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Cosa vedere a Venezia: luoghi insoliti e autentici

Cosa vedere a Venezia: luoghi insoliti e autentici
MangiaViaggiaAma

Venezia è una di quella città in cui le cose da vedere sembrano non esaurirsi mai. Ogni calle nascondo un segreto, ogni chiesa potrebbe contenere un’opera d’arte straordinaria. E poi ci sono le isole, decine, impossibile visitarle tutte in un unico viaggio, spesso vengono trascurate anche da chi come me vive ad appena mezzi ora di treno da tanta meraviglia.

Di recente ho avuto l’occasione di fare per la prima volta da vera turista a Venezia, dormendo in città e godendomi un intero weekend senza l’ansia del treno di ritorno alle 21.00. L’occasione è stata l’invito da parte dell’hotel Indigo Venice, di cui vi parlerò più giù e che mi ha dato la scusa perfetta per scoprire una zona di Venezia poco conosciuta.

Ecco quindi per voi una piccola guida a cosa vedere a Venezia fuori dai sentieri più battuti: un itinerario in una Venezia insolita e autentica.

Cosa vedere a Venezia

Cosa vedere a Venezia

I sestrieri meno conosciuti

Lontano dalla classica direttrice Stazione Santa Lucia – Rialto – San Marco ci sono interi quartieri di Venezia che rimangono quasi deserti, in ogni periodo dell’anno. È sufficiente ad esempio svoltare a destra usciti dalla stazione e perdersi a Dorsoduro, o andare invece a sinistra e ritrovarsi a Cannaregio e nel Ghetto.

A Venezia funziona così: basta svoltare l’angolo, prendere una laterale anziché la via più immediata, e come per magia la folla scompare. Certo, bisogna anche accettare un minimo di rischio, ovvero la possibilità di ritrovarsi improvvisamente in una calle senza uscita, ma fa parte della bellezza di questo labirinto.

Camminando per quasi un’oretta dalla stazione si arriva fino a Sant’Elena, l’estrema punta di Venezia affacciata sul Lido. Qui vi sembrerà di trovarvi in una città diversa, con ampi viali, quartieri residenziali e soprattutto tanti giardini – a partire dai celebri giardini della Biennale.

Cosa vedere a Venezia insolita

Le zone frequentate dalla gente del posto

Ci sono poi alcune zone in cui appare subito chiaro che ci si trova davanti a gente del posto e non a turisti. In una città come Venezia, gente del posto significa spesso studenti universitari, ma anche qualche vero veneziano delle isole – sì, ne esistono ancora – o della terraferma. Le mie zone preferite sono due: la Fondamenta delle Zattere, dove amavo sedermi sulla riva ai tempi dell’università. Godetevi una piacevole passeggiata che va da San Basilio fino a Punta della Dogana, magari con una sosta per un gelato vista Canal Grande. Uno dei locali più frequentati qui è la gelateria Nico con il celebre gianduiotto (un blocco di gelato alla gianduia affogato nella panna montata), ma ammetto che non mi ha mai entusiasmata.

La seconda zona che vi consiglio è Fondamenta degli Ormesini: qui e nei dintorni troverete decine di locali, dai bancari ai ristoranti veri e propri, ed è una delle poche aree di Venezia in cui c’è vita a ogni ora del giorno e della sera.

Come terza zona molto frequentata dalla gente del posto vi consiglio poi Via Garibaldi, a Castello: un ampio viale ricco di negozi, botteghe e locali, dove si respira aria di paese.

Luoghi insoliti da vedere a Venezia

Cosa vedere a Venezia: i luoghi insoliti

Ma veniamo a qualche luogo davvero insolito e particolare:

Un supermercato in un teatro
A Cannaregio si trova probabilmente uno dei supermercati più belli che potrete mai vedere: questo Despar si trova infatti negli spazi del vecchio Cinema Teatro Italia. L’interno è uno spettacolo e il contrasto tra scaffali e soffitti affrescati crea un effetto molto bizzarro.

La caffetteria in una serra
Poco distante da Via Garibaldi si trova la serra dei Giardini, un locale ricavato appunto in una serra. Troverete recensioni contrastanti sul servizio e in generale confermo che la caffetteria in sé non sia imperdibile (in un’ambientazione così sognerei una pasticceria o un ristorante di ben altro livello) ma si tratta comunque di un luogo carino per una sosta.

Il ponte senza parapetto
Ponte Chiodo è l’unico ponte senza parapetto sopravvissuto a Venezia senza parapetto. Una curiosità particolare a cui dare uno sguardo.

La libreria piene di vasche da bagno
Non posso non citare la libreria Acqua Alta, nonostante nel corso degli anni sia diventata piuttosto celebre – grazie a, o per colpa di, Instagram. Tra le decine di persone in fila per accedere e qualche danno causato dall’ultima acqua alta eccezionale, durante l’ultima visita la libreria non mi ha trasmesso la stessa magia di un tempo. Vi lascio qui sotto una foto di qualche anno fa, sperando sia stato solo un caso.

La chiesa allagata
Un altro luogo molto particolare è la chiesa di San Zaccaria, grazie alla sua cripta perennemente allagata. Si trova nel Sestriere di Castello.

Il negozio Olivetti
Nascosto sotto i portici di Piazza San Marco si trova un bel negozio della Olivetti, ora museo. È interessante sia per l’esposizione di macchine da scrivere storiche, sia per l’architettura studiata Carlo Scarpa.

La scala a chiocciola con vista 
Un ultimo gioiello nascosto di Venezia che vi consiglio è la Scala Contarini del Bovolo, con la sua forma particolarissima e la splendida vista sulla città.

Libreria Acqua Alta Venezia

Dove dormire a Venezia

Per assaporare fino in fondo una Venezia insolita e autentica, bisogna scegliere il giusto alloggio. Nel corso del nostro weewend siamo stati ospiti dell’Indigo Venice, un boutique hotel particolare per storia e posizione: si trova infatti a Sant’Elena, immerso nella pace del Parco delle Rimembranze in uno dei quartieri meno turistici di Venezia, ed è stato ricavato dagli spazi di un ex convento. Le forme del convento e del suo chiostro sono tuttora ben riconoscibili nella struttura e nel bel giardino interno.

Piazza San Marco dista una ventina di minuti a piedi, abbastanza vicina per ammirare il suo profilo dalla riva ma abbastanza lontana per lasciarsi alle spalle folla e confusione. Certo è una soluzione unconventional, come recita il claim di Indigo Venice, ma è perfetta per chi vuole essere a pochi minuti di vaporetto dalla Venezia classica e dal Lido e poi tornare a dormire in un’oasi di pace.

I servizi sono quelli di un buon quattro stelle, quindi camere ampie, colazione con scelta varia tra dolce e salato, il buon ristorante interno Savor per chi non volesse allontanarsi per cena. Per chi fosse alla prima visita a Venezia o comunque non avesse mai visitato Murano, segnalo anche l’interessante pacchetto Discover Venice messo a disposizione dall’hotel: include un aperitivo di benvenuto, sconto sulla cena al ristorante Savor, visita a una vetreria di Murano con transfer in taxi privato all’andata e biglietto valido 24 ore per i vaporetti di Venezia per continuare la propria esplorazione in libertà.

Cerchi altre idee per visitare luoghi particolari in Italia? Leggi il mio articolo su Milano: 5 luoghi per risconprire una città insolita.

Dove dormire a Venezia Hotel Indigo

Hotel Indigo Venice

Cosa vedere a Venezia: luoghi insoliti e autentici
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Weekend sulle Dolomiti: cosa vedere a Cortina e dintorni

Weekend sulle Dolomiti: cosa vedere a Cortina e dintorni
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Tra gli effetti positivi del turismo di prossimità a cui siamo stati tutti costretti nell’ultimo periodo, posso annoverare quello di aver riscoperto il Cadore e le Dolomiti Bellunesi. Se è vero – perché è vero – che nell’eterna lotta tra mare e montagna ho sempre tifato per il primo, nell’ultimo anno ho ritrovato la bellezza dei paesaggi di alta montagna, e in particolare di quelli più vicini a casa. Quelle cime che ho sempre visto in lontananza, dalla finestra, ma che ho sempre “vissuto” fin da bambina perché nella mia famiglia non c’è mai stata la tradizione della settimana bianca né la passione per lo sci.

Quest’anno, complici vari fattori, quelle montagne le ho raggiunte più volte e mi sono ripromessa di tornarci ancora per scoprire altri percorsi, altri passi, altri paesaggi.

Per una gita fuori porta o come parte di un itinerario più strutturato alla scoperta del Veneto, ecco una piccola guida a cosa fare e cosa vedere a Cortina d’Ampezzo e dintorni in un weekend sulle Dolomiti.

Passo Giau al tramonto

Cosa vedere a Cortina e dintorni in un weekend

Cortina d’Ampezzo, la Perla delle Dolomiti

Conosciamo tutti il nome di Cortina d’Ampezzo, una delle località più mondane e chiacchierate delle Dolomiti. Molti degli stereotipi su questa città hanno probabilmente un fondo di verità: è costosa, un po’ snob, e Corso Italia a volte sembra una passerella in cui si vedono sfilare gli outfit più improbabili – indossati da chi passeggia qui proprio per il gusto di ostentare gli ultimi acquisti.

Ma se Cortina è diventata così celebre è soprattutto per la sua innegabile bellezza. La Perla delle Dolomiti si trova infatti in posizione centrale, in una conca circondata da alcune delle cime più spettacolari della zona come le Tofane, il Cristallo, il Sorapiss, il Faloria, le Cinque Torri. L’incredibile ricchezza di Cortina, quindi, anche per i viaggiatori a cui non interessa il suo lato mondano, è semplicemente il suo essere punto strategico per esplorare alcuni dei luoghi più incredibili delle Dolomiti bellunesi.

Detto questo, non rinunciate comunque a fare due passi in centro, se non altro per poter respirare un po’ della sua atmosfera viveur. Neanche a dirlo, io tutte volte finisco in pasticceria per una cioccolata calda: per restare in Corso Italia vi consiglio ad esempio una sosta da Lovat. Per fare acquisti, invece, fate un giro alla storica Cooperativa, un grande magazzino dove troverete pressoché qualsiasi cosa di cui potreste aver bisogno.

Cortina d'Ampezzo

Dolomiti Superski e Supersummer: gli impianti di risalita

Abbiamo parlato delle montagne che circondano Cortina, ed ovviamente molte di queste cime offrono degli impianti di risalita apprezzati dagli sciatori in inverno e dagli appassionati di trekking in estate – ma in generale, anche da tutti coloro che vogliono ammirare la vista o godersi un pranzo in rifugio.

Cortina d’Ampezzo è una delle 12 aree che compongono il comprensorio sciistico Dolomiti Superski, che consente di avere accesso con un unico skipass a oltre 1200 km di piste. Per maggiori informazioni al riguardo – anche per la tessera estiva Supersummer – vi rimando al sito ufficiale che è molto chiaro e dettagliato.

Vi citerò qui solo alcuni impianti, quelli più panoramici e “versatili” anche per i non sciatori:

♦Lagazuoi: la funivia parte da Passo Falzarego e raggiunge la vetta del Lagazuoi ad oltre 2700 metri di altezza, con un panorama incredibile. Qui si trovano un rifugio con ristorante e camere, e anche la celebre sauna finlandese “più alta delle Dolomiti”. È considerata una delle funivie più belle d’Europa ed offre percorsi interessanti anche per gli appassionati di storia, grazie alle numerose testimonianze della Grande Guerra.

♦Faloria: una funivia storica, opera imponente all’epoca della sua costruzione nel 1939, che mantiene ancora tutto il suo fascino. L’impianto collega Cortina al monte Faloria, 900 metri di dislivello, attraverso 3 stazioni. In cima si trova un rifugio con ristorante e camere.

♦ Tofana: anche la funivia ‘Freccia nel cielo’ si divide in tre tronchi, e porta da Cortina alla sua cima più alta, la Tofana di Mezzo a 3244 metri (l’ultimo tratto però è attivo solo in estate). Le Tofane sono tra le piste più apprezzate per lo sci, ma anche per chi non pratica questo sport vale la pena di salire per ammirare il panorama sulle Dolomiti. Ci sono due ristoranti alla prima stazione, un ristorante-pizzeria alla seconda ed uno snack bar a Cima Tofana.

Passo Falzarego, funivia Lagazuoi

Passo Falzarego e Passo Giau

Tra le cose imperdibili da vedere nei dintorni di Cortina, non posso non citare anche due passi: Passo Falzarego e Passo Giau. Guidare fin qui è di per sé un’avventura, e la vista che si gode arrivati in cima è spettacolare. In più, sono ottimi punti di partenza per numerosi percorsi di trekking. Da Passo Falzarego potreste ad esempio salire fino alla cima del Lagazuoi, anziché prendere la funivia (potete sempre sfruttarla per la discesa), mentre da Passo Giau potete compiere un percorso ad anello nel complesso delle Cinque Torri. Per quanto riguarda tutti i sentieri disponibili servirebbe però un articolo a parte, cercherò di integrare in futuro.

In generale, per indicazioni sull’accessibilità durante la stagione invernale vi consiglio di consultare i siti dei rifugi (Lagazuoi nel primo caso, Averau, Nuvolau e Scoiattoli nel secondo) che riportano informazioni aggiornate e collegamenti alle webcam in tempo reale.

Passo Falzarego

Il Cadore: Auronzo, San Vito di Cadore, Pieve e oltre

Ad est e a sud rispetto a Cortina si estende la regione del Cadore. Oltre ad essere un’area ricca di attrazioni, vi consiglio di tenerla in considerazione anche come “base” per visitare Cortina: in diverse delle cittadine del Cadore riuscirete infatti a trovare alloggi molto più economici di quelli disponibili nella Perla delle Dolomiti.

Tra le città più interessanti ci sono ad esempio San Vito di Cadore, a pochi chilometri dalla stessa Cortina, Auronzo e la sua frazione di Misurina con il celebre lago, o Pieve di Cadore in posizione centrale tra le prime due.

Visitare il lago di Misurina e le Tre Cime di Lavaredo

Il lago di Misurina offre uno spettacolo impagabile in ogni stagione: in inverno, è possibile camminare sulla superficie completamente ghiacciata circondati da un paesaggio incantato; in estate quello stesso paesaggio si specchia nelle sue acque regalando un colpo d’occhio incredibile. Misurina è una frazione di Auronzo di Cadore e si trova a 1756 metri sul livello del mare, condizione che le consente di avere quasi 6 mesi di neve l’anno.

È inoltre uno dei punti di partenza più comuni per raggiungere le Tre Cime di Lavaredo, uno dei simboli indiscussi delle Dolomiti. Per visitarle al meglio si percorre un sentiero ad anello, lungo circa 9,5 km con 400 metri di dislivello. Considerate almeno 3 o 4 ore, anche di più con le inevitabili soste per ammirare il panorama e scattare mille foto.

Il punto di partenza del sentiero è Rifugio Auronzo, a circa 7 km dal lago di Misurina. Durante la stagione estiva è possibile raggiungerlo con la propria auto, pagando un pedaggio di 30€ incluso il parcheggio. In alternativa, da Misurina si può utilizzare lo shuttle bus (4€) o scegliere di partire a piedi, ma mettete in conto almeno 3 ore oltre al tempo necessario per l’anello delle Tre Cime. In inverno, la strada è chiusa al traffico e si può quindi percorrere solamente a piedi o con un servizio di motoslitta in partenza dal vicino lago Antorno. 

Per un’esperienza più particolare, su Musement trovate disponibili altri tour in motoslitta o con slittino alle Tre Cime di Lavaredo.

Lago di Misurina in inverno

Come arrivare a Cortina e come muoversi

L’area di Cortina e del Cadore si trova nella parte settentrionale della provincia di Belluno, e confina con Alto Adige, Austria e Friuli.

Se escludiamo quindi la stazione di Dobbiaco, che potrebbe risultare comoda per chi arriva da nord, gli snodi più comodi per raggiungere quest’area sono gli aeroporti di Venezia e Treviso (dove atterra ad esempio Ryanair) e le rispettive stazioni dei treni. Da qui per arrivare al centro di Cortina (160 km da Venezia) si può optare per:

→ Autobus: Cortina Express, ATVO o Flixbus, tra 2 ore e 2 ore e mezza di percorrenza.

Treno: la linea ferroviaria arriva a Calalzo di Cadore, da qui parte poi un bus navetta. Considerate almeno 3 ore e mezza di viaggio da Venezia.

Auto a noleggio.

Se anziché Cortina dovete raggiungere un’altra località dei dintorni, dovrete affidarvi agli autobus a partire dalla stessa Cortina o dalla stazione di Calalzo. Trovate le indicazioni delle linee disponibili sul sito Dolomitibus.

Una volta a destinazione potrete usufruire sempre delle linee Dolomitibus e delle tratte urbane di Cortina che portano ai diversi impianti – queste ultime gratuite per i possessori di Skipass.

Il mio consiglio, però, è quello di avere un’auto a disposizione. Evitate gli alloggi in centro a Cortina per non avere troppi problemi di parcheggio, ma vi godrete poi una maggiore libertà soprattutto per esplorare i dintorni. Guidare in queste zone, poi, vi permetterà di ammirare paesaggi incredibili.

Se avete bisogno di noleggiare un’auto, potete confrontare come sempre le tariffe su comparatori come Autoeuropee Rentalcars.

 

Dove dormire a Cortina e nel Cadore

Vi lascio un paio di indirizzi che ho provato in prima persona e che mi sento di consigliarvi per un weekend in queste zone:

B&B Hotel Passo Tre Croci: struttura aperta di recente, molto vicina a Cortina ma senza i suoi problemi di parcheggio, offre gli standard della catena B&B perciò camere con tutto ciò che serve e soprattutto un prezzo accessibile.

Dimora al Bivacco: un ottimo bed & breakfast a Pieve di Cadore, le camere più grandi sono in realtà appartamenti dotati di angolo cottura.

Dove dormire a Cortina d'Ampezzo

Dove mangiare 

Infine, il consueto paragrafo dedicato ai consigli di gola con qualche indirizzo gastronomico:

♦ Malga Popena: poco distante dal lago di Misurina si trova questa malga che offre ottimo cibo a prezzi più che onesti. In più è semplicemente bellissima e i piatti sono davvero curati, perfetti anche per un’occasione speciale. 

♦ Berghotel Passo Giau: ristorante in stile tradizionale – bellissimi anche molti pezzi d’arredamento vintage -, ottimi piatti tipici e una vista impagabile. Poco lontano, se preferite un’esperienza più gourmet c’è anche il ristorante Da Aurelio

♦ Al Capriolo: merita una sosta anche questo ristorante a Vodo di Cadore, premiato dalla Guida Michelin. Per piatti meno sofisticati e prezzi accessibili potete puntare sulla parte del locale denominata “osteria” il Capriolino – l’ambiente e la cucina sono comunque curatissimi. 

♦ Pasticceria Fiori: infine un consiglio per una pausa golosa. Difficile non notare la pasticceria Fiori nel centro di San Vito di Cadore, una vera istituzione da queste parte. Abbiamo ordinato e ri-ordinato solo strudel perciò non posso darvi grandi consigli su altri dolci, ma già solo per questo merita la sosta. 

 

Dove mangiare a Misurina: Malga Popena

Weekend sulle Dolomiti: cosa vedere a Cortina e dintorni
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Estate in Italia: l’isola di Albarella nel Delta del Po

Estate in Italia: l’isola di Albarella nel Delta del Po
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Spesso ci si dimentica che la costa veneta non è solo Venezia. Più a sud, prima di attraversare il Po e cambiare regione, c’è un tratto di costa che appartiene a Rovigo ed è proprio qui che siamo stati lo scorso fine settimana, ospiti dell’isola di Albarella.

Il nostro primo weekend in viaggio dopo mesi di annullamenti è stato un’immersione nella natura a passo lento, tra laguna, spiaggia, valli da pesca e daini che pascolano sereni nel campo da golf. Albarella è un’isola privata cui accede solo chi pernotta o partecipa ad attività particolari, può essere quindi una meta interessante per chi cerca in questa strana estate una località tranquilla. Senza affollamento, ricca al contrario di spazi e di servizi, e con un’attenzione particolare all’ambiente che prosegue da anni. Per me è stata una ventata di normalità di cui avevo davvero bisogno: ho visitato un posto nuovo, ascoltato storie, assistito alla presentazione di un’installazione artistica. Piccoli segnali di un’Italia che ha voglia di ripartire e pian piano torna anche a viaggiare.

Ma ora veniamo a noi, vi racconto qualcosa in più sull’isola di Albarella: come visitarla, cosa fare e ovviamente dove mangiare.

Isola di Albarella

Come accedere all’isola di Albarella e dove dormire

La prima cosa da sottolineare quando si parla di Albarella è che si tratta di un’isola privata. Questo significa che l’accesso è limitato a chi soggiorna al suo interno, in una casa di proprietà oppure come turista, in hotel o in una delle molte residenze in affitto. C’è poi chi accede perché ha in programma un’attività sportiva, presso il campo da golf, i campi da tennis o il maneggio, o perché ha prenotato un tavolo in uno dei ristoranti dell’isola, o ancora chi partecipa a un evento particolare. Capita ad esempio che alcune giornate del Fai prevedano una visita ad Albarella o che vengano organizzate delle date con animazione e laboratori per i più piccoli a cui è possibile partecipare anche senza pernottamento.

La modalità di accesso più comune rimane comunque quella di dormire sull’isola e ci sono in questo caso varie possibilità. 

  • Due hotel: il Golf Hotel e l’Hotel Capo Nord. Quest’ultimo offre sia camere tradizionali sia piccoli appartamenti nella zona denominata “Maisonette”, ed è stato interamente rinnovato in tempi recenti.
  • Soluzioni indipendenti in affitto: si va dai piccoli appartamenti, alle villette a schiera, fino a vere e proprie ville con piscina, ovviamente con prezzi differenti anche a seconda della posizione. 

Si possono confrontare le offerte sia sul sito di Albarella sia su Booking. Alcune proposte offrono anche ombrellone e lettini o biciclette incluse a partire da un certo numero di notti. 

La portineria/reception si trova all’accesso dell’isola, subito dopo il ponte, e qui viene consegnata anche la chiave magnetica necessaria per accedere con l’auto.

I fiordi di Albarella

Cosa fare e vedere ad Albarella

L’isola verde

Se più a nord e più a sud altre destinazioni della Riviera Adriatica si sono presentate spesso come luoghi perfetti per la movida, gli oltre 500 metri quadri dell’isola di Albarella immersi nel parco del Delta del Po sono più una meta naturalistica, da esplorare in bicicletta lungo i sentieri che costeggiano le valli da pesca. Ci sono ampi tratti di spiaggia libera, grandi zone verdi e postazioni d’avvistamento per il birdwatching. Senza considerare che ci troviamo appunto all’interno del parco del Delta, perciò è possibile visitare diverse altre aree di interesse naturalistico come il vicino giardino botanico litoraneo di Porto Caleri.

Albarella in bicicletta

L’isola sportiva

Sull’isola di Albarella ci sono un maneggio, un circolo di tennis, piscine, campi da calcio, pallavolo e molto altro ancora, perciò è davvero difficile per uno sportivo non trovare qualcosa da fare. Senza dimenticare il campo da golf, dove vi consiglio di fare un giro a prescindere dal gioco, per ammirare lo spettacolo di cui vi parlavo all’inizio del post: centinaia di daini che pascolano in libertà tra una buca e l’altra.

L’isola artistica (e sostenibile)

Nell’estate del 2017, una tromba d’aria si abbatté sull’isola spazzando via migliaia di alberi in un solo istante. Fu un evento traumatico che gli abitanti  e la società che gestisce le attività turistiche dell’isola hanno deciso di affrontare dando vita a un progetto ambizioso. Tra le varie proposte è stata scelta quella dello studio Coloco di Parigi, denominata “Immersi nella natura”: al suo interno ci sono state ovviamente attività di piantumazione ma anche la costruzione del parco giochi per bambini Albarella Land, tutto realizzato in materiali ecosostenibili. A fine giugno 2020 sarà inaugurato infine il percorso di land art Evoluzioni, che offrirà ai visitatori un totale di 7 installazioni disseminate sull’isola.

Albarella del resto è da sempre una destinazione molto attenta all’ambiente: l’acqua necessaria ai consumi dell’isola viene ricavata ad esempio dal fiume Adige e resa potabile, mentre gli scarti vengono utilizzati per l’irrigazione del campo da golf, rendendo il ciclo incredibilmente sostenibile.

Golf Club Albarella

Dove mangiare

All’interno dell’isola ci sono diversi bar e ristoranti, dal classico chiosco sulla spiaggia dove fare colazione vista mare ai locali più eleganti. Vi consiglio di provare soprattutto il menu alla carta del ristorante del Centro Sportivo, con ottimi piatti di pesce, e appena fuori dall’isola l’Ittiturismo In Marinetta. In entrambi i casi vi consiglio di prenotare!

Estate in Italia: l’isola di Albarella nel Delta del Po
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