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Imparare a respirare sull’Appennino emiliano, con IT.A.CÀ, festival di turismo responsabile

IT.A.CÀ, il festival di turismo responsabile di cui DOVE è media partner anche quest’anno, è approdato sull’Appennino e qui si ferma fino a fine luglio, con una varietà di appuntamenti e percorsi, nei quali imparare a porre l’attenzione sul proprio respiro, sia fisicamente (camminando) sia metaforicamente (andando alla scoperta del respiro della musica, della poesia, e dei boschi).

Del resto, il tema portante del festival 2021 è proprio il diritto di respirare, là dove per respiro non s’intende solo quello fisico (con un chiaro riferimento alla salute) ma anche quello sociale ed economico.

Riparte IT.A.CÀ, il festival del turismo responsabile edizione 2021. Il tema? Tornare a respirare

Camminare danzando

Quella sull’Appennino bolognese è una tappa “diffusa” che coinvolge, anche nello stesso weekend, diverse località, collegate dal medesimo filo conduttore: la lentezza. “La retta è per chi ha fretta” è il claim di questo appuntamento, definito dagli organizzatori, la tappa “madre” di tutto il festival. E infatti già nell’itinerario proposto per il prossimo weekend, la lentezza del procedere diventa un valore aggiunto, perché dovuta alla sperimentazione di nuove forme di movimento. La danza, prima di tutto: a Monzuno – tappa di sabato 17 luglio – i camminatori scopriranno infatti a passo di danza le bellezze di questa parte di Appennino, insieme al duo musicale Fragole e Tempesta e a Eugenia Marzi, danzatrice e guida escursionistica.

Poi, il giorno dopo, a Casalecchio di Reno, a rallentare i partecipanti, sarà un percorso culturale e botanico nel Parco della Chiusa, scandito da degustazioni di prodotti tipici e miele, che culmineranno con una performance teatrale alla suggestiva ex Limonaia di Villa Sampieri. 

Si continua a respirare – con lentezza – anche il giorno successivo, di lunedì, perché chi lo volesse, avrà possibilità di dormire nel Parco e di partecipare appena sveglio a una sessione di yoga. 

Festival IT.A.CÀ 2020: dal turismo responsabile la strada per un nuovo modello di economia

Il respiro della poesia

Sarà dedicato al respiro della poesia, invece, l’ultimo weekend del mese che è anche l’ultimo di questa “tappa madre”: dopo una giornata in bicicletta per i quartieri cosiddetti “disobbedienti” di Bologna (Porto/Saragozza/Barca e Lavino di Mezzo), venerdì 23 a IT.A.CÀ si unirà il Festival Disobbedienze con lo spettacolo dello scrittore Erri De Luca Per certi versi, attraverso il quale si proverà a narrare e valorizzare spazi e comunità fuori luogo, che nella dissonanza fanno respirare la città. 

Sarà la poesia della natura, invece, a far respirare chi parteciperà alle attività di sabato 24 e domenica 25 luglio. Attività più “tradizionali” per IT.A.CÀ, quando, ad Alto Reno, si seguirà un itinerario a piedi alla scoperta dei luoghi più suggestivi di questa parte di Appennino, nei quali a scandire tempi e ritmo saranno i boschi, gli animali, l’acqua che scorre, il vento tra le foglie e l’aria: aria di cui riempirsi i polmoni e il cuore. 

Il calendario completo e i dettagli sugli appuntamenti sono su www.festivalitaca.net

 

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Estate in Piemonte, tra cammini, borghi, Sacri Monti e chiese a porte aperte

Il Piemonte, con i suoi laghi incastonati in suggestivi paesaggi, i suoi borghi storici dalle atmosfere raccolte, i diversi cammini spirituali che tornano sui passi che furono di uomini di fede, pellegrini e mercanti nei secoli passati, permette di rigenerarsi e di sincronizzarsi su un ritmo più lento. Ed è esattamente ciò di cui si ha bisogno oggi, per ritrovare serenità ed energia.

«Il bello del territorio piemontese – ha raccontato a DOVE Luisa Piazza, Direttore Generale di VisitPiemonte – è il suo essere estremamente variegato, una molteplicità di esperienze possibili, dalle colline ai laghi, dalle pianure, con le sterminate risaie, alle montagne, alle città d’arte. Una caratteristica che ci ha resi unici». I celebri paesaggi vitivinicoli delle Langhe, Roero e Monferrato, Patrimonio Unesco con i caratteristici infernot, antiche cantine scavate a mano nel tufo o nella pietra da cantoni; le Montagne Olimpiche, o Montagne del Torinese, e i laghi dalle mille sfumature, dal Lago Maggiore al Lago d’Orta, sono tutte mete ideali per chi cerca attività all’aria aperta, lontano dalla folla e nel silenzio.

I sette Sacri Monti del Piemonte, angoli di rinascita

Fra i Patrimoni dell’Umanità riconosciuti dall’Unesco ci sono i Sacri Monti, sette dei quali sono in Piemonte e due in Lombardia. Visitandoli e percorrendo i sentieri che portano da una tappa all’altra, ci si immerge nella natura e nell’arte, completamente avvolti dalla sacralità dei luoghi e della loro storia. I Sacri Monti sono una serie di cappelle e complessi architettonici edificati fra il XV e il XVIII secolo, spesso situati in cima a colli o promontori rocciosi e raggiungibili seguendo un percorso tortuoso che è cammino di meditazione e avvicinamento alla ‘Gerusalemme Terrena’, nata in epoca di Controriforma.

Immerso in un bosco, appartato rispetto alla cittadina di Varallo, il Sacro Monte di Varallo domina la valle del fiume Sesia dal suo sperone roccioso. È il più antico fra i Sacri Monti ed è stato progettato a fine XV secolo dal frate francescano Bernardino Caimi per ricostruire, in Italia, i luoghi sacri di Palestina. Raggiungere a piedi l’imponente Basilica del Sacro Monte, fermandosi in ognuna delle 45 cappelle, è un’esperienza indimenticabile: ad ogni tappa, in particolare, si possono ammirare sculture a grandezza naturale, fortemente realiste e immersive, che illustrano episodi dai Vangeli.

Dopo l’ideazione del primo Sacro Monte, furono realizzati tutti gli altri (Orta, Crea, Domodossola, Oropa e Ghiffa) fino all’ultimo la cui progettazione risale a metà del 1700, il Sacro Monte di Belmonte (To), dedicato alla Passione di Cristo. Le 13 cappelle si susseguono, fino alla cima del colle, seguendo un percorso all’ombra di querce e castagni secolari.

Sorpresa Piemonte, tra percorsi spirituali e borghi storici

L’atmosfera spirituale e di raccoglimento dei Sacri Monti è un po’ quella che pervade anche i tanti cammini storici e devozionali che attraversano il Piemonte, da quello di Don Bosco ai Percorsi Sindonici, dagli Itinerari Ebraici al Glorioso Rimpatrio dei Valdesi fino al cammino più famoso, la Via Francigena. Percorribile a piedi ma anche in bicicletta, a cavallo o in moto se si preferisce, la Via Francigena,  che collega Canterbury a Roma, torna sui passi che furono dell’Arcivescovo Sigerico quando, nel 990 d.C, si recò dal Papa per l’investitura del Pallio arcivescovile. Oggi, il tratto piemontese della Francigena si snoda lungo 4 arterie principali permettendo di attraversare parchi naturali, visitare castelli e dimore, conoscere piccoli borghi storici di cui è disseminato il territorio. Ai quattro angoli della regione, infatti, non c’è provincia che non vanti autentici gioielli come, per esempio, il Ricetto di Candelo (Bi), struttura fortificata perfettamente conservata risalente alla fine del XIII secolo.

Dopo le fatiche del trekking non c’è niente di meglio di una sosta in uno di questi piccoli centri che conservano il fascino della storia. I borghi sono perfetti anche per provare un nuovo modo di vivere la vacanza, sono infatti la meta ideale per chi, dopo aver sperimentato il cosiddetto holiday working, desideri fermarsi più a lungo per conoscere meglio queste oasi di tranquillità, magari alternando, per vacanze di lungo periodo, il lavoro a distanza e la vacanza. L’holiday working è, infatti, un’opportunità tutta nuova da esplorare: «Con il cambiamento degli stili di vita si aprono nuove prospettive – ha spiegato a DOVE Luisa Piazza, Direttore Generale di VisitPiemonte. Con la pandemia abbiamo capito che è possibile riuscire a coniugare meglio tempo privato e tempo pubblico. E il Piemonte risponde anche a questa nuova esigenza».

Un’App dà accesso all’arte nascosta di chiese e cappelle

Quando l’esigenza è quella di poter visitare luoghi fuori dalle principali rotte del turismo e di godere, in solitudine e piena sicurezza, di bellezze artistiche che troppo spesso vengono trascurate, diventa ancora più piacevole avventurarsi alla scoperta di chiesette, santuari e pievi immerse nel verde dei boschi piemontesi. Raggiungere anche la più remota diventa semplice, grazie alla nuova App Chiese a Porte Aperte, scaricabile gratuitamente da Apple Store o Google Play, che dà accesso a una rete di itinerari che unisce 23 luoghi sacri, fra Piemonte e Valle D’Aosta, tutti collegati da tecnologie avanzate: non solo una volta prenotata la destinazione, un QR code aprirà la porta rivelando autentici scrigni di bellezza, fra cicli pittorici affrescati e architetture antiche, ma entrando nella chiesa si azioneranno una voce fuori campo e una scenografia di luci e suoni studiati su misura per accompagnare l’esperienza.

Gli itinerari che collegano le diverse chiese attraversano tutto il territorio piemontese: si va dalla zona monregalese, fra Cuneo e Mondovì, a quella dei vigneti di Langhe, Roero e Monferrato, dal Saluzzese alle valli alpine occidentali, Susa, Val Sangone e Valle di Viù fino all’itinerario che porta in Valle d’Aosta, lungo uno dei percorsi della Via Francigena. Chi ama la bicicletta potrà unire più passioni, quella per le due ruote e la natura a quella per l’arte. Diverse ciclabili selezionate sul sito Piemontescape, poi, collegano fra loro le Chiese del circuito: sarà indimenticabile ammirare la bellezza nascosta della Cappella di Santa Maria di Missione (Villafranca Piemonte) con gli affreschi della prima metà del ‘400 attribuiti al pittore gotico Dux Aymo, dopo aver attraversato l’aperta campagna fra Villafranca (To) e Luserna (To). E dopo aver pedalato nella natura e nel silenzio, scoprire che la Cappella di Santa Croce (Mondovì) nasconde, nel presbiterio, un ciclo pittorico risalente a metà del 1400.

Info: visitpiemonte.com

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Case particolari e alloggi insoliti: dormire in una casa nella natura

Case particolari e alloggi insoliti: dormire in una casa nella natura
MangiaViaggiaAma

Quando sono stata contattata per scrivere un articolo su un portale chiamato “Casa nella natura”, ho subito pensato: questa è un’esperienza che devo provare. Come sono sicura molti di voi, ho una passione per gli alloggi insoliti e particolari: sogno di dormire in una casa sull’albero o dentro un igloo, in una yurta o in una bolla trasparente ammirando le stelle. In più, prima di proporre ai miei lettori un nuovo portale di prenotazioni preferisco testarlo in prima persona, così da poterne poi parlare con cognizione di causa – e consigliarlo solo se davvero penso lo meriti.

Detto fatto, ho approfittato dell’occasione, ho iniziato a navigare sul sito, ho scelto l’alloggio ed ho trascorso un weekend in una deliziosa casetta nel bosco. Ma partiamo dal principio.

Casa nella natura particolare

Prenotare una casa nella natura

Casanellanatura.it è la versione italiana del sito olandese Nature House, un portale di booking online che si propone di offrire appunto case vacanze nella natura: in montagna, al mare, in campagna o in mezzo a un bosco. Sono presenti alloggi soprattutto nel continente europeo e molti in Italia. Le tipologie sono varie: intere case, appartamenti, ma anche stanze in bed&breakfast, agriturismi e strutture ricettive più tradizionali, alloggi rustici e spartani o ville più lussuose. Il comune denominatore è solo il contesto, che deve essere all’insegna della pace e della natura.

Come per altri portali di prenotazione simili, potrete impostare diversi filtri: per tipologia di casa, zona in cui si trova, servizi offerti, valutazioni degli utenti e altro ancora. Casa nella natura non significa infatti necessariamente isolata da tutto, sul sito si trovano anche strutture in piccoli villaggi, ma se l’isolamento è quello che cercate sappiate che con una breve ricerca potrete trovare ciò che fa per voi: vi basterà spuntare le caselle “nel bel mezzo del nulla” o “completamente da solo“.

Casanellanatura.itCasa nella natura in Italia

La mia esperienza: dormire in una casetta nel bosco

Quando ho iniziano a consultare il portale, ho cercato una struttura che potesse farmi vivere appieno l’esperienza di una “casa nella natura”: un luogo in cui rifugiarmi lontano dalla città, immersa nel paesaggio. La scelta è caduta infine su questa deliziosa casetta nel bosco, poco distante dal lago di Garda e da Salò ma allo stesso tempo isolata da tutto.

Niente televisione, niente wifi, la rete del telefono prendeva a malapena. Solo una piccola casetta di legno e la pace di un bosco, dove le ore sono trascorse serene riposando all’ombra di un albero, giocando a Uno e preparando il barbecue. Nei dintorni ci sono diversi percorsi di trekking, credo anche interessanti, ma noi (almeno per questa volta) ci siamo semplicemente riposati. Nella sua incredibile semplicità è stata una delle esperienze più belle e rilassanti di sempre e quando, a malincuore, abbiamo dovuto lasciare la casetta ci siamo ripromessi di tornarci presto.

Dormire in una casa nel bosco

Come iscriversi e come prenotare

Una volta trovata la casa nella natura perfetta per voi, vi basterà effettuare la registrazione sul portale ed inviare richiesta di prenotazione. I proprietari sono invitati a rispondere entro 24 ore e nel frattempo è possibile avviare una conversazione tramite messaggi sul proprio account – utili ad esempio per avere maggiori informazioni sull’alloggio, l’accesso, le dotazioni. In questa fase non dovrete pagare nulla: solamente nel momento in cui il proprietario accetterà la richiesta riceverete una mail con il link per completare il pagamento.

Una caratteristica interessante è che per ogni pernottamento prenotato, Nature House contribuisce a progetti naturalistici locali: ha già piantato un milione di alberi in Madagascar, Tanzania e Burkina Faso, mentre in questo momento sostiene il recupero degli Orsi Bruni Marsicani in via d’estinzione.

Se vi ho incuriositi e anche voi volete provare l’esperienza di passare una notte nella natura, vi lascio un link con il quale riceverete (e riceverò anch’io) 10€ da utilizzare sulla prenotazione:

Iscrizione Casanellanatura.it

Alloggio insolito particolare

Case particolari e alloggi insoliti: dormire in una casa nella natura
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In Australia per ricominciare, tra paradisi incontaminati, volontariato e vacanze-lavoro

Natura all’ennesima potenza. È il karma dell’Australia, l’unica isola-continente del nostro pianeta, beneficata come nessun altro territorio da una varietà straordinaria di paesaggi, una flora rigogliosa e una fauna ittica e terrestre che sono un inno alla biodiversità. Tra spiagge paradisiache, deserti rossi a perdita d’occhio e la più grande e spettacolare barriera corallina del globo terracqueo, in nessuna altra parte del mondo si possono incontrare canguri in libertà, koala appisolati sulle piante di eucalipto e cuccioli di vombato che vagano nella foresta, nello stesso territorio.

Questa grande ricchezza naturale, certificata da 20 siti naturali patrimonio mondiale Unesco, è un bene prezioso che va continuamente difeso e protetto dall’incuria dell’uomo e dai rischi ambientali, come gli incendi boschivi. Pericolosi e distruttivi quelli che all’inizio del 2020 hanno duramente colpito le colline a vigneti di Adelaide, la zona rurale di Gippsland, nello stato meridionale di Victoria, e alcune aree del Parco Nazionale delle Blue Mountains (New South Wales). Ma la natura e la coscienza ambientalista delle comunità locali stanno rapidamente sanando questa ferita.

Australia: una rinascita che passa anche dal turismo responsabile

Ambiziosi programmi di rigenerazione della flora e della fauna stanno restituendo a quest’angolo del Paese il suo aspetto originario: gli alberi hanno ripreso a germogliare e anche gli animali, curati a dovere, stanno riconquistando il proprio habitat e le fonti del proprio sostentamento. Gli Australiani, un popolo reso più coeso dalla mateship, il sentimento di comunità, sono in prima linea in questa difesa del loro (e nostro) patrimonio naturale e fanno spesso fronte comune con i visitatori stranieri più accorti, quelli che considerano il viaggio come uno strumento di conoscenza da vivere in un clima di rispetto e di solidarietà.

 

 

Molti i progetti misti già realizzati o in corso di realizzazione. Ne è un esempio l’exploit di Kangaroo Island, paradiso degli ecologisti brulicante di canguri e koala, wallabies e leoni marini, riaperto proprio grazie a un lungimirante programma di ripristino che ha permesso alla natura di tornare a fiorire. Per questo intelligente modello di condivisione, la magnifica terra Down Under, come i paesi anglosassoni chiamano ancora l’Australia, è stata premiata con il Lonely Planet Best in Travel Award 2021 nella categoria “community restoration”. Da qui il nascere di un’offerta turistica alternativa che coniuga spirito comunitario e impegno concreto verso la natura. I viaggiatori che vi aderiscono hanno l’occasione unica di sperimentare un rapporto più stretto con la gente del luogo e partecipare a progetti di rimboschimento o a vacanze-lavoro nelle stazioni di salvataggio delle specie animali a rischio.

All’insegna del turismo sostenibile e responsabile sono attive molteplici iniziative: a Kangaroo Island si può collaborare al ripopolamento dei dunnart, piccoli marsupiali in via di estinzione, e dei pappagalli cacauta testa marrone, imparando anche molte utili nozioni sulla prevenzione degli incendi (info: exceptionalkangarooisland.com). Nello stato di Victoria, i visitatori possono piantare in autonomia le piante di eucalipto, indispensabili all’ecosistema dei marsupiali, e durante l’“East Gippsland Wildlife Journey” partecipano alla raccolta in spiaggia delle vecchie reti da pesca abbandonate (info: echidnawalkabout.com.au). E nel sito Unesco Greater Blue Mountains, dove gli incendi dello scorso anno, purtroppo, hanno distrutto buona parte della riserva naturale del resort Emirates One & Only Wolgan Valley, gli ospiti supportano gli ambientalisti nell’opera di riforestazione e nella protezione dei vombati.

Info: Ispirazioni di viaggio in Australia – Tourism Australia

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Croazia: vacanze sicure e all’aria aperta, tra gite in barca e patrimoni Unesco

Parchi naturali, mare cristallino, isole disabitate. E tanti patrimoni Unesco. Per chi cerca una vacanza che sia un concentrato di natura e cultura, la Croazia è la destinazione ideale. A un passo dall’Italia, facile da raggiungere – dal Bel Paese ci si arriva in auto, in nave o in poco più di un’ora di aereo -, sicura in tempo di pandemia.

Croazia: vacanze open air a un passo dall’Italia

In un periodo storico in cui prossimità della destinazione e distanziamento sociale sono la discriminante nella scelta del viaggio, la Croazia riesce a conciliare i bisogni più disparati. La voglia di cambiare aria, il desiderio di immergersi nella natura, la necessità di stare lontano dalla folla. Oltre, ovviamente, all’esigenza di viaggiare in sicurezza, riducendo al minimo il rischio di contagio da Covid-19.

La città di Dubrovnik con le sue imponenti mura (foto: Luka Esenko)
La città di Dubrovnik con le sue imponenti mura (foto: Luka Esenko)

Distanziamento sociale nella natura

Mai come da un anno a questa parte c’è la voglia di trascorrere le vacanze all’aria aperta, in mezzo al verde. Tra gli Stati europei ecologicamente meglio conservati – il 10 per cento della sua superficie è area protetta – la Croazia vanta ben 8 Parchi Nazionali e 12 Parchi Naturali. Quello di Plitvice, con i suoi 16 laghi, è il più visitato del Paese. E non a caso: patrimonio Unesco dal 1979, è un concentrato di cascate, corsi d’acqua e foreste lussureggianti, da attraversare passeggiando lungo suggestivi sentieri e ben 18 km di passerelle in legno.

Spostandosi più a sud, al confine con la Bosnia-Erzegovina, è da non perdere anche il recentissimo Parco Naturale della Dinara, attraversato dai fiumi Krka e Cetina e paradiso della biodiversità. Si tratta dell’unità carsica naturale più “pregiata” al mondo, location ideale per il trekking  (la vetta più alta, Sinjal, tocca i 1.831 metri) e tanti altri sport, tra cui il rafting e il torrentismo. Non mancano, al suo interno, una ricca fauna selvatica e una vegetazione di tutto rispetto, con più di mille specie di piante (che arrivano, tra l’altro, a 3.000 in altre aree croate come il Monte Velebit).

Al mare, tra fari e gite in barca

Ma la Croazia non è solo rilievi. A renderla famosa in tutto il mondo è anche il suo incantevole mare. Le coste dell’Istria, della Dalmazia, del Quarnaro con le loro celebri località turistiche. I fondali ricchissimi di pesci, le acque cristalline.

La spiaggia di Zlatni rat, sull’isola di Brač, tra le più belle della Croazia (foto: Aleksandar Gospic)

Chi cerca relax lontano dalla folla non resterà deluso. Non è difficile, in Croazia, trovare angoli di quiete lambiti dal mare. Alle spiagge più rinomate – da Zlatni rat a Punta Rata, per citarne un paio – si alternano calette disabitate, dove un tempo gli Illiri e gli Antichi Romani venivano a calare l’àncora. L’atmosfera è intatta come allora. La natura? Primordiale.

La barca, rassicurante in tempo di pandemia, diventa il mezzo ideale per gli spostamenti. Ed è cullati dalle onde che si va alla scoperta delle tante isole e della costa del Paese. L’itinerario è vario e modellabile in base alle proprie esigenze e ai propri gusti. Molte le possibili tappe, da Cavtat alla misteriosa isola di Lokrum, vicino a Dubrovnik, fino a Vela Luka sull’isola di Korčula e a Vis. Anche i fari – tantissimi, nel Paese – sono lo spunto per escursioni in stile Robinson Crusoe. Da non perdere, in particolare, quelli di Savudrija, Tajer, Veli Rat, Porer e Palagruza.

 

Il faro di Veli Rat, sull’isola di Dugi Otok (foto: Aleksandar Gospic)

Croazia, terra di arte, storia e tradizioni

Scesi sulla terraferma, ecco che si va alla scoperta dei tanti Patrimoni Unesco del Paese. Dieci per la precisione, disseminati sul territorio, tra cui il Palazzo di Diocleziano a Spalato, la Città Vecchia di Dubrovnik, la Cattedrale di San Giacomo a Šibenik e il centro storico di Trogir.

Monumenti ed edifici che raccontano l’unicità di questa terra, crocevia tra Oriente e Occidente, a cui si aggiungono i tanti Patrimoni immateriali Unesco: per l’arte del merletto, il canto delle klape, l’artigianato dei medičari, la danza muta della Dalmatinska zagora (e molto altro ancora).

Tra i prodotti più tipici dell’isola di Pago c’è il merletto (foto: Damir Fabijanic)

Croazia, una vacanza in tutta sicurezza

Per garantire la salute dei viaggiatori e tutelarne la sicurezza, la Croazia ha da poco introdotto il marchio “Safe Stay in Croatia”, in aggiunta a quello “Safe travels” del WorldTravel and Tourism Council” (WTTC).

Il riconoscimento viene assegnato gratuitamente alle aziende del settore turistico per facilitare l’identificazione di destinazioni, alloggi, ristoranti, trasporti e attrazioni turistiche che hanno adottato standard globali di tutela di igiene e salute.

In questo modo i visitatori potranno, fin dalla pianificazione del viaggio, identificare gli hotel, i ristoranti, i mezzi di trasporto e le destinazioni che rispettano determinati standard in modo da partire in tranquillità e godersi pienamente il soggiorno.

Per informazioni:

croatia.hr/it-IT

www.safestayincroatia.hr/it

https://croatia.hr/en-GB/coronavirus-2019-ncov-q-and-a

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L’aurora boreale danza sul vulcano Geldingadalur in eruzione: la foto spettacolare in Islanda

A circa 50 chilometri circa da Reykjavík, a una decina dal centro abitato più vicino (Grindavík), nel marzo scorso si è aperta una fessura in cima alla valle di Geldingadalur, da cui ha cominciato a scorrere un fiume di lava. Dopo settimane di attesa, il vulcano islandese Geldingadalur aveva iniziato ad eruttare.

Il fotografo Christopher Mathews (qui la sua pagina Instagram) si è subito diretto sul posto per scattare alcune foto. C’è rimasto diversi giorni e diverse notti fino a quando, il 24 marzo, ha catturato una splendida istantanea: “Il cielo si è oscurato improvvisamente, è apparsa un’inaspettata tempesta di neve che ha coperto anche l’eruzione”, ha raccontato il fotografo ai media locali. Tutto sembrava finito. Poi la sorpresa: “Poco prima di mezzanotte un’aurora boreale si è accesa sopra il vulcano: è stato uno spettacolo magico, oltretutto andato in scena il giorno del mio compleanno”.

La foto del vulcano Geldingadalur in eruzione sotto l’aurora boreale

Catturata con la sua Canon 6D DSLR e l’obiettivo Sigma 24mm f/1.4 Art a ISO 1000, con un’esposizione di 4 secondi, la foto di Mathews mostra il bagliore verde dell’aurora boreale sul rosso-arancio delle colate laviche del vulcano. Sono passati 781 anni dal precedente evento eruttivo nella penisola di Reykjanes e seimila dalla più recente attività vulcanica nell’area circostante la valle di Geldingadalur. 

LEGGI ANCHE: Un arcobaleno nel vulcano in eruzione: la straordinaria foto dalle Hawaii

L’eruzione del vulcano a scudo, dicono gli esperti, potrebbe ancora andare avanti per anni. L’istantanea è diventata virale sui social: “paradiso e inferno”, infatti non sono mai stati così vicini in una foto.

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Incontro speciale nella Georgia del Sud: fotografato per la prima volta un raro pinguino giallo

La spedizione, della durata di due mesi, era partita nel dicembre del 2019 con l’obiettivo di fotografare la splendida e vastissima colonia di migliaia di pinguini reali a Salisbury Plain, una pianura sulla costa nord nella Georgia del Sud. Ma per il 43enne fotografo naturalista Yves Adams la fortuna è andata ben oltre le aspettative: un esemplare molto particolare ha attirato la sua attenzione, un pinguino con il piumaggio giallo brillante.

Un’insolita livrea: “Vedere il più bel pinguino reale e potergli fare delle foto è come vincere la lotteria della natura” ha detto il fotografo. (ph: Yves Adams)

“È stata un’esperienza indescrivibile. Non avevo mai visto o sentito parlare di un pinguino giallo”, ha detto Adams alla stampa. “C’erano 120.000 pinguini su quella spiaggia ed era l’unico giallo”. I pinguini reali sono la specie di maggiori dimensioni della famiglia dopo i pinguini imperatori. Possono arrivare pesare fino a 17 chili.

Sono presenti sulle coste di Patagonia, Georgia del Sud, isole Falkland e altri arcipelaghi. Hanno il becco lungo, sottile e ricurvo verso il basso, un piumaggio nero sul capo, sulla nuca e sulla gola; per il resto sono di colore grigio e bianco col becco nero e rosso e le zampe brune.

A determinare questa colorazione unica è il leucismo, una perdita di pigmentazione. (ph: Yves Adams)

Il raro pinguino giallo soffre di leucismo, una condizione che rende il pelo degli animali bianco o pallido; a differenza dell’albinismo, non influenza il colore degli occhi ma solo le piume. Gli scienziati spiegano il fenomeno parlando di una carenza di melanina. “Siamo stati davvero fortunati che sia atterrato proprio dove eravamo. Se fosse stato anche solo a cinquanta metri di distanza non saremmo stati in grado di ammirare questo spettacolo”, ha aggiunto Adams. Su Instagram, il fotografo (qui la sua pagina Ig) ha descritto gli scatti come una “vincita alla lotteria della natura”, “il sogno di una vita”.

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Il turista medita di fronte al Volcán de Fuego e d’improvviso il gigante si sveglia: il video virale

Meditare in un ambiente naturale può essere un’esperienza piacevole in questi tempi incerti di emergenza sanitaria. Tuttavia, se nei dintorni c’è uno dei vulcani più pericolosi del mondo, quest’esperienza può diventare tutt’altro che rilassante. Come è capitato a José Martins, che ha assistito all’eruzione del Volcán de Fuego, uno dei più attivi del Centro America, situato in Guatemala.

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Il risveglio del Volcán de Fuego

L’uomo si era accampato su una montagna vicina e, mentre stava meditando in solitaria la mattina del 24 gennaio, ha assistito e registrato il momento in cui una densa colonna di fumo ha iniziato a salire dal cratere, facendogli prendere un bello spavento, come documenta questo video diventato subito virale. 

Volcán de Fuego: un gigante costantemente attivo

Il vulcano si trova a 40 chilometri sud-ovest dalla capitale Guatemala City. Raggiunge un’altitudine di 3.763 metri ed è costantemente attivo. In queste settimane è stato registrato un aumento della sua attività e le autorità guatemalteche hanno dichiarato un’allerta “gialla” ed invitato la popolazione e i turisti a non avvicinarsi all’area interessata. L‘ultima eruzione devastante, quella del 2018, ha fatto più di cento morti e quasi duecento dispersi.

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La congiunzione di Giove e Saturno visibile per la prima volta da 800 anni: la “stella di Natale” arriva il 21 dicembre

La grande congiunzione di Giove e Saturno è uno spettacolo celestiale che l’umanità non vedeva da quasi 800 anni. La sera del 21 dicembre 2020, infatti, i due pianeti si troveranno vicinissimi, a meno di un decimo di grado di distanza, allineati rispetto alla Terra. Perché ricapiti dovremmo aspettare altri sessant’anni, fino al 15 marzo del 2080. 

Congiunzione Giove e Saturno: allineati nel giorno del Solstizio d’Inverno

La cosiddetta Grande Congiunzione, che è il punto in cui i due pianeti sono più vicini l’uno all’altro nel cielo notturno visto dalla Terra, è un evento da non perdere. Che si potrà godere anche semplicemente alzando gli occhi al cielo. Meteo permettendo.

Il fenomeno, indicato anche come la “stella di Natale” (anche se non non coinvolge né stelle né comete), è ovviamente più suggestivo con un binocolo o un telescopio: entrambi i pianeti appariranno all’interno di un unico campo visivo.

L’ultima volta che gli esseri umani sono stati in grado di vedere una Grande congiunzione così vicina è stato nel 1226, ben prima che i telescopi fossero inventati. Un analogo evento si ripeté 400 anni fa, ai tempi di Keplero e Galilei, ma fu quasi impossibile da vedere.

Perché è stata soprannominata “Stella di Natale”

L’apparente vicinanza di Giove e Saturno dà a chi osserva l’impressione di vedere un solo astro. Keplero è stato uno dei primi studiosi a ipotizzare che fu proprio questo allineamento a guidare i Re Magi verso Betlemme. Ipotesi avallata poi in tempi recenti anche da altri astrofisici e scienziati, che hanno individuato una grande congiunzione intorno al 6 a.C.. Da qui allora il nome di “stella di Natale”. Per approfondire, interessante la video-lezione di Luca Perri (www.youtube.com/AssociazioneBERGAMOSCIENZA), astrofisico e divulgatore scientifico, per BergamoScienza.

Un allineamento celeste tra Giove e Saturno, con la Luna al fianco, che abbracciano il faro Capo Murro del Parco marino del Plemmirio, a Siracusa. Lo scatto è stato scelto dalla Nasa per l’Astronomy picture of the day l’8 dicembre scorso. A scattarla è stato l’astrofotografo Kevin Saragozza, di Siracusa (ph: Nasa/Kevin Saragozza)

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Congiunzione Giove e Saturno, il significato

“Potete immaginare che il sistema solare sia una pista, con ciascuno dei pianeti come corridore nella propria corsia e la Terra verso il centro dello stadio”, ha detto Henry Throop, astronomo della Divisione di scienze planetarie presso la sede della NASA a Washington. “Dal nostro punto di osservazione, saremo in grado di vedere Giove sulla corsia interna, avvicinarsi a Saturno per tutto il mese e infine sorpassarlo il 21 dicembre”.

I giganti del nostro sistema solare appariranno quindi molto vicini tra loro, ma, bisogna ricordare, è solo un effetto ottico: rimarranno a oltre 740 milioni di chilometri l’uno dall’altro.

Il fatto che l’evento capiti in occasione del Solstizio d’Inverno, è semplicemente una coincidenza, basata sulle orbite dei pianeti e sull’inclinazione della Terra. “Congiunzioni come questa potrebbero verificarsi in qualsiasi giorno dell’anno, a seconda di dove si trovano i pianeti nelle loro orbite”, ha spiegato Throop. “La data della congiunzione è determinata dalle posizioni di Giove, Saturno e la Terra nei loro percorsi attorno al Sole, mentre la data del solstizio è determinata dall’inclinazione dell’asse terrestre. Il solstizio è la notte più lunga dell’anno, quindi questa rara coincidenza darà alle persone una grande possibilità di uscire e vedere il sistema solare”.

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Congiunzione Giove e Saturno 2020: perché quest’anno il fenomeno è unico

I due pianeti infatti si incrociano regolarmente nel sistema solare: Giove e Saturno sono allineati nel cielo circa una volta ogni 20 anni.

Cosa rende quindi la congiunzione di Giove e Saturno così speciale quest’anno? E perché è così rara? Non solo sono passati quasi 400 anni da quando i pianeti sono passati così vicini l’uno all’altro nel cielo, ma sono trascorsi 800 anni da quando l’allineamento di Saturno e Giove è avvenuto di notte, come accadrà questa notte, consentendo a quasi tutti nel mondo di assistere alla “grande congiunzione”.

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Congiunzione Giove e Saturno 2020, come vederla

I due pianeti saranno facili da vedere ad occhio subito dopo il tramonto. Appariranno costantemente luminosi e non scintillanti (come le stelle), così vicini da sembrare un unico brillante pianeta, e il fenomeno si ripeterà per alcuni giorni.

La Nasa spiega che i due pianeti più grandi del Sistema Solare passeranno così vicini in cielo che la Luna sarebbe facilmente in grado di coprirli contemporaneamente. 

Saranno piuttosto bassi nel cielo; nel loro inseguimento – durato mesi – i due pianeti possono già essere visti insieme verso Sud-Ovest. La buona notizia è che lo show sarà visibile ovunque sulla Terra, nuvole permettendo. 

Ecco qualche suggerimento per osservare la Grande Congiunzione:

• Trovare un punto con una visuale libera del cielo, come un campo o un parco. Giove e Saturno sono molto luminosi, quindi possono essere visti anche dalla maggior parte delle città.
• Un’ora dopo il tramonto, bisogna guardare il cielo verso Sud-Ovest. Giove sembrerà una stella luminosa e sarà facilmente visibile. Saturno sarà leggermente più debole e apparirà appena sopra e a sinistra rispetto a Giove. Questo fino al 21 dicembre: Giove poi sorpasserà Saturno e le posizioni saranno invertite.
• I pianeti possono essere visti ad occhio nudo, ma con un binocolo o un piccolo telescopio si potrebbe addirittura scorgere le quattro grandi lune di Giove.

Per altre informazioni e curiosità sul significato della congiunzione di Giove e Saturno e come osservarla, il sito della Nasa è ricco di spunti interessanti: nasa.gov

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Virtual Telescope

E se il meteo non dovesse essere dalla nostra parte (come peraltro di fatto sarà nel Nord Italia)? Sul sito del Virtual Telescope Project o sul canale YouTube del Lowell Observatory in Arizona, è possibile osservare la grande congiunzione di Giove e Saturno in diretta streaming.

Solstizio d’inverno e congiunzione tra Giove e Saturno: il doodle di Google

Anche Google il 21 dicembre 2020 ha dedicato un doodle alla Grande Congiunzione di Giove e Saturno nel giorno del Solstizio d’inverno. La simpatica illustrazione raffigura i due pianeti così vicini da darsi il cinque.

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Chi guarda chi? Lo spettacolare scatto del North Window Arch in Utah

Qualche settimana fa, il fotografo di Phoenix, Zach Cooley, si è recato nel Parco nazionale degli Arches, nello Utah, un’area naturale protetta degli Stati Uniti che conserva oltre 2000 archi naturali di arenaria, e ha piazzato il suo treppiede di fronte ad un arco che risale a milioni di anni fa, il North Window Arch.

Il fotografo naturalista dell’Arizona si è affidato a tre applicazioni per smartphone per posizionarsi nel posto giusto al momento giusto. E, con anche un po’ di fortuna, è riuscito a riprendere la luna (piena) che passava proprio nell’apertura della roccia. Il suo scatto è presto diventato “virale” su internet, tanto che è stato ripreso pure dalla Nasa per la sua “foto del giorno” (Astronomy picture of the day, Apod). La luna, infatti, sembra proprio un “occhio gigante”

“Ho pianificato questo scatto usando diverse applicazioni: PlanIt!, The Photographer’s Ephemeris (TPE) e PhotoPills“, ha spiegato Cooley a PetaPixel. “Tutte consentono di capire la posizione della luna, ma ognuna ha vantaggi diversi e mi piace fare riferimenti incrociati per scatti come questo”. Nello specifico: la foto è stata scattata con una Canon EOS R con Tamron 150-600 G2 a 428 mm.

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“Era poco prima del tramonto e ci sono voluti circa 5 minuti perché la luna passasse attraverso l’arco; tuttavia, si è trovata al centro solo per circa 20 secondi. Ho scattato ininterrottamente per quasi tutto il tempo, quindi ho oltre 250 esposizioni del suo viaggio attraverso l’arco”. Cooley ha aggiunto che per il suo prossimo viaggio la luna sarà nuovamente protagonista: a fare da sfondo questa volta ci saranno le caratteristiche formazioni di roccia rossa di Sedona, in Arizona.

Il parco che sembra un paesaggio lunare

Il parco nazionale degli Arches si trova nella parte orientale dello Utah, nei pressi della città di Moab. Il suo arco più famoso – il Delicate Arch – è un arco autoportante alto 16 metri, ed è uno dei luoghi più fotografati e suggestivi. Qui si trova anche l’iconico Balanced Rock – una roccia grande quanto tre scuolabus – “in equilibrio” a circa 16 metri da terra e che pesa quanto una nave rompighiaccio.

Qui la pagina Instagram di Zach Cooley.

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