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IT.A.CÀ, dal 16 settembre il festival del turismo responsabile arriva a Bologna. All’insegna dell’inclusività

Turismo sostenibile vuol dire anche turismo di tutti. Ecco perché quest’anno IT.A.CÀ, il festival del turismo responsabile di cui DOVE è partner, ha previsto un programma fruibile davvero da tutti, incluse le persone con disabilità visive, cognitive e motorie. In particolare nella sua “tappa madre”, quella che si svolge dal 16 settembre al 16 ottobre sull’Appennino bolognese e a Bologna città, dove il festival è nato 14 anni fa.

«Insieme alle realtà e alle associazioni del nostro territorio e a quelle istituzioni che hanno scelto di valorizzarci, abbiamo finalmente potuto creare un calendario di eventi e attività pensato appositamente per essere fruito da tutti, persone con disabilità di tipo motorio, cognitivo e/o visivo», spiega Simona Zedda,  responsabile programmazione della Tappa Bologna di IT.A.CÀ. «Questo ci rende molto orgogliosi perché l’inclusività e l’accessibilità di un evento o di un percorso significano rispetto per le persone tutte, e il rispetto è alla base del senso di turismo sostenibile che IT.A.CÀ si impegna a diffondere da sempre».

Un festival per tutti

In particolare sono due i progetti pensati in questa chiave: Sense of Place, che prevede quattro itinerari multisensoriali (due in città, due sull’Appennino) capitanati da guide ipovedenti che faranno scoprire i luoghi anche attraverso l’udito, il tatto, l’olfatto e il gusto; e Nonturismo Bologna. Deviazioni inedite raccontate dagli abitanti, itinerari alla scoperta della città «che non appare in cartolina».

Quest’ultimo progetto, che sarà presentato il 30 settembre alle Serre dei Giardini Margherita insieme alla guida omonima in uscita per la collana editoriale Nonturismo di Ediciclo, ha l’obiettivo di far visitare la città attraverso luoghi e punti di vista di chi la abita, in base a tre diversi itinerari declinati intorno al tema della resistenza: la resistenza della biodiversità nei sentieri periferici; la resistenza dell’abitare dei senza dimora; la resistenza dei piccoli centri culturali.

Leggi anche: Torna IT.A.CÀ, festival del turismo responsabile, per imparare ad “Abitare il futuro”

Appuntamenti classici e sorprese

Non mancheranno gli appuntamenti «classici» delle tappe di IT.A.CÀ: passeggiate, escursioni a piedi, bike tour, degustazioni, e poi ancora laboratori teatrali, convegni, concerti, letture pubbliche, incontri e presentazioni.

Da non perdere, il 28 settembre, il nuovo Trekking dell’altro mondo, al Museo civico del Risorgimento, alla Certosa di Bologna, un suggestivo percorso a tappe multisensoriale e interattivo, i cui dettagli saranno svelati solo all’ultimo momento per non perdere la sorpresa (prenotazione obbligatoria: progettometrozero@gmail.com)

Date, orari e tutti i dettagli delle iniziative sono sul sito festivalitaca.net 

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Slovenia in bicicletta: sulla Green Gourmet Route, tra natura, gusto e sostenibilità

Si chiama Green Gourmet Route ed è un’esperienza di viaggio sostenibile in Slovenia, lento e a basso impatto ambientale, che coniuga per la prima volta due grandi e riconosciute eccellenze: quella gastronomica, per cui questa terra è stata premiata ufficialmente lo scorso anno a livello europeo, con la ricchezza di un percorso di circa 470 km interamente ciclabile.

L’abbinata, in undici giorni e altrettante tappe (di cui tre in treno) permette di conoscere e apprezzare buona parte del territorio dei nostri vicini di casa sul fronte orientale e godere della loro proverbiale ospitalità.

Itinerari nella natura e nel gusto

Nel cuore verde d’Europa, il ciclismo come sport (reso popolare da campioni di fama internazionale del calibro di Tadej Pogačar e Primož Roglič) e il cicloturismo sono di casa, con tracciati adatti a tutti, dai biker più esperti alle famiglie in vacanza con i bambini, resi più interessanti dal fattore della diversità geografica. È raro, infatti, trovare una nazione che combini tipi di paesaggi così mutevoli in un’area tanto piccola. La Slovenia è un vero crocevia tra il mondo alpino, il mediterraneo, il carsico e il pannonico. E le distanze sono relativamente brevi, permettendo di passare da una situazione all’altra nell’arco di una stessa giornata.

Panorami suggestivi e rigeneranti fanno da sfondo, in particolare, all’itinerario che unisce i puntini delle splendide destinazioni certificate Slovenia Green. Il viaggio multisensoriale, variante golosa del cicloturismo, si dirama su strade secondarie tra vigneti, castelli, boschi aromatici, verdi colline, laghi e sorgenti termali, con rilassanti pause benessere in agriturismi, boutique hotel o ristoranti stellati (ben sei, lungo il tragitto), in grado, con le loro proposte, di conquistare anche i palati più esigenti.

Le tappe della Green Gourmet Route

Si parte su due ruote da Lubiana, città vivace ed elegante, di tradizione mitteleuropea, in direzione della Valle dell’Isonzo, incorniciata dalle Alpi Giulie. Si prosegue verso Brda, rinomata regione viticola tra mare e monti e poi via, verso Nova Gorica e la Valle del Vipava, terra di vini unici e “casa” della migliore cucina tra le Alpi e l’Adriatico.

Si pedala da soli o in gruppo nell’incantevole regione del Carso, mondo ricco di meraviglie sotterranee e fenomeni naturali per dirigersi ancora verso Sevnica, località del Posavje, con il castello e il vigneto di Franconia Blu, Podčetrtek e Rogaška Slatina, patria del termalismo, Ptuj, la città più antica della Slovenia, nota per il suo carnevale, e infine Maribor, la capitale della Stiria attraversata dalla Drava.

Un percorso vario e articolato, che in questa modalità è anche un viaggio nel gusto, ricco di prelibatezze e invitanti pietanze locali, accompagnate dai migliori vini naturali, dal miele e dagli altri frutti dell’apicoltura. Alla base di tutto, l’offerta stagionale, a km zero, di decine di piccoli produttori selezionati con cura per l’utilizzo che fanno delle materie prime, il rispetto del territorio e della biodiversità, ma anche per la gestione green degli scarti, ridotti al minimo e smaltiti sempre in modo ecologico.

Scopri di più: Slovenia.info

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Hall-Wattens: vacanze slow in Austria tra natura selvaggia e centri medievali

Non solo Innsbruck, la Valle del fiume Inn, nel cuore del Tirolo, offre tante preziose perle da scoprire a passo lento. Qui, nella regione Hall-Wattens, si trova uno dei centri medievali più grandi e fiorenti delle Alpi, la città del sale Hall in Tirol. Mentre fra i placidi villaggi passa il tratto tirolese del cammino di Santiago. E ancora, i Mondi di Cristallo Swarovski di Wattens: una delle attrazioni più visitate di tutta l’Austria. Senza dimenticare i sentieri nell’area protetta più grande del paese, la selvaggia Karwendel, un paradiso per escursionisti e birdwatcher.

I trekking da non perdere tra aquile e pini cembri

Rilassanti e adatti a tutta la famiglia o impegnativi e da brivido. I trekking che offre la regione di Hall-Wattens entusiasmano tutti i tipi di escursionisti. È il caso del  famoso Sentiero dell’aquila (Adlerweg), che attraversa tutto il Tirolo per 420 km e passa anche da qui, nel parco naturale Alpenpark Karwendel. Siamo nella più grande area protetta dell’Austria con 920 km quadrati tra pareti rocciose, prati fioriti e boschi di selvaggia bellezza. In un ambiente così intatto non è raro avvistare aquile reali e stambecchi, collezionando scenari da fiaba come l’Ahornboden, il pianoro ricoperto di aceri secolari, la sorgente dell’Isar che porta al Danubio, il canyon Vomperloch, e sua maestà il Bettelwurf, la cima più alta dell’area a 2725 m.

Meno impegnativo, ma altrettanto affascinante, è il Sentiero dei pini cembri (Zirbenweg). Siamo a 2000 metri di altitudine, dove si estende una delle più vaste e antiche foreste di pini cembri d’Europa. Il profumo balsamico è davvero inebriante e la vista spazia sulla valle dell’Inn e sulla catena del Karwendel.
La natura alpina si svela in tutto il suo splendore anche all’Alpengarten del Patscherkofel, all’arrivo della funivia, dove camminare fra stelle alpine, genziane e specie himalayane nel giardino botanico più alto dell’Austria, a 2000 metri. E nella conca di Ampass si contempla il pino cembro di oltre 700 anni, dichiarato monumento naturale, già dal 1926.

Hall in  Tirol: viaggio nel Medioevo

Nel XIV e XV secolo, Hall in Tirol è stato uno dei centri più importanti delle Alpi. L’estrazione del salgemma e la posizione strategica lungo il fiume Inn, hanno portato ricchezza e monete. È qui che, nel 1477, Sigismondo trasferisce da Merano la zecca ducale, coniando il primo tallero d’argento. Un secolo dopo, la zecca viene spostata dall’arciduca Ferdinando II nella fortezza Burg Hasegg, che diviene così il centro del potere e si trasforma progressivamente in una residenza di rappresentanza. 

Oggi si rivivono i fasti di quell’epoca nel Museo della Zecca (Münze Hall), dove vengono coniate monete per occasioni speciali e persino il visitatore può portarsi a casa il suo tallero made in Hall.
La passeggiata nella storia continua nella deliziosa piazza della Città Alta, tra le facciate decorate con gli stemmi del Municipio e gli interni barocchi della chiesa parrocchiale di San Nicola. O ancora gli splendidi affreschi quattrocenteschi del Giudizio Universale e l’altare della cappella romanica Magdalenenkapelle.

Segreti e scoperte lungo il Cammino tirolese di Santiago

Sapevate che esiste un Cammino di Santiago del Tirolo? Ebbene, il tracciato che punta in Galizia, passa anche da qui e attraversa la regione, tra Gnadenwald e Thaur. Una buona occasione per percorrerlo è quella di fare tappa alla ricerca di gioielli storici come la Chiesa di San Martino, a Gnadenwald, edificio gotico con interno barocco. Qui, a metafora del turbamento interiore e della ricerca dell’armonia spirituale, si trova anche un labirinto in pietra, com’era in uso un tempo. Una volta trovata la pace, e la via d’uscita, si può fare il rilassante sentiero tra gli alberi con le stazioni meditative per fermarsi a contemplare la natura e trovare la consapevolezza interiore. La seconda tappa è Absam, nota per  la basilica e santuario tardo-gotico di San Michele, meta di pellegrinaggi. 

Dopo aver raggiunto Hall si punta verso l’antica Thaur, conosciuta già nel IX secolo come Turane, e apprezzata per i presepi e per la Chiesetta di San Romedio, un piccolo santuario consacrato ai Santi Apostoli Pietro e Paolo. Il villaggio è sorvegliato dalla famosa colonna imperiale, eretta per commemorare la salita dell’imperatore Francesco I d’Austria in questo punto panoramico, nel 1815, appena dopo il Congresso di Vienna. Il motivo della sua camminata? Ammirare dall’alto i luoghi in cui i tirolesi avevano eroicamente resistito alle truppe napoleoniche. Qui, nel 1839, venne costruito in suo ricordo un  monumento in pietra a forma di piramide alta 11,4 metri. Per arrivarci ci sono diversi sentieri, più o meno impegnativi, ma tutti sono ripagati da una vista ‘imperiale’.

Attrazioni per famiglie: dai cristalli alle biglie di legno

Visitati finora da più di 13 milioni di persone da ogni parte del mondo, gli Swarovski Kristallwelten (Mondi di Cristallo Swarovski) sono una delle tappe imperdibili di tutto il Tirolo. Furono inaugurati nel 1995 in occasione del centenario dell’azienda con sede a Wattens e negli anni sono diventati un punto di riferimento per ogni età su un’area di 7,5 ettari. Già l’ingresso promette meraviglie con la testa-collina del gigante dagli occhi di cristallo che spruzza acqua in un laghetto. È solo l’inizio di un viaggio fantastico che attraversa cupole riflettenti, opere realizzate da artisti come Salvador Dalì, Andy Warhol e Keith Haring, e bizzarre installazioni scintillanti. Con gli occhi che brillano (è proprio il caso di dirlo), i più piccoli hanno a disposizione show, giochi e persino laboratori nell’Atelier del cristallo. Tra le esperienze da non mancare, dal 22 luglio al 21 agosto, gli ospiti potranno lasciarsi entusiasmare dagli acrobati del circo-teatro Roncalli: 16 spettacoli al giorno allestiti negli angoli più insoliti del giardino del Gigante.

Tornati ad Hall si sale ai 1500 m della stazione intermedia di Halsmarter per trovare un vero e proprio eco-parco divertimenti in formato tirolese. Al Kugelwald am Glungezer, infatti, protagoniste sono grandi biglie in legno da far correre lungo le piste che si snodano per oltre 500 metri con angolazioni e pendenze diverse. Il divertimento è assicurato sia a grandi che ai piccini, tra i pini e gli abeti bianchi e rossi di un bosco di 8000 m², dove ci si riprende dalle ‘fatiche’ del gioco su profumati lettini di cembro.

Scopri di più: austria.info

 

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Estate in Sardegna: una vacanza piena di mindfulness, immersi nel verde e nel blu

Dopo un periodo decisamente complicato per tutti, la voglia di liberare la mente è tanta, così come il bisogno di staccare la spina e di ritrovare se stessi, concentrandosi sul singolo istante che si sta vivendo. In psicologia la chiamano “mindfulness”, è quella capacità di avere consapevolezza di sé prestando attenzione alla realtà, nel momento presente. E la natura, in questo, è un grande aiuto, soprattutto d’estate, quando si ha più tempo per pensare a sé. Il suono del mare, la sabbia sotto i piedi, il profumo dei pini, il vento… ogni elemento genera un immediato benessere fisico e mentale che consente di ridurre i livelli di stress e liberare le sostanze strettamente connesse al buonumore, come la serotonina e la dopamina.

Estate in Sardegna: lontano dal mondo senza allontanarsi

Per questo, la Sardegna è tornata prepotentemente a essere la meta preferita dagli italiani (e non solo): con le sue acque cristalline e il suo entroterra incontaminato, è il luogo ideale per staccare davvero la spina e rigenerarsi. Potere di un’isola ancora selvaggia eppure vicina, a non più di un’ora di volo dalle principali città dello Stivale, perfetta per sentirsi altrove pur senza allontanarsi troppo da casa.

Alloggiare in una struttura immersa nella natura e a due passi dal mare diventa, così, una scelta obbligata per potenziare i benefici della vacanza. Qui, dove si può dimenticare l’automobile, si vive nel verde e nel blu come in un costante esercizio di mindfulness, senza nessuna fatica.

Cala Corsara, nell’arcipelago della Maddalena (Istockphoto)

Nel Golfo di Orosei a fare yoga immersi nella macchia mediterranea

Chi sceglie di soggiornare al Sentido Orosei Beach, nel Golfo di Orosei, per esempio, si trova a vivere una vacanza totalmente immersa nel verde. Il resort 4 stelle, infatti, è inserito in un parco di 23 ettari con giardini fioriti, a pochi passi da un’ampia spiaggia che degrada in un mare cristallino. Vaste aree di prato e frutteti completano l’area, attraversata qua e là da larghi viali lastricati in pietra mosaico. E le 120 camere, arredate in tipico stile sardo, sorprendono per i loro colori caldi e accoglienti.

Il resort è perfetto per rilassarsi tra lettini e ombrelloni gustandosi un aperitivo al pool bar con musica dal vivo in sottofondo. Non mancano, per gli amanti dello sport, campi da tennis, calcetto e basket oltre a lezioni di groupfitness o bodystyling e di yoga, costantemente immersi nella macchia mediterranea. 
Gli ospiti della struttura hanno anche la possibilità di accedere al parco piscine del Marina Beach, una vasta area distribuita su 4000 mq, perfetta per rilassarsi tra lettini e ombrelloni.

Piedi a mollo nel mare caraibico di Budoni con la pineta a fare da contorno

A nord-est della Sardegna, poco sotto San Teodoro, si trova invece il Club Hotel Marina Seada, interamente immerso in una fitta pineta e adiacente l’omonima spiaggia. Le 80 camere sono distribuite in varie villette a schiera collegate tra loro da verdi vialetti e da un corpo principale dove si trovano i principali spazi comuni. Due le piscine, di cui una a bordo mare, oltre a due bar, un anfiteatro, un campo da minigolf e uno da tennis dove tenersi allenati.  Qui, il passaggio dalla spiaggia al giardino è immediato, così come la sensazione di rinascita e relax.

Le dimensioni ridotte della struttura garantiscono un’atmosfera familiare, perfetta per chi viaggia con bambini al seguito. A garanzia di tutto ciò l’abbondanza di camere quadruple e quintuple, i servizi di mini e baby club e anche l’angolo “biberoneria”, dotato di kitchenette, microonde, mixer, seggioloni e prodotti freschi o già pronti, come i passati di verdura, per i più piccini in fase di svezzamento.

In Costa Smeralda per una vacanza chic e green

Per chi preferisce una vacanza più glam, invece, c’è l’il Club Hotel Cormorano, struttura 4 stelle superior situata a pochi passi dall’esclusivo centro di Baja Sardinia, in Costa Smeralda. È, questa, una delle località balneari più famose della Sardegna. La vicinanza alla movida, però, non esclude la possibilità di rilassarsi. A soli 150 metri dall’hotel, infatti, si trova la famosa spiaggia di Cala Battistoni, nota per la sua sabbia bianca finissima. Le 74 camere sono state tutte ristrutturate nel 2019. A ciò si aggiungono una piscina attrezzata e un ristorante, aperto per le prime colazioni, con veranda e angolo show cooking. L’Arcipelago della Maddalena è a due passi, con le sue meraviglie dentro e fuori dall’acqua, perfette per una vacanza all’insegna della mindfulness.

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Alla scoperta del Minett, la prima Biosfera Unesco del Lussemburgo

C’è un angolo di Lussemburgo che “parla” anche un po’ italiano: è la regione del Minett, nel sud ovest del Paese, al confine con la Francia. Distretto minerario e cuore dell’industria siderurgica lussemburghese, fin dal 19esimo secolo il Minett è stato terra di lavoro e migrazioni, e ha accolto tantissimi nostri connazionali che arrivavano qui per essere impiegati nelle miniere di ferro o negli altiforni.

Le loro storie – e quelle di tanti altri aspiranti minatori arrivati in Lussemburgo dal resto d’Europa –  sono oggi raccontante nel Centre de Documentation sur les Migrations Humaines di Dudelange, un centro di ricerca e documentazione sui flussi migratori in entrata e in uscita dal Lussemburgo,  che è anche una delle cinque tappe del Minett Tour, un itinerario di 35 km nella regione della Terra Rossa (chiamata così proprio per via del minerale del ferro) che porta alla scoperta del mondo delle miniere e dell’industria siderurgica lussemburghese.

Percorrere il Minett tour partendo proprio da Dudelange – dove va assolutamente visitato anche il villaggio operaio “Italie”, adiacente al centro e abitato un tempo prevalentemente da immigrati italiani – è un vero e proprio viaggio nel tempo.

Nelle varie tappe, si ha modo di imparare le tecniche di estrazione (nel museo Nazionale delle miniere di ferro del Lussemburgo a Rumelange e nel museo della miniera Cockerill a Esch sur Alzette), di scoprire come veniva lavorato l’acciaio (negli altiforni di Belval, oggi parte integrante dell’università e della Città della Scienza), e perfino di percorrere le vecchie gallerie sotterranee a bordo dei carrelli che un tempo trasportavano i minerali.

È questa l’esperienza più particolare del caratteristico parco archeologico Minett Park Fond-de-Gras: un vero e proprio museo a cielo aperto in cui oltre all’antica miniera Giele Botter, si visita il villaggio operaio di Lesauvage, abitato dai minatori e dalle loro famiglie fino al 1978, anno in cui fu chiusa l’ultima miniera di ferro. Ci si arriva a piedi, attraverso uno dei tanti sentieri certificati del Lussemburgo, oppure – in estate – con un treno a vapore: il Train 1900, che ripercorre, con a bordo i turisti, il percorso che un tempo facevano soltanto merci e minerali.

Minett, la Riserva della Biosfera, armonia tra uomo e natura

Un vero e proprio viaggio nel tempo, ma non solo: la scoperta del Minett è soprattutto un’immersione nella natura e nella sostenibilità. Perché da quando le miniere sono state chiuse tutta quest’area è diventata una riserva naturale, anzi di più: nel 2020 è stata riconosciuta dall’Unesco come Riserva della Biosfera. La prima di tutto il Lussemburgo, con 200 kmq di superficie, 177mila abitanti di 150 diverse nazionalità, 11 comuni, siti storici, spazi naturali protetti e un numero indefinito di specie di piante e animali differenti.

Una Riserva della Biosfera è un territorio nel quale è riconosciuto che le attività umane non impattano sulla natura, al contrario si sviluppano in armonia e in equilibrio con l’ambiente. Fino alla fine degli anni ’90 del Novecento, la regione del Minett è stata fortemente condizionata dall’attività industriale, che ha inevitabilmente lasciato un’impronta significativa sul territorio.

Ma una volta terminata l’attività estrattiva, altrettanto significativo è stato il modo in cui tutto quello che aveva caratterizzato fino ad allora quest’area non è stato abbandonato, bensì riqualificato e gestito in maniera tale da consentire alla natura di riprendersi i suoi spazi, pur preservando il patrimonio storico culturale che il mondo delle miniere, e tutto quello che girava intorno a esso, ha rappresentato per oltre un secolo.

Ne è un esempio la riserva naturale Ellergronn, fino a non tantissimi anni fa un luogo di «sudore e fatica», e oggi un piccolo gioiello naturale da scoprire con un’escursione o una passeggiata nella natura.  L’antica zona di estrazione Kaazebierg è diventata, dopo la chiusura del sito minerario, l’habitat ideale di tantissime specie diverse tra loro. Tra stagni, prati, ruscelli e foreste di frassini e ontani hanno trovato spazio le specie più disparate: farfalle e pipistrelli, lucertole e uccelli, piccoli mammiferi, rettili e anfibi.

Ma la miniera, e gli sforzi di chi per anni ha lavorato nelle sue viscere, non sono stati dimenticati e insieme al Centre nature et forêt Ellergronn (che fa parte di una rete europea di riserve naturali destinata a salvaguardare la biodiversità)  è stato creato il museo della miniera Cockrill. 

Esch-sur-Alzette capitale della Cultura 

La miniera di Cockrill e il Centre nature et forêt Ellergronn si trovano a sud di Esch-sur-Alzette, seconda città del Lussemburgo, che quest’anno ha un motivo in più per essere visitata: è stata scelta come Capitale Europea della Cultura 2022.

Sotto l’etichetta di Esch2022, la città (che si trova ad appena 25km dall’aeroporto internazionale ed è raggiungibile in treno gratuitamente), si animerà di eventi, iniziative, workshop e progetti che coinvolgeranno popolazione locale e turisti al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile e l’innovazione scientifica e tecnologica, senza dimenticare l’identità storica della regione, con la sua grande internazionalità, e il suo ruolo centrale nella Comunità Europea. «Uno spazio di libertà che spinge a portare nuove prospettive nelle nostre vite» si legge sul sito dell’iniziativa, «che incoraggia la diversità culturale per rafforzare la crescita personale». E un esempio da seguire. 

Info: Visit Luxemburg

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Giornata mondiale degli Oceani: dall’8 giugno Milano “si veste di blu” per il World Ocean Day

L’8 giugno si celebra la Giornata mondiale degli Oceani e per l’occasione anche Milano si veste di blu. Con una serie di eventi pensati per festeggiare il mare ma soprattutto per sensibilizzare al rispetto degli oceani da cui dipende la vita stessa sulla Terra.

La settimana “blu” della metropoli “a cui manca solo il mare” comincia proprio l’8 giugno con eventi e attività sparsi in tutta la città.

All’ex Fornace dell’Alzaia Naviglio Pavese si apre alle 14, con un incontro sulla legge Salvamare appena approvata, il Festivalmar, tre giorni di dibattiti, incontri, clean up, laboratori per bambini, workshop per adulti, performance artistiche e dj set organizzati dalla Worldrise Onlus nell’ambito della Campagna 30×30 Italia, per coinvolgere grandi e piccini nei progetti per la salvaguardia del mare e delle vite che lo abitano. La prima serata del Festival verrà aperta dal live set di Max Casacci, che accompagnerà il pubblico in un viaggio sonoro alla scoperta del pianeta blu. 

Da non perdere, il 9 giugno alle 15.30 il panel gratuito AXA Italia e l’impegno per la protezione dei mari, con la presidente di WorldRise Mariasole Bianco e i ragazzi del Leadership Training, (progetto di Worldrise e 30×30 Italia, realizzato grazie al supporto dell’associazione di volontariato aziendale Axa Cuori in Azione), e alle 21 Missione Euridice, documentario di Andrea e Marco Spinelli proprio sul recupero delle reti da pesca e lo smaltimento dei rifiuti in plastica al centro della legge Salvamare, al quale seguirà un talk sul tema. 

In occasione del World Oceans Day a Milano arriverà anche una nuova Via del Mare. A partire dall’8 giugno, infatti, via Gesù, in pieno Quadrilatero della moda, si trasformerà in una “Ocean Street”: in contemporanea con il Salone del Mobile, saranno installati nella strada fioriere e  arredi urbani realizzati riciclando oltre 2 tonnellate di reti da pesca, che resteranno lì anche a Design Week conclusa.

L’iniziativa dà formalmente il via alla Ocean Week Milano, organizzata dalla One Ocean Foundation con il patrocinio della Prefettura e del Comune di Milano, e la collaborazione di Associazione nazionale Marinai d’Italia, Centrale dell’Acqua Milanese, MM, acquario civico e museo di Storia Naturale: dall’8 al 12 giugno mostre, eventi, visite guidate, talk e workshop – per adulti e bambini – animeranno i punti nevralgici della città, dalla Biblioteca degli Alberi alla Darsena, dall’Aquario Civico (dove sarà allestita la mostra Blue Economy) a Piazza della Scala, dove la settimana blu si concluderà con un’esibizione della Fanfara della Marina Militare italiana.

Tutte le info su 1ocean.org/ocean-week

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Alpbachtal: vacanze nella natura. Come in una fiaba

In una vacanza nell’Alpbachtal, la regione tra le Alpi di Kitzbühel e le montagne del Rofangebirge, sembra di essere dentro una fiaba dove la noia è bandita e le sorprese non finiscono mai.

Siamo nel cuore del Tirolo Austriaco, a soli 40 km da Innsbruck, qui la natura si respira a pieni polmoni, coinvolgendo tutti i sensi. L’intera valle, infatti, è una sorta di grande parco giochi dove ogni giorno si è protagonisti di nuove avventure tra passeggiate a piedi o in sella a comode e-bike, alla scoperta di storie antiche e di leggende.

Il villaggio che dà il nome all’intera valle, l’Alpbachtal, è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Nel cuore delle Alpi di Kitzbühel, Alpbach è stato a lungo un borgo isolato e questo ha contribuito a mantenere intatta la sua unicità e la sua particolarità architettonica. Per raggiungerlo dalla riva dell’Inn, all’altezza di Rattenberg, la più piccola cittadina dell’Austria, si risale la montagna e ci si ritrova circondati da un paesaggio incantevole, ai piedi del monte Gratlspitz. Il borgo, con le sue autentiche case di legno, d’estate diventa un giardino fiorito tanto da meritarsi l’appellativo di “Villaggio floreale più bello d’Europa” ed è punto di partenza per numerosissime passeggiate, per tutti i gusti e le abilità, anche i più piccoli non rimarranno delusi.

Alpbachtal: il paradiso del divertimento

Proprio accanto alla stazione, a monte della funivia Wiedersbergerhornbahn di Alpbach, si apre, infatti, il parco giochi Lauserland totalmente immerso nella natura, dove divertirsi tra scivoli, altalene, tunnel, caverne, torri, giochi d’acqua, trampolini, case sospese e percorsi tra gli alberi. Chi ama il brivido, poi, può provare lo spettacolare Alpine Coaster per discese adrenaliniche tra salti, paraboliche e curve. Per una pausa pranzo o a merenda, infine, si resta immersi nella magia con vista sulla valle dell’Inn, al ristorante Berggasthof Hornboden o al Dauerstoa Alm.

E se i ragazzi (o gli adulti) non fossero ancora sazi di emozioni, a pochi minuti d’auto da Alpbach, con la funivia Reitherkogelbahn di Reith, c’è anche il Bosco incantato di Juppi, un altro luogo di meraviglie da esplorare tra mille emozioni, con la palude degli spiriti, l’altalena nido d’uccello, il villaggio magico, la cucina della strega, le case sugli alberi e, da questa estate, anche una caserma dei pompieri tutta in legno. Per la gioia degli occhi, poi, dalla grande piattaforma del bosco incantato si apre la vista panoramica che abbraccia le valli dell’Alpbachtal, della Zillertal e dell’Inn. E ci si sente davvero in paradiso.

Tra masi e draghi, un viaggio nel passato

Per chi ama i viaggi nel tempo, la tappa perfetta è al Museo dei masi tirolesi a Kramsach, vicino al lago Reintaler. Si tratta del più grande museo all’aperto del Tirolo dove la storia diventa esperienza, attraverso un percorso ad anello che porta a scoprire 14 diverse fattorie, un’antica scuola, una chiesetta, la bottega del falegname, le stalle dove si può provare a mungere una mucca o costruire un rifugio in legno con antichi strumenti.

A solo una decina di minuti d’auto dal Museo dei masi tirolesi, si entra, invece, nella leggenda. Da Kundl parte un largo sentiero che si snoda tra maestose rocce e il letto del torrente Ache, che si rivela, ad uno sguardo più attento, un vero scrigno di tesori: è, infatti, ricco di sassi che risalgono alle più lontane ere geologiche. Soffermandosi sulla riva ciascuno può scegliere la sua pietra da personalizzare, in un secondo momento, alla Casa della pietra, Haus der Steine, per trasformarlo in un ricordo unico del viaggio.

Il sentiero, perfetto anche per famiglie con bambini, prosegue inoltrandosi in una gola imponente dove, secondo la leggenda, un tempo viveva un drago ucciso con l’inganno da un contadino. In punto di morte, si racconta che il drago abbia morso la roccia dando così vita alla gola Kundler Klam.

Alpbacthtal: emozioni scontate

Per vivere al meglio una vacanza nel cuore del Tirolo, conviene richiedere la Alpbachtal Card che viene consegnata nelle strutture ricettive fin dal primo pernottamento e offre numerose opportunità per esplorare l’Alpbachtal con sconti interessanti su tutti i servizi, dagli impianti di risalita, ai musei, ai bus regionali. Al Bosco Incantato di Juppi e al Lauserland, l’ingresso è addirittura gratuito. Un motivo in più per partire con tutta la famiglia.

Info: austria.info

Guarda l’intervista a Sandra Moigg, proprietaria di una locanda storica, fra tradizione e innovazione, a Brixlegg

Brixlegg: dietro le quinte di una storica locanda austriaca, fra tradizione e innovazione

 

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L’Australia degli animali: dalle mante ai koala, 7 luoghi chiave per 7 incontri ravvicinati spettacolari

Canguri, koala, mante, balene, tartarughe… Da maggio a settembre, le occasioni per osservare da vicino, con discrezione, la vita degli animali australiani sono innumerevoli e tutte spettacolari. Un viaggio perfetto per gli appassionati di fotografia, ma anche per chi ama la natura e la biodiversità. Abbiamo scelto per voi 7 incontri ravvicinati da non perdere, per organizzare al meglio il vostro viaggio della vita nell’emisfero australe.

Whale whatching nel Victoria

Non solo balene. Tra giugno e agosto, seguendo il Whale Trail  sulla rotta che da Warrnambool conduce a Port Fairy e Portland, i giganti del mare in viaggio dall’Antartico in cerca di acque più calde in cui riprodursi, partorire o allevare la prole si offrono allo sguardo dei numerosi whale whatchers:  c’è chi si apposta sulla terraferma e chi si iscrive a una crociera per osservare da vicino lo spettacolare evento faunistico. Il fenomeno migratorio coinvolge balene, balenottere, megattere e persino qualche branco di orche marine. Questo tratto di litorale a sud-est della Grande Baia Australiana, nello stato meridionale del Victoria, è anche l’unico luogo al mondo in cui i cetacei giungono ad accoppiarsi a meno di cento metri dalla riva.

Squali balena come compagni di nuoto nel Western Australia

Li chiamano “giganti gentili” per la loro natura pacifica e inoffensiva. Gli squali balena pesano fino a venti tonnellate e si lasciano affiancare dai nuotatori e dai sub mentre si nutrono di plancton nel Ningaloo Marine Park, a due ore di volo da Perth, la capitale del Western Australia. Per avvistarli e vivere questa straordinaria esperienza, l’operatore leader del settore propone da aprile a giugno un tour di una giornata nelle acque del parco marino, che si affaccia sull’Oceano Indiano orientale.

In Tasmania, ascoltando l’urlo del Diavolo

Il più grande urlatore dell’isola è un marsupiale di generose dimensioni, battezzato il Diavolo della Tasmania dai primi coloni europei, a causa dei versi inquietanti che emette. Lui lo fa per spaventare gli altri animali ed evitare di doversi confrontare con loro, fatto sta che il suo urlo primordiale è diventato leggendario e per ascoltarlo, dopo il tramonto, si organizzano veri e propri tour. Il più popolare è  il Devils@Cradle, presso il santuario di Cradle Mountain.

Fare snorkeling tra le mante del Queensland

Lunghe fino a sette metri, le mante si danno convegno da maggio ad agosto a Lady Elliot Island, la baia corallina sulla punta meridionale della Great Barrier Reef, al largo di Bundaberg, nel Queensland. In questi mesi, infatti, le acque sono più limpide e fresche, una condizione ideale per i visitatori che decidono di fare snorkeling accanto a questi leggiadri abitatori dell’oceano.

Tra i nidi di tartaruga nel Northern Territory

Da giugno ad agosto, a Bare Sand Island, isoletta a ovest di Darwin, si può osservare lo spettacolo delle tartarughe che tornano a riva per nidificare. Le femmine depongono le uova in piccole buche scavate nella sabbia: quando si schiudono, i loro piccoli si dirigono istintivamente verso l’acqua. Il fenomeno può essere osservato al tramonto partecipando al tour Turtle Tracks, in partenza dal Dock 2 della capitale del Northern Territory e organizzato da Sea Darwin.

L’ornitorinco del New South Wales

Una visita in settembre alle Southern Highlands (meno di due ore di auto da Sydney) è l’occasione giusta per veder sguazzare, nei corsi d’acqua dolce, numerosi esemplari di ornitorinco. Il piccolo, grazioso mammifero è, infatti, più attivo e visibile durante la stagione degli amori. Partecipando a uno degli appositi tour, le probabilità di avvistarlo e fotografarlo si moltiplicano.

Il tenero koala e gli altri cuccioli del South Australia

Tutti conosciamo, per averli visti nei documentari e in fotografia, i teneri atteggiamenti dei cuccioli di koala. A Kangaroo Island, nel South Australia, si possono finalmente ammirare da vicino. Basta partecipare al Kangaroo Island Wilderness Tour, tra settembre e ottobre, per avvistare anche i piccoli wallaby e i cuccioli di canguro, la specie che dà il nome all’isola, vero paradiso faunistico. Tra le sorprese che vi attendono: i “match di box” che i canguri maschi adulti ingaggiano tra loro nel periodo della riproduzione.

Info: Australia.com

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Ardenne: in cammino tra natura e castelli da fiaba, nel cuore verde del Lussemburgo

Il massiccio delle Ardenne, una regione collinare il cui picco più alto non supera i 700 metri, è sempre stato un territorio considerato strategico in Europa. Incastonato nel cuore del continente, scavalca i confini di tre nazioni: Francia, Belgio e Lussemburgo, posizionandosi comodamente nella parte settentrionale di quest’ultimo. Del più piccolo dei tre Paesi, occupa quasi un terzo della superficie, ricoprendola di foreste, vallate, e formazioni rocciose:  un territorio di una bellezza inaspettata e disarmante che fa del nord del Lussemburgo la meta ideale, soprattutto a inizio estate, per chi desidera immergersi nella natura e in panorami sempre diversi, respirando anche la storia.

Profonde vallate e altipiani ricoperti di foreste di conifere e latifoglie sono il paesaggio che caratterizza questa regione nella quale si trovano ben due grandi parchi naturali: il Parco dell’Haute-Sûre e il Parco dell’Our. Che si possono scoprire dal cielo, con la seggiovia del Gran Ducato che regala la vista di tutta la Valle dell’Our, della città di Vianden e del suo castello medievale, o dall’acqua, partendo dal lago della Haute-Sûre, intorno a cui si sviluppa il parco (e nel quale è possibile nuotare e praticare canottaggio, vela e immersioni). Ma soprattutto a piedi, «indossando comode scarpe» come suggeriscono i lussemburghesi, per immergersi totalmente nella natura rigogliosa di questa regione,  e scoprire i tesori del territorio e della storia.

Lee Trail, il “Sentiero della Roccia”

Ad aiutare i moderni viandanti c’è una rete di sentieri che è strutturata per soddisfare tutte le esigenze (da quelle delle famiglie con bambini a quelle degli escursionisti più esperti pronti ad affrontare percorsi più complessi) e che permette di raggiungere tutti i punti più interessanti della regione. Colonna vertebrale di questa rete è l’Escapardenne, un tracciato transfrontaliero di 158 km che collega Ettelbruck, in Lussemburgo, a La Roche-en-Ardenne, in Belgio, attraversando città, villaggi, i due parchi naturali, boschi e prati, e permettendo di incontrare animali di tutti i tipi, dalle mucche ai cervi. Il sentiero, certificato “Leading Quality Trail – Best of Europe” dalla European Hiking Association, è strutturato in due parti: l’Éislek trail di 106 km divisi in cinque stazioni, e il Lee trail, di 52 km e tre tappe, che apre il cammino ed è tutto all’interno dei confini lussemburghesi.

Il Sentiero della Roccia (Lee in lussemburghese vuol dire appunto roccia) è segnalato da una piccola onda bianca su sfondo blu, disegnata su targhette legate agli alberi o direttamente sulle rocce. Non è un percorso facile – ha una durata di tre giorni  e 900 metri di dislivello – ma assicura una totale immersione nella natura che permette di liberarsi dallo stress della frenesia cittadina.

Solo la volontà di trovare la giusta inquadratura per le foto e l’attenzione a non calpestare fiori o lumache che intersecano il cammino, distraggono dalla totale comunione con il verde degli alberi e i suoni della foresta. Le salite più ripide – che si trovano soprattutto nella seconda tappa – e i sentieri a picco (il più difficile è il Molberlee, un percorso di 500 metri che si affaccia sullo strapiombo da entrambi i lati, nel cuore delle Ardenne Lussemburghesi) regalano ai più audaci ed esperti il brivido dell’avventura, ma la tensione di quei momenti è compensata dalla serenità offerta subito dopo dal Klangwee, il sentiero sonoro. Qui in 17 “stazioni” è possibile suonare degli strumenti “naturali” usando bacchette che si trovano sul posto o rametti raccolti durante il cammino, oppure fermarsi in aree in cui ad accompagnare la meditazione sono piccoli carillon in cima a costruzioni in legno, tutte naturali. 

In questo mondo incantato, fatto di foreste, torrenti, cinguettii di uccelli, e fruscii di foglie, incontrare costruzioni maestose  o piccoli villaggi non interrompe la magia. Al contrario: l’esperienza si traduce quasi in un viaggio nel tempo, tra castelli da fiaba e fortezze inespugnabili.

Tra castelli e fortezze, in un mondo da fiaba

In alcuni di questi si può anche alloggiare, come nello  Château d’Urspelt: costruito nel tardo 18esimo secolo sulle vestigia di un edificio del tredicesimo secolo, il castello – gravemente danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale – è rimasto abbandonato per decenni  ed è quasi scomparso immerso nella vegetazione, fino a quando nel 2005 non è stato acquistato da un imprenditore-mecenate che lo ha riqualificato gli ha fatto guadagnare il titolo di Monumento Nazionale Lussemburghese (al suo interno, oggi, c’è anche uno spazio benessere Nuxe, per chi desidera regalarsi un momento di relax in una Spa dopo tanto camminare in mezzo alla natura).

La maggior parte dei manieri però sono solo visitabili, e alcuni sono proprio da non perdere,  come il castello di Bourscheid, con le sue sei torri gotiche che ne fanno la più grande fortezza del Lussemburgo. Costruito intorno al XI secolo, le sue mura dominano tutta la vallata del Sûre, e di notte vengono illuminate donando al maniero un aspetto ancora più incantato (l’ingresso è gratuito per i possessori di Luxembourg card).

Tra i più visitati  c’è anche il Castello di Vianden, un’altra delle più imponenti e importanti costruzioni d’epoca feudale del Lussemburgo. Costruito tra l’11esimo e il 14esimo secolo su un antico santuario carolingio, a sua volta edificato sui resti di una costruzione romana, è stato proprietà della famiglia granducale fino al 1977, quando è diventato di proprietà dello Stato. Dopo accurati lavori di restauro, è oggi considerato uno dei principali monumenti storici europei, sede di ricostruzioni storiche e di un evento in particolare – la Festa medievale del Castello di Vianden – che è uno degli appuntamenti imperdibili del Granducato, in estate. 

A modo suo legato al castello di Vianden è il Castello di Clervaux, la cui ala più antica, la ovest, fu fatta costruire dal conte Gerhard de Sponheim, fratello del conte di Vianden. Abbarbicato su una roccia nel cuore della regione, il maniero domina la città ai suoi piedi dal 1400, ma ha vissuto tempi bui durante la Seconda Guerra Mondiale, quando fu quasi completamente distrutto durante la Battaglia delle Ardenne nel dicembre 1944. Dagli anni 70, grazie a un accurato lavoro di restauro, il maniero è di nuovo visitabile, ma per non dimenticare gli orrori della guerra, oggi ospita al suo interno il Museo della battaglia delle Ardenne (chi fosse interessato può approfondire il tema anche nel Museo Nazionale di Storia Militare a Diekirch).

The Family of Man, l’omaggio all’Umanità

Il castello è anche sede una importante esposizione permanente: La famiglia dell’Uomo, mostra fotografica del pittore lussemburghese, naturalizzato americano, Edward Steichen, inserita nel registro mondiale della memoria dell’Unesco.

Le foto raccolte ed esposte in The Family of Man non sono tutte opera di Steichen, ma è lui che le ha trovate, studiate e assemblate nella prima edizione della mostra al MoMa di New York nel 1955. Accompagnate da versi di Shakespeare o frasi di James Joyce, Thomas Paine o Lillian Smith, la fotografie scelte sono un omaggio all’Umanità, vista sotto tutti i suoi molteplici aspetti e in tutte le sue età della vita: dall’infanzia (quella felice come quella violata) all’età matura, senza distinzione di razza, sesso o classe sociale. La nascita e la morte, la scuola e il lavoro, così come le feste, la convivialità, ma anche gli orrori della guerra e il dolore – che sono parte della vita dell’essere umano in modo diverso ma a suo modo uguale in tutto il pianeta – sono raccontati attraverso 503 scatti di 273 fotografi professionisti o amatoriali. In un linguaggio comune che vuole esprimere la fratellanza tra gli esseri umani. Anche l’ingresso a questa mostra è gratuito con la Luxembourg card. 

 Raggiungere il Castello e visitare la mostra  arrivando dall’Italia è molto semplice: basta atterrare a Lussemburgo, la capitale, e arrivare nelle Ardenne in treno, che in tutto il paese è gratuito anche per i non residenti.

Info: Visit Luxembourg

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Estate in Western Australia: 8 motivi per prenotare subito le vacanze 2022

Da giugno a settembre – i nostri mesi estivi che agli antipodi coincidono con l’inverno e l’inizio della primavera – il Western Australia è la destinazione ideale per una vacanza all’insegna dell’esplorazione della natura, delle attività outdoor e della scoperta di una grande varietà di culture e territori. L’occasione perfetta, dopo due anni di stop ai flussi turistici a causa della pandemia, è il volo diretto stagionale di Qantas che collega Roma e Perth, senza scalo, in 15 ore e 45 minuti, operativo dal 23 giugno al 6 ottobre 2022. Fra i tanti motivi per cui prenotare subito, ne abbiamo selezionati otto. Calendario alla mano, ecco una selezione delle location e degli eventi più significativi dell’estate 2022.

Vacanze nel South West, fra tartufi e megattere

Si apre a giugno e prosegue per tutta l’estate la raccolta dei pregiati tartufi neri del South West. La località di riferimento, per visite e assaggi, è Manjimup, 300 km a sud di Perth, da cui proviene circa il 90% dell’intera produzione australiana.

Sempre nel South West, a partire da giugno, è possibile avvistare le grandi megattere, caratterizzate dalla presenza di “fanoni” al posto dei denti: la loro rotta migratoria alla ricerca di acque calde per partorire passa, infatti, da qui, in particolare dall’area di Albany, sulla costa meridionale.

Western Australia: lo spettacolo della fioritura e il whale whatching

Tra fine luglio e i primi di ottobre, oltre 12mila specie di fiori selvatici, metà delle quali autoctone, si schiudono a più riprese lungo la Coral Coast: il variopinto fenomeno della fioritura interessa una vasta area raggiungibile in meno di due ore d’auto da Perth, in direzione nord, nei pressi delle cittadine di Dandaragan, Badgingarra, Eneabba, Carnamah, Coorow, Three Springs, Mingenew e Mullewa: percorrere i sentieri dei dintorni è un’occasione unica per immergersi nello spettacolo del risveglio della natura.

Altrettanto emozionante, se vi trovate da queste parti, è partecipare a un tour di whale whatching, per intercettare alcuni dei 40mila grandi cetacei che ogni anno sfiorano la Coral Coast. Fino a fine luglio, a Ningaloo Reef, i più sportivi hanno anche la possibilità di immergersi per nuotare in sicurezza in compagnia dell’imponente squalo balena, del tutto innocuo, a dispetto del nome.

Più avanti nella stagione primaverile australiana, da metà agosto a tutto settembre, è il Golden Outback la regione da tener d’occhio per ammirare lo spettacolo della fioritura spontanea: le aree privilegiate sono quelle di Gascoyne Murchison e Wheatbelt e la parte meridionale del Fitzgerald River National Park, dove a catturare vista e olfatto sono soprattutto orchidee, verticordia e gli originali fiori bassi disseminati in gruppi a forma di ghirlanda.

Degustazioni Doc a Margaret River

A sud di Perth, la regione vinicola per eccellenza del Western Australia esprime eccellenti prodotti, sempre più apprezzati dai mercati e dai visitatori internazionali. Soggiornando a Margaret River nella seconda metà di luglio, potrete partecipare al rinomato Cabin Fever (15/24-7), un festival interamente dedicato ai vini australiani, con degustazioni, abbinamenti ed esperienze enogastronomiche di ogni tipo, spesso accompagnati da musica dal vivo.

Giornata mondiale dei popoli indigeni

La ricorrenza del 9 agosto, proclamata dall’Onu nel 1994 per riconoscere e tutelare le diversità, i diritti e le identità dei popoli indigeni, è l’occasione perfetta per scoprire la cultura aborigena e il suo Dream Time, nel Western Australia. Sia che vi troviate sulla costa, nelle città dell’interno o nei parchi nazionali, è molto facile essere coinvolti in una delle esperienze emozionanti proposte dalle comunità indigene che vantano la loro presenza sul territorio da oltre 50 mila anni. I tour, accompagnati da guide locali, sono una full immersion nei valori e nelle tradizioni, con la possibilità di trascorrere una o più notti nei campeggi da loro gestiti.

Appuntamento al Festival della perla

In settembre, nel Western Australia, si chiude ufficialmente la stagione della raccolta delle perle. Per condividere questo momento, gli allevatori organizzano ogni anno a Broome, nella regione di settentrionale di Kimberley, il Festival della Perla o, come si dice qui, Shiniu Matsuri, con spettacoli ed eventi ad hoc, tutti dedicati all’affascinante mondo della madreperla. Le date di quest’anno sono 20 agosto – 4 settembre. In concomitanza con la manifestazione, non perdete l’opportunità di un bagno al tramonto o di una passeggiata a dorso di cammello sull’iconica Cable Beach, la più famosa spiaggia di Broome.

A Rottnest Island, per il compleanno dei quokka

Raggiungibile in traghetto da Perth o da Freemantle, Rottnest Island è la “casa” dei quokka, i piccoli marsupiali amati e vezzeggiati per l’espressione simpatica che sembra stampata sul loro musetto. Settembre è l’ora “x” per i cuccioli, che escono per la prima volta allo scoperto dopo essere stati nascosti e protetti per sei mesi nel marsupio materno. Per festeggiare collettivamente il loro primo compleanno, sull’isola si organizzano intrattenimenti con musica, dj set e workshop: permetteranno ad adulti e bambini di conoscere da vicino caratteristiche e abitudini degli “animali più felici della Terra”.

Info: westernaustralia.com

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