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Dall’11 ottobre il Giappone riaprirà (finalmente) ai turisti stranieri, dopo due anni e mezzo di stop

Era l’ultima grande meta turistica internazionale ancora preclusa ai turisti o comunque difficile da visitare. Dopo due anni e mezzo di isolamento dovuti al Covid-19, il Giappone riapre le porte ai turisti stranieri. Ad annunciare la fine di una delle misure più rigide che fin dall’inizio della pandemia hanno contraddistinto la strategia di Tokyo contro il virus è stato il primo ministro Fumio Kishida: “A partire dall’11 ottobre 2022, il Giappone allenterà le misure di controllo alle frontiere, oltre a riprendere i viaggi senza visto e i viaggi individuali“. Per entrare nel Paese bisognerà comunque dimostrare di aver ricevuto tre dosi di vaccino, e di essere negativi al test anti-Covid.

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Dal prossimo 11 ottobre tutti i viaggiatori vaccinati potranno quindi entrare in Giappone senza particolari limiti e non dovranno più necessariamente far parte di un tour organizzato tramite un’agenzia turistica locale, condizione che era stata imposta lo scorso giugno

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Riapre il Giappone: i turisti beneficeranno anche della debolezza dello yen

L’obiettivo del governo è quello di rialzare l’economia locale. In particolare, alcuni economisti giapponesi ritengono che far ripartire il turismo straniero in Giappone possa contribuire a risollevare il valore dello yen, la moneta giapponese. Già, perché al momento il valore dello yen è sceso al punto più basso degli ultimi sei mesi rispetto al dollaro americano. Nel 2019, ossia prima dello scoppio della pandemia, il Giappone aveva registrato un numero record di 31,9 milioni di visitatori stranieri.

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Nessun obbligo, ma le mascherine sono ancora onnipresenti

Ritorno in Giappone: i turisti stranieri potranno entrare nel Paese dal prossimo 11 ottobre. (iStock)

Il Giappone ha registrato un totale di circa 42.600 decessi per coronavirus – un tasso relativamente basso rispetto a molti altri Paesi del mondo – e il 90% dei residenti di età superiore ai 65 anni ha ricevuto già tre dosi di vaccino. Sebbene non ci sia l’obbligo di indossare una mascherina in Giappone, queste sono ancora onnipresenti, com’era d’altronde anche prima della pandemia – sia in luoghi pubblici come su treni o dentro ai negozi.

Cadono le ultime restrizioni per viaggiare: aprono anche Taiwan e Hong Kong 

L’annuncio arriva nello stesso periodo in cui anche Taiwan e Hong Kong hanno allentato le regole d’ingresso per i visitatori. Taiwan abbandonerà infatti i requisiti di quarantena per gli arrivi internazionali entro metà ottobre, mentre Hong Kong ha dichiarato che passerà dalla quarantena negli hotel, alla misura stay-at-home dal 26 settembre.

Per tutte le informazioni sui viaggi all’estero consultate il sito Viaggiare Sicuri

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Free solo sulle Dolomiti: Jonas Hainz senza corda la via aperta dal padre vent’anni fa

Il 14 settembre 2002, gli altoatesini Christoph Hainz e Oswald Celva aprirono la via “Moulin Rouge” sulla Croda Rossa (2.806 m), la famosa parete del Catinaccio, in Alto Adige. Si tratta una via del grado 7b su una parete alta 400 metri – praticamente un’arrampicata sullo specchio. Adesso, a 20 anni di distanza, Jonas Hainz, il figlio venticinquenne di Christoph, ha ripetuto l’impresa free solo, senza corda e senza alcun tipo di protezione.

GUARDA ANCHE: Alpinismo, arrampicata, trekking: le foto vincitrici del concorso “Mountain Activity”

“Si tratta di una pietra miliare per il free solo sulle Dolomiti” ha commentato il padre, alpinista polivalente con un curriculum di salite di oltre 2.000 vie, di cui molte prime ascensioni e solitarie estreme. Prima dell’impresa, Christoph (che oggi ha 60 anni) e Jonas hanno fatto la “Moulin Rouge” una volta assieme, poi Jonas è salito da solo, senza ulteriori prove, lasciando la corda nello zaino ai piedi della parete. Dopo un’ora e 5 minuti il giovane scalatore di Selva dei Molini ha superato gli undici tiri della via per arrivare in vetta.

Un gioco mentale a centinaia di metri d’altezza

L’impresa (il 20 giugno scorso) è stata immortalata con un drone e con una piccola telecamera posizionata sul caschetto del giovane alpinista altoatesino. “È stato un gioco mentale a centinaia di metri d’altezza” ha commentato Jonas, che ha pubblicato il video di poco più di due minuti (diventato “virale”) sul suo canale YouTube.

Ecco il video della scalata:

Sulle orme del grande Alex Honnold 

Il giovane Jonas Hainz è pronto a seguire le orme del fortissimo arrampicatore americano Alex Honnold, protagonista della “più grande impresa nella storia dell’arrampicata pura”. Nel 2017, il climber californiano scalò senza corde e imbragature la parete di El Capitan nel parco di Yosemite, in California. È alta più di duemila metri e ha una parete di oltre 900 metri.

Honnold attaccò il muro poco dopo le 5.30 del mattino e alle 9.28 ne uscì vittorioso. La sua incredibile impresa è diventata anche un film-documentario, “Free Solo”, prodotto da National Geographic (qui il trailer) che in questi anni si è aggiudicato numerosi riconoscimenti. 

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Free solo sulle Dolomiti: Jonas Hainz senza corda la via aperta dal padre vent’anni fa

Il 14 settembre 2002, gli altoatesini Christoph Hainz e Oswald Celva aprirono la via “Moulin Rouge” sulla Croda Rossa (2.806 m), la famosa parete del Catinaccio, in Alto Adige. Si tratta una via del grado 7b su una parete alta 400 metri – praticamente un’arrampicata sullo specchio. Adesso, a 20 anni di distanza, Jonas Hainz, il figlio venticinquenne di Christoph, ha ripetuto l’impresa free solo, senza corda e senza alcun tipo di protezione.

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“Si tratta di una pietra miliare per il free solo sulle Dolomiti” ha commentato il padre, alpinista polivalente con un curriculum di salite di oltre 2.000 vie, di cui molte prime ascensioni e solitarie estreme. Prima dell’impresa, Christoph (che oggi ha 60 anni) e Jonas hanno fatto la “Moulin Rouge” una volta assieme, poi Jonas è salito da solo, senza ulteriori prove, lasciando la corda nello zaino ai piedi della parete. Dopo un’ora e 5 minuti il giovane scalatore di Selva dei Molini ha superato gli undici tiri della via per arrivare in vetta.

Un gioco mentale a centinaia di metri d’altezza

L’impresa (il 20 giugno scorso) è stata immortalata con un drone e con una piccola telecamera posizionata sul caschetto del giovane alpinista altoatesino. “È stato un gioco mentale a centinaia di metri d’altezza” ha commentato Jonas, che ha pubblicato il video di poco più di due minuti (diventato “virale”) sul suo canale YouTube.

Ecco il video della scalata:

Sulle orme del grande Alex Honnold 

Il giovane Jonas Hainz è pronto a seguire le orme del fortissimo arrampicatore americano Alex Honnold, protagonista della “più grande impresa nella storia dell’arrampicata pura”. Nel 2017, il climber californiano scalò senza corde e imbragature la parete di El Capitan nel parco di Yosemite, in California. È alta più di duemila metri e ha una parete di oltre 900 metri.

Honnold attaccò il muro poco dopo le 5.30 del mattino e alle 9.28 ne uscì vittorioso. La sua incredibile impresa è diventata anche un film-documentario, “Free Solo”, prodotto da National Geographic (qui il trailer) che in questi anni si è aggiudicato numerosi riconoscimenti. 

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EasyJet. Sei giorni di sconti fino al 20 per cento per chi parte dall’Italia

Le idee sono tante. Molte, visto il clima e gli eventi in programma, perfette già per le prossime settimane. Si può partire  per Lisbona, ad esempio, dall’aeroporto di Milano Bergamo ogni martedì, giovedì e domenica così come da Milano Malpensa con collegamenti giornalieri.

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Oppure scegliere tra la romantica Parigi o la pittoresca Amsterdam, collegate rispettivamente alle tre basi di easyJet a Napoli, Venezia e Milano Malpensa.

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Easyjet. Sei giorni di sconti fino al 20 per cento

Per chi invece non vuole arrendersi all’inverno e sogna ancora spiagge sabbiose e tramonti spettacolari, questa è l’occasione perfetta per partire con easyJet alla scoperta dell’esotica Sharm el-Sheikh, raggiungibile dai passeggeri in partenza da Venezia con fino a tre voli a settimana, cosi’ come da Milano Malpensa e Napoli.

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Easyjet, 300mila posti scontati fino al 26 marzo

Non solo mete estere, si  potranno infatti visitare alcune splendide città della penisola e ammirarne paesaggi e cultura: con easyJet, Catania e Palermo sono raggiungibili in circa un’ora da tutti i passeggeri in partenza da Napoli e Milano Malpensa.

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Voli scontati: tutte le regole

La promozione, si diceva, è attiva da oggi fino al 26 settembre. In palio 300mila posti a tariffe scontate fino al 20 per cento su voli da e per l’Italia, da utilizzare fino al 30 marzo 2023, scegliendo tra una delle circa 220 rotte del ricchissimo network di easyJet.

Ponti autunnali, fughe al mare d’inverno o prime idee per Natale e capodanno, il limite è la fantasia.

La promozione è attiva su tutti i canali di vendita: dall’app al GDS, fino al 26 settembre 2022. Per tutte le informazioni easyjet.com è il sito ufficiale della compagnia area.

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All’aeroporto di Orio al Serio si arriverà in treno, in 10 minuti

Il “’Treno per Orio” diventa realtà: il collegamento sarà diretto con la città di Bergamo e si svilupperà su doppio binario, per una lunghezza di 5,3 chilometri, in parte in rilevato e in parte in trincea e in galleria artificiale. Dalla Regione Lombardia è arrivato nei giorni scorsi l’ok definitivo al progetto del nuovo collegamento ferroviario.

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Orio al Serio in treno

Ricordiamo: Orio al Serio è ad oggi il terzo scalo italiano per traffico passeggeri dietro Fiumicino e Malpensa. Attualmente, l’aeroporto di Orio – che è soprattutto il principale hub italiano di Ryanair, è raggiungibile solo in macchina o pullman, anche dalla stazione ferroviaria di Bergamo. Si tratta perciò di un “collegamento strategico, molto utile sia per tutti quei visitatori che scelgono lo scalo di Orio per venire a Milano, che per quelli previsti nel 2026 per le Olimpiadi. Nel 2019, ultimo anno prima del Covid, Orio aveva festeggiato il record dei 13,8 milioni di passeggeri in transito.

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Tempo di percorrenza aeroporto-stazione di Bergamo: 10 minuti

“Il Treno per Orio unirà l’aeroporto al capoluogo in 10 minuti ed efficenterà anche i collegamenti con Milano, migliorando sensibilmente l’accessibilità allo scalo” dice l’assessore regionale alle Infrastrutture, Claudia Maria Terzi. Che sottolinea: “La nuova ferrovia fornirà ai cittadini un’alternativa rapida e sostenibile per raggiungere Orio, consentendo di alleggerire il traffico su gomma“.

La nuova stazione a servizio dell’aeroporto sarà dotata di 4 binari.  Secondo uno studio dell’Università di Bergamo, il 30% dei passeggeri potrebbero utilizzare il treno per viaggiare da e per l’aeroporto. L’obiettivo è consegnare l’opera entro il 2025, in tempo per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.

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Orio al Serio: la pista ciclopedonale

Lo scalo sarà però raggiunto anche da altre opere su strada: una bretella stradale che passera sotto la ferrovia, un sottopasso ciclopedonale in corrispondenza dell’attuale incrocio di via Lunga e un sottopasso carrabile con pista ciclabile.

Orio al Serio in treno entro il 2025 in 10 minuti

Per collegare queste piste ciclabili, dal quartiere Boccaleone di Bergamo partirà un percorso ciclopedonale, che seguirà il tracciato ferroviario e si connetterà alla pista già esistente in direzione Orio al Serio, attraversando il centro abitato del paese e raggiungendo poi la pista ciclabile che attualmente costeggia l’aeroporto.

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In regalo 35 mila biglietti per viaggiare in treno in Europa: ecco chi può beneficiarne e come funziona

Tornano i viaggi in treno gratis per i 18enni in Europa: 35 mila pass per esplorare il Vecchio Continente. È quanto previsto dal progetto DiscoverEu che si rivolge ai neo maggiorenni provenienti dai Paesi del programma Erasmus+ e che è stato lanciato per la prima volta quattro anni fa. DiscoverEU dovrebbe servire proprio a incoraggiare nei giovani un minimo di conoscenza diretta degli altri paesi europei, offrendo un biglietto Interrail con cui viaggiare liberamente all’estero. Si tratta di un’iniziativa importante e preziosa, più di quanto non si tenda a credere.

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Biglietti in treno gratis: come funziona

Dalle ore 12 del 12 ottobre alle ore 12 del 25 ottobre, i nati tra il 1° gennaio 2004 e il 31 dicembre 2004, possono presentare domanda per aggiudicarsi un biglietto ferroviario per andare alla scoperta del Vecchio Continente. Possono partecipare i cittadini dei Paesi Ue, dell’Islanda, del Liechtenstein, della Macedonia del Nord, della Norvegia, della Serbia e della Turchia. Per tentare la sorte basterà fare domanda sul Portale europeo dei giovani rispondendo a un quiz con sei domande

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La novità: ai vincitori anche una carta sconto 

Le ragazze e i ragazzi che hanno compilato con successo il quiz di selezione potranno viaggiare in Europa per un massimo di 30 giorni dal 1° marzo 2023 al 29 febbraio 2024. I vincitori continueranno inoltre a beneficiare di una carta sconto per oltre 40mila servizi fra trasporti pubblici, cultura, alloggio, cibo e sport.

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Coloro che non raggiungeranno la maggiore età prima dell’anno prossimo potranno partecipare alla prossima estrazione nella prima metà del 2023.

In una prima fase, l’Ue ha già regalato 35.000 biglietti ferroviari quest’anno, mentre l’anno scorso ne aveva regalati 60.000 in totale.

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Winter World Masters Games Lombardia. Nel 2024 la festa dello sport da 30 a 90 anni

Prove di Olimpiadi tra meno di 15 mesi tra i monti e le valli lombarde. Sulla strada di Milano Cortina 2026 arrivano sulle montagne della Regione i Winter World Masters Games 2024.

Winter World Masters Games 2024 Lombardia: le sedi

La presentazione ufficiale dell’evento è avvenuta oggi, all’ultimo piano panoramico di Palazzo Lombardia, con la presenza di una squadra di campioni sportivi e dei massimi vertici del territorio lombardo e dello sport italiano.

Nelle cinque valli principali dell’Alta Lombardia – dalla Valtellina, alla Valmalenco, alla Valchiavenna – le località coinvolte nell’evento fissato dal 10 al 21 gennaio 2024 saranno, per le 14 specialità olimpiche previste, 9 , la maggior parte delle quali non toccate dal grande evento olimpico dei giochi invernali del 2026.

Dopo l’inaugurazione a Sondrio le gare sono previste, da Ovest a Est, a Madesimo, Chiavenna  e Chiesa di Val Malenco, ad Aprica, Pontedilegno-Tonale e ancora Bormio, Vermiglio e Pellizzano. Una Fondazione nata da pochi mesi sancisce il coordinamento dei comuni. Si tratta di una collaborazione stretta sul territorio che, ha spiegato il presidente dell’organo Ivan Faustinelli, primo cittadino di Pontedilegno, “non ha praticamente precedenti”.

Sono attesi oltre 3700 atleti da 26 nazioni, con relative famiglie e tecnici al seguito. Per dare un’idea dell’indotto portato dall’evento ai World Masters di Innsbruck 2020, la terza edizione dopo Bled (Slovenia) 2010  e Quebéc 2015, dove le discipline erano 12, gli atleti furono 3600, il giro d’affari calcolato per la località intorno ai 7 milioni di euro.

Winter World Masters Games: le specialità

“Sarà una festa dello sport per campioni e appassionati dai 30 ai 90 anni”, ha spiegato Faustinelli. ” E si coprirà ogni aspetto degli sport sul ghiaccio e sulla neve. Dal Pattinaggio, in Valtellina, all’Hockey a Chiavenna, al Super G ad Aprica, dove si “sperimenterà” anche il Winter Polo a 3 cavalli. Fino allo snow running. Il fondo sarà in una delle patrie lombarde della specialità, a Vermiglio, il trampolino a Pellizzano, e a Madesimo il Curling”. L’elenco completo dei campi e delle gare, insieme al programma giornaliero in via di definizione, è sul nuovo sito wwmglombardia2024.it.

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Winter World Masters Games 2024 Lombardia: il logo

Il logo presentato oggi a Milano è frutto del lavoro di squadra di un mese dei ragazzi dello Ied, l’istituto Europeo di Design di Milano, che hanno incrociato il profilo stilizzato della “fiamma” olimpica alla silhouette delle cime alpine lombarde e alla “M” di Milano, la capitale dei futuri Giochi invernali.

“Enjoy your passion”, il motto ufficiale. Perché “i Masters sono la massima espressione dello sport come passione e stile di vita salutare”, ha spiegato Serhij Bubka, oro olimpico, campione mondiale e 35 volte recordman planetario dell’asta, presidente dell’Associazione internazionale del Master Game. “Sport che diventa educazione e valore da trasmettere di generazione in generazione. Ed è bello che ciò sia promosso in un paese, e in una regione, da sempre terra di sport e di vittorie.”

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Winter World Masters Games 2024 Lombardia: lo spirito

“La fiaccola si è già accesa”, ha commentato invece Manuela di Centa, olimpionica dello sci, consulente del governo sulle politiche sportive e presidente onorario della fondazione a capo dei Master. “E sulla scia del vento olimpico vogliamo un programma a lungo termine –  anche grazie a una nuova partnership del ministero con la federazione italiana degli sport invernali, la Fisi, e quella degli sport del ghiaccio, la Fisg – che renda sempre di più la montagna lombarda, una montagna dello sport, sostenibile, tutto l’anno e per tutti.”

La Lombardia,  fra l’altro, è stato annunciato oggi, è in corsa per ospitare i Masters Games estivi Europei  del 2026. Un evento da 8000 partecipanti previsti (il 26 ottobre la designazione) e anche le Olimpiadi invernali dei giovani del 2028.

I master degli sport invernali: tra sport e viaggio

“Sono eventi come questi”, aggiunge il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, “ad unire sempre di più lo sport e il turismo: un’occasione per venire a gareggiare ma anche per immergersi nei luoghi e nei territori”.

L’insieme degli eventi sportivi dei prossimi anni in Lombardia, secondo il governatore lombardo, diventa quindi “Un ‘avventura bellissima”, per l’immagine della regione da sostenere, fra l’altro, con una campagna di migliorie e riforme dell’impiantistica.

Turismo e sport anche al centro dell’intervento del ministro italiano al turismo Massimo Garavaglia, che annuncia tre milioni di euro di stanziamento alla Fisi per sostenere sport invernali che sono “il fulcro dell’economia e della vita della montagna”. Da rilanciare in chiave sostenibile e destagionalizzata.

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Una voce in viaggio: Fabio Alisei racconta la sua estate in Marocco, prima di tornare in radio allo Zoo di 105

Fabio Alisei, pseudonimo di Fabio Borghini, è prima di tutto una voce storica dello Zoo di 105, il programma quotidiano più irriverente di Radio 105, tornato in onda dal 12 settembre, dal lunedì al venerdì, dalle 14 alle 16, con il consueto stile irriverente che, dal 1999, ironizza su “il meglio del peggio”. Con lui e lo storico ideatore Marco Mazzoli, una squadra di voci e autori in costante evoluzione (ultimo arrivato è Valerio Airò, il “Giargiana” del Milanese Imbruttito, in una veste inedita).

Ma Fabio ha sempre amato viaggiare, al punto da scegliere il nome di “Alisei” in omaggio ai venti della fascia tropicale ai quali si sente affine, e da partire per viaggi avventurosi con la sua famiglia (la moglie Cristina e i due figli), ogni anno, appena può.

Notti sotto le stelle, surf sulle dune: 13 cose da non perdere nel deserto del Marocco

Classe 1975, studi classici, una grande passione per la musica, una lunga gavetta come autore e intrattenitore in radio, in Tv e il libreria, Fabio Alisei non manca mai di raccontare i suoi viaggi attraverso i social con circa 150 mila follower sia su Facebook sia su Instagram, tutti curiosi di conoscere i dettagli di ogni tappa e le curiosità del luogo. Narratore di viaggi ironico e ispirato, scrive in modo coinvolgente le sue esperienze ed emozioni. Il viaggio in Marocco di questa estate 2022 inizia così:

Fuori dalle porte di Marrakech esplode in ogni direzione un’immensa distesa rocciosa che collega le sponde dell’Atlantico alle dune di sabbia dell’Africa più profonda. Su questa schiena di meteorite spuntano piccoli accampamenti dove vivere in prima persona l’esperienza di quella che, da queste parti, chiamano “la cosa più grande del mondo”: il deserto del Sahara. Il nostro primo giorno in Marocco lo abbiamo trascorso qui, nel silenzio arido di questo panorama lunare. Aspettando il fuoco e la stellata di questa notte“.

Volete saperne di più? Sul suo profilo Instagram trovate tutte le tappe dell’itinerario di 21 giorni, con un gran finale… niente spoiler!

 

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Elisabetta II: una vita in viaggio (ma senza passaporto…)

La Regina Elisabetta II è stata la monarca che ha viaggiato di più al mondo: in 96 anni e 70 di Regno ha visitato 1117 Paesi. Il suo primo viaggio ufficiale fu in Africa, nel 1947, assieme ai genitori. All’epoca era ancora una Principessa. Tuttavia, già nei primi dodici mesi sul trono percorse oltre 65.000 chilometri visitando dodici Paesi durante il tour di sei mesi nel Commonwealth, dal novembre 1953 al maggio 1954. E sempre senza passaporto. 

La monarca globetrotter  

(ph: Getty)

La Regina Elisabetta poteva infatti vantare un privilegio che la differenziava dal resto del mondo: viaggiare all’estero senza dotarsi del passaporto. Come riportato sul sito web della famiglia reale, infatti, siccome i passaporti vengono rilasciati a nome di “Sua Maestà”, la Regina non doveva possederne uno. Si tratta di un beneficio di cui godeva soltanto la Regina, tanto è vero che suo marito, Filippo di Edimburgo, non poteva viaggiare all’estero senza passaporto. Anche Carlo III, quando si recherà all’estero da Re, non dovrà preoccuparsi di mettere il passaporto in valigia. 

I viaggi a Roma per i 25 anni e la tappa sull’isola di Vulcano 

La sovrana più amata della storia ha trascorso una vita in viaggio. Viaggi che l’hanno portata anche in Italia. E proprio l’Italia si è dimostrata essere uno dei luoghi preferiti soprattutto per le sue vacanze personali. Sua Maestà visitò il nostro Paese ben cinque volte. Almeno in una di queste occasioni l’aveva scelto per una vacanza libera da impegni regali. Era il 1951 e l’allora Principessa si concesse una visita di due settimane a Roma, dove festeggiò i suoi 25 anni nello splendido scenario di Villa Adriana a Tivoli. Ma in Italia, Elisabetta tornò da Regina altre quattro volte, l’ultima nel 2014. Nel 1961 fu anche la prima monarca britannica a incontrare il Papa e nello stesso anno sbarcò nella piccola isola siciliana di Vulcano: girovagò con il Principe consorte tra i villaggi di pescatori, ignari di chi fossero. 

Un elefantino come regalo di benvenuto 

Qualche tempo fa, il portale lastminute.com pubblicò una ricerca commissionata a Kate Williams, sulle abitudini e gli aneddoti di viaggio di Sua Maestà. La storica esperta della famiglia reale aveva rivelato anche la quantità (infinita) di regali di benvenuto ricevuti durante i viaggi di Elisabetta II. Tra questi ce ne sono alcuni insoliti e inaspettati, come il cucciolo di elefante di nome “Jumbo” regalatole durante un viaggio in Camerun. O gli stivali da cowboy, durante una visita negli Stati Uniti. 

In media due Paesi all’anno, 42 viaggi intorno al mondo

(ph: Getty)

Dalla sua incoronazione, nel 1953, Elisabetta II ha visitato in media due Paesi l’anno, 1117 Paesi, più del 60 per cento dell’intero globo. In chilometri: oltre 1.660.000. Si stima che i chilometri percorsi equivalgano a circa 42 viaggi intorno al mondo. Per oltre quattro decenni – dal 1953 al 1997 – lo yacht reale “Britannia” fu anche la sua residenza galleggiante: nel corso degli anni, infatti, la Regina ha navigato per oltre un milione di miglia

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La sua meta preferita? Il Canada

Nel 1979, Elisabetta II visitò sei Paesi in appena due mesi di viaggio attraverso il Medio Oriente. Tuttavia, delle sue quasi 300 visite di Stato, il Canada si è dimostrato essere in assoluto la sua meta preferita: la Regina l’ha visitato ben 27 volte. Sul fronte europeo, invece, oltre all’amata Italia, la Regina è stata ben 7 volte in Germania e solo una volta in Spagna, nel 1988. 

regina Elisabetta viaggiatrice
Elisabetta II e il Principe Filippo, in Canada nel 1959. Un Paese che la Regina ha visitato 27 volte, più di ogni altra nazione. (Ap)

Gli hotel di lusso più belli

Elisabetta II soggiornava solo in hotel a cinque stelle. I più celebri nei quali ha dormito? Il Raffles Hotel di Singapore; l’Ahwahnee Hotel di Yosemite (qui prenotò addirittura l’intero albergo nel 1983); il Fairmont Royal di Toronto; il Phoenicia di Malta; il St. Regis di Washington e il Waldorf Astoria di New York nel 1957.

In valigia: una scorta di tè 

(ph: Ap)

Come avevano rivelato qualche anno fa i media inglesi, il set di valigie personali della Regina è firmato dal brand britannico Globe-Trotter. Nella valigia c’era sempre una scorta di Earl Grey, suo tè preferito, più un bollitore con il suo monogramma. Ma anche un abito scuro. Come per gli altri membri della famiglia reale. Se uno di loro viene meno, in qualsiasi parte del mondo si trovino, tutti gli altri membri sono obbligati a indossare completi neri per onorare il lutto. Come è successo l’8 settembre scorso.

Sapeva viaggiare con stile

La Regina aveva uno straordinario (e immenso) guardaroba da viaggio. E ogni tour reale veniva non solo preparato nel minimo dettaglio, ma sempre effettuato con un gusto sartoriale e la giusta sensibilità culturale. Elisabetta II viaggiava con almeno tre cambi d’abito al giorno, tutti numerati e imballati in armadi d’acciaio con le ruote. 

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Comunicato sindacale

Comunicato sindacale

Il lavoro agile è uno strumento utile per qualsiasi azienda moderna. Fa aumentare produttività e competitività; rende i dipendenti più autonomi e responsabili; aiuta l’ambiente; infine, in un periodo di emergenza energetica, consente importanti risparmi economici. Non a caso la politica tutta dimostra attenzione e volontà di sostegno al ricorso allo smart working.

Il nostro editore, no. Urbano Cairo nega qualsiasi possibilità di ricorso al lavoro agile, persino per i dipendenti con problemi di salute e di famiglia, e rifiuta da mesi l’avvio di un confronto sindacale. Eppure, di fronte all’emergenza da Covid-19, nel marzo 2020, le giornaliste e i giornalisti hanno risposto con responsabilità e prontezza di adattamento alla richiesta di un improvviso cambiamento di organizzazione da parte di Rcs Mediagroup, adeguandosi alla modalità di lavoro a distanza senza alcuna ripercussione sulla realizzazione dei nostri giornali, che sono andati in edicola con puntualità, e sull’aggiornamento costante dei nostri siti.

Così è stato fino al 31 agosto scorso. Dal primo settembre, tutto è cambiato: l’azienda ha preteso il rientro nelle redazioni rifiutando qualsiasi confronto sul lavoro agile e negando eccezioni anche a lavoratori con fragilità di salute o genitori di figli piccoli. Una posizione incomprensibile e antistorica, per un editore che vuole mostrarsi moderno, innovativo e “illuminato” di fronte al mercato come Urbano Cairo.

Nonostante la rigidità e l’atteggiamento di chiusura dell’azienda, noi restiamo comunque convinti della strategicità, soprattutto per Rcs Mediagroup, del ricorso allo smart working come strumento da utilizzare con intelligenza e flessibilità, attraverso un accordo che lo integri al lavoro in redazione in un’articolazione dell’attività capace di generare aumento ulteriore di produttività e risparmi economici. E rinnoviamo la nostra richiesta di avvio immediato di un confronto sindacale per la definizione in tempi rapidi di un’intesa aziendale.

Il Comitato di Redazione

La risposta dell’azienda

RCS ha applicato il regime di smart working in questi oltre due anni di pandemia. Con la fine del periodo emergenziale il rientro in azienda favorisce a pieno l’interazione fra giornalisti in un modello di lavoro in comunità che consente di migliorare la qualità editoriale dei nostri giornali. Il lavoro in presenza nasce da un sentire comune dei Direttori e dei Dirigenti dell’intera azienda d’intesa con l’Editore.

RCS conferma che verranno tutelati i casi legati ai problemi di salute.

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