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Alternative Guide: arriva la serie di podcast alla scoperta di un’altra Monaco di Baviera. Da ascoltare e da vivere

Pagode orientali nel bel mezzo di laghetti boscosi. Musei tra i più ricchi al mondo di opere d’arte antiche e contemporanee. E persino onde da surf in pieno centro. Monaco di Baviera val bene un viaggio anche oltre l’Oktoberfest e la Romantische Straße. Lo sanno bene i suoi abitanti, che sono maestri nel praticare la cosiddetta Gemütlichkeit, la capacità di godersi la vita con affabilità e allegria. Un piacere che condividono volentieri con i visitatori, in un’atmosfera vivace e accogliente.

Questa città versatile è pronta a stupire chiunque cerchi una destinazione fuori dai luoghi comuni ma, soprattutto, è una città che ha tante storie da raccontare. Per questo è nato il progetto Alternative Guide, il podcast in cinque puntate che racconta l’altra Monaco, quella alternativa, fuori dai soliti giri. Si può ascoltare sul sito di Air Dolomiti, la compagnia aerea del Gruppo Lufthansa che collega le principali città italiane con l’Europa, a cominciare proprio da Monaco, capitale della Baviera.

Monaco di Baviera, la green city piena di sorprese

Monaco è una città tutta da camminare, e da pedalare. Una green city che ha investito in qualità dell’aria sviluppando le piste ciclabili e deviando il traffico di auto e mezzi pesanti fuori dal centro. Così, passo dopo passo, è un piacere prendersi il tempo per andare alla scoperta di quartieri giovani e alternativi. È il caso di Haidhausen, ex quartiere dormitorio operaio, oggi definito «Quartiere francese». Il motivo lo si scopre girovagando tra le piazzette e i vicoli animati da caffè, studi artistici e concerti dal vivo, come in una Montmartre in salsa tedesca. Qui si svolge persino un festival del cinema secondo solo alla Berlinale. Hipster e cool è anche il quartiere residenziale Schwabing, ricco di atelier, barber shop, insegne vintage e negozi di vinile.

Maxvorstadt è il quartiere universitario, dove un residente su quattro ha passaporto straniero, e vanta una concentrazione straordinaria di musei d’arte. Giovane e vivace grazie ai suoi numerosi locali frequentati dagli studenti, è stato disegnato a tavolino da Ludovico I di Baviera, puntando su palazzi signorili, viali verdi e piazze eleganti. Colorato e divertente è anche Glockenbachviertel, letteralmente «quartiere del ruscello della campana» dove nel ‘500 si concentravano le fonderie che forgiavano le campane. Punto di ritrovo per la comunità LGTBQ+ già dagli Anni 50, quando le relazioni omosessuali erano considerate fuori legge, è esploso nella sua esuberanza a partire dal 1971, con la fine delle restrizioni.

Monaco, città di parchi, acqua e sport

Per chi ama la natura e gli spazi aperti, Monaco è la meta ideale con il suo mosaico di parchi, fiumi e laghetti. Per i monacensi, infatti, lo sport è soprattutto un’occasione per stare all’aria aperta ossigenandosi tra i polmoni verdi sparsi un po’ ovunque. Lungo il fiume Isar, in particolare, accoglie con i suoi 373 ettari l’Englischer Garten (Giardino inglese), considerato fra i maggiori parchi al mondo grazie a ben 73 km di sentieri, tra laghetti e torrenti. Ma ciò che sorprende di più sono le architetture orientali della Chinesischer Turm, la torre cinese in legno alta oltre venti metri, e la Sala del tè giapponese, su di un’idilliaca isoletta fluviale artificiale. Per non parlare delle onde del tumultuoso torrente Eisbach, che fanno la gioia dei surfisti tutto l’anno (muniti di muta, naturalmente). Secondo alcune leggende metropolitane, furono i soldati americani di stanza a Monaco a creare le onde (tramite una diga) per trovare un angolo di California anche qui.

Spostandosi nel Westpark, composto da 60 ettari di collinette e laghetti, si trova persino un roseto con 500 specie diverse di rose. Qui nel 1983 si tenne un’esposizione internazionale di orticoltura di cui sono ancora visibili 4 padiglioni: il giardino cinese ‘dei profumi e dello splendore’, quello giapponese di Sapporo, città gemellata con Monaco; la pagoda thailandese col Buddha, primo tempio buddista della Germania, e la pagoda costruita in Nepal da 300 artigiani e riassemblata qui. Imperdibile, soprattutto per gli sportivi, è poi l’Olympiapark, dal tennis al canottaggio, un paradiso dello sport che, solo fino a qualche anno fa, era una discarica. A renderlo unico sono gli impianti eretti per i Giochi Olimpici del 1972: dalle piste di atletica con la torre olimpica che sfiora quasi i 300 metri e si può scalare, al villaggio olimpico fino alla pista di pattinaggio su ghiaccio.

Dalla street art alle chiese, la Monaco segreta 

A pochi passi da Marienplatz si entra nel mondo della street art al MUCA. Il Museo dell’Urban & Contemporary Art è un open space di 2000 mq con opere di artisti di strada dai più giovani a più affermati come Banksy. Ma è nel quartiere Maxvorstadt che l’arte si fa una scorpacciata di bellezza tra musei e collezioni che spaziano dall’antico Egitto ad Andy Warhol, passando per Kandinsky e Paul Klee. All’Alte Pinakothek (vecchia pinacoteca) vi attendono più di 700 capolavori classici, da Dürer a Giotto. Per chi preferisce invece l’arte moderna e contemporanea c’è la Neue Pinakothek (nuova pinacoteca) con la più grande collezione di arte contemporanea al mondo grazie alle opere di Goya, Monet, Manet, Cézanne e Van Gogh.

Da non perdere, il patrimonio di arte religiosa nelle tante chiese. È il caso di Michaelskirche (Chiesa di San Michele), la cui architettura barocca è ispirata alla Chiesa del Gesù di Roma con una gigantesca cupola seconda solo a San Pietro. E non mancano le curiosità, dalla Herrenchiemsee (ex Chiesa degli Agostiniani), oggi sconsacrata, che ospita un Museo della caccia e della pesca con oltre mille animali impagliati. Alla Peterskirche (Chiesa di San Pietro), sulla cui statua si trova una tiara mobile: si toglie quando muore il papa e si rimette alla nuova elezione. Fino alla quattrocentesca Frauenkirche (Cattedrale di Nostra Signora), che custodisce una strana impronta di piede che, secondo la leggenda, apparterrebbe addirittura al diavolo.

Fuori Monaco, tra laghi e castelli

Uscendo da Monaco si apre un altro mondo di bellezze artistiche e naturalistiche, di cui i castelli della Romantische Straße sono solo la punta di diamante. A 20 km a sud del capoluogo si trova, per esempio, il bel Lago Starnberg, noto per essere il buen retiro del jet set tedesco con ville di attori, politici e nobili. Fra questi non mancano le residenze dei Wittelsbach, l’ex famiglia reale bavarese. Qui si trova il castello di Berg e l’Isola delle Rose che vide il passaggio di ospiti illustri del calibro della principessa Sissi, cugina del re, e di Richard Wagner.

Un altro lago dallo scenario suggestivo, sul quale si specchiano le Alpi Bavaresi, è il Tegernsee, dove si trova il castello dei Wittelsbach sorto su un antico monastero benedettino. All’interno è ricavata una fabbrica di birra, da gustare nell’annessa cantina-birreria Bräustüberl. Vale una sosta, senza dubbio, il borgo medievale di Wasserburg am Inn, che incanta con le sue architetture antiche su un’ansa del fiume Inn, affluente del Danubio. Questa deliziosa cittadina si trova lungo la Strada del Sale, tra Monaco di Baviera a Salisburgo, posizione strategica per il commercio dell’oro bianco che fece la sua fortuna nel Medioevo. Al suo fascino cedettero molti illustri visitatori fra cui Wolfgang Amadeus Mozart, che trascorse proprio qui le sue vacanze con il padre Leopold. Ancora visibile è la Roter Turm (Torre Rossa), all’interno delle antiche mura fortificate, che svetta fra campanili aguzzi e facciate merlate. Come in una fiaba.

Scopri di più su: airdolomiti.it e ascolta qui o su Spreaker i cinque podcast della serie Alternative Guide

 

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Scioperi 21 ottobre: aerei, treni (nel NoOrdEst) e mezzi pubblici (a Roma). Come sopravvivere

Scioperi 21 ottobre: mezzi pubblici a rischio nel Lazio

Anche il traffico sull’asfalto sarà interessato da mobilitazioni dei lavoratori. Per tutta la giornata del 21 ottobre sciopererà infatti il personale della Cotral di tutto il Lazio, e in mattinata lo faranno il personale della Csc Mobilità di Latina e quello di Cotri, Roma Tpl e Consorziate di Roma nella capitale. Occhio alla propria linea in città. Secondo Cotral, si prevede un’astensione dalle prestazioni lavorative dalle 00:01 alle 5:30, dalle 8:30 alle 17:00 e dalle 20:00 fino a fine servizio. Saranno comunque garantite, precisa Cotral, tutte le partenze dai capolinea dalle 5:30 fino alle 8:30, alla ripresa del servizio alle 17 e fino alle 20.

Venerdì di scioperi: i treni del NordEst

Occhio infine ai binari di veneto e Friuli Venezia Giulia e Veneto. Si asterranno dal lavoro per otto ore, a partire dalle nove, i dipendenti Trenitalia della divisione business regionale del Friuli Venezia Giulia, vale a dire i lavoratori operanti nei settori commerciale, staff, le biglietterie e gli uffici bagagli. Nelle stesse ore sciopereranno anche i lavoratori Trenitalia, Rfi, Ferservizi e Mercitalia rail del vicino Veneto.

Scioperi 21 ottobre 2022: rimborsi e compensazioni, come funzionano

Sempre importante, in questi casi tenere a mente gli strumenti che tutelano, in questi casi, il viaggiatore. In particolare in aeroporto. La prima cosa da sapere è che se la compagnia cancella il volo e non offre una soluzione alternativa, deve rimborsare l’intero prezzo del biglietto. A prescindere dalle cause della cancellazione.

Non solo, però. Se fino a poco fa, ha ribadito ultimamente il portale dei diritti del viaggiatore ItaliaRimborso, le compagnie non avevano al di là del rimborso del biglietto alcun obbligo nei confronti dei passeggeri lasciati a terra per  sciopero, causa che ancora rientrava  tra le “circostanze eccezionali” non controllabili dai vettori, la Corte di giustizia europea  ha cambiato la situazione con due sentenze del 2018 e del 2021 secondo le quali le compagnie aeree hanno i mezzi e tempi per prepararsi a uno sciopero e limitarne i danni, cade insomma la pregiudiziale di “eccezionalità dell’evento”.

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Morale: le compagnie devono riconoscere una compensazione a tutti i passeggeri lasciati a terra. “In caso di sciopero aereo”, spiega ItaliaRimborso, “il passeggero non ha diritto alla compensazione pecuniaria, ma può comprarsi a proprie spese un nuovo volo alternativo, anche con una compagnia aerea diversa rispetto a quella inizialmente scelta. Ciò avviene qualora il passeggero non venga adeguatamente riprotetto dal vettore aereo. Queste somme sborsate per via dello sciopero aerei possono essere rimborsate, così come le spese per qualsiasi altro mezzo di trasporto utilizzato per giungere alla destinazione inizialmente programmata, eventuali notti in hotel in più e pasti nei giorni in cui è stato provocato il disservizio aereo”

L’ammontare è stabilito dal Regolamento Europeo 261 (Qui tutti i dettagli forniti dall’Enac). A quanto ammonta? Sono 250 euro per tratte fino ai 1500 chilometri, 400 per tratte tra i 1500 e i 3500 chilometri, 600 per tratte superiori.

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Rimborsi voli: come ottenerli

 Occorre rivolgersi il prima possibile alla compagnia aerea, meglio in forma scritta, preferibilmente con posta elettronica certificata. I siti delle compagnie forniscono istruzioni, modalità e formulari pronti per sostituire, cancellare o cambiare un volo, anche via app, ma si sappia che i termini per effettuare la richiesta, in Italia, sono di 26 mesi.

Sempre meglio conservare la prenotazione, le ricevute e il biglietto stesso. Oggi diverse piattaforme online, da ItaliaRimborso a AirHelp, e associazioni che vanno da Altroconsumo a Tuteladelviaggiatore, forniscono assistenza per questo tipo di emergenza. Sul sito di Trenitalia ecco invece le istruzioni per ottenere rimborsi in caso di gravi ritardi, quale che sia la motivazione.

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Cosa vedere a Madrid in 3 giorni, weekend in Spagna

Cosa vedere a Madrid in 3 giorni, weekend in Spagna
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Sarò sincera, per quanto desiderassi visitarla da anni, Madrid non è riuscita a conquistarmi del tutto. Non posso certo dire che non sia una bella città, semplicemente non ci ho trovato nulla che mi abbia lasciato davvero un segno. Nonostante questo, e nonostante Siviglia rimanga per ora la mia città preferita in Spagna, è senz’altro un luogo da visitare almeno una volta nella vita. Se non altro per vedere dal vivo quei musei di cui abbiamo letto per anni sui libri di scuola e che conservano diverse opere imperdibili. 

La capitale spagnola è una meta perfetta per un weekend e si visita comodamente in 3 giorni viste le piccole dimensioni, ma è meglio prepararsi un programma. Ecco quindi cosa vedere a Madrid in un weekend. 

Cosa vedere a Madrid in tre giorni

Cosa vedere a Madrid in tre giorni

I musei di Madrid: Prado, Reina Sofia e Thyssen-Bornemisza

Iniziamo dai musei, perché Madrid è una di quelle destinazioni in cui anche i non appassionati di arte dovrebbero ritagliarsi qualche ora per una visita ad alcune tra le strutture museali più famose al mondo. 

I musei da visitare a Madrid sono principalmente tre, Prado, Reina Sofia e Thyssen-Bornemisza, e si concentrano tutti nell’area di Paseo del Prado, adiacente al Parco del Buen Retiro. 

Il Museo del Prado offre una collezione gigantesca, paragonabile a musei come il Louvre o gli Uffizi, particolarmente incentrata sull’arte spagnola. I quadri più celebri conservati qui portano la firma di Velazquez e Goya, ma si possono trovare anche opere italiane, francesi e internazionali. In questo genere di museo non basterebbero giornate intere per dare la giusta attenzione ad ogni singola opera: a meno che non siate grandi appassionati o esperti d’arte, meglio selezionare le opere che vi interessano davvero e dare al resto uno sguardo più veloce. 

C’è poi il Museo Reina Sofia, conosciuto in tutto il mondo per una singola opera: Guernica di Picasso. In realtà anche il resto della collezione offre opere di grande interesse, ma è senz’altro vero che Guernica è il classico caso di quadro che vale da solo il costo del biglietto. 

Infine, il Thyssen-Bornemisza espone un’immensa collezione privata, in particolare opere impressioniste e di arte contemporanea. Per il mio gusto personale, è stato il mio preferito tra i tre musei di Madrid che abbiamo visitato. I biglietti costano 13€ e si possono acquistare qui.

Specialmente nel caso dei primi due musei, trattandosi di alcune tra le principali cose da vedere a Madrid vi consiglio di prenotare i biglietti con anticipo per evitare lunghe code. Se volete visitare tutti i tre musei che vi ho citato esiste anche un biglietto cumulativo.

Visitare musei di Madrid

Visitare gratis i musei di Madrid

Esiste però un’alternativa per risparmiare qualcosa: è infatti possibile visitare sia il Prado sia il Reina Sofia gratuitamente nelle ultime due ore di apertura (al Museo del Prado dalle 18.00 alle 20.00 durante la settimana, dalle 17.00 alle 19.00 la domenica e nei festivi, e dalle 19.00 alle 21.00 nel caso del museo Reina Sofia). Prenotate comunque il biglietto online, selezionando l’orario e la tipologia di biglietto ‘free entry’, e recatevi al museo almeno mezz’ora prima dell’ingresso: si forma infatti un po’ di coda, che viene però smaltita abbastanza velocemente.

Il Parco del Buen Retiro

A due passi dalla zona dei musei si trova poi il parco del Buen Retiro, oasi verde da vedere a Madrid. Il parco è molto grande e piacevole, con diverse aree ristoro, un laghetto centrale ed edifici come il Palazzo di Cristallo. Gestito dal museo Reina Sofia, ospita collezioni temporanee ma è soprattutto la struttura ad essere scenografica. Si visita in pochi minuti ed è gratuito. 

Tra le attività più comuni al Parco del Buen Retiro c’è anche il noleggio di piccole barche a remi nel laghetto. Niente di così straordinario, è un lago molto piccolo ed affollato di barchette, ma è comunque una cosa simpatica per passare un’oretta. Il costo è di 8€ a barca (massimo 4 persone) per 45 minuti. 

Anche in questo caso vi consiglio di prenotare per evitare la coda: il procedimento è ben poco intuitivo e credo indirizzato soprattutto ai madrileni, perciò segnatevelo e non spargete troppo la voce!

Scaricate l’App Madrid Movil (è solo in lingua spagnola ma i passaggi sono pochi, non temete) -> scorrete un pochino in basso e cliccate su “Madrid es Deporte” -> Entradas de uso libre -> Barcas de recreo -> Estanque del Retiro.

Qui potrete selezionare data e ora in cui volete prenotare l’imbarcazione, per poi pagare il corrispettivo con carta di credito. Tramite App sono disponibili 15 imbarcazioni per ogni fascia oraria, a partire da 48 ore prima.

Parco del Retiro

Il centro storico: Plaza Mayor, Puerta del Sol, Palacio Real

Il centro storico di Madrid si sviluppa intorno a due piazze principali, la grande Plaza Mayor e Puerta del Sol, a forma di mezzaluna. Qui troverete il Km 0 delle strade di Spagna e la statua simbolo di Madrid di un orso con corbezzolo. A nord delle piazze si trovano ad esempio i quartieri di Malasaña e Chueca, ricchi di locali e ristoranti, a sud La Latina. A est il limite è rappresentato dal Paseo del Prado con i suoi musei e dal Parco del Buen Retiro, mentre a ovest si trovano Plaza de España e l’imponente Palazzo Reale. Il Palazzo è la più grande residenza reale d’Europa, anche se attualmente i reali di Spagna non risiedono più qui. Se siete interessati a visitarlo vi segnalo che anche in questo caso ci sono degli orari in cui è possibile accedere gratuitamente: si entra gratis dalle 16.00 alle 18.00, purtroppo però solamente dal lunedì al giovedì e non nel weekend. Altrimenti trovate i biglietti salta-fila qui.

Tra le altre cose da vedere a Madrid vi consiglio poi di raggiungere la Basilica reale di San Francesco il Grande, con la cupola più grande di Spagna e la quarta in Europa, e la Stazione di Atocha. Si tratta di una vera e propria stazione ferroviaria, resa però molto particolare dalla presenza di un giardino tropicale con oltre 7000 piante al suo interno.

Per un’infarinatura generale sulle attrazioni del centro di Madrid e sulla storia della città, potete prendere parte a un Walking Tour da prenotare ad esempio qui

Vista panoramica Madrid - Palazzo Reale

Vista panoramica su Madrid

Una delle mie regole in viaggio è di cercare sempre dei punti panoramici da cui osservare una città dall’alto. A Madrid potete provare ad esempio:

Circulo de Bellas Artes: probabilmente il punto panoramico più famoso della città, con terrazza al settimo piano affacciato sulla Gran Via. Il biglietto costa 5€ a persona e la terrazza è occupata dai tavoli di un locale, aspetto che a mio avviso rende tutto un po’ confusionario per chi desidera solamente godersi un po’ la vista senza fermarsi a bere qualcosa. Viene consigliato al tramonto, ma per quell’orario diventa anche molto affollato e si forma una lunga fila.

Terrazza del Corte Ingles: molto simile è la terrazza panoramica che si può trovare al nono piano del centro commerciale Corte Ingles, nell’area ristorazione chiamata “Gourmet Experience”. L’accesso è completamente gratuito e si gode sempre di una bella vista sulla Gran Via.

Tempio di Debod: a Madrid si può trovare un vero tempio egizio, rimosso dalla sua posizione originaria durante la costruzione della diga di Assuan e regalato dal governo egizio alla Spagna in segno di riconoscimento agli archeologi che si erano occupati del salvataggio. Furono in realtà 4 i templi donati ad altrettanti Paesi: potreste aver visto ad esempio il tempio di Dendur all’interno del Metropolitan Museum di New York, donato agli Stati Uniti nella stessa occasione. Il tempio di Debod di per sé non è spettacolare, ma si trova in posizione sopraelevata su una collina vicino al Parque del Oeste e per questo è una meta gettonata per ammirare il tramonto. Da qui si gode di una bella vista in particolare sul Palazzo Reale. 

-Altri luoghi: ci sono poi anche altri punti panoramici che potreste valutare, a partire dalla cupola della Cattedrale e fino a Palazzo di Cibeles, al rooftop dell’hotel Riu o, un pochino più fuori dal centro, al Faro de Moncloa.

Dove dormire a Madrid

Per il nostro weekend a Madrid abbiamo scelto un alloggio semplice ma in pieno centro, l’Hostal Mayor. La camera era piccolina ma sarebbe stata una buona scelta per la posizione, unico aspetto negativo l’insonorizzazione pressoché inesistente che la rendeva molto rumorosa la sera trovandosi appunto così in centro – ma ho il sospetto che sia un difetto comune a numerose sistemazioni di Madrid. Per sicurezza, consiglio di mettere in valigia dei tappi per dormire meglio.

Altre opzioni che avevo valutato ma non erano disponibili per le date del mio soggiorno: Hostal Oriente, più elegante e sempre centralissimo, o Principe Pio che forse è un po’ più tranquillo la sera.

Dove mangiare a Madrid

Cosa vedere a Madrid in 3 giorni, weekend in Spagna
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Estate in Val Gardena: cosa vedere e consigli pratici

Estate in Val Gardena: cosa vedere e consigli pratici
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Gli ultimi anni hanno significato per me una grande riscoperta della montagna. Continuo a preferire il mare, non fraintendiamoci, ma ho fatto di necessità virtù e grazie al turismo di prossimità cui siamo stati costretti ho iniziato ad apprezzare molto di più la fortuna di avere la meraviglia delle Dolomiti a due passi a casa. Perciò dopo aver esplorato il Cadore in inverno, ho dedicato alcuni giorni alla scoperta della Val Gardena: uno di quei luoghi in cui pare di trovarsi dentro le pagine di una brochure o in una cartolina, dove l’Alto Adige dà il meglio di sé con panorami incredibili.

Che amiate già la montagna o che siate degli estimatori alle prime armi come me, in questo articolo voglio darvi qualche indicazione per un weekend: dove dormire, come muoversi, cosa fare in Val Gardena, cosa vedere con consigli di escursioni e sentieri facili perfetti per tutti.

Cosa vedere Val Gardena

Vacanze in Val Gardena: come arrivare e come muoversi

La Val Gardena si trova a una mezz’ora di distanza dalle uscite Bolzano Nord o Chiusa dell’autostrada del Brennero, la via d’accesso principale per tutti coloro che raggiungono l’Alto Adige in auto. Ma si può arrivare anche in treno, con le linee veloci che collegano le principali città d’Italia a Bolzano, e da qui proseguire o in autobus o con un treno regionale fino a Ponte Gardena da cui raggiungere la propria località di destinazione. Nel periodo estivo Trenitalia mette a disposizione dei collegamenti Freccialink, che includono con uno stesso biglietto il trasporto sulle Frecce fino a Bolzano e poi autobus per Selva di Val Gardena, Santa Cristina e Ortisei – ma solo di sabato e domenica. L’aeroporto più vicino è quello di Verona, da cui si può poi proseguire facilmente in treno fino a Bolzano. Puoi confrontare comodamente le diverse opzioni (treno, autobus, aereo) tramite Omio.

Un aspetto importante da considerare è che se anche sceglierete di arrivare in Val Gardena in auto, questa poi non vi sarà necessaria durante il soggiorno. Anzi, in alta stagione vi consiglio di non utilizzarla perché potreste fare fatica a trovare parcheggio e perché è comunque molto più semplice ed economico utilizzare la rete di autobus.

Gli autobus consentono di spostarsi tra i paesi della valle ma anche di arrivare a Passo Sella, Pordoi, Canazei, Val Badia, Castelrotto e ovviamente Bolzano. Diversi hotel della zona vi offriranno gratuitamente con il soggiorno la Val Gardena Mobil Card, con la quale potrete utilizzare tutte le linee disponibili e dimenticare l’automobile. A questo link potete consultare gli orari, indicativamente in alta stagione c’è una corsa ogni 20/30 minuti.

Vacanze Val Gardena

Gli impianti di risalita e l’abbonamento Gardena Card

Uno dei grandi punti di forza della Val Gardena è la sua ricchezza di impianti di risalita, che consentono di raggiungere con grande facilità diversi punti panoramici e di compiere tante escursioni diverse. In estate sono in funzione 17 impianti totali, tra cabinovie, seggiovie, funicolari e ovovie, e per un utilizzo illimitato è possibile acquistare la Gardena Card. Il costo è di 78€ per 3 giorni o 105€ per 6 giorni: tenete presente che i prezzi delle corse singole costano tra i 10€ e i 25€, perciò se volete fare diverse escursioni l’investimento si ripaga velocemente. In più, una volta acquistata la Card potrete permettervi di saltare su una cabinovia anche solo per andare ad ammirare un nuovo panorama senza preoccuparvi dei costi.

Passo Sella Gardena card

Dove dormire in Val Gardena

Le tre principali località della zona sono Selva di Val Gardena, Santa Cristina e Ortisei e come abbiamo visto sono ben collegate tra loro dalla rete di autobus locali, perciò tutte e tre rappresentano una buona opzione per scegliere un alloggio.

Noi abbiamo alloggiato al Garni Lanzinger, in buona posizione a Selva di Val Gardena, dove mia suocera è stata cliente per diversi anni trovandosi sempre bene. Un altro hotel dove dormire in Val Gardena che avevo valutato e a cui potete dare un’occhiata è il Monte Pana Dolomites Hotel, per la sua posizione direttamente nel cuore della rete dei sentieri.

In linea generale va detto che dormire in Val Gardena non è esattamente economico, e soprattutto in alta stagione le strutture si riempiono in fretta perciò vi consiglio di prenotare con largo anticipo per essere sicuri di trovare un buon prezzo.

Malga Brogles

Estate in Val Gardena: cosa vedere, escursioni facili e bellissime

L’elenco di possibili escursioni e passeggiate in Val Gardena è davvero lunghissimo e di sicuro non ci si annoia né in un weekend né nel corso di un soggiorno più lungo, qui mi limiterò quindi a consigliarvi tre sentieri che ho avuto modo di apprezzare in prima persona. Camminate semplici e adatte a tutti, da percorrere in giornata e avvalendosi anche degli impianti di risalita già citati poco fa.

1 – Da Resciesa a Malga Brogles o al Rifugio delle Odle

Si parte da Ortisei con la funicolare Resciesa, per poi imboccare il sentiero numero 35. Dopo una piccola salita iniziale il panorama si apre e una piacevole passeggiata di un’ora e mezza porta fino a Malga Brogles, abbracciata dal gruppo delle Odle. Dopo una sosta qui si può tornare sui propri passi, per poi scendere tra i boschi lungo il sentiero numero 5 fino alla stazione intermedia della cabinovia Seceda (un’altra ora/un’ora e mezza) o, se avete ancora voglia di camminare, fino a valle a Ortisei. Questo è in assoluto uno dei sentieri più belli che abbia percorso non solo in Val Gardena ma sulle nostre Dolomiti, con un panorama impagabile.

Se volete estendere un po’ la passeggiata, raggiunta Malga Brogles potete proseguire ancora per circa un’ora fino al Rifugio delle Odle. Ve lo consiglio in particolare per il cibo, perché nella prima Malga non siamo rimasti molto soddisfatti mentre al Rifugio Odle si mangia benissimo.

2 – Da Passo Sella a Ciampinoi

Tra le escursioni più classiche da fare in Val Gardena non può mancare almeno un tratto del Giro del Sassolungo, una delle montagne il cui profilo vi accompagnerà in ogni momento durante il soggiorno. Se il Giro del Sassolungo nella sua interezza può risultare un po’ impegnativo per i camminatori meno allenati (sono infatti circa 18 km e 700 metri di dislivello per l’anello completo, 8 ore di cammino) è comunque possibile percorrerne un pezzetto. Potete partire ad esempio dal Passo Sella, che si raggiunge in autobus da Selva di Gardena o dagli altri paesi della valle. Lungo il sentiero 526 passerete attraverso la “città dei Sassi”, tra massi franati dal Sassolungo diversi secoli fa, fino ad arrivare al rifugio Comici. Se prevedete di essere in zona ad ora di pranzo vi consiglio di prenotare, non è un classico rifugio di montagna ma un ristorante molto apprezzato e sempre pieno. Da qui proseguite lungo il sentiero 21 fino alla cabinovia Ciampinoi, che vi riporterà a valle a Selva di Gardena. Il percorso è molto breve e vi impiegherà poco più di un’ora in totale, potete allungare salendo a Rifugio Salei, Forcella Rodella e infine Rifugio August da Passo Sella (circa un’ora andata, si rientra poi lungo la stessa strada). Dal passo Sella potete anche prendere la caratteristica telecabina per il rifugio Demetz che si trova in cima alla forcella del Sassolungo, ma in alta stagione le code possono diventare impegnative.

2 – L’Alpe di Siusi

Infine, vale la pena scegliere una passeggiata che permetta di esplorare parte dell’Alpe di Siusi: si tratta dell’altopiano più esteso d’Europa e proprio grazie alla sua conformazione offre una grandissima varietà di sentieri, sia pianeggianti sia più impegnativi verso cime e malghe vicine. Potete partire ad esempio da Ortisei con la cabinovia Seiser Alm-Alpe di Siusi, e da lì scegliere il tratto che preferite. Noi abbiamo puntato Saltria e poi Monte Pana, per poi scendere da qui con gli impianti fino a Santa Cristina.

Cosa fare Val Gardena

Dove mangiare in Val Gardena

Chiudiamo come sempre con qualche consiglio di gola, vi segnalo alcuni indirizzi dove mangiare in Val Gardena testati e promossi personalmente:

Speckkeller a Selva di Val Gardena: ristrutturato in tempi recenti, è un ristorante elegante e perfetto anche per un’occasione speciale. Cucina tipica in certi casi rivisitata, piatti curati ma senza per questo rinunciare a gusto e quantità. 

Cianel, sempre a Selva: il ristorante è la club house di un maneggio, dai tavoli si può vedere la zona di allenamento tramite grandi vetrate. Nel menu si trovano sia piatti tradizionali sia opzioni più particolari, tutto molto buono. 

Rifugio delle Odle: uno dei rifugi migliori cui puntare per un ottimo pranzo. Anche la vista in questo caso gioca un ruolo fondamentale. 

Estate in Val Gardena: cosa vedere e consigli pratici
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Oasi Ca’ Granda, la prima oasi rurale d’Italia apre la stagione il 19 marzo

Si parte il 19 marzo per celebrare la festa del papà con due eventi speciali pensati per le famiglie in cerca di idee per un weekend nella natura e a pochi passi da Milano.

Alle 11.00 alla Cascina Battivacco nel Parco agricolo Sud, a Milano, i proprietari, Angelo Fedeli e sua moglie, Lucia Nordio, racconteranno attraverso parole e degustazioni enogastronomiche l’antica storia della cascina, ex monastero, donata nel 1879 alla Ca’ Granda, ma anche del riso prodotto su questi terreni con uno showcooking seguito da una “risottata” nel verde.

Ca' Granda
Ritratto di Angelo Fedeli della Cascina Battivacco. Foto Riccardo Lombardini

Nel pomeriggio si passeggia in un’altra cascina, la Caiella, nel Parco del Ticino a Casorate Primo (Pavia), dove è possibile vivere esperienze in mezzo alla natura con laboratori didattici per imparare a conoscere, tra prati e frutteti, tutta la bellezza della vita della campagna.

Ma è solo l’inizio di un ricco programma che proseguirà fino alla fine di ottobre 2022. Ogni settimana, infatti, sono previste attività per adulti e bambini che vanno dal volo in mongolfiera tra il Ticino e l’Adda, alle escursioni a piedi o in bicicletta lungo i canali e le risorgive, o ancora agli itinerari golosi alla scoperta della cucina tradizionale lombarda, fino ai mercati biologici dove poter fare la spesa a chilometro zero.

Le antiche terre dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano sono un patrimonio tutto da scoprire e l’Oasi Ca’ Granda rappresenta il più grande capitale rurale d’Italia. Costruito in sei secoli, questo incredibile tesoro naturale e umano è frutto di donazioni di Papi, nobili e imprenditori alla Ca’ Granda, l’antico nome dell’Ospedale Maggiore, che dal 2015 la gestisce e valorizza attraverso la Fondazione Patrimonio Ca’ Granda.

Esteso per 8.500 ettari  con 100 cascine, quattro chiese e un’abbazia, il territorio offre itinerari ancora poco conosciuti, esperienze enogastronomiche, spese a chilometro zero e un fitto calendario di eventi all’aria aperta.

Per info: oasicagranda.it

Ca' Granda
Risaie al tramonto viste dalle cascine di Morimondo e Lasso. Foto Paolo Fava e Cosimo Beduini

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Weekend in Val di Fassa: dove dormire e cosa fare

Weekend in Val di Fassa: dove dormire e cosa fare
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Nella mia duplice missione di ri-scoperta delle Dolomiti e di ricerca di camere con una vista da sogno, di recente sono approdata in Val di Fassa. Questa valle, tra le più famose e frequentate del Trentino orientale, si snoda tra le località di Moena e Canazei ed è ricchissima di sentieri, impianti all’avanguardia, ristoranti tradizionali ed ovviamente ottime strutture ricettive.

Per raccontarvi cosa vedere e cosa fare in zona, quindi, partirò in questo caso proprio dalla domanda fondamentale: dove dormire in Val di Fassa? Vi porterò in un luogo davvero unico, perciò vi consiglio di seguirmi e continuare a leggere!

Weekend in Val di Fassa dove dormire

Dove dormire in Val di Fassa

Incastonata tra le province di Belluno e Bolzano, la Val di Fassa è costituita da sei comuni ed attraversata dal torrente Avisio che la separa dalla vicina Val di Fiemme. I comuni sono Moena (che fa anche parte proprio della Val di Fiemme, poiché alcune sue frazioni si trovano al di là dell’Avisio), Soraga, San Giovanni (che comprende l’ex comune Vigo di Fassa), Mazzin, Campitello e Canazei. Percorrendo tutta la statale, si va quindi da Passo San Pellegrino a Passo Pordoi. Tutto intorno, le magnifiche cime delle Dolomiti con la Marmolada, il Sella, il Sassolungo e il Catinaccio.

La distanza tra Moena e Canazei è di meno di 20 km, perciò ovunque sceglierete di alloggiare in Val di Fassa sarete comunque comodi per esplorare anche i dintorni. La valle è facilmente raggiungibile in auto, ma una volta qui, specie in alta stagione, consiglio di dimenticarla e utilizzare al suo posto il comodo servizio di autobus che collega tra loro tutti i comuni: la statale rischia infatti di diventare molto trafficata ed i parcheggi degli impianti di risalita possono essere costosi.

Al momento della prenotazione, quindi, ricordate di verificare che l’hotel o appartamento dove intendete alloggiare in Val di Fassa abbia a disposizione anche un parcheggio.

Suite a tema viaggio in Val di Fassa

Dormire in Val di Fassa: le suite a tema del Latemar Hotel

Il mio consiglio su dove dormire in Val di Fassa vi porterà in un luogo davvero particolare, un hotel dove è possibile fare il giro del mondo semplicemente cambiando stanza: dal Nord Europa al Giappone, dal Sud America al Medio Oriente fino a rientrare in Italia. Si tratta del Latemar Hotel, dove l’albergo fondato dal nonno rimane ancorato alla tradizione ladina ma i nipoti – grandi appassionati di viaggi – hanno sognato per anni un ampliamento molto particolare.

Storia e tradizione ladina in Val di Fassa

In una zona come la Val di Fassa, votata da sempre all’accoglienza turistica, le famiglie portano spesso avanti una tradizione tramandata per generazioni e il Latemar Hotel non fa eccezione: l’albergo fondato dal nonno è stato gestito nel tempo dalle tre figlie per poi passare ai nipoti, nati e cresciuti in hotel tra balli tipici ladini ed esibizioni alla fisarmonica. Ma non prima di scoprire il mondo: Gessica conosce 7 lingue, Lorenzo ha studiato cucina, ed entrambi hanno deciso prima di tutto di viaggiare e lavorare all’estero per conoscere altri luoghi, altre culture. Con questo enorme bagaglio di esperienze hanno poi deciso di rientrare al Latemar, per dare il proprio contributo personale a questa storia che trascende le generazioni.

Il Latemar rimane una questione di famiglia, con al timone Gessica, il marito Michele – anche lui chef -, il fratello Lorenzo, la sorella Martina, mamma Fiorenza e papà Remigio. Ma da dicembre 2021 è anche un mondo completamente nuovo, un luogo in cui emozionare e stupire grazie alla commistione delle tante culture incontrate nel corso dei propri viaggi: accanto all’ala tradizionale, che rimane in stile ladino, oggi il Latemar Hotel è stato ampliato con un’ala più moderna, in cui trovano spazio cinque suite tematiche e una Spa. L’idea alla base è quella di fornire al cliente non una semplice camera, ma emozioni ed esperienze, ed io non potrei essere più d’accordo con questa descrizione.

Le suite a tema viaggio del Latemar Hotel

All’interno del Latemar Hotel è possibile scegliere quindi tra 5 suite a tema viaggio: ogni camera è un’esperienza completamente differente, in cui dettagli studiati con cura riescono a ricreare l’atmosfera del luogo cui si ispirano. Ci sono:

  • La suite Hygge, che ricrea l’inconfondibile atmosfera del Nord Europa ed offre una sauna finlandese e una vasca idromassaggio direttamente in terrazza con vista sulle Dolomiti UNESCO;
  • La suite Hammam, dove fare un salto in Medio Oriente con tanto di bagno turco;
  • La suite Ikigai, minimalista e rilassante, con vasca a gradoni Ofuro e letto in stile futon giapponese;
  • La suite Siesta, ispirata ai colori e all’atmosfera del Sudamerica con una vasca Infinity di design;
  • La suite Paussa, dove rientrare in Val di Fassa con un ambiente tipico ladino, arredi in legno di cirmolo e pietra dolomia.
Dove dormire in Val di Fassa
Suite dal mondo Latemar Hotel

Tutte le suite sono molto ampie e pensate per un soggiorno di coppia, che include una buona colazione con prodotti fatti in casa ed ingredienti del territorio a km0 oltre all’accesso alla Spa Oniro. Anche la vista sulle Dolomiti è sempre inclusa ed è semplicemente bellissima, del resto il motto del Latemar Hotel è proprio: “just you and the view.

Ci sono poi tutta una serie di servizi extra che potete richiedere per fare o farvi un regalo, dall’esperienza della private Spa Ofuro al Romantic Set con palloncini, petali di rosa, dolci e calici per brindare a un’occasione speciale. Nelle camere troverete anche una beauty box di prodotti cosmetici locali e sostenibili, del marchio Dolomitika, che è possibile acquistare per una coccola in più, un minibar di design e una postazione dedicata allo smart working (e lavorare con una vista così dev’essere un piacere). Una volta finito di lavorare potete poi ordinare un cocktail o un tè speciale, con una selezione di varietà in foglia provenienti dalla Cina, dal Giappone, dallo Sri Lanka e oltre per continuare a viaggiare.

Vi consiglio inoltre di fermarvi a cena al ristorante: in cucina ci sono lo chef Lorenzo e mamma Fiorenza e il risultato è anche in questo caso una commistione di tradizione e influenze dal mondo. Quasi un ristorante fusion insomma. Da provare in particolare il dessert “Around the world” che ben simboleggia la filosofia del Latemar: ingredienti selezionati si uniscono per creare un vero e proprio mondo, un globo di cioccolato ripieno di mousse allo strudel, con meringa al pino mugo e la L del logo realizzata con un gel di tè Matcha.

Se vi è venuta voglia di fare un viaggio intorno al mondo o semplicemente di godervi un weekend romantico e rilassante in Val di Fassa, vi lascio anche un piccolo incentivo: con il codice mangiaviaggiaama5 potrete avere il 5% di sconto su prenotazioni effettuate entro il 15 aprile, per soggiorni fino a ottobre esclusi i mesi di luglio e agosto. Vi basterà effettuare la richiesta di prenotazione tramite il sito ufficiale del Latemar Hotel.

Spa con vista Dolomiti: Oniro ed Ofuro

La ciliegina sulla torta dell’Hotel Latemar è anche il motivo per cui faticherete ad uscire davvero, anche se sto per consigliarvi cosa vedere e cosa fare in Val di Fassa. La Spa Oniro con vista sulle Dolomiti è il sogno ad occhi aperti che lascia presagire il nome (dal greco oneiros): al suo interno si trovano un’ampia sauna finlandese, aree relax per riattivare i propri sensi dopo una sosta all’angolo tisane, ed ovviamente una piscina panoramica riscaldata, dove si passa in tutta comodità dall’interno all’esterno attraverso una porta automatica. Godersi la vista da qui è un’esperienza che vi consiglio davvero di non perdere. La sera potrebbe anche capitarvi di fare un aperitivo direttamente in piscina mentre Lorenzo suona la fisarmonica accanto a un falò. Chiedete alla reception per avere informazioni su questa e sulle altre attività che il Latemar Hotel organizza ogni settimana, come i pranzi nella baita a Fuciade o le passeggiate serali con le lanterne.

La Spa Oniro è accessibile anche agli utenti esterni ed offre dei pacchetti molto interessanti, potete dare un’occhiata alla pagina dedicata sul sito dell’Hotel.

Per continuare a viaggiare intorno al mondo, infine, vi segnalo l’esperienza davvero particolare della Spa Ofuro. Si tratta di un antico rituale di purificazione giapponese, i cui ingredienti principali sono una vasca a gradoni esterna a 41°, l’aperitivo con finger food e tè Matcha e la consueta vista sulle Dolomiti. È una Spa privata, da prenotare in coppia e vivere in pieno contatto con gli elementi. Il rituale prevede infatti che dopo una prima doccia all’interno si acceda alla vasca Ofuro completamente nudi. Noi l’abbiamo provata la sera e siamo rimasti a guardare la luce calare immersi nell’acqua calda, ed è il consiglio che do anche a voi. Dopo la purificazione e il relax, si rientra e si approfitta del piccolo aperitivo, che comprende sushi, noodles e dolcetti giapponesi. Le immagini in questo caso valgono più di mille parole, perciò vi lascio il link al video che ho pubblicato sui profili social, così che possiate cogliere tutta la bellezza della private Spa Ofuro.

Private Spa con vista Dolomiti

Cosa vedere e cosa fare in Val di Fassa: consigli e informazioni pratiche

La Val di Fassa è in assoluto una delle valli più note e frequentate del Trentino-Alto Adige, grazie alla ricchezza di percorsi ed escursioni ed ai numerosi impianti di risalita che la collegano con le cime vicine. D’estate è il paradiso del trekking, d’inverno uno dei comprensori sciistici più completi della zona con oltre 200 km di piste. In più, offre cittadine vivaci e borghi storici, oltre a una tradizione molto particolare: vi accorgerete subito, ad esempio, che qui si parla la lingua ladina e gli abitanti sono molto legati a queste loro radici culturali.

Tessere e abbonamenti

Sia d’estate che d’inverno, se trascorrerete in Val di Fassa più giorni potrebbe esservi utile una tessera per gli impianti. In entrambe le stagioni esistono tipi diversi di abbonamento: dedicati alla sola Val di Fassa o più in generale all’intero comprensorio delle Dolomiti (utile ad esempio se nel corso di una settimana volete visitare più di una valle).

Questi sono in breve i dettagli delle diverse tessere:

In estate:

  • per la sola Val di Fassa potrete acquistare il Panorama Pass con un costo per gli adulti tra i 59€ e i 97€ a seconda dei giorni di validità. La tessera consente l’utilizzo di 32 impianti in totale tra maggio ed ottobre (verificate al link ufficiale l’effettivo inizio della stagione per il 2022 ed eventuali offerte previste).
  • per l’intero comprensorio delle Dolomiti è invece disponibile l’abbonamento Dolomiti SuperSummer: gli impianti totali diventano ben 110, in 12 valli di Trentino Alto Adige e Veneto, e il costo va dai 47€ ai 147€. Qui il link al sito.

In inverno:

  • la valle fa capo a due diversi comprensori sciistici: Val di Fassa/Carezza e Alpe Lusia/San Pellegrino. Si può acquistare uno skipass per uno dei due comprensori oppure scegliere la tessera Valle Silver, che aggiunge Val di Fiemme e San Martino/Passo Rolle.
  • c’è poi la tessera cumulativa Dolomiti Superski, che permette di sciare in tutto il territorio.

Dato che le opzioni e le differenze di costo sono davvero moltissime, vi lascio il link ufficiale dove troverete tutti i riferimenti e un comodo calcolatore: Ski Pass Dolomiti.

Cosa fare in Val di Fassa

Cosa vedere in Val di Fassa: paesi e borghi

Di ritorno da un’escursione o se per un giorno non avete voglia di lanciarvi in imprese sportive, vale la pena visitare anche i borghi della Val di Fassa:

  • Moena e Canazei non hanno probabilmente bisogno di presentazioni, ma sono due cittadine di montagna molto piacevoli dove fare una passeggiata, acquistare prodotti tipici e godersi una sosta in pasticceria.
  • Vigo di Fassa è riconosciuto come uno dei borghi più belli d’Italia ed offre tra le altre cose un museo della cultura ladina.
  • Soraga, con il suo piccolo lago e l’atmosfera tranquilla, è uno degli insediamenti più antichi della Val di Fassa ed è noto tra le altre cose per la forte presenza di artigiani intagliatori del legno.

Escursioni semplici in Val di Fassa

Per concludere, vi segnalo alcune escursioni molto semplici in Val di Fassa, perfette anche per un weekend rilassante in inverno senza il bisogno di particolare attrezzatura.

1. Pozza di Fassa-Val San Nicolò
In auto di può parcheggiare in prossimità del camping Vidor, o in alternativa si parte a piedi dal centro di Pozza di Fassa poco lontano. Dal camping si seguono le indicazioni sulla destra rispetto alla pista da sci per Val San Nicolò. Il percorso è lungo circa 5 km all’andata e altrettanti al ritorno, con circa 400 metri di dislivello. La strada è battuta perché è presente anche un servizio di motoslitta, perciò non sono necessarie attrezzature ma se volete essere prudenti portate giusto dei ramponcini per eventuali parti ghiacciate. Se preferite evitare la salita all’andata potete sfruttare la motoslitta e scendere poi a piedi o in slittino. Arrivati in Val San Nicolò troverete un primo rifugio, in alternativa è possibile proseguire ancora un po’ fino a Baita Ciampiè.

2. Passo San Pellegrino-Rifugio Fuciade
Si parte dal Passo di San Pellegrino e si seguono le indicazioni per Fuciade-Hotel Miralago. Il percorso è pressochè pianeggiante e in 4 km scarsi porta al Rifugio Fuciade, dove vi consiglio di prenotare perché si mangia davvero benissimo! Anche in questo caso la strada è battuta ed è presente un servizio di motoslitta, ma vista l’assenza di dislivello il sentiero è davvero semplice e adatto a tutti.

3. Pista da sci di fondo/ciclabile lungo la val di Fassa
Dalle finestre del Latemar Hotel noterete subito un lungo percorso proprio di fronte all’albergo: in inverno è dedicato allo sci di fondo – utilizzato anche per la Marcialonga – ma si può percorrere tranquillamente a piedi, mentre d’estate diventa una pista ciclabile. Si tratta di un percorso che da Canazei conduce in discesa fino a Moena, passando appunto per Soraga, e per chi lo desidera prosegue anche oltre fino alla Val di Fiemme. Un modo semplice per attraversare tutta la Val di Fassa e scoprirne le diverse località, con gli sci, a piedi o in bicicletta.

Cosa vedere Val di Fassa

Weekend in Val di Fassa: dove dormire e cosa fare
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Camera panoramica Dolomiti: un’esperienza da sogno vicino Lienz

Camera panoramica Dolomiti: un’esperienza da sogno vicino Lienz
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Mi capita periodicamente di imbattermi in contenuti sponsorizzati o foto di influencer con un preciso filo conduttore: camere panoramiche in hotel da sogno, glamping, case sull’albero, bolle trasparenti nel mezzo della natura, alloggi insomma fuori dal comune in cui vivere un’esperienza da mille e una notte. So bene perché visualizzo tante sponsorizzate simili, in questo settore ci lavoro. Sono il loro target perfetto e clicco sempre, immancabilmente, su quel link. Sogno ad occhi aperti, simulo una prenotazione, poi leggo il prezzo finale e torno alla dura realtà.

Sia chiaro, ho sempre sostenuto e continuerò a sostenere che spendere una cifra spropositata per una camera sia superfluo, perché il viaggio è fatto soprattutto di tutto ciò che si può esplorare al di fuori di un albergo. Ma alcune camere sono esperienze di viaggio esse stesse ed a volte, quando possiamo permettercelo, è giusto anche godersi certe comodità e certi piccoli lussi.

Camera panoramica Dolomiti

In questo post vi racconto quindi di un ‘lusso’ che mi sono regalata e della mia esperienza in questa camera panoramica incredibile, con vista sulle Dolomiti di Lienz. So che già da una foto ve ne sarete innamorati, e se vi dicessi che dal vivo è ancora meglio? E che il prezzo è molto più basso di quanto possiate immaginare?

Nell’articolo troverete tutte le informazioni per regalarvi una notte indimenticabile.

Il Dolomiten hütte: camere con vista sulle Dolomiti di Lienz

Ci troviamo al Dolomiten Hütte, un rifugio a circa 15 minuti d’auto da Lienz, Austria. Il rifugio fu costruito negli anni Trenta ed è stato preso in gestione dall’attuale proprietà nel 2007. È stata proprio la famiglia Oles ad ampliare il rifugio nel 2012, costruendo delle camere panoramiche affacciate sulle montagne a 1616 metri d’altezza.

Dolomitenhutte Lienz

La camera panoramica vetrata

La camera che dovrete cercare si chiama Adlerhorst, ovvero ‘nido d’aquila’. Grazie alla posizione ad angolo con doppia vetrata offre un panorama incredibile su tutte le montagne circostanti, regalando la sensazione di trovarsi sospesi, in volo sulle Dolomiti di Lienz. Ci sono poi altre camere, con finestra più “tradizionale” o con vetrata singola, ma se riuscite a trovare disponibilità vi consiglio senz’altro di puntare alla Adlerhorst.

Il costo è più basso di quanto potreste pensare per una camera così: noi abbiamo pagato 75€ euro a persona, 150€ in due, inclusa un’ottima e abbondante colazione. Ora sul sito è stata inserita la richiesta di minimo due notti per concludere la prenotazione, ma vi consiglio comunque di provare a contattare la struttura per avere un riscontro certo.

Unico contro da segnalare, almeno per me: il bagno è in comune con le altre 5 camere. La zona bagni e docce è comunque pulitissima e molto moderna e per una o due notti si può sopportare. Probabilmente questo è proprio il motivo per cui una camera simile mantiene un costo tutto sommato accessibile.

Camera panoramica vetrata Dolomiti

Informazioni pratiche: come organizzare il viaggio

Il Dolomiten Hütte si trova a circa un quarto d’ora da Lienz, che a sua volta dista una mezz’ora dal confine italiano ed è quindi facilmente raggiungibile anche in auto dal nord Italia.

D’estate il rifugio è accessibile direttamente con la propria auto, ma d’inverno l’ultimo tratto di strada viene invece chiuso al traffico: si arriva perciò fino a Kreithof, dove è presente un parcheggio (a pagamento) e da lì ci sono due alternative: salire a piedi o con gli sci in un’ora abbondante, oppure richiedere la navetta del rifugio al costo di 7€ a persona.

Nel pernottamento è inclusa la colazione ed al rifugio è presente anche un ristorante, aperto pranzo e cena: vi consiglio in particolare di prenotare la cena, così da non dover risalire col buio. Si mangia bene, i costi sono in linea con la media della zona e le porzioni sono decisamente abbondanti.

Presso il rifugio si possono noleggiare anche degli slittini (costo 4,5€). Il tratto di strada che scende dal Dolomiten hütte a Kreithof d’inverno diventa infatti una lunghissima e gettonatissima pista per slittini, famosa in tutta la zona. Un’esperienza da non perdere, noi abbiamo scelto di approfittarne al ritorno affidando i bagagli all’autista della navetta e concordando un orario in cui incontrarci al parcheggio di Kreithof, così da non dover poi risalire a piedi. Oltre alla pista da slittino, in zona troverete diversi percorsi per trekking o ciaspolate a seconda della stagione.

La notte al Dolomitenhütte è stata una di quelle esperienze che non si dimenticano facilmente, e (immagino proprio per quell’unica pecca del bagno in comune) a un costo accessibile rispetto ad altre camere panoramiche simili. L’ultimo consiglio che vi do, se desiderate farvi questo regalo, è di armarvi di un po’ di pazienza: il sito non è molto chiaro e la struttura, nonostante queste camere spettacolari, rimane comunque un rifugio più che un hotel. Ottenere risposte a mail o messaggi è stato a volte frustrante, ho dovuto insistere molto per comprendere ad esempio la gestione della navetta, dove lasciare l’auto e altre informazioni pratiche necessarie per organizzare la permanenza.

Ma se perseverate, complice anche il fatto che diversi punti spero di averli chiariti in questo articolo, fidatevi… ne sarà valsa la pena!

Dolomitenhutte Lienz

Camera panoramica Dolomiti: un’esperienza da sogno vicino Lienz
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Weekend a Matera: cosa vedere e cosa fare

Weekend a Matera: cosa vedere e cosa fare
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In anni di viaggi ho avuto la fortuna di vedere luoghi meravigliosi, ma pochi mi hanno lasciato a bocca aperta come i Sassi di Matera quando sono comparsi di fronte a noi. In piena notte, una magia fatta di roccia e luci. E dopo anni di viaggi, lo ammetto, restare stupita dalla bellezza di un luogo è qualcosa che mi riempie di gioia facendomi capire che c’è ancora tantissimo mondo da esplorare.

Avevo aspettative altissime e Matera non è stata solo all’altezza: le ha superate. Perciò se anche per voi è arrivato il momento di visitare questo luogo unico al mondo, ecco un articolo con qualche consiglio: cosa fare e cosa vedere a Matera.

Matera cosa vedere

Due giorni a Matera: cosa vedere e cosa fare

Scoprire cosa sono i Sassi di Matera

Prima di definire cosa fare e cosa vedere a Matera, è utile fare un passo indietro e rispondere a una domanda che chi ancora non ha visitato la città potrebbe farsi: cosa sono i Sassi? Vengono chiamati Sassi due quartieri di Matera, il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso, uno rivolto ad est e l’altro a sud, divisi al centro dalla collina della Civita sormontata dalla Cattedrale. Insieme al Piano, la parte ottocentesca della città sviluppatasi intorno a Piazza Vittorio Veneto, questi tre quartieri formano il centro storico di Matera.

Non si definiscono quindi Sassi gli edifici scavati nella roccia, come a volte mi è capitato di leggere, ma gli interi vicinati. In entrambi sono state create abitazioni nella roccia, una calcarenite molto semplice da lavorare, fin dalla preistoria: nel Sasso Caveoso esistono ancora diverse case-grotta ben visibili (e visitabili), mentre nel Sasso Barisano sono state nel tempo ampliate con la costruzione di edifici e facciate barocche.

Proprio le grotte furono all’origine nel secondo dopoguerra di un duro intervento dello Stato, che definì Matera “la vergogna d’Italia” e ordinò l’abbandono dei Sassi nel 1951. Tra Ottocento e Novecento, infatti, l’aumento della popolazione e la mancanza di alcuni servizi primari come le fogne avevano reso la vita nei Sassi molto difficile, con condizioni igieniche precarie e un continuo rischio di epidemie. Matera divenne negli anni ’50 e ’60 un simbolo dell’arretratezza del Sud Italia e i Sassi furono abbandonati per decenni.

Nel 1993 arrivò per fortuna il riconoscimento del paesaggio rupestre di Matera tra i patrimoni UNESCO, un passo importante che diede grande impulso alla rinascita della città e al suo successo anche dal punto di vista turistico.

Partecipare a una visita guidata ai Sassi di Matera

Ci sono alcune destinazioni in cui una visita guidata risulta particolarmente importante, e Matera a mio avviso è tra queste. Il brevissimo riassunto che vi ho fatto della storia dei Sassi non è sufficiente per capire davvero una città così particolare, specialmente quando non ci si trova in prima persona tra case-grotta e vicoli. Per questo la prima cosa che vi consiglio di fare è senz’altro una visita guidata ai Sassi di Matera: troverete diverse compagnie disponibili e i prezzi sono abbastanza equivalenti, potete dare un’occhiata ad esempio a questo link.

Io mi sono limitata alla visita del centro storico, ma è disponibile anche un tour al Parco delle Chiese Rupestri che potete valutare se avete abbastanza tempo a disposizione.

Visitare il Palombaro Lungo

Sotto la pavimentazione di Piazza Vittorio Veneto si trova la più grande cisterna idrica ipogea di Matera. Il Palombaro Lungo fa parte di un sistema di raccolta delle acque che si estende per tutta la lunghezza dei Sassi ed era necessario per l’approvvigionamento idrico cittadino. Oggi è visitabile con un biglietto di 3€, fate solo attenzione agli orari perché sono abbastanza ridotti (indicativamente dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18).

Cose da vedere a Matera

Ammirare le chiese di Matera

Tra le cose da vedere a Matera non possono mancare alcune chiese: in particolare la Cattedrale, che domina i Sassi dall’alto, e la chiesa di Santa Maria de Idris. Quest’ultima vi darà modo di scoprire una chiesa rupestre nel cuore dei Sassi, e già solo salendo la scalinata d’accesso godrete di uno splendido panorama. L’interno è stato rimaneggiato più volte, ma vale comunque la pena di dare un’occhiata. L’ingresso costa 3,5€, in alternativa esiste un biglietto cumulativo da 7€ che include anche Santa Lucia alle Malve e San Pietro Barisano.

Se avete a disposizione abbastanza tempo, potete prendere parte anche al tour delle Chiese Rupestri che vi ho consigliato più su.

Scattare una foto dai punti panoramici di Matera

La verità è che non serve una lista di cose da vedere a Matera, è uno di quei luoghi che vanno esplorati semplicemente camminando, perdendosi tra vie e scorci incredibili. È una città bella da ovunque la si guardi, esistono però alcuni punti panoramici principali che vi consiglio di segnare sulla mappa per essere sicuri di non perderveli:

il Belvedere Luigi Guerricchio a piazza Vittorio Veneto

Piazzetta Pascoli

il convento di Sant’Agostino

Vi ho segnalato nella mappa anche altri punti, dalla Cattedrale a Santa Maria de Idris. Due delle prospettive che ho preferito e dalle quali riuscirete a scattare le foto migliori sono poi quelle che trovate indicate come Via d’Addozio e Vico Sant’Agostino.

Merita infine una sosta il Belvedere Murgia Timone, che consente di ammirare la città nella sua interezza. Si può raggiungere direttamente dal centro con un percorso che scende fino al torrente Gravina per poi risalire dall’altro lato dopo aver superato il ponte tibetano, ma solitamente si preferisce arrivare in auto – magari prima di lasciare la città. Attenzione perché da marzo a ottobre l’ultimo tratto di strada è chiuso, bisogna quindi lasciare l’automobile nel parcheggio per poi proseguire a piedi per circa 2 chilometri.

Se avete fretta ma desiderate comunque vedere Matera da questo punto di vista, puntate invece la Chiesa Rupestre della Madonna delle Vergini: l’ultimo tratto è sterrato, ma accessibile alle auto.

Dormire a Matera almeno una notte

Matera di notte è forse ancora più bella di Matera di giorno, per quanto possa sembrare impossibile, e la roccia cambia aspetto più volte nel corso della giornata con il variare della luce. Perciò vi consiglio davvero di fermarvi in città almeno una notte, meglio ancora due per godere appieno dei panorami di Matera anche sotto le stelle.

Dormire a Matera

Dove dormire a Matera

Nel momento in cui cercherete una camera a Matera vi renderete presto conto che ci sono due grandi opzioni: gli hotel, B&B, appartamenti all’interno dei Sassi, e quelli che invece si trovano fuori, nella città ‘moderna’. Dormire nei Sassi costa ovviamente di più ma permette in alcuni casi di vivere un’esperienza unica, grazie alla bellezza di molte strutture ricettive. Non aspettatevi però che tutte le strutture che si trovano nei Sassi siano per forza scavate nella roccia, perché non è così: molti edifici sono stati riadattati per sembrare case-grotta, ma sono decisamente più moderni e tradizionali.

Se preferite risparmiare un po’ e non dormire nei Sassi, non preoccupatevi: il centro storico di Matera è abbastanza piccolo da essere raggiunto a piedi in pochissimo tempo anche da queste zone più esterne.

Nel mio caso sono riuscita a dormire nei Sassi, con una buona offerta trovata su Booking a Casa Vacanze Otium: un bellissimo appartamento a pochi metri dalla chiesa di Santa Maria de Idris, nel cuore della Matera più bella.

Altre opzioni che avevo valutato:

Palazzotto Residence e Corte San Pietro: strutture bellissime nei Sassi, per un’occasione speciale o comunque per trattarsi bene e vivere un’esperienza unica.

Limen Matera o Livingstone B&B: si spende (di solito) un po’ meno restando fuori dal centro, alloggiando comunque in un’ottima struttura.

I Sassi di Matera

Visitare Matera: quanti giorni servono?

Ci sarà chi vi dirà di fermarvi a Matera una settimana e chi sosterrà che è sufficiente una giornata, personalmente credo che la verità stia nel mezzo e che due o tre giorni (il tempo di un weekend) siano il tempo perfetto per visitare la città dei Sassi. Con più tempo a disposizione potrete poi aggiungere il Parco della Murgia o fare un salto alla vicina Altamura, o ancora estendere l’itinerario a Bari ed altre località pugliesi.

Come arrivare a Matera

La porta d’accesso alla Basilicata e a Matera per gran parte dei viaggiatori è Bari, che si trova a circa 60 chilometri – un’ora d’auto – dalla città dei Sassi. Bari è infatti ben collegata a molte città italiane con voli low cost (ad esempio Volotea o Ryanair) a prezzi spesso molto bassi, ma è anche lo scalo ferroviario principale per chi arriva in treno da altre grandi città.

Da Bari avrete poi diverse opzioni per arrivare a Matera:

Visitare Matera

1. Noleggiare un’auto: è stata la mia scelta, sia perché come sapete amo la comodità di spostarmi in autonomia, sia perché era obiettivamente la scelta più semplice a livello logistico. Prima di rientrare a Bari infatti il mio itinerario prevedeva una giornata a Polignano e spostarsi con i mezzi l’avrebbe reso più complicato. Troverete diverse compagnie di noleggio disponibili in aeroporto e come di consueto potete confrontare le tariffe su Rentalcars o Autoeurope. Ho pagato 68€ per tre giorni di noleggio, compresa assicurazione.

2. Prendere un autobus dall’aeroporto di Bari, tempo di percorrenza tra 1 ora e 1 ora e 15 minuti e costo del biglietto a partire dai 3.4€ a tratta. Ci sono diverse compagnie disponibili, potete confrontarle ed acquistare il biglietto per l’orario a voi più comodo su Omio.

3. Prendere un treno dalla stazione di Bari centrale: attenzione perché Matera non è servita da Trenitalia ma dalle Ferrovie Appulo Lucane, potete consultare gli orari a questo link. Tempo di percorrenza 1 ora e 45 con cambio ad Altamura, costo del biglietto 5,10€ a tratta (acquistabile anche online dal sito).

Dove mangiare

Come di consueto chiudo con i consigli di gola e vi segnalo alcuni ristoranti di Matera da provare:

  • Osteria MateraMì: probabilmente il posto che ho preferito, in perfetto equilibrio tra ricette tradizionali, gusto e presentazione. Consigliatissimo.
  • Botega Culinaria: più elegante, ma sempre accessibile e con ottimi piatti dagli abbinamenti davvero ricercati.
  • Pasticceria Schiuma: per assaggiare il dolce tipico locale, le “tette delle monache”.
Dove mangiare a Matera

Weekend a Matera: cosa vedere e cosa fare
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A Venezia la Venice Hospitality Challenge 2021: sfilata di yacht in Laguna

Torna a Venezia, sabato 16 ottobre, la Venice Hospitality Challenge 2021. La celebre regata è l’unica che si corre interamente nelle acque della Serenissima e quest’anno la manifestazione assume una duplice valenza: si inserisce nelle celebrazioni per i 1.600 anni della città e segna la ripartenza dopo la pandemia.

Si potrà assistere alla regata anche da piazza San Marco. photo © Matteo Bertolin

Venice Hospitality Challenge 2021: dove si corre

La Venice Hospitality Challenge 2021, con partenza alle 13.30, si svolge da San Marco verso il Lido, con un primo giro di boa fra il Lido e Sant’Elena, per poi tornare di fronte alla Giudecca fino all’Hilton Molino Stucky (nuovo giro di boa) e proseguire fino all’arrivo, in San Marco, previsto intorno alle 16.30. Alla sera, alle 20, è poi prevista una cena di  gala, con gli equipaggi e gli ospiti invitati, all’Hilton Molino Stucky Venice, alla Giudecca. L’edificio, costruito alla fine del XIX secolo in stile neogotico, era un impianto in grado di macinare fino a  2.500 quintali di farina al giorno.

Alcuni yacht in gara nell’edizione e2020. Sullo sfondo, l’isola di San Giorgio. Photo © Matteo Bertolin

Venice Hospitality Challenge 2021: il gioco delle coppie

Alla Venice Hospitality Challenge 2021partecipano 16 maxiyacht, condotti da skipper di fama internazionale, invitati dallo Yacht Club Venezia, al cui presidente, Mirko Sguarlo, si deve l’idea della manifestazione, giunta all’ottava edizione. La peculiarità di questa manifestazione è che ogni imbarcazioone è abbinata a un nome di eccellenza dell’hôtellerie veneziana.

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I 16 hotel partecipanti sono: Bauer Palazzo, Ca’ di Dio VRetreats, Ca’ Sagredo Hôtel, SINA Centurion Palace, Hôtel Cipriani, Hôtel Danieli a Luxury Collection Hotel, Hôtel Excelsior Venice Lido Resort, The Gritti Palace a Luxury Collection Hôtel Venice, Hilton Molino Stucky Venice, Hôtel Londra Palace, JW Marriott Venice Resort & Spa, Palazzina e The St. Regis Venice e Alajmo Ristorante Quadri. Alla regata parteciperanno anche i maxiyacht Moro di Venezia e New Zealand Endeavour, che correranno per la Città di Venezia e la Scuola Navale Militare “Francesco Morosini”.

Venice Hospitality Challenge 2021: il premio

L’equipaggio che taglierà per primo  il traguardo conquisterà il cappello del Doge, un trofeo realizzato ogni anno da una vetreria storica di Murano: quest’anno a produrlo è Ars cenedese, che fornisce le sue eccellenti creazioni artigianali alle più importanti famiglie reali del mondo.

Il Cappello del doge, il trofeo in vetro di Murano che verrà consegnato all’equipaggio vincitore della Venice Hospitality Challenge 2021

Venice Hospitality Challenge 2021: una festa per la città

Come dice Mirko Sguarlo, presidente di Yacht Club Venezia, “ La Venice Hospitality Challenge, se parliamo in termini di economia del mare, disegna un circolo virtuoso dove sportività, fairplay, rispetto per il mare, spettacolo e ospitalità di alto livello danno vita a un evento unico. Il mio intento è che quest’evento sia sempre più partecipato dai veneziani e dai nostri ospiti, per la spettacolarità e l’unicità che offre”.

Venice Hospitality Challenge 2021: come seguirla

La Venice Hospitality Challenge 2021 sarà trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook ufficiale, facebook.com/VeniceHospitalityChallenge, e sul profilo Instagram di Generali Italia, uno dei main partner della manifestazione.

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Visitare la Riviera del Conero: cosa vedere e cosa fare

Visitare la Riviera del Conero: cosa vedere e cosa fare
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Certi viaggi arrivano un po’ per caso, ma quasi sempre arrivano al momento giusto. Di sicuro è stato così per il mio ultimo weekend nelle Marche, un felice ritorno in una Regione che riesce sempre a sorprendermi. L’occasione per tornare è stato l’invito da parte del Camping la Medusa, di cui vi parlerò nel corso dell’articolo, che con la sua posizione ottimale mi ha dato la possibilità di visitare una zona d’Italia che corteggiavo da tempo: la Riviera del Conero. Un tratto di costa di incredibile bellezza per un viaggio che ha sancito ufficialmente l’inizio dell’estate, tra mare, sole, buon cibo, paesaggi e borghi. 

Cercherò di concentrare in questo articolo più informazioni possibili su cosa vedere nel Conero, cosa fare e dove dormire. Pronti? Si parte!

Spiaggia delle Due Sorelle dall'alto

Riviera del Conero: cosa vedere e cosa fare

Iniziamo con il collocare il Conero su una mappa: ci troviamo nelle Marche, più precisamente in provincia di Ancona, dove un promontorio di roccia calcarea si affaccia sull’Adriatico con rupi a picco sul mare alte più di 500 metri. Con Riviera del Conero si intende tutta la fascia costiera che va da Portonovo, a nord, fino a Sirolo e Numana a sud. Ma si parla anche di Parco Regionale del Conero, poiché questa zona è un’area naturale protetta – e per fortuna: con una rapida ricerca su Wikipedia potrete leggere quali e quanti progetti rischiarono seriamente di rovinare questo splendido tratto di costa negli anni Ottanta.

Al mare nel Conero: spiagge da vedere

L’attrazione principale del Conero è la sua Riviera: chi organizza un viaggio in questa zona spesso lo fa per godersi la costa e in particolar modo la regina delle spiagge del Conero, ovvero la spiaggia delle Due Sorelle. Ma non pensate che sia l’unica a meritare la visita, perché non è assolutamente così. 

Partiamo però da una doverosa premessa. La bellezza di questa costa è data dalle sue caratteristiche geologiche, ovvero dalle alte rocce che si tuffano nel mare lasciando spazio qua e là a spiagge vere e proprie o a piccole calette. Tale bellezza, per essere preservata, si traduce per forza di cose in una difficoltà d’accesso più o meno marcataalcune spiagge si raggiungono solo via mare, magari anche remando, altre vanno conquistate con sentieri in forte pendenza. Ci sono le eccezioni, ma come norma la Riviera del Conero richiede un minimo di impegno. E sapete che c’è? Secondo me è parte integrante del suo fascino.

Ora che vi ho preparati psicologicamente, partiamo: ecco le spiagge da vedere nella Riviera del Conero.

Spiagge Conero

Le spiagge di Portonovo

La baia di Portonovo appare come l’unione tra un paesaggio selvaggio, fatto di macchia mediterranea verdissima e acque turchesi, e una località turistica alla moda con alberghi e ristoranti eleganti che la sera portano i propri tavoli direttamente sulla spiaggia. Portonovo non è un paese, non c’è un centro abitato (anche se secondo il censimento del 2001 aveva un residente), ma nel periodo estivo si riversano qui moltissimi visitatori pronti a godersi le sue belle spiagge. 

Si divide in due zone: la parte nord dove si trova anche il molo, e la parte sud che arriva fino all’abbazia di Santa Maria. Nel mezzo, la vecchia Torre di Guardia. In spiaggia troverete appunto diversi locali e ristoranti, alcuni molto mondani come il Clandestino o Giacchetti, ma anche servizi come noleggio di canoe e gommoni. 

Portonovo è un’eccezione alla premessa sulla difficoltà d’accesso delle spiagge, dato che ha dei comodi parcheggi e non richiede sentieri impervi per raggiungere il mare. Ma tenete presente che in estate quel parcheggio può diventare parecchio problematico.

Spiaggia di Portonovo Conero

Mezzavalle e il Trave

Avendo a disposizione solo un weekend e tante attività in programma, purtroppo in questa occasione non sono riuscita a vedere Mezzavalle di persona (se non dalla barca), ma sarà una delle prime mete cui mi dedicherò in caso tornassi sulla Riviera del Conero. Mezzavalle è una spiaggia selvaggia cui si accede tramite un sentiero, lo “stradello”, con circa 20 minuti di camminata in forte pendenza. La sua difficoltà d’accesso la rende tranquilla e incontaminata: niente ombrelloni e sdraio, solo spiaggia libera immersa nella natura del Conero. Se scendete attraverso il sentiero ricordate di indossare calzature adeguate, in alternativa è possibile anche arrivare da Portonovo in circa mezz’ora via mare, in canoa o sup. In spiaggia non troverete stabilimenti, ma c’è un piccolo bar.

Vicino a Mezzavalle si trova anche il Trave, una parete rocciosa che ha creato un raro esempio di molo naturale, lunga ben 1 km tra parte emersa e sommersa. In molti la raggiungono a piedi proprio dalla spiaggia di Mezzavalle, ma sarebbe bene evitarlo poiché la parete di roccia che si costeggia lungo il percorso è a forte rischio frane. Potete piuttosto ammirarlo dal mare: l’escursione in barca che vi consiglierò più giù arriva proprio fino al Trave. 

La spiaggia delle Due Sorelle

Tra le spiagge del Conero è senz’altro la più celebre, immortalata in migliaia di foto. Anche in questo caso, come a Mezzavalle, tra i motivi della sua bellezza c’è la difficoltà di accesso: questa piccola spiaggia abbracciata dalle rocce del Conero si può raggiungere infatti solamente via mare. Esiste un sentiero, piuttosto impervio, che scende fino al mare dal belvedere di Passo del Lupo, ma è vietato a causa della sua pericolosità perciò le alternative per visitarla sono essenzialmente due: la barca, con i traghettatori del Conero o con un tour privato, oppure l’affitto di un mezzo privato come un piccolo gommone o una canoa.

Vista la fama e la particolarità, questa spiaggia merita però un discorso più approfondito: vi rimando quindi all’articolo tutto dedicato a lei -> Come arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle.

Arrivare alla Spiaggia delle Due Sorelle

Le spiagge di Sirolo

Scendiamo ancora un po’ per arrivare alle spiagge di Sirolo. Da nord a sud, la spiaggia si divide in tre zone principali: Sassi Neri, San Michele e Spiaggia Urbani. Troverete diversi stabilimenti alternati a qualche tratto di spiaggia libera, bar, ristoranti (Da Silvio meriterà una menzione a parte nel post dedicato a dove mangiare nel Conero), noleggio di canoe, sup e altro ancora. 

Spiaggia Urbani è il tratto più vicino al borgo di Sirolo e l’unico con un parcheggio vicino – resta da percorrere solo un breve tratto di scale, comunque presente anche per le altre spiaggie -, che però è davvero piccolo e si riempie molto in fretta. In generale quindi dovrete cercare posto in uno dei parcheggi del paese e poi scendere con l’autobus navetta, che nel periodo estivo ha corse ogni mezz’ora. A questo link trovate orari e tappe: autobus Sirolo. O in alternativa, se vi di camminare, potrete sempre scendere a piedi con una bella passeggiata e poi utilizzare la navetta al ritorno.

Per raggiungere San Michele e Sassi Neri il parcheggio più comodo si trova nella zona del Cimitero di Sirolo e costa 8€ per l’intera giornata; da qui potrete prendere la navetta in corrispondenza del cancello su via Vallone al costo di 2€/persona per 90 minuti, o 3€/persona per tutto il giorno. Se avete in programma di pranzare da Silvio, tenete presente che potrete poi utilizzare gratuitamente la navetta privata dello stabilimento (vi basterà esibire lo scontrino).

Le spiagge di Numana

Infine troviamo Numana, che probabilmente ha spiagge un po’ meno celebri delle sorelle più a nord ma vale comunque la menzione, specie se alloggiate in paese e volete un posto comodo in cui rilassarvi qualche ora. A Numana potrete quindi trovare la Spiaggiola o Numana Alta, la spiaggia del Frate incorniciata dalla roccia bianca, e la zona di Numana Bassa che dal porto prosegue con il lungo litorale di Marcelli

Anche a Numana potreste avere qualche difficoltà di parcheggio, ma il comune ha un sito molto chiaro in cui trovate indicate le diverse navette disponibili, per di più gratuite: qui il link.

Riviera del Conero dal mare

La prenotazione delle spiagge con iBeach.it

Se avete in programma un viaggio nel Conero per quest’estate, ricordate come prima cosa di scaricare l’app iBeach.itdiverse spiagge libere della zona sono infatti accessibili solamente previa prenotazione tramite app o portale web. Introdotta per evitare assembramenti, iBeach.it consente di prenotare il proprio posto in spiaggia con queste modalità (valide per ora fino al 12 di settembre):

– A Sirolo è necessario prenotare ogni giorno della settimana. I residenti e i turisti residenti a Sirolo possono prenotare il proprio posto da 48 ore prima, tutti gli altri 12 ore prima. Dopo le 18.00 l’accesso è libero. È compresa tra le spiagge di Sirolo anche la parte nord della spiaggia del Frate.

– A Portonovo e Mezzavalle bisogna prenotare solamente nel weekend, tranne nel periodo dall’1 al 28 agosto in cui sarà obbligatorio riservare il proprio posto anche durante la settimana. 

– A Numana le spiagge libere sono invece accessibili senza prenotazione, almeno fino al raggiungimento della capacità massima. La disponibilità viene aggiornata in tempo reale sul sito www.turismonumana.it.

In fase di prenotazione potrete selezionare una postazione “Telo mare” per includere 2 adulti o “Ombrellone” per 4 adulti. Qui trovate il vademecum completo. 

I paesi del Conero: Sirolo e Numana

Dopo tanto mare, è il momento di una menzione per i due comuni che si affacciano direttamente sul mare del Conero: Sirolo e Numana. Piccola cittadina affacciata sul porto la prima, borgo medievale il secondo, meritano entrambi la visita e sarebbe davvero un peccato andarsene senza averli esplorati almeno un po’. 

Numana era un borgo di pescatori, che quotidianamente percorrevano il tragitto tra Numana Alta, dove si sviluppava il paese vero e proprio, ed il porto. Quella via è stata trasformata in una scalinata all’inizio del secolo scorso ed è oggi la famosa Costarella, ricca di fiori e casette colorate. In cima alla Costarella si trovano anche i resti dell’antica Torre Romana, di cui ora rimane solo un arco. Godetevi poi una passeggiata nella città alta, tra locali e negozi, con una bella vista sulla Riviera del Conero.

Poco lontano c’è poi Sirolo, che si sviluppa intorno a un centro storico medievale dove in origine si trovava un castello. Passeggiare tra i vicoli pedonali e ritrovarsi nella Piazzetta affacciata sul Conero è un’esperienza da non perdere, magari prima di godersi una cena con vista in uno dei molti ristoranti del paese.

Sirolo

Cosa fare nella Riviera del Conero

Affittare una canoa o un gommone

La Riviera del Conero è uno di quei luoghi che vanno ammirati dal mare per coglierne appieno tutte le caratteristiche: le alte rocce bianche, i borghi di Numana e Sirolo che dominano la costa, le calette incastonate qua e là si godono al meglio se viste dall’acqua. 

Una prima opzione per farlo è quindi affittare un proprio mezzo: una canoa o kayak se siete sportivi, o un piccolo gommone a motore se preferite una soluzione più comoda. Potete farlo presso gli stabilimenti di Sirolo, Numana o Portonovo; se scegliete la canoa valutate ovviamente il punto di partenza in base a quale tratto di costa preferite esplorare. Se volete arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle il punto più comodo è San Michele a Sirolo, se invece volete arrivare a Mezzavalle è meglio partire da Portonovo.

Cercando in rete la media dei costi è più o meno questa:

Per una canoa singola: tra gli 8€ e i 10€/ora, o 30€-35€ per la mezza giornata

Per una canoa doppia: tra i 10€ e i 12€/ora, o 40€-45€ per la mezza giornata

Per un gommone senza bisogno di patente nautica: tra i 100€ e i 120€ per la mezza giornata, incluso un pieno di carburante

Come avrete notato non sto facendo il nome della compagnia cui mi sono rivolta io stessa per il noleggio della canoa, perché non mi è piaciuto molto il loro servizio. Vi lascio piuttosto una lista di vari stabilimenti a cui potete rivolgervi a questo link

Spiaggia dei Gabbiani Riviera del Conero

Fare un’escursione in barca 

Un altro modo per esplorare la costa in tutta comodità è la classica escursione in barca: si parte dal porto di Numana e si trascorre mezza giornata a bordo, con un paio di soste per il bagno, qualche spiegazione sui luoghi che si stanno ammirando e un aperitivo per concludere l’esperienza al meglio. 

Troverete diverse compagnie che offrono lo stesso programma e con prezzi tutto sommato equiparabili, ma in questo caso mi sento di consigliare caldamente la compagnia cui ci siamo rivolti su indicazione del Camping la Medusa, ovvero La Giovane Giusy. La barca è molto spaziosa, con poche persone a bordo per ogni tour che hanno così modo di godersi l’escursione in tutta comodità. Si va da Numana fino al Trave di Ancona con due soste, durante le quali è possibile fare il bagno e rilassarsi sui lettini prendisole, per poi concludere con un ricco aperitivo a base di moscioli e altri prodotti locali. Ma la vera differenza come al solito la fanno le persone e quindi l’equipaggio della Giusy, composto da Alessandra, Loris e Cucciolo: persone innamorate del loro territorio e del loro mare, che sanno davvero trasmettere questa passione durante il tour. 

Sul loro sito trovate qualche dettaglio in più e tutti i contatti per prenotare, il costo per l’escursione da mezza giornata (mattino o pomeriggio) parte da 50€ a persona per gli adulti.  

Riviera del Conero barca

Percorrere il sentiero di Passo del Lupo

Gli appassionati di trekking troveranno molti sentieri tra cui scegliere all’interno del Parco del Conero, ma ce n’è uno in particolare che proprio non potete perdervi: è il numero 302 per Passo del Lupo, che porta al punto panoramico più famoso della zona. Così come la spiaggia del Relitto a Zante, la spiaggia delle Due Sorelle dà infatti il meglio di sé vista dall’alto, perciò dopo averla ammirata dalla barca o raggiunta in canoa, per essere sicuri di godervi il suo profilo migliore dovrete dedicare un po’ di tempo a questa passeggiata panoramica. 

Il sentiero è appunto il numero 302 e ufficialmente parte dal cimitero di Sirolo, ma se avete l’auto vi consiglio di accorciare un pochino partendo dal Bar Belvedere (lo trovate con facilità su Google Maps). Potete lasciare l’auto nel piccolo spiazzo che si trova appena imboccato lo sterrato, o lungo la strada facendo attenzione a non bloccare il passaggio. Da qui seguite le indicazioni per il sentiero 302/Passo del Lupo: il belvedere si raggiunge in circa 20 minuti di camminata e non è molto impegnativo. La vista, poi, vi ripagherà di ogni fatica. 

Importante: ricordate che è consentito arrivare solo fino al Belvedere in corrispondenza della targa, non proseguite oltre perché è molto pericoloso (e anche vietato, perciò rischiereste una multa salata).

Spiaggia delle Due Sorelle

I dintorni: Porto Recanati, Recanati, Loreto e oltre

Se dopo tutte le attività di cui vi ho parlato fin qui vi avanza ancora del tempo, i dintorni del Conero sono ricchissimi di cose da fare e da vedere. Potete partire con il visitare le città e i borghi dei dintorni, come Porto Recanati con il suo coloratissimo lungomare: da lei non mi aspettavo nulla se non una classica località come tante sulla costa adriatica, e invece sono rimasta piacevolmente sorpresa. Ci sono poi Loreto di cui vi avevo parlato già in questo articolo, o ancora Recanati, famosa soprattutto per aver dato i natali a Leopardi, splendida cittadina immersa in un paesaggio che ha ben poco da invidiare alle colline toscane. E ancora Osimo, Castelfidardo, Offagna o altri borghi minori ma sempre interessanti. 

Se non le avete mai visitate, meritano una sosta anche le Grotte di Frassassi con il loro imponente percorso sotterraneo. Si trovano nell’entroterra della Regione a un’ora di strada circa da Numana, perciò vi consiglio eventualmente di inserirle come tappa all’andata o al ritorno.  

Porto Recanati

Dove mangiare nel Conero

Ho davvero troppi locali di cui vorrei parlarvi, quindi arriverà presto un post tutto dedicato a dove mangiare nella Riviera del Conero.

Dove dormire per visitare la Riviera del Conero

Nel corso del mio weekend nel Conero sono stata ospite del Camping la Medusa, struttura che si trova direttamente sul lungomare a metà strada tra Porto Recanati e Numana. La Medusa è a tutti gli effetti un piccolo villaggio, con decine di bungalow e mobilhome, piazzole per i camper, e ogni genere di servizio dal ristorante al mini market, dalla spiaggia privata alla piscina. 

Bungalow e mobilhome sono disponibili in diverse tipologie e grandezze e possono ospitare fino a 7 persone. Nel nostro caso avevamo a disposizione una casetta completa di tutto, con due camere, due bagni e salottino/cucina. Nell’affitto sono sempre incluse le utenze, la biancheria, pulizia iniziale e finale, parcheggio, accesso alla piscina e ombrellone nella spiaggia privata. Una nota di merito va inoltre all’attenzione per la sostenibilità e all’impegno costante per rendere la Medusa un camping Eco Friendly.

Anche in questo caso, poi, la differenza la fannno le persone. Dal primo contatto avvenuto mesi fa, fino alla partenza per il rientro a casa, ho avuto a che fare con uno staff oltremodo disponibile che si è prodigato per darmi consigli utili su cosa fare, cosa vedere, dove mangiare e altro ancora. E vi posso garantire che, anche nel contesto di una collaborazione, questo non è affatto scontato. Se cercate su Google Maps il Camping la Medusa lo troverete descritto come “campeggio vivace con piscina e spiaggia”, parole che ben riassumono l’atmosfera di questo posto e il suo staff allegro e sorridente. Noi abbiamo utilizzato la Medusa come base d’appoggio per visitare i dintorni, vivendo poco la vera vita da campeggio, ma credo che sia una struttura ideale soprattutto per le famiglie con bambini: a loro sono dedicati infatti un programma completo di animazione e diverse attività interessanti come il mini maneggio, l’orto laboratorio e prossimamente un percorso bike park. 

In generale, è un indirizzo che vi consiglio di salvare: in una posizione tranquilla, con tutti i servizi e le comodità di un piccolo villaggio, a due passi dal Conero e dalla sua incredibile bellezza.

Camping la Medusa Conero

Visitare la Riviera del Conero: cosa vedere e cosa fare
MangiaViaggiaAma

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