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Weekend tra Belluno e Treviso, alla scoperta dei siti Unesco e del distretto dello Sportsystem

Le prime festività “in presenza” si avvicinano e i prossimi weekend diventano l’occasione ideale per scoprire da vicino le meraviglie del territorio che si apre sotto le Dolomiti, tra Belluno e Treviso. Qui, grazie a un felice connubio fra le bellezze della natura e l’intraprendenza imprenditoriale e il dinamismo delle amministrazioni del territorio, è possibile unire l’utile al dilettevole visitando alcuni fra i più rinomati siti Unesco del nord-est del Paese, come le colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, il Monte Grappa o il parco delle Dolomiti, scoprendo al tempo stesso tutte le potenzialità e l’offerta del cosiddetto “distretto dello Sportsystem”, patria degli scarponi da sci più ricercati del mondo.

Distretto dello Sportsystem: l’eccellenza delle calzature sportive

Le origini di questo distretto, a cavallo fra le due province, sono molto antiche: risalgono all’epoca della Repubblica di Venezia, quando in seguito alla riorganizzazione della Marca Trevigiana, gli abitanti si allontanarono dalla tradizione agricola dando vita alle scuole d’arti e mestieri, fra cui quella particolarmente fiorente dei calzolai, antenati degli attuali protagonisti dello Sportsystem, il distretto della scarpa sportiva, riconosciuto ufficialmente dal 2003. Oggi l’ente interessa ben 15 comuni della provincia di Treviso, tra cui Asolo e Montebelluna, nonché il comune di Alano di Piave, in territorio bellunese.

Belluno
Belluno e, sullo sfondo, le Dolomiti

Museo dello Scarpone, un’esperienza nella storia dello sport

Il suo prodotto più famoso, a livello internazionale, è lo scarpone da sci, cui è dedicato un museo unico al mondo ospitato nelle sale della cinquecentesca villa Binetti-Zuccareda, acquistata nel 1982 dal comune di Montebelluna. L’esposizione, visitabile su prenotazione, vanta circa 400 pezzi, che sono solo una piccola parte del patrimonio museale gestito da un’apposita fondazione, attiva anche sul fronte della formazione professionale. Si tratta di una preziosa testimonianza storica, tecnica e industriale della vocazione di questo territorio durante gli ultimi due secoli. Fra i reperti più “instagrammati” si possono ammirare le calzature originali Dolomite, utilizzate per la conquista del K2 da parte della spedizione italiana condotta da Ardito Ardesio nel 1954, ma anche il primo scarpone in plastica realizzato da Nordica nel 1968 e lo scarpone da sci Lange di Alberto Tomba, autografato dal campione. Ma non mancano gli stivali da moto di Max Biaggi, le scarpe da calcio di Andrij Shevchenko, le scarpe da tennis di Bjorn Borg o quelle da ciclismo di Mario Cipollini. Info: museoscarpone.it

Shopping innovativo, a tutto sport

Se infatti scarponi e attrezzature per la neve sono il biglietto da visita dello Sportsystem, il distretto ha saputo innovare ampliando notevolmente la gamma delle proprie produzioni che oggi comprendono le scarpe dedicate a molti altri sport e alle attività outdoor in generale, nonché alcune linee di abbigliamento e attrezzature frutto della continua ricerca sui nuovi materiali e le tecnologie. Nell’insieme, l’offerta è una summa di eccellenze destinate a rappresentare al meglio il made in Italy sulla scena internazionale, grazie anche al ruolo svolto nel progetto strategico di promozione dei territori e delle imprese dalla Camera di Commercio Treviso – Belluno | Dolomiti , che è anche parte attiva nell’Associazione Camerale nazionale Mirabilia Network.

Treviso
Treviso e le sue Colline del Prosecco

Escursioni nella natura e made in Italy, aspettando Milano Cortina 2026

C’è un filo rosso che unisce le bellezze dei luoghi annoverati nel patrimonio naturale dall’Unesco e l’esperienza d’uso delle scarpe tecniche prodotte dal distretto dello Sportsystem, reperibili a costi vantaggiosi per il turista appassionato di sport negli outlet disseminati un po’ ovunque nel territorio e spesso inseriti in contesti naturali o storici di grande fascino. Parliamo delle colline del Prosecco, del parco delle Dolomiti con le Tre Cime di Lavaredo e di città come Treviso, dove fino al 9 gennaio il Museo di Santa Caterina ospita la mostra dedicata al grande cartellonista del cinema Renato Casaro; e Belluno, con il suo centro storico tutto da scoprire a partire da piazza Duomo, con la Cattedrale e il bellissimo Palazzo dei Rettori, ma anche della stessa Cortina d’Ampezzo, stazione sciistica rinomata e sede prescelta per i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali del 2026. Con i suoi 120 km di piste a innevamento programmato, nei comprensori di Cortina, San Vito di Cadore, Auronzo e Misurina, Cortina Skiworld si prepara ad accogliere la stagione invernale con impianti di ultima generazione, baite e rifugi dove scoprire i sapori del territorio. Due province venete e un ambiente naturale che diventano una grande palestra a cielo aperto per provare “sul posto” le migliori attrezzature prodotte dai marchi iconici del migliore made in Italy, che qui formano una rete territoriale unica al mondo. Perfetta per pensare a un Natale a tutto sport.

Guarda il video: La bellezza del fare impresa in vista di Milano – Cortina 2026

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Vacanze active in Alto Adige: nel “distretto delle mele” ogni stagione ha il suo sport

Dalle Dolomiti Patrimonio Unesco ai laghi color smeraldo, l’Alto Adige – Südtirol offre una palestra open air perfetta per praticare, in tutte le stagioni, ogni genere di sport all’aria aperta, totalmente immersi nella natura e baciati dal sole, che qui splende per 300 giorni l’anno.

Lo sa bene Dorothea Wierer, due volte campionessa del mondo, doppio bronzo olimpico nel biathlon (tiro e sci di fondo) e tre volte campionessa mondiale a livello individuale, che fra queste montagne è nata e si allena. Non a caso, la sua terra offre oltre 17 mila km di sentieri ben segnalati e gli sportivi hanno solo l’imbarazzo della scelta per programmare in ogni periodo dell’anno una vacanza active, con il vantaggio ulteriore di concludere ogni performance con una mela tipica del posto, magari appena colta, perfetta per reintegrare i sali minerali e recuperare le energie.

L’Alto Adige – Südtirol vanta, infatti, il primato europeo per coltivazione melicola. Qui, il clima freddo di notte e caldo di giorno, rigido d’inverno e mite d’estate, crea infinite varietà, profumate e croccanti, come quelle selezionate da Marlene®, Royal Gala, Golden Delicious, Granny Smith, Red Delicious e Fuji, tutte alla base di qualsiasi buon allenamento che si rispetti da queste parti.

Ed è proprio la campionessa altoatesina che, seguendo il ritmo delle stagioni, suggerisce i migliori itinerari sportivi da vivere nel suo scenario preferito: la cornice incomparabile del “distretto delle mele”.

Autunno, tempo di hiking al Passo Oclini, immersi nel foliage

In autunno nei meleti della valle inizia la raccolta dei frutti che hanno raggiunto il giusto grado di maturazione e sono pronti per essere consumati. E mentre i boschi si tingono dei colori del foliage e rendono ancor più scenografico il panorama, il clima è ancora mite, regalando giornate limpide e tiepide, perfette per camminare.

Una delle più belle escursioni di questa stagione è l’hiking ad anello che dal Passo Oclini, a 1989 m, sale al Corno Bianco, 2316 m, a cavallo fra la Val d’Ega e la Val di Fiemme. Un’ora di sentieri che si fanno strada fra arbusti di pino mugo e rocce seguendo la segnaletica Weisshorn e Neuer Steig. Uno dei gioielli che si possono ammirare in quest’area è il Canyon Bletterbach, una gola di 900 metri scavata del torrente Bletterbach. La si può raggiungere al ritorno con una piccola deviazione e con immensa soddisfazione.

Inverno, nella neve sulle piste di fondo della Valle di Anterselva

Con l’arrivo dell’inverno le montagne s’imbiancano e le distese di meleti sudtirolesi entrano in una fase di riposo. Chi, come Dorothea Wierer, ama lo sci di fondo, predilige la Valle di Anterselva, vero e proprio paradiso per la disciplina degli sci stretti.

Il paesaggio è quello incantevole del Parco naturale Vedrette di Ries-Aurina e le piste sono quelle che si snodano per 60 km lungo tutta la valle: da Rasun di Sotto al Lago di Anterselva. Qui, verso il Centro Biathlon dove Dorothea si allena, ci si può cimentare addirittura sul famoso tracciato della Coppa del Mondo. Ma la valle di Anterselva è una palestra anche per chi vuole iniziare e far pratica con gli sci di fondo tra Campi Rasun di Sotto, Pista circuito biotopo, Pista dell’orso, Pista circuito lago e altre quattro piste ad anello.

Primavera, di corsa nella natura verso il Latemar

In primavera le valli sudtirolesi del distretto delle mele si trasformano in una distesa a tinte rosa e bianche. Sono i meleti in fiore che ogni produttore protegge con cura contro i pericoli delle gelate tardive. Il ritorno delle giornate tiepide e il bosco che rinasce sono ingredienti ideali per il  trail running, la corsa nella natura.

Tra gli innumerevoli sentieri in cui correre immersi in uno scenario da fiaba c’è quello del Passo Lavazè che gira ad anello su ampi e ben segnalati sentieri forestali ed escursionistici. Passo dopo passo si percorrono piccole gole bordate da boschi, prati alpini e malghe, fino a salire in quota dove si apre lo spettacolo dolomitico del Latemar, uno dei gruppi montuosi delle Dolomiti in Alto Adige che spicca sovrastando la Val d’Ega.

Estate, in sella a una mountain bike, lungo l’antica Via Claudia Augusta

Quando arriva l’estate che, con le sue lunghe giornate di sole e una forte escursione termica notturna, dona fragranza e croccantezza a ogni mela, è tempo di salire in sella a una mountain bike e percorrere una delle vie ciclabili più belle: il tratto altoatesino della Via Claudia Augusta, l’antica via commerciale dei Romani che collegava Venezia alla Baveria, che qui inizia al Passo Resia e prosegue per la Val Venosta, Merano, Bolzano e la Valle dell’Adige fino a Salorno, nel cuore del distretto delle mele.

Dorothea Wierer, che si sta preparando per Pechino 2022 ed è figlia delle Alpi come Marlene®, raccomanda, per qualsiasi stagione e itinerario, di avere sempre prudenza: “Non bisogna mai improvvisare. Ciascuno deve conoscere bene il percorso che vuole intraprendere, la distanza da percorrere e soprattutto il dislivello che bisogna affrontare per capire se è adatto alle proprie capacità. Cosa mettere nello zaino? Un kit di pronto soccorso, la protezione solare per il viso, una maglietta asciutta per cambiarsi, una giacca impermeabile in caso di pioggia, una felpa leggera, il power bank per il cellulare, acqua a sufficienza, un panino se il percorso è lungo e… una mela Marlene®“.

Info: scopri l’Alto Adige con Marlene.it

 

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Grecia fuori stagione: il paradiso delle vacanze outdoor, a tutto sport

Se amate la natura e lo sport all’aria aperta, la Grecia, con i suoi favolosi scenari, è la meta perfetta per uno scampolo di vacanza indimenticabile, alla fine dell’estate. E se nelle attività outdoor cercate anche un pizzico di adrenalina, sia la Grecia continentale, sia le sue innumerevoli isole, hanno molto da offrire, soprattutto nel periodo autunnale meno affollato, meno caldo e, proprio per questo, più favorevole alle pratiche sportive, comprese quelle un po’ più estreme. Ecco dunque una serie di spunti e proposte per organizzare un weekend dinamico alle Cicladi, nella Penisola Calcidica o altrove, seguendo le proprie passioni, immersi nella natura.

Dal trekking al birdwatching, in Grecia gli sport di terra sono una continua sorpresa

Trekking. La Grecia è il paradiso del trekking. Con un territorio prevalentemente montuoso, gli appassionati hanno una scelta vastissima di escursioni sulla costa o nell’entroterra, che consentono a volte impareggiabili viste a 360 gradi dalla sommità delle isole. I percorsi sono sempre interessanti, perché abbinano spesso alla passeggiata nella natura, più o meno impegnativa, millenni di storia e di cultura, intercettando chiese, castelli e antichi villaggi. Da segnare senz’altro in agenda sono quelli che partono dalle pendici del monte Olimpo, il più alto di tutta la Grecia (2917 metri), e i sentieri che attraversano l’isola di Creta alla volta delle Montagne Bianche o lungo la costa meridionale che si affaccia sul Mar Libico. Fra le occasioni da non perdere anche il Sentiero Aristotele, in Calcidica, 14 km di percorso in mezzo a una ricca vegetazione, sulle orme del padre della filosofia.

Una variante molto corroborante del trekking è quello fluviale, favorito dai 2500 km di vie d’acqua che percorrono il Paese, scorrendo di frequente attraverso gole che contengono cascate e piscine naturali nelle quali è gradevole rinfrescarsi. Una meta molto gettonata è il fiume Voidomatis, con la gola di Vikos, a valle dei villaggi dello Zagori, nella regione montuosa dell’Epiro. Un’altra attrazione a cui è difficile resistere sono le cascate perenni di Panta Vrehei, nella Grecia centrale, che si raggiungono seguendo il corso del Krikelopotamos. Da segnalare anche un’escursione lungo il Neda, il fiume del Peloponneso che prende nome da una dea dell’acqua della mitologia greca: anche qui il percorso termina di fronte a una bellissima cascata.

Roccia. Se sapete arrampicare, il clima mite e la varietà delle situazioni, dalle più accessibili a quelle impegnative, fanno della Grecia una grande palestra di roccia a cielo aperto. Meritano una menzione, in particolare, le falesie calcaree di Leonidio, nel Peloponneso orientale, l’isola di Kalymnos, nel Dodecaneso, con la spettacolare Grande Grotta, e i pilastri rocciosi scolpiti da fiumi preistorici di Meteora, patrimonio dell’umanità Unesco.

Canyoning. Agli escursionisti più avventurosi (e atletici), il territorio offre molte occasioni per praticare il canyoning, o torrentismo: armati di corde e moschettoni si possono affrontare insieme a una guida esperta le rocce verticali, i fiumiciattoli e le cascate di Kissavos, nella prefettura di Larissa, o attraversare la gola di Viniani in Evrytania (Grecia centrale), che unisce bellissimi scenari naturali a elementi dell’architettura e dell’artigianato locali.

Sand Surfing. A Limnos, nell’Egeo nordorientale, è piacevole attraversare a piedi nudi (il mattino presto o nel tardo pomeriggio) il mini deserto dell’isola: sette ettari di dune, quasi prive di vegetazione, che si raggiungono in auto partendo dal villaggio di Katalakko. I surfisti e gli snowboarder possono, invece, cimentarsi con le loro tavole scivolando lungo i pendii sabbiosi e tutti possono terminare l’esperienza con un tuffo purificatore nelle acque di Gomati, la spiaggia più vicina.

Bicicletta. I cicloturisti possono letteralmente scatenarsi, sia sulla terraferma sia sulle isole, provando diversi terreni e gradi di difficoltà, favoriti dal clima prevalentemente secco, che consente di coprire lunghe distanze senza affaticarsi troppo. Le piste ciclabili e i percorsi naturalistici sono innumerevoli, mentre i tour in barca + bici consentono di esplorare ogni giorno un’isola diversa, godendo del paesaggio e dell’ospitalità di ognuna e terminando spesso l’escursione con una bella nuotata.

Tra le esperienze più gettonate troviamo i percorsi in mountain bike tra i villaggi di Zagori, nell’Epiro, e su montagne come il Dirfis, a un paio d’ore d’auto da Atene. Il ciclismo su strada si pratica soprattutto sulla costa del Peloponneso, mentre le combinazioni barca + bici permettono di scoprire le isole ioniche come Itaca, Lefkada e Paxi e le gemme delle Cicladi come Serifos e Sifnos. L’isola greca più ciclabile? È Kos, la terza isola, per dimensioni, del Dodecanneso. Merito tra l’altro della lunga pista ciclabile (13 km) che si estende sul lungomare della capitale (dalla spiaggia di Faros a est fino alla spiaggia di Psalidi a ovest) e in parte la attraversa lungo i viali che collegano alcuni dei principali siti archeologici.

Birdwatching. Per chi ama osservare gli uccelli nel loro habitat naturale, la penisola Calcidica è la scelta numero uno. Da presidiare in particolare le zone umide di Agios Mamas e Sani, dove si incontrano oltre 200 specie di uccelli, molte delle quali rare o in via di estinzione. Tra le più spettacolari le pernici dal collare, i cavalieri d’Italia e i fenicotteri.

A caccia di tartufi. Può forse sembrare una pratica da “pensionati”, ma la caccia al tartufo in Tessaglia, nei pressi delle Meteore, i famosi pinnacoli di roccia sormontati da una serie di antichi monasteri, riserva emozioni e sorprese. A Kalabaka, il Museo di storia naturale organizza escursioni con esperti raccoglitori di funghi che trasmettono la loro passione per la natura e per questi tuberi sotterranei di grande pregio. Guidati dal fiuto dei cani addestrati ad hoc, ci si inoltra nella foresta alla ricerca dei suoi tesori commestibili. A Kalabaka, la giornata si conclude in genere con una pasta (al tartufo) cucinata sul campo e una visita al museo.

Tra le attività in aria e in mare, l’autunno in Grecia è il paradiso per gli sportivi

Parapendio & Paracadutismo. Siete appassionati del volo, nel silenzio? In Calcidica è possibile ammirare il suo territorio dall’alto librandosi liberamente nell’aria con il parapendio e sfruttando le correnti ascensionali con la supervisione di una guida esperta. Per chi ama gli sport estremi, una vacanza in Grecia permette inoltre di praticare la caduta libera con il paracadute presso le zone di lancio a Salonicco, Tebe, Lamia e nei pressi di Atene, dove è possibile accedere anche ad appositi corsi di addestramento. La Federazione Ellenica degli Sport Aerei, membro della FAI (Federazione Aeronautica Internazionale), vanta ottime scuole di paracadutismo a Megara, Salonicco, Lamia, Tebe e Creta. Ai principianti vengono offerti seminari tenuti da istruttori con molti anni di esperienza alle spalle, mentre ai paracadutisti provetti vengono forniti sia l’aeroplano che l’equipaggiamento completo.

Immersioni. Le immersioni subacque (oltre naturalmente allo snorkeling e al surf) sono un must dell’Egeo, che agli appassionati di quest’attività offre acque cristalline, grotte, fondali di ogni tipo e una fauna ancora piuttosto ricca. Numerose le località (20 solo nella Calcidica) dotate di centri diving di buon livello, che supportano i turisti nell’esplorazione sistematica e in sicurezza dei siti più interessanti. Tra le isole vocate a quest’attività ci sono senz’altro Chios, Creta, Kalymnos, Kea, Mykonos, Naxos, Santorini e, sul versante ionico, Zante, Marathonisi e Cefalonia.

Kayak. Un’escursione in kayak da mare (o in canoa) è un modo unico ed ecologico per conoscere da vicino, un po’ alla volta, la costa, una delle più lunghe e frastagliate del mondo, o circumnavigare pagaiando tutte le isole che si riescono a visitare. Per alcune basta un’uscita di un giorno, moltissime offrono la possibilità di avvistare delfini e tartarughe marine, più raramente qualche esemplare di foca monaca. I paesaggi, visti dal mare, sono indimenticabili, ancor più in presenza di siti archeologici come il Tempio di Poseidone a Capo Sounion e il Tempio di Athina Lindos a Rodi. Fra i must di sempre, la pagaiata al tramonto a Santorini e i paesaggi di Sarakiniko, Syrmata e Firopotamos sull’isola di Milos.

Vela. Con uno sviluppo costiero di 16.000 km, compresa la terraferma, e circa 6.000 isole (ma solo 227 sono quelle abitate), la Grecia è la mecca dei velisti, attratti dal clima caldo, dalle acque tranquille e dagli approdi sicuri. Il campionario dei possibili itinerari è pressoché infinito, vento permettendo. Di solito consistono nella traversata da un’isola all’altra, con molta navigazione sotto costa e un certo numero di ancoraggi in rada e bagni ristoratori.

Fra le isole da segnare prima o poi sul diario di bordo ci sono le Ionie (da Itaca a Corfù, da Lefkada a Paxi/Antipaxi), le più amate da famiglie e principianti, le Sporadi (set del film “Mamma Mia”), dove brilla la stella di Alonissos, prima isola greca plastic free, con un bellissimo parco marino, e le Cicladi (con Folegandros, Sifnos e Serifos), battute dai venti di Meltemi che gonfiano le vele in molte andature. E naturalmente il Dodecaneso, con le sue 15 grandi isole e una miriade di piccole e piccolissime, tra cui si celano autentiche meraviglie da scoprire.

Info: visitgreece.gr

Facebook: Visit Greece Italia

 

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A Lignano Sabbiadoro la vacanza è active. E si pedala (anche) sull’acqua

Fare sport in vacanza o andare in vacanza per fare sport? Le nuove tendenze in fatto di viaggi segnano una prevalenza sempre più netta della seconda opzione: nel 2020, rispetto all’anno precedente, i turisti intenzionati a vivere una vacanza attiva sono passati dal 18 al 32 per cento secondo l’Isnart, il centro studi sul turismo di Unioncamere. Il che significa scegliere una meta anche, o soprattutto, in base all’offerta di attività sportive di qualità e in contesti particolari, immersi nel verde e nella natura, per vivere esperienze active ben oltre la classica passeggiata. Qualche esempio?

A Lignano Sabbiadoro, perla della riviera del Friuli Venezia Giulia, l’estate 2021 è l’estate della fatsand bike, dell’hydrofoil bike e dell’e-sup. Ovvero la bici con le ruote enormi per pedalare sulla sabbia, quella futuristica che viaggia sull’acqua e infine il sup elettrico, mezzi innovativi a basso impatto ambientale per divertirsi ed esplorare.

La penisola a forma di triangolo bagnata da “tre acque” – mare Adriatico, Laguna di Marano e Fiume Tagliamento – si conferma così una delle mete più indicate per fare sport in acqua e sulla spiaggia, che con la sua ampiezza media di circa 140 metri è la più estesa d’Italia.

La Lignano per sportivi è anche il paradiso della bicicletta, con oltre 30 km di piste ciclabili cittadine tracciate con Google Maps Bike, la maggior parte delle quali immerse nel verde di una pineta che vanta più di 1 milione e 200 mila alberi. A questi si aggiungono itinerari ed escursioni gratuite nell’entroterra e lungo la costa, anche con passaggi barca dedicati, per scoprire il territorio in modo green e sostenibile.

E-sup e Hydrofoil Bike, le novità dell’estate a Lignano Sabbiadoro

Verde amico del benessere, tra pini secolari e specie rare

Al contrario di altri centri turistici costieri, Lignano possiede ancora un’area occupata dalla vegetazione spontanea che, con oltre 652 specie e sottospecie, è un vero e proprio tesoro di assoluto interesse naturalistico che rappresenta l’ultima testimonianza di un di un paesaggio altrove scomparso. Non serve essere appassionati di botanica per comprendere che questa è una preziosa fonte di benessere, con tutti gli effetti salutari dell’aria ossigenata dalle piante e ricca di ioni negativi, altamente concentrati in riva al mare.

La spettacolare foce del Tagliamento, che demarca uno dei lati della penisola di Lignano, conta ancora differenti tipi di orchidea selvaggia, fiori rari e, in comune con la pineta, la rarissima ed endemica Stipa Veneta Moraldo o Lino delle fate.

La Laguna di Marano, che definisce un altro dei lati della penisola, nella quale sfocia il fiume Stella, è un’oasi naturalistica unica in cui perdersi tra canali, canneti e barene (i tipici terreni lagunari talvolta sommersi dalle maree). Qui si possono ammirare oltre 300 specie di volatili colorati, da avvistare nei punti panoramici lungo la ciclabile oppure dall’acqua, pagaiando con il SUP o la canoa verso luoghi vicini ma ancora selvaggi come l’isola delle Conchiglie. Tra gli ospiti di passaggio nella pineta, da qualche tempo, ci sono perfino i caprioli, che in primavera sono tornati ad attraversare a nuoto la foce del Tagliamento regalando ai fortunati viaggiatori uno spettacolo imperdibile.

Nella “Tree City of the world”, dove la vacanza è due volte sostenibile

Lignano Sabbiadoro è una delle Tree Cities of the World, ambìto riconoscimento della FAO e della Arbor Day Foundation che premia la tutela della foresta urbana e del verde pubblico, conferito solo a 120 città in tutto il mondo e a sette in Italia. Lignano è stata scelta per il suo essere al centro di un ecosistema unico, in perfetto equilibrio tra il verde dell’immensa pineta e i tesori naturalistici della laguna.

Natura incontaminata nell’escursione in bici Lignano – Pordenone

Da sempre, infatti, Lignano privilegia le attività a basso impatto ambientale e tecnologicamente all’avanguardia, anche attraverso infrastrutture e percorsi per la mobilità sostenibile come il collegamento X-River per pedoni e ciclisti sul Fiume Tagliamento, il collegamento barca e bici Lignano-Marano e il suo “gemello” Lignano-Grado.

Sulle due ruote si può anche partire alla scoperta del territorio grazie a innumerevoli escursioni gratuite: dalla pedalata tra i due fari alla risalita del fiume Stella, passando per l’escursione bike&boat a Marano Lagunare attraverso il famoso bosco di Muzzana.

Spostandosi nell’entroterra, grazie a un comodo servizio di transfer si possono persino scoprire in bici le bellezze del pordenonese, dalle sorgenti Livenza a Spilimbergo, una fra le più belle e interessanti città d’arte del Friuli Venezia Giulia.

Info: Lignanosabbiadoro.it

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Vacanze attive e outdoor: 6 motivi per scegliere la Slovenia

Le vacanze outdoor sono una necessità del nostro tempo. Complice un anno e mezzo di chiusure e limitazioni imposte dalla pandemia, le persone preferiscono trascorrere le vacanze all’aria aperta, per favorire il distanziamento sociale ma anche per godere della natura, del cibo a km zero, dell’aria buona. La Slovenia, da questo punto di vista, è una destinazione ottimale. Tra clima, varietà di sport praticabili, gastronomia e paesaggi da ammirare non mancano le ragioni per partire. Ecco le principali:

Natura incontaminata

La Slovenia è uno dei paesi più verdi al mondo. Collega le Alpi e il Mediterraneo, la Pianura Pannonica e il Carso e, grazie al suo paesaggio variegato, ben si presta come terreno di prova per chi cerca una vacanza attiva e outdoor. Tra fiumi, laghi, mari, colline, montagne, boschi, prati e cascate non manca nulla: la varietà del territorio permette di essere sempre immersi in una natura incontaminata, requisito fondamentale per il benessere psicofisico e la salute del sistema immunitario.

Una vacanza a tutto sport

Amanti del trekking? Con oltre 10.000 chilometri di sentieri segnalati e ben curati, la Slovenia è il paradiso per gli escursionisti. Non serve essere esperti: esistono percorsi di varie difficoltà per consentire a chiunque di assaporare il piacere di una passeggiata rigenerante, arrivando, ad esempio, fino alla cima del monte Triglav a 2.864 metri di quota o esplorando la media montagna insieme a tutta la famiglia. Ci sono percorsi come il Juliana Trail, tra boschi, prati fioriti e villaggi alpini. O l’Alpe Adria Trail, soprannominato “il giardino dell’Eden”. Da non perdere anche la Via Alpina, un itinerario di 14 tappe percorribile in una settimana.

Tante le opportunità anche per chi sceglie la bicicletta. Non si contano le piste ciclabili di particolare fascino – questa, d’altronde, è la terra del noto ciclista sloveno Tadej Pogačar, vincitore dell’ultimo Tour de France –  così come i bike park, vale a dire aree con sentieri percorribili esclusivamente in discesa e con apposite biciclette da downhill, e i sentieri per la mountain bike. Appassionati di pesca? C’è quella della trota marmorata nel fiume Isonzo, del luccio e della tinca nel lago di Circonio e quella delle carpe nel lago Šmartinsko.

Esperienze adrenaliniche

Essendo ricca di risorse idriche naturali, la Slovenia è l’ideale per chi cerca esperienze adrenaliniche da praticare sull’acqua. Dalla nuotata in mare, nei laghi o nei fiumi o nelle piscine alla vela fino windsurf o al SUP sono moltissime le attività tra cui scegliere. I più coraggiosi possono scendere lungo le rapide dei fiumi in gommone, kayak o canoa facendo rafting sui fiumi Sava, Savinja, Kolpa e Krka. In alternativa, si  può fare canyoning tra le  strette gole. E per chi ama volare, ci sono diverse scuole di parapendio, strumento perfetto per ammirare il paesaggio sloveno dall’alto.

Una notte nella natura

L’esperienza green, però, non si conclude con la passeggiata o la biciclettata. Prosegue la sera e la notte, in strutture ricettive pensate apposta per gli escursionisti, i ciclisti e gli alpinisti. Rifugi, pensioni, hotel e alloggi vari contrassegnati con un apposito simbolo che garantisce uno standard personalizzato per gli sportivi. Dove, in tutta tranquillità, è possibile rigenerarsi dopo lo sforzo fisico della giornata gustando i piatti prelibati della cucina locale. Per chi lo desidera, c’è anche l’opportunità di trascorrere una notte in una location davvero particolare, facendo glamping sotto le stelle o camping circondati da panorami mozzafiato.

Tanti i percorsi, in Slovenia, per gli amanti del trekking (foto: Jošt Gantar)

Esperienze a cinque stelle

A rendere unico il soggiorno in Slovenia c’è poi Slovenia Unique Experience, il marchio assegnato alle più esclusive esperienze a 5 stelle che si possono vivere all’interno del Paese. In un’ottica di valorizzazione del territorio e delle sue specificità, per ottenere il riconoscimento l’offerta deve essere locale, autentica, sperimentale, ecosostenibile e della massima qualità. Qui si può andare sulle tracce dell’orso bruno nelle selvagge foreste del Kočevsko accompagnati da una guida locale esperta. E ancora: percorrere i sentieri dei primi esploratori delle grotte di Postumia o pernottare tra le chiome degli alberi nel villaggio ecologico e di autoapprovvigionamento Garden Village Bled, vicino all’omonimo lago, per una vacanza unica, esclusiva e più che mai autentica.

Natura, sicurezza e sostenibilità in Slovenia

La pandemia ha cambiato, da un anno e mezzo a questa parte, le regole e le abitudini dei viaggiatori di tutto il mondo. L’attenzione all’igiene e alla salute è diventata fondamentale, così come il distanziamento sociale. Gli standard sloveni in materia di igiene e salute sono conformi con i protocolli globali del World Travel & Tourism Council (WTTC). Chi sta pianificando una vacanza in Slovenia, presti attenzione anche al marchio Green&Safe, strumento in più, assegnato alle strutture, per avere la certezza che la sicurezza degli ospiti sia la priorità.

Il Garden Village di Bled (foto: Ciril Jazbec)

Non solo. A tutto ciò si aggiunge il fatto di essere, la Slovenia, una destinazione non prediletta dal turismo di massa e quindi di non essere troppo affollata. È, inoltre, facile da raggiungere dall’Italia, trovandosi al confine, sia in auto che in treno, bus e aereo.

Ma la Slovenia è anche  il primo Paese ad aver ricevuto il prestigioso titolo di “Global Green Destination” per la sua attenzione alla sostenibilità. Una sostenibilità tangibile: sono oltre 120 le destinazioni che mettono al primo posto una mentalità verde e responsabile. Luoghi riuniti sotto il marchio Slovenia Green perché in grado di soddisfare i criteri di “Green Destinations Standard” come prescritti dal GSTC (Global Sustainable Tourism Council). E non solo per il grande spazio dato alla natura (il 13 per cento del territorio è costituito da aree protette) ma anche per le scelte – dal food ai fornitori – fatte in un’ottica green. Una certificazione importante per chi, anche in vacanza, ha a cuore il benessere del mondo in cui vive.

Per info: slovenia.info

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