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Rimini in autunno: una bella scoperta tra sport in riva al mare, cultura in città e gite in bici fuori porta

Rimini in autunno dà il meglio di sé: tra il mare e le terre malatestiane, a ritmo slow e lontano dalla folla, il benessere diventa la priorità. Parola d’ordine: muoversi all’aria aperta. Ed è proprio dal mare, e da tutte le sue attività, che può partire la scoperta di Rimini e dintorni in questa stagione mite dai mille colori e dalle tante sorprese.

Rimini in autunno: tutto il bello del mare fuori stagione

Le spiagge, diventate completamente libere, offrono campi da beach volley, beach tennis, e beach basket, mentre la battigia diventa il paradiso dei camminatori e dei runner… è qui, sul litorale di Rimini, che in autunno si condensa una buona parte delle attività all’aria aperta. Merito anche del Parco del mare, il waterfront  pedonale e ciclabile lungo 16 km, inaugurato nel 2020 e interamente dedicato al benessere e allo sport. Quest’anno si è arricchito anche del Rimini Beach Court, il coloratissimo campo da basket aperto a tutti, la cui grafica (creata dal collettivo Truly Design Crew) richiama nei simboli e nei colori gli elementi identitari di Rimini.

 

Rimini, Piazza sull’Acqua e Ponte di Tiberio

Dal Ponte di Tiberio alla Bicipolitana

Il Ponte di Tiberio, in particolare, con la sua nuova Piazza sull’Acqua a ridosso del Parco XXV aprile, è una delle tappe predilette dagli sportivi, riminesi e non solo, per fare attività in mezzo al verde, attraversare percorsi sterrati e praticare yoga sulle terrazze dedicate. Da qui, inoltre, si diramano numerosi percorsi ciclabili immersi nella natura che portano alla scoperta non solo della città (seguendo l’Anello Verde) ma anche dell’entroterra riminese.

Con oltre 130 km di piste ciclabili, la Bicipolitana di Rimini (che ha ricevuto il riconoscimento di Comune ciclabile da parte della FIAB) non solo percorre la città, ma si addentra lungo l’alveo del fiume Marecchia fino ai borghi di Torriana e Montebello, la cui Rocca dei Guidi di Bagno si dice ospiti il fantasma di Azzurrina, principessa bambina scomparsa nel 1375.

Una volta usciti dalla città i percorsi da esplorare in bicicletta sono innumerevoli: dai più ardui per chi ha gambe allenate (come il Mini 9 colli o le salite di Marco Pantani, fino alla cima del Monte Carpegna dove si trova un cippo dedicato al campione), a quelli adatti anche a famiglie con bambini (da Santarcangelo di Romagna al Parco tematico della Cava).

La zona è adatta anche a chi desidera fare cicloturismo, grazie alla rete di bike hotels che offrono tutti i servizi necessari ai cicloturisti e alle loro bici, anche elettriche. 

Dalla Valmarecchia alla Valconca, immersione totale nel foliage e nell’arte

Scoprire il territorio riminese pedalando in questa stagione è un piacere anche per gli occhi e la mente. Le colline e le valli alle spalle di Rimini, infatti, in questi giorni si colorano delle mille sfumature della natura, un variopinto foliage che ha più volte ispirato le opere di Leonardo e Piero della Francesca.

Per non perdere lo spettacolo, il consiglio è proprio quello di seguire le tracce dell’arte e della storia. In Valmarecchia, per esempio, non bisogna perdere la Madonna di Saiano, uno dei luoghi prediletti del “poeta di Pennabilli”, Tonino Guerra; l’etrusca Verucchio, da dove i Malatesta, dei quali è ancora perfettamente conservata la Rocca del Sasso, partirono alla conquista della zona; e San Leo, porta d’ingresso del Montefeltro, con il piccolo centro storico, scrigno di gioielli architettonici come la Cattedrale di San Leone e il palazzo Mediceo. 

È la natura in tutte le sue forme, invece, a richiamare gli appassionati in Valconca con i suoi vigneti dalle  sfumature oro e magenta (degustazioni in cantina comprese), il Parco naturale del Marano, l’arboreto di Mondaino, il castagneto che circonda la rocca di Montefiore e persino le cicogne, i pellicani e gli aironi che popolano l’Oasi faunistica e osservatorio ornitologico del Conca, un’area protetta di oltre 700 ettari che va da Cattolica fino a Morciano e San Clemente. 

Percorsi in città attraverso la storia

Per chi, invece, preferisce restare in città, il clima di questa stagione è perfetto per ripercorrere a grandi passi la lunga storia di Rimini, che va dall’antica Ariminum romana, uno dei centri più importanti dell’Impero, ai luoghi del cuore di Federico Fellini che, attraverso i suoi capolavori immortali, sono diventati un po’ anche i nostri. Per questo, l’itinerario felliniano è uno dei modi più autentici per andare alla scoperta della città. Si può, per esempio, partire dal mare, con una passeggiata fino al Grand Hotel, costruito nel 1908 e monumento nazionale dal 1994, vincolato dalla Sovrintendenza delle Belle arti, la cui facciata liberty, di notte, si illumina e affascina, per poi proseguire con il nuovissimo Museo Federico Fellini, aperto nel 2021 a Castel Sismondo in piazza Malatesta, la Piazza dei Sogni, per concludere con il leggendario cinema Fulgor – Casa del Cinema, dove il maestro ha visto i suoi primi film e ambientato le sue storie, riaperto nel 2018 con l’allestimento di Dante Ferretti.

Ma una passeggiata nella storia di Rimini può partire anche dal Museo della città, che oltre a custodire i tesori della scuola riminese del Trecento e capolavori del Seicento di Cagnacci, Centino e Guercino, conserva i reperti trovati durante gli scavi della vicina Domus del Chirurgo, uno dei più importanti siti archeologici romani d’Italia.

Rimini, Domus del Chirurgo

Se invece si ama l’arte contemporanea, è d’obbligo una tappa al PART – Palazzi dell’Arte Rimini, inaugurato nel 2020 nei palazzi medievali dell’Arengo e del Podestà, che ospita ben 62 opere della collezione della Fondazione San Patrignano, tra cui pezzi di Damien Hirst e Vanessa Beecroft.  

Esperienze da vivere in prima fila

I tanti percorsi dentro e fuori la città possono essere scoperti individualmente o partecipando alle esperienze proposte dal sito ufficiale visitrimini.com: dalle cooking class in cucina alle degustazioni in cantina, dalle sagre che in autunno vivacizzano i borghi alla grande “sfossatura” del formaggio di fossa che ogni anno si celebra il 14 novembre, per Santa Caterina, fino alle visite nei frantoi.

Ma un soggiorno a Rimini non può dimenticare le tante gioie del palato: che si tratti di una piadina o delle tagliatelle al tartufo bianco pregiato di Sant’Agata Feltria, ogni piatto della tradizione e ogni menù contemporaneo diventano un’esperienza sensoriale da provare. Accompagnati, naturalmente, dai migliori vini della regione, come l’ormai celebre Rebola dei Colli di Rimini, il bianco (fermo) la cui origine risale addirittura al 1300. Perché il sapore dell’autunno a Rimini va gustato, fino in fondo. 

Info: visitrimini.com

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Friuli Venezia Giulia: il viaggio in treno è gratis e sostenibile. Ecco come funziona

Grazie all’accordo tra Trenitalia e PromoTurismoFVG, i viaggiatori che scelgono di visitare le città di Trieste o Udine o di immergersi nella natura marittima a Grado o Lignano Sabbiadoro, hanno il rimborso totale del biglietto ferroviario per soggiorni di almeno due notti nelle località interessate dalla promozione. Un invito a viaggiare in modo sostenibile, risparmiando il 100% del costo del biglietto fino al 31 maggio 2023.

Friuli Venezia Giulia, cosa prevede la promozione

L’iniziativa prevede due tipi di promozioni, una riservata al mare e l’altra alla cultura ed è valida per visitare le località di Lignano Sabbiadoro, Grado, Trieste e Udine. Riguarda, quindi, l’acquisto di biglietti ferroviari Frecce, Intercity e Regionali per i viaggi di andata e ritorno per/da le stazioni di Latisana-Lignano-Bibione, Cervignano-Aquileia-Grado, Trieste Airport, Trieste Centrale e Udine.

Il rimborso dei biglietti, acquistati esclusivamente nell’ambito della promozione, avviene attraverso l’applicazione di uno sconto pari all’importo del titolo di viaggio sul costo delle offerte turistiche acquistate, che includono il pernottamento nelle strutture ricettive convenzionate di quelle località consultabili sul portale di PromoTurismoFVG e sul sito di Travel One.

Arte e cultura con la card gratuita

Tutti gli ospiti che sceglieranno di usufruire di questa promozione, inoltre, riceveranno gratuitamente anche la FVGcard da 48h per soggiorni brevi oppure la FVGcard WEEK, per soggiorni da 3 o più notti.

La card permette di accedere gratuitamente ai principali musei del Friuli Venezia Giulia, alle visite guidate di PromoTurismoFVG, di avere speciali sconti su servizi turistici e attività culturali (parchi divertimento, spiagge, piscine, teatri, etc.) e anche l’ingresso gratuito o ridotto alle mostre in corso. Tra queste, La Grande mostra di Banksy – Banksy, The Great Communicator –Unauthorized Exhibition, al Salone degli Incanti di Trieste, dal 25 novembre al 10 aprile 2023.

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SEATY: a Golfo Aranci è nata la prima area di conservazione marina locale, da un’idea di Worldrise

Si chiama SEATY (dalla fusione di Sea e City, città del mare) ed è la prima Area di conservazione marina locale istituita in Italia, a Golfo Aranci, nel nord est della Sardegna, grazie all’iniziativa dell’associazione Worldrise con il supporto di Fastweb e il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Golfo Aranci.

Il progetto fa parte della campagna 30×30 Italia che ha l’obiettivo di proteggere almeno il 30 per cento dei mari italiani entro il 2030. Non solo attraverso le già note “Aree marine protette” (AMP), ma anche tramite soluzioni innovative più agili, condivise a livello internazionale e denominate “Other effective area-based conservation measures” (OECMs), ossia, appunto, “Aree di conservazione marina locale”, di cui SEATY, ora, è diventato un fiore all’occhiello.

Si tratta di un esperimento partito a giugno 2022 che ha già iniziato a dare i suoi frutti alla fine dell’estate, a dimostrazione che la natura, se lasciata in pace, ha la capacità di rigenerarsi con grande velocità. Soprattutto in mare, dove vegetazione e fauna ittica vivono in perfetta simbiosi.

SEATY, un progetto di sensibilizzazione e tutela in 7 mosse

Siamo andati a vedere i primi successi di SEATY con i nostri occhi e il risultato è stato sorprendente: il tratto di costa di circa 1300 metri  (per 100 metri di larghezza) che si estende dalla spiaggia dei Baracconi fino a Cala Moresca ha una biodiversità marina che, in tre mesi, si è già, moltiplicata, tra stelle marine, ricci di mare, banchi di posidonia e di pesci di tutti i colori, finalmente liberi di vivere nel loro ecosistema grazie alla protezione attivata dalle boe e dai divieti di navigazione e pesca in questa piccola porzione di mare. Ed è solo l’inizio.

L’identificazione dell’area di conservazione marina, delimitata dalle boe, e le misure da attivare sono state il primo passo, realizzato con l’aiuto fondamentale della Capitaneria di Porto, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto legale e la sicurezza. Tutto il resto si è potuto realizzare strada facendo, seguendo uno schema che, ora, è diventato realtà:

– L’istituzione di un percorso divulgativo terrestre e acquatico attraverso cartelli molto semplici e illustrati che informano e incuriosiscono chi passeggia o fa snorkeling,

– Un biologo marino a disposizione di chi desidera fare attività guidate di snorkeling per imparare a conoscere il mare e i suoi tesori

– Giornate di Clean up dedicate alla raccolta di rifiuti dalla spiaggia e dal mare con gli abitanti e i visitatori del posto

– Lezioni di yoga in spiaggia, al tramonto (secondo e quarto venerdì del mese)

– Laboratori didattici per bambine e bambini

– Campus con gli universitari per il monitoraggio marino costiero e la raccolta dei dati di SEATY

– Eventi per gli adulti

Tutte iniziative gratuite che hanno a che fare con l’educazione, l’informazione e la sensibilizzazione, ma sempre attraverso il divertimento. L’obiettivo: imparare a conoscere il nostro mare e a prendersene cura, in modo costruttivo e con continuità.

SEATY cartello Golfo Aranci
Uno dei cartelli divulgativi presenti lungo la passeggiata tra la Spiaggia dei Baracconi e Cala Moresca, a Golfo Aranci © Igor D’India

Conoscere il nostro mare per proteggerlo

Il successo della neonata area di conservazione marina locale è stato confermato dalle autorità locali in occasione della conferenza stampa che si è tenuta il 16 settembre: Mario Mulas, sindaco del Comune di Golfo Aranci, dopo l’esperienza di snorkeling guidato nel “suo” mare ha confermato di sentirsi responsabile in prima persona di questo “paradiso da conservare” e di voler continuare in questa direzione in cui “ambiente e turismo sono un connubio perfetto”.

Giuseppe Fasolino, assessore della Programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio della Regione Sardegna, si è spinto oltre: “Il progetto di Golfo Aranci potrebbe essere ampliato a tutta l’isola”, ha dichiarato, perché bisogna “vedere e capire, per conoscere e tutelare” aggiungendo, con una punta di orgoglio, che “grazie a SEATY, Golfo Aranci sta diventando un riferimento nell’innovazione: si parla tanto di ambiente, ma spesso sono solo parole. Questo è un progetto concreto con risultati concreti”.

Anna Lo Iacono, Sustainability Senior Manager di Fastweb, ha confermato che l’idea di sostenere SEATY è nata per aggiungere ai progetti di riforestazione in corso nelle periferie delle grandi città anche un sguardo alla tutela del nostro mare, nell’ottica di contrastare il cambiamento climatico e di continuare a perseguire l’obiettivo zero emissioni già raggiunto da Fastweb: “Il progetto SEATY è stato deciso ad aprile e a giugno era già tutto pronto per partire, nonostante difficoltà burocratiche senza precedenti, grazie allo sforzo enorme da parte di tutti e alla determinazione di Mariasole e delle amministrazioni locali”.

Un progetto replicabile

Nella stessa occasione, Mariasole Bianco, presidente e co-fondatrice di Worldrise, ha spiegato come SEATY abbia preso forma, ricordando che Worldrise è, fin dalla sua fondazione, un’associazione che agisce per la salvaguardia dell’ambiente marino attraverso l’ideazione di progetti creativi multidisciplinari, sviluppati per creare consapevolezza e formare i futuri custodi del patrimonio naturalistico del Mediterraneo, ma sempre con il sorriso.

Senza mai dimenticare che “Il mare è il nostro giardino sommerso: il Mediterraneo occupa meno dell’1% della superficie degli oceani eppure ha 17 mila specie marine (10 volte più degli oceani) ed è anche il tratto di mare più antropizzato. Come possiamo aiutarlo? SEATY è un modo concreto per proteggerlo. Circa il 9 % del nostro mare è protetto, ma solo l’1% lo è completamente”. Ora che questo tratto di mare è tutelato, monitorato, raccontato e reso balneabile tutto l’anno, non resta che “far adottare il progetto dalla comunità locale tramite un comitato di gestione formato anche dai più piccini, futuri change makers“, conclude Mariasole. Naturalmente, il bello di SEATY è che “abbiamo creato un modello replicabile”. Tanto che la prossima area di conservazione marina locale è già in fase di progettazione: “Ci vediamo a Salina”.

Guarda il video di SEATY Golfo Aranci, la prima area di conservazione marina in Italia

Golfo Aranci: ecco “SEATY”, la prima “città marina” per studiare e salvare il Mediterraneo

 

 

 

 

 

 

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IT.A.CÀ, il festival del turismo responsabile, sbarca in Sardegna alla scoperta dell’Ogliastra

La Sardegna non è solo mare cristallino, spiagge di sabbia finissima, e yacht di vip. È anche archeologia, natura, buon vino e buon cibo, storia e cultura. Ed è questa Sardegna che vuole far conoscere la prossima tappa di IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori, il festival del turismo responsabile di cui DOVE è media partner anche quest’anno, che prende il via venerdì 16 settembre.

Nel secondo appuntamento sardo del Festival (l’anno scorso è stata la prima volta che l’isola ha partecipato) gli esperti accompagneranno i viaggiatori alla scoperta dell’Ogliastra, in provincia di Nuoro, nella sua parte più interna e montuosa.

Conosciuta come “l’Isola nell’Isola” questa zona è stata scelta perché perfettamente in linea con il tema Abitare il futuro, filo conduttore di questa edizione tutta dedicata al rispetto dell’ambiente per il bene delle generazioni future. 

Leggi anche: Torna IT.A.CÀ, festival del turismo responsabile, per imparare ad “Abitare il futuro”

Un viaggio alla scoperta dell’Ogliastra

Nei dieci giorni di festival (la tappa si chiude il 25 settembre con un evento in vigna a Jerzu) si avrà la possibilità di immergersi nella natura, facendo trekking, passeggiate in bicicletta o escursioni in canoa, si visiteranno parchi archeologici e antichi borghi (come Villagrande Strisaili, il paese dei centenari), e ci si metterà alla prova in cucina come cuochi o come semplici assaggiatori di specialità locali. Ci si immergerà insomma nella vita della provincia, per viverla nel suo passaggio dall’estate all’autunno.

Un murale a Villagrande Strisaili, il paese dei centenari

Quattro i centri coinvolti in questa esperienza: Lanusei, Ussassai, Villagrande Strisaili e Jerzu, protagonisti di questi giorni di avventura, cultura, e approfondimenti. Non mancheranno, infatti, nemmeno incontri e conferenze per sviluppare i temi del turismo sostenibile e del rispetto dell’ambiente, come non mancheranno occasioni di fare amicizia nelle diverse cene sociali organizzate dalle associazioni che hanno collaborato alla realizzazione dell’evento, tra cui Slow Food Nuoro. 

E a Bologna al via la “tappa madre”

Contemporaneamente, al di qua del mar Tirreno, sull’Appennino bolognese, si aprirà la tappa madre di IT.A.CÀ, che prende il via anch’essa il 16 settembre con Abitare il futuro. Innovazione culturale e habitat, una giornata dedicata alla discussione sulla sostenibilità nella cultura. Una tappa lunga un mese, fino al 16 ottobre, e strutturata in calendario di eventi e attività fruibili da tutti, anche da persone con disabilità di tipo motorio, cognitivo e/o visivo. 

Leggi anche: IT.A.CÀ, dal 16 settembre il festival del turismo responsabile arriva a Bologna. All’insegna dell’inclusività

In questa chiave è pensato in particolare il progetto di turismo inclusivo Sense of Place: quattro itinerari multisensoriali (due in città, due sull’Appennino) capitanati da guide ipovedenti che faranno scoprire i luoghi anche attraverso l’udito, il tatto, l’olfatto e il gusto. Si parte il 24 settembre con Migrantour, a Bologna.

Tutti i dettagli e il calendario completo delle tappe in Ogliastra e in Emilia sul sito festivalitaca.net 

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Fine estate in Valle d’Aosta, tra cammini, trekking e terme. A tutto benessere

Una piccola, grande regione. Il fascino della Valle d’Aosta, destinazione privilegiata della vacanza attiva, è anche questo, in un contesto ambientale tra i più ricchi e suggestivi grazie alla presenza di ben due parchi, dieci riserve naturali, diciannove siti della rete ecologica Natura 2000 e quattro giardini botanici alpini.

Sceglierla per chiudere in bellezza (e al fresco) questa lunga estate calda significa rigenerarsi in vista del rientro in città, per arrivare più forti e preparati alle nuove sfide autunnali. La scorta di benessere parte dal relax termale e dalle passeggiate nella natura che, insieme ai numerosi sport praticabili in tutta la regione, sono il primo motore della rinascita, fisica e mentale, di fine estate.

Cammini e trekking alla portata di tutti

Sul territorio valdostano, paradiso dell’escursionismo, si trovano oltre 5 mila chilometri di sentieri liberi, con bellissimi itinerari nei confini regionali, dal Cammino Balteo (itinerario circolare di quasi 350 chilometri) alla Via Francigena, dalle Alte Vie al Giro dei Giganti, e altri percorsi che li valicano, come i Tour del Monte Bianco, del Monte Rosa e del Cervino.

Tutti trekking ideali per ossigenarsi e godere degli ultimi scampoli dell’estate, alla scoperta di laghetti alpini, antichi borghi e castelli, aree boschive e pascoli di montagna, sostando o pernottando in bivacchi attrezzati o nei tanti rifugi pronti ad accogliere i viandanti (sempre meglio prenotare prima). Unico vero discrimine, la scelta del percorso in base agli interessi personali, al grado di difficoltà, alla forma fisica, alle distanze e al tempo che si ha a disposizione. Molti itinerari si esauriscono infatti nell’arco di una sola giornata, altri richiedono un impegno di due o più giorni di cammino e un buon allenamento o, addirittura, una guida. Non mancano le escursioni nei luoghi di interesse culturale e artistico, come i castelli, o spirituale, come il santuario della Madonna delle Nevi di Machaby, immerso nei boschi di castagno e visitabile su prenotazione, o l’eremo di San Grato, oltre 1.700 metri.

Le terme in Valle d’Aosta, una garanzia di benessere

A fine estate, i colori della natura iniziano a cambiare e farsi più accesi: il fenomeno del foliage, che esplode in autunno, è nella sua fase iniziale. Un’attrattiva in più in tutta la regione, sia per gli escursionisti allenati sia per i camminatori occasionali. Per tutti, dopo il piacere intenso di una lunga passeggiata a contatto con la natura che si trasforma, c’è anche la prospettiva di regalarsi un momento di puro relax nelle strutture termali di cui è ricco il territorio valdostano: dalle storiche Terme di Saint-Vincent, nella Valle Centrale, a quelle di Pré-Saint-Didier nella zona del Monte Bianco, fino a Monterosaterme di Champoluc, nell’omonina area turistica.

Il Parco del Gran Paradiso, un secolo di biodiversità

I naturalisti più appassionati, poi, non possono prescindere da una visita al Parco del Gran Paradiso, il primo parco nazionale istituito in Italia un secolo fa (sono in corso i festeggiamenti per il centenario), a protezione dello stambecco e degli gli altri animali di montagna a rischio estinzione. Su un’estensione di 70 mila ettari, il Parco ne ospita 167 specie, oltre a un migliaio di specie floreali, autentico campionario della biodiversità.

Di grande interesse anche il Parco naturale Mont Avic, caratterizzato da specie rare, non reperibili altrove, e da spettacolari formazioni geologiche. Tra le riserve naturali protette, la più singolare dal punto di vista paesaggistico è quella di Mont Mars , nella parte bassa della Valle del Lys, habitat ideale di camosci, marmotte e lepri bianche. Tutti luoghi dell’anima dove rilassare mente e corpo e ricaricare le batterie, mete perfette per una seconda estate da vivere fino in fondo.

Info: lovevda.it

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Autunno in Valsugana: benessere e sport all’aria aperta, tra terme, bici e passeggiate nel foliage

La Valsugana è una destinazione da assaporare tutto l’anno. In autunno, in particolare, la dolce valle che fa da spartiacque fra il Trentino sud-orientale e le province venete di Vicenza e Belluno, ha molto da offrire a un viaggiatore consapevole, alla ricerca di esperienze rigeneranti all’aria aperta, come i trekking a piedi o in bicicletta, le passeggiate tra i vigneti o in cerca di funghi, il benessere termale e, naturalmente, l’immersione nei colori del foliage, che trasforma i boschi in un quadro dalle mille sfumature.

Valsugana open air, 2300 km di percorsi alla portata di tutti

L’ampiezza del territorio, certificato per il turismo sostenibile dal GSTC – Global Sustainable Tourism Council, fa sì che in valle si sviluppino oltre 2300 km tra sentieri e percorsi ciclabili, che attraversano ambienti e paesaggi estremamente vari e suggestivi: dai laghi Bandiera Blu, Levico e Caldonazzo, all’impervia catena del Lagorai, dalle rive del fiume Brenta alle fortezze asburgiche sugli altipiani di Vezzena e della Marcesina, da Arte Sella, la galleria diffusa di opere d’arte contemporanea open air, fino alle malghe e agli alpeggi in quota.

La vasta “bike area” offre innumerevoli possibilità a chi vuole scoprirla in modo slow, sfruttando appieno la libertà delle due ruote. Al primo posto c’è senz’altro la strada ciclabile della Valsugana, che si snoda per ben 80 km costeggiando il Brenta e collegando il lago trentino di Caldonazzo con il comune veneto di Bassano del Grappa. Premiata con l’Italian Green Road Award, attraversa villaggi e monumenti storici, campi di mais e meleti, e dispone inoltre delle opportune colonnine di ricarica per le e-bike e di alcuni “bicigrill”, veri e propri punti di ristoro che rendono più piacevole le soste lungo il percorso.

Agli spiriti più avventurosi si addicono, invece, le escursioni in mountain bike, che presentano diversi gradi di difficoltà che si estendono su tutto il territorio, permettendo agli amanti della pedalata, anche assistita, paesaggi sempre diversi e tracciati entusiasmanti.

Autunno in Valsugana: il trionfo delle sagre e dei prodotti stagionali tipici

Gli eventi enogastronomiche dell’autunno sono una vera festa del palato. Si inizia qualche giorno prima dell’equinozio con il Festival dei sapori autunnali di Levico Terme (16-18 settembre) e si prosegue nella stessa località con il Food Truck Festival (23-25), per passare poi a Bieno con la Festa del radicchio (2 ottobre) e a Pergine Valsugana dove, dal 7 al 9 ottobre, va in scena la Festa della zucca e dintorni. A fine ottobre (29-30) merita una gita a Roncegno Terme la Festa della castagna, che qui ha una solida tradizione.

Le terme di montagna della Valsugana: uniche e anti-stress

Un’altra preziosa risorsa di questa terra sono le acque arsenicali ferruginose di Levico, pressoché uniche in Italia per le loro proprietà efficaci nel controllo dell’ansia e dello stress, perfette per prepararsi ad affrontare il lungo inverno con il sorriso. Naturalmente, nella stagione più propizia, con il calo delle temperature, i benefici del turismo termale si sposano perfettamente con la tradizione dell’ospitalità nelle strutture di qualità convenzionate con il sistema sanitario nazionale. Tutti ottimi motivi per pensare anche alla propria salute, in un momento di svago e di divertimento autunnale, tra una degustazione e un’escursione.

Foliage in Valsugana: uno spettacolo per tutti i sensi

La variazione autunnale del colore delle foglie caduche degli alberi, dal verde al giallo oro, dall’arancione alle diverse gradazioni del rosso, poi, aggiunge un fascino unico alla vostra vacanza: il foliage è un fenomeno che interessa tutte le aree boschive, ma qui, in Valsugana e nel Lagorai, assume i toni spettacolari dell’evento tra i larici del Lago delle Prese, le acacie, le betulle e i ciliegi sul percorso tra Fradea e Castel Tesino, i faggi e i tigli della Val di Sella dove, con i tre percorsi proposti da Arte Sella, il connubio arte-uomo-natura raggiunge vertici inarrivabili.

Info: visitvalsugana.it

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IT.A.CÀ, dal 16 settembre il festival del turismo responsabile arriva a Bologna. All’insegna dell’inclusività

Turismo sostenibile vuol dire anche turismo di tutti. Ecco perché quest’anno IT.A.CÀ, il festival del turismo responsabile di cui DOVE è partner, ha previsto un programma fruibile davvero da tutti, incluse le persone con disabilità visive, cognitive e motorie. In particolare nella sua “tappa madre”, quella che si svolge dal 16 settembre al 16 ottobre sull’Appennino bolognese e a Bologna città, dove il festival è nato 14 anni fa.

«Insieme alle realtà e alle associazioni del nostro territorio e a quelle istituzioni che hanno scelto di valorizzarci, abbiamo finalmente potuto creare un calendario di eventi e attività pensato appositamente per essere fruito da tutti, persone con disabilità di tipo motorio, cognitivo e/o visivo», spiega Simona Zedda,  responsabile programmazione della Tappa Bologna di IT.A.CÀ. «Questo ci rende molto orgogliosi perché l’inclusività e l’accessibilità di un evento o di un percorso significano rispetto per le persone tutte, e il rispetto è alla base del senso di turismo sostenibile che IT.A.CÀ si impegna a diffondere da sempre».

Un festival per tutti

In particolare sono due i progetti pensati in questa chiave: Sense of Place, che prevede quattro itinerari multisensoriali (due in città, due sull’Appennino) capitanati da guide ipovedenti che faranno scoprire i luoghi anche attraverso l’udito, il tatto, l’olfatto e il gusto; e Nonturismo Bologna. Deviazioni inedite raccontate dagli abitanti, itinerari alla scoperta della città «che non appare in cartolina».

Quest’ultimo progetto, che sarà presentato il 30 settembre alle Serre dei Giardini Margherita insieme alla guida omonima in uscita per la collana editoriale Nonturismo di Ediciclo, ha l’obiettivo di far visitare la città attraverso luoghi e punti di vista di chi la abita, in base a tre diversi itinerari declinati intorno al tema della resistenza: la resistenza della biodiversità nei sentieri periferici; la resistenza dell’abitare dei senza dimora; la resistenza dei piccoli centri culturali.

Leggi anche: Torna IT.A.CÀ, festival del turismo responsabile, per imparare ad “Abitare il futuro”

Appuntamenti classici e sorprese

Non mancheranno gli appuntamenti «classici» delle tappe di IT.A.CÀ: passeggiate, escursioni a piedi, bike tour, degustazioni, e poi ancora laboratori teatrali, convegni, concerti, letture pubbliche, incontri e presentazioni.

Da non perdere, il 28 settembre, il nuovo Trekking dell’altro mondo, al Museo civico del Risorgimento, alla Certosa di Bologna, un suggestivo percorso a tappe multisensoriale e interattivo, i cui dettagli saranno svelati solo all’ultimo momento per non perdere la sorpresa (prenotazione obbligatoria: progettometrozero@gmail.com)

Date, orari e tutti i dettagli delle iniziative sono sul sito festivalitaca.net 

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Slovenia in bicicletta: sulla Green Gourmet Route, tra natura, gusto e sostenibilità

Si chiama Green Gourmet Route ed è un’esperienza di viaggio sostenibile in Slovenia, lento e a basso impatto ambientale, che coniuga per la prima volta due grandi e riconosciute eccellenze: quella gastronomica, per cui questa terra è stata premiata ufficialmente lo scorso anno a livello europeo, con la ricchezza di un percorso di circa 470 km interamente ciclabile.

L’abbinata, in undici giorni e altrettante tappe (di cui tre in treno) permette di conoscere e apprezzare buona parte del territorio dei nostri vicini di casa sul fronte orientale e godere della loro proverbiale ospitalità.

Itinerari nella natura e nel gusto

Nel cuore verde d’Europa, il ciclismo come sport (reso popolare da campioni di fama internazionale del calibro di Tadej Pogačar e Primož Roglič) e il cicloturismo sono di casa, con tracciati adatti a tutti, dai biker più esperti alle famiglie in vacanza con i bambini, resi più interessanti dal fattore della diversità geografica. È raro, infatti, trovare una nazione che combini tipi di paesaggi così mutevoli in un’area tanto piccola. La Slovenia è un vero crocevia tra il mondo alpino, il mediterraneo, il carsico e il pannonico. E le distanze sono relativamente brevi, permettendo di passare da una situazione all’altra nell’arco di una stessa giornata.

Panorami suggestivi e rigeneranti fanno da sfondo, in particolare, all’itinerario che unisce i puntini delle splendide destinazioni certificate Slovenia Green. Il viaggio multisensoriale, variante golosa del cicloturismo, si dirama su strade secondarie tra vigneti, castelli, boschi aromatici, verdi colline, laghi e sorgenti termali, con rilassanti pause benessere in agriturismi, boutique hotel o ristoranti stellati (ben sei, lungo il tragitto), in grado, con le loro proposte, di conquistare anche i palati più esigenti.

Le tappe della Green Gourmet Route

Si parte su due ruote da Lubiana, città vivace ed elegante, di tradizione mitteleuropea, in direzione della Valle dell’Isonzo, incorniciata dalle Alpi Giulie. Si prosegue verso Brda, rinomata regione viticola tra mare e monti e poi via, verso Nova Gorica e la Valle del Vipava, terra di vini unici e “casa” della migliore cucina tra le Alpi e l’Adriatico.

Si pedala da soli o in gruppo nell’incantevole regione del Carso, mondo ricco di meraviglie sotterranee e fenomeni naturali per dirigersi ancora verso Sevnica, località del Posavje, con il castello e il vigneto di Franconia Blu, Podčetrtek e Rogaška Slatina, patria del termalismo, Ptuj, la città più antica della Slovenia, nota per il suo carnevale, e infine Maribor, la capitale della Stiria attraversata dalla Drava.

Un percorso vario e articolato, che in questa modalità è anche un viaggio nel gusto, ricco di prelibatezze e invitanti pietanze locali, accompagnate dai migliori vini naturali, dal miele e dagli altri frutti dell’apicoltura. Alla base di tutto, l’offerta stagionale, a km zero, di decine di piccoli produttori selezionati con cura per l’utilizzo che fanno delle materie prime, il rispetto del territorio e della biodiversità, ma anche per la gestione green degli scarti, ridotti al minimo e smaltiti sempre in modo ecologico.

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Hall-Wattens: vacanze slow in Austria tra natura selvaggia e centri medievali

Non solo Innsbruck, la Valle del fiume Inn, nel cuore del Tirolo, offre tante preziose perle da scoprire a passo lento. Qui, nella regione Hall-Wattens, si trova uno dei centri medievali più grandi e fiorenti delle Alpi, la città del sale Hall in Tirol. Mentre fra i placidi villaggi passa il tratto tirolese del cammino di Santiago. E ancora, i Mondi di Cristallo Swarovski di Wattens: una delle attrazioni più visitate di tutta l’Austria. Senza dimenticare i sentieri nell’area protetta più grande del paese, la selvaggia Karwendel, un paradiso per escursionisti e birdwatcher.

I trekking da non perdere tra aquile e pini cembri

Rilassanti e adatti a tutta la famiglia o impegnativi e da brivido. I trekking che offre la regione di Hall-Wattens entusiasmano tutti i tipi di escursionisti. È il caso del  famoso Sentiero dell’aquila (Adlerweg), che attraversa tutto il Tirolo per 420 km e passa anche da qui, nel parco naturale Alpenpark Karwendel. Siamo nella più grande area protetta dell’Austria con 920 km quadrati tra pareti rocciose, prati fioriti e boschi di selvaggia bellezza. In un ambiente così intatto non è raro avvistare aquile reali e stambecchi, collezionando scenari da fiaba come l’Ahornboden, il pianoro ricoperto di aceri secolari, la sorgente dell’Isar che porta al Danubio, il canyon Vomperloch, e sua maestà il Bettelwurf, la cima più alta dell’area a 2725 m.

Meno impegnativo, ma altrettanto affascinante, è il Sentiero dei pini cembri (Zirbenweg). Siamo a 2000 metri di altitudine, dove si estende una delle più vaste e antiche foreste di pini cembri d’Europa. Il profumo balsamico è davvero inebriante e la vista spazia sulla valle dell’Inn e sulla catena del Karwendel.
La natura alpina si svela in tutto il suo splendore anche all’Alpengarten del Patscherkofel, all’arrivo della funivia, dove camminare fra stelle alpine, genziane e specie himalayane nel giardino botanico più alto dell’Austria, a 2000 metri. E nella conca di Ampass si contempla il pino cembro di oltre 700 anni, dichiarato monumento naturale, già dal 1926.

Hall in  Tirol: viaggio nel Medioevo

Nel XIV e XV secolo, Hall in Tirol è stato uno dei centri più importanti delle Alpi. L’estrazione del salgemma e la posizione strategica lungo il fiume Inn, hanno portato ricchezza e monete. È qui che, nel 1477, Sigismondo trasferisce da Merano la zecca ducale, coniando il primo tallero d’argento. Un secolo dopo, la zecca viene spostata dall’arciduca Ferdinando II nella fortezza Burg Hasegg, che diviene così il centro del potere e si trasforma progressivamente in una residenza di rappresentanza. 

Oggi si rivivono i fasti di quell’epoca nel Museo della Zecca (Münze Hall), dove vengono coniate monete per occasioni speciali e persino il visitatore può portarsi a casa il suo tallero made in Hall.
La passeggiata nella storia continua nella deliziosa piazza della Città Alta, tra le facciate decorate con gli stemmi del Municipio e gli interni barocchi della chiesa parrocchiale di San Nicola. O ancora gli splendidi affreschi quattrocenteschi del Giudizio Universale e l’altare della cappella romanica Magdalenenkapelle.

Segreti e scoperte lungo il Cammino tirolese di Santiago

Sapevate che esiste un Cammino di Santiago del Tirolo? Ebbene, il tracciato che punta in Galizia, passa anche da qui e attraversa la regione, tra Gnadenwald e Thaur. Una buona occasione per percorrerlo è quella di fare tappa alla ricerca di gioielli storici come la Chiesa di San Martino, a Gnadenwald, edificio gotico con interno barocco. Qui, a metafora del turbamento interiore e della ricerca dell’armonia spirituale, si trova anche un labirinto in pietra, com’era in uso un tempo. Una volta trovata la pace, e la via d’uscita, si può fare il rilassante sentiero tra gli alberi con le stazioni meditative per fermarsi a contemplare la natura e trovare la consapevolezza interiore. La seconda tappa è Absam, nota per  la basilica e santuario tardo-gotico di San Michele, meta di pellegrinaggi. 

Dopo aver raggiunto Hall si punta verso l’antica Thaur, conosciuta già nel IX secolo come Turane, e apprezzata per i presepi e per la Chiesetta di San Romedio, un piccolo santuario consacrato ai Santi Apostoli Pietro e Paolo. Il villaggio è sorvegliato dalla famosa colonna imperiale, eretta per commemorare la salita dell’imperatore Francesco I d’Austria in questo punto panoramico, nel 1815, appena dopo il Congresso di Vienna. Il motivo della sua camminata? Ammirare dall’alto i luoghi in cui i tirolesi avevano eroicamente resistito alle truppe napoleoniche. Qui, nel 1839, venne costruito in suo ricordo un  monumento in pietra a forma di piramide alta 11,4 metri. Per arrivarci ci sono diversi sentieri, più o meno impegnativi, ma tutti sono ripagati da una vista ‘imperiale’.

Attrazioni per famiglie: dai cristalli alle biglie di legno

Visitati finora da più di 13 milioni di persone da ogni parte del mondo, gli Swarovski Kristallwelten (Mondi di Cristallo Swarovski) sono una delle tappe imperdibili di tutto il Tirolo. Furono inaugurati nel 1995 in occasione del centenario dell’azienda con sede a Wattens e negli anni sono diventati un punto di riferimento per ogni età su un’area di 7,5 ettari. Già l’ingresso promette meraviglie con la testa-collina del gigante dagli occhi di cristallo che spruzza acqua in un laghetto. È solo l’inizio di un viaggio fantastico che attraversa cupole riflettenti, opere realizzate da artisti come Salvador Dalì, Andy Warhol e Keith Haring, e bizzarre installazioni scintillanti. Con gli occhi che brillano (è proprio il caso di dirlo), i più piccoli hanno a disposizione show, giochi e persino laboratori nell’Atelier del cristallo. Tra le esperienze da non mancare, dal 22 luglio al 21 agosto, gli ospiti potranno lasciarsi entusiasmare dagli acrobati del circo-teatro Roncalli: 16 spettacoli al giorno allestiti negli angoli più insoliti del giardino del Gigante.

Tornati ad Hall si sale ai 1500 m della stazione intermedia di Halsmarter per trovare un vero e proprio eco-parco divertimenti in formato tirolese. Al Kugelwald am Glungezer, infatti, protagoniste sono grandi biglie in legno da far correre lungo le piste che si snodano per oltre 500 metri con angolazioni e pendenze diverse. Il divertimento è assicurato sia a grandi che ai piccini, tra i pini e gli abeti bianchi e rossi di un bosco di 8000 m², dove ci si riprende dalle ‘fatiche’ del gioco su profumati lettini di cembro.

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Estate in Sardegna: una vacanza piena di mindfulness, immersi nel verde e nel blu

Dopo un periodo decisamente complicato per tutti, la voglia di liberare la mente è tanta, così come il bisogno di staccare la spina e di ritrovare se stessi, concentrandosi sul singolo istante che si sta vivendo. In psicologia la chiamano “mindfulness”, è quella capacità di avere consapevolezza di sé prestando attenzione alla realtà, nel momento presente. E la natura, in questo, è un grande aiuto, soprattutto d’estate, quando si ha più tempo per pensare a sé. Il suono del mare, la sabbia sotto i piedi, il profumo dei pini, il vento… ogni elemento genera un immediato benessere fisico e mentale che consente di ridurre i livelli di stress e liberare le sostanze strettamente connesse al buonumore, come la serotonina e la dopamina.

Estate in Sardegna: lontano dal mondo senza allontanarsi

Per questo, la Sardegna è tornata prepotentemente a essere la meta preferita dagli italiani (e non solo): con le sue acque cristalline e il suo entroterra incontaminato, è il luogo ideale per staccare davvero la spina e rigenerarsi. Potere di un’isola ancora selvaggia eppure vicina, a non più di un’ora di volo dalle principali città dello Stivale, perfetta per sentirsi altrove pur senza allontanarsi troppo da casa.

Alloggiare in una struttura immersa nella natura e a due passi dal mare diventa, così, una scelta obbligata per potenziare i benefici della vacanza. Qui, dove si può dimenticare l’automobile, si vive nel verde e nel blu come in un costante esercizio di mindfulness, senza nessuna fatica.

Cala Corsara, nell’arcipelago della Maddalena (Istockphoto)

Nel Golfo di Orosei a fare yoga immersi nella macchia mediterranea

Chi sceglie di soggiornare al Sentido Orosei Beach, nel Golfo di Orosei, per esempio, si trova a vivere una vacanza totalmente immersa nel verde. Il resort 4 stelle, infatti, è inserito in un parco di 23 ettari con giardini fioriti, a pochi passi da un’ampia spiaggia che degrada in un mare cristallino. Vaste aree di prato e frutteti completano l’area, attraversata qua e là da larghi viali lastricati in pietra mosaico. E le 120 camere, arredate in tipico stile sardo, sorprendono per i loro colori caldi e accoglienti.

Il resort è perfetto per rilassarsi tra lettini e ombrelloni gustandosi un aperitivo al pool bar con musica dal vivo in sottofondo. Non mancano, per gli amanti dello sport, campi da tennis, calcetto e basket oltre a lezioni di groupfitness o bodystyling e di yoga, costantemente immersi nella macchia mediterranea. 
Gli ospiti della struttura hanno anche la possibilità di accedere al parco piscine del Marina Beach, una vasta area distribuita su 4000 mq, perfetta per rilassarsi tra lettini e ombrelloni.

Piedi a mollo nel mare caraibico di Budoni con la pineta a fare da contorno

A nord-est della Sardegna, poco sotto San Teodoro, si trova invece il Club Hotel Marina Seada, interamente immerso in una fitta pineta e adiacente l’omonima spiaggia. Le 80 camere sono distribuite in varie villette a schiera collegate tra loro da verdi vialetti e da un corpo principale dove si trovano i principali spazi comuni. Due le piscine, di cui una a bordo mare, oltre a due bar, un anfiteatro, un campo da minigolf e uno da tennis dove tenersi allenati.  Qui, il passaggio dalla spiaggia al giardino è immediato, così come la sensazione di rinascita e relax.

Le dimensioni ridotte della struttura garantiscono un’atmosfera familiare, perfetta per chi viaggia con bambini al seguito. A garanzia di tutto ciò l’abbondanza di camere quadruple e quintuple, i servizi di mini e baby club e anche l’angolo “biberoneria”, dotato di kitchenette, microonde, mixer, seggioloni e prodotti freschi o già pronti, come i passati di verdura, per i più piccini in fase di svezzamento.

In Costa Smeralda per una vacanza chic e green

Per chi preferisce una vacanza più glam, invece, c’è l’il Club Hotel Cormorano, struttura 4 stelle superior situata a pochi passi dall’esclusivo centro di Baja Sardinia, in Costa Smeralda. È, questa, una delle località balneari più famose della Sardegna. La vicinanza alla movida, però, non esclude la possibilità di rilassarsi. A soli 150 metri dall’hotel, infatti, si trova la famosa spiaggia di Cala Battistoni, nota per la sua sabbia bianca finissima. Le 74 camere sono state tutte ristrutturate nel 2019. A ciò si aggiungono una piscina attrezzata e un ristorante, aperto per le prime colazioni, con veranda e angolo show cooking. L’Arcipelago della Maddalena è a due passi, con le sue meraviglie dentro e fuori dall’acqua, perfette per una vacanza all’insegna della mindfulness.

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