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Sicurezza in montagna: arriva il drone “made in Italy” per trovare i dispersi nelle valanghe

Fuoripista, escursioni, ciaspolate, scialpinismo: soprattutto in questo periodo (anche se gli impianti di risalita restano chiusi) sono numerose le persone che si avventurano su pendii e montagne innevate. Il pericolo valanghe, tuttavia, è sempre dietro l’angolo. E nello sfortunato caso di essere travolti, l’intervento dei soccorritori in quei minuti cruciali può rivelarsi spesso più complicato del previsto.

Sicurezza in montagna e pericolo valanghe

La rapidità dei soccorsi dipende può essere compromessa da varie incognite: le condizioni meteo; l’impossibilità di arrivare con l’elicottero in quota; la zona di recupero inaccessibile. Un aiuto in questi casi può arrivare dal drone, che può raggiungere rapidamente i luoghi dei distacchi ed individuare eventuali persone sepolte. 

Una società di Parma, la Difly, ha messo a punto uno speciale quadricottero per la ricerca dei dispersi in valanga. Il drone si avvale di diverse tecnologie: l'”Artva” (apparecchio di ricerca dei travolti in valanga) , il localizzatore che permette la ricerca di dispersi in caso di valanga (che ogni scialpinista o escursionista in zone a rischio slavine dovrebbe indossare); il sistema “Recco” (il riflettore di salvataggio); le termocamere di bordo.

Come funziona il drone sviluppato a Parma

Grazie a questi tre sistemi, il drone può scandagliare in tempi relativamente rapidi tutto il fronte di valanga, aumentando così le possibilità di sopravvivenza degli escursionisti coinvolti. Uno degli elementi cruciali per trovare persone travolte dalla valanga ancora in vita è, infatti, ridurre al minimo (entro 15 minuti) il tempo di intervento e ritrovamento: un gran numero di decessi avviene infatti per asfissia, pochi minuti dopo il seppellimento.

“È la prima volta in Italia che si utilizza un drone dotato di questa tecnologia per la ricerca di dispersi e le fasi sperimentali condotte questo inverno, integrando i suggerimenti sul campo forniti da esperti in ricerche e soccorso, hanno portato a risultati eccellenti in termini di precisione e velocità di ritrovamento”, spiega Marco Pesci della Difly Srl. 

Qui sotto il video di presentazione del drone

Il funzionamento del drone è garantito anche in notturna

Il drone, inoltre, può essere utilizzato anche di notte o con condizioni meteo avverse, ossia quando gli elicotteri spesso sono impossibilitati a volare. La società – che progetta, costruisce e vende droni ad alta autonomia – si dice pronta a dotare di questo sistema gli enti di soccorso di tutta Italia; attualmente l’apparecchiatura è in servizio di pronto intervento per le zone di Parma, Reggio Emilia e Modena.

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