
Prezzo: doppia b&b da 215 a 240 €

COSA COMPRARE NEL CANTONE DI VAUD:

Les sentiers du fromage d’alpage
Esperienze di trekking, arte casearia e soggiorni nelle malghe dell’Etivaz per vivere a contatto con la natura.
Indirizzo: Pays-d’Enhaut Région, Place du Village 6, Château-d’Oex
Prezzo: 43 € a persona: trekking con guida, soggiorno, cena, colazione, visita al caseificio.
Questa e altre esperienze nella regione si possono prenotare sul sito: lake-geneva-region.ch/en/P10078

Per info sulla destinazione:
lake-geneva-region.ch
svizzeraunica.it

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Skyway: in cima al Monte Bianco con la funivia più spettacolare del mondo

Si meritano il cielo delle Alpi, quest’anno, gli italiani. Aria, luce, purezza, la sensazione di volare alti sopra incertezze e preoccupazioni. Anche per questo, secondo un sondaggio di inizio estate del Touring Club, il 30 per cento di chi parte andrà in montagna: 13 per cento in più rispetto al 2019. Per questo è il momento di provare il luogo che è più montagna di tutti: il Monte Bianco. E Skyway, la funivia-spettacolo a Courmayeur, il 13 giugno è riuscita – a tempo di record – a riaprire le sue tre stazioni: Courmayeur/The Valley, a 1.300 metri, Pavillon/The Mountain, a quota 2.173, con la cantina e l’orto botanico, e Punta Helbronner/The Sky, a 3.466 metri, sul versante meridionale del Bianco.

LEGGI ANCHE: Dove Academy: il video del weekend in Valle d’Aosta

Skyway: viaggiare sicuri ai tempi del Covid

Passeggeri contingentati nelle cabine, per garantire le giuste distanze, prenotazione e acquisto del tour solo online, obbligo di mascherina. Le cabine, inoltre, viaggeranno con le finestre aperte per garantire il ricambio d’aria. Per il resto, al traguardo, niente è sottratto all’emozione di spaziare con lo sguardo a 360 gradi sulle Alpi dalla terrazza circolare e dalle vetrate, magari prenotando nel Bistrot Panoramic una degustazione di prodotti valdostani in alta quota al Tavolo dell’Infinito (design Kartell e poltrone firmate da Philippe Starck).

Uno scorcio delle cabine della funivia Skyway Monte Bianco, riaperta il 13 giugno seguendo tutte le nuove misure di sicurezza (foto: Enzo Massa Micon)

“Un’esperienza che adesso significa anche sogno, rinascita”, racconta la presidente di Skyway Monte Bianco, Federica Bieller. Che ha affidato il progetto di comunicazione del rilancio alla Scuola Holden di scrittura creativa di Torino: l’ascesa come un racconto a lieto fine. L’idea è che questa cittadella alpina high-tech, con negozi, una libreria Feltrinelli, spazi per mostre sulla montagna, inaugurata nel 2015 come concentrato di eccellenza italiana, sia anche il “laboratorio della ripartenza”, seguendo i protocolli con un plus di attenzione al pubblico.

SCOPRI LA MAPPA DELLE VACANZE IN ITALIA

Valle d’Aosta: l’igiene come priorità

E ai dipendenti, che hanno seguito un mental coach per imparare a comunicare al pubblico confidenza e sicurezza. Tutti, all’ingresso della stazione di Courmayeur, passano dal portale igienizzante Protego, brevetto della startup I.p.S. 4. Salviette e gel igienizzante sono all’essenza di stella alpina. Il resto ce lo mette lei, la montagna. Da punta Helbronner si abbracciano in uno sguardo solo il Rosa e il Gran Paradiso, il Cervino e il Grand Combin. A dieci minuti di “volo” da Courmayeur. Ma è come stare su un altro pianeta.

SCOPRI COSA VEDERE IN VALLE D’AOSTA

Per info e ticket: montebianco.com (da 52 € fino a Punta Helbronner)
Si consiglia di controllare il meteo nell’apposita sezione del sito

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Uno scorcio delle cabine della funivia Skyway Monte Bianco, riaperta il 13 giugno seguendo tutte le nuove misure di sicurezza (foto: Enzo Massa Micon)

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